Cagliari Calcio

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Cagliari Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Coppa Ali della Vittoria Detentore della Coppa Ali della Vittoria
Cagliari Calcio 1920.png
Casteddu, Rossoblù
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso Blu coi 4 mori2.png Rosso e blu
Simboli Quattro mori
Dati societari
Città Cagliari
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1920
Rifondazione 1935
Proprietario Italia Fluorsid Group S.r.l.
Presidente Italia Tommaso Giulini
Allenatore Italia Massimo Rastelli
Stadio Stadio Sant'Elia
(16 003 posti)
Sito web www.cagliaricalcio.com
Palmarès
Scudetto.svg Coccarda Coppa Italia LegaPro.png Coppa Ali della Vittoria.png
Scudetti 1
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
1 Campionato di Serie C
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Cagliari Calcio è una società calcistica italiana con sede nella città di Cagliari. Fu fondato nel 1920, raggiungendo per la prima volta la Serie A nel 1964. Milita in Serie A.

Ha vinto, prima squadra del Mezzogiorno, il campionato italiano di Serie A nel 1969-70[1] dopo aver raggiunto la seconda posizione nel 1968-69.[2] Ha vinto il campionato italiano di Serie B nel 2015-16.[3] Ha raggiunto il 2º posto nelle finali con "torneo all'italiana" della Coppa Italia 1968-69,[4] e ha vinto la Coppa Italia Serie C nel 1988-89.[5] In campo europeo ha raggiunto gli ottavi di finale di Coppa Campioni nel 1970-71[1] ed è stato semifinalista della Coppa UEFA 1993-94.[1]

Il Cagliari è al 14º posto su 66 squadre nella classifica perpetua della Serie A.[6] Il giocatore simbolo del club, Gigi Riva, è il miglior marcatore della Nazionale italiana di calcio con 35 reti in 42 partite,[7] ed è stato per tre volte capocannoniere della Serie A.[8] La formazione sarda è inoltre, assieme a Bologna, Genoa, Napoli e Verona, tra le sole ad aver vinto i campionati italiani di primo, secondo e terzo livello.[9]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Una delle prime formazioni del Cagliari nel 1920

La prima partita riportata dalle cronache viene disputata nel 1902 tra un gruppo di studenti cagliaritani e una squadra di marinai genovesi, disputatasi in Piazza d'Armi, allagata a causa di un acquazzone: vincono i liguri perché più forti e più abili.[1] Quasi otto anni una compagine isolana, la Società Ginnastica Amsicora, si reca a Torino per giocare un torneo contro le esperte squadre del continente, riuscendo a rimediare solo pesanti sconfitte, tuttavia quella esperienza getta le basi per la creazione di un club calcistico cagliaritano. Il 30 maggio 1920 il chirurgo Gaetano Fichera fonda il "Cagliari Football Club": la prima gara della storia del sodalizio cagliaritano è datata 8 settembre del 1920, quando sul campo dello stadio Stallaggio Meloni i cagliaritani (i cui colori ufficiali erano nerazzurri) affrontano la Torres. La partita termina col punteggio di 5-2 per il Cagliari con una tripletta di Alberto Figari. Il neonato club successivamente prende parte al "Torneo Sardegna": le avversarie sono la Torres, l'Ilva Maddalena e l'Eleonora d'Arborea. Il Cagliari, sotto la guida dell'allenatore-giocatore Giorgio Mereu, si impone vittoriosamente sulle altre compagini. Mereu, di professione avvocato, diventa successivamente il nuovo presidente del Cagliari succedendo a Fichera. Nel 1926 il Cagliari indossa per la prima volta la divisa con i colori rosso e blu.[1] Nella seconda metà degli anni 1920, dopo una lunga crisi finanziaria, la società viene riorganizzata dall'allora podestà della città Vittorio Tredici e dall'avvocato Carlo Costa Marras: viene deciso di acquistare calciatori non isolani, provenienti dal resto d'Italia. Nel 1927 la guida della squadra viene affidata all'allenatore ungherese Robert Winkler, il quale si disimpegna anche come portiere o centrocampista.[1]

La formazione rossoblù nel campionato 1930-31

Il primo torneo ufficiale a cui il Cagliari si iscrive è la Divisione Meridionale, nel girone laziale-umbro. La squadra raggiunge le finali, ma perde contro Lecce, Palermo e Foggia.[1] Dopo il 5º posto del 1930, arriva dall'Ungheria l'allenatore Ernest Erbstein, e con lui in panchina il Cagliari vince il girone F di Prima Divisione e può così accedere per la prima volta al campionato di Serie B.[1]

A causa, però, della mancanza di risorse finanziarie, la società è obbligata a cedere i suoi pezzi migliori, tra cui proprio Erbstein. L'anno successivo è eletto presidente Aldo Pacca, ma arriva il fallimento societario: nel 1935, nonostante il nono posto ottenuto sul campo, il Cagliari si scioglie, travolto dai debiti. Dalle sue ceneri nasce l'"Unione Sportiva Cagliari", che raccoglie l'eredità sportiva della vecchia società, ripartendo dal campionato sardo di Seconda Divisione.[1] Nel 1937 il club si iscrive al campionato di Serie C, sfiorando per poco la retrocessione. Nel 1938, l'allora presidente Mario Benditelli richiama alla guida della squadra Winkler, portando i rossoblù al quinto posto. Nel 1939, dopo il secondo addio di Winkler, la squadra si piazza al sesto posto grazie al centrocampista Mariolino Congiu, che svolge il ruolo di giocatore-allenatore, prima che la seconda guerra mondiale fermi i campionati di calcio. L'attività prosegue con tornei a carattere regionale, nel frattempo Banditelli abbandona la società.[1]

Il dopoguerra e la scalata in A[modifica | modifica wikitesto]

Il Cagliari della prima promozione in Serie A nella stagione 1963-64

I rossoblù ripresero a giocare nel 1945 in Prima Divisione Regionale, mentre nel 1947 la squadra partecipa alla Serie B terminando il campionato all'ultimo posto. La squadra si iscrive alla Serie C e venduta a Domenico Loi che avvia un progetto di rinascita. Nel 1952 grazie ai gol di Livio Gennari, Roberto Serone e Erminio Bercarich il Cagliari riesce ad ottenere la promozione in Serie B; in quello stesso anno i sardi abbandonano il vecchio campo di via Pola ritenuto inadeguato e si trasfericono nel nuovo stadio Amsicora.[1]

Nel primo anno in Serie B la squadra si qualifica sesta, non rendendo pienamente giustizia alle proprie possibilità. L'anno successivo i rossoblù, finendo secondi in campionato, disputano gli spareggi per la promozione in A perdendo per 2-0 contro la Pro Patria. La metà degli anni 1950 sono caratterizzati da una girandola di presidenti e allenatori, tra questi spicca Silvio Piola. In quel periodo il Cagliari si piazza spesso a ridosso della zona promozione. Nel 1960 il Cagliari retrocede in Serie C,[1] l'anno successivo la squadra sotto la guida dell'allenatore Rigotti sfiora con il secondo posto la riconquista della Serie B. Ma con l'arrivo di Arturo Silvestri il Cagliari ottiene la promozione in Serie B, classificandosi primo davanti all'Anconitana. Nella prima stagione tra i cadetti, i sardi terminano il campionato all'undicesimo posto, mentre l'anno successivo la società sarda aggiunge alcuni importanti tasselli tra i quali Gigi Riva.[1] Grazie ad una squadra così rafforzata il Cagliari riesce a conquistare per la prima volta la promozione in Serie A, classificandosi secondo, dietro il Varese.[1]

La Serie A e la scalata verso lo scudetto[modifica | modifica wikitesto]

Gigi Riva

Nel 1964-65 il Cagliari disputa il suo primo campionato di Serie A rimontando nel girone di ritorno e arrivando alla fine sesto in classifica con 34 punti.[1] Nel 1965-66, l'ultima dell'allenatore Silvestri, il Cagliari finisce undicesimo mentre nel campionato seguente i rossoblù, sotto la guida di Manlio Scopigno, finirono sesti a quota 40 punti. I costi della Serie A diventano sempre più insostenibili per la squadra e così, necessitato a dover far quadrare i bilanci, il presidente Enrico Rocca, mette in vendita Riva tuttavia la contrarietà della tifoseria porta Rocca a trasformare il Cagliari in una Spa.[1]

Le imprese Sir di Porto Torres, Cartiera di Arbatax, Tessili Beretta di Villacidro, Petrolchimica Macchiareddu di Assemini e Saras di Moratti si impegnano a versare un contributo annuale per la gestione economica della società.[10] Nel 1967-68, con Ettore Puricelli la squadra si piazza nona, ma è con il ritorno di Scopigno che il Cagliari nella stagione 1968-69 lotta per lo Scudetto insieme a Fiorentina e Milan[10] piazzandosi al secondo posto proprio dietro la squadra viola guidata da Bruno Pesaola.

Il Cagliari campione d'Italia nella stagione 1969-70

Nel 1969-70 il Cagliari, sotto la guida di Scopigno, vince il suo primo e tuttora unico titolo nazionale. I sardi balzano al primo posto nella sesta giornata di campionato grazie alla vittoria sui campioni d'Italia a Firenze per 1-0, rimanendo in testa fino alla fine del torneo benché incalzati dalla Juventus. Il 12 aprile 1970, il Cagliari batte il Bari per 2-0 all'Amsicora, mentre la Juventus è sconfitta in casa della Lazio, acquisendo la certezza matematica del tricolore con due giornate di anticipo. Nella Coppa delle Fiere, il cammino del Cagliari è meno fortunato, infatti i rossoblù vengono eliminati nei sedicesimi di finale dai tedesco-orientali del Carl Zeiss Jena.

Il campionato 1970-71 inizia nello stesso modo del precedente. Il Cagliari grazie alle vittorie all'Olimpico sulla Lazio per 4-2 e a San Siro sull'Inter per 3-1 dopo quattro giornate è già in testa alla classifica, ma l'infortunio riportato da Gigi Riva durante Austria-Italia 1-2 del 31 ottobre 1970 condiziona negativamente la stagione dei campioni d'Italia. I rossoblù terminano il torneo al 7º posto e anche l'avventura in Coppa dei Campioni è compromessa dall'assenza di "Rombo di Tuono": il club sardo viene eliminato agli ottavi di finale dall'Atletico Madrid nella gara di ritorno al Vicente Calderón dove perse per 3-0 dopo che all'andata, con Riva in campo, si impose per 2-1 (di Riva e Gori le reti per i sardi).[11]

Robert Herbin e uno scudettato Pierluigi Cera prima della sfida tra Cagliari e Saint-Étienne (3-0) del 19 settembre 1970, storico esordio dei rossoblù in Coppa dei Campioni.

Nel 1971-72 il Cagliari, trascinato dalle 21 reti di Riva, chiude il campionato al quarto posto, a quattro lunghezze dalla Juventus campione d'Italia; il piazzamento consente l'accesso alla Coppa UEFA 1972-73, dalla quale i rossoblù vengono eliminati al primo turno dall'Olympiakos.[1] A fine stagione Scopigno non venne confermato e al suo posto fu chiamato Edmondo Fabbri, ex commissario tecnico della Nazionale ai mondiali di Inghilterra del 1966 dove Riva fu portato da "turista".[12] La squadra non riesce più a ripetere le prestazioni degli anni precedenti, rimanendo lontana dalla zona scudetto, e terminando il campionato all'ottavo posto. Negli anni successivi, sulla panchina del Cagliari si alternano con esiti non sempre positivi molti allenatori, fra i quali Beppe Chiappella, Luigi Radice e Luis Suárez. L'irreversibile decadenza dei sardi culmina con la retrocessione in Serie B nel 1976.[1]

Declino e rinascita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976-77, sotto la guida di Toneatto, il Cagliari si piazza al secondo posto dietro il Vicenza di Paolo Rossi a pari merito con Atalanta e Pescara ma perde gli spareggi promozione disputati a Genova (Atalanta-Cagliari 2-1) e Terni (Pescara-Cagliari 0-0). Fu decisivo per le sorti dei quattromori un episodio che accadde durante un Cagliari-Lecce del Marzo 1977 allorquando il calciatore salentino Cannito venne colpito al volto da un'arancia lanciata dagli spalti, la conseguente sconfitta a tavolino dei sardi[13] impedì' di fatto di raggiungere la promozione diretta in A , infatti la partita poi si concluse con un 1-0 per il Cagliari e quei due punti "sottratti" risultarono decisivi, costringendo la compagine del presidente Mariano Delogu agli spareggi. In quel Cagliari si mise in luce un giovane Pietro Paolo Virdis, appena diciannovenne che mise a segno ben 18 reti. I sardi tornano nel massimo campionato due anni dopo, nel 1979, insieme a Udinese e Pescara.

Claudio Ranieri, dalla C1 alla Serie A con il club sardo

Il Cagliari resta altri quattro anni in A, ottenendo un nono posto nel 1979-80, un sesto posto nel 1980-81 e due tornei coincidenti con la gestione societaria di Alvaro Amarugi, culminati con la sfortunata retrocessione del 1983 dove totalizzò ben 26 punti e si vide superare dall'Ascoli nello scontro diretto dell'ultima giornata, fu la prima volta che nei campionati a 16 squadre non furono sufficienti 26 punti per evitare la Serie B.

Dopo un'anonima stagione fra i cadetti, nel 1984 la società è rilevata dall'ambizioso imprenditore edile Fausto Moi, ma i risultati sportivi sono comunque deludenti: nel 1984-85 la compagine sarda, dopo un inizio disastroso, retrocede in Serie C1 (ancora all'ultima giornata, stavolta nella gara spareggio al Sant'Elia, pareggiata per 0-0 col Catania), venendo tuttavia ripescata in luogo del Padova (declassato d'ufficio per illecito sportivo); nel 1985-86 il parco giocatori è profondamente rinnovato allo scopo di tentare il ritorno in Serie A, tuttavia la stagione è ancora deludente, con la squadra che riesce a salvarsi solo all'ultima giornata; nel 1986-87, infine, dopo essere riuscita ad iscriversi in extremis, la società viene penalizzata di 5 punti per il suo coinvolgimento nel calcioscommesse, un pesante gap che la squadra non riesce a colmare, finendo col retrocedere in C1.[1]

Il Cagliari della stagione 1993-94, semifinalista di Coppa UEFA

Il club sardo, appena acquistato dai fratelli Orrù (commercianti di materiale edile), trascorse in Serie C1 due stagioni, la prima delle quali lo vede, ricostruito precipitosamente per via del rischio incombente di fallimento, evitare per un punto la retrocessione in Serie C2 sotto la conduzione del rientrante Mario Tiddia (subentrato a campionato in corso ad Enzo Robotti). Nel 1988-89, con l'arrivo in panchina del tecnico Claudio Ranieri e come general manager di Carmine Longo, la squadra viene ringiovanita, riuscendo a conquistare il ritorno nella serie cadetta classificandosi prima con 45 punti. Nello stesso anno i sardi vincono la Coppa Italia di Serie C, battendo nella doppia finale la SPAL 3-0 all'andata e 2-1 al ritorno. Nel campionato 1989-90 il Cagliari, ancora imperniato su svariati giovani emergenti, con 47 punti riesce a ripetersi, ottenendo la doppia promozione e approdando di nuovo in Serie A[1] dalla quale era assente da 7 anni (massimo periodo di assenza dei rossoblu dalla Serie A dal loro primo approdo nel 1964).

Al ritorno nella massima serie seguono due campionati conclusi con una altrettante salvezze potendo contare tra le sue file di calciatori di grandissimo talento come l'uruguayano Enzo Francescoli (appena qualche anno prima considerato il miglior giocatore sudamericano dell'anno[14]) e il sardo Gianfranco Matteoli oltre che di un giovanissimo e promettentissimo attaccante uruguayano, Daniel Fonseca. Nel 1992-93 il Cagliari, acquistato da Massimo Cellino e allenato da Carlo Mazzone e con Luis Oliveira in attacco si piazza sesto in campionato con 37 punti e riesce a qualificarsi alla Coppa UEFA,[15] l'anno successivo i sardi arrivano fino alla semifinale della competizione europea affrontando l'Inter, con la quale i rossoblu vincono in casa per 3-2 e perdono nella gara di ritorno a Milano per 3-0, venendo eliminati. In campionato i sardi si piazzano dodicesimi, precedendo di un punto in classifica proprio l'Inter.[1][16]

Luís Oliveira

Nel 1994-95 i rossoblu, sotto la guida di Óscar Tabárez, giungono noni, sfiorando per tre punti una nuova qualificazione alle coppe europee. Nel 1996-97 il Cagliari retrocede di nuovo in B dopo aver perso lo spareggio con il Piacenza (1-3). L'anno successivo, i sardi con Giampiero Ventura allenatore ritornano immediatamente in Serie A ottenendo nel 1998-99 una tranquilla salvezza esprimendo un calcio piacevole e divertente, l'anno successivo al termine del campionato 1999-00 la squadra retrocede ancora una volta in Serie B sotto la guida di Renzo Ulivieri.[1]

Nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Il Cagliari trascorre le successive quattro stagioni in B senza riuscire a ottenere la promozione nella massima serie. Nel 2003-04 i rossoblu, vengono promossi in Serie A, sotto la guida tecnica di Giampiero Ventura (esonerato) e Edoardo Reja. Il Cagliari finisce il campionato a pari punti con la capolista Palermo, ma risulta al secondo posto per la peggiore differenza reti (Palermo 75 gol fatti e 39 subiti, Cagliari 80 gol fatti e 51 subiti). Nel 2004-05 nel massimo campionato il Cagliari riesce a ottenere la salvezza classificandosi dodicesimo.[1][17] Nel 2005-06 vi sono tre cambi di allenatore (nell'ordine: Attilio Tesser, Daniele Arrigoni, Davide Ballardini) prima di affidarsi a Nedo Sonetti: il tecnico toscano riesce a salvare la squadra dalla retrocessione.[1][18]

Gianfranco Zola

Nel 2006-07.[19] c'è un nuovo avvicendamento di allenatori (Giampaolo e Colomba si alternarono alla guida), tuttavia il club sardo, grazie alla vittoria ottenuta alla penultima giornata contro la Roma riesce a confermare la sua permanenza in Serie A con una giornata di anticipo. Nel 2007-08 la rosa viene ridisegnata puntando su un gruppo di giocatori giovani ma si hanno ancora numerosi allenatori esonerati: Giampaolo e Sonetti guidano la prima parte della stagione fino a che il presidente Cellino ingaggia di nuovo Davide Ballardini, il Cagliari chiude il girone d'andata con appena 10 punti ormai condannata ad una mesta retrocessione. Il girone di ritorno però si apre con un incredibile vittoria casalinga sul Napoli per 2-1 (il Cagliari perdeva 0-1 al 92º minuto) , la scossa porta gli uomini di Ballardini a giocare a viso aperto contro chiunque (pareggio a Torino con la Juve di Nedved e Del Piero) conquistando la bellezza di 32 punti nel girone di ritorno salvandosi con due giornate di anticipo e classificandosi al quattordicesimo posto, un'impresa unica nei campionati a 20 squadre. Nell'estate del 2008, assolutamente a sorpresa, Massimo Cellino ingaggia come mister il giovane Massimiliano Allegri (già ex-calciatore del Cagliari ai tempi della coppa UEFA) reduce addirittura dalla terza serie dove aveva condotto il Sassuolo alla sua prima promozione in serie B, Allegri inizia il campionato in modo traumatico perdendo le prime cinque partite del calendario, Cellino tuttavia lo conferma e il Cagliari comincia a macinare punti su punti con un gioco spettacolare e molto offensivo, il torneo vede un testa a testa col Palermo per un posto in Europa, alla fine a seguito di un netto calo sul finale il Cagliari arriva nono con 53 punti. Il 2009-10 comincia come il campionato precedente (appena un punto nelle prime quattro giornate) ma poi i rossoblu' si riprendono e per buona parte del torneo lottano per le posizioni valide per l'Europa League, alla fine però un improvviso calo porta all'esonero di Allegri e la squadra, affidata al mister della Primavera Giorgio Melis, raggiungere comunque la salvezza matematica con 2 giornate di anticipo.

Nel 2010-11 viene designato inizialmente allenatore Pierpaolo Bisoli, dopo una serie di risultati negativi gli succede Roberto Donadoni che porta il club a chiudere quattordicesimo con 45 punti.[1] A meno di due settimane dall'esordio nel campionato 2011-12, il presidente Cellino esonera Donadoni per incomprensioni legate al mercato della società;[20] la squadra sarda chiude al quindicesimo posto nonostante le prestazioni altalenanti e l'alternanza di allenatori. Nel campionato 2012-13 Massimo Ficcadenti (allenatore dell'ultima parte di stagione del Cagliari nel 2011-12) viene esonerato il 2 ottobre e gli succede Ivo Pulga, il quale, nonostante l'arresto del presidente Cellino (a causa di presunti abusi nella costruzione del nuovo stadio Is Arenas di Quartu) e della sconfitta a tavolino per 0-3 contro la Roma a causa dell'inadeguatezza di Is Arenas, riesce a raggiungere l'undicesimo posto finale; nel 2013-14 Diego Luis López guida inizialmente la squadra ma viene esonerato in aprile e gli succede Pulga, con il quale i rossoblù arrivano quindicesimi.[1] Il 10 giugno 2014, dopo ventidue anni di presidenza, Cellino cede la totalità delle azioni del club alla Fluorsid Group dell'imprenditore milanese Tommaso Giulini, il quale diventa il nuovo proprietario della squadra.[21] Il 2 luglio seguente la panchina dei sardi è affidata a Zdeněk Zeman che tuttavia, a causa dei risultati insufficienti, sul finire dell'anno viene esonerato e sostituito con Gianfranco Zola. Dopo dieci partite deludenti con Zola in panchina, però, Giulini richiama il tecnico boemo, senza che l'andamento della squadra migliori. A seguito di quattro sconfitte in cinque partite, Zeman si dimette il 21 aprile 2015 e al suo posto viene chiamato in panchina l'ex rossoblù Gianluca Festa; l'ennesimo avvicendamento in panchina non sortisce tuttavia effetti (nonostante i 13 punti nelle ultime sette partite conquistati da Festa che porta i sardi ad appena 3 punti dall'Atalanta quartultima) e il 17 maggio, dopo la sconfitta casalinga 0-1 contro il Palermo, il Cagliari retrocede matematicamente in Serie B dopo aver disputato undici campionati consecutivi in Serie A. Nella successiva stagione, disputa con l'allenatore Massimo Rastelli una stagione di primo piano in cadetteria, sempre tra primo e secondo posto. Dopo 355 giorni, il 6 maggio 2016, grazie alla vittoria per 0-3 a Bari, ottiene la promozione in Serie A dopo un solo anno di purgatorio. Infine, il 20 maggio 2016, battendo la Pro Vercelli per 2-1 nell'ultima giornata, si aggiudica il primo posto nel campionato di serie B per la prima volta nella sua storia.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Cagliari Calcio
  • 1920 - Fondazione del Cagliari Football Club da parte del professor Fichera.
  • 1920-21 - Inizio dell'attività calcistica con la partecipazione a vari Tornei sardi.
  • 1921-22 - 2º nel Torneo Cagliari FbC.
Partecipa al "Torneo Sardegna Regionale".
  • 1922-23 - Partecipa al primo Campionato Sardo di Terza Divisione e a fine stagione viene Green Arrow Up.svg ammesso al Campionato Sardo di Prima Divisione.
  • 1923-24 - Partecipa al Torneo Sardegna, ma la competizione viene sospesa per motivi di ordine pubblico.
  • 1924 - Dalla fusione fra il "Cagliari F.C." e l'"Unione Sportiva Italia" nasce il Club Sportivo Cagliari, che continua la partecipazione ai Campionati Sardi di Prima Divisione.
  • 1924-25 - Partecipa al campionato Sardo.
Partecipa al Torneo Sardegna.
  • 1925-26 - 1º nel campionato Sardo.
Partecipa al Torneo Sardegna.

  • 1930-31 - 1º nel girone F Sud della Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1931-32 - 13º in Serie B.
  • 1932-33 - 14º in Serie B.
  • 1933-34 - 12º nel girone A della Serie B. Retrocesso in Prima Divisione e successivamente riammesso a completamento organici.
  • 1934-35 - 9º nel girone A della Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso e finanziariamente fallito.
  • 1935 - Il sodalizio del Club Sportivo Cagliari viene sciolto per dissesto finanziario e poi viene rifondato sotto una nuova società che ne raccoglie l'eredità sportiva, assumendo la denominazione di Unione Sportiva Cagliari e ripartendo dalla Seconda Divisione.
  • 1935-36 - 1º nel girone unico della Seconda Divisione Sarda. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Divisione.
  • 1936-37 - 1º nel girone unico della Prima Divisione XVIII Zona (Sardegna). Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1937-38 - 13º nel girone E della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 1940-41 - A causa dello scoppio della guerra e delle conseguenti difficoltà nelle trasferte sul continente, la società abbandona la Serie C e partecipa alla Prima Divisione Sarda, separata dagli altri tornei italiani per cause belliche arrivando 4º.[22]
  • 1941-42 - 6º nel Direttorio XVIII Zona (Sardegna) del campionato di Prima Divisione.
  • 1942-43 - 5º nel girone unico del campionato di Prima Divisione Sarda.
  • 1944 - La Società viene ricostruita e iscritta ai campionati organizzati dal Comitato Regionale Sardo.
  • 1944-45 - 1º nel girone A del Campionato Misto Sardo. Ammesso al campionato di Prima Divisione.
  • 1945-46 - 1º nel girone unico del Campionato Sardo di Prima Divisione.
  • 1946-47 - 3º nel girone unico del Campionato Sardo di Prima Divisione. A fine campionato, la FIGC Green Arrow Up.svg riammette d'ufficio la società in Serie B.
  • 1947-48 - 18º nel girone A della Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1948-49 - 15º nel girone C della Serie C.
  • 1949-50 - 6º nel girone C della Serie C.

Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale della Coppa Mitropa.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.
Finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa Mitropa.
3° in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.

Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
  • 1971 - La società cambia denominazione in Cagliari Calcio.
  • 1971-72 - 4º in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia di Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1996-97 - 15º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B dopo la sconfitta nello spareggio a Napoli contro il Piacenza.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Italia.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Quarto turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

La divisa nerazzurra usata agli albori

I colori sociali del Cagliari sono il rosso e il blu. Questi vengono scelti dalla squadra intorno al 1926-1927, ovvero circa sei-sette anni dopo la fondazione ufficiale del Cagliari Football Club; in precedenza la formazione sarda, nelle prime stagioni disputate, scendeva infatti in campo con una divisa a strisce verticali nerazzurre, mentre il primo completo indossato dai giocatori era di colore bianco. Fichera infatti, medico chirurgo, fece adattare dei camici, bianchi appunto, per creare la maglietta ai primi giocatori[23].[1][24] Il rosso e il blu adottati dal Cagliari sono i colori della città, riportati anche nel gonfalone e nella bandiera comunale.[1]

La maglia del completo di casa del Cagliari è cosiddetta a quarti rossoblù: rossa a destra e blu a sinistra, con le maniche generalmente invertite, ossia rossa a sinistra e blu a destra. Sul dorso i colori sono invertiti. Sul lato sinistro, in corrispondenza del cuore, è presente lo stemma della squadra che per lungo tempo è rappresentato semplicemente da uno scudo bianco con i quattro mori simbolo della Sardegna. La maglia con l'ammodernamento dell'abbigliamento tecnico e con il variare degli sponsor tecnici ha subito dagli anni 1980 delle leggere variazioni che comunque non hanno stravolto la sua struttura classica; tra le poche eccezioni, la divisa realizzata dalla Ennerre per il campionato di 1985-86, che presenta le maniche completamente bianche e una grande "C" nel petto sotto lo sponsor principale (utilizzata però solo nel girone di andata).[25] Negli anni 2000 gli sponsor tecnici che si sono succeduti realizzano divise che si discostano dalla tradizione per la presenza nella maglia di vari inserti bianchi o dorati. Negli ultimi anni la Kappa ha realizzato divise più classiche e tradizionali interamente rossoblù.[26]

L'insolita divisa della stagione 1985-86, con maniche bianche e una grande "C" sul petto.

I pantaloncini sono generalmente blu con inserti rossi e bianchi (raramente bianchi per non generare confusione con squadre avversarie). I calzettoni sono blu con risvolto rosso (solo nel biennio 1996-98 a strisce orizzontali rossi e blu).[26]

La maglia del secondo completo del Cagliari è bianca con i risvolti rossi e blu. Anche questa maglia risente molto nel tempo degli sponsor tecnici, specialmente nel corso degli ultimi anni, con vari inserti sempre di colore rossoblù. Tuttavia, proprio una storica divisa di cortesia cagliarita divenne, a suo tempo, più famosa di quella casalinga. La più celebre casacca nella storia del club è infatti, sicuramente, quella sfoggiata per la prima volta sul finire degli anni 1960: bianca, con un profondo scollo rossoblù chiuso da laccetti; al tempo, questa uniforme risultò più utilizzata del primo completo per motivi scaramantici – fu la maglia per antonomasia di Gigi Riva, quella che portò in Sardegna lo storico scudetto del 1969-70 –,[27] e per tutto il corso degli anni 1970 rimane sempre tale.[24] Nei primi anni 1980 la seconda divisa rimane bianca, con degli inserti rossoblù nelle spalle e nelle maniche, presentando la peculiarità di avere lo stemma con i quattro mori nella spalla sinistra.

Il Cagliari dell'annata 1982-83; lo stemma dei quattro mori è sulla manica sinistra invece che, come da tradizione, sopra al cuore

Da segnalare che negli anni 1960, periodo della prima promozione in Serie A, e nel biennio 2000-02 la seconda maglia del Cagliari è bianca con sbarra diagonale rossoblù. La soluzione è stata ripresa dallo sponsor tecnico Kappa nella stagione 2013-14.[28] Precedentemente, negli anni 1950 si sono avute anche divise con fascia orizzontale rossoblù;[24] in particolare, la maglia della stagione 1959-60 reca al centro della banda il simbolo dei quattro mori. Pantaloncini e calzettoni sono sempre a bordi rossoblù oppure completamente bianchi.

Nella stagione 2015-16 per la prima volta nella storia la maglia bianca non ha le maniche bianche. I colori rossoblù infatti non si limitano ai risvolti ma occupano l'intero braccio, rossa la destra, blu la sinistra.[29]

Il terzo completo del Cagliari, da quando questo viene introdotto, subisce numerose variazioni a seconda dello sponsor tecnico. In questo senso, il primo a uscire dai canoni del rosso e blu si ritrova nel periodo della gestione di Claudio Ranieri, a cavallo tra il 1988 e il 1990, con una maglia rossa contraddistinta da una banda orizzontale bianca e blu. La divisa rossa (biennio 2003-05 e dal 2008 a oggi) – ritenuta anch'essa, come la bianca dell'epoca di Riva, molto fortunata[24] – è la più utilizzata dalla società sarda dopo l'introduzione in pianta stabile di una terza uniforme negli anni 1990; a questa segue il completo azzurro (biennio 1996-98 e stagione 2002-03), il completo arancione (1998/00), il giallo (2000/02), la maglia grigia con pantaloncini rossi e calzettoni grigi (2005/06), la maglia acquamarina con pantaloncini e calzettoni rossi (2006-07), e il completo oro (2007-08).[30][31] Nel 2011-12 con l'arrivo della Kappa, oltre il consueto completo rosso, la squadra avrà a disposizione anche un quarto completo di colore blu. Nella stagione 2015-16 ritorna dopo 15 anni la maglia di colore arancione, che verrà comunque utilizzata anche dai portieri.[29]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bandiera dei quattro mori.

Lo stemma coi quattro mori è il simbolo del Cagliari sin dalle origini nonché simbolo della Sardegna perlomeno dai tempi del dominio aragonese. Dal 1952 è anche la bandiera ufficiale della regione Autonoma della Sardegna, che fino al 1999 era del tutto simile allo stemma del club calcistico. In tale anno viene modificata da una legge regionale, portando la benda sulla fronte e non più sugli occhi dei mori con il viso non più rivolto a sinistra ma a destra, ossia in direzione opposta all'inferitura. Soltanto il gonfalone e lo stemma della Regione Autonoma della Sardegna rispecchiano ancora oggi i dettami della vecchia versione[32], ma solo per una questione di regole araldiche.[33]

Dalla fondazione della società nel 1920 fino al campionato 1992-93, con poche interruzioni all'inizio di questo arco di tempo ma poi con costanza dagli anni cinquanta in poi, nelle maglie da gioco figurava solamente uno scudetto con i quattro mori pur esistendo già dei loghi ufficiali della società: una rarità per il calcio italiano. Fino agli anni '80 circa infatti solo poche squadre (la Fiorentina il Giglio bottonato, la Sampdoria lo Scudo di San Giorgio, il Lanerossi Vicenza la sua R e il Genoa il suo stemma tuttora immutato) avevano sulla maglia cucito un simbolo o il proprio stemma.[34]. Tuttavia dal 2012 i quattro mori hanno fatto ritorno parzialmente nelle divise: dapprima nel secondo completo della squadra sarda, in una versione stilizzata e con le teste rivolte a sinistra, appena sotto il main sponsor[1], poi nelle due stagioni successive lo sponsor tecnico Kappa li reintroduce nella seconda maglia bianca al posto dello stemma societario.

Evoluzione dello stemma
Lo stemma dell'Unione Sportiva Cagliari utilizzato fino al 1971.
Il logo in uso sulle maglie dal 2009 al 2015
Il logo societario usato dal 2010-2011 al campionato 2014-15
L'attuale logo del Cagliari Calcio in uso dal 22 giugno 2015

All'epoca dell'Unione Sportiva Cagliari (dalla metà degli anni '30 fino agli anni dello Scudetto) lo stemma ufficiale era uno scudo sannitico partito rossoblù con una bandiera dei quattro mori quadrata posta sulla parte blu e una fascia bianca in cima recante la denominazione "U.S. CAGLIARI". Con il cambio di denominazione in Cagliari Calcio lo stemma venne modificato leggermente ingrandendo la bandiera sarda quadrata e centrandola nella partitura, vennero aggiunti dei dettagli in oro come le bordature. i mori e la fascia che recava la scritta "CAGLIARI CALCIO" o a volte semplicemente "CAGLIARI".

Nella stagione 1993-94 ci fu il primo restyling del logo societario, che per la prima volta nella storia venne riprodotto anche nelle divise da gioco. Si passa ad uno scudo gotico sempre partito rosso e blu ma arrotondato in punta e bombato ai fianchi, i mori ritornano neri e il quadrato si rimpicciolisce, in cima un rettangolo bianco recante la denominazione societaria e alla base una fascia tricolore ondulata in onore dello Scudetto e corredato della scritta "1969/70".

Tale stemma viene ulteriormente riammodernato soltanto tre stagioni dopo. Esso infatti viene notevolmente semplificato (via la fascia tricolore, via il rettangolo contenente il nome della società, via le bordature intorno allo scudo che anch'esso assume una più classica conformazione gotica senza arrotondamenti) ma soprattutto, per via dell'allora sponsor tecnico Reebok che fece la stessa cosa con il Liverpool, viene inserito all'interno di un ovale anch'esso partito ma con rosso e blu invertiti rispetto allo scudo. Per la prima volta inoltre, alla base dello scudo, compare l'anno di fondazione della società (1920). Questo logo rimarrà immutato fino alla stagione 2014-15, seppur con qualche piccola modifica nel corso degli anni (scritte in origine bianche, poi nere, e infine dorate. Sempre dorata verrà inserita anche una corona d'alloro intorno all'ovale, poi scomparsa nell'ultima stagione citata).

Nell'estate 2015 viene presentato l'attuale logo, creato dalla nuova dirigenza guidata dal presidente Tommaso Giulini. La principale novità è l'addio all'ovale e il ritorno allo scudo triangolare, con un vistoso ingrandimento dei Quattro Mori, che per la prima volta sono l'elemento portante dello stemma, mentre la partizione rossoblù è limitata al contorno dello scudo in cui appare la dicitura semplice della città "CAGLIARI", senza anno di fondazione e senza nome esteso della società. La seconda novità è che per la prima volta nella storia i quattro mori si adeguano alla Legge Regionale del 1999 che riformò la bandiera sarda: anch'essi infatti ora guardano verso destra e hanno la benda in fronte e non sugli occhi per "simboleggiare il futuro nel senso di lettura latino"[35].

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 agosto 2014, in occasione della presentazione ufficiale della stagione 2014-15, evento in sostegno della candidatura della città di Cagliari a capitale europea della cultura 2019, viene presentato all'"Arena Grandi Eventi" il nuovo inno ufficiale cantato dai Sikitikis e intitolato Cagliari nel cuor, il quale è cantato sulla musica di Voglio dormire con te, uno dei loro più grandi successi.[36]

Questo sostituisce il vecchio inno intitolato Voleremo nato da un progetto di Elena Ledda, ispirata dalle sonorità di Andrea Parodi (alla realizzazione parteciparono diversi artisti sardi: le Balentes, i Menhir, Silvano Lobina, Mariangela Ledda e i Blacksoul). Questo viene presentato il 2 settembre 2007 in occasione della partita Cagliari-Juventus ma viene poi scarsamente utilizzato sia prima delle partite dei rossoblù sia negli eventi collaterali. Precedentemente all'inno di Elena Ledda il vecchio inno era Cagliari Grande di Mario Fabiani.

Ancor prima di questi, nel periodo della 1993-94 l'inno del Cagliari è Sardi nel Mondo scritta da Piero Marras e cantata in collaborazione con altri artisti sardi come i Tazenda. Negli anni 1970 l'inno è considerato invece Lo scudetto in Sardegna un canto sardo a chitarra in italiano cantato da Serafino Murru nato inizialmente per festeggiare appunto lo scudetto del 1970.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Amsicora, Stadio Nino Manconi, Stadio Sant'Elia, Stadio Nereo Rocco e Stadio Is Arenas.
Lo stadio di Via Pola

Il primo stadio nella storia del Cagliari è lo stadio Stallaggio Meloni, nel quale la formazione cagliaritana esordisce l'8 settembre 1920 battendo la Torres per 5-2.[1] Nel 1922, in occasione della partecipazione al campionato cittadino viene dotato di una piccola tribuna e di spogliatoi.[1] Nell'ottobre 1924 inizia la costruzione del nuovo stadio Comunale Via Pola[1], del quale il Cagliari prende possesso nel 1928. In ricordo del vecchio impianto è eretta una targa commemorativa.

Nel 1951 il Cagliari si trasferisce allo stadio Amsicora, che prende il nome dal leggendario eroe sardo Ampsicora, protagonista della rivolta del suo popolo contro i romani nel 215 a.C.[37] In questo stadio la squadra rossoblù conquista lo scudetto nel 1969-70, prima di trasferirsi allo stadio Sant'Elia.[37] Sotto la supervisione strutturale dell'ingegnere Giorgio Lombardi, il Sant'Elia è completato nell'estate del 1970 e lo stadio viene inaugurato nel settembre 1970.

Lo stadio Amsicora

Il nuovo stadio inizialmente non dispone di adeguate infrastrutture: le vie d'accesso sono poco adatte alla dimensione della struttura e il parcheggio, in un primo momento, può contenere solo 200 autovetture. Attualmente lìimpianto può contenere circa 70 000 persone (compresi gli spettatori in piedi), e viene pagato 1,9 miliardi di lire, circa un quarto dei quali coperti dal CONI attraverso un credito sportivo di circa 550 milioni in due tranche. Dal settembre 2003 al dicembre 2003 il club gioca le sue partite interne allo stadio Nino Manconi di Tempio Pausania, a seguito dei lavori di adeguamento del Sant'Elia. Dall'aprile all'agosto 2012 il Cagliari gioca invece le sue gare casalinghe allo stadio Nereo Rocco di Trieste a causa della parziale inagibilità del Sant'Elia e di alcune incomprensioni tra il presidente Cellino e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.[38][39][40]

Lo stadio Sant'Elia negli anni 1970

Nel 2012 il Cagliari abbandona il Sant'Elia per trasferirsi nell'impianto temporaneo di Is Arenas, nel comune limitrofo di Quartu Sant'Elena,[41] fino a quel momento utilizzato dalle squadre locali del Sant'Elena e del Quartu 2000. Per questo motivo lo stadio è completamente rivoluzionato, nelle strutture e nelle capienza, per ospitare il campionato 2012-13. L'Is Arenas, che può ospitare circa 16 500 spettatori, viene costruito in poco più di cinque mesi, ed è interamente costituito da parti prefabbricate e in acciaio. È un impianto dedicato esclusivamente al calcio, sprovvisto di pista d'atletica e di barriere architettoniche.[42] La parte più all'avanguardia dello stadio è la cosiddetta Main Stand, interamente coperta e dotata di undici Sky Box[43] per aziende e VIP, i locali per gli addetti (spogliatoi, infermeria e sala antidoping) e un punto ristoro per gli spettatori. Il resto dello stadio è in tribune Dalmine, ereditate da quelle montate al Sant'Elia negli anni 2000. Doveva essere utilizzato per tre anni dal club rossoblù, con un canone annuale di 30 000 euro al comune.[44] L'esordio nel nuovo stadio avviene il 2 settembre 2012, per la partita di Serie A Cagliari-Atalanta terminata 1-1. Nella stagione seguente, a causa della mancata agibilità dell'impianto di Quartu Sant'Elena (che viene successivamente smantellato), il club sardo ritorna al Sant'Elia, ristrutturato parzialmente per consentirne l'agibilità, in attesa del progetto di un nuovo stadio.[45]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di allenamento si trova nella località Sa Ruina, nel comune di Assemini, e fino all'estate del 2014 era intitolato a Ercole Cellino, padre di Massimo, ex presidente rossoblù, che ha costruito gli impianti nella prima metà degli anni novanta. Dopo l'acquisto della società da parte di Tommaso Giulini, il centro sportivo ha preso il nome di Asseminello. Qui, oltre alla prima squadra, si allenano la Primavera e alcune formazioni giovanili quali gli allievi nazionali, la juniores, i giovanissimi nazionali. La Primavera e le giovanili vi disputano anche le loro partite. Il centro ha 3 campi in erba di dimensioni regolari, un campo sintetico di dimensioni regolari, uno in erba di dimensioni quasi regolari, una palestra e una gabbia in sintetico. La sala stampa si trova a fianco agli spogliatoi. Nel centro sono presenti anche un hotel e un centro benessere. L'albergo ha 15 stanze di cui 10 doppie e 5 singole, una President Suite e una Junior Suite. È presente una sala conferenze che può ospitare da un minimo di 20 persone a un massimo di 150. È presente un ristorante che offre anche cucina internazionale.[46]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso Giulini, presidente del club sardo dal 2014

Il Cagliari Calcio è una società per azioni controllata da un consiglio di amministrazione presieduto attualmente da Tommaso Giulini, il 100% delle quote azionarie appartiene a Fluorsid Group.[47] Il bilancio della società isolana si è chiuso nel 2013 con una perdita di 985 000 euro e un fatturato in calo del 30%. I maggiori ricavi provengono dalla cessione dei diritti televisivi i quali ammontano a circa 30 600 000 euro.[48] Il Cagliari controlla due società con un valore di carico di 45 042 931 euro invariato rispetto all'esercizio precedente: trattasi di "SGS Sport General Service srl" (45 milioni), controllata al 90% e "Cagliari Service US Miami Florida" (42 391 euro), controllata al 51%; inoltre il Cagliari possiede anche alcune quote della Banca di Cagliari, esposte in bilancio per 50 000 euro.[49]

Il costo del personale ammonta a 22 milioni (con un rapporto del fatturato del 50%), gli ammortamenti dei cartellini sono pari a 7,5 milioni, quelli per le spese per i servizi 9,4 milioni a causa dei costi per lo Stadio Is Arenas, tuttavia in totale i costi di produzioni equivalgono a 50,5 milioni di euro.[48] Il patrimonio netto è positivo, ammonta a circa 29 milioni di euro e finanzia il 34,5% delle attività mentre i debiti ammontano a 43 milioni. I debiti bancari equivalgono a 7,6 milioni, 10 milioni sono quelli verso le altre società di calcio a fronte di crediti per un totale di 3,6 milioni.[48]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato al 1 settembre 2016.[50]

Staff dell'area amministrativa
Proprietà

Consiglio di Amministrazione

Collegio sindacale
  • Italia Giovanni Pinna Parpaglia - Presidente del collegio sindacale
  • Italia Roberta Isu - Sindaco effettivo del collegio sindacale
  • Italia Luigi Zucca - Sindaco effettivo del collegio sindacale

Organizzazione esecutiva
  • Italia Carlo Catte - Direttore amministrativo
  • Italia Mario Passetti - Direttore Commerciale, Marketing e Comunicazione
  • Italia Stefano Capozucca - Direttore sportivo
  • Italia Francesco Filucchi - Direttore sportivo settore giovanile
  • Italia Matteo Stagno - Segretario generale sportivo
  • Italia Alessandro Steri - Team manager
  • Italia Franco Marongiu - Responsabile infrastrutture
  • Italia Mario Beretta - Responsabile settore giovanile
  • Italia Oscar Erriu - Responsabile attività di base
  • Italia Alberto Panigatti - Responsabile scouting
  • Italia Stefano Fenu - Responsabile biglietteria
  • Italia Andrea Muggianu - Delegato sicurezza

Comunicazione, stampa, editoria
  • Italia Paolo Vallone - Responsabile ufficio stampa
  • Italia Roberto Montesi - Direttore rivista "Cuore Rossoblu"
  • Italia Federica Vargiu - Responsabile marketing
  • Italia Andrea Atzori - Supporter liaison officer


[modifica | modifica wikitesto]

I marchi pubblicitari sulla maglia del Cagliari comparvero dal 1980, con l'acquisto della società da parte di Alvaro Amarugi e la contemporanea rimozione del divieto di sponsorizzazione sulle divise da parte della FIGC. Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor.[51][52]

Oreste Lamagni indossa una delle prime maglie sponsorizzate del Cagliari
Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1981-1983 Ariostea
  • 1983-1984 OTC
  • 1984-1993 Formaggi Ovini Sardi
  • 1993-2001 Pecorino sardo
  • 2001-2006 Terra Sarda (marchio turistico Regione Autonoma della Sardegna)
  • 2006-2009 Tiscali
  • 2009-2011 Dahlia TV
  • 2011-2012 Sardegna (marchio turistico Regione Autonoma della Sardegna)
  • 2012-2014 Sardegna (marchio turistico Regione Autonoma della Sardegna), Tirrenia (secondo sponsor di maglia)
  • 2014-2015 Sardegna (marchio turistico Regione Autonoma della Sardegna) (fino all'8 dicembre 2014), Tiscali (secondo sponsor di maglia), Intesa Sanpaolo (sponsor retromaglia). A causa di un contenzioso tra la Regione Sardegna e la Cagliari Calcio relativamente ai finanziamenti regionali destinati alle società professionistiche sarde, la società ha deciso di sostituire il marchio della Regione con sponsor temporanei per una o più partite: Brigante[54], Sol.Bat.[55], Pecorino romano[56], ICIB[57], IN.ECO[58], iZiPlay[59], Fluorsid[60], Termomeccanica Energia[61], Subito.it[62], Vestis[63], Sardegna Travel Group (con il marchio Portalesardegna.com)[64], Crai[65], Io tifo positivo (associazione in memoria di Candido Cannavò)[66] e Alarm System.[67].
  • 2015-2016 EP[68], Energit, Spontini[69], Azimut investimenti[70], Studio Verna[71], Pecorino romano[72], ISOLA artigianato di Sardegna, Gruppo Grendi[73], Eva Arredamenti, Energit
  • 2016-2017 ISOLA artigianato di Sardegna, Birra Ichnusa (secondo sponsor di maglia), Eva Arredamenti (sponsor retromaglia), Azimut investimenti (sponsor retromaglia Coppa Italia).


Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Gianluca Festa, dal vivaio all'Europa con il Cagliari

Il settore giovanile del Cagliari Calcio è composto da selezioni che militano nei seguenti campionati: Primavera[74], Under 17 A & B[75], Under 17 Lega Pro[76], Under 15 Nazionali[77] e Giovanissimi regionali[78].

La scuola calcio è composta dalle seguenti squadre: Giovanissimi provinciali, Esordienti 2004, Esordienti 2005 Rossi, Esordienti 2005 Blu, Pulcini 2006, Pulcini 2007, Piccoli Amici[79].

La principale peculiarità del settore giovanile cagliaritano è l'essere formato quasi esclusivamente da giocatori nati e cresciuti in Sardegna: questo modello organizzativo fu creato e studiato dall'ex responsabile del settore giovanile Gianfranco Matteoli, ex giocatore di Como, Inter e Cagliari.[80]

Le attività delle giovanili rossoblù si svolgono al Centro sportivo "Asseminello"[81]. in località Sa Ruina ad Assemini, a circa 15 chilometri da Cagliari, nel quale si allena anche la prima squadra. Il vivaio conta centinaia di ragazzi, facenti parte di dieci squadre suddivise tra le succursali di Cagliari e Oristano, in cui è presente anche una scuola calcio.

Il responsabile del settore giovanile è Mario Beretta[82]. L'allenatore della Primavera è Max Canzi[74]. La gestione del centro giovanile del Cagliari costa almeno 600 000 euro all'anno, tra spese per le trasferte, affitto alberghi e pasti.[80] Nel corso dei decenni il settore giovanile del Cagliari ha arricchito in modo significativo l'organico della prima squadra, mentre altri giocatori hanno fatto le fortune di importanti squadre italiane e estere. Tra i giocatori più importanti ad essere usciti dal vivaio rossoblù vi è Gianluca Festa, protagonista della scalata dalla Serie C1 alla A tra fine anni 1980 e inizio anni 1990 e della qualificazione UEFA nel 1993.[83] Tra le file del suo settore giovanile il Cagliari ha visto passare giocatori come Mario Tiddia, Renato Copparoni, Luigi Piras, Daniele Goletti, Roberto Dore, Sandro Loi, Antonio Ravot, Vittorio Pusceddu, Mauro Valentini, Marco Branca, Enzo Maresca, Fabio Liverani, Alessio Scarpi, Andrea Pisanu, Giovanni Sulcis, Emiliano Melis, Andrea Capone, Davide Carrus e Andrea Cocco. Negli ultimi anni hanno esordito in maglia rossoblù giocatori come gli attaccanti Daniele Ragatzu e Marco Sau, i centrocampisti Marco Mancosu, Nicolò Barella e Alessandro Deiola, i difensori Dario Del Fabro, Nicola Murru e Francesco Pisano. Quest'ultimo è uno dei giocatori con più presenze in Serie A della squadra cagliaritana.[84]

Il Cagliari Calcio e la cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Cagliari, essendo uno dei principali club d'Italia, è spesso presente in varie opere della cultura italiana.

Per quanto riguarda la televisione celebre è la parodia dei tifosi del club sardo di Aldo, Giovanni & Giacomo durante Mai dire Gol.[85]

La rivista ufficiale del club è Cuore Rossoblù, fondata nel settembre del 2006, diretta da Roberto Montesi. Ha cadenza mensile, vanta una tiratura di 2.000 copie e la diffusione è concentrata nella provincia di Cagliari, dove può essere acquistata in 480 edicole.[86]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori del Cagliari Calcio e Presidenti del Cagliari Calcio.

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del Cagliari dall'anno di fondazione a oggi.

Allenatori
Presidenti
  • 1920-1921 Italia Gaetano Fichera
  • 1921-1922 Italia Antonio Zedda
  • 1922-1923 Italia Angelo Prunas
  • 1923-1926 Italia Agostino Cugusi
  • 1926-1928 Italia Vittorio Tredici
  • 1928-1929 Italia Carlo Costa Marras
  • 1929-1931 Italia Enzo Comi
  • 1931 Italia Giovan Battista Bosazza
  • 1931-1932 Italia Guido Boero
    Italia Vitale Cao
  • 1932-1933 Italia Vitale Cao
    Italia Enrico Endrich
  • 1933-1934 Italia Pietro Faggioli
  • 1934-1935 Italia Aldo Vacca
  • 1935-1940 Italia Mario Banditelli
  • 1940-1944 Italia Giuseppe Depperu
  • 1944-1946 Italia Eugenio Camboni
  • 1946-1947 Italia Umberto Ceccarelli
  • 1947-1948 Italia Umberto Ceccarelli
    Italia Emilio Zunino
  • 1948-1949 Italia Emilio Zunino
    Italia Domenico Loi
  • 1949-1952 Italia Domenico Loi
  • 1952-1953 Italia Domenico Loi
    Italia Sforza (commissario)
  • 1953-1954 Italia Pietro Leo
  • 1954-1955 Italia Efisio Corrias
  • 1955-1957 Italia Ennio Dalmasso
  • 1957-1958 Italia Ennio Dalmasso
    Italia Giuseppe Meloni
  • 1958-1960 Italia Giuseppe Meloni
  • 1960-1968 Italia Enrico Rocca
  • 1968 Italia Lombardi (commissario)
  • 1968-1971 Italia Efisio Corrias
  • 1971-1973 Italia Paolo Marras
  • 1973-1976 Italia Andrea Arrica
  • 1976-1981 Italia Mariano Delogu
  • 1981-1984 Italia Alvaro Amarugi
  • 1984-1986 Italia Fausto Moi
  • 1986-1987 Italia Gigi Riva
    Italia Lucio Cordeddu
  • 1987-1992 Italia Antonio Orrù
  • 1992-2005 Italia Massimo Cellino
  • 2005-2006 Italia Bruno Ghirardi
  • 2006-2014 Italia Massimo Cellino
  • 2014-oggi Italia Tommaso Giulini

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori del Cagliari Calcio.

Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei membri della hall of fame del Cagliari.

Nené
Mario Martiradonna

Di seguito è riportata la Top 11 Rossoblù - I più forti di sempre, la formazione votata dai tifosi comprendente i migliori rossoblù di sempre.[87]

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei capitani del Cagliari dall'anno di fondazione a oggi.[88]

Enrico Spinosi
Aldo Firicano

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Campioni del mondo

Il Cagliari e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

[89]

Enrico Albertosi, portiere titolare dell'Italia ai mondiali di Messico 1970

Il primo giocatore della società cagliaritana a giocare in Nazionale azzurra è Gigi Riva, che esordisce il 27 giugno 1965 in Italia-Ungheria (1-2): la punta veste la maglia dell'Italia sino al 1974, segnando 35 reti in 42 presenze (primo cannoniere azzurro di tutti i tempi), vincendo il campionato d'Europa 1968 ed arrivando secondo al campionato del mondo 1970. Nel periodo successivo all'approdo del club in massima serie, vestono l'azzurro anche Francesco Rizzo, Pierluigi Cera, Roberto Boninsegna, Sergio Gori, Comunardo Niccolai, Enrico Albertosi e Angelo Domenghini: nella lista dei convocati per il Mondiale messicano del 1970 ci sono ben sei elementi rossoblù, freschi campioni d'Italia.

In tutto sono 20 i giocatori rossoblu convocati nella nazionale A dal 1965 al 2015.[90]

Franco Selvaggi, campione del mondo con gli azzurri a Spagna 1982

Il 19 aprile 1981, nell'amichevole Italia-Germania Est, anche Franco Selvaggi esordisce in Nazionale.[91] Tra i convocati degli anni 2000 vi sono Mauro Esposito, Antonio Langella, Pasquale Foggia, Davide Biondini, Andrea Lazzari e Federico Marchetti: quest'ultimo sostituisce tra i pali Gianluigi Buffon in occasione del campionato del mondo 2010.[92]

In anni più recenti si sono avute le convocazioni di Andrea Cossu[93], Davide Astori, Marco Sau, Luca Rossettini, Michael Agazzi.

Negli anni 1990 la collaborazione tra la società ed il procuratore sportivo Paco Casal porta numerosi calciatori dell'Uruguay a giocare in Sardegna: tra i più famosi, Enzo Francescoli (tre volte campione sudamericano, dal 1983 al 1995), Fabian O'Neill, Darío Silva, Josè Herrera, Luis Alberto Romero, Diego Luis López, Nelson Abeijón, Joe Bizera e Fabián Carini.

Tra i giocatori africani, si ricordano: David Nyathi, Eric Tinkler (Sudafrica), Jason Mayélé (RD del Congo), Mohamed Kallon (Sierra Leone), Patrick Mboma (Camerun). Tra i più importanti giocatori americani, ricordiamo invece: Julio César Dely Valdés (Panama), David Suazo, Edgar Álvarez (Honduras), Víctor Ibarbo (Colombia), Mauricio Pinilla (Cile).

Per quanto riguarda i giocatori europei, Radja Nainggolan e Luis Oliveira hanno difeso i colori del Belgio, Agim Ibraimi quelli della Macedonia, mentre Albin Ekdal ha vestito la maglia della Svezia.[94][95] Agli Europei 2016 il neo acquisto rossoblú Bruno Alves vince il titolo con il Portogallo, mentre il difensore Bartosz Salamon, dopo le prestazioni con la maglia rossoblù è tornato a vestire la maglia della Polonia[96]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Serie A
Secondo posto: 1968-1969
  • Coppa Italia
Secondo posto: 1968-1969
Terzo posto: 1969-1970
Semifinale: 1986-1987, 1999-2000, 2004-2005
  • Coppa UEFA
Semifinale: 1993-1994
  • Serie B
Secondo posto: 1963-1964, 1978-1979, 2003-2004

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 37 1964-65 2016-17 37
Serie B 29 1931-32 2015-16 29
Direttorio Meridionale 3 1928-29 1930-31 14
Serie C 9 1936-37 1961-62
Serie C1 2 1987-88 1988-89

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Daniele Conti

In 78 stagioni sportive a partire dall'esordio ufficiale, risalente al 1928, il Cagliari Calcio ha disputato 36 campionati di massima serie, tutti in Serie A, vincendo il titolo nel 1969-70, arrivando secondo nel 1968-69, quarto nel 1971-72 e piazzandosi tra i primi sei posti in sette occasioni (1965, 1967, 1969, 1970, 1972, 1981, 1993). È al secondo posto tra le squadre del mezzogiorno d'Italia per numero di partecipazioni in Serie A dopo il Napoli, e al 14º posto su un totale di 60 squadre nella classifica perpetua della Serie A.[6]

In base alle partite ufficiali finora disputate, la miglior vittoria del Cagliari è il 7-0 del 3 ottobre 1948 contro la Pistoiese, mentre la peggiore sconfitta è il 6-0 subito contro la Gallaratese il 22 aprile 1948.[98]

Il Cagliari detiene il record di minor numero di gol subiti in un campionato a 16 squadre (11), registrato nella stagione dello Scudetto. Altri primati che riguardano la squadra sarda sono i 49 gol segnati nel campionato 1998-99, maggior numero di gol segnati dal Cagliari in un campionato a 18 squadre, le 17 vittorie del 1969-70, maggior numero di vittorie in un campionato, le due sconfitte nella stessa stagione, minor numero di sconfitte in un singolo campionato, e i 58 gol subiti nel 1996-97, record negativo di gol subiti dal Cagliari in un campionato di Serie A.[99]

L'acquisto più dispendioso nella storia del Cagliari è quello di Fabrizio Cammarata nel 2000 dal Verona per 14 miliardi di lire,[99] mentre la cessione più remunerativa è quella di Alessandro Matri alla Juventus per 18 milioni di euro più la metà del cartellino del difensore Lorenzo Ariaudo nel 2011.[100]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore che detiene il record di presenze nei campionati con la maglia rossoblù è Daniele Conti, con 434 presenze (333 in Serie A, e 101 in B), cui seguono Mario Brugnera con 328 presenze (227 in A, 101 in B) e Gigi Piras con 320 presenze (132 in A, 188 in B); il primato per quanto concerne la sola Serie A spetta ancora a Conti con 333 presenze, seguito poi da Nené con 311 presenze, e da Gigi Riva con 289.[84]

Il giocatore che ha segnato più reti con la maglia della squadra isolana è Riva con 164 gol (156 in Serie A, 8 in B) dal 1963 al 1976. Seguono l'honduregno David Suazo con 94 centri (44 in A, 50 in B) e Piras con 87 reti (31 in A, 56 in B).[8] Riva detiene anche il record di gol nella sola Serie A, mentre Suazo il record di maggior numero di gol in un singolo campionato, con 22 reti nel 2005-06.[101]

Il portiere con più presenze con la maglia e del Cagliari è Mario Ielpo con 205 presenze tra A, B e C1, mentre il record d'imbattibilità appartiene ad Adriano Reginato con 712 minuti di porta inviolata stabilito nella stagione 1966-1967.[102] Alessandro Matri in coabitazione con Riva detiene il record di maggior numero di gol consecutivi con la maglia del Cagliari con 7 centri.[103] Infine i giocatori che sono riusciti a realizzare una tripletta in Serie A sono Riva (per due volte) Mancin, Piras, Dely Valdés, Oliveira, Mboma, Ânderson Miguel da Silva "Nenê", Larrivey, Pinilla, Ibarbo[104] ed Ekdal.[105]

Di seguito i record presenze e marcature in campionato dei giocatori del Cagliari dall'anno di fondazione a oggi.[106][107]

Record di presenze[84]
Record di reti[8]


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultima rilevazione ufficiale della Lega Serie A, risalente al 2013, il Cagliari Calcio è risultata l'8ª squadra d'Italia per numero di tifosi, con 446.374 sostenitori.[108] Un sondaggio indipendente effettuato dallo "Studio Grizzaffi", azienda specializzata in ricerche di mercato, e pubblicato dalla stessa il 3 ottobre 2015, colloca invece il Cagliari all'11º posto, a pari merito col Torino, e in riferimento alla stagione 2014-2015.[109]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un'immagine della Curva Nord della fine degli anni 1980

Il tifo organizzato cagliaritano nasce negli anni 1970, in seguito alla vittoria dello scudetto nel campionato 1969-70: si formano quindi i gruppi "Fossa Ultrà" e "Commando Ultrà Young Supporters" (CUYS). Nel 1985 si fondono formando gli "Ultrà Cagliari Curva Nord" (UCCN), affiancati dagli "Eagles". Si formano in seguito i "Crazy Boys", la "Brigata S. Elia", i "Panthers", i "Rebels", i "Miserabili", i "Welt Schmerz", i "Bunker Skin", i "Furiosi", questi ultimi nel 1989 dalla fusione di piccoli gruppi radicali, e le "Vecchie Facce", estrema destra (sciolto in seguito a Cagliari-Ascoli nella Coppa Italia 1999-00).[110]

Nel febbraio del 1987 nascono poi gli "Sconvolts": prendono il sopravvento alla fine degli anni 1980, in seguito alla retrocessione in Serie C1. Insieme ai Furiosi gli Sconvolts guidano per diversi anni la tifoseria: i primi si trovano nella parte superiore, i secondi in quella inferiore; la divisione è causata da una spaccatura dovuta alle diverse mentalità. La guerra intestina porta l'eliminazione forzata negli anni 2000 dei Furiosi dalla curva Nord. Tra le motivazioni vi è anche la perdita per due volte, dello striscione: ad opera dei milanisti, nel 1991-92, e ad opera degli anconetani, nei primi anni 2000.[110] Il punto di ritrovo della tifoseria per festeggiare i successi della squadra è Piazza Yenne, dove la statua di Carlo Felice viene vestita di rossoblu nei festeggiamenti per la salvezza o la promozione in A.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine del gemellaggio coi foggiani, la tifoseria cagliaritana ha solamente rapporti di amicizia. La più importante è quella con l'Olbia, con gli "Sconvolts" amici degli "Sbandati" e i "Furiosi" in buoni rapporti con le "Brigate Bianche".[110] Altri rapporti d'amicizia o di rispetto reciproco si hanno con sarde come Carbonia, Nuorese e Calangianus (a formare una fazione prevalentemente contro-Torres), mentre rapporti di rispetto reciproco si mantengono con le tifoserie del Parma, della Sampdoria, del Livorno e dell'Atalanta. In passato, oltre a quella con il Foggia, ci sono stati rapporti di gemellaggio o amicizia diventati rivalità con le tifoserie di Torres, Hellas Verona, Inter, Genoa, Bari, Napoli, Ancona e Lazio.[111][112]

La rivalità più sentita è con la Torres (seconda squadra sarda), con pesanti scontri avvenuti in un'amichevole nel 1999.[110] Rapporto di ostilità anche con il Napoli, dopo gli scontri tra tifoserie e forze dell'ordine avvenuti nel 1997 in occasione dello spareggio salvezza Cagliari-Piacenza allo stadio San Paolo[113][114] e con il Milan, a causa del gemellaggio che c'era con la curva dell'Inter.[112][115]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cagliari Calcio 2016-2017.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione sono aggiornate al 31 agosto 2016[116].

N. Ruolo Giocatore
1 Brasile P Rafael
2 Portogallo D Bruno Alves
3 Cile C Mauricio Isla
4 Italia C Daniele Dessena (capitano)
8 Italia C Davide Di Gennaro
9 Italia A Federico Melchiorri
10 Brasile C João Pedro
13 Italia P Roberto Colombo
16 Italia C Gianni Munari
17 Brasile A Diego Farias
18 Italia C Nicolò Barella
19 Italia D Fabio Pisacane
N. Ruolo Giocatore
20 Italia C Simone Padoin
21 Moldavia C Artur Ioniță
22 Italia A Marco Borriello
23 Italia D Luca Ceppitelli
24 Italia D Marco Capuano
25 Italia A Marco Sau
26 Italia D Luca Bittante
29 Italia D Nicola Murru
30 Italia P Marco Storari
32 Italia A Niccolò Giannetti
35 Polonia D Bartosz Salamon
77 Grecia C Panagiotis Tachtsidis

Aggregati dalla Primavera[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
12 Italia P Luca Crosta
15 Portogallo D Vasco Oliveira
27 Ucraina D Illia Briukhov
28 Italia A Davide Arras
33 Italia C Roberto Biancu
N. Ruolo Giocatore
34 Brasile C Matias Antonini Lui
36 Italia D Andrea Mastino
37 Italia C Nicholas Pennington
38 Italia A Federico Serra
39 Italia D Matteo Volteggi

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 1 agosto 2016.[117]

Staff
Staff tecnico prima squadra
  • Italia Massimo Rastelli - Allenatore
  • Italia Dario Rossi - Allenatore in seconda
  • Italia Marco Cossu - Collaboratore tecnico
  • Italia David Dei - Allenatore dei portieri
  • Italia Fabio Esposito - Preparatore atletico
  • Italia Gianfranco Ibba - Preparatore atletico

Staff medico
  • Italia Marco Scorcu - Responsabile sanitario
  • Italia Roberto Mura - Medico prima squadra
  • Italia Francesco Todde - Fisioterapista
  • Italia Salvatore Congiu - Fisioterapista
  • Italia Simone Ruggiu - Fisioterapista


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af La Storia, cagliaricalcio.com. URL consultato l'8 agosto 2016.
  2. ^ Riva di nuovo capocannoniere, in Corriere della Sera. URL consultato il 15 novembre 2012.
  3. ^ Primi della classe!, cagliaricalcio.com, 20 maggio 2016. URL consultato l'8 agosto 2016.
  4. ^ Storia della Coppa Italia, in Corriere della Sera. URL consultato l'8 agosto 2016.
  5. ^ Albo d'oro Coppa Italia Lega Pro, lega-pro.com. URL consultato l'8 agosto 2016.
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  7. ^ Classifica Marcatori, figc.it. URL consultato il 15 novembre 2012.
  8. ^ a b c I cannonieri, cagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012.
  9. ^ "A","B" e "C", tris di primati: solo quattro squadre come il Cagliari, su sardegnasport.com, 20 maggio 2016.
  10. ^ a b L'Unione Sarda, p. 240.
  11. ^ Quando l'Atletico Madrid fu fatale anche al Cagliari in Coppa Campioni (VIDEO), su CagliariNews24.com. URL consultato il 21 ottobre 2015.
  12. ^ Intervista a Edmondo Fabbri, dicembre 1974, su www.storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 21 ottobre 2015.
  13. ^ Parla Cannito, l'uomo dell'arancia che "condannò" il Cagliari alla B - Sport - L'Unione Sarda.it, su L'Unione Sarda.it. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  14. ^ South American Player of the Year 1984, su www.rsssf.com. URL consultato il 21 ottobre 2015.
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  16. ^ Vargiu, pp. 150-172.
  17. ^ (PDF) Il trionfale 2004 del Cagliari promosso in A (PDF), regione.sardegna.it, 30 gennaio 2005. URL consultato il 15 dicembre 2012.
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  21. ^ Giulini: "Ora innovazione e internazionalizzazione". Cellino: "Fluorsid è garanzia" IL COMUNICATO UFFICIALE, sardegnasport.com, 11 giugno 2014. URL consultato il 10 agosto 2014.
  22. ^ Dai libri Torres di amo 1903-2003, 100 anni di Calcio Sassari e KentAnnos - Storia dell'Olbia Calcio dalle origini al terzo millennio Autori Vari, Geo Edizioni, Empoli (FI).
  23. ^ La Storia del Cagliari 1920-1929 miniblogcagliaricalcio.blogspot.it
  24. ^ a b c d Welter, p. 34
  25. ^ Daniele Costantini, Back to the Football – Un salto indietro a quel 26 ottobre 1985..., su soccerstyle24.it, 30 ottobre 2015.
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  27. ^ Di maglia non ce n’è una sola, postadelgufo.it. URL consultato il 14 novembre 2012.
  28. ^ Le nuove maglie del Cagliari 2013-2014 di Kappa, torna la banda diagonale in trasferta, passionemaglie.it, 7 agosto 2013. URL consultato il 6 febbraio 2014.
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  30. ^ Maglia Asics Acquamarina, colours-of-football.com. URL consultato il 14 novembre 2012.
  31. ^ Completo oro Umbro, colours-of-football.com. URL consultato il 14 novembre 2012.
  32. ^ Emblemi istituzionali, Regione Autonoma della Sardegna. URL consultato il 25 maggio 2014.
  33. ^ Il nuovo stemma del Cagliari Calcio con lo sguardo al futuro, passionemaglie.it. URL consultato il 23 giugno 2015.
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  35. ^ Il marchio si rinnova, cagliaricalcio.com. URL consultato il 23 giugno 2015.
  36. ^ I Sikitikis firmano l'inno per i rossoblù S'intitola "Cagliari nel nostro cuore"
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  42. ^ (PDF) Il nuovo Is Arenas. Pronto in cinque mesi: ecco il progetto (PDF), Sardegna Quotidiano. URL consultato il 10 ottobre 2012.
  43. ^ Sky Box Stadio Is Arenas, cagliaricalcio.net. URL consultato il 14 dicembre 2012.
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  45. ^ Comunicato congiunto, cagliaricalcio.net, 23 agosto 2013. URL consultato il 10 febbraio 2014.
  46. ^ Centro sportivo, cagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012.
  47. ^ Acquisizione della Cagliari Calcio da parte di Fluorsid Group, cagliaricalcio.net, 11 giugno 2014. URL consultato il 10 settembre 2014.
  48. ^ a b c Marco Bellinazzo, In attesa del Leeds, il Cagliari chiude il 2013 con un rosso da un milione e un fatturato in calo del 30%, in Il Sole 24 Ore, 27 febbraio 2014. URL consultato il 9 settembre 2014.
  49. ^ Luca Marotta, Bilancio Cagliari 2010/11: perdita in attesa del nuovo stadio, luckmar.blogspot.it. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  50. ^ Organigramma Cagliari Calcio, cagliaricalcio.com. URL consultato il 13 settembre 2016.
  51. ^ Statistiche Sponsor Tecnico, archiviorossoblu.it. URL consultato il 9 agosto 2016.
  52. ^ Statistiche Sponsor Principale, archiviorossoblu.it. URL consultato il 9 agosto 2016.
  53. ^ Macron nuovo sponsor tecnico del Cagliari Calcio per le prossime tre stagioni, cagliaricalcio.com, 1º luglio 2016.
  54. ^ Il marchio Brigante sulle maglie del Cagliari, cagliaricalcio.com, 12 dicembre 2014.
  55. ^ SolBat sponsor di maglia per la gara col Palermo, cagliaricalcio.com, 5 gennaio 2015.
  56. ^ Pecorino Romano nuovo sponsor per le prossime quattro gare, cagliaricalcio.com, 10 gennaio 2015.
  57. ^ ICIB nuovo sponsor di maglia, cagliaricalcio.com, 29 gennaio 2015.
  58. ^ IN.ECO nuovo sponsor di maglia, cagliaricalcio.com, 5 febbraio 2015.
  59. ^ iZiplay nuovo sponsor di maglia, cagliaricalcio.com, 13 febbraio 2015.
  60. ^ Fluorsid nuovo sponsor di maglia, cagliaricalcio.com, 19 febbraio 2015.
  61. ^ Termomeccanica Energia nuovo sponsor di maglia, cagliaricalcio.com, 27 febbraio 2015.
  62. ^ Subito.it nuovo sponsor di maglia, cagliaricalcio.com, 6 marzo 2015.
  63. ^ Vestis nuovo main sponsor, cagliaricalcio.com, 18 aprile 2015.
  64. ^ Sardinia Travel Group main sponsor per le partite contro Fiorentina e Chievo, cagliaricalcio.com, 24 aprile 2015.
  65. ^ Crai nuovo main sponsor, cagliaricalcio.com, 8 maggio 2015.
  66. ^ IO Tifo Positivo” sulle maglie del Cagliari, cagliaricalcio.com, 15 maggio 2015.
  67. ^ Alarm System nuovo sponsor di maglia, cagliaricalcio.com, 22 maggio 2015.
  68. ^ Girone d'andata del campionato di Serie B 2015-2016
  69. ^ 8ª giornata di campionato.
  70. ^ Quarto turno di Coppa Italia 2015-2016.
  71. ^ Ottavi di finale di Coppa Italia 2015-2016.
  72. ^ Quarto turno di Coppa Italia 2015-2016 e dalla 16ª alla 21ª giornata di campionato.
  73. ^ Dalla 25ª giornata di campionato.
  74. ^ a b Squadra Primavera, cagliaricalcio.com. URL consultato l'8 agosto 2016.
  75. ^ Squadra Under 17 A & B, cagliaricalcio.com. URL consultato l'8 agosto 2016.
  76. ^ Squadra Under 17 Lega Pro, cagliaricalcio.com. URL consultato l'8 agosto 2016.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Valerio Vargiu, Cagliari. Dimensione Europa, La Guida, 1993.
  • Roberto Montesi, La Nazionale Cagliaritana, Carlo Delfino Editore, 2005, ISBN 88-7138-363-X.
  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Panini, 9 luglio 2012.
  • Giorgio Welter, Cagliari, in Le maglie della Serie A, Milano, Codice Atlantico, 2013, pp. 34-37, ISBN 978-88-905512-9-1.
  • Almanacco illustrato del calcio 2014, Modena, Edizioni Panini, 2014, ISBN 88-912-0538-9.
  • Corrado Delunas, La grande storia del Cagliari (1), Cagliari, Geo Edizioni, 2015, p. 368, ISBN 88-6999-059-1.

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