Udinese Calcio

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Udinese Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Logo Udinese.png
Bianconeri, Friulani, l'Udin, Zebrette
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Colori di Udine.png bianco-neri
Simboli stemma di Savorgnan
Inno Vinci per noi
Dati societari
Città Udine
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1896
Proprietario Italia Giampaolo Pozzo
Presidente Italia Franco Soldati
Allenatore Italia Andrea Stramaccioni
Stadio Stadio Friuli
(30 667[1] posti)
Sito web www.udinese.it
Palmarès
UEFA - Intertoto.svg
Titoli nazionali 1 Campionato di Seconda Divisione
2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
1 Mitropa Cup
1 Coppa Anglo-Italiana
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Udinese Calcio, meglio conosciuta come Udinese, è una società calcistica italiana con sede nella città di Udine. È uno dei club più antichi d'Italia, essendo nato nel 1896; la sezione calcio viene creata ufficialmente nel 1911.[2]

I suoi colori sociali sono il bianco e il nero, ossia quelli dello stemma comunale della città – che appare anche nello scudo della squadra e che, peraltro, riprende lo stemma della nobile famiglia Savorgnan –; da questi due colori derivano i principali soprannomi affibbiati alla squadra, ovvero bianconeri e zebrette.[3]

I migliori risultati della sua storia, per quanto concerne le competizioni nazionali, coincidono coi secondi posti maturati nella Coppa Italia del 1922 e nella Serie A nel 1954-55.[2][4] Per quel che riguarda le coppe europee, l'Udinese annovera varie partecipazioni alla Champions League e alla Coppa UEFA/Europa League: il massimo risultato conseguito dalla formazione in campo internazionale è rappresentato dalla vittoria della Coppa Intertoto nel 2000.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione agli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

La Società Udinese di Ginnastica e Scherma fu istituita nel 1896[2] (il giorno preciso fu, probabilmente, il 30 novembre).[6] Il club era, tuttavia, attivo de facto già dal 1895. Il 18 settembre di quell'anno, per l'appunto, gli atleti bianconeri, davanti al Re Umberto I, alla Regina Margherita ed a 20.000 persone, parteciparono a Roma alla prima importante partita di calcio svoltasi nella Capitale d'Italia, disputata contro la Società Rodigina di Ginnastica Unione e Forza.[7] Un anno dopo, la compagine friulana trionfò nel campionato interprovinciale FGNI di Treviso. La sfida romana e quest'altra competizione non furono organizzate dalla FIF (l'odierna FIGC, sorta due anni dopo), ma patrocinate dalla Federazione Ginnastica Nazionale Italiana, e non ebbero carattere ufficiale.[2][8] I tornei, inoltre, non vennero disputati applicando le regole del gioco del calcio dell'IFAB, bensì seguivano quelle della variante nostrana del calcio ginnastico (che, comunque, era de iure considerato football a tutti gli effetti).[9]

L'Udinese in maglia bianca nel 1937

Il 5 luglio 1911 alcuni ginnasti, soci dell'Udinese, con a capo Luigi Dal Dan, costituiscono all'interno della polisportiva l'Associazione Calcio Udine che viene iscritta alla FIGC.[2] Il debutto della nuova squadra avviene in un'amichevole contro la Juventus Palmanova vinta dagli udinesi per 6-0.[2] La prima partecipazione in un campionato ufficiale FIGC risale però solamente al Campionato Promozione 1912-1913; in quell'anno l'Udinese si iscrive al Campionato Veneto di Promozione a tre squadre insieme al Padova e al Petrarca Padova; i friulani chiudono il torneo al secondo posto dietro al Petrarca e vengono promossi in Prima Categoria.[2] In Prima Categoria l'Udinese non riesce mai a raggiungere la fase nazionale venendo sempre eliminata nell'Eliminatoria Veneta.

Il primo risultato importante dalla sua fondazione è, nel 1922, il raggiungimento della finale di Coppa Italia: i bianconeri vengono sconfitti 1-0 dal Vado. Quest'ottimo piazzamento è dovuto anche al fatto che le maggiori compagini dell'epoca erano iscritte al concorrente campionato C.C.I..[2]

Nel campionato 1922-23 la squadra arriva ultima nel suo girone e retrocede in Seconda Divisione; la società rischia di fallire per debiti nell'estate 1923. Il 24 agosto l'"AS Udinese" si separa dalla "AC Udinese", ovvero l'attuale Udinese Calcio, e quest'ultima viene costretta ad istituire un bilancio e un direttivo autonomi. Tutti i debiti vengono pagati dal presidente Alessandro Del Torso grazie alla vendita di alcuni suoi quadri e l'Udinese può così iscriversi al campionato di Seconda Divisione dove arriva quarta nel girone eliminatorio.[2]

Giocatori dell'Udinese nel 1944

Nella stagione 1924-25 l'Udinese vince il Girone F di Seconda Divisione e arriva prima al Girone Finale venendo promossa insieme al Parma in Prima Divisione.[2] La permenenza nella massima serie dura poco: l'Udinese conclude il torneo in ultima posizione. Avrebbe potuto comunque salvarsi; infatti vi è in quell'anno una riforma dei campionati, la cosiddetta Carta di Viareggio, e dei conseguenti spareggi per determinare chi sarebbe stato ammesso al nuovo campionato di Divisione Nazionale; la squadra friulana però non si presenta allo spareggio contro il Legnano perdendo la partita a tavolino e dando l'addio alla massima serie.[2]

Nel campionato cadetto l'Udinese conclude all'ultimo posto in classifica ed evita la retrocessione in Seconda Divisione[10] solo grazie all'allargamento dei quadri. Resta in Prima Divisione fino al termine della stagione 1928-29 quando, in seguito alla creazione della Serie A e della Serie B, la Prima Divisione viene declassata a terzo livello.[2] La stagione 1929-1930 è comunque trionfale e, vincendo il proprio girone, l'Udinese riesce a qualificarsi in Serie B.[2]

La permanenza in B dura solo due anni. Al termine della stagione 1931-32 la squadra friulana ritorna subito in Prima Divisione, poi ridenominata Serie C nel 1935. Nella stagione 1938-1939 arrivando seconda nel Girone Finale Nord di Serie C, viene promossa in Serie B.[11]

Finita la seconda guerra mondiale, l'Udinese resta in Serie B fino alla stagione 1947-48, quando retrocesse in Serie C a causa di una riforma dei campionati.[12] A questa retrocessione seguono tuttavia due promozioni consecutive e i friulani ottengono una storica promozione in Serie A dopo la vittoria del campionato di Serie C e il secondo posto nel campionato di Serie B 1949-1950;[12] la società era presieduta da Giuseppe Bertoli e Raimondo Mulinaris,[13] entrambi industriali friulani, mentre sulla panchina sedeva Aldo Olivieri, campione del mondo nel 1938.

L'Udinese del 1954-1955 che, durante l'estate, passò in poche settimane dallo storico secondo posto in Serie A alla retrocessione d'ufficio tra i cadetti.

L'Udinese resta in Serie A per cinque anni sfiorando anche lo scudetto nella stagione 1954-1955, arrivando seconda dietro al Milan;[14] è proprio al termine di quella stagione però che l'Udinese viene retrocessa in Serie B per illecito sportivo (confessione di Settembrino) commesso il 31 maggio 1953, ultima giornata di campionato, e smascherato due anni dopo.[14] I friulani ritornano comunque in Serie A dopo una sola stagione in Serie B.[14]

Anni sessanta e settanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni sessanta segnano un momento difficile nella storia dell'Udinese: i friulani vengono retrocessi prima in Serie B nella stagione 1961-1962 e poi in Serie C nella stagione 1963-64.[14] L'Udinese resta in Serie C per circa un quindicennio, sfiorando la promozione in Serie B in numerose occasioni (in particolare nel 1973, quando viene sconfitta 0-2 dal Parma nello spareggio di Vicenza), ma è solo al termine della stagione di Serie C 1977-1978 che i friulani, guidati dall'allenatore Massimo Giacomini, ritornano in Serie B vincendo il Girone A di Serie C.[2] Nella stessa stagione vince anche la Coppa Italia Semiprofessionisti, battendo la Reggina, e la Coppa Anglo-Italiana.[15]

Intanto l'8 giugno 1976 si era ufficialmente sciolta l'"Associazione Calcio Udinese" e si era formata una società per azioni: la squadra fu rinominata "Udinese Calcio", attuale denominazione.[15] Il presidente è Teofilo Sanson, al quale nel 1978 viene in mente di sponsorizzare la sua società (la Sanson Gelati) sulla divisa della squadra. Dato che all'epoca la pubblicità sulle maglie di calcio era ancora vietata dalla Federazione, il presidente friulano aggirò il divieto con una "particolare" interpretazione del regolamento, posizionando il marchio Sanson sui pantaloncini dei giocatori. Il fatto suscitò gran clamore: per la prima volta in Italia, uno sponsor commerciale griffò una squadra di calcio. L'Udinese venne multata e costretta all'immediata rimozione del marchio pubblicitario, ma l'iniziativa friulana aprì un primo varco alla liberalizzazione delle sponsorizzazioni nel calcio italiano, completata nel giro di pochi anni.[16][17]

L'Udinese vincitrice della Coppa Italia Semiprofessionisti 1977-1978; sullo sfondo, uno Stadio Friuli ancora incompleto.

Nella stagione successiva l'Udinese, confermato in panchina Giacomini, vince il torneo cadetto e ritorna dopo oltre vent'anni in Serie A.[15]

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1979-1980, l'Udinese, neopromossa in massima serie, conclude il campionato al quindicesimo posto, retrocedendo in Serie B; solo lo scandalo del Totonero con la retrocessione di Milan e Lazio evita alle zebrette un immediato ritorno in Serie B.[15] In campo europeo l'Udinese vince la Coppa Mitropa.

Nella stagione 1980-1981 sulla panchina bianconera siede il nuovo allenatore Enzo Ferrari il quale ottiene la salvezza. Teofilo Sanson cede la società alla Zanussi di Pordenone, il nuovo presidente è Lamberto Mazza.

Nella stagione 1981-1982 acquista dalla Juventus Franco Causio e la squadra riesce a salvarsi senza particolari difficoltà. Nella stagione successiva, 1982-1983,[15] coglie un sesto posto nel campionato.

Nell'estate del 1983 la società effettua un grande colpo di mercato: Arthur Antunes Coimbra, detto Zico, passa, dopo un'estate di grattacapi giurisdizionali,[18] all'Udinese.[19] Oltre a Zico la dirigenza dell'Udinese, capitanata dall'Amministratore delegato Franco Dal Cin, mette insieme una squadra con nomi importanti come Pietro Paolo Virdis ed il difensore nazionale brasiliano Edinho: i tifosi rispondono con la cifra di 26 661 abbonati,[19] quota mai superata dalla società friulana. La stagione 1983-1984, che vede la squadra allenata sempre da Enzo Ferrari, termina con un 9º posto a soli due punti dalla zona UEFA mentre Zico mette a segno alla sua prima stagione in Italia 19 reti.[19]

Il brasiliano Zico, fantasista friulano di metà anni ottanta.

Nella stagione 1984-1985 l'Udinese cede molti giocatori importanti, ma riesce a trattenere Zico. La squadra viene affidata al tecnico brasiliano Luís Vinício. In questa stagione Zico, anche a causa di un infortunio, lascia l'Udinese e torna in Brasile per noie giudiziarie con lo Stato italiano.[19]

Nella stagione successiva 1985-1986 i friulani ottengono un 13º posto.[19] Nel luglio 1986 Giampaolo Pozzo subentra a Lamberto Mazza come presidente dell'Udinese, ma la sua avventura come presidente della società inizia subito in salita: infatti l'Udinese è inizialmente retrocessa in Serie B per uno scandalo scommesse, pena poi rivista in appello e commutata in nove punti di penalizzazione per la stagione successiva; i friulani arrivano ultimi e retrocedono in Serie B; senza penalizzazione si sarebbero salvati.[20]

Gli anni successivi sono tra Serie A e Serie B: la squadra viene promossa nella massima divisione nel campionato di Serie B 1988-1989 con alla guida Nedo Sonetti e grazie alle reti di Totò De Vitis. Nella stagione successiva i friulani, che in estate acquistarono i giovani talenti argentini Abel Balbo e Nestor Sensini, sotto la guida di Rino Marchesi subentrato a Bruno Mazzia cercano di mantenere la categoria, ma nonostante una lotta durata per tutto il campionato retrocedono all'ultima giornata.[20] Nell'estate 1990 l'Udinese è di nuovo condannata per illecito sportivo: pena 5 punti di penalizzazione per la squadra e 5 anni di deferimento per il presidente Pozzo, accusato di aver contattato Gianmarco Calleri, allora presidente della Lazio, minacciandolo in caso di sconfitta. Pozzo lascia quindi la carica di presidente del club.[20]

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione di Serie B 1990-1991 le zebrette, guidate da Marchesi prima e da Adriano Buffoni poi, potrebbero riconquistare immediatamente la promozione in Serie A, ma subiscono 5 punti di penalizzazione prima dell'inizio della stagione; senza questo fardello, l'Udinese avrebbe totalizzato 43 punti piazzandosi comodamente nelle prime quattro, invece la squadra chiuse solo all'ottavo posto,[20] nonostante in quella stagione Balbo fosse divenuto capocannoniere del torneo. L'argentino contribuisce attivamente al ritorno dei friulani nella massima serie nella stagione 1991-1992: la società esonerò il tecnico Franco Scoglio ed affidò la squadra ad Adriano Fedele, e dopo un lungo testa a testa con il Cosenza ottenne il quarto posto che valse la promozione. Sempre le reti di Abel Balbo consentirono la successiva permanenza in Serie A nella stagione 1992-1993, guadagnata sotto la guida esperta di Albertino Bigon dopo una lunga lotta con la Fiorentina ed il Brescia, quest'ultimo sconfitto solo dopo uno spareggio allo Stadio Dall'Ara di Bologna.

Nella stagione 1993-1994 i friulani cedono Balbo alla Roma e Francesco Dell'Anno all'Inter. La squadra è affidata ad Azeglio Vicini, il quale viene esonerato all'indomani della sconfitta a Napoli dopo alcune incomprensioni con il patron Pozzo. Al suo posto subentra Adriano Fedele. Il girone di andata viene chiuso al penultimo posto ma nel girone di ritorno, grazie anche all'exploit della punta Marco Branca (a cui venne affidato compito di sostituire Abel Balbo), rimontano senza successo la classifica retrocedendo nuovamente in Serie B all'ultima giornata.[20] Già l'anno seguente però, con Giovanni Galeone in panchina subentrato a Fedele, i friulani riconquistano la massima serie.[20] Dalla stagione 1995-1996 l'Udinese torna in Serie A rimanendone presenza fissa fino ad oggi.

Il tedesco Oliver Bierhoff, bomber di fine Novecento.

Da qui in avanti l'Udinese ottiene diverse qualificazioni alla Coppa UEFA, la prima nella stagione 1996-1997 con in panchina Alberto Zaccheroni, ed un clamoroso terzo posto dietro Juventus e Inter nella stagione 1997-1998, grazie ai 27 gol di Oliver Bierhoff, capocannoniere di quella stagione.[21] Nella stagione successiva sarà Marcio Amoroso a conquistare il titolo di capocannoniere, siglando 22 reti con la maglia della squadra friulana, condotta al sesto posto da Francesco Guidolin.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1999-2000 l'Udinese è inizialmente allenata da Francesco Guidolin, ma il tecnico sarà poi esonerato a favore di Luigi De Canio: questi riesce a condurre i friulani all'ottavo posto finale, ottenendo l'accesso alla Coppa Intertoto. In estate l'Udinese si aggiudica la vittoria del torneo, qualificandosi per la Coppa UEFA. Il Campionato 2000-2001 inizia bene per i bianconeri, che dopo cinque giornate si trovano addirittura al comando solitario della classifica: la squadra però non manterrà a lungo il primo posto, e a marzo De Canio sarà addirittura licenziato e sostituito da Luciano Spalletti. L'allenatore toscano porta l'Udinese ad un dodicesimo posto al termine del campionato; in Coppa UEFA invece i friulani vengono eliminati al secondo turno dai greci del PAOK Salonicco.

La stagione 2001-2002 vede alternarsi in panchina Roy Hodgson e Giampiero Ventura (subentrato a metà stagione): l'Udinese centra la salvezza, con un quattordicesimo posto ottenuto in extremis.[21] L'anno seguente torna in panchina Spalletti, che nelle stagioni 2002-03 e 2003-04 conduce l'Udinese a due settimi posti consecutivi centrando due qualificazioni alla Coppa UEFA.[21] Nell'estate 2004 la società acquista dall'Empoli Antonio Di Natale, che alcuni anni dopo diventerà capitano e simbolo della squadra.

Il Campionato 2004-2005 vede l'Udinese conquistare uno storico quarto posto, davanti alla Sampdoria, centrando la prima qualificazione alla Champions League.[21] Al termine di questa stagione, Spalletti rescinde il contratto che lo legava al club friulano: sarà sostituito da Serse Cosmi.[21] La stagione 2005-2006 è molto sofferta per l'Udinese: Cosmi verrà esonerato e gli subentrerà Loris Dominissini, a sua volta esonerato e rimpiazzato da Giovanni Galeone che porta la squadra a terminare il campionato con un undicesimo posto a pari punti con l'Ascoli. La prima partecipazione alla Champions League termina nella fase a gironi: l'Udinese perde 2-0 contro il Barcellona e viene eliminata, quando sarebbe stato sufficiente un punto per accedere agli ottavi di finale.

Il campionato 2006-2007, sotto la guida di Alberto Malesani, termina con un decimo posto: l'Udinese è però l'unica squadra a non perdere contro i campioni d'Italia dell'Inter, pareggiando entrambe le gare (0-0 in casa, 1-1 in trasferta) ed interrompendo la striscia nerazzurra di 17 vittorie consecutive. Nell'estate 2007 il nuovo tecnico diventa Pasquale Marino, mentre sul mercato la società si assicura le prestazioni degli attaccanti Fabio Quagliarella e Antonio Floro Flores.[21] Terminando il Campionato 2007-2008 con un settimo posto, l'Udinese accede ancora una volta alla Coppa UEFA.

La stagione 2008-2009 è ricordata per il cammino in Coppa UEFA, che termina ai quarti di finale contro i tedeschi del Werder Brema: in tale annata, l'Udinese è la squadra italiana che ha raggiunto il miglior risultato nelle coppe europee. Il campionato si chiuderà invece con un altro settimo posto, ma stavolta la squadra non accede alla Coppa UEFA (al suo posto si qualifica la Lazio, vincitrice della Coppa Italia): l'Udinese stabilisce comunque un record personale, vincendo 6 partite consecutive.[22] La fine della stagione coincide con le partenze del direttore generale Leonardi e di Quagliarella, che si accasano rispettivamente al Parma e al Napoli.

Antonio Di Natale, trascinatore dell'Udinese all'inizio del terzo millennio, e miglior marcatore del club bianconero in Serie A.

Il Campionato 2009-2010 non inizia bene per l'Udinese, così il 22 dicembre Marino viene esonerato per essere sostituito da Gianni De Biasi. La permanenza di De Biasi dura appena due mesi, infatti il 21 febbraio 2010 viene richiamato Marino: l'Udinese centra la salvezza con due giornate di anticipo, pareggiando 2-2 contro il Cagliari. L'annata è invece memorabile per Di Natale, che si laurea capocannoniere con 29 reti: per la terza volta un calciatore dell'Udinese è capocannoniere della Serie A (in precedenza ci erano riusciti Oliver Bierhoff nel 1998 e Marcio Amoroso nel 1999).

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2010-2011 l'Udinese ingaggia come allenatore Francesco Guidolin,[23] mentre Fabrizio Larini va a ricoprire la carica di Direttore Sportivo.[24]

Da gennaio 2011 l'Udinese lancia sul digitale terrestre del Friuli-Venezia Giulia il proprio canale tematico Udinese Channel, il primo del genere in Italia totalmente gratuito e visibile in chiaro.

Dopo un inizio di campionato disastroso (4 sconfitte nelle prime 4 giornate), i friulani risalgono la classifica e raggiungono il quarto posto, valevole per i play-off di Champions League. Il 27 febbraio 2011 l'Udinese vince 7-0 in casa del Palermo (mai l'Udinese aveva realizzato 7 gol in una trasferta di Serie A, e ad oggi le più larghe vittorie esterne erano frutto di due 5-0 inflitti al Genoa nel torneo 1983-1984 ed al Perugia nel 1999-2000).[25] Il 22 maggio con il pareggio contro il Milan i friulani stabiliscono a 66 punti il nuovo record in Serie A dopo il precedente record di 64 punti stabilito da Alberto Zaccheroni nel 1997-1998 (record ottenuto però in un campionato di sole 34 giornate anziché 38) e, arrivando al quarto posto, raggiungono i preliminari di Champions League (da disputarsi contro gli inglesi dell'Arsenal.[26]) Inoltre Antonio Di Natale si riconferma capocannoniere con 28 marcature ed il record di rigori parati in serie A spetta a Samir Handanović (6 rigori parati).

La stagione 2011-2012 inizia con la sfida dei play-off di Champions League contro Arsenal, che in doppia sfida elimina i bianconeri. L'Udinese ottiene però il diritto di partecipare all'Europa League, dove viene sorteggiata nel girone con gli spagnoli dell'Atlético Madrid, i francesi del Rennes e gli scozzesi del Celtic, superando il turno. Dopo aver eliminato i greci del PAOK i friulani sono estromessi dagli olandesi dell'AZ Alkmaar agli ottavi di finale. In campionato il rendimento segue fasi alterne: il girone di andata si chiude con ben 38 punti, a soli tre punti dalla Juventus capolista, mentre nel girone di ritorno, complici la preparazione anticipata e la stanchezza per gli impegni di coppa, l'Udinese stenta perdendo il vantaggio accumulato. A fine campionato comunque, grazie a una serie di quattro vittorie consecutive, l'Udinese riconquista con 64 punti la terza posizione, qualificandosi per la seconda volta consecutiva ai play-off di Champions League. Nel corso della stagione, il 29 novembre 2011 la società e l'intera squadra ricevono dal CONI il Collare d'Oro al Merito Sportivo, massima onorificenza dello sport italiano, concessa a club di calcio con più di 100 anni di storia.[27]

La stagione successiva vede ancora i friulani uscire ai play-off di Champions League, stavolta contro i portoghesi del Braga. Dopo l'1-1 in Portogallo, in Friuli, dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, i bianconeri perdono ai rigori con errore decisivo del neo acquisto Maicosuel (cucchiaio bloccato dal portiere). In Europa League i friulani sorteggiati in un duro girone comprendente gli inglesi del Liverpool, gli svizzeri dello Young Boys e i russi dell'Anzhi, conquistano una storica vittoria (3-2) ad Anfield contro il Liverpool, ma chiudono il girone all'ultimo posto uscendo così dalla competizione. Il campionato non inizia bene, e i friulani navigano a metà classifica. Ma una serie di 8 vittorie consecutive nelle ultime 8 giornate proietta l'Udinese al 5º posto finale e alla qualificazione in Europa League.

Nella stagione successiva i friulani escono ai play-off di Europa League contro i cechi dello Slovan Liberec, perdendo 3-1 in casa e pareggiando 1-1 in Repubblica Ceca. Nel prosieguo dell'annata i bianconeri raggiungono, come quattro anni prima, le semifinali di Coppa Italia, perdendo stavolta contro la Fiorentina. Il campionato non porta grandi soddisfazioni all'Udinese, che staziona a metà classifica per gran parte della stagione.

Dopo quattro anni, Guidolin lascia l'Udinese, la quale è affidata all'ex allenatore dell'Inter Andrea Stramaccioni.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Udinese Calcio
  • 1896 - 30 novembre, data di nascita plausibile della Società Udinese di Ginnastica e Scherma.


Finale di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1938-39 - 2ª nel girone A delle finali di Serie C.Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Gironi eliminatori di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Vince la Coppa Semiprofessionisti (1º titolo).
Vince la Coppa Anglo-Italiana (1º titolo).
  • 1978 - Cambia denominazione in Udinese Calcio SpA.[30]
  • 1978-79 - 1ª in Serie B. Green Arrow Up.svgPromossa in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
Coppaeuropa.jpg Vince la Coppa Mitropa (1º titolo).
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.

Semifinale di Coppa Italia.
Coppa Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto (1º titolo).
Secondo turno di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
Semifinale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
Semifinale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Semifinale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Play-off di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Play-off di Champions League.
Fase a gironi di Europa League.
Semifinale di Coppa Italia.
Play-off di Europa League.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

La particolare maglia sbarrata di metà anni ottanta

I colori sociali dell'Udinese sono il bianco e il nero, gli stessi delle insegne comunali, presenti nella divisa della squadra fin dagli esordi pur se il loro utilizzo è spesso variato tra differenti partiture. Sul finire del XIX secolo la neonata Società Udinese di Ginnastica e Scherma indossa una maglia completamente nera, ornata unicamente da una stella a cinque punte bianca appuntata al centro del petto.[31]

Negli anni 1910 la casacca viene ripartita verticalmente a metà tra le due tinte,[31] mentre in seguito il bianco diventa predominante, con il nero relegato alle decorazioni.[2] Dagli anni 1930 si ha pressoché stabilmente la tipica maglia a strisce bianconere, spesso corredata da pantaloncini e calzettoni neri,[3] oppure da calzoncini bianchi e calzettoni neri.[32]

Le uniche innovazioni di rilievo si hanno durante gli anni 1980, quando l'abbigliamento dei friulani si discosta dalla tradizione e presenta le soluzioni più fantasiose: spiccano soprattutto le casacche bianche con palo centrale nero usate nella prima parte del decennio, cui seguono quelle nere attraversate da una massiccia sbarra bianca.[31][33] Dagli anni 1990 si assiste a un graduale ritorno alla sobrietà, pur se non mancano sperimentazioni come le strisce "incurvate" lungo l'estremità superiore,[5] viste a metà degli anni 2000.

Per quanto concerne invece le uniformi da trasferta, queste non hanno degli schemi fissi al di fuori della tinta unita, tanto che il club attinge di anno in anno alle più disparate colorazioni quali il blu, il giallo, l'arancione, il celeste e il rosa, nonché agli stessi bianco e nero già propri della divisa casalinga.[31]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemmi dell'Udinese
Stemma utilizzato alla fine degli anni 1970
Stemma utilizzato dagli anni 1980 fino all'inizio dei 1990
Stemma utilizzato dal 1995 al 2010
Stemma in uso dal 2010

Nel corso della sua storia l'Udinese ha utilizzato numerosi stemmi, sempre però richiamanti le tinte e l'araldica della città friulana. Il primo è d'inizio anni 1970, raffigurante uno scudo con all'interno delle strisce verticali bianconere, e il trigramma "ACU" (Associazione Calcistica Udinese). Verso la fine del decennio, si utilizza uno stemma raffigurante una zebra inscritta da un cerchio verde. Il secondo stemma compare nei primi anni 1980, con l'avvento del presidente Lamberto Mazza, dove all'interno di uno scudo bianco recante uno scaglione nero rovesciato – lo stesso che identifica il comune di Udine – viene inserita la "Z" della Zanussi (società che possiede al tempo tutte le azioni del club) e, al di sopra, trova posto la scritta in minuscolo "udinese calcio".[34]

Il terzo stemma è una variante del secondo, infatti, uscita di scena la Zanussi, con l'acquisizione della società da parte di Giampaolo Pozzo scompare la "Z" e resta solo lo scudo con lo stemma cittadino. Il quarto stemma appare sulle maglie dei bianconeri nella stagione 1995-96. Lo scudo viene circondato da un cerchio prima grigio e poi nero; ritorna di colore grigio nella stagione 2010-11, avvolto stavolta con due rami d'alloro.[5]

Più volte viene chiesto dalla tifoseria di far comparire anche l'aquila del Friuli sulle maglie bianconere, richiesta mai recepita dalla società anche a causa delle norme in vigore.[35] Nel 2008 viene inoltre fortemente contestata dai tifosi la scelta della società di far comparire sulle maglie lo stemma della regione Friuli-Venezia Giulia (in quanto percepita come la regione della rivale Trieste) e non lo stemma del Friuli.[36]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale dell'Udinese Calcio si intitola Vinci per noi ed è interpretato da Nicole Pellicani, corista di Elisa; il brano viene proposto all'inizio di ogni partita giocata allo Stadio Friuli.[37] In precedenza l'inno è Alè Udin, cantato dal popolare cantante friulano Dario Zampa: il ritornello diventa il coro distintivo del tifo friulano.[38]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Moretti e Stadio Friuli.
Il vecchio Campo Polisportivo Moretti, utilizzato dalla squadra dal 1920 al 1976

L'attuale campo di gioco dell'Udinese è lo Stadio Friuli di Udine, inaugurato nel 1976 in sostituzione del vecchio Stadio Moretti (che viene demolito, ed al cui posto sorge oggi un parco urbano). Il nome è scelto per commemorare la regione, colpita nel maggio di quell'anno dal terremoto del Friuli.[39] Progettato dall'ingegnere udinese Giuliano Parmegiani, è considerato come uno dei più riusciti impianti dal punto di vista estetico. Lo stadio è situato a nord-ovest della città nel quartiere dei Rizzi, in una posizione abbastanza periferica. Particolare del Friuli, e simbolo di questo impianto, è il maestoso arco che con i suoi 33 metri di altezza alla sommità fa da tetto alla tribuna.[40]

Lo Stadio Friuli, inaugurato nel 1976 e da allora casa dei bianconeri

La volontà dell'azionista di riferimento dell'Udinese Giampaolo Pozzo è quella di operare una profonda ristrutturazione dell'impianto, eliminando la pista di atletica quasi mai utilizzata ed avvicinando gli spalti al campo, per offrire agli spettatori una visibilità migliore, lo stadio verrà inoltre interamente coperto e dotato di spazi per la ristorazione e di aree ricreative. I lavori di ristrutturazione partono ufficialmente il 5 giugno 2013 e procedono a lotti, demolendo e ricostruendo nell'ordine la curva Nord, i distinti e la curva Sud; il completamento è previsto per dicembre 2015.[41]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il "Centro Sportivo Dino Bruseschi" è l'insieme di strutture e campi d'allenamento che vengono utilizzate dalla prima squadra dell'udinese e dalle giovanili. Intitolato ad uno dei più importanti presidenti della storia bianconera, sorge a pochi metri dallo Stadio Friuli.

Si estende per circa 64943 m² ed è composto da:

  • campo regolamentare (105 x 68 m) in erba naturale, con impianto d'illuminazione;
  • campo regolamentare (105 x 68 m) in erba naturale, privo d'illuminazione;
  • campo non regolamentare (100 x 55 m) in erba naturale;
  • campo regolamentare (105 x 68 m) in erba sintetica, con impianto d'illuminazione;
  • campo regolamentare (105 x 68 m) in erba sintetica, privo d'illuminazione;
  • gabbia in erba sintetica, con impianto d'illuminazione;
  • area dall'allenamento in erba sintetica (150 x 50 m);
  • tensostruttura coperta e riscaldata con area d'allenamento in erba sintetica (80 x 50 m) e con impianto d'illuminazione;
  • 4 spogliatoi a disposizione degli atleti. La prima squadra utilizza lo spogliatoio presente all'interno dello stadio Friuli;
  • spogliatoio per lo staff tecnico;
  • 2 magazzini per materiale tecnico.

Società[modifica | modifica wikitesto]

La società friulana nel 2011 fa parte dei membri dell'European Club Association (ECA), organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14, e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.[42]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato al 27 ottobre 2014.[43]

Staff dell'area amministrativa
Consiglio di amministrazione
  • Italia Franco Soldati - Presidente
  • Italia Stefano Campoccia - Vicepresidente
  • Italia Gino Pozzo - Consigliere
  • Italia Giuliana Linda Pozzo - Consigliere
  • Italia Franco Collavino - Consigliere e direttore generale
  • Italia Cristiano Giaretta - Direttore sportivo
  • Italia Angelo Trevisan - Responsabile settore giovanile
  • Italia Alberto Rigotto - Responsabile amministrazione, finanza, controllo
  • Italia Andrea Carnevale - Responsabile scouting
  • Italia Marco Colautti - Stadium Facilities Responsible
  • Italia Luigi Infurna - Team manager
  • Italia Daniela Baracetti - Segreteria
  • Italia Gabriele Bruni - Ufficio stampa e comunicazione
  • Italia Francesco Pezzella - Ufficio stampa e comunicazione


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Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor dell'Udinese.

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali


Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

L'Udinese è una delle prime squadre in Italia ad avere creato un'associazione Onlus, infatti sono state devoluti numerosi macchinari ospedalieri e creato nuovi reparti negli ospedali della regione.[44] L'associazione "Udinese per la Vita", nata nel 2004 da un'iniziativa di Giuliana Pozzo, moglie del patron Giampaolo, ha devoluto circa 600 000 euro alla ricerca scientifica e alla sanità.[44]

Nel 2009 sono organizzate alcune iniziative volte a raccogliere fondi per la ricerca sulla SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, che ha colpito anche l'ex-bianconero Stefano Borgonovo.[45] La più importante, una Cena di Gala e Asta Benefica organizzata da "Udinese per la Vita", si è svolta il 16 marzo al "Là di Moret" di Viale Tricesimo: l'evento ha risalto in tutta Italia, trasmesso in diretta su Rai Tre con la conduzione dagli studi di Roma di Marco Civoli e con Ivan Zazzaroni inviato sul campo.[45]

Alla serata, presentata da Piero Chiambretti e da Bruno Pizzul, partecipano tra gli altri l'intera squadra bianconera, la sua dirigenza e la proprietà, ex compagni di squadra di Borgonovo quando vestiva la maglia bianconera e personaggi di spicco del mondo del calcio, nonché gli sponsor istituzionali dell'Udinese Calcio.[45] Il programma della manifestazione è caratterizzato da un’asta in cui giocatori di oggi e di ieri hanno donato maglie, scarpe da gioco e oggetti personali per la raccolta di fondi da destinare al progetto, inoltre si è svolta una lotteria con in palio ricchi premi offerti dalle ditte e aziende del Friuli che hanno voluto dare il loro contributo alla riuscita dell'iniziativa.[45] In totale sono raccolti oltre 80 000 euro, da utilizzare per l’acquisto di attrezzature tecnologicamente avanzate destinate al Dipartimento di Medicina Riabilitativa dell'istituto "Gervasutta" di Udine, con le quali è possibile migliorare la vita di coloro che sono stati colpiti dalla SLA.[45]

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile dell'Udinese è formato da 4 squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali, Allievi Nazionali Lega Pro e Giovanissimi Nazionali), una partecipante a livello regionale (Allievi Regionali), oltre a una rappresentativa di Esordienti a 11 e una di Pulcini a 6.[46] La squadra Primavera conquista nel 1963-64 e nel 1980-81 l'omonimo campionato,[47] mentre nel 1992-93 la Coppa Italia Primavera.[48]

L'Udinese Calcio nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

L'Udinese è spesso presente in varie opere della cultura italiana. In ambito cinematografico è da ricordare Al bar dello sport (1983) di Francesco Massaro, nel quale Lino Banfi segue Fiorentina-Udinese, che termina 2-2,[49] mentre ne L'allenatore nel pallone (1984) Oronzo Canà (interpretato da Banfi), allenatore della Longobarda, viene sconfitto 0-4 proprio dai bianconeri.[50]. Appare anche un gagliardetto nel film La ragazza del lago, nell'ufficio del Questore, e nella pellicola Tifosi, nella quale una hostess chiede il risultato della sua squadra del cuore, appunto l'Udinese.

Inoltre dal 2011 la società bianconera dispone di un canale televisivo ufficiale, Udinese Channel, visibile gratuitamente sul digitale terrestre in Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma in grado di trasmettere anche via satellite grazie ai dispositivi presenti su una speciale vettura FlyCar, e visibile inoltre in streaming nel web. Gli studi dell'emittente si trovano a Udine, in via di trasferimento presso lo stadio Friuli.[51] La programmazione è incentrata sulle attività della squadra e dei club di tifosi e include, oltre agli approfondimenti di attualità, anche interviste ai giocatori del passato. È previsto anche l'ampliamento della programmazione agli altri sport cittadini e alla politica ed economia locale.[51]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori
Presidenti


Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Calciatori dell'Udinese Calcio.

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Campioni del mondo

L'Udinese Calcio e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il primo calciatore dell'Udinese a vincere un titolo con la propria Nazionale è Franco Causio che con l'Italia vince il campionato mondiale di calcio 1982;[54] segue, nel 1996, la vittoria da parte del tedesco Oliver Bierhoff dell'Europeo[55] e, nel 2006, quella di Vincenzo Iaquinta del Mondiale.[56]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

1929-30, 1948-49, 1977-78
Secondo posto: 1954-55
Terzo posto: 1997-98, 2011-12
Secondo posto: 1921-22
Finale: 1922
Semifinale: 2000-01, 2004-05, 2005-06, 2009-10, 2013-14
Secondo posto: 1912-13
Secondo posto: 1933-34
Terzo posto: 1928-29, 1934-35
Secondo posto: 1949-50, 1994-95
Terzo posto: 1988-89
Secondo posto: 1938-39, 1965-66, 1972-73, 1973-74, 1976-77
Terzo posto: 1935-36, 1971-72, 1974-75

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 2 1922-23 1925-26 44
Serie A 42 1950-51 2014-15
Seconda Divisione 2 1923-24 1924-25 23
Prima Divisione 2 1926-27 1927-28
Serie B-C Alta Italia 1 1945-46
Serie B 18 1930-1931 1994-95
Prima Divisione 5 1928-29 1934-35 24
Serie C 19 1935-36 1977-78

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Il miglior piazzamento della storia dell'Udinese è il secondo posto nel campionato di Serie A 1954-55, mentre il peggiore è il diciottesimo posto della Serie A 1961-62.[2] Il record di punti in Serie A è 66, ottenuto nel 2010-11 (annata caratterizzata anche dal maggior numero di vittorie, 20, e dal numero massimo di reti segnate in A, 65) e nel 2012-13 (in cui bianconeri ottengono anche il record di 8 vittorie consecutive in Serie A).[5] L'annata 1982-83 è caratterizzata dal minor numero di pareggi nel massimo campionato italiano (20), dal minor numero di sconfitte (4) e di reti subite (23).[58] Nel 1984-85 e nel 2000-01 si ha il minor numero di pareggi in A (5),[58][5] nel 1954-55 e nel 2011-12 il maggior numero di vittorie casalinghe consecutive (7),[2][5] sempre nel 1954-55 la miglior sequenza di partite utili (23), nel 1942-43 la vittoria più larga in assoluto (Udinese-Motori Alimentatori Trasformatori Elettrici Roma 9-0), mentre quella più larga relativa alla sola Serie A si ha nel 1957-58 (Udinese-Napoli 7-0)[2] e nel 2010-11 (Palermo-Udinese 0-7).[5] Per quanto riguarda le sconfitti più pesanti, queste sono Udinese-Bari 0-7 nel 1930-31, Atalanta-Udinese 0-7 nel 1931-32, Milan-Udinese 0-7 e Fiorentina-Udinese 0-7 nel 1958-59.[2] Il maggior numero di stagioni consecutive in Serie A è 19, ottenuto dalla squadra dal 1995 a oggi, inoltre l'Udinese è la squadra con più campionati di Serie A (41) all'attivo fra quelle che non si sono aggiudicate né lo scudetto né la Coppa Italia. In ambito europeo è da segnalare la prima partecipazione in Champions League nel 2005-06, mentre il massimo risultato in Coppa UEFA sono i quarti di finale nel 2008-09.[5] In totale l'Udinese ha ottenuto 472 vittorie in Serie A, 425 pareggi e 528 sconfitte, ha segnato 1824 reti e subite 1992.[59]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore bianconero più prolifico in una sola stagione è Antonio Di Natale, con 29 reti (2009-10), il quale è anche il miglior rigorista in Serie A con 17 gol.[60] Di Natale detiene anche il record di presenze nel campionato di massima serie italiano con 358 gettoni,[60] seguito da Valerio Bertotto con 336[61] e Giampiero Pinzi con 296.[62] Il giocatore napoletano è anche il miglior marcatore dell'Udinese in Serie A, con 186 reti,[60] seguito da Lorenzo Bettini a 67[63] e Abel Balbo a 65.[64] Il record di reti in assoluto è ancora di Totò (220),[60] idem per quanto riguarda le presenze in assoluto (417).

Record di presenze
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi dell'Udinese gremiscono gli spalti del Friuli durante la sfida col Barcellona nella UEFA Champions League 2005-2006

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

L'Udinese è gemellata con il Vicenza, rapporto che dura da molti anni e sentito dalla maggior parte della tifoseria, e con le compagini toscane del Siena.[65] Fuori dai confini nazionali, vi sono inoltre amicizie coi tedeschi del Werder, legami nati durante gli incontri in campo europeo.[66] Le rivalità storiche sono invece con la Triestina – dovuta alla vicinanza delle città di Udine e Trieste, una capitale storica del Friuli, l'altra capoluogo della regione Friuli-Venezia Giulia – e con l'Hellas Verona – risalente agli anni 1980, ai tempi di Zico e dello scudetto degli scaligeri, poi cementata dall'opposto gemellaggio Hellas-Triestina.[67] Le altre principali rivalità sono con la Juventus (nonostante per lungo tempo le due società abbiano tenuto buoni rapporti commerciali, con vari acquisti di giocatori), con il Napoli (sfociata negli ultimi anni in gravi incidenti), con il Bologna (una ex amicizia tra tifoserie, tramutata in rivalità dopo la rottura del precedente gemellaggio) e con il Venezia (dualismo nato, similmente a quello con la Triestina, dalla vicinanza tra le due città).[65] Esistono inoltre rivalità meno sentite con Cremonese, Fiorentina e Lazio.[67]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Udinese Calcio 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione sono aggiornati al 3 febbraio 2015.[68]

N. Ruolo Giocatore
2 Mali D Molla Wague
5 Brasile D Danilo
6 Brasile C Allan
7 Ghana C Emmanuel Agyemang-Badu
8 Portogallo C Bruno Fernandes
9 Croazia A Stipe Perica
10 Italia A Antonio Di Natale (capitano)
11 Italia D Maurizio Domizzi
13 Colombia A Alexis Zapata
18 Croazia D Igor Bubnjić
19 Brasile C Guilherme
21 Svezia C Melker Hallberg
22 Italia P Simone Scuffet
N. Ruolo Giocatore
26 Italia C Giovanni Pasquale
27 Svizzera C Silvan Widmer
31 Grecia P Orestis Karnezis
33 Grecia C Panagiōtīs Kone
34 Brasile D Gabriel Silva
66 Italia C Giampiero Pinzi
75 Francia D Thomas Heurtaux
77 Francia A Cyril Théréau
82 Spagna A Alexandre Geijo
89 Paraguay C Iván Piris
94 Uruguay A Rodrigo Aguirre
95 Brasile A Lucas Evangelista
97 Italia P Alex Meret

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 3 settembre 2014.[69]

Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
Staff sanitario
  • Italia Claudio Rigo - Responsabile sanitario
  • Italia Fabio Tenore - Medico sociale
  • Italia Marco Patat - Fisioterapista
  • Italia Giovanni Piani - Fisioterapista
  • Italia Michele Turloni - Fisioterapista
  • Italia Alessio Lovisetto - Fisioterapista
  • Italia Mauro Favret - Fisioterapista
  • Spagna Carlos Pedrosa Moreno - Fisioterapista
  • Italia Mauro Gatti - Psicologo


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo stadio, udinese.it.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s La nascita dell'Acciù, udinese.it. URL consultato il 22 maggio 2013.
  3. ^ a b Gli anni trenta e quaranta, udinese.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  4. ^ Questo piazzamento culmina con una retrocessione d'ufficio in Serie B per un illecito sportivo commesso due anni prima; nonostante il declassamento, il risultato conseguito dai friulani nel campionato 1954-55 non viene revocato, cfr. Confessione di Settembrino (e relative fonti).
  5. ^ a b c d e f g h Il modello ispiratore, udinese.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  6. ^ Tanti auguri Udinese!
  7. ^ Marco Impiglia, Pionieri del calcio romano. Edizioni La Campanella
  8. ^ Marco Impiglia, Il calcio dei ginnasti e i primi regolamenti (PDF), magliarossonera.it. URL consultato il 3 maggio 2013.
  9. ^ Carlo Fontanelli, Il ritorno del Genoa. I campionati italiani della stagione 1901-1902. Empoli, GEO Edizioni
  10. ^ Declassata a terzo livello con la creazione della Divisione Nazionale.
  11. ^ Gli anni '30 e '40, udinese.it. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  12. ^ a b Da Bertoli a Bruseschi, udinese.it. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  13. ^ Dal libro Mulinaris storie di pastai udinesi di Michele Tomaselli Goliardica 2012
  14. ^ a b c d Dal '55 a Brunello, udinese.it. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  15. ^ a b c d e Da Sanson agli anni '80. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  16. ^ Antonello Capone; Paolo Piani, Sponsor in Marco Sappino (a cura di), Dizionario del calcio italiano, 1ª edizione, Milano, Baldini & Castoldi, 2000, p. 1732.
  17. ^ Massimiliano Castellani, Soldi in campo - Sponsor e sport più forti della crisi in avvenire.it (sponsornet.it), 27 luglio 2009.
  18. ^ Infatti il 9 giugno 1983 la FIGC, presieduta dall'avvocato Sordillo, impone il blocco immediato dei trasferimenti per i giocatori stranieri; chi dice per motivi economici (il costo del giocatore vicino ai 6 miliardi di lire, che potrebbe mandare in rovina il club friulano), chi addirittura per motivi politici rischiando che la figura del presidente dell'Udinese, Lamberto Mazza, patron della Zanussi, diventi eccessivamente ingombrante. I cittadini del capoluogo friulano manifestano in piazza XX settembre la loro rabbia verso la FIGC al coro di "O Zico o Austria!"; sulla questione si pronuncia a favore anche il Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini che afferma che gli piacerebbe veder giocare Zico in Italia. Il Coni decide quindi di nominare tre giuristi di fama che in pochi giorni concedono il nulla osta per portare il giocatore brasiliano in Italia.
  19. ^ a b c d e Arriva sua maestà Zico, udinese.it. URL consultato il 20 agosto 2012. [collegamento interrotto]
  20. ^ a b c d e f L'avventura di Giampaolo Pozzo, udinese.it. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  21. ^ a b c d e f Il modello ispiratore, udinese.it. URL consultato il 1º febbraio 2010. [collegamento interrotto]
  22. ^ Le partite, in ordine, sono: Reggina-Udinese 0-2 (12 aprile 2009), Udinese-Fiorentina 3-1 (19 aprile), Udinese-Atalanta 3-0 (26 aprile), ChievoVerona-Udinese 1-2 (3 maggio), Lazio-Udinese 1-3 (10 maggio), Udinese-Milan 2-1 (16 maggio)
  23. ^ Udinese calcio - Udinese.it , sito ufficiale dell'udinese calcio Serie A 2009/2010 [collegamento interrotto]
  24. ^ Udinese calcio - Udinese.it , sito ufficiale dell'udinese calcio Serie A 2009/2010 [collegamento interrotto]
  25. ^ FootStats
  26. ^ C'è l'Arsenal per l'Udinese, it.uefa.com, 5 agosto 2011.
  27. ^ Il CONI premia l'Udinese con il Collare d'Oro al Merito Sportivo in legaseriea.it, 30 novembre 2011. URL consultato il 15 dicembre 2011.
  28. ^ Su "Il Calcio" Bollettino ufficiale della FIGC n. 1 del 15 ottobre 1914 (elenco società affiliate - Veneto) a p. 7 è ancora trascritta con denominazione "AC Udine" (conservato dall Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nel repertorio digitalizzato.
  29. ^ Dall'Annuario Italiano del Football 1919-20 p 70.
  30. ^ Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, 1978 pag. 296 (A.C. Udinese S.p.a.).
  31. ^ a b c d Welter, p. 198
  32. ^ Da Bertoli a Bruseschi, udinese.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  33. ^ Arriva sua maestà Zico, udinese.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  34. ^ Daniele Costantini, La storia degli sponsor sulle maglie italiane: dal Lanerossi Vicenza agli anni ’80, passionemaglie.it, 12 aprile 2013. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  35. ^ Aquila friulana per l’Udinese: no della Uefa in messaggeroveneto.gelocal.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  36. ^ Maglia Udinese, a quando la vera aquila?, friulani.net. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  37. ^ Pietro Oleotto, L’Udinese è un treno, Parma spazzato via in messaggeroveneto.gelocal.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  38. ^ Il ritorno di Zampa: il mio inno è rimasto nei cuori in messaggeroveneto.gelocal.it, 2 settembre 2013. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  39. ^ Honsell: «Stadio dedicato a Bearzot? Decidano i friulani con un sondaggio» in messaggeroveneto.gelocal.it, 23 dicembre 2010. URL consultato il 27 dicembre 2011.
  40. ^ Stadio, udinese.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  41. ^ Stadio Udinese: avanzamento lavori al 18%, al via la ricostruzione dei distinti, ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com.
  42. ^ ECA Members, ECA. URL consultato il 19 giugno 2014.
  43. ^ Organigramma societario, udinese.it.
  44. ^ a b Udinese per la vita, udinese.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  45. ^ a b c d e Udinese per la Vita – Progetto Borgonovo, fondazionestefanoborgonovo.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  46. ^ Udinese Calcio, primavera 2014/2015, asroma.it. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  47. ^ Campionato Primavera - Albo d'oro, legaseriea.it. URL consultato il 2 agosto 2013.
  48. ^ Coppa Italia Primavera - Albo d'oro, legaseriea.it. URL consultato il 2 agosto 2013.
  49. ^ Al bar dello sport (1983), imdb.com. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  50. ^ L'allenatore nel pallone (1984), imdb.com. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  51. ^ a b Non soltanto calcio, Udinese Channel amplia i programmi in Il Messaggero Veneto, 23 ottobre 2012. URL consultato il 30 luglio 2013.
  52. ^ Ne dà notizia dell'assunzione l'edizione del 1º dicembre 1932 de Il Littoriale.
  53. ^ Chi arriva e chi parte Emeroteca.coni.it
  54. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  55. ^ (EN) X European Championship (England 1996) Final Stage - Game Details, linguasport.com. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  56. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  57. ^ Il CONI premia l’Udinese con il Collare d’Oro al Merito Sportivo, udinese.it. [collegamento interrotto]
  58. ^ a b Arriva sua maestà Zico, udinese.it. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  59. ^ Classifica perpetua della serie A, italia1910.com. URL consultato il 7 dicembre 2014.
  60. ^ a b c d A. Di Natale, it.soccerway.com. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  61. ^ Scheda anagrafica di Valerio Bertotto, aic.football.it. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  62. ^ Scheda anagrafica di Giampiero Pinzi, aic.football.it. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  63. ^ Bettini Lorenzo, enciclopediadelcalcio.it. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  64. ^ Abel Balbo, abelbalbo.com. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  65. ^ a b Pozzoni, p. 131
  66. ^ Pierluigi Todisco, Brema, abbraccio tra tifosi in La Gazzetta dello Sport, 9 aprile 2008.
  67. ^ a b Gemelli rivali ITA.
  68. ^ Rosa 2014/2015, 23 agosto 2014. URL consultato il 23 agosto 2014.
  69. ^ Staff tecnico e sanitario, udinese.it.
  70. ^ Guidolin nuovo Supervisore Tecnico in udinese.it, 20 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Meroi, Storia dell'Udinese Calcio, Campanotto Editore, 1989.
  • Roberto Meroi, 1896/1996 Udinese Calcio, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 1996.
  • Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà?, Zelig, 2005.
  • Roberto Meroi, Storie dal balon e de Udinese, Liciniana, 2006.
  • Roberto Meroi, L'Udinese è tutta un quiz, Andrea Moro Editore, 2010.
  • Giorgio Welter, Udinese in Le maglie della Serie A, Milano, Codice Atlantico, 2013, pp. 198-201, ISBN 978-88-905512-9-1.

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