Nazionale di calcio della Colombia

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Colombia Colombia
Federación Colombiana de Fútbol logo.svg
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
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Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione Federación Colombiana de Fútbol
Confederazione CONMEBOL
Codice FIFA COL
Soprannome La Tricolor (Il Tricolore)
Los Cafeteros (I Coltivatori di Caffè)
Selezionatore Argentina Néstor Lorenzo
Record presenze David Ospina (121)
Capocannoniere Radamel Falcao (35)
Stadio Metropolitano Roberto Melendez
(46 692 posti)
Ranking FIFA 17º[1] (31 marzo 2022)
Esordio internazionale
Messico Messico 3 - 1 Colombia Colombia
Panama, Panama; 10 febbraio 1938
Migliore vittoria
Bahrein Bahrein 0 - 6 Colombia Colombia
Riffa, Bahrein; 26 marzo 2015
Peggiore sconfitta
Brasile Brasile 9 - 0 Colombia Colombia
Lima, Perù; 24 marzo 1957
Campionato del mondo
Partecipazioni 6 (esordio: 1962)
Miglior risultato Quarti di finale nel 2014
Copa América
Partecipazioni 23 (esordio: 1945)
Miglior risultato Oro Campioni nel 2001
Campionato CONCACAF/Gold Cup
Partecipazioni 3 (esordio: 2000)
Miglior risultato Argento Secondo posto nel 2000
Confederations Cup
Partecipazioni 1 (esordio: 2003)
Miglior risultato Quarto posto nel 2003

La nazionale di calcio della Colombia (in spagnolo Selección de fútbol de Colombia) è la rappresentativa calcistica dell'omonimo paese sudamericano. È controllata dalla Federación Colombiana de Fútbol (FCF), affiliata alla CONMEBOL.

Dopo il secondo posto nella Coppa America del 1975, la nazionale colombiana conobbe il periodo di splendore a partire dalla seconda metà degli anni '80, diventando una delle nazionali più forti del Sud America quando, guidata da talenti quali René Higuita, Andrés Escobar, Carlos Valderrama e Faustino Asprilla, si impose all'attenzione internazionale, qualificandosi per tre edizioni consecutive della Coppa del mondo. Nel 1993, in una partita di qualificazione al campionato del mondo 1994, la Colombia ottenne una larga vittoria per 5-0 contro l'Argentina vice-campione del mondo in carica.

Ha vinto la Coppa America nel 2001 disputata in casa, senza subire gol e vincendo tutte le partite. Conta sei presenze alla fase finale del campionato del mondo, fra le quali quella del 2014, quando è riuscita a raggiungere i quarti di finale per la prima volta nella sua storia e ha piazzato il proprio giocatore James Rodríguez al primo posto della classifica dei marcatori (6 gol). In sette Coppe America ha ottenuto un piazzamento nei primi quattro posti.

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, la Colombia ha ottenuto quale miglior piazzamento il 3º posto nel luglio e nell'agosto 2013, nel settembre 2014, nel marzo 2015 e nel giugno e nell'agosto 2016, mentre il peggiore piazzamento è il 54º posto del giugno 2011. Occupa attualmente il 17º posto della graduatoria.[1]

I suoi giocatori sono soprannominati Cafeteros, essendo la Colombia una delle maggiori produttrici di tale pianta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale colombiana nacque verso la fine degli anni trenta: in seguito alla fondazione di una federazione calcistica unica (che aveva posto fine alle divisioni degli anni dieci e venti), avvenuta nel 1924, i dirigenti si concentrarono in primo luogo su una competizione che riunisse le varie selezioni locali colombiane, ciascuna rappresentante un dipartimento.[2] Anni dopo, nel luglio 1937, per partecipare a un torneo calcistico internazionale organizzato in occasione del 400º anniversario della fondazione della città di Cali, la Federazione formò una selezione che riuniva in sé i giocatori della varie rappresentative locali.[2] Benché la stampa definisse questa squadra Selección (cioè Nazionale),[3] il torneo di Cali non è considerato una competizione ufficiale tra Nazionali maggiori, poiché a rappresentare Cuba vi era la squadra di club del Centro Gallego[2] e in generale non parteciparono le Nazionali "A" dei vari paesi.

Fernando Paternoster è stato il primo allenatore straniero nella storia della "selezione colombiana" e anche il secondo assoluto; inoltre è stato il primo a condurre un incontro internazionale

Il debutto ufficiale della Colombia avvenne quindi il 10 febbraio 1938, durante la quarta edizione dei Giochi centramericani e caraibici tenutasi a Panama.[4] Guidata dal tenente Alfonso Novoa,[5] la Colombia scese in campo alle 9:45 di mattina nella città di Panama contro la Nazionale messicana, in una partita arbitrata dall'uruguaiano José Mirabal, che diresse tutte le gare di quel torneo; la prima formazione della Colombia fu: Escorcia; Lugo, Lara; Joliani, Herrera, Yepes; Marcos Mejía, Torres, Pastor, Meléndez, Rafael Mejía.[6] A realizzare il primo gol della storia della Nazionale fu Rafael Mejía, che andò a segno al terzo minuto; la prima divisa era blu con una striscia centrale bianca, pantaloni e calzettoni bianchi.[6] La prima vittoria assoluta giunse il 14 febbraio 1938 contro la nazionale di casa.[4]

Al termine del torneo la Colombia chiuse al terzo posto, dietro a Messico e Costa Rica;[7] proprio contro la Costa Rica si verificò un avvenimento insolito: dopo l'assegnazione di un calcio di rigore in favore della Costa Rica, il secondo della gara, i colombiani protestarono vivacemente, tanto che la polizia dovette intervenire, portando via due calciatori colombiani. I compagni proseguirono nelle rimostranze, e dovettero tutti lasciare il campo; con la Colombia fuori dal terreno di gioco, i costaricani tirarono il rigore, segnando: la partita poi terminò, venti minuti prima del tempo regolamentare. In seguito a questi fatti venne avanzata una protesta ufficiale al Comitato organizzatore dei Giochi da parte della delegazione colombiana, cui però non venne dato séguito.[8]

La Nazionale colombiana tornò poi in campo nell'agosto del 1938, in occasione della prima edizione dei Giochi bolivariani, in programma a Bogotà: esordì con una sconfitta per 4-2 con il Perù, cui ne seguì un'altra contro l'Ecuador, Nazionale debuttante in una competizione ufficiale. La vittoria contro il Venezuela fu l'unica del torneo, che per la Colombia si concluse con un 4º posto su 5 squadre, in virtù dei due punti conquistati.[9] All'ultima gara, tenutasi il 16 agosto 1938 con la Bolivia e finita 2-1 per i boliviani, seguì una pausa di circa 6 anni e mezzo in cui la Nazionale colombiana non giocò alcun incontro internazionale.[4]

Le prime partecipazioni al Campionato Sudamericano (1945-1949)[modifica | modifica wikitesto]

Benché avesse aderito alla CSF, la confederazione sudamericana, già nel 1936,[10] la Colombia non debuttò in una competizione organizzata dalla CSF fino al 1945,[11] anno della sua prima partecipazione al Campeonato Sudamericano de Football.[4] In occasione del Campeonato Sudamericano 1945 la Colombia decise di rispondere all'invito della CSF, inviando una propria rappresentativa nazionale: l'esordio avvenne il 21 gennaio 1945, con la sconfitta per 3-0 contro il Brasile, campione in carica.[12] Seguirono poi altre sconfitte, tra cui quella con l'Argentina per 9-1, una delle più pesanti della storia della Nazionale colombiana e della storia della Coppa America.[13] La selezione colombiana, totalmente composta da giocatori dilettanti (il professionismo fu introdotto nel 1948), registrò 4 sconfitte, un pareggio (con la Bolivia, 3-3) e una vittoria, sull'Ecuador per 3-1.[12] Nel 1946 la Colombia decise di non partecipare al Sudamericano, concentrandosi sui Giochi centramericani e caraibici che si tenevano in quell'anno a Barranquilla.[14]

La Nazionale vinse la medaglia d'oro in tale competizione, vincendo tutte le 6 gare in programma.[14] Nel 1947 tornò, dopo 12 mesi d'inattività, a disputare un torneo, accettando questa volta di prendere parte al Sudamericano organizzato dall'Ecuador.[4] In uno dei tornei più lunghi di quegli anni (per la prima volta partecipavano 8 squadre), la Colombia giunse all'ultimo posto, registrando due pareggi (contro Ecuador e Bolivia) e perdendo le restanti 5 sfide.[15] Nell'aprile del 1949 la Colombia prese parte al Sudamericano in Brasile: anziché inviare una rappresentativa composta da giocatori di vari club, per il torneo la Federazione decise d'inviare una sola squadra di club, l'Atlético Junior, che gareggiò come "Nazionale colombiana".[16] La squadra giunse nuovamente all'ultimo posto, con gli stessi risultati dell'edizione precedente: 0 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte.[16]

L'El Dorado e l'esclusione dalla FIFA (1949-1954)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1949 si verificò uno scisma interno al calcio colombiano che vide la DIMAYOR separarsi dalla Federazione vera e propria: pertanto, la FIFA decise di sospendere la Colombia dall'attività internazionale.[10] Questo portò al periodo dell'El Dorado, ovvero un'epoca di particolare ricchezza del calcio colombiano che, non dovendo più sottostare alle norme FIFA, poté alzare considerevolmente gli stipendi, attirando numerosi giocatori di rilievo.[10] Tale situazione di libertà interna perdurò fino al 1954, anno entro il quale il "Patto di Lima" tra FIFA e DIMAYOR stipulato nel 1951 prevedeva il rientro dei giocatori stranieri ai rispettivi paesi di appartenenza.[17] La Nazionale colombiana visse un periodo di circa 8 anni d'inattività, che iniziò il 7 maggio 1949 e si concluse il 13 marzo 1957 con il ritorno in campo della selezione in occasione del Campeonato Sudamericano 1957.[4]

Il ritorno all'attività (1957)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la lunga parentesi d'assenza dai campi da gioco, la Nazionale colombiana guidata dal nuovo CT Pedro Ricardo López riprese la sua partecipazione al Sudamericano, e viaggiò verso Lima per disputare il torneo del 1957.[18] L'esordio vide una sconfitta per 8-2 contro l'Argentina; il 17 marzo la Colombia riuscì però, per la prima volta, a battere l'Uruguay, grazie al gol di Carlos Arango che fissò il risultato sull'1-0.[18] Il 24 marzo la Colombia venne battuta dal Brasile per 9-0, subendo la più pesante sconfitta della sua storia.[4] A concludere la competizione fu la vittoria per 4-1 sull'Ecuador, grazie alla quale la Colombia evitò gli ultimi due posti della classifica, terminando 5ª su 7 Nazionali.[18] Nel giugno 1957 la Colombia affrontò il suo primo torneo di qualificazione ai Mondiali, le eliminatorie per Svezia 1958: debuttò con un pareggio per 1-1 con l'Uruguay a Bogotà.[4] Quel pareggio si rivelò essere l'unica gara in cui la Colombia ottenne dei punti: seguirono infatti tre sconfitte[4] che classificarono la Nazionale andina all'ultimo posto, dietro a Paraguay e Uruguay. Il 23 giugno 1957 la Colombia disputò la prima amichevole della sua storia, contro il Paraguay, perdendo per 2-1: prima d'allora, la Nazionale aveva giocato solo all'interno di competizioni ufficiali.[4]

Il primo campionato mondiale (1961-1962)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'ultima gara degli anni Cinquanta (7 luglio 1957 contro il Paraguay), la Nazionale colombiana tornò a giocare il 5 febbraio 1961, in un'amichevole contro gli Stati Uniti, vinta per 2-0.[4] Per il torneo di qualificazione al campionato del mondo 1962 era stato nominato CT Adolfo Pedernera,[5] argentino già calciatore di spicco del Millonarios durante l'El Dorado ed ex allenatore dell'América de Cali nel biennio 1960-1961. La formula delle qualificazioni viene cambiata e vengono formati tre gruppi, ciascuno comprendente due squadre: la vincente dei due confronti avrebbe guadagnato l'accesso al Mondiale cileno.[19] Con la vittoria per 1-0 sul Perù a Bogotá, la Colombia era riuscita a ottenere un vantaggio, che conservò nella gara di ritorno: a Lima, il gol del Perù segnato su rigore al 3º minuto fu pareggiato al 67º.[19]

La Colombia si qualificò per la prima volta al Mondiale: fu un esito inatteso, vista la lunga inattività degli anni Cinquanta e i non eccelsi risultati raggiunti fino a quel momento.[10] La Nazionale si presentò al Mondiale con una squadra che univa giocatori d'esperienza come il portiere Efraín Sánchez e il difensore Francisco Zuluaga, che avevano superato i trent'anni, con giovani già entrati in pianta stabile nella rosa della Nazionale come Héctor Echeverri, Carlos Aponte e Rolando Serrano.[20] Il 30 maggio Uruguay-Colombia aprì la manifestazione: andò in vantaggio la Colombia con un rigore del capitano Zuluaga, il più vecchio marcatore di quel Mondiale; l'Uruguay vinse poi per 2-1 con gol di Luis Cubilla e José Sacía.[21] Il pareggio per 4-4 con l'Unione Sovietica fu la gara con il maggior numero di reti segnate nel corso del Mondiale; la sconfitta per 5-0 con la Jugoslavia fece sì che la Colombia finisse all'ultimo posto nel proprio girone, con 1 punto in 3 partite, 5 reti segnate e 11 subìte.[21]

Gli anni 1960[modifica | modifica wikitesto]

Dopo'ultima gara al Mondiale l'attività della Nazionale venne nuovamente sospesa per circa nove mesi. La Colombia tornò a partecipare a un Sudamericano nel 1963: l'ultima edizione cui aveva preso parte era stata quella del 1957.[4] Presentando una formazione rimaneggiata solo in parte rispetto al Mondiale (la linea d'attacco era sostanzialmente la stessa), la Colombia perse la prima gara con l'Argentina per 4-2.[22] La competizione si concluse con 5 sconfitte e un pareggio (ottenuto con il Perù il 24 marzo, 1-1), e l'ultimo posto in classifica.[22] Nel settembre 1963 la nazionale disputò due amichevoli contro la Costa Rica, perdendo la prima e vincendo la seconda: questi due incontri chiusero il 1963 della Colombia, che ancora una volta rimase lontana dai campi per diverso tempo, fino al luglio 1965.[4]

Tornò a giocare per le qualificazioni al campionato del mondo 1966. Inclusa nel girone con Cile ed Ecuador, la Nazionale colombiana debuttò con una sconfitta per 1-0 in casa contro l'Ecuador: le successive gare videro una vittoria (contro il Cile a Barranquilla) e altre due sconfitte. Avendo totalizzato due punti, i colombiani chiusero all'ultimo posto nel girone, dovendo rinunciare al campionato mondiale.[23] Il 1965 si era concluso con la vittoria per 2-0 sul Cile: il 1966 fu aperto da un'altra partita con il Cile, valida per le qualificazioni al Campeonato Sudamericano de Football 1967 (che fu l'unica edizione della Coppa America a prevedere un turno eliminatorio preliminare).[4] I cileni superarono la Colombia per 5-2 all'andata a Santiago, qualificandosi alla fase finale del Sudamericano in virtù dello 0-0 ottenuto a Bogotà.[24]

Nel biennio 1968-1969 la Federazione decise di aumentare sensibilmente il numero di partite della Nazionale: dopo l'amichevole con il Messico del 16 ottobre 1968, nel 1969 la Colombia iniziò una lunga serie di amichevoli che la portarono in campo 7 volte prima dell'inizio delle qualificazioni a Messico 1970: scopo di questa serie di amichevoli era appunto preparare la squadra, migliorarne le condizioni e selezionare i giocatori da utilizzare durante le qualificazioni mondiali.[25] Il 20 febbraio 1969, per la prima volta, la Nazionale andina affrontò in amichevole una selezione europea: si trattava dell'Unione Sovietica, che a Bogotá vinse per 3-1.[4] Il bilancio delle gare di preparazione fu di 2 pareggi e 6 sconfitte su 8 gare totali.[4] Le eliminatorie mondiali si aprirono il 27 luglio con la vittoria per 3-0 sul Venezuela: dopo il pareggio per 1-1 con lo stesso Venezuela, il 2 agosto, arrivarono 4 sconfitte su 4 partite contro Brasile e Paraguay, che estromisero la Colombia dal Mondiale 1970.[26]

Gli anni 1970: il secondo posto in Coppa America[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 maggio 1970 la Colombia affrontò la Nazionale inglese, inaugurando così il nuovo decennio: all'Estadio Nemesio Camacho di Bogotá la nazionale di casa fu sconfitta per 4-0.[4] Nel 1972 la selezione colombiana giocò cinque gare: due di esse furono valide per la Coppa d'Indipendenza Brasiliana, mentre le rimanenti furono amichevoli con Perù e Venezuela.[4] Il 27 maggio 1973, con il successo su Haiti per 2-1, ottenuto grazie ai gol di Jaime Morón ed José Ernesto Díaz,[27] la Colombia tornò a vincere una partita dopo quasi quattro anni (l'ultima era stata Colombia-Venezuela 3-0 del 27 luglio 1969).[4] Iniziarono poi le qualificazioni al campionato del mondo 1974: messa nel girone con Ecuador e Uruguay, la Nazionale colombiana pareggiò i primi tre incontri e vinse l'ultimo con l'Uruguay a Montevideo: arrivata a quota 5 punti, al pari degli uruguaiani, la Colombia fu eliminata per via della differenza reti sfavorevole (+1 contro il +4 dell'Uruguay).[28]

Lo stadio Olímpico di Caracas, teatro dello spareggio della Coppa America 1975

Il 1975 fu interamente dedicato alla Coppa America (che per la prima volta assumeva questo nome): l'esordio fu Colombia-Paraguay, gara vinta per 1-0 con rete di José Ernesto Díaz.[29] Seguirono altri tre successi che portarono la Colombia al primo posto del gruppo C, a punteggio pieno, con un solo gol subìto.[29] Con la vittoria per 3-0 sull'Uruguay in semifinale, a Bogotá, la Colombia riuscì a ottenere un vantaggio per la gara di ritorno: limitando gli uruguaiani alla vittoria per 1-0, la Colombia si qualificò, per la prima volta in assoluto, alla finale della Coppa America, grazie al complessivo 3-1 sull'Uruguay.[29] Giunta all'atto conclusivo della manifestazione, fu contrapposta al Perù: benché avesse vinto la prima gara per 1-0, perse la seconda a Lima per 2-0, e per definire il vincitore della Coppa si rese necessario lo spareggio, che premiò i peruviani (gol di Hugo Sotil che garantì la vittoria per 1-0).[29] Tuttavia, nonostante la sconfitta, la Nazionale fu poi ben accolta al ritorno in patria dal campo neutro di Caracas, dove si era disputata la finale: per la Colombia, il secondo posto fu un piazzamento di prestigio, visti i risultati delle edizioni precedenti.[30]

Nel 1976 la selezione giocò una sola partita, contro l'Uruguay a Bogotá, perdendo per 2-1.[4] Dopo una serie di gare di preparazione, affrontò il torneo di qualificazione per campionato del mondo 1978: al debutto pareggiò 0-0 in casa con il Brasile.[4] I risultati successivi, un pareggio e una sconfitta, impedirono l'avanzamento al turno finale delle eliminatorie (che si giocò a Cali tra il 10 e il 17 luglio).[31] Sospesa l'attività per tutto il 1978, la Colombia riprese a giocare a luglio 1979, dapprima con due gare contro una Nazionale spagnola sperimentale, e poi con altre due contro il Perù.[4] Esauriti gli incontri preparatorî per la Coppa America, la Nazionale colombiana affrontò la manifestazione vera e propria, esordendo con un pareggio a San Cristóbal con il Venezuela.[32] Le vittorie con Cile e Venezuela misero la Colombia in condizione di qualificarsi alle semifinali, ma la sconfitta all'ultima partita, quella di ritorno con i cileni, esclusero la Nazionale cafetera dalla Coppa.[32] Si chiusero così gli anni Settanta della Colombia, che non tornò più in campo fino al luglio 1980.[4]

Gli anni 1980: transizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983 sulla panchina della nazionale arrivò Gabriel Ochoa Uribe, pluridecorato allenatore di Millonarios, Independiente Santa Fe e América de Cali.

Nelle qualificazioni al campionato del mondo 1986 la Colombia abbandonò la divisa color salmone e iniziò ad usare i colori della bandiera nazionale: maglietta gialla, calzoncini azzurri e calzettoni rossi.

Il 1º novembre 1985 la Colombia, che avrebbe dovuto ospitare i mondiali dell'anno successivo ma non poté adempiere ai requisiti della FIFA, mancò l'accesso alla rassegna perdendo contro il Paraguay: costretta dall'aritmetica a vincere per 3-0, vinse per 2-1.

Nel 1986 León Londoño Tamayo, presidente della FCF, decise di affidare la panchina della nazionale a Francisco Maturana, che fondò l'ossatura della squadra sui giocatori dell'Atlético Nacional.

Gli anni 1990: la generazione d'oro[modifica | modifica wikitesto]

La Colombia che a Italia '90 raggiunse gli ottavi di finale, suo miglior risultato nel torneo iridato fino al 2014

La Colombia visse il suo miglior periodo negli anni novanta, nei quali fu la terza forza calcistica del Sud America dopo Brasile e Argentina. Quella colombiana fu una generazione di talenti impersonata da un giocatore di classe mondiale come Carlos Valderrama e da altri di grande valore come il portiere René Higuita, Freddy Rincón, Faustino Asprilla, Adolfo Valencia.

La Colombia si qualificò per il campionato del mondo 1990 battendo l'Israele nello spareggio intercontinentale: per i Cafeteros fu la seconda partecipazione ai mondiali. Nella fase finale, in Italia, vinse per 2-0 contro gli Emirati Arabi Uniti, perse per 1-0 contro la Jugoslavia ed infine pareggiò per 1-1 contro i futuri campioni del mondo della Germania Ovest. Il cammino dei colombiani terminò agli ottavi di finale, per mano del Camerun che nei tempi supplementari batté per 2-1 i colombiani.

Si qualificò poi per il mondiale statunitense del 1994, piazzandosi prima nel proprio girone: decisiva fu la vittoria ottenuta contro l'Argentina (seconda e costretta dunque allo spareggio inter-zona contro l'Australia) per 5-0, il 5 settembre 1993 a Buenos Aires nell'ultima giornata. Negli USA la squadra allenata da Francisco Maturana fu però subito eliminata, a causa di due sconfitte nella fase a gironi contro Romania (3-1) e Stati Uniti (2-1): inutile fu la vittoria per 2-0 sulla Svizzera nell'ultimo incontro. Al ritorno in patria la nazionale fu funestata dalla morte di Andrés Escobar: il giocatore, che nella partita contro gli Stati Uniti aveva realizzato un'autorete contribuendo alla sconfitta, fu ucciso a colpi di pistola fuori da un ristorante il 2 luglio 1994 da un gruppo di narcotrafficanti: la causa del gesto fu l'ingente perdita di denaro provocata dalla sua autorete a un giro di scommesse clandestine[33].

Sotto la gestione di Hernán Gómez la Colombia riuscì ad accedere al campionato del mondo 1998, non andando però oltre la fase a gironi, in cui perse due partite.

Il successo in Coppa America (2001)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 arrivò l'unico successo nella storia dei Cafeteros, la Coppa America, di cui la Colombia fu paese organizzatore.

Battuto per 2-0 all'esordio il Venezuela, la squadra di Maturana vinse anche contro l'Ecuador (1-0) e il Cile (2-0). Nei quarti di finale batté per 3-0 il Perù e in semifinale sconfisse per 2-0 il sorprendente Honduras, che era stato chiamato a partecipare all'ultimo istante in sostituzione dell'Argentina (che aveva rinunciato al torneo per motivi di sicurezza) e nel turno precedente aveva eliminato il quotato Brasile. In finale contro il Messico fu il capitano Iván Córdoba a realizzare il gol decisivo per la vittoria (1-0). La nazionale colombiana chiudeva così un torneo perfetto, con sei partite vinte su sei, nessun gol subito e tre sole ammonizioni. Per i Cafeteros fu il primo titolo continentale: la Colombia diventava la settima nazionale a vincere la Copa América.

Crisi (2002-2010)[modifica | modifica wikitesto]

Il trionfo del 2001 segnò, tuttavia, la chiusura di un'epoca: nel periodo successivo la squadra non trovò ricambi all'altezza e mancò la qualificazione ai mondiali del 2002, del 2006 e del 2010.

Il sesto posto nel girone di qualificazione sudamericano al mondiale 2002 non bastò neanche a garantire l'accesso al play-off interzona, che andò all'Uruguay per differenza reti. La Colombia si classificò sesta anche nel girone CONMEBOL di qualificazione al mondiale 2006 e settima nel girone CONMEBOL di qualificazione al mondiale 2010.

Nella Confederations Cup 2003 in Francia la Colombia arrivò seconda nel girone della prima fase, dopo aver perso all'esordio contro la Francia (1-0) e vinto contro Nuova Zelanda (3-1) e Giappone (1-0). In semifinale fu sconfitta dal Camerun (1-0) e perse anche la finale per il terzo posto contro la Turchia (2-1).

Nella Coppa America 2007 la Colombia uscì già nella prima fase. Giunta terza nel girone con Argentina, Paraguay e Stati Uniti, dopo le sconfitte contro paraguaiani (5-0) e argentini (4-2) e la vittoria contro gli statunitensi (1-0), fu la peggiore delle tre terze classificate nei tre gironi e non poté accedere ai quarti di finale.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Eliminata ai quarti di finale della Coppa America 2011, la Colombia si qualificò per il campionato del mondo 2014. Grazie a una nuova generazione di talenti, nonostante la mancanza della principale stella Radamel Falcao per infortunio, i colombiani, che giocavano una fase finale del mondiale dopo 16 anni, brillarono nella fase a gironi, ottenendo tre vittorie su tre nel proprio raggruppamento, contro Grecia (3-0), Costa d'Avorio (2-1) e Giappone (4-1), confermando dunque le aspettative della vigilia come possibile sorpresa del torneo. La Colombia eguagliò così il risultato del 1990, ma questa volta superando il girone a punteggio pieno. Nel successivo ottavo di finale la nazionale colombiana si impose per 2-0 sull'Uruguay con una doppietta di James Rodríguez, divenuto inoltre il capocannoniere della manifestazione, e giunse per la prima volta della sua storia ai quarti di finale della coppa del mondo, dove fu però eliminata dai padroni di casa del Brasile, vittoriosi con il risultato di 2-1.

Nella Coppa America 2015 la squadra deluse. Sconfitta dal Venezuela (1-0), batté il Brasile (1-0) e pareggiò a reti bianche contro il Perù, qualificandosi al turno seguente come una delle due migliori terze classificate nei tre gironi. Ai quarti di finale pareggiò senza reti contro l'Argentina, che la eliminò dopo i tiri di rigore (5-4). Jeison Murillo, autore del gol della vittoria contro il Brasile, fu nominato miglior giovane del torneo e inserito nell'undici ideale della Coppa America.

Nella Coppa America Centenario del 2016 esordì battendo per 2-0 i padroni di casa degli Stati Uniti, poi batté anche il Paraguay (2-1) e si qualificò così alla fase successiva, ma come seconda classificata nel proprio raggruppamento, dato che, profondamente stravolta nell'undici titolare, perse l'ultimo incontro del girone contro la Costa Rica (3-2). Al MetLife Stadium pareggiò a reti bianche contro il Perù e lo sconfisse per 4-2 ai rigori. In semifinale fu sconfitta per 2-0 ed eliminata dalla nazionale futura vincitrice del torneo, il Cile. La Colombia guadagnò il terzo posto battendo nella finale di consolazione gli Stati Uniti per 1-0, conseguendo il proprio migliore risultato in Coppa America dal 2001, quando aveva vinto il torneo.

Ottenuta la qualificazione al campionato del mondo 2018, la Colombia fu inserita in un girone con Giappone, Polonia e Senegal. Malgrado i favori del pronostico, fu battuta per 2-1 dal Giappone, giocando per 87 minuti su 90 in dieci uomini a causa dell'espulsione in avvio di gara di Carlos Sánchez. Risollevatasi grazie alla vittoria per 3-0 contro la Polonia, la squadra sudamericana ottenne la qualificazione agli ottavi battendo per 1-0 ed eliminando il Senegal, cui sarebbe bastato un pari per superare il turno. Agli ottavi di finale la Colombia si arrese solamente ai tiri di rigore contro l'Inghilterra, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sul punteggio di 1-1, con un insperato gol del pareggio segnato dai sudamericani al 93º minuto.[34]

Chiusasi la gestione Pekerman, fu Carlos Queiroz a guidare la nazionale nella Coppa America 2019, dove la Colombia vinse il girone grazie a tre successi contro Argentina, Qatar e Paraguay, ma uscì ai quarti di finale, eliminata ai tiri di rigore dal Cile dopo lo 0-0 dei 90 minuti.

Anni duemilaventi[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2020, a seguito di due pesanti sconfitte nelle eliminatorie del campionato del mondo 2022, Queiroz fu esonerato per fare posto al rientrante Reinaldo Rueda.[35]

Nella Coppa America 2021 la squadra ottenne una vittoria e un pari e subì una sconfitta, qualificandosi alla fase a eliminazione diretta in qualità di terza classificata nel girone; ai quarti di finale eliminò l'Uruguay vincendo per 4-2 ai tiri di rigore (0-0 dopo 90 minuti) ed uscì in semifinale con l'Argentina perdendo per 2-3 ai rigori (1-1 dopo 90 minuti). Non sfuggì la conquista del terzo posto, ottenuto grazie al successo per 3-2 sul Perù; il colombiano Luis Díaz fu, con 4 gol, capocannoniere del torneo insieme all'argentino Lionel Messi.

Fallimentare si rivelò poi la campagna di qualificazione al campionato del mondo 2022. La Colombia non riuscì, infatti, a ottenere un posto nella rassegna in programma in Qatar, piazzandosi sesta nel girone sudamericano con 5 vittorie, 8 pareggi e 5 sconfitte, a un punto dal Perù quinto e ammesso allo spareggio interzona.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

1946
2001

Commissari tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione della maglia[modifica | modifica wikitesto]

La divisa colombiana ha avuto continue modifiche nell'arco della storia della selezione ed è forse una di quelle più stravolte e travagliate in ambito internazionale.

La prima divisa di cui si hanno tracce è del 1937, indossata in occasione dell'inaugurazione dell'Estadio Olímpico Pascual Guerrero di Cali e del quarto centenario della fondazione di Cali, per il quale si tenne un torneo internazionale con Messico, Argentina, Cuba e la prima, ufficiosa, Colombia della storia.[40] In quella prima uscita, la Colombia vinse 3–1 contro il Messico.[41]. Non si hanno tuttavia informazioni sulle divise indossate, né sono rimaste fotografie a testimoniarne l'aspetto.

Nel 1938 la Colombia partecipò ufficialmente ai Giochi centroamericani e caraibici che si tenevano a Panama, nonché ai Giochi bolivariani dello stesso anno. La squadra per questi due tornei indossò una maglia color cielo con pantaloncini bianchi e calzettoni bianchi. L'ispirazione era fornita dalle squadre più forti del momento, l'Uruguay pluricampione olimpico e primo campione del mondo della storia, l'Italia pluricampione del mondo e l'Argentina[42].

Tuttavia nel 1945, a seguito dell'affiliazione della Adefútbol a FIFA e CONMEBOL e di conseguenza alla prima partecipazione alla Copa América (allora Campionato Sudamericano) che si tenne in Cile, la squadra indossò una tenuta marrone perché non si trattava di una vera e propria selezione colombiana quanto del club Junior Barranquilla. Anche nell'edizione successiva del 1949 in Brasile la Colombia venne rappresentata dal Junior Barranquilla.[40]

All'edizione del 1957[43] e alla prima apparizione in Coppa del Mondo nel 1962 la Colombia passò ad un completo composta da maglia blu scuro, pantaloncini bianchi e calzettoni blu o bianchi a seconda dell'occasione.[42][44] Stesso kit per le qualificazioni ai mondiali del 1966.[45]

Il 15 giugno 1971, dopo una lotta intestina tra le due federazioni calcistiche del Paese, sorse l'attuale Federazione calcistica della Colombia[40] che scelse, per testimoniare l'inizio di una nuova era calcistica, una divisa arancione che richiamava quella dell'Olanda che stava cambiando il gioco del calcio nel mondo:[42] maglia arancione con bandiera colombiana che attraversava il petto, pantaloncini bianchi e calzettoni arancioni; per le partite in trasferta il completo era invertito.[46]. La bandiera fu rimossa nella Copa América 75 mentre i pantaloncini divennero neri.[47] Nei primi anni 80 nonostante l'assetto cromatico rimase invariato, la produzione passò ai francesi della Le Coq Sportif.[48] Nell'amichevole del 24 agosto 1984 vinta per 1-0 contro l'Argentina, comparse di nuovo il tricolore sulle maglie.[49][50]

Nel 1985 iniziò l'era tricolore per le uniformi della Colombia: a partire dalle qualificazioni ai Mondiali di calcio 1986 la Colombia scese in campo con maglia rossa con dettagli richiamanti la bandiera nazionale, pantaloncini azzurri e calzettoni gialli. La divisa non aveva fornitore ed era stata disegnata da María Elvira Pardo. La tenuta da trasferta aveva maglia gialla e calzettoni rossi.[51][52] Dopo soli due anni la fornitura tecnica passò all'Adidas che utilizzò i propri layout con il medesimo schema.[53]

Dopo una breve parentesi nella Copa América 1987 con Puma,[54], la fornitura tornò ad Adidas e la scelta cromatica rimase invariata[55][56][57][58] La scelta dei colori non cambiò nemmeno con Kelme ed inizialmente Comba[59][60]

Colombia tricolore nel 2011 allo stadio Stadio Vicente Calderón

Il cambio più significativo avvenne nel 1992, quando sotto la fornitura di Comba la Colombia cominciò a giocare in giallo anche in casa[61]. Il passaggio divenne ufficiale con la fornitura di Umbro dal 1993[62][63]. La tenuta tricolore richiamante la bandiera non cambiò più anche col cambio dei fornitori (prima Reebok poi Lotto ed infine adidas).[64][65][66].

Nel novembre 2013 Adidas presenta le nuove divise per Brasile 2014, interrompendo la ventennale divisa tricolore: una maglia giallo brillante con un inserto blu notte è accompagnata da pantaloncini e calzettoni bianchi (i richiami alla bandiera rimangono ma molto sottili). La divisa non è stata apprezzata dai supporter colombiani se non per l'introduzione nella divisa di un motivo richiamante il Sombrero Vueltiao[67][68][69] Al contrario è stata molto apprezzata la divisa da trasferta, nuovamente rossa dopo molti anni e non più blu come le più recenti creazioni.[69][70]. È da notare tuttavia che la maglia gialla è perfettamente combinabile con i pantaloncini e i calzettoni della divisa da trasferta in modo da ottenere la tradizionale divisa tricolore.
Ha destato scandalo l'utilizzo della divisa della nazionale colombiana da parte del club iracheno del Duhok per alcune partite del campionato iracheno. L'Adidas ha smentito la partnership con il club gialloblu, e si è in seguito scoperto che i kit erano contraffatti e che il font della numerazione era il Puma Graffer, esclusività dell'omonima marca sportiva.[71]

Evoluzione della divisa[modifica | modifica wikitesto]

[72]

(1938)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1947)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1957–1960)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1960–1961)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore


(1962–1965)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1971–1974)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1975–1979)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1980–1981)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Le Coq Sportif


(1982–1984)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1985)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Nessun fornitore
(1985–1986)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Adidas
(1987)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Puma


(1988–1989)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Adidas
(1990)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Adidas
(1991)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Kelme new logo.png Kelme
(1992)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
COMBA Logo.svg Comba


(1993–1997)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Umbro logo13.png Umbro
(1998–2000)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Reebok delta logo.svg Reebok
(2001–2002)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Reebok delta logo.svg Reebok
(2003–2004)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Lotto logo.jpeg Lotto


(2004–2007)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Lotto logo.jpeg Lotto
(2007–2009)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Lotto logo.jpeg Lotto
(2009–2010)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Lotto logo.jpeg Lotto
(2011)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Adidas (Temporaneo)


(2011–2012)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Adidas
(2013)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Adidas
(2014)[73][74]
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Adidas
(2015)[73][74]
Casa Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Adidas
(2016)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Adidas

Fornitori tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Fornitore Periodo
Francia Le Coq Sportif[75] 1980–1981
Germania Adidas[76] 1985–1986
Germania Puma[77] 1987
Germania Adidas[78][79][80][81] 1988–1990
Spagna Kelme[82][83] 1991
Colombia Comba[84] 1992
Inghilterra Umbro[85][86] 1993–1997
Inghilterra Reebok[87] 1998–2002
Italia Lotto[88] 2003–2010
Germania Adidas[89][90][91] 2011–oggi

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1938 Ritirata dalle qualificazioni
1950 Non partecipante
1954 Non partecipante
1958 Non qualificata
1962 Primo turno
1966 Non qualificata
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Non qualificata
1986 Non qualificata
1990 Ottavi di finale
1994 Primo turno
1998 Primo turno
2002 Non qualificata
2006 Non qualificata
2010 Non qualificata
2014 Quarti di finale
2018 Ottavi di finale
2022 Non qualificata
Copa América
Edizione Risultato
1939 Rinuncia
1941 Rinuncia
1942 Rinuncia
1945 Quinto posto
1946 Rinuncia
1947 Ottavo posto
1949 Ottavo posto
1953 Rinuncia
1955 Rinuncia
1956 Rinuncia
1957 Quinto posto
1959 Rinuncia
1959 (II) Rinuncia
1963 Settimo posto
1967 Non qualificata
1975 Secondo posto Silver medal southamerica.svg
1979 Primo turno
1983 Primo turno
1987 Terzo posto Bronze medal southamerica.svg
1989 Primo turno
1991 Quarto posto
1993 Terzo posto Bronze medal southamerica.svg
1995 Terzo posto Bronze medal southamerica.svg
1997 Quarti di finale
1999 Quarti di finale
2001 Campione Gold medal southamerica.svg
2004 Quarto posto
2007 Primo turno
2011 Quarti di finale
2015 Quarti di finale
2016 Terzo posto Bronze medal southamerica.svg
2019 Quarti di finale
2021 Terzo posto Bronze medal southamerica.svg
Giochi olimpici[92]
Edizione Risultato
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Quarto posto
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni

CONCACAF Gold Cup[modifica | modifica wikitesto]

Pur non essendo affiliata alla CONCACAF, la nazionale colombiana è stata invitata per tre volte alla Gold Cup, finendo sul podio in due occasioni.[93]

Giochi bolivariani[modifica | modifica wikitesto]

La Colombia si è classificata al quarto posto ai Giochi bolivariani casalinghi del 1938, gli unici disputati dalle selezioni maggiori delle nazioni partecipanti.[94]

Giochi centramericani e caraibici[modifica | modifica wikitesto]

I cafeteros hanno inoltre collezionato 2 medaglie (una d'oro e l'altra di bronzo) ai Giochi centramericani e caraibici, disputati dal 1930 al 1946 dalle selezioni maggiori delle nazioni partecipanti.[95]

Giochi panamericani[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale colombiana ha partecipato ai Giochi panamericani in 6 occasioni. Tuttavia, data la natura dilettantistica della manifestazione, era impedita per regolamento la convocazione dei professionisti. Dunque fino al 2003 le selezioni erano costituite da giovani o calciatori di seconda fascia, mentre da tale data, vi è l'obbligo di schierare le Under-20. Pertanto dalla prima edizione del 1951 a quella del 1999, la Colombia in quattro partecipazioni ha collezionato una medaglia d'argento ed una di bronzo.[96]

Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale colombiana durante le fasi di riscaldamento al mondiale brasiliano del 2014
Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1938 Francia Francia Ritirata prima delle qualificazioni - - - -
1950 Brasile Brasile Non partecipante - - - -
1954 Svizzera Svizzera Non partecipante - - - -
1958 Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1962 Cile Cile Primo turno 0 1 2 5:11
1966 Inghilterra Inghilterra Non qualificata - - - -
1970 Messico Messico Non qualificata - - - -
1974 Germania Germania Non qualificata - - - -
1978 Argentina Argentina Non qualificata - - - -
1982 Spagna Spagna Non qualificata - - - -
1986 Messico Messico Non qualificata - - - -
1990 Italia Italia Ottavi di finale 1 1 2 4:5
1994 Stati Uniti Stati Uniti Primo turno 1 0 2 4:5
1998 Francia Francia Primo turno 1 0 2 1:3
2002 Giappone Giappone / Corea del Sud Corea del Sud Non qualificata - - - -
2006 Germania Germania Non qualificata - - - -
2010 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2014 Brasile Brasile Quarti di finale 4 0 1 12:4
2018 Russia Russia Ottavi di finale 2 1 1 6:3
2022 Qatar Qatar Non qualificata - - - -

Copa América[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1939 Perù Perù Rinuncia - - - -
1941 Cile Cile Rinuncia - - - -
1942 Uruguay Uruguay Rinuncia - - - -
1945 Cile Cile Quinto posto 1 1 4 7:25
1946 Argentina Argentina Rinuncia - - - -
1947 Ecuador Ecuador Ottavo posto 0 2 5 2:19
1949 Brasile Brasile Ottavo posto 0 2 5 4:23
1953 Perù Perù Rinuncia - - - -
1955 Cile Cile Rinuncia - - - -
1956 Uruguay Uruguay Rinuncia - - - -
1957 Perù Perù Quinto posto 2 0 4 10:25
1959 I Argentina Argentina Rinuncia - - - -
1959 II Ecuador Ecuador Rinuncia - - - -
1963 Bolivia Bolivia Settimo posto 0 1 5 10:19
1967 Uruguay Uruguay Non qualificata - - - -
1975 Itinerante Secondo posto Silver medal southamerica.svg 6 0 3 11:5
1979 Itinerante Primo turno 2 1 1 5:2
1983 Itinerante Primo turno 0 2 2 4:10
1987 Argentina Argentina Terzo posto Bronze medal southamerica.svg 3 0 1 8:3
1989 Brasile Brasile Primo turno 1 2 1 5:4
1991 Cile Cile Quarto posto 2 2 3 5:6
1993 Ecuador Ecuador Terzo posto Bronze medal southamerica.svg 3 2 1 6:4
1995 Uruguay Uruguay Terzo posto Bronze medal southamerica.svg 3 1 2 7:8
1997 Bolivia Bolivia Quarti di finale 1 0 3 6:7
1999 Paraguay Paraguay Quarti di finale 3 0 1 8:4
2001 Colombia Colombia Campione Gold medal southamerica.svg 6 0 0 11:0
2004 Perù Perù Quarto posto 3 1 2 7:7
2007 Venezuela Venezuela Primo turno 1 0 2 3:9
2011 Argentina Argentina Quarti di finale 2 1 1 3:2
2015 Cile Cile Quarti di finale 1 2 1 1:1
2016 Stati Uniti Stati Uniti Terzo posto Bronze medal southamerica.svg 3 1 2 7:6
2019 Brasile Brasile Quarti di finale 3 1 0 4:0
2021 Brasile Brasile Terzo posto Bronze medal southamerica.svg 2 3 2 7:7

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1948 Londra Non partecipante - - - -
  • Nota bene: per le informazioni sui risultati ai Giochi olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della nazionale olimpica.

Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1992 Arabia Saudita Arabia Saudita Non invitata - - - -
1995 Arabia Saudita Arabia Saudita Non invitata - - - -
1997 Arabia Saudita Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999 Messico Messico Non qualificata - - - -
2001 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Non qualificata - - - -
2003 Francia Francia Quarto posto 2 0 3 5:5
2005 Germania Germania Non qualificata - - - -
2009 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2013 Brasile Brasile Non qualificata - - - -
2017 Russia Russia Non qualificata - - - -

CONCACAF Gold Cup[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
2000 Stati Uniti Stati Uniti Secondo posto Argento 2 1 2 5:6
2003 Stati Uniti Stati Uniti / Messico Messico Quarti di finale 1 1 1 2:3
2005 Stati Uniti Stati Uniti Terzo posto[97]Bronzo 2 0 3 7:7

Giochi bolivariani[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1938 Colombia Bogotà Quarto posto 1 0 3 6:8

Giochi centramericani e caraibici[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1938 Panama Panama Terzo posto Bronzen medaille.svg 2 0 3 10:11
1946 Colombia Barranquilla Campione Gouden medaille.svg 6 0 0 20:7

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo FIFA 1962
Sánchez, 2 Vivas, 3 Zuluaga, 4 Alzate, 5 J. González, 6 Calle, 7 Aponte, 8 Echeverri, 9 Silva, 10 Serrano, 11 López, 12 Tovar, 13 Aceros, 14 Paz, 15 Coll, 16 Pérez, 17 Klinger, 18 Escobar, 19 Gamboa, 20 Rada, 21 H. González, 22 Arias, CT: Pedernera
Coppa del Mondo FIFA 1990
Higuita, 2 Escobar, 3 Gi. Gómez, 4 Herrera, 5 Villa, 6 Pérez, 7 Estrada, 8 Ga. Gómez, 9 Guerrero, 10 Valderrama, 11 Redín, 12 Niño, 13 Hoyos, 14 Álvarez, 15 Perea, 16 Iguarán, 17 Cassiani, 18 Cabrera, 19 Rincón, 20 Fajardo, 21 Mendoza, 22 Hernández, CT: Maturana
Coppa del Mondo FIFA 1994
Córdoba, 2 Escobar, 3 Mendoza, 4 Herrera, 5 Gaviria, 6 Gómez, 7 de Ávila, 8 Lozano, 9 Valenciano, 10 Valderrama, 11 Valencia, 12 Mondragón, 13 Ortiz, 14 Álvarez, 15 Perea, 16 Aristizábal, 17 Serna, 18 Cortés, 19 Rincón, 20 Pérez, 21 Asprilla, 22 Pazo, CT: Maturana
Coppa del Mondo FIFA 1998
Ó. Córdoba, 2 I. Córdoba, 3 Palacios, 4 Santa, 5 Bermúdez, 6 Serna, 7 de Ávila, 8 Lozano, 9 Valencia, 10 Valderrama, 11 Asprilla, 12 Calero, 13 Cabrera, 14 Bolaño, 15 Aristizábal, 16 Moreno, 17 Estrada, 18 Pérez, 19 Rincón, 20 Ricard, 21 Preciado, 22 Mondragón, CT: Gómez
Coppa del Mondo FIFA 2014
Ospina, 2 Zapata, 3 Yepes, 4 Arias, 5 Carbonero, 6 Sánchez, 7 Armero, 8 Aguilar, 9 Gutiérrez, 10 Rodríguez, 11 Cuadrado, 12 Vargas, 13 Guarín, 14 Ibarbo, 15 Mejía, 16 Balanta, 17 Bacca, 18 Zúñiga, 19 Ramos, 20 Quintero, 21 Martínez, 22 Mondragón, 23 Valdés, CT: Pekerman
Coppa del Mondo FIFA 2018
Ospina, 2 Zapata, 3 Murillo, 4 Arias, 5 Barrios, 6 C. Sánchez, 7 Bacca, 8 Aguilar, 9 Falcao, 10 Rodríguez, 11 J. G. Cuadrado, 12 Vargas, 13 Mina, 14 Muriel, 15 Uribe, 16 Lerma, 17 Mojica, 18 Díaz, 19 Borja, 20 Quintero, 21 Izquierdo, 22 J. F. Cuadrado, 23 D. Sánchez, CT: Pekerman

Campeonato Sudamericano de Football/Copa América[modifica | modifica wikitesto]

Campeonato Sudamericano 1947
Acosta, P E. Sánchez, D Gamboa, D Londoño, D Mejía, D Picalúa, C De la Hoz, C Estupiñán, C Mallarino, C Quintero, C Serna, C Vivares, A Carrillo, A Flórez, A García, A González, A Ra. Granados, A Ri. Granados, A Meléndez, A Pérez, A Ruiz, A Soto, A Vásquez, CT: Taioli
Campeonato Sudamericano 1949
Ojeda, P E. Sánchez, D Marriaga, D Mejía, D Picalúa, C Gastelbondo, C Guerra, C Gutiérrez, C Muñoz, A Apolinario, A Berdugo, A Carrillo, A De León, A García, A González, A Nieto Pérez, A Pedraza, A N. Pérez, A Ruiz, A Ucrós, CT: Donnenfeld
Campeonato Sudamericano 1957
Benítez, P E. Sánchez, D Mendoza, D I. Sánchez, D Zuluaga, C Abadía, C Díaz, C Escobar, C Rubio, C Silva, C Sinisterra, C Viáfara, A Álvarez, A Andrade, A Aragón, A Arango, A Carrillo, A Gamboa, A Gutiérrez, A Mosquera, A Valencia, CT: López
Campeonato Sudamericano 1963
Mosquera, P Vivas, D Alzate, D Aponte, D Co. Arango, D J. González, D López, D Marín, D Sánchez, C Aceros, C Coll, C G. González, C Serrano, C Silva, A Ca. Arango, A Arias, A Botero, A Campillo, A Gamboa, A F. González, A H. González, A Salla, CT: Ochoa Uribe
Copa América 1975
Zape, P Deluque, D Angulo, D Bolaño, D Caicedo, D Escobar, D Rubio, D Segovia, D Soto, C Arboleda, C Calero, C Castro, C González, C Rendón, C Retat, C Umaña, C Zárate, A Campaz, A Díaz, A Lóndero, A López, A Ortiz, A Silva Pacheco, CT: Sánchez
Copa América 1979
Mina, P Zape, C Ríos, D Bolaño, D Castro, D Escobar, D Prince, D Reyes, C Chaparro, C Herrera, C López, C Lugo, C Muñoz, C Otero, C Valverde, A Agudelo, A Iguarán, A Díaz, A Morón, A Ortiz, A Valderrama, A Vilarete, CT: Vidinić
Copa América 1983
Barrios, P Mina, D Blanco, D Bolaño, D Escobar, D Hoyos, D Nolberto Molina, D Luna, D Prince, D Viáfara, C Caicedo, C Díaz, C Herrera, C Ortiz, C Peluffo, C Sarmiento, A de Ávila, A Fiorillo, A Iguarán, A Valderrama, CT: Sánchez
Copa América 1987
Higuita, 2 Perea, 3 Molina, 4 Herrera, 5 Hoyos, 6 Pérez, 7 de Ávila, 8 Álvarez, 9 Galeano, 10 Valderrama, 11 Redín, 12 Jiménez, 13 Tréllez, 14 Mendoza, 15 Angulo, 16 Porras, 17 Coll, 18 Gómez, 19 Iguarán, 20 Escobar, CT: Maturana
Copa América 1989
Higuita, 2 Escobar, 3 Gi. Gómez, 4 Pérez, 5 Hoyos, 6 Ga. Gómez, 7 de Ávila, 8 García, 9 Angulo, 10 Valderrama, 11 Redín, 12 Villa, 13 Mendoza, 14 Álvarez, 15 Perea, 16 Iguarán, 17 Tréllez, 18 Cabrera, 19 Niño, 20 Hernández, CT: Maturana
Copa América 1991
Higuita, 2 Escobar, 3 Martínez, 4 Pimentel, 5 Herrera, 6 Pareja, 7 de Ávila, 8 García, 9 Valenciano, 10 Valderrama, 11 Redín, 12 Calero, 13 Cabrera, 14 Álvarez, 15 Perea, 16 Estrada, 17 Osorio, 18 Iguarán, 19 Usuriaga, 20 Rincón, 21 Vargas Cortés, 22 Niño, CT: L. García
Copa América 1993
Córdoba, 2 Cortés, 3 Mendoza, 4 Herrera, 5 Gaviria, 6 Gómez, 7 O. Maturana, 8 García, 9 Aristizábal, 10 Valderrama, 11 Valencia, 12 Mondragón, 13 Pacheco, 14 Álvarez, 15 Perea, 16 Lozano, 17 Asprilla, 18 Osorio, 19 Rincón, 20 W. Pérez, 21 J. Pérez, 22 Pazo, CT: F. Maturana
Copa América 1995
Higuita, 2 Santa, 3 Mendoza, 4 Fernández, 5 Bermúdez, 6 Gaviria, 7 Guerrero, 8 Lozano, 9 Arboleda, 10 Valderrama, 11 Asprilla, 12 Calero, 13 Cabrera, 14 Álvarez, 15 Mosquera, 16 Aristizábal, 17 León, 18 Cardona, 19 Rincón, 20 Quiñónez, 21 Cassiani, 22 Córdoba, CT: Gómez
Copa América 1997
Mondragón, 2 Córdoba, 3 C. Asprilla, 4 Santa, 5 Bermúdez, 6 Pérez, 7 Zuleta, 8 Estrada, 9 Aristizábal, 10 Mafla, 11 F. Asprilla, 12 Calero, 13 Cabrera, 14 Gaviria, 15 Mosquera, 16 Moreno, 17 Ricard, 18 Bonilla, 19 Escobar, 20 Pacheco, 21 Zapata, 22 Morantes, CT: Gómez
Copa América 1999
Calero, 2 Córdoba, 3 Cortés, 4 Viveros, 5 Bermúdez, 6 Ramírez, 7 Congo, 8 Lozano, 9 Bonilla, 10 Morantes, 11 Zambrano, 12 Higuita, 13 Bolaño, 14 Betancourth, 15 Portocarrero, 16 González, 17 Montaño, 18 Quintana, 19 Ricard, 20 Grisales, 21 Yepes, 22 Julio, CT: Álvarez
Copa América 2001
Ó. Córdoba, 2 I. Córdoba, 3 Yepes, 4 Cortés, 5 Orozco, 6 Vargas, 7 Becerra, 8 Ferreira, 10 Aristizábal, 11 Arriaga, 12 Calero, 13 Restrepo, 14 López, 15 Murillo, 16 González, 17 Ramírez, 18 Castillo, 19 Grisales, 20 Bedoya, 21 Díaz, 23 Molina, 24 Hernández, CT: Maturana
Copa América 2004
Henao, 2 González, 3 Castrillón, 4 Sinisterra, 5 Orozco, 6 Díaz, 7 Moreno, 8 Ferreira, 9 Herrera, 10 Morantes, 11 Murillo, 12 Castillo, 13 Dinas, 14 Perea, 15 Viáfara, 16 Congo, 17 Patiño, 18 Aguilar, 19 Amaya, 20 Victoria, 21 Palacio, 22 Martínez, CT: Rueda
Copa América 2007
Calero, 2 Córdoba, 3 Yepes, 4 Vallejo, 5 Arizala, 6 Vargas, 7 E. Perea, 8 Ferreira, 9 Domínguez, 10 Chitiva, 11 Rodallega, 12 Zapata, 13 Marín, 14 L. Perea, 15 Viáfara, 16 Benítez, 17 Castrillón, 18 Rey, 19 Valoyes, 20 Torres, 21 Banguero, 22 Zúñiga, CT: Pinto
Copa América 2011
Ramos, 2 Zapata, 3 Yepes, 4 Bolívar, 5 Anchico, 6 Sánchez, 7 Armero, 8 Aguilar, 9 Falcao, 10 Cuadrado, 11 Rodallega, 12 L. Martínez, 13 Guarín, 14 Perea, 15 Valencia, 16 Soto, 17 Moreno, 18 Zúñiga, 19 Gutiérrez, 20 Ramos, 21 J. Martínez, 22 Mosquera, 23 Castillo, CT: Gómez
Copa América 2015
Ospina, 2 Zapata, 3 Franco, 4 Arias, 5 Valencia, 6 Sánchez, 7 Armero, 8 Cardona, 9 Falcao, 10 Rodríguez, 11 Cuadrado, 12 Vargas, 13 Andrade, 14 Valdés, 15 Mejía, 16 Ibarbo, 17 Bacca, 18 Zúñiga, 19 Gutiérrez, 20 Muriel, 21 Martínez, 22 Murillo, 23 Bonilla, CT: Pekerman
Copa América Centenario
Ospina, 2 C. Zapata, 3 Mina, 4 Arias, 5 Celis, 6 Sánchez, 7 Bacca, 8 Cardona, 9 Martínez, 10 Rodríguez, 11 Cuadrado, 12 R. Zapata, 13 Pérez, 14 Aguilar, 15 Medina, 16 Torres, 17 D. Moreno, 18 Fabra, 19 Díaz, 20 Roa, 21 M. Moreno, 22 Murillo, 23 Bonilla, CT: Pekerman
Copa América 2019
Ospina, 2 C. Zapata, 3 Medina, 4 Arias, 5 Barrios, 6 Tesillo, 7 D. Zapata, 8 Cardona, 9 Falcao, 10 Rodríguez, 11 Cuadrado, 12 Vargas, 13 Mina, 14 Díaz, 15 Uribe, 16 Lerma, 17 Borja, 18 Cuéllar, 19 Muriel, 20 Martínez, 21 Lucumí, 22 Montero, 23 Sánchez, CT: Queiroz
Copa América 2021
Ospina, 2 Medina, 3 Murillo, 4 Cuesta, 5 Barrios, 6 Tesillo, 7 Zapata, 8 Cuéllar, 9 Muriel, 10 Cardona, 11 Cuadrado, 12 Vargas, 13 Mina, 14 Díaz, 15 Uribe, 16 Muñoz, 17 Moreno, 18 Borré, 19 Borja, 20 Campaz, 21 Pérez, 22 Quintana, 23 Sánchez, 24 Lucumí, 25 Perlaza, 26 Fabra, 27 Morelos, 28 Chará, CT: Rueda

Gold Cup[modifica | modifica wikitesto]

CONCACAF Gold Cup 2000
Calero, 2 A. Mosquera, 3 Cortés, 4 C. Asprilla, 5 Martínez, 6 Bolaño, 7 Hurtado, 8 Oviedo, 9 Congo, 10 F. Asprilla, 11 Zapata, 12 Henao, 13 López, 14 Pérez, 15 Bedoya, 16 B. Mosquera, 17 Candelo, 18 Castillo, 19 Dinas, 20 Bonilla, 21 Chitiva, 22 Gómez, CT: García
CONCACAF Gold Cup 2003
Mondragón, 2 Virviescas, 3 Orozco, 4 Vallejo, 5 Mera, 6 Perea, 7 Patiño, 8 Lozano, 9 Vásquez, 10 Hernández, 11 Murillo, 12 Henao, 13 Montoya, 14 Molina, 15 Velásquez, 16 Bustos, 17 Restrepo, 18 Castillo, CT: Maturana
CONCACAF Gold Cup 2005
Mondragón, 2 Benítez, 3 de la Cuesta, 4 Mendoza, 5 González, 6 J.C. Ramírez, 7 Guarín, 8 A. Ramírez, 9 Rentería, 10 Moreno, 11 Valoyes, 12 Martínez, 13 Anchico, 14 Palacio, 15 Castrillón, 16 Hurtado, 17 Patiño, 18 Arzuaga, 19 Leal, 20 Torres, 21 Aguilar, 22 Passo, 23 Briceño, CT: Rueda

Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

FIFA Confederations Cup 2003
Ó. Córdoba, 2 I. Córdoba, 3 Yepes, 4 Ramos, 5 Mera, 6 Vallejo, 7 Becerra, 8 Valentierra, 9 Aristizábal, 10 Hernández, 11 Murillo, 12 Henao, 13 Alcázar, 14 Díaz, 15 Velásquez, 16 Arriaga, 17 Arzuaga, 18 Caballero, 19 Mosquera, 20 Bedoya, 21 Patiño, 22 L. Martínez, 23 G. Martínez, CT: Maturana

Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

NOTA: per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della nazionale colombiana.

Lista dei 28 convocati per le partite di qualificazioni ai mondiali 2022 contro Bolivia e Venezuela del 24 e 28 marzo 2022.

Presenze e reti aggiornate al 29 marzo 2022.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
P David Ospina 31 agosto 1988 (33 anni) 124 0 Italia Napoli
P Camilo Vargas 9 marzo 1989 (33 anni) 11 0 Messico Atlas
P Álvaro David Montero 29 marzo 1995 (27 anni) 3 0 Colombia Millonarios
D Juan Cuadrado 26 maggio 1988 (34 anni) 111 10 Italia Juventus
D Davinson Sánchez 12 giugno 1996 (26 anni) 48 0 Inghilterra Tottenham Hotspur
D William Tesillo 2 febbraio 1990 (32 anni) 30 1 Messico León
D John Stefan Medina 14 giugno 1992 (30 anni) 28 0 Messico Monterrey
D Frank Fabra 22 febbraio 1991 (31 anni) 24 1 Argentina Boca Juniors
D Johan Mojica 21 agosto 1992 (29 anni) 19 1 Spagna Elche
D Daniel Muñoz 25 maggio 1996 (26 anni) 12 0 Belgio Genk
D Carlos Cuesta 9 marzo 1999 (23 anni) 6 0 Belgio Genk
D Jhon Lucumí 26 giugno 1998 (24 anni) 4 0 Belgio Genk
C James Rodríguez 12 luglio 1991 (31 anni) 86 24 Qatar Al-Rayyan
C Wilmar Barrios 16 ottobre 1993 (28 anni) 52 0 Russia Zenit San Pietroburgo
C Mateus Uribe 21 marzo 1991 (31 anni) 42 5 Portogallo Porto
C Juan Fernando Quintero 18 gennaio 1993 (29 anni) 31 4 Argentina River Plate
C Jefferson Lerma 25 ottobre 1994 (27 anni) 30 1 Inghilterra Bournemouth
C Gustavo Cuéllar 14 ottobre 1992 (29 anni) 24 1 Arabia Saudita Al-Hilal
C Yairo Moreno 4 aprile 1995 (27 anni) 15 0 Messico Pachuca
C Víctor Cantillo 15 ottobre 1993 (28 anni) 2 0 Brasile Corinthians
A Luis Muriel 16 aprile 1991 (31 anni) 45 8 Italia Atalanta
A Luis Díaz 13 gennaio 1997 (25 anni) 35 8 Inghilterra Liverpool
A Miguel Borja 26 gennaio 1993 (29 anni) 27 8 Colombia Atlético Junior
A Rafael Santos Borré 15 settembre 1995 (26 anni) 16 0 Germania Eintracht Francoforte
A Alfredo Morelos 21 giugno 1996 (26 anni) 11 1 Scozia Rangers
A Luis Sinisterra 17 giugno 1999 (23 anni) 5 0 Paesi Bassi Feyenoord
A Luis Suárez 2 dicembre 1997 (24 anni) 3 0 Spagna Granada
A Harold Preciado 1º maggio 1994 (28 anni) 3 0 Messico Santos Laguna

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Dati aggiornati al 29 marzo 2022.

Presenze[modifica | modifica wikitesto]

Carlos Valderrama, secondo nella classifica di presenze con la nazionale colombiana
Posi. Giocatore Presenze Reti Periodo
1 David Ospina 124 0 2007-
2 Juan Cuadrado 111 10 2010-
Carlos Valderrama 11 1985-1998
4 Mario Yepes 102 6 1999-2014
5 Leonel Álvarez 101 1 1985-1997
6 Radamel Falcao 99 35 2007-
7 Carlos Sánchez 88 0 2007-2018
8 James Rodríguez 86 24 2011-
9 Freddy Rincón 84 17 1990-2001
10 Luis Carlos Perea 78 0 1987-1994

Reti[modifica | modifica wikitesto]

Radamel Falcao, primatista di reti con la nazionale colombiana
Pos. Giocatore Reti Presenze Periodo
1 Radamel Falcao 35 99 2007-
2 Arnoldo Iguarán 25 68 1979-1993
3 James Rodríguez 24 86 2011-
4 Faustino Asprilla 20 57 1993-2001
5 Freddy Rincón 17 84 1990-2001
6 Carlos Bacca 16 52 2010-2018
7 Teófilo Gutiérrez 15 52 2009-2017
Víctor Aristizábal 66 1993-2003
9 Adolfo Valencia 14 37 1992-1998
10 Iván Valenciano 13 29 1991-2000
Antony de Ávila 54 1983-1998

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Men's Ranking, su fifa.com. URL consultato l'8 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2018).
  2. ^ a b c (ES) Historia de la Federación Colombiana de Fútbol, su colfutbol.org. URL consultato il 16 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2010).
  3. ^ (ES) La selección local hizo un brillante partido ante Cuba, in El Tiempo, 2 agosto 1937, p. 1.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w (EN) Colombia - International Results, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  5. ^ a b (EN) Colombia National Team Coaches, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  6. ^ a b (ES) En los últimos quince minutos nuestro equipo perdió el partido contra Méjico, in El Tiempo, 11 febbraio 1938, p. 15.
  7. ^ (EN) Central American and Caribbean Games Games 1938 (Panama), su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  8. ^ (ES) En un partido accidentado Costa Rica vence a Colombia, in El Tiempo, 19 febbraio 1938, p. 15.
  9. ^ (EN) Bolivarian Games: Soccer Tournaments, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  10. ^ a b c d D'Orsi, p. 353.
  11. ^ I Giochi bolivariani del 1938 erano stati organizzati dal Comitato Olimpico Colombiano.
  12. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1945, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  13. ^ (EN) The Copa América Archive - Trivia, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  14. ^ a b (EN) Central American and Caribbean Games 1946 (Barranquilla, Colombia), su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  15. ^ (EN) Southamerican Championship 1947, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  16. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1949, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  17. ^ (ES) Tobías Carvajal Crespo, Así fue el famoso Pacto de Lima de 1951-1954, arcotriunfal.com, 20 aprile 2009. URL consultato il 13 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2013).
  18. ^ a b c (EN) Southamerican Championship 1957, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  19. ^ a b (EN) World Cup 1962 qualifications, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  20. ^ (EN) Colombia, su fifa.com, FIFA.com. URL consultato il 17 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2007).
  21. ^ a b (EN) World Cup 1962 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  22. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1963, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  23. ^ (EN) World Cup 1966 qualifications, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  24. ^ (EN) Southamerican Championship 1967, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  25. ^ (ES) Colombia, en Busca de la Revancha, in El Tiempo, 4 febbraio 1969, p. 13.
  26. ^ (EN) World Cup 1970 qualifications, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  27. ^ Colombia venció a Haiti por dos goles a uno, in El Tiempo, 28 maggio 1973, p. 5C.
  28. ^ (EN) World Cup 1974 qualifications, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  29. ^ a b c d (EN) Copa America 1975, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  30. ^ (ES) A las 3 regresa Colombia, in El Tiempo, 29 ottobre 1975, p. 3C.
  31. ^ (EN) World Cup 1978 qualifications, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  32. ^ a b (EN) Copa America 1979, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  33. ^ Morte Andres Escobar: arrestato il mandante dopo 24 anni, sportmediaset.it, 18 gennaio 2018.
  34. ^ Colombia-Inghilterra 4-5 ai rigori, ai quarti Kane sfiderà la Svezia, in La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato il 5 luglio 2018.
  35. ^ Rueda nuovo ct della Colombia, su tuttomercatoweb.com, 14 gennaio 2021. URL consultato il 7 febbraio 2021.
  36. ^ „Bolillo Gómez renunció como técnico de Colombia - Y les dio bolilla“auf www.futbol.com.uy vom 9. August 2011, abgerufen am 9. August 2011 (spanisch)
  37. ^ "Alvarez coacht die "Cafeteros"", Kicker vom 9. September 2011, abgerufen am 21. Mai 2014
  38. ^ Kolumbien entlässt Leonel Alvarez, su kicker.de, kicker.de. URL consultato il 13 dicembre 2011.
  39. ^ Pekerman nuevo DT de Colombia - Allí Pekerman (spanisch) auf http://www.futbol.com.uy vom 6. Januar 2012, abgerufen am 6. Januar 2012
  40. ^ a b c Colfútbol, Historia Colfútbol, su colfutbol.org.
  41. ^ www.cali.gov.co, Historia Pascual Guerrero, su cali.gov.co.
  42. ^ a b c Futbolred/El Tiempo, Cuando la Selección se vistió de Colombia, su eltiempo.com (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2013).
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  97. ^ Entrambe le semifinaliste furono accreditate della terza posizione, senza giocare la finale per il 3º posto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo D'Orsi, Colombia, in AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.

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