Hellas Verona Football Club

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Hellas Verona F.C.
Calcio Football pictogram.svg
HellasVeronaFCstemma.png
Mastini, Scaligeri, Butei
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Yellow and Blue Flag 3.svg Giallo e blu
Simboli Mastino della Scala
Inno Hellas Army
Sumbu Brothers
Dati societari
Città Verona
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1903
Presidente Italia Maurizio Setti
Allenatore non conosciuta carica vacante
Stadio Marcantonio Bentegodi
(39 211[1] posti)
Sito web www.hellasverona.it
Palmarès
Scudetto.svg
Scudetti 1
Titoli nazionali 3 Campionati di Serie B
1 Campionati di Serie C
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Hellas Verona Football Club, noto comunemente come Hellas Verona o più semplicemente come Verona, è una società calcistica italiana con sede nella città di Verona. Militante in Serie A, è uno dei club italiani più antichi, essendo stato fondato nel 1903 come "Associazione Calcio Hellas",[2] nonché la prima squadra di calcio della città per seguito di tifosi.[3]

Da quando esiste il girone unico (1929), l'Hellas è stata l'unica squadra di città non capoluogo di regione a vincere un campionato di massima serie, nella stagione 1984-1985. Gli anni 1980 sono il periodo di maggiori soddisfazioni sportive per il club, che arriva anche due volte consecutive (sulle sue tre complessive) alla finale di Coppa Italia, disputando inoltre diverse partite nelle coppe europee (con una partecipazione alla Coppa dei Campioni e due alla Coppa UEFA). I gialloblù hanno partecipato a 26 campionati di Serie A, a 51 di Serie B e a 6 di Lega Pro;[4] la compagine scaligera è inoltre la seconda (alle spalle del Brescia) con più presenze nel campionato cadetto, torneo che si è aggiudicato in tre occasioni.[5]

I colori sociali dell'Hellas, giallo e blu,[6] richiamano quelli dello stemma della città di Verona, che sarebbero in realtà il giallo e l'azzurro.[7] Soprannomi della squadra sono "i Mastini" e "gli Scaligeri" con riferimento alla famiglia della Scala che governa la città durante il XIII e il XIV secolo; lo stemma araldico degli Scaligeri è richiamato sulla tenuta di gioco e sul marchio societario come un'immagine stilizzata di due possenti mastini rivolti in direzioni opposte.[7].Dalla stagione 2016-2017 militerà in Serie B dopo una pessima stagione in massima serie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli albori[modifica | modifica wikitesto]

Gli studenti del Maffei che nel 1903 fondarono l'Hellas

Nell'ottobre 1903 un gruppo di studenti del liceo classico Scipione Maffei fondò un club e lo battezzò Associazione Calcio Hellas (per ricordare l'antica Ellade, ovvero l'odierna Grecia) su proposta del professor Decio Corubolo, per l'appunto insegnante di greco[2]; primo presidente venne eletto il conte Fratta Pasini, con un fondo pari a 32 lire.

In questo periodo il calcio si giocava a livello professionale solo in Piemonte, Lombardia e Liguria (non a caso le prime società a vincere il titolo di campione d'Italia furono Genoa, Milan e Juventus), dove era più nutrita la presenza di cittadini britannici. Nei primi anni di vita, l'attività del club fu episodica e frammentaria, perlopiù tesa a contendere a Enotria, Bentegodi e altre società minori il primato cittadino, mentre a partire dalla stagione sportiva 1906 l'Hellas iniziò a confrontarsi con altre squadre della regione Veneto, dando origine a una rivalità col Vicenza tuttora molto sentita[8].

Targa celebrativa della fondazione dell'Associazione Calcio Hellas davanti al Liceo Scipione Maffei

Nel 1911 la squadra iniziò a partecipare al campionato regionale, che fino al 1921 era la fase di qualificazione per le finali nazionali. Ottenne diversi secondi posti nel girone Veneto-Emiliano, ma non giunse mai alla finalissima contro i vincitori del girone nazionale[9].

Nel 1919, dopo la Prima guerra mondiale, l'Hellas assunse la denominazione Football Club Hellas Verona accogliendo, per fusione[9], la società minore denominata Verona[10].

Dal 1921 al 1929 il Campionato di Prima Divisione si componeva delle migliori squadre dei vari gruppi regionali, fra cui anche la formazione veronese che riuscì più volte ad arrivare al girone finale, senza però ottenere grandi risultati; in questi anni particolarmente sentita fu la rivalità cittadina tra il Verona e la Bentegodi[9].

Anni trenta e quaranta[modifica | modifica wikitesto]

Dall'esordio in B alla massima serie[modifica | modifica wikitesto]

All'avvio della Serie A a girone unico, nel 1929, l'Hellas incorporò, per fusione, due rivali veronesi, Bentegodi e Scaligera, assumendo la denominazione A.C. Verona e partendo dal campionato di Serie B, in seguito al brutto piazzamento (12º posto) ottenuto l'anno precedente nella Divisione Nazionale, che impedì[9] al club di iscriversi alla Serie A.

Il Verona in una foto d'epoca

Al suo debutto nel campionato cadetto (1929-1930) chiuse con un incoraggiante sesto posto, con 7 punti di distacco dal Legnano promosso nella massima serie. Sarebbero occorsi quasi tre decenni (28 anni) per conquistare la promozione, con una serie di alti e bassi annuali che portarono il Verona ad alternare annate molto positive ad altre scoraggianti.

Mentre il mondo era impegnato nel secondo conflitto mondiale il Verona affrontò uno dei suoi peggiori momenti storici, retrocedendo in Serie C nel 1941 dopo aver subito una dura sconfitta a Modena (6-1). Paradossalmente soltanto due anni prima (1939) la squadra scaligera era andata assai vicino alla promozione in massima serie, chiudendo il campionato al quinto posto a soli 3 punti di distacco dal Venezia promosso.

In ogni caso i gialloblù riuscirono a risalire abbastanza in fretta, nel giro di due stagioni (1943). L'impresa tuttavia non fu affatto facile: all'epoca la serie C era composta da un enorme agglomerato di squadre divise in ben 12 gironi di diverse dimensioni, molte delle quali trovandosi prive di fondi fallivano o si ritiravano dal campionato prima ancora della sua conclusione. Le 12 squadre vincitrici dei rispettivi gironi (tra cui anche il Verona, quell'anno) si affrontavano poi in due gironi finali di 6 squadre ciascuno. Le prime due classificate di ciascun girone finale venivano infine promosse in Serie B. L'Hellas quell'anno arrivò secondo nel girone finale B dietro la Pro Gorizia, a pari punti con il Parma: nello spareggio avvenuto sul campo neutro di Brescia, l'Hellas venne sconfitto 2-0, ma la condanna per illecito sportivo degli emiliani[11] (puniti con la condanna al sesto e ultimo posto del girone finale) permise così ai gialloblù di festeggiare il ritorno in cadetteria.

Anni cinquanta e sessanta[modifica | modifica wikitesto]

L'allenatore Piccioli, con cui il Verona conquistò la prima promozione in Serie A nel 1957.

Dopo essere tornato nella categoria superiore, il Verona iniziò un lungo percorso che lo portò 14 anni dopo a vincere il suo primo campionato di Serie B. Nel mezzo vi furono una serie di prestazioni annuali stazionarie e rassicuranti che tennero gli scaligeri quasi sempre nella metà superiore della classifica. La promozione venne sfiorata già nel 1948, quando la squadra arrivò al secondo posto del girone B della serie cadetta alle spalle di uno scatenato Padova: in quella specifica occasione però, solo la prima classificata dei due gironi venne promossa in massima serie e così il Verona fu costretto a pazientare ancora, fino al 1957.

La prima promozione in A[modifica | modifica wikitesto]

Quell'anno i gialloblù, allenati da Angelo Piccioli (secondo allenatore più presente sulla panchina scaligera con 225 partite, dietro al solo Bagnoli)[12], furono i protagonisti del torneo e pareggiando in casa con il Como per 1-1 nell'ultima giornata ottennero il punto che mancava loro per poter festeggiare la tanto agognata promozione. L'entusiasmo per il primo posto in un torneo tanto incerto (all'intervallo dell'ultima giornata erano quattro le squadre a pari merito al primo posto) fu tale che i tifosi corsero in campo per incoronare d'alloro il capo dei giocatori scaligeri[9][13].

L'A.C. Verona restò in Serie A una sola stagione (1957-1958), dopodiché tornò nella serie cadetta: a un ottimo girone di andata che vide i gialloblù girare la boa alla rassicurante quota di 18 punti in 17 partite, seguì infatti un disastroso girone di ritorno. La squadra totalizzò solo 3 punti nelle ultime 12 partite di campionato, scivolando lentamente in classifica fino all'ultimo posto. A fine stagione il Verona ebbe l'occasione per riscattarsi, disputando un doppio spareggio per la permanenza in A contro il Bari secondo classificato tra i cadetti, ma il quale ottenne il posto in massima serie ai danni degli scaligeri (1-0 per il Bari all'andata sul campo neutro di Bologna; 2-0 per il Bari al ritorno sul campo neutro di Roma)[2]. il Verona chiuse così la sua prima infruttuosa esperienza in serie A.

Nell'estate 1958 la società veneta assorbì[2] un club minore veronese, l'A.S. Hellas, nel frattempo ammessa in serie C, in modo da poter riprendere la denominazione di Associazione Calcio Hellas Verona in omaggio alle sue origini.

Nel 1962 il Verona terzo in classifica a pari punti con la Lazio a quota 42 ed il Napoli quinto a quota 41 si giocarono in una singola partita l'ultimo posto utile per la promozione in serie A a campionato ormai concluso; la partita che doveva giocarsi il 20 maggio, alla terzultima, era stata infatti rinviata a causa di un presunto tentativo di corruzione da cui però il Napoli venne assolto[14]. A risultare vincitori nello scontro diretto furono i partenopei, che si imposero a Verona per 0-1 conquistando l'agognata promozione. Pur militando ancora in Serie B, l'anno dopo (1963) il Verona raggiunse la semifinale di coppa Italia dopo aver eliminato a sorpresa la Juventus per 0-1 (si tratta ad oggi dell'unica vittoria ottenuta dall'Hellas Verona in trasferta ai danni dei bianconeri)[15]. A fermare la corsa dei gialloblù fu poi il Torino, che in semifinale si impose fra le mura amiche per 2-1[16].

Seguirono quindi dei campionati anonimi, fino a quando nel 1968 la squadra guidata da Nils Liedholm riconquistò la categoria esattamente un decennio dopo l'ultima promozione. Il salto di categoria venne guadagnato all'ultima giornata, grazie a una vittoria sul Padova per 1-0. Contemporaneamente infatti il Bari, già battuto in casa la settimana prima dal Verona, pareggiò a Perugia e gli scaligeri guadagnarono una seconda posizione che sembrava impossibile. L'Hellas poté così riscattarsi sui pugliesi (dopo lo spareggio promozione perso un decennio prima) e gioire insieme al Palermo, primo classificato, ed al Pisa.

Anni settanta e ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Il decennio in massima serie[modifica | modifica wikitesto]

Gianfranco Zigoni in pelliccia durante una gara del Verona passata in panchina

L'Hellas, al ritorno in massima serie dopo la breve avventura in serie A del 1958, stavolta si salvò con relativa facilità, conducendo una stagione equilibrata chiusa al decimo posto. I veronesi si tolsero tra l'altro la soddisfazione di battere in casa sia gli storici rivali del L.R. Vicenza (2-1)[17] che la blasonata Juventus (2-1)[18] ; si trattò, nel dettaglio, della prima vittoria in campionato dell'Hellas contro i bianconeri. Gettate le basi, gli scaligeri avviarono un lungo ciclo di sudate salvezze che permise loro di affermarsi come presenza costante nella serie A. Di quegli anni si ricorda soprattutto la storica vittoria per 5-3 ottenuta contro il Milan nell'ultima giornata della stagione 1972-1973 che costò ai rossoneri lo scudetto; il Milan perderà il campionato a Verona anche nel 1990, quando, alla penultima giornata, verrà sconfitto per 2-1 finendo la partita con soli otto giocatori: da qui la celebre espressione della «fatal Verona»[19].

Nel 1974 l'Hellas finì la stagione al quart'ultimo posto evitando la retrocessione, ma fu declassato in ultima posizione e condannato alla Serie B durante i mesi estivi a causa dello "Scandalo della telefonata"[2] in cui furono coinvolti il presidente della squadra Saverio Garonzi e un ex giocatore, Sergio Clerici. Il Verona ritornò comunque subito in Serie A al termine del successivo campionato cadetto (1975), chiuso al terzo posto a pari punti con il Catanzaro. Il successivo spareggio promozione disputatosi a Terni verrà infatti poi vinto dal Verona (1-0) che farà così ritorno in massima serie.[2].

Le tre finali di Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Un anno dopo (1976) la squadra gialloblù arrivò in finale di Coppa Italia per la prima volta nella sua storia, eliminando Torino, Cagliari, Lazio e Inter dal torneo. Tuttavia, in finale il Verona fu sconfitto 4-0 dal Napoli, con il risultato sbloccato solo al 74' minuto dall'autorete del portiere Alberto Ginulfi, dopo che l'ala Gianfranco Zigoni aveva colpito un palo sullo 0-0.

Nel 1978 la squadra rimase sfortunatamente coinvolta nell'incidente ferroviario di Murazze di Vado. A causa di un disguido aereo legato al maltempo, il club veneto era ricorso al treno per raggiungere la capitale, dov'era in programma la sfida di campionato contro la Roma: i giocatori e lo staff viaggiavano sul primo vagone della "Freccia della Laguna", che in prossimità di Monzuno investì le carrozze dell'espresso Bari-Trieste deragliato pochi secondi prima; destino volle che al momento del disastro la formazione si fosse spostata per il pranzo nella carrozza ristorante, che non fu tra quelle scagliate dall'urto nel dirupo sottostante, salvandosi e uscendo quasi illesa dall'incidente che contò una quarantina di vittime[20].

Dopo aver disputato dieci campionati su undici in Serie A dal 1968 in poi, il Verona tornò in Serie B nel 1979. In cerca di equilibrio e con un ricambio generazionale in corso sia dei dirigenti che dei giocatori, la società rimase bloccata tra i cadetti per tre anni; addirittura nel campionato 1980-1981 a causa di una lunga serie di pareggi (6 nelle prime 8 giornate, 22 in totale) l'Hellas si ritrovò a dover lottare per la permanenza in B, ma la squadra riuscì infine a centrare l'obiettivo minimo grazie all'ennesimo pareggio, ottenuto all'ultima giornata contro la Spal (1-1).

Osvaldo Bagnoli, l'allenatore più presente di sempre sulla panchina scaligera (384 partite). Qui è ritratto mentre festeggia, assieme ai tifosi gialloblù, lo storico scudetto del 1985.

Dalla rivoluzione di rosa e tecnici che seguì, ebbe inizio quello che sarebbe stato il ciclo di vittorie più importante della storia del club scaligero: nella stagione successiva (1981-1982), sotto la guida del nuovo allenatore Osvaldo Bagnoli, l'Hellas chiuse infatti al primo posto, vincendo il campionato cadetto e facendo ritorno in Serie A.

L'anno successivo, i gialloblù stupirono tutti e nel girone di andata della massima serie contesero a lungo il primo posto della classifica alla Roma, che poi vinse lo scudetto[21]; nella tornata di ritorno vi fu l'inevitabile calo fisico di una formazione costruita senza grosse ambizioni, ma gli scaligeri riuscirono comunque a terminare il campionato al quarto posto, guadagnandosi la qualificazione all'edizione successiva della Coppa UEFA. Inoltre, nello stesso anno giunsero nuovamente in finale nella coppa nazionale: dopo una vittoria casalinga per 2-0, il Verona andò a Torino per giocare la sfida di ritorno contro la Juventus di Platini, che vinse il trofeo ai supplementari sconfiggendo i veronesi per 3-0.

Nella stagione 1983-1984 la squadra disputò un'altra ottima stagione e giunse sesta alla fine del campionato, dopo essere stata anche momentaneamente al comando della classifica. Disputò inoltre, di nuovo, l'atto finale della Coppa Italia: dopo un pareggio nella partita di andata (1-1) l'Hellas perse nel ritorno all'Olimpico per 1-0 contro la Roma di Falcão.

Lo scudetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Serie A 1984-1985 e Associazione Calcio Hellas Verona 1984-1985.
« Perché quando hai modo di conoscere e apprezzare chi soffre con te alla domenica e partecipa alle tue gioie e ai tuoi dolori pur non essendo in campo, ti ci affezioni. Almeno io sono fatto così. E per questo motivo, per rispetto nei confronti di chi mi ha amato e osannato fino a invocarmi come sindaco di Verona, non ho accettato di vestire altre maglie di società italiane. Il loro rispetto meritava il mio rispetto... »
(Preben Elkjær Larsen[22])
Il difensore tedesco Hans-Peter Briegel, tra i maggiori protagonisti dello scudetto scaligero.

Dopo aver concluso due campionati nella parte alta della classifica (ed entrambi corredati da una finale di Coppa Italia) i dirigenti del Verona, pur continuando a parlare di salvezza, decisero di alzare il tiro. Nell'estate del 1984 arrivarono infatti presso la corte scaligera due quotati calciatori stranieri, punti fermi delle rispettive nazionali: il difensore tedesco Hans-Peter Briegel e l'attaccante danese Preben Elkjær.[23] L'allenatore Osvaldo Bagnoli inserì i nuovi innesti in una formazione-tipo che già poteva fare affidamento su Garella tra i pali; Ferroni, Fontolan, Marangon e il giovane capitano Tricella in difesa; Di Gennaro, Fanna e Volpati in mezzo al campo; e Galderisi davanti insieme al panzer danese; tra le riserve, a dare il contributo più importante vi furono Bruni, Sacchetti e Turchetta.[10]

Il campionato 1984-1985 della squadra veronese iniziò con una vittoria interna per 3-1 contro il Napoli di un Maradona al suo debutto italiano. I gialloblù legittimarono poi le loro ambizioni col successo sui campioni d'Italia in carica della Juventus, battuta 2-0 alla quinta giornata (nell'occasione Elkjær segnò a Tacconi un gol rimasto nella memoria di tutti i tifosi dell'Hellas, battendo il portiere avversario pur senza una scarpa, persa nel corso dell'azione)[23] Altri momenti-chiave della cavalcata scaligera verso il tricolore furono il trionfo al Friuli di Udine alla diciottesima giornata, dove i veronesi sconfissero in una rocambolesca gara l'Udinese per 5-3 (risultato che fece cessare le speculazioni secondo le quali i giocatori stavano ormai perdendo energie) nonché le tre vittorie consecutive contro Roma (1-0), Fiorentina (1-3) e Cremonese (3-0) che lanciarono i veneti in una definitiva corsa solitaria. Il pareggio per 1-1 ottenuto a Bergamo contro l'Atalanta, alla penultima giornata, garantì all'Hellas la conquista dello scudetto con un turno di anticipo[10].

HellasVeronaFCstemma.png
Verona campione d'Italia

Hellas Verona - Scudetto 1984-85.jpg Il Verona e il Bentegodi in festa per lo scudetto



Scudetto.svg
Serie A, 29ª giornata.
Bergamo, 12 maggio 1985, stadio Atleti Azzurri d'Italia.


Azzurro e Nero (Strisce).png Atalanta – Verona Yellow and Blue Flag 3.svg
1 – 1


  • Atalanta: Piotti, Osti, Gentile, Perico, Rossi, Magnocavallo, Donadoni, Vella, Magrin, Agostinelli, Pacione, Soldà, Codogno; (Malizia, Fattori e Larsson).
  • Allenatore: Nedo Sonetti.

  • Verona: Garella, Volpati, Marangon, Tricella, Fontolan, Briegel, Fanna, Sacchetti, Galderisi, Di Gennaro, Elkjaer, Spuri, Ferroni; (Donà, Bruni, Turchetta).
  • Allenatore: Osvaldo Bagnoli.

  • Arbitro: Testa di Prato.
  • Marcatori: Gol 41’ Perico, Gol 51’ Elkjaer.
  • Spettatori: 21 308

Il Verona di Bagnoli vinse il campionato ritagliandosi così un posto nella storia del calcio italiano, rinverdendo dopo quasi settant'anni i fasti delle "provinciali" d'inizio Novecento. I gialloblù arrivarono al tricolore grazie a 15 vittorie, 13 pareggi e 2 sconfitte, per un totale di 43 punti in classifica (si assegnavano ancora 2 punti per vittoria), staccando di 4 lunghezze il Torino secondo classificato, e con Inter e Sampdoria a completare le prime quattro posizioni.

Lo scudetto assunse valore non solo perché conseguito in un'epoca in cui le squadre italiane stavano iniziando a riaffermarsi a livello internazionale (la Nazionale stessa era campione del mondo), ma anche per i molti tra i migliori calciatori del mondo, vedi Platini, Zico, Maradona, Sócrates, Rummenigge e Falcão, che calcavano i campi della Serie A.

« Il fatto che in quella stagione tutto abbia funzionato a meraviglia, mai un ingranaggio fuori posto, è stato merito anche di chi aveva il più semplice degli incarichi e che tassello dopo tassello ha contribuito a rendere reale ciò che tutti consideravano un grande sogno. »
(Osvaldo Bagnoli[24])

La città scaligera restò molto legata alle radiocronache del cronista e attore teatrale Roberto Puliero[23][25].

In Europa[modifica | modifica wikitesto]

Il Verona ha debuttato nelle competizioni internazionali partecipando alla Coppa Mitropa del 1969-1970 (la competizione europea più antica che trovava le sue origini nel lontano 1927), ma venne subito eliminato dai cechi dello Slavia Praga (doppia sconfitta, 1-4 in trasferta e 0-3 in casa). Poco più tardi partecipò al torneo Anglo-Italiano del 1971, dove chiuse al quarto posto tra le sei squadre italiane che vi presero parte.

Nel 1982-1983, in virtù della vittoria nel campionato cadetto dell'anno precedente, l'Hellas partecipò nuovamente alla Coppa Mitropa, nella quale però ancora una volta non giunse a risultati di rilievo, chiudendo il girone all'ultimo posto con soli due punti. La stagione successiva avvenne il debutto in Coppa UEFA. La squadra superò la Stella Rossa di Belgrado (doppia vittoria, 1-0 a Verona e 3-2 a Belgrado), e fu poi eliminata al secondo turno dagli austriaci dello Sturm Graz (2-2 a Verona, 0-0 a Graz).

La stagione 1985-1986 vide la squadra in Coppa dei Campioni grazie allo scudetto conquistato nella stagione precedente. Nei sedicesimi l'Hellas incontrò ed eliminò il PAOK Salonicco (piegato per 3-1 a Verona e per 2-1 in Grecia, con doppiette di Elkjear in entrambi i match[26]), uscendo in seguito negli ottavi contro la Juventus campione uscente: la partita di andata, giocata al Bentegodi, fini 0-0 mentre quella di ritorno, disputata a Torino a porte chiuse (per via della sanzione irrogata dall'UEFA al club bianconero dopo i fatti dell'Heysel), terminò 2-0 per i padroni di casa, con gli scaligeri a contestare l'arbitraggio del fischietto francese Wurtz.[27]

L'attaccante danese Preben Elkjær, miglior marcatore veronese in campo europeo.

Nella stagione 1987-1988 la squadra ottenne il suo miglior risultato internazionale, raggiungendo i quarti di finale della Coppa UEFA, grazie a quattro vittorie e due pareggi. Dopo aver eliminato i polacchi del Pogon Stettino (1-1 in Polonia e 3-1 in Veneto), gli olandesi dell'Utrecht (pareggio 1-1 in Olanda e vittoria 2-1 in casa) e i rumeni dello Sportul Studentesc Bucarest (battuti sia all'andata a Verona per 3-1, sia al ritorno in Romania per 1-0), il Verona venne infatti eliminato nei quarti dai tedeschi del Werder Brema al termine di un doppio confronto molto combattuto (0-1 a Verona, 1-1 a Brema).[28]

Il miglior marcatore del Verona nelle coppe internazionali è Preben Elkjær con 9 reti (4 in Coppa dei Campioni e 5 in Coppa Uefa), seguito da Galderisi (3 reti in Coppa Uefa) e da Di Gennaro e Fanna (2 reti ciascuno in Coppa Uefa); ad aver realizzato almeno una rete in campo internazionale con la maglia del Verona sono invece Volpati (1 rete in Coppa dei Campioni) e i vari Berthold, Fontolan, Pacione, Sacchetti e Volpecina (1 rete in Coppa Uefa).

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

Il proprietario Chiampan cercò in tutti i modi di mantenere il Verona ad alti livelli negli anni post-scudetto. Nella stagione 1985-1986 i campioni d'Italia in carica parvero rifiatare e non riuscirono a ripetersi, anche per le partenze di alcuni protagonisti del tricolore (Fanna, Garella e Marangon) non adeguatamente sostituiti, chiudendo con un anonimo decimo posto. Nel 1987 la squadra tornò ai vertici, disputando un'ottima stagione e conquistando la quarta piazza, con annessa qualificazione in Coppa UEFA. L'anno successivo la formazione scaligera disputò un buon girone di andata e sembrò poter di nuovo lottare per l'Europa, ma dopo essere stati eliminati ai quarti di Coppa UEFA dal Werder Brema i gialloblù sembrarono perdere di colpo fiducia, energie e motivazioni; dopo aver raggiunto la certezza della salvezza crollarono sul finale di stagione, ottenendo solo 2 punti nelle ultime 8 partite e chiudendo la stagione al decimo posto.

Per la stagione 1988-1989 la squadra venne notevolmente rinnovata e dei campioni di pochi anni prima rimasero ormai soltanto il tecnico Osvaldo Bagnoli e i calciatori Bruni, Galderisi e Marangon, al ritorno dopo una stagione passata lontano da Verona. Questo Hellas rimaneggiato e in crisi economico-societaria, ottenne la salvezza solo all'ultima giornata dopo aver raccolto ben 19 frustranti pareggi nell'arco della stagione. Assai più triste fu invece il finale del campionato successivo (1989-1990): alla ricerca di fondi, il presidente Chiampan fu costretto a cedere quasi l'intera rosa, presentando al tecnico Bagnoli un organico totalmente rivoluzionato. Se ne andarono anche gli ultimi scudettati rimasti, l'ultimo a partire fu Marangon a gennaio, mentre è da segnalare il ritorno di Pietro Fanna, fresco vincitore dello scudetto dei record con l'Inter di Trapattoni. Mister Bagnoli ebbe poco tempo per portare la nuova formazione in condizione e di conseguenza la prima parte del campionato fu catastrofica (solo 4 punti in 12 partite), ma dopo questo avvio deficitario la formazione gialloblù si sforzò di reagire, rimontando dall'ultimo al terzultimo posto e riaccendendo alcune tenui speranze. I veneti riuscirono perfino a battere il Milan per 2-1 alla penultima giornata, dimostrandosi ancora "fatali" ai rossoneri che persero nuovamente il titolo a Verona. Grazie a questo risultato gli scaligeri tornarono clamorosamente in corsa per la salvezza: una vittoria nella trasferta di Cesena, con i romagnoli a quota 26 punti contro i 25 dell'Hellas, avrebbe significato evitare la retrocessione. Nello scontro diretto dell'ultima giornata, in cui entrambe le squadre misero tutto in palio, a prevalere furono però i padroni di casa che si imposero per 1-0.

Dopo otto stagioni consecutive passate in Serie A, contornate da uno scudetto e da due finali di Coppa Italia, il Verona tornò quindi in Serie B.

Anni novanta e duemila[modifica | modifica wikitesto]

Le difficoltà tra vecchio e nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni novanta furono molto difficili per il club scaligero che, in seguito alla pessima gestione societaria di cui si è già parlato, fallì nel 1991[29]. I giocatori guidati dall'allenatore Eugenio Fascetti terminarono comunque il campionato (1990-1991) nel migliore dei modi, ottenendo un'insperata promozione in serie A. La squadra retrocesse però di nuovo la stagione successiva, con diverse giornate di anticipo. Il Verona iniziò così a fare altalena tra la massima serie e quella cadetta. Nel 1995 il club acquisì nel frattempo il nome Hellas Verona Football Club che mantiene ancora oggi (dopo aver usato per quattro anni il nome Verona Football Club[29] in seguito al fallimento e alla rapida rinascita del 1991).

Cesare Prandelli, tecnico del vittorioso Verona nel campionato di Serie B 1998-1999

Dopo due promozioni (1990-1991 con Eugenio Fascetti e 1995-1996 con Attilio Perotti) seguite da immediate retrocessioni, la vittoria nel campionato di Serie B nel 1998-1999 sotto la guida del rampante Cesare Prandelli (il quale mise insieme quell'anno una striscia di 8 vittorie consecutive tra la 6ª e la 13ª giornata, record che verrà poi battuto da Mandorlini) sembrò aprire una nuova fase nella storia del club.

Salvezze e retrocessioni[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo millennio iniziò con gli scaligeri ancora allenati da Prandelli che dopo un inizio difficile avviarono una serie di risultati utili consecutivi nel girone di ritorno, chiudendo il campionato di serie A al nono posto. L'anno successivo (2001), invece, la squadra allenata da Attilio Perotti faticò molto e affrontò una stagione difficile che si chiuse con un doppio spareggio salvezza vinto contro la Reggina (1-0 all'andata in casa, 1-2 al ritorno con il decisivo goal di Cossato a pochi minuti dal termine)[25].

Il campionato 2001-2002 si concluse invece nel peggiore dei modi: una squadra composta anche dai futuri campioni del mondo Gilardino, Oddo e Camoranesi, oltre al giovane Adrian Mutu e al più esperto Mario Frick, non mantenne lo slancio iniziale che aveva portato gli scaligeri nella zona alta della classifica. Nel girone di ritorno la squadra mostrò segni di stanchezza e iniziò a perdere colpi su colpi. L'Hellas salì a quota 39 punti dopo aver superato l'Udinese per 1-0 alla quartultima giornata, ipotecando la salvezza, ma poi uscì sconfitto in tutte e tre le ultime partite di campionato: all'Olimpico contro la Lazio in una rocambolesca gara terminata sul punteggio di 5-4 per i padroni di casa; al Bentegodi contro il Milan in lotta per la Champions, in una sfida risolta nei minuti finali da Pirlo (1-2); e una brutta sconfitta esterna subita nello scontro diretto contro il Piacenza (3-0). Gli scaligeri finirono così con lo scivolare in zona retrocessione per la prima volta in tutto il campionato proprio all'ultima giornata, retrocedendo in Serie B.

Seguirono alcune annate anonime disputate in cadetteria, con il Verona che non andò oltre a sudate salvezze. La squadrà sfiorò poi il ritorno in massima serie nel 2005, quando concluse la stagione al 7º posto, con un solo punto in meno dell'Ascoli (promosso in Serie A dopo la squalifica del Genoa e i problemi economici di Perugia e Torino)[30].

Nei due anni successivi la società, complice anche l'ex presidente Pastorello avviò un lento ma inesorabile declino che raggiunse il suo apice nel 2007. In quella stagione la squadra iniziò molto male il campionato e ottenne solo quattro vittorie in tutto il girone di andata. Incerottata dal nuovo presidente Piero Arvedi, nella seconda parte del torneo i gialloblù risalirono lentamente la classifica inanellando 11 risultati utili consecutivi, ma alcune sconfitte di troppo impedirono la salvezza diretta degli scaligeri. Il Verona concluse infatti al sestultimo posto a pari punti con la Triestina e, per la regola degli scontri diretti, dovette disputare i play-out contro lo Spezia nei quale ebbe la peggio (2-1 a La Spezia e 0-0 a Verona). Il Verona chiuse la stagione con il peggior attacco della cadetteria (solo 34 reti segnate) e venne retrocesso in serie C dopo 64 anni[31].

Gli anni in Lega Pro[modifica | modifica wikitesto]

Era dagli anni quaranta che la società scaligera non si trovava in così grave difficoltà. Nella stagione 2007-2008, partito con l'obiettivo di vincere il campionato e di essere "la Juventus della Serie C"[32], il Verona chiuse ultimo in classifica a pari punti con il Manfredonia, evitando la retrocessione diretta solo grazie agli scontri diretti a favore. Mai prima di allora il Verona si era trovato a dover lottare per la permanenza in C1. Nella stagione peggiore di tutta la storia scaligera, una squadra allo sbando totale venne salvata dall'ex tecnico della primavera Davide Pellegrini, con gli scaligeri che superarono la Pro Patria nel doppio spareggio salvezza (1-0 a Verona, 1-1 a Busto Arsizio), scongiurando il rischio di una nuova retrocessione.

Nel campionato 2008-2009 la squadra chiuse al settimo posto, dopo essere a lungo stata ai margini della zona play-off. Nel gennaio 2009, l'imprenditore Giovanni Martinelli divenne proprietario e presidente della società[33] subentrando al conte Pietro Arvedi d'Emilei, che il 21 dicembre 2008, di ritorno dalla partita Cesena-Hellas Verona, subì un incidente stradale le cui conseguenze lo portarono a morire qualche mese dopo[34]. Martinelli salvò in quel modo il club dal fallimento.

Nella stagione 2009-2010 i gialloblù regalarono l'ennesima delusione ai tifosi: la squadra costruita durante l'estate dal direttore sportivo Nereo Bonato ed affidata in panchina al riconfermato Remondina, dopo aver dominato la prima metà del campionato ed accumulato un vantaggio di sette punti sulle inseguitrici (Pescara e Portogruaro)[35], crollò sul finale di stagione e chiuse al terzo posto in classifica; fatale risultò lo scontro diretto dell'ultima giornata contro il Portogruaro che vinse 1-0 al Bentegodi e venne promosso al posto degli scaligeri. Ingaggiato Giovanni Vavassori come nuovo allenatore per i play-off, il Verona superò il Rimini nelle semifinali (0-1 a Rimini, 0-0 a Verona), ma finì poi con l'essere eliminato in finale dal Pescara in migliori condizioni fisiche (2-2 a Verona, 1-0 a Pescara). I gialloblù rimasero in C e Vavassori se ne andò dopo essere stato l'allenatore del Verona per un solo mese.

Nonostante le delusioni, i tifosi del Verona dimostrarono un grande attaccamento ai colori gialloblù con la media spettatori che nei quattro anni di Lega Pro non fu mai al di sotto delle 10 000 unità,[36][37] con picchi di quasi 15 000 spettatori nella stagione 2009/2010.[38] Il record assoluto di pubblico venne fatto registrare il 9 maggio 2010, in occasione della partita Verona-Portogruaro (0-1) dinanzi ad oltre 25 000 tifosi dell'Hellas.[39]

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Il ritorno in cadetteria[modifica | modifica wikitesto]

Anche la stagione della promozione (2010-2011) era iniziata negativamente, tanto che il tecnico scelto durante l'estate dalla dirigenza (Giuseppe Giannini) era stato esonerato a novembre dopo aver raccolto solo 13 punti in 12 partite. Al suo posto venne ingaggiato un tecnico che in Romania aveva vinto di tutto: Andrea Mandorlini. L'Hellas aveva concluso il girone d'andata in piena lotta per non retrocedere, ma sotto la guida del nuovo tecnico iniziò una lunga rincorsa che portò i gialloblù ad agganciare il 5º posto (l'ultimo utile per disputare i play off) nelle ultime giornate di campionato[40]. Gli scaligeri ottennero la loro seconda finale play-off consecutiva, stavolta contro la Salernitana, dopo aver eliminato il Sorrento (2-0 a Verona, 1-1 a Sorrento)[41]. Le due squadre disputarono la sfida decisiva a Salerno dopo aver richiamato quasi 50 000 tifosi fra l'andata e il ritorno, un record per la categoria.[42][43] Gli scaligeri risultarono infine vincitori del play-off nonostante la sconfitta patita in trasferta (1-0), in virtù della vittoria per 2-0 ottenuta nella gara di andata. Il Verona tornò quindi in Serie B, chiudendo il ciclo più negativo di tutta la sua storia.[44]

Andrea Mandorlini, il tecnico della risalita, nei primi anni duemiladieci, dalla Lega Pro alla A.

La stagione 2011-2012 vide la conferma del tecnico Mandorlini e di molti dei giocatori dell'anno prima con l'aggiunta di alcuni giovani e dell'argentino Juanito Gomez, rientrato a Verona dopo un anno e mezzo passato nelle fila del Gubbio. Nel girone di andata dopo un periodo negativo di cinque partite in cui la squadra raccolse tre punti, i gialloblù misero insieme nove vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia[45], issandosi al secondo posto della classifica a un punto dal Torino.[46] Si tratta della striscia di vittorie consecutive più lunga di tutta la storia del club scaligero: il precedente record era di otto vittorie, ottenuto dal Verona allenato da Prandelli nel 1998-1999.[47] Altro record personale battuto fu quello delle vittorie consecutive in trasferta, 5: Cittadella, Bari, Empoli, Parma e Livorno. Un altro record eguagliato dalla squadra scaligera riguarda la striscia di vittorie consecutive interne (12) che ha portato l'Hellas ad affiancare nell'albo d'oro la striscia del Genoa ottenuta nella stagione 2006-2007.[48] Il Verona chiuse la stagione regolare al quarto posto, sfiorando la promozione diretta al primo anno dopo il ritorno in Serie B e qualificandosi per i play-off. In semifinale il Varese si impose però nel doppio confronto, vincendo per 2-0 nella gara di andata[49] e pareggiando al Bentegodi (1-1).[50] In Coppa Italia la squadra scaligera eliminò dal torneo Vicenza (1-2), Sassuolo (5-7 d.c.r.[51]) e Parma (0-2), raggiungendo gli ottavi di finale dopo 15 anni (1996-1997).[52] La corsa del Verona si fermò all'Olimpico di Roma, dove i padroni di casa della Lazio si imposero per 3-2.[53]

Di nuovo in Serie A e il ritorno in Serie B[modifica | modifica wikitesto]

L'avvio del campionato 2012-2013 portò con sé diversi nomi nuovi presso la società di Via Torricelli: Martinelli lasciò la quota di maggioranza del club (80%) all'ex vicepresidente del Bologna, Maurizio Setti, che divenne così il nuovo presidente del club scaligero[54]. Il neopresidente dapprima riconfermò l'allenatore Mandorlini, per poi andare a rivoluzionare l'organigramma societario con gli arrivi di Sogliano come direttore sportivo e di Gardini come direttore generale[55]. I gialloblù chiusero il girone di andata al terzo posto con 40 punti, dietro al Sassuolo (48) e al Livorno (46). Dopo la sconfitta patita in casa nel derby contro il Padova all'ottava di ritorno, gli uomini di Mandorlini reagirono con rabbia e misero insieme 12 risultati utili consecutivi (8 vittorie e 4 pareggi)[56] superando infine il Livorno in classifica dopo un lungo testa a testa[57]. Il 18 maggio 2013, grazie al pareggio per 0-0 ottenuto in casa contro l'Empoli, l'Hellas chiuse il campionato al 2º posto a quota 82 punti contro gli 85 del Sassuolo vincitore del torneo e con due lunghezze di vantaggio sul Livorno (80), terzo classificato (poi vincitore dei play-off): gli scaligeri tornarono così nella massima serie dopo 11 anni[58]. La squadra giunse per il secondo anno di fila agli ottavi di finale di Coppa Italia, dopo aver eliminato la Virtus Entella (2-3[59]), il Genoa (2-5 d.c.r.[60]) e il Palermo (1-2[61]). A porre fine al cammino degli scaligeri fu l'Inter che al Meazza si impose per 2-0[62].

L'Arena colorata di gialloblù nel 2013, per il ritorno in Serie A, dopo undici anni, del Verona.

La prima stagione in Serie A dopo oltre un decennio inizia con la conferma dell'allenatore Mandorlini e del blocco artefice della promozione, a cui si aggiunge l'arrivo nella rosa gialloblù di nuovi giocatori, tra cui Luca Toni[63]. Partendo dall'iniziale obiettivo di ottenere la salvezza in campionato e di valorizzare i giovani[64], Il Verona disputa un girone d'andata chiuso al sesto posto in classifica[65], risultando la sorpresa della prima parte del campionato[66]; assieme al già citato Luca Toni, tra gli altri componenti della squadra si mettono in mostra i giovani Iturbe e Jorginho ed il redivivo Rômulo[67]. Nel girone di ritorno i gialloblù accusano una flessione, conquistando tuttavia un'agevole salvezza e chiudendo la stagione al decimo posto, dopo aver eguagliato sia il record di sei vittorie consecutive casalinghe in Serie A[68], che quello del maggior numero di successi in una singola stagione in massima serie (16)[69]. Con 62 gol la squadra di Mandorlini infranse poi il record di reti segnate dal club scaligero in una singola stagione di serie A, migliorando le 44 reti messe a segno nella stagione d'esordio (1957-1958)[70]; di queste 20 furono realizzate da Luca Toni che divenne così l'attaccante più prolifico della storia dell'Hellas Verona nella medesima categoria[71]. Sempre nella stessa stagione il Verona incassò 68 reti, il maggior numero di gol subiti dagli scaligeri in serie A (il record precedente era di 64 reti, incassate nel campionato 1996-1997)[72].

Nella stagione 2014-2015 il Verona chiude al tredicesimo posto; Toni, con 22 reti, si laurea capocannoniere della serie A diventando il primo attaccante a fregiarsi di tale titolo con il club scaligero[73][74] e contemporaneamente il miglior realizzatore di sempre dell'Hellas Verona nel massimo campionato[75]. Durante l'estate il direttore sportivo Sogliano saluta il Verona dopo tre stagioni e lascia il posto a Riccardo Bigon[76].

Nel campionato 2015-2016, complice la fallimentare campagna acquisti condotta dal nuovo d.s[77] e un serie di infortuni che colpisce gli elementi-chiave della squadra, tra cui quelli occorsi al neoacquisto Viviani[78] ed alle due punte Toni[79] e Pazzini[80], il Verona si ritrova confinato costantemente in zona retrocessione. A fine novembre la carenza di risultati porta all'esonero di mister Mandorlini, che sedeva sulla panchina scaligera da 5 anni; al suo posto viene ingaggiato Delneri[81]. Il cambio di panchina non porta però la svolta nei risultati, con la squadra che chiude il girone d'andata all'ultimo posto con 8 punti e nessuna vittoria[82]. L'Hellas retrocede infine matematicamente in Serie B con tre giornate di anticipo, dopo tre anni di massima serie[83], chiudendo la stagione all'ultimo posto con 28 punti.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronistoria del club veronese.[84]

Cronistoria dell'Hellas Verona Football Club
  • 1903 - In primavera viene fondata l'Associazione Calcio Hellas.
  • 1904 - La società si affilia alla FIF ma non partecipa ad alcun campionato.
  • 1905 - La squadra disputa solo gare amichevoli.
  • 1906 - Il sodalizio si affilia alla FGI e disputa il Concorso Ginnastico di Vicenza dove perde 2-1 la finale contro il Vicenza.
  • 1907 - La squadra si iscrive ai campionati di Seconda e Terza Categoria dai quali si ritira prima dell'inizio.
  • 1908 - La società disputa il campionato di Seconda Categoria ma rinuncia alle finali.
  • 1909 - Il sodalizio disputa solo tornei con società affiliate alla FIF, perdendo la finale della Coppa Verona contro il Milan.
  • 1909-1910 - La squadra disputa solo la Coppa Verona perdendo la semifinale contro il Milan. La FIGC crea la Prima Categoria anche in Veneto.



Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Turno di qualificazione Serie B di Coppa Italia.
Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.


Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.
2º nel girone 7 di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa delle Alpi.
3º nel girone 3 di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.

4º nel girone 5 di Coppa Italia.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.
3º nel girone 3 di Coppa Italia.
3º nel girone 1 di Coppa Italia.
  • 1973-1974 - 16º in Serie A declassato dal 13º posto sul campo per delibera della C.A.F. per illecito sportivo. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
4º nel girone 3 di Coppa Italia.
2º nel girone 2 di Coppa Italia.
Finale di Coppa Italia.
3º nel girone 2 di Coppa Italia.
5º nel girone 1 di Coppa Italia.
5º nel girone 3 di Coppa Italia.
5º nel girone 3 di Coppa Italia.

5º nel girone 6 di Coppa Italia.
2º nel girone 3 di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
4° in Coppa Mitropa.
Finalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Conferimento del ramo d'azienda sportiva alla nuova società Verona Football Club il 24 febbraio.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Il club assume denominazione Hellas Verona Football Club.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

3º nel girone 3 di Coppa Italia.
2º nel girone 3 di Coppa Italia.
3º nel girone 5 di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
4º nel girone D di Coppa Italia Lega Pro.
2º nel girone D del terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.

Primo turno della fase 1 a eliminazione diretta di Coppa Italia Lega Pro.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori del Verona sono il giallo e il blu, stessi colori di Verona. Nel corso della sua storia la squadra cambia varie volte lo stile della divisa, alternando maglie con un blu predominante e con dettagli gialli a maglie blu a croce gialla, altre ancora a strisce o bicolori.[7] Le divise da trasferta e le terze divise sono costituite soprattutto da maglie bianche o nere con decorazioni gialloblù.[7]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stemma
Il logo dell'Hellas Verona in uso dal 1984 al 1990.
Il logo dell'Hellas Verona in uso dal 1995 al 1999.
Il logo attuale dell'Hellas Verona.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale stemma del Verona è costituito da uno scudo ovale a sottili righe gialloblù, all'interno del quale è presente in nero la scritta "Hellas Verona" su sfondo bianco, lo stemma di Verona, i due mastini e, tra questi, il tricolore italiano.[7] Lo stemma precedente era costituito dai due mastini in giallo all'interno di uno scudo romboidale giallo su sfondo blu.[7]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Marcantonio Bentegodi (1906-1963) e Stadio Marcantonio Bentegodi.
Il Bentegodi di Verona

Fino al 1963 il Verona disputa le partite interne nel Vecchio Bentegodi, un impianto di 5 000 posti sito nel cuore del centro storico di Verona, successivamente demolito nella seconda metà degli anni 1980.[85] Dallo stesso anno l'Hellas gioca nel nuovo e omonimo Marcantonio Bentegodi: viene all'epoca inaugurato con una capienza di 40 000 spettatori, senza copertura in nessun settore e possiede l'allora usuale pista di atletica.[86] Viene soprannominato dai veronesi "Lo stadio dei quarantamila", alludendo alla capacità considerata esagerata dell'impianto – che però si rivela poi troppo piccolo per contenere le decine di migliaia di tifosi che lo riempiono per tutta la decade degli 1980.[87]

Le dimensioni dello stadio aumentano ancora quando, essendo scelto il Bentegodi come uno degli impianti della Coppa del Mondo 1990, viene aggiunto un ulteriore anello: tutte le sezioni vengono dotate di copertura e la viabilità circostante è rinnovata per facilitarvi l'accesso, tuttavia la capienza complessiva dell'impianto rimane quasi invariata per la creazione di vie di fuga, di spazi di sicurezza e per la posa di seggiolini numerati in tutti i settori.[88] L'11 dicembre 2009 viene inaugurata la nuova copertura dello stadio, interamente realizzata con pannelli solari fotovoltaici; si trattava, all'epoca, del più grande impianto fotovoltaico in Italia e tra i primi in Europa realizzato su una struttura sportiva.[89]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato al 24 febbraio 2016.[90]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Maurizio Setti - Presidente
  • Italia Francesco Barresi - Direttore Operativo
  • Italia Riccardo Bigon - Direttore sportivo
  • Italia Maurizio Micheli - Responsabile area scouting
  • Italia Simone Marconato - Segretario sportivo
  • Italia Pierluigi Marzola - Responsabile amministrativo
  • Italia Eugenio Spiazzi di Corte Regia - Segretario amministrativo
  • Italia Marco Sorosina - Direttore Commerciale
  • Italia Carlotta Robotti - Responsabile marketing
  • Italia Pietro Pisano - Resp. comunicazione e ufficio stampa
  • Italia Moris Rigodanze - Resp. informatico e biglietteria


[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Verona.[7]

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1903-1981 Non presente
  • 1981-1986 Canon
  • 1986-1989 Ricoh
  • 1989-1996 Tortellini Rana
  • 1996-1997 Ferroli
  • 1997-1998 ZG Camini Inox
  • 1998-1999 Atreyu Immobiliare
  • 1999-2000 Salumi Marsilli
  • 2000-2001 Net Business
  • 2001-2002 Amica Chips
  • 2002-2006 Clerman
  • 2006-2007 Unika
  • 2007-2008 Non presente
  • 2008-2010 Giallo
  • 2010-2011 Banca di Verona/Sicurint Group, Protec/Consorzio Asimov[91]
  • 2011-2012 AGSM/Protec[92], Sicurint Group/Leaderform
  • 2012-2013 AGSM, Leaderform
  • 2013-2014 Franklin & Marshall/Manila Grace, AGSM/Leaderform
  • 2014-2015 Franklin & Marshall, AGSM/Leaderform
  • 2015-2016 Metano Nord[93], Leaderform


Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile del Verona è formato da 4 squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali, Allievi Nazionali B e Giovanissimi Nazionali 2000), 2 partecipanti a livello regionale (Giovanissimi Regionali 2001 e Giovanissimi Professionisti 2002), oltre a 2 rappresentative di Esordienti (2003 e 2004) e 2 di Pulcini (2005 e 2006).[94] Tra i trofei vinti dalle giovanili dell'Hellas vi sono 2 Campionati Primavera di Serie B (1966-1967 e 1967-1968)[95] e 4 Tornei Città di Arco (1972, 1973, 1977 e 2013).[96]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'Hellas Verona F.C. e Categoria:Presidenti dell'Hellas Verona F.C.

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del Verona dall'anno di fondazione a oggi.[97]

Allenatori
Presidenti
  • 1903-1908 Italia Carlo Fratta Pasini
  • 1908-1910 Italia Alberto Masprone
  • 1910-1912 Italia Valerio Valeri
  • 1912-1915 Italia Bellini Carnesali
  • 1915-1918 campionato sospeso
  • 1918-1923 Italia Carlo Fratta Pasini
  • 1923-1924 Italia Lonardi Cesare
  • 1924-1926 Italia Bonomi Da Monte
  • 1926-1928 Italia Narciso Vanzo
  • 1928-1930 Italia Emilio Tiberghien
  • 1930-1934 Italia Giulio Dall'Ora
  • 1934-1935 Italia Tiziano Fraccaroli
  • 1935-1938 Italia Giovanni Turco
  • 1938-1942 Italia Luciano Carteri
  • 1942-1944 Italia Luigi Polettini
  • 1944-1946 campionato sospeso
  • 1946-1953 Italia Giovanni Chiampan
  • 1953-1958 Italia Giorgio Mondadori
  • 1958-1959 Italia Francesco Fagiuoli
  • 1959-1961 Italia Gerardo Girardi
  • 1961-1962 Italia Giuseppe Arcaroli
  • 1962-1964 Italia Bruno Albarelli
  • 1964-1965 Italia Saverio Garonzi
  • 1965-1967 Italia Carlo Bonazzi
  • 1967-1980 Italia Saverio Garonzi
  • 1980-1986 Italia Celestino Guidotti
  • 1986-1990 Italia Ferdinando Chiampan
  • 1990-1991 Italia Ferdinando Chiampan e Angelo Di Palermo
  • 1991-1992 Italia Stefano Mazzi
  • 1992-1995 Italia Mario Ferretto
  • 1995-1998 Italia Alberto Mazzi
  • 1998-2003 Italia Giambattista Pastorello
  • 2003-2004 Italia Giambattista Pastorello e Pietro Arvedi
  • 2004-2006 Italia Giambattista Pastorello
  • 2006-2007 Italia Sergio Puglisi Maraja e Pietro Arvedi
  • 2007-2008 Italia Pietro Arvedi
  • 2008-2009 Italia Nardino Previdi e Giovanni Martinelli
  • 2009-2012 Italia Giovanni Martinelli
  • 2012-oggi Italia Maurizio Setti

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'Hellas Verona F.C.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1984-1985
1956-1957, 1981-1982, 1998-1999
1942-1943 (girone B)

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1966-1967 (Serie B), 1967-1968 (Serie B)
1972, 1973, 1977, 2013

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Finale: 1975-1976, 1982-1983, 1983-1984
Secondo posto: 1947-1948 (girone B), 1967-1968, 1990-1991, 1995-1996, 2012-2013
Terzo posto: 1931-1932, 1974-1975
Secondo posto: 1942-1943 (girone finale B)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record dell'Hellas Verona Football Club.

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito una tabella raffigurante la partecipazione del Verona ai campionati di calcio.[98]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 7 1910-1911 1920-1921 42
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 3 1926-1927 1928-1929
Serie A 27 1957-1958 2015-2016
Serie B 51 1929-1930 2012-2013 52
Serie B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie C 2 1941-1942 1942-1943 6
Serie C1 1 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 3 2008-2009 2010-2011

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Dalla sua fondazione, il Verona gioca 42 campionati di primo livello, 52 di secondo e 6 di terzo. Nel corso dei campionati di A, la squadra ottiene il suo migliore piazzamento, ovvero il primo posto, nella Serie A 1984-1985.[98] Altri importanti piazzamenti si hanno nella Serie B 1956-1957, nella Serie B 1981-1982 e nella Serie B 1998-1999, dove la squadra veronese conquista il campionato di Serie B e viene promossa;[98] nella Serie C 1942-1943 si ha invece l'ottenimento dell'unico titolo di terzo livello della squadra.[98] A livello internazionale, la squadra partecipa alla Coppa dei Campioni 1985-1986, alla Coppa UEFA 1983-1984 e a quella 1987-1988.[98] L'Hellas è inoltre la ventesima squadra che ha totalizzato il maggior numero di punti nella storia del campionato di Serie A.[99]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Luca Toni, migliore goleador scaligero in massima serie.

L'italiano Luigi Bernardi è il recordman di presenze assolute in maglia gialloblù, con 337 partite disputate a cavallo degli anni 1920 e 1930 del XX secolo.[100] Per quanto riguarda i goleador, l'oriundo verdeoro Arnaldo Porta detiene da oltre 80 anni il titolo di miglior cannoniere assoluto del Verona, grazie alle 74 reti siglate all'inizio del XX secolo, dagli anni dieci ai 1930.[100] È seguito a ruota dal primo azzurro, Sergio Sega, fermatosi a quota 71 marcature (in due spezzoni di carriera) nel secondo dopoguerra.[100] Ancora un brasiliano, Adaílton, detiene il primato di gol per uno straniero, con le 52 segnature messe a segno a cavallo del nuovo millennio.[100] In campo continentale, capocannoniere dell'Hellas nelle coppe europee è il danese Preben Elkjær, grazie ai 9 gol realizzati in 11 partite[101] giocate, nelle file dei gialloblù, tra Coppa UEFA e Coppa dei Campioni.

Limitatamente alla Serie A, il più prolifico coi colori gialloblù è l'italiano Luca Toni, ancora in attività, capace di siglare 48 reti dal 2013 a oggi;[102] coi 22 centri della stagione 2014-2015, è il miglior marcatore scaligero in un singolo torneo di massima serie e il primo giocatore del Verona a vincere il titolo di capocannoniere della Serie A.[73] Il danese Elkjær è il maggior marcatore straniero dell'Hellas in massima categoria, in virtù dei 32 gol siglati dal 1984 al 1988.[100] Daniele Cacia, con le 24 reti siglate nel campionato di Serie B 2012-2013, detiene il record assoluto di marcature in una singola stagione con la maglia gialloblù.[103][104]

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori del Verona dall'anno di fondazione a oggi.[100]

Record di presenze
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria dell'Hellas Verona Football Club.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi dell'Hellas durante la festa per lo scudetto

La nascita delle "Brigate Gialloblu"[105] avviene il 30 novembre 1971, presso il Bar Olimpia di Borgo Venezia.[106] Come la maggioranza degli altri gruppi di tifosi organizzati, nascono come apolitiche e i primi scontri di rilievo si hanno nel 1973 proprio con tifoserie apertamente schierate come quella bolognese. La svolta nello stile del tifo si ha nel 1976, quando i brigatisti stringono la storica amicizia con i tifosi del Chelsea iniziando a esporre allo stadio l'ancora oggi consueta Union Jack.[106]. Gruppi con connotazione di destra ("Gioventù Scaligera", "Verona Front", "Hellas Army") o di sinistra ("Rude Boys") coesistevano nelle "Brigate Gialloblu" rispettandosi reciprocamente[106].

Nella seconda metà degli anni 1970, con l'aumentare della matrice politica in molti gruppi ultras tra cui le stesse Brigate e con la stipulazione della maggior parte dei gemellaggi e delle rivalità presenti ancor oggi tra tutte le tifoserie, i tafferugli e gli scontri tra tifosi si moltipilicano. I tifosi del Verona, in seguito a episodi come il "saccheggio" di Brescia del dicembre 1986, finiscono nell'occhio del ciclone per non uscirne mai più[106]. In seguito al ripetersi di incidenti e di tafferugli con l'intromissione sempre più insistente delle forze dell'ordine, il gruppo delle Brigate decide di sciogliersi il 14 novembre 1991 e passa il testimone alla Curva Sud.[106] Lo scioglimento delle Brigate non intaccò minimamente la passione e l'entusiasmo dei tifosi gialloblù che rimangono ad applaudire la squadra anche dopo la retrocessione in Serie C del 2007. In quell'occasione per tutta la durata dei festeggiamenti dei tifosi e dei giocatori dello Spezia (risultati vincitori nel doppio confronto) la curva dell'Hellas rimane piena, a intonare cori di sostegno e di appartenenza.[107]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Veneto e Derby di Verona.

I tifosi del Verona sono gemellati con i sostenitori della Fiorentina. Un gemellaggio molto sentito, uno tra i primi nella storia del calcio italiano.[108] Altro gemellaggio della Curva Sud veronese è quello con i tifosi della Sampdoria che dura da più di 20 anni. Poi vi è un gemellaggio con la Triestina, questo risale agli anni settanta circa ed è molto sentito da entrambe le tifoserie, a causa delle forti convergenze delle due curve.[109] Ci sono poi ottimi rapporti ma non un vero e proprio gemellaggio con la tifoseria della Lazio, anch'essa gemellata con quella della Triestina.[110]

A livello internazionale le amicizie più importanti sono quelle con i supporters del Kaiserslautern, con reciproca esposizione di striscioni,[111][112] e con gli Headhunters del Chelsea,[113] risalente alla seconda metà degli anni 1970 quando ad alcuni membri delle Brigate è concesso di esporre il loro striscione nella temuta Shed dei tifosi londinesi.[114] Altre amicizie britanniche che coinvolgono vari gruppi ultras delle fazioni sono quelle con i sostenitori dell'Aberdeen e del Middlesbrough. Ci sono poi amicizie internazionali con gli Ultras Sur del Real Madrid e con le Brigadas Blanquiazules dell'Espanyol. Infine anticamente si avevano anche delle amicizie con i tifosi del Lecce e con gli ora sciolti Boulogne Boys del PSG.[115]

La rivalità più accesa, per ragioni campanilistiche, è quella con i supporter del Vicenza – una sfida considerata da buona parte del tifo scaligero come un vero e proprio derby, perfino più importante della stracittadina veronese[116] –, match dalla storia infinita essendo la squadra contro cui i gialloblù hanno giocato il maggior numero di incontri ufficiali (93) a partire dal 1911.[117] Seguono a ruota quelle con il Brescia, il Napoli e il Genoa, a causa dei numerosi scontri avvenuti tra le opposte fazioni nel corso degli anni d'oro del tifo organizzato in Italia;[108] vi sono poi gravi inimicizie con gli ultras del Livorno, del Bologna e del Modena a causa di rivalità sportive che risalgono all'alba del calcio in Italia e anche per via delle visioni politiche totalmente opposte di una parte delle tifoserie; sono ostili anche i rapporti con le tifoserie dell'Udinese, per via dell'amicizia che lega triestini e veronesi, della Roma, per via dell'amicizia "politica" che lega veronesi e laziali e del Pescara per via del gemellaggio che lega gli abruzzesi ai vicentini.[108] Le rivalità con il Catanzaro, la Reggina e la Salernitana hanno poi toccato tutte e tre il loro apice in altrettanti spareggi vinti dal Verona: uno per la promozione in Serie A disputato a Terni nel 1975 contro il Catanzaro (1-0); un doppio spareggio salvezza per la permanenza in massima serie contro la Reggina nel 2001 (1-0, 2-1) e un doppio spareggio per la promozione in Serie B contro la Salernitana nel 2011 (2-0, 0-1).[108]

I giocatori di Hellas e Chievo discutono a gioco fermo durante il primo derby dell'Arena mai disputato, il 10 dicembre 1994.

Sono pessimi anche i rapporti con i sostenitori di Milan (a cui il Verona costa 2 scudetti nel 1973 e nel 1990), Inter (ex gemellaggio interrotto bruscamente nel 2001 a causa di dissidi tra le due fazioni) e Juventus (rivalità condivisa con molte altre formazioni della penisola, dalle origini antiche). Altro gemellaggio dissolto è quello con il Torino, in seguito al cambio generazionale delle due tifoserie che non si più trovano d'accordo, nonostante le due fazioni abbiano ancora in comune la fratellanza con i viola e l'odio per i bianconeri.[108] Altre rivalità degne di nota, maturate per ragioni sia campalinistiche sia sportive, si hanno infine con Mantova, Venezia, Padova, Atalanta, Cagliari, Palermo, Ascoli, Pisa, Cesena, Perugia e Como, nonché con le principali tifoserie del Meridione d'Italia quali Bari, Taranto, Cosenza, Foggia e Crotone.[108]

Capitolo a parte merita il rapporto fra il Verona e i concittadini del Chievo. Pur condividendo il medesimo territorio d'origine, fino al 2001 non era mai esistita una reale competizione fra i due club: gli scaligeri erano il baluardo attorno al quale era ruotato per quasi tutto il XX secolo il calcio veronese, mentre quella clivense era una piccola squadra di quartiere che fin lì non aveva mai avuto significative esperienze nelle categorie nazionali.[118] Le cose iniziarono a cambiare nella stagione 2001-2002, in coincidenza con l'esordio in Serie A del Chievo: permise innanzitutto al capoluogo veneto di diventare la quinta città italiana (dopo Milano, Roma, Torino e Genova) a poter vantare un derby in massima serie – chiamato il derby della Scala o, più raramente, il derby dell'Arena –, e inoltre mise per la prima volta sullo stesso piano le due società, ridisegnando le gerachie fin lì in essere e dando il là a una vera e propria rivalità sportiva.[119]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Hellas Verona Football Club 2015-2016.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione sono aggiornati al 1º febbraio 2016.[120]

N. Ruolo Giocatore
2 Italia C Rômulo
3 Italia D Eros Pisano
4 Brasile D Samir
5 Svezia D Filip Viktor Helander
6 Italia D Michelangelo Albertazzi
7 Serbia C Boško Janković
8 Italia C Luca Marrone
9 Italia A Luca Toni (capitano)
11 Italia A Giampaolo Pazzini (vice-capitano)
12 Brasile D Gilberto
13 Polonia C Paweł Wszołek
14 Polonia C Dominik Furman
16 Italia A Luca Siligardi
18 Grecia D Vaggelīs Moras
N. Ruolo Yellow and Blue Flag 3.svgGiocatore
19 Italia C Leandro Greco
21 Argentina A Juanito Gomez
22 Italia D Matteo Bianchetti
23 Moldavia C Artur Ioniță
24 Italia C Federico Viviani
27 Croazia A Ante Rebić
28 Paesi Bassi C Urby Emanuelson
37 Italia P Ferdinando Coppola
69 Francia D Samuel Souprayen
88 Italia P Richard Marcone
93 Algeria A Mohamed Fares
95 Italia P Pierluigi Gollini
97 Italia C Luca Checchin

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 2 dicembre 2015.[121][122]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Riccardo Bigon - Direttore sportivo
  • Italia Simone Marconato - Segretario sportivo
  • Italia Alessandro Mazzola - Team manager
  • Italia Franco Fioroni - Addetto all'arbitro
  • Italia Ezio Scarpi - Addetto squadra ospiti
  • carica vacante - Allenatore
  • Italia Francesco Conti - Allenatore in seconda
  • Italia Andrea Bellini - Preparatore atletico
  • Italia Luca Alimonta - Preparatore atletico
  • Italia Gaetano Petrelli - Preparatore dei portieri
  • Italia Andrea Zanchetta - Collaboratore tecnico
  • Italia Maurizio D'Angelo - Collaboratore tecnico
  • Italia Simone Baggio - Match analyst
  • Italia Carlo Pasini - Responsabile sanitario
  • Italia Luca Giaretta - Medico sociale
  • Italia Claudio Zorzi - Consulente ortopedico
  • Italia Venanzio Iacono - Consulente ortopedico
  • Italia Paolo Righi - Consulente ortopedico
  • Brasile Cesar Endrigo Manfio - Fisioterapista
  • Paesi Bassi Robert Kindt - Fisioterapista
  • Italia Simone Da Re - Fisioterapista


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadio Marcantonio Bentegodi, in hellasverona.it.
  2. ^ a b c d e f Luigi Bertoldi, 80 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l., 1983, p. 11.
  3. ^ Classifica abbonamenti in serie A, in calciomercato.it, 3 gennaio 2013.
  4. ^ Cronologia e Palmarès, in hellasverona.it.
  5. ^ Hellas: storia di calcio e di passione Hellas: storia di calcio e di passione , in calciopress.net, 2 dicembre 2009.
  6. ^ Luca Mantovani, Hellas Verona-annuario 2012/2013- la Società, il Team, i Giocatori - Volume I, Casa e..., 2012, p. 144.
  7. ^ a b c d e f g Matteo Perri, “La Maglia Gialloblù” il libro che racconta la storia dell’Hellas Verona attraverso le sue divise, passionemaglie.it, 28 gennaio 2013. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  8. ^ Luigi Bertoldi, 80 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l., 1983, p. 13.
  9. ^ a b c d e Luigi Bertoldi, 80 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l., 1983, pp. 27-35.
  10. ^ a b c Adalberto Scemma, Lo scudetto del Verona, Athesis s.p.a., 1985.
  11. ^ Fatti e Personaggi, in hellasverona.it.
  12. ^ [statistiche e presenze degli allenatori dell'Hellas Verona http://www.hellasveronastyle.eu/panchine_allenatori.html]
  13. ^ Il Verona, dopo 28 anni, in A, in Corriere dello Sport, 16 giugno 1957.
  14. ^ [Verona-Napoli intrecci ed illeciti http://www.ilnapolista.it/2015/11/verona-napoli-calcio-scommesse/]
  15. ^ [Juventus-Verona 0-1, Maioli porta il Verona in semifinale http://www.myjuve.it/stagione-1962-63-juventus/coppa_italia-juventus-verona-0-1-1591.aspx]
  16. ^ [L'Hellas in Coppa Italia (1962-1963) http://www.hellastory.net/pages/coppa_italia.cfm?id=AA546875-4854-12EA-BD43E9B4F9B3D2F8]
  17. ^ Hellas Verona- Lanerossi Vicenza 2-1
  18. ^ Verona-Juventus 2-1
  19. ^ La fatal Verona: incubo rossonero canalemilan.it
  20. ^ Stefano Greco, L'angelo del destino che salvò Spinozzi e il Verona, in sslaziofans.it, 14 aprile 2012.
  21. ^ Il duello scudetto tra Roma-Verona del 1982
  22. ^ Preben Elkjær Larsen, Primoluglio2004.it. [collegamento interrotto]
  23. ^ a b c Giovanni Gambini, La leggenda di Preben, il guerriero vichingo, Tipografia Milani, 2006.
  24. ^ «È ancora stupefacente parlarne», Verona campione! (Edizioni dell'Aurora).
  25. ^ a b Tim Parks, Questa pazza fede - L'Italia raccontata attraverso il calcio, Einaudi, 2002.
  26. ^ Giovanni Gambini, Lo chiamavano Elkjaer, la furia di Copenhagen, Tipografia Milani, 2004, pp. 42-70.
  27. ^ Giovanni Gambini, Lo chiamavano Elkjaer, la furia di Copenhagen, Tipografia Milani, 2004, pp. 78-80.
  28. ^ In Europa, Hellas!, in hellastory.net.
  29. ^ a b Luigi Bertoldi, 90 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l., 1992, p. 190.
  30. ^ L'Hellas Verona resta in B per un solo punto: ripescato il Treviso (PDF), in figc.it, 16 agosto 2005.
  31. ^ Hellas Verona in Serie C dopo 64 anni tra Serie A e B con uno scudetto vinto, in repubblica.it, 21 giugno 2007.
  32. ^ Il direttore sportivo dell'Hellas Verona, Cannella: "Saremo la Juventus della Serie C", in tggialloblu.it, 23 dicembre 2011.
  33. ^ Comunicato Ufficiale Hellas Verona Football Club, in hellasverona.it, 30 gennaio 2009.
  34. ^ Addio a Pietro Arvedi, vero cuore gialloblu, in hellasverona.it, 20 marzo 2009.
  35. ^ Verona-Potenza 2-2 : il Pescara perde a Terni ed è a -7, in tggialoblu.it, 21 febbraio 2010.
  36. ^ Media spettatori Serie C1 girone A 2008-2009, in icori.myblog.it, 8 giugno 2009.
  37. ^ Media spettatori Lega Pro Prima Divisione 2008-2009], in stadiapostcards.it.
  38. ^ Media spettatori Lega Pro Prima Divisione 2009-2010, in stadiapostcards.it.
  39. ^ Hellas Verona-Portogruaro 0-1, si va ai playoff, in hellasverona.it, 9 maggio 2010.
  40. ^ Pergocrema - Hellas Verona 0-0: i veneti ora sono certi di disputare i Play-Off!
  41. ^ [Sorrento fermato: Hellas in finale per il secondo anno consecutivo http://www.hellasverona.it/news.php?id=11045]
  42. ^ biglietti andata
  43. ^ biglietti ritorno
  44. ^ Verona in B dopo quattro anni!
  45. ^ Hellas Verona: striscia di vittorie da record tuttob.com
  46. ^ Hellas Verona - Albinoleffe 1-0: è la nona sinfonia calciopress.net
  47. ^ Il Verona di Mandorlini sempre più nella storia tggialloblu.it
  48. ^ il Verona eguaglia il Genoa: 12 vittorie consecutive in casa larena.it
  49. ^ All'Ossola finisce 2-0 per i padroni di casa
  50. ^ 1-1 al Bentegodi: in finale va il Varese
  51. ^ Verso Sassuolo-H.Verona: quel 5-7 del 2011 in Coppa Italia, verona-in.it. URL consultato il 03 settembre 2015.
  52. ^ Lazio-Verona ottavi di finale della Coppa Italia sky.it
  53. ^ Lazio - Hellas Verona 3-2
  54. ^ Maurizio Setti nuovo presidente dell'Hellas Verona
  55. ^ Gardini è il nuovo direttore generale dell'Hellas Verona
  56. ^ 12° risultato utile consecutivo e Hellas a un punto dalla Serie A: distrutta 0-3 la Juve Stabia.
  57. ^ Carcuro pareggia a Terni: 1-1 e Verona secondo
  58. ^ Verona torna ad avere una squadra in Serie A dopo 11 anni.
  59. ^ Il Verona elimina a fatica un'Entella scatenata: 2-3
  60. ^ Il Verona supera il Genoa ai rigori: 2-5 e qualificazione al terzo turno
  61. ^ Il Verona elimina il Palermo: 1-2 al Barbera e Hellas agli ottavi!
  62. ^ L'Inter ferma il Verona: 2-0
  63. ^ Luca Toni: arriva a Verona l'ultimo bomber
  64. ^ Sogliano: "Marques ok, obiettivo la salvezza", hellasverona.it, 31 agosto 2013. URL consultato il 27 settembre 2013.
  65. ^ Inter e Verona, squilli da quarto posto, in eurosport.yahoo.com, 3 novembre 2013.
  66. ^ I tecnici applaudono i gialloblù: «Bravo Hellas, sei tu la sorpresa», in L'Arena, 5 gennaio 2014. URL consultato il 20 febbraio 2014.
  67. ^ La rinascita di Romulo a Verona
  68. ^ Alessandro De Pietro, Il Bentegodi è un fortino. Inizio stagione da record. Nessuno come Mandorlini, in L'Arena, 5 novembre 2013. URL consultato il 21 giugno 2014.
  69. ^ #Veronadarecord: numeri di una squadra fantastica, in hellasverona.it, 21 maggio 2014. URL consultato il 21 giugno 2014.
  70. ^ Hellas Verona: record in positivo
  71. ^ Luca Toni record di gol
  72. ^ Hellas Verona: record in negativo
  73. ^ a b #LucaBomber, hellasverona.it, 1 giugno 2015. URL consultato il 3 giugno 2015.
  74. ^ Luca Toni capocannoniere della serie A
  75. ^ Luca Toni è il più grande di sempre
  76. ^ Sogliano saluta, Bigon nuovo d.s. del Verona
  77. ^ Verona a zero vittorie: un baratro senza fine
  78. ^ Viviani ancora out
  79. ^ Toni fuori per due mesi, gazzetta.it, 24 settembre 2015
  80. ^ Anche Pazzini si ferma: Verona senza punte, stopandgoal.net
  81. ^ Nota ufficiale del Club, su hellasverona.it, 30 novembre 2015. URL consultato il 30 novembre 2015.
  82. ^ Hellas Verona, i numeri del girone d’andata, su hellaslive.it, 11 gennaio 2016. URL consultato il 25 febbraio 2016.
  83. ^ Verona: Lasagna indigesta. Hellas aritmeticamente in Serie B, su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita, 25 aprile 2014. URL consultato il 25 aprile 2014.
  84. ^ Piazzamenti e breve cronostoria, http://www.hellastory.net/. URL consultato il 3 settembre 2015.
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  86. ^ Seconda parte: Il Nuovo Bentegodi è un Gioiello... Inarrivabile, hellastory.net. URL consultato il 24 dicembre 2014.
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  88. ^ Quarta parte: 1986-2013, il Bentegodi si rimette a nuovo, hellastory.net. URL consultato il 24 dicembre 2014.
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  91. ^ Sicurint Group sponsor ufficiale dell'Hellas Verona
  92. ^ AGSM sponsor ufficiale dell'Hellas Verona
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  99. ^ Classifica perpetua della serie A, italia1910.com. URL consultato il 7 dicembre 2014.
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  101. ^ il sito di Preben Elkjaer Larsen
  102. ^ Luca Toni, sei il più grande di tutti!, in hellasverona.it, 26 aprile 2015. URL consultato il 27 aprile 2015.
  103. ^ Cacia capocannoniere e record, in hellas1903.it. URL consultato il 23 aprile 2013.
  104. ^ Daniele Cacia-gol, nessuno come lui nella Storia, in hellasverona.it. URL consultato il 24 aprile 2013.
  105. ^ Filmato audio Luca Fioravanti, La storia delle Brigate Gialloblu, Telenuovo, 15 novembre 2012, a 0:05:33. URL consultato il 18 novembre 2013.
  106. ^ a b c d e La Curva Sud e le Brigate Gialloblu, Hellastory.net. URL consultato il 18 novembre 2013.
  107. ^ L'anno orribile dell'Hellas Verona: 2006-2007, primoluglio2004.it. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  108. ^ a b c d e f Gemellaggi fra squadre italiane e straniere, baritube.altervista.com.
  109. ^ Gemellaggio tra Triestina e Verona, primoluglio2004.it. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  110. ^ Amicizia tra Lazio - Hellas Verona, ultraslazio.it. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  111. ^ Fanfotos: 1. FC Kaiserslautern - 1860 München 3:2 (0:2), su der-betze-brennt.de, 4 agosto 2014. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  112. ^  Foto Curva Sud. 22 novembre 2015. URL consultato il 28 dicembre 2015 L'immagine è stata tratta da: hellaslive.it
  113. ^  Foto Striscione al Bentegodi. 27 settembre 2015. URL consultato il 28 dicembre 2015 L'immagine è stata tratta da: hellaslive.it
  114. ^ la storia delle brigate scritta dai romani
  115. ^ La storia del tifo organizzato
  116. ^ Verona-Chievo? Il vero derby è con il Vicenza
  117. ^ Tutti i precedenti tra Vicenza e Verona
  118. ^ Informazioni sulla tifoseria del Chievo
  119. ^ Luca Bianchin e Matteo Fontana, Il derby dell'Arena, i 5 atti che hanno cambiato Verona, in La Gazzetta dello Sport, 23 novembre 2013, p. 8.
  120. ^ Hellas Verona F.C. - Squadra
  121. ^ Staff tecnico, hellasverona.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  122. ^ Staff prima squadra, hellasverona.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Bertoldi, Adalberto Scemma, 80 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l, 1983, pp. 320.
  • Adalberto Scemma, Gianni Brera ed altri, Lo scudetto del Verona, supplemento a L'Arena di Verona, anno 119 n°120, Athesis s.p.a., 1985, pp. 192.
  • Luigi Bertoldi, Adalberto Scemma, 90 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l, 1992, pp. 190.
  • Tim Parks, Questa pazza fede - L'Italia raccontata attraverso il calcio, traduzione di Massimo Bocchiola, collana Einaudi Stile Libero, Einaudi, 2002, pp. 424, ISBN 978-88-06-16148-4.
  • Carlo Fontanelli, Raffaele Tomelleri, Luciano Venturini, 1903 - 2003/04 Il Secolo gialloblù - La storia dell'Hellas Verona, Geo Edizioni S.r.l., 2004, pp. 383.
  • Giovanni Gambini, Lo chiamavano Elkjaer, la furia di Copenhagen, Linea Quattro, Tipografia Milani, 2004, pp. 204.
  • Giovanni Gambini, La leggenda di Preben, il guerriero vichingo, Tipografia Milani, 2006, pp. 204.
  • Silvio Cametti, I guerrieri di Verona - Brigate Gialloblu dal '71 ad oggi, Sport Communication Editore srl, 2011, pp. 320.
  • AA.VV., Hellas Verona-annuario 2012/2013- la Società, il Team, i Giocatori - Volume I, Casa e..., 2012, pp. 144, ISBN 978-88-907997-0-9.
  • AA.VV., Hellas Verona-annuario 2012/2013 - Volume II, Casa e..., 2013, ISBN 978-88-907997-3-0.
  • Gianluca Tavellin, Nicola Padovani, Centodieci Hellas Verona, Phare Edizioni, 2013, pp. 720, ISBN 978-88-908859-0-7.
  • Alberto Fabbri, Matteo Fontana, All'inferno andata e ritorno., Scripta Editore, 2014, pp. 160, ISBN 978-88-988771-5-7.
  • AA.VV. La Gazzetta dello Sport, Uno storico scudetto, RCS Mediagroup, 2015, ISBN 977-11-205063-9-0.
  • Furio Zara, Ma è successo davvero?, Castelvecchi Editore, 2015, pp. 192, ISBN 978-88-677630-7-8.

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