Alessandro Nannini

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Alessandro Nannini
Nannini Imola 1986.jpg
Nannini a Imola nel 1986
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1, Campionato del mondo sportprototipi, DTM
Ruolo Pilota
Termine carriera 11 novembre 2007
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio 23 marzo 1986
Stagioni 1986-1990
Scuderie Minardi 1986-1987
Benetton 1988-1990
Miglior risultato finale 6º (1989)
GP disputati 78 (76 partenze)
GP vinti 1
Podi 9
Giri veloci 2
Carriera in Campionato del mondo sportprototipi
Esordio 19 settembre 1982
Stagioni 1982-1986
Scuderie Italia Martini Racing 1982-1986
Germania Ovest Porsche Kremer Racing
Miglior risultato finale 8º (1985)
GP disputati 18
GP vinti 1
Podi 7
Punti ottenuti 131
Carriera nel DTM
Esordio 4 aprile 1993
Stagioni 1993-1995
Scuderie Italia Alfa Corse 1993-1995
Miglior risultato finale 4º (1994)
GP disputati 60 (58 partenze)
GP vinti 7
Podi 12
Punti ottenuti 314
Pole position 6
Giri veloci 5
 

Alessandro Nannini (Siena, 7 luglio 1959) è un ex pilota automobilistico italiano.

È fratello minore della cantante Gianna Nannini e figlio dell'imprenditore Danilo Nannini, nonché zio del pilota di Formula 2 Matteo Nannini.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver debuttato nei rally nel 1978 Nannini passò alla Formula Fiat Abarth in cui vinse l'edizione 1981. Nel 1982 si dedicò al campionato europeo di Formula 2, ingaggiato dalla Minardi.

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio in Minardi (1986-1987)[modifica | modifica wikitesto]

Nannini alla guida della Minardi M185B a Imola nel 1986

Nannini portò in pista per la prima volta la Minardi sul circuito di Misano nell'ottobre del 1984 in vista del debutto della casa faentina in Formula 1 nel 1985, occupandosi di svolgere i test invernali.[1] Il pilota senese avrebbe dovuto debuttare nella massima serie insieme alla Minardi, ma gli venne negata la superlicenza.[2]

Il suo debutto in Formula 1 avvenne quindi l'anno successivo, sempre con la Minardi, squadra con la quale gareggiò anche nella stagione successiva: tanti i ritiri, causa la scarsa affidabilità del mezzo, e quasi nulli i risultati. Ciò nonostante, riuscì a mettersi in luce per grinta e velocità, segnalandosi come uno dei giovani più promettenti della sua epoca.

Gli anni in Benetton (1988-1990)[modifica | modifica wikitesto]

Questo gli valse l'interessamento della Benetton, che lo mise sotto contratto per la stagione 1988. Il team era abbastanza competitivo, così Nannini poté ottenere i primi punti iridati e i primi podi: al Gran Premio di Gran Bretagna, disputato sotto la pioggia, conquistò il terzo posto al termine di una gara grintosa, risultato che ripeté nel Gran Premio di Spagna.

Nannini al volante della Benetton B188 in Canada nel 1988

Nel 1989 ereditò il ruolo di prima guida della squadra da Thierry Boutsen, passato alla Williams, e riuscì a conquistare (oltre a una serie di altri piazzamenti) due terzi posti (Gran Premio di San Marino e Gran Bretagna), un secondo posto (Gran Premio d'Australia) ma, soprattutto, venne dichiarato vincitore del Gran Premio del Giappone in seguito alla squalifica di Ayrton Senna da parte dei commissari a fine corsa, conseguenza del taglio della chicane da parte del brasiliano dopo lo scontro con il compagno Prost; fu quella la sua prima e unica vittoria in F1.

Nella stagione seguente, Nannini si misurò in squadra con il tre volte campione del mondo Nelson Piquet; tra i due il confronto fu piuttosto equilibrato e, grazie a una macchina sempre abbastanza competitiva, Alessandro riuscì a togliersi ulteriori soddisfazioni, come i due terzi posti al Gran Premio di San Marino e di Spagna e il secondo al Gran Premio di Germania. Grinta e caparbietà del pilota senese vennero notate anche a Maranello, facendo entrare Nannini nella rosa dei papabili a guidare la Ferrari nel 1991; verso la fine dell'estate, gli venne offerto un contratto che, però, rifiutò, destando un certo scalpore presso addetti ai lavori e tifosi. Il mancato accordo derivò probabilmente dal mancato accordo sia sulla durata contrattuale sia sulle garanzie tecniche richieste dal pilota.[3] L'episodio segnò la rottura dei rapporti tra Nannini e Cesare Fiorio, direttore sportivo della Ferrari, con il pilota senese che decise di rimanere in Benetton anche per la stagione seguente.

Dopo la Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Nannini su Alfa Romeo 155 V6 TI a Donington nel 1994

La sua carriera fu interrotta per un grave incidente in elicottero avvenuto il 12 ottobre 1990: l'apparecchio di sua proprietà atterrò malamente sul suolo della sua tenuta. Nannini venne sbalzato fuori per l'impatto e una delle pale del rotore gli tranciò di netto l'avambraccio destro.[4] Un'équipe di medici, diretta dal prof. Bufalini, riuscì a reimpiantare l'arto dopo un delicato intervento chirurgico,[5] ma la riabilitazione fu lenta e faticosa, lasciando compromessa la funzionalità del braccio. L'avventura in F1 si chiuse qui:[6] negli anni a venire non andò oltre un paio di test svolti a bordo di una F1, unicamente per il gusto di riassaporare certe sensazioni.

In particolare, nel 1992, Nannini completò una prova di 38 giri sul Circuito di Fiorano a bordo della Ferrari F92 A di Jean Alesi (dopo modifiche apportate al volante della monoposto), seguita poi da un'ulteriore prova nel 1996, a bordo di una Benetton B196 sul Circuito di Estoril, a mano di Flavio Briatore[7]. Nel 2007, Nannini avrebbe dovuto partecipare al campionato Grand Prix Masters, riservato ad ex piloti di F1, ma il campionato fu annullato per ragioni economiche.

La Mercedes-Benz CLK GTR di Nannini a Donington nel 1997

Archiviata la Formula 1, una volta recuperata (sia pur non del tutto) l'efficienza dell'arto, passò alle ruote coperte. Nel 1992 partecipò al Campionato Italiano Turismo, al volante dell'Alfa Romeo 155. Sempre con la Casa del Biscione, dal 1993 fu impegnato nel Deutsche Tourenwagen Meisterschaft alla guida della 155 V6 TI e vi restò fino al 1996, in cui corse nel Campionato mondiale ITC. Nel 1997 passò alla Mercedes-Benz, con cui disputò il Campionato FIA GT.

Al termine di quella stagione lasciò le competizioni per occuparsi degli affari della sua famiglia che possiede a Siena l'azienda dolciaria omonima.[8]

Il 22 marzo 2011 ha annunciato la sua candidatura alle elezioni amministrative come sindaco di Siena per la coalizione di centrodestra. Alle elezioni comunali del 15 e 16 maggio, ha ottenuto il 18,23% dei voti, venendo battuto dal candidato del centrosinistra Ceccuzzi (con il 54,71%),[9] ma ottenendo comunque la carica di consigliere comunale.

L'anno seguente è tornato a guidare una monoposto di Formula 1 in occasione delle celebrazioni per i 50 anni del circuito di Suzuka, compiendo undici giri a bordo di una Larrousse.[10] A poche settimane di distanza ha preso parte anche al Giro automobilistico d'Italia, guidando una Mitsubishi Evo 6 in coppia con Gianni Giudici.[10]

Vittorie[modifica | modifica wikitesto]

In Formula 1

Con vetture turismo

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

1986 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Mexico.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Minardi Minardi M185B
Minardi M186[11]
Rit NP Rit NQ Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 14 Rit 0
1987 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Mexico.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Minardi Minardi M187 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 11 Rit 16 11 Rit Rit Rit Rit 0
1988 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Benetton Benetton B188 Rit 6 Rit 7 Rit Rit 6 3 18 Rit SQ 9 Rit 3 5 Rit 12 10º
1989 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Benetton Benetton B188
Benetton B189[12]
6 3 8 4 Rit SQ Rit 3 Rit Rit 5 Rit 4 Rit 1 2 32
1990 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Benetton Benetton B189B
Benetton B190[13]
11 10 3 Rit Rit 4 16 Rit 2 Rit 4 8 6 3 21
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti/Non class. Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato Solo prove/Terzo pilota

Risultati in Formula 2[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Team 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Punti Pos.
1982 Minardi SIL
5
HOC
9
THR
12
NÜR
8
MUG
10
VAL
Rit
PAU
NQ
SPA
Rit
HOC
Rit
DON
SQ
MAN
Rit
PER
Rit
MIS
2
8 10°
1983 Minardi SIL THR
9
HOC
5
NÜR
2
VAL
7
PAU
Rit
JAR
Rit
DON
Rit
MIS
Rit
PER
11
ZOL
Rit
MUG
4
11
1984 Minardi SIL
9
HOC
Rit
THR
7
VAL
Rit
MUG
Rit
PAU
Rit
HOC
4
MIS
Rit
PER
3
DON
10
BRH
5
9 10°

Risultati nel Campionato del mondo sportprototipi[modifica | modifica wikitesto]

1982 Scuderia Vettura Italia Regno Unito Germania Ovest Francia Belgio Italia Giappone Regno Unito Punti Pos.
Martini Racing Lancia LC1 2 16 18º
1983 Scuderia Vettura Italia Regno Unito Germania Ovest Francia Belgio Giappone Sudafrica Punti Pos.
Martini Racing Lancia LC2 Rit 2 15 22º
1984 Scuderia Vettura Italia Regno Unito Francia Germania Ovest Regno Unito Canada Belgio Italia Giappone Sudafrica Australia Punti Pos.
Martini Racing Lancia LC2 8 3 Rit 1 35 16º
1985 Scuderia Vettura Italia Italia Regno Unito Francia Germania Ovest Canada Belgio Regno Unito Giappone Malaysia Punti Pos.
Martini Racing Lancia LC2 Rit 3 3 6 Rit 4 4 50
1986 Scuderia Vettura Italia Regno Unito Francia Germania Ovest Regno Unito Spagna Germania Ovest Belgio Giappone Punti Pos.
Joest Racing Lancia LC2 2 Rit 15 35º
Porsche Kremer Racing Porsche 962 Rit 4

Risultati nella 24 Ore di Le Mans[modifica | modifica wikitesto]

Anno Classe Gomme Vettura Squadra Co-pilota Giri Pos.
Assol.
Pos. di
Classe
1983 C 4 D Lancia LC2
Ferrari 268C 2.6L Turbo V8
Italia Martini Racing Italia Michele Alboreto
Italia Teodorico "Teo" Fabi
27 DNF DNF
1983 C 6 D Lancia LC2
Ferrari 268C 2.6L Turbo V8
Italia Martini Racing Italia Paolo Barilla
Francia Jean-Claude Andruet
135 DNF DNF
1984 C1 4 D Lancia LC2
Ferrari 308C 3.0L Turbo V8
Italia Martini Racing Francia Bob Wollek 326
1985 C1 4 M Lancia LC2
Ferrari 308C 3.0L Turbo V8
Italia Martini Racing Francia Bob Wollek
Australia Lucio Cesario
360

Risultati ai 1000 km del Nürburgring[modifica | modifica wikitesto]

Anno Scuderia Costruttore Vettura Numero Categoria Classe Co-Pilota Giri Risultato
di classe
Risultato
assoluto
1984 Italia Martini Racing Ferrari Lancia LC2 6 Gruppo C1 C1 Italia Paolo Barilla 206
1986 Germania Ovest Porsche Kremer Racing Porsche Porsche 962C 10 Gruppo C1 C1 Regno Unito James Weaver 21 Rit Rit
Legenda

Risultati nel DTM[modifica | modifica wikitesto]

(legenda) (Le gare in grassetto indicano la pole position) (Gare in corsivo indicano Gpv)

Anno Team Vettura 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 Pos. Punti
1993 Alfa Corse Alfa Romeo 155 V6 TI DTM ZOL
1

Rit
ZOL
2

3
HOC
1

13
HOC
2

8
NÜR
1

10
NÜR
2

4
WUN
1

2
WUN
2

Rit
NÜR
1

4
NÜR
2

4
NOR
1

Rit
NOR
2

Rit
DON
1

Rit
DON
2

NP
DIE
1

Rit
DIE
2

18
ALE
1

3
ALE
2

Rit
AVU
1

5
AVU
2

Rit
HOC
1

1
HOC
2

1
121
1994 Alfa Corse Alfa Romeo 155 V6 TI ZOL
1

1
ZOL
2

1
HOC
1

4
HOC
2

1
NÜR
1

7
NÜR
2

7
MUG
1

17
MUG
2

Rit
NÜR
1

1
NÜR
2

7
NOR
1

Rit
NOR
2

7
DON
1

1
DON
2

SQ
DIE
1

5
DIE
2

4
NÜR
1

8
NÜR
2

5
AVU
1

19
AVU
2

5
ALE
1

Rit
ALE
2

12
HOC
1

6
HOC
2

Rit
149
1995 Alfa Corse Alfa Romeo 155 V6 TI HOC
1

18
HOC
2

NP
ALE
1

3
ALE
2

Rit
NOR
1

3
NOR
2

9†
DIE
1

4
DIE
2

Rit
NÜR
1

Rit
NÜR
2

Rit
ALE
1

11
ALE
2

Rit
HOC
1

5
HOC
2

12
11º 44

† - Ritirato, ma classificato perché ha completato il 90% della distanza di gara del vincitore.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il suo incidente e il conseguente intervento chirurgico di reinnesto del braccio sono citati da Narancia Ghirga, uno dei personaggi del fumetto giapponese Le bizzarre avventure di JoJo nella quinta parte Vento Aureo.

Nel 1994, durante la gara di Singen, sul circuito dell'Alemannenring, a bordo della sua Alfa Romeo 155 V6 TI, venne colpito dall'autovettura condotta da Roland Asch, mandando in fumo la sua possibilità di vincere il mondiale DTM di quell'anno. Dopo essere passato ai box per riparare l'autovettura, Nannini riprese la gara vendicandosi dell'incidente occorso pochi giri prima e andando a colpire volontariamente la vettura di Asch.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Primi passi Minardi, in Rombo, n. 42, 16 ottobre 1984, p. 19.
  2. ^ (EN) Rob Widdows, Alessandro Nannini: The caffeine racer, Motorsport Magazine, gennaio 2015, pp. 100-104.
  3. ^ Carlo Marincovich, 'Uno strano contratto', La Repubblica, 21 settembre 1990. URL consultato il 19 settembre 2021.
  4. ^ Francesco Matteini, Nannini, la lunga notte in sala operatoria, La Stampa, Firenze, 13 ottobre 1990
  5. ^ Nannini, intervento ok forse tornerà a correre, La Stampa, Firenze, 13 ottobre 1990
  6. ^ Nannini, addio alla formula uno, su ricerca.repubblica.it, La Repubblica, 14 ottobre 1990.
  7. ^ Sandro's Benetton test, su grandprix.com. URL consultato il 16 novembre 2014.
  8. ^ Il panforte Nannini è diventato imperiale: subito 30 milioni da un magnate “kazako” - Gente d'Italia
  9. ^ Siena - Elezioni comunali 15-16 maggio 2011, su La Repubblica. URL consultato il 4 novembre 2011.
  10. ^ a b Mario Donnini, Nannini al Giro con Giudici, in Autosprint, 11 settembre 2012, p. 60.
  11. ^ Al Gran Premio d'Austria 1986.
  12. ^ Dal Gran Premio di Francia 1989.
  13. ^ Dal Gran Premio di San Marino 1990.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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