Derby d'Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Posizione di Milano e Torino, rispettivamente sede dei club di Inter e Juventus. Pur non essendo un derby in senso letterale, la sfida pone di fronte due società distanti geograficamente meno di 150 km.
Il difensore juventino Morini affronta l'attaccante interista Boninsegna nel corso dell'incontro di Milano del 28 aprile 1974

Il derby d'Italia è il nome dato comunemente all'incontro di calcio tra le squadre italiane di Inter e Juventus.[1][2] Con oltre 200 incontri ufficiali disputati, si tratta della gara più volte giocatasi nel panorama calcistico italiano.

Pur non essendo un derby nel senso stretto del termine, la contrapposizione sportiva tra Nerazzurri e Bianconeri mette di fronte due fra le formazioni più sostenute, titolate e con maggior tradizione sportiva, oltreché col maggior fatturato e valore borsistico della Nazione. Soprattutto per quanto concerne il massimo campionato nazionale, quello fra Inter e Juventus è spesso emerso come un dualismo per le prime posizioni della classifica, a volte determinante per l'assegnazione dello scudetto; la sfida è inoltre divenuta protagonista di alcune finali, tra cui due di Coppa Italia (1959 e 1965) e una di Supercoppa italiana (2005). Si tratta, in altre parole, di una «classica» del calcio tricolore.[3]

L'incontro tra l'Inter e la Juventus spesso è vissuto come il riflesso tra la rivalità, sia in ambito economico sia politico, che divide Milano e Torino, le più grandi città del Nord-Ovest d'Italia nonché, assieme a Genova, componenti del cosiddetto triangolo industriale, la regione socioeconomica che ebbe il maggior sviluppo sportivo nel Paese,[4] oltreché di quella tra i Moratti e gli Agnelli, le famiglie che ne hanno detenuto per più tempo la maggioranza societaria;[5][6] motivo per cui è anche descritto come un «derby regionale».[7]

L'espressione[modifica | modifica wikitesto]

Il giornalista Gianni Brera, inventore del termine di «derby d'Italia».

L'espressione fu coniata nel 1967 da Gianni Brera, il più influente giornalista sportivo italiano del Novecento,[8] per indicare il confronto tra due formazioni che, pur risiedendo in due città e persino regioni differenti, erano caratterizzate da una profonda rivalità reciproca, tipica di quelle sfide "stracittadine" chiamate per l'appunto derby; solo in seguito il match Inter-Juventus venne visto anche come quello fra le due squadre al tempo più titolate e tifate d'Italia, nonché fra le poche all'epoca mai retrocesse dalla massima serie. Nel '67 le proprietà di Inter e Juventus erano inoltre in mano, rispettivamente, ai Moratti e agli Agnelli, due tra le più importanti dinastie economiche dell'Italia di quegli anni, cosa che contribuì a dare all'espressione di Brera anche una valenza di tipo sociale.[6]

La nascita di un nome

«"Derby d'Italia" nasce nel 1967. Juventus e Inter sono, in quel momento, le squadre con gli albi d'oro più ricchi. La Juve ha già vinto 13 scudetti, l'Inter 10. Il Milan? È stato fondato prima dell'Inter, ha cominciato a vincere prima della Juventus, ma in bacheca ha due scudetti in meno dell'Inter e uno del Genoa. Brera fa la somma dei titoli (italiani) e, dopo l'ultimo trionfo juventino, conia la nuova espressione.

È il 1967. [...] In Italia tramonta il mito della Grande Inter. Succede a Mantova, giovedì 1º giugno, ultima di campionato. I nerazzurri [...] sono primi con 48 punti, la Juve a 47. La trasferta "virgiliana" sembra tranquilla, la Juve gioca contro la Lazio disperata e quasi in B. Primo tempo Mantova-Inter zero a zero. Ripresa: al quarto minuto clamorosa (e inquietante) papera del portierone Giuliano Sarti. L'Inter perde. La Juve batte la Lazio con gol di Bercellino e Zigoni, sorpassa i nerazzurri e vince il duello ("derby d'Italia" alla distanza) e il 13º scudetto.

L'espressione di Brera è quindi coniata in piena lotta Inter-Juve. La Milano lombarda e il vej Piemont [...]. Sfida piena di tensioni e di scudetti. Un bravo giornalista, Vladimiro Caminiti, alcuni anni dopo si chiede: perché Inter-Juve è il derby d'Italia? Si risponde: "Le ragioni sono mille e nessuna. La ragione del cuore, prima di tutte, perché si tratta delle società più popolari d'Italia con sostenitori e club ovunque. Anche fuori dalla penisola"».[9]
—Germano Bovolenta, 21 novembre 2008

Dal 1994 al 2009 il Milan è stato in vantaggio sull'Inter per numero di scudetti conquistati,[8] il che ha suscitato polemiche da parte rossonera sull'uso di tale locuzione:[10] secondo alcuni,[11] infatti, la definizione di derby d'Italia era superficialmente riferita alle sole squadre con il palmarès più ricco; inversamente, per molti[12][13] l'intenzione di Brera era esclusivamente quella di sottolineare la rivalità che tradizionalmente caratterizza le sfide tra il club interista e quello juventino, a prescindere dagli albi d'oro. In ogni caso, l'antica rivalità tra le tifoserie nerazzurre e bianconere è ancora una costante del calcio tricolore, rinfocolatasi nel 2006 per gli strascichi del caso Calciopoli.[14] Tutto ciò rende l'incontro tra le due squadre molto simile a una stracittadina, permettendo il successo di tale locuzione popolare ancora oggi.[15][16]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Dagli albori al girone unico[modifica | modifica wikitesto]

La Juventus, tra le più antiche società calcistiche d'Italia, nacque a Torino nel 1897 per volontà di un gruppo di studenti liceali, mentre l'Internazionale si costituì a Milano nel 1908 per scissione dai concittadini del Milan. Le due squadre si affrontarono per la prima volta nel 1909 durante il campionato di Prima Categoria: nel primo incontro assoluto del 14 novembre di quell'anno, giocato sul campo di Corso Sebastopoli a Torino, i bianconeri vinsero 2-0 grazie a una doppietta di Ernesto Borel,[8][17] mentre i nerazzurri si imposero 1-0 in Lombardia due settimane più tardi; l'Inter avrebbe poi conquistato a fine stagione il suo primo titolo italiano.[18]

Una momento di Ambrosiana-Juventus al Campo San Siro del 29 giugno 1930.

L'11 novembre 1912 l'Inter ottenne l'affermazione più larga sui rivali piemontesi in trasferta, vincendo in Piemonte per 0-4. Il torneo del 1913-1914 segnò invece le gare con più reti di scarto tra le formazioni: all'andata vinse la Juventus per 7-2[19] mentre, al ritorno, prevalsero i nerazzurri per 6-1.[20] Per quanto riguarda la Serie A, la prima gara si disputò il 19 marzo 1930 a Torino, alla presenza del re Vittorio Emanuele III, con l'Ambrosiana – nome cui era stata costretta l'Inter sotto il ventennio fascista, causa italianizzazione, dopo la forzata fusione con la US Milanese[21] – vittoriosa per 2-1;[22] il successo per 2-0 nella gara di ritorno, il 29 giugno, assicurò anche in questo caso ai milanesi lo scudetto, coi torinesi al terzo posto della graduatoria:[23] fu questo il primo titolo italiano assegnato nell'era del girone unico, nonché il primo che vide nerazzurri e bianconeri battagliare da vicino per la sua conquista.

La Juve del Quinquennio e l'Ambrosiana di Peppìn Meazza[modifica | modifica wikitesto]

La rivalità vera e propria ebbe inizio negli anni 1930 quando i due club, entrambi al vertice del calcio italiano, si ritrovarono stabilmente a lottare per lo scudetto assieme alla principale rivale del tempo, il Bologna. La Juve del Quinquennio fece suoi cinque campionati consecutivi durante la prima metà del decennio (1931-1935), prima squadra capace di raggiungere questo filotto, mentre l'Ambrosiana-Inter, come detto già vincitrice nel 1929-1930 del primo torneo a girone unico, fu in seguito artefice di altre due affermazioni tricolori sul finire della decade.

Meazza porta avanti un attacco dell'Ambrosiana-Inter, contrastato dalla retroguardia della Juventus, nella prima metà degli anni 1930.

L'annata 1932-1933 vide i bianconeri di Carlo Carcano vincitori del loro terzo titolo consecutivo davanti ai nerazzurri, costretti ad abbandonare le ambizioni tricolori dopo la sconfitta 3-0 subita nel girone d'andata a Torino.[24] La stagione successiva i meneghini chiusero nuovamente alle spalle dei piemontesi,[25] pur battendoli per 3-2 a Milano nella gara d'andata.[26] Il campionato del 1934-1935 segnò invece un testa a testa fra le due formazioni fino all'ultima giornata, in programma per il 2 giugno 1935, con le due rivali fin lì appaiate in vetta a quota 42 punti: la Juventus sconfisse 1-0 a Firenze la Fiorentina, mentre l'Ambrosiana-Inter, perdendo 4-2 a Roma con la Lazio, lasciò ai piemontesi la gioia del quinto scudetto consecutivo.[27]

Chiusa l'epoca del quinquennio juventino, la stagione 1935-1936 vide invece le due rivali affrontarsi per la prima volta in Coppa Italia, manifestazione nell'occasione reistituita dall'allora Direttorio Divisioni Superiori dopo un decennio di oblìo: contrapposte negli ottavi di finale, ad avere la meglio fu la squadra bianconera che superò di misura quella nerazzurra grazie a una rete di Armando Diena.[28]

Nella stagione 1937-1938 le compagini si spartirono i due allori del calcio italiano, battagliando spalla a spalla in entrambi i casi. I lombardi trionfarono in campionato, avendo la meglio dei piemontesi solo all'ultimo turno: il 24 aprile l'Ambrosiana-Inter del capocannoniere Giuseppe Meazza, in vantaggio di un solo punto, sconfisse il Bari in trasferta per 2-0 mentre la Juventus, ospite del Milan a San Siro, fu fermata sul risultato di 1-1 rinunciando così alle speranze tricolori.[29] In Coppa Italia furono invece i bianconeri a sollevare il trofeo: tre giorni prima dell'epilogo del campionato, nella semifinale di coppa giocata in gara unica a Torino i padroni di casa regolarono 2-0 gli ospiti, guadagnando così l'accesso alla finale[30] che poi vinceranno, mettendo in bacheca il loro primo successo nella competizione. In questo periodo i bianconeri vinsero 12 match contro i rivali nerazzurri, da par loro fermatisi a 8, con il picco del 5-0 a Milano del 16 ottobre 1938.[31]

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il nerazzurro Lorenzi e il bianconero Boniperti si salutano prima dell'incontro di Torino del 22 novembre 1953.

Nel secondo dopoguerra, chiusasi tragicamente l'epopea calcistica del Grande Torino, Inter e Juventus si trovarono di nuovo in vetta nella stagione 1949-1950 con i bianconeri, dopo tre lustri, campioni d'Italia per l'ottava volta[32] e i rivali milanesi, terzi, distanziati di tredici lunghezze nonché sconfitti dai piemontesi in entrambi gli scontri diretti.

La squadra nerazzurra si rifece di lì a poco, trionfando nel campionato del 1952-1953 e tornando nell'occasione a cucirsi il tricolore al petto a tredici anni dalla sua precedente affermazione.[33] Anche nel 1953-1954 l'undici del presidente Carlo Masseroni e dell'allenatore Alfredo Foni (già bandiera juventina da calciatore) si sarebbe aggiudicato il titolo, stavolta dopo un lungo testa a testa proprio con la Juve culminato in un arrivo al fotofinish all'ultima giornata, con nerazzurri e bianconeri separati da un solo punto di distacco e impegnati in casa, rispettivamente, contro Triestina e Napoli: entrambe le rivali vinsero, sicché lo scudetto rimase sulle casacche di Benito Lorenzi e compagni;[34] in quel torneo i meneghini ottennero inoltre la loro affermazione più larga sui torinesi, il 4 aprile 1954, imponendosi per 6-0 a Milano.[35]

Dal Trio Magico alla Grande Inter[modifica | modifica wikitesto]

Gli interisti Bicicli e Angelillo, e lo juventino Sivori, escono dal campo di San Siro all'intervallo della finale di Coppa Italia del 13 settembre 1959; sullo sfondo s'intravedono inoltre i bianconeri Nicolè e Charles, e il nerazzurro Firmani.

Gli anni 1950 si chiusero con le due rivali contrapposte per la prima volta in una finale, quella di Coppa Italia, in cui l'Inter non riuscì a sfruttare il vantaggio ambientale di giocare a San Siro, luogo definito per la finale di Coppa Italia in quegli anni, cedendo quel 13 settembre 1959 con un netto 1-4 dinanzi alla Juve del trio Boniperti-Charles-Sívori.[36][37] Da notare che a partire dal dicembre 1954 e sino allo stesso mese del 1960, i bianconeri dei 13 incontri disputati ne vinsero 11, lasciando solo due pareggi ai nerazzurri, l'1-1 del 14 ottobre 1956[38] e il 2-2 del 16 marzo 1958,[39] incontri entrambi disputati a Milano.

Nel 1961 fu ancora la Juventus a centrare la sua vittoria col maggior scarto. Il 16 aprile le due formazioni si affrontarono a Torino, con i bianconeri battuti all'andata per 3-1 ma ora in vantaggio di due punti in classifica. La gara fu sospesa al 31' minuto per motivi di sicurezza, causa un'invasione a bordo campo del pubblico presente all'interno dello stadio Comunale: l'Inter, in prima istanza, ottenne il 2-0 a tavolino ma la società bianconera presentò ricorso, accolto il 3 giugno dalla Federcalcio (all'epoca presieduta da Umberto Agnelli, anche presidente della Juventus) la quale dispose di rigiocare il match; nel frattempo i meneghini persero inaspettatamente a Catania per 0-2, scivolando a -3 dai piemontesi prima del nuovo scontro diretto, e abbandonando ogni speranza tricolore. Il 10 giugno la Juventus, con il Cabezón autore nell'occasione di una sestina, sconfisse per 9-1 la squadra milanese che, in segno di protesta contro la ripetizione della gara, aveva scelto di schierare la propria formazione "Primavera".[40]

Gli anni 1960 segnarono la fine del ciclo bianconero del Trio Magico (1957-1961), che fece suoi tre scudetti e due Coppe Italia, e l'inizio dell'epopea della Grande Inter di Angelo Moratti e Helenio Herrera (1962-1966), la prima squadra italiana a vincere due Coppe dei Campioni, altrettante Coppe Intercontinentali, prima volta assoluta per un'italiana, e tre titoli nazionali; in proposito, i nerazzurri del Mago conquistarono il loro primo scudetto proprio contro i piemontesi, sconfitti 1-0 a Torino il 28 aprile 1963 grazie alla rete di Sandro Mazzola, nel match che segnò la lotta al vertice di quella stagione.[41] Nello specifico, con quest'ultima vittoria l'Inter passò per il secondo anno di fila in casa della Juventus (dopo il 2-4 del 1962), mettendo così fine un'imbattibilità bianconera a Torino che durava da 9 anni.

HH vs HH2[modifica | modifica wikitesto]

Un frangente della finale di Coppa Italia del 29 agosto 1965 all'Olimpico di Roma, con il portiere juventino Anzolin in uscita sull'interista Mazzola; accanto a loro il bianconero Salvadore, mentre sullo sfondo osserva l'azione il nerazzurro Facchetti.

Per la maggior parte di questo decennio la sfida fra le due rivali fu anche quella tra HH e HH2, ovvero i due Herrera che sedevano sulle panchine, il succitato Helenio a Milano e Heriberto a Torino. Due tecnici, e due modi di intendere il calcio, letteralmente agli antipodi: il primo, franco-argentino, un istrionico affabulatore che puntava molto sull'aspetto emotivo e psicologico dei suoi giocatori; il secondo, paraguaiano, un "sergente di ferro" cultore dell'allenamento e di una rigida disciplina sia tattica sia, soprattutto, comportamentale.[42]

Seppur l'Inter si dimostrò tra le più forti squadre europee degli anni 1960, nelle due occasioni in cui nerazzurri e bianconeri si ritrovarono a sfidarsi gli uni di fronte agli altri, dapprima nella finale di Roma della Coppa Italia 1964-1965[37][43] e poi nella volata-tricolore del campionato 1966-1967,[44] ad avere la meglio in entrambi i casi fu la cosiddetta Juve Operaia[45] che peraltro, con lo scudetto del '67 vinto in rimonta all'ultima giornata, complice la storica "papera" del portiere nerazzurro Giuliano Sarti sul campo del Mantova, mise di fatto fine all'epoca della Grande Inter.[46]

Dagli anni 1970 ai 1990[modifica | modifica wikitesto]

Il nerazzurro Oriali e il bianconero Scirea in lotta per il pallone, sotto gli occhi dell'altro juventino Cuccureddu, nella sfida di Milano del 14 aprile 1979.

Il lasso di tempo che va dagli anni 1970 alla prima metà degli anni 1980 fu segnato dal cosiddetto Ciclo Leggendario dei bianconeri, che vinsero nove scudetti sui sedici campionati disputati oltreché, con Giovanni Trapattoni in panchina, tutte le competizioni confederali, prima squadra nella storia del calcio a riuscire nell'impresa.[47]

Tra il 1973 e il 1975 la Juventus vinse inoltre cinque derby d'Italia consecutivi fra campionato e coppa nazionale, sbancando San Siro in tre occasioni: tale striscia fu fermata il 29 maggio '75 da una vittoria interista per 2-1 nel match d'andata dei gironi di semifinale della Coppa Italia 1974-1975, con rete decisiva di Giacinto Facchetti;[48] il 19 giugno seguente, però, i torinesi si rivalsero andando a vincere a Milano con un tennistico 6-2,[30][49] nella gara che rappresenta la vittoria col maggior scarto dei bianconeri in trasferta.[8]

A partire dal gennaio 1972 e sino al dicembre 1977, su 21 incontri ufficiali (12 di campionato e 9 di Coppa Italia), la Juventus ne ha vinti 10 di campionato e 3 in Coppa Italia. Per i nerazzurri 5 successi nella coppa nazionale e uno solo in campionato, il 4 aprile 1976, con gol di Mario Bertini.[50] Due i pareggi, uno per competizione. L'Inter chiuderà tuttavia tale decennio con un secco 4-0 nella sfida di campionato a San Siro dell'11 novembre 1979, in una stagione che vide i meneghini di Eugenio Bersellini rivincere dopo nove anni lo scudetto proprio davanti ai torinesi, e con nell'occasione protagonista Alessandro Altobelli autore di una tripletta.[51]

L'interista Rummenigge e lo juventino Platini scherzano prima della partita del Meazza dell'11 novembre 1984

Negli anni 1980, dopo la fine del blocco quindicennale (eredità della disfatta coreana) all'ingaggio degli stranieri in Serie A, gli incontri fra nerazzurri e bianconeri videro protagonisti due tra le maggiori stelle del tempo quali il francese Michel Platini e il tedesco Karl-Heinz Rummenigge. In questo decennio, da parte juventina rimase nella memoria la doppia sfida del 1983 in semifinale di Coppa Italia,[30] preludio alla vittoriosa finale che varrà loro la settima coppa nazionale, mentre sul versante interista occupò un posto di rilievo un altro 4-0 di campionato, quello maturato a Milano l'11 novembre 1984.[52]

La rinascita di una rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Con l'arrivo della Triade, ovvero il trio dirigenziale bianconero Bettega-Giraudo-Moggi, negli anni 1990 la sfida si spostò anche sui banchi politici della Lega Calcio, con il duopolio formato dalla Juve e dal Milan di Silvio Berlusconi alla maggioranza,[53] e l'Inter, passata nel frattempo dalle mani di Ernesto Pellegrini a quelle di Massimo Moratti, figlio di Angelo, alla minoranza. Il derby d'Italia, nel frattempo relegato in secondo piano dall'altra rivalità nazionale biancorossonera, si riaccese nella Serie A 1997-1998 quando le due squadre, dopo anni, si ritrovarono nuovamente a lottare spalla a spalla per lo scudetto.

Il capitano interista Zenga e quello juventino Baggio nei convenevoli di rito prima della sfida di Milano del 28 novembre 1993.

A quattro turni dal termine di quel campionato, era in programma a Torino lo scontro diretto tra i bianconeri in testa e i nerazzurri a un solo punto di ritardo. Nella seconda frazione di gioco, con la squadra di Marcello Lippi avanti grazie a un gol di Alessandro Del Piero, gli ospiti recriminarono per un contatto in area tra il difensore juventino Mark Iuliano e l'attaccante interista Ronaldo:[54] gli uomini di Gigi Simoni chiesero invano l'assegnazione del rigore, ma non fu dello stesso avviso l'arbitro Piero Ceccarini;[55] la partita terminò con il successo di misura dei padroni di casa,[54] ma al fischio finale le discussioni proliferarono in tutti i media, arrivando finanche in Parlamento[56] e sfiorando una crisi istituzionale ai vertici della Federcalcio.[57] A fine torneo la Juventus colse il suo venticinquesimo titolo, con l'Inter relegata alla piazza d'onore. In totale, il bilancio delle sfide negli anni 1990 tende a favore della Juventus per 14-5 sull'Inter, con 6 pareggi.

Dagli anni 2000 al presente[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato del 2001-2002 andò a scrivere un'altra importante pagina della storica rivalità, con Inter e Juventus di nuovo in lotta per il tricolore, in una corsa a tre che vide coinvolta anche la Roma, sino all'ultimo turno. La squadra nerazzurra, capolista a 90' dal termine e data ampiamente favorita per il trionfo finale, perse a sorpresa 4-2 in casa di una Lazio,[58] quel giorno, "scaricata" dai suoi stessi tifosi – per timore di assistere a un successo dei concittadini giallorossi –,[59] lasciando così strada libera ai bianconeri di Lippi che, battendo in trasferta l'Udinese per 2-0, si assicurarono lo scudetto.[60] L'epilogo di quel torneo rimase impresso nella memoria collettiva[61] tanto che, da allora, il «5 maggio» è divenuta una delle date "simbolo" nella storia del calcio italiano,[62] ricordata con opposti sentimenti dalle due tifoserie, e presto trasformatasi in uno dei pilastri di questo dualismo sportivo.[58]

Nella stagione successiva le due squadre si ritrovarono di nuovo a lottare per lo scudetto. Degna di nota risultò la sfida d'andata giocata allo stadio Meazza in cui l'Inter, passata in svantaggio a causa di un rigore trasformato da Del Piero all'89', riacciuffò il pareggio al 5' di recupero, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, grazie alla singolare marcatura "in coabitazione" fra Vieri e il portiere nerazzurro Francesco Toldo, spintosi nell'occasione in avanti.[63][64] Il 29 novembre 2003 l'Inter espugnò poi Torino con un 1-3, fermando l'imbattibilità bianconera casalinga nel derby d'Italia che durava da dieci anni;[65] i nerazzurri vinsero poi anche il match di ritorno a Milano per 3-2,[66][67] sicché il campionato 2003-2004 rimane l'ultimo in cui i lombardi riuscirono a prevalere in entrambi i confronti diretti sui piemontesi. Nella stessa stagione le due squadre si ritrovarono contrapposte nella semifinale di Coppa Italia: un doppio confronto che, dopo i pareggi di Torino e Milano, per la prima volta nella storia del derby d'Italia si risolse ai tiri di rigore, che arrisero ai bianconeri.[30]

Lo spartiacque di Calciopoli[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 agosto 2005, al Delle Alpi di Torino, Juventus e Inter si affrontarono per la prima volta nella finale di Supercoppa Italiana, che vide prevalere i nerazzurri di Roberto Mancini grazie a una rete di Juan Sebastián Verón nei tempi supplementari;[68] con questa vittoria i nerazzurri bissarono la loro terza vittoria consecutiva a Torino, in quella che è, ancora oggi, la loro miglior striscia di vittorie in casa dei piemontesi. Fu al termine di questa stagione che la rivalità fra i due club si rinfocolò definitivamente, per via dello scoppio nell'estate del 2006 dello scandalo Calciopoli:[8] nell'occasione la Giustizia Sportiva, tra gli altri provvedimenti, declassò la società bianconera in Serie B per la prima volta nella sua storia;[69] quella nerazzurra rimase così l'unica squadra italiana a non esser mai retrocessa nella serie cadetta e, il 26 luglio dello stesso anno, si vide inoltre assegnare lo scudetto del 2005-2006, precedentemente conquistato sul campo proprio dai rivali bianconeri.[70]

Per i succitati motivi, nella seconda metà degli anni 2000 il derby d'Italia tornò a essere tra le sfide più sentite dai due club. In tale periodo l'Inter egemonizzò il calcio italiano facendo suoi quindici trofei, fra nazionali e internazionali, nello spazio di sette stagioni. La cosa si riverberò anche nelle sfide del tempo fra nerazzurri e bianconeri, con questi ultimi che in poche occasioni riuscirono a battere i rivali: tra di essi due 2-1, il primo nel girone di ritorno del campionato 2007-2008, prima vittoria juventina a Milano dal loro ritorno in massima serie,[71] e il secondo nell'andata della stagione 2009-2010,[72] quando a Torino i padroni di casa superarono l'undici di José Mourinho di lì a qualche mese artefice di uno storico treble mai riuscito prima a una squadra italiana;[73] fondamentale per tale traguardo, peraltro, fu il 2-1 dei nerazzurri sui bianconeri nei quarti di finale della Coppa Italia.

Negli anni 2010 si assistette invece al ritorno in auge della Juventus, per sei volte consecutive campione d'Italia e tornata a dettar legge anche nelle sfide contro i meneghini;[74] in particolare, con il 3-1 allo Stadium di Torino del 2 febbraio 2014, i piemontesi misero a referto la loro centesima vittoria nella storia contro i lombardi.[75] In questo lasso di tempo, in campionato gli unici acuti interisti furono il 3-1 esterno del 3 novembre 2012, che pose fine a un'inviolabilità assoluta bianconera che perdurava da 49 gare,[76] e il 2-1 casalingo del 18 settembre 2016, che interruppe dopo sei anni l'imbattibilità bianconera a San Siro. Nel mezzo, nella stagione 2015-2016 le due rivali si ritrovarono opposte per la quarta volta in una semifinale di Coppa Italia: dopo il 3-0 bianconero nell'andata a Torino,[77] cui replicarono i nerazzurri con un altro 3-0 nel ritorno a Milano, come dodici anni prima il confronto si risolse ai rigori, vedendo prevalere di nuovo la Juventus.[78]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Fonte:[79]

Stagione Competizione Data Squadra in casa Risultato Squadra in trasferta
1909–10 Prima Categoria 14 nov. 1909 Juventus
2 – 0
Inter
28 nov. 1909 Inter
1 – 0
Juventus
1910–11 Prima Categoria 12 mar. 1911 Inter
1 – 1
Juventus
28 mag. 1911 Juventus
0 – 2
Inter
1911–12 Prima Categoria 26 nov. 1911 Inter
6 – 1
Juventus
11 feb. 1912 Juventus
0 – 4
Inter
1913–14 Prima Categoria 14 dic. 1913 Juventus
7 – 2
Inter
4 gen. 1914 Inter
6 – 1
Juventus
22 mar. 1914 Juventus
1 – 0
Inter
17 mag. 1914 Inter
2 – 2
Juventus
1919–20 Prima Categoria 23 mag. 1920 Juventus
0 – 1
Inter
1923–24 Prima Divisione 7 ott. 1923 Juventus
2 – 0
Inter
20 apr. 1924 Inter
2 – 2
Juventus
1926–27 Divisione Nazionale 7 nov. 1926 Juventus
4 – 1
Inter
6 feb. 1927 Inter
3 – 0
Juventus
10 apr. 1927 Inter
2 – 1
Juventus
26 giu. 1927 Juventus
1 – 3
Inter
1927–28 Divisione Nazionale 12 ago. 1927 Juventus
1 – 1
Inter
26 feb. 1928 Inter
1 – 0
Juventus
17 mag. 1928 Inter
1 – 4
Juventus
22 lug. 1928 Juventus
1 – 0
Inter
1928–29 Divisione Nazionale 25 nov. 1928 Juventus
0 – 0
Inter
21 apr. 1929 Inter
4 – 2
Juventus
Mitropa Cup play-off 30 mag. 1929 Juventus
1 – 0
Inter
1929–30 Serie A 19 mar. 1930 Juventus
1 – 2
Inter
29 giu. 1930 Inter
2 – 0
Juventus
1930–31 Serie A 18 gen. 1931 Inter
2 – 3
Juventus
21 giu. 1931 Juventus
1 – 0
Inter
1931–32 Serie A 17 gen. 1932 Juventus
6 – 2
Inter
5 giu. 1932 Inter
2 – 4
Juventus
1932–33 Serie A 18 dic. 1932 Juventus
3 – 0
Inter
25 mag. 1933 Inter
2 – 2
Juventus
1933–34 Serie A 12 nov. 1933 Inter
3 – 2
Juventus
1 apr. 1934 Juventus
0 – 0
Inter
1934–35 Serie A 18 nov. 1934 Juventus
1 – 0
Inter
31 mar. 1935 Inter
0 – 0
Juventus
1935–36 Serie A 17 nov. 1935 Inter
4 – 0
Juventus
15 mar. 1936 Juventus
1 – 0
Inter
Coppa Italia 21 mag. 1936 Inter
0 – 1
Juventus
1936–37 Serie A 18 ott. 1936 Juventus
1 – 1
Inter
21 feb. 1937 Inter
2 – 0
Juventus
1937–38 Serie A 14 nov. 1937 Inter
2 – 1
Juventus
13 mar. 1938 Juventus
2 – 1
Inter
Coppa Italia 21 apr. 1938 Juventus
2 – 0
Inter
1938–39 Serie A 16 ott. 1938 Inter
5 – 0
Juventus
26 feb. 1939 Juventus
0 – 0
Inter
1939–40 Serie A 17 set. 1939 Inter
4 – 0
Juventus
21 gen. 1940 Juventus
1 – 0
Inter
1940–41 Serie A 10 nov. 1940 Inter
2 – 1
Juventus
2 mar. 1941 Juventus
2 – 0
Inter
Coppa Italia 11 mag. 1941 Inter
0 – 2
Juventus
1941–42 Serie A 4 gen. 1942 Inter
4 – 1
Juventus
17 mag. 1942 Juventus
4 – 0
Inter
1942–43 Serie A 29 nov. 1942 Juventus
4 – 2
Inter
14 mar. 1943 Inter
3 – 1
Juventus
1944 Campionato Alta Italia 28 mag. 1944 Inter
2 – 1
Juventus
11 giu. 1944 Juventus
1 – 0
Inter
1945–46 Serie A-B 18 nov. 1945 Inter
2 – 2
Juventus
17 feb. 1946 Juventus
0 – 0
Inter
5 mag. 1946 Inter
1 – 0
Juventus
23 giu. 1946 Juventus
1 – 0
Inter
1946–47 Serie A 15 dic. 1946 Juventus
4 – 1
Inter
18 mag. 1947 Inter
0 – 0
Juventus
1947–48 Serie A 12 ott. 1947 Inter
4 – 2
Juventus
14 mar. 1948 Juventus
2 – 0
Inter
1948–49 Serie A 4 nov. 1948 Juventus
0 – 1
Inter
6 mar. 1949 Inter
1 – 1
Juventus
1949–50 Serie A 13 nov. 1949 Juventus
3 – 2
Inter
26 mar. 1950 Inter
2 – 4
Juventus
1950–51 Serie A 3 dic. 1950 Inter
3 – 0
Juventus
22 apr. 1951 Juventus
0 – 2
Inter
1951–52 Serie A 6 gen. 1952 Juventus
3 – 2
Inter
1 giu. 1952 Inter
3 – 2
Juventus
1952–53 Serie A 4 gen. 1953 Inter
2 – 0
Juventus
10 mag. 1953 Juventus
2 – 1
Inter
1953–54 Serie A 22 nov. 1953 Juventus
2 – 2
Inter
4 apr. 1954 Inter
6 – 0
Juventus
1954–55 Serie A 12 dic. 1954 Inter
1 – 2
Juventus
24 apr. 1955 Juventus
3 – 2
Inter
1955–56 Serie A 8 gen. 1956 Juventus
1 – 0
Inter
13 mag. 1956 Inter
0 – 2
Juventus
1956–57 Serie A 14 ott. 1956 Inter
1 – 1
Juventus
3 mar. 1957 Juventus
5 – 1
Inter
1957–58 Serie A 27 ott. 1957 Juventus
3 – 1
Inter
16 mar. 1958 Inter
2 – 2
Juventus
1958–59 Serie A 18 dic. 1958 Inter
1 – 3
Juventus
19 apr. 1959 Juventus
3 – 2
Inter
Coppa Italia 13 set. 1959 Inter
1 – 4
Juventus
1959–60 Serie A 13 dic. 1959 Juventus
1 – 0
Inter
24 apr. 1960 Inter
0 – 3
Juventus
1960–61 Serie A 18 dic. 1960 Inter
3 – 1
Juventus
10 giu. 1961 Juventus
9 – 1
Inter
1961–62 Serie A 22 ott. 1961 Juventus
2 – 4
Inter
25 feb. 1962 Inter
2 – 2
Juventus
1962–63 Serie A 23 dic. 1962 Inter
1 – 0
Juventus
28 apr. 1963 Juventus
0 – 1
Inter
1963–64 Serie A 22 dic. 1963 Juventus
4 – 1
Inter
3 mag. 1964 Inter
1 – 0
Juventus
1964–65 Serie A 27 dic. 1964 Inter
1 – 1
Juventus
16 mag. 1965 Juventus
0 – 2
Inter
Coppa Italia 29 ago. 1965 Juventus
1 – 0
Inter
1965–66 Serie A 2 gen. 1966 Juventus
0 – 0
Inter
8 mag. 1966 Inter
3 – 1
Juventus
1966–67 Serie A 31 dic. 1966 Inter
1 – 1
Juventus
7 mag. 1967 Juventus
1 – 0
Inter
1967–68 Serie A 31 dic. 1967 Juventus
3 – 2
Inter
28 apr. 1968 Inter
0 – 0
Juventus
1968–69 Serie A 12 gen. 1969 Inter
1 – 2
Juventus
4 mag. 1969 Juventus
1 – 0
Inter
1969–70 Serie A 26 ott. 1969 Juventus
2 – 1
Inter
1 mar. 1970 Inter
0 – 0
Juventus
1970–71 Serie A 27 dic. 1970 Inter
2 – 0
Juventus
18 apr. 1971 Juventus
1 – 1
Inter
Trofeo Picchi 19 giu. 1971 Inter
3 – 1
Juventus
1971–72 Serie A 2 gen. 1972 Inter
0 – 0
Juventus
23 apr. 1972 Juventus
3 – 0
Inter
Coppa Italia 4 giu. 1972 Inter
3 – 1
Juventus
25 giu. 1972 Juventus
2 – 1
Inter
Stagione Competizione Data Squadra in casa Risultato Squadra in trasferta
1972–73 Serie A 7 gen. 1973 Inter
0 – 2
Juventus
13 mag. 1973 Juventus
2 – 1
Inter
Coppa Italia 17 giu. 1973 Inter
1 – 1
Juventus
27 giu. 1973 Juventus
4 – 2
Inter
1973–74 Serie A 6 gen. 1974 Juventus
2 – 0
Inter
28 apr. 1974 Inter
0 – 2
Juventus
1974–75 Serie A 1 dic. 1974 Inter
0 – 1
Juventus
23 mag. 1975 Juventus
1 – 0
Inter
Coppa Italia 29 mag. 1975 Juventus
1 – 2
Inter
19 giu. 1975 Inter
2 – 6
Juventus
1975–76 Coppa Italia 31 ago. 1975 Inter
1 – 0
Juventus
Serie A 14 dic. 1975 Juventus
2 – 0
Inter
4 apr. 1976 Inter
1 – 0
Juventus
1976–77 Serie A 16 gen. 1977 Juventus
2 – 0
Inter
8 mag. 1977 Inter
0 – 2
Juventus
Coppa Italia 12 giu. 1977 Juventus
0 – 1
Inter
19 giu. 1977 Inter
1 – 0
Juventus
1977–78 Serie A 18 dic. 1977 Inter
0 – 1
Juventus
8 apr. 1978 Juventus
2 – 2
Inter
1978–79 Serie A 10 dic. 1978 Juventus
1 – 1
Inter
14 apr. 1979 Inter
2 – 1
Juventus
Coppa Italia 25 apr. 1979 Juventus
3 – 1
Inter
9 mag. 1979 Inter
1 – 0
Juventus
1979–80 Serie A 11 nov. 1979 Inter
4 – 0
Juventus
Coppa Italia 28 nov. 1979 Inter
1 – 2
Juventus
30 gen. 1980 Juventus
0 – 0
Inter
Serie A 23 mar. 1980 Juventus
2 – 0
Inter
1980–81 Serie A 23 nov. 1980 Juventus
2 – 1
Inter
29 mar. 1981 Inter
1 – 0
Juventus
1981–82 Serie A 20 dic. 1981 Inter
0 – 0
Juventus
25 apr. 1982 Juventus
1 – 0
Inter
1982–83 Serie A 19 dic. 1982 Inter
0 – 0
Juventus
1 mag. 1983 Juventus
0 – 2
Inter
Coppa Italia 11 giu. 1983 Juventus
2 – 1
Inter
15 giu. 1983 Inter
0 – 0
Juventus
1983–84 Serie A 18 dic. 1983 Juventus
2 – 0
Inter
29 apr. 1984 Inter
1 – 2
Juventus
1984–85 Serie A 11 nov. 1984 Inter
4 – 0
Juventus
24 mar. 1985 Juventus
3 – 1
Inter
1985–86 Serie A 24 nov. 1985 Inter
1 – 1
Juventus
23 mar. 1986 Juventus
2 – 0
Inter
1986–87 Serie A 26 ott. 1986 Juventus
1 – 1
Inter
15 mar. 1987 Inter
2 – 1
Juventus
1987–88 Serie A 25 ott. 1987 Inter
2 – 1
Juventus
6 mar. 1988 Juventus
1 – 0
Inter
1988–89 Serie A 18 dic. 1988 Inter
1 – 1
Juventus
7 mag. 1989 Juventus
1 – 1
Inter
1989–90 Serie A 17 set. 1989 Inter
2 – 1
Juventus
28 gen. 1990 Juventus
1 – 0
Inter
1990–91 Serie A 28 ott. 1990 Juventus
4 – 2
Inter
10 mar. 1991 Inter
2 – 0
Juventus
1991–92 Serie A 8 dic. 1991 Juventus
2 – 1
Inter
Coppa Italia 12 feb. 1992 Juventus
1 – 0
Inter
26 feb. 1992 Inter
1 – 2 1
Juventus
Serie A 26 apr. 1992 Inter
1 – 3
Juventus
1992–93 Serie A 25 ott. 1992 Inter
3 – 1
Juventus
21 mar. 1993 Juventus
0 – 2
Inter
1993–94 Serie A 28 nov. 1993 Inter
2 – 2
Juventus
2 apr. 1994 Juventus
1 – 0
Inter
1994–95 Serie A 2 ott. 1994 Juventus
0 – 0
Inter
5 mar. 1995 Inter
0 – 0
Juventus
1995–96 Serie A 17 dic. 1995 Juventus
1 – 0
Inter
20 apr. 1996 Inter
1 – 2
Juventus
1996–97 Serie A 20 ott. 1996 Juventus
2 – 0
Inter
Coppa Italia 13 nov. 1996 Juventus
0 – 3
Inter
18 dic. 1996 Inter
1 – 1
Juventus
Serie A 9 mar. 1997 Inter
0 – 0
Juventus
1997–98 Serie A 4 gen. 1998 Inter
1 – 0
Juventus
26 apr. 1998 Juventus
1 – 0
Inter
1998–99 Serie A 25 ott. 1998 Juventus
1 – 0
Inter
27 feb. 1999 Inter
0 – 0
Juventus
1999–2000 Serie A 12 dic. 1999 Juventus
1 – 0
Inter
16 apr. 2000 Inter
1 – 2
Juventus
2000–01 Serie A 3 dic. 2000 Inter
2 – 2
Juventus
14 apr. 2001 Juventus
3 – 1
Inter
2001–02 Serie A 27 ott. 2001 Juventus
0 – 0
Inter
9 mar. 2002 Inter
2 – 2
Juventus
2002–03 Serie A 19 ott. 2002 Inter
1 – 1
Juventus
2 mar. 2003 Juventus
3 – 0
Inter
2003–04 Serie A 29 nov. 2003 Juventus
1 – 3
Inter
Coppa Italia 4 feb. 2004 Juventus
2 – 2
Inter
12 feb. 2004 Inter
2 – 2 2
Juventus
Serie A 4 apr. 2004 Inter
3 – 2
Juventus
2004–05 Serie A 28 nov. 2004 Inter
2 – 2
Juventus
20 apr. 2005 Juventus
0 – 1
Inter
2005–06 Supercoppa italiana 20 ago. 2005 Juventus
0 – 1
Inter
Serie A 2 ott. 2005 Juventus
2 – 0
Inter
12 feb. 2006 Inter
1 – 2
Juventus
2007–08 Serie A 4 nov. 2007 Juventus
1 – 1
Inter
Coppa Italia 23 gen. 2008 Inter
2 – 2
Juventus
30 gen. 2008 Juventus
2 – 3
Inter
Serie A 22 mar. 2008 Inter
1 – 2
Juventus
2008–09 Serie A 22 nov. 2008 Inter
1 – 0
Juventus
18 apr. 2009 Juventus
1 – 1
Inter
2009–10 Serie A 5 dic. 2009 Juventus
2 – 1
Inter
Coppa Italia 28 gen. 2010 Inter
2 – 1
Juventus
Serie A 16 apr. 2010 Inter
2 – 0
Juventus
2010–11 Serie A 3 ott. 2010 Inter
0 – 0
Juventus
13 feb. 2011 Juventus
1 – 0
Inter
2011–12 Serie A 29 ott. 2011 Inter
1 – 2
Juventus
25 mar. 2012 Juventus
2 – 0
Inter
2012–13 Serie A 3 nov. 2012 Juventus
1 – 3
Inter
30 mar. 2013 Inter
1 – 2
Juventus
2013–14 Serie A 14 set. 2013 Inter
1 – 1
Juventus
2 feb. 2014 Juventus
3 – 1
Inter
2014–15 Serie A 6 gen. 2015 Juventus
1 – 1
Inter
16 mag. 2015 Inter
1 – 2
Juventus
2015–16 Serie A 18 ott. 2015 Inter
0 – 0
Juventus
Coppa Italia 27 gen. 2016 Juventus
3 – 0
Inter
Serie A 28 feb. 2016 Juventus
2 – 0
Inter
Coppa Italia 2 mar. 2016 Inter
3 – 0 3
Juventus
2016–17 Serie A 18 set. 2016 Inter
2 – 1
Juventus
5 feb. 2017 Juventus
1 – 0
Inter
2017–18 Serie A 9 dic. 2017 Juventus
0 – 0
Inter
29 apr. 2018 Inter Juventus

1 Eliminatoria di quarto di finale vinta 2-1 (d.t.s.) dalla Juventus.
2 Eliminatoria di semifinale vinta 7-6 (d.c.r.) dalla Juventus, dopo il risultato aggregato di 2-2 (d.t.s.).
3 Eliminatoria di semifinale vinta 5-3 (d.c.r.) dalla Juventus, dopo il risultato aggregato di 3-3 (d.t.s.).

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche generali[modifica | modifica wikitesto]

Al 9 dicembre 2017, le due squadre si sono incontrate ufficialmente 232 volte con 104 vittorie della Juventus, 57 pareggi e 71 vittorie dell'Internazionale.[80] La Juventus si è imposta a Milano per ventinove volte. La sua serie migliore è quella dei tre successi consecutivi messi in fila dal 28 aprile 1974 al 31 agosto 1975, con due vittorie in campionato e una in Coppa Italia. La gara successiva, giocata il 31 agosto, finì col risultato di 1-0 per l'Inter che, da par suo, ha invece vinto a Torino in diciannove occasioni. Le sue migliori serie vanno dal 16 maggio 1961 al 22 dicembre 1963, con due affermazioni consecutive, entrambe in campionato, e fermatasi con uno Juventus-Inter 4-1; e dal 20 aprile 2005 al 2 ottobre dello stesso anno, con due affermazioni per 0-1, una delle quali in Supercoppa, e conclusasi con uno Juve-Inter 2-0.

Dal punto di vista statistico, i piemontesi misero assieme una striscia d'imbattibilità casalinga lunga ventotto anni, dal 16 maggio 1965 al 21 marzo 1993: durante questo periodo i lombardi non riuscirono a espugnare il campo bianconero, eccezion fatta per l'incontro del 1º maggio 1983, terminato 3-3 sul campo, ma ribaltato poi dalla Giustizia Sportiva in un 2-0 a tavolino per un lancio di pietre contro il pullman dell'Inter, compiuto dai tifosi locali. In seguito alla sconfitta subìta nel campionato 1992-1993, la squadra bianconera rimase imbattuta per altri dieci anni, sino al 29 novembre 2003.[65] Per quanto riguarda i lombardi, invece, la maggior striscia d'imbattibilità casalinga si rifà ai nove anni trascorsi dal 6 maggio 1932 all'11 maggio 1941, quando i nerazzurri misero insieme sette vittorie e due pareggi contro i rivali. In tempi più recenti, la striscia maggiore va dal 29 aprile 1984 al 26 aprile 1992, data di Inter-Juventus 1-3; dopo tale partita, i meneghini rimasero imbattuti allo stadio Meazza per altre tre stagioni, fino all'1-2 bianconero del 20 aprile 1996.

Oltre ai numerosi incontri ufficiali, tra cui si annoverano anche uno spareggio per l'accesso alla Coppa dell'Europa Centrale (1929), il Campionato Alta Italia (1944) e il Trofeo Picchi (1971), sin dall'inizio del XX secolo le due formazioni si sono ritrovate diverse volte contrapposte in manifestazioni di carattere amichevole quali la Coppa Pagani, la Palla d'oro Moët et Chandon, i Tornei delle Città di Torino e Milano, la Coppa Super Clubs e, in tempi più recenti, triangolari prestagionali come il Trofeo Birra Moretti e il Trofeo TIM.

Totale gare
disputate
Vittorie
Juventus
Pareggi Vittorie
Inter
Reti
Juventus
Reti
Inter
Divisione Nazionale
(1909-1929 e 1945-1946)
27 8 7 12 36 46
Serie A
(1930-1943 e 1946-2016)
169 80 43 46 242 197
Totale campionato
196 88 50 58 278 243
Campionato Alta Italia
(1943-1944)
2 1 0 1 2 2
Coppa Italia
(1936-2016)
31 14 7 10 48 38
Supercoppa italiana
(2005)
1 0 0 1 0 1
Spareggio Coppa Mitropa
(1929)
1 1 0 0 1 0
Trofeo Picchi (1971) 1 0 0 1 1 3
Totale gare ufficiali 232 104 57 71 330 287
Totale gare
disputate
Vittorie
Juventus
Pareggi Vittorie
Inter
Reti
Juventus
Reti
Inter
Coppa Pagani (1909) 1 0 0 1 0 1
Palla d'oro Moët et Chandon (1910) 1 1 0 0 2 1
Torneo Città di Torino (1966) 1 1 0 0 3 1
Torneo Città di Milano (1969) 1 0 0 1 1 3
Coppa Super Clubs (1983) 1 1 0 0 1 0
Totale 5 3 0 2 7 6

Marcatori[modifica | modifica wikitesto]

Nella seguente tabella sono riportati i giocatori che abbiano segnato almeno 4 reti nelle edizioni ufficiali del derby d'Italia.

Posizione Nome Squadra Reti
1 Italia Giuseppe Meazza Ambrosiana-Inter 12
Argentina Italia Omar Sívori Juventus
Italia Roberto Boninsegna Inter (9) Juventus (3)
4 Italia Alessandro Del Piero Juventus 10
5 Italia Pietro Anastasi Juventus 9
6 Italia Benito Lorenzi Inter 8
Italia Alessandro Altobelli Inter
8 Italia Giampiero Boniperti Juventus 7
Italia Roberto Baggio Juventus
Argentina Julio Ricardo Cruz Inter
11 Italia Sandro Mazzola Inter 5
Italia Roberto Bettega Juventus
13 Francia Michel Platini Juventus 4
Italia Christian Vieri Inter
Spagna Alvaro Morata Juventus
Argentina Mauro Icardi Inter

Record[modifica | modifica wikitesto]

Inter-Juventus, essendo una «classica» del calcio italiano, porta con se diversi record:

  • Il derby d'Italia è la sfida più giocata nella storia del campionato italiano, con 191 incontri, e rappresenta la partita fra due delle squadre più vittoriose in ambito nazionale, con 50 titoli per la Juventus e 30 per l'Inter (seconda, a pari merito con il Milan).
  • L'affermazione più larga per i bianconeri è il 9-1 del 10 giugno 1961, valevole per il campionato di Serie A 1960-1961.
  • L'affermazione più larga per i nerazzurri è il 6-0 del 4 aprile 1954, valevole per il campionato di Serie A 1953-1954.
  • La vittoria più larga della Juventus in trasferta è il 2-6 del 19 giugno 1975, gara di ritorno della Coppa Italia 1974-1975.
  • La vittoria più larga per l'Inter in trasferta è lo 0-4 dell'11 novembre 1912, valevole per il campionato di Prima Categoria 1912-1913.
  • La Juventus ha vinto a Milano in ventinove occasioni, la miglior striscia consecutiva è di tre successi tra il 1973 e il 1975.
  • L'Inter ha vinto a Torino in diciannove occasioni, la miglior striscia consecutiva è di tre successi tra il 2003 e il 2005.
  • La maggior imbattibilità bianconera in casa è di diciotto anni, dal 16 maggio 1965 al 1º maggio 1983 (Juventus-Inter 0-2 a tavolino).
  • La maggior imbattibilità nerazzurra in casa è di nove anni, dal 5 giugno 1932 all'11 maggio 1941 (Ambrosiana-Juventus 0-2).
  • I risultati più frequenti della sfida sono lo lo 0-0 (verificatosi 15 volte) e la vittoria dell'Inter per 1-0 a Milano (verificatosi 14 volte),[81][82] e la vittoria della Juventus per 1-0 a Torino (avvenuta 27 volte).[83][84]
  • La Juventus è l'unica squadra in Italia contro cui l'Inter ha un bilancio negativo (104). Inoltre il derby d'Italia è l'unico caso registrato nel calcio professionistico italiano, nel quale un club ha battuto un altro in più di cento incontri ufficiali.[85]
  • L'Inter è la squadra che ha battuto più volte la Juventus in competizioni ufficiali (71).[85]

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera nerazzurra Boninsegna e quella bianconera Anastasi, protagonisti nel 1976 del più famoso scambio di mercato fra i due club.

Sull'asse Milano-Torino si sono susseguiti molti scambi di casacca. Tra i primi giocatori di rilievo ad aver vestito entrambe le maglie ci furono, nel periodo interbellico, il nerazzurro Luigi Cevenini, capace di farsi apprezzare anche dai nuovi tifosi bianconeri dopo il trasferimento in Piemonte nel 1927, e Luigi Allemandi, inversamente protagonista nell'Ambrosiana a cavallo degli anni 1920 e 1930 dopo l'esordio in maglia juventina.[86] In seguito toccò a Giuseppe Meazza, dopo aver militato nell'Ambrosiana per tredici anni (1927-1940) segnando 239 gol in 348 partite, passare all'allora Juventus Cisitalia – così chiamata, durante il secondo conflitto mondiale, per l'abbinamento con l'omonima casa automobilistica – nella stagione 1942-1943, segnando 10 reti in 27 gare; il nome di Meazza resta comunque legato alla squadra milanese, dove vinse due scudetti e una Coppa Italia, e dove tornò a militare nella stagione 1946-1947, con 2 marcature in 17 match. Nel 1968 fu il portiere della Grande Inter, Giuliano Sarti, a cambiare divisa trasferendosi a Torino, dopo cinque anni in nerazzurro che gli valsero altrettanti trofei nazionali e internazionali.

Lo scambio storico, quello fra due bandiere dei club, fu tuttavia quello andato in scena nell'estate del 1976, quando l'interista Roberto Boninsegna e lo juventino Pietro Anastasi si resero protagonisti di un reciproco cambio di casacca che destò non poco scalpore:[87] la nuova realtà rivitalizzò il trentatreenne Bonimba il quale all'ombra della Mole vincerà diversi titoli (compresa la Coppa UEFA 1976-1977, primo trofeo internazionale dei piemontesi), segnando anche una doppietta alla sua ex squadra in uno Juve-Inter 2-0 del 16 gennaio 1977;[88] inversamente Pietruzzu, seppur di cinque anni più giovane, non lasciò particolari ricordi sotto la Madonnina.[87] Sul finire degli anni 1970 si segnalò anche l'intreccio di mercato inerente Michel Platini: il francese firmò nel '77 un precontratto con l'Inter,[89] non potendo tuttavia approdare nell'immediato in Serie A per via dell'allora blocco agli ingaggi verso gli stranieri; nel 1982, a frontiere riaperte, per differenti scelte di mercato la società meneghina rinunciò a portare il francese a Milano lasciandolo così libero di accasarsi alla Juventus,[90][91][92] dove collezionerà numerosi trofei compresi tre Palloni d'oro consecutivi.

Roberto Baggio e Schillaci sono tra i più noti giocatori che, in carriera, hanno vestito sia la maglia interista sia quella juventina.

A metà degli anni 1980 altre due bandiere, il bianconero Marco Tardelli e il nerazzurro Alessandro Altobelli, a distanza di qualche stagione si scambiarono le maglie, senza che ciò portasse a particolari acuti. Giocatori che invece lasciarono ottimi ricordi calcistici militando su entrambe le sponde furono, tra gli anni 1980 e i 2000, Aldo Serena, Roberto Baggio e Christian Vieri,[93] con quest'ultimo peraltro entrato in seguito in contrasto con la dirigenza interista nell'ambito dello scandalo Telecom-Sismi;[94] dopo positivi trascorsi a Torino, furono invece al di sotto delle aspettative le prestazioni a Milano di Totò Schillaci, Angelo Peruzzi ed Edgar Davids.[86]

Nel 2004 avvenne un altro scambio rimasto negli annali per via dei suoi contrapposti esiti, quello tra Fabio Cannavaro, tra i migliori difensori italiani della sua generazione, e Fabián Carini, portiere uruguaiano presto dimenticato dalla Serie A.[95] Cannavaro, una volta approdato in maglia bianconera, con essa vincerà due scudetti (poi entrambi cancellati dallo scandalo Calciopoli) e il Pallone d'oro 2006, mentre Carini, pur potendosi fregiare del titolo italiano vinto a Milano nel 2006-2007, non collezionerà che una manciata di presenze nella sua effimera esperienza nerazzurra. Con il declassamento della Juventus in B, infine, vari giocatori nel 2006 passarono da una sponda all'altra: è il caso di Zlatan Ibrahimović e Patrick Vieira, che, nella Milano nerazzurra, vinceranno tre scudetti e due supercoppe.[86][93]

Tifoserie[modifica | modifica wikitesto]

A tutto il 2010, la Juventus e l'Inter risultano essere, con rispettivamente circa 13 e 9 milioni di sostenitori,[96] fra le squadre più tifate d'Italia. I piemontesi sono primi assoluti grazie a una percentuale del 31%, equivalente al 20% della popolazione italiana, che registra il maggior seguito nel Meridione,[97] mentre l'Inter, con il suo 18%, si presenta come la seconda squadra più sostenuta del Paese, contendendosi ciclicamente la seconda piazza con i concittadini del Milan.[98]

Anche nel mondo le due squadre si dimostrano fra le più seguite. La Juventus annovera un bacino di simpatizzanti quantificato, a tutto il 2015, in oltre 290 milioni, di cui 41 nella sola Europa;[99] mentre l'Inter può contare globalmente su 49 milioni di simpatizzanti, 17,5 dei quali nel vecchio continente[100] e 9 nell'America Meridionale.[101] I club nerazzurri sono riconosciuti tramite il Centro Coordinamento Inter Club (CCIC), che con 1065 fan club ufficiali fanno della società meneghina quella con il maggior numero di club organizzati d'Italia,[senza fonte] cui sono affiliati circa 110.000 soci; il Centro Coordinamento Juventus Club DOC (CCJC) segue con 500 club sul suolo nazionale, che tuttavia vantano una più alta concentrazione di soci, circa 111.100. A fronte di tali numeri entrambe le società, uniche italiane, sono nella top ten delle organizzazioni calcistiche col maggior numero di membri iscritti a livello mondiale.[102]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Inter-Juve, la storia ricomincia, su repubblica.it, 7 agosto 2007.
  2. ^ Riccardo Pratesi, Juve-Inter, la grande attesa, su gazzetta.it, 4 novembre 2007.
  3. ^ Maurizio Crosetti, Un Agnelli contro un Moratti duello che sa anche di storia, in la Repubblica, 24 settembre 2010, p. 67.
  4. ^ Peccato, capitale, in Union des Associations Européennes de Football, 6 gennaio 2014.
  5. ^ Emanuele Gamba, Agnelli e Moratti, fine di una rivalità, in la Repubblica, 3 novembre 2012.
  6. ^ a b Francesco Marinelli, Perché Juve-Inter è il "derby d'Italia", su ilpost.it, 3 novembre 2012.
  7. ^ (EN) Political football, Italian style, su news.bbc.co.uk, 28 aprile 1998.
  8. ^ a b c d e (EN) Internazionale vs Juventus. Nation divided by Derby d'Italia, su fifa.com.
  9. ^ Germano Bovolenta, Ma il derby d'Italia è Inter-Juventus o Juventus-Milan?, in La Gazzetta dello Sport, 21 novembre 2008.
  10. ^ Galliani: «Milan-Juve è il vero derby d'Italia», su tuttosport.com, 7 maggio 2009. (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2013).
  11. ^ Omaggio a Gianni Brera, su giorgiomicheletti.it.
  12. ^ Riccardo Pratesi, Juve-Inter vale di più, per rivalità e classifica, su gazzetta.it, 1º novembre 2007.
  13. ^ Franco Rossi, Derby d'Italia: ma Lapo e Galliani che ne sanno?, su tuttomercatoweb.com, 10 maggio 2009.
  14. ^ Luigi Ceccarini, Fabio Bordignon, Calcio, va di moda tifare contro, su repubblica.it, 24 agosto 2007.
  15. ^ La Juventus frena la fuga dell'Inter, il derby d'Italia finisce in parità, su repubblica.it, 4 novembre 2007.
  16. ^ All'Inter il derby d'Italia, Muntari gela la Juventus, su repubblica.it, 22 novembre 2008.
  17. ^ La vittoria della Juventus, in La Stampa, 15 novembre 1909, p. 4.
  18. ^ Stefano Olivari, Lo spareggio contro i bambini, su blog.guerinsportivo.it, 8 gennaio 2011. (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2012).
  19. ^ Juventus vince Internazionale (7-2), in La Stampa, 15 dicembre 1913, p. 5.
  20. ^ Internazionale Foot-ball Club batte Juventus di Torino (6-1), in La Stampa, 5 gennaio 1914, p. 4.
  21. ^ U.S. Milanese: fusione di regime, su storiedicalcio.altervista.org.
  22. ^ Ambrosiana-Juventus 2-1, in La Stampa, 20 marzo 1930, p. 5.
  23. ^ L'Ambrosiana battendo la Juventus si assicura il titolo, in La Stampa, 30 giugno 1930, p. 4.
  24. ^ La Juventus, dominatrice dell'Ambrosiana, aumenta il vantaggio sul Napoli, battuto dalla Roma, in La Stampa, 19 dicembre 1932, p. 5.
  25. ^ La Juventus è campione d'Italia per il 1934-XII, in La Stampa, 30 aprile 1934, p. 5.
  26. ^ L'Ambrosiana battendo di misura la Juventus si rafforza al comando della classica, in La Stampa, 13 novembre 1933, p. 4.
  27. ^ La Juventus si riconferma campione d'Italia, in La Stampa, 3 giugno 1935, p. 3.
  28. ^ Luigi Cavallero, La Juventus batte l'Ambrosiana 1-0 in un incontro guastato dalla rudezza dei nero-azzurri, in La Stampa, 22 maggio 1936, p. 4.
  29. ^ L'Ambrosiana è campione d'Italia dell'Anno XVI, in La Stampa, 25 aprile 1938, p. 3.
  30. ^ a b c d Se Inter-Juve vale l'accesso alla finale, su juventus.com, 29 febbraio 2016.
  31. ^ Vittorio Pozzo, L'Ambrosiana, in netta ascesa batte, per 5-0 una Juventus snervata all'attacco e mutilata in difesa, in La Stampa, 17 ottobre 1938, p. 4.
  32. ^ La Juventus è campione d'Italia, in Nuova Stampa Sera, 16 maggio 1950, p. 4.
  33. ^ L'Inter è già campione d'Italia e il Torino ha raggiunto la salvezza, in Nuova Stampa Sera, 5 maggio 1953, p. 5.
  34. ^ L'Inter ha vinto, la Juventus è seconda, in Stampa Sera, 31 maggio 1954, p. 5.
  35. ^ 0-6: clamoroso (e imprevisto) crollo della Juventus sul campo dell'Inter, in Stampa Sera, 6 aprile 1954, p. 5.
  36. ^ Vittorio Pozzo, La Juventus trionfa a S. Siro e vince la Coppa Italia, in Stampa Sera, 14-15 settembre 1959, p. 5.
  37. ^ a b Quando il Derby d'Italia è spettacolo in Coppa, su juventus.com, 26 gennaio 2016.
  38. ^ La Juventus resiste all'Inter: 1-1, in Stampa Sera, 15 ottobre 1956, p. 5.
  39. ^ Giulio Accatino, Rete di Lorenzi, pareggio di Sivori, botta di Vincenzi, risposta di Charles, in Stampa Sera, 17 marzo 1958, p. 5.
  40. ^ Mario Gherarducci, Boniperti e quel 9-1 all'Inter: «Fu Sivori a voler infierire», in Corriere della Sera, 25 ottobre 2001, p. 47. (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2013).
  41. ^ I nerazzurri campioni d'Italia, in Stampa Sera, 29 aprile 1963, p. 7.
  42. ^ Caron, Helenio ed Heriberto Herrera, ovvero HH1 e HH2, p. 17
  43. ^ La Juventus trionfa in Coppa Italia superando l'Inter a Roma: 1-0, in Stampa Sera, 30 agosto 1965, p. 9.
  44. ^ La Juventus campione d'Italia, in La Stampa, 2 giugno 1967, p. 8.
  45. ^ Giuseppe Bagnati, Zigoni, il genio ribelle con Juve e Roma nel cuore, su gazzetta.it, 15 febbraio 2008.
    «"Lo scudetto del '67, quello conquistato all'ultima giornata è merito [di Heriberto Herrera]. Noi [giocatori] avevamo già mollato, lui no. L'Inter tecnicamente era superiore, la Juve una squadra operaia. Però abbiamo vinto e ce lo siamo anche meritato"».
  46. ^ Caron, Helenio ed Heriberto Herrera, ovvero HH1 e HH2, p. 18
  47. ^ Giovanni Trapattoni, 16 novembre 2011.
  48. ^ Franco Costa, La Juventus cede contro l'Inter, in La Stampa, 30 maggio 1975, p. 16.
  49. ^ Giorgio Gandolfi, Contro una Juventus scatenata l'Inter ha toccato il fondo (6-2), in La Stampa, 20 giugno 1975, p. 14.
  50. ^ Bruno Perucca, Una Juventus sbagliata alla deriva, in Stampa Sera, 5 aprile 1976, p. 12.
  51. ^ Germano Bovolenta, Inter-Juve: da Meazza a Del Piero, 10 miti per una grande sfida, su gazzetta.it, 30 marzo 2013.
  52. ^ PARTITE STORICHE: Inter-Juventus 4-0 (1984/85), su passioneinter.com, 25 ottobre 2011.
  53. ^ Roberto Beccantini, Guerra solo in campo, in La Stampa, 5 luglio 1995, p. 25.
  54. ^ a b Giancarlo Padovan, Juve, lo scudetto dei veleni è vicino, in Corriere della Sera, 27 aprile 1998. (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2015).
  55. ^ Francesco Ceniti, Ceccarini 11 anni dopo: «Su Ronaldo era fallo, non rigore», in La Gazzetta dello Sport, 20 aprile 2009.
    «"Ero troppo vicino all'azione. Sembra un paradosso, ma qualche volta ti penalizza. Comunque, ho perso i due passi di Iuliano verso Ronaldo. Nei miei occhi lo juventino è fermo, mentre l'interista gli piomba addosso come un tir. Non ho avuto il minimo dubbio nel lasciar continuare. Così come 30 secondi dopo, quando ho fischiato il rigore per la Juve". Quelli dell'Inter non la pensarono allo stesso modo: tutti in campo a protestare, Simoni il serafico compreso. "Non riuscivo a capire il perché. Ai giocatori dell'Inter dissi: 'Il fallo è di Ronaldo. Nel basket sarebbe sfondamento'. Poi il giorno dopo ho rivisto l'azione. Sì, ho sbagliato. Come mi era successo altre volte. Vuole sapere che cosa avrei fischiato a posteriori? Punizione a due in area. Non vorrei sembrare presuntuoso: per me è ostruzione"».
  56. ^ Marco Nese, Il caso Juve Inter finisce in Parlamento, in Corriere della Sera, 28 aprile 1998, p. 6. (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2015).
  57. ^ Luca Caioli, Fallo su Ronaldo: Iuliano espulso al debutto, in Corriere della Sera, 24 gennaio 2005, p. 41. (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2012).
  58. ^ a b Tommaso Pellizzari, 5 maggio 2002: il tracollo dell'Inter nel giorno della festa-scudetto, su corriere.it, 5 maggio 2012.
  59. ^ Lodovico Maradei, L'Inter paga la grande illusione, in La Gazzetta dello Sport, 6 maggio 2002.
  60. ^ Stoica, precisa, spietata. La Juve è campione d'Italia, su repubblica.it, 5 maggio 2002.
  61. ^ Il 5 maggio dell'Inter, 10 anni fa, su ilpost.it, 5 maggio 2012.
  62. ^ Michele Di Virgilio, Il 5 maggio bianconero, su vavel.com, 4 maggio 2013.
  63. ^ Del Piero illude la Juventus, poi Vieri (e Toldo) firmano il pari, su repubblica.it, 19 ottobre 2002.
  64. ^ Toldo lo ricorda a Vieri: "In Inter-Juventus segnai io", su goal.com, 12 maggio 2014.
  65. ^ a b Inter, la resurrezione. Travolta la Juve al Delle Alpi, su repubblica.it, 29 novembre 2003.
  66. ^ Juventus, addio ai sogni di gloria. L'Inter dà una mano al Milan, su repubblica.it, 4 aprile 2004.
  67. ^ Andrea Elefante e Lodovico Maradei, L'Inter elimina la Juve, in La Gazzetta dello Sport, 5 aprile 2004.
  68. ^ Riccardo Pratesi, Supercoppa, trionfo Inter, su gazzetta.it, 20 agosto 2005.
  69. ^ Appello: Juve in B a meno 17. Milan, Fiorentina e Lazio in A, su gazzetta.it, 25 luglio 2006.
  70. ^ Comunicato Stampa (PDF), in Federazione Italiana Giuoco Calcio, 26 luglio 2006.
  71. ^ La Juve batte l'Inter, campionato riaperto, su repubblica.it, 22 marzo 2008.
  72. ^ Riccardo Pratesi, Marchisio, un gol magico. La Juve batte l'Inter 2-1, su gazzetta.it, 5 dicembre 2009.
  73. ^ Valerio Clari, Inter nella storia! La Champions è tua, su gazzetta.it, 22 maggio 2010.
  74. ^ Luca Bianchin, Juve-Inter, mai così distanti, in La Gazzetta dello Sport, 2 febbraio 2014.
  75. ^ Corrado Parlati, Juve, con quella di stasera raggiunta quota 100 vittorie contro l'Inter. Eguagliato anche un altro record..., su spaziojuve.it, 2 febbraio 2014. (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2015).
  76. ^ Riccardo Pratesi, Milito implacabile, l'Inter rimonta. La Juve non è più imbattibile, su gazzetta.it, 3 novembre 2012.
  77. ^ Francesco Carci, Juventus-Inter 3-0: si risveglia Morata, i bianconeri ipotecano la finale, su repubblica.it, 27 gennaio 2016.
  78. ^ Andrea Sorrentino, Inter, bellissima e amarissima la rimonta impossibile riesce ma ai rigori la Juve è perfetta, in la Repubblica, 3 marzo 2016, p. 46.
  79. ^ (EN) Inter: Matches Played - Overall with Minor Tournaments, su myjuve.it.
  80. ^ La fonte tralascia il Trofeo Nazionale di Lega Armando Picchi, cfr. Inter (Italia) vs Juventus, su juworld.net.
  81. ^ Grandi Storari e Julio Cesar, Inter-Juve finisce 0-0, su gazzetta.it, 3 ottobre 2010.
  82. ^ Valerio Clari, Inter-Juve 0-0: traversa di Brozovic, palo di Khedira ma non sfonda nessuno, su gazzetta.it, 18 ottobre 2015.
  83. ^ Zampata di Inzaghi, e la Juve va, su repubblica.it, 12 dicembre 1999.
  84. ^ Luigi Panella, Matri fa grande la Juventus: Inter ko, su repubblica.it, 13 febbraio 2011.
  85. ^ a b Bilancio partite, su interfc.it.
  86. ^ a b c Vincenzo Currò, Lucio alla Juve: dopo Boninsegna, Ibra, Altobelli, Cannavaro e tanti altri, tocca al brasiliano proseguire la tradizione dei trasferimenti sull'asse Milano-Torino, su goal.com, 7 luglio 2012.
  87. ^ a b Mattia Fontana, L'Inter-Juventus di Boninsegna e Anastasi, su it.eurosport.yahoo.com, 27 marzo 2013. (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2014).
    «Roberto Boninsegna, ormai prossimo ai 33 anni, lascia l'Inter e va alla Juventus. Pietro Anastasi, di cinque anni più giovane, vola in direzione opposta. "Per me è ancora oggi una vicenda triste – ricorda Bonimba [...] – perché mi ritenevo una bandiera dell'Inter, un incedibile. Volete sapere come andò? Io ero al mare con mia moglie e a un certo punto mi chiama il cameriere del bagno. C'è una telefonata per me. È Fraizzoli che un po' imbarazzato mi dice: 'Roberto, domani devi venire a Milano perché la società ha deciso di darti alla Juventus'. Sobbalzo dalla sedia e gli rispondo: 'Presidente, ma la società è lei! Alla Juventus ci andrà lei'. Poi torno da mia moglie che vedendomi bianco in volto mi fa: 'Ma è morto qualcuno?' Alla fine ho dovuto accettare. All'epoca non era come adesso, se ti vendevano dovevi andare. Eri obbligato". Anche per Anastasi non è facile. Nonostante tutto nasca per 'colpa sua'. [...] "Se siamo arrivati a quello scambio, però, è perché io avevo litigato con l'allora allenatore della Juventus, Carlo Parola. Ero praticamente fuori rosa, così Boniperti si mise all'opera per quella trattativa incredibile. Per me però è stata durissima. Venivo da otto anni di Juventus, andavo in una rivale come l'Inter. Non l'avrei mai voluto. Sono passati quasi quarant'anni, ma se si dice Anastasi si pensa alla Juventus. E se si dice Boninsegna si pensa all'Inter"».
  88. ^ Fulvio Cinti, La vendetta di "Bonimba", in Stampa Sera, 17 gennaio 1977, p. 13.
  89. ^ Platini-Inter, era fatta, su sportmediaset.mediaset.it.
  90. ^ Mazzola, Platini e Fraizzoli: l'affare mancato, su storiedicalcio.altervista.org.
    «"Seguivamo Platini da tempo. Nel febbraio 1978, Michel arrivò di nascosto a Milano per la firma del precontratto [...] Si respirava un'aria favorevole all'apertura delle frontiere. Noi l'avremmo preso per 80 milioni, riconoscendogli un ingaggio di 250 a stagione. Con la sua società Michel aveva ancora un anno di contratto, i dirigenti volevano aumentargli lo stipendio per alzare il parametro in vista di una cessione. Suggerimmo a Michel di non cadere nel tranello: avremmo provveduto noi a versargli i soldi mancanti nell'attesa della fine dell'embargo. Organizzavamo le amichevoli all'estero e invece di riportare il denaro in Italia, tramite giri avventurosi attraverso l'Europa, finivamo per depositarli in un conto parigino a nome di Platini. Dopo un anno, Fraizzoli, che era ligio, quadrato e regolare, si stancò del tran tran ai limiti della legge e perdemmo l'attimo. Quando incontro Platini, ancora mi prende in giro: 'Mi devi dei soldi Sandro [Mazzola, n.d.r.], non dimenticarlo...'"».
  91. ^ Platini ricorda il passaggio sfumato all'Inter ("Io avevo dato la mia parola"), su goal.com, 18 novembre 2010.
    «"Avevo firmato nel '77, ma le frontiere, dopo, sono rimaste chiuse. Quando le hanno riaperte, avevo un contratto con il Saint-Étienne, ma quando ho potuto venire alla Juventus, per onestà ho chiamato l'Inter, dicendo che ero sul punto di firmare con la Juve: 'Ho dato la mia parola quattro anni fa a voi, se mi volete sono sempre disposto'. Mi hanno detto che avevano già preso due giocatori [stranieri, Hansi Müller e Juary, n.d.r.] e che, dunque, ero libero di fare quello che volevo"».
  92. ^ La tribù del calcio: Puntata del 22 febbraio 2014, Premium Calcio.
  93. ^ a b Andrea Ramazzotti, Da Boninsegna a Carini, tutti gli scambi Juve-Inter, su corrieredellosport.it, 20 gennaio 2014.
  94. ^ Tiziana Cairati, Legale di Vieri: "Ora la giustizia sportiva". Dall'Inter: Nessuna possibilità", su repubblica.it, 4 settembre 2012.
  95. ^ Matteo Garioni, Cannavaro alla Juve, Cesar all'Inter, in Corriere della Sera, 31 agosto 2004, p. 38. (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2014).
  96. ^ Format research e l'Istituto di ricerca SPORTECONOMY sui bacini di utenza dei club di calcio [collegamento interrotto], su sporteconomy.it, 7 settembre 2010.
  97. ^ XLII Osservatorio sul Capitale Sociale degli italiani – Il tifo calcistico in Italia (PDF), Demos & Pi, settembre 2014, pp. 6-9.
  98. ^ Osservatorio Capitale Sociale – Il tifo calcistico, in Demos & Pi, 19 settembre 2014.
  99. ^ (EN) AA.VV., Sports DNA, Repucom S.A., 2015 [2014]., cfr. Bilancio di sostenibilità 2015, p. 43
  100. ^ (EN) «Europe's Top 20 – the most popular football clubs» (PDF), in Sport+Markt AG, 9 settembre 2010.
  101. ^ (EN) Man United chasing Spanish top clubs (PDF), in Sport+Markt AG, 11 febbraio 2009.
  102. ^ (EN) Clubs with the most members (PDF), in The FIFA Weekly, nº 17, Fédération Internationale de Football Association, 14 febbraio 2014, p. 29, OCLC 862248672.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]