Divisione Nazionale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Divisione Nazionale fu il nome del massimo campionato di calcio italiano per un triennio alla fine degli anni venti, nonché durante le stagioni 1943-1944 e 1945-1946.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Fu istituita nel 1926 in seguito alla riforma dei campionati prevista dalla Carta di Viareggio, documento voluto dal regime fascista al fine di sottomettere il mondo del calcio alla propria autorità totalitaria.

Il campionato italiano era disputato ad inizio secolo solo da squadre dell'Italia settentrionale, e solo nel 1912 fu istituito un torneo del Sud, la cui vincitrice avrebbe sfidato i campioni del Nord per l'assegnazione dello scudetto. Il tasso tecnico fra le squadre delle due parti della penisola era però totalmente sproporzionato, e le finalissime nazionali si risolvevano di regola in pesanti rovesci per le rappresentanti meridionali.

Il fascismo, in linea coi propri ideali nazionalistici e di unità nazionale, volle superare dunque questa dicotomia inserendo in un campionato esteso a tutta la Penisola sia squadre del Nord che le migliori società del Sud. Vennero dunque prescelti due sodalizi di Roma e uno di Napoli che potessero contendersi il titolo con le blasonate formazioni del Nord.

Dopo un anno tuttavia l'esperimento sembrò già in crisi poiché tutte e tre le rappresentanti del Sud erano risultate retrocesse, schiacciate dalla potenza delle rivali settentrionali. Federazione e Governo non si diedero però per vinti: ribadendo i propri propositi, ripescarono le malcapitate e allargarono il campionato. Era chiaro tuttavia come la nuova struttura del campionato fosse altamente instabile e necessitasse di una nuova riforma.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La formula originaria del campionato prevedeva due gironi da 10 squadre ciascuno, gestiti da un apposito organismo, il Direttorio Divisioni Superiori. Le tre migliori formazioni di ciascun raggruppamento sarebbero poi state riunite in un nuovo gruppo unico valido per l'assegnazione dello scudetto. Le escluse avrebbero partecipato invece a un torneo di consolazione, la Coppa CONI. Nel 1927 le magre figure riportate dalle società del Sud comportarono l'allargamento del torneo da 20 a 22 squadre, e anche la fase finale fu portata da sei a otto partecipanti nell'intento di coinvolgere un maggior numero di città nella lotta per il titolo.

Retrocessioni[modifica | modifica wikitesto]

In teoria il regolamento avrebbe previsto che le ultime due classificate di ogni raggruppamento retrocedessero nella declassata Prima Divisione (nel 1927-28 furono portate a tre per girone per far ritornare la categoria a 20 squadre dopo il momentaneo allargamento a 22). In realtà i continui ripescaggi comportarono de facto il blocco delle retrocessioni sia per il 1927 sia, come vedremo, per il 1928.

Vincitori[modifica | modifica wikitesto]

Questa è la lista delle squadre vincitrici della Divisione Nazionale:

La nascita della Serie A[modifica | modifica wikitesto]

La Divisione Nazionale intesa come campionato unico ebbe breve vita. Il suo meccanismo, instabile, era già in origine concepito come una fase di passaggio. Nel 1928 venne così deciso di fare finalmente il grande passo e istituire un girone unico nazionale come avveniva da decenni in Inghilterra. Il torneo fu quindi, come misura transitoria, autoritativamente allargato a 32 squadre per la stagione 1928-29. Al termine dell'annata, in base alla classifica, le società sarebbero state suddivise in due gruppi o, meglio, due serie: le peggiori avrebbero formato la Serie B, mentre le migliori sarebbero state le fondatrici del nuovo campionato italiano, la Serie A.

A dire la verità la Divisione Nazionale non sparì del tutto: il nome completo della nuova massima competizione sarebbe stato Divisione Nazionale Serie A, come quello del torneo cadetto Divisione Nazionale Serie B, appellativi che continueranno ad essere usati nei decenni successivi specialmente da alcuni dei più anziani giornalisti sportivi. La Divisione Nazionale non fu quindi abolita: fu semplicemente divisa in due serie, la Divisione Nazionale A e la Divisione Nazionale B, come sarebbe accaduto in seguito (nel 1978) con la Serie C, scissa in C1 e C2. Nel 1935 fu istituita una ulteriore Serie della Divisione Nazionale, la Divisione Nazionale C, o semplicemente Serie C, questa però non a girone unico, ma a gironi plurimi. Solo nei primi anni del dopoguerra, la denominazione completa delle tre serie andò in disuso e il termine Divisione Nazionale finì con l'essere tagliato dalla denominazione: sui giornali e sugli almanacchi dell'anteguerra, sopra le classifiche, i campionati erano definiti come Divisione Nazionale - Serie A, Divisione Nazionale - Serie B e Divisione Nazionale - Serie C.

calcio Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio