Portiere (calcio)

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« Il portiere su e giù cammina come sentinella.
Il pericolo lontano è ancora, ma se in un nembo s’avvicina
oh allora una giovane fiera s’accovaccia e all’erta spia[1] »
(Umberto Saba, Tre momenti, da Canzoniere)
Un portiere nell'atto di effettuare una parata

Il portiere è, nel gioco del calcio, il giocatore che ha il compito di difendere la porta della propria squadra. A tale scopo, è l'unico calciatore al quale è permesso di giocare il pallone con qualsiasi parte del proprio corpo, incluse le mani.[2] Tale prerogativa è garantita tuttavia solo nella propria area di rigore: fuori da tale area, il portiere è tenuto a giocare il pallone come qualsiasi altro calciatore.

La figura del portiere non ha una precisa regola di riferimento all'interno del Regolamento del Gioco del Calcio; tuttavia, alla Regola 3 viene indicato l'obbligo dello schieramento di un portiere[3]; alla Regola 12 è invece stabilito che è un'infrazione toccare deliberatamente il pallone con le mani, fatta eccezione per il portiere all'interno della propria area di rigore: questa affermazione mette chiaramente in evidenza la differenza sostanziale che intercorre tra un portiere e un normale calciatore. Il portiere, per le sue differenze da un giocatore di movimento, è tenuto a indossare una divisa diversa da quella di quest'ultimi.

Regolamentazione del ruolo del portiere[modifica | modifica sorgente]

Un portiere mentre effettua una presa in tuffo

Come già detto, a differenza di tutti gli altri calciatori sul terreno di gioco, il portiere riceve un trattamento differente all'interno del Regolamento:

Innanzitutto, egli deve essere identificato con un abbigliamento diverso da quello dei suoi compagni di squadra,[4] al fine di far sempre capire all'arbitro, in qualsiasi momento della gara, quale sia il calciatore che, per l'appunto, ha il diritto di poter toccare il pallone con le mani all'interno della propria area, facoltà che è, effettivamente, la sostanziale differenza fra un giocatore in altri ruoli ed un portiere. Fra l'abbigliamento tipico del portiere troviamo i guanti, il cui scopo è ottenere una più salda presa del pallone in occasione di una parata.

A livello tecnico, tuttavia, il portiere può essere reo di specifiche infrazioni, le infrazioni peculiari del portiere, relative ad alcuni particolari casi di contatto mano-pallone all'interno dell'area di rigore. Tali infrazioni sono specificate nel paragrafo "Calcio di punizione indiretto" della Regola 12, e sono le seguenti:

  • Mantenere il possesso del pallone, fra le mani, per più di 6 secondi;
  • Una volta spossessatisi del pallone, toccarlo nuovamente con le mani prima che esso sia toccato da un altro calciatore;
  • Toccare il pallone con le mani avendolo ricevuto su un passaggio, di piede, da un compagno di squadra;
  • Toccare il pallone con le mani avendolo ricevuto da un compagno di squadra direttamente da una rimessa laterale.[5]

Se una di queste infrazioni si verifica, il gioco deve essere interrotto, e deve essere ripreso con un calcio di punizione indiretto per la squadra avversaria nel punto in cui è avvenuta l'infrazione. Tali norme hanno lo scopo di disincentivare l’adozione di atteggiamenti ostruzionistici da parte di una o entrambe le squadre, e di scoraggiare la perdita di tempo con il pallone in gioco (cosa questa che non darebbe diritto a recuperi oltre il novantesimo minuto di gioco).

Egli però non può mai essere passibile di alcuna infrazione passibile di calcio di punizione diretto per aver toccato il pallone con le mani all'interno della propria area di rigore, né di nessun'altra scorrettezza in merito al contatto mano/pallone all'interno della propria area di rigore (il che significa che il portiere non può essere espulso neppure se, commettendo un'infrazione come toccare volontariamente il pallone con le mani dopo che un compagno di squadra lo ha calciato verso di lui, egli così facendo impedisse alla squadra avversaria la segnatura di una rete o l'evidente opportunità di segnare una rete, cosa che invece accadrebbe se evitasse ciò commettendo un fallo che non implichi il contatto mano/pallone).

Escluse le differenze appena citate, il portiere è un calciatore come gli altri e, quindi, suscettibile dei medesimi provvedimenti disciplinari che verrebbero presi contro gli altri calciatori (es. un cartellino giallo per perdita di tempo o proteste).[6]

Possesso del pallone[modifica | modifica sorgente]

Il portiere dell'Austria Vienna Heinz Lindner in procinto di effettuare un rilancio con le mani

Dal momento che le infrazioni peculiari per cui un portiere può essere sanzionato presuppongono il "possesso" del pallone da parte del portiere, l'IFAB ha inserito, nella sezione "Interpretazione delle Regole del Gioco e linee guida per arbitri" della Regola 12 delle direttive che rendano chiaro quando un portiere sia effettivamente in possesso del pallone.

Stando alla direttiva, si considera che un portiere sia in possesso del pallone, e quindi il "controllo" quando egli lo tiene fra le mani, fra le mani e una superificie qualunque, che può essere anche un palo della porta, o lo tiene sul palmo della mano. Inoltre, il portiere ha il possesso del pallone anche quando lo respinga intenzionalmente allo scopo di mantenerne il controllo.
Egli inoltre continua a mantenere il possesso del pallone anche quando lo fa rimbalzare, o lo lancia per poterlo calciare.[7]

È importante specificare quando il portiere sia effettivamente in possesso del pallone, ad esempio, per il computo dei 6 secondi.

Infortuni[modifica | modifica sorgente]

Il portiere riceve una trattazione particolare anche nel caso di infortuni. Mentre per tutti i calciatori è obbligatorio, in caso di grave infortunio, abbandonare il terreno di gioco per essere curati, il portiere è l'unico giocatore che, presentando una ferita grave, può comunque ricevere cure sul terreno di gioco.[8]

Inoltre, se durante il gioco il portiere si infortuna anche soltanto lievemente, il gioco deve essere immediatamente interrotto per consentire le cure, eccetto il caso in cui il portiere non si infortuni subito prima che subisca una rete: in tal caso, l'arbitro convaliderà la rete, e subito dopo procederà alle cure.[9]

Infine, egli gode di un trattamento particolare per gli infortuni anche durante i tiri di rigore. Durante l'esecuzione degli stessi, infatti, non è possibile effettuare alcuna sostituzione, anche se la squadra che la richiede non ha effettuato tutte quelle consentite. Ciononostante, in caso di infortunio del portiere durante i tiri di rigore, è concessa la sua sostituzione con un calciatore di riserva, purché, comunque, la squadra non abbia già effettuato tutte le sostituzioni consentite.[10]

Infrazioni commesse contro i portieri[modifica | modifica sorgente]

Oltre ad avere delle infrazioni peculiari specifiche per il suo ruolo, il portiere gode anche di specifiche infrazioni che, se commesse contro di lui, portano ad un calcio di punizione indiretto a suo favore. Queste infrazioni sono:

  • Ostacolare un portiere anche involontariamente nel momento in cui egli cerca di spossessarsene, ad esempio rilanciandolo con le mani;
  • Cercare di calciare il pallone mentre il portiere lo sta rilanciando;
  • Limitare scorrettamente i movimenti del portiere, ostacolandolo con il proprio corpo.[11]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Ruolo[modifica | modifica sorgente]

Al portiere è assegnato il compito di proteggere la linea di porta compresa fra i pali, evitando i gol degli avversari.[12] La zona di competenza del portiere è l'area di rigore, all'interno della quale gli è consentito di toccare il pallone con le mani: oltre a difendere la porta rimanendo tra i pali, all'estremo difensore è richiesto sovente di effettuare uscite, sia alte (afferrando o respingendo il pallone mentre esso è in volo, specialmente in seguito a un cross) che basse (sia per intercettare un passaggio che per fermare un avversario).[13] Un'altra funzione del portiere è quella di controllo della linea difensiva: si rende talvolta necessario, infatti, che il portiere aiuti i compagni difensori indicando loro eventuali situazioni di pericolo e coordinando i loro movimenti sia per quanto riguarda la marcatura che il fuorigioco.[14] Infine, è il portiere a disporre la barriera sui calci di punizione avversari: il posizionamento della barriera è infatti fondamentale per coprire al meglio lo specchio della porta.[15] La disposizione corretta della barriera si effettua, generalmente, ponendo il secondo uomo in barriera (dall'esterno) sull'immaginaria linea tra pallone e palo.[15] L'evoluzione del calcio ha portato il portiere a partecipare maggiormente all'azione, contribuendo alla costruzione del gioco della propria squadra.[16]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Lo spagnolo Rubén Pérez Chueca effettua un calcio di rinvio

Il giocatore che ricopre il ruolo di portiere è solitamente dotato di un'alta statura (sopra il metro e ottanta): questa caratteristica fisica permette infatti al portiere di poter meglio intercettare i cross avversari e, in generale, di primeggiare nel gioco aereo.[17] Tuttavia, una statura molto elevata può talvolta rappresentare un impedimento, giacché per muoversi tra i pali sono anche necessarie agilità e rapidità di movimento.[17] Per la corretta esecuzione delle uscite servono invece tempismo e capacità di leggere con precisione le traiettorie del pallone, in modo da farsi trovare nella posizione ideale all'arrivo della sfera.[13] Per eseguire le parate in tuffo le caratteristiche principali sono l'agilità e la potenza, specialmente nelle gambe, la cui forza determina l'elevazione e l'efficacia dei tuffi.[12] Il portiere deve anche possedere il senso della posizione: deve cioè essere in grado di valutare il proprio posizionamento in funzione dell'ubicazione dell'avversario, scegliendo il luogo da cui è possibile coprire la maggior porzione di specchio della porta.[18] Così facendo, il portiere riesce a "chiudere" lo specchio, ovvero a diminuire la possibilità che l'avversario segni, riducendo gli spazi a disposizione dell'attaccante per effettuare la conclusione.[18] Le parate si possono effettuare principalmente in due modi: in presa, cioè bloccando il pallone tra le proprie braccia o con le sole mani, e in respinta, spesso con i pugni, allontanando il pallone dalla porta (preferibilmente in direzione laterale); spesso, quest'ultima soluzione è preferita in caso di pioggia, visto che la presa sul pallone bagnato può risultare difettosa.[19] Infine, al portiere è assegnato il compito di rimettere il pallone in gioco una volta riconquistatone il possesso: il rilancio può essere effettuato di mano e di piede (in quest'ultimo caso esiste anche il calcio di rinvio).[20] Il rilancio con le mani ha maggiore precisione ma minor gittata, mentre per il rilancio con i piedi è necessaria una certa dose di controllo del pallone, in modo da poter effettuare efficacemente la rimessa senza incorrere in errori potenzialmente pericolosi.[20]

Storia del ruolo del portiere[modifica | modifica sorgente]

Il ruolo del portiere, lungo i vari decenni, non è sempre stato quello finora descritto. Infatti, è soltanto dal 1912 che al portiere è concesso di toccare il pallone, con le mani, non più in tutto il terreno di gioco, ma soltanto all'interno della propria area di rigore, il cui unico ruolo fino a quel momento era soltanto quello di indicare l'area all'interno della quale un'infrazione passibile di calcio di punizione diretto avrebbe dato luogo ad un calcio di rigore.[21]

Comunque, la maggior parte delle modifiche che investirono il ruolo del portiere furono attuare per evitare le perdite di tempo: il portiere, con il pallone fra le mani, non può essere contrastato da un avversario[22], quindi un portiere avrebbe potuto, in teoria, tenere il pallone fra le mani per quanto tempo avesse voluto, impedendo quindi agli avversari di poterlo giocare.
Per questa ragione, nel 1983, fu consentito al portiere di poter fare soltanto quattro passi, avendo il possesso del pallone, e dopodiché essere obbligato a rilasciarlo.[23] La regola, però, non sembrava essere funzionale, in quanto non era stabilito chiaramente quanto fosse il tempo necessario per fare quattro passi, e quindi l'intento di arginare le perdite di tempo non fu raggiunto. Questa fu la ragione che portò all'innovazione del 2000, nella quale fu stabilito che il portiere avrebbe dovuto necessariamente rilasciare il possesso del pallone entro 6 secondi.[24]

Tuttavia, la modifica più sostanziale è certamente quella che fu adottata a seguito del Campionato mondiale di calcio 1990[21], nella quale fu notato come, a scopo palesemente antisportivo e con l'unica finalità di perdere tempo, spesso le squadre ricorrevano a passaggi al proprio portiere il quale, tenendo il pallone in mano, impediva agli avversari di poterlo giocare. Per questo motivo, nel 1992 la regola fu cambiata[24], impedendo al portiere di prendere con le mani il pallone ricevuto da un retropassaggio di un compagno di squadra. Nel 1997 fu vietato al portiere di prendere il pallone con le mani anche qualora lo ricevesse da un compagno direttamente da una rimessa laterale.

La figura del portiere nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Il sovietico Lev Jašin, considerato dall'IFFHS il miglior portiere del XX secolo.

Il portiere è una figura avulsa dal resto della squadra. Essendo stanziale, egli è dedito alla protezione di una zona ben definita del campo, quella degli ultimi sedici metri di gioco, della quale è – o dovrebbe essere – il padrone assoluto.[25] Questa peculiarità ha spinto non pochi poeti e scrittori a sottolineare la sua solitudine.[26] Inoltre, sebbene nell’immaginario collettivo il portiere sia un giocatore altamente spettacolare e, in qualche misura, istrionico, al contrario tale ruolo deve trasmettere tranquillità a tutta la difesa.[14]

Uno dei primi portieri celebri in tutto il mondo fu lo spagnolo Ricardo Zamora, chiamato il Divino.[27] Nel dopoguerra, portieri di assoluto valore furono il sovietico Lev Jašin, detto il Ragno Nero per via del colore della sua tenuta di gioco e per le lunghe braccia,[28] l’inglese Gordon Banks detto Banks of England, ritenuto, all'epoca, tra i migliori al mondo;[29] il tedesco “Sepp” Maier,[30] l’italiano Dino Zoff[31] e l’argentino Ubaldo Matildo Fillol detto el Pato (l’anatra).[32]

Gli anni settanta videro fiorire una generazione di portieri dallo stile più disinvolto rispetto a quello, molto freddo e formale, di estremi difensori come Zoff e Maier. Tra tutti si ricordano lo svedese Ronnie Hellström, dalla grande tecnica ma dall’atteggiamento guascone in campo e fuori, e l’olandese Jan Jongbloed, famoso per lasciare spesso la porta e proporsi al rilancio come libero aggiunto, e per giocare in porta con il numero 8 sulle spalle.[33] In tempi più recenti un portiere che richiamava l'estro e l'esuberanza dei suoi colleghi di vent’anni prima fu il colombiano René Higuita, che in campo si esibiva talora con la parata cosiddetta "dello scorpione" (andando in elevazione da terra col corpo in avanti e respingendo il pallone con entrambi talloni uniti).[34]

Il brasiliano Rogério Ceni, portiere-goleador primatista di reti segnate.

Sebbene vi siano sempre stati portieri specializzati nel tirare rigori, è abbastanza raro trovare il nome di un estremo difensore nella categoria dei gol fatti piuttosto che subìti. Ancor più raro, se non singolare, è trovare portieri che abbiano segnato in occasioni diverse dal calcio di rigore. Il brasiliano Rogério Ceni è il portiere che detiene il singolare record di gol segnati in carriera: 105 al 1 gennaio 2013 (di cui 2 in partite amichevoli, non riconosciute dalla FIFA). Dietro di lui un altro sudamericano, il paraguayano José Luis Chilavert, con 62. Chilavert tuttavia detiene il record di goal segnati in un singolo incontro (3, tutti su calcio di rigore, realizzati con la maglia del Vélez Sarsfield nella gara di Primera División argentina contro il Ferro Carril Oeste del 28 novembre 1999).[35]

Relativamente all'Italia il portiere con più gol all'attivo è Sentimenti IV con 8 marcature, tutte su calcio di rigore,[36] seguito da Antonio Rigamonti, estremo difensore del Como, con 3 (anch'esse su rigore).[37] Ma si fanno segnalare, soprattutto, Michelangelo Rampulla che, quando giocava nella Cremonese segnò nel 1992 un goal di testa all’Atalanta, e Massimo Taibi che, in Reggina - Udinese del 1º aprile 2001 pareggiò all’ultimo minuto di gioco il gol dei friulani. Quelle di Rampulla e di Taibi sono tuttora le uniche due reti segnate su azione in Serie A da un portiere.[34] Infine, Marco Amelia, del Livorno, il 2 novembre 2006 a Belgrado, all'88º minuto dell'incontro di Coppa UEFA contro il Partizan Belgrado (terminato 1-1), divenne il primo portiere italiano a segnare su azione in una competizione internazionale.[34] Nel marzo 2007 il portiere del Tottenham Hotspur e della Nazionale inglese Paul Robinson, durante un incontro di Premier League contro il Watford, realizzò un gol su calcio di punizione diretto dalla distanza di 75 metri dalla porta avversaria.[34] Nel campionato 1981-1982 di Serie C2 in Italia il portiere del Banco Roma Jankole Igor segnò direttamente su rinvio dalla propria porta.[34]

L'italiano Stefano Tacconi, portiere vincitore tutti i maggiori trofei internazionali per club.[38]

Per quel che riguarda l'imbattibilità, il record per la Serie A è detenuto da Sebastiano Rossi: nella stagione 1993-1994, nella porta del Milan, mantenne la porta inviolata per 929 minuti. Il record assoluto del calcio professionistico italiano è tuttavia detenuto da Emmerich Tarabocchia che, nella stagione di Serie C 1974-1975, mantenne la porta del Lecce imbattuta per 1791 minuti. In realtà Tarabocchia subì una rete al minuto 1432, nella partita contro il Barletta, ma quella gara fu invalidata (per invasione di campo) dalla Federcalcio che diede la vittoria al Lecce per 2-0 a tavolino. Se la partita fosse stata valida il record spetterebbe ad Antonio Gridelli del Sorrento Calcio con i suoi 1537 minuti nel campionato di Serie C 1970-1971.

A livello di Mondiali di Calcio FIFA il record di imbattibilità in un unico mondiale spetta a Walter Zenga, la cui porta rimase inviolata durante la competizione Italia '90 per 518 minuti, battuto da Caniggia nella semifinale con l'Argentina.

A livello dilettantistico, in Italia il record di imbattibilità spetta ad Andrea Lodovini, nel campionato di Promozione 1987-88 tra i pali della Sestese inviolata per 2243 minuti.[39]

A livello mondiale il record assoluto di inviolabilità di un portiere professionista è detenuto dal brasiliano Mazarópi, che nel campionato 1977-1978 mantenne la porta del Vasco da Gama imbattuta per 1816 minuti.[40]

Secondo una classifica dell'IFFHS (International Federation of Football History and Statistics) Lev Jašin viene considerato il miglior portiere del XX secolo;[31] Jašin, che può vantare anche un campionato nazionale sovietico nell'hockey su ghiaccio, è l'unico portiere ad aver vinto il Pallone d'oro (1963), il celebre premio assegnato al miglior calciatore dell'anno. Nel 1994, in suo onore, la FIFA istituì il Premio Yashin da destinare al miglior portiere in ogni edizione del Campionato mondiale di calcio.

Nella cultura popolare è anche diffuso il fatto di ricorrere all'uso del termine "papera" per indicare un errore più o meno grossolano di un estremo difensore che spesso lo porta a vedere violata la sua rete. La prima papera storica si è verificata in Italia-Francia (3-4) del 17 marzo 1912, giocata nella piazza d'armi di Torino: il risultato fu condizionato dagli interventi poco sicuri del portiere Vittorio Faroppa, che venne soprannominato "Disastro Faroppa".[41]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Tre momenti" - Umberto Saba
  2. ^ Regola 12 - Falli e scorrettezze ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 121. )
  3. ^ Regola 3 - Il numero dei calciatori ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 29. )
  4. ^ Regola 4 - L'equipaggiamento dei calciatori ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 43. )
  5. ^ Regola 12 - Falli e scorrettezze ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, pp. 121-122. )
  6. ^ Regola 12 - Falli e scorrettezze (Guida Pratica AIA, D/R n° 59, Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, pp. 145-146. )
  7. ^ Regola 12 - Falli e scorrettezze ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 127. )
  8. ^ Regola 5 - L'arbitro ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 53. )
  9. ^ Regola 5 - L'arbitro (Guida Pratica AIA, D/R n° 17, Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 70. )
  10. ^ "Fatta eccezione per il portiere che sia infortunato, nessun calciatore può essere sostituito durante l’esecuzione dei tiri di rigore." - Procedure per determinare la squadra vincente di una gara - I tiri di rigore - Regolamento del Gioco del Calcio, p. 185
  11. ^ Regola 12 - Falli e scorrettezze ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 128. )
  12. ^ a b Damele, op. cit., p. 70.
  13. ^ a b Damele, op. cit., p. 74.
  14. ^ a b Damele, op. cit., p. 71.
  15. ^ a b Damele, op. cit., p. 78.
  16. ^ Damele, op. cit., p. 83.
  17. ^ a b Damele, op. cit., p. 82.
  18. ^ a b Damele, op. cit., p. 72.
  19. ^ Damele, op. cit., p. 75.
  20. ^ a b Damele, op. cit., p. 77.
  21. ^ a b (EN) From 1863 to the Present Day - Storia delle Regole del Gioco del Calcio
  22. ^ (EN) "When a goalkeeper has gained possession of the ball with his hands, he cannot be challenged by an opponent." - Laws of the Game 2010/2011
  23. ^ (EN) History of the Laws of Game 1980-1990 - Storia delle Regole del Gioco del Calcio
  24. ^ a b (EN) History of the Laws of Game 1990-2000 - Storia delle Regole del Gioco del Calcio
  25. ^ Damele, op. cit., p. 70
  26. ^ Pastorin, op. cit., p. 75
  27. ^ (ES) Zamora, realmadrid.com. URL consultato il 9 maggio 2012.
  28. ^ Yashin, idolo dei ragazzi russi guadagna 200 mila lire il mese in La Stampa, 25 aprile 1968, p. 3. URL consultato il 9 maggio 2012.
  29. ^ Il dramma di Banks in Stampa Sera, 23 ottobre 1972. URL consultato il 9 maggio 2012.
  30. ^ Sepp Maier ferito carriera finita? in Stampa Sera, 16 luglio 1979, p. 13. URL consultato il 9 maggio 2012.
  31. ^ a b (ENDEESFR) The World's best Goalkeeper of the Century, IFFHS. URL consultato il 9 maggio 2012.
  32. ^ (ES) Oscar Barnade, Cuando el Pato Fillol dejó de volar de palo a palo... in Clarín, 22 dicembre 2010. URL consultato il 10 maggio 2012.
  33. ^ Stefano Boldrini, Quel portiere che parava le arance... in l'Unità, 29 giugno 1994. URL consultato il 10 maggio 2012.
  34. ^ a b c d e Massimo Norrito, Da Butt a Bolat, storie di portieri goleador in La Repubblica, 10 dicembre 2009. URL consultato il 9 maggio 2012.
  35. ^ (ES) Chilavert será distinguido por el libro Guinness, sanlorenzopy.com, 3 novembre 2011. URL consultato il 9 maggio 2012.
  36. ^ Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, II volume, Baldini Castoldi Dalai, 2000, p. 490. ISBN 88-8089-862-0.
  37. ^ Fabio Monti, Auguri rigore, un brivido lungo 110 anni, Corriere della Sera, 19 settembre 2001. URL consultato il 19 aprile 2009.
  38. ^ «Con la Juventus vince praticamente tutto. Fin dalla sua prima stagione in cui “mette le mani” sullo Scudetto e sulla Coppa delle Coppe, vinta a Basilea contro il Porto anche per merito delle sue parate. Nelle due stagioni successive si porta a casa un altro Scudetto, Supercoppa Europea, la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale, quest’ultima contribuendo in modo decisivo nella lotteria dei rigori. Quando si chiude il ciclo di Trapattoni e Platini, riesce ancora a togliersi la soddisfazione di vincere la Coppa Italia e la Coppa Uefa, entrambi da capitano», cfr. Viaggio tra le Stelle: Stefano Tacconi in juventus.com, 23 giugno 2011.
  39. ^ ilportiere.com
  40. ^ (ENDEESFR) The World's 448 Top Division Goalkeepers of all time with the longest Time without conceding a Goal, IFFHS. URL consultato il 9 maggio 2012.
  41. ^ Come riporta questo articolo de La Gazzetta della Sport URL visitato il 21-06-2010

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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