Flavio Briatore

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Flavio Briatore al Festival di Venezia 2009.

Flavio Briatore (Verzuolo, 12 aprile 1950) è un imprenditore italiano.

È conosciuto principalmente per essere stato team manager in Formula 1, prima con la scuderia Benetton e poi con la scuderia Renault, e per essere a capo del Gruppo internazionale di hospitality di lusso Billionaire Life.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nasce da genitori maestri di scuola elementare e si sposta poi con loro a Montaldo di Mondovì. Ha una sorella più giovane e aveva un fratello, gemello della sorella, deceduto nel 2015 per un infarto. Frequenta l'Istituto Tecnico per Geometri a Cuneo dove ha per compagno Piergiorgio Odifreddi[1], viene bocciato due volte, in seconda e in terza superiore[2]. Dopo il conseguimento da privatista del diploma di geometra (con una tesina riguardante il progetto di una stalla[2]) comincia a lavorare come maestro di sci e gestore di ristoranti per poi arrivare ad aprirne uno suo, a San Giacomo di Roburent, il Tribüla (in piemontese, "tribülé" significa procedere con fatica, dover superare molti ostacoli), suo soprannome giovanile[2], che in seguito chiude per mancanza di risultati economici soddisfacenti.[3] Dopo aver fatto l'assicuratore a Saluzzo, negli anni settanta collabora con il finanziere e costruttore edile di Cuneo Attilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti Vernici, azienda già di proprietà di Michele Sindona. Il 21 marzo 1979 Dutto viene assassinato a Cuneo con una bomba collegata all'accensione della sua auto. Briatore si trasferisce a Milano, dove comincia a frequentare l'ambiente della Borsa.

A Milano fa la conoscenza di Achille Caproni (patron della Caproni Aeroplani), che gli affida la gestione della CGI (Compagnia Generale Industriale), la holding del suo gruppo. Grazie all'amicizia con Luciano Benetton (conosciuto negli anni milanesi) apre alcuni franchising Benetton, facendo poi rapidamente carriera nel gruppo dirigente dell'azienda di Ponzano Veneto.[4]

I successi con la Benetton[modifica | modifica wikitesto]

Briatore (a destra) nel 1993, direttore esecutivo del team Benetton, nel paddock del Gran Premio di Gran Bretagna insieme al direttore tecnico della scuderia anglo-italiana, Tom Walkinshaw.

Rientrato in Italia, Flavio Briatore comincia a interessarsi al mondo della Formula 1, di cui dice «non è uno sport, è un business», impegnandosi direttamente nel circus a partire dal Gran Premio d'Australia 1988, ancora grazie alla famiglia Benetton, che lo coinvolge nell'attività della scuderia Benetton di Formula 1, creata nel 1986 da Davide Paolini e Peter Collins sulle ceneri della Toleman. Qui Briatore all'inizio degli anni novanta ottiene l'incarico di direttore commerciale e poi, dopo il licenziamento dei vertici della società, ne diventa direttore esecutivo, trasformando la scuderia in una squadra competitiva. Dopo aver assunto e licenziato in poco tempo l'ingegnere John Barnard, chiama in squadra Tom Walkinshaw come direttore tecnico, il quale nel 1991 ha l'intuizione di ingaggiare dalla Jordan il giovane pilota Michael Schumacher, malgrado questi abbia all'attivo una sola gara in F1 disputata in quella stessa stagione.

Schumacher vince una gara nel 1992 e un'altra nel 1993, per poi diventare campione del mondo con la Benetton per due volte consecutive nel 1994 e nel 1995, anno in cui la Benetton vince anche il titolo costruttori.

Alla fine della stagione 1994 Briatore rileva la Ligier, per poi rivenderla a Walkinshaw poiché i regolamenti della FIA non permettono di possedere più squadre nel circus della F1. Quando poi, dopo i due mondiali vinti nel 1994 e nel 1995, Schumacher e alcuni tecnici si spostano dalla Benetton alla Ferrari nel 1996, la squadra di Briatore finisce per perdere la posizione di capolista nel campionato.

Nello stesso anno Briatore compra anche una quota del team Minardi con l'intento di rivenderla alla British American Tobacco, rivendendola invece a Gian Carlo Minardi e Gabriele Rumi. Nel 1997, in accordo con Luciano Benetton, lascia la scuderia e il suo posto viene occupato da David Richards.

Gli anni alla Renault e l'acquisizione del QPR[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1998 dirige la Supertec, che fornisce motori Renault a tre team. Quando poi la Benetton viene venduta definitivamente alla Renault nel 2001, Briatore viene assunto come direttore esecutivo del nuovo team Renault.

Nella stagione 2005 e in quella 2006 il team Renault diretto da Briatore centra la vittoria sia nel campionato piloti con Fernando Alonso, sia in quello costruttori.

Briatore nel 2006, direttore del team Renault F1, tra i suoi due piloti Giancarlo Fisichella (a sinistra) e Fernando Alonso (a destra), dopo la doppietta della squadra francese nel Gran Premio della Malesia.

Nel frattempo Briatore manifestava interesse anche verso il mondo del calcio, tentando prima di acquisire senza successo la squadra del Palermo[5] e poi nel 2007 acquistando, insieme con il patron della F1 Bernie Ecclestone, la squadra di calcio inglese del Queens Park Rangers[6] riportandolo in Premier League nel giro di quattro anni. In seguito, i quattro anni della gestione Briatore sono stati raccontati in un film-documentario dalla BBC.[7]

Dopo i successi del 2005 e del 2006, la Renault nelle due stagioni del 2007 e del 2008 vince in tutto solo due Gran Premi. Briatore viene allontanato dal team nel settembre 2009, in seguito al caso dell'incidente di Nelson Piquet Jr. al Gran Premio di Singapore 2008 e alla relativa indagine della FIA che porta prima alla sua radiazione e poi all'assoluzione totale con risarcimento danni.

Attività recenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo trasforma la sua villa di Malindi, in Kenya, in un lussuoso resort, il Lion in The Sun, nelle cui suite nel corso degli anni alloggiano personaggi famosi del calibro di Silvio Berlusconi, Naomi Campbell, Fernando Alonso, Simona Ventura, Paolo Bonolis, Heidi Klum ed Eva Herzigová.[8]

Il 13 giugno 2012 Briatore annuncia la chiusura della discoteca sarda Billionaire appartenente all'omonima catena internazionale, dichiarando che non investirà più in Italia anche per le difficoltà burocratiche. In effetti Billionaire Porto Cervo viene rilanciato ed è tutt'ora in attività'.[non chiaro] Rimane socio di Billionaire Italian Couture, linea sartoriale di alta gamma, dopo aver venduto la maggioranza a Philipp Plein.

Dal 2013, data in cui entra in partnership con Bay Capital a cui vende la quota di maggioranza di Billionaire LifeStyle Briatore si concentra sull'espansione e lo sviluppo dei brand che ha creato a livello globale.

Dal settembre dello stesso anno veste i panni del "boss" della versione italiana del programma televisivo The Apprentice in onda su Cielo.

Nel maggio 2014 apre un altro Twiga a Monte Carlo che si aggiunge a quello di Marina di Pietrasanta.[9]

Nel gennaio 2015 prende vita una società di consulenza per viaggi di lusso denominata Billionaire Travel che fa capo al Gruppo Billionaire Life di Briatore. La società, che ha sede a Lugano, nasce da un accordo con la Exclusive Travel Consulting (ETC) che si occuperà della gestione operativa.[10]

Nell'aprile 2017, poi, esce il suo primo libro dal titolo "Sulla ricchezza", scritto in collaborazione con il giornalista e scrittore Carmelo Abbate.

Controversie e procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Per affari connessi a bische clandestine e gioco d'azzardo viene condannato in primo grado a un anno e sei mesi di reclusione dal Tribunale di Bergamo[11] e a tre anni dal Tribunale di Milano.[2][12]

Nel novembre 1987 la condanna fu ridotta dalla Corte di Milano a un anno e due mesi in secondo grado. Tale condanna fu poi estinta da un'amnistia tramite un ordine della Corte di Appello di Milano il 30 aprile 1990. Briatore fu poi successivamente riabilitato dalla Corte di Torino nel 2010.

Il 10 febbraio 1993 un ordigno esplode davanti all'ingresso della dimora londinese di Briatore, nell'elegante quartiere di Knightsbridge. L'attentato non causa vittime ma solo danni al porticato e le conclusioni degli inquirenti inglesi sono che si è trattato di un atto dell'Irish Republican Army e che l'obiettivo non era Briatore.

Caso Piquet[modifica | modifica wikitesto]

Briatore al muretto del team Renault nel 2008

Nell'estate 2009 la FIA indaga sull'incidente occorso all'ex pilota della Renault Nelson Piquet Jr. durante il Gran Premio di Singapore 2008, sospettando che il pilota sia intenzionalmente andato fuori pista dietro ordine del suo team manager Briatore, allo scopo di favorire la vittoria della prima guida Fernando Alonso.[13] All'esito delle indagini sul caso, la FIA accusa quindi la Renault per le illiceità emerse in relazione all'incidente in questione.[14]

La scuderia francese dal canto suo, dopo essersi sistematicamente rifiutata di commentare la vicenda, il 16 settembre rilascia un comunicato in cui annuncia che il team manager Flavio Briatore (assieme al capo degli ingegneri Pat Symonds) non fa più parte del team. Nella dichiarazione inoltre la Renault specifica che nella prevista riunione del Consiglio Mondiale della FIA non contesterà le accuse concernenti il Gran Premio di Singapore del 2008.

Il 21 settembre si riunisce quindi a Parigi il FIA World Motor Sport Council per decidere i provvedimenti del caso, e all'esito della riunione il Consiglio Mondiale della FIA radia Flavio Briatore e squalifica per due anni con la condizionale la casa automobilistica francese.[15]

Il 5 gennaio 2010 il Tribunal de grande instance di Parigi annulla tuttavia la radiazione di Briatore, dichiarando non regolare il procedimento istruito dalla FIA, condannata inoltre a versare a Briatore 15.000 euro a titolo di risarcimento del danno, a fronte di una richiesta di un milione; la sentenza annulla anche la squalifica di Pat Symonds.[16] La FIA ribadisce però che continuerà ad applicare le sanzioni finché non saranno esaurite le procedure di ricorso.[17] In seguito viene trovato un accordo tra FIA e Briatore che stipula che il Manager non tornera' in F1 prima del 2013.

Caso Force Blue[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2010 per frode fiscale la Guardia di Finanza sequestra il mega yacht Force Blue di cui Flavio Briatore e' beneficiario, al largo di La Spezia.[18]

A fine gennaio 2011 l'inchiesta subisce un ulteriore sviluppo con il sequestro da parte della Guardia di Finanza di Genova di un milione e mezzo di euro e un'ulteriore accusa per truffa ai danni dello Stato.[19] Tale cifra gli fu in seguito restituita.

Il 13 aprile 2015 per lui e altri tre imputati si apre il processo al Tribunale di Genova dichiarandosi innocente.[20] Il 12 maggio seguente i PM chiedono per lui 4 anni di reclusione con l'accusa di aver intestato a una società di comodo lo yacht simulando l'attività di chartering, di aver evaso l'Iva sull'acquisto dell'imbarcazione e di non aver pagato le accise sul carburante per 3,6 milioni di euro. Il 10 luglio viene condannato alla pena di un anno e undici mesi di reclusione venendo lasciato in libertà grazie alla sospensione condizionale della pena[21] che non si accumula con le precedenti pene a cui era stato condannato estinte con l'amnistia. Oltre alla condanna, i giudici stabiliscono anche la confisca dello yacht.[22]

Il 28 settembre 2018 la Cassazione annulla la sentenza di appello di febbraio che lo condannava a 18 mesi e dispone un nuovo procedimento per quanto riguarda l’omissione dell’IVA mentre per quanto riguarda le fatture inesistenti viene disposto l’annullamento senza rinvio perché il fatto non sussiste.[23]

Nello stesso mese, la Guardia di Finanza ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare della Procura di Genova a carico dell'ex commercialista di Briatore e dell'ex direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate[24], con l'accusa di corruzione rispetto alla pregressa vicenda del mancato versamento dell'Iva all'importazione del Force Blue. Secondo quanto dichiarato dal Gip di Genova, Briatore ha accettato l'accordo preventivo, d'intesa con i propri legali.[25][26]

Caso QPR[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2015 l'Alta Corte di Londra inizia a discutere la causa che vede opposto l'ex procuratore Antonio Caliendo a Briatore ed Ecclestone per presunto mancato pagamento di 8 milioni di euro per l'acquisizione del QPR.[27] Nel febbraio 2016 la Corte respinge le accuse di Caliendo perché la società Mishcon de Reya non gli avrebbe recato alcun danno economico.[28]

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

In molte interviste ha dichiarato di non votare alle elezioni politiche da diversi anni e di non riconoscersi negli schieramenti né del centrodestra né del centrosinistra italiani. Ha inoltre dichiarato d'aver votato spesso in gioventù il Partito Liberale Italiano e di considerarsi socialista,[29][30] e ha dichiarato di apprezzare il Presidente statunitense e suo amico di lunga data Donald Trump.[31]

In occasione del referendum costituzionale in Italia del 2016 si schiera per il Sì.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ha una sorella più giovane di nome Rita che fa l'insegnante e aveva un fratello, di nome Walter, che possedeva una fattoria a Saluzzo, deceduto il 29 novembre 2015.[2]

Dal 1983 al 1987 è stato sposato con l'ex modella e imprenditrice Marcy Schlobohm[32].

Dal 1998 al 2003 è stato legato alla top model internazionale Naomi Campbell.

Briatore è stato brevemente legato alla top model tedesca Heidi Klum, da cui ha avuto una figlia, Helene Boshoven "Leni", nata nel maggio 2004. I due interruppero la relazione prima della nascita della bambina e Briatore si è sempre opposto al test del DNA.[33][34]

Nel 2006, dopo una visita alla clinica Mayo di Rochester (Minnesota, Stati Uniti), gli viene diagnosticato un cancro maligno al rene sinistro. Decide quindi di farsi operare presso la clinica Quisisana di Roma. L'operazione va a buon fine.[35]

Il 14 giugno 2008 ha sposato la showgirl calabrese Elisabetta Gregoraci,[36] da cui ha avuto un figlio, Nathan Falco, nato il 18 marzo 2010.[37] I tre hanno vissuto a Monte Carlo. Il 23 dicembre 2017 i due si separano consensualmente.[38]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Flavio Briatore, Carmelo Abbate, Sulla ricchezza, Sperling & Kupfer, 2017

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piergiorgio Odifreddi, La logica di Wikipedia, Il non-senso della vita - Blog - Repubblica.it, 9 settembre 2012. URL consultato il 10 settembre 2012.
  2. ^ a b c d e Flavio Briatore si racconta. Uno spaccone con un punto debole, Repubblica. URL consultato il 21 settembre 2009.
  3. ^ The Apprentice: flop, inchieste, radiazioni, ma Briatore insegna successo e etica, Il Fatto Quotidiano.
  4. ^ Flavio Briatore, RomaExplorer. URL consultato il 21 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2009).
  5. ^ Calcio Inglese, Briatore verso l'Italia?, Tuttomercatoweb.com. URL consultato il 21 settembre 2009.
  6. ^ Briatore ed Ecclestone entrano nel calcio, preso il Queen's Park, Corriere della Sera. URL consultato il 21 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2012).
  7. ^ Briatore, il piano quadriennale dei Queens Park Rangers: adesso è un film, F1WEB.it. URL consultato il 12 maggio 2012.
  8. ^ Malindi, la casa di Briatore diventa un resort a 5 stelle
  9. ^ Il Twiga di Briatore raddoppia e apre anche a Montecarlo, su iltirreno.it.
  10. ^ Briatore sbarca a Lugano con un tour operator, su gdp.ch. URL consultato il 22 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2015).
  11. ^ "Arrestato Briatore": giallo in Kenia, Corriere della Sera. URL consultato il 21 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2011).
  12. ^ G. Barbacetto, Briatore. Finito contro un muro, in Il Fatto Quotidiano del 27 settembre 2009, p. 14.
  13. ^ FIA investiga acidente de Nelsinho Piquet em Cingapura-2008 e pode punir Briatore, Globo.com. URL consultato il 21 settembre 2009.
  14. ^ Biscotti da Formula 1, i patti illeciti che hanno deciso corse e Mondiali, F1WEB.it. URL consultato il 23 giugno 2012.
  15. ^ Due anni alla Renault, Briatore radiato dalla F1, Repubblica. URL consultato il 21 settembre 2009.
  16. ^ Annullata la radiazione di Briatore, sportal.it, 5 gennaio 2010. URL consultato il 5 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2010).
  17. ^ Briatore assolto. "Torno? Penso solo al bambino", La Repubblica, 05-01-10. URL consultato il 05-01-10.
  18. ^ Articolo del Corriere della Sera sul sequestro dello yacht di Flavio Briatore
  19. ^ Maxi-sequestro ai danni di Flavio Briatore Archiviato il 28 gennaio 2011 in Internet Archive., 422race.com
  20. ^ Force Blue, Briatore: 'Non ho mai dovuto evadere le tasse', su ansa.it.
  21. ^ Flavio Briatore condannato ad un anno e 11 mesi per il caso Force Blue, su ilfattoquotidiano.it, 10 luglio 2015. URL consultato l'11 luglio 2015.
  22. ^ Fisco: Briatore condannato a 1 anno e 11 mesi, confiscato il suo yacht, su corriere.it. URL consultato l'11 luglio 2015.
  23. ^ La Cassazione annulla la condanna a Briatore per il Force Blue
  24. ^ Flavio Briatore parla dell'accusa di corruzione. "Mai incontrato Pardini, non so chi sia", su huffingtonpost.it, 26 settembre 2018. URL consultato il 7 maggio 2019 (archiviato il 26 settembre 2018).
  25. ^ Force blue, Briatore indagato per corruzione, su il sole 24 ore, 25 settembre 2018. URL consultato il 7 maggio 2019 (archiviato il 7 maggio 2019).
  26. ^ Corruzione,Briatore interrogato a Genova, su ANSA.it, 1º ottobre 2018. URL consultato il 7 maggio 2019 (archiviato il 1º ottobre 2018).
  27. ^ Caliendo chiede 8 milioni a Briatore ed Ecclestone, in La Gazzetta dello Sport, 17 novembre 2015.
  28. ^ Caliendo perde la causa contro Briatore ed Ecclestone
  29. ^ La7 - Flavio Briatore ospite di Daria Bignardi alla trasmissione televisiva Le Invasioni Barbariche, gennaio 2011
  30. ^ La7 - Flavio Briatore ospite di Daria Bignardi alla trasmissione televisiva Le Invasioni Barbariche, marzo 2014
  31. ^ Francesco Rigatelli, Briatore racconta l’amico Trump: “Sono stato il primo a portarlo in Europa”, in La Stampa, 25 maggio 2016. URL consultato il 16 marzo 2020.
  32. ^ Marcy Schlobohm è stata la prima moglie di Flavio Briatore, gossip.excite.it, 3 novembre 2010. URL consultato il 25 gennaio 2015.
  33. ^ Flavio Briatore choc: la figlia di Heidi Klum è mia, su gds.it, 26 luglio 2016. URL consultato il 26 luglio 2016.
  34. ^ Flavio Briatore si confessa: «La figlia di Heidi Klum è mia, ma Nathan è la mia famiglia», su ilmessaggero.it, 26 luglio 2016. URL consultato il 26 luglio 2016.
  35. ^ Corriere.it - Briatore: ho avuto il cancro, ora cambio vita
  36. ^ Gregoraci-Briatore,un sì da favola, su tgcom24.mediaset.it, 14 giugno 2008. URL consultato il 26 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2015).
  37. ^ E’ nato Nathan Falco Briatore il figlio di Briatore e della Gregoraci, su sorrisi.com, 18 marzo 2010. URL consultato il 26 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2016).
  38. ^ Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci si separano ma restano soci in affari

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Sceresini; Maria Elena Scandaliato; Nicola Palma, Il signor Billionaire: ascesa, segreti, misteri e coincidenze, Roma, Aliberti, 2010, ISBN 978-88-7424-651-9.

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