Lega Nord (calcio)

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La Lega Nord fu l'organizzazione che gestì i gironi settentrionali delle categorie di vertice del campionato italiano di calcio dal 1921 al 1926.

La Lega[modifica | modifica wikitesto]

La Lega fu il frutto della gravissima crisi del calcio italiano del 1921, quando i grandi club del nord decisero di rompere gli indugi e secedere dalla pletora di comitati regionali in cui la democraticissima FIGC li aveva rinchiusi. Al rigetto federale del Progetto Pozzo, le società risposero riunendosi sul modello inglese in un'unica associazione, la Lega Nord, che aderì alla nuova Confederazione Calcistica Italiana. La sede fu posta a Milano, capitale economica del paese.

La Lega organizzava due tornei, una Prima Divisione indistinta in tutta l'area padana (con l'inclusione della Toscana), e una Seconda Divisione strutturata su gironi interregionali. Di fronte al fatto compiuto, la FIGC dovette cedere, e dopo una stagione di transizione dovette accettare di inglobare la Lega nella sua organizzazione sotto l'accordo chiamato Compromesso Colombo. La Lega Nord inoltre supervisionava l'operato dei Comitati Regionali organizzatori della Terza e della Quarta Divisione.

Tuttavia, all'assemblea federale di agosto 1925 si decise di riformare il campionato creando un campionato di massima divisione a girone unico a 16 squadre a partire dalla stagione 1926-1927. La cosiddetta "Commissione dei Tredici", incaricata di stilare la riforma nei dettagli, stabilì di dividere la Lega Nord in due comitati: la Lega Nord propriamente detta avrebbe organizzato a partire dalla stagione 1925-1926 i campionati di Prima e Seconda Divisione, mentre alla neonata Lega delle Società Minori furono delegate le finali interregionali della Terza Divisione (nonché la supervisione dell'operato dei Comitati Regionali organizzatori della Terza e Quarta Division; la Lega delle "Società Maggiori" aveva sede a Torino, quella di 3ª e 4ª Divisione aveva sede a Genova. Secondo il piano di riforma stilato dalla Commissione delle tredici a partire dalla stagione 1926-27 la Divisione Nazionale (girone unico a sedici squadre) sarebbe stata organizzata direttamente dalla Federazione, mentre alla Lega Nord delle società maggiori sarebbero stati delegati l'organizzazione di Prima e di Seconda Divisione (entrambe strutturate su due gironi interregionali da 12 squadre ciascuno). La Lega Nord delle Società Minori avrebbe continuato a coordinare l'attività dei Comitati Regionali e avrebbe organizzato direttamente le finali interregionali della Terza Divisione.

La Lega Nord venne sciolta nel 1926 in seguito alla Carta di Viareggio, un importante riforma dei campionati che eliminò la dicotomia tra Nord e del Sud. Le migliori diciassette classificate vennero ammesse in Divisione Nazionale (a due gironi, invece del girone unico previsto nel piano originario di riforma) insieme alle migliori tre squadre centromeridionali, mentre le peggiori sette rimasero nella degradata Prima Divisione, il tutto però gestito dall'ente autoritario che successe alla Lega, il Direttorio Divisioni Superiori, da cui nel dopoguerra nacque la Lega Nazionale Professionisti. Alla Lega Nord delle società minori succedette il Direttorio Divisioni Inferiori Nord, a cui fu demandata l'organizzazione della nuova Seconda Divisione, oltre alle finali interregionali della Terza Divisione.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1921-1924
Ulisse Baruffini
  • 1924-1925
Enrico Olivetti
  • 1925
Giuseppe Cavazzana
  • 1925-1926
Enrico Olivetti

Lega delle "società minori"[modifica | modifica wikitesto]

  • 1925-1926
Giuseppe Cavazzana

Formula dei campionati[modifica | modifica wikitesto]

La formula ordinaria del massimo campionato prevedeva due gironi da 12 squadre ciascuno, mentre solo nel 1923 furono tre. Le vincitrici si sarebbero sfidate in una finale in andata e ritorno per determinare il Campione settentrionale. Una sfida avrebbe poi messo di fronte i vincitori del Nord con quelli del Sud al fine di assegnare il titolo di Campione d'Italia in una finalissima, anche se quest'ultima era spesso una formalità data la netta superiorità delle squadre settentrionali su quelle meridionali.[1] Nella maggior parte delle edizioni la squadra ultima classificata di ciascun girone scendeva l'anno successivo direttamente in Seconda Divisione.[2]

Il campionato di Seconda Divisione inizialmente era strutturato su sei gironi da otto squadre ciascuno. Per la stagione 1922-1923 furono bloccate eccezionalmente le promozioni, mentre fu stabilito che, onde far posto alle dodici retrocedende dalla Prima Divisione senza alcun ricambio, sarebbero retrocesse direttamente la penultima e l'ultima classificata di ciascun girone. Inoltre le terzultime si sarebbero giocate la permanenza in Seconda Divisione disputando spareggi di qualificazione contro i campioni regionali della Terza Divisione. Con la stagione 1923-1924 fu stabilito che la prima e la seconda classificata del girone finale sarebbero state promosse direttamente in Prima Divisione, mentre la terza e la quarta avrebbero disputato spareggi di qualificazione al campionato di Prima Divisione successivo contro le undicesime classificate della Prima Divisione. Onde ridurre il campionato a 36 squadre, fu mantenuta la retrocessione diretta per la penultima e l'ultima classificata di ciascun girone, estendendola anche alla terzultima classificata, poiché fu stabilito che i campioni regionali di Terza Divisione sarebbero stati promossi direttamente in Seconda. A fine stagione, a causa della decisione di allargare il campionato a 40 squadre e al contempo aumentare il numero delle partecipanti dalle Terre Redente della Venezia Giulia, fu stabilito di far disputare spareggi di qualificazione tra le terzultime classificate e squadre della Venezia Giulia. Nella stagione 1924-1925 il campionato si strutturò su quattro gironi interregionali di 10 squadre ciascuno. Il meccanismo delle promozioni rimase inalterato rispetto alla stagione precedente, mentre per quanto riguarda le retrocessioni fu stabilito che l'ultima di ogni girone sarebbe retrocessa direttamente, mentre le penultime erano ammesse a un girone salvezza a quattro squadre nel quale solo la prima si salvava (poiché dovevano retrocedere sette squadre). Nella stagione 1925-1926 fu invece stabilito che le prime quattro classificate di ogni girone sarebbero state "promosse" in Prima Divisione (che in realtà a partire dalla stagione successiva avrebbe costituito il nuovo secondo livello, a causa della creazione della Divisione Nazionale) mentre le ultime tre sarebbero retrocesse nei campionati regionali di Terza Divisione. Le retrocessioni in Terza Divisione furono poi annullate dalla Carta di Viareggio.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Campione Ris. 2º posto eliminato dal Campione eliminato dal finalista
1922
Dettagli
Pro Vercelli 0-0/2-1 Genoa Novara Alessandria
Stagione Campione P.ti 2º posto 3º posto
1923
Dettagli
7 pti
Stagione Campione Ris. 2º posto eliminato dal Campione eliminato dal finalista
1924
Dettagli
Genoa And.: 1-0
Rit.: 2-0 tav.
Bologna Padova Torino
1925
Dettagli
Bologna And.: 1-2
Rit.: 2-1
Spareggi: 2-2/1-1/2-0
Genoa Pro Vercelli Modena
1926
Dettagli
Juventus And.: 2-2
Rit.: 0-0
Spareggio: 2-1
Bologna Cremonese Torino

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Solo in un'occasione il campione della Lega Sud non si fece travolgere dal campione della Lega Nord: fu il Savoia di Torre Annunziata che perse per 4-2 (3-1 e 1-1) la finalissima contro il Genoa.
  2. ^ Eccedettero alla regola le stagioni 1922, nella quale le ultime classificate settentrionali disputavano spareggi salvezza contro le migliori compagini di Seconda Divisione ( Stefano Olivari, Lo stile di Rosetta, in blog.guerinsportivo.it, 15 febbraio 2011. URL consultato il 13 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2013).), e 1923 con quattro retrocessioni dirette. Nel 1924 e 1925, inoltre, furono le undicesime classificate a disputare dei play-out (anche se nel 1925 non si disputarono per rinuncia delle squadre di Seconda Divisione ammesse), mentre nel 1925, a causa dell'iscrizione in sovrannumero del Mantova, uno dei due gironi fu eccezionalmente a 13 squadre, per cui si stabilì che anche la penultima classificata di questo raggruppamento sarebbe retrocessa.
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