Nazionale di calcio della Polonia

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Bandiera della Polonia Polonia
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Sport Calcio
Federazione PZPN
Polski Związek Piłki Nożnej
Confederazione UEFA
Codice FIFA POL
Soprannome Biało-czerwoni (Biancorossi)
Białe Orły (Le aquile bianche)
Selezionatore Bandiera della Polonia Michał Probierz
Record presenze Robert Lewandowski (146)
Capocannoniere Robert Lewandowski (82)
Ranking FIFA 31º (26 ottobre 2023)[1]
Sponsor tecnico Nike
Esordio internazionale
Bandiera dell'Ungheria Ungheria 1 - 0 Polonia Bandiera della Polonia
Budapest, Ungheria; 18 dicembre 1921
Migliore vittoria
Bandiera della Polonia Polonia 10 - 0 San Marino
Kielce, Polonia; 1º aprile 2009
Peggiore sconfitta
Bandiera della Danimarca Danimarca 8 - 0 Polonia
Copenaghen, Danimarca; 26 giugno 1948
Campionato del mondo
Partecipazioni 9 (esordio: 1938)
Miglior risultato Bronzo Terzo posto nel 1974, 1982
Campionato d'Europa
Partecipazioni 4 (esordio: 2008)
Miglior risultato Quarti di finale nel 2016
Torneo Olimpico
Partecipazioni 4[2] (esordio: 1924)
Miglior risultato Oro Primo posto nel 1972
UEFA Nations League
Partecipazioni 2 (esordio: 2018-2019)
Miglior risultato 10º posto nella Lega A 2018-2019

La nazionale di calcio della Polonia (in polacco Reprezentacja Polski w piłce nożnej mężczyzn) è la rappresentativa calcistica della Polonia ed è posta sotto l'egida della federazione calcistica polacca.

In coppa del mondo la Polonia si è classificata due volte terza, nel 1974 e nel 1982. Ha partecipato per la prima volta alla fase finale di un campionato europeo a Euro 2008 e ha raggiunto per la prima volta i quarti di finale a Euro 2016. La nazionale olimpica ha vinto la medaglia d'oro nel 1972 e la medaglia d'argento nel 1976 e nel 1992.

Nella classifica mondiale della FIFA, stilata per la prima volta nell'agosto 1993, la Polonia ha raggiunto come miglior piazzamento il 5º posto nell'agosto 2017, mentre la posizione peggiore è stata il 75º posto del marzo 2012. Occupa attualmente il 26º posto della graduatoria.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Esordi e mondiale del 1938 (1921-1946)[modifica | modifica wikitesto]

Polonia-Brasile (5-6), campionato del mondo 1938

La nazionale polacca disputò la sua prima partita ufficiale il 18 dicembre 1921, quando fu sconfitta per 1-0 a Budapest dall'Ungheria (1-0). Nel 1938 disputò il suo primo mondiale, dove fu eliminata agli ottavi di finale, cioè alla prima partita, dal forte Brasile dopo una durissima battaglia di 90 minuti finita 6-5, con la Polonia capace di pareggiare per ben cinque volte. Quattro dei cinque gol polacchi portarono la firma di Ernest Wilimowski, attaccante del Ruch Chorzów, primo giocatore a segnare quattro reti in una partita del campionato mondiale di calcio.

Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale la Polonia sconfisse in amichevole per 4-2 la forte Ungheria, classificatasi seconda dietro l'Italia al mondiale del 1938.

Dopoguerra e anni 1960 (1946-1972)[modifica | modifica wikitesto]

L'11 giugno 1946 la Polonia tornò in campo per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, perdendo in amichevole a Oslo contro la Norvegia per 3-1. Nell'immediato dopoguerra una vittoria importante fu colta contro la quotata Cecoslovacchia (3-1).

Il 26 aprile 1948 la Polonia patì la più larga sconfitta della propria storia, perdendo per 8-0 a Copenaghen contro la Danimarca.

Il 4 novembre 1963 a Stettino i polacchi travolsero la Norvegia per 9-0, stabilendo la seconda migliore vittoria della loro storia (il primato sarebbe stato, infatti, migliorato nel 2009). Fu il match d'esordio per Włodzimierz Lubański, che bagnò il debutto con un gol e che divenne poi il miglior marcatore della nazionale polacca con 48 gol in 75 presenze dal 1963 al 1980.

Anni 1970 e 1980: le medaglie olimpiche e mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Polonia-Brasile (1-0), campionato del mondo 1974. A sinistra Grzegorz Lato, terzo giocatore più presente e terzo goleador di tutti i tempi della nazionale polacca.
Zbigniew Boniek, miglior marcatore della Polonia al mondiale di Spagna 1982

Il 1º dicembre 1970 il ruolo di commissario tecnico fu affidato a Kazimierz Górski, che condusse subito la squadra alla medaglia d'oro alle OIimpiadi 1972, cui fece seguito la medaglia d'argento alle Olimpiadi 1976. Sotto la sua guida la Polonia ottenne inoltre la medaglia di bronzo al campionato del mondo 1974 e al campionato del mondo 1982.

La Polonia tornò a disputare la fase finale del mondiale nel 1974, in Germania Ovest, dove fu la maggiore sorpresa dopo i Paesi Bassi. I polacchi eliminarono nelle qualificazioni al mondiale del 1974 l'Inghilterra, campione del mondo nel 1966 ed eliminata ai quarti di finale del campionato del mondo 1970. In Germania Ovest la Polonia riuscì a superare a punteggio pieno il proprio girone eliminando l'Italia. All'esordio, contro l'Argentina, si portò sul 2-0 dopo soli otto minuti di gioco, grazie alle marcature di Grzegorz Lato al settimo e Andrzej Szarmach all'ottavo. Il gol argentino di Ramón Heredia al sessantesimo illuse i sudamericani, che due minuti dopo capitolarono nuovamente (altro gol di Lato), prima del gol di Carlos Babington per il definitivo 3-2. Nel secondo match la Polonia travolse con il punteggio di 7-0 Haiti, con tripletta di Szarmach e doppietta di Lato. Contro l'Italia vice-campione del mondo in carica la Polonia, già qualificata, necessitava di un punto per assicurarsi la vittoria del girone. Chiuso l'intervallo in vantaggio per 2-0 (reti di Szarmach e Kazimierz Deyna), subì nella ripresa il gol di Fabio Capello, ma si impose per 2-1 e chiuse il girone in testa. La Polonia vinse anche le prime due partite del girone di semifinale (1-0 con gol di Lato contro la Svezia che non aveva subito gol nelle tre partite precedenti e 2-1 contro la Jugoslavia con gol di Deyna su calcio di rigore, Stanislav Karasi per gli jugoslavi e Lato), ma nell'ultima perse per 1-0 contro la Germania Ovest padrona di casa una partita che doveva vincere (giocata su un campio allagato dalla pioggia, ai limiti della praticabilità), mancando dunque la qualificazione alla finalissima. I tedeschi innaffiarono il campo prima della partita per smorzare l'ardore dei velocissimi avversari. Nella finale per il terzo posto la Polonia batté per 1-0 il Brasile campione del mondo in carica. Il gol fu siglato da Lato, che con 7 centri nel torneo si laureò capocannoniere del mondiale.

La Polonia non riuscì a qualificarsi al campionato d'Europa 1976 perché si classificò seconda nel suo girone eliminatorio, dietro all'Olanda e davanti a Italia e Finlandia.

Qualificatasi al campionato del mondo 1978 a spese del Portogallo, vinse il suo girone davanti alla Germania Ovest. Pareggiò all'esordio proprio con i tedeschi occidentali (0-0), poi batté per 1-0 la Tunisia (gol del solito Lato) e per 3-1 il Messico (reti di Zbigniew Boniek, Víctor Rangel per i messicani, Deyna e ancora Boniek). Nel girone semifinale arrivò terza dietro ad Argentina e Brasile e davanti al Perù. Alla sconfitta per 2-0 contro gli argentini padroni di casa (doppietta di Mario Kempes) seguì la vittoria per 1-0 contro il Perù (gol di Szarmach) e la sconfitta per 3-1 contro il Brasile (gol di Nelinho e Lato e doppietta di Roberto Dinamite).

La mancata qualificazione al campionato d'Europa 1980 fece da preludio a un episodio spiacevole. Il 29 novembre 1980 vi fu un aspro confronto tra calciatori e membri dello staff tecnico della nazionale polacca, in partenza per l'Italia per preparare la partita contro Malta valida per le qualificazioni al mondiale di Spagna 1982. Il litigio, iniziato in un hotel di Varsavia, si concluse all'aeroporto Okęcie della capitale polacca. Dopo l'incidente molti calciatori furono banditi dalla nazionale e il CT Ryszard Kulesza, in polemica con la federazione, si dimise[3] e fu sostituito da Antoni Piechniczek.

Qualificatasi al campionato del mondo 1982, la Polonia riuscì a classificarsi terza, dopo essere stata battuta dall'Italia in semifinale. Il girone di primo turno con Italia, Camerun e Perù vide i polacchi pareggiare per 0-0 con Italia e Camerun e vincere per 5-1 contro i peruviani (gol di Włodzimierz Smolarek, Lato, Boniek, Andrzej Buncol e Włodzimierz Ciołek), risultato che consentì alla Polonia di superare il girone da prima classificata. Nel girone di secondo turno la squadra biancorossa batté il Belgio per 3-0 con tripletta di Boniek e pareggiò per 0-0 contro l'Unione Sovietica, vincendo il girone per una migliore differenza reti rispetto ai sovietici. Il piazzamento proiettò i polacchi in semifinale, dove furono sconfitti per 2-0 dall'Italia (doppietta di Paolo Rossi), prima di vincere la finale per il terzo posto per 3-2 contro la Francia (gol di Szarmach, Stefan Majewski e Janusz Kupcewicz).

Con tre vittorie, due pareggi e una sconfitta nel girone con Belgio, Albania e Grecia, la Polonia si qualificò al campionato del mondo 1986, dove fu eliminata agli ottavi di finale. Inserita nel girone con Inghilterra, Marocco e Portogallo, pareggiò per 0-0 contro i marocchini, sconfisse il Portogallo per 1-0 (gol di Włodzimierz Smolarek) e fu sconfitta per 3-0 dagli inglesi, ma superò il turno come una delle migliori terze classificate, avendo il Marocco battuto per 3-1 i portoghesi. Agli ottavi di finale fu eliminata dal Brasile, perdendo malamente per 4-0.

Crisi (1986-2002)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli anni d'oro ('70 e '80) la nazionale polacca visse un quindicennio di crisi, fallendo la qualificazione a tre fasi finali dei mondiali e continuando a non qualificarsi per la fase finale degli europei.

Terza nel girone di qualificazione al mondiale di Italia 1990 dietro Svezia e Inghilterra e davanti all'Albania, con cinque punti (due vittorie, un pareggio e tre sconfitte), la Polonia ottenne tuttavia la medaglia d'argento alle Olimpiadi del 1992, perdendo a testa alta in finale contro i padroni di casa della Spagna (3-2 con il gol decisivo segnato nei minuti di recupero). I due attaccanti della Polonia Wojciech Kowalczyk e Andrzej Juskowiak parvero agli albori di una sfavillante carriera, ma la giovane nazionale polacca non tenne fede alle attese negli anni a venire.

La Polonia si piazzò quarta nel proprio girone di qualificazione al mondiale di Stati Uniti 1994, dietro Norvegia, Paesi Bassi e Inghilterra e davanti a Turchia e San Marino. Il bilancio finale fu di tre vittorie, due pareggi e cinque sconfitte, di cui quattro consecutive, subite negli ultimi quattro incontri disputati. Non andarono meglio le qualificazioni al campionato d'Europa 1996, concluse dai polacchi al quarto posto dietro a Romania, Francia e Slovacchia e davanti a Israele e Azerbaigian, con un bilancio di tre vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte. Seguì il terzo posto nel girone di qualificazione al mondiale di Francia 1998 dietro a Inghilterra e Italia e davanti a Georgia e Moldavia.

Qualche miglioramento si vide nelle eliminatorie del campionato d'Europa 2000, in cui i polacchi totalizzarono 13 punti (quattro vittorie, un pareggio e tre sconfitte) e si classificarono terzi dietro a Svezia e Inghilterra e davanti a Bulgaria (contro la quale ottennero due vittorie) e Lussemburgo. A penalizzare la Polonia furono gli scontri diretti contro gli inglesi, con cui i polacchi chiusero a pari punti.

Ritorno sulla grande scena internazionale (2002-2010)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un'assenza di sedici anni dalle fasi finali dei maggiori tornei internazionali, la Polonia si qualificò al campionato del mondo 2002 vincendo il proprio girone eliminatorio con quattro punti di vantaggio sull'Ucraina, con un bilancio di sei vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta. Nella fase finale del torneo, però, la squadra si classificò ultima nel proprio girone. In Giappone e Corea del Sud fu, infatti, eliminata dopo sole due partite, perdendo per 2-0 contro la Corea del Sud e per 4-0 contro il Portogallo. Nell'ultima partita colse un inutile successo per 3-1 contro gli Stati Uniti.

Nel proprio girone di qualificazione al campionato europeo del 2004 si piazzò terza e fu eliminata. Nell'ultima partita delle qualificazioni eliminò l'Ungheria battendola per 2-1, ma fu a sua volta eliminata perché la Lettonia batté la già qualificata Svezia, accedendo sorprendentemente ai play-off per la qualificazione alla fase finale. La sconfitta della Svezia già qualificata suscitò polemiche in Polonia.

La formazione polacca conseguì la qualificazione al campionato del mondo 2006 come migliore seconda classificata di tutti i gironi, piazzandosi dietro l'Inghilterra e davanti Austria e Irlanda del Nord, con otto vittorie e due sconfitte (entrambe contro gli inglesi) in dieci partite. Nella fase finale la Polonia, allenata da Paweł Janas, parve la favorita per il secondo posto nel girone composto dai padroni di casa della Germania dall'Ecuador e dalla Costa Rica. L'allenatore subì alcune critiche dalla stampa e dalla nazione per la mancata convocazione al mondiale del bomber Tomasz Frankowski e soprattutto del capitano, il portiere Jerzy Dudek. La squadra aveva comunque un discreto organico. Tra i nomi più importanti c'erano il portiere del Celtic, Artur Boruc, Michał Żewłakow in difesa, il centrocampista del Bayer Leverkusen, Jacek Krzynówek, l'attaccante del Celtic Maciej Żurawski e soprattutto il giovane Euzebiusz Smolarek, che giocava nel Borussia Dortmund, figlio dello Smolarek che portò la Polonia al terzo posto al mondiale del 1982.

Nonostante le attese, la Polonia in Germania deluse. La prima partita con l'Ecuador fu persa per 2-0 dai polacchi, che si videro annullare un gol e colpirono due pali nel giro di dieci minuti. La seconda con la Germania fu persa per 1-0 all'ultimo minuto, dopo aver giocato una buona partita. Ormai già eliminata, la Polonia giocò l'ultimo match con la Costa Rica per i tre punti della bandiera. I polacchi vinsero di misura (2-1) grazie alla doppietta del difensore Bosacky e conclusero terzi nel girone. Alla fine del mondiale il commissario tecnico Janas fu esonerato e sostituito dall'olandese Leo Beenhakker.

Dopo un eccezionale girone di qualificazione concluso come prima davanti al Portogallo, la Polonia si qualificò per la prima volta nella sua storia ad un europeo (Austria-Svizzera 2008) e diede una svolta alla storia del proprio calcio. La squadra di Beenhakker, esprimendo un ottimo gioco, prometteva davvero bene per la competizione. Ancora una volta, però, malgrado le aspettative suscitate nella campagna di qualificazione, nella fase finale la compagine polacca si comportò ben al di sotto delle attese. Sorteggiata nel girone con Germania, Croazia ed Austria, racimolò solo un punto. Perse per 2-0 la prima partita con la Germania, pareggiò per 1-1 con l'Austria e perse per 1-0 con la Croazia, classificandosi all'ultimo posto del girone.

L'europeo casalingo del 2012[modifica | modifica wikitesto]

Sempre sotto la guida di Beenhakker, la Polonia fu poi impegnata nelle qualificazioni al campionato del mondo del 2010. Il girone era equilibrato ma non impossibile: Rep. Ceca, Slovenia, Slovacchia ed Irlanda del Nord più la cenerentola San Marino. La nazionale polacca, però, non fu costante nel rendimento e, dopo una serie di sconfitte e di pareggi, la qualificazione al mondiale fu seriamente a rischio. Dopo la sconfitta per 3-0 con la Slovenia Beenhakker fu esonerato e rimpiazzato da Stefan Majewski, il quale non riuscì a far rimontare la squadra, che giunse terza, restando fuori dal mondiale.

Robert Lewandowski festeggiato dai compagni dopo il gol alla Grecia al campionato d'Europa 2012

Durante le qualificazioni a Sudafrica 2010, il 1º aprile 2009 la nazionale polacca ottenne la più larga vittoria della propria storia, sconfiggendo per 10-0 San Marino a Kielce.

La Polonia organizzò il campionato d'Europa 2012 insieme all'Ucraina, ospitando per la prima volta un campionato europeo. La nazionale polacca, dunque, risultò qualificata d'ufficio e scelse come CT Franciszek Smuda. Per l'evento in Polonia furono costruiti nuovi stadi, su tutti lo Stadio Nazionale di Varsavia, avente una capienza di 55.000 posti e sede della partita inaugurale dell'evento. Fu edificata anche la PGE Arena Gdańsk, il nuovo stadio di Danzica, considerato tra i più belli e moderni d'Europa.

In vista dell'importante evento calcistico ospitato in casa, tutto il paese visse con entusiasmo il debutto della nazionale e tutto sembrava promettere bene dopo il gol dell'1-0 di Robert Lewandowski nella partita inaugurale contro la Grecia a Varsavia, ma la partita terminò con un pareggio: la Polonia si fece raggiungere dal gol di Dimitris Salpingidis nonostante la superiorità numerica. La situazione parve peggiorare dopo l'espulsione del portiere Szczęsny e il rigore concesso agli ellenici, ma il giovane portiere Tytoń entrò in campo a salvare le speranze di una nazione intera, parando il tiro dell'avversario greco. Nella seconda partita la Polonia giocò bene contro la Russia, ma non andò oltre il pareggio, ottenuto nella ripresa con un gran gol da fuori area di Jakub Błaszczykowski. Le speranze della nazionale di superare il turno furono poi annullate dopo la sconfitta nell'ultima partita a Breslavia contro la Rep. Ceca (1-0). L'avventura polacca finì, dunque, già ai gironi, dopo due pareggi e una sconfitta, per l'amarezza del pubblico di casa.

La nazionale uscì sconfitta con grande delusione dall'evento, nonostante avesse proposto una buona rosa composta da giocatori di livello. Al termine dell'europeo il CT Smuda lasciò la guida della nazionale a Waldemar Fornalik.

Il risveglio (dal 2014)[modifica | modifica wikitesto]

Fallito l'accesso al campionato del mondo 2014, Fornalik fu sostituito, dopo le qualificazioni, da Adam Nawałka[4]: il nuovo allenatore condusse i biancorossi a qualificarsi per il campionato d'Europa 2016, risultato che passò anche dalla storica vittoria contro la Germania campione del mondo.[5] Il 2-0 contro i tedeschi dell'11 ottobre 2014 rappresentò la prima battuta d'arresto per questi ultimi dopo un'imbattibilità di 19 incontri.[5] Nella fase finale del torneo i polacchi ritrovarono lo stesso avversario che li aveva sopravanzati in classifica per differenza reti.[6] Ottenuto comunque uno storico accesso agli ottavi di finale, la squadra batté in questo turno la Svizzera ai tiri di rigore.[7] Ai quarti fu poi eliminata - sempre ai tiri dal dischetto - dal Portogallo, poi vincitore della manifestazione.[8]

I biancorossi dominarono il loro girone di qualificazione al campionato del mondo 2018, guadagnando 25 punti e subendo una sola sconfitta.[9] Robert Lewandowski diventò il capocannoniere, a pari merito, delle qualificazioni UEFA al mondiale (con 16 gol), dopo che lo era già diventato per le qualificazioni a Euro 2016 (con 13 gol). Sconfiggendo il Montenegro nell'ultima partita[10], la Polonia ottenne la certezza dell'accesso alla fase finale di un mondiale dopo 12 anni.[11] All'inizio del mandato dell'allenatore Nawałka la Polonia si trovava al 78º posto della classifica FIFA, mentre durante le qualificazioni al campionato del mondo 2018 arrivò a occupare a un certo punto il 5º posto, traguardo storico per la nazionale. Il 6º posto nella classifica FIFA alla vigilia dei sorteggi del mondiale 2018 consentì alla selezione polacca di essere collocata nella prima fascia del sorteggio dei gironi. Nella fase finale del mondiale russo del 2018 la Polonia deluse, tuttavia, le aspettative. Inserita in un gruppo con Colombia, Giappone e Senegal, perse a sorpresa all'esordio contro il Senegal (1-2) e in malo modo contro la Colombia (0-3), subendo l'eliminazione al primo turno. Utile solo per le statistiche fu la vittoria contro il Giappone all'ultima giornata (1-0).

Al termine del mondiale la federazione individuò il nuovo CT in Jerzy Brzęczek, che esordì in gare ufficiali nella prima partita della UEFA Nations League 2018-2019 pareggiando per 1-1 a Bologna contro l'Italia nel settembre 2018. A causa delle sconfitte interne subite un mese dopo contro Portogallo (2-3) e Italia (0-1), la Polonia retrocesse nella Lega B della Nations League con una partita di anticipo rispetto alla fine del mini-girone, chiuso all'ultimo posto, scampando poi la retrocessione per via della modifica del regolamento della competizione. Brzęczek riuscì a qualificare la squadra al campionato d'Europa 2020 vincendo, nel novembre 2019, il girone eliminatorio con 8 successi in 10 partite, ma fu esonerato nel novembre 2020, a pochi mesi dall'inizio della fase finale dell'europeo, posticipato al 2021, a conclusione degli impegni dei polacchi nella UEFA Nations League 2020-2021. In questo torneo i biancorossi, inseriti nel girone di Lega A vinto dall'Italia, si classificarono terzi nel proprio raggruppamento, vincendo 2 delle 6 partite disputate.

Nel gennaio 2021 la panchina fu affidata al portoghese Paulo Sousa, con cui la squadra deluse al campionato d'Europa 2020. Inserita nel raggruppamento con Slovacchia, Svezia e Spagna, la Polonia perse di misura (1-2) contro la Slovacchia, pareggiò per 1-1 contro la Spagna e perse di misura (2-3) contro la Svezia, concludendo come ultima nel girone, con un solo punto, e fu quindi eliminata. Seconda classificata, con un bilancio di 6 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, nel girone di qualificazione al campionato del mondo 2022 vinto dall'Inghilterra, la nazionale polacca fu ammessa ai play-off. Nel dicembre 2021 Sousa si dimise e fu sostituito da Czesław Michniewicz, con cui la Polonia superò le semifinali degli spareggi per il mondiale per effetto della sospensione della Russia, sanzionata dalla FIFA per via dell'invasione russa dell'Ucraina,[12] e poi batté per 2-0 la Svezia nella finale degli spareggi, ottenendo un posto a Qatar 2022. Nella fase finale del torneo la squadra pareggiò contro il Messico (0-0), vinse contro l'Arabia Saudita (2-0) e fu battuta dall'Argentina (0-2), superando il girone come seconda classificata, per una migliore differenza reti rispetto ai messicani; agli ottavi di finale fu eliminata dalla Francia (1-3).

Partecipazione ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Ritirata[13]
1938 Ottavi di finale
1950 Non partecipante
1954 Ritirata[14]
1958 Non qualificata
1962 Non qualificata
1966 Non qualificata
1970 Non qualificata
1974 Terzo posto Bronzo
1978 Secondo turno
1982 Terzo posto Bronzo
1986 Ottavi di finale
1990 Non qualificata
1994 Non qualificata
1998 Non qualificata
2002 Primo turno
2006 Primo turno
2010 Non qualificata
2014 Non qualificata
2018 Primo turno
2022 Ottavi di finale
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non qualificata
1964 Non qualificata
1968 Non qualificata
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Non qualificata
1984 Non qualificata
1988 Non qualificata
1992 Non qualificata
1996 Non qualificata
2000 Non qualificata
2004 Non qualificata
2008 Primo turno
2012 Primo turno
2016 Quarti di finale
2020 Primo turno
Giochi olimpici[15]
Edizione Risultato
1924 Turno di qualificazione
1928 Non partecipante
1936 Quarto posto
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Bandiera dell'Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1934 Bandiera dell'Italia Italia Ritirata[13] - - - -
1938 Bandiera della Francia Francia Ottavi di finale 0 0 1 5:6
1950 Bandiera del Brasile Brasile Non partecipante - - - -
1954 Bandiera della Svizzera Svizzera Ritirata[14] - - - -
1958 Bandiera della Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1962 Bandiera del Cile Cile Non qualificata - - - -
1966 Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra Non qualificata - - - -
1970 Bandiera del Messico Messico Non qualificata - - - -
1974 bandiera Germania Ovest Terzo posto Bronzo 6 0 1 16:5
1978 Bandiera dell'Argentina Argentina Secondo turno 3 1 2 6:6
1982 Bandiera della Spagna Spagna Terzo posto Bronzo 3 3 1 11:5
1986 Bandiera del Messico Messico Ottavi di finale 1 1 2 1:7
1990 Bandiera dell'Italia Italia Non qualificata - - - -
1994 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti Non qualificata - - - -
1998 Bandiera della Francia Francia Non qualificata - - - -
2002 Bandiera della Corea del Sud Corea del Sud / Bandiera del Giappone Giappone Primo turno 1 0 2 3:7
2006 Bandiera della Germania Germania Primo turno 1 0 2 2:4
2010 Bandiera del Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2014 Bandiera del Brasile Brasile Non qualificata - - - -
2018 Bandiera della Russia Russia Primo turno 1 0 2 2:5
2022 Bandiera del Qatar Qatar Ottavi di finale 1 1 2 3:5

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960 Bandiera della Francia Francia Non qualificata - - - -
1964 Bandiera della Spagna Spagna Non qualificata - - - -
1968 Bandiera dell'Italia Italia Non qualificata - - - -
1972 Bandiera del Belgio Belgio Non qualificata - - - -
1976 Bandiera della Jugoslavia Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980 Bandiera dell'Italia Italia Non qualificata - - - -
1984 Bandiera della Francia Francia Non qualificata - - - -
1988 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1992 Bandiera della Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1996 Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra Non qualificata - - - -
2000 Bandiera del Belgio Belgio / Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi Non qualificata - - - -
2004 Bandiera del Portogallo Portogallo Non qualificata - - - -
2008 Bandiera dell'Austria Austria / Bandiera della Svizzera Svizzera Primo turno 0 1 2 1:4
2012 Bandiera della Polonia Polonia / Bandiera dell'Ucraina Ucraina Primo turno 0 2 1 2:3
2016 Bandiera della Francia Francia Quarti di finale 2 3 0 4:2
2020[16] Bandiera dell'Europa Europa Primo turno 0 1 2 4:6

Nations League[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
2018-2019 Bandiera del Portogallo Portogallo 10° in Lega A[17] 0 2 2 4:6
2020-2021 Bandiera dell'Italia Italia 10° in Lega A 2 1 3 6:6
2022-2023 Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 11° in Lega A 2 1 3 6:12

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1924 Parigi Turno di qualificazione 0 0 1 0:5
1928 Amsterdam Non partecipante - - - -
1936 Berlino Quarto posto 2 0 2 11:10
1948 Londra Non partecipante - - - -

Confronti con altre nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli avversari nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri, la Polonia presenta i seguenti saldi:

Saldo positivo[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Reti fatte Reti subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Bandiera della Finlandia Finlandia 31 20 8 3 71 29 +42 7 ottobre 2020 29 maggio 2010 2 giugno 2006
Bandiera della Bulgaria Bulgaria 26 12 8 6 48 32 +16 3 marzo 2010 6 febbraio 1985 2 aprile 1980
Bandiera dell'Irlanda Irlanda 28 11 11 6 40 25 +15 11 ottobre 2015 11 settembre 2018 6 febbraio 2013
Bandiera della Germania Est Germania Est 19 10 4 5 27 26 +1 21 settembre 1988 26 settembre 1979 31 luglio 1976
Bandiera della Norvegia Norvegia 18 11 3 4 55 26 +29 9 febbraio 2011 29 agosto 1984 13 ottobre 1993
Bandiera della Turchia Turchia 17 11 3 3 39 12 +27 23 settembre 1992 11 dicembre 1985 27 ottobre 1993
Bandiera della Grecia Grecia 15 10 2 3 30 12 +18 12 agosto 2009 8 giugno 2012 29 aprile 1987
Bandiera della Lettonia Lettonia 12 8 2 2 34 15 +19 6 settembre 2003 6 settembre 1936 12 ottobre 2002
Bandiera dell'Albania Albania 12 7 3 2 14 8 +6 27 maggio 2008 31 ottobre 1984 10 settembre 2023
Bandiera d'Israele Israele 11 5 4 2 22 14 +8 17 agosto 2005 3 febbraio 1993 25 febbraio 1998

Saldo neutro[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Reti fatte Reti subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 17 7 3 7 36 22 +14 14 giugno 2002 9 ottobre 2010 26 marzo 2008

Saldo negativo[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Reti fatte Reti subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Bandiera della Romania Romania 35 6 15 14 54 55 –1 11 novembre 2016 16 agosto 2000 14 novembre 2009
Bandiera dell'Ungheria Ungheria 31 7 4 20 37 86 –49 11 ottobre 2003 29 marzo 2003 17 ottobre 2007
Bandiera della Svezia Svezia 26 8 4 14 37 56 –19 21 agosto 1991 22 maggio 1997 5 giugno 2004
Bandiera della Danimarca Danimarca 21 7 2 12 35 43 –8 8 ottobre 2016 1º giugno 2008 17 gennaio 2010
Bandiera del Belgio Belgio 21 7 6 8 27 27 +6 17 novembre 2007 21 agosto 2002 14 giugno 2022
Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 19 3 7 9 17 24 –7 2 maggio 1979 11 giugno 2022 22 settembre 2022
Bandiera della Cecoslovacchia Cecoslovacchia 19 4 5 10 27 43 –16 27 maggio 1992 24 settembre 1980 27 marzo 1991
Bandiera della Jugoslavia Jugoslavia 19 6 4 9 39 46 –7 30 giugno 1974 28 marzo 1990 26 aprile 1980
Bandiera dell'Italia Italia 18 3 8 7 10 23 –13 12 novembre 2003 11 ottobre 2020 15 novembre 2020
Bandiera della Germania Germania 18 1 5 12 11 31 –20 11 ottobre 2014 6 settembre 2011 8 giugno 2008
Bandiera della Francia Francia 17 3 5 9 17 29 –12 31 agosto 1982 17 novembre 2004 4 dicembre 2022
Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra 21 1 8 12 13 33 –22 6 giugno 1973 8 settembre 2021 31 marzo 2021
Bandiera dell'Unione Sovietica Unione Sovietica 14 3 3 8 11 27 –16 5 settembre 1972 23 agosto 1989 1º giugno 1988
Bandiera dell'Argentina Argentina 12 3 2 7 12 20 -8 5 giugno 2011 17 gennaio 1984 30 novembre 2022
Bandiera del Brasile Brasile 12 1 2 9 19 37 –18 6 luglio 1974 17 marzo 1993 26 febbraio 1997
Bandiera del Portogallo Portogallo 12 3 4 5 12 19 –7 11 ottobre 2006 30 giugno 2016 11 ottobre 2018
Bandiera della Spagna Spagna 10 1 1 8 8 27 –19 12 novembre 1980 9 febbraio 1994 8 giugno 2010

Commissari tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo FIFA 1938
Brom, P Madejski, D Gałecki, D Giemsa, D Szczepaniak, D Twórz, C Dytko, C Góra, C Lis, C Nyc, C W. Piec, C Wasiewicz, A Baran, A Cebula, A Habowski, A Korbas, A Łyko, A Piontek, A R. Piec, A Scherfke, A Wilimowski, A Wodarz, CT: Kałuża
Coppa del Mondo FIFA 1974
Fischer, 2 Tomaszewski, 3 Kalinowski, 4 Szymanowski, 5 Gut, 6 Gorgoń, 7 Wieczorek, 8 Bulzacki, 9 Żmuda, 10 Musiał, 11 Ćmikiewicz, 12 Deyna, 13 Kasperczak, 14 Maszczyk, 15 Jakóbczak, 16 Lato, 17 Szarmach, 18 Gadocha, 19 Domarski, 20 Kapka, 21 Kmiecik, 22 Kusto, CT: Górski
Coppa del Mondo FIFA 1978
Tomaszewski, 2 Mazur, 3 Maculewicz, 4 Szymanowski, 5 Nawałka, 6 Gorgoń, 7 Iwan, 8 Kasperczak, 9 Żmuda, 10 Rudy, 11 Masztaler, 12 Deyna, 13 Kupcewicz, 14 Justek, 15 Kusto, 16 Lato, 17 Szarmach, 18 Boniek, 19 Lubański, 20 Wójcicki, 21 Kukla, 22 Kostrzewa, CT: Gmoch
Coppa del Mondo FIFA 1982
Młynarczyk, 2 Dziuba, 3 Kupcewicz, 4 Dolny, 5 Janas, 6 Skrobowski, 7 Jałocha, 8 Matysik, 9 Żmuda, 10 Majewski, 11 Smolarek, 12 Wójcicki, 13 Buncol, 14 Pałasz, 15 Ciołek, 16 Lato, 17 Szarmach, 18 Kusto, 19 Iwan, 20 Boniek, 21 Kazimierski, 22 Mowlik, CT: Piechniczek
Coppa del Mondo FIFA 1986
Młynarczyk, 2 Przybyś, 3 Żmuda, 4 Ostrowski, 5 Wójcicki, 6 Matysik, 7 Tarasiewicz, 8 Urban, 9 Karaś, 10 Majewski, 11 Smolarek, 12 Kazimierski, 13 Komornicki, 14 Kubicki, 15 Buncol, 16 Pałasz, 17 Zgutczyński, 18 Pawlak, 19 Wandzik, 20 Boniek, 21 Dziekanowski, 22 Furtok, CT: Piechniczek
Coppa del Mondo FIFA 2002
Dudek, 2 Kłos, 3 Zieliński, 4 Mi. Żewłakow, 5 Rząsa, 6 Hajto, 7 Świerczewski, 8 Kucharski, 9 Kryszałowicz, 10 Kałużny, 11 Olisadebe, 12 Majdan, 13 Głowacki, 14 Ma. Żewłakow, 15 Wałdoch, 16 Murawski, 17 A. Bąk, 18 Krzynówek, 19 Żurawski, 20 J. Bąk, 21 Koźmiński, 22 Matysek, 23 Sibik, CT: Engel
Coppa del Mondo FIFA 2006
Boruc, 2 Jop, 3 Gancarczyk, 4 Baszczyński, 5 Kosowski, 6 Bąk, 7 Sobolewski, 8 Krzynówek, 9 Żurawski, 10 Szymkowiak, 11 Rasiak, 12 Kuszczak, 13 Mila, 14 Żewłakow, 15 Smolarek, 16 Radomski, 17 Dudka, 18 Lewandowski, 19 Bosacki, 20 Giza, 21 Jeleń, 22 Fabiański, 23 Brożek, CT: Janas
Coppa del Mondo FIFA 2018
Szczęsny, 2 Pazdan, 3 Jędrzejczyk, 4 Cionek, 5 Bednarek, 6 Góralski, 7 Milik, 8 Linetty, 9 Lewandowski, 10 Krychowiak, 11 Grosicki, 12 Białkowski, 13 Rybus, 14 Teodorczyk, 15 Glik, 16 Błaszczykowski, 17 Peszko, 18 Bereszyński, 19 Zieliński, 20 Piszczek, 21 Kurzawa, 22 Fabiański, 23 Kownacki, CT: Nawałka
Coppa del Mondo FIFA 2022
Szczęsny, 2 Cash, 3 Jędrzejczyk, 4 Wieteska, 5 Bednarek, 6 Bielik, 7 Milik, 8 D. Szymański, 9 Lewandowski, 10 Krychowiak, 11 Grosicki, 12 Skorupski, 13 Kamiński, 14 Kiwior, 15 Glik, 16 Świderski, 17 Żurkowski, 18 Bereszyński, 19 S. Szymański, 20 Zieliński, 21 Zalewski, 22 Grabara, 23 Piątek, 24 Frankowski, 25 Gumny, 26 Skóraś, CT: Michniewicz

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Campionato d'Europa UEFA 2008
Boruc, 2 Jop, 3 Wawrzyniak, 4 Golański, 5 Dudka, 6 Bąk, 7 Smolarek, 8 Krzynówek, 9 Żurawski, 10 Garguła, 11 Saganowski, 12 Kowalewski, 13 Wasilewski, 14 Żewłakow, 15 Pazdan, 16 Piszczek, 17 Łobodziński, 18 Lewandowski, 19 Murawski, 20 Guerreiro, 21 Zahorski, 22 Fabiański, 23 Kokoszka, CT: Beenhakker
Campionato d'Europa UEFA 2012
Szczęsny, 2 Boenisch, 3 Wojtkowiak, 4 Kamiński, 5 Dudka, 6 Matuszczyk, 7 Polanski, 8 Rybus, 9 Lewandowski, 10 Obraniak, 11 Murawski, 12 Sandomierski, 13 Wasilewski, 14 Wawrzyniak, 15 Perquis, 16 Błaszczykowski, 17 Sobiech, 18 Mierzejewski, 19 Wolski, 20 Piszczek, 21 Grosicki, 22 Tytoń, 23 Brożek, CT: Smuda
Campionato d'Europa UEFA 2016
Szczęsny, 2 Pazdan, 3 Jędrzejczyk, 4 Cionek, 5 Mączyński, 6 Jodłowiec, 7 Milik, 8 Linetty, 9 Lewandowski, 10 Krychowiak, 11 Grosicki, 12 Boruc, 13 Stępiński, 14 Wawrzyniak, 15 Glik, 16 Błaszczykowski, 17 Peszko, 18 Salamon, 19 Zieliński, 20 Piszczek, 21 Kapustka, 22 Fabiański, 23 Starzyński, CT: Nawałka
Campionato d'Europa UEFA 2020
Szczęsny, 2 Piątkowski, 3 Dawidowicz, 4 Kędziora, 5 Bednarek, 6 Kozłowski, 8 Linetty, 9 Lewandowski, 10 Krychowiak, 11 Świderski, 12 Skorupski, 13 Rybus, 14 Klich, 15 Glik, 16 Moder, 17 Płacheta, 18 Bereszyński, 19 Frankowski, 20 Zieliński, 21 Jóźwiak, 22 Fabiański, 23 Kownacki, 24 Świerczok, 25 Helik, 26 Puchacz, CT: Sousa

Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1924
Görlitz, P Wiśniewski, P Popiel, D Cyl, D Fryc, D Gintel, C Cikowski, C Krupa, C Spoida, C Styczeń, C Synowiec, A Batsch, A Kałuża, A Kuchar, A Miller, A H. Reyman, A J. Reyman, A Sperling, A Staliński, CT: Obrubański
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1936
Albański, P Madejski, D Gałecki, D Martyna, D Szczepaniak, C Cebulak, C Dytko, C Góra, C Kotlarczyk, C Wasiewicz, A Gad, A Kisieliński, A Matyas, A Musielak, A Peterek, A Piec, A Scherfke, A Wodarz, CT: Kałuża

NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei giocatori convocati per la gara di qualificazione al campionato europeo di calcio 2024 contro la Rep. Ceca e la gara amichevole contro la Lettonia del 17 e 21 novembre 2023.

Statistiche aggiornate al termine della seconda gara.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
P Wojciech Szczęsny 18 aprile 1990 (33 anni) 79 -76 Bandiera dell'Italia Juventus
P Łukasz Skorupski 5 maggio 1991 (32 anni) 9 -8 Bandiera dell'Italia Bologna
P Marcin Bułka 4 ottobre 1999 (24 anni) 1 0 Bandiera della Francia Nizza
D Jan Bednarek 12 aprile 1996 (27 anni) 54 1 Bandiera dell'Inghilterra Southampton
D Tomasz Kędziora 11 giugno 1994 (29 anni) 32 1 Bandiera della Grecia PAOK
D Jakub Kiwior 15 febbraio 2000 (24 anni) 19 1 Bandiera dell'Inghilterra Arsenal
D Tymoteusz Puchacz 23 gennaio 1999 (25 anni) 12 0 Bandiera della Germania Kaiserslautern
D Mateusz Wieteska 11 febbraio 1997 (27 anni) 4 0 Bandiera dell'Italia Cagliari
D Patryk Peda 16 aprile 2002 (21 anni) 3 0 Bandiera dell'Italia SPAL
D Paweł Bochniewicz 30 gennaio 1996 (28 anni) 3 0 Bandiera dei Paesi Bassi Heerenveen
D Bartłomiej Wdowik 25 settembre 2000 (23 anni) 1 0 Bandiera della Polonia Jagiellonia
C Kamil Grosicki 8 giugno 1988 (35 anni) 93 17 Bandiera della Polonia Pogoń Stettino
C Piotr Zieliński 20 maggio 1994 (29 anni) 86 10 Bandiera dell'Italia Napoli
C Przemysław Frankowski 12 aprile 1995 (28 anni) 38 2 Bandiera della Francia Lens
C Sebastian Szymański 10 maggio 1999 (24 anni) 30 2 Bandiera della Turchia Fenerbahçe
C Damian Szymański 16 giugno 1995 (28 anni) 17 2 Bandiera della Grecia AEK Atene
C Paweł Wszołek 30 aprile 1992 (31 anni) 14 2 Bandiera della Polonia Legia Varsavia
C Nicola Zalewski 23 gennaio 2002 (22 anni) 14 0 Bandiera dell'Italia Roma
C Bartosz Slisz 29 marzo 1999 (24 anni) 6 0 Bandiera della Polonia Legia Varsavia
C Jakub Piotrowski 4 ottobre 1997 (26 anni) 3 1 Bandiera dell'Ungheria Ludogorec
C Mateusz Łęgowski 29 gennaio 2003 (21 anni) 1 0 Bandiera dell'Italia Salernitana
C Karol Struski 18 gennaio 2001 (23 anni) 1 0 Bandiera di Cipro Arīs Limassol
A Robert Lewandowski 21 agosto 1988 (35 anni) 146 82 Bandiera della Spagna Barcellona
A Karol Świderski 23 gennaio 1997 (27 anni) 28 10 Bandiera degli Stati Uniti Charlotte FC
A Adam Buksa 12 luglio 1996 (27 anni) 13 6 Bandiera della Turchia Antalyaspor

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Robert Lewandowski, primatista di presenze e miglior marcatore di tutti i tempi della nazionale polacca.

Dati aggiornati al 21 novembre 2023. [18]

In grassetto i giocatori ancora attivi in nazionale.

Giocatori con più presenze[modifica | modifica wikitesto]

Posizione Giocatore Presenze Reti Periodo
1 Robert Lewandowski 146 82 2008-
2 Jakub Błaszczykowski 109 21 2006-2023
3 Kamil Glik 103 6 2010-
4 Michał Żewłakow 102 3 1999-2011
5 Grzegorz Lato 100 45 1971-1984
Grzegorz Krychowiak 5 2008-2023
7 Kazimierz Deyna 97 41 1968-1978
8 Jacek Bąk 96 3 1993-2008
Jacek Krzynówek 15 1998-2009
10 Kamil Grosicki 93 17 2008-

Giocatori con più reti[modifica | modifica wikitesto]

Posizione Giocatore Reti Presenze Periodo
1 Robert Lewandowski 82 146 2008-
2 Włodzimierz Lubański 48 75 1963-1980
3 Grzegorz Lato 45 100 1971-1984
4 Kazimierz Deyna 41 97 1968-1978
5 Ernest Pohl 39 46 1955-1965
6 Andrzej Szarmach 32 61 1973-1982
7 Gerard Cieślik 27 45 1947-1958
8 Zbigniew Boniek 24 80 1976-1988
9 Ernest Wilimowski 21 22 1934-1939
Jakub Błaszczykowski 109 2006-2023

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Men's Ranking, su fifa.com. URL consultato il 26 ottobre 2023.
  2. ^ Valido per le Nazionali che hanno partecipato tra il 1908 e il 1948. A partire dal 1952 si fa riferimento alla nazionale olimpica.
  3. ^ Spagna, 1982 VII. La Polonia e Paolo Rossi, su memoriemondiali.it, memoriedimondiali.it, 12 marzo 2017.
  4. ^ Polonia: Adam Nawalka nuovo c.t., su sportmediaset.mediaset.it, 26 ottobre 2013.
  5. ^ a b Francesco Carci, Euro 2016, flop Germania: vittoria storica della Polonia, su repubblica.it, 11 ottobre 2014.
  6. ^ Matteo Dalla Vite, Euro 2016, Polonia-Ucraina 0-1: decide Blaszczykowski, la qualificazione è storica, su gazzetta.it, 21 giugno 2016.
  7. ^ Antonio Farinola, Svizzera-Polonia 5-6: Lewandowski e compagni ai quarti, elvetici ko ai rigori, su repubblica.it, 25 giugno 2016.
  8. ^ Giacomo Luchini, Polonia-Portogallo 4-6: decidono i rigori, Ronaldo in semifinale, su repubblica.it, 1º luglio 2016.
  9. ^ Inglesi e tedeschi senza problemi, in la Repubblica, 9 ottobre 2016, p. 54.
  10. ^ Jacopo Manfredi, Mondiali 2018: Germania e Inghilterra qualificate, Polonia quasi, su repubblica.it, 5 ottobre 2017.
  11. ^ Marco Fallisi, Russia 2018, Polonia al Mondiale. Scozia out, Slovacchia ancora in corsa, su gazzetta.it, 8 ottobre 2017.
  12. ^ (EN) Decisions taken concerning FIFA World Cup Qatar 2022™ qualifiers, su fifa.com, 8 marzo 2022. URL consultato l'8 marzo 2022.
  13. ^ a b La Polonia venne inserita in un gruppo composto da sole due squadre: la sua unica avversaria era la Rep. Ceca. Quindi si sarebbero dovute disputare solo due partite, ma la Polonia decise di ritirarsi dopo aver giocato la prima partita.
  14. ^ a b La Polonia venne inserita in un gruppo composto da sole due squadre: la sua unica avversaria era l'Ungheria. Quindi si sarebbero dovute disputare solo due partite, ma la Polonia decise di ritirarsi prima di giocare la prima partita.
  15. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  16. ^ Originariamente previsto per il 2020, fu posticipato al 2021 in seguito alla pandemia di COVID-19 del 2019-2021
  17. ^ Retrocessa in Lega B ma successivamente ripescata in Lega A con il cambio di formula a partire dall'edizione 2020-2021.
  18. ^ (PL) Reprezentanci Polski, su pzpn.pl. URL consultato il 10 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2010).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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