Claudio Ranieri

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Claudio Ranieri
Nazionalità Bandiera dell'Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 78 kg
Calcio
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Squadra Cagliari
Termine carriera 1986 - giocatore
Carriera
Giovanili
1971-1973Roma
Squadre di club1
1973-1974Roma6 (0)
1974-1982Catanzaro225 (6)[1]
1982-1984Catania62 (1)[2]
1984-1986Palermo40 (0)
Carriera da allenatore
1986-1987Vigor Lamezia
1987-1988Campania Puteolana
1988-1991Cagliari
1991-1992Napoli
1993-1997Fiorentina
1997-1999Valencia
1999-2000Atlético Madrid
2000-2004Chelsea
2004-2005Valencia
2007Parma
2007-2009Juventus
2009-2011Roma
2011-2012Inter
2012-2014Monaco
2014Bandiera della Grecia Grecia
2015-2017Leicester City
2017-2018Nantes
2018-2019Fulham
2019Roma
2019-2021Sampdoria
2021-2022Watford
2023-Cagliari
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 23 dicembre 2022

Claudio Ranieri (Roma, 20 ottobre 1951) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, tecnico del Cagliari.

Come calciatore esordisce nella Roma, ma lega il proprio nome soprattutto al Catanzaro, di cui, tra il 1974 e il 1982, diventa il giocatore con più presenze in Serie A.

Si fa notare come allenatore ottenendo due promozioni (dalla Serie C1 alla Serie A) con il Cagliari tra il 1988 e il 1991 e vincendo la Coppa Italia di Serie C; passa quindi al Napoli, dove ottiene una qualificazione alla Coppa UEFA nel 1992. Tra il 1993 e il 1997 allena la Fiorentina, con cui si aggiudica una promozione in Serie A, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Nel 1997 si trasferisce in Spagna, dove rimane fino al 2000, allenando il Valencia (con cui vince una Coppa del Re) e l'Atlético Madrid, prima di passare al Chelsea, dove rimane per quattro stagioni ottenendo un secondo posto in campionato, una finale di FA Cup e una semifinale di UEFA Champions League. Tra il 2004 e il 2005 ha un'altra breve esperienza sulla panchina del Valencia.

Nel 2007 rientra in Italia, dove allena il Parma, la Juventus, la Roma e l'Inter, ottenendo un secondo posto con la Roma ed una salvezza in Serie A con il Parma. Dal 2012 al 2014 allena il Monaco, in Francia, dove vince la Ligue 2 e si piazza poi secondo nella Ligue 1. Dopo un periodo come allenatore della nazionale greca, torna in Inghilterra, al Leicester City, neopromossa nella massima serie, con cui vince la Premier League nel 2016. Questo straordinario successo gli vale il premio come allenatore dell'anno da parte della FIFA, la Palma d’oro al merito tecnico, l’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italia, oltre all'inserimento nella Hall of fame del calcio italiano.[3] Dopo il successo con le Foxes gli vengono affibiati diversi soprannomi, in particolare Sir Claudio, con cui viene chiamato ancora oggi. In seguito all'esperienza con il Leicester ha allenato Nantes e Fulham, per poi fare ritorno in patria alla guida di Roma e Sampdoria. Nel 2021 è tornato in Inghilterra, dove ha allenato il Watford. Nel dicembre 2022 torna in Italia, al Cagliari, riportandolo in Serie A dopo la vittoria dei play-off.

Ranieri detiene il record di essere l'unico allenatore ad avere disputato i 4 principali derby italiani, grazie alle sue militanze con Roma, Juventus, Inter e Sampdoria.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

È un tecnico che predilige il modulo 4-4-2 ed imprime alle sue squadre un gioco basato su solidità difensiva, pressione ed efficaci manovre di contropiede.[4]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Ranieri con la maglia della Roma nel 1973, all'esordio come calciatore professionista

Di fede romanista, da calciatore ha vestito le maglie di Roma, Catanzaro, Catania e Palermo. Cominciò a giocare giovanissimo nell'oratorio di piazza San Saba a Roma. Come attaccante a sedici anni fu arruolato nel Dodicesimo Giallorosso. Pochi anni dopo lo notò Helenio Herrera e fu tesserato per la Roma. A 17 anni l'allenatore della Primavera, Antonio Trebiciani, decise di cambiargli ruolo, trasformandolo in terzino.

Esordì in Serie A il 4 novembre 1973 in Genoa-Roma (2-1); a lanciarlo fu Manlio Scopigno. Disputò 6 partite e poi passò al Catanzaro dove si impose come punto fermo della difesa, diventando il giocatore del Catanzaro ad aver disputato più partite in Serie A: 128 tra il 1976 e il 1982.

Nel 1982 passò al Catania in Serie B contribuendo alla promozione in Serie A dei rossazzurri di Gianni Di Marzio. Giocò con gli etnei anche la successiva sfortunata stagione in Serie A, schierato per lo più da libero per l'infortunio del titolare Giorgio Mastropasqua. Chiuse la carriera nel Palermo.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

«La mia vita è tutta un derby. Il derby, sotto certi aspetti, è la partita più facile perché è talmente vissuto dalla città e dalle tifoserie che un allenatore deve semplicemente controllare le emozioni: calmare l'ambiente, se c'è troppa euforia; tirarlo su quando è depresso.[5]»

Da allenatore, Ranieri è rimasto a lungo imbattuto nei derby italiani: la sua prima sconfitta in tal senso è avvenuta il 22 luglio 2020, quando alla guida della Sampdoria è stato battuto per 2-1 dal Genoa.[6] In precedenza, era riuscito a vincere ognuna delle quattro principali stracittadine italiane (alla guida di Inter, Juventus, Roma e Sampdoria) senza essere mai sconfitto, collezionando 9 vittorie e un pareggio.[7]

Gli inizi, Cagliari e Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Ranieri alla guida del Cagliari nella stagione 1989-1990

Da allenatore iniziò nella categoria interregionale, guidando la Vigor Lamezia nel 1986 per poi allenare il Campania Puteolana in Serie C1. Iniziò a mettersi in luce alla guida del Cagliari, dove approdò nel 1988, conquistando la Coppa Italia di Serie C e portando in due anni i sardi dalla Serie C alla Serie A.[8] La stagione d'esordio nel massimo campionato si concluse con la salvezza degli isolani[9], riusciti ad agguantare la permanenza con un turno di anticipo.[10]

questa foto è di Fabio Capello
Ranieri nei primi anni 1990 sulla panchina del Napoli

Nel 1991 viene ingaggiato dal Napoli[11], ottenendo la qualificazione in Coppa UEFA grazie al quarto posto in campionato.[12] Verrà poi esonerato nel novembre 1992, in seguito all'eliminazione dalla coppa (per mano del Paris Saint-Germain[13]) e al 5-1 subìto dal Milan in campionato.[14][15]

Fiorentina[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 1993, diviene l'allenatore dell'appena retrocessa Fiorentina.[16] Centrata l'immediata risalita in A[17], ottiene un decimo posto nel 1994-95.[18]

Durante la stagione 1995-96, oltre a conseguire il quarto posto in Serie A, guida i toscani alla vittoria della Coppa Italia: i gigliati si impongono in tutte le 8 gare disputate, sconfiggendo l'Atalanta in finale.[19] Il trionfo vale l'ingresso in Coppa delle Coppe[20], nonché la partecipazione alla Supercoppa italiana: quest'ultimo trofeo viene vinto contro i campioni d'Italia del Milan, messi al tappeto da una doppietta di Batistuta.[21] In Europa i viola raggiungono le semifinali, arrendendosi al Barcellona[22]; in campionato si classificano invece in nona posizione.[23]

Valencia e Atlético Madrid[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 settembre 1997[24] decide di accettare la proposta della società spagnola del Valencia, che aveva appena esonerato Jorge Valdano dopo tre sconfitte nelle prime tre partite della Liga e l'ultimo posto in classifica.[25] Conclude la prima stagione garantendo al Valencia il nono posto in classifica, che varrà alla sua squadra la partecipazione alla Coppa Intertoto 1998, che il Valencia vincerà in finale battendo in doppia sfida l'Austria Salisburgo e garantendosi così la partecipazione alla Coppa UEFA.

Nella stagione 1998-1999 il Valencia si classifica quarto qualificandosi per la Champions League della stagione successiva.[26] In Coppa UEFA il cammino si interrompe ai sedicesimi dove il Valencia viene eliminato dal Liverpool. Sempre in questa stagione riesce a vincere il suo primo trofeo estero conquistando la Coppa del Re (la coppa nazionale spagnola) battendo in finale l'Atlético Madrid per 3-0.

Nel 1999-2000 allena l'Atlético Madrid, dal quale si separa otto mesi dopo l'inizio dell'avventura, in seguito alla sconfitta nei quarti di finale di Coppa UEFA contro i francesi del Lens per 2-1, alla quale va aggiunta la precaria posizione di classifica della squadra madrilena, che nella Liga spagnola si trova al quint'ultimo posto in classifica. In conseguenza di ciò, il 3 marzo 2000 l'amministratore fallimentare dei colchoneros, subentrato al presidente Jesús Gil in dicembre per i presunti illeciti fiscali di quest'ultimo, accetta le dimissioni del tecnico italiano.[27]

Chelsea e ritorno a Valencia[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 settembre 2000 si trasferisce in Inghilterra per guidare il Chelsea.[28] Nel 2001-2002 guida i suoi fino alla finale di Coppa d'Inghilterra, mentre nel 2002-2003, dopo due sesti posti, chiude al quarto posto, qualificando la squadra alla UEFA Champions League. Dopo aver diretto i Blues per 199 partite ufficiali, riuscendo ad ottenere 107 vittorie, il 31 maggio 2004 viene sollevato dall'incarico dalla nuova proprietà guidata da Roman Abramovič e sostituito da José Mourinho, pur avendo raggiunto la semifinale della UEFA Champions League 2003-2004 (eliminato dal Monaco) e il secondo posto nella Premier League della stessa stagione.[29] Durante l'esperienza nel club londinese, la stampa inglese lo denigra con il nomignolo Tinkerman (o Tinkerer), traducibile secondo alcune fonti come "lo stagnino"[30], ovvero colui che ripara qualsiasi cosa con pochi mezzi, o, secondo altre, come "l'indeciso", per via dei suoi tentennamenti nello stabilire la formazione.[31]

L'8 giugno 2004 firma con il Valencia, fresco vincitore della Coppa UEFA, in sostituzione di Rafael Benítez; dopo la vittoria della Supercoppa europea, viene esonerato il 25 febbraio 2005, in seguito all'eliminazione dalla Coppa UEFA da parte della Steaua Bucarest.[32]

Parma[modifica | modifica wikitesto]

Ranieri al Parma nel 2007

Nel febbraio 2007 viene chiamato alla guida del Parma per sostituire l'esonerato Stefano Pioli[33], facendo così ritorno in Italia dopo 10 anni.[34][35] Pur non riuscendo ad evitare l'eliminazione in Coppa UEFA (contro i portoghesi dello Sporting Braga nei sedicesimi di finale[36][37]), in campionato totalizza 27 punti in 16 partite risollevando i ducali dall'ultimo posto in classifica fino alla salvezza conseguita all'ultima giornata.[38] È decisiva la vittoria per 3-1 contro l'Empoli[39], con la quale gli emiliani chiudono il torneo al dodicesimo posto (42 punti in classifica).[40]

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Lasciato il Parma subito dopo aver compiuto l'impresa sportiva[41], a giugno si accorda con la Juventus.[42] In bianconero prende il posto del francese Didier Deschamps. Nel campionato 2007-08 i piemontesi conquistano il terzo posto alle spalle di Inter e Roma, battendole entrambe nel girone di ritorno[43] e rientrando immediatamente in Champions League.[44]

In autunno, porta i sabaudi a vincere il girone europeo davanti al Real Madrid che viene sconfitto per 2-1 in casa e 2-0 in trasferta.[45] Negli ottavi è però eliminato da una sua ex squadra[46], il Chelsea.[47]

Ranieri (di spalle) alla Juventus nel 2009, mentre dà istruzioni al suo attaccante David Trezeguet

In campionato, dopo un inizio difficoltoso che vede la squadra al dodicesimo posto, la Juventus ottiene dieci vittorie nelle successive 12 partite che la fa salire al secondo posto a soli 3 punti dall'Inter. In primavera, dopo la vittoria all'Olimpico contro la Roma per 4-1, una crisi di risultati culminati con soli 6 punti ottenuti nelle successive sette partite spinge la società a rivedere la sua posizione[48]: a due giornate dal termine, con la Vecchia Signora al terzo posto ma con un solo punto di vantaggio sulla Fiorentina quarta, la dirigenza bianconera decide di esonerarlo a favore di Ciro Ferrara, che otterrà due vittorie consecutive chiudendo al secondo posto.[49]

Roma[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 settembre 2009 diventa l'allenatore della Roma,[50] subentrando a Luciano Spalletti, rimasto sulla panchina giallorossa per 4 anni e dimessosi dopo le sconfitte con Genoa e Juventus nelle prime due giornate di campionato. Il tecnico ritorna così nella sua città natale, nella stessa società in cui era cresciuto e aveva mosso i primi passi da giocatore. Il 6 dicembre 2009 vince per 1-0 il suo primo derby di Roma da allenatore.[51]

Nel girone di ritorno la squadra giallorossa, ormai compattatasi attorno a lui, inizia una incredibile rincorsa sull'Inter capolista culminata l'11 aprile 2010 con il sorpasso di un punto dopo la vittoria sull'Atalanta per 2-1. Il 18 aprile 2010 vince il secondo derby, battendo in rimonta la Lazio per 2-1, correggendo in corsa l'impostazione tattica e sostituendo con coraggio all'intervallo due giocatori-simbolo come Francesco Totti e Daniele De Rossi. La mossa gli vale l'apprezzamento di gran parte della stampa sportiva[52] e dei suoi colleghi allenatori. Il 21 aprile 2010, nonostante la sconfitta per 1-0 ad Udine nella semifinale di ritorno, ma grazie alla vittoria 2-0 nella partita di andata, conduce la Roma alla sedicesima finale di Coppa Italia, disputata all' Olimpico contro l'Inter e persa per 1-0.[53]

La sconfitta interna contro la Sampdoria (1-2) il 25 aprile 2010 vanifica di fatto la rimonta in campionato con la Roma che subisce il contro-sorpasso nerazzurro e chiude al secondo posto con 80 punti (la più alta media punti del campionato, avendo preso la squadra dopo le prime due partite di campionato) due in meno dell'Inter.[54] La stagione 2010-2011 si rivela meno positiva con la Roma sconfitta nella finale di Supercoppa italiana e capace di vincere la prima partita in campionato solo alla quinta giornata (Roma-Inter 1-0). Il 20 febbraio 2011, in seguito alla sconfitta rocambolesca per 4-3 a Marassi con il Genoa, che i giallorossi rimediano dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per 0-3, rassegna le dimissioni da allenatore della Roma[55] e viene sostituito da Vincenzo Montella, già allenatore della formazione dei Giovanissimi della società capitolina.[56][57]

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Ranieri nel 2011 all'Inter

Il 22 settembre 2011 viene ingaggiato dall'Inter per sostituire Gian Piero Gasperini[58], esonerato il giorno precedente.[59] Esordisce contro il Bologna, trovando la prima vittoria dei nerazzurri in questa stagione.[60] Supera poi il girone di Champions League con una giornata di anticipo[61], terminando il raggruppamento al comando.[62] Con una striscia positiva di 8 vittorie consecutive (7 in campionato e una in Coppa Italia), tra cui quella nel derby meneghino del 15 gennaio 2012[63], porta la squadra a risollevarsi in campionato dopo un avvio stentato.[64] Il tutto viene però vanificato, nelle settimane successive, da una serie di 9 partite senza alcun trionfo[65][66][67][68] e dall'eliminazione negli ottavi di Champions League per mano dell'Olympique Marsiglia.[69][70] All'indomani della sconfitta subita con la Juventus nel derby d'Italia[71], l'allenatore è sollevato dall'incarico tramite la risoluzione consensuale del contratto e sostituito da Andrea Stramaccioni, fino a quel momento allenatore della Primavera nerazzurra.[72][73]

Monaco e nazionale greca[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 maggio 2012 firma con i francesi del Monaco,[74] squadra militante in Ligue 2 (seconda divisione francese). L'11 maggio 2013 riporta il club monegasco in Ligue 1 con due giornate d'anticipo, al termine di una stagione dominata.[75] Nell'annata successiva la squadra ottiene un ottimo secondo posto in campionato, alle spalle del Paris Saint-Germain, tuttavia a fine stagione Ranieri viene esonerato e sostituito dal portoghese Leonardo Jardim.[76]

Il 25 luglio 2014 firma con la nazionale greca, dove sostituisce il portoghese Fernando Santos, con l'obiettivo di portare gli ellenici agli europei del 2016.[77] Il 15 novembre seguente, a causa della clamorosa sconfitta casalinga per 0-1 rimediata contro le Fær Øer, viene sollevato dall'incarico. Nelle precedenti tre partite aveva raccolto un solo punto, pareggiando per 1-1 contro la Finlandia e perdendo contro la Romania (0-1) e l'Irlanda del Nord (0-2).[78]

Leicester City[modifica | modifica wikitesto]

Ranieri (a sinistra) sulla panchina del Leicester City nel 2016, accanto al collega del Chelsea Guus Hiddink

Il 13 luglio 2015 ritorna ad allenare in Inghilterra, venendo annunciato come nuovo tecnico del Leicester City, con l'unico obiettivo dichiarato di raggiungere una salvezza tranquilla per la stagione 2015-2016 della Premier League, competizione nella quale il Leicester aveva trascorso la stagione precedente come neopromossa.[79] La sua accoglienza è alquanto scettica, anche a causa della recente e fallimentare esperienza con la Grecia,[80] con il suo nome considerato uno dei più papabili per l'esonero a breve termine[81] e la vittoria della Premier quotata dai bookmakers come 5 000:1 (addirittura meno probabile della scoperta del mostro di Loch Ness, dello sbarco sulla Terra degli alieni e dei fatti che Elvis Presley sia ancora vivo, che Kim Kardashian sia eletta presidente degli Stati Uniti o che Bono degli U2 sia nominato papa).[82][83]

L'8 agosto, all'esordio sulla panchina delle Foxes, ottiene subito una vittoria, grazie al 4-2 casalingo inflitto al Sunderland.[84] Dopo una serie di ottimi risultati, che alle prime giornate lo portano a sorpresa nella parte alta della classifica, alla tredicesima giornata si trova al primo posto in solitaria.[85] Persa e recuperata la vetta in due giornate,[86] la mantiene fino alla fine (escludendo una giornata, la ventesima, di supremazia dell'Arsenal[87], con cui il Leicester si trova a pari punti, scivolando al secondo posto solo in virtù delle statistiche peggiori). Il 10 aprile 2016 ottiene la matematica qualificazione alla Champions League dell'anno seguente, la prima della storia del club.[88] Il 2 maggio, in virtù del pareggio per 2-2 fra Chelsea e Tottenham, diventata nel frattempo la principale concorrente per il titolo, il Leicester ottiene la sua prima (e finora unica), storica vittoria del campionato inglese, dopo 132 anni di storia, e Ranieri ottiene la prima vittoria di un campionato nazionale di massima serie della sua carriera.[89][90] È il terzo allenatore italiano a vincere la Premier League, dopo Carlo Ancelotti e Roberto Mancini.[91] Riceve le lodi unanimi della stampa internazionale e inglese, che muta il poco pregevole soprannome di Tinkerman[92][93], con cui, come già accennato, era stato chiamato ai tempi del Chelsea, in Thinkerman, cioè "pensatore", per aver raramente sbagliato decisioni tecniche.[94] Un altro soprannome che riceve dopo il grande successo è King Claudio, cioè "Re Claudio", mentre in Italia riceve il soprannome di Sir Claudio, con cui viene chiamato ancora oggi.[95] Viene apprezzato dalla stampa inglese ed internazionale anche per il suo brio e la sua allegria sia durante le interviste che con la squadra.[96]

La premiazione delle Foxes di Ranieri, autentica rivelazione del calcio inglese e internazionale della stagione 2015-2016, come vincitori della Premier League

L'inaspettato trionfo in Premier è definito una vera e propria "favola"[97] e "la più grande impresa sportiva di sempre";[98] alcuni accostano la vicenda del Leicester di Ranieri a quelle di altre squadre considerate come minori che si sono avvicinate al calcio ad alti livelli conseguendo storici trionfi nei decenni precedenti, come il Cagliari di Manlio Scopigno, il Nottingham Forest di Brian Clough, l'Hellas Verona di Osvaldo Bagnoli, il Kaiserslautern di Otto Rehhagel e il Wolfsburg di Felix Magath[99]. Per questo successo riceve il Premio Bearzot[100][101] e soprattutto il 2016 Best FIFA Men's Coach, il premio attribuito dalla FIFA al miglior allenatore del mondo.[102] Proprio per l'eccezionalità dell'evento, il CONI gli ha assegnato la Palma al merito tecnico d'oro, la massima onorificenza prevista per gli allenatori sportivi, usualmente riservata ai tecnici di squadre vincitrici di Olimpiadi e Mondiali. Prima di Ranieri, dalla sua istituzione in poi, la Palma d'Oro era stata assegnata soltanto ad un altro allenatore di calcio, cioè a Marcello Lippi in occasione della vittoria azzurra ai mondiali tedeschi del 2006.[103] Il 20 maggio viene insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell'onorificenza di Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, quinto sportivo dopo Sara Simeoni, Gino Bartali, Silvio Piola e Reinhold Messner.[104]

Inizia la nuova stagione con una sconfitta per 2-1 in Community Shield, per mano del Manchester Utd. Il 23 febbraio 2017, dopo la sconfitta per 2-1 con il Siviglia nell'andata degli ottavi di finale di UEFA Champions League e una stagione di campionato trascorsa appena sopra la zona retrocessione, viene sollevato dall'incarico.[105]

Nantes e Fulham[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 giugno seguente, dopo un'iniziale fase di stallo dovuta al veto posto dal presidente dell'UNECATEF (il sindacato dei tecnici francesi), l'ex CT della nazionale francese Raymond Domenech, a causa del fatto che in Francia gli allenatori non possono esercitare la professione una volta superati i 65 anni di età, viene nominato nuovo allenatore del Nantes, con cui firma un biennale.[106][107] In campionato si piazza al nono posto a soli tre punti dalla qualificazione per l’Europa League mentre dalla Coupe de la Ligue viene eliminato al terzo turno e dalla Coppa di Francia ai sedicesimi. Il 17 maggio 2018 lascia il club giallo-verde dopo una sola stagione alla guida.[108]

Il 14 novembre 2018 ritorna in Premier League per la sua terza esperienza in terra inglese, venendo ingaggiato dal Fulham, in sostituzione dell'esonerato Slaviša Jokanović, prendendo la guida della squadra all’ultimo posto con 5 punti.[109] Il 24 novembre al debutto vince per 3-2 contro il Southampton; i londinesi non vincevano dal 26 agosto e venivano da 7 sconfitte consecutive. Il 6 gennaio 2019, tuttavia, il Fulham viene battuto per 2-1 dall'Oldham, squadra di 4ª divisione, nel terzo turno di FA Cup: si tratta di un risultato clamoroso in quanto l’Oldham, senza allenatore ormai da giorni, aveva “assunto” sulla panchina Pete Wild, alla sua prima esperienza da manager. Il 28 febbraio 2019, dopo una serie di risultati negativi, la società lo esonera, ingaggiando Scott Parker come suo sostituto.[110]

Ritorno a Roma, Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

L'8 marzo 2019 viene ufficializzato il suo ritorno, a 8 anni dalla precedente esperienza, sulla panchina della Roma, in sostituzione dell'esonerato Eusebio Di Francesco, tornando ad allenare in Italia dopo 7 anni.[111] Tre giorni dopo, al debutto e con una squadra rimaneggiata per numerosi infortuni e squalifiche, vince per 2-1 contro l'Empoli. Il 10 maggio annuncia che il suo lavoro alla Roma terminerà a fine campionato.[112] Termina la stagione sesto con 66 punti, a soli tre punti dalla qualificazione in Champions.

Il 12 ottobre 2019 firma un contratto biennale con la Sampdoria, subentrando ancora una volta a Di Francesco dopo la sua risoluzione consensuale del contratto che lo legava alla squadra genovese.[113][114] Debutta con i blucerchiati 8 giorni più tardi proprio contro la Roma pareggiando 0-0.[115] Il primo successo arriva 3 partite dopo, in trasferta contro la SPAL (0-1).[116] L'8 dicembre raggiunge quota 1000 panchine nei vari campionati[117] in occasione della sconfitta per 0-1 contro il Parma.[118] Il 14 dicembre vince (col medesimo risultato di Ferrara) anche il derby con il Genoa;[119] con quest'incontro diventa il primo allenatore a disputare tutte le stracittadine italiane (Torino, Roma, Milano, Genova) restando imbattuto (nove vittorie ed un pareggio).[120] Il 19 luglio, dopo la vittoria contro il Parma per 3-2 (con una rimonta rocambolesca) e la concomitante sconfitta del Lecce, riesce a salvare la Sampdoria matematicamente con 4 giornate d'anticipo con 41 punti, dopo che era arrivato con la squadra all'ultimo posto con soli 3 punti collezionati nelle prime 7 giornate (peggior avvio del club in Serie A);[121] conclude poi il campionato al 15º posto con 42 punti. Nella stagione successiva conduce la squadra genovese a un tranquillo 9º posto con 52 punti, che era l’obiettivo prefissato da tempo.[122] Il 21 maggio 2021, non avendo trovato l’accordo per il rinnovo con la società, annuncia la sua decisione di lasciare la panchina della Sampdoria al termine della stagione.[123]

Watford, ritorno a Cagliari[modifica | modifica wikitesto]

Ranieri, allenatore del Cagliari, in conferenza stampa nel 2023

Il 4 ottobre dello stesso anno viene ingaggiato dal Watford, 15º in Premier League con 7 punti collezionati nelle prime 7 partite, sostituendo l'esonerato Francisco Javier Muñoz e tornando così ad allenare in Inghilterra per la quarta volta.[124] Dopo la sconfitta interna per 0-5 contro il Liverpool al debutto,[125] la prima vittoria arriva la settimana seguente contro l’Everton per 2-5.[126] Il 24 gennaio 2022, dopo aver raccolto 7 punti in 13 gare e con la squadra al 19º posto, viene esonerato.[127]

Il 23 dicembre 2022 viene reso ufficiale il suo ritorno sulla panchina del Cagliari,[128] squadra che 35 anni prima lo aveva lanciato nel calcio professionistico, subentrando all'esonerato Fabio Liverani con la squadra rossoblù ferma al 14º posto in Serie B con 22 punti guadagnati in 18 partite.[129][130] Grazie ad un bottino di 35 punti in 19 partite, la squadra conclude la stagione regolare al 5º posto, valido per la qualificazione ai play-off.[131] Dopo aver eliminato il Venezia nel turno preliminare e il Parma in semifinale, Ranieri riporta il Cagliari in Serie A con la vittoria nella finale di ritorno per 0-1 allo Stadio San Nicola contro il Bari dopo che l'andata si era conclusa con il punteggio finita 1-1,[132] ottenendo una nuova promozione a 33 anni di distanza dalla prima, ottenuta col Cagliari nella stagione 1989-1990.[133]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1973-1974 Bandiera dell'Italia Roma A 6 0 CI 0 0 - - - - - - 6 0
1974-1975 Bandiera dell'Italia Catanzaro B 37+1[134] 2+0[134] CI 4 1 - - - - - - 42 3
1975-1976 B 32 0 CI 1 0 - - - - - - 33 0
1976-1977 A 28 1 CI 3 0 - - - - - - 31 1
1977-1978 B 28 0 CI 0 0 - - - - - - 28 0
1978-1979 A 27 2 CI 8 2 - - - - - - 35 4
1979-1980 A 28 0 CI 3 0 - - - - - - 31 0
1980-1981 A 27 1 CI 3 1 - - - - - - 30 2
1981-1982 A 18 0 CI 5 0 - - - - - - 23 0
Totale Catanzaro 225+1 6 25 4 - - - - 251 10
1982-1983 Bandiera dell'Italia Catania B 32+2[135] 1+0 CI 5 0 - - - - - - 39 1
1983-1984 A 30 0 CI 0 0 - - - - - - 30 0
Totale Catania 62+2 1 5 0 - - - - 69 1
1984-1985 Bandiera dell'Italia Palermo C1 22 0 CI+CI-C 0+? 0+? - - - - - - 22+ 0+
1985-1986 B 18 0 CI 5 0 - - - - - - 23 0
Totale Palermo 40 0 5+ 0+ - - - - 45+ 4+
Totale carriera 336 7 35+ 4+ - - - - 371+ 11+

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 06 gennaio 2024. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie Piazzamento
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
1986-1987 Bandiera dell'Italia Vigor Lamezia Int. 30 21 8 1 - - - - - - - - - - - - - - - 30 21 8 1 70,00 (prom.)
1987-1988 Bandiera dell'Italia Campania Puteolana C1 22 4 7 11 CI-C 6 1 1 4 - - - - - - - - - - 28 5 8 15 17,86 Eson., Sub. 17º (ret.)
1988-1989 Bandiera dell'Italia Cagliari C1 34 16 13 5 CI-C 14 9 5 0 - - - - - - - - - - 48 25 18 5 52,08 (prom.)
1989-1990 B 38 17 13 8 CI 1 0 0 1 - - - - - - - - - - 39 17 13 9 43,59 (prom.)
1990-1991 A 34 6 17 11 CI 2 0 0 2 - - - - - - - - - - 36 6 17 13 16,67 14º
1991-1992 Bandiera dell'Italia Napoli A 34 15 12 7 CI 4 2 1 1 - - - - - - - - - - 38 17 13 8 44,74
ago.-nov. 1992 A 9 2 2 5 CI 4 4 0 0 CU 4 2 1 1 - - - - - 17 8 3 6 47,06 Eson.
Totale Napoli 43 17 14 12 8 6 1 1 4 2 1 1 - - - - 55 25 16 14 45,45
1993-1994 Bandiera dell'Italia Fiorentina B 38 17 16 5 CI 5 2 2 1 - - - - - CAI 4 3 1 0 47 22 19 6 46,81 (prom.)
1994-1995 A 34 12 11 11 CI 6 2 2 2 - - - - - - - - - - 40 14 13 13 35,00 10º
1995-1996 A 34 17 8 9 CI 8 8 0 0 - - - - - - - - - - 42 25 8 9 59,52
1996-1997 A 34 10 15 9 CI 2 1 0 1 CdC 8 3 3 2 SI 1 1 0 0 45 15 18 12 33,33
Totale Fiorentina 140 56 50 34 21 13 4 4 8 3 3 2 5 4 1 0 174 76 58 40 43,68
1997-1998 Bandiera della Spagna Valencia PD 35 16 7 12 CR 6 3 1 2 - - - - - - - - - - 41 19 8 14 46,34 Sub.
1998-1999 PD 38 19 8 11 CR 7 6 0 1 Int.+CU 6+4 5+2 0+2 1+0 - - - - - 55 32 10 13 58,18
1999-mar. 2000 Bandiera della Spagna Atlético Madrid PD 26 8 6 12 CR 6 3 3 0 CU 7 5 1 1 - - - - - 39 16 10 13 41,03 Dimis.
set. 2000-2001 Bandiera dell'Inghilterra Chelsea PL 32 16 7 9 FACup+CdL 3+1 2+0 0 1+1 CU 1 0 0 1 - - - - - 37 18 7 12 48,65 Sub.
2001-2002 PL 38 17 13 8 FACup+CdL 8+5 5+4 2+0 1+1 CU 4 2 1 1 - - - - - 55 28 16 11 50,91
2002-2003 PL 38 19 10 9 FACup+CdL 5+3 3+2 1+0 1+1 CU 2 1 0 1 - - - - - 48 25 11 12 52,08
2003-2004 PL 38 24 7 7 FACup+CdL 4+3 2+2 1+0 1+1 UCL 14 8 4 2 - - - - - 59 36 12 11 61,02
Totale Chelsea 146 76 37 33 32 20 5 7 21 11 5 5 - - - - 199 107 46 46 53,77
2004-feb. 2005 Bandiera della Spagna Valencia PD 24 10 8 6 CR 1 0 0 1 UCL+CU 6+2 2+1 1+0 3+1 SS+SU 2+1 1+1 0 1+0 36 15 9 12 41,67 Eson.
Totale Valencia 97 45 23 29 14 9 1 4 18 10 3 5 3 2 0 1 132 66 27 39 50,00
feb.-giu. 2007 Bandiera dell'Italia Parma A 16 7 6 3 CI 0 0 0 0 CU 2 0 0 2 - - - - - 18 7 6 5 38,89 Sub. 12º
2007-2008 Bandiera dell'Italia Juventus A 38 20 12 6 CI 5 2 1 2 - - - - - - - - - - 43 22 13 8 51,16
2008-mag. 2009 A 36 19 11 6 CI 4 1 1 2 UCL 10 4 5 1 - - - - - 50 24 17 9 48,00 Eson.
Totale Juventus 74 39 23 12 9 3 2 4 10 4 5 1 - - - - 93 46 30 17 49,46
set. 2009-2010 Bandiera dell'Italia Roma A 36 24 8 4 CI 5 3 0 2 UEL 8 4 1 3 - - - - - 49 31 9 9 63,27 Sub.
2010-feb. 2011 A 25 11 6 8 CI 2 2 0 0 UCL 7 3 1 3 SI 1 0 0 1 35 16 7 12 45,71 Dimis.
set. 2011-mar. 2012 Bandiera dell'Italia Inter A 26 12 4 10 CI 2 1 0 1 UCL 7 4 1 2 - - - - - 35 17 5 13 48,57 Sub., Eson.
2012-2013 Bandiera della Francia Monaco L2 38 21 13 4 CF+CdL 2+4 1+2 1+1 0+1 - - - - - - - - - - 44 24 15 5 54,55 (prom.)
2013-2014 L1 38 23 11 4 CF+CdL 5+1 4+0 0+0 1+1 - - - - - - - - - - 44 27 11 6 61,36
Totale Monaco 76 44 24 8 12 7 2 3 - - - - - - - - 88 51 26 11 57,95
2015-2016 Bandiera dell'Inghilterra Leicester City PL 38 23 12 3 FACup+CdL 2+3 0+2 1+1 1+0 - - - - - - - - - - 43 25 14 4 58,14
2016-feb. 2017 PL 25 5 6 14 FACup+CdL 4+1 2+0 1+0 1+1 UCL 7 4 1 2 CS 1 0 0 1 38 11 8 19 28,95 Eson.
Totale Leicester City 63 28 18 17 10 4 3 3 7 4 1 2 1 0 0 1 81 36 22 23 44,44
2017-2018 Bandiera della Francia Nantes L1 38 14 10 14 CF+CdL 2+1 1+0 0+0 1+1 - - - - - - - - - - 41 15 10 16 36,59
nov. 2018-feb. 2019 Bandiera dell'Inghilterra Fulham PL 16 3 3 10 FACup+CdL 1+0 0 0 1 - - - - - - - - - - 17 3 3 11 17,65 Sub., Eson.
mar.-giu. 2019 Bandiera dell'Italia Roma A 12 6 4 2 CI - - - - UCL - - - - - - - - - 12 6 4 2 50,00 Sub.
Totale Roma 73 41 18 14 7 5 0 2 15 7 2 6 1 0 0 1 96 53 20 23 55,21
ott. 2019-2020 Bandiera dell'Italia Sampdoria A 31 11 6 14 CI 1 0 0 1 - - - - - - - - - - 32 11 6 15 34,38 Sub. 15º
2020-2021 A 38 15 7 16 CI 2 1 0 1 - - - - - - - - - - 40 16 7 17 40,00
Totale Sampdoria 69 26 13 30 3 1 0 2 - - - - - - - - 72 27 13 32 37,50
ott. 2021-gen. 2022 Bandiera dell'Inghilterra Watford PL 13 2 1 10 FACup+CdL 0+1 0 0 1 - - - - - - - - - - 14 2 1 11 14,29 Sub., Eson.
gen.-giu. 2023 Bandiera dell'Italia Cagliari B 19+5[136] 9+3 8+2 2+0 CI - - - - - - - - - - - - - - 24 12 10 2 50,00 Sub., 5º (prom.)
2023-2024 A 32 7 10 15 CI 3 2 0 1 - - - - - - - - - - 35 9 10 16 25,71 in corso
Totale Cagliari 162 58 63 41 20 11 5 4 - - - - - - - - 182 69 68 45 37,91
Totale carriera 1130 501 328 301 155 85 26 44 99 50 22 27 10 6 1 3 1 394 642 377 375 46,05

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Naz dal al Record
G V N P GF GS DR % Vittorie
Grecia Bandiera della Grecia 25 luglio 2014 15 novembre 2014 4 0 1 3 1 5 −4 &&0,00

Nazionale greca nel dettaglio[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Competizione Piazzamento Andamento Reti
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % Vittorie GF GS DR
2014 Bandiera della Grecia Grecia Qual. Euro 2016 Esonerato 4 0 1 3 &&0,00 1 5 -4
Amichevoli 0 0 0 0 ! - - -
Totale Grecia 4 0 1 3 0,00 1 5 -4

Panchine da commissario tecnico della nazionale greca[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Grecia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
7-9-2014 Il Pireo Grecia Bandiera della Grecia 0 – 1 Bandiera della Romania Romania Qual. Euro 2016 - Cap: D. Salpiggidīs
11-10-2014 Helsinki Finlandia Bandiera della Finlandia 1 – 1 Bandiera della Grecia Grecia Qual. Euro 2016 Nikos Karelīs Cap: V. Torosidīs
14-10-2014 Il Pireo Grecia Bandiera della Grecia 0 – 2 Bandiera dell'Irlanda del Nord Irlanda del Nord Qual. Euro 2016 - Cap: V. Torosidīs
14-11-2014 Il Pireo Grecia Bandiera della Grecia 0 – 1 Bandiera delle Fær Øer Fær Øer Qual. Euro 2016 - Cap: V. Torosidīs
Totale Presenze 4 Reti 1

Commentatore[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 agosto 2011, in occasione della partita amichevole tra Italia e Spagna, ha esordito come commentatore e opinionista televisivo su Rai Sport.[137] Nel 2021 invece è stato opinionista dell’Europeo per La Gazzetta dello Sport.[138]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

Vigor Lamezia: 1986-1987 (girone I)

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Cagliari: 1988-1989 (girone B)
Cagliari: 1988-1989
Fiorentina: 1993-1994
Fiorentina: 1995-1996
Fiorentina: 1996
Valencia: 1998-1999
Monaco: 2012-2013
Leicester City: 2015-2016

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Valencia: 1998
Valencia: 2004

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

settembre 2003, marzo 2004, novembre 2015, marzo 2016, aprile 2016
2008
2010[143]
2016
2016
2016
2016
2016
2016
2016
2016
2016[145]
  • Premio Gentleman Fair Play al miglior allenatore della Serie A: 1
2021

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Palma d'oro al merito tecnico - nastrino per uniforme ordinaria
Cittadinanza onoraria della città di Catanzaro - nastrino per uniforme ordinaria
— Catanzaro, 30 giugno 2016[147][148]
Cittadinanza onoraria della città di Cagliari - nastrino per uniforme ordinaria
— Cagliari, 12 settembre 2023[149]
Laurea honoris causa Scienze e Tecniche dello Sport e delle Attività Motorie Preventive e Adattate - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea honoris causa Scienze e Tecniche dello Sport e delle Attività Motorie Preventive e Adattate

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 226 (6) se si considerano le presenze negli spareggi per la promozione.
  2. ^ 64 (1) se si considerano le presenze negli spareggi per la promozione.
  3. ^ Hall of fame, da Bergomi a Falcao, da Ranieri a Paolo Rossi: ecco le leggende, su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato il 7 dicembre 2020.
  4. ^ John Ley, Ranieri handed the Chelsea hot seat, in The Daily Telegraph, 16 settembre 2000.
  5. ^ Ranieri: «La mia vita è tutta un derby», su corriere.it, 11 gennaio 2012. URL consultato il 17 maggio 2014.
  6. ^ Samp-Genoa finisce 1-2, la vittoria è del Grifone. Perin: «Abbiamo la pelle dura», Ranieri: «Loro più motivati», su ilsecoloxix.it, 22 luglio 2020. URL consultato il 26 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2020).
  7. ^ Ranieri si conferma specialista dei derby: non ha mai perso, su sport.sky.it. URL consultato il 17 dicembre 2019.
  8. ^ Corrado Sannucci, "Dal gruppo nasce il gol", in la Repubblica, 29 luglio 1990, p. 23.
  9. ^ Il «Trap» si affida a una staffetta, in La Stampa, 10 settembre 1990, p. 18.
  10. ^ Maurizio Crosetti, Juve nervosa al gioco Uefa, in la Repubblica, 26 maggio 1991, p. 43.
  11. ^ Maurizio Crosetti e Mario Orfei, Napoli, tutto fa spettacolo, in la Repubblica, 21 ottobre 1991, p. 41.
  12. ^ L'ultima tra Uefa e addii, in la Repubblica, 24 maggio 1992, p. 32.
  13. ^ Fulvio Bianchi, Il Napoli disperato e solo, in la Repubblica, 22 ottobre 1992, p. 37.
  14. ^ Gianni Brera, Tracollo senza logica, in la Repubblica, 10 novembre 1992, p. 27.
  15. ^ Francesco Rasulo, Ranieri, il lungo addio, in la Repubblica, 10 novembre 1992, p. 27.
  16. ^ Benedetto Ferrara, Cecchi Gori presenta Ranieri, via uno straniero e Di Mauro, in la Repubblica, 30 giugno 1993, p. 36.
  17. ^ In Serie B (ore 16) c'è Brescia-Venezia, in la Repubblica, 15 maggio 1994, p. 26.
  18. ^ Benedetto Ferrara, I giovani fanno coraggio A Ranieri piace l'azzardo, in la Repubblica, 2 ottobre 1994, p. 25.
  19. ^ Gianni Piva, Fiorentina, notte annunciata, in la Repubblica, 19 maggio 1996, p. 46.
  20. ^ Parma e Roma insieme in Uefa, in la Repubblica, 19 maggio 1996, p. 46.
  21. ^ Il primo urlo è di Batistuta, in la Repubblica, 26 agosto 1996, p. 31.
  22. ^ Benedetto Ferrara, Delusione Fiorentina la finale a Ronaldo, in la Repubblica, 25 aprile 1997, p. 38.
  23. ^ Benedetto Ferrara, Udinese vola in Europa Fiorentina in fallimento, in la Repubblica, 12 maggio 1997, p. 42.
  24. ^ Ranieri Valencia: è fatta, in La Gazzetta dello Sport, 20 settembre 1997.
  25. ^ Ranieri Valencia: è fatta, in La Gazzetta dello Sport, 20 settembre 1997. URL consultato il 17 maggio 2014.
  26. ^ Ranieri in lacrime: Valencia in Champions League, in La Gazzetta dello Sport, 21 giugno 1999. URL consultato il 17 maggio 2014.
  27. ^ Atletico Madrid: via Ranieri, torna Antic, in La Gazzetta dello Sport, 4 marzo 2000. URL consultato il 17 maggio 2014.
  28. ^ Chelsea: è Ranieri il successore di Vialli, in Corriere della Sera, 16 settembre 2000 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  29. ^ Il Chelsea esonera Ranieri, La Gazzetta dello Sport, 31 maggio 2004.
  30. ^ Andrea Monti, Leicester: elogio di Ranieri, un uomo normale, La Gazzetta dello Sport, 3 maggio 2016.
  31. ^ Enrico Franceschini, C'era una volta 'Tinkerman', ora l'Inghilterra esalta il nuovo Ranieri, La Repubblica, 15 dicembre 2015.
  32. ^ Uefa, il Valencia esonera Ranieri Sconfitto dallo Steaua di Zenga, su repubblica.it, 25 febbraio 2005.
  33. ^ Parma: via Pioli, arriva Ranieri, su gazzetta.it, 12 febbraio 2007.
  34. ^ Parma: esonerato Pioli, arriva Ranieri Il tecnico torna in Italia dopo dieci anni, su repubblica.it, 12 febbraio 2007.
  35. ^ Giuseppe Milano, Il Parma in crisi esonera Pioli e chiama in panchina Ranieri, in la Repubblica, 13 febbraio 2007, p. 58.
  36. ^ Coppa Uefa, il Braga batte il Parma (1-0) Claudio Ranieri inizia con una sconfitta, su repubblica.it, 15 febbraio 2007.
  37. ^ Coppa Uefa, fuori Parma e Livorno passano Sporting Braga ed Espanyol, su repubblica.it, 22 febbraio 2007.
  38. ^ Giuseppe Milano, Il Messina non gioca più il Parma si diverte con una quaterna, in la Repubblica, 14 maggio 2007, p. 52.
  39. ^ Parma, missione compiuta l'Empoli si arrende a Ranieri, su repubblica.it, 27 maggio 2007.
  40. ^ Pierfrancesco Archetti, Parma, si avvera il miracolo di Ranieri, in La Gazzetta dello Sport, 28 maggio 2007.
  41. ^ (EN) Ranieri resigns as Parma coach, su theguardian.com, 31 maggio 2007.
  42. ^ Juventus, Ranieri è il nuovo allenatore Contratto triennale a un milione l'anno, su repubblica.it, 4 giugno 2007.
  43. ^ Luca Curino, JUVE!, in La Gazzetta dello Sport, 28 aprile 2008.
  44. ^ Siena festeggia la salvezza Juve ai preliminari di Champions, su repubblica.it, 11 maggio 2008.
  45. ^ Alberto Cerruti, È REALE Del Piero da impazzire La Juve sbanca Madrid, in La Gazzetta dello Sport, 6 novembre 2008.
  46. ^ Champions/ Juve, Ranieri: "Voglio il Chelsea"., su affaritaliani.it, 11 dicembre 2008. URL consultato il 9 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2018).
  47. ^ Riccardo Pratesi, Juve, cuore da Champions Ma passa il Chelsea: 2-2, su gazzetta.it, 10 marzo 2009.
  48. ^ Crisi Juve, Blanc incontra Ranieri. Decisiva la gara con il Milan, su ilsole24ore.com, 5 maggio 2009.
  49. ^ Giampiero Timossi, Ranieri: "Sono sereno Ho fatto il mio dovere", su gazzetta.it, 19 maggio 2009.
  50. ^ Roma,Ranieri è il nuovo allenatore, su sportmediaset.mediaset.it, 1º settembre 2009. URL consultato il 2 settembre 2009.
  51. ^ AS Roma-SS Lazio 1-0, in un derby bruttissimo, su forza-roma.com, 6 dicembre 2009. URL consultato il 17 maggio 2014.
  52. ^ Mario Sconcerti, Il capolavoro di un tecnico diventato grande, su corriere.it, 19 aprile 2010. URL consultato il 17 maggio 2014.
  53. ^ Inter, arriva il primo titolo Roma ko in Coppa Italia, su corrieredellosport.it, 16 maggio 2010. URL consultato il 17 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2014).
  54. ^ Inter campione d'Italia, su corrieredellosport.it, 16 maggio 2010. URL consultato il 17 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2014).
  55. ^ Risoluzione consensuale anticipata del contratto con il Sig. Claudio Ranieri (PDF), su asroma.it, 21 febbraio 2011. URL consultato il 17 maggio 2014.
  56. ^ La Roma nel caos. Ranieri si dimette, su repubblica.it, 20 febbraio 2011. URL consultato il 17 maggio 2014.
  57. ^ Roma: Montella sino a fine stagione, su ansa.it, 20 febbraio 2011. URL consultato il 17 maggio 2014.
  58. ^ L'Inter molla Gasperini, ecco Ranieri, su gazzettadireggio.gelocal.it, 22 settembre 2011.
  59. ^ Matteo Brega, Ranieri: "C'è il dna per vincere" Moratti: "È la scelta migliore", su gazzetta.it, 22 settembre 2011.
  60. ^ Ranieri comincia con una vittoria: Bologna-Inter 1-3, su ilsole24ore.com, 24 settembre 2011.
  61. ^ Diego Costa, Inter, il pareggio vale il primo posto, su repubblica.it, 22 novembre 2011.
  62. ^ Andrea Sorrentino, Nell'autunno dell'Inter fa festa anche il Cska, in la Repubblica, 8 dicembre 2011, p. 61.
  63. ^ Milito giustizia il Milan L'Inter riapre il campionato, su gazzetta.it, 15 gennaio 2012.
  64. ^ Luigi Panella, Milito e Pazzini firmano il sorpasso, su repubblica.it, 22 gennaio 2012.
  65. ^ Ranieri, illusione finita, su repubblica.it, 30 gennaio 2012.
  66. ^ Ruggiero Palombo, Doppia festa Roma, l'Inter va a pezzi Fa 4 gol e De Rossi firma Nerazzurri dominati: senza alibi, senza difesa, in La Gazzetta dello Sport, 6 febbraio 2012.
  67. ^ Diego Costa, Il capolavoro del "Mondo" Inter, un assalto confuso, su repubblica.it, 12 febbraio 2012.
  68. ^ Luigi Garlando, È un'Inter alla deriva Che Bologna a San Siro Arriva il terzo k.o. di fila Ora Ranieri è a rischio, in La Gazzetta dello Sport, 18 febbraio 2012.
  69. ^ Valerio Clari, Inter, gira tutto storto Il Marsiglia la beffa al 93', su gazzetta.it, 22 febbraio 2012.
  70. ^ Luigi Panella, Inter beffata, vince ma è fuori, su repubblica.it, 13 marzo 2012.
  71. ^ Massimiliano Cristina, La Juve non molla, Inter battuta 2-0, su sportmediaset.mediaset.it, 25 marzo 2012.
  72. ^ Moratti ha deciso: via Ranieri Al suo posto Stramaccioni, su gazzetta.it, 26 marzo 2012.
  73. ^ Andrea Sorrentino, Moratti esonera Ranieri squadra a Stramaccioni, su repubblica.it, 26 marzo 2012.
  74. ^ (FR) Claudio Ranieri nouveau coach de l'ASM FC, su asm-fc.com, 29 maggio 2012. URL consultato il 17 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2013).
  75. ^ In attesa del PSG c'è già un tecnico italiano che ha trionfato in Francia: il Monaco di Ranieri in Ligue 1, su goal.com, 11 maggio 2013. URL consultato il 17 maggio 2014.
  76. ^ Ranieri via, "Vogliamo un gioco offensivo", su foxsports.it, 20 maggio 2014. URL consultato il 21 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2014).
  77. ^ (EL) Ο κ. Ρανιέρι στο τιμόνι της Εθνικής, su epo.gr, 25 luglio 2014. URL consultato il 25 luglio 2014.
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