Prima Divisione 1924-1925

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Prima Divisione 1924-1925
Competizione Prima Divisione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 25ª
Organizzatore Lega Nord e Lega Sud
Date dal 5 ottobre 1924
al 23 agosto 1925
Luogo Italia Italia
Partecipanti 25 (Lega Nord)
18 (Lega Sud)
43 (totale)
Risultati
Vincitore Bologna
(1º titolo)
Secondo Alba Roma
Retrocessioni Lega Nord
Spezia
Derthona
SPAL
Lega Sud
Tarantina
FBC Bari
Statistiche
Miglior marcatore Italia Mario Magnozzi (19)
Bologna 1924-25.jpg
Il Bologna per la prima volta campione d'Italia
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1923-1924 1925-1926 Right arrow.svg

La Prima Divisione 1924-1925 fu il massimo livello del 25º campionato italiano di calcio.

Il vincitore fu il Bologna, che conquistò il primo titolo nazionale della sua storia.

Indice

Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Due gironi interregionali Nord, uno da 12 e uno da 13 squadre (per il ripescaggio dalla Seconda Divisione del Mantova, avvenuta a titolo risarcitorio dopo la confessione dell'arbitro che aveva diretto i virgiliani nella decisiva ultima giornata del torneo del 1922-1923: il fischietto ammise di essersi fatto corrompere per permettere la salvezza della Virtus Bologna a discapito dei mantovani). Le prime classificate accedono alla finale, mentre le ultime e le penultime del gruppo B vengono retrocesse; inoltre le undicesime classificate disputano spareggi interdivisionali contro la terza e la quarta classificata del girone finale di Seconda Divisione. Le due finaliste si sfidano in andata e ritorno, e la vincitrice ratifica il titolo in una finalissima, anch'essa a doppio turno.

Il torneo meridionale si organizzava in prima istanza sui campionati regionali di Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Alle fase nazionale accedevano i campioni regionali, le seconde classificate dei tornei laziale, campano e pugliese, e l'Anconitana, unica iscritta nelle Marche. Le semifinali della Lega Sud erano dunque strutturate su due gironi da quattro squadre, le cui vincitrici si affrontavano in finale per il titolo meridionale.

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

I giocatori del Genoa, campioni uscenti, sono stati i primi a potersi fregiare sulle maglie di un nuovo distintivo appena creato: lo scudetto tricolore.

Il cammino del Genoa, campione uscente con lo scudetto sul petto, non fu lineare come negli anni precedenti: l'alta età media della squadra si fece sentire e, pur reagendo alle defezioni di Sardi e Mariani, ritiratisi per anzianità, con l'ingaggio del forte e giovane Cesare Alberti, scartato dal Bologna che lo considerava finito dopo un brutto infortunio, e miracolosamente recuperato grazie ad una delle prime operazioni al menisco della storia del calcio, i rossoblu faticarono non poco a domare il Casale e il sorprendente Modena. Il punto di forza dei grifoni restava Marassi, ma i liguri, incappando in ben cinque sconfitte su undici trasferte, rischiarono di compromettere una qualificazione che arrivò solamente all'ultima giornata, dopo la vittoria in casa dello Spezia già condannato alla retrocessione. Il Modena partì di slancio e per lunghi tratti comandò il Girone A di Lega Nord, con il Genoa come principale antagonista.

La morte di Tichovski (sostituito dall'esordio di un giovanissimo Alfredo Mazzoni) e l'infortunio (frattura) di Winkler all'inizio del girone di ritorno, insieme alla decisione da parte della Lega Nord di posticipare tre gare del Genoa al termine del campionato, contribuirono tuttavia al sorpasso in extremis in classifica del Genoa, che concluse il girone in testa alla classifica con un solo punto di vantaggio sugli emiliani. Decisive risultarono le ultime due giornate. A due giornate dal termine il Modena precedeva di due punti il Casale e di quattro il Genoa che doveva però recuperare due partite. Due vittorie nelle ultime due giornate avrebbero garantito al Modena almeno lo spareggio con il Genoa per il primo posto nel girone (nel caso i rossoblu avessero poi vinto tutte le loro gare); tuttavia alla penultima giornata il Modena crollò in trasferta (sconfitta per 4-1) contro il Brescia lottante per non retrocedere, compromettendo il proprio campionato; proprio questa sconfitta risultò decisiva. Infatti i genoani, ottenendo cinque punti nelle tre partite di recupero contro avversari ormai fuori dalla lotta per il titolo o per la salvezza e pertanto demotivati (2-1 sul Pisa, 1-0 in trasferta sullo Spezia e 0-0 casalingo contro il Torino), riuscirono in extremis a operare il sorpasso sugli emiliani. Secondo il punto di vista modenese, le motivazioni che concessero al Genoa di poter posticipare le tre partite furono molto discutibili. La prima ad essere rinviata fu quella contro il Pisa del 29 marzo: ufficialmente fu rimandata per allagamento del campo, ma poi le due squadre (che all'epoca erano appaiate in vetta a 23 punti) disputarono comunque per il pubblico pagante una partita amichevole. La successiva, contro il Torino, del 5 aprile, fu rinviata per dispensa della Lega Nord perché il Genoa potesse giocare in amichevole contro il Nacional di Montevideo. La terza, all'ultima giornata, fu rinviata per motivi di ordine pubblico con ordinanza prefettizia, per la supposta presenza sugli spalti del Picco di alcuni modenesi venuti a controllare la regolarità della partita, con il conseguente pericolo di incidenti.[1]

Nell'altro raggruppamento i protagonisti furono gli emiliani del Bologna e le due squadre che rappresentavano il passato ed il futuro del calcio piemontese, ovvero la Pro Vercelli e la Juventus, con quest'ultima assetata di rivincite dopo essersi vista compromessa la stagione precedente per motivi regolamentari di giustizia sportiva. In particolare il duello fra rossoblu e bianconeri fu molto appassionante, con continui sorpassi e controsorpassi in vetta alla classifica. La Juventus sembrò portarsi in vantaggio battendo i rivali a Torino, ma fu ripresa alla fine dell'andata e poi ancora sorpassata quando gli emiliani si vendicarono a Bologna. I bianconeri fallirono la grande occasione quando, a cinque giornate dal termine, non seppero approfittare della sconfitta rimediata ad Alessandria dal Bologna, andando a perdere contro i terzi incomodi vercellesi. Fu così che, per il secondo anno consecutivo, la finale del campionato si tinse tutta di rossoblu, e il polemico epilogo dell'anno prima prometteva una burrasca che si concretizzò addirittura oltre ogni pessima previsione.

In zona retrocessione, come già accennato, finì lo Spezia, che non riuscì a ripetere le rocambolesche salvezze dei tre anni precedenti; fu nettamente destinata alla discesa nella cadetteria anche la piccola formazione piemontese del Derthona, mentre uno spareggio estivo condannò la SPAL a beneficio del Mantova. Le due undicesime classificate, Legnano e Mantova, inoltre, avrebbero dovuto disputare degli spareggi interdivisionali contro la terza e la quarta classificata del girone finale di Seconda Divisione, Novese e Como, ma gli spareggi non si disputarono a causa della rinuncia delle due squadre cadette a disputarli.

Le controverse "cinque finali" tra Bologna e Genoa[modifica | modifica wikitesto]

Bologna-Genoa 1-2, 24 maggio 1925, stadio Sterlino, finale Lega Nord.

Le due formazioni rossoblù si ritrovarono di fronte per la finale d'andata allo Sterlino di Bologna, il 24 maggio 1925, come già capitato l'anno precedente. I liguri erano dati come favoriti dalla stampa, ma gli emiliani disponevano di un fortissimo attacco composto da Bernardo Perin, da Angelo Schiavio e dal capitano Giuseppe Della Valle. Il pubblico, foltissimo e rumoreggiante, chiedeva ai padroni di casa la rivincita, dopo il polemico esito della sfida della precedente stagione (nella quale venne assegnata la vittoria a tavolino ai genoani per le intemperanze della tifoseria bolognese). Fu comunque il Genoa a passare in vantaggio, nel secondo tempo, grazie ai gol prima dell'ex Alberti e poi di Catto, mentre allo scadere Schiavio insaccò la rete della bandiera per il Bologna. La settimana successiva, però, l'eccessiva sicurezza giocò ai favoriti grifoni un bruttissimo tiro: in un Marassi stracolmo, il Bologna si portò in vantaggio con un gol di Muzzioli su assist dell'inarrestabile Schiavio. Nella successiva frazione di gioco Emilio Santamaria portò la gara sul pareggio ma il Genoa, anziché amministrare il pareggio, continuò a gettarsi all'attacco per cercare la vittoria, e così facendo si scoprì e fu infilato da Della Valle a sette minuti dallo scadere.

Fu quindi necessario uno spareggio, fissato per la domenica successiva, il 7 giugno, a Milano. L'attesa era febbricitante ed il flusso di sostenitori accorsi nel capoluogo lombardo con treni e pullman speciali organizzati dalle società fu così alto da rendere il pur capiente impianto di Viale Lombardia, campo da gioco del Milan, assolutamente inadatto a contenere l'enorme folla, che si accalcò così ai margini del campo. L'arbitro Giovanni Mauro, sebbene avesse espresso dubbi sulla regolarità delle condizioni di gioco, fu persuaso dalla dirigenza federale a dare il via alla sfida e a portarla a termine, a patto che arrivassero duecento agenti delle forze dell'ordine entro il primo quarto d'ora dal fischio d'inizio; tale promessa, tuttavia, non venne rispettata, ma Mauro decise ugualmente di proseguire la conduzione della partita.[2][3][4][5]

Genoa-Bologna 2-2, 7 giugno 1925, sta per cominciare la partita. Il pubblico è assiepato in ogni dove, anche sui muri esterni dello stadio.

Il Genoa si portò in doppio vantaggio con Moruzzi e Alberti e gli entusiasti tifosi liguri invasero più volte il terreno di gioco; ciononostante, la partita continuò senza incidenti fino al sedicesimo della ripresa, quando un tiro del bolognese Muzzioli entrò nella porta difesa da Giovanni De Prà in maniera anomala. De Prà sostenne di essere riuscito a deviare la palla in angolo, ma voltatosi dietro se la trovò dentro la rete: l'arbitro indicò l'angolo, ritenendo che la sfera fosse uscita dal rettangolo di gioco ed entrata in porta attraverso uno squarcio nella rete, forse sospinta dai tifosi felsinei. A quel punto numerosi sostenitori bolognesi entrarono in campo accerchiando il direttore di gara e sostenendo che il gol fosse regolare; dopo circa un quarto d'ora di sospensione Mauro, dopo aver tentato di interrompere definitivamente la partita dandosi alla fuga, rinunciò a tale intendimento su richiesta di un imprecisato dirigente della FIGC (forse Leandro Arpinati, vicepresidente federale nonché gerarca fascista emiliano).[6][7] L'arbitro, quindi, decise di convalidare la rete per placare la tifoseria felsinea e di completare la direzione dell'incontro; tuttavia, secondo le testimonianze genoane, egli avrebbe assicurato al capitano genovese De Vecchi che il prosieguo della sfida si sarebbe svolto semplicemente pro forma e che avrebbe fatto rapporto in merito all'irregolarità della marcatura di Muzzioli e alle intemperanze bolognesi dinanzi alla Federazione.[8][9][10][11][6]

La partita riprese e, a otto minuti dalla fine, il Bologna realizzò il gol del pareggio con Alberto Pozzi. Successivamente, i felsinei segnarono anche la rete del 3-2, ma questa venne annullata per un'infrazione e i tempi regolamentari si conclusero in parità.[12][13] Il Genoa, in base alla versione dei propri dirigenti, si rifiutò di disputare i tempi supplementari perché avrebbe ricevuto la garanzia da parte del direttore di gara di ottenere la vittoria a tavolino per gli accadimenti relativi al gol di Muzzioli. In risposta al club ligure, il Bologna chiese a sua volta la vittoria d'ufficio proprio per la mancata disputa dei supplementari da parte dei rivali.[14][15][16] Il Consiglio di Lega Nord del 20-21 giugno, tuttavia, risolse la querelle con un decisione controversa: durante la riunione, infatti, Giovanni Mauro non tenne fede al presunto impegno assunto coi genoani e presentò nuovamente la pregiudiziale sull'ordine pubblico che aveva notificato alla Federazione prima del match, nonostante l'avesse fatta poi cadere dirigendo normalmente l'incontro fino al 2-1. A quel punto la Lega, sebbene il regolamento non prevedesse l'annullamento in toto della partita sulla base della pregiudiziale, non omologò il 2-2 e respinse sia il reclamo ligure che quello emiliano, decretando la disputa di un nuovo spareggio.[17][18] Il Consiglio Federale del 27 giugno confermò le precedenti decisioni e in più multò il Genoa per non aver proseguito la sfida ai supplementari.[19][20]

Il 5 luglio si tenne a Torino, sul campo della Juventus, il secondo spareggio. Nel capoluogo piemontese, in uno stadio praticamente militarizzato, fu il Bologna a portarsi immediatamente in vantaggio con Schiavio, ma il Genoa riuscì a pareggiare con Catto, chiudendo la sfida sull'1-1. Avvenne, però, un grave fatto di cronaca nera alla stazione di Porta Nuova, quando s’incrociarono i due treni speciali gestiti dai club che riportavano a casa le rispettive tifoserie. Dallo scontro che ne seguì, dal convoglio bolognese partirono una ventina di colpi di rivoltella contro i tifosi genoani, causando due feriti. L'opinione pubblica si indignò dell'accaduto e la FIGC optò per la sospensione del torneo fino alla cattura dei responsabili degli incidenti, anche in seguito al rifiuto del prefetto di Torino di ospitare a porte chiuse l'ennesimo spareggio. Il 18 luglio gli organi federali, inoltre, multarono il Bologna e gli imposero con una delibera di consegnare i colpevoli della sparatoria alle autorità, pena l’applicazione dell’art. 22 che avrebbe comportato la squalifica della squadra e consegnato al Genoa l'accesso alla finalissima; la società felsinea, tuttavia, si ribellò a questo ordine, giustificando l'accaduto con presunte provocazioni compiute dai tifosi liguri e lamentandosi di un complotto ai suoi danni.[21][22] Il dissenso contro la Federazione sfociò anche in una rabbiosa protesta di piazza dei tifosi emiliani, cui seguì l'intervento del prefetto del capoluogo bolognese Arturo Bocchini, il quale solidarizzò con i manifestanti e chiese alla FIGC di annullare la delibera, per evitare «conseguenze sull'ordine pubblico».[23]

La Stazione di Torino Porta Nuova, teatro dello scontro fra le due tifoserie rossoblù che valse a questo campionato il soprannome di Scudetto delle pistole.

Il 26 luglio, allora, fu indetta a Parma un'assemblea generale della Lega Nord, durante la quale, con la mediazione del dirigente juventino Umberto Malvano, il socio del Bologna Enrico Sabattini e l'avv. Bianchi rappresentante del Genoa si accordarono di dirimere sul campo di gara la questione della superiorità tra le due squadre. Con questo gesto vennero quindi annullate le sanzioni a carico dei bolognesi e fu disposto che soltanto il calcio giocato sarebbe stato il giudice inappellabile di questo drammatico duello fra le due squadre, con la disputa di una terza partita di spareggio, la quinta complessiva. Di conseguenza gli autori dell'attentato non furono mai catturati, nonostante il treno fosse composto di persone sostanzialmente conosciute, visto che la relativa organizzazione era a carico dello stesso Bologna.[24][25]

Nei giorni seguenti all'assemblea vennero indicate ai club la data e il luogo del match: il 9 agosto, alle 7 di mattina, sul campo milanese di Vigentino della Società Ginnastica Forza e Coraggio a porte chiuse; tali informazioni vennero, invece, tenute segrete al pubblico onde evitare ulteriori incidenti. Entrambe le squadre, quindi, ebbero poche settimane per prepararsi al meglio in vista dell'incontro, avendo ridotto l'intensità degli allenamenti in attesa delle delibere governative.[26][27] Il Bologna, nella persona dell'allenatore Hermann Felsner e di Sabattini, poté tuttavia beneficiare nella mattinata precedente al match di un sopralluogo preliminare sul terreno di gara, nonché della possibilità di utilizzare i propri palloni da gioco al posto di quelli federali e dello spogliatoio più comodo.[28][29]

L'ultima partita fu vinta agevolmente e con merito per 2-0 dai felsinei[30], nonostante avessero terminato il match addirittura in 9 uomini, per le espulsioni di Alberto Giordani al 13' del secondo tempo, e quella di Giovanni Borgato al 44'.[31] Il Bologna si qualificò così alla Finalissima nazionale contro l'Alba vincitrice della Lega Sud: gli emiliani sconfissero i romani con facilità nella doppia sfida-scudetto, vincendo così il primo titolo nazionale nella sua storia; il Genoa, invece, fallì la possibilità di fregiarsi del decimo scudetto. Nei decenni successivi i sostenitori della compagine ligure contestarono a più riprese la regolarità degli spareggi, ritenendosi defraudati dal Bologna e dalla FIGC, e definirono questo torneo il Furto della Stella; nel 2016, inoltre, la Fondazione Genoa manifestò la volontà di chiedere alla Federazione la revoca dello scudetto agli emiliani e la riassegnazione al club genovese, intenzione contro cui replicarono le associazioni del tifo bolognese difendendo la legittimità del campionato.[32][33]

Qualificazioni pre-campionato[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Spezia 10 6 4 2 0 10 3 +7
2. Novara 8 6 3 2 1 14 3 +11
3. Olympia Fiume 5 6 2 1 3 7 11 −4
4. Sestrese 1 6 0 1 5 4 18 −14

Verdetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Spezia e Novara qualificate ai gironi della Lega Nord.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Tabellone[modifica | modifica wikitesto]

NOV FIU SES SPE
Novara –––– 3-1 6-0 1-1
Fiume 1-0 –––– 1-0 1-3
Sestrese 0-4 3-3 –––– 1-2
Spezia 0-0 2-0 2-0 ––––

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
3 ago. 2-0 Spezia-Sestrese 2-1 24 ago.
1924
1-0 Olympia-Novara 1-3


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
10 ago. 1-1 Novara-Spezia 0-0 31 ago.
1924
3-3 Sestrese-Olympia 0-1
Andata (3ª) Terza giornata Andata (6ª)
17 ago. 0-4 Sestrese-Novara 0-6 7 set.
1924
2-0 Spezia-Olympia 3-1

Lega Nord[modifica | modifica wikitesto]

Girone A[modifica | modifica wikitesto]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Club Stagione Città Stadio Stagione precedente
Brescia dettagli Brescia Stadium di Viale Piave 10° in Prima Divisione/A
Casale dettagli Casale Monferrato 8ª in Prima Divisione/A
Cremonese dettagli Cremona Stadio Giovanni Zini 8ª in Prima Divisione/B
Genoa dettagli Genova Campo Marassi Campione d'Italia
Inter dettagli Milano Campo di via Goldoni 3ª in Prima Divisione/A
Legnano dettagli Legnano 6ª in Prima Divisione/B
Modena dettagli Modena Campo di Viale Fontanelli 7° in Prima Divisione/A
Pisa dettagli Pisa 5° in Prima Divisione/B
Reggiana dettagli Reggio Emilia Stadio Mirabello 2ª in Seconda Divisione/Finali
Spezia dettagli La Spezia 11° in Prima Divisione/B
Torino dettagli Torino Stadio Filadelfia 2° in Prima Divisione/B
Verona dettagli Verona 4ª in Prima Divisione/B

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Genoa 30 22 13 4 5 48 23 +25
2. Modena 29 22 13 3 6 41 24 +17
3. Casale 27 22 12 3 7 37 30 +7
4. Inter 25 22 12 1 9 44 37 +7
5. Pisa 25 22 11 3 8 32 28 +4
6. Torino 24 22 9 6 7 30 25 +5
7. Cremonese 22 22 9 4 9 28 34 −6
8. Reggiana 20 22 9 2 11 36 42 −6
9. Verona 18 22 6 6 10 33 42 −9
10. Brescia 17 22 7 3 12 27 34 −7
11. Legnano 15 22 5 5 12 18 29 −11
1downarrow red.svg 12. Spezia 12 22 4 4 14 20 46 −26
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (12ª)
5 ott. 1-0 Brescia-Inter 0-1 1º feb.
3-1 Casale-Pisa 2-2
4-0 Genoa-Cremonese 0-2
2-1 Hellas Verona-Legnano 1-1
0-3 Spezia-Modena 0-2
3-1 Torino-Reggiana 1-2
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (13ª)
12 ott. 0-2 Brescia-Genoa 0-5 8 feb.
0-1 Cremonese-Torino 0-1
5-2 Inter-Spezia 1-0
0-0 Legnano-Pisa 0-1
3-0 Modena-Casale 0-4
6-2 Reggiana-Hellas Verona 0-3


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (14ª)
19 ott. 1-0 Casale-Legnano 1-0 15 feb.
3-0 Genoa-Hellas Verona 2-2
3-0 Pisa-Cremonese 0-1
4-2 Reggiana-Inter 0-3
1-0 Spezia-Brescia 2-4
2-2 Torino-Modena 1-0
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (15ª)
26 ott. 0-1 Brescia-Pisa 1-6 22 feb.
1-1 Cremonese-Reggiana 1-4
2-2 Hellas Verona-Torino 1-3
1-2 Inter-Legnano 2-0
1-0 Modena-Genoa 0-2
6-3 Casale-Spezia 1-1


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (16ª)
2 nov. 3-0 Cremonese-Brescia 0-5 17 feb.
2-1 Genoa-Inter 1-2
1-1 Legnano-Spezia 0-1
2-0 Pisa-Hellas Verona 0-3
1-4 Reggiana-Modena 1-2
1-2 Torino-Casale 0-0
Andata (6ª) Sesta giornata Ritorno (17ª)
9 nov. 1-2 Brescia-Torino 0-0 8 mar.
4 gen. 2-1 Casale-Genoa 1-4
9 nov. 1-2 Hellas Verona-Cremonese 2-2
1-2 Inter-Pisa 1-3
3-1 Modena-Legnano 0-0
2-1 Spezia-Reggiana 0-2


Andata (7ª) Settima giornata Ritorno (18ª)
30 nov. 1-1 Genoa-Pisa 2-1 4 mag.
0-0 Legnano-Brescia 0-1 29 mar.
1-0 Modena-Hellas Verona 3-3
1-0 Reggiana-Casale 0-2
0-0 Spezia-Cremonese 0-6
1-2 Torino-Inter 5-2
Andata (8ª) Ottava giornata Ritorno (19ª)
7 dic. 2-1 Casale-Brescia 1-3 5 apr.
3-0 Hellas Verona-Spezia 1-1
4-1 Inter-Modena 0-5
0-1 Legnano-Cremonese 0-3
2-0 Pisa-Reggiana 1-3
1-1 Torino-Genoa 0-0


Andata (9ª) Nona giornata Ritorno (20ª)
14 dic. 1-1 Brescia-Reggiana 1-2 12 apr.
1-1 Cremonese-Inter 2-4
6-3 Genoa-Legnano 0-1
2-1 Hellas Verona-Casale 0-2
0-1 Pisa-Modena 0-4
1-0 Spezia-Torino 1-2
Andata (10ª) Decima giornata Ritorno (21ª)
21 dic. 3-0 Casale-Cremonese 1-2 19 apr.
3-1 Inter-Hellas Verona 3-2
4-1 Legnano-Torino 1-0
2-0 Modena-Brescia 1-4
2-4 Reggiana-Genoa 1-4
0-1 Spezia-Pisa 2-3


Andata (11ª) Undicesima giornata Ritorno (22ª)
28 dic. 4-0 Brescia-Hellas Verona 0-2 26 apr.
1-0 Cremonese-Modena 0-3
3-2 Genoa-Spezia 1-0 11 mag.
4-0 Inter-Casale 1-2 26 apr.
2-0 Legnano-Reggiana 1-3
1-0 Pisa-Torino 1-3

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Squadre[modifica | modifica wikitesto]
Classifica in divenire[modifica | modifica wikitesto]
[34] 10ª 11ª 12ª 13ª 14ª 15ª 16ª 17ª 18ª 19ª 20ª 21ª 22ª Rec.
Brescia 2 2 2 2 2 2 3 3 4 4 6 6 6 6 8 6 7 13 15 15 17 15 17
Casale 2 2 4 6 8 10 10 10 10 12 12 15 17 19 20 21 21 23 23 25 25 27 27
Cremonese 0 0 0 1 3 5 6 8 9 9 11 13 13 15 15 15 16 18 20 20 22 22 22
Genoa 2 4 6 6 8 8 9 10 12 14 16 16 18 19 21 21 23 23 23 23 25 25 30
Inter 0 2 2 2 2 2 4 6 7 9 11 13 15 17 19 21 21 21 21 23 25 25 25
Legnano 0 1 1 3 4 5 5 5 5 7 9 10 10 10 10 10 11 11 11 13 15 15 15
Modena 2 4 5 7 9 11 13 13 15 17 17 19 19 19 19 21 22 23 25 27 27 29 29
Pisa 0 1 3 5 7 9 10 12 12 14 16 17 19 19 21 21 23 23 23 23 25 25 25
Reggiana 0 2 4 5 5 5 7 7 8 8 8 10 10 10 12 12 14 14 16 18 18 20 20
Spezia 0 0 2 2 3 5 6 7 8 8 8 8 8 8 9 11 11 11 12 12 12 12 12
Torino 2 4 5 6 6 8 8 9 9 9 9 9 11 13 15 16 17 19 19 21 21 23 24
Verona 2 2 2 3 3 3 3 5 7 7 7 8 10 11 11 13 14 15 16 16 16 18 18

Girone B[modifica | modifica wikitesto]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Club Stagione Città Stadio Stagione precedente
Alessandria dettagli Alessandria Campo degli Orti 5ª in Prima Divisione/A
Andrea Doria dettagli Genova 6ª in Prima Divisione/B
Bologna dettagli Bologna Stadio Sterlino Finalista di Lega
Derthona dettagli Tortona 1° in Seconda Divisione/Finali
Juventus dettagli Torino Stadio di Corso Marsiglia 5ª in Prima Divisione/A
Livorno dettagli Livorno Campo Villa Chayes 3° in Prima Divisione/A
Mantova dettagli Mantova Campo Ippodromo Te 6ª in Seconda Divisione/Finali
Milan dettagli Milano Campo San Siro 9° in Prima Divisione/B
Novara dettagli Novara Campo di via Lombroso 11ª in Prima Divisione/A
Padova dettagli Padova Stadio Silvio Appiani 2° in Prima Divisione/A
Pro Vercelli dettagli Vercelli Foro Boario 3ª in Prima Divisione/B
Sampierdarenese dettagli Genova Stadio di Villa Scassi 9ª in Prima Divisione/A
SPAL dettagli Ferrara 10ª in Prima Divisione/B

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Bologna 34 24 15 4 5 53 22 +31
2. Pro Vercelli 32 24 13 6 5 56 29 +27
3. Juventus 32 24 12 8 4 38 21 +17
4. Padova 29 24 12 5 7 51 34 +17
5. Livorno 25 24 9 7 8 45 41 +4
6. Alessandria 25 24 8 9 7 27 30 −3
7. Novara 22 24 6 10 8 26 30 −4
8. Milan 21 24 10 1 13 45 51 −6
9. Andrea Doria 21 24 9 3 12 26 33 −7
10. Sampierdarenese 20 24 7 6 11 24 32 −8
11. Mantova 19 24 8 3 13 38 53 −15
1downarrow red.svg 12. SPAL 19 24 7 5 12 26 50 −24
1downarrow red.svg 13. Derthona 13 24 4 5 15 25 54 −29

Note:

SPAL retrocessa dopo spareggio: a Milano, 30 agosto 1925, Mantova-SPAL 3-1 dts.
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (14ª)
5 ott. 4-0 Bologna-Sampierdar. 0-0 1º feb.
1-1 Derthona-Pro Vercelli 0-5
1-1 Mantova-Alessandria 1-6
2-0 Milan-A.Doria 2-3
1-1 Novara-Padova 1-1
0-0 SPAL-Livorno 0-4
Riposa: Juventus
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (15ª)
12 ott. 1-1 Alessandria-Padova 0-4 8 feb.
0-1 A.Doria-Bologna 0-5
1-1 Derthona-Novara 1-2
2-1 Juventus-SPAL 2-0
5-3 Pro Vercelli-Mantova 2-4
3-2 Sampierdarenese-Milan 0-2
Riposa: Livorno


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (16ª)
19 ott. 3-1 Bologna-SPAL 4-0 15 feb.
4-1 Livorno-Pro Vercelli 1-6
1-1 Mantova-Sampierdar. 1-4
3-2 Milan-Derthona 3-0
1-1 Novara-Juventus 1-1
6-1 Padova-A.Doria 0-4
Riposa: Alessandria
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (17ª)
26 ott. 1-0 A.Doria-Livorno 0-2 22 feb.
5-3 Juventus-Milan 0-0
3-1 Novara-Mantova 1-0
2-0 Pro Vercelli-Alessandria 0-1
1-0 Sampierdar.-Derthona 0-1
1-1 SPAL-Padova 0-9
Riposa: Bologna


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (18ª)
2 nov. 1-0 Alessandria-Sampierdar. 0-1 17 feb.
2-1 Bologna-Livorno 2-2
0-3 Derthona-A.Doria 1-4
0-1 Mantova-Juventus 0-3
6-0 Pro Vercelli-Padova 0-0
1-0 SPAL-Novara 1-4
Riposa: Milan
Andata (6ª) Sesta giornata Ritorno (19ª)
9 nov. 1-1 A.Doria-Pro Vercelli 0-2 8 mar.
2-1 Juventus-Bologna 1-2
2-1 Livorno-Sampierdar. 1-1
4-2 Mantova-Milan 1-2
0-0 Novara-Alessandria 0-1
2-1 Padova-Derthona 0-2
Riposa: SPAL


Andata (7ª) Settima giornata Ritorno (20ª)
30 nov. 0-2 Derthona-Juventus 1-2 29 mar.
1-1 Livorno-Alessandria 3-2
3-1 Milan-Bologna 0-2
2-0 Padova-Sampierdar. 3-2
5-1 Pro Vercelli-Novara 1-1
4-1 SPAL-Mantova 0-4
Riposa: A.Doria
Andata (8ª) Ottava giornata Ritorno (21ª)
7 dic. 0-0 Alessandria-Derthona 1-1 5 apr.
1-0 A.Doria-SPAL 0-2
5-0 Bologna-Mantova 0-0
2-2 Livorno-Juventus 0-2
3-2 Pro Vercelli-Milan 2-1
1-0 Sampierdarenese-Novara 2-0
Riposa: Padova


Andata (9ª) Nona giornata Ritorno (22ª)
14 dic. 3-1 Bologna-Alessandria 0-1 12 apr.
0-0 Juventus-Pro Vercelli 1-2
2-1 Mantova-Padova 2-1
4-2 Milan-Livorno 0-4
1-0 Novara-A.Doria 0-2
2-1 SPAL-Sampierdarenese 0-0
Riposa: Derthona
Andata (10ª) Decima giornata Ritorno (23ª)
21 dic. 3-1 Alessandria-Milan 0-3 19 apr.
3-1 A.Doria-Mantova 0-1
4-1 Juventus-Sampierdar. 0-0
6-2 Livorno-Derthona 1-2
3-2 Padova-Bologna 0-3
5-0 Pro Vercelli-SPAL 0-3
Riposa: Novara


Andata (11ª) Undicesima giornata Ritorno (24ª)
28 dic. 3-0 Bologna-Pro Vercelli 0-3 26 apr.
1-0 Juventus-A.Doria 0-0
5-1 Mantova-Derthona 0-3
4-2 Novara-Milan 1-3
5-1 Padova-Livorno 0-2
1-1 SPAL-Alessandria 1-2
Riposa: Sampierdarenese
Andata (12ª) Dodicesima giornata Ritorno (25ª)
4 gen. 0-0 A.Doria-Alessandria 1-2 3 mag.
2-4 Derthona-Bologna 1-4
1-1 Livorno-Novara 1-1
3-1 Milan-SPAL 1-3
2-1 Padova-Juventus 2-0
2-0 Pro Vercelli-Sampierdar. 2-2
Riposa: Mantova


Andata (13ª) Tredicesima giornata Ritorno (26ª)
11 gen. 2-2 Alessandria-Juventus 0-3 10 mag.
4-1 Livorno-Mantova 0-4
1-3 Milan-Padova 0-4
1-2 Novara-Bologna 0-0
2-0 Sampierdarenese-A.Doria 1-2
2-2 SPAL-Derthona 2-0
Riposa: Pro Vercelli
Spareggio retrocessione[modifica | modifica wikitesto]
Milano
30 agosto 1925
Mantova3 – 1
[35]

(d.2t.s.)
SPAL

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Squadre[modifica | modifica wikitesto]
Classifica in divenire[modifica | modifica wikitesto]
[34] 10ª 11ª 12ª 13ª 14ª 15ª 16ª 17ª 18ª 19ª 20ª 21ª 22ª 23ª 24ª 25ª 26ª Rec.
Alessandria 1 2 2 2 4 5 6 7 7 9 10 11 12 14 14 14 16 16 18 18 19 21 21 23 25 25 25
Andrea Doria 0 0 0 2 3 4 4 5 5 7 7 8 8 12 12 12 12 14 14 14 14 16 16 17 17 19 21
Bologna 2 4 6 6 8 8 8 10 12 12 14 16 18 19 21 23 23 24 26 28 29 29 31 31 33 34 34
Derthona 1 2 2 2 2 2 2 3 3 3 3 3 4 4 4 4 6 6 8 8 11 11 13 15 15 15 13
Juventus 0 2 3 5 7 9 11 12 13 15 17 17 18 18 20 21 22 24 24 26 28 28 29 30 30 32 32
Livorno 1 1 3 3 4 6 7 7 7 9 9 10 12 14 14 14 16 17 18 20 20 22 22 24 25 25 25
Mantova 1 1 2 2 2 4 4 4 6 6 8 8 8 8 10 10 10 10 10 12 13 15 17 17 17 17 19
Milan 2 2 4 4 4 4 6 6 8 8 8 10 10 10 12 14 15 15 17 17 19 17 19 21 21 21 21
Novara 1 2 3 5 5 6 6 6 8 8 10 11 11 12 14 15 17 19 19 20 20 18 18 18 19 20 22
Padova 1 2 4 5 5 7 9 9 9 11 13 15 17 18 20 20 22 23 23 25 25 25 25 25 27 29 29
Pro Vercelli 1 3 3 5 7 8 10 12 13 15 15 17 17 19 19 21 21 22 24 25 27 29 29 31 32 32 32
Samp 0 2 3 5 5 6 6 7 8 7 7 7 9 10 10 10 10 12 13 15 17 18 19 19 20 20 20
SPAL 1 1 1 2 4 4 6 6 7 8 9 9 10 10 10 10 10 10 10 10 12 13 13 15 17 17 19

Finali di Lega[modifica | modifica wikitesto]

Risultati Città e data
Bologna 1 - 2 Genoa Bologna, 24 maggio 1925
Genoa 1 - 2 Bologna Genova, 31 maggio 1925
Genoa 1 - 1 Bologna Torino, 5 luglio 1925
Bologna 2 - 0 Genoa Milano, 9 agosto 1925

Nota: Il match Genoa-Bologna 2-2 disputatosi a Milano il 7 giugno 1925 non fu omologato per le gravi condizioni di ambiente e di costante parziale invasione di campo in cui si svolse e venne ripetuto il 5 luglio a Torino.

Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Bologna qualificata alla finalissima.

Lega Sud[modifica | modifica wikitesto]

Gironi regionali di qualificazione[modifica | modifica wikitesto]

Sezione campana[modifica | modifica wikitesto]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]
Club Stagione Città Stadio Stagione precedente
Cavese dettagli Cava de' Tirreni 3º nel girone campano
Internaples dettagli Napoli 3° nel girone B di Semifinali Lega Sud
Salernitanaudax dettagli Salerno Campo di Piazza d'Armi 6° nel girone campano
Savoia dettagli Torre Annunziata Finalista nazionale
Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Savoia 9 6 4 1 1 11 6 +5
1rightarrow.png 2. Cavese 8 6 3 2 1 9 3 +6
3. Internaples 7 6 2 3 1 9 7 +2
4. Salernitanaudax 0 6 0 0 6 1 14 −13

Note:

Salernitanaudax inizialmente salva dopo spareggi con lo Stabia (Seconda Divisione) (Stabia-Salernitanaudax 1-3; Salernitanaudax-Stabia 1-1), si sciolse e non prese parte al successivo campionato. Lo Stabia fu dunque ripescato.
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Internaples e Savoia qualificate alla fase finale della Lega Sud.
  • Salernitanaudax sciolta, non prende parte al successivo campionato.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
7 dic. 4-2 Savoia-Internaples 1-1 25 gen.
3-0 Cavese-Salernitana[36] 2-0 29 mar.
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
11 gen. 2-0 Cavese-Savoia 0-1 1 feb.
14 dic. 3-0 Internaples-Salernitana 1-0 15 feb.


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
4 gen. 1-1 Cavese-Internaples 1-1 8 feb.
18 gen. 2-0 Savoia-Salernitana 3-1 1 mar.

Sezione laziale[modifica | modifica wikitesto]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]
Club Stagione Città Stadio Stagione precedente
Alba Roma dettagli Roma Finalista di Lega Sud
Audace Roma dettagli Roma Motovelodromo Appio -
Fortitudo dettagli Roma Campo della Madonna del Riposo 3ª nel girone laziale
Lazio dettagli Roma Stadio della Rondinella 2ª nel girone A di Semifinali Lega Sud
Pro Roma dettagli Roma -
Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Alba Roma 12 8 5 2 1 15 7 +8
1rightarrow.png 2. Lazio 11 8 5 1 2 20 10 +10
3. Fortitudo 10 8 4 2 2 20 11 +9
4. Audace Roma 5 8 2 1 5 16 26 −10
2rightarrow.png 5. Pro Roma 2 8 0 2 6 4 21 −17

Note:

Audace Roma salva dopo spareggi con il Roman (Seconda Divisione): Audace-Roman 4-1; Roman-Audace 2-1; Audace-Roman 3-1. Il Roman venne successivamente ammesso al campionato seguente.
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Alba Roma e Lazio qualificate alle finali della Lega Sud.
  • 2rightarrow.png Pro Roma retrocessa e successivamente ripescata.
Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Fonti:[37][38][39][40][41][42][43][44][45][46][47][48][49]

Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
16 nov. 2-2 Alba-Lazio 3-0 4 gen.
1-1 Pro Roma-Audace 1-5
Riposa: Fortitudo


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
23 nov. 2-6 Audace-Fortitudo 3-2 11 gen.
0-1 Pro Roma-Alba 0-1
Riposa: Lazio


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
30 nov. 2-5 Audace-Alba 1-2 25 gen.
3-0 Fortitudo-Lazio [50] 0-3 5 apr.
Riposa: Pro Roma


Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
7 dic. 1-1 Alba-Fortitudo 0-1 1 feb.
29 mar. 3-0 [51]Lazio-Pro Roma 3-0 15 feb.
Riposa: Audace


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
14 dic. 0-6 Audace-Lazio 2-3 8 feb.
1-1 Fortitudo-Pro Roma 6-1
Riposa: Alba

Sezione marchigiana[modifica | modifica wikitesto]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]
Club Stagione Città Stadio Stagione precedente
Anconitana dettagli Ancona 4ª nel girone A di Semifinali Lega Sud
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Anconitana qualificata alla fase finale della Lega Sud.

Sezione pugliese[modifica | modifica wikitesto]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]
Club Stagione Città Stadio Stagione precedente
Audace Taranto dettagli Taranto Campo allievi operai Arsenale M. M., Taranto 2° nel girone B di Semifinali Prima Divisione Lega Sud
FBC Bari dettagli Bari Campo San Lorenzo, Bari 1° nel girone pugliese di Seconda Divisione
Ideale dettagli Bari Campo San Lorenzo, Bari 3° nel girone A di Semifinali P. Div. Lega Sud
Liberty dettagli Bari Campo San Lorenzo, Bari 4º nel girone preliminare pugliese P. Div.
Pro Italia[52] dettagli Taranto Motovelodromo Corvisea, Taranto 4ª nel girone preliminare pugliese P. Div.
Tarantina dettagli Taranto Campo allievi operai Arsenale M. M., Taranto -[53]
Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Pro Italia 15 10 7 1 2 22 8 +14
1rightarrow.png 2. Liberty 15 10 7 1 2 24 9 +15
3. Audace Taranto 13 10 5 3 2 20 8 +12
4. Ideale[54] 11 10 4 3 3 13 12 +1
1downarrow red.svg 5. Tarantina 3 10 1 1 8 8 21 −13
1downarrow red.svg 5. FBC Bari 3 10 0 3 7 2 31 −29

Note:

Pro Italia Taranto prima dopo spareggio: a Napoli, 29 marzo 1925: Liberty-Pro Italia 0-1.
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • Liberty Bari e Pro Italia Taranto qualificate alla fase finale della Lega Sud.
  • Tarantina retrocessa in Seconda Divisione 1925-26.
  • F.B.C. Bari sciolto per la seconda volta.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
23 nov. 2-0 [55] Audace-Tarantina 4-0 18 gen.
4-1 Liberty-Ideale[56] 2-0
0-4 FBC Bari-Pro Italia 0-3
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
30 nov. 1-3 Tarantina-Pro Italia 0-2 1º feb.
1-0 Ideale-Audace 1-1
0-2 FBC Bari-Liberty 0-7


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
7 dic. 3-1 Audace-Pro Italia 1-3 15 feb.
1-1 Ideale-FBC Bari 4-0
2-0 [57] Liberty-Tarantina 2-1
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
14 dic. 0-0 FBC Bari-Audace 0-6 22 feb.
4-2 Pro Italia-Liberty 0-1
2-3 Tarantina-Ideale 0-2


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
18 gen. 2-2 Audace-Liberty 1-0 1º mar.
1-1 FBC Bari-Tarantina 0-3
2-0 Pro Italia-Ideale 0-0

Sezione siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]
Club Stagione Città Stadio Stagione precedente
Messinese dettagli Messina Enzo Geraci 2° nel girone siciliano
Palermo dettagli Palermo Stadio Ranchibile 4° nel girone B di Semifinali Lega Sud
Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Messinese 4 2 2 0 0 3 0 +3
2. Palermo 0 2 0 0 2 0 3 −3
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Messinese qualificata alla fase finale della Lega Sud.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Risultati Città e data
Palermo 0 - 2[58] Messinese Palermo, 1º marzo 1925
Messinese 1 - 0 Palermo Messina, 8 marzo 1925

Semifinali interregionali[modifica | modifica wikitesto]

Girone A[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Anconitana 8 6 3 2 1 12 9 +3
2. Lazio 8 6 3 2 1 13 8 +5
3. Savoia 5 6 1 3 2 5 8 −3
4. Pro Italia 3 6 1 1 4 5 10 −5

Note:

Anconitana qualificata alla finale Lega Sud dopo spareggio: a Napoli, 28 giugno 1925, Anconitana-Lazio 1-0.
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Anconitana qualificata alla finale Lega Sud.
  • Savoia per problemi economici, la società non rinnovò l'iscrizione al campionato al termine delle semifinali, ripartendo dalla Seconda Divisione dopo un anno di inattività.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
19 apr. 2-1 Anconitana-Lazio 3-6 10 mag.
3-1 Pro Italia-Savoia 0-1
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
26 apr. 1-0 Lazio-Pro Italia 2-2 17 mag.
1-1 Savoia-Anconitana 1-1


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
3 mag. 0-2 Savoia-Lazio 1-1 24 mag.
3-0 Anconitana-Pro Italia 2-0

Girone B[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Alba Roma 11 6 5 1 0 21 2 +19
2. Cavese 8 6 3 2 1 6 7 −1
3. Liberty 3 6 1 1 4 3 12 −9
4. Messinese 2 6 0 2 4 2 11 −9
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Alba Roma qualificata alla finale Lega Sud.
  • Cavese per problemi economici, la società non rinnovò l'iscrizione al campionato al termine delle semifinali, ripartendo dalla Seconda Divisione dopo un anno di pausa.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
19 apr. 2-1 Cavese-Messinese 0-0 10 mag.
6-0 Alba-Liberty 3-0
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
26 apr. 0-1 Liberty-Cavese 0-2 17 mag.
1-3 Messinese-Alba 0-3


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
3 mag. 5-0 Alba-Cavese 1-1 24 mag.
3-0 Liberty-Messinese 0-0

Finale Lega Sud[modifica | modifica wikitesto]

Ancona
5 luglio 1925
Andata
Anconitana1 – 3
referto
Alba Roma
Arbitro:  Gama (Milano)

Roma
12 luglio 1925
Ritorno
Alba Roma1 – 0
referto
Anconitana
Arbitro:  Gama (Milano)

Finalissima[modifica | modifica wikitesto]

Bologna
16 agosto 1925
Andata
Bologna4 – 0
referto
Alba Roma
Arbitro:  Rangone (Alessandria)

Roma
23 agosto 1925
Ritorno
Alba Roma0 – 2
referto
Bologna
Arbitro:  Pinasco (Sestri Ponente)

Verdetto[modifica | modifica wikitesto]

Scudetto.svg Bologna campione d'Italia 1924-25

Squadra campione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bologna Football Club 1924-1925.

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

Gol Giocatore Squadra
19 Italia Mario Magnozzi Livorno
18 Italia Rodolfo Ostromann Milan
17 Italia Giuseppe Della Valle Bologna
16 Italia Angelo Schiavio Bologna
16 Italia Fulvio Bernardini Lazio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da "Modena F.C. 1912-2012 - Il bello di cent’anni": «La classifica quel giorno diceva: Modena 29, Casale 27, Genoa, Internazionale e Pisa 25, col Genoa con ben 3 gare da recuperare, contro Pisa, Torino e Spezia. Ai genoani bastavano 5 punti contro avversari demotivati per superare il Modena e arrivare in finale. 5 punti che arrivarono (2-1 sul Pisa, vittoria a La Spezia per 1 a 0 e 0-0 casalingo contro il Toro) e fu uno scandalo. Fu uno scandalo sin dalle motivazioni che concessero al Genoa di poter rinviare le 3 partite: la prima ad essere rinviata fu quella contro il Pisa del 29 marzo: ufficialmente fu rinviata per allagamento del campo, peccato che le due squadre (che all’epoca erano appaiate in vetta a 23 punti) disputassero comunque per il pubblico pagante una partita amichevole. La seconda, contro il Toro, del 5 aprile, fu rinviata per dispensa della Lega Nord perché il Genoa potesse giocare in amichevole contro il Nacional di Montevideo. La terza, come detto, per motivi di ordine pubblico, con ordinanza del prefetto, secondo alcuni perché sugli spalti del Picco c’erano anche alcuni modenesi venuti a controllare la regolarità della partita e quindi con conseguente pericolo di incidenti. Non c’era niente da dire, qualcuno aveva santi in paradiso, qualcuno no.»
  2. ^ Il resoconto di Bruno Roghi, inviato della "Gazzetta dello Sport", 8 giugno 1925: «Il match è stato nettamente rovinato dall’organizzazione. La folla si era riversata sul campo del Milan a valanghe, come accade per i match internazionali. La Lega Nord non prevedeva certo tanta marea e la sua impari organizzazione fu di colpo travolta. Non parliamo dei giornalisti, autentici e spuri, che non trovarono neppure l’ombra di un posto riservato; la concessione di entrare in campo e di arrangiarsi a tutti coloro che fossero muniti di tessera stampa creò una edificante babilonia con attacco finale alla tribuna d’onore. I nostri colleghi venuti da fuori rimasero incantati per così benigna accoglienza. In quanto agli spettatori, stufi di tirare il collo, scavalcarono gli steccati in un paio di migliaia e si collocarono in doppia siepe tutto attorno alle linee bianche del campo. Ritenevo che l’arbitro avv. Mauro non avrebbe dato inizio alla partita. Ricordavo quel che era accaduto ad Anversa per la finale Olimpionica Belgio-Cecoslovacchia e l’inopportunità di dar corso alla gara mi pareva lampante. Mauro cominciò quando ai lati e alle spalle delle reti si pigiavano decine di spettatori compromettendo la nettezza della visuale. In queste condizioni di ambiente, si verificò l’episodio che doveva dar luogo ad una lunga sospensione del match e, probabilmente, al ritiro del Genoa dopo i due tempi regolamentari del gioco.»
  3. ^ La cronaca di Renzo Bidone in "Genoa 80": «L’avv. Mauro chiamò i capitani: a De Vecchi e Della Valle disse che si rendeva conto benissimo che le condizioni non erano regolari, ma che tuttavia avrebbe cominciato la partita, perché i dirigenti responsabili dell’organizzazione gli avevano promesso l’arrivo imminente di duecento agenti. Mauro prese impegno che dopo un quarto d’ora, se gli agenti non fossero giunti, avrebbe sospeso la partita.»
  4. ^ La cronaca della "Gazzetta dello Sport": «[Mauro] espresse una pregiudiziale sulla regolarità del match, se non si provvedeva a sgomberare il rettangolo posto tra le reti metalliche dalle migliaia di persone che vi si erano assiepate [...] L'arbitro si è deciso a dare inizio alla partita solo dietro le pressioni degli organizzatori ed in considerazione del danno certo che sarebbe derivato alla Federazione dal rinvio della partita, e più ancora per timore che il fatto provocasse tumultuose e gravi manifestazioni da parte del pubblico in gran parte costituito da persone provenienti da lontano.»
  5. ^ La cronaca del "Paese Sportivo": «Qualunque altro arbitro, Mauro stesso, se si fosse trovato in simili condizioni in qualsivoglia match di campionato non avrebbe dato vita al giuoco. Oggi invece, per la partita più importante, si è voluto essere meno rigidi, ammettendo in modo non diremmo troppo leggermente, ma certo troppo comodamente il caso di forza maggiore»
  6. ^ a b Dichiarazione del portiere genoano Giovanni De Prà: «Fuga di Muzzioli, con tiro finale da pochi metri, che riuscii appena a deviare in corner. Fischio di Mauro che accordò al Bologna il calcio d’angolo. A questo punto l’enorme pubblico assiepato dentro il recinto di gioco, appena dietro le righe, invase il campo. Del pubblico faceva parte qualche pezzo grosso della Federazione, quale Leandro Arpinati, alla testa dei tifosi bolognesi, e Mauro, sballottato e minacciato, dopo una lunga quanto inutile discussione, concesse la rete per sedare il tumulto, non senza avere avvertito il nostro capitano De Vecchi di considerare l’incontro terminato in quel momento, e averlo esortato a condurlo a termine per evitare maggiori incidenti.»
  7. ^ Dichiarazione del dirigente del Bologna Enrico Sabattini: «Posso testimoniare che l'onorevole Arpinati non scese in campo per imporre all'arbitro Mauro di convalidare il gol di Muzzioli, per la semplice ragione che egli si trovava in tribuna centrale. Io gli ero poco distante e posso assicurare che lasciò la tribuna soltanto quando ebbe termine la partita per il rifiuto opposto dal Genoa a disputare i tempi supplementari. In nessun giornale dell'epoca e in nessun ambiente mai si scrisse o si asserì che l'On. Arpinati fosse quella domenica in mezzo al campo.»
  8. ^ Il resoconto di Bruno Roghi, inviato della "Gazzetta dello Sport", 8 giugno 1925: «Nella ripresa il Bologna, lungi dallo sbandarsi e dal difendersi contrattaccava con estrema vivacità e, dopo un quarto d’ora, segnava il primo goal per merito di Muzzioli. I giocatori si abbracciavano deliranti di gioia e, dopo qualche secondo De Prà raccoglieva il pallone nella sua casa. Ma l’arbitro che in quel mentre si dirigeva verso la rete agitava il braccio in segno di diniego e puntava il dito verso l’angolo del corner. Goal? Corner? La palla è forse uscita dalla linea di fondo? Nell’angolo di tribuna dove io mi trovavo i pareri erano divisi. Per mio conto avevo visto il tiro di Muzzioli, deciso e potente, avevo visto De Prà chinarsi a raccogliere la palla nella rete, non avevo visto la fulminea traiettoria della palla. Il centinaio di spettatori incollati attorno alla rete di De Prà impediva esattamente di cogliere la successione delle fasi di questo episodio. Comunque è mia impressione che Mauro non abbia scolpito col suo gesto la realtà della situazione. Lunghe querimonie. La folla, nella sua immensa maggioranza, dà prova di disciplina ed aspetta gli eventi. Mauro dà qualche segno di voler piantare baracca e burattini. Passano dieci buoni minuti e, com’è naturale, i pareri, le discussioni, le previsioni si incrociano. Alla fine interrogati i guardalinee, Mauro rimette il pallone al centro e ripiglia il match. I genoani non si abbandonano a proteste.»
  9. ^ La cronaca della "Gazzetta dello Sport": «Al 16’ Muzzioli stringe sul goal e spara da pochi passi. Vediamo un gesto di disperazione di Della Valle, mentre De Prà rimane inebetito e altri giocatori bolognesi abbracciano Muzzioli. È goal o no? Il pallone è nella rete, ma il pubblico vicino alla porta tumultua ed alcuni mostrano la rete smossa e strappata. Mauro accenna a far battere il corner, ma è stretto da tutte le parti. Giocatori e spettatori gli si affollano intorno. Dopo due tentativi di lasciare il campo, l’arbitro si decide a far mettere la palla in campo. Il gioco riprende dopo 14’ di interruzione [...] In merito al tanto discusso goal di Muzzioli, l’avv. Mauro ci ha dichiarato di non averlo visto entrare. Il pallone ha avuto dei rimbalzi inspiegabili. Comunque lui, arbitro, non lo ha visto entrare in porta, e non avrebbe concesso il goal neppure dietro il parere favorevole del guardalinee. Tenuta presente la sua pregiudiziale sull’irregolarità dell’incontro, ha concesso il punto reclamato da parte del pubblico che aveva invaso il campo, e non ha sospeso la partita per deferenza verso persona facente parte della presidenza federale che l’ha pregato di portare a termine il match.»
  10. ^ La cronaca del "Paese Sportivo": «L'arbitro in un primo tempo non ha concesso il goal. Attorno alla rete di De Prà si è formato un tumultuoso comizio al quale ad un certo punto ha partecipato la folla accalcata attorno al goal con un tentativo di evasione. A noi, naturalmente, non poterono giungere le parole scambiatesi dalle parti contendenti nell'accalorata discussione, ma esse non devono essere state troppo cortesi se ad un certo punto l’arbitro si è incamminato verso l’uscita del campo. Poiché l’incidente era scoppiato sotto il goal situato dalla parte opposta dell’uscita, Mauro doveva attraversare tutto il campo per giungere allo spogliatoio. Giunto l'arbitro col seguito dei giocatori urlanti e gesticolanti a metà campo, uno della folla faceva l’atto di avventarglisi addosso per colpirlo. Lo sconsigliato supporter veniva fermato in tempo ma Mauro deve aver giudicato opportuno di non continuare il cammino. Fermatosi quindi, sempre attorniato dai giocatori, si consultava coi due segnalinee e dopo nuove animate discussioni concedeva il goal. Da notare che negando il goal l’arbitro aveva accennato col gesto che la palla venisse portata nel corner e durante tutta la discussione un milite ivi la tenne in attesa che il calcio d’angolo venisse tirato [...] L’arbitro, parlando con alcuni giornalisti dopo il match, affermava che non aveva visto il goal e che l’aveva concesso solamente dopo il parere favorevole dei due segnalinee. Noi abbiamo già detto che in un primo tempo aveva negato il goal, accennando col braccio teso al corner. Egli aveva dunque visto bene.»
  11. ^ Dichiarazione del centravanti del Bologna Angelo Schiavio, da "La Gazzetta dello Sport Illustrata", 29 settembre 1979: «Ne sono state dette tante... Sono state fatte sempre delle gran chiacchiere, hanno tirato fuori storie politiche, e persino la storia delle rivoltellate per incrinare la validità del nostro successo che invece fu del tutto legittimo e meritato. Loro vinsero la prima partita allo Sterlino (2-1) e noi la seconda a Genova (2-1). Si rese necessaria la terza partita a Milano, nel campo di viale Lombardia. Due treni speciali ci seguirono (45 lire tutto compreso) ma anche i genovesi erano tantissimi. La folla scavalcò i recinti e si mise seduta lungo le linee: l'arbitro Mauro avrebbe voluto rinviare la partita ma sarebbe successo il finimondo. Prendemmo due gol nel primo tempo e ci buttammo tutti avanti nella ripresa segnando con Muzzioli. I genoani protestarono violentemente asserendo che la palla era entrata dall'esterno, il povero De Prà fece addirittura un buco nella rete per avvalorare tale tesi.»
  12. ^ La cronaca de "La Gazzetta dello Sport", 8 giugno 1925: «Il Genoa si difende con la consueta precisione. I suoi mediani danno segno di stanchezza pur battendosi bene. Rimane salda la barriera Bellini - De Vecchi. La quale però è battuta da una fuga di Muzzioli che centra raso terra. Pozzi raccoglie a pochi passi e segna il pareggio al 37.o minuto.»
  13. ^ La burrascosa e controversa partita di Milano, La Stampa, 8 giugno 1925. URL consultato il 18 giugno 2018.
  14. ^ La cronaca del "Paese Sportivo": «Ma i giocatori rosso-bleu [del Genoa] uscivano dal campo troppo lieti e sorridenti per poter far pensare ad una loro irrimediabile sconfitta. Davano l’impressione di essere sicuri del fatto loro. Alla stazione poi alcuni giuocatori confessavano che non si erano più presentati in campo perché tanto l’arbitro aveva loro garantito che il match sarebbe stato annullato.»
  15. ^ Da "La Gazzetta dello Sport", 9 giugno 1925: Profonda impressione a Genova - Il reclamo del Genoa F.C. «Le notizie sull'andamento e sull'esito della finalissima di campionato hanno prodotto una ben dolorosa impressione nell'ambiente genovese [...] Dopo le tante trepidazioni, i vivaci commenti della serata di domenica, i giornali di stamane sono andati a ruba tra la folla smaniosa di conoscere dal giudizio dei critici il vero andamento del match e sopra tutto i veri motivi che hanno suggerito la condotta del Genoa. La decisione di non rientrare in campo per i supplementari era stata presa dai dirigenti [del Genoa] in pieno accordo col capitano De Vecchi – del quale ognuno conosce ed ammira l’equilibrio e la serenità sportiva – e costituisce la più tranquillizzante garanzia della ponderatezza del gesto, ad ogni modo a chiarire meglio la situazione di fronte a qualche parere più o meno interessato, abbiamo voluto assumere direttamente presso la società genovese informazioni che ci permettono di esporre il punto di vista genoano in tema del disgraziato match e del ritiro della squadra. Il Genoa impugna categoricamente il primo gol bolognese, cui avrebbe partecipato qualche anonimo del pubblico assiepato dietro la rete e che avrebbe in essa introdotto la palla dopo che De Prà l’aveva deviata in corner. Il Genoa si riferisce e richiama in proposito la decisione dell’arbitro che non concesse il goal se non dopo lunghe tergiversazioni e pressioni della folla. Interrogato a partita ultimata l’arbitro dai dirigenti del Genoa, questi, sempre a detta del Genoa, avrebbe riconfermato la sua decisione, che cioè il punto non era valido: motivo per cui i dirigenti stessi, compreso il capitano della squadra, esposero chiaramente il loro punto di vista, che cioè essendo assodata la nullità di un punto essi si ritenevano vincitori, motivo per il quale si rendeva per essi inutile la disputa delle riprese supplementari. Aggiungevano inoltre che essi non intendevano rientrare in campo neppure sotto riserva per non dar luogo ad equivoche interpretazioni. Il Genoa protesta inoltre vivacemente contro il contegno del pubblico e contro il gioco dei bolognesi. Tutto ciò costituisce la base del reclamo assai diffuso inoltrato dal club ligure presso gli enti federali.»
  16. ^ Da "La Gazzetta dello Sport", 10 giugno 1925: Quel che si dice a Bologna: «Bologna ha tributato ai suoi campioni reduci da Milano le accoglienze più calorose ed entusiastiche [...] Naturalmente intorno alla partita di Milano i commenti sono vivissimi e a Bologna si può anzi dire che non si parli d'altro [...] Nell'«entourage» del Bologna si afferma che la validità del goal di Muzioli è indiscutibile: i due guardialinee e gran parte del pubblico ne sarebbero testimoni. Importanza fondamentale viene qui attribuita al «forfait» del Genoa. Una squadra ritirandosi, secondo la tesi bolognese, perde il diritto di reclamare. La notizia che il Genoa ha reclamato ha raddoppiato i commenti e intensificato le discussioni. Comunque le decisioni dei poteri federali si attendono qui con serena fiducia.»
  17. ^ L'analisi del "Paese Sportivo" (11 giugno 1925): «Qui si cade sotto le precise disposizioni dell’art.18 [...] È evidente quindi che l'arbitro concedendo il goal, sia pure dopo consultazione dei segnalinee, e dando allo stesso tempo assicurazione a De Vecchi che il goal non sarebbe stato valido, è venuto implicitamente a dichiarare di averlo concesso dietro pressioni della folla [...] indubbiamente l'atteggiamento incerto dell'arbitro ha maggiormente complicata una situazione che non era già troppo chiara. Siamo a questo, che la partita non potrebbe essere annullata per la semplice pregiudiziale dell'arbitro non essendo una pregiudiziale di questo genere contemplata in nessun regolamento, mentre la forzata concessione del goal richiederebbe senz'altro l'applicazione dell'art.18 [...] E siccome per questa forzata concessione del goal il regolamento non prevede altra soluzione che l'applicazione dell'art.18, naturalmente il Genoa avrebbe pieno diritto di reclamare se la Lega Nord si accontentasse semplicemente di annullare la partita.»
  18. ^ Da "La Gazzetta dello Sport" del 23 giugno 1925: F.I.G.C. Comunicato ufficiale - Consiglio Lega Nord - Seduta del 20-21 giugno 1925. Gara Genoa - Bologna del 7 giugno '25. — «Il Consiglio della Lega, in base alle precise dichiarazioni rese dall'arbitro così nel suo rapporto come nelle successive delucidazioni, affermanti doversi ritenere irregolare la partita per le gravi condizioni di ambiente e di costante parziale invasione di campo in cui essa si svolse, condizioni sempre aggravatesi dall'inizio della gara; pur non potendosi astenere dal considerare che ben altro svolgimento la partita avrebbe potuto avere se l'arbitro si fosse rifiutato di iniziarla prima che il campo fosse stato completamente sgombrato anche mediante l'espresso preciso invito che avrebbe dovuto essere diretto e ai capitani delle due squadre e ai dirigenti delle due società; delibera di non omologare la gara in oggetto e ne ordina la ripetizione per il giorno 5 luglio sul campo della U.S. Livorno. Si astiene infine di prendere provvedimenti contro la squadra del Genoa Club, che si allontanò dal campo quando l'arbitro vi era ritornato per iniziare le riprese supplementari: e ciò per le speciali imprevedibili e in quel momento irrimediabili condizioni di ambiente. Il Consigl. Presidente della riunione Avv. Giorgio Campi.»
  19. ^ Da "La Gazzetta dello Sport" del 2 luglio 1925: F.I.G.C. Comunicato ufficiale - Seduta consiglio Federale - Torino - 27 giugno 1925. — «4. Reclami: «Bologna F.C.» e «Genoa F.C.» (gara «Bologna - Genoa» giocatasi a Milano il 7 giugno '25. Il Consiglio Federale esaminati i reclami avanzati dal «Bologna F.C.» e dal «Genoa F.C.» avverso la delibera del Consiglio Lega Nord del 20 giugno 1925; sentiti il Presidente di Lega Nord, il rappresentante del «Bologna F.C.» e l'arbitro della gara; in assenza del rappresentante del «Genoa F.C.» regolarmente invitato; considerato che dal rapporto dell'arbitro, confermato verbalmente in ogni sua parte, è risultato che la gara si svolse in modo non regolare e che anzi le irregolarità di essa andarono successivamente accentuandosi in modo che era preclusa all'arbitro, per sua formale ed esplicita dichiarazione, la possibilità di assolvere il proprio compito; Delibera: a) conferma la decisione di Lega Nord per quanto riguarda l'annullamento della gara predetta; b) infligge al «Genoa F.C.» la multa di L. 1000 (mille) da pagarsi entro il 4. Luglio p.v., per l'atto di indisciplina commesso dalla propria squadra per non essersi presentata in campo per l'inizio dei tempi supplementari; c) considerato che il campo dell'U.S. Livorno non ha capienza sufficiente per la prevedibile affluenza di pubblico; preso atto che le società gareggianti interessate hanno fatto esplicite dichiarazioni in proposito; d) dispone che la partita debba ripetersi a Torino il 6 luglio p.v. alle ore 16,30 sul campo della «Juventus F.C.». La organizzazione sarà curata dalla Presidenza di Lega Nord d'accordo col Comitato Esecutivo Federale. Di conseguenza respinge i reclami avanzati dalle società ricorrenti incamerandone le realtive tasse. In considerazione poi delle speciali condizioni in cui sono venute a trovarsi le società: «Bologna F.C.» e «Genoa F.C.» per la ripetizione della gara; il consiglio federale delibera, in via eccezionale, di corrispondere ad entrambe una percentuale del 20 per cento cadauna sul provento netto dell'incasso. Il Consiglio Federale delibera inoltre di assegnare una percentuale del 20 per cento in contributi ad Enti sportivi che designerà in una prossima seduta. Il Segretario Gen. Vogliotti. Il Presidente Bozino.»
  20. ^ Il commento del "Paese Sportivo" (2 luglio 1925): «Riteniamo per esempio che per poter risolvere degnamente il non facile problema si sia un po’ calpestato il regolamento. Non si poteva fare altrimenti, d’accordo, ma l’esperienza ormai avrà insegnato a tutti, quindi anche a Mauro, che a certe pregiudiziali non si dovrà più ricorrere per l’avvenire. È cosa troppo comoda e si presterebbe a convalidare soprusi ed ingiustizie [...] Dire a due squadre giunte alla fine di un match duro che la loro fatica è stata perfettamente inutile perché l’incontro non aveva alcun valore ufficiale, può essere considerato, nel migliore dei casi, una beffa bella e buona.»
  21. ^ La cronaca del "Paese Sportivo" (23 luglio 1925): «In un ordine del giorno votato da un'assemblea dei soci del Bologna si lanciava il grido pieno di minaccia [...] Si parlava di ingiustizie perpetrate dalla Federazione a danno del Bologna. Si accennava, per esempio, alla scelta del campo neutro di Torino, allo scopo, si diceva, di favorire il Genoa e danneggiare il Bologna; si rammentava il forfait nella partita di Milano, ignorando, o fingendo di ignorare, che la Federazione fu costretta a deliberare in base al referto di Mauro; si faceva colpa alla Federazione dell’interruzione di 15 giorni per l’ultima finale, interruzione che avrebbe dovuto servire a rifare le forze del Genoa. Questi i tre formidabili capi d’accusa. E si terminava ammonendo solennemente Lega e Federazione per l’atto di commesso.»
  22. ^ La cronaca del "Paese Sportivo" (26 luglio 1925): «La tempesta è sorta in seguito alla deliberazione presa dal Comitato Esecutivo Federale nella seduta di Sabato 12 luglio [...] A questa ingiunzione il Bologna si è ribellato. Tutti gli sportivi sereni possono facilmente rilevare che si è ribellato a torto. È da notare che nessun provvedimento la Federazione aveva creduto di prendere a carico del Bologna. Essa esigeva unicamente la ricerca dei colpevoli ed affidava questa ricerca allo stesso Bologna [...] Dalla capitale emiliana si rispose con un ordine del giorno che era uno squillo di tromba. Si cominciò a parlare di provocazioni avversarie e di revolverate che sarebbero partite dal treno dei genoani. È da rilevare che questa accusa lanciata contro gli avversari giungeva con almeno otto giorni di ritardo. Lo stesso rappresentante del Bologna nella riunione del Comitato Esecutivo non vi aveva fatto cenno.»
  23. ^ Michele Smargiassi, Il Duce, il Genoa e la stella scippata, su la Repubblica.it, 27 novembre 2008. URL consultato il 14 giugno 2018.
  24. ^ "La Gazzetta dello Sport, 28 luglio 1925 - Comunicato della assemblea Lega Nord (26 luglio 1925):«L'ordine del giorno Malvano per la questione Bologna - Federazione e finale Genoa - Bologna è del seguente tenore: «Le Società calcistiche della Lega Nord riunite in assemblea: constatando con grande rammarico le contingenze varie e dolorose che hanno conturbato le ultime competizioni del campionato italiano Lega Nord - competizioni che hanno però reso più manifeste e brillanti le magnifiche qualità tecniche e volitive delle due squadre finaliste, degnissime entrambe del titolo di campione; constatando che l'attuale situazione è tale da poter portare come conseguenza un arresto gravissimo nella vita calcistica italiana; desiderando che venga dalla solenne assemblea qui adunata il gesto che indichi a tutti la onorevole e dignitosa via di uscita nel passo difficile e pericoloso, facendo risuonare ben alta la voce sportiva che ogni altra ricopra e su tutte prevalga; formalmente e appassionatamente invita i due club finalisti a dichiarare nulli e non aventi tutti i comunicati pubblicati in merito alla finale Genoa - Bologna; rivolge vivissima preghiera alla F.I.G.C. perché al fine supremo della concordia e dello sport voglia prendere in considerazione i seguenti desiderati: a) restino sospese tutte le deliberazioni prese a carico del Bologna; b) venga eseguita una inchiesta sul doloroso incidente avvenuto per dar modo alle parti interessate di presentare quegli ulteriori chiarimenti che ritenessero opportuni; c) venga immediatamente, e indipendentemente dall'inchiesta, disposto perché si disputi la finalissima del campionato in sospeso. L'ordine del giorno è stato votato per acclamazione.»
  25. ^ Comunicato del Consiglio Federale (2 agosto 1925): «[...] preso atto con vivissimo compiacimento dell’apertura e sincera riappacificazione avvenuta tra le due nobilissime società federate entrambe degne del titolo ed entrambe benemerite dello Sport Nazionale [...] all’unanimità delibera [...] di proporre alla prossima Assemblea Federale l’abrogazione della sanzione punitiva inflitta al Bologna F.C. nella seduta del 18 luglio 1925 per l’atto di indisciplina che provocò la sanzione stessa.»
  26. ^ La cronaca della "Gazzetta dello Sport" (8 agosto 1925): «Il Bologna ha ripreso in queste ultime settimane gli allenamenti che, dopo le vicende che caratterizzarono questo anno le finali fra i due squadroni rosso-bleu, aveva in gran parte trascurati.»
  27. ^ Articolo tratto da "La Gazzetta dello Sport", 8 agosto 1925 - «Ridda di enigmi - Rotto l'equilibrio delle cautele reciproche, il match ha dunque in sè tutte le ragioni logiche per concludersi con un vincitore. Quale? Occorrerebbe saper rispondere, prima, a un'altra domanda: cosa hanno fatto le due squadre nel mese occupato dall'aspra campagna dei supporters? Hanno lavorato? E con quale intensità? I trainers hanno tenuto sottomano i giocatori? Mistero. Uscite di allenamento non sono mancate nè allo Sterlino nè a Marassi. I genoani hanno sgranchito le gambe in partite accademiche contro marinai inglesi di passaggio; i bolognesi si sono allenati con forze regionali. S'intende, svelti e leggeri galoppi senza pretese se pur con uno scopo: tener la caldaia accesa per l'eventualità della finale [...].»
  28. ^ Resoconto di Mario Zappa, da "La Gazzetta dello Sport" del 10 agosto 1925: «L'inizio. Una visita al terreno di gioco è doverosa. Fondo buono, erba tagliata, ma qualche ineguaglianza. La rugiada poi ha fatto due brutti scherzi: ha reso poco visibile le linee segnate la sera prima e assai sdrucciolevole l'erba. Entrano i giocatori [...] I genoani hanno approfittato dei signorili spogliatoi della Forza e Coraggio. I bolognesi sono invece giunti dall'albergo già pronti per la gara.»
  29. ^ Racconto del dirigente bolognese Enrico Sabattini alla "Gazzetta dello Sport" in occasione del settantesimo anniversario di nascita del Bologna: «Per sviare il pubblico tutti i campi da gioco a Milano erano stati messi in preallarme ed allestiti di tutto punto come fossero pronti a ricevere di lì a poche ore la visita delle due più famose squadre d'Italia. [...] Ma appena comunico a Felsner che si giocherà a Vigentino, egli vuole subito fare una ricognizione sul campo. E così, senza dir nulla a nessuno, noi due prendiamo una carrozzella e ci portiamo lentamente sotto il solleone, sbuffando e sudando, verso Vigentino, una località allora all'estrema periferia di Milano, poco discosta dalle Officine O.M. Felsner ha in testa un suo piano, evidentemente, perché reca con sè tre palloni che egli si era portato dietro da Bologna. [...] Felsner palpeggia, tasta, calpesta l'erba in varie posizioni, vuole essere ben sicuro dell'altezza dei bulloni che farà applicare alle scarpe di gioco; poi visitiamo gli spogliatoi, facciamo la conoscenza del custode, in tasca del quale facciamo scivolare 20 lire. Così otteniamo che il più spazioso spogliatoio sia a noi riservato e soprattutto che la partita venga giocata con i nostri palloni. Il custode non ha difficoltà ad accogliere le nostre richieste ed in garanzia ci dà i tre palloni che egli aveva già approntato; Felsner provvede di persona a gonfiare i palloni che serviranno per la partita. In verità io non trovo una sensibile differenza a nostro vantaggio dallo scambio di palloni, ma Felsner invece ci tiene moltissimo. Quando risaliamo in carrozzella egli è ilare e contento: evidentemente si tratterà di una sua diavoleria per propiziare la vittoria. Soltanto a pranzo ultimato comunichiamo anche ai giocatori che il campo designato è quello di Vigentino, che l'abbiamo visitato e che l'abbiamo trovato confacente sotto tutti i riguardi. Non una parola sull'affare dei palloni.»
  30. ^ Resoconto de "La Stampa", 10 agosto 1925: «Vittoria dei migliori. La partita ha rivelato che il Genoa, che maggiormente aveva bisogno di riposo dopo la partita di Torino, non ha saputo risollevarsi dalla non ottima prova da essa data un mese fa come complesso di squadra. [...] Il Bologna non è certo un undici che per doti perspicue abbia la genialità dell'improvvisazione o l'ardore del combattente. Il Bologna è una compagine che pratica il «bel giuoco». La sua partita è improntata a riflessività ed ai dogmi importati dalle nazioni dell'Europa centrale. E le belle azioni che abbiamo viste ieri mattina sul lontano campo di Vigentino avevano per protagonisti i discepoli del dott. Felsner nove volte su dieci.»
  31. ^ La cronaca del "Paese Sportivo" (10 agosto 1925): «Bellini ebbe una giornata poco felice; una nerissima ne ebbe De Vecchi [...] Barbieri giuocò bene solamente nei primi venti minuti, poi scomparve. Nelle sue numerosissime discese Muzzioli quasi non incontrò ostacoli. Burlando tenne il posto mediocremente. Non è apparso mai il grande Burlando degli incontri memorabili [...] Il Genoa non sapeva trovare quel forte spirito di riscossa che più volte l’aveva salvato in giornate difficili. Il suo gioco continuava ad apparire non diremo svogliato, ma privo di fremito. Non era assolutamente possibile vedere in quella marcia lenta e slegata della squadra un ansito di sforzi, un baleno di energia [...] Quello che però più di ogni altra cosa ha stupito, è stato il tono che il Genoa impresse alla lotta. Sembrava che giocasse costantemente con l’incubo della sconfitta. Mai quel piglio autorevole che sovente gli abbiamo riscontrato pur nelle partite più incerte [...] una mancanza di convinzione che nessuno riusciva a spiegarsi»
  32. ^ Giancarlo Rizzoglio, Il furto della stella 1: Bologna-Genoa 1925, la genesi della grande ingiustizia, su pianetagenoa1893.net, 9 agosto 2015. URL consultato l'11 dicembre 2017.
  33. ^ Manuel Minguzzi, Comunicato di Futuro Rossoblù sullo scudetto del 1925, su tuttobolognaweb.it, 15 marzo 2016. URL consultato il 22 giugno 2018.
  34. ^ a b Cfr. collegamenti esterni.
  35. ^ In caso di parità si sarebbe andati avanti ad oltranza fino al gol risolutivo.
  36. ^ Salernitana-Cavese 2-0 annullata e ripetuta il 29 marzo, a tavolino per forfait, cfr. 1922-25: la Cavese in serie A, www.cavese.it. URL consultato il 24 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2004).
  37. ^ Il popolo ionico del 15 dicembre 1924.
  38. ^ La Gazzetta dello Sport del 1º dicembre 1924
  39. ^ La Gazzetta dello Sport dell'8 dicembre 1924.
  40. ^ La Gazzetta dello Sport del 15 dicembre 1924.
  41. ^ La Gazzetta dello Sport del 5 gennaio 1925.
  42. ^ La Gazzetta dello Sport del 12 gennaio 1925.
  43. ^ La Gazzetta dello Sport del 2 febbraio 1925.
  44. ^ La Gazzetta dello Sport del 9 febbraio 1925.
  45. ^ La Gazzetta dello Sport del 16 febbraio 1925.
  46. ^ La Gazzetta dello Sport del 30 marzo 1925.
  47. ^ La Gazzetta dello Sport del 6 aprile 1925.
  48. ^ Campionato 1924-25.
  49. ^ I risultati mancanti, dopo aver ricostruito il calendario dalle fonti citate, sono stati reperiti dai tabelloni risultati pubblicati dal sito RSSSF.
  50. ^ Lazio-Fortitudo 4-0 annullata e ripetuta il 5 aprile.
  51. ^ Lazio-Pro Roma 4-1 annullata per errore tecnico arbitrale e ripetuta il 29 marzo.
  52. ^ Sul libro di Franco Valdevies "80 anni in rossoblu - Un secolo di calcio a Taranto" c'è a pag. 45 (14 ottobre 1923 inaugurazione del campo Corvisea) il poster dell'inaugurazione del campo: S.S. Pro Italia.
  53. ^ Nacque dalla fusione di 5 società calcistiche tarantine, fra cui la S.S. Enotria, che era giunta 3ª nel girone pugliese di P.Div., e di cui il nuovo club utilizzò il titolo sportivo.
  54. ^ Avrebbe dovuto disputare uno spareggio per la permanenza in Prima Divisione contro il Foggia, terzo classificato in Seconda Divisione, però rinunciò.
  55. ^ A tavolino, 2-2 sul campo.
  56. ^ Sospesa per incidenti sugli spalti, fu deciso il recupero per il 25 gennaio (non disputata): si sarebbe dovuta giocare sul neutro di Taranto. Risultato deciso a tavolino.
  57. ^ A tavolino, 1-1 sul campo.
  58. ^ Partita terminata 1-1 sul campo. A tavolino perché il Palermo schierò un giocatore tesserato irregolarmente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]