Francesco Capocasale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Francesco Capocasale
Fcapocasale.jpg
Capocasale da giovane
Nazionalità Italia Italia
Altezza 172 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1947 (calciatore)
Carriera
Giovanili
Bari
Squadre di club1
1936-1939 Bari 59 (8)
1939-1941 Juventus 55 (2)
1941-1942 Modena 8 (0)
1942-1943 Juventus Cisitalia 3 (0)
1943-1944 Rutigliano ? (?)
1944-1945 Audace Taranto 5+ (2+)[1]
1945-1947 Bari 70 (1)
Carriera da allenatore
1949 Bari
1950 Bianco e Celeste2.svg A.S. Palo
1953-1956 Bari
1957 Sambenedettese
1958 Catania
1959-1960 Anconitana
1960 Bari
1961-1963 Taranto
1964-1965 Bari
1965-1966 Trani
1969-1971 Pescara [2]
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Francesco Capocasale detto Franceschino (Bari, 25 agosto 1916Bari, 6 agosto 1998[3]) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Come Raffaele Costantino (a lui contemporaneo), è un'indiscussa bandiera dei primi settant'anni del calcio barese. Si distinse sia come giocatore che come allenatore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Bari da padre calabrese e madre barese.[4]

In gioventù si laureò in Economia e Commercio.[4]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Era una mezzala, ma era in grado anche di ricoprire ruoli diversi come centromediano e laterale.[5] Veniva chiamato "paletta" per la potenza dei tiri e per la lunghezza dei piedi.[4]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nel Bari, la squadra della sua città, esordì in Serie A all'età di 20 anni il 27 dicembre 1936 contro il Torino, segnando il suo primo gol nella giornata successiva, al debutto di fronte ai suoi tifosi contro l'Alessandria.[6] Dopo tre anni di permanenza nei galletti venne ceduto alla Juventus per 210.000 £;[4] disputò in bianconero tre stagioni, intervallate da un anno al Modena, per poi interrompere la carriera per via della guerra.

Capocasale (accosciato, terzo da sinistra) alla Juventus nel 1940-1941

Durante il conflitto mondiale partecipò con il Rutigliano al Campionato dell'Italia libera 1944 dove giunse in finale, e nel 1944-45 con l'Audace Taranto al girone pugliese del campionato misto nazionale.[7]

Nel 1945, a guerra finita, venne messo in lista di trasferimento dalla Juventus, ancora proprietaria del cartellino, su sua diretta richiesta (anche per il suo matrimonio con la barese Marta Porta)[8][9]; tornò quindi nel Bari, con cui raggiunse il settimo posto in classifica nel campionato di Serie A 1946-1947, il miglior piazzamento conquistato dai pugliesi nella massima serie a girone unico. Si ritirò nello stesso 1947.[4]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Allenò lo stesso Bari nel 1948-1949 e nel 1950-1951, per una stagione in A e una in B (eccetto una piccola parentesi, sempre nel '50, sulla panchina del Palo del Colle, in Prima Divisione)[4]. Tornò sulla panchina dei biancorossi nel 1953, riportandoli in due stagioni dalla IV Serie meridionale alla Serie B e ottenendo il pieno primato di categoria sia in IV Serie che nella Serie C. Dopo aver continuato ad allenare i galletti nella stagione "d'assestamento" '55-'56, avendo espresso all'A.S. Bari il desiderio d'essere esonerato dall'incarico tecnico, venne insignito dal Comune di Bari di medaglia d'oro per l'apprezzata collaborazione[10]. Poi ebbe parentesi con la Sambenedettese nel campionato Serie B 1956-1957 (sostituì nel corso del girone di ritorno Bruno Biagini)[11], col Catania nel successivo torneo cadetto e con l'Anconitana in terza Serie, nel 1959.[8]

Capocasale al Catania nel 1958

A metà febbraio 1960, durante il trascorso nel capoluogo marchigiano, fu richiamato dal Bari per sostituire Paolo Tabanelli,[12] con cui i biancorossi erano penultimi nella classifica di Serie A[12] e rilanciando diversi giocatori (tra cui l'attaccante Paolo Erba, che mise a segno 9 reti in 15 incontri, a fronte dei 5 goal nelle prime 19 giornate)[12] ottenne una netta inversione di tendenza della formazione pugliese (che batté in casa per 3-0 il Milan di Luigi Bonizzoni) e la salvezza alla penultima giornata.[12][13] Esonerato nel novembre 1960 dopo che i biancorossi avevano raccolto due punti in sette partite,[12] allenò per due stagioni il Taranto in Serie C, dal 1961 al 1963.[14] Tornato ancora sulla panchina dei galletti nella stagione 1964-'65 in cadetteria, fu esonerato prima della fine del campionato. L'anno seguente allenò il Trani, sempre nella serie cadetta.[8] Terminò la carriera d'allenatore con il Pescara nel campionato di Serie C 1970-1971.

Non essendo mai retrocesso da allenatore, venne soprannominato "l'invincibile". I tifosi del Bari lo chiamavano anche "l'uomo della provvidenza" per i vari campionati con lui terminati in salvezze e promozioni.[4] Nel 1958 fu osservatore per la Nazionale azzurra.[4] Giocò nella Nazionale di Calcio goliardica.[4]

A Bari, negli anni duemiladieci, su iniziativa congiunta dell'Unione Nazionale Veterani dello Sport e del comune di Bari gli è stato intitolato il campo sportivo del quartiere San Girolamo e una delle salite dello Stadio San Nicola.[15][16]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Bari: 1953-1954
Bari: 1954-1955

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DIVISIONE NAZIONALE - GIRONE PUGLIESE - 1944-1945 Miky e Genny - archivio Calcio. C'è comunque da segnalare che, oltre che il torneo misto pugliese non è finora riconosciuto ufficiale dalla FIGC, a seguito dell'esclusione dell'Audace da tale competizione, i suoi risultati (e quindi anche i cartellini di ciascun suo giocatore) furono annullati.
  2. ^ Almanacco illustrato del Calcio, Panini edizioni, 1971, p. 267.
  3. ^ Gianni Antonucci, scheda "Il Personaggio", pag. 436: «Il 6 agosto 1998 all'ultimo saluto da parte di amici, tifosi, compagni nella bara portava una grossa foto con un titolo: "Capocasale, re della panchina del Bari"»
  4. ^ a b c d e f g h i Gianni Antonucci, scheda "Il Personaggio", pag. 436
  5. ^ Edizioni CENIDA, Il calcio italiano - vol. 4, CENIDA Editore, 1974, pag. 692
  6. ^ Statistiche su Wikicalcioitalia.info
  7. ^ Taranto 1944-45 Xoomer.virgilio.it
  8. ^ a b c Gianni Antonucci, con un telegramma inviato alla dirigenza bianconera affermò chiaramente che "o avrebbe giocato nel Bari o avrebbe smesso con il calcio." pp. 289-304
  9. ^ Le liste di trasferimento dei calciatori del Nord, Il Corriere dello Sport, 28 settembre 1945, pag.2
  10. ^ Gianni Antonucci, p. 449
  11. ^ Trattative quasi concluse tra Capocasale e la Samb, da Corriere dello Sport, 34 (XXXVIII), 8 febbraio 1957, p. 6
  12. ^ a b c d e Gianni Antonucci,  pp. 493-504
  13. ^ www.Solobari.it Scheda della stagione 1959-1960
  14. ^ Miki e Genny - la storia del calcio a Taranto Xoomer.virgilio.it
  15. ^ A Bari il giardino dei Veterani dello Sport www.unvsbari.org - URL consultato il 4 maggio 2014 -
  16. ^ Palestrone Capocasale al taglio del nastro www.unvspuglia.it (Vito Contento, 11 gennaio 2012) - URL consultato il 4 maggio 2014 -

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Antonucci, 1908-1998: 90 anni di Bari, Bari, Uniongrafica Corcelli, 1998.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]