Serie A 1960-1961

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Serie A 1960-1961 (disambigua).
Serie A 1960-1961
Competizione Serie A
Sport Calcio
Edizione 59ª (29ª di Serie A)
Organizzatore Lega Nazionale Professionisti
Date dal 25 settembre 1960
al 18 giugno 1961
Luogo Bandiera dell'Italia Italia
Partecipanti 18
Formula girone unico
Risultati
Vincitore Juventus
(12º titolo)
Retrocessioni Bari
Napoli
Lazio
Statistiche
Miglior marcatore Bandiera dell'Italia Sergio Brighenti (27)
Incontri disputati 306
Gol segnati 814 (2,66 per incontro)
La Juve che chiuse l'epopea del Trio Magico
Cronologia della competizione
1959-1960 1961-1962

La Serie A 1960-1961 è stata la 59ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio (la 29ª a girone unico), disputata tra il 25 settembre 1960 e il 10 giugno 1961 e conclusa con la vittoria della Juventus, al suo dodicesimo titolo, il secondo consecutivo.

Capocannoniere del torneo è stato Sergio Brighenti (Sampdoria) con 27 reti.

Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Novità[modifica | modifica wikitesto]

La stagione vide l'introduzione della Coppa Campioni d'Italia, tuttora il trofeo assegnato alla squadra vincitrice del campionato di Serie A.[1]

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

La Juventus del neoallenatore Gunnar Gren mantenne sulla maglia lo scudetto, ma la corsa per riuscirci si rivelò ardua; solo il girone di ritorno permise alla Vecchia Signora di arrivare prima. Non riuscì a vincere il titolo l'Inter guidata dall'ex allenatore del Barcellona, Helenio Herrera, alla sua prima stagione a Milano.

Lo juventino Omar Sívori, 25 reti in campionato e Pallone d'oro 1961.

Il campionato iniziò il 25 settembre 1960. I nerazzurri partirono bene, segnando 18 gol nelle prime quattro giornate. Il 23 ottobre si ritrovarono soli in testa, inseguiti da Juventus e Roma. Quando la squadra milanese perse a Padova, però, furono i capitolini a tentare la prima fuga: l'Inter li recuperò in testa a Natale. Intanto la Juventus stava accusando una flessione; il 1º gennaio 1961 scese al sesto posto, superata anche dal Milan, dal Bologna e dal neopromosso Catania. La Roma calò il ritmo e l'Inter riuscì a prendere piede: il 29 gennaio si laureò campione d'inverno a 26 punti con un vantaggio di 3 punti sui concittadini rossoneri e 4 sugli etnei, rivelazione della prima parte del torneo e che alla prima giornata di ritorno raggiunsero il secondo posto in classifica.[2]

I bianconeri iniziarono bene il girone di ritorno, vincendo cinque partite di fila e avvicinando l'Inter. Il 12 marzo la Juventus perse la classica di San Siro contro il Milan, ma l'Inter non seppe approfittarne venendo sconfitta sua volta dalla matricola Lecco. Fu la prima di quattro débâcle consecutive: i nerazzurri vennero battuti anche a domicilio dal Padova, per poi cadere nel derby e infine impattare contro la vivace Sampdoria del capocannoniere Brighenti (27 gol). La Juventus balzò in testa e il Milan occupò il secondo posto.

La rivelazione Sampdoria chiuse il campionato al quarto posto, all'epoca il miglior piazzamento della sua giovane storia, trascinata dai 27 gol del capocannoniere Sergio Brighenti (accosciato, primo da sinistra).

Il 16 aprile si giocò l'atteso Juventus-Inter: a Torino, la partita venne sospesa per un'invasione a bordo campo di tifosi entrati all'interno dello stadio senza biglietto; i nerazzurri ottennero in primo grado lo 0-2 a tavolino. La Juventus presentò ricorso: il successivo 3 giugno — vigilia dell'ultima giornata di campionato, con l'Inter a pari punti con la Juventus (46 a testa) — questo venne accolto dalla Commissione d'Appello Federale (CAF), che ordinò la ripetizione della gara e comminò alla società bianconera soltanto una multa.[3]

A quel punto tra le due squadre si creò una distanza di due punti, ma alla Juventus bastò un pareggio casalingo 1-1 contro il Bari per confermarsi campione d'Italia poiché l'Inter, nello stesso turno, perse inaspettatamente 2-0 a Catania, nella partita che diede origine all'espressione Clamoroso al Cibali! Il 10 giugno, in occasione del recupero di un derby d'Italia ormai ininfluente ai fini della classifica, il presidente nerazzurro Angelo Moratti ordinò a Herrera di schierare la squadra De Martino per protestare contro la decisione di far ripetere l'incontro, accusando inoltre la CAF di avere subito l'ingerenza del presidente della FIGC, Umberto Agnelli, anche alla testa del club torinese. La partita finì 9-1 per i neoscudettati, con un Omar Sívori che volle ugualmente «infierire» realizzando 6 gol;[4] per i milanesi segnò su rigore il diciottenne Sandro Mazzola, figlio di Valentino e futura bandiera nerazzurra.[4] L'Inter chiuse il campionato al terzo posto con 44 punti, dietro anche al Milan.

La Lazio finì in Serie B per la prima volta dall'introduzione del girone unico; con i capitolini, il Napoli, che perse le ultime quattro partite e si lasciò così sfuggire Udinese, Lecco e Bari. Proprio queste tre squadre furono costrette a lottare per evitare l'ultimo posto che condannava alla retrocessione. Alla fine scesero in B i pugliesi, sconfitti negli spareggi e già penalizzati per il campionato successivo di 6 punti a causa di un tentativo d'illecito nella gara contro i laziali.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Mappa di localizzazione: Italia
       L.R.Vicenza
       L.R.Vicenza
Torino
Torino
Milano
Milano
Roma
Roma
Squadre di Torino
Juventus
Torino
Squadre di Milano
Inter
Milan
Squadre di Roma
Lazio
Roma
Ubicazione delle squadre della Serie A 1960-1961
Club Dettagli Città Stadio Stagione precedente
Atalanta dettagli Bergamo Stadio Comunale 11º posto in Serie A
Bari dettagli Bari Stadio della Vittoria 13º posto in Serie A
Bologna dettagli Bologna Stadio Comunale 5º posto in Serie A
Catania dettagli Catania Stadio Cibali 3º posto in Serie B, promosso
Fiorentina dettagli Firenze Stadio Comunale 2º posto in Serie A
Inter dettagli Milano Stadio San Siro 4º posto in Serie A
Juventus dettagli Torino Stadio Comunale di Torino 1º posto in Serie A
L.R. Vicenza dettagli Vicenza Stadio Romeo Menti 10º posto in Serie A
Lazio dettagli Roma Stadio Olimpico 12º posto in Serie A
Lecco dettagli Lecco Stadio Mario Rigamonti 2º posto in Serie B, promosso
Milan dettagli Milano Stadio San Siro 3º posto in Serie A
Napoli dettagli Napoli Stadio San Paolo 14º posto in Serie A
Padova dettagli Padova Stadio Silvio Appiani 6º posto in Serie A
Roma dettagli Roma Stadio Olimpico 9º posto in Serie A
Sampdoria dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 8º posto in Serie A
SPAL dettagli Ferrara Stadio Comunale 7º posto in Serie A
Torino dettagli Torino Stadio Filadelfia 1º posto in Serie B, promosso
Udinese dettagli Udine Stadio Moretti 15º posto in Serie A

Allenatori e primatisti[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Allenatore Calciatore più presente[5] Cannoniere[5]
Atalanta Bandiera dell'Italia Ferruccio Valcareggi Bandiera dell'Italia Livio Roncoli (34) Bandiera dell'Italia Angelo Longoni,
Bandiera dell'Italia Enrico Nova (8)
Bari[6] Bandiera dell'Italia Francesco Capocasale (1ª-7ª)
Bandiera dell'Italia Onofrio Fusco (8ª)
Bandiera dell'Argentina Luis Carniglia (9ª-34ª e spareggi)
Bandiera dell'Italia Gianni Seghedoni,
Bandiera dell'Italia Carlo Tagnin (31)
Bandiera dell'Italia Biagio Catalano,
Bandiera dell'Italia Giuseppe Virgili (6)
Bologna Bandiera dell'Italia Federico Allasio Bandiera dell'Italia Mirko Pavinato (32) Bandiera del Brasile Luís Vinício (11)
Catania Bandiera dell'Italia Carmelo Di Bella Bandiera dell'Argentina Salvador Calvanese,
Bandiera dell'Italia Amilcare Ferretti,
Bandiera dell'Italia Giorgio Michelotti (32)
Bandiera dell'Italia Adelmo Prenna (11)
Fiorentina[7][8][9] Bandiera dell'Ungheria Lajos Czeizler (1ª-5ª)
Bandiera dell'Ungheria Nándor Hidegkuti e Bandiera dell'Ungheria Lajos Czeizler (D.T.) (6ª-16ª)
Bandiera dell'Ungheria Nándor Hidegkuti e Bandiera dell'Italia Giuseppe Chiappella (17ª-34ª)
Bandiera dell'Italia Enzo Robotti (34) Bandiera della Svezia Kurt Hamrin (14)
Inter Bandiera dell'Argentina Helenio Herrera Bandiera dell'Italia Aristide Guarneri,
Bandiera della Svezia Bengt Lindskog (33)
Bandiera dell'Italia Eddie Firmani (16)
Juventus[10][11] Bandiera dell'Italia Carlo Parola e Bandiera dell'Argentina Bandiera dell'Italia Renato Cesarini (D.T.) (1ª-12ª)
Bandiera dell'Italia Carlo Parola (13ª-15ª)
Bandiera dell'Italia Carlo Parola e Bandiera della Svezia Gunnar Gren (D.T.) (16ª-34ª)
Bandiera dell'Italia Benito Sarti (34) Bandiera dell'Italia Omar Sívori (25)
L.R. Vicenza Bandiera dell'Italia Roberto Lerici Bandiera dell'Italia Luigi Menti (33) Bandiera dell'Italia Oliviero Conti (11)
Lazio[12][13] Bandiera dell'Italia Fulvio Bernardini (1ª-9ª)
Bandiera dell'Argentina Bandiera dell'Italia Enrique Flamini (10ª-14ª)
Bandiera dell'Argentina Bandiera dell'Italia Enrique Flamini e Bandiera dell'Inghilterra Jesse Carver (D.T.) (15ª-34ª)
Bandiera dell'Italia Franco Carradori (32) Bandiera dell'Italia Orlando Rozzoni (11)
Lecco Bandiera dell'Italia Angelo Piccioli Bandiera dell'Italia Eugenio Bruschini,
Bandiera dell'Italia Francesco Duzioni,
Bandiera dell'Italia Clemente Gotti,
Bandiera dell'Italia Marco Savioni (34)
Bandiera dell'Italia Rodolfo Bonacchi,
Bandiera dell'Italia Glauco Gilardoni,
Bandiera dell'Italia Clemente Gotti (6)
Milan[14] Bandiera dell'Italia Paolo Todeschini e Bandiera dell'Italia Giuseppe Viani (D.T.) Bandiera del Brasile José Altafini,
Bandiera dell'Italia Sandro Salvadore (34)
Bandiera del Brasile José Altafini (22)
Napoli[15][16] Bandiera dell'Italia Amedeo Amadei (1ª-15ª)
Bandiera dell'Italia Amedeo Amadei e Bandiera dell'Argentina Bandiera dell'Italia Renato Cesarini (D.T.) (16ª-32ª)
Bandiera del Paraguay Bandiera dell'Italia Attila Sallustro (33ª-34ª)
Bandiera dell'Italia Ottavio Bugatti (34) Bandiera dell'Italia Beniamino Di Giacomo (6)
Padova Bandiera dell'Italia Nereo Rocco Bandiera dell'Italia Aurelio Milani,
Bandiera dell'Italia Antonio Pin (33)
Bandiera dell'Italia Aurelio Milani (18)
Roma Bandiera dell'Italia Alfredo Foni Bandiera dell'Italia Giacomo Losi,
Bandiera dell'Italia Paolo Pestrin (32)
Bandiera dell'Argentina Pedro Manfredini (20)
Sampdoria Bandiera dell'Italia Eraldo Monzeglio Bandiera dell'Italia Gaudenzio Bernasconi,
Bandiera dell'Italia Paolo Marocchi (34)
Bandiera dell'Italia Sergio Brighenti (27)
SPAL Bandiera dell'Italia Luigi Ferrero Bandiera dell'Italia Sergio Carpanesi (34) Bandiera dell'Argentina Oscar Massei (13)
Torino Bandiera dell'Argentina Benjamín Santos Bandiera dell'Italia Giorgio Ferrini,
Bandiera dell'Italia Remo Lancioni (32)
Bandiera dell'Italia Carlo Crippa (9)
Udinese[17] Bandiera dell'Italia Giuseppe Bigogno (1ª-8ª)
Bandiera dell'Italia Luigi Bonizzoni (9ª-34ª e spareggi)
Bandiera dell'Italia Massimo Giacomini,
Bandiera dell'Argentina Luis Pentrelli,
Bandiera dell'Italia Vasco Tagliavini (34)
Bandiera dell'Italia Lorenzo Bettini (14)

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
1. Juventus 49 34 22 5 7 80 42
2. Milan 45 34 18 9 7 65 39
3. Inter 44 34 18 8 8 73 39
4. Sampdoria 41 34 17 7 10 54 51
[18] 5. Roma 39 34 16 7 11 58 46
6. Padova 38 34 16 6 12 47 40
[19] 7. Fiorentina 37 34 13 11 10 46 34
8. Catania 36 34 15 6 13 45 44
9. Bologna 31 34 10 11 13 44 51
9. Atalanta 31 34 9 13 12 35 41
9. L.R. Vicenza 31 34 10 11 13 35 46
12. Torino 30 34 9 12 13 34 41
12. SPAL 30 34 10 10 14 39 50
14. Lecco 29 34 10 9 15 33 49
15. Udinese 29 34 9 11 14 39 53
16. Bari 29 34 9 11 14 27 38
17. Napoli 25 34 7 11 16 30 47
18. Lazio 18 34 5 8 21 30 63

Legenda:

      Campione d'Italia e qualificato in Coppa dei Campioni 1961-1962.
      Qualificato in Coppa delle Coppe 1961-1962.
      Qualificate o invitate alla Coppa delle Fiere 1961-1962.[20]
      Retrocesso in Serie B 1961-1962.
Retrocessione diretta.

Note:

Due punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta.
Era in vigore il pari merito ed in caso di parità venivano effettuati i necessari spareggi.

Note:

Bari, Udinese e Lecco, in quanto a pari merito disputarono secondo il regolamento un triangolare di spareggi per decretare la terza retrocessa.
Sampdoria, Bologna e Torino furono iscritte d'ufficio alla Coppa Mitropa 1961 dalla Lega Calcio come società col maggiore bacino d'utenza fra quelle non qualificate alle tre coppe europee: ad esse fu inoltre aggiunta l'Udinese per questioni di vantaggio logistico rispetto alla manifestazione in oggetto.

Squadra campione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club 1960-1961.
Formazione tipo Giocatori (presenze)
Bandiera dell'Italia Giuseppe Vavassori (30)
Bandiera dell'Italia Gianfranco Leoncini (21)
Bandiera dell'Italia Benito Sarti (34)
Bandiera dell'Italia Giampiero Boniperti (28)
Bandiera dell'Italia Sergio Cervato (28)
Bandiera dell'Italia Umberto Colombo (24)
Bandiera dell'Italia Bruno Mora (28)
Bandiera dell'Italia Bruno Nicolè (29)
Bandiera del Galles John Charles (32)
Bandiera dell'Italia Omar Sívori (27)
Bandiera dell'Italia Gino Stacchini (28)
Altri giocatori: Flavio Emoli (19), Tarcisio Burgnich (13), Ernesto Castano (13), Guglielmo Burelli (4), Bruno Mazzia (4), Angelo Caroli (3), Severino Lojodice (3), Carlo Mattrel (3), Eugenio Fascetti (2), Giovanni Romano (1).

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Tabellone[modifica | modifica wikitesto]

Ata Bar Bol Cat Fio Int Juv LRV Laz Lec Mil Nap Pad Rom SPA Sam Tor Udi
Atalanta –––– 2-0 1-1 1-0 4-1 1-5 2-2 1-0 0-0 3-0 2-0 1-1 1-0 0-0 1-1 0-3 1-1 1-1
Bari 2-2 –––– 1-3 0-1 0-0 1-1 0-1 1-1 0-0 4-1 0-0 1-0 1-0 0-3 2-0 1-0 1-0 2-1
Bologna 3-1 0-0 –––– 1-2 3-3 2-1 2-4 1-1 1-1 0-0 0-2 0-2 2-1 2-0 3-1 4-4 3-1 1-1
Catania 3-1 3-1 1-0 –––– 1-1 2-0 1-2 4-0 0-1 2-0 4-3 1-0 2-0 1-1 1-1 3-0 0-0 3-0
Fiorentina 0-1 4-0 3-1 2-0 –––– 1-1 3-0 0-1 4-0 4-0 2-0 0-0 2-0 0-1 0-3 1-0 1-1 3-0
Inter 2-1 2-1 0-0 5-0 2-2 –––– 3-1 5-0 7-0 1-1 1-0 3-0 1-2 3-1 4-1 3-0 1-1 1-0
Juventus 3-2 1-1 3-0 4-1 3-0 9-1 –––– 2-0 3-1 4-2 3-4 2-2 2-1 3-0 1-0 3-2 1-0 5-1
Lanerossi Vicenza 1-0 4-1 2-2 1-0 0-0 1-3 0-1 –––– 0-0 1-0 1-0 2-3 2-1 4-0 1-0 1-1 1-1 2-2
Lazio 1-2 0-1 1-3 2-2 1-2 0-0 1-4 1-1 –––– 0-1 0-1 1-1 1-2 0-4 4-0 0-1 1-0 0-1
Lecco 1-0 0-0 2-0 2-2 0-2 2-1 2-2 0-1 2-1 –––– 2-2 1-0 2-1 0-0 2-0 1-1 2-1 3-1
Milan 0-0 1-3 5-1 3-0 4-1 2-1 3-1 0-0 5-1 1-1 –––– 2-1 3-0 2-1 4-0 3-1 2-0 3-1
Napoli 0-0 1-0 1-2 0-1 1-0 0-0 0-4 0-0 2-5 3-1 1-2 –––– 1-2 3-2 0-2 1-0 1-1 2-2
Padova 3-0 1-1 2-1 2-1 0-0 2-1 1-0 2-1 2-1 3-1 4-1 2-0 –––– 0-0 1-1 3-0 5-1 1-0
Roma 0-0 1-0 1-0 4-1 1-3 0-2 2-1 6-3 1-2 1-0 2-2 2-0 3-1 –––– 2-1 3-2 2-1 6-1
SPAL 2-1 1-0 0-1 2-0 2-0 1-3 1-2 2-1 3-2 1-0 1-2 3-2 1-1 2-2 –––– 2-2 0-0 1-1
Sampdoria 1-0 1-0 2-1 2-0 3-1 4-2 3-2 3-1 1-0 1-0 2-2 0-0 3-0 3-2 1-1 –––– 2-1 3-2
Torino 1-1 2-1 1-0 2-1 0-0 0-1 0-0 2-0 4-1 3-1 1-1 1-0 0-0 1-3 3-2 0-1 –––– 3-1
Udinese 2-1 0-0 0-0 0-1 0-0 0-6 0-1 1-0 2-0 2-0 0-0 1-1 3-1 2-1 0-0 7-1 3-0 ––––

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

andata (1ª) 1ª giornata ritorno (18ª)
25 set. 1-5 Atalanta-Inter 1-2 5 feb.
0-3 Bari-Roma 0-1
4-0 Fiorentina-Lecco 2-0
2-3 Lanerossi Vicenza-Napoli 0-0
1-3 Lazio-Bologna 1-1
3-0 Milan-Catania 3-4
1-1 SPAL-Padova 1-1
0-1 Torino-Sampdoria 1-2
0-1 Udinese-Juventus 1-5
andata (2ª) 2ª giornata ritorno (19ª)
2 ott. 1-1 Atalanta-SPAL 1-2 12 feb.
1-1 Bologna-Lanerossi Vicenza 2-2
2-0 Catania-Lecco 2-2
2-1 Inter-Bari 1-1
3-1 Juventus-Lazio 4-1
1-1 Napoli-Torino 0-1
4-1 Padova-Milan 0-3
6-1 Roma-Udinese 1-2
3-1 Sampdoria-Fiorentina 0-1


andata (3ª) 3ª giornata ritorno (20ª)
9 ott. 3-1 Catania-Atalanta 0-1 19 feb.
4-0 Fiorentina-Bari 0-0
1-1 Lanerossi Vicenza-Sampdoria 1-3
1-1 Lazio-Napoli 5-2
2-1 Lecco-Padova 1-3
5-1 Milan-Bologna 2-0
1-2 SPAL-Juventus 0-1
1-3 Torino-Roma 1-2
0-6 Udinese-Inter 0-1
andata (4ª) 4ª giornata ritorno (21ª)
16 ott. 1-1 Atalanta-Torino 1-1 26 feb.
4-1 Bari-Lecco 0-0
0-2 Bologna-Napoli 2-1
5-0 Inter-Lanerossi Vicenza 3-1
4-1 Juventus-Catania 2-1
0-0 Padova-Fiorentina 0-2
2-1 Roma-SPAL 2-2
2-2 Sampdoria-Milan 1-3
2-0 Udinese-Lazio 1-0


andata (5ª) 5ª giornata ritorno (22ª)
23 ott. 1-2 Bologna-Catania 0-1 5 mar.
3-0 Fiorentina-Juventus 0-3
2-1 Lanerossi Vicenza-Padova 1-2
0-0 Lazio-Inter 0-7
3-1 Lecco-Udinese 0-2
0-0 Milan-Atalanta 0-2
3-2 Napoli-Roma 0-2
2-2 SPAL-Sampdoria 1-1
2-1 Torino-Bari 0-1
andata (6ª) 6ª giornata ritorno (23ª)
6 nov. 1-3 Bari-Bologna 0-0 12 mar.
1-1 Catania-Fiorentina 0-2
1-1 Inter-Lecco 1-2
3-4 Juventus-Milan 1-3
5-1 Padova-Torino 0-0
0-0 Roma-Atalanta 0-0
1-0 Sampdoria-Lazio 1-0
3-2 SPAL-Napoli 2-0
1-0 Udinese-Lanerossi Vicenza 2-2


andata (7ª) 7ª giornata ritorno (24ª)
13 nov. 2-0 Atalanta-Bari 2-2 19 mar.
3-1 Bologna-SPAL 1-0
4-0 Catania-Lanerossi Vicenza 0-1
0-4 Lazio-Roma 2-1
1-1 Lecco-Sampdoria 0-1
3-1 Milan-Udinese 0-0
1-0 Napoli-Fiorentina 0-0
2-1 Padova-Inter 2-1
0-0 Torino-Juventus 0-1
andata (8ª) 8ª giornata ritorno (25ª)
20 nov. 3-0 Atalanta-Lecco 0-1 26 mar.
2-0 Bari-SPAL 0-1
4-0 Fiorentina-Lazio 2-1
1-0 Inter-Milan 1-2
3-0 Juventus-Bologna 4-2
1-1 Lanerossi Vicenza-Torino 0-2
3-1 Roma-Padova 0-0
0-0 Sampdoria-Napoli 0-1
0-1 Udinese-Catania 0-3


andata (9ª) 9ª giornata ritorno (26ª)
27 nov. 3-1 Bologna-Atalanta 1-1 2 apr.
3-0 Inter-Sampdoria 2-4
1-0 Lanerossi Vicenza-Lecco 1-0
1-2 Napoli-Milan 1-2
2-1 Padova-Lazio 2-1
2-1 Roma-Juventus 0-3
2-0 SPAL-Catania 1-1
0-0 Torino-Fiorentina 1-1
0-0 Udinese-Bari 1-2
andata (10ª) 10ª giornata ritorno (27ª)
4 dic. 1-0 Bari-Padova 1-1 9 apr.
2-1 Bologna-Inter 0-0
1-1 Catania-Roma 1-4
3-0 Fiorentina-Udinese 0-0
2-0 Juventus-Lanerossi Vicenza 1-0
4-0 Lazio-SPAL 2-3
1-0 Lecco-Napoli 1-3
2-0 Milan-Torino 1-1
1-0 Sampdoria-Atalanta 3-0


andata (11ª) 11ª giornata ritorno (28ª)
18 dic. 1-0 Atalanta-Padova 0-3 16 apr.
3-0 Catania-Sampdoria 0-2
3-1 Inter-Juventus 1-9 10 giu.
0-0 Lanerossi Vicenza-Lazio 1-1 16 apr.
1-0 Napoli-Bari 0-1
2-2 Roma-Milan 1-2
2-0 SPAL-Fiorentina 3-0
3-1 Torino-Lecco 1-2
0-0 Udinese-Bologna 1-1
andata (12ª) 12ª giornata ritorno (29ª)
25 dic. 0-0 Bari-Milan 3-1 30 apr.
3-1 Bologna-Torino 0-1
0-1 Fiorentina-Lanerossi Vicenza 0-0
4-1 Inter-SPAL 3-1
3-2 Juventus-Sampdoria 2-3
2-2 Lazio-Catania 1-0
0-0 Lecco-Roma 0-1
0-0 Napoli-Atalanta 1-1
1-0 Padova-Udinese 1-3


andata (13ª) 13ª giornata ritorno (30ª)
1º gen. 2-0 Bologna-Roma 0-1 7 mag.
3-1 Catania-Bari 1-0
1-0 Lanerossi Vicenza-SPAL 1-2
1-2 Lazio-Atalanta 0-0
2-2 Lecco-Juventus 2-4
4-1 Milan-Fiorentina 0-2
3-0 Sampdoria-Padova 0-3
0-1 Torino-Inter 1-1
1-1 Udinese-Napoli 2-2
andata (14ª) 14ª giornata ritorno (31ª)
8 gen. 2-2 Atalanta-Juventus 2-3 14 mag.
1-1 Bari-Lanerossi Vicenza 1-4
1-1 Fiorentina-Inter 2-2
0-1 Napoli-Catania 0-1
2-1 Padova-Bologna 1-2
3-2 Roma-Sampdoria 2-3
1-0 SPAL-Lecco 0-2
3-1 Torino-Udinese 0-3
25 gen. 5-1 Milan-Lazio 1-0


andata (15ª) 15ª giornata ritorno (32ª)
15 gen. 2-0 Catania-Padova 1-2 21 mag.
3-1 Fiorentina-Bologna 3-3
3-1 Inter-Roma 2-0
2-2 Juventus-Napoli 4-0
1-0 Lanerossi Vicenza-Atalanta 0-1
1-0 Lazio-Torino 1-4
2-2 Lecco-Milan 1-1
1-0 Sampdoria-Bari 0-1
1-1 SPAL-Udinese 0-0
andata (16ª) 16ª giornata ritorno (33ª)
22 gen. 4-1 Atalanta-Fiorentina 1-0 30 mag.
0-0 Bari-Lazio 1-0
0-0 Bologna-Lecco 0-2
0-0 Catania-Torino 1-2
2-1 Juventus-Padova 0-1
4-0 Milan-SPAL 2-1
0-0 Napoli-Inter 0-3
6-3 Roma-Lanerossi Vicenza 0-4
7-1 Udinese-Sampdoria 2-3


andata (17ª) 17ª giornata ritorno (34ª)
29 gen. 1-1 Atalanta-Udinese 1-2 4 giu.
0-1 Bari-Juventus 1-1
5-0 Inter-Catania 0-2
1-0 Lanerossi Vicenza-Milan 0-0
2-1 Lecco-Lazio 1-0
2-0 Padova-Napoli 2-1
1-3 Roma-Fiorentina 1-0
2-1 Sampdoria-Bologna 4-4
3-2 Torino-SPAL 0-0

Spareggi salvezza[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Lecco 3 2 1 1 0 7 5 +2
2. Udinese 2 2 0 2 0 3 3 0
3. Bari 1 2 0 1 1 2 4 -2

Legenda:

      Retrocesso in Serie B 1961-1962.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Risultati Luogo e data
Bari 2-4 Lecco Bologna, 11 giugno 1961
Udinese 0-0 Bari Bologna, 14 giugno 1961
Lecco 3-3 Udinese Bologna, 18 giugno 1961

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Squadre[modifica | modifica wikitesto]

Capoliste solitarie[modifica | modifica wikitesto]

————————————————————————————————————————————————————————————————————
RomaInterJuventus
10ª11ª12ª13ª14ª15ª16ª17ª18ª19ª20ª21ª22ª23ª24ª25ª26ª27ª28ª29ª30ª31ª32ª33ª34ª

Individuali[modifica | modifica wikitesto]

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

Da segnalare i 6 gol messi a segno da Omar Sívori in Juventus-Inter 9-1 della 28ª giornata, che costituiscono il record di marcature in una singola partita di Serie A (in coabitazione con Silvio Piola). Quadriplette furono messe a segno da Eddie Firmani in Inter-Lazio 7-0 della 22ª giornata e Sergio Brighenti in Sampdoria-Inter 4-2 della 26ª giornata.

Gol Rigori Giocatore Squadra
27 1 Bandiera dell'Italia Sergio Brighenti Sampdoria
25 2 Bandiera dell'Italia Omar Sívori Juventus
22 Bandiera del Brasile José Altafini Milan
20 Bandiera dell'Argentina Pedro Manfredini Roma
18 2 Bandiera dell'Italia Aurelio Milani Padova
16 Bandiera dell'Italia Eddie Firmani Inter
15 Bandiera del Galles John Charles Juventus
14 Bandiera dell'Italia Lorenzo Bettini Udinese
14 Bandiera della Svezia Kurt Hamrin Fiorentina
14 4 Bandiera dell'Italia Bruno Mora Sampdoria (2), Juventus (12)
14 Bandiera dell'Argentina Santiago Vernazza Milan
13 2 Bandiera dell'Italia Francisco Lojacono Roma
13 3 Bandiera dell'Argentina Oscar Massei SPAL
13 Bandiera dell'Italia Bruno Nicolè Juventus

Media spettatori[modifica | modifica wikitesto]

Media spettatori della Serie A 1960-61: 21 198.[21]

Club Pos. Media
Inter 1 46.928
Napoli 2 44.110
Roma 3 39.990
Milan 4 30.266
Juventus 5 27.820
Fiorentina 6 21.063
Lazio 7 20.444
Sampdoria 8 18.979
Bari 9 18.650
Torino 10 18.456
Bologna 11 14.880
Catania 12 14.705
Atalanta 13 13.400
Padova 14 12.225
Lecco 15 10.904
SPAL 16 9.921
Udinese 17 9.763
Vicenza 18 9.066

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comunicato stampa n. 63 del 31 luglio 2020 (PDF), Lega Nazionale Professionisti Serie A, 31 luglio 2020. URL consultato il 3 marzo 2022 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2020).
  2. ^ Si scatena l'attacco del Catania, il Milan non riesce a resistere: 4-3, in Stampa Sera, 6 febbraio 1961, p. 4.
  3. ^ La sentenza della Caf: Juventus - Inter si ripete. Una multa di 4 milioni alla società piemontese, in Stampa Sera, 4 giugno 1961, p. 7.
  4. ^ a b Mario Gherarducci, Boniperti e quel 9-1 all'Inter: «Fu Sivori a voler infierire», in Corriere della Sera, 25 ottobre 2001, p. 47. URL consultato il 3 marzo 2022 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2015).
  5. ^ a b Melegari, p. 491.
  6. ^ Atteso per domattina Carniglia a Bari, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 275, 18 novembre 1960, p. 6.
  7. ^ Domani Hidegkuti a Firenze, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 261, 2 novembre 1960, p. 3.
  8. ^ Hidegkuti responsabile unico della Fiorentina, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 22, 25 gennaio 1961, p. 4.
  9. ^ La sostituzione di Czeizler confermata dalla Fiorentina, su archiviolastampa.it, La Stampa, n. 22, 26 gennaio 1961, p. 6.
  10. ^ Reggenza Parola nella squadra scudettata, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 307, 28 dicembre 1960, p. 1.
  11. ^ Ufficialmente Gren alla guida della Juve, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 8, 10 gennaio 1961, p. 4.
  12. ^ Virtualmente esonerato Bernardini, Flamini alla guida della S.S. Lazio, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 286, 1º dicembre 1960, p. 1.
  13. ^ Jesse Carver da ieri a Roma, accordo raggiunto con la Lazio, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 6, 7 gennaio 1961, p. 1.
  14. ^ Storia della stagione su magliarossonera.it
  15. ^ Il "sì" di Agnelli per Cesarini al Napoli, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 12, 14 gennaio 1961, p. 1.
  16. ^ Il Napoli nelle mani di Sallustro, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 122, 24 maggio 1961, p. 6.
  17. ^ Cina Bonizzoni all'A.C. Udinese, su dlib.coninet.it, Il Corriere dello Sport, n. 279, 23 novembre 1960, p. 1.
  18. ^ Vincitrice della Coppa delle Fiere.
  19. ^ Vincitrice della Coppa delle Coppe e della Coppa Italia.
  20. ^ La Roma si qualificò sul campo alla successiva edizione della Coppa delle Fiere in qualità di detentrice. Le due milanesi furono invitate dal comitato organizzatore, come usanza all’epoca, in riconoscenza del peso economico del capoluogo meneghino, e in deroga alla norma della singola rappresentante per città, dato che l’alternativa, rappresentata dall’altro club capitolino, non era percorribile a causa della totale difficoltà agonistica in cui esso versava.
  21. ^ Medie spettatori Serie A (PDF), su stadiapostcards.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio