Campionato mondiale di Formula 1 1993
| Campionato mondiale di Formula 1 1993 | |
|---|---|
| Edizione n. 44 del Campionato mondiale di Formula 1 | |
| Dati generali | |
| Inizio | 14 marzo |
| Termine | 7 novembre |
| Prove | 16 |
| Titoli in palio | |
| Piloti | su Williams FW15C |
| Costruttori | |
| Altre edizioni | |
| Precedente - Successiva | |
| Edizione in corso | |
Il campionato mondiale di Formula 1 1993 organizzato dalla FIA è stata, nella storia della categoria, la 44ª stagione ad assegnare il campionato piloti, vinto da Alain Prost, e la 36ª stagione ad assegnare il campionato costruttori, vinto dalla Williams. È iniziata il 14 marzo ed è terminata il 7 novembre, dopo 16 gare.

La prestagione
[modifica | modifica wikitesto]Il calendario
[modifica | modifica wikitesto]Un primo calendario viene reso noto dal presidente della FISA Max Mosley il 24 giugno 1992.[1] Rispetto alla stagione precedente le gare saranno sempre 16, ma si registra l'uscita del Gran Premio del Messico, sostituito dal Gran Premio d'Asia che deve disputarsi all'Autopolis, configurando una inedita seconda corsa in terra giapponese.[1] Un altro piccolo cambiamento riguarda l'inversione di date tra San Marino e Spagna.[1] Il calendario deve però essere presto rivisto a causa del fallimento della società che gestisce l'Autopolis, la quale accumula un debito superiore ai 200 miliardi di lire.[2] A novembre si opera quindi la sostituzione, facendo entrare in calendario il Gran Premio d'Europa che, per la prima e unica volta nella sua storia, si svolge a Donington.[3]
A quello che sembra ormai essere il calendario definitivo si aggiunge però un altro problema: un tribunale di Quimper, in Bretagna, applica in maniera inflessibile una legge sul tabacco in Francia e condannato la Williams al pagamento di 30 milioni di franchi per istigazione a delinquere, visto che la squadra inglese esibisce nelle carrozzerie delle monoposto il marchio di sigarette Camel e le immagini del Gran Premio d'Australia vengono trasmesse sul suolo francese.[4] Per tutta risposta la Federazione, non potendo garantire alle scuderie libertà di circolazione senza incorrere nel rischio di essere condannate dalla giustizia, decide di sospendere il Gran Premio previsto per luglio.[4] Vista la possibile perdita di un ingente introito economico e data la presenza di forti pressioni, nel gennaio del 1993 il Parlamento francese approva un apposito emendamento per ovviare al problema.[5] La gara puo così svolgersi regolarmente.
La presentazione delle vetture
[modifica | modifica wikitesto]| Costruttore | Telaio | Data lancio | Luogo lancio |
|---|---|---|---|
| Ferrari | F93 A | 22 dicembre[6] | Circuito di Fiorano, Fiorano Modenese[6] |
| Minardi | M193 | 21 gennaio[7] | Circuito Internazionale Santamonica, Misano Adriatico |
| Ligier | JS39 | 28 gennaio[8] | Montecarlo |
| McLaren | MP4/8 | 14 febbraio[9] | Circuito di Silverstone |
| Scuderia Italia | T93/30 | 15 febbraio[10] | Circuito di Estoril |
I test
[modifica | modifica wikitesto]I primi test collettivi iniziano all'Estoril il 25 gennaio per la durata di quattro giorni.[11] Il tracciato, affittato dalla Williams, viene utilizzato anche da Ferrari, Benetton, Sauber, Jordan e Lotus.[11] Nonostante Michael Schumacher faccia registrare il miglior tempo nella prima giornata girando in 1'14"40,[11] sono le Williams a monopolizzare la graduatoria dei giri più veloci nelle giornate successive. Prost ferma infatti i cronometri in 1'13"40 nella giornata di mercoledì, arrivando a quattro decimi dal record del circuito.[12] Lo stesso francese e anche protagonista il venerdì di una violenta uscita di pista, fortunatamente senza conseguenze.[12] Dietro alle monoposto inglesi, solo la Benetton riesce a minimizzare i distacchi, anche se pure Sauber, Lotus e Jordan ritengono di aver tratto buone indicazioni.[12] Problematici invece i test per la Ferrari, che risulta staccata in media di sei secondi da Prost e di quattro secondi dagli altri piloti; sia Alesi che Berger hanno inoltre svariati problemi di affidabilità dovendo interrompere più volte i test per riparare vari guasti.[12]
Sempre all'Estoril si disputa una seconda settimana di test a partire dal 15 febbraio. Alle prove sono assenti la Ferrari, che preferisce rimanere a Imola per eseguire vari collaudi, e la McLaren che solo il giorno prima ha presentato la propria monoposto.[9] Ancora una volta la Williams conferma il proprio predominio, con Prost in grado di girare in 1'13"48 e Hill poco più indietro.[13] Le altre squadre in pista risultano staccate di oltre due secondi.[13]
Accordi e fornitori
[modifica | modifica wikitesto]La Williams vede la sua partecipazione alla nuova stagione messa in dubbio per un errore burocratico: la squadra britannica presenta infatti in ritardo la domanda di ammissione al mondiale. Per permetterle ugualmente di partecipare, secondo le norme del Patto della Concordia, e necessaria una risposta positiva unanime da parte di tutti gli altri team, ma Benetton e Minardi sono contrarie.[14] La questione in realtà rientra in una più complessa battaglia politica per il cambiamento dei regolamenti, a cui Williams e McLaren si oppongono.[14] La Ferrari e le squadre minori chiedono infatti modifiche già dalla stagione in corso con la riduzione delle prove libere, dei treni di gomme e del numero di monoposto utilizzabili nel fine settimana di gara, per un risparmio quantificato in circa due milioni di dollari.[14] Sfruttando questa situazione, il team di Maranello fa pressioni anche per una forte limitazione dei dispositivi elettronici – come le sospensioni attive e il controllo di trazione – per i campionati seguenti:[15] a detta dell'ingegnere della Williams Adrian Newey, lo scopo della Ferrari e in realtà quello di cancellare lo svantaggio accumulato nei confronti delle squadre di vertice per potersi rilanciare nella lotta al titolo mondiale, da cui e esclusa ormai da alcuni anni.[16]
Vista la complessa situazione venutasi a creare, il presidente della FISA Max Mosley decide di derogare alle regole, convocando il consiglio mondiale e facendo decidere ad esso in maggioranza se ammettere o meno la Williams;[14] così facendo, evita quindi che Benetton e Minardi possano esercitare il veto contro il team di Frank Williams.[14] Al contempo garantisce alle piccole squadre e alla Ferrari le modifiche richieste al regolamento.[14]
Per quel che riguarda i fornitori, si registra l'addio della Honda che lascia il mondiale dopo dieci stagioni a causa degli alti costi.[15] A farne le spese e la McLaren, rifornita gratuitamente dalla casa giapponese, che deve stipulare un accordo da 16 milioni di dollari per avere i motori Ford.[9] Anche la Minardi cambia motorista, passando ai propulsori americani dopo la deludente esperienza con i Lamborghini, ma a causa di una situazione finanziaria precaria puo permettersi solamente quelli dell'anno precedente.[17] La Jordan opta per gli Hart abbandonando Yamaha, che rifornisce la Tyrrell.
Nell'agosto del 1992 viene poi reso noto da parte della Scuderia Italia il cambio di telaista, passando da Dallara a Lola.[18] Nelle intenzioni del patron Beppe Lucchini questo deve rappresentare il salto di qualità per la squadra bresciana, convinto che l'esperienza della Lola nel mondo delle corse gli permette di affermarsi anche in Formula 1.[18] Nei fatti, invece, a detta di Alboreto la vettura altro non e se non una Formula 3000 adattata e la stagione si rivela un completo fallimento.[19]
Scuderie e piloti
[modifica | modifica wikitesto]Scuderie
[modifica | modifica wikitesto]Rispetto alla stagione precedente ben quattro squadre lasciano il paddock. A livello di prestigio sportivo gli abbandoni più importanti sono quelli di March e Brabham. La prima, già dall'anno precedente, affronta infatti un periodo di forti difficoltà finanziarie dovute anche all'arresto di Akagi nel settembre del 1991 e alla conseguente vendita a un consorzio di imprenditori che a fatica riesce a farle disputare la stagione 1992. Nell'inverno dello stesso anno circolano voci riguardo alla vendita della scuderia al gruppo svizzero Lysys o a un principe saudita e vengono opzionati come piloti Jan Lammers e Jean-Marc Gounon;[20][21] il team si iscrive al mondiale ma non ha i fondi sufficienti nemmeno per procurarsi una fornitura di motori.[22] Dopo non essersi presentata al Gran Premio del Sudafrica viene definitivamente esclusa. La seconda, dopo il Gran Premio d'Ungheria 1992, e giunta al collasso finanziario a seguito anche di una complessa inchiesta di corruzione che coinvolge alcuni dirigenti della squadra; i tentativi di iscrivere la squadra al campionato successivo mettendola all'asta dopo il fallimento non si concretizzano.[23] Gli altri due abbandoni avvengono anch'essi nel corso del campionato precedente e sono quelli di Fondmetal, a corto di denaro,[24] e dell'Andrea Moda Formula che, dopo l'arresto del patron Sassetti, viene bandita dalla competizione per danneggiare la reputazione dello sport.[25]
Al contempo si registra l'ingresso nel circus della Sauber, squadra che ha già ottenuto importanti successi negli sportprototipo e finanziata dalla Mercedes.[26] Il progetto per entrare in Formula 1 e infatti già iniziato dal 1991 e, nonostante alcune difficoltà riguardanti l'impegno di Mercedes, diviene effettivo nel 1992, anche se fino al 1994 la casa di Stoccarda si limitera a comparire come sponsor.[26]
Piloti
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La novità più importante per quel che riguarda il mercato piloti e il rientro in Formula 1 di Alain Prost dopo un anno sabbatico. Il francese si accorda infatti con la Williams e fa inserire una clausola per cui puo avere un diritto di veto sull'ingaggio di Ayrton Senna come suo compagno di squadra.[27] Il brasiliano, desideroso di cambiare scuderia, deve quindi rimanere in McLaren, firmando un accordo in extremis dopo aver valutato anche il ritiro.[28] Senna correranno a gettone, decidendo di volta in volta, e pretendendo un milione di dollari a gara.[27] La situazione perdura fino alla vigilia del Gran Premio di Francia, quando trova un accordo con Ron Dennis valido per tutta la parte restante del campionato.[27]
Al fianco di Prost viene promosso a secondo pilota il collaudatore Damon Hill, dopo che il campione del mondo uscente Mansell, che già e stato confermato per il 1993, ha contrasti con Frank Williams, non informa che fa coppia con Prost.[29]
La Ferrari e invece impegnata nella ricostruzione della squadra, dopo la disastrosa annata precedente. Ridisegnato l'organico, il presidente Montezemolo da mandato a Niki Lauda di contattare Senna per sapere se disponga a correre per il team di Maranello.[30] Di fronte alle esose richieste del brasiliano, quantificabili in 30 milioni di dollari a stagione (dovuti al fatto che cerca una squadra che gli permetta di vincere subito il titolo mondiale), vira su Berger dietro consiglio di Postlethwaite e Barnard.[30] Al suo fianco correra il confermato Alesi. Dato che Berger cambia squadra, rimane libero il secondo sedile della McLaren che ingaggia Michael Andretti, figlio di Mario, e vincitore del campionato di Champ Car nel 1991.
Michael Schumacher viene confermato in Benetton e al suo fianco arriva Riccardo Patrese con un contratto annuale da seconda guida, che ha il compito di portare il suo bagaglio di esperienza e di conoscenze tecniche acquisite in Williams.[31] Anche la Lotus mantiene il suo primo pilota Herbert affiancandogli il promettente Zanardi dopo che questi si mette in luce in una sessione di test a Le Castellet stampando tempi migliori di Schumacher. Confermato anche De Cesaris alla Tyrrell dopo la buona stagione disputata, mentre il ruolo di seconda guida tocca a Ukyo Katayama, reduce dal debutto con la Larrousse.
Rivoluziona invece la propria formazione la Ligier che ingaggia l'esperto Martin Brundle dalla Benetton e il giovane Mark Blundell, collaudatore della McLaren. Alboreto, dopo essersi rilanciato con una buona stagione,[32] già da settembre rende noto che lascera la Footwork per approdare alla Scuderia Italia, dove farà coppia con Luca Badoer.[33] Il suo posto viene preso da Derek Warwick, al rientro in Formula 1 dopo due anni di assenza e fresco campione del mondo sportprototipi. Anche Jordan e Larrousse modificano totalmente il proprio organico: la prima ingaggia la giovane promessa Rubens Barrichello affiancandogli Ivan Capelli, reduce da una stagione difficile in Ferrari; le vicende del secondo sedile della squadra irlandese sono comunque molto tormentate visto che l'italiano lascerà dopo appena due gare e si alterneranno ben quattro piloti (Boutsen, Apicella, Naspetti e Irvine). La seconda invece mette sotto contratto il francese Érik Comas, in uscita dalla Ligier, e il rientrante Philippe Alliot. Infine Minardi conferma Fittipaldi in coppia con Fabrizio Barbazza, mentre la debuttante Sauber assume due giovani di prospettiva, quali Karl Wendlinger e JJ Lehto.
Tabella riassuntiva
[modifica | modifica wikitesto]Riprese televisive
[modifica | modifica wikitesto]In Italia, per la terza volta consecutiva, le prove libere, le qualifiche a tre cinquine, il warm-up, la gara e il post-gara vengono trasmesse dalle reti Fininvest come Italia 1 e Canale 5 (che ne trasmette solo una gara di domenica al termine dell'edizione delle 13:00 di TG5 Giorno) con il commento di Andrea De Adamich e Guido Schittone con la partecipazione di Claudia Peroni e Giorgio Piola come inviati dai box all'interno di Grand Prix e Formula 1 '93 per R.T.I. Sport e su Rai 2 in Eurovisione con il commento di Mario Poltronieri, Clay Regazzoni e la partecipazione di Gianfranco Palazzoli ed Ezio Zermiani anche loro nel ruolo di inviati dai box all'interno di vari programmi televisivi sportivi.
Modifiche al regolamento
[modifica | modifica wikitesto]Regolamento tecnico
[modifica | modifica wikitesto]La FIA cerca di rendere meno veloci le vetture, in particolare in entrata di curva, riducendo la larghezza delle stesse e degli pneumatici per fornire meno aderenza.[36]
Regolamento sportivo
[modifica | modifica wikitesto]La stagione 1993 e all'insegna della continuità rispetto alla precedente, infatti sono ben poche le novità regolamentari introdotte. I cambiamenti più profondi riguardano il sistema delle qualifiche: a partire dal Gran Premio del Brasile ogni pilota avra a disposizione solamente 12 giri a sessione per marcare il tempo e dei 26 partecipanti, solamente uno non si qualifichera in modo da far sì che ogni squadra avra almeno un pilota schierato sulla griglia di partenza.[37] Inoltre e limitato l'uso del muletto alla sola giornata di gara, mentre viene vietato per le prove ed e ridotto da dieci a sette il numero di set di pneumatici da utilizzare nel corso del fine settimana.[22]
Riassunto della stagione
[modifica | modifica wikitesto]Gran Premio del Sudafrica
[modifica | modifica wikitesto]Al suo ritorno alle competizioni dopo un anno sabbatico, Prost ottiene subito la pole position con la Williams, nonostante il fatto che a 1700 metri di altitudine il motore Renault non possa far valere tutta la sua superiorità rispetto alla concorrenza;[senza fonte] al suo fianco, vicinissimo, si qualifica il rivale di sempre Senna, che accetta di correre un altro anno con la McLaren, anche se per la prima parte della stagione il suo e di fatto un contratto a gettone.[27] Il brasiliano arriva al primo Gran Premio dopo che prova solo una volta la McLaren pochi giorni prima dell'inizio del Mondiale, in un breve test a Silverstone.
Al via Prost parte male e viene infilato da Senna, che prende il comando, e da Schumacher su Benetton. Hill, invece, nel tentativo di infastidire Senna, poche centinaia di metri più tardi finisce in testacoda (riparte dodicesimo e finirà definitivamente out al 18º giro speronato da Zanardi) e restituisce quindi la terza posizione al compagno di squadra. Dopo aver impresso un buon ritmo nei primi giri, Senna ha un problema al 4º giro alla sospensione attiva della McLaren e comincia a correre in difesa. Intanto Prost sta cominciando a rimontare e al 13º giro supera Schumacher, mettendosi a caccia del brasiliano. Dopo averlo raggiunto tenta un primo attacco al 15º giro, ma il brasiliano riesce a resistere per diverse tornate, fino a quando deve cedere nel corso del 24º giro dopo una serie di lotte ruota a ruota; in quello stesso giro anche Schumacher passa il brasiliano, ma i due rientrano subito ai box e Senna torna davanti al cambio gomme.
Il tedesco tenta di prendersi nuovamente la posizione, ma al 40º giro forza troppo la staccata e, dopo aver toccato il posteriore della McLaren, si gira e viene costretto al ritiro. In questo modo diventa terzo il suo compagno di squadra Patrese, che 7 giri dopo però esce di pista a sua volta, ritirandosi. Prost, frattanto, comanda ancora la gara nonostante un acquazzone che nella fase finale, visto anche che Senna si preoccupa di amministrare la sua seconda piazza con una vettura sempre più difficile da tenere in strada col progredire della corsa.[38] Chi ne fa le spese e invece Warwick sulla sua Footwork che, al rientro dopo due anni, va in testacoda sbattendo sul muro mentre e in zona punti. Sale quindi in terza posizione Blundell, che a fine gara e in grado di portare alla Ligier il podio che le manca da sette anni. Completano l'ordine di arrivo Fittipaldi, quarto su Minardi, e Lehto, quinto con la debuttante Sauber, in una gara che vede solo 5 vetture al traguardo. Quindi Berger, sebbene tradito dal motore Ferrari ad un giro dalla fine, viene comunque classificato sesto e prende un punto.
Gran Premio del Brasile
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La March, che già in Sudafrica non e riuscita a partecipare, si ritira ufficialmente dal Mondiale; rimangono così 26 concorrenti. Per non far sì che vi sono 26 qualificati su 26 partecipanti, le squadre decidono di non ammettere alla corsa l'autore dell'ultimo tempo in prova: e dunque Ivan Capelli a mancare la qualificazione in quella che e la sua ultima partecipazione a una gara di Formula 1. Le qualifiche vengono nuovamente dominate dalla Williams che occupa la prima fila. Al via Prost scatta in testa, mentre Hill viene superato da Senna, anche se all'11º giro l'inglese si riprende la seconda piazza. Dietro ai primi vi e anche un incidente tra Andretti e Berger, senza conseguenze per i piloti. Una volta stabilizzatesi le prime posizioni vedono Prost al comando davanti a Hill, Senna, Schumacher, Alesi e Lehto. Al 24º giro, però Senna riceve uno stop-and-go per sorpassare in regime di bandiere gialle.[39] Poco dopo un improvviso acquazzone genera il caos in pista con i piloti che si precipitano a cambiare le gomme, mentre Suzuki, Katayama e Fittipaldi sono costretti al ritiro.
Prost, credendo che ai box rientri Hill dopo aver male interpretato un messaggio radio della Williams,[39] ritarda il cambio di pneumatici, ma si trova improvvisamente davanti la vettura di Fittipaldi ferma in mezzo alla pista e la centra venendo costretto al ritiro. I commissari di gara decidono dunque di far entrare la safety car per 7 giri al fine di sgomberare il tracciato dai rottami delle auto incidentate; questo permette di compattare il gruppo e, con la pista ancora bagnata, Senna passa la Williams di Hill al 42º giro. Dietro di loro risale intanto al terzo posto Herbert, abile a sfruttare le soste ai box,[39] seguito da Lehto, Blundell e Zanardi. Nel frattempo sta rimontando posizioni Schumacher, che e precipitato al nono posto a causa di uno stop-and-go. Il tedesco riesce a portarsi ai margini del podio e all'ultimo giro, dopo un vivace duello, ha la meglio su Herbert conquistando l'ultimo gradino del podio. Quinto e Blundell, seguito da Zanardi, che conquista così quello che rimarrà l'unico punto della sua carriera in Formula 1. Per la McLaren invece si tratta della centesima vittoria nella competizione.[39] Senna si porta quindi al comando del campionato con 16 punti contro i 10 di Prost.
Gran Premio d'Europa
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Il primo e ultimo Gran Premio disputato a Donington rimarrà nella storia come una delle più memorabili imprese di Ayrton Senna[senza fonte]. Se le qualifiche confermano il predominio della Williams, che occupa nuovamente la prima fila, la gara, svoltasi su pista bagnata, esalta le capacità di guida del brasiliano. Alla partenza Prost e Hill mantengono le prime posizioni, mentre Schumacher chiude Senna all'esterno ed entrambi vengono superati da Wendlinger. Nel corso del primo passaggio, però il brasiliano sopravanza Schumacher già all'uscita della prima curva, Wendlinger, Hill e Prost, conquistando la testa della corsa alla penultima curva del primo giro. Più indietro, Andretti e Wendlinger entrano in contatto e sono costretti al ritiro, mentre Barrichello risale addirittura in quarta posizione dietro al duo Williams.
Senna conquista immediatamente un grande vantaggio sugli inseguitori; la gara diviene un continuo susseguirsi di acquazzoni di pochi minuti ciascuno, che obbligano i piloti ad un gran numero di cambi gomme.[40] Senna non si lascia sorprendere dalle mutevoli condizioni meteo e vince la seconda gara consecutiva davanti a Hill, Prost (addirittura doppiato dal brasiliano), Herbert (quarto per la seconda volta consecutiva), Patrese e Barbazza, al primo punto in carriera; Barrichello viene invece tradito dalla sua Jordan (guasto ai freni) a cinque giri dalla fine mentre si trova in zona podio al 3º posto, posizione che cedecosì a Prost, che in precedenza ha perso la seconda piazza in quanto rallentato dalle sette soste ai box, sopra la media degli altri piloti, e da un problema con la frizione nel ripartire da una sosta al box.[40] A questo punto Senna accumula un vantaggio di dodici punti sul francese, suo inseguitore più prossimo.
Gran Premio di San Marino
[modifica | modifica wikitesto]Prost conquista la pole position anche a Imola, ma un violento acquazzone si abbatte in mattinata sul circuito e i piloti sono costretti a partire con pneumatici da bagnato.[41] Il francese, rallentato da un problema alla frizione scatta male e viene superato da Hill, il quale prende subito un buon margine, e da Senna alla staccata della Tosa.[41] Nonostante tutto, dopo sette giri Prost riesce prendendosi qualche rischio a recuperare la posizione sul brasiliano;[41] dietro di loro seguono invece Schumacher, Berger e Wendlinger. Al nono giro cominciano le soste ai box per montare gomme da asciutto, visto che la pista si sta asciugando. Approfittando di un pit stop non perfetto dei meccanici Williams,[41] Senna riesce a riprendersi la posizione, ma al dodicesimo giro Prost e in grado di superare in un colpo solo alla Tosa i due rivali che lo precedono. Senna passa Hill, che in seguito al 21º giro esce di pista per un guaio ai freni ed e costretto a ritirarsi.
Terzo si ritrova quindi Schumacher, seguito da Wendlinger, Andretti e Alesi. Sia l'americano che il francese sono però costretti al ritiro: il primo per problemi ai freni, il secondo per guai alla frizione. Anche Senna si ritira, al 43º giro per un guasto all'impianto idraulico, lasciando la seconda piazza a Schumacher. Prost nel frattempo si avvia verso la vittoria, nonostante problemi all'acceleratore nelle fasi finali di gara, mentre e molto accesa la lotta al quarto posto che vede confrontarsi Lehto con Zanardi e Herbert. Nonostante sono più veloci, i piloti Lotus non riescono a passare il finlandese: Zanardi commette infatti un errore e incidenta la sua vettura, mentre Herbert e costretto al ritiro da problemi al motore.[41] Le posizioni in classifica non cambiano ulteriormente e Prost vince con ampio margine su Schumacher e Brundle, che porta al secondo podio stagionale la Ligier, mentre Lehto conclude quarto con la Sauber nonostante la rottura del motore a due giri dalla fine. Finiscono nei punti anche Alliot e Barbazza, sesto per la seconda volta consecutiva con la Minardi. Prost riesce così a ridurre il distacco nei confronti di Senna a due lunghezze, portandosi a 24 punti contro i 26 del brasiliano.
Gran Premio di Spagna
[modifica | modifica wikitesto]A Barcellona Prost conquista ancora una volta la pole position davanti a Hill nelle qualifiche. La domenica, alla partenza accade un fatto insolito, con il semaforo che da rosso diventa giallo lampeggiante anziché verde,[42] ma in realtà il via e regolare, con Hill che scavalca il compagno di squadra; a seguire Senna, Schumacher, Patrese, Andretti e Alesi. Tuttavia all'11º giro il francese si riprende la prima posizione sull'inglese, pur senza riuscire a distanziarlo.[42] Non ci sono altri cambiamenti fino a quando, durante il 42º giro, l'inglese rompe il motore e si ritira. Senna scala quindi in seconda posizione, ma un errore al box durante un cambio gomme lo mette in difficoltà, visto che si ritrova incalzato a breve distanza da Schumacher.[42] Il tedesco tenta di passare il brasiliano ma viene costretto a desistere dopo una breve escursione nella sabbia causata dalla rottura del motore di Zanardi che inonda di olio la pista.[42]
Le posizioni di testa non cambiano più fino al termine e i primi tre giungono al traguardo seguiti da Patrese, Andretti per la prima volta a punti con l'altra McLaren, e Berger. Grazie alla vittoria conseguita Prost scavalca Senna in testa alla classifica piloti per due punti, mentre gli altri sfidanti sono tutti molto più staccati.
Gran Premio di Monaco
[modifica | modifica wikitesto]Per la prima volta dalla gara in Sudafrica la prima fila non occupa interamente dalla Williams: Prost conquista comunque la pole, ma al suo fianco si trova Schumacher, con Senna terzo e Hill a completare la seconda fila. Al via le posizioni di testa rimangono invariate, ma il francese si muove con leggero anticipo rispetto al semaforo verde e riceve di conseguenza uno stop-and-go di 10 secondi;[43] al momento però di ripartire dai box dopo la penalità il motore gli si spegne e, quando i meccanici Williams riescono a farlo ripartire, Prost e ormai 22º con un giro di ritardo rispetto a Schumacher che guida la gara.[43] Intanto il tedesco riesce ad aumentare notevolmente il proprio vantaggio nei confronti di Senna fino a quando, nel corso del 32º giro, perde tre secondi, prima di ritirarsi il passaggio successivo per un problema idraulico.
Il brasiliano si trova dunque a guidare la corsa, seguito da Hill e dal duo Ferrari, con Berger che da vita ad un acceso duello con il compagno di squadra Alesi riuscendo, dopo un contatto al 62º giro, a passarlo al 64º giro. L'austriaco si mette alla caccia di Hill e, dopo averlo raggiunto al 71º giro, tenta l'attacco al Loews, ma finisce per speronarlo venendo costretto al ritiro. Senna invece conduce la gara fino alla vittoria (nonostante il brivido di un cambio gomme "difettoso" che porta Hill nelle sue vicinanze), la sua sesta a Monaco e la quinta consecutiva. Prost giunge infine quarto, seguito da Fittipaldi e Brundle.
Il brasiliano si riporta così in testa al mondiale, mentre Alesi porta alla Ferrari il primo podio stagionale dopo un avvio del mondiale molto problematico.
Gran Premio del Canada
[modifica | modifica wikitesto]Dopo aver occupato nuovamente la prima fila, al via Hill sopravanza il compagno di squadra, portandosi al comando della corsa; alle sue spalle e autore di un ottimo scatto Berger, che si porta terzo, mentre Schumacher ha problemi al controllo di trazione e perde diverse posizioni.[44] Senna intanto, che parte dall'ottava piazzola, rimonta velocemente e al secondo passaggio riesce a issarsi al terzo posto. Schumacher, dal canto suo, si porta quarto, mentre Berger, che ha problemi a gestire la vettura a serbatoio pieno, lascia strada pure ad Alesi.[44] Al sesto giro, Prost supera il compagno di squadra, portandosi in testa e a partire da quel momento non lascia più la posizione.
Senna intanto forza il ritmo avvicinandosi a Hill, ma non ci sono cambiamenti di posizione fino alla sosta per il cambio gomme, durante la quale l'inglese della Williams viene attardato da alcuni problemi,[44] scivolando in quarta posizione. Nel finale di gara Senna comincia a recuperare su Prost e Schumacher a sua volta sul brasiliano, fino a quando la McLaren non viene colpita da un guasto all'alternatore a sette giri dalla fine. Prost puo quindi involarsi verso il successo e va a vincere davanti a Schumacher, Hill, Berger, Brundle e Wendlinger, a punti per la prima volta in questa stagione. Il francese della Williams e di nuovo in testa al mondiale, con cinque punti di vantaggio sul rivale brasiliano.
Gran Premio di Francia
[modifica | modifica wikitesto]Per la prima volta durante la stagione la pole position viene ottenuta da Damon Hill, che precede il compagno di squadra e le due Ligier. Al via l'ordine rimane pressoché invariato, a parte il sorpasso di Schumacher su Alesi, con Hill che conduce davanti a Prost, Brundle, Blundell, Senna e Schumacher. Per 20 giri le posizioni rimangono inalterate, ma, al 21º passaggio, un'incomprensione tra Blundell e il doppiato De Cesaris, causa un incidente con il pilota inglese che finisce contro le barriere.
Ai cambi gomme, Prost riesce a sopravanzare Hill, prendendo la testa della corsa, mentre Brundle sta lottando con Senna e Schumacher per il terzo posto. L'alfiere della Ligier e però costretto a modificare la sua strategia, passando da una a due soste, perché l'usura degli pneumatici si sta dimostrando superiore alle attese.[45] Approfittando dunque della sua fermata ai box Senna e Schumacher riescono a passarlo e, poco dopo, approfittando del doppiaggio di Warwick, il tedesco ha la meglio anche sul pilota della McLaren. Le posizioni di testa non cambiano più fino al termine e Prost vince davanti a Hill, Schumacher, Senna, Brundle e Andretti.
Gran Premio di Gran Bretagna
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Al via Prost scatta ancora davanti a tutti, ma la sua partenza non e brillante e viene scavalcato da Hill e Senna, che dal quarto posto sulla griglia di partenza balza in seconda posizione. Il brasiliano riesce a resistere per alcuni passaggi agli attacchi di Prost, grazie soprattutto alla stabilità della sua vettura, ma viene sopravanzato nel corso del settimo giro e poco più tardi deve cedere il passo anche Schumacher.
Prost comincia a rimontare su Hill, ma i distacchi sono neutralizzati quando la safety car entra in pista per un incidente di Badoer alla curva Woodcote.[46] Quando la corsa riprese Hill cerca di ricostruire il vantaggio che ha verso i rivali, segnando anche il giro più veloce, ma nel corso del 41º passaggio il motore della sua Williams si rompe e viene costretto a ritirarsi; Prost eredita così il comando della gara davanti a Schumacher e Senna. Dietro di loro si accende intanto la lotta per il quarto posto che vede impegnati Brundle, Herbert e Patrese, con il padovano che passa prima il pilota della Lotus e poi approfitta del ritiro dell'inglese della Ligier per portarsi ai margini del podio. L'ordine rimane invariato fino all'ultima tornata, quando Senna, come già accaduto due anni prima, rimane senza benzina a poche curve dalla fine e si ferma lungo il tracciato; il brasiliano viene comunque classificato quinto (in quanto primo dei doppiati), alle spalle di Prost, Schumacher, Patrese e Herbert e davanti a Warwick, che porta il primo punto della stagione alla Footwork. Prost prende ormai il largo in classifica piloti, contando un margine di 20 punti su Senna e 37 su Schumacher.
Gran Premio di Germania
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Al via Prost viene sopravanzato da Hill, Schumacher e Senna dopo uno scatto poco brillante; alla prima staccata però il francese arriva appaiato al brasiliano; i due vengono a contatto, Senna va in testacoda e riparte per ultimo. La Ligier di Brundle tenta di attaccare il pilota della Williams alla seconda chicane, ma va in testacoda e taglia la variante; anche Prost taglia la chicane, per evitare l'incidente, e così pure fa Suzuki dietro di loro. Tutti e tre i piloti vengono penalizzati con uno stop-and-go; Prost criticherà questa decisione a fine gara. Prima di doversi fermare, il francese supera Schumacher e Hill, portandosi in testa alla gara dopo poche tornate; quando rientra è sesto, alle spalle anche di Blundell, Patrese e Brundle. Il francese recupera nuovamente fino alla seconda posizione, ma lo svantaggio nei confronti del compagno di squadra è troppo grande per essere colmato. Nel frattempo, Senna ha rimontato fino alla quinta piazza. A una tornata e mezzo dal termine Hill si ritira per lo scoppio della gomma posteriore sinistra; Prost vince così davanti a Schumacher, Blundell, Senna, Patrese e Berger, autore di una gara d'attacco.
Gran Premio d'Ungheria
[modifica | modifica wikitesto]Al via del giro di ricognizione la vettura di Prost rimane ferma sulla griglia e il francese è costretto a partire dall'ultima posizione. Alla partenza Schumacher nel tentativo di passare Hill va troppo all'esterno e viene superato da Senna, Berger e dal compagno di squadra Patrese. Hill quindi prende il comando della corsa davanti a Senna, Berger, Patrese, Schumacher e Alesi. L'inglese conquista subito un grande vantaggio sugli inseguitori, mentre Schumacher, tentando di recuperare, compie invece un testacoda al quarto giro che lo fa andare fuori pista e riparte decimo. Nel corso della diciottesima tornata Senna, ancora secondo, si ritira per un problema all'acceleratore; Schumacher, autore di una grande rimonta, si ritrova secondo dopo aver passato il compagno di squadra al 19º giro, ma si ritirerà 6 tornate più tardi a causa di un guasto al motore.
Prost nel frattempo, che rimonta fino alla quarta posizione, al 21º giro deve tornare ai box per sostituire l'alettone posteriore, rientrando in pista con sette giri di ritardo. Hill comanda in solitario, Patrese amministra la seconda piazza, mentre Berger conquista il podio superando Warwick, Brundle e Martini che rimangono a lottare per il quarto posto; alla fine l'italiano esce di pista, mentre gli altri due concludono nell'ordine. Hill conquista così la prima vittoria in carriera davanti a Patrese, Berger, Warwick, Brundle e Wendlinger; per Patrese si tratta dell'ultimo podio in carriera, mentre per Warwick è l'ultimo arrivo in zona punti.
Gran Premio del Belgio
[modifica | modifica wikitesto]Al via Prost mantiene la testa della corsa, mentre Senna compie un ottimo scatto e si porta in seconda posizione, sopravanzando Hill. Alle sue spalle, Schumacher ha dei problemi con il launch control della sua Benetton, così come il compagno di squadra Patrese; il tedesco però perde meno tempo dell'italiano e alla prima curva si trova decimo; nel corso del secondo giro Hill, sfruttando la cavalleria del V10 Renault, passa Senna alla salita verso il Radillon. Schumacher recupera fino alla quarta piazza e durante il primo cambio gomme passa Senna. Prost e Hill in testa fanno un po' di tira e molla, ma il francese durante il secondo cambio-gomme ha un contrattempo e viene passato dal compagno di squadra, rientrando in pista davanti a Schumacher, che lo passa due giri più tardi. Senna invece, 4°, arriva al traguardo staccato e solitario con una McLaren in preda a vibrazioni fastidiose. L'ordine rimane invariato e Hill ottiene la seconda vittoria consecutiva davanti a Schumacher, Prost, Senna, Herbert (che porta alla Lotus gli ultimi punti della sua storia) e Patrese; a quattro gare dalla conclusione del campionato, la Williams conquista matematicamente il titolo costruttori.
Gran Premio d'Italia
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Ancora una volta le Williams dominano le qualifiche, occupando l'intera prima fila con Prost davanti al compagno di squadra Hill. Protagonista delle qualifiche e anche il francese Alesi, in grado di piazzare la sua Ferrari in seconda fila scatenando l'entusiasmo del pubblico presente dopo che per alcuni minuti riesce ad issarsi in testa alla classifica dei tempi migliori.[47] Al via Prost mantiene la testa della corsa, mentre Alesi che sopravanza Hill, il quale ingaggia un duello con Senna per la terza piazza; alla prima chicane la McLaren tocca però la Williams e la macchina del brasiliano si alza da terra, ricadendo pesantemente; entrambi ripartono diverse posizioni più indietro. Nella seconda metà della griglia alcune vetture si scontrano tra loro; si ritirano Suzuki, Warwick, Barrichello, Apicella e Lehto, mentre Alliot e Fittipaldi devono tornare ai box per riparare le proprie vetture. Mentre Prost conduce la gara, al 2º giro alla Variante Ascari Schumacher passa Alesi e conquista la seconda piazza; il ferrarista più tardi perde anche la terza posizione, quando Hill in rimonta (passa già Brundle, Herbert e Berger) lo supera. La rimonta invece non riesce a Senna che al nono giro, nel tentativo di recuperare, arriva a ruote bloccate alla Seconda Variante per noie ai freni e tampona Brundle, costringendo entrambi al ritiro.[48]
Alla ventunesima tornata sulla Benetton di Schumacher si rompe il motore; Hill recupera lo svantaggio nei confronti del compagno di squadra, finendo per raggiungerlo nell'ultima fase di gara.[48] A pochi chilometri dal termine Prost si ritira, tradito dal motore della sua Williams, e deve così rimandare la conquista matematica del titolo; Hill conquista così la terza vittoria consecutiva davanti ad Alesi e Andretti, per la prima volta sul podio nella sua ultima gara in Formula 1, prima di essere appiedato dalla McLaren. Gli altri piloti a punti sono Wendlinger, Patrese e Comas.
Gran Premio di Portogallo
[modifica | modifica wikitesto]Il venerdì Alain Prost annuncia il ritiro dalle corse a fine stagione. Sulla McLaren che e stato di Andretti debutta il finlandese Mika Häkkinen, qualificandosi a sorpresa davanti al compagno Senna. Al giro di formazione la vettura di Hill non si avvia; il pilota inglese è costretto a schierarsi in ultima posizione. Al via Alesi azzarda una traiettoria esterna e prende il comando, seguito da Häkkinen, Senna, Prost (superato in partenza anche dal duo McLaren oltre che dal ferrarista), Schumacher e Berger. Senna sorpassa Häkkinen a metà del primo giro e si mette all'inseguimento di Alesi, ma al 19º giro si ritira con il motore rotto, dicendo addio alla seconda piazza; al 20º giro Alesi e Häkkinen vanno a cambiare le gomme, Schumacher invece si ferma più tardi, e sbuca davanti al duo dopo la sosta.
I piloti Williams invece sono gli ultimi a tornare ai box, con Hill in grande rimonta; Prost invece non riesce a rientrare davanti a Schumacher. Al termine della serie di pit stop Schumacher passa al comando davanti a Prost, Alesi, Häkkinen e Hill. Al 33º giro Häkkinen, in scia ad Alesi, si ritira per un incidente e tre tornate dopo toccherà a Berger, autore di una pericolosa carambola lungo il rettifilo. Schumacher, Prost e Hill non si fermeranno più ai box e il tedesco manterrà il comando fino alla fine (prima vittoria stagionale) nonostante gli attacchi di Prost, a cui basta il secondo posto per conquistare matematicamente il quarto titolo mondiale in carriera. Hill conclude terzo sopravanzando Alesi grazie alla seconda sosta ai box per cambiare le gomme del francese della Ferrari; la zona punti è chiusa da Wendlinger e Brundle.
Gran Premio del Giappone
[modifica | modifica wikitesto]In Giappone debuttano Jean-Marc Gounon con la Minardi, Toshio Suzuki con la Larrousse ed Eddie Irvine con la Jordan, mentre la Lola Scuderia Italia si ritira dal campionato. Al via Senna prende la testa della corsa, davanti a Prost, Häkkinen, Berger, Irvine, Schumacher e Hill; questi ultimi hanno nel giro di qualche tornata la meglio sull'irlandese della Jordan; si mettono in coda a Berger e nel frattempo Hill al 10º giro passa Schumacher, che al 12º giro (a causa di un'improvvisa frenata a ruote bloccate dell'inglese chiuso dall'austriaco) arriva "lungo", tocca il posteriore della Williams e si ritira a causa di una sospensione rotta. Prost passa in testa ai pit stop, ma presto comincia a piovere e la pista si inumidisce; Senna, più a suo agio del rivale, riprende il comando passando Prost alla curva "cucchiaio", poco prima che entrambi si fermino ai box per montare le rain. Anche Hill si ferma, tra l'altro vittima anche di una foratura, ma i meccanici Williams compiono l'errore di rimandarlo in pista con altre slick.
Hill è costretto a rifermarsi ma poi comincia a rimontare, arrivando alla quarta posizione davanti a Irvine, che per stare incollato all'inglese riesce a sdoppiarsi da Senna che lo aveva appena passato: nel dopo-gara vi sarà un diverbio fra il brasiliano e il nordirlandese. Hill mantiene tuttavia il quarto posto, poi la pioggia cessa e i piloti rimontano gomme da asciutto ma Berger rimane attardato, visto che i meccanici Ferrari compiono l'errore di rimandarlo in pista con le rain. Senna, con una McLaren per la prima volta in stagione capace di sfidare le Williams in quanto a prestazioni assolute, gestisce la corsa restando in testa fino al termine, precedendo sul traguardo Prost, Häkkinen, Hill, Barrichello e Irvine, a punti al debutto grazie ad un sorpasso al 49º giro al veterano Warwick che nella circostanza finisce fuori e si ritira.
Gran Premio d'Australia
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Per la prima volta la pole position non è di un pilota della Williams, ma di Ayrton Senna. La procedura di partenza deve essere ripetuta tre volte, perché nei primi due tentativi le vetture di Katayama e Irvine rimangono ferme sulla griglia. Al via Senna mantiene il comando davanti a Prost, Hill, Schumacher, Berger, Brundle, Häkkinen e Alesi. Häkkinen passa subito nelle fasi iniziali Brundle, che sarà sorpassato anche da Alesi. Berger accusa un problema ai freni e viene passato prima da Häkkinen al 13º giro e poi da Alesi al 19°, tornata in cui il motore Ford lascia a piedi Schumacher. Al 27º giro invece si ritira Häkkinen per un problema ad una ruota. Senna intanto controlla la gara, anche se in difficoltà col motore Ford che tende a spegnersi sotto i 7000 giri, e precede i due rivali della Williams fino alla conclusione.
Sul finire della gara Hill va in testacoda nel tentativo di superare Prost, ma finisce ugualmente terzo dietro al francese, dato il grande vantaggio sul quarto; chiudono la zona punti Alesi, Berger (che durante la gara ha accusato dei problemi ai freni, poi risolti) e Brundle. Vincendo per la quinta volta nella stagione, Senna conquista il secondo posto nel Mondiale ai danni di Hill; è l'ultima gara con la McLaren e l'ultima vittoria per il brasiliano in Formula 1, nel giorno dell'ultimo gran premio in carriera del suo grande rivale Alain Prost, che gli lascia per il 1994 la Williams (sulla quale Senna troverà la morte a Imola); i due si stringono la mano sul podio.
Risultati
[modifica | modifica wikitesto]Risultati dei Gran Premi
[modifica | modifica wikitesto]Classifiche
[modifica | modifica wikitesto]Sistema di punteggio
[modifica | modifica wikitesto]| Posizione | 1ª | 2ª | 3ª | 4ª | 5ª | 6ª |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Punti | 10 | 6 | 4 | 3 | 2 | 1 |
Classifica piloti
[modifica | modifica wikitesto]| Pos. | Pilota | Punti | ||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 1 | Rit | 3 | 1 | 1 | 4 | 1 | 1 | 1 | 1 | 12 | 3 | 12 | 2 | 2 | 2 | 99 | |
| 2 | 2 | 1 | 1 | Rit | 2 | 1 | 18* | 4 | 5* | 4 | Rit | 4 | Rit | Rit | 1 | 1 | 73 | |
| 3 | Rit | 2 | 2 | Rit | Rit | 2 | 3 | 2 | Rit | 15* | 1 | 1 | 1 | 3 | 4 | 3 | 69 | |
| 4 | Rit | 3 | Rit | 2 | 3 | Rit | 2 | 3 | 2 | 2 | Rit | 2 | Rit | 1 | Rit | Rit | 52 | |
| 5 | Rit | Rit | 5 | Rit | 4 | Rit | Rit | 10 | 3 | 5 | 2 | 6 | 5 | 16* | Rit | 8* | 20 | |
| 6 | Rit | 8 | Rit | Rit | Rit | 3 | Rit | Rit | 9 | 7 | Rit | Rit | 2 | 4 | Rit | 4 | 16 | |
| 7 | Rit | Rit | Rit | 3 | Rit | 6 | 5 | 5 | 14* | 8 | 5 | 7 | Rit | 6 | 9* | 6 | 13 | |
| 8 | 6* | Rit | Rit | Rit | 6 | 14* | 4 | 14 | Rit | 6 | 3 | 10* | Rit | Rit | Rit | 5 | 12 | |
| 9 | Rit | 4 | 4 | 8* | Rit | Rit | 10 | Rit | 4 | 10 | Rit | 5 | Rit | Rit | 11 | Rit | 11 | |
| 10 | 3 | 5 | Rit | Rit | 7 | Rit | Rit | Rit | 7 | 3 | 7 | 11* | Rit | Rit | 7 | 9 | 10 | |
| 11 | Rit | Rit | Rit | Rit | 5 | 8 | 14 | 6 | Rit | Rit | Rit | 8 | 3 | 7 | ||||
| 12 | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 13 | 6 | Rit | Rit | 9 | 6 | Rit | 4 | 5 | Rit | 15* | 7 | |
| 13 | 5 | Rit | Rit | 4* | Rit | Rit | 7 | Rit | 8 | Rit | Rit | 9 | Rit | 7 | 8 | Rit | 5 | |
| 14 | 4 | Rit | 7 | Rit | 8 | 5 | 9 | 8 | 12* | 11 | Rit | Rit | 8* | 9 | 5 | |||
| 15 | Rit | 3 | Rit | 4 | ||||||||||||||
| 16 | 7* | 9 | Rit | Rit | 13 | Rit | 16 | 13 | 6 | 17 | 4 | Rit | Rit | 15* | 14* | 10 | 4 | |
| 17 | Rit | 7 | Rit | 5 | Rit | 12 | Rit | 9 | 11 | 12 | 8 | 12 | 9 | 10 | 2 | |||
| 18 | Rit | Rit | 10* | Rit | 12 | 9 | Rit | 7 | 10 | Rit | Rit | Rit | Rit | 13 | 5 | 11 | 2 | |
| 19 | Rit | Rit | 6 | 6 | Rit | 11 | Rit | Rit | 2 | |||||||||
| 20 | Rit | 6 | 8 | Rit | 14* | 7 | 11 | Rit | Rit | Rit | Rit | NP | 1 | |||||
| 21 | Rit | 10 | 9 | Rit | 9 | Rit | 8 | 16* | Rit | Rit | Rit | Rit | 6 | 11 | Rit | 12 | 1 | |
| 22 | 6 | Rit | 1 | |||||||||||||||
| 23 | Rit | 14 | Rit | Rit | 7* | 8 | 10 | Rit | 0 | |||||||||
| 24 | Rit | Rit | Rit | 9 | 10 | Rit | 13 | 12 | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 7 | 0 | |
| 25 | Rit | 12 | NQ | 7 | Rit | NQ | 15 | Rit | Rit | Rit | Rit | 13 | 10 | 14 | 0 | |||
| 26 | Rit | Rit | 11 | Rit | 12 | 11 | Rit | 13 | 9 | Rit | 0 | |||||||
| 27 | Rit | Rit | Rit | Rit | SQ | 10 | Rit | 15 | NC | Rit | 11 | Rit | 13* | 12 | Rit | 13 | 0 | |
| 28 | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 17 | Rit | 13 | Rit | 10 | 15 | 14 | Rit | Rit | Rit | 0 | |
| 29 | Rit | 11 | 11 | NQ | NQ | Rit | NQ | NQ | NQ | 16 | Rit | 14 | Rit | Rit | 0 | |||
| 30 | 11 | Rit | 13* | Rit | 0 | |||||||||||||
| 31 | 12 | 14 | 0 | |||||||||||||||
| - | Rit | Rit | 0 | |||||||||||||||
| - | Rit | NQ | 0 | |||||||||||||||
| - | Rit | 0 | ||||||||||||||||
| - | Rit | 0 | ||||||||||||||||
| Pos. | Pilota | Punti |
| Legenda | 1º posto | 2º posto | 3º posto | A punti | Senza punti/Non class. | Grassetto – Pole position Corsivo – Giro più veloce |
| Squalificato | Ritirato | Non partito | Non qualificato | Solo prove/Terzo pilota |
* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.
Classifica Costruttori
[modifica | modifica wikitesto]| Posizione | Costruttore | Pilota | RSA |
BRA |
EUR |
SMR |
SPA |
MON |
CAN |
FRA |
GBR |
GER |
UNG |
BEL |
ITA |
POR |
GIA |
AUS |
Punti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Hill | Rit | 2 | 2 | Rit | Rit | 2 | 3 | 2 | Rit | 15* | 1 | 1 | 1 | 3 | 4 | 3 | 168 | |
| Prost | 1 | Rit | 3 | 1 | 1 | 4 | 1 | 1 | 1 | 1 | 12 | 3 | 12* | 2 | 2 | 2 | |||
| 2 | Andretti | Rit | Rit | Rit | Rit | 5 | 8 | 14 | 6 | Rit | Rit | Rit | 8 | 3 | 84 | ||||
| Häkkinen | Rit | 3 | Rit | ||||||||||||||||
| Senna | 2 | 1 | 1 | Rit | 2 | 1 | 18* | 4 | 5 | 4 | Rit | 4 | Rit | Rit | 1 | 1 | |||
| 3 | Schumacher | Rit | 3 | Rit | 2 | 3 | Rit | 2 | 3 | 2 | 2 | Rit | 2 | Rit | 1 | Rit | Rit | 72 | |
| Patrese | Rit | Rit | 5 | Rit | 4 | Rit | Rit | 10 | 3 | 5 | 2 | 6 | 5 | 16* | Rit | 8* | |||
| 4 | Alesi | Rit | 8 | Rit | Rit | Rit | 3 | Rit | Rit | 9 | 7 | Rit | Rit | 2 | 4 | Rit | 4 | 28 | |
| Berger | 6 | Rit | Rit | Rit | 6 | 14 | 4 | 14 | Rit | 6 | 3 | 10 | Rit | Rit | Rit | 5 | |||
| 5 | Brundle | Rit | Rit | Rit | 3 | Rit | 6 | 5 | 5 | 14 | 8 | 5 | 7 | Rit | 6 | 9 | 6 | 23 | |
| Blundell | 3 | 5 | Rit | Rit | 7 | Rit | Rit | Rit | 7 | 3 | 7 | 11 | Rit | Rit | 7 | 9 | |||
| 6 | Zanardi | Rit | 6 | 8 | Rit | 14 | 7 | 11 | Rit | Rit | Rit | Rit | NP | 12 | |||||
| Lamy | 11 | Rit | 13 | Rit | |||||||||||||||
| Herbert | Rit | 4 | 4 | 8 | Rit | Rit | 10 | Rit | 4 | 10 | Rit | 5 | Rit | Rit | 11 | Rit | |||
| 7 | Wendlinger | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 13 | 6 | Rit | Rit | 9 | 6 | Rit | 4 | 5 | Rit | 15 | 12 | |
| Lehto | 5 | Rit | Rit | 4 | Rit | Rit | 7 | Rit | 8 | Rit | Rit | 9 | Rit | 7 | 8 | Rit | |||
| 8 | Fittipaldi | 4 | Rit | 7 | Rit | 8 | 5 | 9 | 8 | 12 | 11 | Rit | Rit | 8 | 9 | 7 | |||
| Gounon | Rit | Rit | |||||||||||||||||
| Barbazza | Rit | Rit | 6 | 6 | Rit | 11 | Rit | Rit | |||||||||||
| Martini | Rit | 14 | Rit | Rit | 7 | 8 | 10 | Rit | |||||||||||
| 9 | Warwick | 7 | 9 | Rit | Rit | 13 | Rit | 16 | 13 | 6 | 17 | 4 | Rit | Rit | 15 | 14 | 10 | 4 | |
| A. Suzuki | Rit | Rit | Rit | 9 | 10 | Rit | 13 | 12 | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 7 | |||
| 10 | Alliot | Rit | 7 | Rit | 5 | Rit | 12 | Rit | 9 | 11 | 12 | 8 | 12 | 9 | 10 | 3 | |||
| T. Suzuki | 12 | 14 | |||||||||||||||||
| Comas | Rit | 10 | 9 | Rit | 9 | Rit | 8 | 16 | Rit | Rit | Rit | Rit | 6 | 11 | Rit | 12 | |||
| 11 | Barrichello | Rit | Rit | 10 | Rit | 12 | 9 | Rit | 7 | 10 | Rit | Rit | Rit | Rit | 13 | 5 | 11 | 3 | |
| Capelli | Rit | NQ | |||||||||||||||||
| Boutsen | Rit | Rit | 11 | Rit | 12 | 11 | Rit | 13 | 9 | Rit | |||||||||
| Apicella | Rit | ||||||||||||||||||
| Naspetti | Rit | ||||||||||||||||||
| Irvine | 6 | Rit | |||||||||||||||||
| 12 | Alboreto | Rit | 11 | 11 | NQ | NQ | Rit | NQ | NQ | NQ | 16 | Rit | 14 | Rit | Rit | 0 | |||
| Badoer | Rit | 12 | NQ | 7 | Rit | NQ | 15 | Rit | Rit | Rit | Rit | 13 | 10 | 14 | |||||
| 13 | Katayama | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 17 | Rit | 13 | Rit | 10 | 15 | 14 | Rit | Rit | Rit | 0 | |
| De Cesaris | Rit | Rit | Rit | Rit | SQ | 10 | Rit | 15 | NC | Rit | 11 | Rit | 13 | 12 | Rit | 13 | |||
| Posizione | Costruttore | Pilota | RSA |
BRA |
EUR |
SMR |
SPA |
MON |
CAN |
FRA |
GBR |
GER |
UNG |
BEL |
ITA |
POR |
GIA |
AUS |
Punti |
* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Addio al Messico. Due Gran Premi per il Giappone, in La Stampa, 25 giugno 1992, p. 33.
- ↑ Cristiano Chiavegato, Ora soffia forte il vento della crisi, in La Stampa, 18 agosto 1992, p. 27.
- ↑ (EN) Today in 1993: Senna's last great race at Donington, su f1fanatic.co.uk, 11 aprile 2013. URL consultato il 13 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2013).
- 1 2 Giancarlo Faletti, Ulderico Munzi, La Francia manda in fumo la Formula 1, in Corriere della Sera, 11 dicembre 1992, p. 44 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2015).
- ↑ (FR) Franck Berthault, La loi Evin et la retransmission télévisée des compétitions sportives, in Les Echos, 21 marzo 1995. URL consultato il 13 agosto 2015.
- 1 2 Nestore Morosini, Giancarlo Faletti, " Ferrari brutta e' Ferrari vincente ", in Corriere della Sera, 24 dicembre 1992. URL consultato il 5 luglio 2015.
- ↑ Le Ferrari decollano, in Corriere della Sera, 21 gennaio 1993. URL consultato il 5 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2015).
- ↑ Prost in forma G. P., in Corriere della Sera, 29 gennaio 1993. URL consultato il 5 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2015).
- 1 2 3 Cristiano Chiavegato, Senna avrà una McLaren superelettronica, in La Stampa, 15 febbraio 1993. URL consultato il 5 luglio 2015.
- ↑ Esordio all'Estoril per la Bms Lola, in La Stampa, 10 febbraio 1993. URL consultato il 5 luglio 2015.
- 1 2 3 Cristiano Chiavegato, Prost stavolta ha paura, in La Stampa, 26 gennaio 1993. URL consultato il 13 agosto 2015.
- 1 2 3 4 Cristiano Chiavegato, Prost, attimi di paura. Fuori pista a 240 orari, in La Stampa, 30 gennaio 1993, p. 29. URL consultato il 13 agosto 2015.
- 1 2 Giancarlo Faletti, Ferrari, una marcia in meno, in Corriere della Sera, 18 febbraio 1993, p. 43. URL consultato il 14 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2015).
- 1 2 3 4 5 6 Nestore Morosini, si' alla Williams e qualificazioni ridotte: la F1 vota via fax, in Corriere della Sera, 13 febbraio 1993, p. 37. URL consultato il 17 agosto 2015.
- 1 2 Nestore Morosini, Maranello ha vinto la battaglia politica, in Corriere della Sera, 13 febbraio 1993, p. 37. URL consultato il 17 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2015).
- ↑ Mario Donnini, Memorie di Adrian, su autosprint.corrieredellosport.it, 15 gennaio 2013. URL consultato il 6 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2015).
- ↑ Ménard, pp. 454-457.
- 1 2 Giancarlo Faletti, Lucchini sceglie la Lola. Dallara saluta le corse, in Corriere della Sera, 19 agosto 1992, p. 24. URL consultato il 17 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2015).
- ↑ (EN) The worst car I ever drove, in Motorsport Magazine, novembre 1998, pp. 48-49. URL consultato il 17 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2016).
- ↑ (EN) Constructors: Leyton House Racing, su grandprix.com. URL consultato il 9 agosto 2015.
- ↑ (EN) A foregone conclusion for Prost?, in Motorsport Magazine, marzo 1993, pp. 11-21.
- 1 2 Cristiano Chiavegato, Non sono rivali, sono nemici, in La Stampa, 12 marzo 1993, p. 32.
- ↑ (EN) John Willcock, Formula One obsession led to pounds 50m Landhurst fraud, in The Independent, 18 ottobre 1997. URL consultato il 26 aprile 2011.
- ↑ (EN) Constructors: Fondmetal F1 SpA, su grandprix.com. URL consultato l'11 agosto 2015.
- ↑ (EN) Constructors: Andrea Moda Formula, su grandprix.com. URL consultato l'11 agosto 2015.
- 1 2 (EN) Constructors: Sauber, su grandprix.com. URL consultato l'11 agosto 2015.
- 1 2 3 4 Santoro, pp. 6-15.
- ↑ Saluti e baci, in Autosprint, n. 45, 1993.
- ↑ (EN) Natasha Kholiavko, Williams: A Comedy of Manners, su atlasf1.autosport.com. URL consultato il 27 luglio 2015.
- 1 2 Nestore Morosini, Berger, il passato diventa futuro, in Corriere della Sera, 27 agosto 1992, p. 25. URL consultato il 28 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2015).
- ↑ Patrese, ecco la Benetton, in Repubblica.it, 4 settembre 1992. URL consultato il 12 luglio 2014.
- ↑ Leo Turrini, p. 59.
- ↑ Cristiano Chiavegato, La McLaren fa di tutto per trattenere Senna, in La Stampa, 25 settembre 1992, p. 35.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Formula 1 - Test driver 1993, su driverdb.com. URL consultato il 18 agosto 2007.
- ↑ Il motore della Sauber è un Ilmor rimarchiato Sauber.
- ↑ (EN) Formula 1 Technical Regulation changes for 1998", su grandprix.com. URL consultato il 20 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2015).
- ↑ Hilton, Christopher, Ayrton Senna: The Whole Story (Haynes Publishing, 2004). ISBN 978-1-84425-096-7
- ↑ Williams, Roberts, p. 5.
- 1 2 3 4 Williams, Roberts, p. 7.
- 1 2 Williams, Roberts, p. 9.
- 1 2 3 4 5 Williams, Roberts, pp. 11-12.
- 1 2 3 4 Williams, Roberts, pp. 13-14.
- 1 2 Williams, Roberts, pp. 15-16.
- 1 2 3 Williams, Roberts, pp. 17-18.
- ↑ Williams, Roberts, pp. 19-20.
- ↑ Williams, Roberts, pp. 21-22.
- ↑ Cristiano Chiavegato, Ferrari, lampo rosso, in La Stampa, 11 settembre 1993, p. 27.
- 1 2 Giancarlo Falletti, Prost, fumata grigia sul mondiale, in Corriere della Sera, 13 settembre 1993, p. 37 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2014).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Christopher Hilton, Ayrton Senna: The Whole Story, Haynes Publishing, 2004, ISBN 978-1-84425-096-7.
- (FR) Pierre Ménard, La Grande Encyclopédie de la Formule 1 - Volume 2, Chronosports Editeur, 2000, ISBN 2-940125-45-7.
- Tom Roberts, Bryn Williams, F1 93 Il Campionato mondiale di Formula 1 nelle foto a colori più spettacolari, Milano, Vallardi&Associati, 1993, ISBN 88-85202-27-6.
- Nicola Santoro, Il caso Ayrton Senna. Tutta la verità sul processo, GoWare, 2014, ISBN 978-88-6797-177-0.
- Leo Turrini, F1 '92. L'anno di Mansell, Milano, Vallardi&Associati, 1992, ISBN 88-85202-30-6.
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN, FR, ES) Sito ufficiale della FIA, su fia.com. URL consultato il 19 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2011).
- (EN) Sito ufficiale Formula 1, su formula1.com.
- (IT, FR, EN, ES, DE, PT) La stagione 1993 su Statsf1.com, su statsf1.com.
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