Racing Club de Strasbourg

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Racing Club de Strasbourg Alsace
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Coupe de la Ligue Detentore della Coupe de la Ligue
Racing, RCS, RCSA
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px HEX-0080FF background HEX-FF0000 diagonal stripe.svg Blu, bianco
Simboli Cattedrale di Strasburgo, cicogna
Dati societari
Città Strasburgo
Nazione Francia Francia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of France.svg FFF
Campionato Ligue 1
Fondazione 1906
Presidente Francia Marc Keller
Allenatore Francia Thierry Laurey
Stadio Stadio della Meinau
(26 109 posti)
Sito web www.rcstrasbourgalsace.fr/
Palmarès
Campionato francese Coppe di FranciaCoppe di FranciaCoppe di Francia Coppe di Lega franceseCoppe di Lega franceseCoppe di Lega francese Coppa Intertoto
Titoli di Francia 1
Trofei nazionali 3 Coppe di Francia
3 Coppe di Lega francese
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Dati aggiornati al 24 gennaio 2019
Si invita a seguire il modello di voce

Il Racing Club de Strasbourg Alsace, abbreviato RC Strasbourg, Racing Strasbourg o RCS e noto in italiano come Strasburgo o Racing Strasburgo, è una società calcistica francese con sede nella città di Strasburgo. Milita nella Ligue 1, la massima serie del campionato francese di calcio.

Fondata nel 1906 con il nome di FußballClub Neudorf[1][2], ha inizialmente esordito nella terza divisione del campionato tedesco[3] per poi entrare, al termine della prima guerra mondiale, nel sistema calcistico francese (con una parentesi nel corso del secondo conflitto mondiale in cui fu di nuovo riammessa al sistema calcistico tedesco[4]). Ottenuto lo statuto di squadra professionale nel 1933[5], lo Strasburgo ha ottenuto nella sua storia risultati altalenanti (toccando il punto più alto nella stagione 1978-1979, in cui si aggiudicò il suo primo titolo nazionale) a causa di continui cambi in seno alla dirigenza della società.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Racing Club de Strasbourg.
Una formazione dello Strasburgo finalista della Coppa di Francia 1936-1937

Il Racing Club de Strasbourg vide la luce nel 1906 per iniziativa di un gruppo di studenti del quartiere di Neudorf che fondarono una squadra chiamata Fußballclub Neudorf[1][2]. Dopo tre anni di difficoltà dovute a problemi economici ed organizzativi[1][6], la squadra fu iscritta nel 1909 alla Verband Süddeutscher Fußball-Vereine[3] iniziando la scalata verso la massima serie[2][3], interrompendola allo scoppio della prima guerra mondiale. Al termine del conflitto, con il passaggio dell'Alsazia al governo francese, la squadra assunse la denominazione attuale e si iscrisse ai campionati regionali alsaziani. Acquisito con qualche difficoltà[7] lo status di club professionistico nel 1933[8], lo Strasburgo divenne uno dei club di primo piano del campionato francese lottando nella sua stagione d'esordio in massima serie per la conquista del titolo[9][10] e arrivando in finale di Coppa di Francia nella stagione 1936-37[11]. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, con la riconquista dell'Alsazia da parte del Terzo Reich, lo Strasburgo fu nuovamente ammesso nel sistema calcistico tedesco disputando le competizioni locali[12][13] e cambiando il nome in Rasensportclub Straßburg.

Negli anni successivi alla chiusura del conflitto lo Strasburgo, reintegrato nel sistema calcistico francese, conobbe un periodo di risultati altalenanti, alternando ottime stagioni (nel 1946-47 andò vicino al double[14][15] e nella stagione 1950-51 vinse il suo primo titolo, la Coppa di Francia ai danni del Valenciennes[16]) ad altre meno convincenti (retrocesse al termine delle stagioni 1951-52, 1956-57 e 1959-60). Fu solo negli anni sessanta che, grazie ai finanziamenti da parte del comune[17], la squadra attraversò un periodo di crescita che le permise di ben figurare nelle competizioni europee[18] e nazionali[19]. A quel decennio risalirono infatti l'approdo ai quarti di finale in Coppa delle Fiere (raggiunti eliminando squadre più quotate come Milan e Barcellona[18]) e la seconda vittoria in Coppa di Francia nella stagione 1965-66, ottenuta ai danni del Nantes[20]. Un calo dei risultati negli anni successivi spinse, nel 1970, la dirigenza a incorporare nella società la sezione professionistica della squadra dei Pierrots Vauban[21]. I risultati furono tuttavia insoddisfacenti, tanto che dopo sei anni la società (che nel frattempo aveva cambiato il nome in Racing Pierrots Strasbourg Meinau[22]) fu scorporata e riacquisì il nome precedente[22].

Gilbert Gress, ex giocatore ed allenatore dello Strasburgo, tra le personalità più rappresentative della storia della squadra[23][24].

Alla fine degli anni settanta risale il miglior periodo dello Strasburgo dal punto di vista dei risultati: guidati dall'ex giocatore Gilbert Gress, gli alsaziani, senza sconvolgere troppo la formazione[25] e grazie ad un gioco basato sul collettivo[26] centrarono il terzo posto da neopromossi, per poi migliorare il risultato nella stagione 1978-79, che vide lo Strasburgo ottenere il suo primo titolo di campione di Francia. Negli anni successivi a questo trofeo la squadra attraversò un periodo caratterizzato da dissidii al vertice[23][26][27] che aprirono un periodo di instabilità societaria[28] che si rifletté per circa un decennio sui risultati della squadra[27][29].

Il ritorno di Gress in panchina (1991) gettò le basi[30] per un periodo in cui la squadra, nonostante i continui cambi in seno alla dirigenza[30], acquisì una dimensione europea vincendo la prima edizione della Coppa Intertoto e partecipando in due occasioni alla Coppa UEFA (ottenendo il suo miglior risultato nella stagione 1997-98, in cui fu fermata dall'Inter agli ottavi di finale[21] dopo aver eliminato ai sedicesimi il Liverpool). La squadra ottenne prestazioni convincenti anche nelle competizioni nazionali segnalandosi come club di livello medio-alto in campionato[30][31][32] e vincendo nel 1997 la Coppa di Lega.

Negli anni 2000 l'instabilità societaria incominciò ad influire sui risultati della squadra che, pur continuando a vincere trofei (nella stagione 2000-01 vinse la Coppa di Francia[33] e nel 2005 la Coppa di Lega[21][34]), visse delle stagioni di saliscendi tra la prima e la seconda divisione[34][35] caratterizzate da numerosi cambi ai vertici della società[34][36][37][38]. A questo periodo risale inoltre la prima retrocessione della squadra in Championnat National, la terza serie, avvenuta al termine della stagione 2009-2010[39][40].

Dopo essersi piazzato al quarto posto della terza serie nella stagione 2010-2011, mancando la promozione in Ligue 2, il club fallisce e riparte dalla quinta serie, il Championnat de France amateur 2, nel girone C. Torna immediatamente in Championnat de France amateur, la quarta serie, vincendo il Championnat de France amateur 2 nel 2011-2012 con ben 100 punti ottenuti. Nel 2012 cambia nome in Racing Club de Strasbourg Alsace e modifica anche il logo. Vincendo il campionato di quarta serie nel 2012-2013, nel giro di due anni il club fa il ritorno nel Championnat National, la terza divisione. Nel 2014-2015 subentra l'allenatore Jacky Duguépéroux dopo il triennio di gestione di François Keller. Nel 2015-2016 lo Strasburgo vince il National, tornando in Ligue 2 dopo sei anni. Nel 2016-2017 completa la risalita, vincendo da neopromossa il campionato cadetto e approdando in massima serie. Nella Ligue 1 del 2017-18 si classifica in quindicesima posizione, salvandosi alla penultima giornata grazie al successo ottenuto a Décines-Charpieu contro l'Olympique Lione in rimonta con un calcio di punizione di Dimitri Liénard nei minuti di recupero. Nel 2018-2019 la squadra si aggiudica per la terza volta la Coppa di Lega francese, prevalendo per 4-1 ai tiri di rigore nella finale contro il Guingamp.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

[41][42]

Cronistoria del Racing Club de Strasbourg

Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Secondo turno di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia

Ottavi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Finalista di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Quinto turno Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia

  • 1940-1941 - Finalista della Sportbereichsklasse Elsaß
  • 1941-1942 - 2º in Sportbereichsklasse Elsaß
  • 1942-1943 - 2º in Sportbereichsklasse Elsaß
Trentaduesimi di finale di Coppa di Germania
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Finalista di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia

Coupe de France.svg Vince la Coppa di Francia (1º titolo)
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Semifinali di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia

Ottavi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Primo turno di Coppa delle Fiere
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa delle Fiere
Coupe de France.svg Vince la Coppa di Francia (2º titolo)
Trentaduesimi di finale di Coppa delle Fiere
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Secondo turno di Coppa delle Coppe
Quarti di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia

Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Semifinale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa UEFA
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa dei Campioni

Semifinale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia

Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesmi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Semifinale di Coppa di Lega
Finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Quarti di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Vince la Intertoto.svg Coppa Intertoto (1º titolo)
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Fase a gironi della Coppa Intertoto
Vince la Coupe de la Ligue.svg Coppa di Lega (1º titolo)
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Ottavi di finale di Coppa UEFA
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Quarti di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa di Lega

Coupe de France.svg Vince la Coppa di Francia (3º titolo)
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Quarti di finale di Coppa di Francia
Quarti di finale di Coppa di Lega
Primo turno di Coppa UEFA
Finalista del Trophée des Champions
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Vince la Coupe de la Ligue.svg Coppa di Lega (2º titolo)
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Ottavi di finale di Coppa UEFA
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Sedicesimi di finale di Coppa di Lega
Ottavo turno di Coppa di Francia
Secondo turno di Coppa di Lega
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Primo turno di Coppa di Lega

Ottavi di finale di Coppa di Francia
Primo turno di Coppa di Lega
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavo turno di Coppa di Francia
Settimo turno di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Trentaduesimi di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Francia
Secondo turno di Coppa di Lega
Quarti di finale di Coppa di Francia
Ottavi di finale di Coppa di Lega
Sedicesimi di finale di Coppa di Francia
Vince la Coupe de la Ligue.svg Coppa di Lega (3º titolo)

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori sociali dello Strasburgo sono il blu e il bianco. Questi colori vengono normalmente utilizzati sulla maglia della squadra anche se, dalla seconda metà degli anni ottanta[43] fino ai primi anni 2000[44], è stato utilizzato il celeste come colore dominante delle divise.

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1936
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1979
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
1987
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
1997
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2001
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2005

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

[45]

Coreografia dei tifosi dello Strasburgo, recante lo stemma societario in uso dal 2006.

Il logo della società (in uso dal 2006) è costituito da un cerchio di colore celeste attraversato da una striscia rossa (la stessa adottata sulla bandiera comunale[46]) e sormontato da una cicogna stilizzata (rappresentante l'Alsazia) accompagnato da un cerchio contenente una scritta in blu RCS (abbreviazione del nome della società) accompagnata da una cattedrale stilizzata dello stesso colore. All'interno del logo vi sono inoltre le scritte di colore bianco Racing Club de Strasbourg - Alsace.

Il primo simbolo adottato dalla società è stato introdotto negli anni venti ed era costituito da un ovale con le lettere RCS al di sopra delle quali era posizionato un rombo tagliato in due da una striscia rossa. Dal 1945 fu invece utilizzato un logo a losanga di colore blu accompagnato dalla scritta RCS, mentre nel 1950 fu introdotto uno scudo bianco tagliato in due dalla striscia rossa e sormontato da due cicogne bianche contornate di blu. Nel 1960 il simbolo divenne un trapezio blu tagliato dalla linea obliqua di colore bianco e con un cerchio nero nella metà inferiore (recante la scritta RCS) sormontato da una cattedrale stilizzata bianca (simbolizzante la cattedrale cittadina[47]). Questo logo subì una modifica nel 1971 in occasione dell'assorbimento della squadra dei Pierrots Vauban quando la cattedrale divenne di colore nero e la metà inferiore del simbolo di colore giallo con l'iscrizione RPSM (Racing Pierrots Strasbourg-Meinau).

Con la dismissione del vecchio nome fu adottato un logo più simile a quello attualmente in uso, che rimase corrente fino al 1997 con un'interruzione tra il 1985 e il 1988 in cui furono adottati due nuovi simboli che avevano come immagine dominante uno scudo a strisce accompagnato da due leoni oppure dalle dodici stelle della bandiera europea. Dal 1997 al 2006 fu invece utilizzato un logo di forma circolare con una mezza stella di colore blu scuro che, nelle intenzioni della dirigenza, doveva rappresentare la cicogna e la cattedrale.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del campo dello Stadio della Meinau.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stadio della Meinau.

Lo Strasburgo gioca le partite interne nello Stadio della Meinau, costruito a partire dal 1921[48] sul giardino Hammerlé, già terreno di gioco della squadra a partire dal 1914[49]. In precedenza la squadra disputava le partite casalinghe nel campo del poligono di Neudorf[2] mentre le prime partite ufficiali della squadra sono state disputate in campi esterni.

Nel 2008[50], in previsione di una candidatura della Francia come Paese ospitante i Campionati Europei del 2016, è stato presentato il progetto di un nuovo impianto chiamato Eurostadium[50] che avrebbe dovuto ospitare anche le partite interne dello Strasburgo. Il progetto dello stadio, finanziato da fondi privati[51], fu però abortito nel luglio 2009 a causa di problemi economici che dirottarono i fondi su una ristrutturazione dello Stadio della Meinau[52].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Staff dell'area amministrativa
  • Francia Marc Keller - Presidente
  • Francia Alain Piet - Direttore generale
  • Francia Romain Giraud - Segretario generale

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[53][54][55][56][57][58]

Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1965-1966 Le Coq Sportif
  • 1970-1972 Le Coq Sportif
  • 1972-1975 Adidas
  • 1975-1976 Le Coq Sportif
  • 1976-2000 Adidas
  • 2000-2003 Asics
  • 2003-2004 Hummel
  • 2004-2007 Adidas
  • 2007-2018 Hummel
  • 2018- Adidas
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1968-1969 Vittel
  • 1970-1971 Nairn
  • 1971-1972 DK Pneus
  • 1972-1981 Crédit Mutuel
  • 1981-1982 Samda Assurances
  • 1982-1985 Hitachi
  • 1985-1990 Mammouth
  • 1990-1991 Mita copieurs
  • 1991-1992 Würth
  • 1992-1993 Arical
  • 1993-1994 Force 4
  • 1994-1996 Tourtel
  • 1996-1997 Daewoo
  • 1997-2003 Radiateurs Adler
  • 2003-2006 Steelcase
  • 2006- Électricité de Strasbourg

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del R.C. Strasbourg e Categoria:Presidenti del R.C. Strasbourg

[59][60]

Allenatori
Presidenti
  • 1933-1952 Francia Joseph Heintz
  • 1952-1960 Francia Willy Scheuer
  • 1960-1962 Francia Jean-Nicolas Muller
  • 1962-1968 Francia Joseph Heintz
  • 1968-1972 Francia Alfred Wenger
  • 1972-1976 Francia Philippe Fass
  • 1976-1979 Francia Alain Léopold
  • 1979-1985 Francia André Bord
  • 1985-1986 Francia Jean Willaume
  • 1986-1990 Francia Daniel Hechter
  • 1990-1992 Francia Jacky Kientz
  • 1992-1994 Francia Jean Wendling
  • 1994-1997 Francia Roland Weller
  • 1997-2003 Francia Patrick Proisy
  • 2003-2005 Germania Egon Gindorf
  • 2005-2009 Francia Philippe Ginestet
  • 2009 Francia Léonard Specht
  • 2009 Francia Philippe Ginestet
  • 2009-2010 Francia Julien Fournier
  • 2010 Francia Jean-Claude Plessis
  • 2010-2012 Francia Jafar Hilali
  • 2012-oggi Francia Marc Keller

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del R.C. Strasbourg

Contributo alle Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ventuno giocatori sono stati convocati durante il loro periodo di militanza nello Strasburgo[61]. Il primo calciatore dello Strasburgo ad aver ottenuto una convocazione in nazionale è stato l'attaccante Fritz Keller, che esordì tra i bleus nel 1934[62]. Il giocatore della squadra che ha totalizzato più presenze in nazionale è stato il centrocampista Oscar Heisserer, che totalizzò 18 presenze, di cui sette indossando la fascia di capitano[63]. Seguono Dominique Dropsy (17 presenze[64]) e Léonard Specht (16 presenze[65]), entrambi convocati tra il 1978 e il 1982.

Sono cinque i giocatori ad aver totalizzato almeno una presenza nella fase finale di una competizione internazionale: assieme a Keller e Heisserer (convocati rispettivamente per i Mondiali del 1934 e del 1938), vi sono anche Raymond Kaelbel[66], facente parte della spedizione classificatasi al terzo posto ai Mondiali del 1958 e già convocato nel 1954, Gérard Hausser[67] (inserito nella rosa dei convocati ai Mondiali del 1966) e Dominique Dropsy[64], convocato come terzo portiere ai Mondiali del 1978. Al 1996 risalgono le ultime convocazioni in Nazionale di giocatori militanti nello Strasburgo: gli ultimi due giocatori ad aver disputato una gara con bleus sono stati Mark Keller[68] e Frank Lebœuf[69].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione alle coppe[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni 1 1979-1980
Coppa UEFA 5 1978-1979 2005-2006
Coppa delle Coppe 1 1966-1967
Coppa Intertoto 2 1995 1996
Coppa delle Fiere 3 1961-1962 1965-1966

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Dominique Dropsy, al secondo posto nella classifica delle presenze dei giocatori dello Strasburgo.

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

[77][78]

Record di presenze
Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Coreografia dei tifosi dello Strasburgo durante la finale di Coppa di Lega del 2005

Esistono sette[79] gruppi di tifoseria organizzata dello Strasburgo, creati nell'arco di quarant'anni[80][81]. Il più antico, fondato nel 1953 dall'attore Germain Muller[80][82], ha assunto negli anni ottanta la denominazione attuale (Club Central des Supporters[82]) e nel 2008 contava 800 partecipanti divenendo quindi il gruppo di tifosi dello Strasburgo più numeroso[83]. Dietro al Club Central des Supporters vi sono invece gli Ultra Boys 90[84], gruppo nato da un'ala della fazione estremista dei Meinau Boys[85]. Quest'ultimo gruppo, di idee politiche di estrema destra, si è trovato spesso al centro di episodi di razzismo[86] e violenza nei confronti della polizia[87] risoltisi con severi provvedimenti giudiziari nei confronti dei colpevoli[88]. Ancor più estremista è invece il gruppo degli Elsass Korps, sciolto nel giugno del 2005[89]: anche in questo caso i membri, il cui comportamento richiamava quello degli hooligans (facevano ricorso a cori da stadio razzisti intonati nei confronti dei giocatori di colore[90]), sono stati oggetto di severe misure di legge anche a distanza di anni dallo scioglimento del gruppo[91].

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dei club rivali dello Strasburgo.

La vicinanza dell'Alsazia alla Germania ha permesso alla tifoseria dello Strasburgo di intraprendere gemellaggi con i tifosi di alcune squadre tedesche, in particolar modo con quelli del Karlsruhe[92] (in particolare tra il gruppo Ultra Boys 90 e i Phönix Sons[93][94]), con i quali è stato fondato un sodalizio chiamato Blue Pirates[93]. Sussistono inoltre gemellaggi con gli Härlekins dell'Hertha Berlino[94][92] e i Rangers del Pisa[92].

I tifosi dello Strasburgo nutrono sentimenti di ostilità nei confronti di squadre geograficamente vicine come il Nancy[85] e il Metz[85], situate nella vicina Lorena. Più accesa è la rivalità con il Metz, i cui incontri sono talvolta caratterizzati da episodi di violenza da parte delle frange più estremiste delle tifoserie[95]. La rivalità con il Colmar risale alla fine degli anni quaranta quando le due squadre si incontrarono in Ligue 1 e terminò con la retrocessione d'ufficio del Colmar causa fallimento[93]. In passato i tifosi dello Strasburgo hanno inoltre manifestato ostilità nei confronti del Mulhouse[5][96], del Sochaux, nonché di alcuni club minori della regione negli anni successivi alla fondazione[97].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Racing Club de Strasbourg Alsace 2018-2019.

Rosa 2018-2019[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornata al 21 gennaio 2019.

N. Ruolo Giocatore
1 Belgio P Matz Sels
3 Senegal D Abdallah Ndour
4 Francia D Pablo Martínez
5 Costa d'Avorio D Lamine Koné
6 Francia C Jérémy Grimm
7 Tunisia C Moataz Zemzemi
8 Francia C Jonas Martin
9 Algeria A Idriss Saadi
10 Francia A Benjamin Corgnet
11 Francia C Dimitri Liénard
12 Sudafrica A Lebo Mothiba
13 Serbia D Stefan Mitrović (capitano)
16 Giappone P Eiji Kawashima
17 Francia C Anthony Gonçalves
N. Ruolo Giocatore
18 Francia C Ibrahima Sissoko
19 Francia C Anthony Caci
20 Costa d'Avorio A Kévin Zohi
23 Francia D Lionel Carole
25 Francia A Ludovic Ajorque
26 Francia C Adrien Thomasson
27 Martinica D Kenny Lala
29 Capo Verde A Nuno da Costa
30 Francia P Bingourou Kamara
32 Camerun D Duplexe Bangou
33 Francia D Ismaël Aaneba
36 Francia D Youssouf Fofana
40 Francia P Louis Pelletier
Francia C Samuel Grandsir

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff dell'area tecnica
  • Francia Thierry Laurey - Allenatore
  • Francia Fabien Lefèvre - Vice allenatore
  • Francia Sébastien Roi - Vice allenatore
  • Francia Jean-Yves Hours - Preparatore dei portieri
  • Francia Florian Bailleux - Preparatore atletico
  • Francia François Pietra - Medico sociale
  • Francia Antoine Roth - Massaggiatore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c A.A.V.V.., 100 ans de football en Alsace (tome 2), Strasbourg, LAFA, 2002, pag. 88 (ISBN 2-911219-13-9)
  2. ^ a b c d Automne 1906, rue d'Erstein su racingstub.com
  3. ^ a b c Storia Archiviato il 6 marzo 2009 in Internet Archive. dell'Offenburger Fußballverein
  4. ^ Pierre-Marie Descamps, Gérard Ejnès, Jacques Hennaux Coupe de France: La folle épopée, L'Équipe, 2007 (ISBN 2-915535-62-0)
  5. ^ a b Gilles Gauthey, Le football professionnel français, Gilles Gauthey, Paris, 1961, pagg. 235-244
  6. ^ A.A.V.V.., 100 ans de football en Alsace (tome 2), Strasbourg, LAFA, 2002, pag. 89 (ISBN 2-911219-13-9)
  7. ^ Alfred Wahl, Les archives du football, Paris, Gallimard, 1989, p. 256, (ISBN 2-07-071603-1)
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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