Finale del campionato mondiale di calcio 1934

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Finale del campionato mondiale di calcio 1934
Nazionale di calcio dell'Italia - Mondiali 1934.jpg
La Nazionale italiana in trionfo dopo il fischio finale
Informazioni generali
SportFootball pictogram.svg Calcio
Competizionecampionato mondiale di calcio 1934
Data10 giugno 1934
CittàRoma
ImpiantoStadio del P.N.F.
Spettatori55 000
Dettagli dell'incontro
Italia Italia Cecoslovacchia Cecoslovacchia
2 1
(dopo i tempi supplementari)
ArbitroIvan Eklind (Svezia)
Successione
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La finale del campionato mondiale di calcio 1934 fu l'incontro di calcio decisivo per l'assegnazione del campionato del mondo 1934.

Fu disputata il 10 giugno 1934 allo Stadio Nazionale (all'epoca ribattezzato "Stadio del Partito Nazionale Fascista") di Roma e vide la vittoria della Nazionale italiana su quella cecoslovacca, con il punteggio finale di 2-1, maturato nel corso del primo tempo supplementare.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'edizione inaugurale della Coppa del Mondo del 1930 in Uruguay, la FIFA assegnò l'organizzazione del secondo mondiale all'Italia, prima volta per un Paese europeo.

La nazionale italiana, attiva dal 1910, aveva conquistato la prima edizione della Coppa Internazionale (1927-1930), oltre ad una medaglia di bronzo al torneo olimpico di Amsterdam nel 1928.

La Cecoslovacchia era, dal canto proprio, una delle migliori nazionali europee del momento, al punto che la stampa aveva definito i suoi calciatori "i maestri cecoslovacchi"[1]. A livello di risultati, la squadra dell'Europa orientale era giunta terza nella citata edizione inaugurale della Coppa Internazionale 1927-1930 e alle Olimpiadi aveva raggiunto la finale nel torneo di Anversa 1920 (anche se poi fu privata della medaglia d'argento ed esclusa dal podio), mentre al torneo di calcio di Parigi nel 1924, non era andata oltre gli ottavi di finale.

Prima del mondiale, le due squadre si erano già affrontate dieci volte: nell'ultimo confronto, disputato il 7 maggio 1933 a Firenze e valevole per la Coppa Internazionale 1933-1935, gli azzurri erano prevalsi per 2-0, fissando il bilancio degli scontri diretti totali tra le due nazionali in tre vittorie per parte e quattro pareggi[2].

Il cammino verso la finale[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia si presentò ai nastri di partenza della seconda edizione del mondiale non da favorita.[3]

Giuseppe Meazza, tra i principali calciatori italiani al mondiale 1934
L'attaccante italiano Angelo Schiavio

Gli azzurri, peraltro, nonostante fossero la selezione del Paese organizzatore del torneo, avevano dovuto cimentarsi nelle qualificazioni alla fase finale della Coppa del Mondo. A Milano, il 25 marzo 1934, l'Italia superò la Grecia per 4-0. Il ritiro degli ellenici in vista del ritorno assicurò alla Nazionale italiana la qualificazione al suo primo mondiale.

Per la fase finale della Coppa Rimet, Vittorio Pozzo, commissario tecnico della Nazionale dal 1929, aveva convocato una rosa essenzialmente fondata sul blocco dei calciatori della Juventus, da quattro anni campione d'Italia in carica (tanto che la Nazionale veniva sovente denominata Nazio-Juve[4]). Tra i bianconeri si distinguevano, tra gli altri, il portiere Combi (titolare a seguito dell'infortunio di Ceresoli[5]), i difensori Bertolini e Caligaris, i centrocampisti Monti e Ferrari e gli attaccanti Orsi e Borel. Monti, tra l'altro, aveva già disputato la finale del campionato mondiale di calcio 1930 con la maglia dell'Argentina ed era uno dei cinque oriundi sudamericani della Nazionale, a fianco di Guarisi (brasiliano), Guaita, Orsi e Demaría (argentini). Il leader della squadra azzurra era, però, l'attaccante Meazza, in forza all'Ambrosiana-Inter. Un'altra punta assai prolifica era Schiavio, del Bologna.

L'esile formula del mondiale del 1934 prevedeva da subito la fase ad eliminazione diretta. Negli ottavi di finale, gli azzurri furono sorteggiati contro gli Stati Uniti, reduci dal sorprendente terzo posto ai mondiali del 1930. La partita, disputata a Roma il 27 maggio 1934, non ebbe storia: l'Italia si impose con un perentorio 7-1, con tripletta di Schiavio, doppietta di Orsi e marcature di Ferrari e Meazza.

Di tutt'altra levatura fu l'avversario nei quarti di finale: la Spagna del celebre portiere Zamora[6]. A Firenze, il 31 maggio, gli azzurri si trovarono in svantaggio al 29', a causa della segnatura di Regueiro. Al 44' Ferrari riportò in parità il punteggio, che non si sbloccò neanche ai tempi supplementari, complice la superba prestazione di Zamora, capace di sventare cinque palle goal italiane[6].

In occasione del gol del pareggio della formazione italiana, gli spagnoli lamentarono un fallo di Meazza sul portiere spagnolo, e di contro gli azzurri protestarono per un rigore non concesso per fallo su Schiavio[7].

Come da regolamento, la partita venne ripetuta il giorno seguente, sempre a Firenze. Le squadre scesero in campo fortemente rinnovate: a causa della durezza del gioco, l'Italia aveva dovuto operare quattro cambi, la Spagna sette,[8][9], tra cui il proprio portiere titolare[3][6][10]. La gara fu risolta dopo appena 11 minuti da Meazza, mentre da parte spagnola si levarono polemiche per un goal annullato agli iberici dall'arbitro svizzero Mercet[4][9].

«Gli spagnoli protestano per il goal, protestano per il gioco duro, protestano per il tempo nuvoloso.»

(Guerin Sportivo, 6 Giugno 1934[11])

In semifinale, gli azzurri si trovarono di fronte l'Austria, detentrice della Coppa Internazionale (vinta nel 1931-1932), tra le favorite del torneo. A Milano, il 3 giugno, l'Italia ebbe la meglio del Wunderteam per 1-0 grazie a Guaita;[12] gli austriaci protestarono per un presunto intervento irregolare di Meazza sul portiere Platzer[13][14][15][16]. Tuttavia fu piuttosto lo stesso Platzer a intervenire fallosamente sulla mezzala italiana, dopo che gli sfuggì il pallone, finendo per restarne travolto.[17][18][19] Secondo alcune fonti, le voci di favoritismi all'Italia furono parte della propaganda antifascista[18][20].

«Chi parlò di vittoria di regime, e furono in tanti fuori dai confini, fu smentito dal bis che quattro anni dopo l'Italia di Pozzo concesse, giocando all'estero e in un ambiente carico di ostilità.»

(Enciclopedia Treccani, 2002[20])
Il goleador cecoslovacco Oldřich Nejedlý

La Cecoslovacchia, che aveva conquistato la qualificazione al mondiale del 1934 superando la Polonia, si presentò invece alla fase finale da favorita. Il commissario tecnico Karel Petrů aveva convocato una rosa composta per gran parte dai calciatori dello Slavia Praga, dominatore del campionato nazionale sin dal 1929. Tra essi si segnalavano il portiere e capitano Plánička e gli attaccanti Puč, Svoboda e Sobotka. Altro centravanti assai temibile era Oldřich Nejedlý, in forza all'altro club di Praga, lo Sparta.

I cecoslovacchi esordirono, negli ottavi di finale, il 27 maggio a Trieste. L'avversaria era la Romania, che passò in vantaggio al 10' con Dobay, chiudendo il primo tempo sull'1-0. Nella ripresa, la Cecoslovacchia prima agguantò il pareggio con Puč al 49', poi realizzò la rete del definitivo 2-1 con Nejedlý al 67'.

Nei quarti, il 31 maggio a Torino, la Cecoslovacchia affrontò la Svizzera, dando luogo ad un confronto estremamente combattutto. Andata in svantaggio, a causa della marcatura al 18' di Kielholz, la squadra di Petrů ribaltò il punteggio grazie a Svoboda e Sobotka. Al momentaneo pareggio svizzero con André Abegglen, la Cecoslovacchia rispose con il goleador Nejedlý, che all'83' realizzò la rete del definitivo 3-2.

La vittoria sugli svizzeri proiettò la Cecoslovacchia in semifinale contro la Germania. A Roma, il 3 giugno, si erse a protagonista assoluto ancora Nejedlý, autore di una tripletta contro i tedeschi, superati per 3-1. Grazie alle marcature contro la Germania, Nejedlý si sarebbe consacrato capocannoniere del torneo, con 5 goal.

Italia Fase Cecoslovacchia
Avversario Risultato Eliminazione diretta Avversario Risultato
Stati Uniti Stati Uniti 7-1 Ottavi di finale Romania Romania 2–1
Spagna Spagna 1–1 e 1-0 (rip.) Quarti di finale Svizzera Svizzera 3-2
Austria Austria 1-0 Semifinali Germania Germania 3–1

Prepartita[modifica | modifica wikitesto]

L'arbitro Eklind tra i due capitani Combi e Plánička prima del calcio d'inizio della finale

L'arbitro designato dalla FIFA fu lo svedese Ivan Eklind, il quale, peraltro, aveva arbitrato anche la semifinale Italia-Austria. La sua scelta sarebbe stata oggetto di copiose polemiche nel dopopartita, a partire da presunte simpatie verso il fascismo da parte del direttore di gara svedese[4].

Dalla Cecoslovacchia, giunsero due treni speciali carichi di tifosi[6].

I calciatori cecoslovacchi prepararono la gara nel loro ritiro in località Croce, presso Frascati[6].

Gli italiani, che alloggiavano in un albergo al Pincio, trascorsero invece la vigilia in pieno relax nella pineta di Castel Fusano, presso Ostia, per poi assistere, nel tardo pomeriggio del 9 giugno al Foro Mussolini, all'incontro di tennis tra Italia e Svizzera, valevole per l'International Lawn Tennis Challenge 1934 (oggi Coppa Davis)[6].

Descrizione della partita[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale italiana schierata a centrocampo prima della finale. Da sinistra a destra (esclusi gli uomini dello staff tecnico, in tuta): Monti, Monzeglio, Schiavio, Orsi, Ferrari, Guaita, Meazza (con la bandiera), Combi, Ferraris, Allemandi e Bertolini.

Italia e Cecoslovacchia si presentarono all'appuntamento decisivo per l'assegnazione del titolo allo Stadio del Partito Nazionale Fascista di Roma il 10 giugno 1934.

Nonostante non si fosse ancora giunti al solstizio d'estate, la capitale italiana era nel pieno di un'ondata di caldo, con temperature che superavano i 40 °C[21].

Il regime fascista, al potere in quegli anni in Italia, contava molto sulla vittoria della Nazionale a scopi propagandistici[4][5]. In tribuna d'onore sedeva, tra gli altri, Benito Mussolini[22][23], a fianco di Jules Rimet[10] e delle principesse Maria Francesca e Mafalda di Savoia[4].

Luis Monti, venendo schierato in campo dal CT italiano Pozzo, divenne il primo (e, ad oggi, l'unico) calciatore ad aver disputato due finali mondiali con due maglie diverse (dopo quella giocata nel 1930 con l'Argentina e persa per 4-2 contro l'Uruguay).

La stampa internazionale vedeva favorita la Cecoslovacchia[5], che in effetti comandò il gioco per buona parte della partita, a fronte di un'Italia nervosa e impacciata[5]. Puč e Sobotka colpirono due pali[24], mentre l'estremo difensore cecoslovacco Plánička intercettò un paio di conclusioni di Meazza e Schiavio[5].

Da sinistra: prima dell'inizio dei tempi supplementari, il CT azzurro Pozzo dà le ultime indicazioni a Monzeglio e Bertolini, questi con il suo classico fazzoletto bianco sulla fronte; Combi sembra preso da altro, mentre accanto a lui Monti (seminascosto) è a quattrocchi con l'allenatore in seconda Carcano (di spalle).

Il risultato fu sbloccato dal cecoslovacco Puč al 71' con un rasoterra che batté Combi[23], ammutolendo i tifosi italiani[22].

La marcatura realizzata galvanizzò la Cecoslovacchia, che sfiorò il 2-0 in un altro paio di occasioni: prima Sobotka sprecò a porta vuota, poi Svoboda colpì il terzo palo per gli ospiti[6][9].

Il decisivo 2-1 di Schiavio nei supplementari.

Pozzo decise di correre ai ripari: scambiò le posizioni tra lo stanco Schiavio e Guaita[3][5], alterando gli schemi difensivi degli avversari[6]. Lo stesso Pozzo, per incoraggiare i suoi giocatori, lasciò la panchina per posizionarsi dietro la porta cecoslovacca[5].

A nove minuti dalla fine, quando la partita sembrava compromessa, gli azzurri colsero il pareggio, grazie alla conclusione a rete di Orsi con un tiro ad effetto[23] da circa venti metri[5]. Si passò quindi ai tempi supplementari.

Qui il punteggio cambiò quasi subito: al 95' Schiavio, servito al centro dell'area di rigore da Guaita, calciò un potente destro in diagonale[22] da circa sette-otto metri, battendo Plánička e portando l'Italia in vantaggio. Dopo la segnatura, Schiavio, probabilmente per la calura, la stanchezza o l'emozione, svenne per qualche istante, fino ad essere svegliato a colpi di schiaffi da Meazza e Pozzo[23]. La rete ebbe un contraccolpo decisivo sul morale dei cecoslovacchi, che non furono in grado di raggiungere il pareggio. L'Italia si erse, per la prima volta nella propria storia, a campione del mondo.

Tabellino[modifica | modifica wikitesto]

Roma
10 giugno 1934, ore 17:30 UTC+1
Italia Italia2 – 1
(d.t.s.)
referto
Cecoslovacchia CecoslovacchiaStadio Nazionale del PNF (55.000 spett.)
Arbitro: Svezia Ivan Eklind

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Italia
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Cecoslovacchia
Italia Italia (Metodo)
P Gianpiero Combi (c)
D Eraldo Monzeglio
D Luigi Allemandi
C Attilio Ferraris
C Luis Monti
C Luigi Bertolini
A Enrique Guaita
A Giuseppe Meazza
A Giovanni Ferrari
A Angelo Schiavio
A Raimundo Orsi
CT:
Italia Vittorio Pozzo
Cecoslovacchia Cecoslovacchia (Metodo)
P František Plánička (c)
D Josef Čtyřoký
D Ladislav Ženíšek
C Rudolf Krčil
C Štefan Čambal
C Josef Košťálek
A Antonín Puč
A Oldřich Nejedlý
A Jiří Sobotka
A František Svoboda
A František Junek
CT:
Cecoslovacchia Karel Petrů


Assistenti arbitrali:
Belgio Louis Baert
Ungheria Mihaly Ivancsis

Dopopartita[modifica | modifica wikitesto]

Ciascun membro della Nazionale italiana ricevette un premio di 20.000 lire[8][23].

La gara, così come l'intero mondiale, lasciò strascichi polemici sulla vittoria dell'Italia. La stampa internazionale, in particolar modo quelle francese, austriaca e cecoslovacca[3], denunciò un'atmosfera di pressione sugli arbitri, tesa a favorire la nazionale di casa[24].

Molte polemiche si concentrarono sugli arbitraggi delle partite dell'Italia contro la Spagna e l'Austria e, soprattutto, della finale contro la Cecoslovacchia. L'arbitro Eklind, prima di quest'ultima partita, si recò in tribuna d'onore per rendere omaggio alle autorità fasciste, oltre ad essere stato visto a colloquio personale con lo stesso Mussolini[25].

L'ultimo sopravvissuto dei calciatori della finale, il portiere cecoslovacco František Plánička, morì il 20 luglio 1996[26].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli azzurri piegano nettamente la squadra cecoslovacca, in La Stampa, 18 gennaio 1926. URL consultato il 5 aprile 2016.
  2. ^ (EN) Italy-Czech Republic/Czechoslovakia matches 1922-2013, su RSSSF. URL consultato il 5 aprile 2016.
  3. ^ a b c d Roma 1934: l'Italia è campione del mondo, Il Sole 24 Ore. URL consultato il 5 aprile 2016.
  4. ^ a b c d e 1934: l’Italia ‘del Duce’ è campione del mondo, Periodico Italiano Magazine. URL consultato il 5 aprile 2016.
  5. ^ a b c d e f g h Il mondiale sbarca in Italia, Enciclopedia del Calcio. URL consultato il 5 aprile 2016.
  6. ^ a b c d e f g h Italia 1934, La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 5 aprile 2016.
  7. ^ RICARDO ZAMORA, “EL DIVINO” DIVENTATO LEGGENDA, in sport660.wordpress.com.
  8. ^ a b 1934, la prima vittoria al Mondiale, Il Secolo XIX, 23 maggio 2014. URL consultato il 5 aprile 2016.
  9. ^ a b c 1934: il primo trionfo azzurro, UEFA. URL consultato il 5 aprile 2016.
  10. ^ a b 934, quel primo titolo un po’ imbarazzante, La Stampa. URL consultato il 5 aprile 2016.
  11. ^ corsogiglia.it (a cura di), MONDIALI DEL 1934 PRIMA PARTE (PDF), su corsogiglia.it.s3-eu-central-1.amazonaws.com, pp. 11.
  12. ^ Ferretti, p. 46.
  13. ^ Maurizio Crosetti, Quel colpo di Schiavio, in la Repubblica, 17 maggio 2014, p. 59. URL consultato l'8 febbraio 2020 (archiviato il 29 maggio 2021).
  14. ^ Claudio Ferretti, 1910-2006 Campioni del mondo, Mondadori, 2006.
  15. ^ (DE) Österreichs Deutschland-Komplex. Paradoxien in der österreichischdeutschen Fußballmythologie. (PDF), su othes.univie.ac.at. URL consultato il 5 aprile 2016.
  16. ^ 1934: l’Italia ‘del Duce’ è campione del mondo, Periodico Italiano Magazine. URL consultato il 5 aprile 2016.
  17. ^ Chiesa, p. 37
  18. ^ a b corsogiglia.it (a cura di), MONDIALI DEL 1934 PRIMA PARTE (PDF), su corsogiglia.it.s3-eu-central-1.amazonaws.com.
  19. ^ youtube.com (a cura di), ITALIA-Austria 1 a 0 del Mondiale 'Italia 1934' (brevi immagini), su youtube.com.
  20. ^ a b Adalberto Bortolotti, Enzo D'Orsi, Matteo Dotto, Filippo Maria Ricci (a cura di), CALCIO - COMPETIZIONI PER NAZIONALI, treccani.it.
  21. ^ Jon Kelly, What happened to the Qatar World Cup's cooling technology?, BBC, 25 febbraio 2015. URL consultato il 5 aprile 2016.
  22. ^ a b c Alessandro Bernini, La storia del Mondiale: il 1934 Impera il nazionalismo fascista ma l’azzurro brilla... Italia campione, Il Tirreno. URL consultato il 5 aprile 2016.
  23. ^ a b c d e Andrea Tosi, Mondiali 1934: 80 anni fa a Roma primo trionfo azzurro, 2-1 alla Cecoslovacchia, La Gazzetta dello Sport, 10 giugno 2014. URL consultato il 5 aprile 2016.
  24. ^ a b Italia 1934, gli azzurri di Pozzo battono la Cecoslovacchia, Adnkronos. URL consultato il 5 aprile 2016.
  25. ^ Jonathan Duffy, Football, fascism and England's Nazi salute, BBC, 22 settembre 2003. URL consultato il 5 aprile 2016.
  26. ^ (SK) František Plánička: Slávny brankár chytal aj so zlomeným lakťom!, Život. URL consultato il 6 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2015).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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