Serie A 1976-1977

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Serie A 1976-1977
Competizione Serie A
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 75ª (45ª di Serie A)
Organizzatore Lega Nazionale Professionisti
Date dal 3 ottobre 1976
al 22 maggio 1977
Luogo Italia Italia
Partecipanti 16
Formula Girone all'italiana A/R
Risultati
Vincitore Juventus
(17º titolo)
Retrocessioni Sampdoria
Catanzaro
Cesena
Statistiche
Miglior marcatore Italia Francesco Graziani (21)
Incontri disputati 240
Gol segnati 532 (2,22 per incontro)
Juventus FC 1976-77.jpg
La Juventus che aprì il lungo ciclo trapattoniano
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1975-1976 1977-1978 Right arrow.svg

La Serie A 1976-1977 fu la 75ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio (il 45º a girone unico), disputatosi tra il 3 ottobre 1976 e il 22 maggio 1977. Il campionato fu vinto dalla Juventus, al suo diciassettesimo titolo.

Capocannoniere del torneo fu Francesco Graziani (Torino) con 21 reti.

Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Tra le note di colore della stagione, da segnalare l'incontro Genoa-Torino del 6 febbraio 1977, la prima partita della Serie A a essere trasmessa a colori dalla televisione italiana.[1]

Calciomercato[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra: la bandiera interista Roberto Boninsegna e quella juventina Pietro Anastasi, protagonisti nell'estate 1976 di uno tra i più clamorosi scambi di casacca del calcio italiano.[2]

Mentre i campioni uscenti del Torino confermarono pressoché la loro rosa, limitandosi a rifinire la squadra scudettata con gli arrivi del difensore Danova e del centrocampista Butti, l'estate 1976 visse su di un'interessante serie di scambi tutta sull'asse Milano-Torino.

La Juventus, decisa a lasciarsi alle spalle il cocente epilogo della precedente stagione, si liberò di due punti fermi dell'undici titolare, additati a capri espiatori e ormai avulsi dalle dinamiche bianconere:[3] il raffinato regista Capello venne dirottato al Milan in cambio del «rude» mediano Benetti, pochi fronzoli e «tutta sostanza»;[4] se ciò non bastava a stordire gli addetti ai lavori,[5] venne dato il benservito anche al capitano Anastasi, idolo di una tifoseria a questo punto più che mugugnante, ceduto all'Inter in cambio del più anziano Boninsegna, bandiera frettolosamente bollata come «alla frutta» dall'ambiente nerazzurro,[4] in quello che passerà agli annali come uno dei più clamorosi scambi di mercato del calcio italiano.[2]

Luigi Radice, tecnico dei granata campioni uscenti, posa tra i due neoacquisti Cesare Butti (a sinistra) e Luigi Danova (a destra).

Oltre all'arrivo a Torino di una giovane promessa quale il terzino Cabrini, pescato tra i cadetti dell'Atalanta,[4] il presidente bianconero Giampiero Boniperti concluse il suo repulisti con l'avvicendamento in panchina tra Parola e la scommessa Giovanni Trapattoni, giovane tecnico di «grinta e personalità», ma con ancora tutto da dimostrare.[6] Una serie di mosse, queste di Madama, che prestarono il fianco a più di una critica durante il precampionato.[5]

Quanto alle due milanesi, l'Inter che si apprestava ad affrontare l'utima stagione del suo capitano Sandro Mazzola, oltre all'avvicendamento in attacco tra Boninsegna e Anastasi, si concentrò sulla difesa lasciando andare il portiere Lido Vieri (stante la definitiva promozione a titolare del più giovane Bordon), il quale decise di ricominciare dalla Serie C con la Pistoiese, e cedendo il difensore Giubertoni al Verona; rispedì infine nelle serie minori la deludente incompiuta Cerilli.

I concittadini del Milan rinnovarono il centrocampo, cedendo Chiarugi e Scala rispettivamente a Napoli e Foggia, e affiancando a Capello l'ex romanista Morini; la squadra venne inoltre affidata al «giovane allenatore più in voga», quel Giuseppe Marchioro reduce da positivi campionati a Como e soprattutto Cesena, e intenzionato a portare a San Siro la novità del gioco a zona.[7]

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

Girone di andata[modifica | modifica wikitesto]

Il centrocampista laziale Luciano Re Cecconi, ucciso il 18 gennaio 1977.[8][9]

Il campionato palesò fin dall'avvio la sua matrice torinese: chi pronosticava una Juventus «un po' logora coi suoi nuovi vecchietti» Benetti e Boninsegna, e un Torino «appagato» dallo scudetto sul petto,[10] venne presto smentito poiché bianconeri e granata diedero vita a «un'annata entusiasmante, indimenticabile» per il calcio cittadino, risultandone un torneo ancor più emozionante del precedente, chiuso a punteggi record.[11][12]

Nei primi cinque turni le due rivali avanzarono a braccetto; il 7 novembre 1976 le piemontesi sconfissero nei rispettivi impegni le milanesi, spedendole a –4.[13] Al derby dell'ottava giornata, un mese più tardi, i bianconeri si presentarono con un punto di vantaggio: tuttavia con un guizzo a testa, i gemelli del gol Graziani e Pulici decretarono il sorpasso granata.[14] In questa fase iniziale fu il nuovo Napoli di Bruno Pesaola a provare a non far scappare le torinesi, pagando tuttavia un ritardo di –4 appena al decimo turno.[10]

Il fantasista perugino Walter Novellino, maggiore rivelazione del campionato.[15]

Gli uomini di Luigi Radice condussero per qualche giornata, per poi venire agganciati il 9 gennaio 1977 dopo un rocambolesco 3-3 casalingo con la Lazio, società quest'ultima che stava vivendo in quelle settimane uno dei momenti più drammatici della sua storia:[16] con l'ambiente già scosso dalla perdita dell'allenatore del primo scudetto, Tommaso Maestrelli, spentosi prematuramente il 2 dicembre 1976 dopo una lunga malattia,[17] il 18 gennaio 1977 la squadra venne ulteriormente colpita dall'assurda morte del ventottenne centrocampista Luciano Re Cecconi, ucciso con un colpo di arma da fuoco in una gioielleria capitolina[8] a seguito di un tragico scherzo, mai del tutto chiarito.[9]

In campo le due torinesi, dopo continui sorpassi, il 6 febbraio conclusero a pari punti il girone di andata: fu peraltro la prima volta, nella storia della Serie A, che il simbolico titolo d'inverno andò in coabitazione a due formazioni della stessa città.[18] La terza classificata al giro di boa, l'Inter, stagnava a –6 dalla coppia di testa.[10] Ben più deludente il cammino dei concittadini milanisti: un anonimo pareggio interno contro un Cesena già in cattive acque, sancì il fallimento dell'esperimento zonista di Marchioro, esonerato al termine del girone in favore del totem rossonero Nereo Rocco e del suo più prosaico catenaccio.[7]

Girone di ritorno[modifica | modifica wikitesto]

La tornata di ritorno iniziò sulla falsariga delle prime quindici partite. Una Juventus oramai «di debordante forza fisica e carica agonistica», disegnata da Trapattoni su di una difesa «ermetica», sull'intuizione di avanzare l'ex terzino Tardelli in un centrocampo «Maginot», e sull'intesa sottorete tra Bettega e un Bonimba in realtà «con ancora tanta birra in corpo»,[4] passò in testa il 27 febbraio approfittando della sconfitta occorsa al Toro sul terreno della Roma, poi limitò i danni strappando un pari nella stracittadina del 3 aprile, e condusse con un punto di vantaggio fino alla ventiseiesima giornata, quando a causa di un altro pari a Perugia fu raggiunta dai rivali.

Il granata Francesco Graziani, miglior marcatore del campionato con 21 reti,[19] contrastato dai bianconeri Romeo Benetti e Gaetano Scirea nel derby-scudetto del 3 aprile 1977.

La settimana dopo, nell'anticipo di sabato 30 aprile, un gol di Furino permise ai bianconeri di battere in extremis il Napoli al Comunale e approfittare così, il giorno successivo, del pareggio granata in casa laziale, riportandosi a +1: fu lo scatto decisivo, visto che la Juventus difese fino alla fine questo risicato vantaggio, andando a vincere tutte e tre le restanti partite.[10]

Il 22 maggio, col successo esterno dell'ultima giornata a Marassi sulla Sampdoria, l'undici bianconero fece suo lo scudetto chiudendo il campionato al «punteggio clamoroso» di 51 punti[10] — tuttora un record nella Serie A a 16 squadre —,[20] seguito dal Torino fermatosi all'altrettanto rilevante, ma infruttuosa, quota 50. Quattro giorni prima la Vecchia Signora, grazie a uno «squadrone fisicamente strepitoso»,[4] aveva già sollevato la Coppa UEFA, suo primo trofeo confederale,[21] portando così a conclusione una tra le migliori stagioni della storia juventina.

Lo juventino Roberto Bettega esulta dopo il suo gol che sbloccò la gara di Marassi, a mezz'ora dal termine del campionato, consegnando ai bianconeri uno scudetto vinto alla quota-record di 51 punti.[10]

Ai granata, paradossalmente, non bastò totalizzare 5 punti in più della stagione precedente, subire una sola sconfitta e vantare la miglior difesa del torneo, per confermare il tricolore sulle loro maglie; come magra consolazione rimase loro il titolo di capocannoniere per Graziani, con 21 gol tutti su azione:[22] per quello che fino a poco tempo prima veniva definito un «panzer generoso e nulla più», la stagione segnerà l'affermazione a «miglior centravanti d'Italia» dell'epoca.[19]

A riprova del cammino monstre delle due torinesi, la terza classificata, una staccata Fiorentina, venne relegata addirittura a –15[10] e fu protagonista unicamente della lotta per la zona UEFA a cui si aggiunsero Inter e Lazio; seguì una sempre più solida provinciale quale il Perugia che ottenne il pass per la Coppa Mitropa, trascinato dalla verve del suo fantasista offensivo Novellino emerso in questa stagione, dopo anni di gavetta sui campi minori, tra i migliori elementi del torneo.[15]

Cadde a sorpresa in Serie B il Cesena, dopo l'exploit dell'anno precedente, mentre un Milan in crisi, e in cui non sortì molti effetti il ritorno in sella del paròn Rocco, si salvò solo grazie alla rimonta che, nelle ultime due giornate, sancì le retrocessioni di Catanzaro e Sampdoria; i rossoneri raddrizzeranno tuttavia l'annata con il trionfo in Coppa Italia, in un derby estivo contro i nerazzurri, qualificandosi così in Coppa delle Coppe.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Mappa di localizzazione: Italia
Torino
Torino
Milano
Milano
Genova
Genova
Roma
Roma
Squadre di Torino
Red pog.svg Juventus
Red pog.svg Torino
Squadre di Milano
Red pog.svg Inter
Red pog.svg Milan
Squadre di Genova
Red pog.svg Genoa
Red pog.svg Sampdoria
Squadre di Roma
Red pog.svg Lazio
Red pog.svg Roma
Ubicazione delle squadre della Serie A 1976-1977
Club Stagione Città Stadio Stagione precedente
Bologna dettagli Bologna Stadio Comunale 7º posto in Serie A
Catanzaro dettagli Catanzaro Stadio Comunale 2º posto in Serie B, promosso
Cesena dettagli Cesena Stadio "La Fiorita" 6º posto in Serie A
Fiorentina dettagli Firenze Stadio Comunale 9º posto in Serie A
Foggia dettagli Foggia Stadio Pino Zaccheria 3º posto in Serie B, promosso
Genoa dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 1º posto in Serie B, promosso
Inter dettagli Milano Stadio San Siro 4º posto in Serie A
Juventus dettagli Torino Stadio Comunale 2º posto in Serie A
Lazio dettagli Roma Stadio Olimpico 13º posto in Serie A
Milan dettagli Milano Stadio San Siro 3º posto in Serie A
Napoli dettagli Napoli Stadio San Paolo 5º posto in Serie A
Perugia dettagli Perugia Stadio Comunale di Pian di Massiano 8º posto in Serie A
Roma dettagli Roma Stadio Olimpico 10º posto in Serie A
Sampdoria dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 12º posto in Serie A
Torino dettagli Torino Stadio Comunale 1º posto in Serie A
Verona dettagli Verona Stadio Marcantonio Bentegodi 11º posto in Serie A

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori e primatisti[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Allenatore Calciatore più presente Cannoniere
Bologna Italia Gustavo Giagnoni (1ª-12ª)
Italia Cesarino Cervellati (13ª-30ª)
Italia Claudio Maselli (30) Brasile Sergio Clerici (7)
Catanzaro Italia Gianni Di Marzio Italia Giovanni Improta (30) Italia Massimo Palanca (5)
Cesena Italia Giulio Corsini (1ª-3ª)
Italia Paolo Ferrario e Italia Aldo Neri (4ª-5ª)
Italia Domenico Rosati (6ª-9ª)
Italia Paolo Ferrario e Italia Aldo Neri (10ª-30ª)
Italia Giancarlo Oddi (30) Italia Gianluca De Ponti (7)
Fiorentina Italia Carlo Mazzone Italia Massimo Mattolini,
Italia Ennio Pellegrini (30)
Italia Claudio Desolati (9)
Foggia Italia Roberto Balestri ed Uruguay Italia Héctor Puricelli (D.T.) Italia Maurizio Memo (30) Italia Antonio Bordon,
Italia Nerio Ulivieri (7)
Genoa Italia Luigi Simoni Italia Ignazio Arcoleo,
Italia Roberto Pruzzo (30)
Italia Roberto Pruzzo (18)
Inter Italia Giuseppe Chiappella Italia Ivano Bordon (30) Italia Carlo Muraro (9)
Juventus Italia Giovanni Trapattoni Italia Romeo Benetti,
Italia Roberto Bettega,
Italia Franco Causio,
Italia Gaetano Scirea,
Italia Dino Zoff (30)
Italia Roberto Bettega (17)
Lazio Brasile Luís Vinício Italia Roberto Badiani,
Italia Franco Cordova,
Italia Felice Pulici (30)
Italia Bruno Giordano (10)
Milan Italia Giuseppe Marchioro (1ª-15ª)
Italia Nereo Rocco (16ª-30ª)
Italia Enrico Albertosi (30) Italia Egidio Calloni (5)
Napoli Argentina Italia Bruno Pesaola Italia Giuseppe Savoldi (30) Italia Giuseppe Savoldi (16)
Perugia Italia Ilario Castagner Italia Antonio Ceccarini (30) Italia Franco Vannini (9)
Roma Svezia Nils Liedholm Italia Sergio Santarini (30) Italia Agostino Di Bartolomei (8)
Sampdoria Italia Eugenio Bersellini Italia Marcello Lippi,
Italia Paolo Tuttino (30)
Italia Nello Saltutti (6)
Torino Italia Luigi Radice Italia Francesco Graziani,
Italia Renato Zaccarelli (30)
Italia Francesco Graziani (21)
Verona Italia Ferruccio Valcareggi Italia Klaus Bachlechner,
Italia Franco Superchi (30)
Italia Livio Luppi (7)

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
Scudetto.svg 1. Juventus 51 30 23 5 2 50 20
2. Torino 50 30 21 8 1 51 14
3. Fiorentina 35 30 12 11 7 38 31
4. Inter 33 30 10 13 7 34 27
5. Lazio 31 30 10 11 9 34 28
6. Perugia 29 30 9 11 10 32 28
7. Napoli (-1) 28 30 9 11 10 37 38
8. Roma 28 30 9 10 11 27 33
9. Verona 28 30 7 14 9 26 32
[23] 10. Milan 27 30 5 17 8 30 33
11. Genoa 27 30 8 11 11 40 45
12. Bologna 27 30 8 11 11 24 31
13. Foggia 26 30 10 6 14 33 39
1downarrow red.svg 14. Sampdoria 24 30 6 12 12 28 42
1downarrow red.svg 15. Catanzaro 21 30 7 7 16 26 43
1downarrow red.svg 16. Cesena 14 30 3 8 19 22 48

Legenda:

      Campione d'Italia e qualificato in Coppa dei Campioni 1977-1978.
      Qualificato in Coppa delle Coppe 1977-1978.
      Qualificati in Coppa UEFA 1977-1978.
      Retrocessi in Serie B 1977-1978.

Note:

Due punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta.
Il Napoli ha scontato 1 punto di penalizzazione per eccessivo ripetersi di intemperanze del pubblico del San Paolo.
Il Perugia fu designato dalla Lega Calcio per la Coppa Mitropa.

Squadra campione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club 1976-1977.
Formazione tipo Giocatori (presenze)
Italia Dino Zoff (30)
Italia Antonello Cuccureddu (29)
Italia Claudio Gentile (29)
Italia Giuseppe Furino (26)
Italia Francesco Morini (26)
Italia Gaetano Scirea (30)
Italia Franco Causio (30)
Italia Marco Tardelli (28)
Italia Roberto Boninsegna (29)
Italia Romeo Benetti (30)
Italia Roberto Bettega (30)
Altri giocatori: Antonio Cabrini (7), Sergio Gori (7), Luciano Spinosi (7), Alberto Marchetti (6).

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Tabellone[modifica | modifica wikitesto]

BOL CAT CES FIO FOG GEN INT JUV LAZ MIL NAP PER ROM SAM TOR VER
Bologna –––– 0-0 0-0 2-0 0-0 0-0 1-5 0-1 1-0 2-2 0-1 1-0 2-0 4-1 0-3 0-0
Catanzaro 1-2 –––– 4-2 0-1 3-1 2-1 1-3 0-2 1-2 1-0 0-0 1-1 1-1 1-0 0-4 2-1
Cesena 0-0 1-0 –––– 1-2 2-3 1-1 0-0 0-1 0-0 0-2 0-2 0-3 4-0 1-1 0-3 0-1
Fiorentina 3-0 1-1 2-1 –––– 4-1 1-2 3-0 1-3 0-1 1-1 2-1 1-0 1-1 1-1 0-1 2-1
Foggia 1-0 1-0 0-2 2-3 –––– 2-3 0-0 0-1 1-0 2-1 2-2 2-1 1-0 2-0 0-1 4-1
Genoa 0-2 2-0 4-1 1-1 1-2 –––– 2-2 2-2 3-1 1-0 2-3 0-0 2-2 1-1 1-1 1-0
Inter 0-0 2-1 1-1 1-1 1-1 1-0 –––– 0-2 1-1 0-0 3-2 1-1 3-0 0-0 0-1 0-0
Juventus 2-1 3-0 3-2 0-0 1-0 1-0 2-0 –––– 2-0 2-1 2-1 1-0 1-0 3-0 0-2 2-1
Lazio 3-0 0-1 3-0 4-1 0-0 4-1 2-1 2-3 –––– 1-2 0-0 1-0 1-0 1-0 0-0 1-1
Milan 1-1 3-2 0-0 0-0 0-0 2-2 1-1 2-3 2-2 –––– 1-1 2-1 1-1 3-0 0-0 0-0
Napoli 1-2 1-0 3-1 0-2 3-2 1-1 0-3 0-2 1-1 3-1 –––– 1-1 1-0 1-1 0-0 3-0
Perugia 1-0 1-1 1-0 0-0 1-0 2-1 0-1 1-1 2-0 3-1 4-2 –––– 3-0 0-0 1-1 1-1
Roma 1-0 1-0 2-0 0-0 3-1 1-0 2-3 3-1 1-0 1-1 0-0 2-2 –––– 3-0 1-0 0-0
Sampdoria 0-0 3-1 2-1 2-2 2-1 1-2 0-1 0-2 0-0 0-0 2-2 2-0 1-0 –––– 2-3 3-1
Torino 1-0 3-1 2-0 2-0 1-0 5-1 1-0 1-1 3-3 2-0 2-1 2-1 2-0 3-1 –––– 1-0
Verona 3-3 0-0 2-1 1-2 2-1 3-2 1-0 0-0 0-0 0-0 1-0 2-0 1-1 2-2 0-0 ––––

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Il sorteggio del calendario di Serie A e di Serie B avvenne il 31 luglio presso il Centro Elettronico del CONI di Roma, alle 17:30. L'evento venne trasmesso con un collegamento nel corso del TG2.[24]

andata (1ª) 1ª giornata ritorno (16ª)
3 ott. 0-0 Catanzaro-Napoli 0-1[25] 13 feb.
1-2 Cesena-Fiorentina 1-2
0-0 Foggia-Inter 1-1
2-2 Genoa-Roma 0-1
2-3 Lazio-Juventus 0-2
2-1 Milan-Perugia 1-3
3-1 Torino-Sampdoria 3-2
3-3 Verona-Bologna 0-0
andata (2ª) 2ª giornata ritorno (17ª)
10 ott. 0-3 Bologna-Torino 0-1 20 feb.
0-1 Fiorentina-Lazio 1-4
2-1 Inter-Catanzaro 3-1
1-0 Juventus-Genoa 2-2
3-0 Napoli-Verona 0-1
1-0 Perugia-Foggia 1-2
2-0 Roma-Cesena 0-4
0-0 Sampdoria-Milan 0-3


andata (3ª) 3ª giornata ritorno (18ª)
24 ott. 1-0 Catanzaro-Sampdoria 1-3 27 feb.
0-3 Cesena-Perugia 0-1
0-1 Foggia-Juventus 0-1
2-3 Genoa-Napoli 1-1
3-0 Lazio-Bologna 0-1
0-0 Milan-Fiorentina 1-1
2-0 Torino-Roma 0-1
1-0 Verona-Inter 0-0
andata (4ª) 4ª giornata ritorno (19ª)
31 ott. 0-0 Bologna-Foggia 0-1 6 mar.
0-1 Fiorentina-Torino 0-2
1-1 Inter-Cesena 0-0
3-0 Juventus-Catanzaro 2-0
3-1 Napoli-Milan 1-1
2-1 Perugia-Genoa 0-0
0-0 Roma-Verona 1-1
0-0 Sampdoria-Lazio 0-1


andata (5ª) 5ª giornata ritorno (20ª)
7 nov. 1-1 Catanzaro-Roma 0-1 13 mar.
0-0 Cesena-Bologna 0-0
2-2 Foggia-Napoli 2-3
1-1 Genoa-Sampdoria 2-1
1-0 Lazio-Perugia 0-2
2-3 Milan-Juventus 1-2
1-0 Torino-Inter 1-0
1-2 Verona-Fiorentina 1-2
andata (6ª) 6ª giornata ritorno (21ª)
21 nov. 2-2 Bologna-Milan 1-1 20 mar.
1-1 Fiorentina-Catanzaro 1-0
1-0 Inter-Genoa 2-2
2-1 Juventus-Verona 0-0
1-1 Napoli-Lazio 0-0
1-1 Perugia-Torino 1-2
3-1 Roma-Foggia 0-1
2-1 Sampdoria-Cesena 1-1


andata (7ª) 7ª giornata ritorno (22ª)
28 nov. 1-2[26] Catanzaro-Bologna 0-0 27 mar.
0-1 Cesena-Juventus 2-3
2-0 Foggia-Sampdoria 1-2
1-1 Genoa-Fiorentina 2-1
1-0 Lazio-Roma 0-1
1-1 Milan-Inter 0-0
2-1 Torino-Napoli 0-0
2-0 Verona-Perugia 1-1
andata (8ª) 8ª giornata ritorno (23ª)
5 dic. 0-0 Bologna-Genoa 2-0 3 apr.
4-1 Fiorentina-Foggia 3-2
1-1 Inter-Lazio 1-2
0-2 Juventus-Torino 1-1
3-1 Napoli-Cesena 2-0
1-1 Perugia-Catanzaro 1-1
1-1 Roma-Milan 1-1
3-1 Sampdoria-Verona 2-2


andata (9ª) 9ª giornata ritorno (24ª)
12 dic. 0-4 Catanzaro-Torino 1-3 10 apr.
0-1 Cesena-Verona 1-2
0-0 Juventus-Fiorentina 3-1
0-0 Lazio-Foggia 0-1
2-2 Milan-Genoa 0-1
1-0 Napoli-Roma 0-0
1-0 Perugia-Bologna 0-1
0-1 Sampdoria-Inter 0-0
andata (10ª) 10ª giornata ritorno (25ª)
19 dic. 0-1 Bologna-Juventus 1-2 17 apr.
1-1 Fiorentina-Sampdoria 2-2
2-1 Foggia-Milan 0-0
3-1 Genoa-Lazio 1-4
3-2 Inter-Napoli 3-0
2-2 Roma-Perugia 0-3
2-0 Torino-Cesena 3-0
0-0 Verona-Catanzaro 1-2


andata (11ª) 11ª giornata ritorno (26ª)
2 gen. 1-0 Cesena-Catanzaro 2-4 24 apr.
3-0 Fiorentina-Bologna 0-2
2-3 Foggia-Genoa 2-1
3-0 Inter-Roma 3-2
1-0 Juventus-Perugia 1-1
1-2 Lazio-Milan 2-2
2-2 Sampdoria-Napoli 1-1
0-0 Verona-Torino 0-1
andata (12ª) 12ª giornata ritorno (27ª)
9 gen. 1-5 Bologna-Inter 0-0 1º mag.
3-1[27] Catanzaro-Foggia 0-1
4-1 Genoa-Cesena 1-1
0-0 Milan-Verona 0-0
0-2[28] Napoli-Juventus 1-2
0-0 Perugia-Fiorentina 0-1
3-0 Roma-Sampdoria 0-1
3-3 Torino-Lazio 0-0


andata (13ª) 13ª giornata ritorno (28ª)
16 gen. 0-1 Bologna-Napoli 2-1 8 mag.
1-1 Fiorentina-Roma 0-0
0-2 Foggia-Cesena 3-2
2-0 Genoa-Catanzaro 1-2
2-0 Juventus-Inter 2-0
1-1 Lazio-Verona 0-0
0-0 Milan-Torino 0-2
0-0 Perugia-Sampdoria 0-2
andata (14ª) 14ª giornata ritorno (29ª)
30 gen. 1-0[29] Catanzaro-Milan 2-3 15 mag.
0-0 Cesena-Lazio 0-3
1-1 Inter-Fiorentina 0-3
1-1[30] Napoli-Perugia 2-4
3-1 Roma-Juventus[31] 0-1 14 mag.
0-0 Sampdoria-Bologna 1-4 15 mag.
1-0 Torino-Foggia 1-0
3-2 Verona-Genoa 0-1


andata (15ª) 15ª giornata ritorno (30ª)
6 feb. 2-0 Bologna-Roma 0-1 22 mag.
2-1 Fiorentina-Napoli 2-0[28]
4-1 Foggia-Verona 1-2
1-1 Genoa-Torino 1-5
3-0 Juventus-Sampdoria 2-0
0-1 Lazio-Catanzaro 2-1
0-0 Milan-Cesena 2-0
0-1 Perugia-Inter 1-1

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Squadre[modifica | modifica wikitesto]

Capoliste solitarie[modifica | modifica wikitesto]

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JuvTorinoJuvTorTorJuvJuventusJuventus
10ª11ª12ª13ª14ª15ª16ª17ª18ª19ª20ª21ª22ª23ª24ª25ª26ª27ª28ª29ª30ª

Individuali[modifica | modifica wikitesto]

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

Gol Rigori Giocatore Squadra
21 - Italia Francesco Graziani Torino
18 3 Italia Roberto Pruzzo Genoa
17 - Italia Roberto Bettega Juventus
16 2 Italia Paolo Pulici Torino
16 7 Italia Giuseppe Savoldi Napoli
11 - Italia Giuseppe Damiani Genoa
10 3 Italia Roberto Boninsegna Juventus
10 - Italia Bruno Giordano Lazio
9 - Italia Claudio Desolati Fiorentina
9 - Italia Carlo Muraro Inter
9 - Italia Franco Vannini Perugia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De Luca, Frisoli, p. 102.
  2. ^ a b Mattia Fontana, L'Inter-Juventus di Boninsegna e Anastasi, su it.eurosport.yahoo.com, 27 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2014).
  3. ^ Bruno Bernardi, Capello perplesso sulla Juve, in Stampa Sera, 26 luglio 1976, p. 14.
  4. ^ a b c d e Panini, I campioni, p. 6.
  5. ^ a b Angelo Caroli, Signora, perché?, in Stampa Sera, 4 agosto 1976, p. 10.
  6. ^ Panini, Il boom, p. 7.
  7. ^ a b Panini, Il flop, p. 7.
  8. ^ a b Gianni Palma, Quando ha sentito «rapina» ha subito sparato (PDF), in l'Unità, 19 gennaio 1977, p. 11 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  9. ^ a b Maurizio Martucci, Re Cecconi, il mistero continua?, su ilfattoquotidiano.it, 18 gennaio 2015.
  10. ^ a b c d e f g Panini, La storia, p. 6.
  11. ^ Ferruccio Cavallero, Una stagione da non dimenticare, in Stampa Sera, 23 maggio 1977, p. 11.
  12. ^ Bruno Perucca, Il duello del '77 forse irripetibile, in TorinoSette, 27 giugno 1997, p. II.
  13. ^ Torinesi sempre a punteggio pieno (PDF), in l'Unità, 8 novembre 1976, p. 6 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2016).
  14. ^ Bruno Perucca, Granata "adulti", in Stampa Sera, 6 dicembre 1976, p. 13.
  15. ^ a b Panini, Il big, p. 7.
  16. ^ Panini, Il caso, p. 7.
  17. ^ È morto Maestrelli (PDF), in l'Unità, 3 dicembre 1976, p. 14 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  18. ^ Giovanni Arpino, Derby perenne, in Stampa Sera, 7 febbraio 1977, p. 11.
  19. ^ a b Panini, Il capocannoniere, p. 7.
  20. ^ Giorgio Gandolfi, Mai nessuno a quota 51 punti, in Stampa Sera, 23 maggio 1977, p. 10.
  21. ^ Bruno Bernardi, Juventus, la Coppa Uefa finalmente!, in La Stampa, 19 maggio 1977, p. 18.
  22. ^ Antonio Tavarozzi, Graziani, cannoniere saggio, in Stampa Sera, 23 maggio 1977, p. 12.
  23. ^ Vincitore della Coppa Italia
  24. ^ La Serie A oggi in diretta TV, in La Stampa, 31 luglio 1976, p. 13.
  25. ^ Giocata a Roma.
  26. ^ Giocata a Cosenza.
  27. ^ Giocata a Reggio Calabria.
  28. ^ a b Risultato a seguito di giudizio sportivo. La partita era terminata comunque sul punteggio di 0-2 ma contraddistinta da gravi incidenti.
  29. ^ Giocata a Catania.
  30. ^ Giocata a Bologna.
  31. ^ Partita prevista per domenica 15 maggio, anticipata a sabato per permettere alla Juventus di partire per Bilbao dove il 18 maggio era prevista la finale di ritorno della Coppa UEFA 1976-1977.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Calciatori 1976-77, edizione speciale per "La Gazzetta dello Sport", Modena, Franco Cosimo Panini Editore, 2004.
  • Massimo De Luca e Pino Frisoli, Sport in TV - Storia e storie dalle origini a oggi, Roma, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1503-6.