Hellas Verona Football Club

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Hellas Verona F.C.
Calcio Football pictogram.svg
HellasVeronaFCstemma.png
Mastini, Scaligeri, Butei
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Yellow and Blue Flag 3.svg Giallo e blu
Simboli Mastino della Scala
Inno Hellas Army
Sumbu Brothers
Dati societari
Città Verona
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1903
Presidente Italia Maurizio Setti
Allenatore Italia Fabio Pecchia
Stadio Marcantonio Bentegodi
(39 211[1] posti)
Sito web www.hellasverona.it
Palmarès
Scudetto.svg
Scudetti 1
Titoli nazionali 3 Campionati di Serie B
1 Campionati di Serie C
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Hellas Verona Football Club, noto comunemente come Hellas Verona o più semplicemente come Verona, è una società calcistica italiana con sede nella città di Verona. Militante in Serie B, è uno dei club italiani più antichi, essendo stato fondato nel 1903 come "Associazione Calcio Hellas",[2] nonché la prima squadra di calcio della città per seguito di tifosi.[3]

Da quando esiste il girone unico (1929), l'Hellas è stata l'unica squadra di città non capoluogo di regione a vincere un campionato di massima serie, nella stagione 1984-1985. Gli anni 1980 sono il periodo di maggiori soddisfazioni sportive per il club, che arriva anche due volte consecutive (sulle sue tre complessive) alla finale di Coppa Italia, disputando inoltre diverse partite nelle coppe europee (con una partecipazione alla Coppa dei Campioni e due alla Coppa UEFA). I gialloblù hanno partecipato a 27 campionati di Serie A, a 52 di Serie B e a 6 di Lega Pro;[4] la compagine scaligera è inoltre la seconda (alle spalle del Brescia) con più presenze nel campionato cadetto, torneo che si è aggiudicato in tre occasioni.[5]

I colori sociali dell'Hellas, giallo e blu,[6] richiamano quelli dello stemma della città di Verona, che sarebbero in realtà il giallo e l'azzurro.[7] Soprannomi della squadra sono "i Mastini" e "gli Scaligeri" con riferimento alla famiglia della Scala che governa la città durante il XIII e il XIV secolo; lo stemma araldico degli Scaligeri è richiamato sulla tenuta di gioco e sul marchio societario come un'immagine stilizzata di due possenti mastini rivolti in direzioni opposte.[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Hellas Verona Football Club.

Dalla nascita agli anni 1960[modifica | modifica wikitesto]

Gli studenti del Maffei che nel 1903 fondarono l'Hellas

Nell'ottobre del 1903 un gruppo di studenti del liceo classico Scipione Maffei fondò un club e lo battezzò Associazione Calcio Hellas (per ricordare l'antica Ellade, ovvero l'odierna Grecia) su proposta del professor Decio Corubolo, per l'appunto insegnante di greco[2]; primo presidente venne eletto il conte Fratta Pasini, con un fondo pari a 32 lire. Nel 1919, dopo la Prima guerra mondiale, l'Hellas assunse la denominazione Football Club Hellas Verona accogliendo, per fusione[8], la società minore denominata Verona[9].

All'avvio della Serie A a girone unico, nel 1929, l'Hellas incorporò, per fusione, due rivali veronesi, Bentegodi e Scaligera, assumendo la denominazione A.C. Verona e partendo dal campionato di Serie B, in seguito al brutto piazzamento (12º posto) ottenuto l'anno precedente nella Divisione Nazionale, che impedì[8] al club di iscriversi alla Serie A. Al suo debutto nel campionato cadetto (1929-1930) chiuse con un incoraggiante sesto posto, con 7 punti di distacco dal Legnano promosso nella massima serie.

Mentre il mondo era impegnato nel secondo conflitto mondiale il Verona affrontò uno dei suoi peggiori momenti storici, retrocedendo in Serie C nel 1941 dopo aver subito una dura sconfitta a Modena (6-1), ma in ogni caso i gialloblù riuscirono a risalire abbastanza in fretta, nel giro di due stagioni (1943).

Il Verona della stagione 1956-1957, che conquistò la prima promozione della sua storia nella Serie A a girone unico.

Dopo essere tornato nella categoria superiore, il Verona iniziò un lungo percorso che lo portò quattordici anni dopo a vincere il suo primo campionato di Serie B: infatti, nel 1957 i gialloblù, allenati da Angelo Piccioli (secondo allenatore più presente sulla panchina scaligera con 225 partite, dietro al solo Bagnoli)[10], furono i protagonisti del torneo e pareggiando in casa con il Como per 1-1 nell'ultima giornata ottennero il punto che mancava loro per poter festeggiare la tanto agognata promozione.

Il Verona restò in Serie A una sola stagione (1957-1958), dopodiché tornò nella serie cadetta: a un ottimo girone di andata che vide i gialloblù girare la boa alla rassicurante quota di 18 punti in 17 partite, seguì infatti un disastroso girone di ritorno che ebbe come epilogo la sconfitta contro il Bari (secondo classificato della Serie B 1957-1958) che determinò la retrocessione della società scaligera in cadetteria.

Nell'estate del 1958 la società veneta assorbì[2] un club minore veronese, l'A.S. Hellas, nel frattempo ammessa in Serie C, in modo da poter riprendere la denominazione di Associazione Calcio Hellas Verona in omaggio alle sue origini. Seguirono quindi dei campionati anonimi, fino a quando nel 1968 la squadra guidata da Nils Liedholm riconquistò la categoria esattamente un decennio dopo l'ultima promozione. Il salto di categoria venne guadagnato all'ultima giornata, grazie a una vittoria sul Padova per 1-0.

Gli anni 1970 e 1980[modifica | modifica wikitesto]

I gialloblù della stagione 1975-1976, per la prima volta finalisti di Coppa Italia.

L'Hellas, al ritorno in massima serie dopo la breve avventura in Serie A del 1958, stavolta si salvò con relativa facilità, conducendo una stagione equilibrata chiusa al decimo posto mentre, nelle stagioni successive, riuscì ad inanellare una serie di importanti salvezze in massima serie. Nel 1974 l'Hellas finì la stagione al quart'ultimo posto evitando la retrocessione, ma fu declassato in ultima posizione e condannato alla Serie B durante i mesi estivi a causa dello "scandalo della telefonata"[2] in cui furono coinvolti il presidente della squadra Saverio Garonzi e un ex giocatore, Sergio Clerici. Il Verona ritornò comunque subito in Serie A al termine del successivo campionato cadetto (1975).

Nel 1978 la squadra rimase sfortunatamente coinvolta nell'incidente ferroviario di Murazze di Vado. A causa di un disguido aereo legato al maltempo, il club veneto era ricorso al treno per raggiungere la capitale, dov'era in programma la sfida di campionato contro la Roma: i giocatori e lo staff viaggiavano sul primo vagone della "Freccia della Laguna", che in prossimità di Monzuno investì le carrozze dell'espresso Bari-Trieste deragliato pochi secondi prima; destino volle che al momento del disastro la formazione si fosse spostata per il pranzo nella carrozza ristorante, che non fu tra quelle scagliate dall'urto nel dirupo sottostante, salvandosi e uscendo quasi illesa dall'incidente che contò una quarantina di vittime[11].

Dopo aver disputato dieci campionati su undici in Serie A dal 1968 in poi, il Verona tornò in Serie B nel 1979. In cerca di equilibrio e con un ricambio generazionale in corso sia dei dirigenti che dei giocatori, la società rimase bloccata tra i cadetti per tre anni.

Osvaldo Bagnoli, l'allenatore più presente di sempre sulla panchina scaligera (384 partite).

Dalla rivoluzione di rosa e tecnici che seguì, ebbe inizio quello che sarebbe stato il ciclo di vittorie più importante della storia del club scaligero: nella stagione successiva (1981-1982), sotto la guida del nuovo allenatore Osvaldo Bagnoli, l'Hellas chiuse infatti al primo posto, vincendo il campionato cadetto e facendo ritorno in Serie A.

L'anno successivo, i gialloblù stupirono tutti e nel girone di andata della massima serie contesero a lungo il primo posto della classifica alla Roma, che poi vinse lo scudetto[12]; nella tornata di ritorno vi fu l'inevitabile calo fisico di una formazione costruita senza grosse ambizioni, ma gli scaligeri riuscirono comunque a terminare il campionato al quarto posto, guadagnandosi la qualificazione all'edizione successiva della Coppa UEFA.

Lo scudetto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver concluso due campionati nella parte alta della classifica (ed entrambi corredati da una finale di Coppa Italia) i dirigenti del Verona, pur continuando a parlare di salvezza, decisero di alzare il tiro. Nell'estate del 1984 arrivarono infatti presso la corte scaligera due quotati calciatori stranieri, punti fermi delle rispettive nazionali: il difensore tedesco Hans-Peter Briegel e l'attaccante danese Preben Elkjær.[13] Al termine della Serie A 1984-1985, dominata dalla squadra scaligera fin dalle prime giornate, il pareggio per 1-1 ottenuto a Bergamo contro l'Atalanta garantì all'Hellas la conquista dello scudetto con un turno di anticipo[9].

Lo scudetto assunse valore non solo perché conseguito in un'epoca in cui le squadre italiane stavano iniziando a riaffermarsi a livello internazionale (la Nazionale stessa era campione del mondo), ma anche per i molti tra i migliori calciatori del mondo, vedi Platini, Zico, Maradona, Sócrates, Rummenigge e Falcão, che calcavano i campi della Serie A.

Il Verona della stagione 1984-1985 celebra lo storico scudetto in uno stadio Bentegodi in festa

Il proprietario Chiampan cercò in tutti i modi di mantenere il Verona ad alti livelli negli anni post-scudetto, ma, a causa della progressiva vendita dei giocatori-chiave che avevano determinato la conquista dello scudetto dovuta al dissesto economico societario, nella stagione 1989-1990 i gialloblù retrocedettero in seguito alla sconfitta contro il Cesena proprio all'ultima giornata di campionato, scivolando quindi in Serie B.

Gli anni 1990 e 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991, in seguito al fallimento della società [14], i giocatori guidati dall'allenatore Eugenio Fascetti terminarono comunque il campionato (1990-1991) nel migliore dei modi, ottenendo un'insperata promozione in serie A. La squadra retrocesse però di nuovo la stagione successiva, con diverse giornate di anticipo. Il Verona iniziò così a fare altalena tra la massima serie e quella cadetta. Nel 1995 il club acquisì nel frattempo il nome Hellas Verona Football Club che mantiene ancora oggi (dopo aver usato per quattro anni il nome Verona Football Club[14] in seguito al fallimento e alla rapida rinascita del 1991). Dopo due promozioni (1990-1991 con Eugenio Fascetti e 1995-1996 con Attilio Perotti) seguite da immediate retrocessioni, la vittoria nel campionato di Serie B nel 1998-1999 sotto la guida del rampante Cesare Prandelli (il quale mise insieme quell'anno una striscia di 8 vittorie consecutive tra la 6ª e la 13ª giornata, record che verrà poi battuto da Mandorlini) sembrò aprire una nuova fase nella storia del club.

Il terzo millennio iniziò con gli scaligeri ancora allenati da Prandelli che dopo un inizio difficile avviarono una serie di risultati utili consecutivi nel girone di ritorno, chiudendo il campionato di Serie A 1999-2000 al nono posto. L'anno successivo (2001), invece, l'Hellas riuscì a salvarsi solo dopo aver vinto il doppio spareggio contro la Reggina[15], mentre il campionato 2001-2002 si concluse invece con la retrocessione in seguito alla brutta sconfitta esterna dei veneti contro il Piacenza (3-0). Seguirono alcune annate anonime disputate in cadetteria, con il Verona che non andò oltre a sudate salvezze. La squadrà sfiorò poi il ritorno in massima serie nel 2005, quando concluse la stagione al 7º posto, con un solo punto in meno dell'Ascoli (promosso in Serie A dopo la squalifica del Genoa e i problemi economici di Perugia e Torino)[16].

Nella stagione 2006-07, la crisi del Verona si acuì ulteriormente e la società, che aveva terminato il campionato nelle zone basse della classifica ovette disputare i play-out contro lo Spezia nei quale ebbe la peggio (2-1 a La Spezia e 0-0 a Verona) retrocedendo in serie C dopo 64 anni[17]. Nella stagione 2007-2008, partito con l'obiettivo di vincere il campionato e di essere "la Juventus della Serie C"[18], il Verona chiuse ultimo in classifica a pari punti con il Manfredonia, evitando la retrocessione diretta solo grazie agli scontri diretti a favore, e fu costretto a disputare i play-out contro la Pro Patria, riuscendo a salvarsi. Nelle due stagioni successive, il Verona non riuscì a fare il salto di categoria, ma sfiorò la promozione nella stagione 2009-2010, dopo che gli scaligeri persero la finale play-off contro il Pescara.

Gli anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Anche la stagione della promozione (2010-2011) era iniziata negativamente, il nuovo tecnico Andrea Mandorlini permise ai gialloblù di agganciare il 5º posto (l'ultimo utile per disputare i play off) nelle ultime giornate di campionato[19]. Gli scaligeri ottennero la loro seconda finale play-off consecutiva, stavolta contro la Salernitana, dopo aver eliminato il Sorrento, ed ebbero la meglio, tornando, dopo 4 anni, in cadetteria.[20] Nella stagione 2011-2012, al ritorno in cadetteria, i gialloblù disputarono subito un campionato di eccellente livello; il Verona chiuse la stagione regolare al quarto posto, qualificandosi per i play-off. In semifinale il Varese si impose però nel doppio confronto, vincendo per 2-0 nella gara di andata[21] e pareggiando al Bentegodi (1-1).[22] Nella stagione 2012-2013, l'Hellas conquistò il 2º posto con 82 punti, a tre lunghezze dal Sassuolo vincitore del torneo (85) e soprattutto con due di vantaggio sul Livorno (80): gli scaligeri tornarono così nella massima serie dopo 11 anni[23].

Nel campionato di Serie A 2013-2014 Il Verona disputò un ottimo girone d'andata chiuso al sesto posto in classifica, in lotta per l'Europa[24], risultando la sorpresa del campionato[25]; chiuse infine la stagione conquistando tuttavia un'agevole salvezza piazzandosi al decimo posto, dopo aver eguagliato sia il record di sei vittorie consecutive in casa[26], che quello del maggior numero di successi in una singola stagione di massima serie (16)[27]. Nella stagione 2014-2015 il Verona chiuse al tredicesimo posto; Luca Toni si laureò capocannoniere della serie A con 22 reti, diventando il primo attaccante a fregiarsi di tale titolo con il club scaligero[28][29] e contemporaneamente il miglior realizzatore di sempre dell'Hellas Verona nel massimo campionato[30]. Durante l'estate il direttore sportivo Sogliano salutò il Verona dopo tre stagioni e lasciò il posto a Riccardo Bigon[31]. Nel campionato 2015-2016 il Verona si ritrova confinato costantemente in zona retrocessione. A fine novembre la carenza di risultati porta all'esonero di mister Mandorlini, che sedeva sulla panchina scaligera da 5 anni; al suo posto viene ingaggiato Delneri[32]. Il cambio di panchina non porta però la svolta nei risultati, con la squadra che chiude il girone d'andata all'ultimo posto con 8 punti e nessuna vittoria[33]. L'Hellas retrocede infine matematicamente in Serie B con tre giornate di anticipo, dopo tre anni di massima serie[34], chiudendo la stagione all'ultimo posto con 28 punti.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronistoria del club veronese.[35]

Cronistoria dell'Hellas Verona Football Club
  • 1903 - In primavera viene fondata l'Associazione Calcio Hellas.
  • 1904 - La società si affilia alla FIF ma non partecipa ad alcun campionato.
  • 1905 - La squadra disputa solo gare amichevoli.
  • 1906 - Il sodalizio si affilia alla FGI e disputa il Concorso Ginnastico di Vicenza dove perde 2-1 la finale contro il Vicenza.
  • 1907 - La squadra si iscrive ai campionati di Seconda e Terza Categoria dai quali si ritira prima dell'inizio.
  • 1908 - La società disputa il campionato di Seconda Categoria ma rinuncia alle finali.
  • 1909 - Il sodalizio disputa solo tornei con società affiliate alla FIF, perdendo la finale della Coppa Verona contro il Milan.
  • 1909-1910 - La squadra disputa solo la Coppa Verona perdendo la semifinale contro il Milan. La FIGC crea la Prima Categoria anche in Veneto.



Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Turno di qualificazione Serie B di Coppa Italia.
Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.


Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.
2º nel girone 7 di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa delle Alpi.
3º nel girone 3 di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.

4º nel girone 5 di Coppa Italia.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.
3º nel girone 3 di Coppa Italia.
3º nel girone 1 di Coppa Italia.
  • 1973-1974 - 16º in Serie A declassato dal 13º posto sul campo per delibera della C.A.F. per illecito sportivo. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
4º nel girone 3 di Coppa Italia.
2º nel girone 2 di Coppa Italia.
Finale di Coppa Italia.
3º nel girone 2 di Coppa Italia.
5º nel girone 1 di Coppa Italia.
5º nel girone 3 di Coppa Italia.
5º nel girone 3 di Coppa Italia.

5º nel girone 6 di Coppa Italia.
2º nel girone 3 di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
4° in Coppa Mitropa.
Finalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Conferimento del ramo d'azienda sportiva alla nuova società Verona Football Club il 24 febbraio.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Il club assume denominazione Hellas Verona Football Club.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

3º nel girone 3 di Coppa Italia.
2º nel girone 3 di Coppa Italia.
3º nel girone 5 di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
4º nel girone D di Coppa Italia Lega Pro.
2º nel girone D del terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.

Primo turno della fase 1 a eliminazione diretta di Coppa Italia Lega Pro.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
In Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori del Verona sono il giallo e il blu, stessi colori di Verona. Nel corso della sua storia la squadra cambia varie volte lo stile della divisa, alternando maglie con un blu predominante e con dettagli gialli a maglie blu a croce gialla, altre ancora a strisce o bicolori.[7] Le divise da trasferta e le terze divise sono costituite soprattutto da maglie bianche o nere con decorazioni gialloblù.[7]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stemma
Il logo dell'Hellas Verona in uso dal 1984 al 1990.
Il logo dell'Hellas Verona in uso dal 1995 al 1999.
Il logo attuale dell'Hellas Verona.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale stemma del Verona è costituito da uno scudo ovale a sottili righe gialloblù, all'interno del quale è presente in nero la scritta "Hellas Verona" su sfondo bianco, lo stemma di Verona, i due mastini e, tra questi, il tricolore italiano.[7] Lo stemma precedente era costituito dai due mastini in giallo all'interno di uno scudo romboidale giallo su sfondo blu.[7]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Marcantonio Bentegodi (1906-1963) e Stadio Marcantonio Bentegodi.
Il Bentegodi di Verona

Fino al 1963 il Verona disputa le partite interne nel Vecchio Bentegodi, un impianto di 5 000 posti sito nel cuore del centro storico di Verona, successivamente demolito nella seconda metà degli anni 1980.[36] Dallo stesso anno l'Hellas gioca nel nuovo e omonimo Marcantonio Bentegodi: viene all'epoca inaugurato con una capienza di 40 000 spettatori, senza copertura in nessun settore e possiede l'allora usuale pista di atletica.[37] Viene soprannominato dai veronesi "Lo stadio dei quarantamila", alludendo alla capacità considerata esagerata dell'impianto – che però si rivela poi troppo piccolo per contenere le decine di migliaia di tifosi che lo riempiono per tutta la decade degli 1980.[38]

Le dimensioni dello stadio aumentano ancora quando, essendo scelto il Bentegodi come uno degli impianti della Coppa del Mondo 1990, viene aggiunto un ulteriore anello: tutte le sezioni vengono dotate di copertura e la viabilità circostante è rinnovata per facilitarvi l'accesso, tuttavia la capienza complessiva dell'impianto rimane quasi invariata per la creazione di vie di fuga, di spazi di sicurezza e per la posa di seggiolini numerati in tutti i settori.[39] L'11 dicembre 2009 viene inaugurata la nuova copertura dello stadio, interamente realizzata con pannelli solari fotovoltaici; si trattava, all'epoca, del più grande impianto fotovoltaico in Italia e tra i primi in Europa realizzato su una struttura sportiva.[40]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato al 24 febbraio 2016.[41]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Maurizio Setti - Presidente
  • Italia Francesco Barresi - Direttore Operativo
  • Italia Filippo Fusco - Direttore sportivo
  • Italia Maurizio Micheli - Responsabile area scouting
  • Italia Simone Marconato - Segretario sportivo
  • Italia Pierluigi Marzola - Responsabile amministrativo
  • Italia Eugenio Spiazzi di Corte Regia - Segretario amministrativo
  • Italia Marco Sorosina - Direttore Commerciale
  • Italia Carlotta Robotti - Responsabile marketing
  • Italia Pietro Pisano - Resp. comunicazione e ufficio stampa
  • Italia Moris Rigodanze - Resp. informatico e biglietteria


[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Verona.[7]

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1903-1981 Non presente
  • 1981-1986 Canon
  • 1986-1989 Ricoh
  • 1989-1996 Tortellini Rana
  • 1996-1997 Ferroli
  • 1997-1998 ZG Camini Inox
  • 1998-1999 Atreyu Immobiliare
  • 1999-2000 Salumi Marsilli
  • 2000-2001 Net Business
  • 2001-2002 Amica Chips
  • 2002-2006 Clerman
  • 2006-2007 Unika
  • 2007-2008 Non presente
  • 2008-2010 Giallo
  • 2010-2011 Banca di Verona/Sicurint Group, Protec/Consorzio Asimov[42]
  • 2011-2012 AGSM/Protec[43], Sicurint Group/Leaderform
  • 2012-2013 AGSM, Leaderform
  • 2013-2014 Franklin & Marshall/Manila Grace, AGSM/Leaderform
  • 2014-2015 Franklin & Marshall, AGSM/Leaderform
  • 2015-2016 Metano Nord[44], Leaderform
  • 2016- Metano Nord, Extrem3


Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile del Verona è formato da 4 squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali, Allievi Nazionali B e Giovanissimi Nazionali 2000), 2 partecipanti a livello regionale (Giovanissimi Regionali 2001 e Giovanissimi Professionisti 2002), oltre a 2 rappresentative di Esordienti (2003 e 2004) e 2 di Pulcini (2005 e 2006).[45] Tra i trofei vinti dalle giovanili dell'Hellas vi sono 2 Campionati Primavera di Serie B (1966-1967 e 1967-1968)[46] e 4 Tornei Città di Arco (1972, 1973, 1977 e 2013).[47]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'Hellas Verona F.C. e Categoria:Presidenti dell'Hellas Verona F.C.

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del Verona dall'anno di fondazione a oggi.[48]

Allenatori
Presidenti
  • 1903-1908 Italia Carlo Fratta Pasini
  • 1908-1910 Italia Alberto Masprone
  • 1910-1912 Italia Valerio Valeri
  • 1912-1915 Italia Bellini Carnesali
  • 1915-1918 campionato sospeso
  • 1918-1923 Italia Carlo Fratta Pasini
  • 1923-1924 Italia Lonardi Cesare
  • 1924-1926 Italia Bonomi Da Monte
  • 1926-1928 Italia Narciso Vanzo
  • 1928-1930 Italia Emilio Tiberghien
  • 1930-1934 Italia Giulio Dall'Ora
  • 1934-1935 Italia Tiziano Fraccaroli
  • 1935-1938 Italia Giovanni Turco
  • 1938-1942 Italia Luciano Carteri
  • 1942-1944 Italia Luigi Polettini
  • 1944-1946 campionato sospeso
  • 1946-1953 Italia Giovanni Chiampan
  • 1953-1958 Italia Giorgio Mondadori
  • 1958-1959 Italia Francesco Fagiuoli
  • 1959-1961 Italia Gerardo Girardi
  • 1961-1962 Italia Giuseppe Arcaroli
  • 1962-1964 Italia Bruno Albarelli
  • 1964-1965 Italia Saverio Garonzi
  • 1965-1967 Italia Carlo Bonazzi
  • 1967-1980 Italia Saverio Garonzi
  • 1980-1986 Italia Celestino Guidotti
  • 1986-1990 Italia Ferdinando Chiampan
  • 1990-1991 Italia Ferdinando Chiampan e Angelo Di Palermo
  • 1991-1992 Italia Stefano Mazzi
  • 1992-1995 Italia Mario Ferretto
  • 1995-1998 Italia Alberto Mazzi
  • 1998-2003 Italia Giambattista Pastorello
  • 2003-2004 Italia Giambattista Pastorello e Pietro Arvedi
  • 2004-2006 Italia Giambattista Pastorello
  • 2006-2007 Italia Sergio Puglisi Maraja
  • 2007-2008 Italia Pietro Arvedi
  • 2008-2009 Italia Nardino Previdi e Giovanni Martinelli
  • 2009-2012 Italia Giovanni Martinelli
  • 2012-oggi Italia Maurizio Setti

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'Hellas Verona F.C.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1984-1985
1956-1957, 1981-1982, 1998-1999
1942-1943 (girone B)

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1966-1967 (Serie B), 1967-1968 (Serie B)
1972, 1973, 1977, 2013

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Finale: 1975-1976, 1982-1983, 1983-1984
Secondo posto: 1947-1948 (girone B), 1967-1968, 1990-1991, 1995-1996, 2012-2013
Terzo posto: 1931-1932, 1974-1975
Secondo posto: 1942-1943 (girone finale B)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record dell'Hellas Verona Football Club.

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito una tabella raffigurante la partecipazione del Verona ai campionati di calcio.[49]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 7 1910-1911 1920-1921 42
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 3 1926-1927 1928-1929
Serie A 27 1957-1958 2015-2016
Serie B 52 1929-1930 2016-2017 52
Serie B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie C 2 1941-1942 1942-1943 6
Serie C1 1 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 3 2008-2009 2010-2011

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Dalla sua fondazione, il Verona gioca 42 campionati di primo livello, 52 di secondo e 6 di terzo. Nel corso dei campionati di A, la squadra ottiene il suo migliore piazzamento, ovvero il primo posto, nella Serie A 1984-1985.[49] Altri importanti piazzamenti si hanno nella Serie B 1956-1957, nella Serie B 1981-1982 e nella Serie B 1998-1999, dove la squadra veronese conquista il campionato di Serie B e viene promossa;[49] nella Serie C 1942-1943 si ha invece l'ottenimento dell'unico titolo di terzo livello della squadra.[49] A livello internazionale, la squadra partecipa alla Coppa dei Campioni 1985-1986, alla Coppa UEFA 1983-1984 e a quella 1987-1988.[49] L'Hellas è inoltre la ventesima squadra che ha totalizzato il maggior numero di punti nella storia del campionato di Serie A.[50]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Luca Toni, migliore goleador scaligero in massima serie.

L'italiano Luigi Bernardi è il recordman di presenze assolute in maglia gialloblù, con 337 partite disputate a cavallo degli anni 1920 e 1930.[51] Per quanto riguarda i goleador, l'oriundo verdeoro Arnaldo Porta detiene da oltre 80 anni il titolo di miglior cannoniere assoluto del Verona, grazie alle 74 reti siglate dagli anni 1910 agli anni 1930.[51] È seguito a ruota dal primo azzurro, Sergio Sega, fermatosi a quota 71 marcature (in due spezzoni di carriera) nel secondo dopoguerra.[51] Ancora un brasiliano, Adaílton, detiene il primato di gol per uno straniero, con le 52 segnature messe a segno a cavallo del nuovo millennio.[51] In campo continentale, capocannoniere dell'Hellas nelle coppe europee è il danese Preben Elkjær, grazie ai 9 gol realizzati in 11 partite[52] giocate, nelle file dei gialloblù, tra Coppa UEFA e Coppa dei Campioni.

Limitatamente alla Serie A, il più prolifico coi colori gialloblù è l'italiano Luca Toni, capace di siglare 48 reti dal 2013 al 2016;[53] coi 22 centri della stagione 2014-2015, è inoltre il miglior marcatore scaligero in un singolo torneo di massima serie nonché il primo giocatore del Verona a vincere il titolo di capocannoniere della Serie A.[28] Il danese Elkjær è il maggior marcatore straniero dell'Hellas in massima categoria, in virtù dei 32 gol siglati dal 1984 al 1988.[51] Daniele Cacia, con le 24 reti siglate nel campionato di Serie B 2012-2013, detiene il record assoluto di marcature in una singola stagione con la maglia gialloblù.[54][55]

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori del Verona dall'anno di fondazione a oggi.[51]

Record di presenze
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria dell'Hellas Verona Football Club.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi dell'Hellas durante la festa per lo scudetto

La nascita delle "Brigate Gialloblu"[56] avviene il 30 novembre 1971, presso il Bar Olimpia di Borgo Venezia.[57] Come la maggioranza degli altri gruppi di tifosi organizzati, nascono come apolitiche e i primi scontri di rilievo si hanno nel 1973 proprio con tifoserie apertamente schierate come quella bolognese. La svolta nello stile del tifo si ha nel 1976, quando i brigatisti stringono la storica amicizia con i tifosi del Chelsea iniziando a esporre allo stadio l'ancora oggi consueta Union Jack.[57]. Gruppi con connotazione di destra ("Gioventù Scaligera", "Verona Front", "Hellas Army") o di sinistra ("Rude Boys") coesistevano nelle "Brigate Gialloblu" rispettandosi reciprocamente[57].

Nella seconda metà degli anni 1970, con l'aumentare della matrice politica in molti gruppi ultras tra cui le stesse Brigate e con la stipulazione della maggior parte dei gemellaggi e delle rivalità presenti ancor oggi tra tutte le tifoserie, i tafferugli e gli scontri tra tifosi si moltipilicano. I tifosi del Verona, in seguito a episodi come il "saccheggio" di Brescia del dicembre 1986, finiscono nell'occhio del ciclone per non uscirne mai più[57]. In seguito al ripetersi di incidenti e di tafferugli con l'intromissione sempre più insistente delle forze dell'ordine, il gruppo delle Brigate decide di sciogliersi il 14 novembre 1991 e passa il testimone alla Curva Sud.[57] Lo scioglimento delle Brigate non intaccò minimamente la passione e l'entusiasmo dei tifosi gialloblù che rimangono ad applaudire la squadra anche dopo la retrocessione in Serie C del 2007. In quell'occasione per tutta la durata dei festeggiamenti dei tifosi e dei giocatori dello Spezia (risultati vincitori nel doppio confronto) la curva dell'Hellas rimane piena, a intonare cori di sostegno e di appartenenza.[58]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Veneto e Derby di Verona.

I tifosi del Verona sono gemellati con i sostenitori della Fiorentina. Un gemellaggio molto sentito, uno tra i primi nella storia del calcio italiano.[59] Altro gemellaggio della Curva Sud veronese è quello con i tifosi della Sampdoria che dura da più di 30 anni. Poi vi è un gemellaggio con la Triestina, questo risale agli anni 1970 circa ed è molto sentito da entrambe le tifoserie, a causa delle forti convergenze delle due curve.[60] Ci sono poi ottimi rapporti ma non un vero e proprio gemellaggio con la tifoseria della Lazio, anch'essa gemellata con quella della Triestina.[61]

A livello internazionale le amicizie più importanti sono quelle con i supporters del Kaiserslautern, con reciproca esposizione di striscioni,[62][63] e con gli Headhunters del Chelsea,[64] risalente alla seconda metà degli anni 1970 quando ad alcuni membri delle Brigate è concesso di esporre il loro striscione nella temuta Shed dei tifosi londinesi.[65] Altre amicizie britanniche che coinvolgono vari gruppi ultras delle fazioni sono quelle con i sostenitori dell'Aberdeen e del Middlesbrough. Ci sono poi amicizie internazionali con gli Ultras Sur del Real Madrid e con le Brigadas Blanquiazules dell'Espanyol. Infine anticamente si avevano anche delle amicizie con i tifosi del Lecce e con gli ora sciolti Boulogne Boys del PSG.[66]

La rivalità più accesa, per ragioni campanilistiche, è quella con i supporter del Vicenza – una sfida considerata da buona parte del tifo scaligero come un vero e proprio derby, perfino più importante della stracittadina veronese[67] –, match dalla storia infinita essendo la squadra contro cui i gialloblù hanno giocato il maggior numero di incontri ufficiali (93) a partire dal 1911.[68] Seguono a ruota quelle con il Brescia, il Napoli e il Genoa, a causa dei numerosi scontri avvenuti tra le opposte fazioni nel corso degli anni d'oro del tifo organizzato in Italia;[59] vi sono poi gravi inimicizie con gli ultras del Livorno, del Bologna e del Modena a causa di rivalità sportive che risalgono all'alba del calcio in Italia e anche per via delle visioni politiche totalmente opposte di una parte delle tifoserie; sono ostili anche i rapporti con le tifoserie dell'Udinese, per via dell'amicizia che lega triestini e veronesi, della Roma, per via dell'amicizia "politica" che lega veronesi e laziali e del Pescara per via del gemellaggio che lega gli abruzzesi ai vicentini.[59] Le rivalità con il Catanzaro, la Reggina e la Salernitana hanno poi toccato tutte e tre il loro apice in altrettanti spareggi vinti dal Verona: uno per la promozione in Serie A disputato a Terni nel 1975 contro il Catanzaro (1-0); un doppio spareggio salvezza per la permanenza in massima serie contro la Reggina nel 2001 (1-0, 2-1) e un doppio spareggio per la promozione in Serie B contro la Salernitana nel 2011 (2-0, 0-1).[59]

I giocatori di Hellas e Chievo discutono a gioco fermo durante il primo derby dell'Arena mai disputato, il 10 dicembre 1994.

Sono pessimi anche i rapporti con i sostenitori di Milan (a cui il Verona costa 2 scudetti nel 1973 e nel 1990), Inter (ex gemellaggio interrotto bruscamente nel 2001 a causa di dissidi tra le due fazioni) e Juventus (rivalità condivisa con molte altre formazioni della penisola, dalle origini antiche). Altro gemellaggio dissolto è quello con il Torino, in seguito al cambio generazionale delle due tifoserie che non si più trovano d'accordo, nonostante le due fazioni abbiano ancora in comune la fratellanza con i viola e l'odio per i bianconeri.[59] Altre rivalità degne di nota, maturate per ragioni sia campalinistiche sia sportive, si hanno infine con Mantova, Venezia, Padova, Atalanta, Cagliari, Palermo, Ascoli, Pisa, Cesena, Perugia e Como, nonché con le principali tifoserie del Meridione d'Italia quali Bari, Taranto, Cosenza, Foggia e Crotone.[59]

Capitolo a parte merita il rapporto fra il Verona e i concittadini del Chievo. Pur condividendo il medesimo territorio d'origine, fino al 2001 non era mai esistita una reale competizione fra i due club: gli scaligeri erano il baluardo attorno al quale era ruotato per quasi tutto il XX secolo il calcio veronese, mentre quella clivense era una piccola squadra di quartiere che fin lì non aveva mai avuto significative esperienze nelle categorie nazionali.[69] Le cose iniziarono a cambiare nella stagione 2001-2002, in coincidenza con l'esordio in Serie A del Chievo: permise innanzitutto al capoluogo veneto di diventare la quinta città italiana (dopo Milano, Roma, Torino e Genova) a poter vantare un derby in massima serie – chiamato il derby della Scala o, più raramente, il derby dell'Arena –, e inoltre mise per la prima volta sullo stesso piano le due società, ridisegnando le gerachie fin lì in essere e dando il là a una vera e propria rivalità sportiva.[70]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Hellas Verona Football Club 2016-2017.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione sono aggiornati al 17 luglio 2016.[71]

N. Ruolo Giocatore
1 Brasile P Nicolas
2 Italia C Rômulo
3 Italia D Eros Pisano
4 Italia D Matteo Bianchetti
5 Svezia D Filip Viktor Helander
6 Italia D Michelangelo Albertazzi
7 Italia C Federico Viviani
8 Italia C Marco Fossati
9 Italia A Simone Ganz
10 Italia A Davide Luppi
11 Italia A Giampaolo Pazzini (capitano)
12 Italia P Ferdinando Coppola
13 Polonia C Paweł Wszołek
14 Argentina C Franco Zuculini
N. Ruolo Giocatore
15 Italia D Andrea Badan
16 Italia A Luca Siligardi
17 Italia A Ernesto Torregrossa
18 Francia D Samuel Souprayen
19 Italia C Leandro Greco
20 Italia C Mattia Zaccagni
21 Argentina A Juanito Gomez
22 Italia P Enrico Vencato
27 Italia C Mattia Valoti
28 Italia D Davide Riccardi
29 Slovacchia A Lubomir Tupta
93 Algeria A Mohamed Fares
97 Italia C Luca Checchin
99 Italia A Pierluigi Cappelluzzo

Fuori rosa[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
Serbia C Boško Janković
Grecia C Lazaros Christodoulopoulos
N. Ruolo Giocatore
Albania D Lapis Kiakis
Rep. Ceca A Michael Rabusic
Italia C Simone Calvano

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 3 giugno 2016.[72][73]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Filippo Fusco - Direttore sportivo
  • Italia Simone Marconato - Segretario sportivo
  • Italia Alessandro Mazzola - Team manager
  • Italia Franco Fioroni - Addetto all'arbitro
  • Italia Ezio Scarpi - Addetto squadra ospiti
  • Italia Fabio Pecchia - Allenatore
  • Italia Francesco Conti - Allenatore in seconda
  • Italia Andrea Bellini - Preparatore atletico
  • Italia Luca Alimonta - Preparatore atletico
  • Italia Gaetano Petrelli - Preparatore dei portieri
  • Italia Andrea Zanchetta - Collaboratore tecnico
  • Italia Maurizio D'Angelo - Collaboratore tecnico
  • Italia Simone Baggio - Match analyst
  • Italia Carlo Pasini - Responsabile sanitario
  • Italia Luca Giaretta - Medico sociale
  • Italia Claudio Zorzi - Consulente ortopedico
  • Italia Venanzio Iacono - Consulente ortopedico
  • Italia Paolo Righi - Consulente ortopedico
  • Brasile Cesar Endrigo Manfio - Fisioterapista
  • Paesi Bassi Robert Kindt - Fisioterapista
  • Italia Simone Da Re - Fisioterapista


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadio Marcantonio Bentegodi, in hellasverona.it.
  2. ^ a b c d Luigi Bertoldi, 80 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l., 1983, p. 11.
  3. ^ Classifica abbonamenti in serie A, in calciomercato.it, 3 gennaio 2013.
  4. ^ Cronologia e Palmarès, in hellasverona.it.
  5. ^ Hellas: storia di calcio e di passione Hellas: storia di calcio e di passione , in calciopress.net, 2 dicembre 2009.
  6. ^ Luca Mantovani, Hellas Verona-annuario 2012/2013- la Società, il Team, i Giocatori - Volume I, Casa e..., 2012, p. 144.
  7. ^ a b c d e f g Matteo Perri, “La Maglia Gialloblù” il libro che racconta la storia dell’Hellas Verona attraverso le sue divise, passionemaglie.it, 28 gennaio 2013. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  8. ^ a b Luigi Bertoldi, 80 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l., 1983, pp. 27-35.
  9. ^ a b Adalberto Scemma, Lo scudetto del Verona, Athesis s.p.a., 1985.
  10. ^ [statistiche e presenze degli allenatori dell'Hellas Verona http://www.hellasveronastyle.eu/panchine_allenatori.html]
  11. ^ Stefano Greco, L'angelo del destino che salvò Spinozzi e il Verona, in sslaziofans.it, 14 aprile 2012.
  12. ^ Il duello scudetto tra Roma-Verona del 1982
  13. ^ Giovanni Gambini, La leggenda di Preben, il guerriero vichingo, Tipografia Milani, 2006.
  14. ^ a b Luigi Bertoldi, 90 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l., 1992, p. 190.
  15. ^ Tim Parks, Questa pazza fede - L'Italia raccontata attraverso il calcio, Einaudi, 2002.
  16. ^ L'Hellas Verona resta in B per un solo punto: ripescato il Treviso (PDF), in figc.it, 16 agosto 2005.
  17. ^ Hellas Verona in Serie C dopo 64 anni tra Serie A e B con uno scudetto vinto, in repubblica.it, 21 giugno 2007.
  18. ^ Il direttore sportivo dell'Hellas Verona, Cannella: "Saremo la Juventus della Serie C", in tggialloblu.it, 23 dicembre 2011.
  19. ^ Pergocrema - Hellas Verona 0-0: i veneti ora sono certi di disputare i Play-Off!
  20. ^ Verona in B dopo quattro anni!
  21. ^ All'Ossola finisce 2-0 per i padroni di casa
  22. ^ 1-1 al Bentegodi: in finale va il Varese
  23. ^ Hellas Verona-Empoli, il Bentegodi canta già.
  24. ^ Inter e Verona, squilli da quarto posto, in eurosport.yahoo.com, 3 novembre 2013.
  25. ^ I tecnici applaudono i gialloblù: «Bravo Hellas, sei tu la sorpresa», in L'Arena, 5 gennaio 2014. URL consultato il 20 febbraio 2014.
  26. ^ Alessandro De Pietro, Il Bentegodi è un fortino. Inizio stagione da record. Nessuno come Mandorlini, in L'Arena, 5 novembre 2013. URL consultato il 21 giugno 2014.
  27. ^ #Veronadarecord: numeri di una squadra fantastica, in hellasverona.it, 21 maggio 2014. URL consultato il 21 giugno 2014.
  28. ^ a b #LucaBomber, hellasverona.it, 1 giugno 2015. URL consultato il 3 giugno 2015.
  29. ^ Luca Toni capocannoniere della serie A
  30. ^ Luca Toni è il più grande di sempre
  31. ^ Sogliano saluta, Bigon nuovo d.s. del Verona
  32. ^ Nota ufficiale del Club, su hellasverona.it, 30 novembre 2015. URL consultato il 30 novembre 2015.
  33. ^ Hellas Verona, i numeri del girone d’andata, su hellaslive.it, 11 gennaio 2016. URL consultato il 25 febbraio 2016.
  34. ^ Verona: Lasagna indigesta. Hellas aritmeticamente in Serie B, su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita, 25 aprile 2014. URL consultato il 25 aprile 2014.
  35. ^ Piazzamenti e breve cronistoria, http://www.hellastory.net/. URL consultato il 3 settembre 2015.
  36. ^ Prima parte: Il «vecio Bentegodi» non basta più, hellastory.net. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  37. ^ Seconda parte: Il Nuovo Bentegodi è un Gioiello... Inarrivabile, hellastory.net. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  38. ^ Terza parte: 1963-1985, gli anni d'oro del Bentegodi, hellastory.net. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  39. ^ Quarta parte: 1986-2013, il Bentegodi si rimette a nuovo, hellastory.net. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  40. ^ Impianto fotovoltaico al Bentegodi, ecoblog.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  41. ^ Organigramma, hellaverona.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  42. ^ Sicurint Group sponsor ufficiale dell'Hellas Verona
  43. ^ AGSM sponsor ufficiale dell'Hellas Verona
  44. ^ METANO NORD NUOVO MAIN SPONSOR DELL'HELLAS
  45. ^ Settore giovanile, hellasverona.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  46. ^ Campionato Primavera - Albo d'oro, legaseriea.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  47. ^ Tutti i podii, beppeviola-arco.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  48. ^ Presidenti e allenatori, hellasvrona.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  49. ^ a b c d e Cronologia e palmares, hellasverona.it. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  50. ^ Classifica perpetua della serie A, italia1910.com. URL consultato il 7 dicembre 2014.
  51. ^ a b c d e f Calciatori, asdexcalciatorihellasverona.com. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  52. ^ il sito di Preben Elkjaer Larsen
  53. ^ Luca Toni, sei il più grande di tutti!, in hellasverona.it, 26 aprile 2015. URL consultato il 27 aprile 2015.
  54. ^ Cacia capocannoniere e record, in hellas1903.it. URL consultato il 23 aprile 2013.
  55. ^ Daniele Cacia-gol, nessuno come lui nella Storia, in hellasverona.it. URL consultato il 24 aprile 2013.
  56. ^ Filmato audio Luca Fioravanti, La storia delle Brigate Gialloblu, Telenuovo, 15 novembre 2012, a 0:05:33. URL consultato il 18 novembre 2013.
  57. ^ a b c d e La Curva Sud e le Brigate Gialloblu, Hellastory.net. URL consultato il 18 novembre 2013.
  58. ^ L'anno orribile dell'Hellas Verona: 2006-2007, primoluglio2004.it. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  59. ^ a b c d e f Gemellaggi fra squadre italiane e straniere, baritube.altervista.com.
  60. ^ Gemellaggio tra Triestina e Verona, primoluglio2004.it. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  61. ^ Amicizia tra Lazio - Hellas Verona, ultraslazio.it. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  62. ^ Fanfotos: 1. FC Kaiserslautern - 1860 München 3:2 (0:2), su der-betze-brennt.de, 4 agosto 2014. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  63. ^  Foto Curva Sud. 22 novembre 2015. URL consultato il 28 dicembre 2015 L'immagine è stata tratta da: hellaslive.it
  64. ^  Foto Striscione al Bentegodi. 27 settembre 2015. URL consultato il 28 dicembre 2015 L'immagine è stata tratta da: hellaslive.it
  65. ^ la storia delle brigate scritta dai romani
  66. ^ La storia del tifo organizzato
  67. ^ Verona-Chievo? Il vero derby è con il Vicenza
  68. ^ Tutti i precedenti tra Vicenza e Verona
  69. ^ Informazioni sulla tifoseria del Chievo
  70. ^ Luca Bianchin e Matteo Fontana, Il derby dell'Arena, i 5 atti che hanno cambiato Verona, in La Gazzetta dello Sport, 23 novembre 2013, p. 8.
  71. ^ Hellas Verona F.C. - Squadra
  72. ^ Staff tecnico, hellasverona.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  73. ^ Staff prima squadra, hellasverona.it. URL consultato il 24 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Bertoldi, Adalberto Scemma, 80 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l, 1983, pp. 320.
  • Adalberto Scemma, Gianni Brera ed altri, Lo scudetto del Verona, supplemento a L'Arena di Verona, anno 119 n°120, Athesis s.p.a., 1985, pp. 192.
  • Luigi Bertoldi, Adalberto Scemma, 90 anni di storia del Verona, Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l, 1992, pp. 190.
  • Tim Parks, Questa pazza fede - L'Italia raccontata attraverso il calcio, traduzione di Massimo Bocchiola, collana Einaudi Stile Libero, Einaudi, 2002, pp. 424, ISBN 978-88-06-16148-4.
  • Carlo Fontanelli, Raffaele Tomelleri, Luciano Venturini, 1903 - 2003/04 Il Secolo gialloblù - La storia dell'Hellas Verona, Geo Edizioni S.r.l., 2004, pp. 383.
  • Giovanni Gambini, Lo chiamavano Elkjaer, la furia di Copenhagen, Linea Quattro, Tipografia Milani, 2004, pp. 204.
  • Giovanni Gambini, La leggenda di Preben, il guerriero vichingo, Tipografia Milani, 2006, pp. 204.
  • Silvio Cametti, I guerrieri di Verona - Brigate Gialloblu dal '71 ad oggi, Sport Communication Editore srl, 2011, pp. 320.
  • AA.VV., Hellas Verona-annuario 2012/2013- la Società, il Team, i Giocatori - Volume I, Casa e..., 2012, pp. 144, ISBN 978-88-907997-0-9.
  • AA.VV., Hellas Verona-annuario 2012/2013 - Volume II, Casa e..., 2013, ISBN 978-88-907997-3-0.
  • Gianluca Tavellin, Nicola Padovani, Centodieci Hellas Verona, Phare Edizioni, 2013, pp. 720, ISBN 978-88-908859-0-7.
  • Alberto Fabbri, Matteo Fontana, All'inferno andata e ritorno., Scripta Editore, 2014, pp. 160, ISBN 978-88-988771-5-7.
  • AA.VV. La Gazzetta dello Sport, Uno storico scudetto, RCS Mediagroup, 2015, ISBN 977-11-205063-9-0.
  • Furio Zara, Ma è successo davvero?, Castelvecchi Editore, 2015, pp. 192, ISBN 978-88-677630-7-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Informazioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Liste e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

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