Serie A

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Serie A
Logo della competizione
Altri nomi Serie A TIM
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Federazione FIGC
Paese Italia Italia
Organizzatore Lega Serie A
Titolo Campione d'Italia
Cadenza annuale
Apertura fine agosto
Chiusura maggio
Partecipanti 20 squadre
Formula Girone all'italiana A/R
Retrocessione in Serie B
Sito Internet legaseriea.it
Storia
Fondazione 1929-1930[1]
Detentore Juventus
Record vittorie Juventus (31)
Edizione in corso Serie A 2015-2016
Scudetto.svg
Trofeo o riconoscimento

La Serie A, ufficialmente chiamata Serie A TIM per ragioni di sponsorizzazione[2], è il massimo livello professionistico del campionato italiano di calcio. È gestita dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A, che il 1º luglio 2010 si scinse dalla Lega Nazionale Professionisti B (che gestisce il campionato cadetto).[3]

Il campionato italiano occupa la quarta posizione del ranking UEFA alle spalle di: Liga BBVA, Bundesliga e Premier League.[4] È invece seguita da Primeira Liga e Ligue 1.[5]

Formula e squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale formula della Serie A, nota come «girone unico», viene inaugurata nella stagione 1929-30.[6] Prevede un girone all'italiana con gare di andata e ritorno, assegnando 3 punti per la vittoria (regola introdotta nel 1994-95)[7], 1 punto a testa per il pareggio e nessun punto per la sconfitta.

Alla conclusione del campionato, la squadra classificata al primo posto viene premiata con lo Scudetto (titolo di campione d'Italia) e l'accesso diretto alla Champions League insieme alla seconda, mentre la terza si qualifica per il turno di play-off.[8] All'Europa League partecipano le squadre giunte al quarto e quinto posto, insieme alla vincitrice della Coppa Italia: la quarta classificata e la detentrice della coppa nazionale entrano nei gironi, mentre la quinta prende parte al terzo turno preliminare.[8] In caso di qualificazione alla Champions tramite piazzamento per la vincente della Coppa Italia, in suo luogo viene ripescata la squadra classificatasi in sesta posizione.[9] Le squadre dal 18º al 20º posto retrocedono nella divisione inferiore, la Serie B.

Per le eventuali situazioni di parità nel punteggio, la classifica avulsa (calcolata in base ai punti ottenuti negli scontri diretti) ha sostituito il ricorso allo spareggio. Gli altri criteri previsti sono, nell'ordine: differenza reti dei confronti diretti, differenza reti totale, maggior numero di gol segnati in campionato, sorteggio.[10]

Il numero di squadre partecipanti è variato più volte nel corso della storia del girone unico. L'attuale organico comprende 20 società, secondo il formato inaugurato nel 2004-05. In precedenza, il numero di squadre era di 16 oppure 18: l'unica eccezione è rappresentata dal torneo 1947-48, che ha visto 21 partecipanti al via.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Coppa Campioni d'Italia, Scudetto e Stella (calcio).
Il calciatore Giacinto Facchetti, nella stagione 1966-67, mostra sulla maglia lo scudetto e la stella.

Nella stagione successiva alla vittoria del Campionato, la squadra campione d'Italia può sfoggiare sulla propria divisa lo scudetto (simboleggiante l'affermazione nel precedente torneo). Il suddetto distintivo richiama i colori della bandiera nazionale e ha la forma di uno scudo: la sua introduzione è avvenuta nel 1924-25, quando venne indossato dal Genoa. Dalla stagione 1960-61 il club vincitore viene inoltre premiato con la Coppa Campioni d'Italia, il trofeo ufficiale della Serie A.

Nel 1958, da un'idea di Umberto Agnelli, fu deciso di assegnare una speciale stella ai club che avessero raggiunto il traguardo dei dieci successi nella massima serie italiana. Tale simbolo è composto da una stella dorata a 5 punte, cucita sulle divise dei club e solitamente accompagnata allo stemma societario. La Juventus, dopo la conquista del suo decimo scudetto nella stagione 1957-1958, fu la prima squadra italiana ed europea[11] a fregiarsi sulla maglia di un distintivo commemorativo per una vittoria sul campo, seguita nei decenni seguenti dall'Inter e dal Milan; i bianconeri, fin qui unici nel calcio italiano, conquistarono poi il diritto a fregiarsi ulteriormente di una seconda e terza stella, rispettivamente, in occasione del conseguimento del ventesimo e trentesimo scudetto.

Le attuali società assegnatarie delle stelle in Serie A sono:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Serie A.

Il primo campionato italiano di calcio si svolse nel 1898 e venne vinto dal Genoa, compagine che monopolizzò i primi decenni del torneo, assieme alla Pro Vercelli, negli anni dieci e venti del XX secolo.

Una fase di gioco del primo campionato di calcio disputato in Italia, l'8 maggio del 1898.

Fin dagli albori l'organizzazione è sempre stata affidata all'odierna FIGC salvo per la stagione 1921-1922, quando un mancato accordo tra i club circa il progetto Pozzo portò a uno "scisma" nel calcio italiano, con la creazione di due differenti tornei, uno della FIGC vinto dalla Novese, e un altro della CCI conquistato dalla Pro Vercelli; il successivo compromesso Colombo sanò la frattura e riportò alla riunificazione dei campionati nell'annata 1922-1923.

Sino alla fine degli anni venti il titolo italiano venne generalmente assegnato attraverso gironi plurimi su base territoriale, e successive fasi a eliminazione diretta; dalla stagione 1929-1930 il torneo si svolge invece stabilmente secondo la formula del girone unico, prendendo al contempo l'attuale denominazione di Serie A.

Questa data segnò di fatto uno spartiacque nella storia del campionato: da allora, la maggior parte delle affermazioni è infatti stata appannaggio delle cosiddette tre "grandi", ovvero la Juventus – il club più scudettato –, l'Inter e il Milan. Un dominio, quello dell'asse Milano-Torino, cui solo il Bologna e il Torino, limitatamente al periodo interbellico e al secondo dopoguerra, seppero porre un serio e soprattutto non episodico contrasto.

Nei decenni successivi, blasonate realtà come Roma, Fiorentina, Lazio e Napoli sono riuscite ciclicamente a conquistare il titolo, senza tuttavia mai dare continuità alle loro vittorie, a differenza del già citato trio lombardo-piemontese. Sono inoltre degni di nota alcuni sorprendenti exploit di club tradizionalmente lontani dal calcio di vertice: assieme al trionfo del Casale agli inizi del Novecento, rimangono nella memoria del girone unico le singole affermazioni del Cagliari alla fine degli anni sessanta, del Verona a metà anni ottanta e della Sampdoria all'inizio degli anni novanta.

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Le squadre[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Classifica perpetua della Serie A dal 1929.

Sono 65 le squadre ad aver preso parte agli 84 campionati di Serie A a girone unico che sono stati disputati a partire dal 1929-1930 fino alla stagione 2015-2016 (della quale si riportano in grassetto le squadre militanti):

Organico odierno[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti delle squadre[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del campionato italiano di calcio.

Ecco i migliori piazzamenti delle squadre che hanno preso parte agli 83 campionati di Serie A dal torneo 1929-1930 al 2014-2015 raffrontate a tutti i piazzamenti nel campionato italiano. Dal 1898 a oggi il campionato è stato vinto, almeno una volta, da sedici squadre diverse, ma solo dodici di queste sono diventate "campioni d'italia" dall'introduzione del girone unico nel 1929-1930.

Campionato italiano di calcio Serie A
Squadra 1º posto 2º posto 3º posto 1º posto 2º posto 3º posto Podi (%) Presenze
Juventus 32[12] 21 13 30[13] 17 10 70% 82
Milan 18 14 17 15 13 16 54% 81
Inter 18 14 14 16 14 14 53% 83
Torino 8[12] 6 7 5 4 7 23% 71
Genoa 8[12] 4 2 0 1 1 4% 48
Bologna 7 4 3 5 3 3 16% 68
Pro Vercelli 7 1 0 0 0 0 0% 6
Roma 3 13 5 3 13 5 26% 82
Lazio 2 6 7 2 3 7 17% 72
Napoli 2 5 9 2 5 9 23% 69
Fiorentina 2 5 6 2 5 6 17% 77
Cagliari 1 1 0 1 1 0 6% 36
Sampdoria 1 0 1 1 0 1 3% 58
Verona 1 0 0 1 0 0 4% 26
Casale 1 0 0 0 0 0 0% 4
Novese 1 0 0 0 0 0 0% 0
Milanese 0 2 1 0 0 0 0% 0
Livorno 0 2 0 0 1 0 6% 18
Vicenza 0 2 0 0 1 0 3% 30
Alba Roma 0 2 0 0 0 0 0% 0
Internaz. Torino 0 2 0 0 0 0 0% 0
Parma 0 1 2 0 1 2 13% 24
Udinese 0 1 2 0 1 2 7% 42
Venezia 0 1 1 0 0 1 8% 12
Perugia 0 1 0 0 1 0 8% 13
Triestina 0 1 0 0 1 0 4% 26
Pisa 0 1 0 0 0 0 0% 7
Sampierdarenese 0 1 0 0 0 0 0% 3
Fortitudo 0 1 0 0 0 0 0% 0
Savoia 0 1 0 0 0 0 0% 0
FC Torinese 0 1 0 0 0 0 0% 0
Andrea Doria 0 0 2 0 0 0 0% 0
Modena 0 0 1 0 0 1 8% 13
Padova 0 0 1 0 0 1 6% 16
Alessandria 0 0 1 0 0 0 0% 13
Totale 112 114[14] 95[15] 83 85[16] 86[17] - -

In tre occasioni una squadra (intesa come sezione calcistica di un club) ha vinto lo scudetto nell'anno del centenario della propria istituzione; la prima volta capitò alla Juventus nel 1996-1997, poi al Milan nel 1998-1999, e infine all'Inter nel 2007-2008. Se, tuttavia, prendiamo come riferimento il centesimo anniversario di fondazione delle società in quanto tali, all'elenco precedente va aggiunta la Lazio, vincitrice del campionato nel 1999-2000.[18]

Primati della Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche della Serie A.

Media spettatori[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito un diagramma a barre che indica le medie spettatori negli stadi dalla stagione 1990-91 al 2012-13.

Spettatori Serie A 91-13.svg

Diritti televisivi ed orari di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diritti televisivi del calcio in Italia.
Le telecamere della RAI inquadrano Giovanni Trapattoni, in un'immagine risalente alla fine degli anni Settanta.

Durante i primi anni di vita, la RAI poteva trasmettere in diretta televisiva le gare del massimo campionato. Fu importante, dal punto di vista della copertura mediatica, la nascita di programmi come La Domenica Sportiva, Tutto il calcio minuto per minuto e 90º minuto attraverso i quali i tifosi potevano seguire gli incontri in diretta (per via radiofonica) e vederne la sintesi (in televisione). L'organizzazione mediatica conobbe un riscontro da parte di quella sportiva, creando un modello di "calcio da stadio": l'esigenza di contemporaneità delle gare prevedeva il fischio d'inizio alla stessa ora, nel pomeriggio domenicale, per tutti i campionati.[19] L'orario era variabile, con un'oscillazione compresa tra le 14:30 e le 16:30. È della stagione 1999-00 l'introduzione di un orario unico per il pomeriggio, le 15:00.

L'ingresso della pay TV contribuì alla monopolizzazione dei diritti televisivi, onde consentire la visione esclusiva ai soli proprietari dell'abbonamento. Il campionato fu quindi costretto all'adeguamento in funzione di esigenze televisive e non sportive: per volere dell'azienda televisiva nacquero il posticipale domenicale (in notturna) e gli anticipi del sabato (in orari pomeridiano e serale), nel tentativo di evitare la concomitanza con le coppe. Venne così a cadere la contemporaneità delle partite, rispettata soltanto negli ultimi mesi (per non incidere sulla regolarità del torneo).[20] Il nuovo modello si riversò anche sul calendario, anticipando l'inizio dei campionati dall'autunno alla fine dell'estate (agosto-settembre).

Con l'ulteriore influsso delle televisioni a pagamento e l'ampliamento dei calendari, vengono imposti dei nuovi orari di gioco: i turni infrasettimanali (nella serata del mercoledì), il "lunch match" (alle 12:30 della domenica) e il "week-end lungo" (con spalmatura delle gare dal venerdì al lunedì).[21] Motivi di praticità comportano anche l'anticipo della giornata pasquale al sabato santo e, limitatamente al mese di agosto, la disputa delle gare in orario notturno (per evitare l'eccessivo caldo diurno).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Con il formato del girone unico. La prima edizione assoluta risale al 1898, con la denominazione di "Campionato Nazionale di Football 1898".
  2. ^ Serie A, B e Coppa Tim sponsor unico, La Gazzetta dello Sport, 26 maggio 1998.
  3. ^ Al via la nuova Lega A, in Ansa.it, 1° luglio 2010. URL consultato il 2 luglio 2010.
  4. ^ Francesco Saverio Intorcia, L'Italia frena nel ranking, ma dal 2017/18 in Champions torneranno in quattro, Repubblica.it, 15 maggio 2015.
  5. ^ Ranking UEFA competizioni per club, Uefa.com, 2 ottobre 2015.
  6. ^ Andrea Schianchi, E il pallone diventò figlio unico, La Gazzetta dello Sport, 29 settembre 2000.
  7. ^ Istruzioni per l'uso, la Repubblica, 13 giugno 1994.
  8. ^ a b A partire dalla stagione 2015-16, in conseguenza della riforma attuata dalla federazione europea, il piazzamento potrebbe valere l'accesso al terzo turno preliminare qualora le detentrici delle due coppe continentali non abbiano raggiunto la qualificazione tramite il proprio campionato. Per quanto riguarda l'Europa League, il quinto posto non comporterà più l'accesso al turno di play-off.
  9. ^ Ciò avverrà sempre a partire dal 2015-16. Viene così abrogata la precedente norma, secondo cui se la vincente della coppa fosse già qualificata alla Champions League al suo posto avrebbe partecipato la finalista perdente (avendo il torneo europeo una maggiore importanza rispetto al campionato italiano). La logica della norma deriva dall'origine storica della stessa, ereditata dal regolamento della Coppa delle Coppe UEFA (soppressa nel 1999). Nelle classiche coppe europee infatti, la qualificazione europea delle finaliste perdenti delle coppe nazionali scattava unicamente nel caso della contemporanea ammissione delle finaliste vincitrici alla Coppa dei Campioni, manifestazione superiore alla Coppa delle Coppe, che tuttavia a sua volta era superiore alla Coppa UEFA. Nei tre lustri successivi all'abolizione del torneo dei vincitori di coppa dunque, nel caso della qualificazione all'Europa League della vincitrice di una coppa nazionale, non scattava il ripescaggio della finalista perdente, come prima del 1999 non si qualificava alle coppe europee la squadra che avesse perso la finale di Coppa Italia contro una formazione piazzatasi in campionato in zona UEFA.
  10. ^ Panini, p. 46
  11. ^ (EN) Notizia su FIFA.com
  12. ^ a b c Il titolo del 1914-1915 fu assegnato al Genoa senza probabilmente la definizione del primo posto. Il titolo del 1926-1927 fu revocato al Torino senza che il primo posto dei granata venisse annullato. Il titolo del 2004-2005 fu revocato alla Juventus senza che il primo posto dei bianconeri venisse annullato.
  13. ^ Il titolo del 2004-2005 fu revocato alla Juventus senza che il primo posto dei bianconeri venisse annullato.
  14. ^ Nel 1914-1915 il secondo posto non fu definito. Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina furono seconde a pari merito.
  15. ^ È ignoto se ci sia stata una terza piazzata nel 1898. Dal 1899 al 1904, nel 1909, dal 1910-1911 al 1925-1926 e nel 1928-1929 non ci furono terze classificate. Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina si piazzarono seconde a pari merito. Negli anni 1927-1928, 1932-1933, 1937-1938, 1953-1954, 1955-1956 due squadre si posizionarono terze ex aequo.
  16. ^ Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina furono seconde a pari merito.
  17. ^ Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina si piazzarono seconde a pari merito. Negli anni 1932-1933, 1937-1938, 1953-1954, 1955-1956 due squadre si posizionarono terze ex aequo.
  18. ^ L'anno di formazione della Polisportiva S.S. Lazio fu il 1900, mentre il settore football biancoceleste sorse presumibilmente nel 1910. Negli altri tre casi, la nascita della compagine e della relativa squadra di calcio sono sempre coincise. Cfr. Storia del Comitato Regionale Lazio – capitolo I, crlazio.info. URL consultato l'8 luglio 2013.
  19. ^ Roberto Perrone, Calcio alla stessa ora? Bello e impossibile, Corriere della Sera, 30 marzo 2004, p. 47. (archiviato dall'url originale il ).
  20. ^ Fabio Monti, Partite tutte alla stessa ora (nelle ultime quattro giornate), Corriere della Sera, 4 maggio 2010, p. 42. (archiviato dall'url originale il ).
  21. ^ Antonello Capone, Così cambia la Serie A Si gioca da venerdì a lunedì, La Gazzetta dello Sport, 13 gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Almanacco illustrato del Calcio 2015, Modena, Franco Cosimo Panini Editore, 2014.
  • Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano, Bologna, Guerin Sportivo, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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