Società Sportiva Lazio

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SS Lazio
Calcio Football pictogram.svg
Stemma della Società Sportiva Lazio.svg
Biancocelesti, Biancazzurri, Aquile
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco e Celeste.svg Bianco e celeste
Simboli Aquila
Inno Vola Lazio vola
Toni Malco
Dati societari
Città Roma
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1900
Presidente Italia Claudio Lotito

Borsa Italiana: SSL

Allenatore Italia Simone Inzaghi
Stadio Stadio Olimpico di Roma
(70 634[1] posti)
Sito web www.sslazio.it
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png Coppacoppe.png Supercoppaeuropea.png
Scudetti 2
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 6 Coppe Italia
3 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Supercoppe UEFA
1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« La Lazio è un ente morale, molto di più rispetto ad una semplice società di calcio. »
(Giorgio Vaccaro[2])

La Società Sportiva Lazio S.p.A. (nota anche come SS Lazio o più semplicemente Lazio) è una società polisportiva italiana nota soprattutto per la sua sezione calcistica. Fu fondata a Roma, il 9 gennaio 1900 come Società Podistica Lazio da nove atleti romani guidati dal sottufficiale dei Bersaglieri Luigi Bigiarelli. La Lazio è presente dal 6 maggio 1998 alla Borsa di Milano nell'indice FTSE Italia Small Cap[3]: è stata la prima società calcistica italiana a quotarsi in Borsa dove sono state successivamente ammesse anche la sua concittadina Roma e la Juventus.

Il club iniziò a praticare il giuoco del calcio il 6 gennaio 1901[4][5][6], è affiliato alla FIGC almeno dal 1908[7] e si presume che istituì la propria sezione calcistica a gennaio 1910[8][9][10].

Ha preso parte a 74 edizioni delle 85 disputate nella Serie A a girone unico, vincendo due titoli di campione d'Italia (1974 e 2000). Prima dell'avvento del girone unico (1929-30) disputò tre finalissime nazionali per il titolo, venendo sempre sconfitta. Vanta nel proprio palmarès anche la conquista di 6 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane e, in ambito internazionale, la Coppa delle Coppe 1999 e la Supercoppa UEFA 1999.

La Lazio è il quinto club italiano (dopo Milan, Juventus, Inter e Parma) e il venticinquesimo europeo per numero di competizioni UEFA vinte.

La polisportiva è con le sue 46 discipline la più grande, nonché la più antica, d'Europa[11]. Alla stessa venne insignita il 2 giugno 1921 la benemerenza di ente morale[12].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Società Sportiva Lazio.
Luigi Bigiarelli, principale fondatore della Società Podistica Lazio.
Silvio Piola, con 237 presenze e 149 gol totali, è il miglior marcatore nella storia della Lazio.

La Società Podistica Lazio (solo nel 1925 rinominata Società Sportiva Lazio), fu fondata, secondo la tradizione, il 9 gennaio 1900 in Piazza della Libertà, nel quartiere Prati di Roma, da un gruppo di nove ragazzi romani, con a capo il giovane sottoufficiale dei Bersaglieri, oltre che atleta podista, Luigi Bigiarelli.[4]

La Lazio si affiliò alla FIF almeno dal 1908 (pur costituendo il suo settore calcistico verosimilmente due anni più tardi),[9][10][13] partecipò alle prime competizioni federali dal gennaio 1910 (anno in cui si svolse la prima edizione laziale della Terza Categoria),[8][10] e a partire dal 1912 cominciò a disputare la Prima Categoria. Il club romano, il quale visse stagioni importanti nella prima parte degli anni dieci conquistando consecutivamente due Campionati dell'Italia Meridionale, raggiunse la finalissima del torneo nazionale in tre occasioni, senza però mai vincerlo, perdendo rispettivamente contro Pro Vercelli (1913) Casale (1914) e Genoa (1923).

Nel 1927 la Lazio, grazie al decisivo intervento del Generale Giorgio Vaccaro, fu l'unica società capitolina a resistere alla volontà del regime fascista di riunire tutte le squadre di Roma in un unico club, quello che sarebbe poi diventato l'AS Roma.[14] I biancocelesti parteciparono al primo campionato di Serie A nel 1929 e guidati da Silvio Piola, storico centrattacco della Nazionale, nonché il più prolifico attaccante italiano di tutti i tempi, raggiunse il secondo posto nella stagione 1936-1937, andando a sfiorare quello che sarebbe stato il suo primo Scudetto, e centrando il proprio miglior piazzamento in campionato antecedente alla seconda guerra mondiale; sempre nel 1937 la formazione capitolina, trascinata ancora una volta dalle reti di Piola, conquista l'accesso alla finale di Coppa dell'Europa Centrale in cui fu sconfitta nel doppio confronto dalla compagine ungherese del Ferencváros.[15]

Nel 1958 la Lazio vince il suo primo trofeo ufficiale, conquistando la Coppa Italia battendo la Fiorentina 1-0 in finale.[16] . Tre anni più tardi invece sarà la stessa Fiorentina a superare la Lazio in finale. Seguono due retrocessioni in Serie B tra gli anni sessanta e gli anni settanta (1961 e 1971), prima del ritorno in massima serie.

La "spina dorsale" di questa squadra era formata dal portiere Felice Pulici, dal difensore, nonché capitano, Pino Wilson, dai centrocampisti Mario Frustalupi e Luciano Re Cecconi, dal fantasista Vincenzo D'Amico, dal bomber Giorgio Chinaglia e dall'indimenticato tecnico Tommaso Maestrelli. Questa Lazio si classificò terza nella stagione 1972-1973, e conquistò l'anno successivo il suo primo titolo in Serie A, nel campionato 1973-1974,[17] non potendo però partecipare alla Coppa dei Campioni 1974-1975 in quanto squalificata per un anno dall'UEFA dopo gli incidenti in Lazio-Ipswich Town, gara di ritorno dei sedicesimi di finale di Coppa UEFA.

Subito dopo l'impresa compiuta dalla "banda Maestrelli" con la vittoria dello Scudetto, la Lazio dovette affrontare alcuni avvenimenti che segneranno in maniera profonda le stagioni a venire: le tragiche scomparse di Re Cecconi e Maestrelli e l'improvviso trasferimento di Chinaglia negli Stati Uniti, fecero sì che il valore della compagine romana scendesse precipitosamente di livello. Negli anni ottanta la Lazio è coinvolta in due scandali per scommesse illecite, noti come Totonero e Totonero-bis. La Lazio retrocede due volte in B (1981 e 1985) e sfiora la C nel 1987, salvandosi agli spareggi per la retrocessione.[18] . Nella stagione seguente però la Lazio riconquista la massima serie chiudendo i successivi campionati nella parte medio bassa della classifica.

La Lazio con lo Scudetto sul petto.

L'insediamento del finanziere romano Sergio Cragnotti, avvenuto nel 1992,[19] cambia radicalmente la storia del club laziale e lo rilancia in campionato e nelle competizioni europee grazie ai suoi importanti investimenti che portarono i biancocelesti a primeggiare in Italia e in Europa. Cragnotti acquistò subito giocatori importanti come Signori, Gascoigne, Winter, Fuser, Marchegiani, mentre alla fine degli anni novanta batté ripetutamente tutti i record riguardo alle valutazioni del calciomercato, acquistando calciatori del calibro di Juan Sebastián Verón e Christian Vieri, con i quali superò di molto le cifre degli allora trasferimenti più costosi del mondo, e successivamente del centravanti argentino Hernán Crespo, acquisito quasi al prezzo doppio del centrocampista Verón.[20] . 

Con Cragnotti presidente, la Lazio con la panchina affidata prima a Dino Zoff e poi a Zdenek Zeman ottiene sempre piazzamenti che le valgono la partecipazione alle coppe europee, e nella stagione 1994-95 arriva in semifinale di Coppa Italia e ai quarti di finale di Coppa Uefa.

Sven-Göran Eriksson, dal 1997 al 2001 allenatore della Lazio con la quale ha vinto sette titoli, compreso il secondo Scudetto biancoceleste.

I successi però arrivano tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila. Sotto la guida di Sven-Göran Eriksson, il club capitolino vince due Coppe Italia (1998 e 2000 superando in finale rispettivamente Milan e Inter), due Supercoppe italiane (1998 e 2000, 2-1 contro la Juventus e 4-3 con l'Inter), la Coppa delle Coppe ( Battuto ll Real Maiorca 2-1) e la Supercoppa UEFA del 1999 (1-0 contro il Manchester United) e lo scudetto nel 2000. La Coppa delle Coppe 1999 è il primo titolo europeo per la Lazio, che nel 1998 aveva perso la Coppa UEFA contro l'Inter.[21].

All'inizio del 2003, in seguito ad alcuni problemi finanziari del presidente Cragnotti e della sua società, la Cirio, il club rischia la bancarotta ed è costretto a cedere la società, con la Presidenza affidata a Ugo Longo .Tuttavia la squadra nelle prime due stagioni non ne risente e annovera ancora giocatori importanti tra le sue fila, come Peruzzi, Stam, Claudio Lopez, Mihajlović, Fiore, sotto la guida di Roberto Mancini nel 2003 si ferma in semifinale di Coppa Uefa e nel 2004 conquista la sua quarta coppa Italia superando nella doppia finale la Juventus.

Nel luglio 2004 l'imprenditore romano Claudio Lotito acquista infine il club biancoceleste grazie ad un accordo con i vertici di Capitalia, e lo stesso patron laziale riuscì a salvare la società dal fallimento grazie ad una transazione con l'Agenzia delle Entrate per la rateizzazione in 23 anni dei debiti accumulati dalla S.S. Lazio col Fisco nel marzo 2005.[19] Nel primo anno la squadra è costretta a privarsi di diversi giocatori importanti e conclude la stagione nella parte medio bassa della classifica. Nel 2006 la Lazio è coinvolta nello scandalo denominato Calciopoli[20], che le costa penalizzazioni (in termini di punti) per i campionati 2005-06 e 2006-07.[21] Sotto la presidenza di Lotito, la Lazio alterna stagioni buone ad alcune meno buone, causando malcontento tra la tifoseria che accusa la presidenza di non voler compiere un definitivo salto di qualità che la potrebbe ad avere una costanza di rendimento tra le prime posizioni. Anche le stagioni seguenti ai trofei vinti o a piazzamenti importanti in campionato, hanno dato vita a successive campagne acquisti sotto le aspettative. Nel primo decennio della presidenza di Lotito, i biancocelesti ottengono una qualificazione alla fase finale di Champions League e diverse partecipazioni alla Coppa Uefa, raggiungendo i quarti di finale nella stagione 2012-2013. Arrivano comunque le vittorie di altri 3 trofei. Nel 2009 la Lazio si aggiudica la Coppa Italia superando 7-6 la Sampdoria ai rigori, e vincendo anche la Supercoppa Italiana battendo l'Inter 2-1 [22] . Nel 2013 arriva in bacheca la sesta Coppa Italia ottenuta battendo 1-0 la Roma in finale. Nel 2015 la Lazio arriva nuovamente in finale di Coppa Italia, ma viene sconfitta 2-1 ai supplementari dalla Juventus. La stagione si chiude con la qualificazione ai preliminari di Champions League per l'anno seguente, dove però i biancocelesti vengono sconfitti dal Bayern Leverkusen. Anche in questo caso al terzo posto della stagione precedente fa seguito una campagna acquista ritenuta non all'altezza di un prestigioso appuntamento europeo e l'annata riserverà ben poche soddisfazioni sia in campionato che nelle coppe.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cronistoria della Società Sportiva Lazio.
Cronistoria della Società Sportiva Lazio[23]
  • 1900 - 9 gennaio, fondazione della Società Podistica Lazio.

  • 1901 - 6 gennaio, inizio dell'attività calcistica ufficiosa. L'uniforme è una maglia bianca con calzoncini neri.
  • 1902 - Attività a carattere locale.
  • 1903 - Attività a carattere locale.
  • 1903-1904 - Attività a carattere locale.
  • 1904-1905 - Attività a carattere locale.
  • 1905-1906 - Attività a carattere locale.
  • 1906-1907 - Attività a carattere locale.
Vincitrice del Campionato romano (1º titolo).
  • 1907-1908 - Semifinalista al Torneo Centro-sud-nord.
Vincitrice del Campionato Interregionale Centro-sud (1º titolo).
2ª al Torneo Meridionale.
  • 1910 - Gennaio, probabile istituzione della sezione dedicata al football.

2ª al Torneo di Apertura.
2ª al Memorial ai Caduti.

3ª nel girone eliminatorio di Coppa CONI.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa dell'Europa Centrale.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1943-1944 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
Vincitrice del Campionato romano di guerra (1º titolo).
3ª nel Torneo a Quattro.
  • 1944-1945 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
2ª nel Campionato romano di guerra.
2ª nel Torneo Interregionale.
3ª nella Coppa Città di Roma.
1ª nel girone eliminatorio del Campionato Romano; Ritirata per il girone di semifinale.
4ª in Coppa Latina.

4ª in Coppa Mitropa.
Qualificata ai quarti di finale della Coppa Italia 1958.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Contribuisce alla vittoria della Coppa dell'Amicizia con la rappresentativa italiana.

Finalista di Coppa Italia.
Contribuisce alla vittoria della Coppa delle Alpi con la rappresentativa italiana.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
1º turno di Coppa Italia.
1º turno di Coppa Italia.
1º turno di Coppa Italia.
3º turno di Coppa Italia.
3ª alla Pequeña Copa del Mundo.
2º turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
1º turno, seconda fase di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.
2ª nel girone eliminatorio di Coppa delle Alpi.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Anglo-Italiana.

2ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Coppa delle Alpi.JPG Vincitrice della Coppa delle Alpi (1º titolo).
4ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
6ª nel girone eliminatorio di Coppa Anglo-Italiana.
4ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Non ammessa alla Coppa dei Campioni.[25]
3ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
2ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
2ª nel quarto girone di Coppa Piano Karl Rappan.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
5ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
2º turno di Coppa Italia.

2º turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
2º turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
Finalista di Coppa UEFA.
  • 1998 - 6 maggio, la Società Sportiva Lazio S.p.A. avvia la quotazione in Borsa.
  • 1998-1999 - 2ª in Serie A.
Coppacoppe.png Vincitrice della Coppa delle Coppe (1º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vincitrice della Supercoppa italiana (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
Supercoppaeuropea.png Vincitrice della Supercoppa UEFA (1º titolo).
Quarti di finale di Champions League.
  • 2000 - 9 gennaio, centenario della fondazione della società polisportiva (Società Podistica Lazio).

Supercoppaitaliana.png Vincitrice della Supercoppa italiana (2º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Seconda fase di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).
Prima fase di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
2º turno di Coppa UEFA.
Sconfitta in Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Intertoto.
3º turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vincitrice della Supercoppa italiana (3º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Europa League.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Europa League.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
Quarti di finale di Europa League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Europa League.
Finalista di Supercoppa italiana.
Finalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Play-off di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.
Finalista di Supercoppa italiana.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli della Società Sportiva Lazio.

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Il primo completo della Lazio si compone di maglia bianca, pantaloncini e calzettoni neri.

I colori storici della S.S. Lazio sono il bianco e il celeste, scelti in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi, in quanto la società romana fu fondata in un periodo di rinascita dell'antico spirito olimpico, risorto in quanto nel 1896, su impulso del barone francese Pierre de Coubertin, si svolsero i primi Giochi olimpici dell'era moderna.[30][31]

Per la scelta dei colori determinante fu il giudizio del principale fondatore, Luigi Bigiarelli, segnato dalla rinascita dell'ideale olimpico di cui fu un appassionato cultore e al quale consacrò le sue gesta di emerito sportivo dell'epoca (fu podista e nuotatore), mentre uno dei suoi amici nonché socio fondatore, Olindo Bitetti, fu colui che ispirò la scelta del nome Lazio, escludendo volutamente quello di Roma, in quanto già esistente una società polisportiva dal nome Ginnastica Roma, ma soprattutto per ampliare gli scenari anche oltre i confini dell'Urbe abbracciando tutta la regione.

Per i colori della loro maglia (la prima versione bianca con la scritta "Lazio" a caratteri celesti sul petto, e successivamente a quarti bianchi e celesti), i giocatori della Lazio sono soprannominati Biancocelesti od anche Biancazzurri.[32][33]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stemma
Lo stemma nella sua prima versione (1909-1912)
Lo stemma utilizzato dal 1914
Lo stemma nella versione del 1927 (Il regime fascista impone l'utilizzo del fascio littorio)
Lo stemma nella versione del 1943 (Scompare il fascio littorio)
Lo stemma nella versione del 1958
Lo stemma nella versione del 1974
Lo stemma utilizzato dal 1979 al 1982
Lo stemma utilizzato dal 1982 al 1987
Lo stemma adottato a partire dal 1987 durante la presidenza di Gianmarco Calleri
Il logo del Centenario

Il simbolo della S.S. Lazio è l'Aquila, scelta in quanto emblema di potenza, vittoria e prosperità. Nel corso degli anni lo stemma della Lazio ha subito varie modifiche: il primo vero logo ufficiale, ideato nel 1912, raffigurava uno scudo a strisce verticali bianche e celesti dove era posata un'aquila che reggeva un nastro sul quale campeggiava il nome della società.[34]

Qualche stagione più tardi comparirà sul simbolo laziale la dicitura "Roma", per poi essere modificato durante il Ventennio per volontà del regime mussoliniano. Alla fine della dittatura lo stemma del club biancoceleste fu ridisegnato secondo lo stile originario. Nel 1979, con l'arrivo del merchandising nel calcio italiano, anche la Lazio creò un proprio logo, registrato presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, ovvero una piccola aquila stilizzata blu, che comparve nelle maglie realizzate dalla azienda romana Pouchain.[35]

Particolare è il simbolo, ideato e realizzato da Cesare Benincasa, adottato negli anni ottanta, caratterizzato esclusivamente dalla figura stilizzata dell'aquila, molto amata dai tifosi laziali e non solo, tant'è vero che secondo la classifica degli stemmi più belli del calcio stilata dal Guerin Sportivo, quello biancoceleste risulta essere il terzo simbolo più apprezzato in assoluto.[36]

Lo stemma attuale della società capitolina, il quale ha subito l'ultimo restyling nel 1993, riprende lo stile di quelli passati, con un'aquila d'oro che si posa sullo scudo a strisce verticali bianche e celesti sul quale è inciso il nome del club. Tale emblema è stato rivisitato in una versione speciale in occasione del centenario laziale ed è rimasto per un anno esatto sulle maglie della Lazio a partire dal 9 gennaio 2000: all'interno dello scudo a bande bianche e celesti sovrastato dall'aquila era presente in forma stilizzata e a grossi caratteri il numero 100, che andava a ricordare gli anni trascorsi dalla fondazione della più antica società calcistica della Capitale.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale della S.S. Lazio è Vola Lazio vola, interpretato nel 1983 dal cantautore ed attore romano Toni Malco, da sempre sostenitore dei colori biancocelesti, e scritto insieme a Claudio Natili e Silvio Subelli.

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni novanta la Lazio creò la sua mascotte ufficiale: Skeggia, un aquilotto con la divisa biancoceleste e un pallone da calcio, divenuto poi anche il simbolo delle scuole calcio del club romano.

Nel 2010 la società capitolina ha adottato un'aquila che, dopo un sondaggio online tra i tifosi, ha battezzato col nome di Olimpia,[37] e che richiama il ricordo della sua fondazione ispirata dagli ideali olimpici. Prima di ogni gara casalinga, la mascotte viene fatta volare per qualche minuto all'interno dello stadio sotto il controllo dei propri falconieri il cui capo è lo spagnolo Juan Bernabè.[38] Il rapace, che vive all'interno del Centro sportivo di Formello, accompagna la squadra anche nel periodo del ritiro estivo, in occasioni delle amichevoli e per le gare ufficiali casalinghe dove viene fatto volare sul campo di gioco.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio della Rondinella, Stadio Nazionale, Stadio Flaminio e Stadio Olimpico (Roma).
Lo Stadio della Rondinella fu la "casa" biancoceleste dal 1914 al 1931.
Lo Stadio Olimpico di Roma ospita le partite interne della Lazio dal 1953.

Il primo impianto sportivo utilizzato dalla Lazio fu il campo di Piazza d'Armi, prima di trasferirsi nel 1905 al Parco dei Daini. Lì giocò fino al 1913, quando un tiro dell'attaccante Fernando Saraceni I centrò in pieno volto una nobildonna in carrozza: come punizione suo marito, il prefetto Angelo Annaratone, "sfrattò" i biancocelesti.

In cerca di un nuovo stadio, i calciatori laziali si trasferirono prima al campo della Farnesina e successivamente allo Stadio della Rondinella (che sorgeva nell'area fra gli attuali Stadio Flaminio e Palazzetto dello Sport), dove giocarono fino al 1931,[14] anche se la squadra romana sostenne gli allenamenti presso la Rondinella fino al 1957. A quel punto la Lazio, così come la Roma, si divisero lo Stadio Nazionale, che a quei tempi aveva una capienza di circa 30.000 spettatori.[14][39]

Nel 1953 entrambe le compagini capitoline si trasferirono allo Stadio Olimpico, dove tuttora disputano i loro match casalinghi. L'Olimpico, situato nel Foro Italico, è il più grande stadio della Capitale. Oltre alle partite della Lazio, ospita quelle dei rivali romanisti, occasionalmente quelle della Nazionale di calcio italiana ed è la sede delle finali della Coppa Italia. Fu aperto per la prima volta nel 1937 e dopo la sua ultima ristrutturazione nel 2008,[40] lo stadio ha una capacità di 73.261 posti a sedere. Ha ospitato le Olimpiadi del 1960, l'Europeo di calcio del 1980, il Mondiale di calcio 1990 e due finali di Champions League, nel 1996 e nel 2009. In vista dei Mondiali del 1990 che avrebbero visto l'Olimpico come uno degli stadi ospitanti, l'impianto subì opere di ristrutturazione, e per tale motivo nella stagione 1989-1990 entrambe le squadre romane giocarono le rispettive gare casalinghe allo Stadio Flaminio.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Centro sportivo di Formello.

Il Centro sportivo di Formello è situato nell'omonimo comune nell'area metropolitana di Roma. Fu costruito nella seconda metà degli anni novanta per volontà dell'allora presidente Sergio Cragnotti e fu inaugurato ufficialmente il 7 aprile del 1997. La squadra ne usufruisce dalla stagione sportiva 1997-1998, utilizzandolo come centro di allenamento quotidiano per i calciatori biancocelesti.

Dal 1998 è situata presso gli uffici del centro sportivo la sede ufficiale del club, anche se in un breve periodo (dal 2001 al 2004), la sede fu spostata a Roma prima in via Augusto Valenziani 10 e poi in via Borgognona 47, per essere di nuovo trasferita in maniera definitiva nel comune di Formello.

Società[modifica | modifica wikitesto]

La Società Sportiva Lazio è, dal 27 aprile 1967, una società per azioni sotto la denominazione di "S.S. Lazio - S.p.A.".[41] Il Gruppo S.S. Lazio S.p.A. è il gruppo controllato dalla società Capogruppo S.S. Lazio S.p.A.. Il Gruppo opera nel settore del calcio professionistico e gestisce le attività tecnico-sportive e di gestione dei diritti di broadcasting relative all'omonima squadra militante nel campionato italiano di Serie A, oltre alle attività tecnico-sportive e di gestione dei diritti di broadcasting relative alla squadra di calcio femminile militante nel campionato italiano di Serie B tramite, a far data da settembre 2015, la controllata S.S. Lazio Women 2015; sono inoltre gestite dal Gruppo le attività pubblicitarie, di merchandising ed in generale di sfruttamento commerciale del marchio S.S. Lazio tramite, a far data dal 29 settembre 2006, la società controllata Lazio Marketing & Communication S.p.A.,[42] e le attività immobiliari tramite, a far data dal 28 giugno 2012, la controllata Cirio Lazio Immobiliare S.r.l. e dal 24 ottobre 2012 tramite la società controllata Lazio Marketing & Communication S.p.A.. Il Gruppo ha rapporti con Roma Union Security, Gasoltermica Laurentina, Omnia Service, Linda, Lazio Snam Sud, Bona Dea ed U.S. Salernitana. La sede sociale è il Centro sportivo di Formello, che risulta essere gravato da ipoteca legale iscritta il 31 marzo 2004 dal Concessionario del servizio della riscossione della Provincia di Roma. Tale garanzia rimarrà operativa sino alla definitiva esecuzione della transazione con l'Agenzia delle Entrate.

La Lazio presente dal 6 maggio 1998 alla Borsa di Milano nell'indice FTSE Italia Small Cap (codice ISIN: IT0003621783 - codice alfanumerico: SSL),[3] è stata la prima società calcistica italiana a quotarsi in Borsa dove sono state successivamente ammesse anche la sua concittadina Roma e la Juventus.

Claudio Lotito, patron della Lazio.

Dal 19 luglio 2004 la società che controlla la maggioranza del capitale azionario della Lazio è la "Lazio Events S.r.l.", presieduta da Claudio Lotito, che attualmente detiene il 100% della citata "Lazio Events S.r.l." e, tramite quest'ultima, il 66,44% del capitale azionario della società biancoceleste.

Secondo l'attuale organigramma societario, la Lazio è articolata su un sistema di tipo dualistico; la società è guidata da un consiglio di gestione, presieduto da Claudio Lotito insieme al consigliere Marco Moschini, ed uno di sorveglianza, composto da cinque membri, compreso l'attuale presidente Corrado Caruso.

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società.[41]

Staff dell'area amministrativa
Consiglio di gestione
Consiglio di sorveglianza
  • Italia Corrado Caruso - Presidente
  • Italia Alberto Incollingo - Vicepresidente
  • Italia Fabio Bassan - Consigliere
  • Italia Vincenzo Sanguigni - Consigliere
  • Italia Silvia Venturini - Consigliere
Struttura organizzativa
  • Italia Claudio Lotito - Presidente
  • Albania Igli Tare - Direttore Sportivo
  • Italia Angelo Peruzzi - Club Manager
  • Italia Armando Antonio Calveri - Segretario Generale
  • Paesi Bassi Joop Lensen - Direzione Settore Giovanile
  • Italia Giuseppe Lupo - Segretario Settore Giovanile


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Di seguito l'elenco degli sponsor tecnici e ufficiali della S.S. Lazio.[43]

Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1901-1946: nessuno sponsor
  • 1946-1963: Gradella Sport
  • 1963-1964: Lacoste
  • 1964-1969: Gradella Sport
  • 1969-1970: Maglificio Lama - TuttoSport
  • 1970-1971: Umbro
  • 1971-1976: TuttoSport
  • 1976-1979: NR (Ennerre)
  • 1979-1980: Pouchain
  • 1980-1982: Adidas
  • 1982-1986: NR (Ennerre)
  • 1986-1987: TuttoSport
  • 1987-1989: Kappa
  • 1989-1998: Umbro
  • 1998-2012: Puma
  • 2012-oggi: Macron
Cronologia degli sponsor ufficiali


Sedi sociali e campi di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco delle sedi sociali e dei campi di gioco utilizzati dalla S.S. Lazio nel corso della sua storia.[50]

Cronologia delle sedi sociali
  • 1900: Lungotevere dei Mellini
  • 1900: Vicolo degli Osti, 15
  • 1900-1904: Via Valadier, 6
  • 1904-1906: Via Pompeo Magno, 94
  • 1906-1910: Casina di Via dell'Uccelliera
  • 1910: Via Sistina, 123
  • 1910-1913: Casina di Via dell'Uccelliera
  • 1913-1914: Via delle Coppelle, 16
  • 1914-1924: Via Vittorio Veneto, 7
  • 1924-1925: Via Santo Stefano del Cacco, 16
  • 1925-1926: Vicolo dei Due Macelli
  • 1926-1929: Via Tacito
  • 1929-1934: Vicolo D'Ascanio, 11
  • 1934-1958: Via Frattina, 89
  • 1958-1963: Viale Rossini, 21
  • 1963-1966: Via Nizza, 45
  • 1966-1987: Via Col di Lana, 8
  • 1987-1992: Via Margutta, 54
  • 1992-1995: Corso d'Italia, 19
  • 1995-1998: Via Umberto Novaro, 32
  • 1998-2001: Via di Santa Cornelia, 1000
    (nel comune di Formello, presso l'omonimo centro sportivo)
  • 2001-2003: Via Augusto Valenziani, 10
  • 2003-2004: Via Borgognona, 47
  • 2004-oggi: Via di Santa Cornelia, 1000
    (nel comune di Formello, presso l'omonimo centro sportivo)
Cronologia dei campi di gioco
  • 1901-1905: Campo di Piazza d'Armi
  • 1905-1913: Parco dei Daini
  • 1913-1914: Campo della Farnesina
  • 1º settembre 1914-1931: Stadio della Rondinella
  • 1931-1953: Stadio Nazionale
  • 1953-1989: Stadio Olimpico di Roma
  • 1989-1990: Stadio Flaminio
  • 1990-oggi: Stadio Olimpico di Roma


Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

La Lazio è una società attiva nel campo sociale e degli aiuti umanitari, tramite numerosi sezioni della polisportiva che ogni anno organizza anche eventi speciali[51] per sostenere diverse associazioni, tra cui la So.Spe, esibendone anche il logo sulle maglie nella stagione 2007-2008,[52] e quella intitolata alla memoria del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri,[53][54] il cui logo è apparso sulle maglie del club durante la partita di campionato Lazio-Parma del 6 novembre 2011.[55]

Nell'annata 2008-2009, la Lazio, sempre attraverso una campagna di sponsorizzazione, ha promosso insieme all'industria alimentare Algida una raccolta fondi per le popolazioni vittime del terremoto che nel 2009 ha sconvolto l'Abruzzo.[56]

La S.S. Lazio Calcio, dopo aver adottato nel 2010 l'aquila Olimpia, ha deciso di intraprendere al fianco dell'A.R.F., un'associazione per la tutela e soccorso degli animali operante nel Lazio, una campagna di sensibilizzazione anti-bracconaggio e la raccolta di donazioni in favore del progetto di protezione e cura dei rapaci.[57]

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il logo delle scuole calcio biancocelesti con al centro Skeggia, la mascotte laziale.
Vincenzo D'Amico, campione d'Italia nel 1974 con la Lazio, capitano negli anni '80, è cresciuto nel settore giovanile delle Aquile.

Il settore giovanile della Lazio vede a capo dell'organigramma direttivo l'olandese Joop Lensen, già responsabile del progetto Academy "Roberto Lovati".[58]

Nel corso dei decenni il vivaio laziale ha da sempre cresciuto numerosi giocatori che hanno contribuito notevolmente all'accrescimento tecnico della prima squadra, dai primissimi anni di attività del club fino ad oggi: negli anni settanta la Lazio è formata da elementi usciti dalle squadre giovanili (da D'Amico a Giordano, fino a Manfredonia ed Agostinelli), e negli anni ottanta il vivaio laziale ha formato giocatori del calibro di Mauro Tassotti, Paolo Di Canio, Luigi Di Biagio e Valerio Fiori, fino ad arrivare alla metà degli anni novanta, quando dalla formazione Primavera sono arrivati in prima squadra Marco Di Vaio, Daniele Franceschini, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma ma soprattutto Alessandro Nesta, divenuto uno dei simboli della società romana. Negli anni duemila, si sono imposti tra i professionisti Giampiero Pinzi, Marco Pisano e Lorenzo De Silvestri, mentre nel decennio seguente si fa notare Danilo Cataldi.

La Lazio ha al suo attivo ben cinque vittorie nel Campionato Primavera (1975-76, 1986-87, 1994-95, 2000-01, 2012-13)[59], tre in Coppa Italia Primavera (1978-79, 2013-14, 2014-15).[60] e una in Supercoppa Primavera (2014).[61] Tuttavia gli Aquilotti non sono mai riusciti nell'impresa di aggiudicarsi il prestigioso Torneo di Viareggio, pur arrivando a disputare la finale in quattro occasioni.

Diffusione nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Francobollo delle Poste italiane celebrativo della Lazio laureatasi campione d'Italia nella stagione 1999-00.

La partita di campionato Lazio-Foggia (0-0) del 28 agosto 1993, prima giornata di Serie A 1993-1994, fu il primo posticipo della storia del calcio nazionale ad essere trasmesso in televisione.[62]

Mario Riva, tifoso biancoceleste e consigliere onorario della Lazio.

Nello spettacolo sono stati molti gli artisti che si sono avvicinati ai colori biancocelesti, e uno dei più accesi sostenitori è stato l'indimenticabile Mario Riva, storico presentatore de Il Musichiere, durante il quale lo stesso Riva vantava in più occasioni il suo essere laziale, creando simpatici siparietti con il pubblico e gli ospiti. Alla fine degli anni cinquanta il popolare show-man fu elevato alla dignità di consigliere onorario della Lazio dall'allora presidente Siliato.[63]

In ambito cinematografico si trovano vari riferimenti alla Lazio, come ad esempio in Il tifoso, l'arbitro e il calciatore (1982), Tifosi (1999), L'allenatore nel pallone (1984) e L'allenatore nel pallone 2 (2008), nella quale vi è un cameo del presidente Claudio Lotito nel ruolo di se stesso. Altre citazioni nelle commedie quali Mi faccia causa (1984), Vacanze in America (1984) ed Anni 90 - Parte II (1993), Caterina va in città di Paolo Virzì (2003), nella cui soundtrack è presente anche l'inno biancoceleste Vola Lazio vola, e in Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno (2015).

La Lazio compare in varie fiction televisive, come nella sesta stagione della serie di Un medico in famiglia e nella terza de I Cesaroni; nell'undicesimo episodio di quest'ultima fiction, girato in gran parte all'interno del centro sportivo di Formello.

Importante citazione della squadra romana è presente anche in letteratura, nel libro Mangia, prega, ama - Una donna cerca la felicità (2006), autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert, la quale racconta che durante la sua permanenza nella Capitale viene accompagnata allo stadio dall'amico Luca Spaghetti, commercialista romano di fede biancazzurra, ad assistere a due gare della Lazio, contro Sparta Praga e Bologna ed altre partite le ha vissute guardandole in televisione sempre in compagnia del suo amico Luca. Nelle pagine del best seller la Gilbert parla della passione per i colori biancocelesti che le ha trasmesso il laziale Spaghetti, anche se per il film Mangia prega ama (2010) la produzione decide che, contrariamente a quanto raccontanto nel romanzo, la protagonista, interpretata da Julia Roberts, dovesse essere una simpatizzante della Roma.[64]

La Lazio è entrata a far parte anche del mondo della musica. Sono state dedicate alla squadra capitolina numerose canzoni come Notti biancazzurre ed E vola l'aquila di Toni Malco, La più bella di tutte quante e Quant'è bello esse laziali di Aldo Donati, Caput mundi di Enrico Lenni e Cent'anni insieme, brano composto da vari autori in occasione del centenario della gloriosa società romana ed interpretato tra gli altri da Pino Insegno, Edoardo Guarnera e Mino Reitano, simpatizzante laziale, oltre ai noti "cantori" biancazzurri Malco, Donati e Lenni. Inoltre, il singolo È già domenica della band italiana degli Statuto è stato dedicato alla memoria di Gabriele Sandri, tifoso laziale scomparso tragicamente l'11 novembre 2007. Anche la cantautrice e attrice Roberta Faccani, pronipote di Augusto Faccani, calciatore della Lazio nei primi anni del Novecento, dedica alla squadra biancoceleste il singolo Lazio generazione.[65]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori della Società Sportiva Lazio.

Sono 66 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Lazio, tra cui due hanno ricoperto il ruolo di direttore tecnico e quattro hanno assunto tale incarico dopo esser stati in stagioni precedenti anche sulla panchina biancoceleste.

Fino a tutto il secondo decennio del XX secolo non esisteva un sistema dettagliato di allenamento in preparazione degli incontri di campionato. In pratica i giocatori – atleti, studenti e lavoratori – avevano l'abitudine di ritrovarsi al campo di Piazza d'Armi prima e allo Stadio della Rondinella poi per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, spesso sotto il coordinamento del capitano della squadra. Il primo vero allenatore della storia biancoceleste fu l'italiano Guido Baccani, scelto dal presidente Ballerini nel 1906, al fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra. Baccani allenò la squadra quasi per un ventennio fino al 1924, quando entrò a far parte della commissione tecnica della Nazionale azzurra.

A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora proprio Guido Baccani, rimasto alla guida della squadra per 18 stagioni, compresi gli anni in cui le attività erano sospese a causa della prima guerra mondiale, dal 1906-07 al 1923-24. Sia il numero di stagioni consecutive che quello totale sono record per i tecnici del club romano.

Dino Zoff vanta il primato complessivo di panchine ufficiali (202), mentre quello di trofei vinti con il club (7 con le Aquile) appartiene al tecnico svedese Sven-Göran Eriksson.

Tre personalità che hanno scritto la storia del club laziale: Umberto Lenzini (a sinistra), Tommaso Maestrelli (al centro) e Fulvio Bernardini (a destra).

Da menzionare anche Tommaso Maestrelli, il principale artefice del primo Scudetto biancazzurro, scomparso nel 1976 poco dopo aver condotto la Lazio ad un'insperata salvezza, Fulvio Bernardini, tecnico negli anni cinquanta e sessanta che nel 1958 regalò ai laziali la prima vittoria di un trofeo ufficiale, ossia la Coppa Italia, ed Eugenio Fascetti che, nonostante non abbia vinto alcun titolo, rimarrà nel cuore dei tifosi biancocelesti insieme alla squadra da lui guidata nella stagione 1986-87, i cosiddetti Eroi del -9.

L'attuale allenatore della prima squadra è Simone Inzaghi, campione d'Italia da calciatore con la squadra biancoceleste nella stagione 1999-2000, che ricopre ufficialmente l'incarico dall'8 luglio 2016.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Società Sportiva Lazio.

A partire dalla fondazione del club ad oggi, alla guida della Lazio si sono avvicendati 34 presidenti, di cui 4 hanno svolto anche il ruolo di commissario straordinario. Il primo presidente del club più antico della Capitale fu il Cavalier Giuseppe Pedercini.

Il periodo più lungo in carica è appannaggio di Fortunato Ballerini, alla guida della Lazio per 21 anni dal 1904 al 1925; Sergio Cragnotti, presidente dal 1992 al 1994 e poi dal 1998 al 2003, vanta il palmarès più ampio della storia della società.

Da ricordare è Umberto Lenzini, soprannominato dai tifosi Papà Lenzini, presidente del primo Scudetto biancoceleste (1973-74), e Leonardo Siliato, in carica quando la Lazio conquistò il suo primo trofeo ufficiale: la Coppa Italia del 1958.

Attualmente in carica è l'imprenditore romano Claudio Lotito, divenuto presidente il 19 luglio 2004, quando acquista il 32% del capitale sociale, salvando la storica società capitolina da una situazione che l'avrebbe condotta al fallimento.

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Società Sportiva Lazio.
Giorgio Chinaglia, capocannoniere nella stagione del primo Scudetto.
Bruno Giordano, uno dei più grandi bomber ad aver indossato la maglia biancoceleste.

A partire dalla fondazione del club ad oggi, hanno vestito la maglia della Lazio oltre 700 calciatori, in gran parte italiani; alcuni di questi hanno militato nella Nazionale italiana.

Tra i calciatori italiani di rilievo sono annoverati Sante Ancherani, uno dei pionieri della sezione calcio della polisportiva biancoceleste nonché primo capitano e allenatore laziale, Fulvio Bernardini, primo calciatore della Lazio, romano di nascita e proveniente dal Centro-Sud, ad essere convocato in Nazionale, Ezio Sclavi, Anfilogino Guarisi, detto Filò, campione del mondo nel 1934, oltre a Silvio Piola, vero e proprio giocatore simbolo degli anni trenta e anni quaranta con la maglia della Lazio e della Nazionale azzurra, con la quale ha vinto un mondiale (1938), Enrique Flamini, divenuto anche allenatore e dirigente sia a livello giovanile che di prima squadra, e ad Aldo Puccinelli, record-man di presenze in campionato con la casacca biancoceleste (339 in 13 stagioni).

Altro celebre calciatore ad aver scritto la storia del club romano è stato Bob Lovati, divenuto capitano della squadra tra gli anni cinquanta e anni sessanta, raccogliendo l'eredità di Lucidio Sentimenti IV, e successivamente tecnico e dirigente, sia delle giovanili che della prima squadra. Negli anni settanta, con la chiusura della frontiere, nella Lazio militarono giocatori del calibro di Giorgio Chinaglia, Vincenzo D'Amico, Mario Frustalupi, Felice Pulici, Luciano Re Cecconi e Pino Wilson, record-man di partite giocate con la fascia da capiano al braccio, tutti protagonisti della vittoria del campionato 1974.

Negli anni ottanta si distinsero Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Mauro Tassotti, Giuliano Fiorini, Domenico Caso e Paolo Di Canio.

Miroslav Klose, miglior marcatore straniero della Lazio in campionato.

Durante gli anni novanta svariati calciatori hanno registrato presenze nella Nazionale italiana, tra cui Gigi Casiraghi, Roberto Di Matteo, Luca Marchegiani e Beppe Signori, tutti e quattro protagonisti al mondiale del 1994, oltre a Giuseppe Favalli, record-man di presenze con la maglia delle Aquile (401 in 11 stagioni), Diego Fuser, Roberto Mancini, Paolo Negro, Alessandro Nesta, Giuseppe Pancaro e Christian Vieri. Negli anni duemila si distinsero anche Simone Inzaghi, miglior bomber in competizioni UEFA con la Lazio, Massimo Oddo ed Angelo Peruzzi, entrambi campioni del mondo 2006, oltre a Tommaso Rocchi.

Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Lazio nel corso dei decenni si segnalano Salvador Gualtieri, Arne Selmosson, vice-campione al mondiale del 1958 con la Nazionale svedese, Humberto Tozzi, Juan Carlos Morrone, Batista, centrocampista brasiliano della Seleção che prese parte al mondiale del 1982, Michael Laudrup, fantasista danese vincitore con la sua nazionale della Confederations Cup del 1995, e Rubén Sosa, attaccante uruguaiano che con la Celeste ha vinto due edizioni della Copa América (1987 e 1995).

Negli anni novanta furono molti i calciatori stranieri in maglia laziale: fra i tanti da citare sono i tedeschi Karl-Heinz Riedle, vincitore del mondiale del 1990 giocato in Italia, e Thomas Doll, l'inglese Paul Gascoigne, talentuoso centrocampista noto anche per le sue vicende extra-calcistiche, l'olandese Aron Winter, campione continentale all'europeo del 1988, il croato Alen Bokšić, il ceco Pavel Nedvěd, insignito del Pallone d'oro nel 2003, il cileno Marcelo Salas, gli argentini Matías Almeyda, Diego Simeone e Juan Sebastián Verón, i portoghesi Sérgio Conceição e Fernando Couto, i serbi Siniša Mihajlović e Dejan Stanković. Negli anni duemila si distinsero invece l'argentino Hernán Crespo, l'olandese Jaap Stam, oltre al tedesco Miroslav Klose, campione del mondo con la Germania nel 2014.

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Sono 56 i giocatori che hanno indossato la fascia di capitani della Lazio.

Il periodo più lungo con la fascia di capitano della squadra laziale è stato quello di Ancherani, con dieci stagioni dal 1901 al 1907 e dal 1908 al 1912.[66] L'attuale capitano biancoceleste è il centrocampista argentino Lucas Biglia.

Maglie ritirate[modifica | modifica wikitesto]

  • 12 - Curva Nord[67]

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Campioni del mondo

La Lazio e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

La Lazio e la Nazionale italiana[modifica | modifica wikitesto]

Fulvio Bernardini, primo biancoceleste, nonché primo calciatore centromeridionale, a debuttare con la maglia della Nazionale italiana.

Il primo giocatore della Lazio ad essere convocato in Nazionale è stato Fulvio Bernardini in occasione dell'incontro amichevole del 22 marzo 1925 contro la Francia, vinto nettamente dagli azzurri per 7-0. Bernardini, nella sua carriera in Nazionale, ha fatto parte anche della spedizione olimpica del 1928, conquistando la medaglia di bronzo.

Successivamente, in occasione della Coppa Internazionale 1931-1932, venne chiamato a vestire la maglia della Nazionale lo storico capitano Ezio Sclavi,[68] uno dei più grandi portieri dell'epoca, e nell'edizione 1933-35 fecero parte della vittoriosa compagine azzurra anche l'ala italo-brasiliana Anfilogino Guarisi e il bomber Silvio Piola. Nel 1934, in occasione dei Mondiali, fu ancora convocato l'oriundo Filò Guarisi,[69] mentre la competizione mondiale del 1938, vinta dalla Nazionale italiana, vide come assoluto protagonista il centravanti laziale Piola.[70] Due anni prima, in occasione dei Giochi olimpici di Berlino, nella vincente spedizione azzurra erano presenti due calciatori biancocelesti: Baldo e Gabriotti.

Anfilogino Guarisi, primo calciatore laziale a laurearsi campione del mondo con la Nazionale italiana.

Gli anni quaranta rappresentarono un periodo difficile nella storia della Lazio, difatti Antonazzi è stato l'unico ad essere chiamato in Nazionale durante quel decennio in occasione dei Giochi olimpici di Londra. Tuttavia negli anni cinquanta fecero parte della spedizione per i Mondiali brasiliani del 1950 alcuni calciatori biancocelesti, quali Furiassi, Remondini e Sentimenti IV.[71]

Per ben 24 anni nessun biancoceleste ha preso parte alle spedizioni della Nazionale maggiore in occasione di competizioni ufficiali. Spezzarono il digiuno delle convocazioni tre simboli della Lazio fresca vincitrice del primo Scudetto della sua storia nel 1974, quali il bomber Chinaglia, il centrocampista Re Cecconi e il difensore Wilson, chiamati dall'allora commissario tecnico Ferruccio Valcareggi per la spedizione mondiale.[72] Nel 1978, in vista dei Mondiali, Manfredonia è stato l'unico rappresentante laziale nella compagine azzurra.[73]

Dopo circa 16 dall'ultima presenza di giocatori biancocelesti con la maglia azzurra in competizioni ufficiali, complice un periodo particolarmente difficile per le sorti del club capitolino come quello vissuto negli anni ottanta, la Lazio diede alla Nazionale italiana quattro elementi, come Casiraghi, Di Matteo, Marchegiani e Signori, chiamati a far parte della spedizione azzurra ai Mondiali statunitensi del 1994, persi ai calci di rigore contro il Brasile.[74] Due anni dopo le convocazioni (e questa volta per gli Europei del 1996) furono per Di Matteo, Fuser e Nesta, oltre al "solito" Gigi Casiraghi.[75]

Tra il 1996 ed il 2002, a parte il campionato europeo del 2000, quando fu convocato insieme al compagno di squadra e di reparto Negro,[76] Alessandro Nesta, capitano più vincente della storia biancoceleste, è stato l'unico calciatore della Lazio ad essere annesso alle spedizioni della Nazionale maggiore,[77][78] così come Baronio, unico rappresentante laziale alle Olimpiadi di Sydney.

L'Europeo 2004 rappresenta la competizione durante la quale la compagine azzurra presenta il maggior numero di giocatori laziali, ben cinque: Corradi, Favalli, Fiore, Oddo e Peruzzi.[79] Questi ultimi due hanno fatto parte anche della compagine azzurra che nella notte berlinese conquista la Coppa del Mondo 2006.[80]

In occasione delle Olimpiadi di Pechino del 2008 sono stati convocati i due biancocelesti De Silvestri e Rocchi, quest'ultimo come "fuori quota".

Candreva e Marchetti sono stati rappresentanti laziali con la casacca azzurra in occasione della Confederations Cup 2013; mentre per i Mondiali del 2014, è stato convocato il solo Candreva. Quest'ultimi due, insieme a Parolo, sono gli ultimi calciatori della formazione romana ad essere convocati in una spedizione azzurra, in occasione degli Europei del 2016.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès della Società Sportiva Lazio.

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

11 trofei

1973-1974, 1999-2000
1958, 1997-1998, 1999-2000, 2003-2004, 2008-2009, 2012-2013
1998, 2000, 2009
1968-1969

Competizioni internazionali ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

2 trofei

1998-1999
1999

Altre competizioni[modifica | modifica wikitesto]

1971

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès della Società Sportiva Lazio § Settore giovanile.

A livello giovanile, la squadra Primavera della Lazio è una delle formazioni più importanti e titolate, avendo conquistato 5 Campionati Primavera, essendo così la quarta squadra con più Scudetti giovanili, 3 Coppe Italia Primavera e una Supercoppa Primavera. Anche le squadre di altre categorie hanno ottenuto nel corso degli anni vari successi sia a livello nazionale, soprattutto con le formazioni Berretti (1), Allievi (2), Giovanissimi Nazionali (3), Pulcini (1) e in passato Juniores (1), sia in campo internazionale, con la formazione Primavera trionfante nel Trofeo Internazionale Karol Wojtyla in sei occasioni, detenendo così il record di vittorie del torneo, oltre a quella degli Allievi, vincitrice del Torneo Internazionale Carlin's Boys di Sanremo e del Torneo Internazionale Città di Gradisca - Trofeo Nereo Rocco.

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record della Società Sportiva Lazio.

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 5 1912-1913 1920-1921 87
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 3 1927-1928 1945-1946
Serie A 74 1929-1930 2016-2017
Prima Divisione 1 1926-1927 1926-1927 12
Serie B 11 1961-1962 1987-1988

In 99 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 3 novembre 1912, inclusi 10 campionati di Prima Categoria Nazionale e 3 di Divisione Nazionale, oltre ad 1 di Prima Divisione.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

In 99 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale, risalente al 3 novembre 1912, la Lazio ha disputato 87 campionati di massima serie (74 campionati di Serie A, 10 di Prima Categoria Nazionale e tre di Divisione Nazionale), mentre per una volta ha partecipato al campionato di Prima Divisione Sud (1926-27) e per undici volte a quello di Serie B (1961-62, 1962-63, 1967-68, 1968-69, 1971-72, 1980-81, 1981-82, 1982-83, 1985-86, 1986-87, 1988-89). I biancocelesti hanno terminato il campionato a girone unico due volte primi, tre volte secondi e sette volte terzi. In 74 stagioni sportive disputate dalla Lazio nel massimo campionato a girone unico ha, dunque, terminato il torneo sul podio nel 16% dei casi. Dall'avvento del girone unico la Lazio è stata tre volte Campione d'inverno (1936-37, 1973-74, 1999-00).

Quella delle Aquile è la formazione italiana ad aver disputato il maggior numero di finalissime nazionali (3 volte, più specificatamente nelle stagioni 1912-13, 1913-14 e 1922-23) ovvero gli incontri che, prima dell'istituzione del campionato a girone unico, mettevano di fronte le compagini campioni del girone Nord e quello Sud per decidere la squadra campione d'Italia.

È stata la quarta squadra italiana, dopo Torino, Juventus e Napoli (e successivamente alle Aquile anche l'Inter), ad aver conquistato, nella stagione 1999-00, il Double, ovvero la conquista nello stesso anno di campionato e coppa nazionale.

In base alle partite ufficiali finora disputate, la vittoria della Lazio con il più ampio scarto è il 9-1 inflitto al Modena il 12 giugno 1932.[81] La sconfitta con il più ampio scarto, invece, è l'8-1 rimediato nella stagione 1933-1934 in trasferta contro l'Ambrosiana-Inter.[81]

La Lazio è la quinta società italiana per numero di partecipazioni (74) nel Campionato di Serie A sin dal 1929, anno dell'istituzione del torneo a girone unico, ed è al sesto posto nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, dietro a Juventus, Inter, Milan, Roma e Fiorentina. Al giugno 2012, dei 2320 incontri nella massima serie, 845 sono state le vittorie delle Aquile, 707 i pareggi e 768 le sconfitte, con 3121 gol segnati e 2888 subiti.

La Lazio della stagione 1907-08 rimane l'unica formazione ad aver vinto tre partite in un solo giorno.

La squadra biancoceleste detiene il record assoluto di vittorie fatte registrare in una sola giornata, con 3 successi ottenuti in occasione del Campionato Interregionale Centro-sud vinto il 7 giugno 1908, quando sconfisse in mattinata il Lucca FC, nel primo pomeriggio la SPES Livorno e successivamente la Virtus Juventusque in finale.[82]

Ufficialmente, il più alto numero di spettatori per una partita della Lazio in casa è di 78 809 persone per una partita di Serie A contro il Foggia il 12 maggio 1974, il match che consegnò alla squadra romana il suo primo Scudetto. Un simile numero di spettatori era presente sugli spalti anche il 21 giugno 1987, data dello storico match vinto dai biancazzurri sul L.R. Vicenza per 1-0, risultato che consentì alla Lazio di andare agli spareggi per evitare la Serie C. Questi sono due record di presenze per tutta la storia dello Stadio Olimpico, includendo le partite della Roma e della nazionale di calcio.

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Favalli, recordman di presenze con la maglia biancoceleste.

A livello individuale, Giuseppe Favalli è il giocatore che detiene il record di presenze in maglia biancoceleste, durante i suoi dodici anni alla Lazio dal 1992 al 2004, ne ha collezionate 401. Seguono Pino Wilson con 394 partite disputate in 11 stagioni e Paolo Negro con 376 gare in 12 annate.[83] Il record di presenze per un portiere è di Luca Marchegiani, con i 339 incontri disputati in 10 stagioni, seguito da Idilio Cei con 290 gare in 10 annate ed Angelo Peruzzi con 226 partite disputate in 7 stagioni.[83] Il record di maggiori partite giocate esclusivamente in campionato è invece di Aldo Puccinelli, con 339 gettoni di presenza tra il 1940 e il 1955.[83] Seguono Pino Wilson e Beppe Favalli rispettivamente con 324 e 298 presenze.

Il miglior marcatore di tutti tempi della Lazio è Silvio Piola con 149 gol (esclusi quelli segnati nelle coppe internazionali non riconosciute dalla UEFA).[83] Piola, che militò ai suoi tempi anche nella Pro Vercelli, nel Torino, nella Juventus ed infine nel Novara, è anche il miglior marcatore nella storia della Serie A, con 274 reti totali realizzate.[84] Alle spalle del "Silvio nazionale" seguono Beppe Signori (127 gol in 6 stagioni) e Giorgio Chinaglia (122 gol in 7 stagioni).

Simone Inzaghi è il miglior marcatore nelle competizioni europee, con 20 gol realizzati.[83] È anche uno dei sei giocatori nella storia della Champions League ad aver segnato 4 reti in una singola partita della massima competizione europea.[85] Seguono Pavel Nedvěd con 12 reti messe a segno in 5 stagioni e Tommaso Rocchi, anch'egli a quota 12 gol in 9 anni di militanza laziale.

Il record di gol segnati in una sola partita è del tedesco Miroslav Klose, capace di realizzare, il 5 maggio 2013, una cinquina ai danni del Bologna, nella gara valida per la trentacinquesima giornata di Serie A, terminata 6-0 per i romani.[86]

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria della Società Sportiva Lazio.
Il cuore del tifo laziale: la Curva Nord.

Al momento la Lazio è la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi (3%), dietro a Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma, secondo i dati di una ricerca del 2014.[87]

Il tifo per la Lazio, tradizionalmente radicato dal punto di vista geografico a Roma e nelle province laziali, è presente anche in altre regioni d'Italia, il che garantisce un seguito alla squadra biancoceleste anche durante gli incontri fuori casa.

Per quanto riguarda gli orientamenti politici dei gruppi organizzati della Curva Nord, questi sono schierati su posizioni di destra sociale e talvolta di estrema destra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Coreografia della Curva Nord in occasione della finale di Coppa Italia 2008-2009.

I prodromi del fenomeno del tifo organizzato in Italia si hanno nel 1932 quando proprio la tifoseria della Lazio va ad annoverare per prima la nascita di un'associazione organizzata e con struttura gerarchica, di sostenitori. In occasione del derby del 23 ottobre 1932, un gruppo organizzato denominato Paranza Aquilotti inscenò infatti una coreografia allo Stadio del PNF.[88]

Il 28 ottobre 1979, poco prima dell'inizio del derby, viene tolta la vita a Vincenzo Paparelli, supporter laziale raggiunto in Curva Nord da un razzo sparato dalla Sud per mano di un tifoso romanista. Da allora i gruppi organizzati di tifosi biancocelesti, prima riuniti nelle gare casalinghe in Curva Sud, decisero di spostarsi definitivamente nella Nord dell'Olimpico.[89]

L'11 novembre 2007 viene ucciso da un agente di Polizia il tifoso laziale Gabriele Sandri, a cui è stata intitolata poi la curva. Da allora la sua immagine è posta nella parte bassa della Nord.[90]

Dal marzo 2010, gli Irriducibili lasciano il comando dopo 23 anni per lasciare la gestione della Curva Nord in mano ai membri della ex-Banda Noantri e In Basso a Destra, gruppi sciolti formalmente per le numerose diffide ma comunque presenti sotto il nome di altri striscioni: essi creeranno una collaborazione tra tutti i gruppi storici della Nord per quanto riguarda le decisioni e la gestione di essa, e tutti si riuniranno sotto il nome di Ultras Lazio Curva Nord,[91] coadiuvato da un altro importante gruppo del tifo laziale, ovvero l'Associazione Sodalizio, riunito nel settore della Tribuna Tevere.[92]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Roma.
Gemellaggio fra tifosi laziali ed interisti il 2 maggio 2009 con la coreografia dei supporters nerazzurri dedicata alla memoria di Gabriele Sandri, tifoso biancoceleste scomparso nel 2007.

Il rapporto tra gli ultras dell'Inter e della Lazio è sicuramente il più saldo: esso è nato attorno alla metà degli anni ottanta e si è rinsaldato negli ultimi anni con la finale della Coppa UEFA 1997-98 a Parigi e il 5 maggio 2002, quando allo Stadio Olimpico molti tifosi laziali auguravano agli "amici" interisti la conquista dello Scudetto.[93] Un altro episodio significativo è riferibile al match Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz'ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, in lotta per vincere il campionato con i cugini romanisti, spingendola così verso il mantenimento della vetta della classifica.[94] Esiste inoltre un forte rapporto di amicizia con un'altra squadra italiana, il Verona.

A livello internazionale, i gemellaggi più importanti sono quelli con il Real Madrid e l'Espanyol: il primo nasce nel 2001 durante una partita di Champions League tra le due squadre, e l'altro, così come quelli con Chelsea, Levski Sofia e West Ham Utd nasce da convergenze politiche.[95][96]

La più accesa e storica rivalità non può che essere con i tifosi dell'altra squadra della Capitale, la Roma.

L'origine della rivalità con la tifoseria della Salernitana è dovuta ai duri scontri fra supporters biancocelesti e granata prima di un'amichevole disputata a Salerno agli inizi degli anni duemiladieci.[97]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Società Sportiva Lazio 2016-2017.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione sono aggiornate al 31 gennaio 2017.[98]

N. Ruolo Giocatore
1 Albania P Thomas Strakosha
2 Paesi Bassi D Wesley Hoedt
3 Paesi Bassi D Stefan de Vrij
4 Spagna D Patric
6 Belgio D Jordan Lukaku
8 Serbia D Dušan Basta
9 Serbia A Filip Djordjevic
10 Brasile C Felipe Anderson
11 Italia C Luca Crecco
13 Brasile D Wallace
14 Senegal A Keita
15 Angola D Bastos
16 Italia C Marco Parolo
N. Ruolo Giocatore
17 Italia A Ciro Immobile
18 Spagna C Luis Alberto
19 Bosnia ed Erzegovina C Senad Lulić
20 Argentina C Lucas Biglia (capitano)
21 Serbia C Sergej Milinković-Savić
22 Italia P Federico Marchetti
25 Italia A Cristiano Lombardi
26 Romania D Ștefan Radu (vice-capitano)
55 Croazia P Ivan Vargić
71 Spagna A Mamadou Tounkara
96 Italia C Alessandro Murgia
97 Italia A Alessandro Rossi
99 Finlandia C Abukar Mohamed

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff tecnico e sanitario aggiornati al 21 ottobre 2016.[99]

Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
  • Italia Simone Inzaghi - Allenatore
  • Italia Massimiliano Farris - Allenatore in seconda
  • Italia Enrico Allavena - Analista
  • Italia Adalberto Grigioni - Preparatore dei portieri
  • Italia Fabio Ripert - Preparatore atletico
  • Italia Adriano Bianchini - Collaboratore preparatore atletico
  • Italia Alessandro Fonte - Collaboratore preparatore atletico
  • Italia Maurizio Manzini - Team Manager
  • Paesi Bassi Stefan Derkum - Team Manager
  • Italia Mauro Patrizi - Magazziniere
  • Italia Walter Pela - Magazziniere
  • Italia Stefano Delle Grotti - Magazziniere
  • Italia Mario Cecchi - Collaboratore tecnico
  • Italia Ferruccio Cerasaro - Collaboratore tecnico

Staff sanitario
  • Italia Ivo Pulcini - Direttore sanitario
  • Italia Fabio Rodia - Coordinatore staff medico e consulente ortopedico
  • Struttura Sanitaria di riferimento - Paideia
  • Italia Massimo Razzano - Medico sociale
  • Italia Angelo Ventura - Medico sociale
  • Italia Angelo Pulcini - Nutrizionista

La Polisportiva S.S. Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Polisportiva S.S. Lazio.

La Società Sportiva Lazio è la società polisportiva più antica e più grande d'Europa[11], composta da numerose sezioni sportive, in numero di 46, ed attività associate, attualmente in numero di 16, con la Lazio Master Calcio a 5 facente parte del sodalizio come socio onorario.[100]

La presidenza generale della Polisportiva S.S. Lazio è attualmente rappresentata dal Dott. Antonio Buccioni, con il Prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele che riveste la figura di Presidente Generale onorario; sono invece quattro i vicepresidenti: Vincenzo Albini, Federico Eichberg, Massimo Moroli e Gianluca Pollini. Oltre al Segretario Generale Francesco Tilli, sono stati nominati membri del Comitato di Presidenza: Franco Anzidei, Fabio Bonifazi, Mario Castrucci, Andrea Dalla Ragione, Giuseppe Sesto, Martino Pota, Francesco Rossi, Stefano Tagliaferri e Pasquale Trane. Sono stati poi eletti i membri del Collegio dei Probiviri, presieduto da Mario Tonucci insieme al Vice Presidente Roberto Emanuele De Felice: Fabio Bellisario, Paolo Brocco, Raffaele Condemi, Raffaele Fabozzi, Andrea Gabrielli e Renato Siniscalchi. Revisori dei conti sono il Presidente Carlo Guerra, Marco Casoni, Otello Donati, Paolo Marzano e Luca Scarpa, mentre a capo della Consulta Famiglie Storiche vi è attualmente Patrizia Nostini, figlia di Renzo Nostini, campione nella scherma, nel nuoto e nel rugby con i colori biancocelesti. Nel dicembre 2010 la Consulta delle Famiglie Storiche e dei Soci Benemeriti, all'epoca presieduta da Paolo Lenzi (attualmente a capo della Consulta Soci Benemeriti), ha nominato come presidenti onorari Giovanni Gilardoni e Giuliano Pollini, quest'ultimo, scomparso nel novembre 2012, discendente diretto di Luigi Bigiarelli, il fondatore maximo dell'allora Società Podistica Lazio.

La sede ufficiale della Polisportiva S.S. Lazio è ubicata all'interno dello Stadio Flaminio, che per circa 30 anni è stato gestito proprio dalla polisportiva biancoceleste.[101]

La polisportiva biancoceleste è membro fondatore dell'EMCA (European Multisport Club Association), varata per iniziativa della S.S. Lazio a Bruxelles il 9 gennaio 2013, anniversario della fondazione del sodalizio capitolino.

In numero totale, la Società Sportiva Lazio conta circa 10 000 atleti iscritti, i quali, nel corso della storia ultracentenaria della società, hanno regalato ai colori biancocelesti numerosi titoli e medaglie. I suddetti atleti possono contare sull'apporto di 400 tecnici ed altrettanti dirigenti.[102]

Numerosi sono stati gli atleti di spicco che hanno indossato i colori biancocelesti nelle varie discipline sportive, come il Campionissimo Fausto Coppi nel ciclismo, Giulio Glorioso nel baseball, Abdul Jeelani nel basket e Carlo Pedersoli (in arte Bud Spencer) nel nuoto.

I titoli italiani vinti attualmente sono più di 80, quelli individuali sono oltre 600, mentre quelli in categorie minori e nei settori giovanili sono circa 1000. Le medaglie conquistate dagli atleti della Polisportiva in competizioni ufficiali, quali Campionati del Mondo, d'Europa e Giochi olimpici, sono numerose, e 49 sono le medaglie d'oro vinte nel corso di queste manifestazioni sportive internazionali.

La Società Sportiva Lazio, oltre ad essere stata eretta in ente morale il 2 giugno 1921, è stata insignita nel corso della sua storia ultracentenaria d'importanti onorificenze a livello nazionale, quali la Stella d'Oro al Merito Sportivo, ricevuta nel 1967, ed il Collare d'oro al Merito Sportivo del 2002.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadi Serie A 2015-2016 (PDF), osservatoriosport.interno.gov.it.
  2. ^ Giorgio Vaccaro: La Lazio è un ente morale, sslazio1900.it. URL consultato il 7 novembre 2009.
  3. ^ a b Azioni della S.S. Lazio, borsaitaliana.it. URL consultato il 9 luglio 2009.
  4. ^ a b Pennacchia, Mario, All'inizio era una società di podisti, La Gazzetta dello Sport, 3 gennaio 2000, p. 5. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  5. ^ Le origini, sslazio.it. URL consultato l'8 giugno 2013.
  6. ^ Polisportiva S.S. Lazio: sorge un astro biancoceleste
  7. ^ Vedi Elenco affiliate F.I.F. 1908. L'elenco fu fornito dall'ex-presidente rag. Luigi Bosisio all'AIA che lo pubblicò sulla rivista L'Arbitro nel 1925. La raccolta della rivista fu digitalizzata e messa su 3 cd-rom a cura dello Storiografo dell'AIA Luciano Lupi di Genova nel 2004. Il cofanetto contenente i 3 cd-rom non è in vendita ma è ancora disponibile gratuitamente presso tutte le sedi delle Commissioni Regionali Arbitri (C.R.A.).
  8. ^ a b Storia del Comitato Regionale Lazio – capitolo II, crlazio.info. URL consultato il 18 giugno 2013.
  9. ^ a b Storia del Comitato Regionale Lazio – capitolo I, crlazio.info. URL consultato l'8 luglio 2013.
  10. ^ a b c Fontanelli, Simoncini, I colori del calcio 1898-1929, GEO Edizioni, pag. 28
  11. ^ a b Storia della Società Sportiva Lazio, societasportivalazio.it, 9 gennaio 2016. URL consultato il 5 settembre 2015.
  12. ^ 2 giugno 1921. La Lazio viene eretta a Ente Morale: così 6 anni dopo eviterà la “fusione”, laziopolis.it. URL consultato il 2 giugno 2015.
  13. ^ Elenco affiliate F.I.F. 1908. Va fatto presente che, in tale data, oltre al club biancoceleste, altre polisportive elencate nel documento non risultano aver fondato ufficialmente settori calcistici: l'Unione Ginnastica Vogherese e la Società Ginnastica e Scherma di Novara
  14. ^ a b c Valentini, Sergio, Il duce, dalla Lazio alla Roma, Corriere della Sera, 27 aprile 1997, p. 39. URL consultato il 17 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  15. ^ Mitropa Cup 1937, Rsssf. URL consultato il 6 settembre 2010.
  16. ^ Albo d'Oro, Lega Calcio. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  17. ^ (EN) Italy 1973/74, RSSSF.com. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  18. ^ Campionato 1986-87, Lega Calcio. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  19. ^ Lazio, siglato l'accordo col Fisco, Repubblica. URL consultato il 6 settembre 2010.
  20. ^ Campionato 2006-2007, Lega Calcio. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  21. ^ Juve in B a −17, Milan in Champions Fiorentina e Lazio giocheranno in A, su repubblica.it, 25 luglio 2006.
  22. ^ Marco Gaetani, Matuzalem-Rocchi La Lazio trionfa a Pechino, su repubblica.it, 8 agosto 2009.
  23. ^ Panini Edizioni Modena, Almanacco Illustrato del Calcio - La Storia 1898-2004, 2005.
  24. ^ In occasione dell'istituzione del girone unico, da regolamento solo una fra Lazio e Napoli avrebbe dovuto partecipare alla Serie A.
  25. ^ Esclusa dalla Coppa dei Campioni 1974-75 per la squalifica rimediata l'anno prima per gli incidenti in occasione della partita Lazio-Ipswich Town di Coppa UEFA.
  26. ^ 13ª nel campionato di serie A della stagione 1979-80, ma per delibera della CAF il 25 luglio 1980 fu declassata al 15º posto in quanto ritenuta colpevole di illecito nello scandalo del Totonero, cfr. Lazio in B, in La Stampa, 25 luglio 1980, p. 12. URL consultato il 1º luglio 2012.
  27. ^ Parte con 9 punti di penalizzazione per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nel secondo scandalo del Totonero-bis e vince gli spareggi salvezza.
  28. ^ Declassata per delibera della CAF dal 6º posto in quanto ritenuta colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli.
  29. ^ Parte con 11 punti di penalizzazione, poi ridotti a 3, per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli.
  30. ^ "I colori saranno quelli della bandiera greca...", museodellemaglie.it. URL consultato il 30 marzo 2013.
  31. ^ Pierre de Coubertin e quella frase mai detta, sportmedicina.com. URL consultato il 16 aprile 2012.
  32. ^ Maglia S.S. Lazio 1900, museodellemaglie.it. URL consultato il 30 marzo 2013.
  33. ^ Lazio, la festa con le maglie della storia, laziofamily.it. URL consultato il 02-06-2015.
  34. ^ sslazio1900.it, http://www.sslazio1900.it/lazioalbum.asp?stagione=19121913 . URL consultato il 23 maggio 2014.
  35. ^ Museo delle maglie della Lazio, museodellemaglie.it. URL consultato il 6 aprile 2014.
  36. ^ La classifica degli stemmi più belli del calcio, Lazio al terzo posto, lalaziosiamonoi.it. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  37. ^ Aquila Olimpia, sslazio.it. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  38. ^ Abbate, Alberto, Il contratto di Olimpia un volo da 125 mila euro, la Repubblica, 27 ottobre 2010. URL consultato il 31 luglio 2011.
  39. ^ Toschi, Livio, Quando l'Italia si scoprì Mondiale, Il Sole 24 Ore, 28 ottobre 2009. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  40. ^ Stadio Olimpico — nuove tecniche di safety & security, vigilfuoco.it. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  41. ^ a b Profilo della società, SSLazio.it. URL consultato il 31 luglio 2016.
  42. ^ Bilancio intermedio consolidato 31 marzo 2009, SSlazio.it. URL consultato il 9 luglio 2009. [collegamento interrotto]
  43. ^ Guido De Angelis, Le maglie storiche della S.S. Lazio, Roma, Lazialità, 2010.
  44. ^ Nelle stagioni 1998-99 e 1999-2000, solo nelle coppe europee, è presente come unico sponsor ufficiale Del Monte. Nella stagione 1999-2000, solo in Coppa Italia, è presente come unico sponsor ufficiale Stream TV.
  45. ^ Nella stagione 2003-04, solo nelle coppe europee e in Coppa Italia, è presente come unico sponsor ufficiale Indesit. Ad eccezione della finale di Supercoppa italiana Milan-Lazio del 21 agosto 2004, dove è Errebian.
  46. ^ a b Solo nel girone di ritorno.
  47. ^ Ad eccezione di Lazio-Inter del 6 dicembre 2008, dove è PES 2009, Lazio-Roma dell'11 aprile 2009, dove è Groupama Assicurazioni, e Lazio-Udinese del 10 maggio 2009 e Lazio-Reggina del 20 maggio 2009, dove è Cucciolone Algida.
  48. ^ Ad eccezione della finale di Supercoppa italiana Inter-Lazio dell'8 agosto 2009, dove è Regione Lazio, e Catania-Lazio del 20 settembre 2009 e Lazio-Milan dell'8 novembre 2009, dove è Paideia.
  49. ^ Nella stagione 2010-11, ad eccezione di Lazio-Napoli del 14 novembre 2010 e Lazio-Genoa del 14 maggio 2011, dove è Paideia. – Nella stagione 2011-12, ad eccezione di Lazio-Roma del 16 ottobre 2011, dove è Paideia, e Lazio-Parma del 6 novembre 2011, dove è Fondazione "Gabriele Sandri". - Nella stagione 2012-13, ad eccezione di Lazio-Udinese del 27 novembre 2012, dove è “No Racism”, e Lazio-Inter del 15 dicembre 2012 e Lazio-Sampdoria del 12 maggio 2013, dove è Paideia. - Nella stagione 2013-14, ad eccezione di Lazio-Udinese del 25 agosto 2013, dove è “We love football, We fight racism”, Milan-Lazio del 30 ottobre 2013, Bologna-Lazio dell'11 gennaio 2014 e Catania-Lazio del 16 febbraio 2014, dove è Lazio Style Channel, e Lazio-Roma del 9 febbraio 2014, dove è Paideia. - Nella stagione 2014-15, ad eccezione di Lazio-Cesena del 14 settembre 2014, Lazio-Torino del 26 ottobre 2014, Lazio-Juventus del 22 novembre 2014 e Lazio-Napoli del 18 gennaio 2015, dove è Paideia, e Chievo-Lazio del 29 novembre 2014, dove è AIL, e Roma-Lazio dell'11 gennaio 2015, dove è “Je suis Charlie”. Nella stagione 2015-16, ad eccezione della finale di Supercoppa italiana Juventus-Lazio dell'8 agosto 2015, dove è “La Lazio saluta Shanghai”, di Lazio-Juventus del 4 dicembre 2015, dove è "Giubileo 2015 Anno Santo della Misericordia", e di Inter-Lazio del 20 dicembre 2015, Milan-Lazio del 20 marzo 2016, Juventus-Lazio del 20 aprile 2016 e Lazio-Inter del 1º maggio 2016, dove è Paideia. - Nella stagione 2016-17, ad eccezione di Lazio-Juventus del 27 agosto 2016, dove è "Noi con voi", Palermo-Lazio del 27 novembre 2016, dove è "I love Norcia" e Lazio-Roma del 4 dicembre 2016, dove è Paideia.
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  67. ^ La S.S. Lazio ha deciso nella stagione 2003-04, sotto la presidenza dello scomparso presidente Ugo Longo, di ritirare la maglia n°12 come segno di riconoscenza verso la Curva Nord, cuore della tifoseria biancoceleste, considerata il dodicesimo uomo in campo, soprattutto in quella particolare annata durante la quale il club romano versava in condizioni di squilibrio finanziario. Da allora la casacca n°12, pur essendo a disposizione dei calciatori biancazzurri, viene considerata appartenente ai supporters laziali.
  68. ^ Almanacco illustrato del calcio 2003, Edizioni Panini, p. 622
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  96. ^ Tifosi Lazio a Sofia. Si rinnova il gemellaggio, calciomercato.com, 1º ottobre 2009. URL consultato il 31 gennaio 2010.
  97. ^ Salernitana-Lazio, violenze d'agosto, 8 agosto 2012.
  98. ^ S.S.Lazio Prima Squadra, sslazio.it. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  99. ^ S.S.Lazio Staff Tecnico e Staff Sanitario, sslazio.it. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  100. ^ POLISPORTIVA LAZIO. Rieleletto alla presidenza BUCCIONI. Nessuna festa per i 114 anni se non saranno liberati tutti i tifosi fermati a Varsavia, lazionews.eu. URL consultato il 4 gennaio 2014.
  101. ^ LAZIO: SEDE SOCIALE TORNA ALLO STADIO FLAMINIO, repubblica.it. URL consultato il 22-12-2010.
  102. ^ Struttura della Polisportiva S.S. Lazio (PDF), lazio-marines.com. URL consultato il 19 luglio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Barbero, Lazio. Il lungo volo dell'aquila, Graphot, 1999, ISBN 88-86906-19-6.
  • Egidio Barraco, Nella Lazio ho giocato anch'io. Novant'anni in biancoazzurro, Aldo Pimerano, 1992, ISBN 88-85946-09-7.
  • Sandro Bocchio, Giovanni Tosco, Dizionario della grande Lazio, Newton & Compton, 2000, ISBN 88-8289-495-9.
  • Patrizio Cacciari, Filacchione; Stabile, 1974. Nei ricordi dei protagonisti la storia incredibile della Lazio di Maestrelli, Eraclea Libreria Sportiva, 2004, ISBN 88-88771-10-7.
  • Guy Chiappaventi, Pistole e palloni. Gli anni Settanta nel racconto della Lazio campione d'Italia, Limina, 2004, ISBN 88-88551-30-1.
  • Giorgio Chinaglia, Passione Lazio, Roma, Lucarini, 1984, ISBN 88-7033-051-6.
  • Marco Filacchione, Il volo dell'aquila. Numeri e uomini della grande Lazio, Eraclea Libreria Sportiva, ISBN 88-88771-08-5.
  • Simon Martin, Calcio e fascismo. Lo sport nazionale sotto Mussolini, Mondadori, 2006, ISBN 88-04-55566-1.
  • Maurizio Martucci, 11 novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri, una giornata buia della Repubblica, Sovera Multimedia, 2008, ISBN 978-88-8124-787-5.
  • Maurizio Martucci, Cuore Tifoso. Roma-Lazio 1979. Un razzo ha distrutto la mia famiglia. Gabriele Paparelli racconta., Sovera Multimedia, 2009, ISBN 978-88-8124-862-9.
  • Maurizio Martucci, Nobiltà ultras dal 1900. Un secolo di storia, documenti e immagini della tifoseria laziale, De Marco-Piscitelli, 1996.
  • Franco Melli, Cara Lazio, Roma, Lucarini, 2000, ISBN 88-7033-297-7.
  • Franco Melli, La storia della Lazio, Roma, L'airone Editrice, 2005, ISBN 88-7944-725-4.
  • Franco Melli, Saga biancazzurra. La Lazio, Cragnotti, il nuovo potere, Roma, Limina, 2000, ISBN 88-86713-56-8.
  • Mario Pennacchia, Lazio patria nostra: storia della società biancoceleste, Roma, Abete Edizioni, 1994, ISBN 88-7047-058-X.
  • Mario Pennacchia, Storia della Lazio, Roma, Corriere dello Sport, 1969.
  • Franco Recanatesi, Uno più undici. Maestrelli: la vita di un gentiluomo del calcio, dagli anni Trenta allo scudetto del '74, Roma, L'Airone Editrice, 2005, ISBN 88-7944-844-7.
  • Alessandro Tozzi, La mia Lazio. L'Avventura nel meno nove e altre storie biancocelesti, Eraclea Libreria Sportiva, 2005, ISBN 88-88771-14-X.
  • Francesco Valilutti, Breve storia della grande Lazio, Roma, Newton & Compton editori, 1997, ISBN 88-7983-859-8.

Risorse informative in rete[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Informazione storica[modifica | modifica wikitesto]

Liste e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Informazioni economiche ed altri[modifica | modifica wikitesto]

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