Roberto Mancini

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Roberto Mancini
Roberto Mancini 008.jpg
Mancini nel 2010
Nazionalità Italia Italia
Altezza 179 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Squadra Inter
Ritirato 2001 - giocatore
Carriera
Giovanili
1977-1981 Bologna
Squadre di club1
1981-1982 Bologna 30 (9)
1982-1997 Sampdoria 424 (132)
1997-2000 Lazio 87 (15)
2001 Leicester City Leicester City 4 (0)
Nazionale
1982-1986
1984-1994
Italia Italia U-21
Italia Italia
26 (9)
36 (4)
Carriera da allenatore
2000-2001 Lazio Vice
2001-2002 Fiorentina
2002-2004 Lazio
2004-2008 Inter
2009-2013 Manchester City
2013-2014 Galatasaray Galatasaray
2014- Inter
Palmarès
Transparent.png Europei di calcio Under-21
Bronzo 1984
Argento 1986
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Roberto Mancini (Jesi, 27 novembre 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, tecnico dell'Inter.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mancini, i cui soprannomi sono Bobby-gol e Mancio, dal matrimonio con Federica Morelli ha avuto tre figli: Filippo (13 ottobre 1990, fino al 2013 al Manchester City), Andrea (nato a Genova il 13 agosto 1992, attualmente al Budapest Honvéd) e Camilla. Il 26 giugno 2015 Mancini annuncia di aver avviato le pratiche per la separazione e il divorzio dalla moglie.[1]

Nel 1997, ai tempi della Lazio, Mancini fu raggirato nel crack di una finanziaria di Tarquinia.[2]

Il 26 marzo 2009 viene reso noto l'acquisto da parte di Mancini del 25% della Kifaru, società attiva nella costruzione di barche con sede legale a Firenze. Il 50% dell'impresa è in mano alla famiglia Sarti, mentre il restante è di azionisti minori[3].

Il 1º dicembre 2014 a Roma viene nominato Goodwill Ambassador di UNICEF Italia dedicando il titolo ai bambini flagellati dal virus dell'AIDS.[4]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Attaccante di fantasia, dotato di una buona tecnica che gli consentiva belle giocate sia come uomo-assist che come realizzatore, è sempre stato un leader carismatico in campo: per la sua influenza sui compagni, per la sua personalità nei confronti degli avversari e per il suo rapporto con gli arbitri.[5]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Bologna[modifica | modifica wikitesto]
Un giovane Mancini al fianco di Galderisi, due delle maggiori rivelazioni della Serie A 1981-1982, prima di un confronto tra Bologna e Juventus.

A soli tredici anni venne segnalato a Marino Perani, all'epoca responsabile del settore giovanile del Bologna, che lo ingaggiò per 700.000 lire dopo un breve provino.[6] Dopo tre anni trascorsi tra i Giovanissimi, a sedici anni Mancini esordì nella squadra Primavera.[6]

Non ancora diciassettenne fa il suo esordio in Serie A nelle file dei rosso-blu il 13 settembre 1981 nella gara Bologna-Cagliari 1-1. Una settimana prima, il 6 settembre 1981, esordisce in Coppa Italia subentrando ad inizio ripresa a Chiorri in Bologna-Reggiana terminata 2-2[7]. Mancini svilupperà lungo la sua carriera un legame particolare con questa manifestazione, aggiudicandosela per 6 volte da giocatore e quattro da allenatore e risultando il calciatore con più presenze (120) nella manifestazione stessa[8]. Realizza la sua prima rete nella massima serie a Como il 4 ottobre 1981, fissando il risultato di Como-Bologna sul 2-2, al 78º minuto dopo che la sua squadra si era trovata in svantaggio di due reti[9]. Durante il suo primo campionato di serie A è presente in tutte 30 le gare mette a segno 9 gol. Il Bologna non riesce, però, ad evitare la sua prima retrocessione in Serie B.

Durante la sua esperienza bolognese contribuisce inoltre a vincere il Campionato Allievi Professionisti,[10] il primo per Bologna.

Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1982 l'allora presidente della Sampdoria Mantovani è talmente determinato a portare Mancini a Genova che paga al Bologna 4 miliardi di lire[11], una cifra notevole per quei tempi, più i cartellini di Galdiolo, Roselli, Brondi e Logozzo. Arrivato alla Sampdoria, Mantovani ne fa il suo pupillo: tanta predilezione viene ripagata da Mancini non soltanto con una serie di soddisfazioni che segnano la storia della società blucerchiata, ma con un affetto che va ben oltre le vicende professionali[6]. Rimane alla Sampdoria fino alla stagione 1996-1997. Sigla la sua prima rete ufficiale con la Sampdoria e la prima rete in carriera in Coppa Italia il 1º settembre 1982 al 63º minuto di Sampdoria-Brescia dopo essere subentrato all'inizio del secondo tempo a Rosi[12]. Fa il suo esordio con la maglia blucerchiata in campionato, partendo tra gli 11 titolari, nella gara Sampdoria-Juventus 1-0 il 12 settembre 1982.

Mancini in azione alla Sampdoria nel corso degli anni ottanta

Nella Sampdoria, assieme al compagno Vialli forma la coppia d'attacco che, grazie alla prolificità sotto rete di entrambi, viene subito ribattezzata come "i gemelli del gol"[11][13]. Il primo trofeo ufficiale di Mancini e della Sampdoria è la Coppa Italia 1984-1985 ottenuta grazie alla doppia vittoria nella finale contro il Milan. Sotto la guida tecnica di Boskov arrivato a Genova nell'estate del 1986, vince uno scudetto nel 1990-1991 e 2 Coppe Italia: nel 1987-1988 e nel 1988-1989. A questi trofei si aggiunge una Supercoppa Italiana conquistata nel 1991 ai danni della Roma grazie ad una sua rete al 75º minuto. Con Eriksson sulla panchina blucerchiata arriva la quarta Coppa Italia nel 1993-1994.

Per quanto concerne il versante europeo la Sampdoria di fine anni ottanta e inizio anni novanta è tra le maggiori protagoniste: dopo essere stata sconfitta in finale dal Barcellona nella Coppa delle Coppe 1988-1989 si aggiudica la stessa Coppa nel 1989-1990 quando la Sampdoria ha la meglio in finale sull'Anderlecht per 2 a 0 grazie ad una doppietta di Vialli. Nella stagione 1991-1992 Mancini e la Sampdoria disputano la terza finale europea in quattro anni: stavolta però è in palio il massimo trofeo continentale, la Coppa dei Campioni. La Sampdoria viene sconfitta ai supplementari ancora una volta dal Barcellona, che si impone per 1-0 grazie a una rete di Koeman al 112º minuto[14][15].

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Giunge a Roma, sponda Lazio, nell'estate del 1997. L'arrivo di Mancini, che segue quello dell'allenatore Eriksson e al quale seguono nei due anni successivi quelli degli altri ex-doriani Veron, Mihajlović e Lombardo, coincide con l'apertura del ciclo di vittorie nazionali ed internazionali della squadra del presidente Cragnotti sul finire degli anni novanta. Mancini si presenta ai tifosi biancocelesti con la rete del vantaggio in Lazio-Napoli 2-0 del 23 agosto 1997, sua partita d'esordio all'Olimpico. Mette subito la firma anche nel suo primo derby siglando la rete d'apertura in Roma-Lazio 1-3 del 1º novembre 1997. Si esalta nelle sfide stracittadine: in Lazio-Roma 4-1 del 6 gennaio 1998 realizza con un pallonetto da fuori area il terzo gol biancoceleste, mentre in Lazio-Roma 3-3 del 29 novembre 1998 realizza una doppietta, segnando il primo gol con un colpo di tacco. Un altro tacco, ancor più memorabile perché acrobatico - il suo marchio di fabbrica[5] - è quello con cui segna a Buffon, la seconda rete biancoceleste in Parma-Lazio 1-3 del 16 gennaio 1999.

Nelle tre stagioni romane con la Lazio Mancini vince uno storico scudetto, il secondo del club biancoceleste, nel 1999-2000 (stagione in cui il club capitolino compie 100 anni), l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999), una Supercoppa UEFA battendo i Campioni d'Europa del Manchester United (1999), due Coppe Italia nel 1997-1998 e nel 1999-2000 e una Supercoppa italiana nel 1998.

Leicester City e ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante avesse annunciato nell'estate del 2000 il ritiro dall'attività agonistiva, assumendo nella stagione 2000-2001 l'incarico di vice allenatore della Lazio, nel gennaio del 2001 Mancini torna sui suoi passi firmando un contratto semestrale con il Leicester City.[16][17] La sua permanenza in Inghilterra dura tuttavia lo spazio di un mese, nel corso del quale ha modo di scendere in campo con la maglia dei biancoblù in 4 partite di Premier League e 1 di FA Cup, le ultime della sua carriera di calciatore, senza siglare reti: nel febbraio seguente appende definitivamente gli scarpini al chiodo, una volta ricevuta la possibilità di allenare la Fiorentina.[18]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nazionali giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Fa il suo esordio non ancora diciottenne nella Nazionale Under-21 di Vicini, il 10 ottobre 1982 in Austria-Italia (1-1). Data la sua giovane età riesce a far parte di due bienni della Under-21: il 1982-1984 e il 1984-1986. Quest'ultimo culmina a Valladolid nella finale degli Europei Under-21 con la sconfitta a i calci di rigore per mano della Spagna il 29 ottobre 1986, giorno dell'ultima partita di Mancini con l'Under-21. È la squadra di cui fanno parte, tra gli altri, Vialli, Zenga, Ferri, Giannini, Donadoni, Berti e De Napoli: l'ossatura della futura nazionale maggiore protagonista a Italia 90.

Nella Under-21 totalizza 26 presenze, mettendo a segno 9 reti.

Nazionale maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce in Nazionale maggiore sotto la gestione di Enzo Bearzot, il 26 maggio 1984, a 19 anni, nella partita amichevole Canada-Italia (0-2) disputata a Toronto. Dopo due anni, l'8 ottobre 1986, viene richiamato in Nazionale in occasione di Italia-Grecia (2-0) quando al 73º minuto subentra ad Altobelli. È la partita d'esordio per lo stesso Vicini che aveva lanciato Mancini quattro anni prima nella Under-21 e che in quel momento è l'allenatore di entrambe le nazionali: infatti nello stesso mese (il 15 e il 29) si disputa la doppia finale dell'europeo di categoria che vede tra i protagonisti sia il tecnico sia lo stesso Mancini. In "azzurro" la carriera di Mancini non è però continua e ricca di soddisfazioni come con i club: non riesce a diventare un punto fermo della squadra sia per la sua atipicità di giocatore sia per la sua ricerca del "numero" e soprattutto per lo spirito polemico che lo caratterizza. È titolare fisso soltanto nel primo periodo dell'era-Vicini e in particolare agli Europei 1988: di lui si ricorda, quasi emblematicamente, il gesto con cui zittisce il pubblico tedesco ed in particolare molta parte della critica italiana, portandosi il dito al naso dopo aver firmato la rete del vantaggio nella partita d'esordio contro i padroni di casa, Germania Ovest-Italia 1-1[19]. Fa parte anche dei 22 convocati per Italia 90, (mondiale in cui l'Italia è giunta terza) manifestazione nella quale, però, non scende mai in campo[20].

Rimane nel gruppo azzurro anche con l'arrivo di Arrigo Sacchi come CT, disputando 5 gare di qualificazione ai Mondiali di USA 1994, anche se non viene poi convocato per la fase finale.

Nella nazionale maggiore totalizza complessivamente 36 presenze, segnando 4 reti.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Fiorentina[modifica | modifica wikitesto]

Appena ritiratosi dal calcio giocato, Mancini rimane nei quadri della Lazio e intraprende la carriera di allenatore come vice di mister Eriksson nella stagione 2000-2001, vincendo subito la Supercoppa italiana al fianco del tecnico svedese.

Nel febbraio del 2001, dopo un breve ritorno al calcio giocato con gli inglesi del Leicester City, viene ingaggiato dalla Fiorentina per sostituire in panchina il turco Fatih Terim. Tale incarico suscita polemiche tra gli addetti ai lavori poiché Mancini non era all'epoca in possesso del patentino di allenatore di prima categoria e, soprattutto, era già stato tesserato per l'annata in corso con la Lazio – a differenza dei calciatori, nei campionati italiani non è permesso a un allenatore cambiare squadra nel corso della medesima stagione –; l'ex giocatore però, in quel caso, era il tecnico in seconda e non il responsabile diretto della formazione biancoceleste, sostenendo pertanto di non stare violando la suddetta norma. Nonostante il parere contrario dell'Assoallenatori, alla fine Mancini ottiene il via libera ad assumere l'incarico nel club viola da parte dell'allora commissario straordinario della Federcalcio, Gianni Petrucci.[21]

Alla guida della Fiorentina riesce a vincere la Coppa Italia, il suo primo trofeo da allenatore, nella doppia finale contro il Parma allenato da Renzo Ulivieri. Inizia la stagione 2001-2002 perdendo la Supercoppa italiana contro la Roma. L'11 gennaio 2002, dopo 17 partite, si dimette da tecnico della Viola (che poi retrocederà e fallirà) dopo che alcuni tifosi lo minacciano per scarso impegno.[22]

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º luglio 2002 torna alla Lazio con un contratto biennale[23], ottenendo buoni risultati, sebbene la società fosse colpita da diverse vicissitudini finanziarie che culminarono con le dimissioni dell'allora presidente Sergio Cragnotti, e con l'inserimento dello stesso Mancini nel consiglio di amministrazione della società[24]. Arriva al quarto posto in campionato al suo primo anno, centrando così la zona Champions dopo essere stato per un periodo in corsa anche per lo scudetto, e arrivando in semifinale sia in Coppa Italia e ancora in semifinale di Coppa UEFA con un 4-1 rimediato dal Porto guidato da José Mourinho, che alla fine dell'anno vince la competizione.

L'anno dopo (2003-2004) vincerà la Coppa Italia, la seconda da allenatore, contro la Juventus (2-0 all'Olimpico e 2-2 al Delle Alpi). In precedenza la Lazio aveva eliminato il Milan (vittoria per 2-1 a Milano e per 4-0 a Roma), il Parma (2-0 a Roma, 1-1 al Tardini) ed il Modena (2-0 a Modena, 1-0 a Roma). In campionato giunge sesto dopo una lunga lotta a tre tra Inter, Parma e Lazio per il quarto posto. Il 7 luglio 2004 lascia il club capitolino per approdare all'Inter[25].

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Mancini è l'unico allenatore nella storia dell'Inter ad aver vinto tre scudetti consecutivi

La prima stagione, 2004-2005, di Roberto Mancini sulla panchina dell'Inter coincide con il ritorno alla vittoria di un trofeo per i nerazzurri dal 1998, quando si aggiudicarono la Coppa UEFA. In campionato la squadra incappa in una serie di pareggi e a novembre è lontana dalla lotta per lo scudetto. In Champions League viene eliminato ai quarti con il Milan. A fine stagione arriva la vittoria della Coppa Italia contro la Roma. In campionato si piazzerà terzo. La sua seconda stagione da allenatore del club nerazzurro, 2005-2006, si apre con la vittoria nella Supercoppa italiana in finale contro la Juventus, battendo i bianconeri a Torino per 1-0 grazie alla rete di Verón nei tempi supplementari. In campionato la squadra termina la stagione al terzo posto in classifica dietro Juventus e Milan ma nel luglio 2006 l'Inter viene proclamata, a diciassette anni di distanza dall'ultima volta, campione d'Italia dopo le sentenze della giustizia sportiva nell'ambito di Calciopoli. In Champions League arriva una cocente eliminazione ai quarti di finale contro il Villarreal. A fine stagione arriva la vittoria nella Coppa Italia (in finale contro la Roma).

La sua terza stagione sulla panchina nerazzurra si apre con la vittoria nella Supercoppa italiana con l'Inter, che batte la Roma con una rimonta da 0-3 al 4-3 finale nei tempi supplementari. Arriva anche la vittoria sul campo di uno scudetto che mancava ai nerazzurri dal 1989, scudetto vinto con grande margine sulle avversarie e il record assoluto italiano di 17 vittorie consecutive in campionato. In Champions League l'eliminazione arriva per mano del Valencia che ha la meglio sull'Inter grazie ad un doppio pareggio (2-2 a Milano 0-0 al ritorno). La partita di ritorno si conclude con una turbolenta rissa tra i giocatori delle due squadre, alcuni dei quali vengono anche squalificati dall'Uefa.

La quarta stagione di Roberto Mancini sulla panchina nerazzurra si apre con la sconfitta nella Supercoppa italiana contro la Roma per 1-0 (rigore nel finale). In campionato la squadra ha una grande partenza ed accumula ben 11 punti di vantaggio sulla Roma, ma nel girone di ritorno la squadra accusa un imponderabile calo, anche a causa di numerosi infortuni che hanno decimato la rosa e costretto l'allenatore a schierare diversi giocatori della primavera. Lo scudetto viene comunque conquistato nell'ultima giornata grazie ad un pareggio a Catania da parte della Roma per 1-1 avvenuto contemporaneamente alla vittoria dell'Inter a Parma per 2-0. In Champions League l'eliminazione avviene per mano del Liverpool (sconfitta per 2-0 a Liverpool e per 1-0 nel ritorno). L'11 marzo, nella conferenza stampa successiva alla sconfitta subita in casa contro gli inglesi (che comporta l'eliminazione del torneo), il tecnico annuncia l'intenzione di lasciare la squadra alla fine della stagione salvo poi tornare sui propri passi due giorni dopo.[26]

Il 18 maggio Mancini vince il terzo scudetto sulla panchina nerazzurra e la settimana seguente perde la finale di Coppa Italia contro la Roma per 2-1. Nei giorni seguenti, però, si fa sempre più concreta l'ipotesi di un suo allontanamento da parte della dirigenza. Il 29 maggio, infatti, viene esonerato dall'incarico. Un comunicato ufficiale del sito internet dell'Inter adduce come motivazione per l'esonero le dichiarazioni rese dal tecnico dopo l'incontro Liverpool-Inter in Champions League dell'11 marzo precedente.[27] Alle accuse da parte della società di aver intrattenuto rapporti inadeguati con pregiudicati, Mancini ha dichiarato di sentire offeso il proprio onore e di aver dato mandato al suo legale di tutelare la propria immagine.[28] Il 2 giugno al suo posto è subentrato il tecnico portoghese Mourinho.

Il 30 ottobre 2009 risolve, consensualmente alla proprietà interista, il contratto che lo legava al club milanese sino al 2012, percependo una liquidazione di 8 milioni di euro[29]. In totale con l'Inter ha disputato 226 partite (140 vinte, 60 pareggiate e 26 perse) di cui 152 in campionato (96 vinte, 42 pareggiate e 14 perse), 40 in Champions (21 vinte, 10 pareggiate e 9 perse), 31 in Coppa Italia (21 vinte, 8 pareggiate e 2 perse) e 3 in Supercoppa Italiana (2 vinte e 1 persa).[30]

Manchester City[modifica | modifica wikitesto]

Mancini, assieme a Nasri e Agüero, festeggia la vittoria del Manchester City nella Premier League 2011-2012.

Il 19 dicembre 2009 firma un contratto triennale con il Manchester City[31] per 3,5 milioni di euro a stagione, sostituendo l'esonerato Mark Hughes.[32][33] Pochi giorni dopo la firma, nella partita d'esordio sulla sua nuova panchina, vince per 2-0 contro lo Stoke City, ripetendosi 2 giorni dopo, quando espugna il campo del Wolverhampton con il punteggio di 0-3, grazie alla doppietta di Carlos Tévez e alla rete di Javier Garrido. La squadra, rimasta a lungo in lotta per la quarta posizione finale, viene sconfitta per 1-0 nello scontro diretto contro il Tottenham del 5 maggio 2010 e conclude così al quinto posto, valido per la qualificazione in Europa League.

Nel tentativo di migliorare il piazzamento appena ottenuto, Mancini e il City movimentano il mercato estivo con alcune operazioni coraggiose che suscitano reazioni contrastanti: plauso per gli arrivi di Mario Balotelli (allenato già all'Inter), David Silva e Yaya Touré e il ritorno di Joe Hart, perplessità e dissenso per lo scarso riguardo riservato in particolare a Craig Bellamy, Stephen Ireland e Shay Given, i migliori giocatori della precedente gestione Hughes.[34] Il 14 maggio 2011 vince la F.A. Cup vincendo a Wembley 1 a 0 contro lo Stoke City con gol di Yaya Touré interrompendo un digiuno di titoli che durava da ben 35 anni. Alla fine della stagione la squadra si piazza al terzo posto qualificandosi direttamente alla Champions League per la prima volta nella sua storia.

La stagione successiva vince la Premier League battendo all'ultima giornata il QPR per 3-2, ribaltando nei minuti di recupero il risultato.[35] Il 9 luglio 2012 rinnova il contratto con il Manchester City per 5 anni con un ingaggio da 5,9 milioni l'anno.[36] Il 12 agosto vince il terzo ed ultimo trofeo della sua esperienza inglese, battendo il Chelsea per 3-2 nella finale di Community Shield, disputata al Villa Park di Birmingham.[37]

Il 13 maggio 2013, due giorni dopo aver perso la finale di FA Cup contro il Wigan (0-1), viene sollevato dall'incarico di allenatore del Manchester City, a causa dei risultati deludenti della stagione 2012-2013.[38][39] Il suo posto viene preso, per le ultime due partite di campionato, dall'assistente Brian Kidd.

Galatasaray[modifica | modifica wikitesto]

Mancini alla guida del Galatasaray nel 2013, a colloquio con Gülselam.

Il 30 settembre seguente viene ingaggiato dal club turco del Galatasaray con cui firma un contratto triennale[40]. Nello staff ci sono Fausto Salsano, Attilio Lombardo come assistenti, Ivan Carminati come preparatore atletico e come team manager Josè Duque con lui già al City. Subentrato ancora una volta a Terim e con la squadra al 9º posto, ottiene un'insperata qualificazione agli ottavi di Champions eliminando la Juventus battendola per 1-0 nell'incontro decisivo a Istanbul con gol di Wesley Sneijder. Negli ottavi incontra un altro rivale storico, José Mourinho, ora allenatore del Chelsea, che pone fine alla sua avventura nella competizione con un secco 2-0 a Stamford Bridge in virtù dell'1-1 maturato in casa dei turchi. Il 6 maggio riesce a conquistare la coppa di Turchia battendo per 1-0 in finale l'Eskişehirspor grazie a una rete di Sneijder.[41]

Nel campionato turco non riesce invece nell'impresa di rimontare il Fenerbahçe, che si laurea campione di Turchia, ma riesce a stare davanti al Beşiktaş conquistando così il 2º posto che comporta la qualificazione diretta in Champions League. L'11 giugno 2014 lascia la squadra turca esercitando la clausola liberatoria.[42]

Ritorno all'Inter[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 novembre 2014 a distanza di sei anni e mezzo fa ritorno all'Inter[43] al posto dell'esonerato Walter Mazzarri, firmando un contratto valido fino al 30 giugno 2017 con uno stipendio da 2,7 milioni di euro netti per il primo anno e 4 netti più bonus per gli altri due (costerà 21 milioni al lordo in 3 anni) diventando l'allenatore più pagato della Serie A a partire dalla stagione 2015/2016.[44][45] Il giorno seguente viene presentato alla stampa e dirige il suo primo allenamento.[46] Lo staff è composto da Giulio Nuciari (vice), Sylvinho, Fausto Salsano e Josè Duquè (assistenti), Ivan Carminati e Andreja Milutinovic (preparatori atletici), Adriano Bonaiuti (preparatore dei portieri).

La sua prima partita è il derby col Milan pareggiato 1-1.[47] Con la vittoria del 27 novembre contro il Dnipro per 2-1 l'Inter con un turno di anticipo si qualifica al turno successivo di Europa League.[48] Perde la sua prima partita di campionato il 30 novembre per 4-2 contro la Roma venendo peraltro espulso per proteste nel corso della gara[49] mentre ottiene la sua prima vittoria nel posticipo del 15 dicembre in trasferta contro il Chievo per 0-2.[50]

Il 6 gennaio 2015 pareggia per 1-1 il derby d'Italia con la Juventus mentre l'11 gennaio vince la sua prima partita a San Siro contro il Genoa per 3-1. Chiude il girone d'andata al 9º posto con 26 punti (10 punti in 8 partite frutto di 2 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte) e con un distacco di 7 punti dal 3º posto.

Il 21 gennaio agli ottavi di finale di Coppa Italia elimina con il risultato di 2-0 la Sampdoria di Sinisa Mihajlovic, suo ex compagno di squadra nonché suo ex giocatore ed ex vice all'Inter dal 2006 al 2008. Il 4 febbraio viene eliminato dal Napoli ai quarti per 1-0 al 94° e così per la prima volta non arriva almeno in finale con l'Inter.

Tocca quota 100 vittorie in campionato con l'Inter in occasione della vittoria per 1-4 contro l'Atalanta del 15 febbraio; i nerazzurri non vincevano a Bergamo dal 2008 quando in panchina c'era proprio Mancini. Con la vittoria per 1-2 contro il Cagliari del 23 febbraio, la terza consecutiva in campionato (per l'Inter non succedeva dal novembre 2012), raggiunge il suo predecessore Walter Mazzarri per media punti: 1,45 con 19 punti in 13 partite (5 vinte, 4 pareggiate e 4 perse) rispetto ai 16 punti in 11 incontri del toscano.[51] Tuttavia nelle partite seguenti la media peggiorerà.

Dopo aver superato il Celtic Glasgow (3-3 e 1-0) ai sedicesimi di Europa League, il 19 marzo viene eliminato agli ottavi dal Wolfsburg con il risultato di 1-2 (e 3-1 in trasferta).

Il 19 aprile pareggia anche il derby di ritorno questa volta per 0-0. In occasione di Inter-Chievo 0-0 del 3 maggio tocca quota 400 panchine con club i italiani (211 vittorie, 112 pareggi e 77 sconfitte).[52]

Con la sconfitta per 1-2 contro la Juventus del 16 maggio si interrompe la striscia di 7 risultati utili (4 vittorie e 3 pareggi). Chiude il campionato all'8º posto con 39 punti conquistati in 27 partite (10 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte) per un totale di 55 punti.

Debutta nella nuova stagione il 23 agosto con la vittoria per 1-0 contro l'Atalanta.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1981-1982 Italia Bologna A 30 9 CI 1 0 - - - - 31 9
1982-1983 Italia Sampdoria A 22 4 CI 5 1 - - - - 27 5
1983-1984 A 30 8 CI 8 2 - - - - 38 10
1984-1985 A 24 3 CI 11 3 - - - - 35 6
1985-1986 A 23 6 CI 11 4 CdC 4 2 - - 38 12
1986-1987 A 26 6 CI 5 0 - - - - 31 6
1987-1988 A 30 5 CI 13 3 - - - - 43 8
1988-1989 A 29 9 CI 11 5 CdC 8 0 SI 0 0 48 14
1989-1990 A 31 11 CI 3 2 CdC 9 2 SI 1 0 44 15
1990-1991 A 30 12 CI 10 2 CdC 5 2 SE 2 0 47 16
1991-1992 A 29 6 CI 6 2 CC 9 4 SI 1 1 45 13
1992-1993 A 30 15 CI 2 0 - - - - 32 15
1993-1994 A 30 12 CI 7 0 - - - - 37 12
1994-1995 A 31 9 CI 2 1 CdC 4 2 SI 1 0 38 12
1995-1996 A 26 11 CI 2 1 - - - - 28 12
1996-1997 A 33 15 CI 2 0 - - - - 35 15
Totale Sampdoria 424 132 98 26 39 12 5 1 566 171
1997-1998 Italia Lazio A 34 5 CI 8 1 CU 10 3 - - 52 9
1998-1999 A 33 10 CI 6 2 CdC 7 0 SI 1 0 47 12
1999-2000 A 20 0 CI 7 3 UCL 9 0 SE 1 0 37 3
Totale Lazio 87 15 21 6 26 3 2 0 136 24
gen.-feb. 2001 Inghilterra Leicester City PL 4 0 FACup 1 0 - - - - 5 0
Totale carriera 545 156 121 32 65 15 7 1 738 204

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
26/05/1984 Toronto Canada Canada 0 – 2 Italia Italia Amichevole -
30/05/1984 New York Stati Uniti Stati Uniti 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
08/10/1986 Bologna Italia Italia 2 – 0 Grecia Grecia Amichevole - Ingresso al 73’ 73’
18/04/1987 Colonia Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
28/05/1987 Oslo Norvegia Norvegia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
03/06/1987 Stoccolma Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
23/09/1987 Pisa Italia Italia 1 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole - Ingresso al 58’ 58’
17/10/1987 Berna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 - Ingresso al 82’ 82’
05/12/1987 Milano Italia Italia 3 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Euro 1988 - Ingresso al 68’ 68’
20/02/1988 Bari Italia Italia 4 – 1 URSS URSS Amichevole -
31/03/1988 Spalato Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
27/04/1988 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 3 Italia Italia Amichevole -
04/06/1988 Brescia Italia Italia 0 – 1 Galles Galles Amichevole -
10/06/1988 Düsseldorf Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1 Italia Italia Euro 1988 - 1º Turno 1
14/06/1988 Francoforte Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Euro 1988 - 1º Turno - Uscita al 68’ 68’
17/06/1988 Colonia Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Euro 1988 - 1º Turno - Uscita al 67’ 67’
22/06/1988 Stoccarda URSS URSS 2 – 0 Italia Italia Euro 1988 - Semif. - Uscita al 45’ 45’
19/10/1988 Pescara Italia Italia 2 – 1 Norvegia Norvegia Amichevole -
21/12/1989 Cagliari Italia Italia 0 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
21/02/1990 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
26/09/1990 Palermo Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole -
03/11/1990 Roma Italia Italia 0 – 0 URSS URSS Qual. Euro 1992 -
01/05/1991 Salerno Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Qual. Euro 1992 -
05/06/1991 Oslo Norvegia Norvegia 2 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
12/06/1991 Malmö Italia Italia 2 – 0 dts Danimarca Danimarca Scania Cup -
16/06/1991 Stoccolma Italia Italia 1 – 1 dts
(3-2 dcr)
URSS URSS Scania Cup -
25/09/1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
12/10/1991 Mosca URSS URSS 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
04/06/1992 Boston Italia Italia 2 – 0 Irlanda Irlanda USA Cup -
20/01/1993 Firenze Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole -
24/02/1993 Oporto Portogallo Portogallo 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
24/03/1993 Palermo Italia Italia 6 – 1 Malta Malta Qual. Mondiali 1994 2
01/05/1993 Berna Svizzera Svizzera 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
22/09/1993 Tallinn Estonia Estonia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 1
17/11/1993 Milano Italia Italia 1 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Mondiali 1994 -
23/03/1994 Stoccarda Germania Germania 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
Totale Presenze (64º posto) 36 Reti 4

Carriera da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 23 agosto 2015

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento Vittorie %
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte %
2000-2001 Italia Fiorentina A Subentrato, 9°+ Coccarda Coppa Italia.svg 13 4 4 5 30,76
2001-2002 A Esonerato 16 4 2 10 25,00
Totale Fiorentina 29 8 6 15 27,58
2002-2003 Italia Lazio A 34 15 15 4 44,11
2003-2004 A 6°+ Coccarda Coppa Italia.svg 34 16 8 10 47,05
Totale Lazio 68 31 23 14 45,58
2004-2005 Italia Inter A 3°+ Coccarda Coppa Italia.svg 38 18 18 2 47,36
2005-2006 A 1°+ Coccarda Coppa Italia.svg 38 23 7 8 60,52
2006-2007 A 38 30 7 1 78,94
2007-2008 A 38 25 10 3 65,78
2009-2010 Inghilterra Manchester City PL Subentrato, 5° 21 11 5 5 52,38
2010-2011 PL 3°+FA Cup.png 38 21 8 9 55,26
2011-2012 PL 38 28 5 5 73,68
2012-2013 PL Esonerato 36 22 9 5 61,11
Totale Manchester City 133 82 27 24 61,36
2013-2014 Turchia Galatasaray SL Subentrato, 2°+ T.K. 28 16 7 5 57,14
Totale Galatasaray 28 16 7 5 57,14
2014-2015 Italia Inter A Subentrato, 8° 27 10 9 8 38,46
2015-2016 A in corso 1 1 0 0 100%
Totale Inter 180 107 51 22 58,21
Totale carriera 438 244 115 79 55,61

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]
Bologna: 1981-1982
Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Sampdoria: 1984-1985, 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Lazio: 1997-1998, 1999-2000
Sampdoria: 1990-1991
Lazio: 1999-2000
Sampdoria: 1991
Lazio: 1998
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Sampdoria: 1989-1990
Lazio: 1998-1999
Lazio: 1999

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1987-1988, 1990-1991
Miglior italiano: 1997
Migliore assoluto: 1997

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Fiorentina: 2000-2001
Lazio: 2003-2004
Inter: 2004-2005, 2005-2006
Inter: 2005, 2006
Inter: 2005-2006[53], 2006-2007, 2007-2008
Manchester City: 2010-2011
Manchester City: 2011-2012
Manchester City: 2012
Galatasaray: 2013-2014

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2003
2007-2008
dicembre 2010, ottobre 2011

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[54]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'annuncio di Roberto Mancini: "Mi separo da mia moglie Federica"
  2. ^ Andrea Lucchetta, Batistuta firma un autografo. Gli chiedono 50 mila euro in La Gazzetta dello Sport, 19 dicembre 2012, p. 21.
  3. ^ Da tecnico a imprenditore: Mancini costruirà barche
  4. ^ Roberto Mancini nominato Ambasciatore dell'UNICEF Italia
  5. ^ a b Dizionario della grande Lazio di Sandro Bocchio e Giovanni Tosco, pag.107, Ed. Newton&Compton, 2000
  6. ^ a b c ROBERTO MANCINI official website, Carriera
  7. ^ Almanacco Illustrato del Calcio '83, pag 276, Ed. Panini, 1982
  8. ^ Archivio della Gazzetta dello Sport
  9. ^ Almanacco Illustrato del Calcio '83, pag 132, Ed. Panini, 1982
  10. ^ Roberto Mancini, l'ingiustizia storica su Il Bologna Football Club ed i suoi eroi sportivi, 26 agosto 2009.
  11. ^ a b Roberto Mancini - Protagonisti - ANSA.it
  12. ^ Almanacco Illustrato del Calcio '84, pag 273, Ed. Panini, 1983
  13. ^ una marcatura per due, dai gemelli della Samp è nato un gol siamese
  14. ^ uefa.com - UEFA Champions League
  15. ^ Coppa Campioni 1991/92: Barcellona
  16. ^ Mancini al Leicester su raisport.rai.it, 18 gennaio 2001.
  17. ^ (EN) Henry Winter, Mancini's move to Leicester will benefit England su telegraph.co.uk, 18 gennaio 2001.
  18. ^ (EN) Mancini's Foxes fate in balance su news.bbc.co.uk, 22 febbraio 2001.
  19. ^ Dizionario della grande Lazio di Sandro Bocchio e Giovanni Tosco, pagg.107-108, Ed. Newton&Compton, 2000
  20. ^ Racconti Mondiali: Italia 1990 - Roberto Mancini
  21. ^ Mancini allenatore, Petrucci dà il via libera
  22. ^ Mancini minacciato lascia la panchina, gazzetta.it, 12 gennaio 2002.
  23. ^ S.S.Lazio: Roberto Mancini nuovo allenatore per un biennio | Radiocor, giovedì 9 maggio 2002 (articolo 203938)
  24. ^ Calcio serie A Roberto Mancini nel CdA
  25. ^ Repubblica.it/sport/calcio/serie_a: Facchetti: "Mancini è dell'Inter" Lazio, torna l'incubo del fallimento
  26. ^ "Moratti: "Sfogo sbagliato" - Mancini: "Non lo rifarei" in La Gazzetta dello Sport, 13 marzo 2008. URL consultato il 3 settembre 2010.
  27. ^ Comunicato ufficiale F.C. Internazionale, inter.it, 29 maggio 2008.
  28. ^ L'ira di Mancini contro Moratti: offeso l'onore, iltempo.it, 31 maggio 2008.
  29. ^ Mancini Ha risolto con l'Inter Una grande lo aspetta
  30. ^ Alessandra Bocci, Il bilancio di Mancini sulla panchina dell'Inter in La Gazzetta dello Sport, 15 novembre 2014, p. 14.
  31. ^ I tifosi del Manchester City impazziti per la moda della sciarpa alla Mancini
  32. ^ (EN) Manchester City FC can confirm that it has today terminated the contract of Mark Hughes., mcfc.co.uk
  33. ^ Mancini riparte dal Manchester City
  34. ^ Mancini, esonero ben pagato, Lechampions.it, 6 agosto 2010. URL consultato il 12 agosto 2010.
  35. ^ Pazzesco Manchester City:Campione con un gol al 94'!, gazzetta.it, 14 aprile 2012. URL consultato il 13 maggio 2012..
  36. ^ ANCELOTTI GUADAGNA PIÙ DI MOURINHO sportmediaset.it, 27 novembre 2012
  37. ^ Il Manchester City trionfa in Community Shield, Mancini alza il primo trofeo stagionale: “Una vittoria meritata”, goal.com, 12 agosto 2012. URL consultato l'11 maggio 2013..
  38. ^ Club statement, mcfc.co.uk, 13 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2014.
  39. ^ Roberto Mancini esonerato dal Manchester City, sportmediaset.mediaset.it, 13 maggio 2013. URL consultato il 15 novembre 2014.
  40. ^ (EN) Roberto Mancini the New Football Manager, Galatasaray.org.
  41. ^ http://www.gazzetta.it/Calcio/Campionati-Esteri/07-05-2014/turchia-galatasaray-sneijder-regala-coppa-mancini-80600267310.shtml
  42. ^ Calciomercato Galatasaray, è ufficiale: Mancini lascia il club turco in Corriere dello Sport, 11 giugno 2014. URL consultato l'11 giugno 2014.
  43. ^ Roberto Mancini nuovo allenatore dell'Inter, inter.it, 14 novembre 2014. URL consultato il 15 novembre 2014.
  44. ^ Inter, Mancini è il nuovo allenatore. Mazzarri esonerato in mattinata, gazzetta.it, 14 novembre 2014. URL consultato il 15 novembre 2014.
  45. ^ Inter, Mancini è un affare da 21 milioni, gazzetta.it, 14 novembre 2014. URL consultato il 15 novembre 2014.
  46. ^ Inter, Mancini: "Non avrei mai pensato di tornare. Credo in questo progetto"
  47. ^ Inter, Mancini e il derby-rimpianto: "Se Icardi avesse fatto gol cambiava tutto"
  48. ^ Inter-Dnipro 2-1: gol di Kuzmanovic e Osvaldo, Mancini vola ai sedicesimi
  49. ^ Inter, Mancini: "C'è molto da fare. La rosa è costruita per un altro modulo"
  50. ^ Inter, Mancini: "Per il terzo posto ci siamo anche noi"
  51. ^ Inter: e dopo 3 mesi, Mancini raggiunge Mazzarri
  52. ^ Panchina numero 400 con club italiani per Roberto Mancini
  53. ^ Titolo assegnato d'ufficio dopo le sentenze della giustizia sportiva nell'ambito di Calciopoli.
  54. ^ Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Roberto Mancini, quirinale.it, 30 settembre 1991. URL consultato il 6 aprile 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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