Campionato mondiale di Formula 1 1993

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Campionato mondiale di Formula 1 1993
Edizione n. 44 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 14 marzo
Termine 7 novembre
Prove 16
Titoli in palio
Piloti Alain Prost
su Williams FW15C
Costruttori Williams
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

Il campionato mondiale di Formula 1 1993 organizzato dalla FIA è stata, nella storia della categoria, la 44ª stagione ad assegnare il Campionato Piloti, vinto da Alain Prost, e la 35ª stagione ad assegnare il Campionato Costruttori, vinto dalla Williams. È iniziata il 14 marzo ed è terminata il 7 novembre, dopo 16 gare.

La prestagione[modifica | modifica wikitesto]

Il calendario[modifica | modifica wikitesto]

Un primo calendario venne reso noto dal presidente della FISA Max Mosley il 24 giugno 1992.[1] Rispetto alla stagione precedente le gare sarebbero state sempre 16, ma si sarebbe registrata l'uscita del Gran Premio del Messico, sostituito dal Gran Premio d'Asia che avrebbe dovuto disputarsi all'Autopolis, configurando una inedita seconda corsa in terra giapponese.[1] Un altro piccolo cambiamento riguardò l'inversione di date tra Imola e Spagna.[1] Il calendario dovette però essere presto rivisto a causa del fallimento della società che gestiva l'Autopolis, la quale aveva accumulato un debito superiore ai 200 miliardi di lire.[2] A novembre si operò quindi la sostituzione, facendo entrare in calendario il Gran Premio d'Europa che, per la prima e unica volta nella sua storia, si svolse a Donington.[3]

A quello che sembrava ormai essere il calendario definitivo si aggiunse però un altro problema: un tribunale di Quimper, in Bretagna, aveva applicato in maniera inflessibile una legge sul tabacco in Francia e condannato la Williams al pagamento di 30 milioni di franchi per istigazione a delinquere, visto che la squadra inglese esibiva nelle carrozzerie delle monoposto il marchio di sigarette Camel e le immagini del Gran Premio d'Australia erano state trasmesse sul suolo francese.[4] Per tutta risposta la Federazione, non potendo garantire alle scuderie libertà di circolazione senza incorrere nel rischio di essere condannate dalla giustizia, decise di sospendere il Gran Premio previsto per luglio.[4] Vista la possibile perdita di un ingente introito economico e data la presenza di forti pressioni, nel gennaio del 1993 il Parlamento francese approvò un apposito emendamento per ovviare al problema.[5] La gara poté così svolgersi regolarmente.

Nome ufficiale del Gran Premio Circuito Sede Data Ora
Locale Italiana
1 Sudafrica Grand Prix of South Africa Kyalami Racing Circuit Midrand 14 marzo 14:00 13:00
2 Brasile Grande Prêmio do Brasil Autódromo José Carlos Pace San Paolo 28 marzo 15:00 18:00
3 Europa Grand Prix of Europe Donington Park Donington 11 aprile 14:00 15:00
4 San Marino Gran Premio di San Marino Autodromo Enzo e Dino Ferrari Imola 25 aprile 14:00 14:00
5 Spagna Gran Premio de España Circuit de Catalunya Barcellona 9 maggio 14:00 14:00
6 Monaco Grand Prix de Monaco Circuit de Monaco Montecarlo 23 maggio 15:30 15:30
7 Canada Grand Prix du Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 13 giugno 15:00 20:00
8 Francia Grand Prix de France Circuit de Nevers Magny-Cours Magny-Cours 4 luglio 14:00 14:00
9 Regno Unito British Grand Prix Silverstone Circuit Silverstone 11 luglio 14:00 15:00
10 Germania Grosser Preis von Deutschland Hockenheimring Hockenheim 25 luglio 14:00 14:00
11 Ungheria Magyar Nagydíj Hungaroring Budapest 15 agosto 14:00 14:00
12 Belgio Grand Prix de Belgique Circuit de Spa-Francorchamps Spa 29 agosto 14:00 14:00
13 Italia Gran Premio d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 12 settembre 15:00 15:00
14 Portogallo Grande Premio de Portugal Autódromo do Estoril Estoril 26 settembre 15:00 15:00
15 Giappone Japanese Grand Prix Suzuka International Racing Course Suzuka 24 ottobre 12:00 05:00
16 Australia Australian Grand Prix Adelaide Street Circuit Adelaide 7 novembre 14:30 04:30

La presentazione delle vetture[modifica | modifica wikitesto]

I test[modifica | modifica wikitesto]

I primi test collettivi iniziarono all'Estoril il 25 gennaio per la durata di quattro giorni.[6] Il tracciato, affittato dalla Williams, venne utilizzato anche da Ferrari, Benetton, Sauber, Jordan e Lotus.[6] Nonostante Michael Schumacher avesse fatto registrare il miglior tempo nella prima giornata girando in 1'14"40,[6] furono le Williams a monopolizzare la graduatoria dei giri più veloci nelle giornate successive. Prost fermò infatti i cronometri in 1'13"40 nella giornata di mercoledì, arrivando a quattro decimi dal record del circuito.[7] Lo stesso francese fu anche protagonista il venerdì di una violenta uscita di pista, fortunatamente senza conseguenze.[7] Dietro alle monoposto inglesi, solo la Benetton riuscì a minimizzare i distacchi, anche se pure Sauber, Lotus e Jordan ritennero di aver tratto buone indicazioni.[7] Problematici invece i test per la Ferrari, che risultava staccata in media di sei secondi da Prost e di quattro secondi dagli altri piloti; sia Alesi che Berger ebbero inoltre svariati problemi di affidabilità dovendo interrompere più volte i test per riparare vari guasti.[7]

Sempre all'Estoril si disputò una seconda settimana di test a partire dal 15 febbraio. Alle prove erano assenti la Ferrari, che preferì rimanere a Imola per eseguire vari collaudi, e la McLaren che solo il giorno prima aveva presentato la propria monoposto.[8] Ancora una volta la Williams confermò il proprio predominio, con Prost in grado di girare in 1'13"48 e Hill poco più indietro.[9] Le altre squadre in pista risultavano staccate di oltre due secondi.[9]

Accordi e fornitori[modifica | modifica wikitesto]

La Williams vide la sua partecipazione alla nuova stagione messa in dubbio per un errore burocratico: la squadra inglese aveva infatti presentato in ritardo la domanda di ammissione al mondiale e per permetterle di partecipare, secondo le norme del Patto della Concordia, era necessaria una risposta positiva unanime da parte di tutti gli altri team, ma Benetton e Minardi erano contrarie.[10] La questione in realtà rientrava in una più complessa battaglia politica per il cambiamento dei regolamenti, a cui Williams e McLaren si opponevano.[10] La Ferrari e le squadre minori chiedevano infatti modifiche già dalla stagione in corso con la riduzione delle prove libere, dei treni di gomme e del numero di monoposto utilizzabili nel fine settimana di gara, per un risparmio quantificato in circa due milioni di dollari.[10] Sfruttando questa situazione il team di Maranello aveva fatto pressioni anche per una forte limitazione dei dispositivi elettronici come le sospensioni attive e il controllo di trazione per i campionati seguenti.[11] A detta dell'ingegnere della Williams Adrian Newey, lo scopo della Ferrari sarebbe stato in realtà quello di cancellare lo svantaggio accumulato nei confronti delle squadre di vertice per potersi rilanciare nella lotta al titolo mondiale da cui era esclusa ormai da alcuni anni.[12]

Vista la complessa situazione venutasi a creare, il presidente della FISA Max Mosley decise di derogare alle regole, convocando il consiglio mondiale e facendo decidere ad esso in maggioranza se ammettere o meno la Williams.[10] Così facendo evitava quindi che Minardi e Benetton potessero esercitare il veto contro la casa inglese.[10] Al contempo garantì alle piccole squadre e alla Ferrari le modifiche richieste al regolamento.[10]

Per quel che riguarda i fornitori, si registrò la dipartita della Honda che lasciò il mondiale dopo dieci stagioni a causa degli alti costi.[11] A farne le spese fu la McLaren, rifornita gratuitamente dalla casa giapponese, che dovette stipulare un accordo da 16 milioni di dollari per avere i motori Ford.[8] Anche la Minardi cambiò motorista, passando ai propulsori americani dopo la deludente esperienza con i Lamborghini, ma a causa di una situazione finanziaria precaria poté permettersi solamente quelli dell'anno precedente.[13] La Jordan optò per gli Hart abbandonando Yamaha, che rifornì la Tyrrell.

Nell'agosto del 1992 venne poi reso noto da parte della Scuderia Italia il cambio di telaista, passando da Dallara a Lola.[14] Nelle intenzioni del patron Beppe Lucchini questo doveva rappresentare il salto di qualità per la squadra bresciana, convinto che l'esperienza della Lola nel mondo delle corse gli avrebbe permesso di affermarsi anche in Formula 1.[14] Nei fatti, invece, a detta di Alboreto la vettura altro non era se non una Formula 3000 adattata e la stagione si rivelò un completo fallimento.[15]

Scuderie e piloti[modifica | modifica wikitesto]

Scuderie[modifica | modifica wikitesto]

La Brabham BT60B, ultima vettura prodotta dallo storico team inglese.

Rispetto alla stagione precedente ben quattro squadre lasciarono il paddock. A livello di prestigio sportivo le dipartite più importanti furono quelle di March e Brabham. La prima, già dall'anno precedente, affrontava infatti un periodo di forti difficoltà finanziarie dovute anche all'arresto di Akagi nel settembre del 1991 e alla conseguente vendita a un consorzio di imprenditori che a fatica riuscì a farle disputare la stagione 1992. Nell'inverno dello stesso anno circolarono voci riguardo alla vendita della scuderia al gruppo svizzero Lysys o a un principe saudita e vennero opzionati come piloti Jan Lammers e Jean-Marc Gounon;[16][17] il team si iscrisse al mondiale ma non aveva i fondi sufficienti nemmeno per procurarsi una fornitura di motori.[18] Dopo non essersi presentata al Gran Premio del Sudafrica venne definitivamente esclusa. La seconda, dopo il Gran Premio d'Ungheria 1992, era giunta al collasso finanziario a seguito anche di una complessa inchiesta di corruzione da parte dei dirigenti della squadra; i tentativi di iscrivere la squadra al campionato successivo mettendola all'asta dopo il fallimento non si concretizzarono.[19] Gli altri due abbandoni avvennero anch'essi nel corso del campionato precedente e furono quelli di Fondmetal, a corto di denaro,[20] e dell'Andrea Moda Formula che, dopo l'arresto del patron Sassetti, venne bandita dalla competizione per aver danneggiato la reputazione dello sport.[21]

Al contempo si registrò l'ingresso nel circus della Sauber, squadra che aveva già ottenuto importanti successi negli sportprototipo e finanziata dalla Mercedes.[22] Il progetto per entrare in Formula 1 era infatti già iniziato dal 1991 e, nonostante alcune difficoltà riguardanti l'impegno di Mercedes, divenne effettivo nel 1992, anche se fino al 1994 la casa di Stoccarda si limitò a comparire come sponsor.[22]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Nigel Mansell, qui fotografato nel 1991, lascia momentaneamente la Formula 1 dopo tredici stagioni: avendo vinto il campionato nel 1992, la sua assenza impedirà alla Williams di utilizzare il numero 1, tanto che Damon Hill si troverà costretto a correre con l'insolito e caratteristico numero 0.

La novità più importante per quel che riguardava il mercato piloti era il rientro in Formula 1 di Alain Prost dopo un anno sabbatico. Il francese si era infatti accordato con la Williams e aveva fatto inserire una clausola per cui poteva avere un diritto di veto per l'ingaggio di Ayrton Senna come suo compagno di squadra.[23] Il brasiliano, desideroso di cambiare scuderia, dovette quindi rimanere in McLaren, firmando un accordo in extremis dopo aver valutato anche il ritiro.[24] Senna avrebbe corso a gettone, decidendo di volta in volta, e pretendendo un milione di dollari a gara.[23] La situazione perdurò fino alla vigilia del Gran Premio di Francia, quando trovò un accordo con Ron Dennis valido per tutta la parte restante del campionato.[23]

Al fianco di Prost venne promosso a secondo pilota il collaudatore Damon Hill, dopo che il campione del mondo uscente Mansell, che già era stato confermato per il 1993, ebbe contrasti con Frank Williams, non essendo stato informato che avrebbe fatto coppia con Prost.[25]

La Ferrari era invece impegnata nella ricostruzione della squadra, dopo la disastrosa annata precedente. Ridisegnato l'organico, il presidente Montezemolo diede mandato a Niki Lauda di contattare Senna per sapere se fosse disposto a correre per il team di Maranello.[26] Di fronte alle esose richieste del brasiliano, quantificabili in 30 milioni di dollari a stagione (dovuti al fatto che cercava una squadra che gli permettesse di vincere subito il titolo mondiale), virò su Berger dietro consiglio di Postlethwaite e Barnard.[26] Al suo fianco avrebbe corso il confermato Alesi. La dipartita di Berger lasciò comunque libero il secondo sedile della McLaren che ingaggiò Michael Andretti, figlio di Mario, e vincitore del campionato di Champ Car nel 1991.

Michael Schumacher venne confermato in Benetton e al suo fianco arrivò Riccardo Patrese con un contratto annuale da seconda guida, che aveva il compito di portare il suo bagaglio di esperienza e di conoscenze tecniche acquisite in Williams.[27] Anche la Lotus mantenne il suo primo pilota Herbert affiancandogli il promettente Zanardi dopo che questi si era messo in luce in una sessione di test a Le Castellet stampando tempi migliori di Schumacher. Confermato anche De Cesaris alla Tyrrell dopo la buona stagione disputata, mentre il ruolo di seconda guida toccò a Ukyo Katayama, reduce dal debutto con la Larousse.

Rivoluzionò invece la propria formazione la Ligier che ingaggiò l'esperto Martin Brundle dalla Benetton e il giovane Mark Blundell, collaudatore della McLaren. Alboreto, dopo essersi rilanciato con una buona stagione,[28] già da settembre rese noto che avrebbe lasciato la Footwork per approdare alla Scuderia Italia, dove avrebbe fatto coppia con Luca Badoer.[29] Il suo posto venne preso da Derek Warwick, al rientro in Formula 1 dopo due anni di assenza e fresco campione del mondo sportprototipi. Anche Jordan e Larrousse modificarono totalmente il proprio organico: la prima ingaggiò la giovane promessa Rubens Barrichello affiancandogli Ivan Capelli, reduce da una stagione difficile in Ferrari; le vicende del secondo sedile della squadra irlandese furono comunque molto tormentate visto che l'italiano lasciò dopo appena due gare e si alternarono ben quattro piloti (Boutsen, Apicella, Naspetti e Irvine). La seconda invece mise sotto contratto il francese Erik Comas, in uscita dalla Ligier, e il rientrante Philippe Alliot. Infine Minardi confermò Fittipaldi in coppia con Fabrizio Barbazza, mentre la debuttante Sauber assunse due giovani di prospettiva, quali Karl Wendlinger e JJ Lehto.

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Costruttore Telaio Motore Pneumatici No Pilota GP Test Driver
Regno Unito Canon Williams Renault Williams FW15C Renault RS5 3.5 V10 G 0 Regno Unito Damon Hill Tutti Svezia Kenny Bräck[30]
Regno Unito David Coulthard[30]
2 Francia Alain Prost Tutti
Regno Unito Tyrrell Racing Organisation Tyrrell 020C
021
Yamaha OX10A 3.5 V10 G 3 Giappone Ukyo Katayama Tutti n/a
4 Italia Andrea de Cesaris Tutti
Regno Unito Camel Benetton Ford Benetton B193
B193B
Ford HBA7 3.5 V8
Ford HBA8 3.5 V8
G 5 Germania Michael Schumacher Tutti Francia Paul Belmondo[30]
Regno Unito Perry McCarthy
Regno Unito Allan McNish[30]
Italia Andrea Montermini[30]
Italia Alessandro Zanardi[30]
6 Italia Riccardo Patrese Tutti
Regno Unito Marlboro McLaren Ford McLaren MP4/8 Ford HBE7 3.5 V8 G 7 Stati Uniti Michael Andretti 1-13 Paesi Bassi Jos Verstappen[30]
Finlandia Mika Häkkinen 14-16
8 Brasile Ayrton Senna Tutti
Regno Unito Footwork Mugen Honda Footwork FA13B
FA14
Mugen-Honda MF-351 HB 3.5 V10 G 9 Regno Unito Derek Warwick Tutti Paesi Bassi Jos Verstappen[30]
Australia David Brabham[30]
10 Giappone Aguri Suzuki Tutti
Regno Unito Team Lotus Lotus 107B Ford HBD6 3.5 V8 G 11 Italia Alessandro Zanardi 1-12 n/a
Portogallo Pedro Lamy 13-16
12 Regno Unito Johnny Herbert Tutti
Irlanda Sasol Jordan Jordan 193 Hart 1035 3.5 V10 G 14 Brasile Rubens Barrichello Tutti Italia Emanuele Naspetti[30]
15 Italia Ivan Capelli 1-2
Belgio Thierry Boutsen 3-12
Italia Marco Apicella 13
Italia Emanuele Naspetti 14
Regno Unito Eddie Irvine 15-16
Francia Larrousse F1 Larrousse LH93 Lamborghini 3512 3.5 V12 G 19 Francia Philippe Alliot 1-14 n/a
Giappone Toshio Suzuki 15-16
20 Francia Érik Comas Tutti
Italia Lola BMS Scuderia Italia Lola T93/30 Ferrari 040 3.5 V12 G 21 Italia Michele Alboreto Tutti n/a
22 Italia Luca Badoer Tutti
Italia Minardi Team Minardi M193 Ford HBC6 3.5 V8 G 23 Brasile Christian Fittipaldi 1-14 n/a
Francia Jean-Marc Gounon 15-16
24 Italia Fabrizio Barbazza 1-8
Italia Pierluigi Martini 9-16
Francia Ligier Gitanes Blondes Ligier JS39 Renault RS5 3.5 V10 G 25 Regno Unito Martin Brundle Tutti Francia Éric Bernard[30]
26 Regno Unito Mark Blundell Tutti
Italia Scuderia Ferrari SpA Ferrari F93A Ferrari 041 3.5 V12 G 27 Francia Jean Alesi Tutti Italia Nicola Larini[30]
Italia Gianni Morbidelli[30]
28 Austria Gerhard Berger Tutti
Svizzera Sauber Sauber C12 Sauber[22] 2175 3.5 V10 G 29 Austria Karl Wendlinger Tutti n/a
30 Finlandia J.J. Lehto Tutti

Circuiti e gare[modifica | modifica wikitesto]

Riprese televisive[modifica | modifica wikitesto]

Modifiche al regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Regolamento tecnico[modifica | modifica wikitesto]

La FIA cercò di rendere meno veloci le vetture, in particolare in entrata di curva, riducendo la larghezza delle stesse e degli pneumatici per fornire meno aderenza.[31]

Regolamento sportivo[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1993 fu all'insegna della continuità rispetto alla precedente, infatti furono ben poche le novità regolamentari introdotte. I cambiamenti più profondi riguardarono il sistema delle qualifiche: a partire dal Gran Premio del Brasile ogni pilota avrebbe avuto a disposizione solamente 12 giri a sessione per marcare il tempo e dei 26 partecipanti, solamente uno non si sarebbe qualificato in modo da far sì che ogni squadra avrebbe avuto almeno un pilota schierato sulla griglia di partenza.[32] Inoltre fu limitato l'uso del muletto alla sola giornata di gara, mentre venne vietato per le prove e fu ridotto da dieci a sette il numero di set di pneumatici da utilizzare nel corso del fine settimana.[18]

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio del Sud Africa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Sudafrica 1993.

Al suo ritorno alle competizioni dopo un anno sabbatico, Prost ottiene subito la pole position con la Williams, nonostante il fatto che a 1700 metri di altitudine il motore Renault non possa far valere tutta la sua superiorità rispetto alla concorrenza;[senza fonte] al suo fianco, vicinissimo, si qualifica il rivale di sempre Senna, che ha accettato di correre un altro anno con la McLaren, anche se per la prima parte della stagione il suo sarà di fatto un contratto a gettone. Il brasiliano arriva al primo Gran Premio dopo aver provato solo una volta la McLaren pochi giorni prima dell'inizio del Mondiale, in un breve test a Silverstone.

A Kyalami Prost parte male, Senna invece prende il comando della gara alla partenza, seguito da Schumacher su Benetton e da Hill sull'altra Williams, che poche centinaia di metri più tardi finisce in testacoda (ripartirà dodicesimo e finirà definitivamente out al 18º giro speronato da Zanardi) e restituisce la terza posizione al compagno di squadra Prost; Senna allunga, ma al 4º giro la sospensione attiva della McLaren va in tilt e il brasiliano comincia a correre in difesa; Prost al 13º giro supera Schumacher e si mette a caccia del brasiliano, che attacca per la prima volta al 15º giro; il francese riuscirà a passare solo al 24º giro dopo una serie di belle lotte ruota a ruota; in quello stesso giro anche Schumacher passa il brasiliano, al primo tentativo a differenza del francese; ma i due rientrano subito ai box e Senna torna davanti al cambio gomme.

Il tedesco si rifà sotto al 40º giro ma con la sua manovra dice addio al podio: forza troppo la staccata, tocca il posteriore della McLaren, si gira e si ritira. In questo modo diventa terzo il suo compagno di squadra Patrese, che 7 giri dopo però esce di pista a sua volta e si ritira. Prost comanda la gara e l'acquazzone che arriva nella fase finale della gara non lo turba, visto che Senna pensa ad amministrare a distanza la sua seconda piazza. Ne fa le spese invece Warwick su Footwork che, al rientro dopo due anni, va in testacoda sbattendo sul muro mentre è in zona punti. Ottimo risultato per Blundell, terzo, che porta alla Ligier il podio, che le mancava da sette anni, dalla prima gara del 1986. Completano l'ordine di arrivo Fittipaldi quarto su Minardi e Lehto, quinto con la debuttante Sauber, in una gara che vede solo 5 vetture al traguardo. Quindi Berger, sebbene tradito dal motore Ferrari ad un giro dalla fine, viene comunque classificato sesto e prende un punto.

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Brasile 1993.

La March, che già in Sudafrica non era riuscita a partecipare, si ritira ufficialmente dal Mondiale; rimangono così 26 concorrenti. Per non far sì che vi siano 26 qualificati su 26 partecipanti, le squadre decidono di non ammettere alla corsa l'autore dell'ultimo tempo in prova: è Ivan Capelli a mancare la qualificazione; sarà questa la fine della sua carriera in Formula 1. Prima fila Williams, con Prost che scatta in testa e Hill che invece viene bruciato da Senna, anche se all'11º giro l'inglese si riprenderà la seconda piazza. Alla partenza spettacolare incidente tra Andretti e Berger, senza conseguenze per i piloti. Senna riceve anche uno stop-and-go per aver sorpassato in regime di bandiere gialle; dopodiché un improvviso acquazzone crea il caos sulla pista, con i piloti che si precipitano a cambiare le gomme, mentre Suzuki, Katayama e Fittipaldi vanno a sbattere.

Prost, interpretando male un messaggio radio della Williams, crede che il box sia occupato da Hill, così ritarda il cambio gomme; ma trova improvvisamente davanti a lui Fittipaldi fermo in mezzo alla pista e gli finisce contro. Entra la safety car per 7 giri mentre la pista viene sgombrata dai rottami delle auto incidentate; con la pista ancora bagnata Senna sorpassa la Williams di Hill al 42º giro e le posizioni resteranno invariate. Terzo Schumacher che supera Herbert all'ultimo giro dopo aver rimontato dal nono posto, posizione in cui era finito a causa di uno stop-and-go. 6º posto per Zanardi, che conquista così quello che rimarrà l'unico punto della sua carriera in Formula 1. Per la McLaren invece è la centesima vittoria nella competizione[33].

Gran Premio d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Europa 1993.
Ayrton Senna fu protagonista a Donington di una prestazione di grande rilievo, imponendosi con oltre un minuto di distacco su Hill

Il primo e ultimo Gran Premio disputato a Donington rimarrà nella storia come una delle più memorabili imprese di Ayrton Senna. La gara è bagnata, parte sotto la pioggia; alla partenza Prost e Hill mantengono le prime posizioni, mentre Schumacher chiude Senna all'esterno ed entrambi vengono superati da Wendlinger. Nel corso del primo passaggio, però il brasiliano si scatena: sopravanzato Schumacher già all'uscita della prima curva, nel resto del giro supera in sequenza Wendlinger all'esterno, Hill e Prost all'interno, conquistando la testa della corsa alla penultima curva del primo giro. Più indietro, Andretti e Wendlinger entrano in contatto e sono costretti al ritiro, mentre Barrichello risale addirittura in quarta posizione dietro al duo Williams.

Senna conquista immediatamente un grande vantaggio sugli inseguitori; la gara è poi un continuo susseguirsi di acquazzoni di pochi minuti ciascuno, che obbligano i piloti ad un gran numero di cambi gomme. Senna non si lascia sorprendere dalle mutevoli condizioni meteo e vince la seconda gara consecutiva davanti a Hill, Prost (addirittura doppiato dal brasiliano), Herbert (quarto per la seconda volta consecutiva), Patrese e Barbazza, al primo punto in carriera; Barrichello viene invece tradito dalla sua Jordan (guasto ai freni) a cinque giri dalla fine mentre si trovava in zona podio al 3º posto, posizione che cede così a Prost, che in precedenza aveva perso la seconda piazza in quanto rallentato dalle sette soste ai box, sopra la media degli altri piloti, e da un problema con la frizione nel ripartire da una sosta al box[33].

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di San Marino 1993.

Prost è in pole position anche a Imola, ma almeno nella prima parte di gara, anche se non piove più, il fondo è bagnato e i piloti partono con le rain; il francese scatta male e viene superato da Hill alla partenza (che prende il largo) e da Senna alla staccata della Tosa. Dopo sette giri Prost riesce in ogni caso a superare il brasiliano, prima che tutti si fermino a montare gomme da asciutto con la pista che si sta asciugando. I tre di testa rientrano nell'ordine: Hill, Senna, Prost, ma Alain supera in un colpo solo alla Tosa Ayrton e Damon. Senna passa Hill, che in seguito al 21º giro va dritto per un guaio ai freni.

Dodici tornate più tardi anche Andretti, risalito in quinta posizione, ha lo stesso problema, mentre al 40º passaggio Alesi, quinto grazie al ritiro dell'americano, deve abbandonare per problemi alla frizione. Anche Senna si ritira, al 43º giro per un guasto all'impianto idraulico, lasciando la seconda piazza a Schumacher. Prost nel frattempo va a vincere, nonostante problemi all'acceleratore nelle fasi finali di gara. Brundle porta al secondo podio stagionale la Ligier mentre Lehto si classifica quarto con la Sauber nonostante abbia rotto il motore a due giri dalla fine; Barbazza sesto per la seconda volta consecutiva con la Minardi[33].

Gran Premio di Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Spagna 1993.

A Barcellona succede un fatto insolito alla partenza, con il semaforo che da rosso diventa, anziché verde, giallo lampeggiante; il via è però regolare, con Hill che scavalca il poleman Prost; a seguire Senna, Schumacher, Patrese, Andretti e Alesi. Tuttavia all'11º giro il francese si riprende la prima posizione sull'inglese. Durante il 42º giro, quando Hill era ancora vicino a Prost, l'inglese rompe il motore e si ritira. Senna diventa secondo, ma un errore al box durante un cambio gomme gli fa arrivare negli scarichi Schumacher, terzo, che prova a raggiungere il brasiliano ma è costretto a desistere dopo una breve escursione nella sabbia causata dal doppiato Zanardi che mentre si trovava in sesta posizione rompe il motore davanti al tedesco. Primi punti per Andretti con l'altra McLaren, piazzatosi quinto. Per la prima ed ultima volta nella storia della F1, in questo Gran Premio sono saliti sul podio 3 dei più grandi piloti della storia della Formula 1: Prost, Senna e Schumacher[33].

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Monaco 1993.

Prost è in pole, con Schumacher al suo fianco, Senna terzo e Hill a completare la seconda fila. Al via le posizioni di testa rimangono invariate, ma il francese si muove con leggero anticipo rispetto al semaforo verde e riceve di conseguenza uno stop-and-go di 10 secondi per partenza anticipata; al momento però di ripartire dai box dopo aver scontato la penalità il motore gli si spegne e quando i meccanici Williams riescono finalmente a farlo ripartire, Alain rientra al 22º posto doppiato di un giro dal primo; riuscirà tuttavia a recuperare molte posizioni, nonostante a Monaco sia notoriamente molto difficile sorpassare, e chiuderà quarto. Con la penalità di Prost il comando della corsa lo prende quindi Schumacher, che aumenta il gap con Senna fino al 32º giro, quando di colpo perde tre secondi, prima di ritirarsi il giro successivo per un problema idraulico.

In testa va allora Senna, seguito da Hill e dal duo Ferrari, con Berger che dà vita ad un duello rusticano con il compagno di squadra Alesi riuscendo, dopo un contatto al 62º giro, a passarlo al 64º giro. L'austriaco non si accontenta e si mette alla caccia di Hill, che raggiunge al 71º giro, andandolo però a speronare al Loews. Chi ci rimette però è solo Berger, ritirandosi. Senna invece conduce la gara fino alla vittoria (nonostante il brivido di un cambio gomme "difettoso" che aveva portato Hill nelle sue vicinanze), la sua sesta a Monaco (quinta consecutiva). Il brasiliano si riporta così in testa al mondiale. Alesi porta alla Ferrari il primo podio stagionale dopo un avvio del Mondiale molto problematico. Quinto Fittipaldi ancora a punti con la Minardi, quarta e ultima volta stagionale per la scuderia di Faenza.

Gran Premio del Canada[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Canada 1993.

Al via Hill sopravanza il compagno di squadra, portandosi al comando della corsa; alle sue spalle, Senna, qualificatosi ottavo, rimonta velocemente, superando Schumacher e Brundle alla partenza, Patrese nel corso del primo passaggio, Alesi il giro dopo in seguito ad un gran duello ruota a ruota, e anche l'altro ferrarista Berger nel corso della terza tornata, portandosi così in terza posizione. Al sesto giro, Prost supera il compagno di squadra, portandosi in testa; il francese precede Hill, Senna e Schumacher.

Senna si avvicina a Hill ma non ci sono cambiamenti di posizione fino alla sosta per il cambio gomme, durante la quale Hill viene attardato da alcuni problemi, scivolando in quarta posizione. Senna comincia a recuperare su Prost e Schumacher a sua volta sul brasiliano; si prospetta un finale di gara interessante, ma Senna, secondo, si ritira per un problema all'alternatore a sette giri dalla fine; Prost non ha invece nessun problema e va a vincere davanti a Schumacher, Hill, Berger, Brundle e Wendlinger, a punti per la prima volta in questa stagione.

Gran Premio di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Francia 1993.

Al via l'ordine rimane pressoché invariato, a parte il sorpasso di Schumacher su Alesi, con Hill che si porta al comando davanti a Prost, Brundle, Blundell, Senna, Schumacher e Alesi. Al 21º giro, Blundell ha un'incomprensione con il doppiato De Cesaris, finendo contro le barriere; non ci sono altri cambiamenti fino alla prima serie di cambi gomme, nella quale Prost sopravanza Hill, prendendo la testa della corsa. Più dietro, Brundle è pressato da Senna e Schumacher, che lo passano dopo la seconda serie di pit stop; più tardi, approfittando del doppiaggio di Warwick, il tedesco ha la meglio anche sul pilota della McLaren, portandosi al terzo posto. Prost vince quindi davanti a Hill (che gli arriva incollato al traguardo), Schumacher, Senna, Brundle e Andretti.

Gran Premio di Gran Bretagna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Gran Bretagna 1993.
Herbert fotografato durante il Gran Premio di Gran Bretagna 1993. Alla guida della sua Lotus ottenne il quarto posto

Al via Hill parte meglio del compagno di squadra e si porta al comando; scatta ancora meglio Senna, che dal quarto posto sulla griglia di partenza balza in seconda posizione. Il brasiliano non è però in grado di resistere a lungo alla Williams di Prost, che lo sopravanza nel corso del settimo giro dopo una lotta durata due giri; poco più tardi anche Schumacher ha la meglio sul pilota della McLaren, sorpassandolo molto più in fretta rispetto al francese. Prost comincia a rimontare su Hill, ma i distacchi vengono neutralizzati quando la safety car entra in pista per un incidente di Badoer alla curva Woodcote. La corsa riprende e Hill mantiene la testa, spingendo forte e realizzando il giro più veloce ma nel corso del 41º passaggio, il motore della vettura di Hill si rompe e l'inglese deve ritirarsi; Prost passa così al comando davanti a Schumacher e Senna. L'ordine rimane invariato fino all'ultima tornata, quando Senna, come già accaduto due anni prima, rimane senza benzina a poche curve dalla fine e si ferma lungo il tracciato; il brasiliano viene comunque classificato quinto (in quanto primo dei doppiati), alle spalle di Prost, Schumacher, Patrese e Herbert e davanti a Warwick, che porta il primo punto della stagione alla Footwork.

Gran Premio di Germania[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Germania 1993.
Alain Prost colse al Gran Premio di Germania il suo cinquantunesimo e ultimo successo in carriera

Al via Prost viene sopravanzato da Hill, Schumacher e Senna dopo uno scatto poco brillante; alla prima staccata però il francese arriva appaiato al brasiliano; i due vengono a contatto, Senna va in testacoda e riparte per ultimo. La Ligier di Brundle tenta di attaccare il pilota della Williams alla seconda chicane, ma va in testacoda e taglia la variante; anche Prost taglia la chicane, per evitare l'incidente, e così pure fa Suzuki dietro di loro. Tutti e tre i piloti vengono penalizzati con uno stop-and-go; Prost criticherà questa decisione a fine gara. Prima di doversi fermare, il francese supera Schumacher e Hill, portandosi in testa alla gara dopo poche tornate; quando rientra è sesto, alle spalle anche di Blundell, Patrese e Brundle. Il francese recupera nuovamente fino alla seconda posizione, ma lo svantaggio nei confronti del compagno di squadra è troppo grande per essere colmato. Nel frattempo, Senna ha rimontato fino alla quinta piazza. A una tornata e mezzo dal termine Hill si ritira per lo scoppio della gomma posteriore sinistra; Prost vince così davanti a Schumacher, Blundell, Senna, Patrese e Berger, autore di una gara d'attacco.

Gran Premio d'Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Ungheria 1993.

Al via del giro di ricognizione la vettura di Prost rimane ferma sulla griglia e il francese è costretto a partire dall'ultima posizione. Alla partenza Schumacher nel tentativo di passare Hill va troppo all'esterno e viene superato da Senna, Berger e dal compagno di squadra Patrese. Hill quindi prende il comando della corsa davanti a Senna, Berger, Patrese, Schumacher e Alesi. L'inglese conquista subito un grande vantaggio sugli inseguitori, mentre Schumacher, tentando di recuperare, compie invece un testacoda al quarto giro che lo fa andare fuori pista e riparte decimo. Nel corso della diciottesima tornata Senna, ancora secondo, si ritira per un problema all'acceleratore; Schumacher, autore di una grande rimonta, si ritrova secondo dopo aver passato il compagno di squadra al 19º giro, ma si ritirerà 6 tornate più tardi a causa di un guasto al motore.

Prost nel frattempo, che aveva rimontato fino alla quarta posizione, al 21º giro deve tornare ai box per sostituire l'alettone posteriore, rientrando in pista con sette giri di ritardo. Hill comanda in solitario, Patrese amministra la seconda piazza, mentre Berger conquista il podio superando Warwick, Brundle e Martini che rimangono a lottare per il quarto posto; alla fine l'italiano esce di pista, mentre gli altri due concludono nell'ordine. Hill conquista così la prima vittoria in carriera davanti a Patrese, Berger, Warwick, Brundle e Wendlinger; per Patrese si tratta dell'ultimo podio in carriera, mentre per Warwick è l'ultimo arrivo in zona punti.

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Belgio 1993.

Al via Prost mantiene la testa della corsa, mentre Senna compie un ottimo scatto e si porta in seconda posizione, sopravanzando Hill. Alle sue spalle, Schumacher ha dei problemi con il launch control della sua Benetton, così come il compagno di squadra Patrese; il tedesco però perde meno tempo dell'italiano e alla prima curva si trova decimo; nel corso del secondo giro Hill, sfruttando la cavalleria del V10 Renault, passa Senna alla salita verso il Radillon. Schumacher recupera fino alla quarta piazza e durante il primo cambio gomme passa Senna. Prost e Hill in testa fanno un po' di tira e molla, ma il francese durante il secondo cambio-gomme ha un contrattempo e viene passato dal compagno di squadra, rientrando in pista davanti a Schumacher, che lo passa due giri più tardi. Senna invece, 4°, arriva al traguardo staccato e solitario con una McLaren in preda a vibrazioni fastidiose. L'ordine rimane invariato e Hill ottiene la seconda vittoria consecutiva davanti a Schumacher, Prost, Senna, Herbert (che porta alla Lotus gli ultimi punti della sua storia) e Patrese; a quattro gare dalla conclusione del campionato, la Williams conquista matematicamente il titolo costruttori.

Gran Premio d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Italia 1993.
Le monoposto affrontano la prima chicane subito dopo la partenza; Prost (2) e Alesi (27) sfilano in testa, mentre Senna (8) viene al contatto con Hill (0).

Ancora una volta le Williams dominarono le qualifiche, occupando l'intera prima fila con Prost davanti al compagno di squadra Hill. Protagonista delle qualifiche fu anche il francese Alesi, in grado di piazzare la sua Ferrari in seconda fila scatenando l'entusiasmo del pubblico presente dopo che per alcuni minuti era riuscito ad issarsi in testa alla classifica dei tempi migliori.[34] Al via Prost mantenne la testa della corsa, mentre Alesi che sopravanzò Hill, il quale ingaggiò un duello con Senna per la terza piazza; alla prima chicane la McLaren toccò però la Williams e la macchina del brasiliano si alzò da terra, ricadendo pesantemente; entrambi ripartirono diverse posizioni più indietro. Nella seconda metà della griglia alcune vetture si scontrarono tra loro; si ritirano Suzuki, Warwick, Barrichello, Apicella e Lehto, mentre Alliot e Fittipaldi dovettero tornare ai box per riparare le proprie vetture. Mentre Prost conduceva la gara, al 2º giro alla Variante Ascari Schumacher passò Alesi e conquista la seconda piazza; il ferraristi più tardi perse anche la terza posizione, quando Hill in rimonta (aveva già passato Brundle, Herbert e Berger) lo superò. La rimonta invece non riuscì a Senna che al nono giro, nel tentativo di recuperare, arrivò a ruote bloccate alla Seconda Variante per noie ai freni e tamponò Brundle, costringendo entrambi al ritiro.[35]

Alla ventunesima tornata sulla Benetton di Schumacher si ruppe il motore; Hill recupera lo svantaggio nei confronti del compagno di squadra, finendo per raggiungerlo nell'ultima fase di gara.[35] A pochi chilometri dal termine Prost si ritirò, tradito dal motore della sua Williams, e dovette così rimandare la conquista matematica del titolo; Hill conquistò così la terza vittoria consecutiva davanti ad Alesi e Andretti, per la prima volta sul podio nella sua ultima gara in Formula 1, prima di essere appiedato dalla McLaren. Gli altri piloti a punti furono Wendlinger, Patrese e Comas.

Gran Premio di Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Portogallo 1993.

Il venerdì Alain Prost annuncia il ritiro dalle corse a fine stagione. Sulla McLaren che fu di Andretti debutta il finlandese Mika Häkkinen, qualificandosi a sorpresa davanti al compagno Senna. Al giro di formazione la vettura di Hill non si avvia; il pilota inglese è costretto a schierarsi in ultima posizione. Al via Alesi azzarda una traiettoria esterna e prende il comando, seguito da Häkkinen, Senna, Prost (superato in partenza anche dal duo McLaren oltre che dal ferrarista), Schumacher e Berger. Senna sorpassa Häkkinen a metà del primo giro e si mette all'inseguimento di Alesi, ma al 19º giro si ritira con il motore rotto, dicendo addio alla seconda piazza; al 20º giro Alesi e Häkkinen vanno a cambiare le gomme, Schumacher invece si ferma più tardi, e sbuca davanti al duo dopo la sosta.

I piloti Williams invece sono gli ultimi a tornare ai box, con Hill in grande rimonta; Prost invece non riesce a rientrare davanti a Schumacher. Al termine della serie di pit stop Schumacher passa al comando davanti a Prost, Alesi, Häkkinen e Hill. Al 33º giro Häkkinen, in scia ad Alesi, si ritira per un incidente e tre tornate dopo toccherà a Berger, autore di una pericolosa carambola lungo il rettifilo. Schumacher, Prost e Hill non si fermeranno più ai box e il tedesco manterrà il comando fino alla fine (prima vittoria stagionale) nonostante gli attacchi di Prost, a cui basta il secondo posto per conquistare matematicamente il quarto titolo mondiale in carriera. Hill conclude terzo sopravanzando Alesi grazie alla seconda sosta ai box per cambiare le gomme del francese della Ferrari; la zona punti è chiusa da Wendlinger e Brundle.

Gran Premio del Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Giappone 1993.

In Giappone debuttano Jean-Marc Gounon con la Minardi, Toshio Suzuki con la Larrousse ed Eddie Irvine con la Jordan, mentre la Lola Scuderia Italia si ritira dal campionato. Al via Senna prende la testa della corsa, davanti a Prost, Häkkinen, Berger, Irvine, Schumacher e Hill; questi ultimi hanno nel giro di qualche tornata la meglio sull'irlandese della Jordan; si mettono in coda a Berger e nel frattempo Hill al 10º giro passa Schumacher, che al 12º giro (a causa di un'improvvisa frenata a ruote bloccate dell'inglese chiuso dall'austriaco) arriva "lungo", tocca il posteriore della Williams e si ritira a causa di una sospensione rotta. Prost passa in testa ai pit stop, ma presto comincia a piovere e la pista si inumidisce; Senna, più a suo agio del rivale, riprende il comando passando Prost alla curva "cucchiaio", poco prima che entrambi si fermino ai box per montare le rain. Anche Hill si ferma, tra l'altro vittima anche di una foratura, ma i meccanici Williams compiono l'errore di rimandarlo in pista con altre slick.

Hill è costretto a rifermarsi ma poi comincia a rimontare, arrivando alla quarta posizione davanti a Irvine, che per stare incollato all'inglese riesce a sdoppiarsi da Senna che lo aveva appena passato: nel dopo-gara vi sarà un diverbio fra il brasiliano e il nordirlandese. Hill mantiene tuttavia il quarto posto, poi la pioggia cessa e i piloti rimontano gomme da asciutto ma Berger rimane attardato, visto che i meccanici Ferrari compiono l'errore di rimandarlo in pista con le rain. Senna, con una McLaren per la prima volta in stagione capace di sfidare le Williams in quanto a prestazioni assolute, gestisce la corsa restando in testa fino al termine, precedendo sul traguardo Prost, Häkkinen, Hill, Barrichello e Irvine, a punti al debutto grazie ad un sorpasso al 49º giro al veterano Warwick che nella circostanza finisce fuori e si ritira.

Gran Premio d'Australia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Australia 1993.

Per la prima volta la pole position non è di un pilota della Williams, ma di Ayrton Senna. La procedura di partenza deve essere ripetuta tre volte, perché nei primi due tentativi le vetture di Katayama e Irvine rimangono ferme sulla griglia. Al via Senna mantiene il comando davanti a Prost, Hill, Schumacher, Berger, Brundle, Häkkinen e Alesi. Häkkinen passa subito nelle fasi iniziali Brundle, che sarà sorpassato anche da Alesi. Berger accusa un problema ai freni e viene passato prima da Häkkinen al 13º giro e poi da Alesi al 19°, tornata in cui il motore Ford lascia a piedi Schumacher. Al 27º giro invece si ritira Häkkinen per un problema ad una ruota. Senna intanto controlla la gara, anche se in difficoltà col motore Ford che tende a spegnersi sotto i 7000 giri, e precede i due rivali della Williams fino alla conclusione.

Sul finire della gara Hill va in testacoda nel tentativo di superare Prost, ma finisce ugualmente terzo dietro al francese, dato il grande vantaggio sul quarto; chiudono la zona punti Alesi, Berger (che durante la gara ha accusato dei problemi ai freni, poi risolti) e Brundle. Vincendo per la quinta volta nella stagione, Senna conquista il secondo posto nel Mondiale ai danni di Hill; è l'ultima gara con la McLaren e l'ultima vittoria per il brasiliano in Formula 1, nel giorno dell'ultimo gran premio in carriera del suo grande rivale Alain Prost, che gli lascia per il 1994 la Williams (sulla quale Senna troverà la morte a Imola); i due si stringono la mano sul podio.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Risultati dei Gran Premi[modifica | modifica wikitesto]

Gara Data Luogo Pole position Giro più veloce Vincitore Costruttore Resoconto
1 Sudafrica Gran Premio del Sud Africa 14 marzo Kyalami Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Alain Prost Williams-Renault Resoconto
2 Brasile Gran Premio del Brasile 28 marzo Interlagos Francia Alain Prost Germania Michael Schumacher Brasile Ayrton Senna McLaren-Ford Resoconto
3 Europa Gran Premio d'Europa 11 aprile Donington Park Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna McLaren-Ford Resoconto
4 San Marino Gran Premio di San Marino 25 aprile Imola Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Alain Prost Williams-Renault Resoconto
5 Spagna Gran Premio di Spagna 9 maggio Catalunya Francia Alain Prost Germania Michael Schumacher Francia Alain Prost Williams-Renault Resoconto
6 Monaco Gran Premio di Monaco 23 maggio Monaco Francia Alain Prost Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna McLaren-Ford Resoconto
7 Canada Gran Premio del Canada 13 giugno Circuit Gilles Villeneuve Francia Alain Prost Germania Michael Schumacher Francia Alain Prost Williams-Renault Resoconto
8 Francia Gran Premio di Francia 4 luglio Magny-Cours Regno Unito Damon Hill Germania Michael Schumacher Francia Alain Prost Williams-Renault Resoconto
9 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna 11 luglio Silverstone Francia Alain Prost Regno Unito Damon Hill Francia Alain Prost Williams-Renault Resoconto
10 Germania Gran Premio di Germania 25 luglio Hockenheimring Francia Alain Prost Germania Michael Schumacher Francia Alain Prost Williams-Renault Resoconto
11 Ungheria Gran Premio d'Ungheria 15 agosto Hungaroring Francia Alain Prost Francia Alain Prost Regno Unito Damon Hill Williams-Renault Resoconto
12 Belgio Gran Premio del Belgio 29 agosto Spa-Francorchamps Francia Alain Prost Francia Alain Prost Regno Unito Damon Hill Williams-Renault Resoconto
13 Italia Gran Premio d'Italia 12 settembre Monza Francia Alain Prost Regno Unito Damon Hill Regno Unito Damon Hill Williams-Renault Resoconto
14 Portogallo Gran Premio del Portogallo 26 settembre Estoril Regno Unito Damon Hill Regno Unito Damon Hill Germania Michael Schumacher Benetton-Ford Resoconto
15 Giappone Gran Premio del Giappone 24 ottobre Suzuka Francia Alain Prost Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna McLaren-Ford Resoconto
16 Australia Gran Premio d'Australia 7 novembre Adelaide Brasile Ayrton Senna Regno Unito Damon Hill Brasile Ayrton Senna McLaren-Ford Resoconto

Classifica piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Flag of South Africa (1928-1994).svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
1 Francia Alain Prost 1 Rit 3 1 1 4 1 1 1 1 12 3 12 2 2 2 99
2 Brasile Ayrton Senna 2 1 1 Rit 2 1 18 * 4 5 * 4 Rit 4 Rit Rit 1 1 73
3 Regno Unito Damon Hill Rit 2 2 Rit Rit 2 3 2 Rit 15 * 1 1 1 3 4 3 69
4 Germania Michael Schumacher Rit 3 Rit 2 3 Rit 2 3 2 2 Rit 2 Rit 1 Rit Rit 52
5 Italia Riccardo Patrese Rit Rit 5 Rit 4 Rit Rit 10 3 5 2 6 5 16 * Rit 8 * 20
6 Francia Jean Alesi Rit 8 Rit Rit Rit 3 Rit Rit 9 7 Rit Rit 2 4 Rit 4 16
7 Regno Unito Martin Brundle Rit Rit Rit 3 Rit 6 5 5 14 * 8 5 7 Rit 6 9 * 6 13
8 Austria Gerhard Berger 6 * Rit Rit Rit 6 14 * 4 14 Rit 6 3 10 * Rit Rit Rit 5 12
9 Regno Unito Johnny Herbert Rit 4 4 8 * Rit Rit 10 Rit 4 10 Rit 5 Rit Rit 11 Rit 11
10 Regno Unito Mark Blundell 3 5 Rit Rit 7 Rit Rit Rit 7 3 7 11 * Rit Rit 7 9 10
11 Stati Uniti Michael Andretti Rit Rit Rit Rit 5 8 14 6 Rit Rit Rit 8 3 7
12 Austria Karl Wendlinger Rit Rit Rit Rit Rit 13 6 Rit Rit 9 6 Rit 4 5 Rit 15 * 7
13 Finlandia JJ Lehto 5 Rit Rit 4 * Rit Rit 7 Rit 8 Rit Rit 9 Rit 7 8 Rit 5
14 Brasile Christian Fittipaldi 4 Rit 7 Rit 8 5 9 8 12 * 11 Rit Rit 8 * 9 5
15 Finlandia Mika Häkkinen Rit 3 Rit 4
16 Regno Unito Derek Warwick 7 * 9 Rit Rit 13 Rit 16 13 6 17 4 Rit Rit 15 * 14 * 10 4
17 Francia Philippe Alliot Rit 7 Rit 5 Rit 12 Rit 9 11 12 8 12 9 10 2
18 Brasile Rubens Barrichello Rit Rit 10 * Rit 12 9 Rit 7 10 Rit Rit Rit Rit 13 5 11 2
19 Italia Fabrizio Barbazza Rit Rit 6 6 Rit 11 Rit Rit 2
20 Italia Alex Zanardi Rit 6 8 Rit 14 * 7 11 Rit Rit Rit Rit NP 1
21 Francia Érik Comas Rit 10 9 Rit 9 Rit 8 16 * Rit Rit Rit Rit 6 11 Rit 12 1
22 Regno Unito Eddie Irvine 6 Rit 1
- Italia Pierluigi Martini Rit 14 Rit Rit 7 * 8 10 Rit 0
- Giappone Aguri Suzuki Rit Rit Rit 9 10 Rit 13 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 7 0
- Italia Luca Badoer Rit 12 NQ 7 Rit NQ 15 Rit Rit Rit Rit 13 10 14 0
- Belgio Thierry Boutsen Rit Rit 11 Rit 12 11 Rit 13 9 Rit 0
- Italia Andrea De Cesaris Rit Rit Rit Rit SQ 10 Rit 15 NC Rit 11 Rit 13 * 12 Rit 13 0
- Giappone Ukyo Katayama Rit Rit Rit Rit Rit Rit 17 Rit 13 Rit 10 15 14 Rit Rit Rit 0
- Italia Michele Alboreto Rit 11 11 NQ NQ Rit NQ NQ NQ 16 Rit 14 Rit Rit 0
- Portogallo Pedro Lamy 11 Rit 13 * Rit 0
- Giappone Toshio Suzuki 12 14 0
- Francia Jean-Marc Gounon Rit Rit 0
- Italia Ivan Capelli Rit NQ 0
- Italia Marco Apicella Rit 0
- Italia Emanuele Naspetti Rit 0
Pos. Pilota Flag of South Africa (1928-1994).svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Posizione Costruttore Pilota RSA
Sudafrica
BRA
Brasile
EUR
Europa
SMR
San Marino
SPA
Spagna
MON
Monaco
CAN
Canada
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
POR
Portogallo
GIA
Giappone
AUS
Australia
Punti
1 Regno Unito Williams-Renault Hill Rit 2 2 Rit Rit 2 3 2 Rit 15* 1 1 1 3 4 3 168
Prost 1 Rit 3 1 1 4 1 1 1 1 12 3 12* 2 2 2
2 Regno Unito McLaren-Ford Andretti Rit Rit Rit Rit 5 8 14 6 Rit Rit Rit 8 3 84
Häkkinen Rit 3 Rit
Senna 2 1 1 Rit 2 1 18* 4 5 4 Rit 4 Rit Rit 1 1
3 Regno Unito Benetton-Ford Schumacher Rit 3 Rit 2 3 Rit 2 3 2 2 Rit 2 Rit 1 Rit Rit 72
Patrese Rit Rit 5 Rit 4 Rit Rit 10 3 5 2 6 5 16* Rit 8*
4 Italia Ferrari Alesi Rit 8 Rit Rit Rit 3 Rit Rit 9 7 Rit Rit 2 4 Rit 4 28
Berger 6 Rit Rit Rit 6 14 4 14 Rit 6 3 10 Rit Rit Rit 5
5 Francia Ligier-Renault Brundle Rit Rit Rit 3 Rit 6 5 5 14 8 5 7 Rit 6 9 6 23
Blundell 3 5 Rit Rit 7 Rit Rit Rit 7 3 7 11 Rit Rit 7 9
6 Regno Unito Lotus-Ford Zanardi Rit 6 8 Rit 14 7 11 Rit Rit Rit Rit NP 12
Lamy 11 Rit 13 Rit
Herbert Rit 4 4 8 Rit Rit 10 Rit 4 10 Rit 5 Rit Rit 11 Rit
7 Svizzera Sauber Wendlinger Rit Rit Rit Rit Rit 13 6 Rit Rit 9 6 Rit 4 5 Rit 15 12
Lehto 5 Rit Rit 4 Rit Rit 7 Rit 8 Rit Rit 9 Rit 7 8 Rit
8 Italia Minardi-Ford Fittipaldi 4 Rit 7 Rit 8 5 9 8 12 11 Rit Rit 8 9 7
Gounon Rit Rit
Barbazza Rit Rit 6 6 Rit 11 Rit Rit
Martini Rit 14 Rit Rit 7 8 10 Rit
9 Regno Unito Footwork-Mugen-Honda Warwick 7 9 Rit Rit 13 Rit 16 13 6 17 4 Rit Rit 15 14 10 4
Suzuki Rit Rit Rit 9 10 Rit 13 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 7
10 Francia Larrousse-Lamborghini Alliot Rit 7 Rit 5 Rit 12 Rit 9 11 12 8 12 9 10 3
Suzuki 12 14
Comas Rit 10 9 Rit 9 Rit 8 16 Rit Rit Rit Rit 6 11 Rit 12
11 Irlanda Jordan-Hart Barrichello Rit Rit 10 Rit 12 9 Rit 7 10 Rit Rit Rit Rit 13 5 11 3
Capelli Rit NQ
Boutsen Rit Rit 11 Rit 12 11 Rit 13 9 Rit
Apicella Rit
Naspetti Rit
Irvine 6 Rit
Italia Scuderia Italia-Ferrari Alboreto Rit 11 11 NQ NQ Rit NQ NQ NQ 16 Rit 14 Rit Rit 0
Badoer Rit 12 NQ 7 Rit NQ 15 Rit Rit Rit Rit 13 10 14
- Regno Unito Tyrrell-Yamaha Katayama Rit Rit Rit Rit Rit Rit 17 Rit 13 Rit 10 15 14 Rit Rit Rit 0
De Cesaris Rit Rit Rit Rit SQ 10 Rit 15 NC Rit 11 Rit 13 12 Rit 13
Posizione Costruttore Pilota RSA
Sudafrica
BRA
Brasile
EUR
Spagna
SMR
San Marino
MON
Monaco
SPA
Spagna
CAN
Canada
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
POR
Portogallo
GIA
Giappone
AUS
Australia
Punti

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Addio al Messico. Due Gran Premi per il Giappone in La Stampa, 25 giugno 1992, p. 33.
  2. ^ Cristiano Chiavegato, Ora soffia forte il vento della crisi in La Stampa, 18 agosto 1992, p. 27.
  3. ^ (EN) Today in 1993: Senna’s last great race at Donington, f1fanatic.co.uk, 11 aprile 2013. URL consultato il 13 agosto 2015.
  4. ^ a b Giancarlo Faletti, Ulderico Munzi, La Francia manda in fumo la Formula 1 in Corriere della sera, 11 dicembre 1992, p. 44.
  5. ^ (FR) Franck Berthault, La loi Evin et la retransmission télévisée des compétitions sportives in Les Echos, 21 marzo 1995. URL consultato il 13 agosto 2015.
  6. ^ a b c Cristiano Chiavegato, Prost stavolta ha paura in La Stampa, 26 gennaio 1993. URL consultato il 13 agosto 2015.
  7. ^ a b c d Cristiano Chiavegato, Prost, attimi di paura. Fuori pista a 240 orari in La Stampa, 30 gennaio 1993, p. 29. URL consultato il 13 agosto 2015.
  8. ^ a b Cristiano Chiavegato, Senna avrà una McLaren superelettronica in La Stampa, 15 febbraio 1993. URL consultato il 5 luglio 2015.
  9. ^ a b Giancarlo Faletti, Ferrari, una marcia in meno in Corriere della sera, 18 febbraio 1993, p. 43. URL consultato il 14 agosto 2015.
  10. ^ a b c d e f Nestore Morosini, si' alla Williams e qualificazioni ridotte: la F1 vota via fax in Corriere della sera, 13 febbraio 1993, p. 37. URL consultato il 17 agosto 2015.
  11. ^ a b Nestore Morosini, Maranello ha vinto la battaglia politica in Corriere della sera, 26 febbraio 1993, p. 17. URL consultato il 17 agosto 2015.
  12. ^ Mario Donnini, Memorie di Adrian, autosprint.corrieredellosport.it, 15 gennaio 2013. URL consultato il 6 luglio 2015.
  13. ^ Ménard, pp. 454-457
  14. ^ a b Giancarlo Faletti, Lucchini sceglie la Lola. Dallara saluta le corse in Corriere della sera, 19 agosto 1992, p. 24. URL consultato il 17 agosto 2015.
  15. ^ (EN) The worst car I ever drove in Motorsport Magazine, novembre 1998, pp. 48-49. URL consultato il 17 agosto 2015.
  16. ^ (EN) Constructors: Leyton House Racing, grandprix.com. URL consultato il 9 agosto 2015.
  17. ^ (EN) A foregone conclusion for Prost? in Motorsport Magazine, marzo 1993, pp. 11-21.
  18. ^ a b Cristiano Chiavegato, Non sono rivali, sono nemici in La Stampa, 12 marzo 1993, p. 32.
  19. ^ (EN) John Willcock, Formula One obsession led to pounds 50m Landhurst fraud in The Independent, 18 ottobre 1997. URL consultato il 26 aprile 2011.
  20. ^ (EN) Constructors: Fondmetal F1 SpA, grandprix.com. URL consultato l'11 agosto 2015.
  21. ^ (EN) Constructors: Andrea Moda Formula, grandprix.com. URL consultato l'11 agosto 2015.
  22. ^ a b c (EN) Constructors: Sauber, grandprix.com. URL consultato l'11 agosto 2015.
  23. ^ a b c Santoro, pp.6-15
  24. ^ Saluti e baci in Autosprint, nº 45, 1993.
  25. ^ (EN) Natasha Kholiavko, Williams: A Comedy of Manners, atlasf1.autosport.com. URL consultato il 27 luglio 2015.
  26. ^ a b Nestore Morosini, Berger, il passato diventa futuro in Corriere della sera, 27 agosto 1992, p. 25. URL consultato il 28 luglio 2015.
  27. ^ Patrese, ecco la Benetton in Repubblica.it, 4 settembre 1992. URL consultato il 12 luglio 2014.
  28. ^ Leo Turrini, p. 59.
  29. ^ Cristiano Chiavegato, La McLaren fa di tutto per trattenere Senna in La Stampa, 25 settembre 1992, p. 35.
  30. ^ a b c d e f g h i j k l m Formula 1 - Test driver 1993. URL consultato il 18 agosto 2007.
  31. ^ (EN) Formula 1 Technical Regulation changes for 1998", grandprix.com. URL consultato il 20 ottobre 2014.
  32. ^ Hilton, Christopher, Ayrton Senna: The Whole Story (Haynes Publishing, 2004). ISBN 978-1-84425-096-7
  33. ^ a b c d Brazilian GP, 1993 Race Report - GP Encyclopedia - F1 History on Grandprix.com
  34. ^ Cristiano Chiavegato, Ferrari, lampo rosso in La Stampa, 11 settembre 1993, p. 27.
  35. ^ a b Giancarlo Falletti, Prost, fumata grigia sul mondiale in Corriere della Sera, 13 settembre 1993, p. 37.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Christopher Hilton, Ayrton Senna: The Whole Story, Haynes Publishing, 2004, ISBN 978-1-84425-096-7.
  • (FR) Pierre Ménard, La Grande Encyclopédie de la Formule 1 - Volume 2, Chronosports Editeur, 2000, ISBN 2-940125-45-7.
  • Nicola Santoro, Il caso Ayrton Senna. Tutta la verità sul processo, GoWare, 2014, ISBN 978-88-6797-177-0.
  • Leo Turrini, F1 '92. L'anno di Mansell, Milano, Vallardi&Associati, 1992, ISBN 88-85202-30-6.

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