Campionato mondiale di calcio 1974

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Campionato mondiale di calcio 1974
Fußball-Weltmeisterschaft 1974
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 10ª
Date 13 giugno - 7 luglio 1974
Luogo bandiera Germania Ovest
(9 città)
Partecipanti 16 (99 alle qualificazioni)
Impianto/i 9 stadi
Risultati
Vincitore Germania Ovest Germania Ovest
(2° titolo)
Secondo Paesi Bassi Paesi Bassi
Terzo Polonia Polonia
Quarto Brasile Brasile
Statistiche
Miglior marcatore Polonia Grzegorz Lato (7)
Incontri disputati 38
Gol segnati 97 (2,55 per incontro)
Pubblico 1 774 022
(46 685 per incontro)
Finale wereldkampioenschap voetbal 1974 in Munchen, West Duitsland tegen Nederla, Bestanddeelnr 927-3080.jpg
Wolfgang Overath e Gerd Müller, campioni del mondo con la Germania Ovest, sollevano il Trofeo Coppa del Mondo FIFA, per la prima volta in palio nell'edizione del 1974.
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1970 1978 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 1974 o Coppa del Mondo FIFA del 1974 (noto anche come WM 74) è stata la decima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili, organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.

Dopo la definitiva assegnazione della coppa “Jules Rimet” al Brasile al termine del campionato del mondo 1970, la competizione assunse infatti il nome di “Coppa del mondo FIFA” (ingl. FIFA World Cup, fr. Coupe du Monde FIFA).

Si tenne in Germania Ovest dal 13 giugno al 7 luglio 1974. Furono 9 le città i cui impianti ospitarono gli incontri del torneo: Amburgo, Berlino Ovest, Dortmund, Düsseldorf, Francoforte sul Meno, Gelsenkirchen, Hannover, Monaco di Baviera (sede anche della finale per il 1º posto) e Stoccarda.

Il titolo fu vinto dai padroni di casa della Germania Ovest che sconfissero per 2-1 dopo una combattuta e incerta finale i Paesi Bassi, fino a quel momento protagonista del torneo e artefice di un gioco brillante e offensivo che aveva favorevolmente impressionato per la sua novità ed efficacia gli osservatori e i critici sportivi.

Al di là dell'aspetto prettamente sportivo, tale edizione della rassegna iridata è passata inoltre alla storia come la prima in cui, sulle divise dei giocatori, appaiono i loghi degli sponsor tecnici, rompendo quindi definitivamente il tabù della pubblicità anche sopra le maglie nazionali.[1] Inoltre, sempre per la prima volta, ogni nazionale ebbe modo di stampare i numeri di gioco dei calciatori, oltre che sulla maglia, anche sopra i calzoncini.

Assegnazione[modifica | modifica wikitesto]

Questo Mondiale viene assegnato alla Germania Ovest il 6 luglio 1966: era in lizza anche la Spagna, che, ritirandosi, avrebbe avuto campo libero per organizzare l'edizione del 1982. I tedeschi vogliono ben figurare dopo i tragici episodi avvenuti due anni prima alle Olimpiadi di Monaco di Baviera, e nulla viene lasciato al caso.[2] Le forze di polizia pattugliano gli stadi prima e durante ogni incontro; anche le sedi dei ritiri delle squadre nazionali sono strettamente vigilate ed ogni squadra viene scortata, per ogni incontro, dal ritiro fino all'ingresso nello stadio, per poi essere riaccompagnata in albergo, dopo la partita.

Le squadre qualificate[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1974.
Le nazioni qualificate, in blu

Alle qualificazioni presero parte novantanove nazionali per sedici posti disponibili; uno era riservato come al solito alla nazione organizzatrice (la Germania Ovest), ed un altro alla nazione campione in carica (il Brasile); rimanevano quindi quattordici posti liberi, assegnati alle selezioni nazionali vincitrici dei vari raggruppamenti di qualificazione. Sono stati quindi assegnati otto posti alla zona UEFA (Svezia, Italia, Paesi Bassi, Germania Est, Polonia, Bulgaria, Jugoslavia, Scozia), due alla zona CONMEBOL (Uruguay e Argentina), uno alla vincitrice del Campionato CONCACAF 1973 (Haiti), uno alla vincitrice del quarto turno CAF (Zaire) ed uno alla vincitrice dello spareggio AFC e OFC (Australia). L'ultima squadra fu decisa da uno spareggio intercontinentale, che si sarebbe dovuto tenere tra l'URSS e il Cile, tuttavia i sovietici, dopo aver pareggiato l'andata 0-0 in casa, si rifiutano di disputare il ritorno nell'Estadio Nacional de Chile, diventato di fatto un campo di concentramento nel recente colpo di stato. Ad accedere alla manifestazione saranno pertanto i cileni.

Alla fase finale mancano l'Inghilterra e il Belgio, finite seconde nel gruppo dietro rispettivamente Polonia e Paesi Bassi. Esordirono invece la Germania Est (inserita nello stesso gruppo dei cugini occidentali), Haiti, l'Australia e lo Zaire, queste ultime due rispettivamente la prima nazione dell'Oceania e la prima nazione subsahariana a raggiungere la fase finale della Coppa del Mondo. Mancavano invece dall'edizione del 1938 la Polonia ed i Paesi Bassi, mentre la Scozia da quella del 1958.

In totale furono presenti solo sei delle sedici partecipanti all'ultima edizione: le quattro semifinaliste, Germania Ovest, Brasile, Uruguay e Italia, più la Bulgaria e la Svezia.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Pr. Squadra Data di qualificazione certa Confederazione Partecipante in quanto Partecipazioni precedenti al torneo Ultima presenza
1 Germania Ovest Germania Ovest 6 luglio 1966 UEFA Rappresentativa della nazione organizzatrice della fase finale 7 (1934, 1938, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970) Messico 1970
2 Brasile Brasile 21 giugno 1970 CONMEBOL Paese detentore del titolo 9 (1930, 1934, 1938, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970) Messico 1970
3 Uruguay Uruguay 8 luglio 1973 CONMEBOL Vincitrice del Gruppo 1 (CONMEBOL) 6 (1930, 1950, 1954, 1962, 1966, 1970) Messico 1970
4 Scozia Scozia 26 settembre 1973 UEFA Vincitrice del Gruppo 8 (UEFA) 2 (1954, 1958) Svezia 1958
5 Argentina Argentina 7 ottobre 1973 CONMEBOL Vincitrice del Gruppo 2 (CONMEBOL) 5 (1930, 1934, 1958, 1962, 1966) Inghilterra 1966
6 Polonia Polonia 17 ottobre 1973 UEFA Vincitrice del Gruppo 5 (UEFA) 1 (1938) Francia 1938
7 Italia Italia 20 ottobre 1973 UEFA Vincitrice del Gruppo 2 (UEFA) 7 (1934, 1938, 1950, 1954, 1962, 1966, 1970) Messico 1970
8 Australia Australia 13 novembre 1973 OFC Vincitrice dello spareggio AFC-OFC Esordiente
9 Germania Est Germania Est 13 novembre 1973 UEFA Vincitrice del Gruppo 4 (UEFA) Esordiente
10 Bulgaria Bulgaria 18 novembre 1973 UEFA Vincitrice del Gruppo 6 (UEFA) 3 (1962, 1966, 1970) Messico 1970
11 Paesi Bassi Paesi Bassi 18 novembre 1973 UEFA Vincitrice del Gruppo 3 (UEFA) 2 (1934, 1938) Francia 1938
12 Cile Cile 21 novembre 1973 CONMEBOL Vincitrice dello spareggio CONMEBOL-UEFA 4 (1930, 1950, 1962, 1966) Inghilterra 1966
13 Svezia Svezia 27 novembre 1973 UEFA Vincitrice del Gruppo 1 (UEFA) 5 (1934, 1938, 1950, 1958, 1970) Messico 1970
14 Haiti Haiti 13 dicembre 1973 CONCACAF Vincitrice del Campionato CONCACAF 1973 Esordiente
15 Zaire Zaire 23 dicembre 1973 CAF Vincitrice del Quarto Turno (CAF) Esordiente
16 Jugoslavia Jugoslavia 13 febbraio 1974 UEFA Vincitrice del Gruppo 7 (UEFA) 5 (1930, 1950, 1954, 1958, 1962) Cile 1962

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

Le mascotte ufficiali di questa Coppa del Mondo erano Tip e Tap, due ragazzi che indossavano un abito simile a quello della Germania Ovest, con le lettere WM (Weltmeisterschaft, Coppa del Mondo) e il numero 74.

Sorteggio dei gruppi[modifica | modifica wikitesto]

L'Adidas Telstar, il pallone ufficiale della manifestazione.

Il sorteggio dei gironi si svolse il 5 gennaio 1974 a Francoforte. Erano presenti quattro urne[3]:

  • Teste di serie (Paese organizzatore, campione in carica più le nazionali vincitrici del passato)
    • Germania Ovest
    • Brasile
    • Uruguay
    • Italia
  • Europa e Sudamerica
    • Paesi Bassi
    • Scozia
    • Argentina
    • Cile
  • Europa dell'Est
    • Bulgaria
    • Germania Est
    • Jugoslavia
    • Polonia
  • Altre
    • Svezia
    • Zaire
    • Australia
    • Haiti

In realtà la Jugoslavia non era sicura di partecipare alla manifestazione: doveva ancora giocare lo spareggio con la Spagna, poi vinto. Era stato stabilito che una testa di serie europea avrebbe pescato una sudamericana dalla seconda urna, e viceversa.

La composizione dei gironi che uscì dalle urne fu la seguente:

Stadi[modifica | modifica wikitesto]

Gli stadi scelti per ospitare il Campionato mondiale di calcio 1974 furono nove in nove città:

Monaco di Baviera Berlino Ovest Amburgo Dortmund
Olympiastadion Olympiastadion Volksparkstadion Westfalenstadion
48°10′23″N 11°32′48″E / 48.173056°N 11.546667°E48.173056; 11.546667 (Olympiastadion) 52°30′53″N 13°14′22″E / 52.514722°N 13.239444°E52.514722; 13.239444 (Olympiastadion) 53°35′13″N 9°53′55″E / 53.586944°N 9.898611°E53.586944; 9.898611 (Volksparkstadion) 51°29′33″N 7°27′06″E / 51.4925°N 7.451667°E51.4925; 7.451667 (Westfalenstadion)
Capienza: 80 000 Capienza: 86 000 Capienza: 62 000 Capienza: 54 000
Olympiastadion Muenchen.jpg Berliner Olympiastadion innen.jpg Das Volksparkstadion 1983.jpg Panoramio - V&A Dudush - 2001 (1).jpg
Düsseldorf Gelsenkirchen
Rheinstadion Parkstadion
51°15′37″N 6°44′03″E / 51.260278°N 6.734167°E51.260278; 6.734167 (Rheinstadion) 51°33′33″N 7°04′00″E / 51.559167°N 7.066667°E51.559167; 7.066667 (Parkstadion)
Capienza: 67 000 Capienza: 72 000
Altes Rheinstadion.jpg Parkstadion gelsenkirchen 2.jpg
Francoforte sul Meno Hannover Stoccarda
Waldstadion Niedersachsenstadion Neckarstadion
50°04′07″N 8°38′43″E / 50.068611°N 8.645278°E50.068611; 8.645278 (Waldstadion) 52°21′36″N 9°43′52″E / 52.36°N 9.731111°E52.36; 9.731111 (Niedersachsenstadion) 48°47′32″N 9°13′55″E / 48.792222°N 9.231944°E48.792222; 9.231944 (Neckarstadion)
Capienza: 61 000 Capienza: 65 000 Capienza: 71 000
Waldstadionold1.jpg AWD Eingang08.jpg Gottlieb-daimler-stadion.jpg

Convocazioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1974.

Formula del torneo[modifica | modifica wikitesto]

La formula del torneo cambia: per esigenze televisive viene infatti aumentato il numero di partite. Rimane uguale la prima fase a gruppi: le sedici squadre vengono divise negli usuali quattro gruppi eliminatori di quattro squadre ciascuno, numerati da 1 a 4, dai quali si sarebbero qualificate le prime due di ogni gruppo. A questo punto, però, al posto della usuale fase ad eliminazione diretta, le otto squadre superstiti avrebbero dato vita a due gironi di semifinale di quattro squadre ciascuno, chiamati Gruppo A e Gruppo B: nel primo sarebbero state inserite le vincitrici dei gruppi 1 e 3 e le seconde classificate dei gruppi 2 e 4, mentre nell'altro le prime dei gruppi 2 e 4 e le seconde dei gruppi 1 e 3. I criteri in caso di parità di punti sarebbero stati gli stessi validi per gruppi di qualificazione: la differenza reti e, in caso di parità, il numero di gol segnati; in ultima istanza di sarebbe proceduto al sorteggio. Infine, le prime classificate dei gironi di semifinale avrebbero disputato la finale per il primo posto, mentre le seconde avrebbero giocato la finale per il terzo posto[4].

Squadre favorite alla vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Le favorite della vigilia erano: il Brasile, l'Italia e la Germania Ovest; erano altamente considerate dai critici sportivi anche le selezioni dell'Uruguay, quarta classificata nel 1970, e dell'Argentina, che era tornata a qualificarsi per la fase finale e che avrebbe dovuto organizzare i successivi mondiali nel 1978. Erano infine attesi con interesse i Paesi Bassi che, pur non avendo mai raggiunto buoni risultati internazionali, erano formati da calciatori di grande qualità, provenienti da squadre di club che avevano vinto quattro delle ultime cinque Coppe dei Campioni; c'era infine la Polonia, che aveva vinto la medaglia d'oro olimpica nel 1972 e che aveva eliminato l'Inghilterra nelle qualificazioni.[4]

Il Brasile era campione del mondo in carica e vincitore definitivo della coppa Rimet, e manteneva un nucleo di calciatori di grande qualità tecnica, pur se privo di Pelé, Gérson e Tostão, i protagonisti della vittoria in Messico nel 1970.

L'Italia era vice campione del mondo, aveva ben figurato durante il girone di qualificazione che aveva chiuso senza incassare reti (globalmente non ne subiva da quasi due anni, l'ultima era datata 20 settembre 1972, vittoria per 3-1 contro la Jugoslavia). Notevoli anche le vittorie in alcune amichevoli successive (2-0 sia contro il Brasile che l'Inghilterra, quest'ultima battuta successivamente anche a Wembley per 1-0 con gol di Fabio Capello, in quella che era stata la prima vittoria degli Azzurri in casa dei "maestri" del calcio). Imperniata ancora sui cosiddetti "messicani", i giocatori più rappresentativi della selezione dei mondiali del 1970 e sempre guidata da Ferruccio Valcareggi godeva di notevole prestigio internazionale, ed era anche attesa con grande calore dai numerosi emigrati italiani in Germania Ovest, che speravano in un brillante successo; anche la critica sportiva in generale giudicava favorevolmente la competitività dei calciatori italiani, ritenuti esperti e tecnicamente preparati, anche se anagraficamente non più giovanissimi[5].

Come terzi favoriti c'erano i padroni di casa della Germania Ovest che, dopo essere arrivati terzi nei mondiali del 1970, avevano conquistato il titolo di campioni d'Europa nel 1972 battendo in finale l'URSS. La squadra tedesca era costituita da giocatori di grande esperienza internazionale e forti atleticamente. Erano anche presenti alcuni elementi di notevole qualità tecnica, tuttavia i tedeschi apparivano alla vigilia del mondiale lacerati da rivalità interne e non più compatti e potenti come negli anni precedenti.

Fase finale[modifica | modifica wikitesto]

Prima fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo 1[modifica | modifica wikitesto]

Martin Hoffmann (a destra) e Berti Vogts (a sinistra) si contendono la palla durante la sfida tra le due Germanie ad Amburgo, sotto lo sguardo vigile di Franz Beckenbauer.

Nel gruppo uno erano state inserite la Germania Ovest, la Germania Est, il Cile e l'Australia.

Dal punto di vista sportivo le gare misero in evidenza le difficoltà dei padroni di casa, che oltretutto, essendo formati in maggioranza di calciatori provenienti dal Bayern di Monaco di Baviera, non trovarono una calda accoglienza in stadi del nord quali quelli di Berlino Ovest e di Amburgo. Vinsero di misura con il Cile e 3-0 con la modesta Australia, mostrando comunque un gioco deludente. La partita con i sudamericani verrà anche ricordata come la prima in cui l'arbitro estrasse un cartellino rosso ai mondiali; il giocatore in questione fu il cileno Carlos Caszely. Questo strumento era stato introdotto nell'edizione precedente, anche se mai utilizzato fino a questo momento[6]. I cugini dell'Est sconfissero invece i Socceroos per 2-0 e pareggiarono per 1-1 con La Roja, quest'ultima una partita particolarmente temuta dall'organizzazione per motivi politici: si fronteggiavano infatti un Paese comunista ed uno retto da una giunta militare di destra, andata al potere da poco meno di un anno con un cruento colpo di Stato.

Il 22 giugno 1974 si affrontarono ad Amburgo le rappresentative delle due Germanie, entrambe già qualificate, che diedero vita ad una gara suggestiva e di importanza storica: dopo una gara combattuta i tedeschi orientali vinsero clamorosamente 1-0 con un gol di Jürgen Sparwasser, e finirono così primi nel gruppo. Paradossalmente i padroni di casa ottennero un beneficio da questa sconfitta: il secondo posto garantiva loro di evitare nel turno successivo i temuti Paesi Bassi. Infine, nell'ultimo incontro del gruppo, l'Australia colse il primo punto dopo lo 0-0 contro i sudamericani, chiudendo comunque al quarto posto.

Gruppo 2[modifica | modifica wikitesto]

Il brasiliano Luís Pereira con la palla e dietro lo jugoslavo Dražen Mužinić, in una fase dell'incontro inaugurale dei mondiali di Francoforte.

Nel gruppo due erano presenti il Brasile, la Jugoslavia, la Scozia e lo Zaire.

I sudamericani, campioni del mondo in carica, disputarono a Francoforte la gara d'apertura della manifestazione contro gli slavi nella quale misero però in evidenza un netto indebolimento generale della qualità del gioco. La partita terminò 0-0, ma i verdeoro rischiarono più volte di subire gol. La Jugoslavia mostrò invece una grande capacità realizzativa nel secondo incontro, giocata contro lo Zaire: gli africani, dopo un'onorevole sconfitta iniziale contro la Scozia per 2-0 vennero travolti da un pesante un 9-0 da una squadra in cui militavano giocatori di grande qualità come Danilo Popivoda, Branko Oblak, Dragan Džajić e Ivica Šurjak.

Il Brasile terminò con uno sterile 0-0 anche la seconda gara con gli scozzesi; i campioni superstiti del mondiale 1970, come Rivelino e Jairzinho, non sembrarono all'altezza della loro fama, e la squadra rischiò seriamente l'eliminazione al primo turno. Nella terza e conclusiva giornata la combattiva Scozia e la Jugoslavia pareggiarono 1-1, mentre i sudamericani sconfissero lo Zaire per 3-0. In questa partita si verificò un episodio che apparì bizzarro: all'ottantacinquesimo, col risultato già acquisito, Joseph Mwepu Ilunga si staccò dalla barriera e calciò il pallone lontano, proprio mentre Rivelino si apprestava a battere un calcio di punizione. Solo molti anni dopo si scoprì che la squadra, dopo l'umiliazione subita nella seconda gara, era stata minacciata di morte dal dittatore Mobutu in caso di sconfitta per più di 3-0[7], e questo era un modo per guadagnare del prezioso tempo.

In base a questi risultati, Brasile, Scozia e Jugoslavia arrivarono insieme a quattro punti, ma la differenza reti decretò la vittoria di questi ultimi e il secondo posto dei verdeoro.

Gruppo 3[modifica | modifica wikitesto]

I giocatori dei Paesi Bassi ad Hannover dopo la vittoria per 2-0 contro l'Uruguay.

Il gruppo tre era composto dall'Uruguay, dai Paesi Bassi, dalla Bulgaria e dalla Svezia.

Nella gara d'apertura gli Oranje vinsero 2-0 ad Hannover contro l'Uruguay, testa di serie del girone, mettendo in mostra per la prima volta in un palcoscenico così importante un innovativo gioco a tutto campo, il calcio totale. Di fronte al lento e compassato gioco dei sudamericani, i Paesi Bassi dimostrarono una netta superiorità atletica e tecnica. Il Pallone d'oro Johan Cruijff, dinamico in tutte le zone del campo e molto pericoloso in fase offensiva, diresse con grande efficacia l'azione della sua squadra, che creò un gran numero di occasioni da gol; Johnny Rep ne finalizzò due di queste. Ebbero invece maggiori difficoltà contro i combattivi scandinavi: pur mostrando ancora un gioco brillante e aggressivo non riuscirono a concretizzare, di fronte ad una compagine forte atleticamente, le numerose opportunità realizzative create. Vinsero infine 4-1 contro la Bulgaria, che in precedenza aveva pareggiato con Svezia e Uruguay; il gol della bandiera degli avversari, per altro un autogol di Ruud Krol, fu l'unico subito dalla squadra fino alla finale. Johan Neeskens realizzò invece due calci di rigore e Cruijff, pur non riuscendo ad andare in gol, confermò con una nuova rimarchevole prestazione le sue qualità di uomo-squadra. Gli Oranje si classificarono quindi primi nel girone, mentre la Svezia giunse seconda dopo aver sconfitto per 3-0 il deludente Uruguay, che arrivò ultimo con un solo punto.

Gruppo 4[modifica | modifica wikitesto]

I calciatori polacchi festeggiano a Stoccarda, dopo che Kazimierz Deyna ha realizzato il secondo gol contro l'Italia.

Il gruppo quattro era formato dall'Italia, dalla Polonia, dall'Argentina da Haiti.

Gli Azzurri esordirono a Monaco di Baviera contro la compagine caraibica, mostrando pero un'inattesa debolezza tecnica e atletica ed un grave scadimento di forma di alcuni dei suoi giocatori più attesi e rappresentativi. Passarono inaspettatamente in svantaggio all'inizio del secondo tempo con un contropiede finalizzato da Emmanuel Sanon, che in questo modo interruppe la lunga imbattibilità del portiere Dino Zoff (1142 minuti[8]), ma ristabilirono la parità con un gol di Gianni Rivera. La vittoria arrivò invece grazie ad un autogol ed al gol di Pietro Anastasi. Dell'incontro rimarrà comunque celebre anche il gestaccio di Giorgio Chinaglia rivolto al CT nel momento della sostituzione[9]. Nella seconda gara l'Italia pareggiò a fatica, dopo essere di nuovo passata in svantaggio, contro l'Argentina, e solo grazie ad un altro autogol; qui le carenze atletiche e tecniche divennero ancor più evidenti di fronte alla solida compagine sudamericana.

Nel frattempo la sorprendente Polonia aveva invece dimostrato le notevoli qualità di giocatori come Kazimierz Deyna e Robert Gadocha e la forte capacità realizzativa degli attaccanti Grzegorz Lato e Andrzej Szarmach: dopo aver vinto 3-2 la combattuta partita d'apertura con l'Argentina, inflisse un secco 7-0 ai caraibici.

In virtù dei risultati delle prime due giornate si giunse all'ultimo turno con i polacchi già qualificati, e con gli Azzurri che li avrebbero potuti accompagnare al secondo turno con un pareggio nello scontro diretto; questo anche in caso di una probabile vittoria dei sudamericani contro Haiti (cosa che poi avvenne, per 4-1). Di fronte però al rischio di eliminazione, Ferruccio Valcareggi procedette ad effettuare cambiamenti in extremis, escludendo Gianni Rivera e Gigi Riva, in modeste condizioni di forma, dalla formazione iniziale. A Stoccarda però gli avversari si portarono presto in vantaggio con Szarmach, e raddoppiarono con Deyna poco prima della fine del primo tempo; a questi due gol l'Italia rispose con uno di Fabio Capello, giunto a pochi minuti dal novantesimo. La Polonia terminò quindi prima a punteggio pieno, mentre la differenza reti premiò l'Argentina, che avanzò come seconda a discapito degli Azzurri; questi avranno maggior fortuna otto anni dopo in Spagna in una situazione analoga.

Lacerata da forti contrasti interni tra alcuni giocatori, da polemiche nei confronti del commissario tecnico e in una scadente condizione atletica, l'Italia venne così clamorosamente eliminata al primo turno[10], e questo segnò la fine del periodo di Valcareggi. In sede polemica dopo i mondiali si parlò anche di alcuni tentativi italiani, effettuati durante l'intervallo, di trovare un accordo con i polacchi per concludere l'incontro con un pareggio[10].

Seconda fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo A[modifica | modifica wikitesto]

I calciatori dei Paesi Bassi festeggiano al termine della gara di Dortmund vinta contro il Brasile.

Nel gruppo A vennero inserite la Germania Est e i Paesi Bassi, giunte al primo posto rispettivamente del gruppo 1 e del gruppo 3, più il Brasile e l'Argentina, giunte seconde nel gruppo 2 e nel gruppo 4.

Il girone fu dominato dagli Oranje, che a Gelsenkirchen superarono prima l'Argentina per 4-0 (doppietta di Johan Cruijff, gol di Ruud Krol e Johnny Rep) e poi la Germania Est per 2-0 (gol di Johan Neeskens e di Rob Rensenbrink). Il Brasile non mostrò significativi miglioramenti nel gioco neanche nella seconda fase, tuttavia ad Hannover vinse anch'egli entrambe le proprie gare (1-0 coi tedeschi orientali, gol di Rivelino, e 2-1 coi vicini sudamericani, quando si portò in vantaggio Rivelino, infine Jairzinho segnò la rete decisiva).

Dopo un ininfluente pareggio tra le altre due squadre ormai eliminate, il 3 luglio giunse alla gara decisiva di Dortmund. Ai Paesi Bassi, grazie alla miglior differenza reti, bastava un pareggio per vincere il girone, e per questo gli Oranje non alzarono il ritmo nel primo tempo[11]. La partita fu caratterizzata da un gioco particolarmente violento e falloso[10] e da occasioni da entrambe le parti, nonostante questo fu vinta dai Paesi Bassi con un gol di Neeskens ed un altro di pregevole fattura[11] di Cruijff.

Gruppo B[modifica | modifica wikitesto]

Düsseldorf, 30 giugno 1974: Ralf Edström segna il provvisorio 1-0 nella gara tra Svezia e Germania Ovest, finita 4-2 per i padroni di casa.

Nel gruppo B vennero inserite la Polonia e la Jugoslavia, giunte al primo posto rispettivamente del gruppo 4 e del gruppo 2; Germania Ovest e la Svezia, giunte seconde nel gruppo 1 e nel gruppo 3.

Fin nella prima serie di gare i padroni di casa dimostrarono un importante miglioramento nel gioco, e, soprattutto, un crescente stato di forma atletica. La squadra vinse per 2-0 contro la temuta Jugoslavia grazie ad un potente tiro da fuori area di Paul Breitner nel primo tempo, seguito da un gol in mischia di Gerd Müller nella ripresa. Nella seconda partita, giocata contro gli svedesi in condizioni climatiche avverse per la pioggia insistente, terminarono il primo tempo in svantaggio dopo un brillante tiro di Ralf Edström, tuttavia le cose cambiarono nella ripresa: segnarono Wolfgang Overath, Rainer Bonhof, Jürgen Grabowski ed infine Uli Hoeneß su calcio di rigore, e la gara venne vinta per 4-2. Contemporaneamente la Polonia, che aveva battuto nel primo turno la Svezia con un gol di Grzegorz Lato, sconfisse anche la Jugoslavia per 2-1 con reti di Kazimierz Deyna e ancora di Lato.

Si giunse quindi alla sfida decisiva tra tedeschi e polacchi, giocata il 3 luglio 1974 a Francoforte; in caso di pareggio si sarebbe qualificata la Germania Ovest in virtù di una migliore differenza reti. La partita venne giocata in un campo quasi impraticabile, a causa del violento nubifragio caduto prima della gara. Venne fatta disputare ugualmente per esigenze organizzative, e le condizioni del campo sfavorirono i polacchi, che tuttavia nel primo tempo ebbero ripetute occasioni per segnare. Nella ripresa i tedeschi presero il sopravvento fisico sugli avversari e, in un campo estremamente allentato, finirono per vincere 1-0 con un gol di Müller con un tiro dalla corta distanza, dopo che in precedenza l'ottimo portiere polacco Jan Tomaszewski aveva parato un rigore a Hoeness.

Finale terzo posto[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 luglio 1974, un giorno prima della finalissima, si disputò sempre all'Olympiastadion di Monaco di Baviera la finale che mise in palio il terzo posto. Si fronteggiarono le due seconde classificate dei gruppi di semifinale, il Brasile e la Polonia. Alla fine saranno gli europei a prevalere grazie ad un gol del capocannoniere Grzegorz Lato, autore di sette reti in totale nella manifestazione.

Finalissima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 1974.

Alla finale di Monaco di Baviera arrivarono quindi i Paesi Bassi, protagonisti del torneo grazie al suo gioco spettacolare ed efficace e alle prestazioni del suo miglior giocatore Cruijff, e i padroni di casa della Germania Ovest.

Nella finale si scontrano due diverse tipologie d'intendere il calcio: la Germania Ovest, squadra con un gioco attento, preciso e applicato con criterio, contro i Paesi Bassi che per tutto il torneo ha dato dimostrazione di netta superiorità su ogni avversario arrivando così alla finale con gli indiscutibili favori del pronostico. I Paesi Bassi 1974, per una felice e non comune coincidenza generazionale, annoverano tra le loro file numerosi giocatori di assoluto talento individuale e si avvalgono di moduli di gioco innovativi per l'epoca quali: la marcatura rigidamente a zona, l'applicazione della chiamata alla messa in fuorigioco degli attaccanti avversari, la copertura difensiva operata dagli attaccanti e l'utilizzo nelle fasi d'attacco dei difensori esterni di fascia nonché l'inserimento offensivo dei centrocampisti di interdizione. L'applicazione di tali tattiche (ormai comunemente diffuse nel calcio odierno) valsero al gioco della squadra olandese la definizione di "calcio totale" in quanto ogni giocatore partecipava attivamente a tutte le azioni di gioco (sia offensive sia difensive) della propria squadra.[4]

Johan Cruijff (al centro) in azione nella finale del torneo tra i Paesi Bassi e la Germania Ovest. Cruijff è ritratto prima di entrare in area ed essere atterrato al primo minuto di gioco. Si notano Müller (sullo sfondo), Vogts (a sinistra) e Hoeneß che commetterà il fallo da rigore (a destra)

La Germania Ovest può contare sulla classe, l'equilibrio e la visione di gioco del libero Franz Beckenbauer, coadiuvato dal giovane talento Breitner e la visione di gioco di Overath e sull'esperto Berti Vogts e sulle straordinarie capacità offensive di Gerd Müller. I Paesi Bassi su una squadra complessivamente più forte sia a livello individuale sia come collettivo di gioco, fra i vari spiccano il talento da fuoriclasse di Johan Cruijff, il centrocampista Johan Neeskens, regista di quella grande squadra e l'ala Johnny Rep.

La finale ha un avvio insolito: appena battuto il calcio d'avvio, una azione corale degli olandesi porta Johan Cruijff ad essere atterrato in area di rigore. Neeskens trasforma il conseguente rigore ed i Paesi Bassi passano in vantaggio. La partita sembra completamente nelle mani degli olandesi che probabilmente commettono la leggerezza di considerare l'incontro già acquisito. I tedeschi, per contro, hanno il merito di non darsi sconfitti contro un avversario favorito e già in vantaggio al primo minuto, non si disuniscono e disputano la loro migliore partita del torneo. Acquisendo un progressivo controllo del gioco pareggiano anche loro su calcio di rigore assegnato per un fallo in area su Bernd Hölzenbein e verso la fine del primo tempo un gol in agilità di Gerd Müller da distanza ravvicinata in area porta al riposo con i padroni di casa in vantaggio. Nella ripresa saranno vani gli insistenti attacchi della squadra olandese.[12]I tedeschi potrebbero fare il 3-1 con Muller (gol annullato per fuorigioco) ed avrebbero ragione di lamentarsi per un rigore netto negato ad Holzembein: l'arbitro Taylor questa volta non fischiò.

Vinceranno così i tedeschi, ma gli olandesi verranno ricordati per aver espresso un calcio tatticamente innovativo, divertente e brillante, votato all'attacco ed in grado di fornire ottime coperture difensive (i Paesi Bassi risultano la squadra che ha subito meno gol del torneo), ma anche atletico e fisicamente dispendioso in quanto i moduli di gioco adottati imponevano una grande mobilità sul campo da parte di ogni giocatore. La Germania Ovest vince il suo secondo mondiale e raggiunge l'Italia e l'Uruguay come numero di trofei vinti, entrambe seconde al solo Brasile.

Le partite[modifica | modifica wikitesto]

Prima fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo 1[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale Pt G V N P GF GS DR
Germania Est Germania Est 5 3 2 1 0 4 1 3
Germania Ovest Germania Ovest 4 3 2 0 1 4 1 3
Cile Cile 2 3 0 2 1 1 2 -1
Australia Australia 1 3 0 1 2 0 5 -5
Berlino Ovest
14 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0
referto
Cile Cile Olympiastadion (81.100 spett.)
Arbitro Turchia Babacan

Amburgo
14 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Germania Est Germania Est 2 – 0
referto
Australia Australia Volksparkstadion (17.000 spett.)
Arbitro Senegal Ndiaye

Amburgo
18 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Australia Australia 0 – 3
referto
Germania Ovest Germania Ovest Volksparkstadion (53.300 spett.)
Arbitro Egitto Kamel

Berlino Ovest
18 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Cile Cile 1 – 1
referto
Germania Est Germania Est Olympiastadion (28.300 spett.)
Arbitro Italia Angonese

Berlino Ovest
22 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Australia Australia 0 – 0
referto
Cile Cile Olympiastadion (17.400 spett.)
Arbitro Iran Namdar

Amburgo
22 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Germania Est Germania Est 1 – 0
referto
Germania Ovest Germania Ovest Volksparkstadion (60.200 spett.)
Arbitro Uruguay Barreto Ruiz

Gruppo 2[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale Pt G V N P GF GS DR
Jugoslavia Jugoslavia 4 3 1 2 0 10 1 9
Brasile Brasile 4 3 1 2 0 3 0 3
Scozia Scozia 4 3 1 2 0 3 1 2
Zaire Zaire 0 3 0 0 3 0 14 -14
Francoforte
13 giugno 1974, ore 17:00 UTC+1
Brasile Brasile 0 – 0
referto
Jugoslavia Jugoslavia Waldstadion (62.000 spett.)
Arbitro Svizzera Scheurer

Dortmund
14 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Zaire Zaire 0 – 2
referto
Scozia Scozia Westfalenstadion (27.000 spett.)
Arbitro Germania Schulenburg

Gelsenkirchen
18 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Jugoslavia Jugoslavia 9 – 0
referto
Zaire Zaire Parkstadion (31.700 spett.)
Arbitro Colombia Piedraita Delgado

Francoforte
18 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Scozia Scozia 0 – 0
referto
Brasile Brasile Waldstadion (62.000 spett.)
Arbitro Paesi Bassi Van Gemert

Francoforte
22 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Scozia Scozia 1 – 1
referto
Jugoslavia Jugoslavia Waldstadion (56.000 spett.)
Arbitro Messico Gonzalez Archundia

Gelsenkirchen
22 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Zaire Zaire 0 – 3
referto
Brasile Brasile Parkstadion (36.200 spett.)
Arbitro Romania Rainea

Gruppo 3[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale Pt G V N P GF GS DR
Paesi Bassi Paesi Bassi 5 3 2 1 0 6 1 5
Svezia Svezia 4 3 1 2 0 3 0 3
Bulgaria Bulgaria 2 3 0 2 1 2 5 -3
Uruguay Uruguay 1 3 0 1 2 1 6 -5
Hannover
15 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Uruguay Uruguay 0 – 2
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Niedersachsenstadion (55.100 spett.)
Arbitro Perù Palotai

Düsseldorf
15 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Svezia Svezia 0 – 0
referto
Bulgaria Bulgaria Rheinstadion (23.800 spett.)
Arbitro Ungheria Perez Nunez

Dortmund
19 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0
referto
Svezia Svezia Westfalenstadion (53.700 spett.)
Arbitro Canada Winsemann

Hannover
19 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Bulgaria Bulgaria 1 – 1
referto
Uruguay Uruguay Niedersachsenstadion (13.400 spett.)
Arbitro Inghilterra Taylor

Dortmund
23 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Bulgaria Bulgaria 1 – 4
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Westfalenstadion (53.300 spett.)
Arbitro Australia Boskovic

Düsseldorf
23 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Svezia Svezia 3 – 0
referto
Uruguay Uruguay Rheinstadion (28.300 spett.)
Arbitro Austria Linemayr

Gruppo 4[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale Pt G V N P GF GS DR
Polonia Polonia 6 3 3 0 0 12 3 9
Argentina Argentina 3 3 1 1 1 7 5 2
Italia Italia 3 3 1 1 1 5 4 1
Haiti Haiti 0 3 0 0 3 2 14 -12
Monaco di Baviera
15 giugno 1974, ore 18:00 UTC+1
Italia Italia 3 – 1
referto
Haiti Haiti Olympiastadion (53.000 spett.)
Arbitro Venezuela Llobregat

Stoccarda
15 giugno 1974, ore 18:00 UTC+1
Polonia Polonia 3 – 2
referto
Argentina Argentina Neckarstadion (32.700 spett.)
Arbitro Galles Thomas

Monaco di Baviera
19 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Haiti Haiti 0 – 7
referto
Polonia Polonia Olympiastadion (25.300 spett.)
Arbitro Singapore Suppiah

Stoccarda
19 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Argentina Argentina 1 – 1
referto
Italia Italia Neckarstadion (70.100 spett.)
Arbitro URSS Kazakov

Monaco di Baviera
23 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Argentina Argentina 4 – 1
referto
Haiti Haiti Olympiastadion (25.900 spett.)
Arbitro Spagna Sanchez Ibanez

Stoccarda
23 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Polonia Polonia 2 – 1
referto
Italia Italia Neckarstadion (70.100 spett.)
Arbitro Germania Ovest Weyland

Seconda fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo A[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Paesi Bassi Paesi Bassi 6 3 3 0 0 8 0 +8
Brasile Brasile 4 3 2 0 1 3 3 0
Germania Est Germania Est 1 3 0 1 2 1 4 -3
Argentina Argentina 1 3 0 1 2 2 7 -5
Gelsenkirchen
26 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Paesi Bassi Paesi Bassi 4 – 0
referto
Argentina Argentina Parkstadion (55.348 spett.)
Arbitro Scozia Davidson

Hannover
26 giugno 1974, ore 19:15 UTC+1
Brasile Brasile 1 – 0
referto
Germania Est Germania Est Niedersachsenstadion(58.463 spett.)
Arbitro Galles Thomas

Hannover
30 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Argentina Argentina 1 – 2
referto
Brasile Brasile Niedersachsenstadion (38.000 spett.)
Arbitro Belgio Loraux

Gelsenkirchen
30 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Germania Est Germania Est 0 – 2
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Parkstadion (67.148 spett.)
Arbitro Svizzera Scheurer

Gelsenkirchen
3 luglio 1974, ore 19:30 UTC+1
Argentina Argentina 1 – 1
referto
Germania Est Germania Est Parkstadion (39.586 spett.)
Arbitro Inghilterra Taylor

Dortmund
3 luglio 1974, ore 19:30 UTC+1
Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 0
referto
Brasile Brasile Westfalenstadion (37.315 spett.)
Arbitro Germania Ovest Tschenscher

Gruppo B[modifica | modifica wikitesto]

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Germania Ovest Germania Ovest 6 3 3 0 0 7 2 +5
Polonia Polonia 4 3 2 0 1 3 2 +1
Svezia Svezia 2 3 1 0 2 4 6 -2
Jugoslavia Jugoslavia 0 3 0 0 3 2 6 -4
Düsseldorf
26 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Jugoslavia Jugoslavia 0 – 2
referto
Germania Ovest Germania Ovest Rheinstadion (67.385 spett.)
Arbitro Brasile Marques

Stoccarda
26 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Svezia Svezia 0 – 1
referto
Polonia Polonia Neckarstadion (44.955 spett.)
Arbitro Uruguay Barreto Ruiz

Düsseldorf
30 giugno 1974, ore 19:30 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 4 – 2
referto
Svezia Svezia Rheinstadion (67.800 spett.)
Arbitro URSS Kazakov

Francoforte
30 giugno 1974, ore 16:00 UTC+1
Polonia Polonia 2 – 1
referto
Jugoslavia Jugoslavia Waldstadion (58.000 spett.)
Arbitro Germania Est Glöckner

Francoforte
3 luglio 1974, ore 17:00 UTC+1
Polonia Polonia 0 – 1
referto
Germania Ovest Germania Ovest Waldstadion (62.000 spett.)
Arbitro Austria Linemayr

Düsseldorf
3 luglio 1974, ore 19:30 UTC+1
Svezia Svezia 2 – 1
referto
Jugoslavia Jugoslavia Rheinstadion (41.300 spett.)
Arbitro Argentina Pestarino

Finale 3º posto[modifica | modifica wikitesto]

Monaco di Baviera
6 luglio 1974, ore 16:00 UTC+1
Brasile Brasile 0 – 1
referto
Polonia Polonia Olympiastadion (74.100 spett.)
Arbitro Italia Angonese

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 1974.
Monaco di Baviera
7 luglio 1974, ore 16:00
Paesi Bassi Paesi Bassi 1 – 2
referto
Germania Ovest Germania Ovest Olympiastadion München (75,200 spett.)
Arbitro Inghilterra Jack Taylor

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

7 reti

5 reti

4 reti

3 reti

2 reti

1 rete

Autoreti

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Capocannoniere del torneo[modifica | modifica wikitesto]

Reti segnate[modifica | modifica wikitesto]

Gol più veloce[modifica | modifica wikitesto]

Gol più lento[modifica | modifica wikitesto]

Triplette[modifica | modifica wikitesto]

Doppiette[modifica | modifica wikitesto]

Autoreti[modifica | modifica wikitesto]

Primo gol[modifica | modifica wikitesto]

Ultimo gol[modifica | modifica wikitesto]

  • Germania Ovest Gerd Müller (Germania Ovest-Paesi Bassi, finale 1º e 2º posto, 7 luglio, 43°)

Miglior attacco[modifica | modifica wikitesto]

Peggior attacco[modifica | modifica wikitesto]

Miglior difesa[modifica | modifica wikitesto]

Peggior difesa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Quello del 1974 è il primo mondiale in cui gli sponsor tecnici e il consumismo fanno la loro pesante irruzione. L'Adidas offre maglie a molte squadre, gli argentini e i cileni giocano in alcune partite con maglie tutte azzurre i primi e tutte rosse i secondi, prive del logo della loro federazione calcistica, ma solo con quello dell'Adidas», cfr. Rossi, p. 55
  2. ^ Bortolotti, p.171.
  3. ^ Storia dei sorteggi della fase finale dei Mondiali #3 (Inghilterra 1966 - Argentina 1978) di Rado il Figo, in simonesalvador.blogspot.com. URL consultato il 30 luglio 2018.
  4. ^ a b c Bortolotti, p. 173.
  5. ^ G. P. Ormezzano, Il calcio e la coppa del mondo, p. 49.
  6. ^ I cartellini gialli e rossi: una storia che risale al Mondiale del 1970, in mondiali.it. URL consultato il 29 luglio 2018.
  7. ^ Addio a Mwepu, l'eroe della punizione al contrario ai Mondiali del 1974, in gazzetta.it. URL consultato il 29 luglio 2018.
  8. ^ 15 giugno 1974, Italia soffre contro Haiti. E Zoff perde l'imbattibilità, in tuttomercatoweb.com. URL consultato il 29 luglio 2018.
  9. ^ IN GERMANIA UN’ELIMINAZIONE “PRECOCE”, in figc.it. URL consultato il 28 luglio 2018.
  10. ^ a b c G. P. Ormezzano, Il calcio e la coppa del mondo, p. 50.
  11. ^ a b La spaccata volante di Cruyff cambia la storia dei Mondiali, in foxsports.it. URL consultato il 30 luglio 2018.
  12. ^ Bortolotti, p. 174.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Paolo Ormezzano, Il calcio e la coppa del mondo, Longanesi & C., Milano, 1978
  • Adalberto Bortolotti, I campionati mondiali, in AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.
  • Davide Rossi, Palloni politici, 1ª edizione, Milano – Udine, Mimesis Edizioni, 2014, ISBN 978-88-575-2318-7.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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