Nazionale di calcio del Cile

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Cile Cile
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione Federación de Fútbol de Chile
Codice FIFA CHI
Soprannome La Roja (La Rossa)
Selezionatore Argentina Jorge Sampaoli
Record presenze Claudio Bravo (94)
Capocannoniere Marcelo Salas (37)
Ranking FIFA 14°
Esordio internazionale
Argentina Argentina 3 - 1 Cile Cile
Buenos Aires, Argentina; 27 maggio 1910
Migliore vittoria
Cile Cile 7 - 0 Venezuela Venezuela
Santiago del Cile, Cile; 29 agosto 1979
Peggiore sconfitta
Brasile Brasile 7 - 0 Cile Cile
Rio de Janeiro, Brasile; 17 settembre 1959
Campionato del mondo
Partecipazioni 9 (esordio: 1930)
Miglior risultato Terzo posto, 1962
Copa América
Partecipazioni 36 (esordio: 1916)
Miglior risultato Secondo posto, 1955, 1956, 1979, 1987

La Nazionale di calcio cilena (Selección de fútbol de Chile) è la rappresentativa calcistica del Cile ed è controllata dalla Federación de Fútbol de Chile. Membro fondatore della CONMEBOL, ha preso parte a nove edizioni del campionato mondiale di calcio, ottenendo un terzo posto nell'edizione del 1962 giocata in casa. È una delle tre nazionali sudamericane (insieme ad Ecuador e Venezuela) che non ha mai vinto la Coppa America.

Attualmente occupa la 12ª posizione nel Ranking mondiale FIFA.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Primo ventennio[modifica | modifica wikitesto]

La Roja, com'è soprannominata, giocò la sua prima partita nel 1910 contro l'Argentina. Partecipò alla prima edizione dei Mondiali di calcio, nel 1930, e fu inserita nel girone A che comprendeva anche Francia, Argentina e Messico. I cileni partirono ottimamente (3-0 al Messico e 1-0 alla Francia), ma si dovettero arrendere ai gauchos (3-1 il risultato finale), perdendo così il primo posto, l'unico utile per avanzare alle semifinali. Guillermo Subiabre firmò ben quattro delle cinque reti totali cilene, l'altra marcatura fu di Carlos Vidal.

Mondiali 1962[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di calcio 1962 e Battaglia di Santiago (calcio).

L'organizzazione dei Mondiali 1962 venne assegnata allo Stato sudamericano, nonostante gravi carenze infrastrutturali e il terremoto che aveva scosso il paese nel 1960. I padroni di casa furono sorteggiati in un girone con tre avversarie europee: l'Italia (due volte campione mondiale), la Germania Ovest (che aveva sollevato la coppa nel 1954) e la Svizzera. Il Cile seppe trarre il massimo vantaggio dal fattore campo, esordendo con una vittoria per 3-1 sugli elvetici.

L'Estadio Nacional, sito nella capitale.

Nel secondo incontro, già decisivo ai fini della classifica, il Cile affrontò l'Italia: prima della partita, l'ambiente fu destabilizzato da alcuni articoli apparsi su quotidiani italiani (Il Resto del Carlino e La Nazione di Firenze) che denunciavano l'estrema povertà dello Stato, il sottosviluppo, la denutrizione, la prostituzione, l'analfabetismo e l'alcolismo. Gli avvenimenti del campo passarono alla storia come la battaglia di Santiago: il primo fallo venne fischiato dopo appena 12" e dopo 7' Giorgio Ferrini fu il primo espulso, per un fallo su Honorino Landa. Il giocatore, reticente ad abbandonare il campo, fu portato fuori con la forza dai carabinieri locali. La partita proseguì tra falli e proteste: al 38' Leonel Sánchez fu contrastato, regolarmente, da Mario David e finì a terra infuriato. Rialzatosi, il cileno (figlio dell'ex campione di pugilato Juan Sánchez) sferrò un pugno all'avversario ma il direttore di gara (l'inglese Ken Aston) non si avvide del grave gesto: pochi minuti dopo, l'italiano reagì con un calcio che gli costò l'espulsione. L'Italia, ridotta in nove, difese il risultato sino all'ultimo quarto d'ora ma i cileni andarono a segno con Jaime Ramírez (al 74') e Jorge Toro (al 88') centrando la vittoria.

Dopo aver perso contro la Germania Ovest nell'ultima giornata del girone, nei quarti di finale il Cile superò a sorpresa l'Unione Sovietica (2-1). Fermato in semifinale dal Brasile di Garrincha, poi campione, per 2-4 disputò la finale di consolazione contro la Jugoslavia vincendola (con rete di Eladio Rojas nei minuti conclusivi) e guadagnando la medaglia di bronzo.

Quattro anni più tardi, in occasione dei Mondiali disputati in Inghilterra, Italia e Cile si ritrovarono nello stesso girone: gli Azzurri vendicarono l'onta subita nel 1962 con una vittoria per 2-0, ma entrambe le squadre furono eliminate (a passare il girone furono l'Unione Sovietica e la Corea del Nord).

Mondiale del 1974[modifica | modifica wikitesto]

La Roja arrivò in Germania Ovest dopo un controverso spareggio contro l'Unione Sovietica. Dopo l'andata disputata regolarmente a Mosca, i sovietici si rifiutarono di giocare all'Estadio Nacional di Santiago del Cile, poiché questo impianto era usato come campo di concentramento da parte di Augusto Pinochet. La FIFA non accolse il reclamo ed il Cile vinse per rinuncia e ottenne così il diritto di disputare la fase finale del torneo. Il Cile esordì contro i padroni di casa della Germania Ovest e venne battuto 1-0 con un gol da lunga distanza di Paul Breitner, successivamente conquistò un prezioso pareggio (1-1) contro la Germania Est, però non riuscì a vincere l'ultima sfida con l'Australia (pareggio senza reti), fallendo così l'accesso alla seconda fase del torneo.

Mondiale del 1982[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale cilena impegnata a Spagna '82

A Spagna 1982 arrivò per il Cile il peggior risultato mai conseguito nella propria storia nella Coppa del Mondo. Tre partite giocate e tre sconfitte, ad opera di Austria (0-1 gol di Schachner), Germania Ovest (1-4 con tripletta di Rummenigge, Reinders e gol della bandiera per i cileni segnato allo scadere da Moscoso) ed Algeria (2-3 dopo che la prima frazione si era conclusa 3 a 0 per gli algerini per la doppietta di Assad ed il gol di Bensaoula, Neira su rigore e Letelier salvarono l'onore cileno). Il commissario tecnico del Cile era Luis Santibáñez.

Lo scandalo Rojas[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1990 - CONMEBOL.

Il 3 settembre 1989, al Maracanã di Rio de Janeiro, andò in scena una partita fondamentale per decidere chi tra Brasile e Cile sarebbe volato verso l'Italia per disputare il Mondiale '90: ai verdeoro bastava un semplice pareggio, la Roja doveva vincere. La Seleção passò in vantaggio durante la seconda frazione di gioco, al 4º minuto, grazie ad una conclusione mancina di Careca. A questo punto, quando ormai la partita per il Cile era evidentemente compromessa, il portiere Roberto Rojas, soprannominato "Cóndor", aspettò che un bengala arrivasse dalle sue parti, si gettò per terra e si incise il sopracciglio sinistro con un minuscolo bisturi che aveva precedentemente nascosto in un guanto, fingendo così di essere stato colpito. Rojas, disteso per terra dolorante e sanguinante, poi semi-incosciente, venne preso dai propri compagni di squadra e venne portato a braccia negli spogliatoi.

Il Cile non fece rientro in campo costringendo l'arbitro a sospendere la partita in attesa di una situazione di maggiore calma. Rojas venne trasportato immediatamente in Cile con un aereo dove fu accolto immediatamente come un martire. Solo qualche giorno più tardi la FIFA scoprirà, grazie a filmati inediti e fotografie, l'illecito commesso dal "Cóndor" (il bengala aveva finito la sua corsa ad un metro di distanza circa dal portiere), che in seguito a questo episodio subirà una squalifica a vita (verrà in seguito amnistiato nel 2001), compromettendo una carriera ben avviata e l'approdo al grande calcio europeo. Il Cile dal canto suo fu punito in maniera alquanto severa, essendo stato squalificato per le qualificazioni del Mondiale 1990 (che comunque aveva perso sul campo) ed escluso dalle eliminatorie per USA '94, dato che, in virtù di strani gesti di alcuni giocatori cileni subito dopo l'intervento dei sanitari, si intui che lo stesso Rojas non si mosse di sua iniziativa, ma probabilmente fu indirizzato dalla stessa Federazione Cilena.[1]

Mondiale del 1998[modifica | modifica wikitesto]

Il Cile si qualificò per la fase finale della Coppa del Mondo 1998 arrivando quarta nel difficile girone unico sudamericano, a pari punti con il Perù, ma qualificato grazie ad una differenza reti di +16 contro il -1 dei peruviani. I rossi cileni, guidati da Nelson Acosta, potevano disporre di un attacco stellare con Marcelo Salas ed Iván Zamorano, in due realizzatori di ben 23 gol dei 32 totali del Cile nel girone eliminatorio. L'inizio del torneo fu esaltante: l'11 giugno a Bordeaux imposero un 2 a 2 all'Italia di Cesare Maldini. Dopo aver subito la rete di Vieri, arrivò la doppietta del "Matador" Salas e solo Baggio, grazie ad un discutibile rigore a cinque minuti dalla fine, risollevò gli azzurri dal baratro.

Sei giorni dopo a Saint-Étienne arrivò un altro pareggio, stavolta con l'Austria, per le reti messe a segno da Salas prima (anche se il pallone probabilmente non varcò la linea) e da Vastić allo scadere (strepitosa conclusione di destro all'incrocio dei pali). Ancora un pareggio il 23 giugno a Nantes contro il Camerun, sempre 1-1, frutto dei gol di Sierra nel primo tempo e Mboma al decimo della ripresa. Questo risultato permise ai cileni di avanzare il turno ed affrontare i campioni uscenti del Brasile, anche se la "Roja" fu sconfitta dalle doppiette di César Sampaio e Ronaldo. Salas comunque si prese la soddisfazione di siglare il suo quarto gol nel torneo e gli applausi meritati del pubblico transalpino. Il Brasile ha battuto 4-1 il Cile.

Mancate qualificazioni ai Mondiali 2002 e 2006[modifica | modifica wikitesto]

Il Cile, all'indomani della buona prestazione al Mondiale di calcio 1998, subisce un pesante ricambio generazionale, finendo per passare dal 4º posto ottenuto nel girone eliminatorio che gli diede la qualificazione a Francia '98, all'ultima piazza solamente quattro anni più tardi nelle qualificazioni a Giappone-Corea del Sud 2002, superata in classifica anche dal Venezuela. Nel girone eliminatorio per Germania 2006 la Roja viaggia a corrente alternata e chiude settima a soli tre punti dall'Uruguay, che con il quinto posto ottenuto ha potuto disputare lo spareggio contro la vincente della zona OFC.

Mondiale 2010[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale cilena nel 2013

Le delusioni dei primi Anni 2000 sono cancellate dalla qualificazione che la squadra di Marcelo Bielsa consegue al campionato del mondo 2010: la Roja si piazza seconda, staccata di un solo punto dal Brasile. Protagonista di questa fase è il centravanti Humberto Suazo, autore di dieci reti. Il 4 dicembre 2009 il sorteggio per la fase finale inserisce il Cile nel girone H insieme a Spagna, Svizzera e Honduras.

Il 16 giugno 2010, il Cile batte l'Honduras tornando a vincere una partita nella fase finale di un Mondiale esattamente 48 anni dopo l'ultimo successo: la seguente vittoria contro la Svizzera, sempre col minimo scarto, e la sconfitta contro la Spagna significano l'accesso agli ottavi di finale. In questo turno si ferma il percorso degli uomini di Bielsa, sconfitti dal Brasile (lo stesso avversario affrontato dodici anni prima) col punteggio di tre a zero.

Mondiale 2014[modifica | modifica wikitesto]

Qualificatosi per il Mondiale 2014 come terzo nel girone sudamericano, viene inserito per la fase finale nel girone di ferro con la Spagna campione del mondo, i Paesi Bassi e l'Australia. I Cileni partono subito bene, infliggendo un 3-1 agli australiani. Nella seconda uscita battono i campioni del mondo uscenti per 2-0, eliminandoli clamorosamente dal torneo al primo turno e qualificandosi a sorpresa per gli ottavi di finale con una gara d'anticipo; nell'ultima gara perdono ininfluentemente per 2-0 contro l'Olanda, chiudendo il girone come secondi. Negli ottavi affrontano ancora una volta il Brasile, padrone di casa, costringendolo all'1-1 fino al 120° (al gol di David Luiz risponde Alexis Sánchez nel corso del primo tempo); sono necessari i calci di rigore, dove prevalgono i brasiliani.

Coppa America[modifica | modifica wikitesto]

Insieme ad Ecuador e Venezuela, il Cile è una delle tre Nazionali sudamericane a non aver mai vinto il titolo continentale: è però salito sul podio in ben nove occasioni, arrivando secondo per quattro volte (l'ultima delle quali nel 1987, quando in Argentina, fu sconfitto dall'Uruguay) e terzo per cinque (il più recente bronzo risale al 1991 anno in cui il Paese ospitò per la sesta, e finora ultima, volta la competizione). Curiosamente, tra il 1916 e il 1920, ottenne il quarto posto in quattro edizioni di fila.

Risultati in Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

  • 1930 - Primo turno
  • 1934 - Ritirata
  • 1938 - Non partecipante
  • 1950 - Primo turno
  • 1954 - Non qualificata
  • 1958 - Non qualificata
  • 1962 - Bronze medal icon.svg Terzo posto
  • 1966 - Primo turno
  • 1970 - Non qualificata
  • 1974 - Primo turno
 
  • 1978 - Non qualificata
  • 1982 - Primo turno
  • 1986 - Non qualificata
  • 1990 - Squalificata
  • 1994 - Esclusa
  • 1998 - Ottavi di finale
  • 2002 - Non qualificata
  • 2006 - Non qualificata
  • 2010 - Ottavi di finale
  • 2014 - Ottavi di finale

Risultati in Coppa America[modifica | modifica wikitesto]

 

Rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Campeonato Sudamericano de Football/Copa América[modifica | modifica wikitesto]

Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei convocati resa nota il 30 maggio 2015.

Commissario tecnico: Argentina Jorge Sampaoli

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Gol Squadra
1 P Claudio Bravo Captain sports.svg 13 aprile 1983 (32 anni) 89 0 Spagna Barcelona
12 P Paulo Garcés 2 agosto 1984 (30 anni) 1 0 Cile Colo-Colo
23 P Johnny Herrera 9 maggio 1981 (34 anni) 11 0 Cile Universidad de Chile
2 D Eugenio Mena 18 luglio 1988 (26 anni) 34 3 Brasile Cruzeiro
3 D Miiko Albornoz 30 novembre 1990 (24 anni) 5 1 Germania Hannover 96
4 D Mauricio Isla 12 giugno 1988 (27 anni) 59 2 Inghilterra QPR
13 D José Rojas 3 giugno 1983 (32 anni) 23 1 Cile Universidad de Chile
17 D Gary Medel 3 agosto 1987 (27 anni) 73 6 Italia Inter
18 D Gonzalo Jara 29 agosto 1985 (29 anni) 75 3 Germania Mainz 05
5 C David Pizarro 11 settembre 1979 (35 anni) 41 2 Italia Fiorentina
6 C Carlos Carmona 21 febbraio 1987 (28 anni) 47 1 Italia Atalanta
8 C Arturo Vidal 22 maggio 1987 (28 anni) 66 12 Italia Juventus
10 C Jorge Valdivia 19 ottobre 1983 (31 anni) 61 6 Brasile Palmeiras
14 C Matías Fernández 15 maggio 1986 (29 anni) 62 14 Italia Fiorentina
15 C Jean Beausejour 3 giugno 1984 (31 anni) 65 6 Cile Colo-Colo
16 C Felipe Gutiérrez 8 ottobre 1990 (24 anni) 22 1 Paesi Bassi Twente
20 C Charles Aránguiz 17 aprile 1989 (26 anni) 33 4 Brasile Internacional
21 C Marcelo Díaz 30 dicembre 1986 (28 anni) 31 1 Germania Hamburger SV
7 A Alexis Sánchez 19 dicembre 1988 (26 anni) 79 26 Inghilterra Arsenal
9 A Mauricio Pinilla 4 febbraio 1984 (31 anni) 33 6 Italia Atalanta
11 A Eduardo Vargas 20 novembre 1989 (25 anni) 41 18 Inghilterra QPR
19 A Edson Puch 9 aprile 1986 (29 anni) 6 0 Argentina Huracán
22 A Ángelo Henríquez 13 aprile 1994 (21 anni) 5 2 Croazia Dinamo Zagabria

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Tabelle aggiornate al 29 giugno 2015.

  • Il grassetto indica giocatori ancora in attività in Nazionale.

Record di presenze[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Nome Periodo Presenze Reti
1. Claudio Bravo 2004-oggi 94 0
2. Leonel Sánchez 1955-1968 85 24
3. Alexis Sanchez 2006-oggi 85 27
4. Gonzalo Jara 2006-oggi 80 3
5. Gary Medel 2007-oggi 79 7
6. Nelson Tapia 1994-2005 73 0
7. Marcelo Salas 1994-2007 70 37.
7. Alberto Fouilloux 1960-1972 70 12
9. Iván Zamorano 1987-2001 69 34.
9. Fabián Estay 1990-2001 69 5
9. Jean Beausejour 2004-oggi 69 6
12. Arturo Vidal 2007-oggi 68 12

Record di reti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Nome Periodo Reti Presenze
1. Marcelo Salas 1994-2009 37 70
2. Iván Zamorano 1987-2001 34 69
3. Carlos Caszely 1969-1985 29 49
4. Alexis Sánchez 2006-oggi 27 85
5. Leonel Sánchez 1955-1968 24 85
6. Jorge Aravena 1983-1989 22 36
6. Eduardo Vargas 2009-oggi 22 47
8. Humberto Suazo 2005-2013 21 60
9. Carlos Campos 1960-1967 18 42
10. Juan Carlos Letelier 1979-1989 18 57
11. Pedro Araya 1964-1971 14 53
12. Matías Fernández 2005-oggi 14 65

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) FIFA lifts Rojas lifetime ban in cbc.ca, 30 aprile 2001.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]