Carlo Ancelotti

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Carlo Ancelotti
Carlo Ancelotti 2012-01-02 (2).jpg
Ancelotti nel 2012
Nazionalità Italia Italia
Altezza 179[1] cm
Peso 71[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1992 - giocatore
Carriera
Giovanili
1973-1975
1975-1976
Reggiolo Reggiolo
Parma Parma
Squadre di club1
1976-1979 Parma Parma 55 (13)
1979-1987 Roma 171 (12)
1987-1992 Milan 112 (10)
Nazionale
1979-1988
1980
1981-1991
Italia Italia Olimpica
Italia Italia U-21
Italia Italia
11 (1)[2]
3 (0)
26 (1)
Carriera da allenatore
1992-1995 Italia Italia Vice
1995-1996 Reggiana Reggiana
1996-1998 Parma Parma
1999-2001 Juventus
2001-2009 Milan
2009-2011 Chelsea
2011-2013 PSG PSG
2013-2015 Real Madrid Real Madrid
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 25 maggio 2015

Carlo Ancelotti (Reggiolo, 10 giugno 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Da giocatore ha esordito in Serie C nel Parma per poi passare, prima alla Roma, dove ha vinto lo scudetto, e poi al Milan di Sacchi, dove ha vinto due Coppe dei Campioni consecutive.

Ha iniziato la carriera di allenatore, dopo essere stato vice del CT Sacchi a USA '94, nella Reggiana in Serie B. È passato poi al Parma, alla Juventus e al Milan (2001-2009). Negli anni con la squadra rossonera ha vinto uno scudetto, una Coppa Italia, due Champions League, due Supercoppe Europee e una Coppa del mondo per club. Tra il 2009 e il 2011 è stato sulla panchina del Chelsea, firmando una doppietta Premier League-FA Cup. Nella stagione 2011-2012 è subentrato in corsa sulla panchina del Paris Saint-Germain, vincendo la Ligue 1 al secondo tentativo nel 2013. Nell'estate del 2013 è stato ingaggiato dal Real Madrid. Alla sua prima stagione sulla panchina delle Merengues ha conquistato la Coppa del Re e la storica decima Coppa dei Campioni/Champions League.

Nella sua carriera ha vinto la Coppa dei Campioni/Champions League tre volte da allenatore (due volte con il Milan e una con il Real Madrid), raggiungendo un record unitamente a Bob Paisley, allenatore del Liverpool, e due volte da calciatore (sempre con il Milan). La conquista della coppa con la stessa squadra sia in campo che in panchina è riuscita anche a Miguel Muñoz e Josep Guardiola, mentre con squadre diverse è riuscita anche a Giovanni Trapattoni, Johan Cruijff e Frank Rijkaard.[3][4]

Nel 2014 entra a far parte della Hall of Fame del calcio italiano.

È stato soprannominato Carlo Magno dalla stampa spagnola.[5][6]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Parma[modifica | modifica wikitesto]
Un giovane Ancelotti agli esordi nel Parma

Ancelotti inizia a giocare a calcio nella squadra del suo paese natale, il Reggiolo, dove entra a far parte della formazione Juniores.[7] A 16 anni passa alle giovanili del Parma[8] Dopo l’esordio nella stagione 1976-77, e le ventuno presenze (con otto reti) dell’anno successivo, nel 1978-79, Ancelotti è ormai diventato un tassello fondamentale della formazione parmense. In panchina è arrivato Cesare Maldini, che ha intuito le doti di centrocampista di Ancelotti ma anche il suo fiuto per il gol, e lo schiera come attaccante arretrato alle spalle delle punte di ruolo[9]. Il secondo posto conquistato nel girone A della C1 porta il Parma allo spareggio. A Vicenza, contro la Triestina, il diciannovenne Ancelotti è l’eroe della promozione: sull’1-1 segna la doppietta che regala la Serie B al Parma.[10]

Quel giorno, in tribuna al Menti, c’è lo stato maggiore della Roma al completo: il presidente Dino Viola, il tecnico Liedholm, il ds Luciano Moggi. Liedholm vuole a tutti i costi il gioiellino del Parma, ma non è il solo. Le mani avanti le ha messe anche l’Inter, che addirittura lo ha vestito di nerazzurro in un’amichevole contro l’Hertha Berlino[11]. Sembra fatta, ma a Milano temporeggiano e la Roma va avanti. Trattativa estenuante, il presidente del Parma vorrebbe portarsi il campioncino tra i cadetti, ma Viola dà carta bianca a Moggi che spara alto: valutazione un miliardo e mezzo, per l’appena ventenne Ancelotti. Nelle casse del Parma finiscono 750 milioni per la metà del cartellino.

Roma[modifica | modifica wikitesto]
Ancelotti alla Roma nella stagione 1983-1984

Una volta in forza ai capitolini, il tecnico Nils Liedholm decide di spostare Ancelotti in una posizione arretrata, impiegandolo come mediano, ruolo che ne esaltava le doti.[9] L'esordio in Serie A arriva il 16 settembre 1979 in un Roma-Milan, terminato a reti inviolate.[9]

Durante il suo periodo in giallorosso, Ancelotti è afflitto dagli infortuni alle ginocchia. S'infortuna due volte al ginocchio destro: dapprima nell'ottobre 1981 (durante una partita contro la Fiorentina), e poi in un allenamento del gennaio 1982, alla vigilia dell'incontro con l'Ascoli[12]. Poi, è la volta del ginocchio sinistro, nel dicembre 1983, durante una gara contro la Juventus[13]. Questi infortuni gli impediscono di saggiare il campo con continuità nelle stagioni 1981-1982 e, soprattutto, 1983-1984, tenendolo fuori dalla fase conclusiva della Coppa dei Campioni di quell'anno,[13] persa dai capitolini in casa contro il Liverpool dopo i rigori[14]. Nel 1985, Ancelotti diviene capitano della squadra. Il suo bilancio, alla fine dei suoi otto anni in giallorosso, è di uno scudetto (1982-1983) e 4 Coppe Italia (1979-1980, 1980-1981, nella cui finale di andata realizzò una rete, 1983-1984 e 1985-1986).

Milan[modifica | modifica wikitesto]
Ancelotti con la maglia del Milan nel 1988-1989

Nel 1987, il Milan lo preleva dai capitolini per la cifra di 5,8 miliardi di lire.[15] Con la squadra rossonera, s'impone in quasi tutte le competizioni. Vince subito lo scudetto 1987-1988 e si laurea Supercampione d'Italia all'inizio della stagione seguente. Nelle due stagioni successive, vince per due volte consecutive la Coppa dei Campioni, la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa europea. Chiude la carriera nel 1992, a soli 33 anni, con il suo terzo scudetto personale, il secondo a Milano. Nell'ultima partita a San Siro realizza anche una doppietta nella gara contro il Verona[16], vinta per 4-0 dai rossoneri.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Vanta 26 presenze e un gol con la maglia della Nazionale italiana, con la quale prende parte (pur senza scendere in campo) ai Mondiali di Messico 1986 e, successivamente, agli Europei 1988 e ai Mondiali di Italia 1990, durante i quali è protagonista attivo in campo.

Il suo unico goal azzurro risale all'esordio in Nazionale, il 6 gennaio 1981, durante la gara Paesi Bassi-Italia (1-1), valida per il Mundialito 1981; nel torneo, risulta l'unico marcatore azzurro. Gli infortuni al ginocchio gli impediscono di prender parte alla spedizione di Spagna 1982, così, per rivederlo nella lista dei convocati azzurri in un grande torneo occorre attendere il 1986: è l'anno del Mondiale in Messico. Ancelotti è nella lista dei 22 convocati da Bearzot, ma le caratteristiche altimetriche della zona (circa 2.000 m s.l.m.) lo penalizzano nei test atletici, tant'è che il centrocampista reggiano rimane in tribuna per tutta la durata del problema, a vantaggio di Fernando De Napoli.[17]

Ancelotti (a destra) in azzurro, sul podio dei Mondiali di Italia '90.

Nel 1988, è tra i convocati della giovane Nazionale che, guidata da Azeglio Vicini, arriva alla semifinale degli Europei di Germania; nel torneo, scende in campo in tutte le gare disputate dagli azzurri. Nei successivi Mondiali italiani del 1990, gioca invece soltanto 3 gare (tra cui la finale del terzo posto) anche a causa di una contrattura al quadricipite femorale della coscia destra[18] (postumo di uno strappo muscolare)[19], subita nel corso della gara d'esordio contro l'Austria.[20]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizi, Reggiana e Parma[modifica | modifica wikitesto]

Ancelotti inizia la carriera di allenatore come vice di Arrigo Sacchi nella Nazionale italiana fra il 1992 e il 1995.

Ancelotti è stato dapprima giocatore di Arrigo Sacchi nel Milan, e poi vice ai mondiali di USA '94.

Nel 1995 passa in forza alla Reggiana, in Serie B, dove conquista il quarto posto e la promozione in Serie A. L'anno successivo è ingaggiato dal Parma. Nei due anni trascorsi in Emilia, ottiene al primo anno uno storico secondo posto con qualificazione ai preliminari di Champions League e, all'anno seguente, una quinta posizione, che vale la qualificazione alla Coppa UEFA. Il rendimento del primo anno a Parma costituisce ancora un record assoluto per la compagine emiliana.

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 1999, subentra in corsa a Marcello Lippi alla guida della Juventus, che guida alla semifinale di Champions League persa contro il Manchester United, poi vincitore della competizione. In Campionato, arriva a pari merito con la quinta; tuttavia, gli spareggi di fine campionato condannano i bianconeri a disputare la Coppa Intertoto. In estate, trionfa in Intertoto e raggiunge la qualificazione alla Coppa UEFA, dalla quale sarà eliminato ai quarti dagli spagnoli del Celta Vigo (vittoria di misura a Torino e 4-0 in Galizia). In Campionato, domina il girone di ritorno, ma finisce dietro la Lazio, in virtù della sconfitta, maturata all'ultima giornata, sul campo di Perugia. Durante la stagione seguente, è ancora sulla panchina dei bianconeri, che porta al secondo posto di fila, stavolta alle spalle della Roma. Nonostante i 144 punti in due anni, in giugno si conclude il rapporto, mai idilliaco, tra Ancelotti e il club torinese: gli stessi tifosi bianconeri lo avevano contestato sin dal giorno del suo arrivo, a causa del passato da giocatore delle grandi avversarie, Milan e Roma.

Milan[modifica | modifica wikitesto]

Dopo esser rimasto senza panchina, il 5 novembre 2001 è chiamato a sostituire in corso d'opera l'allenatore Fatih Terim sulla panchina del Milan. A fine stagione, giunge al quarto posto, aggiudicandosi la possibilità di partecipare ai preliminari di Champions League.

Nella stagione seguente, sfiora il triplete, vincendo la finale di Champions League all'Old Trafford di Manchester contro la Juventus (0-0 dopo i tempi regolamentari, 3-2 dopo i rigori) e la Coppa Italia contro la Roma. In Campionato, dopo un buon girone d'andata, finisce soltanto 3° dientro Juventus e Inter (pur vincendo il maggior numero di scontri diretti contro le avversarie).

Uno dei suoi meriti più grandi da allenatore è il definitivo spostamento di Andrea Pirlo da mezzapunta a regista di centrocampo.[21] Questa soluzione, già sperimentata nel 2000 da Carlo Mazzone al Brescia, dove il trequartista era Roberto Baggio,[22] avrebbe dato ottimi risultati ed avrebbe portato il giocatore bresciano a laurearsi in quel ruolo campione del mondo nel 2006.

La stagione successiva parte male, con la sconfitta ai rigori nella finale di Supercoppa italiana disputata negli Stati Uniti contro la Juventus. Ancelotti si rifà vincendo la Supercoppa europea contro il Porto di José Mourinho e vincendo con largo anticipo lo scudetto, dopo un lungo duello con la Roma, deciso proprio dalla vittoria dei rossoneri nello scontro diretto.[23] Non riesce, però, a conquistare a dicembre la Coppa Intercontinentale, battuto ai rigori dal Boca Juniors (1-1 dopo i tempi regolamentari), né a bissare il successo in Champions League, a causa della remuntada subita dal Deportivo La Coruña: la squadra galiziana, dopo il 4-1 subito a Milano, ribalta il risultato, vincendo 4-0 la gara di ritorno al Riazor.

La stagione 2004-2005 comincia con la vittoria della Supercoppa italiana contro la Lazio; tuttavia, il Milan non riesce a ripetersi in campionato e deve accontentarsi del secondo posto. Inoltre, il 25 maggio 2005, il Milan perde la finale della più prestigiosa manifestazione continentale per club contro il Liverpool allo stadio Atatürk di Istanbul: in vantaggio di 3 goal, si fa rimontare in soli 6 minuti, per poi a perdere ai rigori, dopo un assalto durato per tutto il secondo tempo ed i supplementari.

Anche la stagione 2005-2006 ricalca la falsariga della precedente: il Milan è altamente competitivo in tutte le manifestazioni, ma non riesce a portare a casa alcun titolo. I rossoneri finiscono secondi dietro la Juventus in campionato e vanno fuori nelle semifinali di Champions League, eliminati dai futuri campioni del Barcellona (0-1 in casa e 0-0 in Catalogna).

Il Milan di Ancelotti festeggia la vittoria della Champions League ad Atene, nel 2007.

A seguito della vicenda di Calciopoli, la stagione 2006-2007 vede il Milan ai blocchi di partenza con una penalizzazione iniziale di 8 punti. I rossoneri, costretti ad inseguire, non riescono ad imporsi nel derby con l'Inter (che si aggiudicherà il titolo) e finiscono fuori anche dalla Coppa Italia, dopo la semifinale persa contro la Roma per 3-1. In Europa, però, il Milan è protagonista di una primavera gagliarda, nella quale sconfigge nettamente squadre blasonate come il Bayern Münich e il Manchester Utd, prima di alzare la settima Champions League nella cornice dello Stadio Olimpico di Atene, il 23 maggio 2007, contro il Liverpool. A condannare la squadra che due anni prima aveva compiuto una grande rimonta in Turchia, è una doppietta Filippo Inzaghi.

Grazie a questa vittoria, il Milan accede direttamente al tabellone della Champions League 2007-2008, senza passare dai preliminari.

Dopo aver prolungato il contratto sino al 30 giugno 2010, il 31 agosto 2007, Ancelotti conquista la sua seconda Supercoppa Europea da allenatore, questa volta contro il Siviglia, grazie ai gol di Filippo Inzaghi, Marek Jankulovski e Kaká. Il 16 dicembre, Ancelotti chiude il ciclo di vittorie alzando la Coppa del mondo per club a Yokohama, dopo una finale-rivincita don il Boca Junior, vinta per 4-2. Il tecnico di Reggiolo diviene così il terzo allenatore a vincere tale manifestazione dopo averla già conquistata da giocatore.

Secondo l'Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, Carlo Ancelotti è stato il miglior allenatore dell'anno nel 2007. Il tecnico del Milan ha ottenuto 193 punti, precedendo Alex Ferguson (Manchester United, 134) e Juande Ramos (Siviglia, poi passato al Tottenham, 104).[24][25][26]

La stagione 2007-2008, si conclude con i rossoneri al quinto posto in Serie A. Per la prima volta nel corso della gestione Ancelotti, i rossoneri non ottengono la qualificazione alla Champions League.

Nel 2008-2009 il Milan di Ancelotti, nonostante un avvio brillante, non va oltre il terzo posto in Serie A e non si qualifica per gli ottavi di finale di Coppa UEFA. Ancelotti riceve anche la sua prima espulsione da allenatore rossonero l'11 aprile 2009 per proteste, nella partita esterna contro il Chievo, a quasi otto anni dal suo esordio come tecnico del Milan. In precedenza, era stato allontanato dal direttore di gara per due volte ai tempi del Parma.[27]

Al termine dell'ultima giornata della Serie A 2008-2009, l'allenatore emiliano, confermando le numerose voci dei mesi precedenti[28], dichiara ai giornalisti di aver deciso, consensualmente con la società, di interrompere il suo rapporto contrattuale con il Milan con un anno di anticipo.[29] Con le sue 420 partite da allenatore negli 8 anni in rossonero[30], diventa il secondo tecnico per numero di presenze nel Milan dopo Nereo Rocco (459[31][32]).[16][33][34]

Chelsea[modifica | modifica wikitesto]

Ancelotti e John Terry festeggiano il double Premier League-FA Cup conseguito con il Chelsea nel 2010

Il 1º giugno 2009, il Chelsea ufficializza l'ingaggio di Carlo Ancelotti come nuovo allenatore, attraverso una nota sul proprio sito ufficiale. Per Ancelotti, viene predisposto un contratto triennale.[35]

Il 9 agosto, alla prima partita ufficiale sulla panchina inglese, conquista il Community Shield, battendo per 4-1 ai rigori il Manchester United, dopo il 2-2 dei 90 minuti regolamentari. Vince il proprio girone eliminatorio in Champions League, ma viene eliminato dall'Inter (che era anche stata l'ultima italiana a vincere in Inghilterra contro l'Arsenal nella stagione 2003-2004): le sconfitte per 2-1 a San Siro e 1-0 a Stamford Bridge allontanano subito Carlo Ancelotti dal principale obiettivo stagionale, come dichiarato in sede di ingaggio dal patron Roman Abramovich.[36] Il 9 maggio 2010, conquista la sua prima Premier League, grazie alla sonora vittoria per 8-0 contro il Wigan a Stamford Bridge; il Chelsea stabilisce anche il il record di reti stagionali in Premier League (103).[37] Ancelotti è, così, il primo allenatore italiano a vincere il campionato inglese e il secondo straniero a farlo alla prima stagione in Inghilterra, dopo José Mourinho.[38] Il 15 maggio 2010, vincendo la FA Cup contro il Portsmouth con il risultato di 1-0, è stato anche il primo allenatore nella storia dei Blues a conseguire il double Premier League-FA Cup (ma non il primo a conseguire un double in assoluto nel Chelsea, dato che il primo fu José Mourinho con l'accoppiata Campionato-Coppa di Lega).[39]

Il 22 maggio 2011, in seguito a una stagione inferiore alle aspettative con un secondo posto in campionato e l'eliminazione in Champions League ai quarti di finale contro il Manchester United, il Chelsea decide di esonerare Ancelotti.[40][41][42] Il suo punteggio (71) è il record negativo da quando Abramovich è proprietario della squadra londinese.[43]

Paris Saint-Germain[modifica | modifica wikitesto]

Dopo sei mesi senza allenare, durante i quali è opinionista nelle partite di Champions League per Sky,[44] il 30 dicembre 2011 viene ingaggiato dal Paris Saint-Germain[45]. Sostituisce Antoine Kombouaré, che aveva portato la squadra parigina a chiudere il girone di andata della Ligue 1 2011-2012 al primo posto[46]; Ancelotti firma un contratto di due anni e mezzo[47][48], con ingaggio da 13,5 milioni di euro lordi l'anno (secondo allenatore più pagato al mondo dopo José Mourinho).[49] Secondo un'inchiesta della rivista specializzata brasiliana Pluri Consultoria del 2012, però, con 7,4 milioni di euro netti rispetto ai 7,3 di Mourinho, risulta essere proprio Ancelotti l'allenatore che guadagna di più al mondo.[49]

Ancelotti alla guida del Paris Saint-Germain, durante una conferenza stampa a Doha nel 2012.

Il suo esordio ufficiale alla guida del PSG arriva l'8 gennaio 2012 nella partita valida per i trentaduesimi di finale della Coppa di Francia 2011-2012: vittoria per 2-1 in casa del Saint-Colomban Locminé e passaggio del turno.[50][51] Dopo la vittoria all'esordio, Ancelotti porta i suoi ad altri 4 successi (3 in campionato e una in Coppa di Francia), diventando il primo allenatore del Paris Saint-Germain a vincere le prime 5 gare disputate sotto la propria guida.[52][53] La striscia di risultati utili consecutivi si ferma dopo 12 gare (8 vittorie e 4 pareggi), con la sconfitta casalinga nei quarti di finale di Coppa di Francia contro l'Olympique Lione del 21 marzo 2012, che decreta anche l'eliminazione della squadra parigina dalla competizione.[54][55] Nelle ultime partite di campionato, la squadra di Ancelotti dilapida il vantaggio accumulato nel girone d'andata: ne approfitta il Montpellier, che si aggiudica la Ligue 1 all'ultima giornata[56] con 3 punti di vantaggio sui parigini.[57]

Nella seconda stagione, l'ex-allenatore del Chelsea, porta il PSG ai quarti di finale di Coppa di Lega (eliminazione ai rigori contro il Saint-Étienne, poi vincitore della competizione) e della Champions League (dalla quale esce, pur senza perdere, per la regola dei gol fuori casa). Eliminato anche in Coppa di Francia (contro l'Evian Thonon Gaillard ai rigori), riesce a conquistare il campionato francese con 2 giornate di anticipo. È il terzo titolo per la squadra della capitale francese, conquistato 19 anni dopo il precedente ed il terzo titolo nazionale conquistato da Ancelotti con tre squadre differenti.[58]

Real Madrid[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 giugno 2013, il Real Madrid ufficializza l'ingaggio di Ancelotti,[59] che firma un'intesa triennale con il club spagnolo.[60]

Il 18 gennaio 2014, con la vittoria esterna in casa del Betis, Ancelotti raggiunge la cinquecentesima vittoria da professionista.[61] Il 16 aprile mette in bacheca il suo primo trofeo da madridista, battendo il Barcellona per 2-1 nella finale di Coppa del Re.[62] Tredici giorni più tardi, raggiunge la finale della Champions League battendo 4-0 in trasferta il Bayern Monaco di Pep Guardiola (dopo la vittoria 1-0 all'andata).[63] Questa è la quarta finale di Champions League per Ancelotti come allenatore, che eguaglia il record di Miguel Muñoz, Marcello Lippi e Alex Ferguson.[64][65]
Il 24 maggio, conquista la sua terza Champions (eguagliando il record di Bob Paisley[66]) e porta il Real Madrid alla storica Décima[67]. La vittoria arriva grazie ad una remuntada iniziata nei minuti di recupero: in svantaggio per 0-1 nei confronti dell'Atlético Madrid, le Merengues ottengono il pari al 93' con Sergio Ramos, per poi dilagare ai supplementari e vincere 4-1. Ancelotti, con questo successo, diventa il quinto allenatore, dopo Ernst Happel, Ottmar Hitzfeld, José Mourinho e Jupp Heynckes, a vincere il trofeo con due squadre diverse.[68] Come già nel 2002-2003, il triplete sfuma: in Campionato, la squadra non va oltre il terzo posto, fermandosi dietro il Barcellona e l'Atletico Madrid.

La stagione 2014-2015 si apre con una sconfitta nella Supercoppa di Spagna perdendo il doppio confronto contro i campioni di Spagna dell'Atletico Madrid. Si rifà in Supercoppa Europea battendo il Siviglia e conquistando il 20 dicembre il Mondiale per Club. Il finale di stagione comunque si rivela per certi versi fallimentare, il Madrid viene eliminato agli ottavi di finale della Coppa del Re dai rivali dell'Atletico Madrid, in Champions League arriva fino alle semifinali dove viene eliminato in semifinale dalla Juventus mentre in campionato chiude al 2º posto alle spalle del Barcellona. Il 25 maggio 2015 viene così esonerato.[69]

Il 2 giugno seguente con un comunicato fa sapere di aver rifiutato l'offerta per ritornare ad allenare il Milan per problemi di salute (si è operato alla cervicale in Canada)[70] e di volersi prendere un anno di pausa.[71]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1976-1977 Italia Parma C 1 0 CIS  ?  ? - - - - - - 1+ 0+
1977-1978 C 21 8 CIS  ?  ? - - - - - - 21+ 8+
1978-1979 C1 33 5 CIS  ?  ? - - - - - - 33+ 5+
Totale Parma 55 13  ?  ? - - - - 55+ 13+
1979-1980 Italia Roma A 27 3 CI 9 0 - - - - - - 36 3
1980-1981 A 29 2 CI 6 2 CdC 2 1 - - - 37 5
1981-1982 A 5 0 CI 0 0 CdC 3 1 - - - 8 1
1982-1983 A 23 2 CI 3 0 CU 6 0 - - - 32 2
1983-1984 A 9 0 CI 5 0 CC 4 0 - - - 18 0
1984-1985 A 22 3 CI 2 0 CdC 3 0 - - - 27 3
1985-1986 A 29 0 CI 4 0 - - - - - - 33 0
1986-1987 A 27 2 CI 7 1 CdC 2 0 - - - 36 3
Totale Roma 171 12 36 3 20 2 - - 227 17[72]
1987-1988 Italia Milan A 27 2 CI 7 0 CU 4 0 - - - 38 2
1988-1989 A 28 2 CI 2 0 CC 7 1 SI 1 0 38 3
1989-1990 A 24 3 CI 4 0 CC 6 0 SU+CInt 0+1 0 35 3
1990-1991 A 21 1 CI 4 0 CC 4 0 SU+CInt 2+0 0 31 1
1991-1992 A 12 2 CI 6 0 - - - - - - 18 2
Totale Milan[16][73] 112 10 23 0 21 1 4 0 160 11
Totale carriera 338 35 59+ 3+ 41 3 4 0 442+ 41+

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
06-01-1981 Montevideo Paesi Bassi Paesi Bassi 1 – 1 Italia Italia Mundialito 1
25-02-1981 Roma Italia Italia 0 – 3 Europa Europa Amichevole -
03-06-1981 Copenaghen Danimarca Danimarca 3 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
23-09-1981 Bologna Italia Italia 3 – 1 Bulgaria Bulgaria Qual. Mondiali 1982 -
12-02-1983 Limassol Cipro Cipro 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
05-10-1983 Bari Italia Italia 3 – 0 Grecia Grecia Amichevole - Uscita al 76’ 76’
15-10-1983 Napoli Italia Italia 0 – 3 Svezia Svezia Qual. Euro 1984 -
16-11-1983 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
05-02-1986 Avellino Italia Italia 1 – 2 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole -
26-03-1986 Udine Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Amichevole -
11-05-1986 Napoli Italia Italia 2 – 0 Cina Cina Amichevole -
08-10-1986 Bologna Italia Italia 2 – 0 Grecia Grecia Amichevole -
15-11-1986 Milano Italia Italia 3 – 2 Svizzera Svizzera Qual. Euro 1988 -
23-09-1987 Pisa Italia Italia 1 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
17-10-1987 Berna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
14-11-1987 Napoli Italia Italia 2 – 1 Svezia Svezia Qual. Euro 1988 -
04-06-1988 Brescia Italia Italia 0 – 1 Galles Galles Amichevole -
10-06-1988 Düsseldorf Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1 Italia Italia Euro 1988 - 1º turno -
14-06-1988 Francoforte Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Euro 1988 - 1º turno -
17-06-1988 Colonia Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Euro 1988 - 1º turno -
22-06-1988 Stoccarda URSS URSS 2 – 0 Italia Italia Euro 1988 - Semifinale -
21-02-1990 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
09-06-1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1990 - 1º turno -
30-06-1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Irlanda Irlanda Mondiali 1990 - Quarti -
07-07-1990 Bari Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Mondiali 1990 - Finale 3º posto - 3º posto
13-11-1991 Genova Italia Italia 1 – 1 Norvegia Norvegia Qual. Euro 1992 -
Totale Presenze (100º posto) 26 Reti 1

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 23 maggio 2015.

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie
1995-1996 Italia Reggiana B 41 17 14 10 41,46
1996-1997 Italia Parma A 37 19 9 9 51,35
1997-1998 A 50 23 18 9 46,00
Totale Parma 87 42 27 18 48,28
1998-1999 Italia Juventus A 7º (subentrato) 20 9 7 4 45,00
1999-2000[74] A 52 32 12 8 61,54
2000-2001[75] A 42 22 14 6 52,38
Totale Juventus[76] 114 63 33 18 55,26
2001-2002 Italia Milan A 4º (subentrato) 39 17 13 9 43,59
2002-2003 A 61 32 15 14 52,46
2003-2004 A 53 35 11 7 66,04
2004-2005 A 56 36 12 8 64,29
2005-2006 A 54 36 9 9 66,67
2006-2007 A 59 31 16 12 52,54
2007-2008 A 51 25 13 13 49,02
2008-2009 A 47 26 12 9 55,32
Totale Milan[16][77] 420 238 101 81 56,67
2009-2010 Inghilterra Chelsea PL 56 39 9 8 69,64
2010-2011 PL 53 28 11 14 52,83
Totale Chelsea[78] 109 67 20 22 61,47
2011-2012 Francia Paris Saint-Germain L1 2º (subentrato) 23 14 6 3 60,87
2012-2013 L1 54 35 13 6 64,81
Totale Paris Saint-Germain 77 49 19 9 63,64
2013-2014 Spagna Real Madrid PD 60 46 8 6 76,67
2014-2015 PD 59 43 6 10 72,88
Totale Real Madrid 119 89 14 16 74,79
Totale carriera 967 565 228 174 58,43

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia: 1

Milan: 2002-2003

Scudetto.svg Campionato italiano: 1

Milan: 2003-2004

Super coppa italiana.svg Supercoppa italiana: 1

Milan: 2004

CommunityShield.png Community Shield: 1

Chelsea: 2009

Premier league trophy icon.png Campionato inglese: 1

Chelsea: 2009-2010

FA Cup.png Coppa d'Inghilterra: 1

Chelsea: 2009-2010

Ligue1 trophy.svg Campionato francese: 1

Paris Saint-Germain: 2012-2013

RFEF - Copa del Rey.svg Coppa di Spagna: 1

Real Madrid: 2013-2014
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa Intertoto.svg Coppa Intertoto UEFA: 1

Juventus: 1999

Coppacampioni.png UEFA Champions League: 3 (Record a pari merito con Bob Paisley)

Milan: 2002-2003, 2006-2007
Real Madrid: 2013-2014

Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA: 3 (Primato a pari merito con Josep Guardiola)

Milan: 2003, 2007
Real Madrid: 2014

FIFA Club World Cup.svg Coppa del mondo per club: 2

Milan: 2007
Real Madrid: 2014

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Miglior allenatore: 2001, 2004
2002-2003, 2003-2004
2003
2003
2004
2007, 2014
Miglior allenatore della Ligue 1: 2013
2014
2014
Miglior allenatore dell'anno: 2014
Maggior attrazione mediatica: 2014

Attività extracalcistiche[modifica | modifica wikitesto]

Ancelotti appare nei film L'allenatore nel pallone e L'allenatore nel pallone 2 con Lino Banfi. Interpreta in entrambi sé stesso: nel primo film, è ancora un calciatore della Roma, mentre nel sequel allena il Milan. Appare nel ruolo di sé stesso anche nel film Mezzo destro mezzo sinistro - 2 calciatori senza pallone, con Gigi e Andrea. Ha recitato anche nel film Don Camillo con Terence Hill, giocando nei "Devils" di Peppone (Colin Blakely).

Ha inoltre realizzato una propria biografia intitolata Preferisco la Coppa, i cui proventi economici sono stati destinati interamente alla "Fondazione Borgonovo" per la lotta alla SLA.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ancelotti è stato sposato per 25 anni con Luisa Gibellini, da cui ha avuto due figli: Katia e Davide. Dopo la fine del suo matrimonio, ha avuto una relazione di qualche anno con Marina Cretu. Nel 2011, mentre era ancora al Chelsea, ha conosciuto Mariann Barrena McClay, una donna d'affari canadese di origini spagnole, con la quale si è sposato nel luglio 2014 a Vancouver.[79]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica Italiana.[80]
Ufficiale dell'Ordine della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Stella d'Italia
— 6 febbraio 2014[81]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Panini, 28 maggio 2012, p. 41.
  2. ^ Almanacco Illustrato del Calcio, Panini. 4 presenze e un gol nel 1979-1980 e 7 presenze nel 1987-1988.
  3. ^ Carlo Ancelotti, uefa.com. URL consultato il 3 febbraio 2011.
  4. ^ Fabrizio Bocca, Messi nell'olimpo dei grandi. E sul calcio l'effetto Guardiola..., la Repubblica, 27 maggio 2009. URL consultato il 3 febbraio 2011.
  5. ^ Ancelotti re di Spagna: ora diventa 'Carlo Magno', SportStadio, 27 ottobre 2014. URL consultato il 27 ottobre 2014.
  6. ^ Real Madrid, Marca celebra Ancelotti in prima pagina: "Carlo Magno", tuttomercatoweb.com, 27 ottobre 2014. URL consultato il 27 ottobre 2014.
  7. ^ Aldo Ferrari, Giuseppe "Peppino" Ancelotti, usreggiolo.it. URL consultato il 20 gennaio 2012.
  8. ^ Giorgio Dell'Arti, Catalogo dei viventi 2007 - Ancelotti Carlo, La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 20 gennaio 2012.
  9. ^ a b c La prima volta che Ancelotti non ha mai dimenticato, laroma24.it, 7 maggio 2011. URL consultato il 3 settembre 2012.
  10. ^ Ritorno in Serie B: lo spareggio di Vicenza con la Triestina, storiadelparmacalcio.com. URL consultato il 31 dicembre 2011.
  11. ^ Ma che ci fa Ancelotti con la maglia dell’Inter?, Il Giornale, 28 settembre 2008. URL consultato il 21 ottobre 2008.
  12. ^ Carlo Ancelotti: Il ragazzo di campagna, storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 1º novembre 2008.
  13. ^ a b Carlo Ancelotti, storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 2 agosto 2010.
  14. ^ Le annate: 1983-84, enciclopediagiallorossa.com. URL consultato il 31 maggio 2013.
  15. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Panini, 28 maggio 2012, p. 10.
  16. ^ a b c d Hall of Fame - Carlo Ancelotti, acmilan.com. URL consultato il 31 dicembre 2011.
  17. ^ 1986 Argentina - Capitolo V: Si ricomincia con la Bulgaria, storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 1º novembre 2008.
  18. ^ Stefano Boldrini, Per Ancelotti, la grande paura è già passata (PDF), l'Unità, 11 giugno 1990, p. 25. URL consultato il 30 maggio 2012.
  19. ^ Francesco Zucchini, «Distrutto? No, solo felice» (PDF), l'Unità, 22 giugno 1990, p. 27. URL consultato il 30 maggio 2012.
  20. ^ Stefano Boldrini, Il pianto e la rabbia di Ancelotti (PDF), l'Unità, 10 giugno 1990, p. 24. URL consultato il 30 maggio 2012.
  21. ^ Andrea Pirlo - Biografia, vivoazzurro.it. URL consultato il 3 settembre 2012.
  22. ^ Christian Giordano, Da Tardelli a Desailly, cambiare serve, la Repubblica, 13 agosto 2008. URL consultato il 3 settembre 2012.
  23. ^ Gaetano De Stefano, Lampo Sheva, poi è festa Milan, La Gazzetta dello Sport, 2 maggio 2004. URL consultato il 20 aprile 2013.
  24. ^ (EN) The World's best Club Coach 2007, IFFHS. URL consultato il 12 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2012).
  25. ^ Iffhs: "Ancelotti miglior tecnico 2007", La Stampa, 22 gennaio 2008. URL consultato il 15 settembre 2011.
  26. ^ Carlo Ancelotti eletto miglior allenatore del mondo, Quotidiano Nazionale, 22 gennaio 2008. URL consultato il 15 settembre 2011.
  27. ^ Chievo-Milan, Ancelotti espulso, Tuttosport, 11 aprile 2009. URL consultato il 23 aprile 2009.
  28. ^ Milan-Ancelotti, che enigma! E Seedorf..., calciomercatonews.com, 19 maggio 2009. URL consultato il 31 maggio 2009.
  29. ^ Con affetto, per sempre, acmilan.com, 2 giugno 2009. URL consultato il 15 settembre 2011.
  30. ^ Franco Ordine, Ancelotti si ferma a Firenze: "Il futuro? Nei prossimi giorni", Il Giornale, 31 maggio 2009. URL consultato il 1º giugno 2009.
  31. ^ Numeri da capogiro, acmilan.com, 12 marzo 2007. URL consultato il 15 settembre 2011.
  32. ^ A Nereo Rocco sono accreditate 323 panchine come allenatore e 136 come direttore tecnico, 100 delle quali in coppia con un altro allenatore: 58 con Cesare Maldini (stagione 1972-1973 e 1973-1974), 37 con Giovanni Trapattoni e 5 con Paolo Barison (stagione 1975-1976). Almanacco illustrato del Milan, 2ª ed., Panini, marzo 2005, pp. 375, 378, 380, 398, 726.
  33. ^ Alberto Costa, «Ora è vero Milan», Corriere della Sera, 27 gennaio 2009. URL consultato il 31 maggio 2009.
  34. ^ Enrico Currò, Ancelotti-Milan, il lungo addio. "Vado solo se me lo dice Berlusconi", la Repubblica, 16 maggio 2009. URL consultato il 31 maggio 2009.
  35. ^ (EN) Ancelotti is new Chelsea manager, chelseafc.com, 1º giugno 2009. URL consultato il 1º giugno 2009.
  36. ^ Eto'o: trionfo dell'Inter Chelsea ko, Mou ai quarti.
  37. ^ Tony Damascelli, Re Carlo Ancelotti: un italiano sul trono del calcio britannico, il Giornale, 10 maggio 2010. URL consultato il 10 maggio 2010.
  38. ^ Ancelotti, primo scudetto inglese. Chelsea vince 8-0 e incorona King Carlo, Il Messaggero, 9 maggio 2010. URL consultato il 10 maggio 2010.
  39. ^ Stefano Cantalupi, Ancelotti, storico "double". Al Chelsea anche la FA Cup, La Gazzetta dello Sport, 15 maggio 2010. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  40. ^ (EN) Chelsea staremente, chelseafc.com, 22 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  41. ^ Pier Luigi Giganti, Mancini 3°, Ancelotti cacciato. Giù Blackpool e Birmingham, La Gazzetta dello Sport, 22 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  42. ^ Il Chelsea dà il benservito ad Ancelotti, Corriere della Sera, 22 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  43. ^ Massimo Perrone, Huntelaar a quota 201 in Extra Time, 24 maggio 2011, p. 6.
  44. ^ Ancelotti in panchina con Sky per l'avventura Champions, Sky Sport, 25 luglio 2011. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  45. ^ (FR) Carlo Ancelotti au PSG, psg.fr, 30 dicembre 2011. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  46. ^ Francia: Psg saluta Kombouare, ANSA, 30 dicembre 2011. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  47. ^ Marco Pasotto, Psg, Ancelotti ha firmato. "Voglio fare un grande lavoro", La Gazzetta dello Sport, 30 dicembre 2011. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  48. ^ Ancelotti ha firmato con il Psg, Sport Mediaset, 30 dicembre 2011. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  49. ^ a b Ancelotti guadagna più di Mourinho, Sport Mediaset, 27 novembre 2012.
  50. ^ (FR) Locminé-PSG : 1-2 (0-0), psg.fr, 8 gennaio 2012. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  51. ^ Ancelotti inizia con una vittoria in zona Cesarini, uefa.com, 8 gennaio 2012. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  52. ^ (FR) Carlo Ancelotti déjà dans l'histoire du club, psg.fr, 4 febbraio 2012. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  53. ^ Alessandro Grandesso, Il Psg vola con Thiago Motta. Sala spaventa il Bayern: 1-1, La Gazzetta dello Sport, 4 febbraio 2012. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  54. ^ (FR) PSG-Lyon : 1-3 (1-2), psg.fr, 21 marzo 2012. URL consultato il 22 marzo 2012.
  55. ^ Alessandro Grandesso, Coppa di Francia, Psg fuori. Germania: Bayern ok ai rigori, La Gazzetta dello Sport, 21 marzo 2012. URL consultato il 22 marzo 2012.
  56. ^ Alessandro Grandesso, Francia, Montpellier campione. Ancelotti: "Guardo al futuro", La Gazzetta dello Sport, 20 maggio 2012. URL consultato il 21 maggio 2012.
  57. ^ Montpellier campione. Ma è finale vergogna, la Repubblica, 20 maggio 2012. URL consultato il 21 maggio 2012.
  58. ^ Alessandro Grandesso, Francia: Lione-Psg 0-1, Menez gol, Ancelotti campione, Ibra litiga con Leonardo, La Gazzetta dello Sport, 12 maggio 2013. URL consultato il 13 maggio 2013.
  59. ^ (ES) Alberto Navarro, Carlo Ancelotti, nuevo entrenador del Real Madrid, realmadrid.com, 25 giugno 2013. URL consultato il 1º luglio 2013.
  60. ^ (ES) Comunicado Oficial, realmadrid.com, 25 giugno 2013. URL consultato il 1º luglio 2013.
  61. ^ Manita Real, Ancelotti fa 500, msn.com, 18 gennaio 2014. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  62. ^ Adriano Seu, Coppa del Re, Barcellona-Real 1-2: gol di Di Maria, Bartra e Bale, La Gazzetta dello Sport, 16 aprile 2014. URL consultato il 17 aprile 2014.
  63. ^ Andy James, La valanga Real travolge il Bayern, uefa.com, 29 aprile 2014. URL consultato il 1º maggio 2014.
  64. ^ (EN) Antonio M. Leal, Fourth Champions League final for Ancelotti, realmadrid.com, 30 aprile 2014. URL consultato il 1º maggio 2014.
  65. ^ Ancelotti, quarto tecnico con quattro finali di Champions League, goal.com, 30 aprile 2014. URL consultato il 1º maggio 2014.
  66. ^ Mike Hammond, I numeri della finale di UEFA Champions League, uefa.com, 25 maggio 2014. URL consultato il 5 giugno 2014.
  67. ^ Paolo Menicucci, Real, la Décima diventa realtà, uefa.com, 24 maggio 2014. URL consultato il 5 giugno 2014.
  68. ^ I numeri della UEFA Champions League, uefa.com, 25 maggio 2014. URL consultato il 5 giugno 2014.
  69. ^ UFFICIALE: Carlo Ancelotti non è più l'allenatore del Real Madrid, tuttomercatoweb.com, 25 maggio 2015. URL consultato il 25 maggio 2015.
  70. ^ Milan, Ancelotti tiene sulle spine Galliani: la risposta slitta ancora
  71. ^ Milan, Ancelotti ha detto no: "È dura, ma devo riposare".
  72. ^ Carlo Ancelotti, almanaccogiallorosso.it. URL consultato il 30 novembre 2014.
  73. ^ Almanacco Illustrato del Milan, 2ª ed., Panini, marzo 2005, p. 652.
  74. ^ Stagione 1999/00, myjuve.it. URL consultato il 31 dicembre 2011.
  75. ^ Stagione 2000/01, myjuve.it. URL consultato il 31 dicembre 2011.
  76. ^ Carlo Ancelotti, juworld.net. URL consultato il 31 dicembre 2011.
  77. ^ Almanacco Illustrato del Milan, 2ª ed., Panini, marzo 2005, pp. 649, 724.
  78. ^ (EN) Managers - Carlo Ancelotti, soccerbase.com. URL consultato il 31 dicembre 2011.
  79. ^ Carlo Ancelotti si è sposato. L'allenatore del Real Madrid ha detto sì alla compagna Mariann Barrena McClay. Vanity Fair
  80. ^ Ancelotti Sig. Carlo - Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana, quirinale.it. URL consultato il 1º febbraio 2010.
  81. ^ Ancelotti Sig. Carlo - Ufficiale dell'Ordine della Stella d'Italia, quirinale.it. URL consultato il 21 giugno 2014.

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