Elena Fabrizi

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Elena Fabrizi in Bianco, rosso e Verdone (1981)

Elena Fabrizi (all'anagrafe Fabbrizi)[1], conosciuta anche come Sora Lella (Roma, 17 giugno 1915Roma, 9 agosto 1993) è stata un'attrice, cuoca e conduttrice televisiva italiana, vincitrice di un David di Donatello nel 1984.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sora Lella, la prima a destra

Figlia di Giuseppe Fabbrizi e Angela Petrucci[2], ultima di sei fratelli, il maggiore dei quali era l'attore Aldo Fabrizi, prima di dedicarsi al cinema svolse l'attività di ristoratrice a Roma, dove aprì una trattoria in Campo de' Fiori e poi un altro ristorante gestito assieme al marito Renato Trabalza (già macellaio al Mattatoio di Testaccio) e al figlio, Aldo Trabalza, sull'Isola Tiberina e chiamato Sora Lella,[3] oggi gestito dai suoi quattro nipoti (Trabalza Renato, Mauro, Simone e Elena), figli di Aldo.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nota come Sora Lella (Signora Lella), si dedicò anche al teatro e al cinema, sulla scia del fratello Aldo, esordendo sul grande schermo nel 1958 all'età di quarantatré anni nel film I soliti ignoti di Mario Monicelli, accanto a Totò e altri divi del cinema italiano come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Tiberio Murgia, dove interpreta una delle tre "mamme adottive" dell'orfano Mario (Renato Salvatori). Prese parte poi a diverse commedie all'italiana, in cui sfoggiava il suo carattere bonario e il marcato accento romano come I tartassati (1959) di Steno, nella parte di una suora infermiera accanto al fratello Aldo e Totò, e C'eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola; nel 1967 apparve anche come ospite in una puntata della trasmissione televisiva Rai di carattere gastronomico, Linea contro Linea[4].

Divenne famosa all'inizio degli anni ottanta grazie a Carlo Verdone, che le fece interpretare un ruolo di nonna, al contempo burbera e bonaria, sia in Bianco, rosso e Verdone (1981) che in Acqua e sapone (1983). Verdone, nella sua autobiografia Fatti coatti, racconta che decise di inserirla nel cast del suo film dopo averla sentita parlare ai microfoni dell'emittente locale Radio Lazio, dove ogni mattina interveniva per dare consigli alle ascoltatrici che chiamavano per raccontare i loro problemi quotidiani. Affascinato dai suoi modi e dalla sua personalità, decise d'incontrarla andando nel bar dove era solita recarsi. Il suo ultimo film con Verdone, stavolta in un ruolo più defilato, fu 7 chili in 7 giorni, dove interpretava una paziente dell'improbabile clinica di dimagrimento gestita dai due protagonisti.

Il primo film ebbe successo e permise all'attrice di vincere un Nastro d'argento come miglior attrice esordiente; con il successivo, Acqua e sapone, ottenne un David di Donatello come miglior attrice non protagonista. Nel 1982 prese parte allo sceneggiato televisivo della Rai Storia d'amore e d'amicizia, diretto da Franco Rossi e in cui recitò accanto a Ferruccio Amendola, Claudio Amendola, Barbara De Rossi e Massimo Bonetti. Lo sceneggiato registrò una media di 14 milioni di telespettatori.

Recitò in seguito in alcuni film del filone della commedia sexy all'italiana, come quelli della serie di Pierino, prendendo parte sia a uno dei film apocrifi (Pierino la peste alla riscossa! di Umberto Lenzi, interpretato da Giorgio Ariani, in cui Lella cantò anche la canzone-tema del film assieme all'attore toscano), sia a un film della serie con Alvaro Vitali (Pierino torna a scuola di Mariano Laurenti).

Le sue interpretazioni la identificarono con lo stereotipo della nonna italiana e, negli ultimi anni della sua vita, fu imitata da Antonello Fassari nel programma satirico di Rai 3 Avanzi; inizialmente lei non gradì queste imitazioni dove negli sketch veniva proposta nel suo ruolo di frequente ospite in talk show televisivi con trovate come l'aprire il borsellino e cominciare a mangiare gli spaghetti che conteneva; in seguito i due si riappacificarono durante una trasmissione televisiva, Ciao Weekend.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì il 9 agosto del 1993 all'età di 78 anni all'Ospedale Fatebenefratelli di Roma, dove era ricoverata dal 10 luglio dello stesso anno a seguito di un'ischemia cerebrale[5][6] e per le complicanze del diabete, malattia da cui era afflitta da molto tempo; i funerali si sono celebrati il giorno dopo alle 10:30 nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola al quale furono presenti tantissimi volti del cinema italiano; in seguito è stata tumulata nel Cimitero Flaminio di Prima Porta.[7]

Rapporti con il fratello Aldo[modifica | modifica wikitesto]

Elena Fabrizi ed il fratello Aldo si frequentavano poco e non andavano particolarmente d'accordo, forse a causa della differenza d'età o dei caratteri non facili.

Carlo Verdone ha raccontato che durante la consegna dei David di Donatello 1988, Aldo Fabrizi gli chiese: «Ma tu che ci trovi in mia sorella? Quella è buona solo a cucinare».[8][9]

Massimo, figlio di Aldo, riferì un episodio in cui il grande attore, ricoverato in ospedale poco prima di morire, gli disse a proposito di un'eventuale visita della sorella: «Nun ce la fa' veni'! C'ha quer vocione che me rompe li timpani!»[10]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Lazio, Ai microfoni dell'emittente locale Radio Lazio la “Sora Lella” ogni mattina interveniva per dare consigli o per consolare le ascoltatrici che chiamavano per raccontare i problemi quotidiani, dai tradimenti del marito all'aumento dell'affitto, dai guai fisici ai tram in ritardo. Carlo Verdone, affascinato dal modo in cui sapeva consigliare le persone su qualsiasi argomento (farcendo i suoi interventi con “classiche” parolacce dette al posto giusto), la scelse per Bianco, rosso e Verdone.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

45 giri

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore David di Donatello per la migliore attrice non protagonista Successore
Virna Lisi per Sapore di mare
ex aequo con Lina Polito per Scusate il ritardo
1984
per Acqua e sapone
Marina Confalone
per Così parlò Bellavista
Controllo di autoritàVIAF (EN264000586 · ISNI (EN0000 0003 8212 9299 · SBN IT\ICCU\MODV\280254 · LCCN (ENno2007150801 · WorldCat Identities (ENlccn-no2007150801