Dino Zoff

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Dino Zoff
Dino Zoff - 1972 - Juventus FC.jpg
Zoff alla Juventus nel 1972
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Ritirato 22 giugno 1983 - giocatore
29 maggio 2005 - allenatore
Carriera
Giovanili
19??-19?? Marianese
19??-1961 Udinese
Squadre di club1
1961-1963 Udinese 38 (-54)
1963-1967 Mantova 131 (-111)
1967-1972 Napoli 143 (-110)
1972-1983 Juventus 330 (-226)
Nazionale
1963-1964 Italia Italia U-21 3 (-2)
1968-1983 Italia Italia 112 (-84)
Carriera da allenatore
1983-1984 Juventus Portieri[1]
1986-1988 Italia Italia olimpica
1988-1990 Juventus
1990-1994 Lazio
1997 Lazio
1998-2000 Italia Italia
2001 Lazio
2005 Fiorentina
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Argento Messico 1970
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Italia 1968
Argento Belgio-Paesi Bassi 2000
Gold medal mediterranean.svg Giochi del Mediterraneo
Oro Napoli 1963
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Dino Zoff (Mariano del Friuli, 28 febbraio 1942) è un ex allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere. È stato campione d'Europa nel 1968 e campione del mondo nel 1982 con la nazionale italiana, che ha anche allenato dal 1998 al 2000.

Considerato uno dei più grandi portieri nella storia del calcio,[2][3][4][5] ha legato la propria attività calcistica principalmente alla Juventus, militandovi per undici anni a cavallo degli anni 1970 e 1980, senza mai saltare una partita di campionato; con i bianconeri ha collezionato 479 presenze (330 in Serie A), vincendo sei campionati italiani, due Coppe Italia e una Coppa UEFA, e ha disputato due finali di Coppa dei Campioni e una di Coppa Intercontinentale. Insieme al libero Gaetano Scirea e ai terzini Claudio Gentile e Antonio Cabrini, suoi compagni alla Juventus e in nazionale, Zoff ha costituito uno dei migliori reparti difensivi nella storia del calcio.[6] Ritiratosi dall'attività agonistica, ha intrapreso la carriera di allenatore, divenendo nel 1990, alla guida della Juventus, il primo tecnico capace di conquistare la Coppa UEFA dopo averla vinta da calciatore.[7]

Con la nazionale italiana ha preso parte a due campionati d'Europa (Italia 1968 e Italia 1980) e a quattro campionati del mondo (Messico 1970, Germania Ovest 1974, Argentina 1978 e Spagna 1982), ottenendo inoltre, come commissario tecnico degli azzurri, il secondo posto al campionato d'Europa 2000. La vittoria del Mondiale 1982 all'età di quarant'anni — peraltro come capitano dell'Italia — lo ha reso il vincitore più anziano nella storia della competizione,[8] nonché l'unico giocatore italiano ad aver ottenuto il titolo sia di campione d'Europa che del mondo, a livello di nazionale. Sempre in azzurro detiene il record mondiale d'imbattibilità per squadre nazionali,[9] non avendo subito reti per 1142 minuti consecutivi.[10][11] È stato a lungo il giocatore con più partite disputate in Serie A e nella nazionale italiana — avendo totalizzato rispettivamente 570 e 112 presenze —, prima di essere superato in entrambe le voci statistiche da Paolo Maldini (nel 2000 relativamente alle apparizioni in maglia azzurra,[12] nel 2005 per quanto concerne il massimo campionato italiano).[13]

Più volte candidato al Pallone d'oro,[14] sfiorò la vittoria nel 1973, classificandosi secondo alle spalle di Johan Cruijff. Occupa la 47ª posizione nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer.[15] Nel 2004 è stato incluso nel FIFA 100 e annoverato fra le Leggende del calcio del Golden Foot; nello stesso anno, in occasione dei UEFA Jubilee Awards, è stato indicato dalla FIGC quale miglior giocatore italiano del cinquantennio precedente,[16] risultando inoltre 5º — primo fra gli italiani — nell'UEFA Golden Jubilee Poll.[17] È entrato a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i veterani[18] e della Walk of Fame dello sport italiano tra le leggende,[19] rispettivamente nel 2012 e nel 2015.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Zoff difende la porta della nazionale italiana al campionato d'Europa 1980: il senso del piazzamento tra i pali fu tra le migliori qualità del portiere.

Estremo difensore di sicura affidabilità e freddezza,[4][20] Zoff si distingueva per il notevole senso del piazzamento,[4][20][21] la sicurezza nelle uscite[4][22] — sia alte che basse[23] — e la sobrietà negli interventi, finalizzati più all'efficacia che alla spettacolarità:[3][14] significative in tal senso l'attitudine a bloccare il pallone quando possibile, anziché respingerlo,[24][25] e la preferenza per uniformi da gioco scarsamente appariscenti,[26] utili a non evidenziare la sua posizione tra i pali.[27] Atleta dotato di grande personalità, considerato un leader silenzioso,[28][29] ha mantenuto un'eccellente condizione fisica per tutta la carriera, confidando nella possibilità di migliorarsi costantemente:[28][30] la vittoria del campionato del mondo 1982 all'età di 40 anni[8] e i 332 incontri disputati consecutivamente in Serie A[3][31] sono due imprese ineguagliate.

Prima che Gianluigi Buffon iniziasse a godere di altrettanta considerazione, al punto da alimentare dibattiti su chi sia stato il migliore dei due,[20][32][33] Zoff è stato ritenuto in modo pressoché unanime il più grande portiere della storia del calcio italiano.[2][5][34][35]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

In panchina, Zoff ha proposto un calcio affine alla cosiddetta zona mista,[36] ovvero una miscela fra lo storico gioco all'italiana e le innovazioni zoniste introdotte a cavallo degli anni 1970 e 1980.[37] In questo senso è stabilmente ricorso a difese basate su un tradizionale libero, al quale chiedeva tuttavia anche di impostare l'azione, nonché comandare la retroguardia, variando all'occorrenza sul gioco a zona.[36] In generale, è stato un allenatore che rifuggiva da schemi e moduli predefiniti, poiché convinto che la tattica passasse in secondo piano davanti al rapporto umano tra un tecnico e i suoi calciatori.[36]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Udinese[modifica | modifica wikitesto]
Zoff (al centro) all'Udinese nel 1962, impegnato sul campo della Juventus: causa un kit clash dell'ultimo minuto, il portiere indossò eccezionalmente la divisa dei suoi colleghi bianconeri, un decennio prima del suo approdo in pianta stabile a Torino.

Cresciuto nella Marianese, dopo essere stato in un primo tempo bocciato ai provini per l'allora bassa statura,[38] si affacciò nel calcio professionistico a 19 anni grazie all'Udinese, squadra nella quale esordì in Serie A il 24 settembre 1961 in Fiorentina-Udinese (5-2), battuto da due doppiette di Aurelio Milani e di Kurt Hamrin in una gara in cui il Corriere dello Sport non gli diede colpe per i gol, frutto di due tiri violenti di Milani e tre palloni che il quotidiano definì assolutamente imparabili.[39]

Zoff divenne titolare dei friulani nella successiva stagione, con la squadra nel frattempo relegata in Serie B: tra i cadetti disputò tuttavia un campionato sottotono che pose le basi per il suo addio all'Udinese, sebbene il presidente Dino Bruseschi, il quale lo teneva in grande considerazione, fosse restìo a cederlo.[40]

Mantova[modifica | modifica wikitesto]

Zoff ritornò in Serie A nel 1963, anno in cui fu acquistato dal Mantova per 30 milioni di lire.[41] Inizialmente designato a riserva dell'altro neoacquisto, il più esperto e sulla carta più affidabile Attilio Santarelli, già nel suo primo campionato in Lombardia il più giovane Zoff riuscì ben presto a sovvertire le gerarchie, conquistando le chiavi della porta virgiliana.[27]

Zoff (in basso) a difesa della porta del Mantova, in anticipo sull'interista Mario Corso, nella famosa sfida del 1º giugno 1967 che a posteriori segnò la fine della Grande Inter.

Disputò in biancorosso 131 partite nell'arco di quattro stagioni: l'ultima da lui giocata allo stadio Danilo Martelli fu quella del 1º giugno 1967, la famosa Mantova-Inter (1-0) che a posteriori sancì il tramonto della Grande Inter. Nell'estate seguente, per Zoff ci fu il passaggio al Napoli e il debutto in nazionale.

Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Arrivò al Napoli alla mezzanotte dell'ultimo giorno di calciomercato, per 120 milioni di lire più il cartellino di Claudio Bandoni, grazie all'aiuto di Alberto Giovannini, direttore del quotidiano Roma allora di proprietà di Achille Lauro, questo ultimo patron anche del club azzurro; il giornalista, con l'aiuto di Bruno Pesaola e all'insaputa di Lauro, finse infatti di essere il presidente della squadra.[41]

In Serie A difese la porta dei partenopei per 143 incontri, scendendo in campo ininterrottamente dal debutto del 24 settembre 1967 (Napoli-Atalanta 1-0, prima giornata del campionato 1967-1968),[42] alla sconfitta del 12 marzo 1972 (0-2 contro l'Inter, ventunesima giornata del campionato 1971-1972);[43] pochi giorni dopo quest'ultimo incontro subì un infortunio al malleolo in allenamento,[44] che interruppe la sua striscia di partite consecutive tenendolo fuori per 7 incontri,[31] fino alla penultima giornata.[45]

Zoff al Napoli, in una pausa d'allenamento, con Antonio Juliano.

Durante la sua militanza nel club campano stabilì due record: nella stagione 1970-1971 concesse solo 18 gol in 30 partite,[46] riuscendo inoltre a mantenere la porta inviolata per le prime sei giornate, capitolando solo dopo 590', alla settima giornata, contro l'interista Jair.[47]

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 1972, causa un club partenopeo che necessitava di essere svecchiato a livello di rosa e riorganizzato a livello economico, il trentenne Zoff, ormai considerato tra gli estremi difensori più forti della sua generazione, venne ingaggiato dalla Juventus nell'ambito di un cospicuo scambio di cartellini sull'asse Napoli-Torino che coinvolse, tra gli altri, il più giovane ma anche più incostante Pietro Carmignani, da cui il friulano ereditò le chiavi della porta bianconera.[48] Negli anni in Piemonte, Zoff si renderà protagonista di una notevole costanza di rendimento, tant'é che fino alla fine della stagione 1982-1983 non avrebbe più saltato una partita di campionato.

Ai bianconeri sono legate tutte le sue vittorie con squadre di club, tanto come giocatore quanto, successivamente, come allenatore: in undici stagioni vinse per sei volte il titolo di campione d'Italia (1972-1973, 1974-1975, 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981 e 1981-1982), due Coppe Italia (1978-1979 e 1982-1983) e una Coppa UEFA (1976-1977, primo successo europeo della società torinese).

Zoff, tra Causio e Furino, festeggia la vittoria della Juventus nella Coppa Italia 1978-1979

Durante i suoi anni alla Juventus, Zoff stabilì alcuni primati degni di nota: nel corso della stagione 1972-1973 mantenne la propria porta inviolata per 903', superando i precedenti 792' di Mario Da Pozzo e stabilendo così l'allora record d'imbattibilità nella Serie A a girone unico — un primato poi superato dai 929' di Sebastiano Rossi nel campionato 1993-1994;[49][50] nell'annata 1981-1982 subì solo 14 reti, record assoluto per la società bianconera;[51] infine, nelle undici stagioni disputate in maglia bianconera, non saltò mai una partita di campionato, scendendo in campo per 330 incontri consecutivi.[52]

La sua attività, al termine della stagione 1982-1983, si concluse di fatto con la finale di Coppa dei Campioni (cui la Juventus era giunta imbattuta), persa ad Atene contro i tedeschi dell'Amburgo, il 25 maggio 1983. Nei giorni seguenti il portiere friulano ufficializzò il suo prossimo ritiro,[53] chiedendo e ottenendo che per l'ultimo impegno stagionale della squadra bianconera, la doppia finale di Coppa Italia contro il Verona che gli varrà l'ultimo trofeo della carriera agonistica, la maglia da titolare venisse affidata al suo secondo Luciano Bodini.[54]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

1968-1974[modifica | modifica wikitesto]
Zoff (in piedi, secondo da sinistra) con l'Italia scesa in campo nella vittoriosa finale del campionato d'Europa 1968

Zoff ricevette la prima convocazione in nazionale a 26 anni, durante le qualificazioni al campionato d'Europa 1968. L'Italia, giunta agli spareggi che avrebbero designato le 4 partecipanti alla fase finale del torneo, doveva ribaltare il 3-2 con cui la Bulgaria si era imposta nella gara di andata a Sofia; fino a quel momento, il commissario tecnico Ferruccio Valcareggi aveva puntato su Enrico Albertosi come portiere titolare e su Lido Vieri come vice, ma un infortunio occorso a entrambi in prossimità del retour match costrinse il selezionatore a ripiegare su Zoff e Roberto Anzolin, quest'ultimo già riserva di Albertosi al campionato del mondo 1966: indeciso su chi schierare, Valcareggi optò per il friulano in virtù del suo «entusiasmo da debuttante».[55] La partita fu disputata il 26 aprile 1968 allo stadio San Paolo: Zoff, che giocava «in casa» per via della sua militanza nel Napoli, si mostrò affidabile pur senza compiere grandi interventi, e l'Italia ottenne la qualificazione imponendosi per 2-0.[55]

Nel giugno dello stesso anno, Zoff disputò da titolare la fase finale della competizione, al termine della quale l'Italia conquistò il primo e fin qui unico Europeo della sua storia, battendo la Jugoslavia;[56] il portiere sarà poi inserito nella squadra ideale del torneo.[57]

Zoff al ritorno in Italia dopo il deludente campionato del mondo 1974

L'ottimo torneo disputato garantì a Zoff un posto da titolare per buona parte delle qualificazioni al campionato del mondo 1970 in Messico, ma nella fase finale del torneo le chiavi della porta furono nuovamente affidate ad Albertosi,[58] fresco vincitore dello scudetto con il Cagliari e membro — insieme a Pierluigi Cera e Comunardo Niccolai, anch'essi convocati per il Mondiale[55] — di una linea difensiva che nel campionato appena concluso aveva concesso solo 11 reti, stabilendo un record.[59] Zoff fece dunque da secondo, assistendo dalla panchina al secondo posto dell'Italia, sconfitta in finale dal Brasile.

Terminato il Mondiale, Albertosi mantenne il posto da titolare per tutto il 1970, finché Zoff non lo scavalcò a partire dall'amichevole contro la Spagna del 20 febbraio 1971, divenendo stabilmente il nuovo numero 1 azzurro.[60] Mancato l'accesso al campionato d'Europa 1972 (Zoff, infortunato,[44] non disputò lo spareggio-qualificazione perso contro il Belgio[61]), prese parte da titolare al campionato del mondo 1974 in Germania Ovest, dove un'Italia alla fine di un ciclo fu eliminata al primo turno.

1974-1983[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 novembre 1974 indossò per la prima volta la fascia da capitano, in una partita contro i Paesi Bassi valida per le qualificazioni al campionato d'Europa 1976; diverrà capitano a tutti gli effetti tre anni dopo, in seguito al ritiro dalla nazionale di Giacinto Facchetti.[60]

Zoff, nel frattempo divenuto capitano degli azzurri, stringe la mano a Kevin Keegan prima della sfida contro l'Inghilterra a Euro '80.

Disputò poi il campionato del mondo 1978 in Argentina, concluso al quarto posto; a seguito della sconfitta in semifinale per mano dei Paesi Bassi, che precluse agli azzurri l'accesso alla finale, Zoff fu duramente criticato da Gianni Brera a causa delle reti di Ernie Brandts e Arie Haan, realizzate con due tiri da lontano.[62][63]

Il campionato d'Europa 1980, con Zoff ancora titolare, vide l'Italia padrona di casa piazzarsi ancora al quarto posto, venendo sconfitta ai tiri di rigore dalla Cecoslovacchia nella finalina valida per la terza piazza;[60] come già accaduto al termine dell'edizione 1968, Zoff verrà incluso nel team of the tournament.[64]

L'ultima grande competizione disputata da Zoff con la maglia della nazionale fu il campionato del mondo 1982 in Spagna, vinto all'età di 40 anni. Nel corso del torneo, il portiere azzurro offrì prestazioni di alto livello — che gli valsero la collocazione nell'All-Star Team del Mondiale[65] — e compì il suo intervento più famoso, da lui stesso considerato il più importante della propria carriera:[11][14] nei concitati minuti finali della partita contro il Brasile, valida per l'accesso alla semifinale, Zoff fermò in presa sulla linea di porta un colpo di testa del difensore avversario Oscar, evitando una più rischiosa respinta[24][25] e risultando decisivo per il successo italiano (3-2). Dopo la vittoriosa finale contro la Germania Ovest (3-1), l'11 luglio a Madrid, in qualità di capitano fu Zoff ad alzare il trofeo della Coppa del Mondo.

Zoff con il presidente Pertini, Causio e il CT Bearzot al ritorno dal campionato del mondo 1982, con la Coppa del Mondo vinta.

Il 29 maggio 1983, a 41 anni, Zoff disputò la sua ultima partita in nazionale, Svezia-Italia (2-0) a Göteborg, che coincise anche con la sua ultima partita ufficiale.

Con 112 apparizioni (59 da capitano[66]), Zoff è stato per due decenni il detentore del record di presenze in nazionale — poi superato da Paolo Maldini, Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon. Inoltre, detiene il record di imbattibilità di un portiere in azzurro, 1142 minuti in partite ufficiali consecutive, da Italia-Jugoslavia del 20 settembre 1972 ad Haiti-Italia del 15 giugno 1974. È stato infine il primo calciatore italiano ad aver totalizzato 100 presenze in nazionale, traguardo raggiunto nella prima partita del Mondiale 1982 contro la Polonia.[60] Con quattro Mondiali disputati, è secondo tra i giocatori italiani con più partecipazioni alla competizione iridata, dietro Gianluigi Buffon e a pari merito con Albertosi, Giuseppe Bergomi, Fabio Cannavaro, Paolo Maldini e Gianni Rivera.[67]

Allenatore e dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Juventus e Italia olimpica[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della carriera agonistica, Zoff rimase inizialmente alla Juventus dove nella stagione 1983-1984 ricoprì il ruolo di preparatore dei portieri, allenando la sua ex riserva Luciano Bodini e il neoacquisto Stefano Tacconi. Successivamente entrò nei ranghi tecnici della FIGC come selezionatore dell'Italia olimpica, che riuscì a qualificare nel 1988 ai Giochi della XXIV Olimpiade di Seul; qui gli azzurri, poi guidati in Corea del Sud da Francesco Rocca, chiusero il torneo olimpico al quarto posto.

Ritorno alla Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Zoff, tecnico della Juventus, posa con i trofei di Coppa UEFA e Coppa Italia dopo il double continentale della stagione 1989-1990.

Zoff lasciò il ruolo di selezionatore della nazionale olimpica nell'estate 1988, quando venne richiamato dalla Juventus, ingaggiato stavolta come tecnico della prima squadra. Guidò i bianconeri per le successive due stagioni, entrambe terminate al quarto posto del campionato: mentre la prima annata si rivelò globalmente anonima, nella successiva Zoff riportò la squadra torinese ai vertici dopo alcuni anni altalenanti, centrando il double continentale Coppa Italia-Coppa UEFA, vinte rispettivamente contro il Milan di Sacchi e — nella prima finale europea tutta italiana — contro la Fiorentina. Il riassetto societario in atto ai vertici del club alla fine della stagione 1989-1990, già annunciato da alcuni mesi, portò tuttavia alla mancata conferma di Zoff in panchina nonostante le due coppe sollevate.[36]

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

In vista della stagione 1990-1991 il tecnico friulano assunse quindi la guida della Lazio dell'allora presidente Gianmarco Calleri, con la quale ottenne nei primi due campionati dei piazzamenti di metà classifica, per poi riportare al suo terzo anno biancoceleste la squadra romana nelle coppe europee dopo quasi quindici anni grazie al quinto posto ottenuto nella stagione 1992-1993. Ricoprì anche la carica di presidente durante la gestione proprietaria del finanziere Sergio Cragnotti e, nel 1997, ricoprì la doppia veste di presidente e allenatore dopo l'esonero del tecnico boemo Zdeněk Zeman; i capitolini fino a quel momento occupavano la 12ª piazza in classifica per poi concludere il campionato al quarto posto.

Zoff alla guida della Lazio nel 1992

Dopo essere tornato alla Lazio come dirigente e aver assunto la carica presidenziale per quattro anni, dal 1994 al 1998, nel gennaio 2001, reduce dall'avventura come CT della nazionale e tornato nella società biancoceleste nel ruolo di vicepresidente, venne richiamato in panchina per subentrare al dimissionario Sven-Göran Eriksson; dopo una lunga serie di risultati utili consecutivi, a fine stagione ottenne un terzo posto, ma nella stagione seguente fu esonerato dopo poche settimane, causa un avvio sottotono, culminato nella sconfitta casalinga in Champions League contro i francesi del Nantes (1-3).

Con 202 panchine, è l'allenatore con il maggior numero di presenze in competizioni ufficiali alla guida della squadra biancoceleste.

Italia e Fiorentina[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dell'eliminazione dell'Italia ai quarti di finale del campionato del mondo 1998, nel luglio seguente Zoff fu chiamato a sostituire l'esonerato Cesare Maldini come commissario tecnico degli azzurri,[68] con l'obiettivo di portare la nazionale al campionato d'Europa 2000. Pur con qualche passo falso nelle giornate conclusive,[69][70] ottenne la qualificazione alla fase finale del torneo,[71] promuovendo nel frattempo in pianta stabile in maglia azzurra elementi come Francesco Totti[72] e Gianluca Zambrotta.[73]

Nell'estate 2000, sotto la guida di Zoff, all'Europeo di Belgio e Paesi Bassi gli azzurri raggiunsero l'ultimo atto del torneo, dopo peraltro avere eliminato in semifinale gli Oranje padroni di casa ai tiri di rigore,[74] in una stoica e sofferta partita rimasta da allora nell'immaginario del calcio italiano.[75] Tuttavia nella finale contro la Francia, dopo essere stati in vantaggio fino al 90', gli italiani furono raggiunti sul pari dai Bleus nei minuti di recupero, e poi battuti nei tempi supplementari al golden goal.[76] Nei giorni seguenti la partita, Zoff fu apertamente criticato da Silvio Berlusconi, all'epoca leader di Forza Italia e presidente del Milan,[77] il quale accusò pubblicamente il commissario tecnico per le sue scelte tattiche: in segno di protesta, Zoff reagì rassegnando le proprie dimissioni, «per dignità».[78]

Cinque anni dopo, come sua ultima appendice della carriera di allenatore, nel campionato 2004-2005 ritornò in panchina con la neopromossa Fiorentina, subentrando in gennaio al posto dell'esonerato Sergio Buso[79]; Zoff condusse la squadra viola alla salvezza, riuscendo ad avere la meglio nella volata finale di Bologna e Brescia. Al termine della stagione si ritirò definitivamente dal mondo del calcio.[80]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1961-1962 Italia Udinese A 4 -9 CI 0 -0 - - - - - - 4 -9
1962-1963 B 34 -45 CI 1 -3 - - - - - - 35 -48
Totale Udinese 38 -54 1 -3 - - - - 39 -57
1963-1964 Italia Mantova A 27 -25 CI 0 -0 - - - - - - 27 -25
1964-1965 A 32 -37 CI 1 -2 - - - - - - 33 -39
1965-1966 B 38 -26 CI 1 -2 - - - - - - 39 -28
1966-1967 A 34 -23 CI 1 -1 - - - - - - 35 -24
Totale Mantova 131 -111 3 -5 - - - - 134 -116
1967-1968 Italia Napoli A 30 -24 CI 2 -2 CdF 4 -7 - - - 36 -33
1968-1969 A 30 -25 CI 5 -7 CdF+CA 3+0 -3 - - - 38 -35
1969-1970 A 30 -21 CI 3 -3 CdF+CA-I 6+0 -6 - - - 39 -30
1970-1971 A 30 -17 CI 11 -13 - - - - - - 41 -30
1971-1972 A 23 -23 CI 11 -13 CU 2 -2 - - - 36 -38
Totale Napoli 143 -110 32 -38 15 -18 - - 190 -166
1972-1973 Italia Juventus A 30 -22 CI 11 -10 CC 9 -5 - - - 50 -37
1973-1974 A 30 -26 CI 9 -4 CC 2 -4 CInt 1 -1 42 -35
1974-1975 A 30 -19 CI 10 -8 CU 10 -10 - - - 50 -37
1975-1976 A 30 -24 CI 4 -4 CC 4 -6 - - - 38 -34
1976-1977 A 30 -20 CI 5 -2 CU 12 -7 - - - 47 -29
1977-1978 A 30 -17 CI 4 -2 CC 7 -4 - - - 41 -23
1978-1979 A 30 -20 CI 9 -7 CC 2 -2 - - - 41 -29
1979-1980 A 30 -25 CI 4 -1 CdC 8 -5 - - - 42 -31
1980-1981 A 30 -15 CI 8 -8 CU 4 -8 TdC 3 -4 45 -35
1981-1982 A 30 -14 CI 4 -4 CC 4 -5 - - - 38 -23
1982-1983 A 30 -24 CI 6 -8 CC 9 -10 - - - 45 -42
Totale Juventus 330 -226 74 -58 71 -66 4 -5 479 -355
Totale carriera 642 -501 110 -104 86 -84 4 -5 842 -694

Cronologia presenze in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
20-4-1968 Napoli Italia Italia 2 – 0 Bulgaria Bulgaria Qual. Euro 1968 -
5-6-1968 Napoli Italia Italia 0 – 0 dts URSS URSS Euro 1968 - Semifinale -
8-6-1968 Roma Italia Italia 1 – 1 dts Jugoslavia Jugoslavia Euro 1968 - Finale -1
10-6-1968 Roma Italia Italia 2 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Euro 1968 - Finale - 1º titolo europeo
23-10-1968 Cardiff Galles Galles 0 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1970 -
1-1-1969 Città del Messico Messico Messico 2 – 3 Italia Italia Amichevole -2
29-3-1969 Berlino Est Germania Est Germania Est 2 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1970 -2
24-5-1969 Torino Italia Italia 0 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
22-11-1969 Napoli Italia Italia 3 – 0 Germania Est Germania Est Qual. Mondiali 1970 -
21-2-1970 Madrid Spagna Spagna 2 – 2 Italia Italia Amichevole -2
17-10-1970 Berna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole - Ingresso al 46’ 46’
20-2-1971 Cagliari Italia Italia 1 – 2 Spagna Spagna Amichevole -2
10-5-1971 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1972 -1
9-6-1971 Stoccolma Svezia Svezia 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
25-9-1971 Genova Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole -
9-10-1971 Milano Italia Italia 3 – 0 Svezia Svezia Qual. Euro 1972 - Uscita al 45’ 45’
20-11-1971 Roma Italia Italia 2 – 2 Austria Austria Qual. Euro 1972 -2
4-3-1972 Atene Grecia Grecia 2 – 1 Italia Italia Amichevole -2
17-6-1972 Bucarest Romania Romania 3 – 3 Italia Italia Amichevole -3
20-9-1972 Torino Italia Italia 3 – 1 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -1
7-10-1972 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 4 Italia Italia Qual. Mondiali 1974 -
21-10-1972 Berna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1974 -
13-1-1973 Napoli Italia Italia 0 – 0 Turchia Turchia Qual. Mondiali 1974 -
25-2-1973 Istanbul Turchia Turchia 0 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1974 -
31-3-1973 Genova Italia Italia 5 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Mondiali 1974 -
9-6-1973 Roma Italia Italia 2 – 0 Brasile Brasile Amichevole -
14-6-1973 Torino Italia Italia 2 – 0 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
29-9-1973 Milano Italia Italia 2 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
20-10-1973 Roma Italia Italia 2 – 0 Svizzera Svizzera Qual. Mondiali 1974 -
14-11-1973 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
26-2-1974 Roma Italia Italia 0 – 0 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole -
8-6-1974 Vienna Austria Austria 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
15-6-1974 Monaco Italia Italia 3 – 1 Haiti Haiti Mondiali 1974 - 1º turno -1
19-6-1974 Stoccarda Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1974 - 1º turno -1
23-6-1974 Stoccarda Polonia Polonia 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1974 - 1º turno -2
28-9-1974 Zagabria Jugoslavia Jugoslavia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -1
20-11-1974 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 3 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1976 -3
29-12-1974 Genova Italia Italia 0 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
19-4-1975 Roma Italia Italia 0 – 0 Polonia Polonia Qual. Euro 1976 -
5-6-1975 Helsinki Finlandia Finlandia 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1976 -
8-6-1975 Mosca URSS URSS 1 – 0 Italia Italia Amichevole -1
27-9-1975 Roma Italia Italia 0 – 0 Finlandia Finlandia Qual. Euro 1976 -
26-10-1975 Varsavia Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1976 -
22-11-1975 Roma Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Qual. Euro 1976 -
30-12-1975 Firenze Italia Italia 3 – 2 Grecia Grecia Amichevole -2
7-4-1976 Torino Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -1
23-5-1976 Washington Stati Uniti Stati Uniti 0 – 4 Italia Italia Torneo del Bicentenario -
28-5-1976 New York Inghilterra Inghilterra 3 – 2 Italia Italia Torneo del Bicentenario -3
31-5-1976 New Haven Brasile Brasile 4 – 1 Italia Italia Torneo del Bicentenario -4
5-6-1976 Milano Italia Italia 4 – 2 Romania Romania Amichevole -2
22-9-1976 Copenaghen Danimarca Danimarca 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
25-9-1976 Roma Italia Italia 3 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
16-10-1976 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 1 – 4 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 -1
17-11-1976 Roma Italia Italia 2 – 0 Inghilterra Inghilterra Qual. Mondiali 1978 -
22-12-1976 Lisbona Portogallo Portogallo 2 – 1 Italia Italia Amichevole -2
26-1-1977 Roma Italia Italia 2 – 1 Belgio Belgio Amichevole - Uscita al 45’ 45’
8-6-1977 Helsinki Finlandia Finlandia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 -
8-10-1977 Berlino Ovest Germania Ovest Germania Ovest 2 – 1 Italia Italia Amichevole -2
15-10-1977 Torino Italia Italia 6 – 1 Finlandia Finlandia Qual. Mondiali 1978 -1
16-11-1977 Londra Inghilterra Inghilterra 2 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 -2
3-12-1977 Roma Italia Italia 3 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Mondiali 1978 -
8-2-1978 Napoli Italia Italia 2 – 2 Francia Francia Amichevole -2
8-5-1978 Roma Italia Italia 0 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
2-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 2 – 1 Francia Francia Mondiali 1978 - 1º turno -1
6-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Mondiali 1978 - 1º turno -1
10-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Argentina Argentina Mondiali 1978 - 1º turno -
14-6-1978 Buenos Aires Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno -
18-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1978 - 2º turno -
21-6-1978 Buenos Aires Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno -2
24-6-1978 Buenos Aires Brasile Brasile 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 3º-4º posto -2 4º posto
20-9-1978 Torino Italia Italia 1 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
8-11-1978 Bratislava Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 – 0 Italia Italia Amichevole -3
21-12-1978 Roma Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Amichevole - Uscita al 45’ 45’
24-2-1979 Milano Italia Italia 3 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole - Uscita al 45’ 45’
26-5-1979 Roma Italia Italia 2 – 2 Argentina Argentina Amichevole -2
26-9-1979 Firenze Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole - Uscita al 45’ 45’
17-11-1979 Udine Italia Italia 2 – 0 Svizzera Svizzera Amichevole - Uscita al 45’ 45’
16-2-1980 Napoli Italia Italia 2 – 1 Romania Romania Amichevole -1 Uscita al 45’ 45’
15-3-1980 Milano Italia Italia 1 – 0 Uruguay Uruguay Amichevole - Uscita al 45’ 45’
19-4-1980 Torino Italia Italia 2 – 2 Polonia Polonia Amichevole -2 Uscita al 45’ 45’
12-6-1980 Milano Italia Italia 0 – 0 Spagna Spagna Euro 1980 - 1º turno -
15-6-1980 Torino Italia Italia 1 – 0 Inghilterra Inghilterra Euro 1980 - 1º turno -
18-6-1980 Roma Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Euro 1980 - 1º turno -
21-6-1980 Napoli Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1 – 1 dts
(9-8 dcr)
Italia Italia Euro 1980 - 3º-4º posto -1 4º posto
24-9-1980 Genova Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole - Uscita al 45’ 45’
11-10-1980 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
1-11-1980 Roma Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Qual. Mondiali 1982 -
15-11-1980 Torino Italia Italia 2 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Qual. Mondiali 1982 -
6-12-1980 Atene Grecia Grecia 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
25-2-1981 Roma Italia Italia 0 – 3 Europa Europa Amichevole -1 Uscita al 45’ 45’
19-4-1981 Udine Italia Italia 0 – 0 Germania Est Germania Est Amichevole -
3-6-1981 Copenaghen Danimarca Danimarca 3 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -3
23-9-1981 Bologna Italia Italia 3 – 2 Bulgaria Bulgaria Amichevole - Uscita al 45’ 45’
17-10-1981 Belgrado Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -1
14-11-1981 Torino Italia Italia 1 – 1 Grecia Grecia Qual. Mondiali 1982 -1
5-12-1981 Napoli Italia Italia 1 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Euro 1984 -
23-2-1982 Parigi Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Amichevole -1 Uscita al 45’ 45’
14-4-1982 Lipsia Germania Est Germania Est 1 – 0 Italia Italia Amichevole -1 Uscita al 45’ 45’
28-5-1982 Ginevra Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole - Uscita al 45’ 45’
14-6-1982 Vigo Italia Italia 0 – 0 Polonia Polonia Mondiali 1982 - 1º turno -
18-6-1982 Vigo Italia Italia 1 – 1 Perù Perù Mondiali 1982 - 1º turno -1
23-6-1982 Vigo Italia Italia 1 – 1 Camerun Camerun Mondiali 1982 - 1º turno -1
29-6-1982 Barcellona Italia Italia 2 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1982 - 2º turno -1
5-7-1982 Barcellona Italia Italia 3 – 2 Brasile Brasile Mondiali 1982 - 2º turno -2
8-7-1982 Barcellona Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Mondiali 1982 - Semifinale -
11-7-1982 Madrid Italia Italia 3 – 1 Germania Ovest Germania Ovest Mondiali 1982 - Finale -1 3º titolo mondiale
27-10-1982 Roma Italia Italia 0 – 1 Svizzera Svizzera Amichevole - Uscita al 45’ 45’
13-11-1982 Milano Italia Italia 2 – 2 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Qual. Euro 1984 -2
4-12-1982 Firenze Italia Italia 0 – 0 Romania Romania Qual. Euro 1984 -
12-2-1983 Limisso Cipro Cipro 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1984 -1
16-4-1983 Bucarest Romania Romania 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -1
29-5-1983 Göteborg Svezia Svezia 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -2
Totale Presenze (5º posto) 112 Reti -84

Record[modifica | modifica wikitesto]

  • Giocatore con più presenze consecutive in Serie A, sia in assoluto (332)[31] sia con la Juventus (330).[52]
  • Giocatore più anziano a vincere un Mondiale (40 anni).[28]
  • Unico giocatore italiano ad aver vinto un Mondiale e un Europeo.[22][81]
  • Portiere con la più lunga striscia d'imbattibilità nella storia delle Nazionali di calcio (1142 minuti).[11]

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie Piazzamento
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
1988-1989 Italia Juventus A 34 15 16 3 CI 8 3 4 1 CU 8 5 0 3 - - - - - 50 23 20 7 46,00
1989-1990 A 34 15 14 5 CI 8 6 1 1 CU 12 9 2 1 - - - - - 54 30 17 7 55,56
Totale Juventus 68 30 30 8 16 9 5 2 20 14 2 4 104 53 37 14 50,96
1990-1991 Italia Lazio A 34 8 19 7 CI 2 0 1 1 - - - - - - - - - - 36 8 20 8 22,22 11º
1991-1992 A 34 11 12 11 CI 4 2 1 1 - - - - - - - - - - 38 13 13 12 34,21 10º
1992-1993 A 34 13 12 9 CI 6 3 2 1 - - - - - - - - - - 40 16 14 10 40,00
1993-1994 A 34 17 10 7 CI 2 0 1 1 CU 4 3 0 1 - - - - - 40 20 11 9 50,00
gen.-giu. 1997 A 16 9 5 2 CI 0 0 0 0 CU 0 0 0 0 - - - - - 16 9 5 2 56,25 Subentrato, 4º
gen.-giu. 2001 A 21 15 3 3 CI 0 0 0 0 UCL 4 1 2 1 SI 0 0 0 0 25 16 5 4 64,00 Subentrato, 3º
set. 2001 A 3 0 3 0 CI 0 0 0 0 UCL 4 1 0 3 - - - - - 7 1 3 3 14,29 Esonerato
Totale Lazio 176 73 64 39 14 5 5 4 12 5 2 5 202 83 71 48 41,09
gen.-mag. 2005 Italia Fiorentina A 18 4 7 7 CI 2 1 0 1 - - - - - - - - - - 20 5 7 8 25,00 Subentrato, 16º
Totale carriera 262 107 101 54 32 15 10 7 32 19 4 9 326 141 115 70 43,25

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento Reti
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie GF GS DR
1998 Italia Italia Qual. Europeo 1º nel gruppo A 2 2 0 0 100,00& 4 0 +4
1999 6 2 3 1 33,33 9 5 +4
2000 Europeo Secondo 6 4 1 1 66,67 9 4 +5
Dal 1998 al 2000 Amichevoli 9 3 3 3 33,33 12 10 +2
Totale Italia 23 11 7 5 47,83 34 19 +15

Panchine da commissario tecnico della nazionale italiana[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
5-9-1998 Liverpool Galles Galles 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 2000 Diego Fuser
Christian Vieri
Cap:D. Albertini
10-10-1998 Udine Italia Italia 2 – 0 Svizzera Svizzera Qual. Euro 2000 2 Alessandro Del Piero Cap:P. Maldini
18-11-1998 Salerno Italia Italia 2 – 2 Spagna Spagna Amichevole 2 Filippo Inzaghi Cap:P. Maldini
16-12-1998 Roma Italia Italia 6 – 2 World Stars World Stars Amichevole 3 Enrico Chiesa
Eusebio Di Francesco
Diego Fuser
Filippo Inzaghi
Cap:P. Maldini
10-2-1999 Pisa Italia Italia 0 – 0 Norvegia Norvegia Amichevole Cap:P. Maldini
27-3-1999 Copenaghen Danimarca Danimarca 1 – 2 Italia Italia Qual. Euro 2000 Antonio Conte
Filippo Inzaghi
Cap:P. Maldini
31-3-1999 Ancona Italia Italia 1 – 1 Bielorussia Bielorussia Qual. Euro 2000 Filippo Inzaghi Cap:P. Maldini
28-4-1999 Zagabria Croazia Croazia 0 – 0 Italia Italia Amichevole Cap:P. Maldini
5-6-1999 Bologna Italia Italia 4 – 0 Galles Galles Qual. Euro 2000 Enrico Chiesa
Filippo Inzaghi
Paolo Maldini
Christian Vieri
Cap:P. Maldini
9-6-1999 Losanna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 2000 Cap:P. Maldini
8-9-1999 Napoli Italia Italia 2 – 3 Danimarca Danimarca Qual. Euro 2000 Diego Fuser
Christian Vieri
Cap:D. Albertini
9-10-1999 Minsk Bielorussia Bielorussia 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 2000 Cap:P. Maldini
13-11-1999 Lecce Italia Italia 1 – 3 Belgio Belgio Amichevole Paolo Vanoli Cap:D. Albertini
23-2-2000 Palermo Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole Alessandro Del Piero Cap:C. Ferrara
29-3-2000 Barcellona Spagna Spagna 2 – 0 Italia Italia Amichevole Cap:P. Maldini
26-4-2000 Reggio Calabria Italia Italia 2 – 0 Portogallo Portogallo Amichevole Mark Iuliano
Francesco Totti
Cap:D. Albertini
3-6-2000 Oslo Norvegia Norvegia 1 – 0 Italia Italia Amichevole Cap:P. Maldini
11-6-2000 Arnhem Italia Italia 2 – 1 Turchia Turchia Euro 2000 - 1º turno Antonio Conte
Filippo Inzaghi
Cap:P. Maldini
14-6-2000 Bruxelles Belgio Belgio 0 – 2 Italia Italia Euro 2000 - 1º turno Stefano Fiore
Francesco Totti
Cap:P. Maldini
19-6-2000 Eindhoven Italia Italia 2 – 1 Svezia Svezia Euro 2000 - 1º turno Alessandro Del Piero
Luigi Di Biagio
Cap:P. Maldini
24-6-2000 Bruxelles Italia Italia 2 – 0 Romania Romania Euro 2000 - Quarti Filippo Inzaghi
Francesco Totti
Cap:P. Maldini
29-6-2000 Amsterdam Italia Italia 0 – 0 dts
(3-1 dcr)
Paesi Bassi Paesi Bassi Euro 2000 - Semif. Cap:P. Maldini
2-7-2000 Rotterdam Francia Francia 2 – 1 gg Italia Italia Euro 2000 - Finale Marco Delvecchio 2º posto
Cap:P. Maldini
Totale Presenze 23 Reti 34

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Juventus: 1972-1973, 1974-1975, 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981, 1981-1982
Juventus: 1978-1979, 1982-1983
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Juventus: 1976-1977

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Gold MedGames.svg Napoli 1963
Italia 1968
Spagna 1982

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Italia 1968, Italia 1980
Spagna 1982

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Juventus: 1989-1990
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Juventus: 1989-1990

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1990

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana
— 25 ottobre 1982. Di iniziativa del Presidente della repubblica.[82]
Grande Ufficiale Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al merito della Repubblica italiana
— 12 luglio 2000. Di iniziativa del Presidente della repubblica.[83]
Collare d'oro al Merito Sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro al Merito Sportivo
— Roma, 19 dicembre 2017.[84]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 2 ottobre 2003 ha ricevuto:
Laurea Honoris Causa in Scienze motorie e sportive[85] - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Scienze motorie e sportive[85]
— Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Perrone, p. 160.
  2. ^ a b (EN) Karel Stokkermans, IFFHS' Century Elections, su rsssf.com, 30 gennaio 2000.
  3. ^ a b c Maffei, p. 890.
  4. ^ a b c d Il mito compie 70 anni: auguri Dino Zoff, campione di sport e di vita, su figc.it, 28 febbraio 2012.
  5. ^ a b Francesco Piccolo, Dino Zoff, un (anti) italiano vero, su lettura.corriere.it. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  6. ^ Rizzo, p. 696.
  7. ^ Traguardo poi raggiunto anche da Huub Stevens e Diego Simeone, cfr. Simeone come Zoff e Stevens, su it.uefa.com, 9 maggio 2012.
  8. ^ a b (EN) World Cup Hall of Fame: Dino Zoff, su sportsillustrated.cnn.com (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2005).
  9. ^ (EN) Roberto Mamrud, Dino Zoff - Century of International Appearances, su rsssf.com, 4 agosto 2004. URL consultato il 30 ottobre 2011.
  10. ^ Il primato ebbe inizio il 20 settembre 1972, quando Zoff incassò una rete al 72' nella vittoria degli azzurri contro la Jugoslavia per 3-1, e terminò il 15 giugno 1974, in seguito a un gol realizzato da Emmanuel Sanon al 46' nella gara contro Haiti valida per il campionato del mondo 1974, vinta dalla nazionale italiana per 3-1, cfr. Il Maggior periodo di imbattibilità nella Nazionale Italiana, su ilportiere.com. URL consultato il 3 marzo 2016.
  11. ^ a b c Paolo Menicucci, Dino Zoff fa 74: cinque grandi partite, su it.uefa.com, 28 febbraio 2015. URL consultato il 3 marzo 2016.
  12. ^ Maldini fa 113, su www2.raisport.rai.it, 8 ottobre 2000.
  13. ^ (EN) Simon Evans, Maldini marks up No571 for Italian league record, su theguardian.com, 26 settembre 2005.
  14. ^ a b c Giorgio Dell'Arti e Massimo Parrini, Dino Zoff - biografia, su cinquantamila.it, 3 giugno 2012.
  15. ^ (EN) World Soccer 100 Players of the Century, su englandfootballonline.com. URL consultato l'11 dicembre 2009.
  16. ^ Sergio Di Cesare, Zoff, il monumento, su it.uefa.com, 28 giugno 2004 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2008).
  17. ^ (EN) Erik Garin, The UEFA Golden Jubilee Poll, su rsssf.com, 21 dicembre 2006. URL consultato il 20 agosto 2015.
  18. ^ Hall of Fame, 10 new entry, su gazzetta.it, 27 ottobre 2015.
  19. ^ a b Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it, 7 maggio 2015.
  20. ^ a b c Luigi Garlando, E se Buffon fosse più bravo di Zoff?, su gazzetta.it, 8 settembre 2008. URL consultato il 17 gennaio 2016.
  21. ^ Mattia Losi, Ronaldo Pallone d'Oro, ma io avrei premiato Neuer, su ilsole24ore.com, 13 gennaio 2014. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  22. ^ a b I 70 anni di Dino Zoff, su rai.it. URL consultato il 18 marzo 2016.
  23. ^ Panini (2004), Il personaggio: Dino Zoff (Juventus), p. 525.
  24. ^ a b "Buffon meglio di me? No. Sono più bravo io", su sportmediaset.mediaset.it, 17 ottobre 2013. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  25. ^ a b Simone Malagutti, Zoff era pazzo, su sportmediaset.mediaset.it, 5 luglio 2012. URL consultato il 17 gennaio 2016.
  26. ^ Calzaretta, Zoff e le sue maglie, p. 95.
  27. ^ a b Walter Veltroni, Zoff: «Berlusconi, Bearzot e Totti. Vi svelo tutto», su corrieredellosport.it, 12 settembre 2015.
  28. ^ a b c (EN) Zoff, 70 years of quiet success, su fifa.com, 27 febbraio 2012. URL consultato il 26 febbraio 2016.
  29. ^ Carlo Landoni, Zoff, elogio del silenzio, su sportmediaset.mediaset.it, 28 febbraio 2012. URL consultato il 18 gennaio 2016.
  30. ^ (EN) Mark Doyle, Who's the greatest? Buffon v Zoff, su goal.com, 20 marzo 2013. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  31. ^ a b c Panini (2005), 500 e più in Serie A - Dino Zoff, p. 484.
  32. ^ Mattia Losi, Buffon il migliore di sempre. Ma ne siamo proprio sicuri?, su ilsole24ore.com, 25 ottobre 2016.
  33. ^ Paolo Leoncini, Buffon 39, ma è davvero più forte di Zoff?, su giornalistinelpallone.corriere.it, 28 gennaio 2017.
  34. ^ Rossano Donnini, Guerin Sportivo, novembre 2013.
  35. ^ Emanuele Gamba, Juventus, è Buffon l'uomo Champions. Dopo Cardiff sfida a CR7 per il Pallone d'Oro?, su repubblica.it, 2 giugno 2017.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Nicola Calzaretta, I colori della vittoria, Pisa, Goalbook Edizioni, 2014, ISBN 978-88-908115-9-3.

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