Campionato mondiale di calcio 1982

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Campionato mondiale di calcio 1982
Copa Mundial de Fútbol de 1982
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 12ª
Date 13 giugno - 11 luglio 1982
Luogo Spagna Spagna
(14 città)
Partecipanti 24 (109 alle qualificazioni)
Impianto/i 17 stadi
Risultati
Vincitore Italia Italia
(3° titolo)
Secondo Germania Ovest Germania Ovest
Terzo Polonia Polonia
Quarto Francia Francia
Statistiche
Miglior marcatore Italia Paolo Rossi (6 gol)
Incontri disputati 52
Gol segnati 146 (2,81 per incontro)
Pubblico 1 856 277
(35 698 per incontro)
Italia82.JPG
L'Italia di Enzo Bearzot che conquistò nel 1982 il suo terzo alloro mondiale. In piedi: Zoff (capitano), Antognoni, Scirea, Graziani, Collovati, Gentile. Accosciati: Rossi, Conti, Cabrini, Oriali, Tardelli.
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1978 1986 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 1982 o Coppa del Mondo FIFA del 1982 (noto anche come Spagna '82) è stata la dodicesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.

Si svolse in Spagna dal 13 giugno all'11 luglio 1982. Fu il primo campionato mondiale in cui le squadre partecipanti furono portate da 16 a 24. Inoltre è tuttora il mondiale ospitato da un'unica nazione che ha visto impiegato il maggior numero di stadi: diciassette. La squadra vincitrice fu l'Italia, che sconfisse 3-1 la Germania Ovest in finale.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Convocazioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1982.

Stadi[modifica | modifica wikitesto]

Gli stadi scelti per ospitare il campionato mondiale di calcio 1982 furono 17 in 14 città[1]:

Madrid Barcellona
Santiago Bernabéu Vicente Calderón Camp Nou Sarriá
40°27′11.02″N 3°41′18.06″W / 40.453061°N 3.68835°W40.453061; -3.68835 (Santiago Bernabéu) 40°24′06″N 3°43′14″W / 40.401667°N 3.720556°W40.401667; -3.720556 (Vicente Calderón) 41°22′51″N 2°07′21″E / 41.380833°N 2.1225°E41.380833; 2.1225 (Camp Nou) 41°23′35.2″N 2°07′59.41″E / 41.393111°N 2.133169°E41.393111; 2.133169 (Sarriá)
Capienza: 90 800 Capienza: 65 695 Capienza: 97 679 Capienza: 40 400
Bernabeu stadium.jpg Vicente-Calderon-1-070910.jpg Camp Nou aerial (cropped).jpg Sarrià.jpg
Siviglia Bilbao Valladolid
Ramón Sánchez Pizjuán Benito Villamarín San Mamés José Zorrilla
37°23′01.96″N 5°58′13.68″W / 37.383878°N 5.970467°W37.383878; -5.970467 (Ramón Sánchez Pizjuán) 37°21′23.05″N 5°58′53.8″W / 37.356403°N 5.981611°W37.356403; -5.981611 (Benito Villamarín) 43°15′51.14″N 2°56′57.73″W / 43.264206°N 2.949369°W43.264206; -2.949369 (San Mamés) 41°38′40″N 4°45′40″W / 41.644444°N 4.761111°W41.644444; -4.761111 (José Zorrilla)
Capienza: 68 110 Capienza: 50 253 Capienza: 46 223 Capienza: 29 990
EstadioRamonSanchezPizjuan-SevillaFC.JPG Stade Manuel Ruiz de Lopera Séville.JPG San mames uefa.png Estadio José Zorrilla desde Preferencia A.jpg
Malaga
La Rosaleda
36°44′02.73″N 4°25′35.12″W / 36.734092°N 4.426422°W36.734092; -4.426422 (La Rosaleda)
Capienza: 34 411
Estado de la Rosaleda (Málaga C.F.).jpg
Valencia Saragozza Elche Oviedo
Luis Casanova La Romareda Martínez Valero Carlos Tartiere
39°28′29″N 0°21′30″W / 39.474722°N 0.358333°W39.474722; -0.358333 (Luis Casanova) 41°38′11.73″N 0°54′06.56″W / 41.636592°N 0.901822°W41.636592; -0.901822 (La Romareda) 38°16′01″N 0°39′48″W / 38.266944°N 0.663333°W38.266944; -0.663333 (Martínez Valero) 43°21′38.82″N 5°52′12.8″W / 43.360783°N 5.870222°W43.360783; -5.870222 (Carlos Tartiere)
Capienza: 47 542 Capienza: 41 806 Capienza: 53 290 Capienza: 23 500
Mestalla trofeu taronja 120811.jpg Grada Norte La Romareda.jpg Elche-Xerez.jpg Estadio Carlos Tartiere 03.jpg
Gijón Alicante Vigo La Coruña
El Molinón José Rico Pérez Balaídos Riazor
43°32′10″N 5°38′14″W / 43.536111°N 5.637222°W43.536111; -5.637222 (El Molinón) 38°21′26″N 0°29′33″W / 38.357222°N 0.4925°W38.357222; -0.4925 (José Rico Pérez) 42°12′42.7″N 8°44′25.18″W / 42.211861°N 8.740328°W42.211861; -8.740328 (Balaídos) 43°22′07.2″N 8°25′02.54″W / 43.368667°N 8.417372°W43.368667; -8.417372 (Riazor)
Capienza: 45 153 Capienza: 28 421 Capienza: 33 000 Capienza: 34 190
ElMolinonSportingvsAthletic30-10-11.jpg Estadio Jose Rico Perez.JPG Grada Río.JPG Estadio de Riazor.A Corunha.Galiza.jpg

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Tango España, pallone ufficiale di Spagna '82

Il torneo prevedeva due fasi eliminatorie a gruppi e una fase finale a eliminazione diretta, con semifinali, finale per il 3º posto e finale per il 1º posto.

Prima fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

La prima fase prevedeva sei gironi all'italiana di quattro squadre ciascuno. La composizione venne decisa con un sorteggio pilotato, che prevedeva l'adozione di quattro fasce di sei squadre ciascuna. Ogni girone sarebbe stato così composto da una squadra proveniente da ciascuna fascia. A differenza delle edizioni precedenti non fu utilizzato, quale criterio geografico, la divisione delle nazionali del vecchio continente in Europa occidentale e orientale.

Le quattro fasce furono così individuate:

  • Teste di serie: Paese organizzatore e tutte le Federazioni che avevano vinto almeno una volta la Coppa del Mondo.
  • Fascia 1: Federazioni europee classificabili come squadre di ampia forza.
  • Fascia 2: Federazioni europee classificabili come squadre di media forza e le restanti federazioni sudamericane.
  • Fascia 3: Federazioni dell'area africana, nordamericana, asiatica, oceaniana.
Teste di serie Fascia 1 Fascia 2 Fascia 3
Spagna Spagna Austria Austria Belgio Belgio Algeria Algeria
Germania Ovest Germania Ovest Cecoslovacchia Cecoslovacchia Francia Francia Camerun Camerun
Inghilterra Inghilterra Jugoslavia Jugoslavia Irlanda del Nord Irlanda del Nord El Salvador El Salvador
Italia Italia Polonia Polonia Scozia Scozia Honduras Honduras
Argentina Argentina Ungheria Ungheria Cile Cile Kuwait Kuwait
Brasile Brasile URSS URSS Perù Perù Nuova Zelanda Nuova Zelanda

Le teste di serie vennero assegnate a tavolino ai rispettivi gruppi: all'Italia spettò il gruppo 1, alla Germania Ovest il gruppo 2, all'Argentina il gruppo 3, all'Inghilterra il gruppo 4, alla Spagna il gruppo 5 e al Brasile il gruppo 6.

Il sorteggio proseguì per ordine di fascia: la prima estratta sarebbe stata inserita nel gruppo 3 e a seguire le squadre vennero inserite nei gruppi dall'1 al 6 per ordine di estrazione. Venne tuttavia stabilito che Cile e Perù non sarebbero state inserite nei gruppi 3 e 6, per evitare che due formazioni sudamericane si incontrassero già nella prima fase. Questo causò qualche disguido al momento del sorteggio del Belgio, che venne in prima battuta inserito, erroneamente, nel gruppo 1, anziché nel gruppo 3.

Gruppo 1 Gruppo 2 Gruppo 3
Italia Italia Germania Ovest Germania Ovest Argentina Argentina
Polonia Polonia Austria Austria Ungheria Ungheria
Perù Perù Cile Cile Belgio Belgio
Camerun Camerun Algeria Algeria El Salvador El Salvador
Gruppo 4 Gruppo 5 Gruppo 6
Inghilterra Inghilterra Spagna Spagna Brasile Brasile
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Jugoslavia Jugoslavia URSS URSS
Francia Francia Irlanda del Nord Irlanda del Nord Scozia Scozia
Kuwait Kuwait Honduras Honduras Nuova Zelanda Nuova Zelanda

A ogni gruppo corrispondevano due città, di cui una riservata alla testa di serie (evidenziato in corsivo):

Passavano alla seconda fase a gruppi le prime due classificate di ogni gruppo. In caso di parità di punti, valeva il criterio della miglior differenza reti; in caso di ulteriore parità si considerava il maggior numero di gol segnati e, in caso di parità anche di goal fatti, si sarebbe proceduto al sorteggio.

Seconda fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

La seconda fase prevedeva quattro gironi all'italiana di tre squadre ciascuno. Nelle successive edizioni a ventiquattro squadre (1986, 1990 e 1994) tali gironcini, formati due da una prima classificata e due seconde e due da due prime e una seconda, non saranno più presenti, ma si procederà con l'eliminazione diretta a partire dagli ottavi di finale, qualificandosi alla seconda fase le prime due classificate di ciascun gruppo più le migliori quattro terze, anche se saranno giocate, nella prima fase, trentasei partite per eliminare solamente otto squadre. Ciascuno dei gironi fu giocato in uno stadio assegnato e la composizione era la seguente:

  • Gruppo A (Camp Nou, Barcellona): 1ª classificata Gruppo 1; 1ª classificata Gruppo 3; 2ª classificata Gruppo 6.
  • Gruppo B (Stadio Santiago Bernabéu, Madrid): 1ª classificata Gruppo 2; 1ª classificata Gruppo 4; 2ª classificata Gruppo 5.
  • Gruppo C (Stadio de Sarriá, Barcellona): 1ª classificata Gruppo 6; 2ª classificata Gruppo 1; 2ª classificata Gruppo 3.
  • Gruppo D (Stadio Vicente Calderón, Madrid): 1ª classificata Gruppo 5; 2ª classificata Gruppo 2; 2ª classificata Gruppo 4.

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima fase prevedeva due semifinali fra le vincenti dei quattro gironi della seconda fase, composte come segue:

Le due squadre sconfitte avrebbero giocato la finale per il 3º posto allo Stadio José Rico Pérez di Alicante. Le due squadre vincitrici avrebbero invece giocato la finale per il 1º posto allo Stadio Santiago Bernabéu di Madrid.

Fase finale[modifica | modifica wikitesto]

Qualificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1982.

Il XII Campionato del Mondo di calcio, in programma in Spagna dal 13 giugno all'11 luglio 1982, dal punto di vista della qualità del gioco espresso e del livello dei suoi protagonisti, nonché del numero di Nazionali di vertice presenti, fu probabilmente uno dei migliori.

Uno dei fattori che contribuirono fu l'allargamento delle squadre partecipanti alla fase finale a ventiquattro, che permise a quattordici squadre europee, tra cui tutte quelle di vertice all'epoca, ad eccezione dei Paesi Bassi, di partecipare al torneo, cosa che fino ad allora era impedita dalla limitazione per continente.

L'edizione spagnola del Campionato del Mondo si segnala anche per essere stata la prima a ospitare tutte le Confederazioni affiliate alla FIFA. Questo fatto avverrà di nuovo in Germania nel 2006, anche se all'atto della fase finale, l'Australia, che aveva giocato le qualificazioni come affiliata OFC, era già passata sotto l'egida AFC, e nel 2010 in Sudafrica. Oltre alle quattordici squadre europee (insieme ai padroni di casa della Spagna, Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Germania Ovest, Inghilterra, Irlanda del Nord, Italia, Jugoslavia, Polonia, Scozia, Ungheria e URSS), ai nastri di partenza si allinearono anche due africane (Algeria e Camerun), quattro sudamericane (oltre all'Argentina campione uscente, Brasile, Cile e Perù), due nordamericane (El Salvador e Honduras), un'asiatica (il Kuwait) e un'oceaniana (Nuova Zelanda).

La Spagna venne scelta il 6 luglio 1966 dalla FIFA come sede del torneo, ben sedici anni prima della manifestazione, in quanto in quell'occasione, per una serie di circostanze, furono scelte le sedi dei Mondiali del 1974, del 1978 e del 1982. All'epoca la Spagna si candidò insieme alla Germania Ovest sia per l'edizione del 1974 che per quella del 1982, successivamente, grazie a un accordo tra i due paesi per ottenere ciascuna una edizione, gli spagnoli si ritirarono dalla corsa per i mondiali del 1974 e i tedeschi da quella per i mondiali del 1982.

Il clima politico in cui si svolsero quei Campionati era abbastanza disteso, nonostante un tentativo di colpo di stato perpetrato dal colonnello Tejero circa un anno prima, tentativo abortito sul nascere. A riscaldare maggiormente il clima era, semmai, lo stato d'assedio instaurato nel dicembre 1981 da Jaruzelski in Polonia per evitare l'invasione sovietica e soprattutto il conflitto tra britannici e argentini, svoltosi tra aprile e giugno 1982, per il possesso delle Isole Malvinas o Falkland, che, nato per iniziativa della dittatura sudamericana in declino, vide compattare intorno alle due contendenti il rispettivo orgoglio nazionale.

Il cammino verso il Campionato del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

La principale novità, come detto, fu costituita dall'aumento delle partecipanti europee, cosa che permise di avere presenti al torneo tutte le migliori nazionali del mondo e gli interpreti migliori del calcio di quel tempo.

Fuori dalla lotta di qualificazione la Spagna perché Paese ospitante, l'Inghilterra arrivò al mondiale assieme all'Ungheria, nonostante una sconfitta contro la Norvegia. Scozia e Irlanda del Nord fecero nel loro girone di qualificazione vittime illustri come Svezia e Portogallo. La Polonia (terzo posto nel 1974) andò a battere, nei giorni dello stato d'assedio, la Germania Est a Berlino, qualificandosi a sue spese. Anche la Germania Ovest (Campione del mondo nel 1974 e Campione d'Europa in carica) e l'Austria si qualificarono assieme nel proprio girone, mentre Francia, solo grazie alla differenza reti sull'Irlanda, e Belgio (secondo agli Europei 1980) eliminarono Paesi Bassi e Irlanda.

Qualificazione senza problemi per URSS (Campione Europeo nel 1960) e solo grazie alla differenza reti sul Galles per la Cecoslovacchia (Campione Europeo nel 1976). L'Italia, autrice di quattro vittorie per 2-0 nel proprio girone di qualificazione contro, nell'ordine, Grecia, Danimarca, Lussemburgo e Jugoslavia, si qualificò proprio con quest'ultima con una giornata d'anticipo. L'andamento complessivo degli azzurri però suscitò più di una perplessità, come l'1-1 di Torino contro la Grecia che permise agli Azzurri di qualificarsi.

Quanto al Sudamerica, nessuna sorpresa per il sempre presente Brasile, qualificatosi insieme a Perù, da qualche edizione ospite fisso del Mondiale, e Cile, mentre l'Argentina, campione in carica, era qualificata di diritto al pari della Spagna ospitante.

Novità arrivarono dal resto del mondo: dal Nordamerica provennero El Salvador e Honduras, qualificatesi a spese del colosso dell'area, il Messico; dall'Africa giunsero due matricole, Algeria e Camerun, in Asia il Kuwait ottenne la sua prima, e finora unica, partecipazione ai Mondiali; mentre l'Oceania riuscì ad esprimere per la seconda volta, dopo l'Australia nel 1974, una propria squadra alla fase finale dei Mondiali: la Nuova Zelanda, al suo debutto assoluto, la quale aveva vinto nel dicembre 1981 lo spareggio di qualificazione contro la Cina, avendo terminato entrambe a pari punti al secondo posto del girone finale misto asiatico-oceaniano.

Il torneo[modifica | modifica wikitesto]

Prima fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti delle nazionali

La prima sorpresa del campionato arrivò nella giornata inaugurale. Il Belgio, il cui tecnico Guy Thys aveva fatto del catenaccio e contropiede l'arma principale di gioco, imbrigliò le iniziative di Maradona, gli bloccò i riferimenti e al momento opportuno colpì: i belgi batterono così l'Argentina per 1-0. Altra sorpresa fu la vittoria dell'Algeria sulla Germania Ovest di Rummenigge per 2-1. Mattatore della gara fu Rabah Madjer, che avrebbe poi vinto il Pallone d'Oro africano e la Coppa dei Campioni 1986-1987 con il Porto.

Se la vittoria iniziale valse ai belgi il primo posto finale del girone proprio davanti all'Argentina, stessa sorte non arrise all'Algeria, la quale sfiorò soltanto la qualificazione, giungendo soltanto terza e venendo eliminata per differenza reti sfavorevole rispetto a quella di Germania Ovest e Austria. Proprio l'incontro fra queste due formazioni vide i tedeschi vincere per 1-0 ed esibirsi con la squadra alpina in una melina per il resto della gara: il fatto, che richiamò un episodio simile avvenuto quattro anni prima in terra argentina, ebbe tale eco (la gara fu soprannominata "patto di non belligeranza di Gijón") che, a partire dall'edizione del 1986, venne ristabilita la contemporaneità delle ultime partite dei gironi per evitare risultati di comodo.

La Spagna, sorteggiata nel gruppo 5 con Jugoslavia, Irlanda del Nord e Honduras, faticò più del previsto a qualificarsi. Il gruppo venne vinto a sorpresa dall'Irlanda del Nord, sfavorita alla vigilia, che schierò quello che ancora oggi è il calciatore più giovane in assoluto ad aver giocato la fase finale dei mondiali: Norman Whiteside, all'epoca diciassettenne. Gli iberici furono infatti costretti al pareggio per 1-1 dagli honduregni e vinsero di misura sulla Jugoslavia per 2-1, la quale giunse soltanto terza alle spalle dei padroni di casa.

Nel gruppo 3 si registrò il record di gol segnati da una squadra in una sola partita della fase finale dei campionati del mondo: a detenerlo ancora oggi è l'Ungheria che batté El Salvador per 10-1. Questa partita è anche al secondo posto di tutti i tempi per reti realizzate in una partita del mondiale: ben 11, raggiunti da un Ungheria-Germania Ovest 8-3 e superati unicamente da un Austria-Svizzera 7-5, giocate entrambe al Campionato mondiale di calcio 1954. Tuttavia questo record non bastò alla nazionale magiara per qualificarsi, poiché giunse solo terza nel proprio girone.

Rabah Madjer, tra i protagonisti dello storico successo dell'Algeria sulla Germania Ovest, il primo di una nazionale africana su un'europea ai mondiali.

Senza scossoni il gruppo della favorita Inghilterra, capitata insieme a Francia, Cecoslovacchia e Kuwait. Considerato alla vigilia il girone più difficile, gli inglesi lo vinsero a punteggio pieno, seguiti dai francesi. Proprio in questo gruppo si segnala l'evento più curioso, durante l'incontro tra Francia e Kuwait, il gol del 4-1 dei Bleus di Alain Giresse scatenò notevoli proteste in campo: i difensori del Kuwait si erano infatti fermati sentendo un fischio proveniente dagli spalti e attribuendolo erroneamente all'arbitro; Giresse, con la difesa praticamente ferma, non ebbe difficoltà a battere il portiere avversario. Lo sceicco Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah, presidente della KFA, scese però in campo per contestare la decisione arbitrale: in seguito alla minaccia di ritiro della squadra dal campo, l'arbitro sovietico Stupar decise dunque di annullare il gol. La Francia vinse comunque 4-1, con l'ultima marcatura di Maxime Bossis. Lo sceicco morirà otto anni dopo, il primo giorno dell'invasione irachena del Kuwait.

Quasi tutto agevole per il Brasile, favorito alla vigilia per la vittoria del torneo, sorteggiato insieme a URSS, Scozia e Nuova Zelanda. La prima partita fu contro i sovietici, che passarono in vantaggio per primi grazie a uno svarione del portiere Valdir Peres. Per ribaltare il vantaggio iniziale ci vollero molta fatica e due reti da fuori area di Éder e Sócrates nel secondo tempo. Anche con la Scozia, il Brasile andò sotto di un gol nel primo tempo raggiungendo il pareggio poco prima dell'intervallo, ma nel secondo tempo dilagò, chiudendo la partita per 4-1. Nella norma la vittoria per 4-0 contro la Nuova Zelanda. Si qualificarono anche i sovietici, che approfittarono della miglior differenza reti nei confronti della Scozia, che giunse solo terza.

Il gruppo dell'Italia, guidata da Enzo Bearzot, capitata insieme a Polonia, Camerun e Perù, si rivelò il vero "gruppo di ferro". Gli Azzurri giunsero in Spagna fra mille polemiche e incognite, non ultimo un Paolo Rossi reduce dalla squalifica di due anni per il noto scandalo del calcio-scommesse. Bearzot era inoltre contestato dalla stampa per aver escluso dalla rosa Beccalossi e Pruzzo. In particolare, i giornali romani premevano per un più marcato utilizzo dei giocatori della Roma, data la visibilità che la squadra aveva raggiunto sotto la presidenza di Dino Viola. Bearzot rimase però fedele al blocco-Juventus, che già gli aveva dato soddisfazioni nel precedente Campionato del Mondo.

L'Italia non godeva dei favori del pronostico: un sondaggio dell'opinione pubblica svolto in 19 Paesi evidenziò che solo l'1% degli intervistati aveva fiducia in un'Italia Campione del Mondo. L'impressione venne confermata dai tre pareggi racimolati nelle prime tre partite, infatti l'esordio con la Polonia si concluse con uno 0-0, mentre l'incontro con i peruviani andò leggermente meglio: primo tempo a favore dell'Italia, che giocò sciolta e andò in vantaggio con Conti. Nel secondo tempo, Causio sostituì Rossi, gli azzurri calarono di tono e il Perù ebbe il sopravvento. Il pareggio arrivò nel finale, all'83' minuto, su tiro di Diaz con una decisiva deviazione di Collovati. La qualificazione arrivò sul filo del rasoio nell'ultima partita contro il Camerun, bastava un pareggio per eliminare gli africani per il numero di reti segnate e infatti finì 1-1, con gol di Graziani e M'Bida.

Seconda fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

I risultati della prima fase però portarono alla seguente situazione: in ragione del tutto inaspettato secondo posto delle teste di serie Spagna, Argentina e Italia, i padroni di casa approdarono nel gruppo B con Inghilterra e Germania Ovest, mentre le altre due vennero destinate al gruppo C assieme al Brasile. Di contro, i gruppi A (Polonia, URSS e Belgio) e D (Francia, Irlanda del Nord e Austria) apparivano meno duri, anche se equilibrati.

In totale, rimasero a contendersi il titolo dieci squadre europee e due sudamericane, almeno una delle quali destinata a sicura eliminazione. Il regolamento prevedeva che la prima partita fosse giocata dalle due squadre con lo stesso piazzamento nel gruppo della prima fase. La squadra rimanente avrebbe giocato prima contro la perdente del primo incontro e poi contro la vincente. In caso di parità, la seconda partita del girone sarebbe stata giocata dalla squadra proveniente dal gruppo della prima fase "più basso" (1 o 2), come accadde alla Germania Ovest dopo il pareggio con l'Inghilterra, mentre quella proveniente dai gruppi 3 o 4 avrebbe disputato l'ultima gara.

Paolo Rossi fu il maggiore artefice della tragedia del Sarriá, grazie alla sua tripletta che eliminò il Brasile. Con 6 gol, l'attaccante dell'Italia vincerà poi il titolo di miglior marcatore del mondiale.

Nel gruppo D, nel primo scontro tra due seconde classificate, la Francia batté 1-0 l'Austria, di fatto ipotecando il passaggio del turno, invece nel gruppo B l'Inghilterra ottenne soltanto un punto nella prima partita, terminata 0-0, contro la Germania Ovest. La Polonia, favorita del gruppo A, fece lo stesso, vincendo il primo confronto per 3-0, ai danni del Belgio, mentre nel gruppo C, nel secondo confronto tra due seconde classificate, l'Italia, fin lì criticata e talvolta quasi insultata dalla stampa, al punto che Bearzot rispose con l'imposizione ai suoi del silenzio-stampa, con la sola eccezione del capitano Zoff, batté l'Argentina per 2-1.

La seconda partita contribuì a determinare le quattro semifinaliste: nel gruppo D, Irlanda del Nord e Austria pareggiarono 2-2. Nel gruppo B, la Spagna perse per 2-1 contro i tedeschi-occidentali venendo, di fatto, eliminata. Nel gruppo A, il Belgio, nonostante la strenua resistenza, venne eliminato dall'URSS, che vinse per 1-0 rovinandosi la differenza reti con la Polonia. Infine nel gruppo C, il Brasile vinse facilmente, ponendo definitivamente fine al cammino mondiale dell'Argentina battendola 3-1.

Nell'ultima tornata, la Francia eliminò i nordirlandesi, battendoli per 4-1 e ribadendo la propria superiorità nel gruppo. Più carica di tensione la partita fra Polonia e URSS, che si teneva sette mesi dopo la proclamazione dello stato d'assedio a Varsavia: i polacchi organizzarono delle vere e proprie barricate, al punto che Boniek rimediò una ammonizione che gli avrebbe fatto saltare la semifinale, e riuscirono a fermare i sovietici sullo 0-0, guadagnando l'accesso alle semifinali. Nel gruppo B l'Inghilterra ottenne di nuovo uno 0-0, laddove sarebbe servito vincere con almeno due gol di scarto, contro la Spagna padrone di casa. In tal modo gli spagnoli furono definitivamente eliminati dal Mondiale, mentre gli inglesi uscirono dalla competizione senza avere mai perso una partita e con un solo gol al passivo.

L'ultima partita, più difficile, vedeva impegnate Brasile e Italia, con gli Azzurri costretti a vincere per poter passare il turno. La partita fu ricca di emozioni, con la Seleção votata all'attacco e un'Italia abile a sfruttare i contropiedi: vantaggio per gli Azzurri dopo solo cinque minuti con un redivivo Paolo Rossi, poi rientrato sette minuti dopo con il pareggio di Sócrates; nuovo vantaggio italiano sempre di Rossi che sfrutta un errore di Júnior al 25'. Gentile intanto fu costretto a una rigida marcatura su Zico, il più pericoloso fra i brasiliani, ottenendo una ammonizione che gli avrebbe poi fatto saltare la semifinale. Nel secondo tempo, pareggio del Brasile al 69' con Falcão, ma al 74' Rossi segna il terzo gol. Gli ultimi minuti della partita furono contraddistinti da un gol annullato ad Antognoni per un'erronea segnalazione di fuorigioco del guardalinee, e dalla parata sulla linea di porta di Dino Zoff su colpo di testa di Oscar. Il risultato finale fu di 3-2 per l'Italia e il Brasile venne eliminato. Fu un'autentica disfatta per i giocatori verde-oro, i quali erano così sicuri di passare il turno al punto di aver già prenotato l'albergo a Madrid, e per tutto il Brasile, che ricorderà questa partita come la tragedia del Sarriá.

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

A giocarsi la Coppa restarono quattro squadre europee: Francia, Germania Ovest, Polonia e Italia. La prima semifinale vedeva nuovamente contro italiani e polacchi, durante la quale, al contrario della partita della prima fase, gli Azzurri dominarono gli avversari, battendoli per 2-0 con doppietta di Rossi, giunto a cinque reti in appena due partite.

La seconda semifinale fra Germania Ovest e Francia fu più spettacolare, infatti all'iniziale vantaggio tedesco di Littbarski rispose Platini su rigore. Uno sgradevole episodio vide coinvolto il portiere tedesco Schumacher che, dopo aver atterrato il francese Battiston al limite dell'area e avergli provocato la rottura di due denti e l'incrinatura di un paio di vertebre, si mise a fare esercizi di stretching davanti ai tifosi francesi. La partita proseguì fino ai tempi supplementari, dove la Francia si portò sul 3-1. La Germania riuscì a recuperare lo svantaggio prima con Rummenigge e poi con una rovesciata di Fischer. Per la prima volta nella storia dei Mondiali, una partita si decise ai rigori: a spuntarla fu la Germania Ovest per 5-4.

Finali[modifica | modifica wikitesto]

La finale per il terzo posto di Alicante vide la Polonia battere la Francia per 3-2.

L'11 luglio 1982 andò dunque in scena la finale fra Germania Ovest e Italia, diretta dall'arbitro brasiliano Arnaldo César Coelho, il primo caso di fischietto sudamericano in una finalissima mondiale. Bearzot dovette riadattare la squadra in seguito alla indisponibilità di Antognoni e all'infortunio, dopo appena otto minuti di gioco, occorso a Graziani a causa di uno scontro con la difesa tedesca. Prevalenza italiana nel primo tempo, anche se Cabrini perse l'occasione per passare in vantaggio sbagliando un rigore. La ripresa vide un calo della squadra tedesca, di cui approfittò per primo Rossi su cross di Gentile.

Il presidente Pertini gioca a scopone con Zoff, Causio e il commissario tecnico Bearzot sull'aereo del ritorno dalla Spagna, con la Coppa del Mondo appena vinta dagli azzurri.

Dopo un tentativo di pareggio di Hrubesch, gli azzurri raddoppiarono con un tiro dal limite dell'area di Tardelli, il cui urlo di gioia divenne una icona di quei Campionati del Mondo e delle successive avventure della nazionale italiana. Altobelli segnò la rete del 3-0, seguita dal punto d'onore di Breitner, già realizzatore di un rigore nella finale mondiale del 1974. Altobelli fece poi posto all'88' a Causio, ricompensato con la passerella mondiale per i suoi meriti.

« Palla al centro per Müller, ferma Scirea, Bergomi, Gentile, è finito! Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del mondo!!! »

(Nando Martellini, telecronista RAI - Radiotelevisione italiana)

L'enfasi del telecronista italiano non fu casuale, in quanto scandì proprio per tre volte consecutive la proclamazione del terzo titolo di campione del mondo della Nazionale italiana. Le immagini televisive che giunsero da Madrid mostrarono l'arbitro brasiliano Coelho prendere il pallone calciato da Bergomi in direzione di Gentile, e sollevarlo con le braccia in alto mentre emetteva il triplice fischio finale. Rimasero impresse nella cultura popolare italiana anche altre immagini, oltre al citato urlo di Tardelli, come Zoff che prende la Coppa del Mondo dalle mani del re di Spagna e la alza fiero (Renato Guttuso ne farà poi un quadro), il Presidente della Repubblica Sandro Pertini che esulta con entusiasmo a ogni rete degli Azzurri, lasciandosi scappare un "non ci prendono più" dopo il gol del 3-0, o lo stesso Presidente che gioca a scopone scientifico in coppia con Zoff contro Causio e Bearzot, durante il viaggio di ritorno in Italia, sull'aereo presidenziale, assieme alla Coppa.

Le partite[modifica | modifica wikitesto]

Prima fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo 1[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Polonia Polonia 4 3 1 2 0 5 1 +4
Italia Italia 3 3 0 3 0 2 2 0
Camerun Camerun 3 3 0 3 0 1 1 0
Perù Perù 2 3 0 2 1 2 6 -4
Vigo
14 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Italia Italia 0 – 0
referto
Polonia Polonia Stadio Balaídos (33 000 spett.)
Arbitro Francia Vautrot

La Coruña
15 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Perù Perù 0 – 0
referto
Camerun Camerun Stadio Riazor (11 000 spett.)
Arbitro Austria Wöhrer

Vigo
18 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Italia Italia 1 – 1
referto
Perù Perù Stadio Balaídos (25 000 spett.)
Arbitro Germania Ovest Eschweiler

La Coruña
19 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Polonia Polonia 0 – 0
referto
Camerun Camerun Stadio Riazor (19 000 spett.)
Arbitro Belgio Ponnet

La Coruña
22 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Polonia Polonia 5 – 1
referto
Perù Perù Stadio Riazor (25 000 spett.)
Arbitro Messico Rubio Vázquez

Vigo
23 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Italia Italia 1 – 1
referto
Camerun Camerun Stadio Balaídos (20 000 spett.)
Arbitro Bulgaria Dotchev

Gruppo 2[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Germania Ovest Germania Ovest 4 3 2 0 1 6 3 +3
Austria Austria 4 3 2 0 1 3 1 +2
Algeria Algeria 4 3 2 0 1 5 5 0
Cile Cile 0 3 0 0 3 3 8 -5
Gijón
16 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 1 – 2
referto
Algeria Algeria Stadio El Molinón (42 000 spett.)
Arbitro Perù Revoredo

Oviedo
17 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Cile Cile 0 – 1
referto
Austria Austria Stadio Carlos Tartiere (22 500 spett.)
Arbitro Uruguay Cardellino

Gijón
20 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 4 – 1
referto
Cile Cile Stadio El Molinón (42 000 spett.)
Arbitro Svizzera Galler

Oviedo
21 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Algeria Algeria 0 – 2
referto
Austria Austria Stadio Carlos Tartiere (22 000 spett.)
Arbitro Australia Boskovic

Oviedo
24 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Algeria Algeria 3 – 2
referto
Cile Cile Stadio Carlos Tartiere (16 000 spett.)
Arbitro Guatemala Méndez

Gijón
25 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0
referto
Austria Austria Stadio El Molinón (41 000 spett.)
Arbitro Scozia Valentine

Gruppo 3[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Belgio Belgio 5 3 2 1 0 3 1 +2
Argentina Argentina 4 3 2 0 1 6 2 +4
Ungheria Ungheria 3 3 1 1 1 12 6 +6
El Salvador El Salvador 0 3 0 0 3 1 13 -12
Barcellona
13 giugno 1982, ore 20:00 UTC+1
Argentina Argentina 0 – 1
referto
Belgio Belgio Camp Nou (95 500 spett.)
Arbitro Cecoslovacchia Christov

Elche
15 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Ungheria Ungheria 10 – 1
referto
El Salvador El Salvador Stadio Martínez Valero (23 000 spett.)
Arbitro Bahrein al-Doy

Alicante
18 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Argentina Argentina 4 – 1
referto
Ungheria Ungheria Stadio José Rico Pérez (32 093 spett.)
Arbitro Algeria Lacarne

Elche
19 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Belgio Belgio 1 – 0
referto
El Salvador El Salvador Stadio Martínez Valero (15 000 spett.)
Arbitro Irlanda del Nord Moffatt

Elche
22 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Belgio Belgio 1 – 1
referto
Ungheria Ungheria Stadio Martínez Valero (37 000 spett.)
Arbitro Inghilterra White

Alicante
23 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Argentina Argentina 2 – 0
referto
El Salvador El Salvador Stadio José Rico Pérez (32 500 spett.)
Arbitro Bolivia Barrancos

Gruppo 4[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Inghilterra Inghilterra 6 3 3 0 0 6 1 +5
Francia Francia 3 3 1 1 1 6 5 +1
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2 3 0 2 1 2 4 -2
Kuwait Kuwait 1 3 0 1 2 2 6 -4
Bilbao
16 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Inghilterra Inghilterra 3 – 1
referto
Francia Francia Stadio San Mamés (44 172 spett.)
Arbitro Portogallo Garrido

Valladolid
17 giugno 1982, ore 17:45 UTC+1
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1 – 1
referto
Kuwait Kuwait Stadio José Zorrilla (25 000 spett.)
Arbitro Ghana Dwomoh

Bilbao
20 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Inghilterra Inghilterra 2 – 0
referto
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Stadio San Mamés (41 123 spett.)
Arbitro Paesi Bassi Corver

Valladolid
21 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Francia Francia 4 – 1
referto
Kuwait Kuwait Stadio José Zorrilla (30 043 spett.)
Arbitro URSS Stupar

Valladolid
24 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Francia Francia 1 – 1
referto
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Stadio José Zorrilla (28 000 spett.)
Arbitro Italia Casarin

Bilbao
25 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Inghilterra Inghilterra 1 – 0
referto
Kuwait Kuwait Stadio San Mamés (39 700 spett.)
Arbitro Colombia Aristízabal Murcia

Gruppo 5[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Irlanda del Nord Irlanda del Nord 4 3 1 2 0 2 1 +1
Spagna Spagna 3 3 1 1 1 3 3 0
Jugoslavia Jugoslavia 3 3 1 1 1 2 2 0
Honduras Honduras 2 3 0 2 1 2 3 -1
Valencia
16 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Spagna Spagna 1 – 1
referto
Honduras Honduras Stadio Luís Casanova (49 562 spett.)
Arbitro Argentina Ithurralde

Saragozza
17 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Jugoslavia Jugoslavia 0 – 0
referto
Irlanda del Nord Irlanda del Nord La Romareda (25 000 spett.)
Arbitro Svezia Fredriksson

Valencia
20 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Spagna Spagna 2 – 1
referto
Jugoslavia Jugoslavia Stadio Luís Casanova (48 000 spett.)
Arbitro Danimarca Lund-Sørensen

Saragozza
21 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Honduras Honduras 1 – 1
referto
Irlanda del Nord Irlanda del Nord La Romareda (15 000 spett.)
Arbitro Hong Kong Chan Tam-Sun

Saragozza
24 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Honduras Honduras 0 – 1
referto
Jugoslavia Jugoslavia La Romareda (25 000 spett.)
Arbitro Cile Castro

Valencia
25 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Spagna Spagna 0 – 1
referto
Irlanda del Nord Irlanda del Nord Stadio Luís Casanova (49 562 spett.)
Arbitro Paraguay Ortíz

Gruppo 6[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Brasile Brasile 6 3 3 0 0 10 2 +8
URSS URSS 3 3 1 1 1 6 4 +2
Scozia Scozia 3 3 1 1 1 8 8 0
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 0 3 0 0 3 2 12 -10
Siviglia
14 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Brasile Brasile 2 – 1
referto
URSS URSS Stadio Ramón Sánchez Pizjuán (68 000 spett.)
Arbitro Spagna Lamo Castillo

Málaga
15 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Scozia Scozia 5 – 2
referto
Nuova Zelanda Nuova Zelanda Stadio La Rosaleda (36 000 spett.)
Arbitro Stati Uniti Socha

Siviglia
18 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Brasile Brasile 4 – 1
referto
Scozia Scozia Stadio Benito Villamarín (47 379 spett.)
Arbitro Costa Rica Siles

Málaga
19 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
URSS URSS 3 – 0
referto
Nuova Zelanda Nuova Zelanda Stadio La Rosaleda (19 000 spett.)
Arbitro Libia el-Ghoul

Málaga
22 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
URSS URSS 2 – 2
referto
Scozia Scozia Stadio La Rosaleda (45 000 spett.)
Arbitro Romania Rainea

Siviglia
23 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Brasile Brasile 4 – 0
referto
Nuova Zelanda Nuova Zelanda Stadio Benito Villamarín (43 000 spett.)
Arbitro Jugoslavia Matovinović

Seconda fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo A[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G. V N P GF GS DR
Polonia Polonia 3 2 1 1 0 3 0 +3
URSS URSS 3 2 1 1 0 1 0 +1
Belgio Belgio 0 2 0 0 2 0 4 -4
Barcellona
28 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Polonia Polonia 3 – 0
referto
Belgio Belgio Camp Nou (65 000 spett.)
Arbitro Costa Rica Siles

Barcellona
1º luglio 1982, ore 21:00 UTC+1
Belgio Belgio 0 – 1
referto
URSS URSS Camp Nou (45 000 spett.)
Arbitro Francia Vautrot

Barcellona
4 luglio 1982, ore 21:00 UTC+1
Polonia Polonia 0 – 0
referto
URSS URSS Camp Nou (65 000 spett.)
Arbitro Scozia Valentine

Gruppo B[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Germania Ovest Germania Ovest 3 2 1 1 0 2 1 +1
Inghilterra Inghilterra 2 2 0 2 0 0 0 0
Spagna Spagna 1 2 0 1 1 1 2 -1
Madrid
29 giugno 1982, ore 21:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0
referto
Inghilterra Inghilterra Stadio Santiago Bernabéu (75 000 spett.)
Arbitro Brasile Coelho

Madrid
2 luglio 1982, ore 21:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 2 – 1
referto
Spagna Spagna Stadio Santiago Bernabéu (90 089 spett.)
Arbitro Italia Casarin

Madrid
5 luglio 1982, ore 21:00 UTC+1
Spagna Spagna 0 – 0
referto
Inghilterra Inghilterra Stadio Santiago Bernabéu (75 000 spett.)
Arbitro Belgio Ponnet

Gruppo C[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Italia Italia 4 2 2 0 0 5 3 +2
Brasile Brasile 2 2 1 0 1 5 4 +1
Argentina Argentina 0 2 0 0 2 2 5 -3
Barcellona
29 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Italia Italia 2 – 1
referto
Argentina Argentina Stadio de Sarriá (43 000 spett.)
Arbitro Romania Rainea

Barcellona
2 luglio 1982, ore 17:15 UTC+1
Argentina Argentina 1 – 3
referto
Brasile Brasile Stadio de Sarriá (43 000 spett.)
Arbitro Messico Rubio Vázquez

Barcellona
5 luglio 1982, ore 17:15 UTC+1
Italia Italia 3 – 2
referto
Brasile Brasile Stadio de Sarriá (44 000 spett.)
Arbitro Israele Klein

Gruppo D[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Francia Francia 4 2 2 0 0 5 1 +4
Austria Austria 1 2 0 1 1 2 3 -1
Irlanda del Nord Irlanda del Nord 1 2 0 1 1 3 6 -3
Madrid
28 giugno 1982, ore 17:15 UTC+1
Austria Austria 0 – 1
referto
Francia Francia Stadio Vicente Calderón (37 000 spett.)
Arbitro Ungheria Palotai

Madrid
1º luglio 1982, ore 17:15 UTC+1
Austria Austria 2 – 2
referto
Irlanda del Nord Irlanda del Nord Stadio Vicente Calderón (20 000 spett.)
Arbitro Germania Est Prokop

Madrid
4 luglio 1982, ore 17:15 UTC+1
Francia Francia 4 – 1
referto
Irlanda del Nord Irlanda del Nord Stadio Vicente Calderón (37 000 spett.)
Arbitro Polonia Jarguz

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Albero della fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Semifinali Finale
8 luglio – 17:15
 A. Polonia Polonia  0  
 C. Italia Italia  2  
 
11 luglio – 20:00
     Italia Italia  3
   Germania Ovest Germania Ovest  1
Finale 3º posto
8 luglio – 21:00 10 luglio – 20:00
 B. Germania Ovest Germania Ovest  3 (5)  Polonia Polonia  3
 D. Francia Francia  3 (4)    Francia Francia  2


Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Barcellona
8 luglio 1982, ore 17:15 UTC+1
Polonia Polonia 0 – 2
referto
Italia Italia Camp Nou (50 000 spett.)
Arbitro Uruguay Cardellino

Siviglia
8 luglio 1982, ore 21:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 3 – 3
(d.t.s.)
referto
Francia Francia Stadio Ramón Sánchez Pizjuán (63 000 spett.)
Arbitro Paesi Bassi Corver

Finale 3º posto[modifica | modifica wikitesto]

Alicante
10 luglio 1982, ore 20:00 UTC+1
Polonia Polonia 3 – 2
referto
Francia Francia Stadio José Rico Pérez (28 000 spett.)
Arbitro Portogallo Garrido

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 1982.
Madrid
11 luglio 1982, ore 20:00 UTC+1
Italia Italia 3 – 1
referto
Germania Ovest Germania Ovest Stadio Santiago Bernabéu (90 000 spett.)
Arbitro Brasile Coelho

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

6 reti

5 reti

4 reti

3 reti

2 reti

1 rete

Autoreti

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Capocannoniere e miglior giocatore del torneo[modifica | modifica wikitesto]

Reti segnate[modifica | modifica wikitesto]

Gol più veloce[modifica | modifica wikitesto]

Gol più lento[modifica | modifica wikitesto]

Durante i tempi regolamentari

Durante i tempi supplementari

Triplette[modifica | modifica wikitesto]

Doppiette[modifica | modifica wikitesto]

Autoreti[modifica | modifica wikitesto]

Primo gol[modifica | modifica wikitesto]

Ultimo gol[modifica | modifica wikitesto]

  • Germania Paul Breitner (Italia-Germania Ovest, finale 1º e 2º posto, 11 luglio, 83')

Miglior attacco[modifica | modifica wikitesto]

Peggior attacco[modifica | modifica wikitesto]

Miglior difesa[modifica | modifica wikitesto]

Peggior difesa[modifica | modifica wikitesto]

Prime e ultime volte[modifica | modifica wikitesto]

Prime volte[modifica | modifica wikitesto]

Ultime volte[modifica | modifica wikitesto]

  • Questa fu l'ultima Coppa del Mondo in cui le gare dell'ultima giornata della fase a gruppi non si giocavano in contemporanea. La decisione venne presa dopo la discussa partita tra Germania Ovest e Austria del 25 giugno, terminata con una vittoria della Germania Ovest grazie al gol di Hrubesch al 10' minuto, seguito da un generale disimpegno di entrambe le squadre, poiché questo risultato qualificava entrambe le compagini ai danni dell'Algeria, che aveva vinto, per 3-2, la partita contro il Cile, giocata il giorno prima.
  • Questa fu l'ultima Coppa del Mondo che prevedeva due fasi a gruppi. A partire dall'edizione 1986 i turni a eliminazione diretta cominciarono subito dopo la prima fase.
  • Questa fu l'ultima Coppa del Mondo che prevedeva gironi a tre squadre: in precedenza furono a tre squadre tre dei quattro gironi della prima fase dell'edizione 1930 e, a seguito di una rinuncia, un girone della prima fase dell'edizione 1950.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadium capacities Panini official album to World Cup 1982.
  2. ^ (EN) 1982 FIFA World Cup Spain - Awards, fifa.com (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2013).
  3. ^ a b (EN) 1982 FIFA World Cup Spain - Statistics, fifa.com.
  4. ^ (DE) Hymnen nur vom Band, in focus.de, 27 maggio 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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