Giuseppe Meazza

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Giuseppe Meazza
Giuseppe Meazza 1935.jpg
Meazza all'Ambrosiana-Inter nel 1935
Nazionalità Italia Italia
Altezza 170 cm
Peso 73 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante, centrocampista)
Ritirato 1º luglio 1947 - giocatore
1957 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1927-1928 Inter 33 (12)
1928-1940 Ambrosiana-Inter 315 (227)
1940-1942 Milano 37 (9)
1942-1943 Juventus Cisitalia 27 (10)
1943-1944 Varese 20 (7)
1944-1946 Atalanta 14 (2)
1946-1947 Inter 17 (2)
Nazionale
1930-1939 Italia Italia 53 (33)
Carriera da allenatore
1945-1946 Atalanta
1946-1948 Inter
1949 Beşiktaş
1949-1951 Pro Patria
1952-1953 Italia Italia Preparatore
1955-1957 Inter
1957-19?? Inter Giovanili
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Oro Italia 1934
Oro Francia 1938
Transparent.png Coppa Internazionale
Oro 1927-30
Argento 1931-32
Oro 1933-35
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
« Averlo in squadra significava partire dall'1-0. »
(Vittorio Pozzo, in Campioni del mondo. Quarant'anni di storia del calcio italiano, Roma, CEN, 1968)

Giuseppe Meazza, detto Peppino o, in dialetto milanese, Peppìn (Milano, 23 agosto 1910Lissone, 21 agosto 1979[1]) è stato un calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo italiano, di ruolo attaccante o centrocampista.

Considerato da alcuni esperti il più grande giocatore italiano di tutti i tempi,[2][3] nonché uno dei migliori in assoluto,[3][4][5] fu campione del mondo con la nazionale italiana nel 1934 e nel 1938, rimanendo tuttora il secondo miglior marcatore della rappresentativa azzurra, dietro al solo Gigi Riva.

Ritiratosi dal calcio giocato, divenne giornalista e allenatore. Dopo la sua morte, il 2 marzo 1980 gli venne intitolato lo stadio San Siro di Milano.[6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu uno dei primi calciatori a godere di grande popolarità anche al di fuori del terreno di gioco.[2][7][8]

Morì il 21 agosto 1979 a Lissone in seguito a un tumore del pancreas (organo che gli era già stato parzialmente asportato chirurgicamente), aggravato da problemi cardiocircolatori, poco prima di trasferirsi per un periodo di convalescenza a Rapallo.[9] La notizia fu diramata per sua volontà a funerali avvenuti, e ciò causò non pochi fraintendimenti su luogo e data di morte.[10] Meazza venne inizialmente tumulato al Cimitero Monumentale di Milano; il 2 novembre 2004, alla presenza delle due figlie Silvana e Gabriella, di Giacinto Facchetti e del sindaco di Milano Gabriele Albertini, la salma di Meazza venne traslata nella Cripta del Famedio del medesimo Cimitero Moumentale, zona riservata alle più importanti figure legate alla città.[11]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

« Grandi giocatori esistevano già al mondo, magari più tosti e continui di lui, però non pareva a noi che si potesse andar oltre le sue invenzioni improvvise, gli scatti geniali, i dribbling perentori e tuttavia mai irridenti, le fughe solitarie verso la sua smarrita vittima di sempre, il portiere avversario. »
(Gianni Brera, Peppìn Meazza era il fòlber, in il Giornale Nuovo, 24 agosto 1979)

Eccellente tiratore,[2][12] rapido nei movimenti[2][12] e avvezzo a giocate acrobatiche,[13][14] era dotato di notevoli qualità tecniche, che sfociavano in una spiccata propensione a eludere il diretto avversario con delle finte:[2][12][15] a detta di Giovanni Arpino, i virtuosismi di Meazza mettevano in tale difficoltà i difensori che questi ultimi, ritenendo di avere poche chance di fermarlo, tendevano a contrastarlo senza convinzione.[16] Sicuro dei propri mezzi,[17][18] era solito iniziare il match in sordina, per poi alzare all'improvviso i ritmi di gioco.[19] Andava frequentemente in gol saltando il portiere, una rete denominata «alla Meazza»[12][20] o «a invito»;[21][22] era inoltre piuttosto abile nel gioco aereo, a dispetto di una statura relativamente ridotta.[23] Non di rado si incaricava della battuta dei calci di rigore — riuscendo spesso a spiazzare l'estremo difensore avversario —,[23] e delle punizioni, sia per concludere a rete che per servire i compagni di squadra.[24][25] Nel corso della sua carriera ha ricoperto i ruoli di centravanti e di mezzala.[2][12]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel popolare quartiere di Porta Vittoria, iniziò a giocare a sei anni sui campi di Greco Milanese e Porta Romana in un gruppo di bambini che lui definì i Maestri Campionesi inseguendo una palla fatta di stracci. Ottenuto finalmente il consenso della mamma (il padre era morto nel 1917 nella Grande Guerra), all'età di dodici anni inizia a giocare sui campi regolari con i ragazzi uliciani del Gloria F.C., dove un ammiratore gli regala quelle scarpette che tanto desiderava (e lui non poteva comprare) e che il "Brigatti" vendeva in Corso Venezia all'equivalente di circa tre stipendi.[26][27]

L'affermazione nell'Ambrosiana-Inter[modifica | modifica wikitesto]
Un diciassettenne Meazza in azione con la maglia dell'Inter

Scartato dal Milan a causa del fisico mingherlino,[2] a quattordici anni compiuti entrò a far parte dell'Inter disputando il campionato ragazzi.[28] Fu Fulvio Bernardini a scoprirlo e a insistere presso l'allenatore nerazzurro, Árpád Weisz, affinché lo inserisse in prima squadra: Bernardini — il quale sarebbe diventato in seguito un importante allenatore e avrebbe scoperto numerosi altri giocatori, tra cui un altro che diventerà poi egli stesso centravanti dell'Inter, Alessandro Altobelli — si fermava sempre più spesso, al termine degli allenamenti, a osservare estasiato, tra i ragazzi delle giovanili, quel ragazzino che con il pallone tra i piedi faceva meraviglie. Bernardini, si narra, fu tanto insistente e convincente che alla fine Weisz volle visionarlo personalmente. Weisz si rese conto che Bernardini non aveva esagerato: a sedici anni il ragazzo fu aggregato in prima squadra, e un anno dopo Meazza esordiva nell'Inter, nella Coppa Volta.

Fu in quell'occasione che gli fu dato il soprannome di "Balilla". Quando l'allenatore Weisz lesse nello spogliatoio la formazione, annunciando la presenza in squadra di Meazza fin dal primo minuto, un anziano giocatore dell'Inter, Leopoldo Conti, esclamò sarcastico: «Adesso facciamo giocare anche i balilla!»;[2] l'Opera Nazionale Balilla, che raccoglieva tutti i bambini dagli 8 ai 14 anni, era stata costituita nel 1926 e così allo scherzoso "Poldo" venne naturale apostrofare in quel modo il giovane esordiente. Ma si sarebbe ricreduto presto: Meazza, in quella partita giocata contro la US Milanese, segnò tre gol, assicurando all'Inter la vittoria e facendo capire a tutti che era nata una stella.[29] "Peppìn", come veniva chiamato in dialetto meneghino, seguitò a giocare nel ruolo di centravanti nell'Ambrosiana — com'era stata ribattezzata l'Inter in epoca fascista dopo la forzata fusione con la Milanese. Iniziò subito a farsi notare a suon di gol e per la sua classe sopraffina, tanto che, non ancora ventenne, guidò la sua squadra alla conquista del neonato campionato di Serie A nel 1929-30 conquistando il titolo di capocannoniere con ben 31 reti.

Nel 1935-36 si laureò nuovamente capocannoniere, con 25 reti, impresa che ripeté anche nel 1937-38 guidando per la seconda volta l'Ambrosiana-Inter alla conquista dello scudetto.

Milano, Juventus e gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]
Articolo de Il Calcio Illustrato del gennaio 1940, che racconta la degenza casalinga di Meazza a seguito del cosiddetto "piede gelato".

L'annata 1938-39 segnò l'inizio del declino di Meazza, a causa di un infortunio — il famoso "piede gelato", un'occlusione dei vasi sanguigni al piede sinistro — che lo tenne poi lontano dai terreni di gioco per oltre un anno.[2] Nell'autunno 1940 tornò al calcio giocato, stavolta con la maglia del Milano — nome allora adottato dalla squadra rossonera per questioni politiche —, ma non si trattava più del campione di un tempo, minato dall'infortunio occorsogli.

Dopo due stagioni in rossonero passò quindi per un'annata alla Juventus Cisitalia — denominazione assunta dai bianconeri sotto la seconda guerra mondiale per via di un abbinamento commerciale —, con cui tornò fugacemente su buoni livelli realizzativi chiudendo il campionato 1942-43 in doppia cifra (10 reti in 27 match), e formando assieme a Riza Lushta e Sentimenti III il più prolifico reparto d'attacco del torneo. Seguì poi il cosiddetto campionato di guerra 1943-44 disputato tra le file del Varese (7 gol in 20 partite) e una breve permanenza all'Atalanta nel 1945-46, anno in cui ricoprì per un breve periodo anche il ruolo di allenatore, prima di concludere la carriera con un'ultima stagione con la sua maglia nerazzurra, quella dell'Inter.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Meazza agli esordi con la nazionale, nei primi anni 1930.

Esordì in nazionale non ancora ventenne il 9 febbraio 1930 a Roma in Italia-Svizzera terminata 4-2 con le sue due reti. Tre mesi più tardi, l'11 maggio dello stesso anno, alla sua quarta presenza in maglia azzurra, Meazza appose la sua prima firma in campo internazionale, in una delle giornate più gloriose del calcio italiano. Tre prodezze del Balilla spianarono la strada alla nazionale guidata da Vittorio Pozzo, verso il primo grande trionfo della sua giovane storia. L'Italia superò l'Ungheria a Budapest con un netto 5-0, in quella che, di fatto, era la finale della prima Coppa Internazionale. Era quella anche la prima vittoria italiana in casa dei maestri danubiani, trasferta che, fino ad allora, aveva restituito memorabili rovesci, e il nome del diciannovenne fuoriclasse di Porta Vittoria irruppe nel novero delle grandi stelle del calcio continentale. L'eco dell'impresa, in Italia, fu enorme. La partita, seguita alla radio da un pubblico incredulo, rappresentò momento di svolta per il calcio, non più vassallo delle scuole mitteleuropee, e, dopo quella partita, Meazza sarà l'eroe di tutti gli sportivi italiani.

La sua carriera in azzurro fu di assoluto rilievo: guidò l'Italia alla conquista del suo primo campionato del mondo, nell'edizione casalinga del 1934 realizzando 4 reti, di cui 2 nel preliminare contro la Grecia, una agli Stati Uniti negli ottavi di finale, e quella fondamentale nella ripetizione contro la Spagna dei quarti di finale; quest'ultima partita venne rigiocata poiché il giorno prima si era conclusa in parità dopo i tempi supplementari (allora non erano previsti i tiri di rigore): Meazza si dice fu "sbloccato" dopo che il tecnico spagnolo non schierò misteriosamente il suo spauracchio, il celebre portiere Ricardo Zamora, considerato all'epoca tra i migliori al mondo nel suo ruolo. Nel corso della competizione Meazza ricoprì, come sempre più spesso gli accadeva, il ruolo di interno in luogo di quello di centravanti di inizio carriera.

La prima partita con la nazionale campione del mondo fu la celebre battaglia di Highbury, così denominata perché si disputò nello stadio londinese di Highbury, in casa dei presunti "Maestri" dell'Inghilterra (che non disputavano la coppa del mondo perché si arrogavano il titolo di "inventori del calcio"). La partita cominciò molto male per l'Italia, che subì nei primi 12 minuti 3 reti e perse per infortunio il centromediano Luis Monti, ma nella ripresa fu proprio Meazza a risollevare le sorti italiane con una doppietta. Tuttavia, la sconfitta per 3-2 in inferiorità numerica contro gli inglesi, in una partita molto dura e maschia come non mai, è tuttora ricordata non certo come un'onta.

Il 9 dicembre 1934 contro l'Ungheria segnò il gol numero 25 (in 29 partite) con la maglia azzurra, affiancando Adolfo Baloncieri in vetta alla classifica marcatori della nazionale, nella partita seguente contro la Francia, del 17 febbraio 1935, fece altri 2 gol che gli consentirono di balzare al comando della classifica in solitario.

Nel 1938, agendo in posizione di centrocampista,[2] fu il capitano degli azzurri alla Coppa Rimet disputatasi in Francia: il secondo, prestigioso successo che portò l'Italia ai vertici del calcio mondiale e che permette di ricordare quella squadra come una delle più forti di tutti i tempi. Il 16 giugno a Marsiglia, nella semifinale del torneo iridato, mise a segno al Brasile il gol numero 33, una rete decisiva, l'ultima della sua carriera in nazionale (passata alla storia poiché a causa della rottura dell'elastico dei pantaloncini, tirò un calcio di rigore tenendoli con una mano); in seguito giocherà altre 7 partite in maglia azzurra senza andare in gol. Il suo record sottorete sarà raggiunto dal solo Gigi Riva il 9 giugno 1973, sempre contro i brasiliani in un'amichevole, e quindi superato il 29 settembre dello stesso anno contro la Svezia. Da bomber azzurro, Meazza vanta la seconda permanenza più lunga al primo posto: 38 anni, 3 mesi e 23 giorni.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Meazza (estrema destra) in veste di preparatore della nazionale nel 1953

Dopo le esperienze da giocatore-allenatore maturate a Bergamo e Milano nell'immediato secondo dopoguerra, da tecnico guidò la Pro Patria, ancora l'Inter in varie circostanze, mentre nel biennio 1952-1953 fece parte della commissione tecnica della nazionale affiancando, in qualità di preparatore atletico, l'allenatore Piercarlo Beretta; fu anche il primo italiano a guidare una squadra straniera, il Beşiktaş, rimanendo in Turchia per cinque mesi a partire dal gennaio 1949.[30] In seguito divenne responsabile del settore giovanile dell'Inter.[10]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Tra club e nazionale, Meazza ha giocato globalmente 564 partite e segnato 347 reti, alla media di 0,62 gol a partita.

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1927-1928 Italia Inter DN 33 12 - - - - - - - - - 33 12
1928-1929 Italia Ambrosiana DN 29 33 - - - - - - - - - 29 33
1929-1930 A 33 31 - - - - - - - - - 33 31
1930-1931 A 34 24 - - - - - - CEC 6 7 40 31
1931-1932 Italia Ambrosiana-Inter A 28 21 - - - - - - - - - 28 21
1932-1933 A 32 20 - - - - - - - - - 32 20
1933-1934 A 32 21 - - - - - - CEC 6 5 38 26
1934-1935 A 30 18 - - - - - - CEC 2 3 32 21
1935-1936 A 29 25 CI 2 1 - - - CEC 2 2 33 28
1936-1937 A 26 11 CI 4 3 - - - CEC 6 10 36 24
1937-1938 A 26 20 CI 4 8 - - - CEC 0 0 30 28
1938-1939 A 16 4 CI 6 0 - - - CEC 4 2 26 6
1939-1940 A 0 0 CI 0 0 - - - CEC 1 0 1 0
1940-1941 Italia Milano A 14 6 CI 1 0 - - - - - - 15 6
1941-1942 A 23 3 CI 4 2 - - - - - - 27 5
Totale Milano 37 9 5 2 - - - - 42 11
1942-1943 Italia Juventus Cisitalia A 27 10 CI 0 0 - - - - - - 27 10
1944 Repubblica Sociale Italiana Varese CAI 20 7 - - - - - - - - - 20 7
1945-1946 Italia Atalanta DN 14 2 - - - - - - - - - 14 2
1946-1947 Italia Inter A 17 2 - - - - - - - - - 17 2
Totale Inter 365 242 16 12 - - 27 29 408 283
Totale carriera 463 270 21 14 - - 27 29 511 313

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
9-2-1930 Roma Italia Italia 4 – 2 Svizzera Svizzera Amichevole 2
2-3-1930 Francoforte Germania Germania 0 – 2 Italia Italia Amichevole 1
6-4-1930 Amsterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
11-5-1930 Budapest Ungheria Ungheria 0 – 5 Italia Italia Coppa Internazionale 3
22-6-1930 Bologna Italia Italia 2 – 3 Spagna Spagna Amichevole -
25-1-1931 Bologna Italia Italia 5 – 0 Francia Francia Amichevole 3
22-2-1931 Milano Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Coppa Internazionale 1
29-3-1931 Berna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Coppa Internazionale -
19-4-1931 Bilbao Spagna Spagna 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
20-5-1931 Roma Italia Italia 3 – 0 Scozia Scozia Amichevole 1
15-11-1931 Roma Italia Italia 2 – 2 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Coppa Internazionale -
20-3-1932 Vienna Austria Austria 2 – 1 Italia Italia Coppa Internazionale 1
8-5-1932 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 1 Italia Italia Coppa Internazionale -
28-10-1932 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2 – 1 Italia Italia Coppa Internazionale -
27-11-1932 Milano Italia Italia 4 – 2 Ungheria Ungheria Amichevole 1
1-1-1933 Bologna Italia Italia 3 – 1 Germania Germania Amichevole 1
12-2-1933 Bruxelles Belgio Belgio 2 – 3 Italia Italia Amichevole 2
2-4-1933 Ginevra Svizzera Svizzera 0 – 3 Italia Italia Coppa Internazionale 1
13-5-1933 Roma Italia Italia 1 – 1 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
3-12-1933 Firenze Italia Italia 5 – 2 Svizzera Svizzera Coppa Internazionale 1
11-2-1934 Torino Italia Italia 2 – 4 Austria Austria Coppa Internazionale -
25-3-1934 Milano Italia Italia 4 – 0 Grecia Grecia Qual. Mondiali 1934 2
27-5-1934 Roma Italia Italia 7 – 1 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 1934 - Ottavi 1
31-5-1934 Firenze Italia Italia 1 – 1 dts Spagna Spagna Mondiali 1934 - Quarti -
1-6-1934 Firenze Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Mondiali 1934 - Quarti 1
3-6-1934 Milano Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1934 - Semif. -
10-6-1934 Roma Italia Italia 2 – 1 dts Cecoslovacchia Cecoslovacchia Mondiali 1934 - Finale - 1º titolo mondiale
14-11-1934 Londra Inghilterra Inghilterra 3 – 2 Italia Italia Amichevole 2 Battaglia di Highbury
9-12-1934 Milano Italia Italia 4 – 2 Ungheria Ungheria Amichevole 1
17-2-1935 Roma Italia Italia 2 – 1 Francia Francia Amichevole 2
27-10-1935 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2 – 1 Italia Italia Coppa Internazionale -
24-11-1935 Milano Italia Italia 2 – 2 Ungheria Ungheria Coppa Internazionale -
5-4-1936 Zurigo Svizzera Svizzera 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
17-5-1936 Roma Italia Italia 2 – 2 Austria Austria Amichevole -
31-5-1936 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 2 Italia Italia Amichevole 1
25-10-1936 Milano Italia Italia 4 – 2 Svizzera Svizzera Coppa Internazionale 1
25-4-1937 Torino Italia Italia 2 – 0 Ungheria Ungheria Coppa Internazionale -
23-5-1937 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 0 – 1 Italia Italia Coppa Internazionale -
27-5-1937 Oslo Norvegia Norvegia 1 – 3 Italia Italia Amichevole 1
31-10-1937 Ginevra Svizzera Svizzera 2 – 2 Italia Italia Coppa Internazionale -
5-12-1937 Parigi Francia Francia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
15-5-1938 Milano Italia Italia 6 – 1 Belgio Belgio Amichevole 1
22-5-1938 Genova Italia Italia 4 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole 1
5-6-1938 Marsiglia Norvegia Norvegia 1 – 2 dts Italia Italia Mondiali 1938 - Ottavi -
12-6-1938 Parigi Francia Francia 1 – 3 Italia Italia Mondiali 1938 - Quarti -
16-6-1938 Marsiglia Brasile Brasile 1 – 2 Italia Italia Mondiali 1938 - Semif. 1
19-6-1938 Parigi Ungheria Ungheria 2 – 4 Italia Italia Mondiali 1938 - Finale - 2º titolo mondiale
26-3-1939 Firenze Italia Italia 3 – 2 Germania Germania Amichevole -
13-5-1939 Milano Italia Italia 2 – 2 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
4-6-1939 Belgrado Jugoslavia Jugoslavia 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
8-6-1939 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 3 Italia Italia Amichevole -
11-6-1939 Bucarest Romania Romania 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
20-7-1939 Helsinki Finlandia Finlandia 2 – 3 Italia Italia Amichevole -
Totale Presenze (45º posto) 53 Reti (2º posto) 33

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale  % Vittorie
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P  %
1945-1946 Italia Atalanta DN-AI 7 2 0 5 - - - - - - - - - - - - - - - 7 2 0 5 28,57
1946-1947 Italia Inter A 23 11 4 8 - - - - - - - - - - - - - - - 23 11 4 8 47,83
1947-1948 A 25 11 3 11 - - - - - - - - - - - - - - - 25 11 3 11 44,00
1948-1949 Turchia Beşiktaş IFL  ?  ?  ?  ? - - - - - - - - - - - - - - -  ?  ?  ?  ?  ?
1949-1950 Italia Pro Patria A 38 11 12 15 - - - - - - - - - - - - - - - 38 11 12 15 28,95
1950-1951 A 38 14 6 18 - - - - - - - - - - - - - - - 38 14 6 18 36,84
Totale Pro Patria 76 25 18 33 76 25 18 33 32,89
1955-1956 Italia Inter A 22 10 6 6 - - - - - - - - - - - - - - - 22 10 6 6 45,45
1956-1957 Italia Inter A 4 1 0 3 - - - - - CdF 4 2 1 1 - - - - - 8 3 1 4 37,50
Totale Inter 78 35 14 29 78 35 14 29 44,87
Totale carriera 161 62 32 67 161 62 32 67 38,51

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Ambrosiana: 1929-1930
Ambrosiana-Inter: 1937-1938; 1939-1940
Ambrosiana-Inter: 1938-1939

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1929-30 (31 gol); 1935-36 (25 gol); 1937-38 (20 gol)
1930 (7 gol); 1933 (5 gol); 1936 (10 gol)
2011 (premio alla memoria)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianni Brera: Peppìn Meazza era il “Fòlber”, storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 1979.
  2. ^ a b c d e f g h i j Fabio Monti, Meazza dopo un secolo resta il più bravo di tutti, milano.corriere.it, 27 agosto 2010.
  3. ^ a b Simona Marchetti, Mondiali, Times non ha dubbi. Maradona è il più grande, gazzetta.it, 22 marzo 2010.
  4. ^ Meazza, natività del fuoriclasse, sportmediaset.mediaset.it, 23 agosto 2010.
  5. ^ (EN) Karel Stokkermans, IFFHS' Century Elections, rsssf.com, 30 gennaio 2000.
  6. ^ Lorenzo Marucci, 2 marzo 1980, lo stadio San Siro viene intitolato a Giuseppe Meazza, tuttomercatoweb.com, 2 marzo 2017.
  7. ^ Pezzotti, Vietti, pp. 139-140.
  8. ^ Garlando, p. 104.
  9. ^ Giorgio Michelettiti, Peppìn Meazza era il "folber", giorgiomicheletti.it.
  10. ^ a b Maffeis, p. 191.
  11. ^ Meazza riposa tra i campioni di Milano, inter.it, 2 novembre 2004.
  12. ^ a b c d e Monti, p. 761.
  13. ^ Gigi Garanzini, «Brindo all'Inter di Meazza», in La Stampa, 13 agosto 2001, p. 28.
  14. ^ Gianni Brera, Silvio, Peppin e il gran giorno del Prater, in la Repubblica, 5 ottobre 1996.
  15. ^ Gianni Brera, Peppìn Meazza era il fòlber, in il Giornale Nuovo, 24 agosto 1979.
  16. ^ Giovanni Arpino, Una sera con quel «Meassa», in La Stampa, 30 agosto 1979, p. 12.
  17. ^ Gianni Brera, Centrocampo quasi euclideo, in la Repubblica, 9 agosto 1988.
  18. ^ Gianni Brera, Ciao, maestro mio, in la Repubblica, 25 luglio 1986.
  19. ^ Gianni Mura, Totti che delusione. Djorkaeff il più lucido, in la Repubblica, 12 aprile 1998.
  20. ^ Antonio D'Orrico, Poeti, poveracci, acrobati. Ed è gol!, lettura.corriere.it.
  21. ^ Luigi Garlando, L'invito di Meazza, gazzetta.it, 10 luglio 2007.
  22. ^ Roberto Beccantini, Ma le gambe di Meazza a me piacciono di più, www1.lastampa.it, 17 agosto 2010.
  23. ^ a b Gianni Mura, Cent'anni azzurri. Il nostro secolo in contropiede, repubblica.it, 9 maggio 2010.
  24. ^ Il Bologna prende troppi gol e l'Ambrosiana ne fa troppo pochi, in Stampa Sera, 26 settembre 1938, p. 5.
  25. ^ Enzo Arnaldi, Pro Vercelli - Ambrosiana 0 - 0, in La Stampa, 18 settembre 1933, p. 5.
  26. ^ Storia del "Balilla", intervista a lui e alla madre firmata da Leone Boccali e pubblicata il 30 maggio 1930 dal giornale Il Littoriale (Pavia, Biblioteca Universitaria).
  27. ^ Non è vero che aveva iniziato nell'Iris 1914: nell'opuscolo XX anni di vita sportiva - Sport Iris 1914 lui non è mai stato citato (conservato a Milano, Biblioteca Nazionale Braidense). Si è arrivati erroneamente a considerare che l'Iris 1914 fosse la sua prima squadra perché nel 1935 (Gazzetta dello Sport del 6 giugno 1935 in "Fatti e opinioni - I ragazzi dell'Iris 1914") l'Iris in gravi difficoltà finanziarie fu soccorsa dall'Ambrosiana-Inter su richiesta di Riccardo Zoppini, membro del Direttorio II Zona. Meazza portò a giocare nel "campionato provinciale milanese ragazzi" i ragazzi nerazzurri più giovani allenandoli tutti lui ma iscrivendoli col nome dell'Iris 1914 (vedere in Biblioteca Nazionale Braidense il giornale "Lo schermo sportivo", segnatura Giorn K 70). Emblematica la foto di Meazza con la squadra ragazzi dell'Iris 1914, pardon dell'Ambrosiana-Inter, esposta nella sede dell'"Iris 1914".
  28. ^ Il Dottor Franco Bettinelli nato nel 1909 e capitano dello Sport Iris Milan (presidente S.G. Nazionale dal 1962 al 1977) in un suo memoriale scrisse che vinsero il campionato ragazzi 1924-25 battendo l'Inter in tutte le partite che disputò contro Meazza (elogio all'Iris Milan sulla Gazzetta dello Sport, circa aprile 1925 a firma Mario Zappa, su due colonne).
  29. ^ Facchinetti.
  30. ^ Calcio 2000, nº 34, settembre 2000, p. 133.

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