Antonio Percassi

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Antonio Percassi
Antonio Percassi 2012.JPG
Percassi nel 2012
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore
Termine carriera 1978 - giocatore
Carriera
Giovanili
196?-1970Atalanta
Squadre di club1
1970-1977Atalanta110 (0)
1977-1978Cesena2 (0)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Antonio Percassi (Clusone, 9 giugno 1953) è un dirigente sportivo, imprenditore ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, presidente dell'Atalanta.

È a capo della holding Odissea Srl, di cui fanno parte marchi propri (nella cosmetica KIKO, Madina, Womo e Bullfrog, nelle calzature Vergelio), una serie di centri commerciali e la succitata società calcistica Atalanta. Si occupa anche della gestione e dello sviluppo delle reti di vendita di grandi marchi internazionali (LEGO, Starbucks, Victoria's Secret, Nike, Gucci).

Al 2020 occupa il 36º posto della lista delle persone più ricche d'Italia secondo Forbes, con un patrimonio di 1 miliardo di dollari.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Percassi calciatore dell'Atalanta negli anni 1970

Difensore arcigno, dotato di buon fisico, cresce tra le file dell'Atalanta, con la quale debutta non ancora diciottenne nel campionato di Serie B. Dall'anno successivo non trova spazio, tanto da ritardare alla stagione 1972-73 il suo debutto in Serie A. Diventato un pilastro della difesa, disputa ben sette stagioni con la casacca neroazzurra, fino al trasferimento al Cesena,[1] quando la società neroazzurra fu costretta a effettuare lo scambio per poter riacquistare Ezio Bertuzzo, capocannoniere della squadra bergamasca nella stagione precedente e ceduto al Cesena pochi mesi prima.[2] Con la squadra bianconera gioca due partite di campionato e conclude anzitempo la carriera calcistica, per dedicarsi a tempo pieno all'attività imprenditoriale.

Dirigente sportivo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte del presidente Cesare Bortolotti, nella stagione 1990-91, assume la presidenza dell'Atalanta, società in cui aveva a lungo militato. La sua strategia si basa sul largo uso di strategie di marketing, sull'immagine e sul rapporto con i tifosi, investendo molto sia nella campagna acquisti ma anche (e soprattutto) nel settore giovanile, rivitalizzato con l'arrivo dal Como di Mino Favini. Si dimette durante la stagione 1993-94, a causa di un campionato disastroso che porta la squadra neroazzurra in Serie B: al suo posto subentra Ivan Ruggeri. Torna a capo della società orobica il 4 giugno 2010 subentrando ad Alessandro Ruggeri, figlio di Ivan. Nella stagione 2010-2011 l’Atalanta vince il campionato di Serie B ritornando in massima serie. Dopo aver ottenuto una serie di tranquille salvezze negli anni a seguire, nel 2016-2017 la squadra allenata da Gian Piero Gasperini arriva quarta qualificandosi per l’Europa League venendo poi eliminata ai sedicesimi di finale dal Borussia Dortmund; in estate Percassi comprava dal Comune lo stadio.[3] Dopo essere arrivata settima l’anno seguente qualificandosi ancora per l’Europa League (questa volta uscirà ai play-off per mano del Copenhagen), l’Atalanta fa il grande salto nel 2018-2019 poiché si qualifica per la Champions League essendo arrivata terza, posizione confermata nei due anni seguenti. In Champions la squadra arriva fino ai quarti di finale nel 2019-2020 venendo eliminata dal PSG, nel 2020-2021 arriva agli ottavi venendo eliminata dal Real Madrid e nel 2021-2022 esce ai gironi. Da segnalare ci sono anche due finali di Coppa Italia perse nel 2018-2019 e nel 2020-2021 contro Lazio e Juventus.

Nel febbraio del 2022 Percassi vende la maggioranza del club a una cordata di imprenditori statunitensi capitanata da Stephen Pagliuca, Managing Partner e Co-owner dei Boston Celtics, oltre che Co-chairman di Bain Capital, uno dei principali fondi di investimento al mondo; Antonio e Luca Percassi continueranno a ricoprire la carica rispettivamente di Presidente e Amministratore Delegato mentre Pagliuca verrà nominato Co-chairman.[4][5]

Imprenditore[modifica | modifica wikitesto]

Villa Schubiger (1905-1910), residenza di Percassi e sede di Kiko

Nel 1976 inizia la sua attività imprenditoriale nel ramo immobiliare, attività affiancata quando, conosciuto Luciano Benetton e abbandonata la maglia del Cesena, apre a Bergamo i primi negozi monomarca del gruppo Benetton. Negli anni apre poi in Italia e all'estero negozi United Colors, Zerododici, Sisley, Playlife. Nel 2001, grazie alla joint venture con Amancio Ortega, presidente del gruppo tessile Inditex, Percassi apre i primi negozi Zara sul territorio italiano.[6]

Partecipa quindi allo sviluppo della rete di vendita di vari brands (Nike, Levi's, Gucci, Tommy Hilfiger, Ferrari, Ralph Lauren, Victoria's Secret), nel 1997 decide di puntare anche su marchi propri dando vita nella cosmetica a Kiko Milano, nel 2007 realizza anche una partnership al 50% con Flavio Briatore per il marchio di abbigliamento Billionaire Italian Couture, linea sartoriale di lusso. Nel 2012 rileva un'azienda storica milanese nel mondo del beauty femminile, Madina, e in seguito anche linee uomo con Womo e Bullfrog. Il 18 gennaio 2013 cede ai fratelli Santo e Rino ed al nipote Francesco tutte le sue quote azionarie nel settore immobiliare della famiglia,[7] ottenendo in cambio l'intera proprietà di altre holding del Gruppo Percassi.[8]

Nel 2014 acquisisce il 3,9% di Alitalia.[9] Nel dicembre dello stesso anno ottiene da un gruppo di banche un finanziamento di 152 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di Kiko (sotto la guida di uno dei figli, Stefano, i punti vendita raggiungono nel 2016 quota 990). Nel marzo 2015 rileva le calzature Vergelio di Milano con una rete di 11 negozi.[10]

Nel 2016 diversifica anche in altri sport, comprando dal fallimento il complesso immobiliare del campo di golf a 9 buche "Ai colli di Bergamo" di Longuelo. Ottiene un contratto in esclusiva con la LEGO per l'apertura di negozi Lego in Italia (una dozzina in due anni), chiude la rete di vendita dedicata a Ralph Lauren e Ferrari mentre amplia il network dedicato ai marchi Victoria's Secret e Bath & Body Works e cede la maggioranza di Billionaire Italian Couture a Philipp Plein,[11] entra anche nel settore food & beverage: ottiene di essere licenziatario unico in Italia di Starbucks, realizza una partnership con la giapponese Wagamama nella ristorazione e distribuisce i brand Piadineria e Caio oltre al marchio Da30Polenta.[12]

Nel 2017, dopo avere aperto in marzo Torino Outlet Village a Settimo Torinese,[13] il volume d'affari delle sue attività è stimato superiore agli 800 milioni di euro.[14] Viene anche ridisegnato il gruppo che fa capo alla holding Odissea:

  • Percassi Cosmetics - gestisce i marchi propri Kiko Milano (con 950 negozi monomarca distribuiti in Europa, Usa, Turchia), Madina (storica azienda milanese nata nel 1993 e acquisita nel 2012), Womo, Bullfrog (si ispira al barbiere tradizionale).
  • Percassi Food & Beverage - gestisce Da30Polenta (il primo negozio dedicato alla polenta è aperto nel maggio 2014 all'interno di Oriocenter), Wagamama (ristorazione, il primo ristorante aperto nel 2016), Starbucks Coffee (Percassi è il proprietario e il gestore del primo negozio italiano aperto nel centro di Milano alla fine del 2018), Casa Maioli (partnership per l'apertura di una serie di piadinerie, la prima nel febbraio 2017 all'interno dell'Oriocenter).
  • Percassi Retail - gestisce in franchising tre boutique Gucci (a Palermo, Bari, Torino), 18 negozi Nike (il primo nel 2012), i negozi Lego (il primo nell'estate 2016 nell'Oriocenter), la rete di vendita in Italia di Victoria's Secret (lingerie e prodotti beauty), i negozi Vergelio (calzature) con insegne Vergelio, Marilena e Vierre.
  • Percassi Real Estate - gestisce il centro commerciale Oriocenter a Orio al Serio, Antegnate Shopping Center (100 negozi e un ipermercato a Bergamo), Franciacorta Outlet Village (alle porte di Brescia), Valdichiana Outlet Village (in provincia di Arezzo), Sicilia Outlet Village (in provincia di Enna), Torino Outlet Village e Roma Outlet Village a Soratte.
  • Atalanta, la società di calcio di cui detiene al febbraio 2022 il 38,7% delle quote dopo aver venduto la maggioranza.[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Percassi e l'Atalanta: da calciatore a patron QuotidianoNet
  2. ^ Addio Ezio Bertuzzo, l'amato bomber cui venne sacrificato Percassi Archiviato il 31 marzo 2014 in Internet Archive. BergamoNews.it
  3. ^ Firmato il rogito per lo stadio di Bergamo non più comunale, ora dell'Atalanta, su ecodibergamo.it. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  4. ^ Andrea Losapio e Donatella Tiraboschi, Atalanta, è fatta: Percassi vende alla cordata di Stephen Pagliuca, su Corriere della Sera, 19 febbraio 2022. URL consultato il 3 marzo 2022.
  5. ^ Sky Sport, Atalanta, come è cambiato il valore della rosa dal 2010 con Antonio Percassi | Sky Sport, su sport.sky.it. URL consultato il 3 marzo 2022.
  6. ^ Antonio Percassi spiega il segreto del suo successo da imprenditore Archiviato il 31 marzo 2014 in Internet Archive. iNetweeK.it
  7. ^ Antonio Percassi lascia l'immobiliare ai fratelli e al nipote Francesco Archiviato il 4 aprile 2013 in Internet Archive. Bergamonews.it
  8. ^ Gruppo Percassi, ecco il riassetto societario, su bergamo.corriere.it. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  9. ^ Antonella Baccaro, I soci Alitalia, in Corriere della Sera, 6 febbraio 2014, p. 8.
  10. ^ Percassi compra le scarpe Vergelio, su repubblica.it. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  11. ^ Philippe Plein rileva il 51% di Billionaire Italian Couture, su ilsole24ore.com. URL consultato il 14 gennaio 2018.
  12. ^ Wagamama in Italia grazie a Percassi, su ilgiorno.it. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  13. ^ Percassi alla conquista di Torino con il grande outlet di lusso, su bergamopost.it. URL consultato il 14 gennaio 2018.
  14. ^ Dall'immobiliare alla cosmetica passando per il calcio, tutti i business di Antonio Percassi, su calcioefinanza.it. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  15. ^ Atalanta, ecco la nuova divisione delle quote societarie: ai Percassi il 38.7% del club, su tuttomercatoweb.com. URL consultato il 4 marzo 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente dell'Atalanta Successore
Alessandro Ruggeri 2010 - in carica in carica
Predecessore Presidente dell'Atalanta Successore
Achille Bortolotti 1990 - 1994 Ivan Ruggeri