Claudio Ranieri

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Claudio Ranieri
Claudio Ranieri Inter.jpg
Ranieri alla guida dell'Inter nel 2011
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180[1] cm
Peso 78[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Squadra Leicester City
Ritirato 1986 - giocatore
Carriera
Giovanili
1971-1972 Roma
Squadre di club1
1972-1974 Roma 6 (0)
1974-1982 Catanzaro 225 (8)
1982-1984 Catania 92 (1)
1984-1986 Palermo 40 (0)
Carriera da allenatore
1986-1987 Vigor Lamezia
1987-1988 Campania Puteolana
1988 Campania Puteolana
1988-1991 Cagliari
1991-1993 Napoli
1993-1997 Fiorentina
1997-1999 Valencia
1999-2000 Atlético Madrid
2000-2004 Chelsea
2004-2005 Valencia
2007 Parma
2007-2009 Juventus
2009-2011 Roma
2011-2012 Inter
2012-2014 Monaco
2014 Grecia Grecia
2015- Leicester City
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 26 marzo 2012

Claudio Ranieri (Roma, 20 ottobre 1951) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, tecnico del Leicester City.

Come calciatore esordisce nella Roma, ma lega il proprio nome soprattutto al Catanzaro di cui, tra il 1976 e il 1982, diventa il giocatore con più presenze in serie A.

Si fa notare come allenatore conquistando due promozioni (dalla serie C1 alla serie A) con il Cagliari tra il 1988 e il 1991; passa quindi al Napoli dove ottiene una qualificazione UEFA nel 1992. Tra il 1993 e il 1997 allena la Fiorentina, con cui ottiene una promozione in serie A, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Nel 1997 si trasferisce in Spagna, dove rimane fino al 2000, allenando il Valencia (con cui vince una Copa del Rey) e l'Atlético Madrid, prima di passare al Chelsea dove rimane per quattro stagioni.

Dopo essere tornato per un anno a Valencia, nel 2007 rientra in Italia, dove allena il Parma, la Juventus, la Roma e l'Inter, ottenendo due secondi posti con Juventus e Roma rispettivamente. Dal 2012 al 2014 allena il Monaco in Francia, dove vince la Ligue 2 e arriva secondo nella Ligue 1. Dopo un periodo come allenatore della Grecia conclusosi anticipatamente con un esonero, torna in Inghilterra al Leicester City e vince la Premier League nel 2016.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Ranieri con la maglia della Roma nel 1973, alla prima stagione come calciatore professionista

Da calciatore ha vestito le maglie di Roma, Catanzaro, Catania e Palermo. Comincia a giocare a calcio in giovanissima età, nell'oratorio di piazza San Saba a Roma. Inizia come attaccante e a sedici anni viene arruolato dal Dodicesimo Giallorosso. Pochi anni dopo lo nota Helenio Herrera e viene tesserato per la Roma. A 17 anni l'allenatore della Primavera giallorossa, Antonio Trebiciani, decide di cambiarlo di ruolo, trasformandolo in terzino.

Esordisce in Serie A il 4 novembre 1973 in Genoa-Roma (2-1) ed a lanciarlo è il tecnico Manlio Scopigno. Disputa 6 partite in campionato, per poi passare al Catanzaro dove, in pochi anni, si impone come un punto fermo della difesa dei giallorossi calabresi, diventando il giocatore del Catanzaro ad aver disputato più partite in Serie A con quella maglia: 128 tra il 1976 e il 1982.

Nel 1982 passa al Catania in serie B contribuendo alla promozione in serie A dei rossazzurri di Gianni Di Marzio. Gioca con gli etnei anche la successiva, sfortunata, stagione in serie A, schierato per lo più da libero per l'infortunio del titolare Giorgio Mastropasqua. Chiude la carriera nel Palermo.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

« La mia vita è tutta un derby. Il derby, sotto certi aspetti, è la partita più facile perché è talmente vissuto dalla città e dalle tifoserie che un allenatore deve semplicemente controllare le emozioni: calmare l'ambiente, se c'è troppa euforia; tirarlo su quando è depresso.[2] »
(Claudio Ranieri sul tema del derby)

Da allenatore Ranieri non ha mai perso un derby, né in Spagna (con Atlético Madrid e Valencia), né in Italia (con Inter, Juventus e Roma).[2][3]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Da allenatore ha iniziato nella categoria interregionale, guidando la Vigor Lamezia nel 1986 per poi guidare il Campania Puteolana in Serie C1. Inizia a mettersi in luce tra i professionisti alla guida del Cagliari, dove approda nel 1988, conquistando la Coppa Italia di Serie C e portando in due anni i sardi dalla Serie C alla Serie A e conquistando la salvezza nella massima serie nel 1990-1991 dopo che i risultati relegavano la squadra all'ultimo posto dopo 22 giornate.[4]

Una curiosa espressione di Ranieri nei primi anni 1990, durante i trascorsi sulla panchina del Napoli

Nel 1991-1992 passa al Napoli: qui ottiene il primo anno il quarto posto che garantisce ai partenopei il ritorno in Europa. L'anno successivo, a novembre, viene esonerato da Corrado Ferlaino: un poker di Marco van Basten al San Paolo costa al tecnico testaccino il secondo esonero in carriera; viene sostituito da Ottavio Bianchi.[5]

Fiorentina[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'esonero a Napoli, nella stagione 1993-1994 va a Firenze, per allenare una Fiorentina appena retrocessa. I viola ottengono il primo posto nel campionato cadetto che garantisce il ritorno in Serie A. La stagione del ritorno in A si chiude al decimo posto. Nel 1995-1996, oltre al quarto posto raggiunto in campionato, i viola vincono la Coppa Italia, eliminando in semifinale l'Inter e battendo sia all'andata che al ritorno in finale l'Atalanta.

La stagione successiva si apre con la conquista della Supercoppa italiana ai danni del Milan, e in Serie A arriva un nono posto. Giunge in semifinale di Coppa delle Coppe, eliminato dal Barcellona di Ronaldo dopo aver pareggiato 1-1 in Spagna e aver perso 2-0 a Firenze. Con questo risultato si chiude la sua avventura a Firenze dopo quattro stagioni e viene sostituito l'anno successivo da Alberto Malesani.

Valencia, Atlético Madrid e Chelsea[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 settembre 1997[6] decide di accettare la proposta della società spagnola del Valencia, che aveva appena esonerato Jorge Valdano dopo tre sconfitte nelle prime tre partite della Liga e l'ultimo posto in classifica.[7] Conclude la prima stagione garantendo al Valencia il nono posto in classifica, che varrà alla sua squadra la partecipazione alla Coppa Intertoto 1998; che il Valencia vincerà in finale battendo in doppia sfida l'Austria Salisburgo e garantendosi così la partecipazione alla Coppa UEFA.

Nella stagione 1998-1999 il Valencia si classifica quarto qualificandosi per la Champions League della stagione successiva.[8] In Coppa UEFA il cammino si interrompe ai sedicesimi dove il Valencia viene eliminato dal Liverpool. Sempre in questa stagione riesce a vincere il suo primo trofeo estero conquistando la Coppa del Re (la coppa nazionale spagnola) battendo in finale l'Atlético Madrid per 3-0.

Nel 1999-2000 passa proprio all'Atletico, dal quale si separa otto mesi dopo l'inizio dell'avventura, in seguito alla sconfitta nei quarti di finale di Coppa UEFA con i francesi del Lens per 2-1, alla quale va aggiunta la posizione di classifica dell'Atlético Madrid che nella Liga spagnola si trovava al quint'ultimo posto in classifica. In conseguenza di ciò l'amministratore fallimentare dei Colchoneros, subentrato al Presidente Jesús Gil in dicembre per i presunti illeciti fiscali di quest'ultimo, il 3 marzo 2000 accetta le dimissioni.[9]

Il 16 settembre 2000 va in Inghilterra per guidare il Chelsea[10] e qui quattro anni dopo raggiunge la semifinale di Champions League 2003-2004 ed il secondo posto in Premier League lo stesso anno. Ha diretto i blues per 199 partite ufficiali, riuscendo ad ottenere 107 vittorie. Viene sollevato dall'incarico dalla nuova società guidata da Roman Abramovič e sostituito da José Mourinho, dopo aver ottenuto l'accesso alla semifinale di Champions League, sconfitto poi dal Monaco. Durante l'esperienza nel club londinese, la stampa inglese gli attribuisce il nomignolo Tinkerman (o Tinkerer).[11]

L'8 giugno 2004 firma un contratto triennale per allenare il Valencia fresco vincitore della Coppa UEFA in sostituzione di Rafael Benítez, e, dopo la vittoria della Supercoppa Europea, viene esonerato il 25 febbraio 2005, in seguito all'eliminazione dalla Coppa UEFA da parte della Steaua Bucarest.[12]

Parma[modifica | modifica wikitesto]

Ranieri al Parma nel 2007

Dopo un biennio d'inattività e a dieci anni dall'ultima esperienza in Italia, il 12 febbraio 2007 accetta la proposta di Tommaso Ghirardi e prende il posto di Stefano Pioli sulla panchina del Parma. Esordisce in Coppa Uefa perdendo 1-0 contro lo Braga, risultato seguito da altre due sconfitte per 1-0 contro la Sampdoria e nel ritorno di Coppa UEFA; in seguito ottiene quattro pareggi consecutivi, di cui tre in trasferta (con Ascoli, Udinese e Atalanta), dopo i quali arriva la prima vittoria, in casa contro il Siena (1-0).

Dopo la sconfitta contro l'Inter, la squadra ottiene quattro vittorie ed un pareggio in cinque partite. Questo filotto di risultati è interrotto dalla sconfitta a contro il Chievo, ma, a seguito dei 4 punti ottenuti nelle ultime due partite (0-0 a Roma contro la Lazio e 3-1 casalingo contro l'Empoli), riesce a raggiungere la salvezza.[13] Il 31 maggio 2007 lascia la società crociata, dopo l'amichevole pareggiata 1-1 contro il Carpenedolo.

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 giugno 2007 viene ufficializzato il suo ingaggio da parte della Juventus, che lo chiama a sostituire Didier Deschamps a seguito della promozione in Serie A, sulla base di un contratto triennale. Riporta la squadra in Champions League con quattro turni d'anticipo facendola piazzare terza in classifica. Il 26 agosto 2008 la Juventus supera gli slovacchi dell'Artmedia nei preliminari di Champions League.

Ai risultati della prima parte di stagione, tra cui le due vittorie contro il Real Madrid nel girone europeo e quelle casalinghe contro Roma e Milan, si contrappone soprattutto la striscia di sette risultati negativi (sei pareggi ed una sconfitta in campionato, intervallati inoltre dalla sconfitta nel ritorno di semifinale di Coppa Italia contro la Lazio), e questo porta la società bianconera, il 18 maggio 2009, ad esonerare il tecnico, quando mancano due giornate al termine del campionato e la squadra è terza in classifica. La guida tecnica della squadra viene affidata a Ciro Ferrara, che raggiunge il secondo posto vincendo entrambe le partite.

Roma[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 settembre 2009 diventa l'allenatore della Roma,[14] subentrando a Luciano Spalletti, dimessosi dopo le sconfitte con Genoa e Juventus nelle prime due giornate di campionato. Il tecnico, dopo una lunga carriera, ritorna così nella sua città natale, nella stessa società in cui era cresciuto e dove aveva mosso i primi passi da giocatore. Il 6 dicembre 2009 vince per 1-0 il suo primo derby di Roma da allenatore.[15]

L'11 aprile 2010 porta la Roma a superare la capolista Inter di un punto, battendo l'Atalanta per 2-1. Il 18 aprile 2010 vince il secondo derby, battendo la Lazio per 2-1, correggendo in corsa l'impostazione tattica ed escludendo dalla gara due giocatori-simbolo come Francesco Totti e Daniele De Rossi. La mossa gli vale l'apprezzamento di gran parte della stampa sportiva[16] e dei suoi colleghi allenatori. Il 21 aprile 2010, nonostante la sconfitta per 1-0 ad Udine nella semifinale di ritorno, ma grazie alla vittoria 2-0 nella partita di andata, conduce la Roma alla sedicesima finale di Coppa Italia, disputata contro l'Inter e persa per 1-0.[17]

Il 16 maggio 2010 chiude il campionato 2009-2010 al secondo posto con 80 punti (con la più alta media punti del campionato, avendo preso la squadra dopo le prime due partite di campionato) due in meno dell'Inter, dopo che per 37 minuti la squadra era stata campione virtuale.[18] La stagione 2010-2011 non continua nello stesso modo e il 20 febbraio 2011, dopo la sconfitta per 4-3 con il Genoa con la Roma che chiuse il primo tempo in vantaggio per 0-3, rassegna le dimissioni da allenatore della Roma[19] e viene sostituito, il giorno seguente, da Vincenzo Montella.[20][21]

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 settembre 2011 sostituisce alla guida dell'Inter l'esonerato Gian Piero Gasperini.[22] All'esordio, ottiene la vittoria esterna per 3-1 sul campo del Bologna e il primo successo stagionale per l'Inter. Il 22 novembre supera il girone di Champions League da primo in classifica con 10 punti con un turno di anticipo, pareggiando 1-1 contro il Trabzonspor. Il 3 dicembre perde la sua prima partita in questo mese dopo quindici anni (l'ultima persa risaliva al dicembre 1996) in casa contro l'Udinese per 0-1.[23]

Il 15 gennaio 2012 vince il suo primo derby della Madonnina, con il punteggio di 1-0. L'ultima squadra che era riuscita a battere il Milan in casa era stata proprio la Roma di Ranieri, il 18 dicembre 2010.[24] Riesce poi anche ad eguagliare il suo stesso record di 7 vittorie consecutive in campionato il 22 gennaio, con il 2-1 contro la Lazio.[25][26] Successivamente arriva una striscia di nove partite senza vittorie fra campionato, Coppa Italia e Champions League, conclusa con il pareggio in casa per 2-2 contro il Catania alla 26ª giornata.

La squadra torna a vincere nell'incontro successivo, battendo per 0-2 il Chievo; quattro giorni dopo subisce l'eliminazione dalla Champions League per mano dei francesi del Marsiglia. Il 26 marzo, a seguito anche della sconfitta per 2-0 contro la Juventus e dell'ottavo posto in classifica, dopo poco più di sei mesi dall'inizio dell'avventura sulla panchina nerazzurra, l'Inter decide di risolvere il contratto con l'allenatore che viene così sostituito dal tecnico della squadra Primavera, Andrea Stramaccioni.[27]

Monaco[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 maggio 2012 firma un contratto di due anni, con opzione per il terzo, con i francesi del Monaco,[28] squadra militante in Ligue 2 (seconda divisione francese). L'11 maggio 2013 riporta il club monegasco in Ligue 1 con due giornate d'anticipo, al termine di una stagione dominata.[29] Nell'annata successiva la squadra ottiene un buon secondo posto in campionato, alle spalle del Paris Saint-Germain; tuttavia a fine stagione Ranieri viene esonerato e sostituito dal portoghese Leonardo Jardim.[30]

Nazionale greca[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 luglio 2014 firma un contratto biennale con la Nazionale greca, con l'obiettivo di portare gli ellenici agli Europei del 2016.[31] Il 15 novembre seguente, a causa della sconfitta casalinga per 0-1 rimediata contro le Fær Øer, viene sollevato dall'incarico. Nelle precedenti tre partite aveva raccolto un solo punto, pareggiando per 1-1 contro la Finlandia e perdendo contro la Romania (0-1) e l'Irlanda del Nord (0-2).[32]

Leicester City[modifica | modifica wikitesto]

Ranieri (a sinistra) sulla panchina del Leicester City nel 2016, accanto al tecnico del Chelsea Guus Hiddink

Il 13 luglio 2015 viene annunciato come nuovo tecnico del Leicester City, con l'incarico di raggiungere una salvezza tranquilla per la stagione 2015-2016 di Premier League.[33] La sua accoglienza è alquanto scettica, anche a causa della sua recente e fallimentare esperienza con la Grecia,[34] con il suo nome considerato uno dei più papabili per l'esonero[35] e la vittoria della Premier data dai bookmakers come 5000:1 (addirittura meno probabile della scoperta del mostro di Loch Ness, dello sbarco degli alieni, Elvis ancora vivo, Kim Kardashian eletta presidente degli Stati Uniti o Bono degli U2 nominato papa).[36][37]

L'8 agosto, all'esordio sulla panchina dei Foxes, ottiene subito la sua prima vittoria grazie al 4-2 casalingo inflitto al Sunderland.[38] Dopo una serie di ottimi risultati, che alle prime giornate lo portano a sorpresa nella parte alta della classifica, alla tredicesima giornata si trova al primo posto in solitaria.[39] Persa e recuperata la vetta in due giornate,[40] la mantiene fino alla fine (escludendo una giornata, la ventesima, di supremazia dell'Arsenal[41] e due a pari punti). Il 10 aprile 2016 ottiene la matematica qualificazione alla Champions League dell'anno seguente, la prima della storia del club.[42] Il 2 maggio, in virtù del pareggio per 2-2 fra Chelsea e Tottenham, diventata nel frattempo la concorrente per il titolo, il Leicester diviene per la prima volta campione d'Inghilterra dopo 132 anni di storia, e Ranieri vince il suo primo campionato in carriera.[43][44] È il terzo allenatore italiano a vincere la Premier League, dopo Ancelotti e Mancini.[45] Riceve le lodi unanimi della stampa internazionale e inglese che muta il soprannome di Tinkerman[11] (con cui era stato chiamato ai tempi del Chelsea) in Thinkerman, "il pensatore", per aver raramente sbagliato decisioni tecniche.[46] Viene chiamato anche King Claudio.[47] Inoltre, viene apprezzato dalla stampa inglese ed internazionale a causa del suo brio e della sua allegria sia durante le interviste che con la squadra.[48]

La stagione di alto profilo gli vale il Premio Bearzot[49] L'inaspettato trionfo in Premier è stato definito una vera e propria "favola",[50] o addirittura "la più grande impresa sportiva di sempre".[51] Proprio per l'eccezionalità dell'evento, il Coni gli ha assegnato la Palma al merito tecnico d'oro, la massima onorificenza prevista per i tecnici sportivi, usualmente riservata ai tecnici di squadre vincitrici di Olimpiadi e Mondiali. Prima di Ranieri, dalla sua istituzione in poi, la Palma d'Oro era stata assegnata soltanto a un altro tecnico del calcio: nel 2006 a Marcello Lippi in occasione della vittoria azzurra ai mondiali tedeschi.[52] Il 20 maggio viene insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell'onorificenza di Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, quinto sportivo dopo Sara Simeoni, Gino Bartali, Silvio Piola e Reinhold Messner.[53]

Inizia la nuova stagione con una sconfitta per 2-1 in Community Shield, per mano del Manchester Utd.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 2 novembre 2016. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale Vittorie % Piazzamento
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
1988-1989 Italia Cagliari C1 34 16 13 5 CIC 14 9 5 0 48 25 18 5 52,08
1989-1990 B 38 17 13 8 CI 1 0 0 1 39 17 13 9 43,59
1990-1991 A 34 6 17 11 CI 2 0 0 2 36 6 17 13 16,67 14º
Totale Cagliari 106 39 43 24 17 9 5 3 123 48 48 27 39,02
1991-1992 Italia Napoli A 34 15 12 7 CI 4 2 1 1 38 17 13 8 44,74
1992-1993 A 9 2 2 5 CI 4 4 0 0 CU 4 2 1 1 17 8 3 6 47,06 Esonerato
Totale SSC Napoli 43 17 14 12 8 6 1 1 4 2 1 1 55 25 16 14 45,45
1993-1994 Italia Fiorentina B 38 17 16 5 CI 5 2 2 1 43 19 18 6 44,19
1994-1995 A 34 12 11 11 CI 6 2 2 2 40 14 13 13 35,00 10º
1995-1996 A 34 17 8 9 CI 8 8 0 0 42 25 8 9 59,52
1996-1997 A 34 10 15 9 CI 2 1 0 1 CdC 8 3 3 2 SI 1 1 0 0 45 15 18 12 33,33
Totale Fiorentina 140 56 50 34 21 13 4 4 8 3 3 2 1 1 0 0 170 73 57 40 42,94
1997-1998 Spagna Valencia PD 35 16 7 12 CR 6 3 1 2 41 19 8 14 46,34 Subentrato, 9º
1998-1999 PD 38 19 8 11 CR 7 6 0 1 I+CU 6+4 5+2 0+2 1+0 55 32 10 13 58,18
1999-2000 Spagna Atlético Madrid PD 26 8 6 12 CR 6 3 3 0 CU 7 5 1 1 39 16 10 13 41,03 Dimissioni
2000-2001 Inghilterra Chelsea PL 32 16 7 9 FAC+FLC 3+1 2+0 0+1 1+0 CU 1 0 0 1 37 18 8 11 48,65 Subentrato, 5º
2001-2002 PL 38 17 13 8 FAC+FLC 8+5 5+4 2+0 1+1 CU 4 2 1 1 55 28 16 11 50,91
2002-2003 PL 38 19 10 9 FAC+FLC 5+3 3+2 1+0 1+1 CU 2 1 0 1 48 25 11 12 52,08
2003-2004 PL 38 24 7 7 FAC+FLC 4+3 2+2 1+0 1+1 UCL 14 8 4 2 59 36 12 11 61,02
Totale Chelsea 146 76 37 33 32 20 5 7 21 11 5 5 199 107 47 45 53,76
2004-2005 Spagna Valencia PD 24 10 8 6 CR 1 0 0 1 UCL+CU 6+2 2+1 1+0 3+1 SS +SU 2+1 1+1 0+0 1+0 36 15 9 12 41,67 Esonerato
Totale Valencia 97 45 23 29 14 9 1 4 18 10 3 5 3 2 0 1 132 66 27 39 50,00
2006-2007 Italia Parma A 16 7 6 3 CI 0 0 0 0 CU 2 0 0 2 18 7 6 5 38,88 Subentrato, 12º
2007-2008 Italia Juventus A 38 20 12 6 CI 5 2 1 2 43 22 13 8 51,16
2008-2009 A 36 19 11 6 CI 4 1 1 2 UCL 10 4 5 1 50 24 17 9 48,00 Esonerato
Totale Juventus 74 39 23 12 9 3 2 4 10 4 5 1 93 46 30 17 49,46
2009-2010 Italia Roma A 36 24 8 4 CI 5 3 0 2 UEL 8 4 1 3 49 31 9 9 63,26 Subentrato, 2º
2010-2011 A 25 11 6 8 CI 2 2 0 0 UCL 7 3 1 3 SI 1 0 0 1 35 16 7 12 45,71 Dimissioni
Totale Roma 61 35 14 12 7 5 0 2 15 7 2 6 1 0 0 1 84 47 16 21 55,95
2011-2012 Italia Inter A 26 12 4 10 CI 2 1 0 1 UCL 7 4 1 2 35 17 5 13 48,57 Subentrato, Esonerato
2012-2013 Francia Monaco L2 38 21 13 4 CF+CdL 0+4 0+1 0+2 0+1 42 22 15 5 52,38
2013-2014 L1 38 23 11 4 CF+CdL 5+1 4+0 0+0 1+1 44 27 11 6 61,35
Totale AS Monaco 76 44 24 8 10 5 2 3 86 49 26 11 56,97
2014 Grecia Grecia QE 4 0 1 3 4 0 1 3 00,00 Esonerato
2015-2016 Inghilterra Leicester City PL 38 23 12 3 FAC+FLC 2+3 0+2 1+1 1+0 43 25 14 4 59,52
2016-2017 PL 10 3 3 4 FAC+FLC 0+1 0+0 0+0 0+1 UCL 4 3 1 0 CS 1 0 0 1 16 6 4 6 37,50 in corso
Totale Leicester City 48 26 15 7 6 2 2 2 4 3 1 0 1 0 0 1 59 31 18 10 52,54
Totale carriera 857 403 258 196 132 76 25 31 96 49 22 25 6 3 0 3 1097 532 307 258 48,50

Commentatore televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 agosto 2011, in occasione della partita amichevole tra Italia e Spagna, ha esordito come commentatore e opinionista televisivo su Rai Sport.[54]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Cagliari: 1988-1989 (girone B)
Cagliari: 1988-1989
Fiorentina: 1993-1994
Fiorentina: 1995-1996
Fiorentina: 1996
Valencia: 1998-1999
Monaco: 2012-2013
Leicester City: 2015-2016
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Valencia: 1998
Valencia: 2004

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

settembre 2003, marzo 2004, novembre 2015, marzo 2016, aprile 2016
2016
2016
2016

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 20 maggio 2016[58]
Palma d'oro al merito tecnico - nastrino per uniforme ordinaria Palma d'oro al merito tecnico
— 9 maggio 2016[52]

Cittadino Onorario della città di Catanzaro

- 30 giugno 2016

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 2 (1985-1986), Panini, 14 maggio 2012, p. 83.
  2. ^ a b Ranieri: «La mia vita è tutta un derby», corriere.it, 11 gennaio 2012. URL consultato il 17 maggio 2014.
  3. ^ Ranieri è imbattuto negli ultimi derby di Serie A, tuttomercatoweb.com, 11 gennaio 2012. URL consultato il 17 maggio 2014.
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