Nazionale di calcio del Cile

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Cile Cile
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione Federación de Fútbol de Chile
Codice FIFA CHI
Soprannome La Roja (La Rossa)
Selezionatore Jorge Sampaoli (2012-)
Record presenze Leonel Sanchez (84)
Capocannoniere Marcelo Salas (37)
Ranking FIFA 25°
Esordio internazionale
Argentina Argentina 3 - 1 Cile Cile
Buenos Aires, Argentina; 27 maggio 1910
Migliore vittoria
Cile Cile 7 - 0 Venezuela Venezuela
Santiago del Cile, Cile; 29 agosto 1979
Peggiore sconfitta
Brasile Brasile 7 - 0 Cile Cile
Rio de Janeiro, Brasile; 17 settembre 1959
Campionato del mondo
Partecipazioni 9 (esordio: 1930)
Miglior risultato Terzo posto, 1962
Copa América
Partecipazioni 36 (esordio: 1916)
Miglior risultato Secondo posto, 1955, 1956, 1979, 1987
L'Estadio Nacional di Santiago del Cile

La Nazionale di calcio cilena è la rappresentativa calcistica del Cile ed è controllata dalla Federación de Fútbol de Chile. Membro fondatore della CONMEBOL, ha preso parte ad otto edizioni del campionato mondiale di calcio, ottenendo un terzo posto nell'edizione del 1962 giocata in casa. È una delle tre nazionali sudamericane (insieme ad Ecuador e Venezuela) che non ha mai vinto la Coppa America.

Attualmente occupa la 25ª posizione nel Ranking mondiale FIFA.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Primo ventennio[modifica | modifica sorgente]

La Roja, com'è soprannominata, giocò la sua prima partita nel 1910 contro l'Argentina. Partecipò alla prima edizione dei Mondiali di calcio, nel 1930, e fu inserita nel girone A che comprendeva anche Francia, Argentina e Messico. I cileni partirono ottimamente (3-0 al Messico e 1-0 alla Francia), ma si dovettero arrendere ai gauchos (3-1 il risultato finale), perdendo così il primo posto, l'unico utile per avanzare alle semifinali. Guillermo Subiabre firmò ben quattro delle cinque reti totali cilene, l'altra marcatura fu di Carlos Vidal.

Mondiale in casa del 1962[modifica | modifica sorgente]

L'organizzazione del Mondiale 1962 fu assegnata al Cile, nonostante le carenze infrastrutturali ed il terremoto che aveva colpito il paese appena due anni prima. Il sorteggio fu alquanto problematico per il Cile: infatti, capitarono nel loro girone tre compagini europee, l'Italia due volte campione del mondo, la Germania Ovest vincitrice nel 1954 e la modesta Svizzera. Ma i cileni seppero sfruttare al meglio il fattore casalingo: proprio gli elvetici furono i primi ad incontrare e ad essere sconfitti dalla Roja (3-1 il punteggio finale).

Il secondo match vedeva Italia e Cile confrontarsi per quello che aveva tutta l'aria di uno spareggio, infatti gli azzurri erano costretti a vincere a causa del pareggio conseguito contro i tedeschi, i cileni potevano permettersi un passo falso, ma il loro ultimo match del girone era proprio contro i tedeschi. Inoltre la partita si caricò di tensione a causa di alcuni articoli apparsi sul quotidiano Il Resto del Carlino e su La Nazione di Firenze, che denunciavano l'estrema povertà del paese, il sottosviluppo, denutrizione, prostituzione, analfabetismo, alcolismo. L'inizio del match fu violento: colpi proibiti e primo fallo fischiato dopo appena 12" dall'inizio, dopo sette minuti il primo espulso, Giorgio Ferrini, che mise ko Honorino Landa. Addirittura Ferrini, infuriato, fu portato via in maniera coatta dai Carabineros de Chile, la forza di polizia locale.

La partita proseguì tra falli e vendette, tra discussioni e proteste. Al 38º vi fu lo scontro peggiore della partita: il giocatore cileno Leonel Sánchez, che avanzava sulla fascia destra, fu marcato da Mario David che ne provocò la caduta. Mentre il cileno restava a terra, David colpì il pallone e, sullo slancio, lo stesso Sánchez, provocando la furia di quest'ultimo. Infatti, Sánchez (figlio dell'ex campione cileno di pugilato Juan Sánchez) si rialzò repentinamente e sferrò un pugno mancino a David, senza però ricevere alcuna sanzione da parte dell'arbitro. Passarono pochi minuti ed arrivò prontamente la vendetta: David sferrò un gran calcio addosso a Sanchez, l'arbitro inglese Ken Aston vide tutto e cacciò via dal campo l'italiano.

Il Cile, con due uomini in più, non faticò più del necessario a sbarazzarsi dell'Italia (2-0 al 90' con reti di Jaime Ramírez e di Jorge Toro). Quattro anni dopo, nel mondiale del 1966 in Inghilterra, Italia e Cile si affrontarono di nuovo nel girone eliminatorio. Con un arbitraggio regolare, gli italiani vinsero con il medesimo punteggio con cui avevano perso quattro anni prima, 2-0. Successivamente la Germania Ovest superò il paese ospitante costringendolo a disputare i quarti contro l'URSS, sconfitta però a sorpresa per 2-1. In semifinale il Cile perse con onore (2-4) contro il Brasile del funambolico Garrincha poi campione e qualche giorno dopo superò per 1-0 la Jugoslavia con un gol di Eladio Rojas in zona Cesarini, aggiudicandosi così il terzo posto finale.

Mondiale del 1974[modifica | modifica sorgente]

La Roja arrivò in Germania Ovest dopo un controverso spareggio contro l'URSS. Dopo l'andata disputata regolarmente a Mosca, i sovietici si rifiutarono di giocare all'Estadio Nacional di Santiago del Cile, poiché questo impianto era usato come campo di concentramento da parte di Augusto Pinochet. La FIFA non accolse il reclamo ed il Cile vinse per rinuncia e ottenne così il diritto di disputare la fase finale del torneo. Il Cile esordì contro i padroni di casa della Germania Ovest e venne battuto 1-0 con un gol da lunga distanza di Paul Breitner, successivamente conquistò un prezioso pareggio (1-1) contro la Germania Est, però non riuscì a vincere l'ultima sfida con l'Australia (pareggio senza reti), fallendo così l'accesso alla seconda fase del torneo.

Mondiale del 1982[modifica | modifica sorgente]

La nazionale cilena impegnata a Spagna '82

A Spagna 1982 arrivò per il Cile il peggior risultato mai conseguito nella propria storia nella Coppa del Mondo. Tre partite giocate e tre sconfitte, ad opera di Austria (0-1 gol di Schachner), Germania Ovest (1-4 con tripletta di Rummenigge, Reinders e gol della bandiera per i cileni segnato allo scadere da Moscoso) ed Algeria (2-3 dopo che la prima frazione si era conclusa 3 a 0 per gli algerini per la doppietta di Assad ed il gol di Bensaoula, Neira su rigore e Letelier salvarono l'onore cileno). Il commissario tecnico del Cile era Luis Santibanez.

Lo scandalo Rojas[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1990 - CONMEBOL.

Il 3 settembre 1989, al Maracanã di Rio de Janeiro, andò in scena una partita fondamentale per decidere chi tra Brasile e Cile sarebbe volato verso l'Italia per disputare il Mondiale '90: ai verdeoro bastava un semplice pareggio, la Roja doveva vincere. La Seleção passò in vantaggio durante la seconda frazione di gioco, al 4º minuto, grazie ad una conclusione mancina di Careca. A questo punto, quando ormai la partita per il Cile era evidentemente compromessa, il portiere Roberto Rojas, soprannominato "Cóndor", aspettò che un bengala arrivasse dalle sue parti, si gettò per terra e si incise il sopracciglio sinistro con un minuscolo bisturi che aveva precedentemente nascosto in un guanto, fingendo così di essere stato colpito. Rojas, disteso per terra dolorante e sanguinante, poi semi-incosciente, venne preso dai propri compagni di squadra e venne portato a braccia negli spogliatoi.

Il Cile non fece rientro in campo costringendo l'arbitro a sospendere la partita in attesa di una situazione di maggiore calma. Rojas venne trasportato immediatamente in Cile con un aereo dove fu accolto immediatamente come un martire. Solo qualche giorno più tardi la FIFA scoprirà, grazie a filmati inediti e fotografie, l'illecito commesso dal "Cóndor" (il bengala aveva finito la sua corsa ad un metro di distanza circa dal portiere), che in seguito a questo episodio subirà una squalifica a vita (verrà in seguito amnistiato nel 2001), compromettendo una carriera ben avviata e l'approdo al grande calcio europeo. Il Cile dal canto suo fu punito in maniera alquanto severa, essendo stato squalificato per le qualificazioni del Mondiale 1990 (che comunque aveva perso sul campo) ed escluso dalle eliminatorie per USA '94, dato che, in virtù di strani gesti di alcuni giocatori cileni subito dopo l'intervento dei sanitari, si intui che lo stesso Rojas non si mosse di sua iniziativa, ma probabilmente fu indirizzato dalla stessa Federazione Cilena.[1]

Mondiale del 1998[modifica | modifica sorgente]

Il Cile si qualificò per la fase finale della Coppa del Mondo 1998 arrivando quarta nel difficile girone unico sudamericano, a pari punti con il Perù, ma qualificato grazie ad una differenza reti di +16 contro il -1 dei peruviani. I rossi cileni, guidati da Nelson Acosta, potevano disporre di un attacco stellare con Marcelo Salas ed Ivan Zamorano, in due realizzatori di ben 23 gol dei 32 totali del Cile nel girone eliminatorio. L'inizio del torneo fu esaltante: l'11 giugno a Bordeaux imposero un 2 a 2 all'Italia di Cesare Maldini. Dopo aver subito la rete di Vieri, arrivò la doppietta del "Matador" Salas e solo Baggio, grazie ad un discutibile rigore a cinque minuti dalla fine, risollevò gli azzurri dal baratro.

Sei giorni dopo a Saint-Étienne arrivò un altro pareggio, stavolta con l'Austria, per le reti messe a segno da Salas prima (anche se il pallone probabilmente non varcò la linea) e da Vastić allo scadere (strepitosa conclusione di destro all'incrocio dei pali). Ancora un pareggio il 23 giugno a Nantes contro il Camerun, sempre 1-1, frutto dei gol di Sierra nel primo tempo e Mboma al decimo della ripresa. Questo risultato permise ai cileni di avanzare il turno ed affrontare i campioni uscenti del Brasile, anche se la "Roja" fu sconfitta dalle doppiette di César Sampaio e Ronaldo. Salas comunque si prese la soddisfazione di siglare il suo quarto gol nel torneo e gli applausi meritati del pubblico transalpino.

Mancate qualificazioni ai Mondiali 2002 e 2006[modifica | modifica sorgente]

Il Cile, all'indomani della buona prestazione al Mondiale di calcio 1998, ha subito un pesante ricambio generazionale, finendo per passare dal 4º posto ottenuto nel girone eliminatorio che gli diede la qualificazione a Francia '98, all'ultima piazza solamente quattro anni più tardi nelle qualificazioni a Giappone-Corea del Sud 2002, superata in classifica anche dal Venezuela. Nel girone eliminatorio per Germania 2006 la Roja ha viaggiato a corrente alternata ed ha chiuso settima a soli tre punti dall'Uruguay, che con il quinto posto ottenuto ha potuto disputare lo spareggio contro la vincente della zona OFC.

Mondiale 2010[modifica | modifica sorgente]

Le delusioni dei primi Anni 2000 sono cancellate dalla qualificazione che la squadra di Marcelo Bielsa consegue al campionato del mondo 2010: la Roja si piazza seconda, staccata di un solo punto dal Brasile. Protagonista di questa fase è il centravanti Humberto Suazo, autore di dieci reti. Il 4 dicembre 2009 il sorteggio per la fase finale inserisce il Cile nel girone H insieme a Spagna, Svizzera e Honduras.

Il 16 giugno 2010, il Cile batte l'Honduras tornando a vincere una partita nella fase finale di un Mondiale esattamente 48 anni dopo l'ultimo successo: la seguente vittoria contro la Svizzera, sempre col minimo scarto, e la sconfitta contro la Spagna significano l'accesso agli ottavi di finale. In questo turno si ferma il percorso degli uomini di Bielsa, sconfitti dal Brasile (lo stesso avversario affrontato dodici anni prima) col punteggio di tre a zero.

Coppa America[modifica | modifica sorgente]

Insieme ad Ecuador e Venezuela, il Cile è una delle tre Nazionali sudamericane a non aver mai vinto il titolo continentale: è però salito sul podio in ben nove occasioni, arrivando secondo per quattro volte (l'ultima delle quali nel 1987, quando in Argentina, fu sconfitto dall'Uruguay) e terzo per cinque (il più recente bronzo risale al 1991 anno in cui il Paese ospitò per la sesta, e finora ultima, volta la competizione). Curiosamente, tra il 1916 e il 1920, ha ottenuto il quarto posto in quattro edizioni di fila.

Risultati in Coppa del Mondo[modifica | modifica sorgente]

  • 1930 - Primo turno
  • 1934 - Ritirata
  • 1938 - Non partecipante
  • 1950 - Primo turno
  • 1954 - Non qualificata
  • 1958 - Non qualificata
  • 1962 - Terzo posto
  • 1966 - Primo turno
  • 1970 - Non qualificata
  • 1974 - Primo turno
 
  • 1978 - Non qualificata
  • 1982 - Primo turno
  • 1986 - Non qualificata
  • 1990 - Squalificata
  • 1994 - Esclusa
  • 1998 - Ottavi di finale
  • 2002 - Non qualificata
  • 2006 - Non qualificata
  • 2010 - Ottavi di finale

Risultati in Coppa America[modifica | modifica sorgente]

 

Rose[modifica | modifica sorgente]

Mondiali[modifica | modifica sorgente]


Campeonato Sudamericano de Football/Copa América[modifica | modifica sorgente]


Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]


NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa attuale[modifica | modifica sorgente]

Convocati per l'amichevole contro la Germania del 5 marzo 2014.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Gol Squadra
P Johnny Herrera 9 maggio 1981 (1981-05-09) (32 anni) 7 0 Cile Universidad de Chile
P Cristopher Toselli 22 giugno 1988 (1988-06-22) (25 anni) 4 0 Cile Universidad Católica
P Paulo Garcés 2 agosto 1984 (1984-08-02) (29 anni) 1 0 Cile O'Higgins
D Gonzalo Jara 29 agosto 1985 (1985-08-29) (28 anni) 64 3 Inghilterra Nottingham Forest
D Gary Medel 3 agosto 1987 (1987-08-03) (26 anni) 59 5 Galles Cardiff City
D Mauricio Isla 12 giugno 1988 (1988-06-12) (25 anni) 45 2 Italia Juventus
D Marcos González 9 giugno 1980 (1980-06-09) (33 anni) 28 2 Cile Unión Española
D Eugenio Mena 18 luglio 1988 (1988-07-18) (25 anni) 23 3 Brasile Santos
D José Manuel Rojas 23 giugno 1983 (1983-06-23) (30 anni) 18 1 Cile Universidad de Chile
D Osvaldo González 10 agosto 1984 (1984-08-10) (29 anni) 13 0 Cile Universidad de Chile
C Matías Fernández 15 maggio 1986 (1986-05-15) (27 anni) 60 14 Italia Fiorentina
C Jean Beausejour 1º giugno 1984 (1984-06-01) (29 anni) 58 5 Inghilterra Wigan Athletic
C Jorge Valdivia 19 ottobre 1983 (1983-10-19) (30 anni) 56 4 Brasile Palmeiras
C Arturo Vidal 22 maggio 1987 (1987-05-22) (26 anni) 53 8 Italia Juventus
C Carlos Carmona 21 febbraio 1987 (1987-02-21) (27 anni) 42 1 Italia Atalanta
C Fabián Orellana 27 gennaio 1986 (1986-01-27) (28 anni) 24 2 Spagna Celta Vigo
C José Pedro Fuenzalida 22 febbraio 1985 (1985-02-22) (29 anni) 22 1 Cile Colo-Colo
C Charles Aránguiz 17 aprile 1989 (1989-04-17) (25 anni) 19 2 Brasile Internacional
C Felipe Gutiérrez 8 ottobre 1990 (1990-10-08) (23 anni) 16 1 Paesi Bassi Twente
C Francisco Silva 11 febbraio 1986 (1986-02-11) (28 anni) 11 0 Spagna Osasuna
A Alexis Sánchez 19 dicembre 1988 (1988-12-19) (25 anni) 65 22 Spagna Barcelona
A Eduardo Vargas 20 novembre 1989 (1989-11-20) (24 anni) 28 11 Spagna Valencia
A Mauricio Pinilla 4 febbraio 1984 (1984-02-04) (30 anni) 25 5 Italia Cagliari

Record individuali[modifica | modifica sorgente]

in grassetto i giocatori in attività

Record di presenze[modifica | modifica sorgente]

Pos. Nome Periodo Presenze Reti
1. Leonel Sanchez 1955-1967 84 23
2. Claudio Bravo 2004- 75 0
3. Nelson Tapia 1994-2005 73 0
4. Alberto Fouilloux 1960-1972 70 12
5. Marcelo Salas 1994-2007 70 37
6. Iván Zamorano 1987-2001 69 34
7. Fabián Estay 1990-2001 69 5
8. Javier Margas 1990-2000 63 6
9. Miguel Ramírez 1991-2003 62 1
10. Clarence Acuña 1995-2004 61 3

Record di reti[modifica | modifica sorgente]

Pos. Nome Periodo Reti Presenze
1. Marcelo Salas 1994-2009 37 70
2. Iván Zamorano 1987-2001 34 69
3. Carlos Caszely 1969-1985 29 49
4. Leonel Sanchez 1955-1968 23 84
5. Jorge Aravena 1983-1989 22 36
6. Humberto Suazo 2005- 21 60
7. Alexis Sánchez 2006- 20 62
8. Juan Carlos Letelier 1979-1989 18 57
9. Enrique Hormazabal 1950-1963 17 42
10. Alberto Fouilloux 1960-1972 12 70
10. Hugo Eduardo Rubio 1983-1991 12 36

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) FIFA lifts Rojas lifetime ban in cbc.ca, 30 aprile 2001.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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