Serie A

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Serie A
Logo della competizione
Altri nomi Serie A TIM
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Federazione FIGC
Paese Italia Italia
Organizzatore Lega Serie A
Titolo Campione d'Italia
Cadenza Annuale
Apertura Fine agosto
Chiusura Maggio
Partecipanti 20 squadre
Formula Girone all'italiana A/R
Retrocessione in Serie B
Sito Internet legaseriea.it
Storia
Fondazione 1929-1930[N 1]
Detentore Juventus
Record vittorie Juventus (33)
Edizione in corso Serie A 2016-2017
Scudetto.svg
Trofeo o riconoscimento

La Serie A è il più alto livello professionistico del campionato italiano di calcio, gestito dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A.[1] La denominazione ufficiale è Serie A TIM, a seguito di un contratto di sponsorizzazione con l'omonima compagnia telefonica.[2]

Dipendente a livello disciplinare dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), la Serie A propriamente detta (a girone unico) fu inaugurata nel 1929, sebbene la prima edizione della massima serie del calcio italiano risalga al 1898. La squadra più titolata è la Juventus, vincitrice di 33 titoli, di cui 2 antecedenti la costituzione del girone unico. L'Inter, altresì, è l'unica squadra ad avere disputato tutte le 85 edizioni (dal 1929 al 2017).

La Serie A occupa - ad aprile 2017 - il 4º posto nel ranking UEFA.[3]

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 2004-05 alla Serie A partecipano 20 squadre, con 3 retrocessioni a fronte di 3 promozioni dalla B.[4] Il formato è stato definito nel 1929-30, con la nascita del girone unico: alla prima edizione presero parte 18 formazioni, con un regolamento mai variato.[4] Le squadre si affrontano secondo il sistema detto "all'italiana", con partite di andata e ritorno.[5] Sono assegnati, in classifica, 3 punti per ciascuna vittoria, un punto a testa per ogni pareggio e nessun punto per la sconfitta.[6] In caso di parità nella graduatoria finale, si tiene conto di questi criteri: punti ottenuti negli scontri diretti, differenza reti dei confronti diretti, differenza reti totale, maggior numero di gol segnati, sorteggio.[5] Tali parametri sostituiscono, dal 2005-06, lo spareggio che veniva disputato alla conclusione regolare del campionato.

Il 1º posto in classifica finale comporta la vittoria dello scudetto, oltre alla qualificazione diretta per la Champions League.[N 2] Tale privilegio riguarda anche la 2ª classificata, mentre la terza è ammessa ai play-off della stessa competizione.[5] All'Europa League partecipano altri 3 club: quelli giunti al 4º e 5º posto, oltre alla vincente della Coppa Italia.[5][7] A retrocedere in cadetteria sono le ultime 3 classificate, rimpiazzate dalle prime 3 della divisione inferiore: la 1ª e 2ª, unitamente alla vincitrice dei play-off (oppure della 3ª, se questi non si disputano).[5]

Trofeo e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Coppa Campioni d'Italia, Scudetto (sport) e Stella (calcio).
Il calciatore Giacinto Facchetti, nella stagione 1966-1967, mostra sulla maglia lo scudetto e la stella.

Per tutta la stagione successiva alla vittoria del Campionato, la squadra campione d'Italia può sfoggiare sulla propria divisa lo scudetto (simboleggiante l'affermazione nel precedente torneo). Il suddetto distintivo richiama i colori della bandiera nazionale e ha la forma di uno scudo: la sua introduzione è avvenuta nel 1924-25, quando venne indossato dal Genoa. Dalla stagione 1960-61 il club vincitore viene inoltre premiato con la Coppa Campioni d'Italia, il trofeo ufficiale della Serie A.

Nel 1958, da un'idea di Umberto Agnelli, fu deciso di assegnare una speciale stella ai club che avessero raggiunto il traguardo dei dieci successi nella massima serie italiana. Tale simbolo è composto da una stella dorata a 5 punte, cucita sulle divise dei club e solitamente accompagnata allo stemma societario. La Juventus, dopo la conquista del suo decimo scudetto nella stagione 1957-1958, fu la prima squadra al mondo[8] a fregiarsi sulla maglia di un distintivo commemorativo — e permanente — per una vittoria sul campo; in Italia, venne seguita nei decenni successiva prima dall'Inter e poi dal Milan. I bianconeri, fin qui unici nel calcio italiano, conquistarono poi il diritto a fregiarsi ulteriormente di una seconda e terza stella, rispettivamente, in occasione del conseguimento del ventesimo e trentesimo scudetto.

Le attuali società assegnatarie delle stelle in Serie A sono:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Serie A.
Un'immagine del primo campionato italiano, svoltosi in un'unica giornata a Torino l'8 maggio 1898.

Nato nel 1898, i primi due decenni del campionato italiano, ancora caratterizzato da un'organizzazione amatoriale nonché da uno scarso interesse del pubblico,[9] furono segnati dai frequenti successi di Genoa — prima squadra a fregiarsi del titolo di campione d'Italia — e Pro Vercelli,[10] le quali si spartirono gran parte dei titoli. La FIGC ha organizzato sin dalla prima edizione il campionato in piena autonomia, eccezion fatta per la stagione 1921-1922: allorché le società non raggiunsero un accordo con l'appena lanciato progetto Pozzo si arrivò alla disputa di due diversi tornei, uno dei quali organizzato dalla CCI. Già dalla stagione successiva, il compromesso Colombo sanò la frattura e permise di riunificare i tornei.[11]

Sino alla fine degli anni 1920 il titolo italiano — che dal 1925, cioè dall'introduzione della patch dello scudetto, per metonimia viene usualmente definito tale — veniva assegnato attraverso gironi plurimi su base territoriale, e successive fasi a eliminazione diretta; dall'edizione del 1929-1930 il torneo si svolge invece secondo la formula del girone unico (già fugacemente sperimentata nella stagione 1909-1910), prendendo al contempo la denominazione di Serie A, che mantiene sino a oggi. L'entrata negli anni 1930 fu uno spartiacque nella storia del calcio tricolore, sia sul piano sportivo, sia soprattutto sociale: all'inizio di un'epoca segnata dalle affermazioni pressoché costanti delle «tre grandi»,[12] ovvero la Juventus — la squadra più titolata d'Italia —, il Milan e l'Inter, si aggiunse infatti un sempre maggiore seguito da parte di tifosi e mass media, facendo definitivamente del calcio lo sport nazionale italiano, soppiantando il ciclismo.[9]

A contrastare non episodicamente il dominio dell'asse milanese-torinese sono state, limitatamente al periodo interbellico e al secondo dopoguerra, il Bologna e l'altra torinese, il Torino. Nei decenni seguenti, oltre a rossoblù e granata, altre realtà come Fiorentina, Lazio, Roma — a suo tempo la prima squadra del Centro-Sud a rompere l'egemonia nordista in campionato, nell'edizione 1941-1942 — e Napoli hanno ciclicamente iscritto i propri nomi nell'albo d'oro della massima divisione, senza tuttavia dare continuità alle loro vittorie;[13] ancor più rari sono stati gli exploit di club tradizionalmente lontani dal calcio di vertice, come Casale e Novese (questo ultimo, nella controversa stagione del sopracitato «scisma» tra FIGC e CCI) agli inizi del XX secolo, e Cagliari, Verona e Sampdoria nella seconda metà del Novecento.

La Juventus è il club più titolato d'Italia, con 33 scudetti dal 1905 (sopra) a oggi.

Sul piano della competitività, la scelta della Lega Nazionale Professionisti di bandire l'ingaggio di giocatori e tecnici dai campionati esteri, dopo la disfatta della nazionale al campionato del mondo 1966 in Inghilterra, di fatto portò a una prima crisi della Serie A (ulteriormente aggravata, quattordici anni più tardi, dal primo scandalo del calcioscommesse), che si protrasse fino ai primi anni 1980,[14] quando il massimo campionato italiano scivolò, nella stagione 1981-1982, al dodicesimo posto nel ranking europeo, dietro a tornei generalmente considerati di secondo piano, come quelli di Belgio, Unione Sovietica, Germania Est e Cecoslovacchia.[15]

Inversamente, la Serie A toccò il suo apice, in termini di lustro e visibilità, a cavallo degli anni 1980 e 1990:[16] l'elevato tasso tecnico delle formazioni, arricchite peraltro qualitativamente dalla cosiddetta «riapertura delle frontiere» agli stranieri,[17] e la regolarità di buoni risultati (finali e vittorie) nelle coppe europee[18] — che raggiunse il culmine nella stagione 1989-1990 con la storica conquista di tutte e tre le maggiori competizioni confederali da parte di club italiani, e la conseguente qualificazione di ben 8 formazioni di A alle coppe europee (record poi bissato nell'edizione 1997-1998) —, portò la massima serie italiana a occupare per varie stagioni il primo posto del ranking continentale.[19] A partire dalla seconda metà degli anni 2000, il campionato italiano è invece vittima di un secondo periodo di crisi,[20] minato, tra gli altri, da ciclici scandali relativi all'ambito delle scommesse, disaffezione da parte dei tifosi,[21] la precaria situazione finanziaria dei club[20][22][23] e lo scadimento del livello tecnico.[20][24]

Le squadre[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Classifica perpetua della Serie A dal 1929.

Sono 66 le squadre ad aver preso parte agli 85 campionati di Serie A a girone unico che sono stati disputati a partire dal 1929-1930 fino alla stagione 2016-2017 (della quale si riportano in grassetto le squadre militanti):

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro del campionato italiano di calcio.

Di seguito è riportato l'albo d'oro del campionato italiano di calcio. Dal 1898 a oggi il campionato è stato vinto, almeno una volta, da sedici squadre diverse, ma solo dodici di queste sono diventate "campioni d'italia" dall'introduzione del girone unico nel 1929-1930.

Primati della Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche della Serie A.

Media spettatori[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito un diagramma a barre che indica le medie spettatori negli stadi dalla stagione 1990-91 al 2012-13.

Spettatori Serie A 91-13.svg

Aspetto mediatico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diritti televisivi del calcio in Italia.
Le telecamere della RAI inquadrano Giovanni Trapattoni, in un'immagine risalente alla fine degli anni 1970.

In tempi recenti, il campionato italiano ha subìto l'influenza televisiva a livello planetario.[37][38] Il potere, sempre più crescente, delle televisioni ha infranto un'antica tradizione[38]: la contemporaneità degli incontri.[37] Sin dall'arrivo del girone unico, era consuetudine che l'intero turno di campionato si disputasse nel pomeriggio della domenica[38]: le partite iniziavano in orario variabile (tra le 14:30 e le 16:30), con la copertura radiofonica garantita da "Tutto il calcio minuto per minuto".[37] Il calendario della Serie A era allineato con quelli delle coppe europee, programmate invece il mercoledì.[37] Inoltre, il ridotto numero di partecipanti (16 oppure 18 formazioni) permetteva di fissare il via della stagione nel mese di settembre, se non addirittura in ottobre.[37][39] È da segnalare, anche, un ulteriore aspetto: in coincidenza con le gare della Nazionale, il campionato era solito osservare una sosta la domenica precedente oppure successiva.[37]

L'influsso televisivo ha, invece, modificato radicalmente l'impostazione del torneo.[38] L'inizio è fissato già ad agosto, con la sessione estiva di mercato ancora aperta.[39] Gli incontri vengono ripartiti su più giorni e orari: sono possibili gare infrasettimanali, anticipi al venerdì, posticipi al lunedì e partite alle 12:30 della domenica.[38] Le soste per la Nazionale cadono in periodi fissi, la maggior parte dei quali durante il girone di andata.[37] La pausa natalizia interessa invece l'ultimo week-end dell'anno, con ripresa a gennaio (solitamente a ridosso dell'Epifania).[38][40] Il calendario sempre più spezzettato rende, inoltre, difficile l'individuazione di date libere per eventuali partite da recuperare[38]: esse vengono, solitamente, programmate a metà settimana.[38][N 3]

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Con il formato del girone unico. La prima edizione assoluta risale al 1898 con la denominazione di Campionato Nazionale di Football 1898.
  2. ^ La vittoria del campionato consente di partecipare al torneo dal 1955-56, ovvero dalla sua nascita (con il nome di Coppa dei Campioni). Solamente nel 1974-75 i campioni d'Italia della Lazio non vi presero parte, a causa di una squalifica rimediata dall'UEFA l'anno precedente.
  3. ^ Nei campionati 2002-03 e 2011-12, la 1ª giornata è stata interamente rinviata: i tornei sono così iniziati dalla 2ª, con il recupero della prima in forma di infrasettimanale.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statuto-regolamento della Serie A (in PDF) 1º luglio 2010
  2. ^ Serie A, B e Coppa Tim sponsor unico, in La Gazzetta dello Sport, 26 maggio 1998.
  3. ^ Ranking UEFA competizioni per club, it.uefa.com.
  4. ^ a b Storico, p. 81
  5. ^ a b c d e Panini, p. 52
  6. ^ Fulvio Bianchi, "Basta, sì ai 3 punti", in la Repubblica, 3 maggio 1994, p. 37.
  7. ^ Di norma la 4ª classificata accede ai gironi dell'Europa League insieme ai vincitori della coppa, mentre la 5ª partecipa ai play-off; se la squadra che vince la coppa nazionale è già qualificata per la Champions, la 6ª in classifica è ripescata (con accesso al terzo turno preliminare) con la quinta che viene «promossa» ai gironi.
  8. ^ (EN) «In association football, some national and club sides include one or more stars as part of (or beside) the crest on their shirt to represent important trophies that the team has previously won. According to various football history sources, the first team to adopt a star was Juventus in Italy, who added a star above their crest in 1958 to represent their tenth Serie A title. This was an extension of the convention by which the reigning champions are entitled to display the scudetto on their shirts for the following season. The star was later formally adopted as a symbol for ten titles», cfr. (EN) FIFA awards special 'Club World Champion' badge to AC Milan, fifa.com, 7 febbraio 2008. (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2014).
  9. ^ a b Bernardini, Bisegna, Cirafici, Gorno
  10. ^ "Primi campioni d'Italia", il Genoa lancia la maglia celebrativa, genova.repubblica.it, 9 maggio 2015.
  11. ^ Stefano Olivari, Il compromesso Colombo, blog.guerinsportivo.it, 19 febbraio 2011.
  12. ^ Le tre grandi vanno (bravo Carletto) Roma, solo un derby di mediocrità, repubblica.it, 24 ottobre 2005.
  13. ^ Andrea Schianchi, Gli altri Leicester: storie di piccole che divorano gli squadroni, gazzetta.it, 9 febbraio 2016.
  14. ^ Passerin d'Entrevès
  15. ^ Antonio Bomba, La storia (ufficiale e non) del Ranking UEFA: gli anni '80, tifosobilanciato.it, 24 aprile 2014.
  16. ^ Sebastiano Vernazza, Serie A, ora ci piaci: è il nuovo Rinascimento italiano, gazzetta.it, 2 dicembre 2015.
  17. ^ Andrea Sorrentino, Il boom dei calciatori stranieri. Bravi o scarsi, chi li ferma più?, repubblica.it, 11 gennaio 2008.
  18. ^ C'era una volta la Coppa dello stivale, it.uefa.com, 8 settembre 2006.
  19. ^ Un pallone sempre meno d'oro, il declino della Serie A, wired.it, 10 gennaio 2014.
  20. ^ a b c Giancarlo Padovan, Il declino del calcio italiano, in Il Libro dell'Anno, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011.
  21. ^ Ma che tristezza quegli stadi vuoti, repubblica.it, 5 ottobre 2015.
  22. ^ Marco Iaria, Serie A a un passo dal crac: i debiti salgono da 1,6 a 1,7 miliardi, gazzetta.it, 5 marzo 2015.
  23. ^ Marco Iaria, Serie A, il deficit a 365 milioni: così il sistema non regge più, gazzetta.it, 4 marzo 2016.
  24. ^ All'estero la serie A non piace più, ilsole24ore.com, 26 maggio 2009.
  25. ^ Nella stessa stagione il Campionato Federale di Prima Categoria venne vinto dalla Juventus; tale titolo non è ufficiale, in quanto successivamente disconosciuto dalla FIGC.
  26. ^ Nella stessa stagione il Campionato Italiano di Prima Categoria venne vinto dalla Juventus; tale titolo non è ufficiale, in quanto successivamente disconosciuto dalla FIGC.
  27. ^ Nella stessa stagione il Campionato Italiano di Prima Categoria venne vinto dalla Pro Vercelli; tale titolo non è ufficiale, in quanto successivamente disconosciuto dalla FIGC.
  28. ^ Il campionato fu interrotto il 23 maggio 1915 «in seguito mobilitazione», e mai più terminato. Alla ripresa delle attività, il 9 maggio 1919 La Stampa scriveva: «con una recente deliberazione della Federazione italiana del Gioco del Calcio venne classificato primo nelle gare di campionato 1915 il Genoa Cricket». Altre fonti, invece, fanno risalire la concessione dello scudetto «al Genoa, che al momento della sospensione per la guerra guidava la classifica del girone Italia-Settentrionale» al 23 settembre 1919. Il giornalista Carlo F. Chiesa e la Fondazione Genoa hanno però chiarito che, a causa dei ricorsi di Torino e Inter, la definitiva assegnazione del titolo avvenne solamente nel settembre 1921. L'effettiva attribuzione del 1º posto nella classifica finale è, tuttavia, incerta, cfr. Giuoco del calcio: il Campionato 1914-15 al Genoa?, in L'illustrazione della guerra e la Stampa Sportiva, nº 22 (XIV), 30 maggio 1915, p. 5.; Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano – 1915-1920, nº 8 (C), Guerin Sportivo, agosto 2012, p. 70.
  29. ^ La FIGC proclamò l'Inter campione d'Italia il 6 giugno 1920, al termine delle gare del torneo settentrionale e prima della finalissima contro i vincitori del torneo centromeridionale (a quel tempo ancora in corso), ritenendo a priori le squadre peninsulari incapaci di vincere il titolo in ragione dei risultati negativi ottenuti negli anni precedenti da queste contro quelle nordiche. La finalissima si svolse poi, regolarmente, il 20 giugno e vide la vittoria dell'Inter per 3-2 contro il Livorno: i nerazzurri, pertanto, confermarono sul campo la vittoria del titolo terminando il campionato al 1º posto. Cfr. Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano – 1915-1920, nº 8 (C), Guerin Sportivo, agosto 2012, p. 76.
  30. ^ Edizione del campionato riconosciuta dalla FIGC il 22 luglio 1922 in seguito al Compromesso Colombo.
  31. ^ Titolo conquistato sul campo dal Torino, ma successivamente revocato a causa del caso Allemandi; dalle delibere del Direttorio Federale del Calcio del 3 novembre 1927: «Prese in esame le denunzie pervenute a carico del Torino F.C. ed esperite le opportune indagini [...], al Torino F.C. viene tolto il titolo di campione assoluto d'Italia per l'anno sportivo 1926-27», cfr. La Stampa, nº 263 (LXI), 4 novembre 1927, p. 4.
  32. ^ Nella stagione 1943-1944 la Divisione Nazionale venne vinta dallo Spezia Calcio; tale titolo, seppur ufficiale, non è considerato uno scudetto, in quanto disconosciuto dalla FIGC e successivamente rivalutato come titolo onorifico. La FIGC, inoltre, ritiene lo Spezia Calcio come vincitore della competizione, nonostante il 1º posto nel torneo sia stato ottenuto dal Gruppo Sportivo 42º Corpo dei Vigili del Fuoco, club giuridicamente diverso, cfr. Andreoni, p. 161
  33. ^ Da delibera federale del 22 gennaio 2002: «Alla squadra del 42º Corpo dei Vigili del Fuoco di La Spezia è andato uno speciale emblema calcistico da appuntare sulla divisa [...] ma ciò non può essere paragonato allo scudetto tricolore». In particolare furono deliberate le assegnazioni di: «medaglia d'oro di benemerenza al 42º Corpo dei Vigili del Fuoco di La Spezia; [...] autorizzazione alla società Spezia Calcio 1906 S.p.A. ad apporre sulla divisa ufficiale di giuoco un segno distintivo-logo, nei limiti consentiti dai regolamenti federali, della vittoria del torneo 1943-44, consistente nella riproduzione della Coppa vinta; targa ricordo alla città di La Spezia per la partecipazione», cfr. Gianni Bondini e Antonello Capone, Lo Spezia ha il tricolore, anche se non è lo scudetto, in La Gazzetta dello Sport, 23 gennaio 2002, p. 19. (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).; Campionato 43/44, targa per vittoria dello Spezia, legaserieb.it, 15 luglio 2013. (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2015).
  34. ^ Titolo assegnato a tavolino, a torneo ancora in corso, successivamente alla tragedia di Superga e alla «richiesta avanzata da Inter e Milan, [...] le uniche a trovarsi in tale posizione di classifica da poter raggiungere il Torino [...], anche a nome delle altre società italiane». Da delibera federale del 6 maggio 1949: «Il Consiglio [...] ha deliberato che la proclamazione ufficiale del Torino a Campione d'Italia per la stagione 1948-49 abbia luogo oggi in occasione della cerimonia funebre in onore degli Scomparsi», cfr. Il titolo di campione assegnato ai granata, in La Nuova Stampa, nº 109 (V), 7 maggio 1949, p. 2.; L'Italia e il mondo presenti spiritualmente, in Corriere dello Sport, nº 109 (XXX), 7 maggio 1949, p. 3.. Il Torino terminò comunque il campionato al 1º posto.
  35. ^ a b Il titolo conquistato sul campo nel 2005 e il 1º posto conseguito nel 2006 dalla Juventus furono annullati a causa delle sentenze dello scandalo Calciopoli. Da sentenza della Corte d'Appello Federale del 15 luglio 2006: «La CAF [...] visti gli artt. 1, 2, 6, 13, comma 1, lett. b), f), g), i), l), 14, comma 1, lett. a), c), e) e comma 2, C.G.S., infligge a [...] Juventus Football Club S.p.A.: retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato 2005/2006 [...]; revoca dell'assegnazione del titolo di campione d'Italia 2004/2005; non assegnazione del titolo di campione d'Italia 2005/2006 [...]»; la sentenza fu confermata il 25 luglio 2006, cfr. Testo della decisione relativa al Comm. Uff. n. 1/C-Riunione del 29 giugno/3-4-5-6-7 luglio 2006 (PDF), Commissione d'Appello Federale, 14 luglio 2006.; Comunicato Ufficiale FIGC n. 1/Cf 2006-2007 (PDF), Federazione Italiana Giuoco Calcio, 25 luglio 2006.
  36. ^ «La FIGC ha ricevuto in data 24 luglio 2006 il parere consultivo della Commissione composta da Gerhard Aigner, Massimo Coccia e Roberto Pardolesi sul quesito riguardante l'assegnazione del titolo di Campione d'Italia in caso di modifica della classifica [...]. Il Commissario straordinario ha ritenuto di attenersi alle conclusioni del parere e che non ricorrono motivi per l'adozione di provvedimenti di non assegnazione del titolo di Campione d'Italia per il Campionato 2005/2006 alla squadra prima classificata all'esito dei giudizi disciplinari», cfr. Comunicato Stampa FIGC del 26 luglio 2006 (PDF), Federazione Italiana Giuoco Calcio, 26 luglio 2006.
  37. ^ a b c d e f g Antonio Dipollina, La prova di forza della Pay TV, in la Repubblica, 22 agosto 1996, p. 39.
  38. ^ a b c d e f g h Antonello Capone, Così cambia la serie A Si gioca da venerdì a lunedì, gazzetta.it, 13 gennaio 2010.
  39. ^ a b Rino Tommasi, Juve e Inter le veterane ma quante nobili decadute, repubblica.it, 23 agosto 2001.
  40. ^ Serie A 2016-17: via il 21 agosto, 3 turni infrasettimanali, si chiude il 28 maggio, gazzetta.it, 17 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almanacco Illustrato del Calcio 2017, Modena, Panini Editore, 2016, ISSN 11293381.
  • Almanacco Illustrato del Calcio: La storia (1898-2004), Modena, Panini Editore, 2005.
  • Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano, Bologna, Guerin Sportivo, ISBN non esistente.
  • Ludovico Passerin d'Entrevès (a cura di), Il lunedì si parlava di calcio. Agnelli-Juventus: 90 anni di passione bianconera, Torino, J-Museum (Juventus Football Club S.p.A.), 15 maggio 2013.

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Bernardini, Alessandra Bisegna, Francesco Cirafici e Cristoforo Gorno et al., Il tempo e la storia: episodio 1x20, Calcio anni '30, Rai Educational, Rai 3, 9 dicembre 2013, a 42 min 23 s.
  • Umberto Zapelloni, Germano Bovolenta (a cura di), Campionato io ti amo (DVD-Video), RCS Quotidiani, RAI Trade, Lega Calcio, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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