Paolo Casarin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Paolo Casarin
Paolo Casarin.jpg
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Sezione Mestre,[1] poi Milano
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1971-1988 Serie A Arbitro
Attività internazionale
1979-1988 UEFA e FIFA Arbitro
Premi
Anno Premio
1971
1977
Premio Florindo Longagnani
Premio Giovanni Mauro

Paolo Casarin (Mestre, 12 maggio 1940[2]) è un ex arbitro di calcio italiano, oltre che un ex dirigente arbitrale e opinionista.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Arbitro[modifica | modifica wikitesto]

Prese la tessera di arbitro nel 1958 entrando a far parte della Sezione di Mestre.[1]

Appartenente alla sezione AIA di Milano, il 23 maggio 1971 debuttò in Serie A in Bologna-Torino (1-0) e al 1979 risalgono le sue prime partite a livello internazionale. In qualità di arbitro FIFA, diresse al campionato del mondo 1982 le partite Francia-Cecoslovacchia (1-1 a Valladolid) e in Germania Ovest-Spagna (2-1 a Madrid). Il 15 maggio 1985, coadiuvato dai guardalinee Rosario Lo Bello e Pier Luigi Magni, arbitrò a Rotterdam la finale di Coppa delle Coppe tra Everton e Rapid Vienna (3-1 per gli inglesi) e tre anni dopo venne selezionato per il campionato d'Europa 1988, dirigendo a Düsseldorf la sfida Paesi Bassi-Inghilterra, vinta 3-1 dagli olandesi. Nel 1982 aveva diretto anche la finale di andata del campionato europeo di calcio Under-21 tra Inghilterra e Germania Ovest.

Casarin fra Mazzola e Rivera nell'unico derby della Madonnina diretto in carriera, quello del 27 marzo 1977.

Vanta anche una semifinale di Coppa dei Campioni 1985-1986, tra Barcellona e IFK Göteborg,[3] e una semifinale di Coppa UEFA 1983-1984, tra Tottenham e Hajduk Spalato.[4]

In ambito nazionale, nel 1977 vinse il Premio Mauro, onorificenza alla carriera arbitrale, e diresse quattro finali di Coppa Italia: nel 1984 la doppia finale (andata e ritorno) tra Roma e Verona, nel 1986 tra i giallorossi e la Sampdoria, e nel 1988 tra i doriani e il Torino. Proprio in quell'anno concluse la sua attività sui campi, raggiungendo la cifra di 200 presenze nella massima divisione: tra queste, figurano numerose "classiche" del campionato italiano, come nove Juventus-Roma, cinque derby della Mole, la sfida-scudetto Fiorentina-Juventus della Serie A 1981-1982 e lo spareggio per la promozione dalla Serie B 1986-1987 tra Cesena e Lecce (2-1); a causa della regola che vuole una giacchetta nera non appartenente alla stessa sezione delle squadre arbitrate, poté eccezionalmente dirigere un solo derby della Madonnina.[5]

Casarin (a sinistra) dirige il derby della Mole del 3 aprile 1977; sono riconoscibili Benetti, Graziani e Scirea.

Durante la carriera arbitrale fu più volte redarguito dall'Associazione Italiana Arbitri per motivi disciplinari: per aver concesso nel 1981 e nel 1983 interviste non autorizzate agli organi di stampa fu sospeso per alcuni mesi[6], mentre a seguito di un analogo episodio del 1987 fu soltanto "ammonito"[7].

Designatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo soli due anni, nel 1990, venne chiamato a svolgere il gravoso compito di designatore degli arbitri di Serie A e B, mandato che fu portato avanti fino al 1997, quando gli subentrò Fabio Baldas: durante i suoi sette anni da designatore arbitrale valorizzò molti arbitri che guadagnarono credibilità sia in Italia sia in campo internazionale, come Robert Boggi, Stefano Braschi (poi designatore in Serie A e B dal 2010 al 2014) Piero Ceccarini, Graziano Cesari, Pierluigi Collina e Marcello Nicchi (poi presidente dell'AIA). In questo periodo, Casarin guadagnò un notevole credito anche presso l'UEFA e la FIFA, diventando membro delle rispettive commissioni arbitrali; al campionato del mondo 1994, avendo ricevuto l'incarico di designare i direttori di gara del torneo, entrò in contrasto con l'allora presidente della FIFA, il brasiliano João Havelange, il quale pretendeva di avere anche lui voce nel capitolo delle designazioni: la scelta dell'arbitro per la finale di Los Angeles tra Brasile e Italia, l'ungherese Sándor Puhl, fu un compromesso fra le due forti personalità.

Nel 1996 la FIFA gli conferì il prestigioso FIFA Special Award.[8]

Nel 2000 si dimise dall'Associazione Italiana Arbitri perché indignato a seguito della condanna inflitta dalla giustizia dell'AIA stessa (radiazione in primo grado, sospensione di quattro mesi in secondo grado), relativa all'ennesima collaborazione non autorizzata con l'organo di stampa Rigore.[9]

Fuori dal campo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, dopo aver lasciato l'Associazione Italiana Arbitri, assunse il ruolo di dirigente presso la società calcistica del Parma. Finita questa esperienza, cominciò a collaborare con RAI, Tuttosport, Sky (2003-2005), LA7 (2006) e Corriere della Sera. Dal 2006 al 2010 è stato ospite fisso del programma televisivo Controcampo di Rete 4, mentre dal settembre del 2015 è opinionista della trasmissione di Rai 2 Quelli che il calcio.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

È stato inserito nella Hall of fame del calcio italiano nel 2012 nella categoria Arbitro italiano insieme al collega Luigi Agnolin.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, varie edizioni.
  • Arbitri a Milano ... ancora in campo 1911 · 2011, Milano, Sezione Umberto Meazza, 2011, pp. 91-93.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN71137243 · ISNI (EN0000 0000 4481 4162 · LCCN (ENno2006007510