Associazione Calcio Reggiana 1919

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AC Reggiana 1919
Calcio Football pictogram.svg
Reggianacalcio-stemma.png
Granata, [La] Regia
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Granata.png granata
Inno Alè Reggiana
Little Taver
Dati societari
Città Reggio nell'Emilia
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1919
Rifondazione 2005
Presidente Italia Stefano Compagni
Allenatore Italia Alberto Colombo
Stadio Mapei Stadium-Città del Tricolore
(23 717 posti)
Sito web www.reggianacalcio.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
1 Campionato di Serie C
Trofei nazionali 1 Supercoppa di Serie C2
Soccerball current event.svg Stagione in corso
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L'Associazione Calcio Reggiana 1919, meglio conosciuta come Reggiana, è una società calcistica italiana con sede nella città di Reggio nell'Emilia, in Emilia-Romagna.

Fondata nel 1919, è anche nota col soprannome di "Regia"; il suo colore sociale è il granata, e gioca le sue partite casalinghe al Mapei Stadium-Città del Tricolore. Promossa per la prima volta nella massima serie italiana nel 1920, conta in questa categoria 9 apparizioni, l'ultima delle quali nel 1997, annoverando come miglior piazzamento il 14º posto della stagione 1993-1994; a livello nazionale, nel suo palmarès vanta un campionato di Serie B e uno di Serie C nonché una Supercoppa di Serie C2.

Milita in Lega Pro, la terza serie del calcio italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni dieci ai quaranta: gli inizi e l'esperienza in massima serie[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Calcio Reggiana venne fondata il 25 settembre 1919 a seguito della fusione tra il Reggio Foot-Ball & Cricket Club e l'Audace Reggio, ove tra i fondatori storici figura Severino Taddei.[1] Quest'ultimo, detto "Umberloun", scelse il granata (già utilizzato dal 1912 dal Reggio FC) come colore sociale della maglia in onore del Torino, squadra nella quale aveva militato. Tuttavia, la prima casacca indossata dalla Reggiana nel '19 fu nera con bordi bianchi. Questa era stata ereditata dalla Juventus Reggio che si era fusa col Reggio FC, e che appunto sfoggiava la divisa granata in omaggio al club piemontese: si scelse quindi di giocare sul campo della seconda formazione, il Mirabello, ma coi colori della prima squadra; solo in un secondo momento la maglia granata divenne quella principale.

Una formazione della Reggiana nel 1928, in Divisione Nazionale.

Appena nata, negli anni venti la squadra approdò subito alla ribalta nazionale. In questa decade la Reggiana raggiunse infatti, per la prima volta, la massima serie disputando quattro stagioni nelle allora principali categorie italiane a gironi plurimi, la Prima Divisione e la Divisione Nazionale;[1] per i successivi sessant'anni, rimarrà questo il massimo traguardo della storia granata. Proprio in quel periodo Felice Romano fu il primo, e finora unico, calciatore del club a vestire la maglia azzurra della Nazionale A.[1]

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

La storia "moderna" della Reggiana incominciò nell'immediato periodo postbellico, nei primi anni cinquanta. Nel secondo dopoguerra la Reggiana milita per molti anni nel campionato di Serie B, sfiorando in varie occasioni la promozione nella massima categoria (che veniva sempre a mancare nelle battute conclusive) lanciando numerosi giovani calciatori e rivitalizzando "vecchie" glorie (ricordiamo fra gli altri Ilario Castagner, Dante Crippa, Gianni Cappi, il dottore Lamberto Boranga, Flaviano Zandoli, Roberto Mozzini, Francesco Romano, Andrea Carnevale, Giancarlo Corradini e Giovanni Francini).[2]

La vittoria della Reggiana nel derby dell'Enza contro i rivali del Parma, nella stagione 1958-1959.

Ad inizio anni '50 (1952-53) la Reggiana conoscerà il periodo più buio della sua storia, fu infatti retrocessa in IV Serie per un presunto illecito sportivo denunciato dai dirigenti del Parma al termine di un derby contro la squadra crociata vinto dalla Reggiana, non furono addotte mai prove convincenti ma tanto bastò ad un dirigente nazionale della Lega Calcio parmense per disporre la retrocessione dei granata.[2] Dall'episodio della retrocessione combinata nacque una fortissima rivalità fra i tifosi granata e quelli del Parma che ancora oggi è molto sentita e che si acuisce anche nel secolare campanilismo che c'è tra le due città e che ha sua espressione nel Derby dell'Enza. La squadra granata impiegherà ben tre anni per rimediare al torto subito e ritornare in III°serie, collezionando anche magre figure nei campetti di provincia di mezza Italia.[2] Alla fine la squadra, capeggiata da un allenatore, per ironia della sorte parmense, Luigi Del Grosso ritornerà in Serie C nella stagione 1955-1956 dopo gli spareggi di Bolzano.[3] Luigi Del Grosso siederà in panchina ancora per qualche anno e diverrà anche direttore sportivo della Reggiana, contribuendo a rafforzare la squadra nel campionato di cadetteria da lui conquistata nella stagione 1957-58.[3] La "vendetta" granata arriverà (sempre per mano di Del Grosso) nel campionato cadetto 1958-1959 con la vittoria dei granata in entrambi gli incontri disputati contro i crociati che costrinsero il Parma ad una affannosa lotta per la salvezza che giunse solo nel finale del torneo ed ancora nella stagione 1959-1960 replicando i derby vittoriosi dell'anno precedente.[3]

Gli anni sessanta e settanta: mancate promozioni e sofferte salvezze[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni sessanta e settanta scivolarono via tra mancate promozioni in Serie A – una costante nella lunga storia granata – alternate da qualche retrocessione in C ma per lo più vissuti in buoni campionati di Serie B.[4] Rimarranno a lungo nei ricordi dei tifosi reggiani le promozioni in massima categoria mancate nelle stagioni 1960-1961, 1968-1969 e 1971-1972;[4] nel '61 la Reggiana giunge quarta a tre punti al Palermo (quando vi era a pari merito a due giornate dal termine),[3] nel '69 la compagine granata ripeté il piazzamento, stavolta ad un solo punto dal Bari (complici tre pareggi nelle ultime quattro partite),[4] mentre nel '72 sono due sconfitte alla terz'ultima e alla penultima di campionato a pregiudicare il sogno della promozione ai granata.[4]

La Reggiana del 1974-1975.

Da quell'annata dal triste epilogo la Reggiana non combatterà più per la Serie A per i successivi diciassette anni che vivrà tra salvezze sofferte in B e lotte per la promozione in Serie C. La Reggiana retrocede con largo anticipo dalla cadetteria nella stagione 1975-1976 dopo che nei due anni precedenti era giunta la salvezza all'ultima giornata ad Arezzo (1973-1974)[4] e nello spareggio contro l'Alessandria a San Siro (1974-1975).[4] Non riesce ai granata il ritorno immediato in Serie B sebbene nei primi tre anni di C, che nel frattempo si divide in C1 e C2, ci vada vicino per ben due volte nel 1978 e nel 1979, con un terzo e un quarto posto.

Gli anni ottanta: la risalita[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio degli anni ottanta coinciderà con una nuova promozione in Serie B. La Reggiana, guidata in panchina da Romano Fogli, vinse il campionato di C1 per poi salvarsi nella successiva stagione cadetta, grazie ad un pareggio 0-0 ottenuto all'ultima giornata in casa del Pisa. In quella Reggiana si misero in luce molti giocatori di talento tra i quali Gianfranco Matteoli e Andrea Carnevale. Nel 1982 si verificò un cambio della guardia ai vertici società granata: a prendere le redini della Reggiana fu Giovanni Vandelli, imprenditore ceramico, che diverrà uno dei presidenti più amati dai tifosi, nonostante i suoi anni di presidenza coincidano con risultati non esaltanti. Vandelli non lesinò in passione ed investimenti eppure la squadra retrocedette in C1 ed iniziò a mettere in fila una serie di stagioni mediocri durante i restanti anni della sua presidenza.

La Reggiana del 1988-1989, vincitrice del girone A di Serie C1.

Il 1988 sarà l'anno di un nuovo cambio societario, con la nuova proprietà che guiderà la Reggiana tra la fine del decennio e i primi anni novanta, e che porterà alla scrittura della miglior pagina di storia granata. Quegli anni infatti coincideranno con il periodo più glorioso della lunga storia granata, il club, in cui militarono Fabrizio Ravanelli, Michele Zanutta, Walter De Vecchi, Andrea Silenzi, Giuseppe Scienza, Fernando De Napoli, Dario Morello, Francesco Antonioli, Eugenio Sgarbossa e Luca Bucci, prima ottenne una meritatissima promozione dalla C1 alla B, per poi sfiorare per due campionati la promozione in Serie A. Il ciclo che portò più lustro sportivo alla Reggiana ebbe inizio alla fine degli anni '80 con l'acquisizione da Giovanni Vandelli della maggioranza della Reggiana da parte della finanziaria Finsport (creata dal senatore Walter Sacchetti e compartecipata dagli industriali Veroni e Morini) e con la presidenza di Ermete Fiaccadori e si concluse all'inizio del decennio successivo, a promozione in massima serie ottenuta, con la cessione della maggioranza azionaria agli imprenditori friulani Franco Dal Cin ed ai fratelli Fantinel.

Gli anni novanta: il ritorno in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

L'appuntamento con la Serie A per la Reggiana arrivò finalmente nella primavera del 1993 al Manuzzi col Cesena, al termine di un campionato che si concluse con la vittoria della Serie B 1992-1993. Il vecchio Mirabello e tutta la città esplosero in una grande festa del popolo granata nella quale non furono lesinati grandi festeggiamenti ed ovazioni ai propri beniamini per il ritorno nella massima serie nazionale, a ben sessantaquattro anni di distanza dall'ultima apparizione. Allenatore di quella storica compagine fu Giuseppe Marchioro il quale sedeva sulla panchina granata dalla Serie C1 1988-89, e che scrisse con la promozione in Serie A dei granata una pagina gloriosa nella storia della Reggiana. Al termine di questa stagione così importante per la storia granata si verificò anche un clamoroso passaggio societario tra la finanziaria locale Finsport ed il sodalizio imprenditoriale friulano composto da Franco Dal Cin e dai fratelli Fantinel. Dal Cin, personaggio discusso ed inviso al tifo organizzato granata rimarrà a capo della Reggiana fino all'avvento di Cimurri e Foglia nei primi anni 2000.

All'esordio nel campionato di Serie A 1993-94 a girone unico, la formazione della "Regia" schierò un gruppo affiatato di giocatori tra i quali spiccavano il fuoriclasse portoghese Paulo Futre ed alcuni talentuosi giocatori quali Michele Padovano, Massimiliano Esposito, Gigi De Agostini nonché il giovane portiere Cláudio Taffarel (che alla fine della stagione si laureò campione del mondo con il Brasile). Fu proprio quest'ultimo a contribuire in modo determinante alla salvezza della squadra che avvenne il 1º maggio 1994 a San Siro contro il Milan di Fabio Capello: la Reggiana infatti si impose vincendo per la prima volta nella sua storia contro la compagine meneghina con il risultato di 0-1 (gol di Massimiliano Esposito). La squadra granata terminò quel campionato al tredicesimo posto, appaiata all'Inter, sia in termini di punti totali (31), che di punti e di reti negli scontri diretti (Inter-Reggiana 2-1, Reggiana-Inter 1-0), ma con una peggiore differenza reti complessiva, salvandosi a discapito del Piacenza. Da parte piacentina vi furono notevoli polemiche ma la Reggiana vinse con merito contro un Milan determinato a non perdere tra le mura amiche.

La Reggiana prima classificata nella Serie B 1992-1993, e di nuovo in massima serie a 64 anni dalla precedente apparizione.

La Reggiana del 1994-1995 non emulò quella dell'anno precedente, complice anche l'infortunio occorso al suo bomber Padovano; alla settima giornata (dopo aver raccolto solo un punto contro la Fiorentina), dopo sette stagioni, viene esonerato l'allenatore Giuseppe Marchioro (in sella alla squadra granata dalla stagione 1988-1989) e viene chiamato Enzo Ferrari (che poi lascerà spazio all'allenatore della primavera Cesare Vitale). Nonostante gli acquisti estivi di Francesco Antonioli, Fernando De Napoli e Sunday Oliseh, nel primo campionato in cui si assegnavano i tre punti per la vittoria i granata ne raccolsero soltanto 18, finendo la stagione al penultimo posto (a sedici punti dal Foggia terzultimo, davanti solo al Brescia a 12 il quale stabilì il record negativo di punti in Serie A). Nello stesso anno fu inaugurato nella gara casalinga contro la Juventus il nuovo Stadio Giglio, primo impianto di proprietà di una società di calcio in Italia (il match terminò con la vittoria dei bianconeri per 2-1) e stadio in cui attualmente la Reggiana Calcio disputa le sue gare interne.

Dopo la retrocessione in Serie B 1995-1996, l'anno seguente sulla panchina della Reggiana fu posto un giovane allenatore reggiano, alla sua prima esperienza in una squadra di club, Carlo Ancelotti. Ancelotti, al termine di una lunga rimonta durante il campionato, riuscì a riportare immediatamente la Reggiana nella massima serie. La stagione cominciò davvero male per i granata, i quali alla 7ª giornata dopo la pesante sconfitta subita per 4-1 con il Pescara, si ritrovarono ultimi in classifica, la società però riconfermò la fiducia ad Ancelotti e la settimana successiva la squadra colse la sua prima vittoria stagionale in casa contro il Venezia dell'ex-allenatore Giuseppe Marchioro (col risultato di 3-0) e iniziò un lungo inseguimento che la portò, già al termine nel girone di andata, a conquistare la vetta della classifica. Nel girone di ritorno i risultati furono piuttosto altalenanti ma la Reggiana riuscì a conservare il 4º posto in classifica e conquistò la matematica promozione in Serie A 1996-1997 con una giornata di anticipo, vincendo per 1-0 al "Bentegodi" contro l'Hellas Verona, già promosso la settimana precedente e battendo la concorrenza della Salernitana. Il gol della promozione venne realizzato da un giovane Pietro Strada, protagonista assoluto di quella stagione insieme al centravanti russo Igor' Simutenkov, al difensore Angelo Gregucci, all'esperto portiere Marco Ballotta ed ai centrocampisti Leonardo Colucci e Marco Schenardi.

La Reggiana del 1993-1994, all'esordio nella Serie A a girone unico.

Nella stagione 1996-1997 Ancelotti passò ad allenare il Parma, la società si dovette così affidare al tecnico romeno Mircea Lucescu. La squadra che aveva ottenuto la promozione l'anno prima venne in gran parte smantellata e malamente ricostruita ingaggiando dall'estero giocatori esperti ma a fine carriera come Georges Grün e Dietmar Beiersdorfer, oppure calciatori che si rivelarono autentiche delusioni quali Michael Hatz, Franz Carr e Adolfo Valencia (quest'ultimo ex-Bayern Monaco, squadra con la quale aveva vinto la Bundesliga nella stagione 1993-1994, nonché centravanti della nazionale colombiana a USA '94) che non riuscirono ad incidere positivamente sulle sorti della Reggiana. Ad aggravare la situazione di questa stagione tribolata, nel mercato di novembre la società cedette anche il centravanti Sandro Tovalieri ai diretti concorrenti del Cagliari e il centrocampista Marco Schenardi al Bologna, senza sostituirli in maniera adeguata, completando così l'opera di smantellamento della squadra ed avviando un rapido declino delle possibilità di permanenza in massima serie. L'avventura di Lucescu sulla panchina granata durò solo una decina di partite (solo 4 i punti conquistati), e venne poi sostituito da Francesco Oddo dopo la sconfitta per 0-2 contro il Vicenza. La Reggiana visse il momento migliore della stagione solo durante i primi mesi del 1997, a cavallo tra i due gironi, quando ottenne le uniche due vittorie della stagione (contro Perugia e Verona, entrambe fuori casa) e mantenne così vive, almeno virtualmente, le speranze di salvezza. La partita che decise definitivamente la stagione fu l'incontro casalingo con il Piacenza, che venne disputato su campo neutro a causa della squalifica del Giglio come diretta conseguenza degli scontri tra tifosi e del lancio di rubinetti in campo durante il derby con il Parma di qualche settimana prima: l'incontro si concluse sullo 0-0 e la Reggiana, che era obbligata a vincere, da quel momento restò inchiodata a fondo classifica, retrocedendo quindi mestamente e con largo anticipo sulla fine del campionato in Serie B.

Nel campionato di Serie B 1997-1998 confidando nella presenza di giocatori quotati tra i quali Filippo Galli, Alberigo Evani, Igor Simutenkov e Gianluca Berti l'obiettivo dichiarato da subito fu la promozione in Serie A. Ad inizio stagione la squadra ottenne invece risultati disastrosi e scivolò addirittura in zona retrocessione dopo la sconfitta per 1-0 in casa contro il Genoa (fino a quel momento ultimo in classifica) e quella per 2-1 con la Lucchese, che lasciò la Reggiana al penultimo posto in classifica. La società cercò di correre ai ripari sostituendo Francesco Oddo con Franco Varrella, la mossa sembrò funzionare difatti la squadra rimontò in classifica e, trascinata dai gol di Giacomo Banchelli, arrivò nei pressi della zona promozione già al termine del girone di andata. Alla ventiduesima giornata la Reggiana batté per 3-2 il Ravenna a domicilio e raggiunse il quarto posto in classifica, l'ultimo utile per la promozione, in compagnia del Torino. Tuttavia la squadra a questo punto, iniziò a perdere colpi e si staccò progressivamente dalla lotta per la promozione, perdendo gli scontri diretti del girone di ritorno contro Perugia e Torino (coi piemontesi la sconfitta fu decisiva, a sole quattro giornate dal termine), ed addirittura subendo uno 0-2 casalingo dal Padova, fanalino di coda e che a fine stagione retrocederà in Serie C1. La Reggiana chiuse così la stagione con altre due sconfitte e un anonimo undicesimo posto in classifica.

La stagione 1998-1999 che avrebbe dovuto essere quella del rilancio delle ambizioni di promozione in Serie A alla fine si concluderà addirittura con la retrocessione in Serie C1 dei granata, nonostante l'avvicendamento di tantissimi giocatori impiegati (fra cui atleti di rilievo come Angelo Carbone, Igor Protti e Angelo Pagotto) e di ben tre allenatori durante l'anno. La stagione iniziò con in panchina il confermato Franco Varrella e la Reggiana alla terza giornata conquistò una bella vittoria per 5-2 contro l'Hellas Verona (poi vincitore del campionato) al Bentegodi. La squadra tuttavia entrò ben presto in un periodo negativo che portò all'esonero di Varrella, sostituito da Attilio Perotti. La Reggiana, nonostante qualche acuto (come il 3-0 ottenuto contro la Fidelis Andria), non riuscì mai a risalire dal fondo classifica, mancando la vittoria in alcune sfide-salvezza importanti (1-1 in casa con la Ternana e poi raccogliendo un misero 2-2 in casa della Cremonese, ultima in classifica), così la società decise di sollevare Perotti dall'incarico e richiamò Varrella. La Reggiana ebbe un sussulto e vinse 3-0 la gara casalinga con il Ravenna, ma già la domenica successiva incappò in una pesante sconfitta per 1-0 contro il Monza con la complicità dell'errore del portiere Pagotto sul gol dei brianzoli. Varrella venne esonerato per la seconda volta e per le ultime giornate la squadra fu affidata alla coppia formata da Fabiano Speggiorin e Angelo Gregucci (al suo esordio da allenatore) quando ormai il ritardo in classifica fu tale da rendere la salvezza una missione quasi impossibile. Le ultime quattro giornate coincisero con quattro vittorie, ma tutto ciò non bastò alla Reggiana per ottenere la salvezza: all'ultima giornata il Cosenza vinse con il Cesena, già salvo, e condannò di fatto la Reggiana alla retrocessione, la quale a soli tre anni dalla promozione in Serie A si ritrovò scaraventata in Serie C1.

Gli anni duemila: il fallimento e la rifondazione[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1999-2000 la società, ormai lontana dai palcoscenici di Serie A e B, ed oberata dal peso dei debiti contratti per la costruzione dello stadio si ritrovò incapace nella realtà di investire adeguatamente per puntare al ritorno in cadetteria. Fu così che nella prima stagione in Serie C1 i granata, pur puntando inizialmente a una pronta risalita tra i cadetti, si salvarono solo all'ultima giornata grazie alla vittoria casalinga contro il Siena, già promosso in Serie B (1-0 il risultato finale con gol di Francesco Ciullo). In questa stagione si svolse per la prima volta il "derby del tricolore" tra la Reggiana ed il Brescello. Nel doppio confronto i rivieraschi vinsero all'andata al Mirabello per 1-0 (scatenando una dura contestazione alla società ed all'amministratore delegato Franco Dal Cin da parte della tifoseria reggiana) mentre il ritorno, disputato in notturna, finì con uno scialbo 0-0. La stagione 2000-2001 andò ancora peggio e la Reggiana chiuse al terzultimo posto, mantenendo la permanenza in Serie C1 solo attraverso la vittoria del doppio spareggio playout contro l'Alzano Virescit (con i risultati di 2-1 al Giglio e 0-0 al ritorno in una partita al cardiopalma in cui il portiere granata Lorenzo Squizzi parò un decisivo calcio di rigore ai bergamaschi).

Stesso finale occorse anche al termine del campionato di Serie C1 2001-2002, con la Reggiana che si giocò la salvezza ancora ai playout e nuovamente contro l'Alzano (il quale fu ripescato al termine della stagione precedente dopo la retrocessione). Il primo match, in trasferta, fu aggiudicato dai bergamaschi per 2-1 ed al ritorno la Reggiana, passata in vantaggio con Carlo Alberto Santunione, venne raggiunta a una decina di minuti dal termine. Il gol del pareggio spedirebbe i granata in Serie C2, ma a tempo praticamente scaduto un guizzo di testa del nigeriano Jero Shakpoke regalò alla Reggiana una insperata salvezza ottenuta grazie alla miglior posizione in classifica rispetto all'Alzano che retrocedette in C2. In questi anni sulla panchina granata si assistette ad un vero e proprio valzer di allenatori: dopo l'inizio del duo Speggiorin-Gregucci, che aveva concluso comunque dignitosamente la stagione della retrocessione dalla Serie B, si succedettero Giorgio Rumignani, Luigi Maifredi, Claudio Testoni, Salvatore Vullo e Lorenzo Mossini. La carenza più o meno costante di risultati, comunque, fu un segno evidente che i problemi della squadra non erano dovuti agli allenatori, ma ai giocatori ed alla società stessa, ormai sull'orlo del fallimento.

Al termine del campionato 2002-2003 la società dopo quasi un decennio passò di mano dall'imprenditore friulano Franco Dal Cin al duo formato dall'imprenditore parmense Ernesto Foglia (già proprietario del Brescello) e dal reggiano Chiarino Cimurri. L'uscita dalla società di Dal Cin, inviso alla tifoseria granata che ormai disertava sistematicamente lo stadio e che fu ritenuto il principale responsabile del tracollo sportivo ed economico della Reggiana Calcio, donò nuovo entusiasmo all'ambiente e nelle campagne abbonamenti dei due anni successivi si superò stabilmente quota 2000 tessere. La rosa fu arricchita da nuovi giocatori provenienti dal Brescello Calcio, come Luigi Giandomenico e Girolamo Bizzarri, e da altri elementi dal passato importante come Giovanni Bia, difensore parmense con trascorsi anche in Serie A. I risultati però non arrivarono da subito e la prima Reggiana dell'era-Foglia, allenata da Adriano Cadregari, si piazzò solo al dodicesimo posto, evitando i playout solo all'ultima giornata grazie al pareggio tra Lucchese e Spal. Nella stagione 2003-2004 arrivò a Reggio il difensore Michele Paramatti, ex-Bologna e Juventus, un acquisto che illuse i tifosi sulle ambizioni societarie, ma la Reggiana si ritrovò ancora a navigare costantemente nelle retrovie sempre con un occhio al fondo della classifica. La società, per cercare di invertire la rotta, prima esonerò Adriano Cadregari per far posto ad Antonio Sala e poi, visto che i risultati non migliorarono, tornò sui suoi passi richiamando Cadregari in panchina. Il ritorno del mister e l'acquisto dal Dundee United dell'attaccante Juan Manuel Sara (il quale sciaguratamente si infortunerà alla sua seconda partita) non evitarono ai granata gli ennesimi spareggi playout (ai quali la Reggiana fu costretta dalla clamorosa sconfitta casalinga dell'ultima giornata contro il fanalino di coda Pavia). Alla vigilia degli spareggi la società, un po' a sorpresa, licenziò nuovamente Cadregari ed affidò la squadra al tecnico romano Bruno Giordano. I granata, non senza fatica, riusciranno ad evitare nuovamente la retrocessione contro il Varese grazie alla miglior posizione in classifica ottenuta al termine del doppio scontro (1-0 a Varese, 1-2 al ritorno).

Nella stagione di Serie C1 2004-2005, grazie all'arrivo del direttore sportivo Marco Valentini, la squadra fu profondamente rinnovata con gli innesti di giocatori di qualità come Andrea Deflorio, Gabriele Paoletti e soprattutto Costantino Borneo, acquistato dalla Vis Pesaro e che si laureò capocannoniere del girone B dell'anno precedente. La stagione in maglia granata del bomber milanese fu però ben al di sotto delle aspettative, a causa di un gravissimo infortunio al capo patito in uno scontro di gioco, anche se fortunatamente la Reggiana poté contare su altri ottimi attaccanti ed elementi in rosa. Durante la stagione si misero in luce l'attaccante Alberto Bertolini e due giovani difensori, il nigeriano Mathew Olorunleke ed il reggiano Andrea Costa. La squadra si dimostrò da subito finalmente competitiva ed il 10 ottobre 2004 i granata posizionati nelle zone alte della classifica, con una brillante prestazione, sconfissero per 2-0 il rifondato SSC Napoli allo stadio Giglio (con reti di Deflorio al 46' e di Olorunleke al 61').Al termine della stagione la Reggiana giunse 5° in classifica ed accedette ai playoff guadagnandosi il diritto di affrontare l'Avellino, 2° in classifica, nella doppia sfida semifinale. Il match di andata si disputò di fronte a più di 8.000 tifosi granata in "trasferta" allo Stadio Giovanni Zini di Cremona (a causa della momentanea inagibilità per lavori dello stadio Giglio) e si concluse con una contestatissima vittoria degli irpini per 2-1. Al ritorno al Partenio le squadre pareggiarono 2-2, con l'Avellino che nonostante il tribolato approdo alla finale contro il Napoli, troverà il giusto slancio per arrivare alla promozione in Serie B.

Per la Reggiana, dopo la sconfitta e l'addio ai sogni di promozione in cadetteria l'epilogo si compì il giorno 13 luglio 2005 quando la società, gravata da un pesantissimo debito, venne dichiarata insolvente e fallì. Nell'agosto del 2005, a seguito dell'intervento della neonata compagine societaria "Iniziativa Tricolore", formata da realtà industriali e cooperative reggiane di primo piano e da alcuni "soci fondatori" privati, venne costituita una nuova società denominata Reggio Emilia Football Club, la quale aderì al "Lodo Petrucci" e si iscrisse al campionato di Serie C2 2005-2006 garantendo la permanenza nel calcio professionistico di una associazione sportiva cittadina. Dopo breve tempo la società Reggio Emilia Football Club cambiò la denominazione in Associazione Calcio Reggiana 1919, essendosi assicurata per 200.000 euro sia il vecchio marchio che il titolo sportivo dal curatore fallimentare.

Dopo la celere ricostituzione societaria si dovette affrontare il problema di riformare in tempi stretti un valido gruppo di calciatori professionisti visto che furono solamente due giocatori Antonio Foschini ed il reggiano Fabio Caselli (che saranno nominati capitano e vice-capitano) ad accettare di sposare il progetto di rifondazione sportiva della Reggiana nella serie inferiore. Nel campionato 2005-2006 di Serie C2, inserita nel girone B, la nuova Reggiana allenata da Luciano Foschi disputò una buona stagione (se si considera quale fosse alla vigilia la situazione societaria e con una preparazione estiva partita in ritardo a causa del fallimento). Il primo match della "nuova" Reggiana fu giocato in casa il 18 settembre 2005 contro il Forlì e si chiuse sullo 0-0 con gli ospiti che falliranno anche un calcio di rigore. Con il prosieguo del campionato la Reggiana diede l'impressione di poter anche agguantare la zona playoff, grazie a una serie positiva di dodici partite consecutive senza sconfitte inanellata nella fase centrale del campionato ma la stagione, complice un calo di risultati nel finale, si concluse con l'ottavo posto.

Nella stagione successiva 2006-2007 i granata partirono con l'obiettivo dichiarato di salire in Serie C1. I primi risultati non furono però come auspicato e dopo sole quattro partite la società esonerò Luciano Foschi per far posto ad Alessandro Pane. Sotto la guida del nuovo mister la compagine emiliana ritrovò le ambizioni dell'inizio e chiuse la stagione 2006-2007 al quinto posto, guadagnandosi il diritto di partecipare ai playoff per la promozione. La Reggiana nel primo turno ebbe quindi la meglio sulla Cisco Roma capitanata da Paolo Di Canio, imponendosi per 1-0 in entrambe le partite; con lo stesso risultato, grazie a un gol di Giuseppe Ingari, i granata vinsero anche il match di andata della doppia finale contro la Paganese allo Stadio Giglio. La promozione restò in mani granata fino a due minuti dal termine del match di ritorno allo Stadio Marcello Torre, dove la Paganese riuscì a segnare un gol rocambolesco e a mandare la partita ai supplementari, quando il nigeriano Ibekwe realizzerà poi il gol promozione in Serie C1 del 2-0 per i campani.

La successiva stagione sportiva 2007-2008 si aprì con gli addii del giovane difensore Simone Gozzi (che venne ceduto in comproprietà al Modena) ed a quello, molto discusso dalla piazza, del portiere Nuzzo, vero e proprio idolo storico della tifoseria reggiana. A sostituirli arriveranno i pari ruolo Danilo Zini e Marco Ambrosio (quest'ultimo con alle spalle anche un anno di esperienza al Chelsea nel 2003-2004). La stagione vide da subito protagonisti gli uomini di Pane ed il Bassano di Ezio Glerean, che si contenderanno fino al termine la vetta per tutto il campionato. A Reggio Emilia, a cinque giornate dal termine, la sfida tra le due compagini del girone terminò 1-1 e la Reggiana, all'inseguimento dei veneti a tre lunghezze, quando sembrò ormai destinata ai play-off fu sorpresa dal fattore di imponderabilità del calcio: nelle successive due partite i granata continuarono a cogliere due importanti vittorie a differenza degli uomini di Ezio Glerean che invece rimediarono due sconfitte contro Prato (in casa) e Portogruaro in trasferta. I veneti finirono così per ritrovarsi da +3 a -3 dalla Reggiana nell'arco di sole due giornate. Per uno strano scherzo del destino, a segnare al '94 il gol del 2-1 del Portogruaro sul Bassano fu proprio Ibekwe, il nigeriano che, un anno prima, fece sfumare il sogno promozione della Reggiana a Pagani. Il 27 aprile 2008, con una giornata di anticipo sulla fine del girone B di C2, la Reggiana guadagnò la matematica certezza della promozione in Serie C1 grazie al risultato utile sul campo di Castelnuovo Garfagnana (1-1, Grieco all'84 e Micchi all'88) ed alla contemporanea sconfitta casalinga dei diretti inseguitori del Bassano Virtus contro il Gubbio (0-1). Grandi protagonisti di questa stagione furono il giovane attaccante reggiano Andrea Catellani, l'esperto capitano Vito Grieco, i difensori Mirko Stefani e Danilo Zini ed i centrocampisti Paolo Ponzo (motorino infaticabile, al rientro in granata dopo le esperienze in Serie B) e Antonio Maschio. Per la Reggiana questa promozione rappresentò il primo risultato positivo dall'ultima storica promozione in Serie A avvenuta dodici anni prima. Il 18 maggio 2008 la "Regia" conquista anche la Supercoppa di Lega grazie alle due vittorie contro il Benevento (vincitore del girone C) in casa per 2-1 e Pergocrema (primo nel girone A) in trasferta per 1-0.

Nella stagione di serie C1 2008-2009 la squadra fu composta quasi totalmente dalla quella che vinse nella stagione precedente il campionato di C2. Le partenze più importanti furono quelle di Martinetti verso il Gubbio, Catellani al Catania e Anderson al Venezia. Alla corte di Pane giunsero Stefano Dall'Acqua dal Grosseto, Giovanni Bruno dal Potenza, Riccardo Nardini dall'Avellino, Massimiliano Mei e Davide Scantamburlo dal Venezia. Il campionato vide i granata stazionare sempre nelle posizioni di vertice ed alla terza giornata di ritorno la Reggiana si ritrovò in solitaria in testa alla classifica dopo cinque vittorie consecutive tra le quali spuntarono quelle sulle dirette concorrenti Cesena e Pro Patria, entrambe per 1-0. Nel mercato di riparazione alla Reggiana giunse Marco Martini dal Frosinone e fu promosso in prima squadra il giovane talento Maxwell Acosty. Le speranze di salire direttamente in Serie B rimasero fino alla terzultima giornata quando la Reggiana (in testa a pari merito con Pro Patria e Cesena, ma prima nella classifica avulsa) perse sciaguratamente 3-2 un rocambolesco match contro la Cremonese. La stagione regolare si chiuse in flessione, con un pareggio contro la Sambenedettese per 0-0 che assicurò agli uomini di Pane il quinto posto, ultimo valido per entrare nella griglia dei play-off. Tuttavia i granata vennero eliminati già al primo turno perdendo ambedue gli scontri, finiti con il rocambolesco risultato di 4-5 e 3-2, con la Pro Patria (che fallì di lì a poco).

Nella stagione successiva, nella neonata Lega Pro Prima Divisione 2009-2010, mister Alessandro Pane passò ad allenare l'Ascoli, sulla panchina granata sedette il friulano Loris Dominissini, ex giocatore dagli importanti trascorsi in granata. Oltre all'abbandono dell'allenatore protagonista dell'ultima promozione, ci furono altre partenze importanti come quella del capitano Vito Grieco, del centrocampista Paolo Ponzo e quella del promettente attaccante Maxwell Acosty (alla Fiorentina). Sul fronte degli acquisti, la società puntò sul ringiovanimento della rosa con l'ingaggio del centravanti Eusepi, del terzino D'Alessandro, del centrocampista Marco Romizi e del portiere Manfredini, ma anche sull'esperienza di Davide Saverino e sui gol degli attaccanti Paolo Rossi e Gianluca Temelin. I primi risultati furono altalenanti ma col prosieguo del torneo la squadra si rilanciò con la vittoria casalinga contro il Pescara in novembre e risalì la china fino a conquistare anche vetta della classifica, grazie a ben sette vittorie consecutive. Tuttavia il serio infortunio patito da Saverino (che restò fuori per 3 mesi) causato da un rude intervento durante il match contro il Real Marcianise, fece inceppare il meccanismo della squadra che iniziò a perdere colpi su colpi, falcidiata anche da altri numerosi infortuni che costrinsero Dominissini a schierare spesso formazioni molto rimaneggiate. La squadra riuscì comunque a guadagnare l'accesso ai playoff battendo per 1-0 la Ternana (gol di Riccardo Nardini) nelle ultime battute di campionato. La Reggiana arrivò ancora una volta in precarie condizioni fisiche al primo doppio confronto, questa volta contro il Pescara, e dopo essere riuscita a strappare un faticoso 0-0 casalingo, fu sconfitta per 2-0 nel match di ritorno allo Stadio Adriatico, chiudendo così la stagione e le ambizioni di promozione.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio del nuovo decennio vede un nuovo cambio societario per la Reggiana, all'esperienza ormai conclusa di Iniziativa Tricolore ed al presidente Clarfiorello Fontanesi che ne è espressione, succede Alessandro Barilli, professionista reggiano che rileva la maggioranza del pacchetto societario. La cessione si concretizza anche grazie alle condizioni particolarmente vantaggiose predisposte per il disimpegno di Iniziativa Tricolore. La Reggiana milita in Lega Pro Prima Divisione 2010-2011 ed al posto di Loris Dominissini viene scelto il tecnico lombardo Amedeo Mangone. Dalla rosa della Reggiana vengono ceduti alcuni importanti giocatori, Riccardo Nardini all'Empoli, il capitano Mirko Stefani che finisce in comproprietà alla Cremonese[5] ed il portiere Luca Tomasig all'Albinoleffe. A settembre arrivano gli svincolati Saverino e Massimiliano Guidetti[6]. Il girone di andata non parte ancora una volta nel migliore dei modi: dopo le prime quattro giornate la Reggiana si ritrova ad avere una delle peggiori difese del campionato. La situazione migliora nelle domeniche successive ma non abbastanza, infatti i granata gravitano in una posizione di classifica anonima, tra la zona play-off e quella play-out. Il periodo peggiore la Reggiana lo attraversa all'inizio del girone di ritorno quando per ben quattro giornate consecutive esce sconfitta da tutte le partite che disputa ritrovandosi così invischiata in zona play-out. Solo una reazione d'orgoglio ed alcuni cambiamenti tattici conducono la Reggiana alla vittoria di Cremona alla quale seguiranno altre due vittorie con Ravenna e Alessandria; coi nove punti raccolti i granata si riaffacceranno con prepotenza addirittura nella zona play-off. Alla penultima giornata va in scena al Giglio lo scontro diretto con la Salernitana per accedere alle fasi finali per la Serie B; i granata però, mai pericolosi sotto porta, sono costretti a soccombere contro i campani che vincono con un gol di Altobello. La Reggiana conclude così il campionato all'ottavo posto in classifica e, per la prima volta da cinque anni, non accede agli spareggi promozione.

Il minuto di silenzio in ricordo di Helmut Haller prima dell'amichevole del 2012 col Bologna, celebrativa del 93º anniversario del club granata.

Nella stagione 2011-2012 la Reggiana, confermato Amedeo Mangone come allenatore, è costretta a partire con due punti di penalizzazione in classifica a causa di una presunta combine (poi non verificatasi) tentata dai dirigenti del Ravenna con il giocatore granata Davide Saverino (a sua volta squalificato per 3 anni[7]) per la partita Reggiana-Ravenna del 10 aprile 2011[8]. La società ingaggia l'attaccante Davide Matteini, calciatore con un trascorso in Serie A. La stagione è caratterizzata da alcune sconfitte dal passivo pesante (da ricordare il 2-4 contro il Como in casa); la prima vittoria arriva alla quinta giornata contro il Foligno, che chiuderà poi il campionato ultimo in classifica. La Reggiana si trova impelagata nella lotta per evitare i play-out. In dicembre Mangone viene esonerato[9] e al suo posto, dopo un breve periodo di transizione tenuto da Lanna (che poi diventerà vice-allenatore), subentra Lamberto Zauli. La squadra ha un breve sussulto positivo all'inizio del girone di ritorno, poi si stabilizza nella medio-bassa classifica, mantenendo sempre un piccolo margine sulla zona play-out fino alla fine del campionato, che si chiuderà con il nono posto in classifica, a sedici lunghezze di distacco dal quinto posto, l'ultimo valido per i play-off.

Il 13 ottobre 2012, al ridenominato Stadio Città del Tricolore, la Reggiana disputa un'amichevole con il Bologna in occasione del 93º anniversario dei granata: la partita termina in pareggio con gol di Robert Acquafresca al 36' e di Paolo Rossi al 57'; prima del via all'incontro è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Helmut Haller, scomparso due giorni prima.[10]

La stagione 2012-2013 si apre con la conferma di Lamberto Zauli sulla panchina granata. Durante il mercato estivo viene tesserato il centrocampista Andrea Parola con esperienze nella massima serie; altri arrivi importanti sono quelli di Alberto Cossentino e Filippo Antonelli Agomeri. I risultati conseguiti in campionato, tuttavia, sono a dir poco fallimentari, infatti il 22 dicembre 2012 dopo la sconfitta con il Treviso (ultimo in classifica) e finito il girone d'andata con 15 punti, Lamberto Zauli viene esonerato a favore di Luigi Apolloni[11]. L'ex-difensore del Parma rimarrà sulla panchina granata per dieci partite cogliendo solamente 7 punti (due vittorie e un pareggio) prima di essere a sua volta sollevato dall'incarico il 19 marzo 2013 in seguito alla sconfitta per 0-3 in casa del Sudtirol; la società decide di richiamare nuovamente Lamberto Zauli[12].

La Reggiana rimane arenata al terz'ultimo posto della classifica davanti solamente a Tritium e Treviso, chiude la stagione regolare con appena 29 punti e viene costretta ad affrontare i play-out per evitare di finire in Seconda Divisione. Il doppio confronto vede i granata contrapposti al Cuneo. La gara di andata al Città del Tricolore finisce 1-1 e obbliga quindi i granata a vincere il ritorno a Cuneo per ottenere la salvezza. La partita di ritorno in Piemonte non è per i deboli di cuore: la Reggiana passa in vantaggio allo scadere del primo tempo con un dubbio rigore trasformato da Giuseppe Alessi e difende il gol di vantaggio, in inferiorità numerica, per tutto il secondo tempo dall'assedio del Cuneo. I Piemontesi colpiscono due traverse, creano tantissime palle gol soprattutto negli ultimi 10 minuti di gioco, ma la Reggiana, pur soffrendo oltre misura, resiste fino al termine cogliendo il successo che le permette di evitare la retrocessione.

In seguito ai deludenti risultati dell'ultimo campionato, la società decide di affidare dapprima a Massimo Ienca il ruolo di direttore sportivo, il quale insieme alla società sceglie per la panchina Pier Francesco Battistini[13], ex allenatore del Perugia. Nel mercato estivo l'arrivo principale sembra essere quello di Francesco Ruopolo, attaccante esperto con lunghi trascorsi in Serie B[14], ma durante la stagione si metteranno in mostra soprattutto i giovani Elio De Silvestro e Michele Cavion (in prestito dalla Juventus) e la punta Valerio Anastasi, acquistato in comproprietà dal Chievo, che sarà anche il capocannoniere della squadra con 7 gol mentre Ruopolo, fermato anche da numerosi guai fisici, realizzerà soltanto una rete. In una stagione dove non sono previste retrocessioni (a causa della riforma che porterà alla costituzione del campionato unico di Serie C), l'obiettivo è arrivare almeno al 9º posto (su 16 partecipanti), ovvero l'ultimo piazzamento utile per disputare i playoff promozione.

Il campionato, partito con risultati discreti, mostra tuttavia ben presto il reale potenziale della squadra, che già prima dell'inverno inizia a inanellare una serie di risultati negativi. Il progressivo allontanamento dall'obiettivo di stagione induce la società a esonerare il tecnico Battistini[15] il 10 febbraio 2014, in seguito alla sconfitta casalinga contro la Pro Patria. Il suo successore Marcello Montanari[16] non consegue comunque risultati di rilievo, la squadra finisce fuori dalla lotta per la zona playoff con diverse giornate di anticipo e chiude il campionato con un anonimo 12º posto. Durante la stagione la tifoseria della "Regia", indispettita anche dall'acquisto dello stadio cittadino da parte della Mapei di Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo[17], mette in piedi diverse manifestazioni di protesta nei confronti della società granata, chiedendo a gran voce un cambio di proprietà[18].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cronistoria dell'Associazione Calcio Reggiana 1919.
Cronistoria dell'Associazione Calcio Reggiana 1919
  • 1919 - Viene fondata l'Associazione Calcio Reggiana.
  • 1919-1920 - 3º nel campionato emiliano di Promozione. Green Arrow Up.svg Ammessa d'ufficio in Prima Categoria.

  • 1920-1921 - 4º nel girone eliminatorio emiliano A di Prima Categoria.
  • 1921-1922 - 4º nel girone eliminatorio emiliano B di Prima Categoria. Red Arrow Down.svg Retrocessa e iscritta alla Seconda Divisione.
  • 1922-1923 - 4º nel girone F di Seconda Divisione.
  • 1923-1924 - 2º assoluta in Seconda Divisione dopo aver vinto lo spareggio con l'Olympia Fiume. Green Arrow Up.svg Promossa in Prima Divisione.
  • 1924-1925 - 8º nel girone A di Prima Divisione.
  • 1925-1926 - 9º nel girone B di Prima Divisione. Red Arrow Down.svg Retrocessa e ammessa alla Prima Divisione di 2º livello.
  • 1926-1927 - 3º assoluta nella Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Promossa in Divisione Nazionale.
  • 1927-1928 - 11º nel girone A di Divisione Nazionale. Inizialmente retrocessa, viene poi ripescata.
  • 1928-1929 - 14º nel girone B di Divisione Nazionale. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie B.
  • 1929-1930 - 16º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Prima Divisione Interregionale.

  • 1930-1931 - 4º nel girone finale A di Prima Divisione Interregionale.
  • 1931-1932 - 4º nel girone eliminatorio B di Prima Divisione Interregionale.
  • 1932-1933 - 2º nel girone eliminatorio E di Prima Divisione Interregionale.
  • 1933-1934 - 4º nel girone finale D di Prima Divisione Interregionale.
  • 1934-1935 - 2º nel girone finale B di Prima Divisione Interregionale dopo aver perso lo spareggio contro il Siena.
  • 1935-1936 - 2º nel girone B di Serie C.
  • 1936-1937 - 5º nel girone B di Serie C.
  • 1937-1938 - 3º nel girone B di Serie C.
  • 1938-1939 - 3º nel girone finale A di Serie C.
  • 1939-1940 - 1º nel girone finale A di Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.



Vince la Coppa delle Alpi in rappresentanza dell'Italia.




Vince la Supercoppa di Lega di Serie C2 (1º titolo).

Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Fase a gironi di Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Il colore originario della Reggiana fu il nero.[19] L'origine della scelta dei pionieri del calcio reggiano è incerta, tuttavia si suppone che la tonalità fu ripresa dalle divise della Juventus Reggio, una delle due compagini che partecipò alla fusione.[19] Dunque, la divisa era inizialmente nera con dettagli bianchi.[19] Dopo pochi anni però si passò al granata, colore del Reggio Football Club, che l'aveva scelto come omaggio al Torino, la prima squadra di Severino Taddei, uno dei fondatori dell'attuale sodalizio.[19]

La divisa della Reggiana è dunque granata con pantaloncini blu.[19] Tuttavia i sostenitori della Regia rimangono affezionati al completo interamente granata, che fu indossato dagli emiliani a cavallo fra gli anni ottanta e novanta, l'epoca d'oro, caratterizzata da fugaci apparizioni in massima serie.[19]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stemma
Il logo in uso negli anni ottanta.
Il logo in uso dal 1991 al 1996.
Il logo in uso dal 1996 al 2002.
L'attuale logo della Reggiana.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

L’attuale logo delle Reggiana è una rivisitazione dello stemma storico della società[20]: è costituito da due scudi, l'uno inclusivo dell'altro; nell'interspazio tra i due, sono riportate le parole " associaz. calcio reggiana " mentre all'interno dello scudo centrale è raffigurato un pallone da calcio al di sotto del quale è riportato il numero 1919. Negli anni anni ottanta e novanta la Reggiana utilizzò dei loghi dove era predominante la lettera “R” ed erano presenti degli inserti verdi bianchi e rossi in omaggio al tricolore della Repubblica Cisalpina da cui deriva l’attuale bandiera della Repubblica Italiana.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio comunale Mirabello e Mapei Stadium-Città del Tricolore.

Dal 1919 e per i successivi settantasei anni, lo storico campo da gioco della Reggiana è stato il Mirabello, impianto abbandonato a metà degli anni novanta vista l'ormai inadeguatezza per le esigenze della squadra nonché per sopraggiunti problemi logistici e di ordine pubblico; infatti tale stadio, costruito ai primi del Novecento sopra quello che era al tempo il margine tra la città e la campagna, durante gli anni del boom economico venne di fatto inglobato dalla proliferante edilizia popolare.

Veduta esterna dello stadio Città del Tricolore, già Giglio.

Per tali motivi, nel 1995 il club si spostò in un nuovo e più moderno campo di gioco, l'allora Giglio, oggi noto col nome di Mapei Stadium-Città del Tricolore. Con una capienza di 23.717 posti,[21] l'impianto di Reggio nell'Emilia è caratterizzato da un'architettura abbastanza significativa. Sotto le sue tribune è inoltre presente un moderno parco commerciale.

Alla sua inaugurazione divenne il primo stadio d'Italia posseduto, nel senso moderno del termine, direttamente da una società sportiva, la stessa Reggiana.[22][23] Con il fallimento del club granata avvenuto nel luglio del 2005, l'impianto è passato in mano a un curatore fallimentare; la squadra ha quindi disputato le sue partite al Giglio grazie a una deroga concessa dall'osservatorio del Viminale, scaduta nel giugno del 2008. Dal 2013 è di proprietà della Mapei[24][25] di Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo con cui la "Regia" condivide da allora l'utilizzo del campo.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Storica sede degli allenamenti della prima squadra e di tutto il settore giovanile granata è il Centro Sportivo di via Agosti e via Mogadiscio "Don Bosco", situato nei pressi dell'aeroporto cittadino.[26]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

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Staff dell'area amministrativa
Area direttiva
  • Italia Stefano Compagni -Presidente
  • Italia Sisto Fontanili - Vice presidente
  • Italia Guido Tamelli - Amministratore Delegato
  • Italia Raffaele Ferrara - Direttore generale
  • Italia Mariano Armonia - Responsabile scouting e osservatori
Area organizzativa
  • Italia Andrea Menozzi - Responsabile organizzativo
  • Romania Dumitru Iatco - Magazziniere
Area comunicazione
  • Italia Saverio Granato - Segreteria generale
  • Italia William Pinetti - Segreteria
  • Italia Davide Caprari - Segreteria
  • Italia Marco Bernardi - Referente mercato
  • Italia Michele Verduri - Referente progetto accademia
  • Italia Davide Cocchi - Referente dirigenti accompagnatori

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Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali.[27][28]

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Cronologia degli sponsor tecnici
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Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1981-1984 Zendar
  • 1984-1986 Unieco
  • 1986-1988 Asso Salumificio
  • 1988-1990 Integra
  • 1990-1992 Arquati
  • 1992-1993 Grissin Bon
  • 1993-1999 Latteria Giglio
  • 1999-2000 non presente
  • 2000-2001 Righi Gastronomia
  • 2001-2002 Forever Pipe
  • 2002-2005 Credito Emiliano
  • 2005-2007 Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza
  • 2007-2009 Alberti&Tagliazucchi
  • 2009-2011 Fortlan-Dibi
  • 2012-2013 I Petali Shopping Center
  • 2013-oggi Mectiles Italia


Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'A.C. Reggiana 1919

Di seguito l'elenco degli allenatori[30] e dei presidenti.[31]

Reggianacalcio-stemma.png
Allenatori
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Presidenti
  • 1919-1923 Italia Giuseppe Cassoli
  • 1923-1924 Italia Vittorino Palazzi Trivelli
  • 1924-1925 Italia Vittorino Palazzi Trivelli
    Italia Giuseppe Cassoli
  • 1925-1928 Italia Giovanni Bonini
  • 1928-1929 Italia Renato Bertolini e Italia Pietranera-Barchi
  • 1929-1930 Italia Renato Bertolini
  • 1930-1931 Italia Mario Muzzarini
    Italia Franco Fontanili
  • 1931-1932 Italia Enrico Bottazzi
  • 1932-1936 Italia Marcello Bofondi
  • 1937-1938 Italia Eugenio Bolondi
  • 1938-1939 Italia Giovanni Marzi
  • 1939-1941 Italia Giovanni Robba
  • 1941-1942 Italia Alberto Ferrari
  • 1942-1943 Italia Antonio Alessio
  • 1944 Italia Regolo Ferretti (commissario)
  • 1945-1946 Italia Mario Curti
    Italia Carlo Visconti
  • 1946-1947 Italia Carlo Visconti
  • 1947-1948 Italia Mario Dall'Aglio (commissario)
  • 1948-1951 Italia Renato Simonini
  • 1951-1954 Italia Enzo Del Conte
  • 1956-1966 Italia Carlo Visconti, Italia Gino Lari e Italia Giorgio Degola
  • 1966-1979 Italia Carlo Visconti
  • 1979-1981 Italia Franco Vacondio
  • 1981-1982 Italia Franco Vacondio
    Italia Giovanni Vandelli
  • 1982-1988 Italia Giovanni Vandelli
  • 1988-1993 Italia Ermete Fiaccadori
  • 1993-1994 Italia Gianfranco Morini
  • 1994-1995 Italia Luciano Fantinel
  • 1995-1996 Italia Loris Fantinel
  • 1996-2001 Italia Luciano Ferrarini
  • 2001-2002 Italia Federico Spallanzani
  • 2002-2004 Italia Federico Spallanzani e Italia Chiarino Cimurri
  • 2004-2005 Italia Federico Spallanzani
  • 2005-2010 Italia Vando Veroni
  • 2010-2015 Italia Alessandro Barilli
  • 2015-oggi Italia Stefano Compagni


Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori dell'Associazione Calcio Reggiana 1919.
Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.C. Reggiana 1919

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Campioni del mondo

La Reggiana e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Sono 24 i calciatori reggiani convocati nelle rappresentative azzurre.[32]

Sono 6 i calciatori reggiani convocati nelle altre nazionali maggiori, per un totale di 40 presenze.[57]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1992-1993
1957-1958
2008

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1939-1940 (girone B, girone finale A); 1963-1964 (girone A); 1970-1971 (girone A)
1980-1981 (girone A); 1988-1989 (girone A)
2007-2008 (girone B)

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

2002-2003

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record dell'Associazione Calcio Reggiana 1919.

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 2 1924-1925 1925-1926 7
Divisione Nazionale 2 1927-1928 1928-1929
Serie A 3 1993-1994 1996-1997
Seconda Divisione 2 1922-1923 1923-1924 37
Prima Divisione 1 1926-1927
Serie B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie B 33 1929-1930 1998-1999
Prima Divisione 5 1930-1931 1934-1935 42
Serie C 14 1935-1936 1977-1978
Serie C1 15 1978-1979 2004-2005
Lega Pro Prima Divisione 6 2008-2009 2013-2014
Lega Pro 2 2014-2015 2015-2016
Serie C2 3 2005-2006 2007-2008 6
IV Serie 3 1953-1954 1955-1956

In 92 stagioni sportive disputate a livello nazionale a partire dall'esordio nel campionato di Seconda Divisione nel 1922, compresi 4 tornei di Prima Divisione e Divisione Nazionale (A), 4 tornei fra Seconda Divisione e Cadetteria Mista Alta Italia (B), e 3 tornei di Serie C2. In precedenza la Reggiana afferiva al Comitato Regionale Emiliano.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

La Reggiana è, col Taranto, la squadra che ha ottenuto il maggior numero di retrocessioni dalla Serie B (8). Inoltre con solo due partite vinte nella stagione 1996/97 è insieme al Varese (1965/66), al Brescia (1994/95), al Napoli (1997/98) e all'Ancona (2003/04) la squadra che ha realizzato il minor numero di vittorie nella Serie A a 18 squadre.

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori dell'Associazione Calcio Reggiana 1919.

Il calciatore più presente di sempre in campionato è Athos Panciroli (307 presenze) mentre il più prolifico è Alcide Ivan Violi (107 gol).[64] In Coppa Italia i primati sono detenuti rispettivamente da Fabio Caselli (31 presenze) e Flaviano Zandoli (9 gol).[65] Per quanto concerne gli altri tornei disputati dalla Regia, in Coppa CONI, il primato di presenze (10) è detenuto da 6 giocatori mentre Oreste Benatti è il miglior marcatore (4 gol);[66] nella Coppa dell'Amicizia italo-francese 8 calciatori detengono il record di presenze (2) e Agostino De Nardi è il cannoniere (2 gol);[66] in Coppa delle Alpi il cannoniere è Giandomenico Dazzi con 2 reti, mentre nella Coppa Anglo-Italiana il record di reti è di Gian Piero Gasperini (3).[66]

Il calciatore ad aver realizzato il maggior numero di reti in un solo campionato è Gianni Cappi (29) nel 1953-1954.[67] Colui ad aver realizzato più calci di rigore è invece Alcide Ivan Violi (17).[68] Il portiere più presente di sempre è Nico Facciolo (179),[69] mentre il giocatore straniero più presente è il brasiliano André Viapiana (136).[70] Di seguito i primatisti di presenze e reti.[64]

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Record di presenze
Reggianacalcio-stemma.png
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli ultras della Regia gremiscono la curva dello stadio Mirabello nel corso della stagione 1981-1982.

Il tifo organizzato a Reggio Emilia, come in molte altre città d'Italia, nasce negli anni settanta. Sono sparsi tra le province di Reggio Emilia e Modena i circa trenta Granata Clubs affiliati al centro coordinamento. Nella curva sud dello Stadio Città del Tricolore il principale gruppo ultras è quello delle Teste Quadre.[71]

I primi club organizzati sorsero nella seconda metà degli anni sessanta mentre i primi gruppi ultras videro la luce a metà del decennio successivo. Nel 1977 nacquero gli Ultras Ghetto, il gruppo che per circa vent'anni avrebbe trainato le redini del tifo nella curva sud dello stadio Mirabello. Successivamente si formarono anche gruppi minori, provenienti per lo più dalla provincia, come Fedelissimi, Front, Armata Granata, Mods, Inferno Granata, South Commandos, Scomodi Granata, e Vecchia Guardia.[71]

Nel 1995 il Ghetto si sciolse e poco alla volta gli altri gruppi scomparvero dalla curva. Dopo un periodo di transizione, dai superstiti del Ghetto, dei Fedelissimi e Front, nel 1999 nacquero le Teste Quadre, che divennero il gruppo trainante della tifoseria più accesa e che sono dislocati nella Curva Sud dello Stadio "Città del Tricolore".[71]

Altro importante gruppo ultras, anche se non più posizionato in Curva Sud ma nei Distinti Centrali, è il Gruppo Vandelli. Nato come piccolo sottogruppo all'interno del Ghetto, dopo il suo scioglimento il Vandelli divenne uno dei gruppi ultras più importanti nella curva sud.[71] Le origini del Gruppo risalgono, circa, alla metà degli anni ottanta, periodo in cui la Reggiana, allora militante nel campionato di Serie B, fu acquistata dal giovane imprenditore Giovanni Vandelli. Nonostante i buoni propositi e le iniziative per i tifosi, le annate dalla sua gestione videro la Reggiana precipitare in Serie C e disputarvi campionati anonimi. Il grande amore per la maglia e per la società dimostrato da Vandelli sancì però un legame fortissimo con la tifoseria che gli dedicò un gruppo organizzato di tifosi.

La curva Sud dello stadio Giglio nel 1997, durante un derby dell'Enza tra la Reggiana e il Parma.

I tifosi reggiani furono protagonisti di importanti trasferte, che raggiunsero l'apice nella stagione 1993-1994 in corrispondenza del primo anno di Serie A. Furono infatti seimila i tifosi granata in trasferta all'esordio assoluto contro l'Internazionale, quattromila a Torino contro la Juventus e diecimila nell'ultima decisiva partita, giocata al Meazza contro il Milan,[71] partita che vide la Reggiana vincere e salvarsi.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby dell'Enza.

Gli ultras granata sono storicamente gemellati con quelli del Vicenza e della Cremonese, mentre un rapporto di amicizia è stato instaurato con la curva del Genoa. Le rivalità più sentite e storiche sono quelle con le tifoserie corregionali del Parma – le cui squadre danno vita al derby dell'Enza – e del Modena, due storiche rivalità non solo sportive ma anche campanilistiche che travalicano l'ambito sportivo. Altre rivalità degne di nota ma limitate all'ambito calcistico si hanno coi gruppi organizzati del Piacenza, del Cesena, dello Spezia, della Lucchese, del Mantova e della SPAL, quest'ultima conseguente a un precedente gemellaggio sciolto.[71] Un caso simile, ma con risvolti differenti, è quello del Pisa con cui era in essere un gemellaggio durato dal 1982 al 2007 quando, a causa di divergenze di vedute riguardo la nuova legge sugli stadi (decreto Amato), il legame fu rotto: da allora, tra le due tifoserie c'è un semplice rapporto di rispetto reciproco.[72][73] Nell'estate del 2015, in seguito alla decisione da parte della Curva Sud reggiana di aderire alla Tessera del Tifoso, è stato interrotto lo storico gemellaggio in essere coi tifosi della Carrarese.[74]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Associazione Calcio Reggiana 1919 2015-2016.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 2 settembre 2015.

N. Ruolo Giocatore
Italia P Simone Perilli
Italia P Andrea Rossini
Italia D Alessandro Castellana
Italia D Riccardo De Biasi
Italia D Daniel Di Nicola
Italia D Paolo Frascatore
Romania D Vasile Mogos
Italia D Erik Panizzi
Italia D Marcello Possenti
Macedonia D Minel Sabotic
Italia D Alessandro Spanò
Italia C Federico Angiulli
Italia C Stefano Barilli
Italia C Mirko Bruccini
N. Ruolo Giocatore 600px Granata con Pallone.png
Italia C Riccardo Ceccarelli
Italia C Dejan Danza
Italia C Luca Giannone
Italia C Antonio Loi
Italia C Dario Maltese
Italia C Matteo Messetti
Italia C Andrea Parola
Italia C Francesco Rampi
Italia C Antonio Junior Vacca
Marocco A Rachid Arma
Italia A Yuri Maleleo
Italia A Angelo Raffaele Nolè
Italia A Massimiliano Pesenti
Italia A Nicholas Siega

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Reggianacalcio-stemma.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Alberto Colombo - Allenatore
  • Italia Stefano Balugani - Allenatore in seconda
  • Italia Carlo Simonelli - Preparatore atletico
  • Italia Emanuele Davoli e Gianfranco Mastini - Massaggiatori
  • Italia vacante - Magazziniere

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c L'età dei pionieri, http://www.reggianacalcio.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  2. ^ a b c Il dopoguerra, http://www.reggianacalcio.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  3. ^ a b c d L'epopea Del Grosso, http://www.reggianacalcio.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  4. ^ a b c d e f Tra i '60 e i '70, http://www.reggianacalcio.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  5. ^ Stefani lascia la Reggiana, per lui c'è la Cremonese in www.ilrestodelcarlino.it, 29 luglio 2010. URL consultato il 29 aprile 2014.
  6. ^ Colpaccio Reggiana: presi Guidetti e Saverino in www.ilrestodelcarlino.it, 26 agosto 2010. URL consultato il 29 aprile 2014.
  7. ^ Confermata la squalifica a Davide Saverino per illecito in gazzettadireggio.gelocal.it, 25 ottobre 2011. URL consultato il 29 aprile 2014.
  8. ^ Dario Giordo, Reggiana, confermato il -2 in gazzettadireggio.gelocal.it, 19 agosto 2011. URL consultato il 29 aprile 2014.
  9. ^ Reggiana, ciao Mangone: ufficializzato l'esonero in www.ilrestodelcarlino.it, 22 dicembre 2011. URL consultato il 29 aprile 2014.
  10. ^ Nicola Zanarini, Con la Reggiana dell’ex Zauli finisce 1-1 in La Gazzetta dello Sport, 13 ottobre 2012. URL consultato il 2 novembre 2012.
  11. ^ La Reggiana ha ufficialmente esonerato Lamberto Zauli in gazzettadireggio.gelocal.it, 23 dicembre 2012. URL consultato il 29 aprile 2014.
  12. ^ Gianluca Ferrari, Caos Reggiana: esonerato Apolloni, torna Zauli in www.7per24.it, 19 marzo 2013. URL consultato il 29 aprile 2014.
  13. ^ Francesco Pioppi, Reggiana: Battistini ha firmato: è l'allenatore in www.ilrestodelcarlino.it, 22 giugno 2013. URL consultato il 12 maggio 2014.
  14. ^ Accordo con Francesco Ruopolo Reggianacalcio.it
  15. ^ La Reggiana ha esonerato Battistini in [Il Corriere dello Sport], 10 febbraio 2014. URL consultato il 12 maggio 2014.
  16. ^ Reggiana: Montanari è il nuovo allenatore in [Il Corriere dello Sport], 12 febbraio 2014. URL consultato il 12 maggio 2014.
  17. ^ Wainer Magnani, Lo stadio alla Mapei, proteste dei tifosi della Reggiana in gazzettadireggio.gelocal.it, 9 dicembre 2013. URL consultato il 12 maggio 2014.
  18. ^ Gianluca Ferrari, La Reggiana si rilancia contro il Como ma la protesta dei tifosi continua in www.7per24.it, 24 marzo 2014. URL consultato il 12 maggio 2014.
  19. ^ a b c d e f Dai pionieri agli anni d’oro, Erreà celebra la storia della Reggiana con le divise 2013-2014, http://www.passionemaglie.it/, 11 ottobre 2013. URL consultato il 29 agosto 2015.
  20. ^ Altre rubriche. URL consultato il 5 giugno 2015.
  21. ^ Mapei Stadium, c’è l’ok. La capienza sale a 24mila, gazzettadireggio.it. URL consultato l'11 settembre 2013.
  22. ^ Fabio Varini, Il Giglio, osteggiato e dimenticato in gazzettadireggio.gelocal.it, 8 settembre 2011. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  23. ^ Lorenzo Longhi, Ricordate lo stadio Giglio? Ora è all'asta fallimentare... in sport.sky.it, 8 settembre 2011. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  24. ^ Juventus-Sassuolo, due diverse vie allo stadio di proprietà in sport.sky.it, 15 dicembre 2013.
  25. ^ Reggiana, nessun rilancio: lo stadio è della Mapei. Annunciata protesta dei tifosi in tuttolegapro.com, 17 dicembre 2013.
  26. ^ Il ritorno ai campi di Via Agosti, naturale sede di allenamento in tuttoreggianaweb.it, 5 agosto 2014.
  27. ^ Le maglie, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  28. ^ Gli Sponsor, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  29. ^ La Reggiana presenta in piazza le divise Erreà con il tricolore in passionemaglie.it, 20 luglio 2011. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  30. ^ Gli allenatori, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 19 luglio 2015.
  31. ^ I presidenti, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 19 luglio 2015.
  32. ^ Romano Felice, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  33. ^ Romano Felice, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  34. ^ Brambilla Massimo, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  35. ^ Cherubini Gianluca, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  36. ^ Cozza Francesco, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  37. ^ Dionigi Davide, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  38. ^ Francesconi Gianluca, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  39. ^ Lantignotti Christian, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  40. ^ Margiotta Massimo, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  41. ^ Romizi Marco Augusto, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  42. ^ Zanetti Cristiano, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  43. ^ Aya Ramzi, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  44. ^ Chinellato Matteo, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  45. ^ De Luca Fabio, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  46. ^ Di Masi Giuseppe, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  47. ^ Eusepi Umberto, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  48. ^ Morsia Nicolò, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  49. ^ Stefani Mirko, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  50. ^ Costa Andrea, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  51. ^ Bagnacani Davide, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  52. ^ Caselli Fabio, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  53. ^ Mozzini Paolo, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  54. ^ Dallari Omar, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  55. ^ Verdi Matteo, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  56. ^ Zanardo Paolo, http://www.figc.it/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  57. ^ A.C. Reggiana 1919, http://eu-football.info/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  58. ^ Igor Simutenkov, http://eu-football.info/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  59. ^ Erjon Bogdani, http://eu-football.info/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  60. ^ Giorgi Nemsadze, http://eu-football.info/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  61. ^ Futre Paulo, http://eu-football.info/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  62. ^ Johnny Ekström, http://eu-football.info/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  63. ^ Michael Hatz, http://eu-football.info/. URL consultato il 21 luglio 2015.
  64. ^ a b Record, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 27 marzo 2015.
  65. ^ Coppa Italia, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 22 luglio 2015.
  66. ^ a b c Altri tornei, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 22 luglio 2015.
  67. ^ Cannonieri, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 22 luglio 2015.
  68. ^ Rigoristi, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 22 luglio 2015.
  69. ^ Portieri, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 22 luglio 2015.
  70. ^ Stranieri, http://www.lastoriadellareggiana.it/. URL consultato il 22 luglio 2015.
  71. ^ a b c d e f La storia degli Ultras a Reggio Emilia, http://redandbluefan.altervista.org/. URL consultato il 18 febbraio 2015.
  72. ^ La prossima tifoseria avversaria: la Reggiana, tuttopisa.it, 18 settembre 2014.
  73. ^ La scheda degli ospiti, rangers.it, 24 ottobre 2008.
  74. ^ LCani Randagi Carrara: fine dei rapporti con Reggio Emilia, sportpeople.net, 10 luglio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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