Finale del campionato mondiale di calcio 1990

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Finale Mondiali 1990
Mondiali 1990 - Germania Ovest vs Argentina - Maradona e Matthäus.jpg
I due capitani, Maradona e Matthäus, si salutano prima dell'inizio della finale.
Dettagli evento
Competizione Campionato mondiale di calcio 1990
Data 8 luglio 1990
Città Roma
Impianto di gioco Stadio Olimpico
Spettatori 73 603
Risultato
Germania Ovest Germania Ovest
1
Argentina Argentina
0
Arbitro Messico Edgardo Codesal Méndez
ed. successiva →     ← ed. precedente
« Mai assistito a uno strazio paragonabile a quello di Germania-Argentina. »
(Gianni Brera[1])

La finale del campionato mondiale di calcio 1990 è stata una partita di calcio disputata l'8 luglio 1990 allo Stadio Olimpico di Roma, in Italia. Essa determinò la vittoria della Germania dell'Ovest sull'Argentina al Campionato mondiale di calcio 1990 con il risultato di 1-0 ottenuto grazie ad una rete di Andreas Brehme a meno di dieci minuti dal termine.

Fu una delle finali meno spettacolari che la storia dei campionati del mondo ricordi e si trattò della seconda tra argentini e tedeschi dopo quella di quattro anni prima in Messico al Campionato mondiale di calcio 1986 che vide la vittoria dell'albiceleste.[2]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Il cammino verso la finale[modifica | modifica wikitesto]

L'Argentina arrivò ai Mondiali 1990, come campione del mondo in carica in quanto vincitori dei Mondiali 1986. Una volta alla fase finale della kermesse, l'Argentina raggiunse la fase ad eliminazione diretta come terza del Gruppo B, con una sconfitta, una vittoria e un pareggio, rispettivamente contro la Camerun (0-1), URSS (2-0) e Romania (1-1). In seguito sconfissero agli ottavi i rivali storici della Brasile (1-0),[3] ai quarti la Jugoslavia (3-2 ai rigori dopo 0-0)[4] e in semifinale i tre volte campioni dell'Italia (3-4 ai rigori dopo 1-1).[5] Per tutto il mondiale, l'albiceleste non espresse un gran gioco ma un catenaccio difensivo che puntava in attacco principalmente sul talento di Maradona (presentatosi al mondiale in condizioni precarie a causa di un ematoma alla caviglia sinistra[6]) e sulle ripartenze di Caniggia.[7]

La Germania dell'Ovest, invece, conquistò il primo posto del Gruppo D con due vittorie e un pareggio rispettivamente contro Jugoslavia, Emirati Arabi Uniti e Colombia. Nella fase a eliminazione diretta, vinsero negli ottavi i Paesi Bassi (2-1), nei quarti la Cecoslovacchia (1-0) e in semifinale l'Inghilterra (4-3 ai rigori dopo un 1-1). Accolta con grandi perplessità alla vigilia del mondiale,[8] i tedeschi sfoderarono un bel gioco e non faticarono a raggiungere la finale, trascinati anche dagli interisti Brehme, Klinsmann e soprattutto Matthäus.[7]

Germania dell'Ovest Round Argentina
Avversario Risultato Fase a gruppi Avversario Risultato
Jugoslavia Jugoslavia 4–1 Prima gara Camerun Camerun 0–1
Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 5–1 Seconda gara URSS URSS 2–0
Colombia Colombia 1–1 Terza gara Romania Romania 1–1
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Germania Ovest Germania Ovest 5 3 2 1 0 10 3 +7
2. Jugoslavia Jugoslavia 4 3 2 0 1 6 5 +1
3. Colombia Colombia 3 3 1 1 1 3 2 +1
4. Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 0 3 0 0 3 2 11 −9
Classifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Camerun Camerun 4 3 2 0 1 3 5 −2
2. Romania Romania 3 3 1 1 1 4 3 +1
3. Argentina Argentina 3 3 1 1 1 3 2 +1
4. URSS URSS 2 3 1 0 2 4 4 0
Avversario Risultato Fase a eliminazione diretta Avversario Risultato
Paesi Bassi Paesi Bassi 2–1 Ottavi di finale Brasile Brasile 1–0
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1-0 Quarti di finale Jugoslavia Jugoslavia 3–2 (rig.)
Inghilterra Inghilterra 1–1 (d.t.s.) (4–3 rig.) Semifinale Italia Italia 1–1 (d.t.s.) (4–3 rig.)

La vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia della finale, l'Argentina non poteva contare su quattro titolari (Caniggia, Giusti, Olarticoechea e Batista) e aveva un Maradona acciaccato ad un piede. Bilardo si vide costretto a schierare un centrocampo gregario per frenare le velocissime avanzate dei tedeschi. Non ci furono importanti variazioni nella Germania che poteva, al contrario dell'albiceleste, schierare i suoi undici titolari. Beckenbauer comandò a Buchwald di marcare a uomo Maradona.[9][10]

Descrizione della partita[modifica | modifica wikitesto]

Il difensore tedesco Buchwald riuscì ad annullare completamente Maradona, non lasciandogli battere più di una punizione dal limite[9]

Davanti a uno stadio Stadio Olimpico di Roma gremito si ripeté la finale Germania Ovest-Argentina, quattro anni dopo la vittoria dell'albiceleste a Città del Messico al Campionato mondiale di calcio 1986. La partita era la stessa ma il divario tra le due squadre era nettamente cambiato in favore dei tedeschi.[2] I biancocelesti Campioni del Mondo non erano infatti all'altezza della spedizione messicana, con un Maradona infortunato e in fase calante.[6]

Il pubblico italiano presente allo stadio, condizionato dalla sconfitta dell'Italia in semifinale contro l'Argentina e per le antipatie che Maradona si era attirato militando nel campionato di calcio italiano con taluni atteggiamenti, fischiò l'esecuzione dell'inno nazionale argentino. L'episodio suscitò la rabbia di Maradona, che consapevole di essere ripreso ripeté due volte hijos de puta ("figli di puttana") all'indirizzo dei tifosi italiani.[11]

Il contestato rigore calciato da Brehme che sancì la vittoria dei tedeschi

Sotto il profilo del gioco la partita fu deludente con due squadre tese e bloccate in difesa.[11][2] L'albiceleste giocava con le riserve e, conscia della propria inferiorità tecnica, preferì chiudersi in difesa. In tutta la partita Maradona non riuscì mai ad esprimersi ai suoi livelli sia per l'infortunio che per la marcatura a uomo di Buchwald.[9] La Germania, sebbene più aggressiva degli argentini[2] , non riuscì né a superare la difesa avversaria e né ad impostare uno schema degno della sua fama e preferì così tener palla e aspettare l'occasione giusta per ferire la difesa argentina.[9]

L'equilibrio si ruppe a sette minuti dal termine, quando l'arbitro Edgardo Codesal Méndez, dopo aver ignorato un fallo in area tedesca subìto dall'argentino Dezotti, concesse un calcio di rigore ai teutonici per un intervento di Sensini su Völler, analogo al contatto precedentemente non sanzionato; questi episodi e le relative decisioni arbitrali furono oggetto di dure contestazioni da parte dei giocatori sudamericani: Maradona venne ammonito e l'Argentina rimase in nove contro 11 per l'espulsione di Dezotti dovuta alle vibranti proteste (al 65' Monzón era stato espulso per un duro intervento falloso). Dopo una lunga interruzione, Brehme trasformò il tiro dal dischetto.[12]

L'assalto finale della squadra argentina, in netta inferiorità numerica, non modificò il risultato. Il mondiale italiano terminò, dunque, con la Germania Ovest campione per la terza volta e al suo ultimo atto ufficiale con tale nome[13]; tre mesi dopo avvenne la riunificazione con la Germania Est e da quel momento la squadra (con il titolo sportivo degli occidentali) si chiamò solo Germania.

Tabellino[modifica | modifica wikitesto]

Roma
8 luglio 1990, ore 20:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0
referto
Argentina Argentina Stadio Olimpico (73.603 spett.)
Arbitro Messico Codesal Méndez

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Germania Ovest
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Argentina
Germania Ovest Germania Ovest
P 1 Bodo Illgner
D 5 Klaus Augenthaler
D 6 Guido Buchwald
D 4 Jürgen Kohler
D 3 Andreas Brehme
C 14 Thomas Berthold Sub off.svg 72'
C 10 Lothar Matthäus (C)
C 8 Thomas Häßler
C 7 Pierre Littbarski
A 18 Jürgen Klinsmann
A 9 Rudi Völler Yellow card.svg 52'
Sostituzioni:
D 2 Stefan Reuter Sub on.svg 72'
CT:
Germania Franz Beckenbauer
GER-ARG 1990-07-08.svg
Argentina Argentina
P 12 Sergio Goycochea
D 20 Juan Simón
D 18 José Serrizuela
D 17 Roberto Néstor Sensini
D 19 Oscar Ruggeri Sub off.svg46'
C 13 Néstor Lorenzo
C 4 José Basualdo
C 21 Pedro Troglio Yellow card.svg 84'
C 10 Diego Armando Maradona (C) Yellow card.svg 87'
C 7 Jorge Burruchaga Sub off.svg53'
A 9 Gustavo Dezotti Yellow card.svg 9' Yellow card.svgRed card.svg 87'
Sostituzioni:
C 15 Pedro Monzón Red card.svg 65' Sub on.svg 46'
C 6 Gabriel Calderón Sub on.svg 53'
CT:
Argentina Carlos Bilardo

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Uno sconsolato Maradona al termine della finale
  • La Germania Ovest fu la prima nazionale a raggiungere tre finali consecutivamente, infatti fu già finalista nel 1982 e nel 1986, uscendone sconfitta in entrambe le occasioni.
  • Ci fu la prima riedizione, tra l'altro consecutiva, di una finale precedente: già nel 1986 Argentina e Germania furono opposte in finale, anche se quella volta la vittoria andò ai sudamericani, le due nazionali si riaffrontarono nuovamente in finale nel 2014 (con vittoria dei tedeschi) .
  • Pedro Monzón dell'Argentina divenne il primo giocatore espulso in una finale di Coppa del Mondo. Fu poco dopo seguito dal suo compagno di squadra Gustavo Dezotti.
  • Per la prima volta, la squadra sconfitta non andò a segno: la Germania Ovest vinse grazie ad un rigore trasformato all'84º minuto. Di conseguenza, il tedesco Bodo Illgner divenne il primo portiere a non subire reti in una finale.
  • Per la prima volta una finale tra una squadra sudamericana e una europea si conclude con la vittoria di quest'ultima.

Dopo la partita[modifica | modifica wikitesto]

Il giornalista italiano Gianni Brera disse onestamente che era stata la finale peggiore alla quale mai avesse assistito. Biasimò l'inconcludenza tedesca ma l'ostinazione difensiva della Argentina non gli dispiacque affatto. L'albiceleste giocava con quattro riserve, una punta che militava nella Cremonese (Gustavo Dezotti), Maradona col piede acciaccato e davanti ad un pubblico ostile.[1] Maradona continuò ad accusare la «mafia» per la sconfitta della sua squadra. L'arbitro messicano Codesal Méndez, per altre storie, venne momentaneamente espulso dalla sua federazione per corruzione.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Alberto Piccinini, Germania-Argentina come nel ’90 e altre storie di calciomolotov, Il manifesto, 11 luglio 2014. URL consultato il 6 dicembre 2015.
  2. ^ a b c d Romanzo Mondiale, p. 70.
  3. ^ Marco Ansaldo, BRASILE, LACRIME E BUGIE, la Repubblica, 26 giugno 1990. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  4. ^ Gianni Mura, LA BRUTTA ARGENTINA NON SI FERMA PIU', la Repubblica, 1º luglio 1990. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  5. ^ Mario Sconcerti, MALEDETTI RIGORI, ARGENTINA AVANTI, la Repubblica, 4 luglio 1990. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  6. ^ a b MARADONA MIGLIORA, L' ARGENTINA SI PREPARA, la Repubblica, 27 giugno 1990. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  7. ^ a b Gianni Mura, TUTTI I NEMICI DELL' ITALIA..., la Repubblica, 24 giugno 1990. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  8. ^ GERMANIA, CI PENSA VOELLER, la Repubblica, 31 maggio 1990. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  9. ^ a b c d Gianni Brera, LO STRAZIO IN FINALE, la Repubblica, 10 luglio 1990. URL consultato il 6 dicembre 2015.
  10. ^ Licia Granello, CHE ACCOGLIENZA PER BECKENBAUER, la Repubblica, 10 luglio 1990. URL consultato il 6 dicembre 2015.
  11. ^ a b Bortolotti, p. 186.
  12. ^ Marco Ansaldo, Sviste, rigori e fughe Le finali dal fischio fatale, Corriere della sera, 13 luglio 2014. URL consultato il 7 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  13. ^ Corrado Sanucci, LA PIAZZA E' DEI PEGGIORI, la Repubblica, 10 luglio 1990. URL consultato il 7 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Cianfarani, Filippo Gialloreti, Edoardo Iannone, Dario Intorrella, Giovanni Davide Pontrelli, Emanuele Sica, Romanzo Mondiale: Storia, curiosità, aneddoti e personaggi della rassegna iridata, Absolutely Free Editore, 2014
  • Adalberto Bortolotti, I campionati mondiali, in AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.

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