Campionato mondiale di Formula 1 1989

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Campionato mondiale di Formula 1 1989
Edizione n. 40 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio26 marzo
Termine5 novembre
Prove16
Titoli in palio
PilotiBandiera della Francia Alain Prost
su McLaren MP4/5
CostruttoriBandiera del Regno Unito McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

Il campionato mondiale di Formula 1 1989 organizzato dalla FIA è stato, nella storia della categoria, il 40° ad assegnare il Titolo Piloti e il 32° ad assegnare quello Costruttori. Il primo fu vinto dal francese Alain Prost, campione del mondo per la terza volta in carriera, mentre il secondo fu conquistato dalla McLaren.

Alain Prost si aggiudica il titolo piloti per la terza volta.

La pre-stagione[modifica | modifica wikitesto]

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Le tappe della stagione 1989 rimasero le stesse dell'anno prima, e sostanzialmente nelle stesse posizioni: l'unica novità riguardò il Gran Premio degli Stati Uniti che abbandonò la sede di Detroit dopo 7 anni, per trasferirsi sul nuovo tracciato, anch'esso cittadino, di Phoenix in Arizona; la gara Statunitense si scambiò inoltre di posto col Gran Premio del Canada.

Gara Nome ufficiale del Gran Premio Circuito Sede Data Ora Diretta TV
Locale UTC ITA
1 Bandiera del Brasile Grande Prêmio do Brasil Circuito di Jacarepaguá Rio de Janeiro 26 marzo 13:00 16:00 18:00 Rai Due / Telemontecarlo
2 Bandiera di San Marino Gran Premio Kronenbourg di San Marino Autodromo Dino Ferrari Imola 23 aprile 14:30 12:30 14:30
3 Bandiera di Monaco Grand Prix de Monaco Circuito di Monte Carlo Monaco 7 maggio 15:30 13:30 15:30
4 Bandiera del Messico Gran Premio de México Autodromo Hermanos Rodríguez Città del Messico 28 maggio 13:30 20:30 21:30
5 Bandiera degli Stati Uniti Iceberg United States Grand Prix Circuito di Phoenix Phoenix 4 giugno 13:40 20:40 22:40
6 Bandiera del Canada Grand Prix Molson du Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 18 giugno 12:00 16:00 18:00
7 Bandiera della Francia Rhône-Poulenc Grand Prix de France Circuito Paul Ricard Le Castellet 9 luglio 14:45 12:45 14:45
8 Bandiera del Regno Unito Shell British Grand Prix Circuito di Silverstone Silverstone 16 luglio 14:30 13:30 15:30
9 Bandiera della Germania Großer Mobil 1 Preis von Deutschland Hockenheimring Hockenheim 30 luglio 14:30 12:30 14:30
10 Bandiera dell'Ungheria Pop 84 Magyar Nagydíj Hungaroring Mogyoród 13 agosto 14:30 12:30 14:30
11 Bandiera del Belgio Champion Grand Prix de Belgique Circuito di Spa-Francorchamps Francorchamps 27 agosto 14:30 12:30 14:30
12 Bandiera dell'Italia Coca-Cola Gran Premio d'Italia Autodromo nazionale di Monza Monza 10 settembre 15:00 13:00 15:00
13 Bandiera del Portogallo Grande Prémio de Portugal Circuito di Estoril Cascais 24 settembre 14:30 13:30 14:30
14 Bandiera della Spagna Gran Premio Tio Pepe de España Circuito di Jerez de la Frontera Jerez de la Frontera 1º ottobre 14:30 13:30 14:30
15 Bandiera del Giappone Fuji Television Japanese Grand Prix Circuito di Suzuka Suzuka 22 ottobre 13:00 4:00 5:00
16 Bandiera dell'Australia Foster's Australian Grand Prix Circuito di Adelaide Adelaide 5 novembre 14:00 4:30 5:30

Cambiamenti rispetto al 1988[modifica | modifica wikitesto]

Cambiamenti regolamentari[modifica | modifica wikitesto]

  • Il cambiamento più importante riguardò i motori: come già annunciato al termine della stagione 1986, i propulsori turbo furono banditi e tutti i concorrenti dovettero competere con motori aspirati, la cui cilindrata massima era fissata in 3500 cm³ e il numero di cilindri massimo pari a 12.
  • Le prequalifiche, rese necessarie dall'alto numero di concorrenti iscritti al mondiale (39), furono spostate ad una sessione di un'ora il venerdì mattina, dalle otto alle nove; dei tredici piloti partecipanti alle prequalifiche, solo i quattro più veloci avevano accesso alle qualifiche vere e proprie. Questo primo scoglio era riservato, per la prima parte della stagione, ai piloti le cui scuderie avevano fatto il loro esordio in Formula 1 (Brabham, Onyx e, per la seconda vettura, Rial, AGS, Coloni e Scuderia Italia) o avevano fatto segnare i risultati peggiori nella seconda metà del 1988 (Zakspeed, Osella ed EuroBrun). Da metà stagione in poi, questi team sarebbero stati sostituiti con quelli che avessero fatto segnare i risultati peggiori nella prima parte del campionato.
  • Furono eliminati i limiti di consumo, imposti ai motori turbo nelle annate precedenti.

Novità tecniche[modifica | modifica wikitesto]

  • Il divieto di utilizzare i motori turbo portò a un grande sviluppo di quelli aspirati; in particolare, Honda e Renault introdussero degli inediti motori V10, mai utilizzati prima per il timore delle vibrazioni e delle sollecitazioni cui erano sottoposti. Questa soluzione fu conseguenza del minor spazio disponibile nel vano motore a causa dell'arretramento degli abitacoli previsto dal nuovo regolamento, in modo da trovare una via di mezzo tra i vantaggi dimensionali del V8 e la maggiore potenza dei V12.
  • La Ferrari introdusse, nell'innovativo modello 640 progettato da John Barnard, il primo cambio semi-automatico nella storia della Formula 1, grazie al quale l'innesto delle marce, che avveniva attraverso due levette poste dietro al volante, era molto più rapido rispetto a quello di un cambio tradizionale.

Scuderie[modifica | modifica wikitesto]

  • La Brabham, dopo aver saltato la stagione 1988 in seguito al passaggio di proprietà da Bernie Ecclestone a un imprenditore svizzero, tornò a schierare le proprie vetture; fece il suo ingresso in Formula 1 anche una nuova scuderia, la Onyx, fondata da Mike Earle e sostenuta economicamente dall'imprenditore belga Jean Pierre Van Rossem. Invece ritirò l'iscrizione la nuova scuderia FIRST GP, gestita da Lamberto Leoni e presente nel campionato di F3000, che avrebbe corso con motori Judd e Gabriele Tarquini al volante.

Motori[modifica | modifica wikitesto]

  • La Honda smise di fornire i propri motori alla Lotus, concentrandosi esclusivamente sulla McLaren. La casa giapponese progettò un inedito V10.
  • La Renault tornò in Formula 1 come fornitrice di motori, progettando un nuovo V10 in esclusiva per la Williams.
  • La Judd, perse Williams e Ligier, fornì in esclusiva alla March il nuovo V8 EV, mentre Lotus, EuroBrun e Brabham furono equipaggiate con il modello CV della stagione precedente.
  • La Ligier, l'Osella e la Arrows passarono ai motori Cosworth.
  • Fecero il loro ingresso in Formula 1 due nuovi fornitori di motori, la Lamborghini, che progettò un V12 in esclusiva per la Lola-Larrousse, e la Yamaha, che fornì un V8 alla Zakspeed, che aveva abbandonato l'idea di realizzare un propulsore in proprio.

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pneumatici[modifica | modifica wikitesto]

Scuderie e piloti[modifica | modifica wikitesto]

Scuderia Costruttore Telaio Motore Gomme Piloti GP Collaudatore
Bandiera del Regno Unito Honda Marlboro McLaren McLaren-Honda MP4/5 Honda RA109A 3.5 V10 G 1 Bandiera del Brasile Ayrton Senna Tutti Bandiera dell'Italia Emanuele Pirro
2 Bandiera della Francia Alain Prost Tutti
Bandiera del Regno Unito Tyrrell Racing Organisation Tyrrell-Ford 017B
018
Ford DFR 3.5 V8 G 3 Bandiera del Regno Unito Jonathan Palmer Tutti n/a
4 Bandiera dell'Italia Michele Alboreto 1-6
Bandiera della Francia Jean Alesi 7-10, 12, 14-16
Bandiera del Regno Unito Johnny Herbert 11, 13
Bandiera del Regno Unito Canon Williams Team Williams-Renault FW12C
FW13
Renault RS1 3.5 V10 G 5 Bandiera del Belgio Thierry Boutsen Tutti Bandiera del Regno Unito Mark Blundell
6 Bandiera dell'Italia Riccardo Patrese Tutti
Bandiera del Regno Unito Motor Racing Developments Brabham-Judd BT58 Judd EV 3.5 V8 P 7 Bandiera del Regno Unito Martin Brundle Tutti n/a
8 Bandiera dell'Italia Stefano Modena Tutti
Bandiera del Regno Unito Arrows Grand Prix International Arrows-Ford A11 Ford DFR 3.5 V8 G 9 Bandiera del Regno Unito Derek Warwick 1-6, 8-16 n/a
Bandiera del Regno Unito Martin Donnelly 7
10 Bandiera degli Stati Uniti Eddie Cheever Tutti
Bandiera del Regno Unito Camel Team Lotus Lotus-Judd 101 Judd CV 3.5 V8 G 11 Bandiera del Brasile Nelson Piquet Tutti Bandiera del Regno Unito Martin Donnelly
12 Bandiera del Giappone Satoru Nakajima Tutti
Bandiera del Regno Unito Leyton House March Racing Team March-Judd 881
CG 891
Judd EV 3.5 V8 G 15 Bandiera del Brasile Maurício Gugelmin Tutti Bandiera dell'Italia Bruno Giacomelli
16 Bandiera dell'Italia Ivan Capelli Tutti
Bandiera dell'Italia Osella Squadra Corse Osella-Ford FA1/M Ford DFR 3.5 V8 P 17 Bandiera dell'Italia Nicola Larini Tutti n/a
18 Bandiera dell'Italia Piercarlo Ghinzani Tutti
Bandiera del Regno Unito Benetton Formula Ltd Benetton-Ford B188
B189
Ford DFR 3.5 V8
Ford HBA4 3.5 V8
G 19 Bandiera dell'Italia Alessandro Nannini Tutti Bandiera del Regno Unito Johnny Dumfries
Bandiera del Regno Unito Johnny Herbert

Bandiera dell'Australia Gary Brabham

20 Bandiera del Regno Unito Johnny Herbert 1-6
Bandiera dell'Italia Emanuele Pirro 7-16
Bandiera dell'Italia BMS Scuderia Italia Dallara-Ford 189 Ford DFR 3.5 V8 P 21 Bandiera dell'Italia Alex Caffi Tutti n/a
22 Bandiera dell'Italia Andrea De Cesaris Tutti
Bandiera dell'Italia Minardi Team SpA Minardi-Ford M188B
M189
Ford DFR 3.5 V8 P 23 Bandiera dell'Italia Pierluigi Martini 1-14, 16 Bandiera dell'Italia Paolo Barilla
Bandiera dell'Italia Paolo Barilla 15
24 Bandiera della Spagna Luis Perez Sala Tutti
Bandiera della Francia Ligier Loto Ligier-Ford JS33 Ford DFR 3.5 V8 G 25 Bandiera della Francia René Arnoux Tutti n/a
26 Bandiera della Francia Olivier Grouillard Tutti
Bandiera dell'Italia Scuderia Ferrari SpA SEFAC Ferrari 640 Ferrari 035/5 3.5 V12 G 27 Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell 1-13, 15-16 Bandiera del Brasile Roberto Moreno
Bandiera dell'Italia Gianni Morbidelli
Bandiera della Finlandia JJ Lehto
28 Bandiera dell'Austria Gerhard Berger 1-2, 4-16
Bandiera della Francia Larrousse Calmels
Bandiera della Francia Equipe Larrousse
Lola-Lamborghini LC88B
LC89
Lamborghini 3512 3.5 V12 G 29 Bandiera della Francia Yannick Dalmas 1-6 n/a
Bandiera della Francia Éric Bernard 7-8
Bandiera dell'Italia Michele Alboreto 9-16
30 Bandiera della Francia Philippe Alliot Tutti
Bandiera dell'Italia Coloni SpA Coloni-Ford FC188B
C3
Ford DFR 3.5 V8 P 31 Bandiera del Brasile Roberto Moreno Tutti n/a
32 Bandiera della Francia Pierre-Henri Raphanel 1-10
Bandiera dell'Italia Enrico Bertaggia 11-16
Bandiera dell'Italia EuroBrun Racing EuroBrun-Judd ER188B
ER189
Judd CV 3.5 V8 P 33 Bandiera della Svizzera Gregor Foitek 1-11 n/a
Bandiera dell'Argentina Oscar Larrauri 12-16
Bandiera della Germania West Zakspeed Racing Zakspeed-Yamaha 891 Yamaha OX88 3.5 V8 P 34 Bandiera della Germania Bernd Schneider Tutti n/a
35 Bandiera del Giappone Aguri Suzuki Tutti
Bandiera del Regno Unito Moneytron Onyx Formula One Onyx-Ford ORE-1 Ford DFR 3.5 V8 G 36 Bandiera della Svezia Stefan Johansson Tutti n/a
37 Bandiera del Belgio Bertrand Gachot 1-12
Bandiera della Finlandia JJ Lehto 13-16
Bandiera della Germania Rial Racing Rial-Ford ARC2 Ford DFR 3.5 V8 G 38 Bandiera della Germania Christian Danner 1-13 n/a
Bandiera della Svizzera Gregor Foitek 14
Bandiera del Belgio Bertrand Gachot 15-16
39 Bandiera della Germania Volker Weidler 1-10
Bandiera della Francia Pierre-Henri Raphanel 11-16
Bandiera della Francia Automobiles Gonfaronaise Sportive AGS-Ford JH23B
JH24
Ford DFR 3.5 V8 G 40 Bandiera della Francia Philippe Streiff 1 n/a
Bandiera dell'Italia Gabriele Tarquini 2-16
41 Bandiera della Germania Joachim Winkelhock 1-7
Bandiera della Francia Yannick Dalmas 8-16

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Test pre-campionato[modifica | modifica wikitesto]

La McLaren, che era stata dominatrice assoluta della stagione precedente (nella quale aveva vinto quindici delle sedici gare in programma), era ancora la favorita per la vittoria del mondiale. Gli avversari principali, Ferrari e Williams non sembravano in grado di tenere il passo del team inglese; in particolare la Ferrari aveva avuto diversi problemi, nei test invernali, con l'innovativa 640 progettata da John Barnard[1].

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Brasile 1989.

La stagione si aprì immediatamente con un dramma: durante dei test svoltisi poco prima del Gran Premio inaugurale in Brasile, Philippe Streiff ebbe un grave incidente al volante della sua AGS, in seguito al quale riportò danni alla colonna vertebrale, rimanendo paralizzato dalla vita in giù.

Il primo Gran Premio dell'anno riservò immediatamente una sorpresa: Senna dominò le qualifiche, ma fu costretto immediatamente al ritiro in seguito ad un incidente con Berger; rimasero quindi a contendersi la vittoria Patrese, Mansell e Prost. Alla fine la spuntò a sorpresa il pilota della Ferrari, il cui cambio semiautomatico resse fino al termine della gara. Secondo giunse Prost, mentre Gugelmin approfittò dei diversi ritiri davanti a lui per conquistare il suo unico podio in carriera. Chiusero in zona punti il sorprendente debuttante Herbert, Warwick e Nannini[1].

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di San Marino 1989.

Nel Gran Premio di San Marino, ad Imola, le McLaren dominarono invece la scena, con Senna e Prost che monopolizzarono la prima fila dello schieramento, infliggendo pesanti distacchi agli avversari. Tuttavia, in questa occasione la rivalità tra i due esplose in maniera definitiva: la sospensione della gara in seguito al violento incidente di Berger al Tamburello (nel quale l'austriaco riportò delle ustioni alle mani) provocò l'organizzazione di una seconda procedura di partenza; Prost scattò meglio del compagno di squadra, portandosi in testa, ma Senna lo passò poche curve dopo, non rispettando un accordo preso prima del via secondo il quale il pilota che fosse stato al comando all'entrata dalla curva Tosa lo avrebbe mantenuto almeno fino all'uscita dalla curva stessa[2]. A questo punto Senna si involò in prima posizione, con Prost incapace di avvicinarglisi; a fine gara i due si scambiarono accuse reciproche, con Prost che arrivò a minacciare la squadra di non correre il seguente Gran Premio se il brasiliano non si fosse scusato[2]. Sul podio chiuse Nannini, che sfruttò i ritiri di Patrese (per problemi tecnici) e quello di Mansell fermato precauzionalmente dal Direttore della Ferrari Cesare Fiorio (le verifiche dei giorni successivi infatti confermarono che l'uscita di pista di Berger fu causata dal cedimento di un pilone dell'ala anteriore). Conquistarono punti anche Boutsen, Warwick e Palmer[3].

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Monaco 1989.

Al Gran Premio di Monaco Senna dominò qualifiche e corsa, infliggendo un distacco di un secondo al compagno di squadra sul giro singolo[4] e guidando la gara dall'inizio alla fine, nonostante fosse rallentato da problemi al cambio[2]. Prost si dovette accontentare di un altro secondo posto, il terzo consecutivo dall'inizio della stagione; terzo giunse il sorprendente Modena, alla guida di una Brabham particolarmente a suo agio sullo stretto circuito cittadino. Chiusero la zona punti Caffi, Alboreto e Brundle, mentre Mansell sull'unica Ferrari (Berger era assente per via delle ferite riportate nel Gran Premio precedente) si ritirò per problemi tecnici ed i piloti della Williams furono rallentati da diversi inconvenienti[5].

Gran Premio del Messico[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Messico 1989.

Anche in Messico, dove Berger fece il suo ritorno appena un mese dopo il suo incidente di Imola, Senna conquistò la prima posizione, mentre Prost non riuscì a fare meglio del quinto posto; secondo e terzo giunsero Patrese e Alboreto, mentre Tarquini conquistò il primo punto in carriera al volante della sua AGS. Entrambi i piloti della Ferrari furono ancora una volta costretti al ritiro per problemi al cambio[6]. Il Gran Premio degli Stati Uniti, disputato sull'inedito circuito cittadino di Phoenix, fu caratterizzato da un caldo torrido e da un numero impressionante di ritiri, tanto a fine gara furono classificati solo nove piloti, dei quali solamente sei avevano effettivamente tagliato il traguardo[7]. Senna dominò ancora una volta la gara dopo essere partito dalla pole position, ma si dovette ritirare poco dopo la metà gara per problemi elettrici[8], lasciando così a Prost la prima vittoria stagionale; secondo chiuse Patrese, davanti a Cheever, Danner, Herbert e Boutsen[7].

Gran Premio del Canada[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Canada 1989.

Il Gran Premio del Canada vide ancora un dominio della McLaren nelle qualifiche, con Prost capace per la prima volta di battere il compagno di squadra, aggiudicandosi la pole position; la gara fu però caratterizzata da mutevoli condizioni meteorologiche, che la resero particolarmente movimentata. Prost si dovette ritirare dopo appena due giri per un problema alla sospensione della sua McLaren, mentre Senna scivolò indietro dopo aver montato le gomme da asciutto. Il brasiliano rimontò rapidamente dopo aver rimontato pneumatici da bagnato, ma fu tradito dal motore della sua McLaren a tre tornate dal termine; ne approfittò Boutsen, che conquistò la prima vittoria in carriera davanti al compagno di squadra Patrese e a De Cesaris. Chiusero in zona punti Piquet (reduce da un inizio di stagione disastroso a causa della scarsa competitività della Lotus 101), Arnoux e Caffi[9].

Gran Premio di Francia e Gran Bretagna[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Francia 1989.
Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Gran Bretagna 1989.

Sia in Francia che nel Gran Premio di Gran Bretagna Senna fu costretto al ritiro per problemi tecnici, mentre Prost concluse entrambe le gare in prima posizione, guadagnando un grande margine in campionato; a Le Castellet il francese concluse davanti a Mansell (al traguardo per la prima volta dal Gran Premio inaugurale), Patrese, Alesi (all'esordio in Formula 1 con la Tyrrell, in sostituzione di Alboreto), Johansson (che portò alla Onyx i primi punti della sua storia) e Grouillard[10], mentre a Silverstone Prost precedette sul traguardo Mansell, Nannini, Piquet e le due Minardi di Martini e Sala[11].

Gran Premio di Germania[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Germania 1989.

Grazie ai risultati ottenuti nella prima parte di stagione, a partire dal Gran Premio di Germania la Brabham e Alex Caffi della Scuderia Italia non dovettero più affrontare le prequalifiche; al loro posto furono costretti a prendere parte a questa sessione le due Lola-Larrousse e Moreno sulla seconda Coloni. Ci furono poi degli importanti cambiamenti nell'organico della Lotus, i cui risultati erano stati largamente al di sotto delle aspettative; il team manager Peter Warr rassegnò le dimissioni e al suo posto la famiglia Chapman scelse Tony Rudd[12]. Il Gran Premio di Germania vide ancora una volta il dominio delle due McLaren-Honda, sia in prova che in gara; questa volta Senna non ebbe problemi meccanici e vinse la gara superando un Prost in crisi col cambio negli ultimi giri, riducendo così il distacco in campionato a diciassette punti. Terzo giunse Mansell, al terzo podio consecutivo; chiusero in zona punti Patrese, Piquet e Warwick[13].

Ayrton Senna (al centro), appena sceso dalla sua monoposto al termine del vittorioso GP di San Marino, discute animatamente con il compagno di squadra Alain Prost (a sinistra) per via del sorpasso effettuato del brasiliano subito dopo la ripartenza, violando l'accordo siglato in precedenza ai box tra i due: l'episodio, passato alla storia come la "guerra della Tosa", fece divampare l'accesa rivalità tra i due scudieri della McLaren.

Gran Premio d'Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Ungheria 1989.

In Ungheria, per la prima volta, la McLaren non conquistò la pole position: Patrese riuscì infatti a battere Senna, la cui McLaren non si adattava alla perfezione al tortuoso tracciato magiaro, precedendo il brasiliano di tre decimi. La sorpresa delle qualifiche furono però le prestazioni sempre migliori delle gomme Pirelli, che permisero a Caffi di portare la sua Dallara della Scuderia Italia addirittura al terzo posto in griglia di partenza; gli pneumatici italiani diedero la possibilità anche a Modena e a Martini di entrare tra i primi dieci. In gara, Patrese mantenne la testa della corsa nelle prime fasi, dovendo però gradualmente rallentare per un problema ad un radiatore, che lo costrinse al ritiro al 54º giro. Rimasero quindi a disputarsi la vittoria Senna e Mansell, quest'ultimo partito in dodicesima posizione; il pilota della Ferrari riuscì a passare il brasiliano al 58º passaggio, approfittando di un'incertezza del rivale in un doppiaggio. Mansell portò quindi alla Ferrari la seconda vittoria stagionale, mentre Senna con il secondo posto ridusse ulteriormente il distacco in classifica mondiale da Prost, solo quarto; terzo era infatti giunto Boutsen. Le gomme della Pirelli non si dimostrarono efficaci in gara e Caffi dovette accontentarsi di un settimo posto, preceduto anche da Cheever e Piquet[14].

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Belgio 1989.

Nel Gran Premio del Belgio la situazione tornò quella solita, con Senna e Prost nettamente davanti a tutti in qualifica e in lotta tra loro per la vittoria; la gara, caratterizzata da una forte pioggia, fu dominata da Senna, che si portò così a undici lunghezze dal compagno di squadra, secondo al traguardo davanti a Mansell, Boutsen, Nannini e Warwick[15]. Quello belga fu un Gran Premio disastroso per la Lotus, che per la prima volta in trentun'anni di storia vedeva entrambi i propri piloti non qualificati per la gara[12].

Gran Premio d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Italia 1989.

In Italia la sorte girò nuovamente le spalle a Senna che, dopo aver dominato la corsa dalla pole position, si ritirò a nove tornate dal termine per un problema al motore, cedendo la vittoria a Prost, che riportava così il proprio vantaggio in campionato a venti punti. Berger, per la prima volta al traguardo, conquistò il secondo posto, precedendo le due Williams di Boutsen e Patrese, la Tyrrell di Alesi e la Brabham di Brundle[16].

Gran Premio del Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Portogallo 1989.

La situazione di Senna nella lotta per il Mondiale si fece ancora più difficile nel rocambolesco Gran Premio del Portogallo; il brasiliano, partito dalla pole position, fu superato immediatamente da Berger, perdendo poi anche la seconda posizione a favore di Mansell nel corso dell'ottavo giro. Il pilota inglese superò poi anche il compagno di squadra, ma al cambio gomme mancò la frenata, innestando poi la retromarcia per mettersi nella giusta posizione. Facendo in questo modo Mansell violò il regolamento e al pilota inglese fu esposta la bandiera nera; il pilota inglese, però non vide o non volle vedere né le segnalazioni della direzione gara né quelle che i meccanici della Ferrari gli esponevano dal muretto, continuando imperterrito nella sua corsa. Al 49º passaggio l'inglese tentò un attacco improbabile a Senna e i due vennero a contatto, dovendosi ritirare; il mancato rispetto della bandiera nera costò a Mansell una squalifica per la gara successiva. Berger ottenne invece senza problemi la terza vittoria stagionale per la Ferrari, mentre Prost, grazie al secondo posto, era sempre più vicino alla conquista del terzo titolo mondiale in carriera; terzo giunse Johansson, che portò alla Onyx l'unico podio della sua storia. Chiusero la zona punti Nannini, Martini (rimasto in testa per alcuni giri) e Palmer[17].

Gran Premio di Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Spagna 1989.

A questo punto per vincere il mondiale Senna era praticamente costretto a vincere le ultime tre gare in programma; ci riuscì in Spagna, dove dominò la gara dalla partenza alla bandiera a scacchi, precedendo sul traguardo Berger e Prost. In qualifica le gomme della Pirelli si dimostrarono ancora una volta superiori alle rivali Goodyear, tanto da permettere a Martini di conquistare un ottimo quarto posto in griglia alla guida della sua Minardi; in gara, però le coperture italiane non furono all'altezza delle aspettative e Martini si ritirò per un'uscita di pista. A conquistare punti furono quindi Alesi, Patrese e Alliot, che portò il primo punto stagionale alla Lola-Larrousse[18].

Gran Premio del Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Giappone 1989.

Lo scontro per il titolo iridato piloti giunse al punto di maggiore tensione al Gran Premio del Giappone: Senna, partito dalla pole position, fu sopravanzato da Prost al via; il francese guadagnò un margine di circa cinque secondi, ma poi il suo rivale cominciò a recuperare terreno, portandoglisi in scia. Al 46º giro Senna tentò un attacco alla chicane triangolo, ma Prost chiuse la traiettoria e i due finirono per agganciarsi, terminando la propria corsa nella via di fuga. Prost, sicuro di aver conquistato il Titolo mondiale, scese dalla vettura, mentre Senna rimase al volante e, con l'aiuto dei commissari, riuscì a ripartire. La sua vettura aveva il musetto danneggiato e il brasiliano dovette tornare ai box per sostituirlo; quando rientrò in pista si trovava alle spalle di Alessandro Nannini, ma rimontò furiosamente e al 50º passaggio lo sopravanzò, conquistando la vittoria. Subito dopo la gara, però, Senna fu squalificato per avere tratto vantaggio dalla spinta dei commissari, rientrando in pista attraverso la via di fuga della chicane anziché percorrendo la medesima[19]; Alain Prost diventò così matematicamente campione del mondo per la terza volta in carriera. La vittoria in gara fu assegnata ad Alessandro Nannini, che colse così la sua prima affermazione in Formula 1; l'italiano precedette sul traguardo Patrese, Boutsen, Piquet, Brundle e Warwick[20].

La McLaren fece ricorso contro la decisione dei commissari di squalificare Senna, ma questo fu rifiutato; il pilota brasiliano accusò la FIA di aver manipolato l'esito del campionato[21]. Rivoltasi al tribunale di Appello, la scuderia inglese non riuscì a migliorare la situazione del proprio pilota, che anzi fu accusato, nella sentenza del 30 ottobre 1989, di "minacciare la sicurezza degli altri piloti in pista", chiamando in causa anche altri episodi controversi in cui il pilota brasiliano era stato coinvolto nelle ultime due stagioni[22]. Iniziò uno strascico di polemiche tra Senna e il presidente della FISA Jean-Marie Balestre che si sarebbe trascinato per tutto l'inverno, con il pilota brasiliano che a dicembre fu multato di 100.000 dollari e subì anche il ritiro della superlicenza per un certo periodo[22].

Gran Premio d'Australia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Australia 1989.

L'ultimo Gran Premio della stagione, che si disputò il 5 novembre sul Circuito di Adelaide, si svolse quindi in un'atmosfera estremamente tesa; Senna e Prost dominarono come consueto le qualifiche, con il sorprendente Martini che sfruttò la superiorità delle gomme Pirelli da qualifica per portare la sua Minardi al terzo posto sulla griglia di partenza. La gara si svolse sotto una pioggia torrenziale, tanto che fu presa in considerazione l'idea di annullarla; dopo una prima partenza abortita a causa di una collisione multipla, Prost si rifiutò di prendere parte al secondo via, ritornando in albergo. Senna mantenne la testa della corsa fino a quando non tamponò violentemente la Brabham di Brundle, a lui invisibile per via della nube d'acqua che sollevava; la stessa cosa successe a Piquet, che andò a finire contro l'Osella di Ghinzani. Boutsen fu abile nel non commettere neanche un errore e vinse davanti a Nannini e al compagno di squadra Patrese; completarono la zona punti Nakajima, autore anche del giro più veloce, Pirro e Martini[21].

Il campionato piloti si chiuse quindi con Alain Prost Campione del Mondo per la terza volta in carriera; il francese, all'ultimo anno in McLaren (per la stagione successiva sarebbe passato alla Ferrari), conquistò in tutto 81 punti, che si ridussero a 76 per via della regola degli scarti, e quattro vittorie. Secondo giunse il suo compagno di squadra Ayrton Senna, che ottenne 60 punti e sei vittorie; la McLaren - Honda vinse nettamente il Campionato Costruttori, con 64 lunghezze di vantaggio sulla seconda classificata, la Williams - Renault. Riccardo Patrese conquistò il terzo posto in campionato con 40 punti, davanti a Mansell con 38, Boutsen con 37, Nannini con 32 e Berger con 21; solo ottavo Nelson Piquet, in una stagione estremamente deludente per sé e per la Lotus, solo sesta nel campionato costruttori. Rispetto al 1988 ottennero risultati peggiori Arrows e March; in particolare quest'ultima, nonostante qualche buona prestazione in qualifica, fece segnare solo quattro punti.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio Circuito Pole position Giro veloce Pilota vincitore Scuderia vincitrice Resoconto
1 Bandiera del Brasile Gran Premio del Brasile Jacarepaguá Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera dell'Italia Riccardo Patrese Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell Bandiera dell'Italia Ferrari Resoconto
2 Bandiera di San Marino Gran Premio di San Marino Imola Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Resoconto
3 Bandiera di Monaco Gran Premio di Monaco Monaco Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Resoconto
4 Bandiera del Messico Gran Premio del Messico Hermanos Rodríguez Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Resoconto
5 Bandiera degli Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti Phoenix Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Resoconto
6 Bandiera del Canada Gran Premio del Canada Circuit Gilles Villeneuve Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Regno Unito Jonathan Palmer Bandiera del Belgio Thierry Boutsen Bandiera del Regno Unito Williams-Renault Resoconto
7 Bandiera della Francia Gran Premio di Francia Paul Ricard Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Brasile Maurício Gugelmin Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Resoconto
8 Bandiera del Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Resoconto
9 Bandiera della Germania Gran Premio di Germania Hockenheimring Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Resoconto
10 Bandiera dell'Ungheria Gran Premio d'Ungheria Hungaroring Bandiera dell'Italia Riccardo Patrese Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell Bandiera dell'Italia Ferrari Resoconto
11 Bandiera del Belgio Gran Premio del Belgio Spa-Francorchamps Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Resoconto
12 Bandiera dell'Italia Gran Premio d'Italia Monza Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Regno Unito McLaren - Honda Resoconto
13 Bandiera del Portogallo Gran Premio del Portogallo Estoril Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera dell'Austria Gerhard Berger Bandiera dell'Austria Gerhard Berger Bandiera dell'Italia Ferrari Resoconto
14 Bandiera della Spagna Gran Premio di Spagna Jerez Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Resoconto
15 Bandiera del Giappone Gran Premio del Giappone Suzuka Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera dell'Italia Alessandro Nannini Bandiera del Regno Unito Benetton-Ford Resoconto
16 Bandiera dell'Australia Gran Premio d'Australia Adelaide Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Giappone Satoru Nakajima Bandiera del Belgio Thierry Boutsen Bandiera del Regno Unito Williams-Renault Resoconto

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema di punteggio della Formula 1.
Posizione                  
Punti 9 6 4 3 2 1
————————————————————————————————
Prost
10ª11ª12ª13ª14ª15ª16ª

Classifica piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Punti
1 Bandiera della Francia Alain Prost 2 2 2 5 1 Rit 1 1 2 4 2 1 2 3 Rit Rit 76 (81)
2 Bandiera del Brasile Ayrton Senna 11 1 1 1 Rit 7* Rit Rit 1 2 1 Rit Rit 1 SQ Rit 60
3 Bandiera dell'Italia Riccardo Patrese Rit Rit 15 2 2 2 3 Rit 4 Rit Rit 4 Rit 5 2 3 40
4 Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell 1 Rit Rit Rit Rit SQ 2 2 3 1 3 Rit SQ ES Rit Rit 38
5 Bandiera del Belgio Thierry Boutsen Rit 4 10 Rit 6 1 Rit 10 Rit 3 4 3 Rit Rit 3 1 37
6 Bandiera dell'Italia Alessandro Nannini 6 3 8 4 Rit SQ Rit 3 Rit Rit 5 Rit 4 Rit 1 2 32
7 Bandiera dell'Austria Gerhard Berger Rit Rit INF Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 2 1 2 Rit Rit 21
8 Bandiera del Brasile Nelson Piquet Rit Rit Rit 11 Rit 4 8 4 5 6 NQ Rit Rit 8 4 Rit 12
9 Bandiera della Francia Jean Alesi 4 Rit 10 9 5 4 Rit Rit 8
10 Bandiera del Regno Unito Derek Warwick 5 5 Rit Rit Rit Rit 9 6 10 6 Rit Rit 9 6 Rit 7
11 Bandiera degli Stati Uniti Eddie Cheever Rit 9 7 7 3 Rit 7 NQ 12* 5 Rit NQ Rit Rit 8 Rit 6
12 Bandiera della Svezia Stefan Johansson NPQ NPQ NPQ Rit Rit SQ 5 NPQ Rit Rit 8 NPQ 3 NPQ NPQ NPQ 6
13 Bandiera dell'Italia Michele Alboreto 10 NQ 5 3 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 11 NPQ NQ NPQ 6
14 Bandiera del Regno Unito Johnny Herbert 4 11 14 15 5 NQ Rit NQ 5
15 Bandiera dell'Italia Pierluigi Martini Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 9 Rit 9 7 5 Rit 6 5
16 Bandiera del Brasile Maurício Gugelmin 3 Rit Rit NQ Rit Rit NC Rit Rit Rit 7 Rit 10 Rit 7 7 4
17 Bandiera dell'Italia Andrea De Cesaris 13* 10 13 Rit 8* 3 NQ Rit 7 Rit 11 Rit Rit 7 10 Rit 4
18 Bandiera dell'Italia Stefano Modena Rit Rit 3 10 Rit Rit Rit Rit Rit 11 Rit NQ 14 Rit Rit 8 4
19 Bandiera dell'Italia Alex Caffi NPQ 7 4 13 Rit 6 Rit NPQ Rit 7 Rit 11* Rit Rit 9 Rit 4
20 Bandiera del Regno Unito Martin Brundle Rit Rit 6 9 Rit NPQ NPQ Rit 8 12 Rit 6 8 Rit 5 Rit 4
21 Bandiera del Giappone Satoru Nakajima 8 NC NQ Rit Rit NQ Rit 8 Rit Rit NQ 10* 7 Rit Rit 4 3
22 Bandiera della Germania Ovest Christian Danner 14* NQ NQ 12 4 8 NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ 3
23 Bandiera dell'Italia Emanuele Pirro 9 11 Rit 8 10 Rit Rit Rit Rit 5 2
24 Bandiera della Francia René Arnoux NQ NQ 12 14 NQ 5 Rit NQ 11 NQ Rit 9 13 NQ NQ Rit 2
25 Bandiera del Regno Unito Jonathan Palmer 7 6 9 Rit 9* Rit 10 Rit Rit 13 14 Rit 6 10 Rit NQ 2
26 Bandiera della Francia Olivier Grouillard 9 SQ Rit 8 NQ NQ 6 7 Rit NQ 13 Rit NQ Rit Rit Rit 1
27 Bandiera dell'Italia Gabriele Tarquini 8 Rit 6 7* Rit Rit NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 1
28 Bandiera della Spagna Luis Perez-Sala Rit Rit Rit NQ Rit Rit NQ 6 NQ Rit 15 8 12 Rit Rit NQ 1
29 Bandiera della Francia Philippe Alliot 12 Rit Rit NC Rit Rit Rit Rit Rit NPQ 16* Rit 9 6 Rit Rit 1
- Bandiera dell'Italia Ivan Capelli Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit 0
- Bandiera della Francia Éric Bernard 11 Rit 0
- Bandiera del Belgio Bertrand Gachot NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 13* 12 NQ Rit Rit Rit NQ NQ 0
- Bandiera dell'Italia Nicola Larini SQ 12* NPQ NPQ NPQ Rit NPQ Rit NPQ NPQ NPQ Rit NPQ Rit Rit Rit 0
- Bandiera del Regno Unito Martin Donnelly 12 0
- Bandiera del Brasile Roberto Moreno NQ NQ Rit NQ NQ Rit NQ Rit NPQ NPQ NPQ NPQ Rit NPQ NPQ NPQ 0
- Bandiera dell'Italia Piercarlo Ghinzani NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ Rit NPQ NPQ NPQ Rit NPQ Rit 0
- Bandiera della Germania Ovest Bernd Schneider Rit NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ Rit Rit 0
- Bandiera della Finlandia JJ Lehto NPQ Rit NPQ Rit 0
- Bandiera della Francia Yannick Dalmas NQ Rit NQ NQ NQ NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Bandiera della Francia Pierre-Henri Raphanel NPQ NPQ Rit NPQ NPQ NPQ NPQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ 0
- Bandiera dell'Italia Paolo Barilla Rit 0
- Bandiera della Svizzera Gregor Foitek NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NQ 0
- Bandiera della Germania Ovest Volker Weidler NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ SQ NQ 0
- Bandiera del Giappone Aguri Suzuki NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Bandiera della Germania Ovest Joachim Winkelhock NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Bandiera dell'Argentina Oscar Larrauri NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Bandiera dell'Italia Enrico Bertaggia NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
Pos. Pilota Punti
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti/Non class. Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato Solo prove/Terzo pilota

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

  • Nel conteggio punti per il Campionato Piloti valgono solo i migliori 11 risultati. Nella colonna Punti sono indicati i punti effettivamente validi per il Campionato, tra parentesi i punti totali conquistati.

Classifica costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Posizione Costruttore Pilota BRA
Bandiera del Brasile
SMR
Bandiera di San Marino
MON
Bandiera di Monaco
MEX
Bandiera del Messico
USA
Bandiera degli Stati Uniti
CAN
Bandiera del Canada
FRA
Bandiera della Francia
GBR
Bandiera del Regno Unito
GER
Bandiera della Germania
UNG
Bandiera dell'Ungheria
BEL
Bandiera del Belgio
ITA
Bandiera dell'Italia
POR
Bandiera del Portogallo
SPA
Bandiera della Spagna
GIA
Bandiera del Giappone
AUS
Bandiera dell'Australia
Punti
1 Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda Senna 11 1 1 1 Rit 7* Rit Rit 1 2 1 Rit Rit 1 SQ Rit 141
Prost 2 2 2 5 1 Rit 1 1 2 4 2 1 2 3 Rit Rit
2 Bandiera del Regno Unito Williams-Renault Boutsen Rit 4 10 Rit 6 1 Rit 10 Rit 3 4 3 Rit Rit 3 1 77
Patrese Rit Rit 15 2 2 2 3 Rit 4 Rit Rit 4 Rit 5 2 3
3 Bandiera dell'Italia Ferrari Mansell 1 Rit Rit Rit Rit SQ 2 2 3 1 3 Rit SQ ES Rit Rit 59
Berger Rit Rit INF Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 2 1 2 Rit Rit
4 Bandiera del Regno Unito Benetton-Ford Nannini 6 3 8 4 Rit SQ Rit 3 Rit Rit 5 Rit 4 Rit 1 2 39
Herbert 4 11 14 15 5 NQ
Pirro 9 11 Rit 8 10 Rit Rit Rit Rit 5
5 Bandiera del Regno Unito Tyrrell-Ford Palmer 7 6 9 Rit 9* Rit 10 Rit Rit 13 14 Rit 6 10 Rit NQ 16
Alboreto 10 NQ 5 3 Rit Rit
Alesi 4 Rit 10 9 5 4 Rit Rit
Herbert Rit NQ
6 Bandiera del Regno Unito Lotus-Judd Piquet Rit Rit Rit 11 Rit 4 8 4 5 6 NQ Rit Rit 8 4 Rit 15
Nakajima 8 NC NQ Rit Rit NQ Rit 8 Rit Rit NQ 10* 7 Rit Rit 4
7 Bandiera del Regno Unito Arrows-Ford Warwick 5 5 Rit Rit Rit Rit 9 6 10 6 Rit Rit 9 6 Rit 13
Donnelly 12
Cheever Rit 9 7 7 3 Rit 7 NQ 12 5 Rit NQ Rit Rit 8 Rit
8 Bandiera dell'Italia Dallara Scuderia Italia-Ford Caffi NPQ 7 4 13 Rit 6 Rit NPQ Rit 7 Rit 11* Rit Rit 9 Rit 8
De Cesaris 13* 10 13 Rit 8* 3 NQ Rit 7 Rit 11 Rit Rit 7 10 Rit
9 Bandiera del Regno Unito Brabham-Judd Brundle Rit Rit 6 9 Rit NPQ NPQ Rit 8 12 Rit 6 8 Rit 5 Rit 8
Modena Rit Rit 3 10 Rit Rit Rit Rit Rit 11 Rit NQ 14 Rit Rit 8
10 Bandiera del Regno Unito Onyx - Ford Johansson NPQ NPQ NPQ Rit Rit SQ 5 NPQ Rit Rit 8 NPQ 3 NPQ NPQ NPQ 6
Gachot NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 13* 12 NQ Rit Rit Rit
Lehto NPQ Rit NPQ Rit
11 Bandiera dell'Italia Minardi-Ford Martini Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 9 Rit 9 7 5 Rit 6 6
Barilla Rit
Pérez-Sala Rit Rit Rit NQ Rit Rit NQ 6 NQ Rit 15 8 12 Rit Rit NQ
12 Bandiera del Regno Unito March - Judd Gugelmin 3 Rit Rit NQ Rit Rit NC Rit Rit Rit 7 Rit 10 Rit 7 7 4
Capelli Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit
13 Bandiera della Germania Rial - Ford Danner 14* NQ NQ 12 4 8 NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ 3
Foitek NQ
Gachot NQ NQ
Weidler NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ SQ NQ
Raphanel NQ NQ NQ NQ NQ NQ
14 Bandiera della Francia Ligier-Ford Arnoux NQ NQ 12 14 NQ 5 Rit NQ 11 NQ Rit 9 13 NQ NQ Rit 3
Grouillard 9 SQ Rit 8 NQ NQ 6 7 Rit NQ 13 Rit NQ Rit Rit Rit
15 Bandiera della Francia AGS-Ford Tarquini 8 Rit 6 7* Rit Rit NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 1
Winkelhock NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ
Dalmas NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ
16 Bandiera della Francia Lola Larrousse-Lamborghini Dalmas NQ Rit NQ NQ NQ NQ 1
Bernard 11 Rit
Alboreto Rit Rit Rit Rit 11 NPQ NQ NPQ
Alliot 12 Rit Rit NC Rit Rit Rit Rit Rit NPQ 16* Rit 9 6 Rit Rit
17 Bandiera dell'Italia Osella-Ford Larini SQ 12* NPQ NPQ NPQ Rit NPQ Rit NPQ NPQ NPQ Rit NPQ Rit Rit Rit 0
Ghinzani NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ Rit NPQ NPQ NPQ Rit NPQ Rit
18 Bandiera dell'Italia Coloni-Ford Moreno NQ NQ Rit NQ NQ Rit NQ Rit NPQ NPQ NPQ NPQ Rit NPQ NPQ NPQ 0
Raphanel NPQ NPQ Rit NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ
Bertaggia NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ
19 Bandiera della Germania Zakspeed-Yamaha Schneider Rit NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ Rit NPQ 0
Suzuki NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ
20 Bandiera dell'Italia EuroBrun-Judd Foitek NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
Larrauri NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ
Posizione Costruttore Pilota BRA
Bandiera del Brasile
SMR
Bandiera di San Marino
MON
Bandiera di Monaco
MEX
Bandiera del Messico
USA
Bandiera degli Stati Uniti
CAN
Bandiera del Canada
FRA
Bandiera della Francia
GBR
Bandiera del Regno Unito
GER
Bandiera della Germania
UNG
Bandiera dell'Ungheria
BEL
Bandiera del Belgio
ITA
Bandiera dell'Italia
POR
Bandiera del Portogallo
SPA
Bandiera della Spagna
GIA
Bandiera del Giappone
AUS
Bandiera dell'Australia
Punti

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Costruttore Vettura Motore Gomme Punti Vittorie Podi Poles
1 Bandiera del Regno Unito McLaren-Honda MP4/5 Honda RA109E G 141 10 18 15
2 Bandiera del Regno Unito Williams-Renault FW12C
FW13
Renault RS1 G 77 2 11 1
3 Bandiera dell'Italia Ferrari 640 Ferrari 035/5 G 59 3 9
4 Bandiera del Regno Unito Benetton-Ford B188
B189
Ford DFR
Ford HBA1
G 39 1 4
5 Bandiera del Regno Unito Tyrrell-Ford 017B
018
Ford DFR G 16 1
6 Bandiera del Regno Unito Lotus-Judd 101 Judd CV G 15
7 Bandiera del Regno Unito Arrows-Ford A11 Ford DFR G 13 1
8 Bandiera dell'Italia Dallara-Ford F189 Ford DFR P 8 1
9 Bandiera del Regno Unito Brabham-Judd BT58 Judd CV P 8 1
10 Bandiera dell'Italia Minardi-Ford M188B
M189
Ford DFR P 6
11 Bandiera del Regno Unito Onyx-Ford ORE-1 Ford DFR G 6 1
12 Bandiera del Regno Unito March-Judd 881
CG891
Judd EV G 4 1
13 Bandiera della Francia Ligier-Ford JS33 Ford DFR G 3
14 Bandiera della Germania Rial-Ford ARC2 Ford DFR G 3
15 Bandiera della Francia AGS-Ford JH23B
JH24
Ford DFR G 1
16 Bandiera del Regno Unito Lola-Lamborghini LC88B
LC89
Lamborghini 3512 G 1
17 Bandiera dell'Italia EuroBrun-Judd ER188B
ER189
Judd CV P
18 Bandiera dell'Italia Osella-Ford FA1/M Ford DFR P
19 Bandiera della Germania Zakspeed-Yamaha 891 Yamaha OX88 P
20 Bandiera dell'Italia Coloni-Ford FC188B
C3
Ford DFR P

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Grand Prix Results: Brazilian GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  2. ^ a b c Cesare Maria Mannucci, Ayrton, pag.75
  3. ^ (EN) Grand Prix Results: San Marino GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  4. ^ Gran Premio di Monaco - 7 maggio 1989 [collegamento interrotto], su f1.gpupdate.net, Gpupdate.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  5. ^ (EN) Grand Prix Results: Monaco GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  6. ^ (EN) Grand Prix Results: Mexican GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  7. ^ a b (EN) Grand Prix Results: United States GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  8. ^ Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, p. 403, ISBN 88-7911-025-X.
  9. ^ (EN) Grand Prix Results: Canadian GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  10. ^ (EN) Grand Prix Results: French GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  11. ^ (EN) Grand Prix Results: British GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  12. ^ a b (EN) Bottoming out: Team Lotus hits rock bottom, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2010).
  13. ^ (EN) Grand Prix Results: German GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  14. ^ (EN) Grand Prix Results: Hungarian GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  15. ^ (EN) Grand Prix Results: Belgian GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  16. ^ (EN) Grand Prix Results: Italian GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  17. ^ (EN) Grand Prix Results: Portuguese GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  18. ^ (EN) Grand Prix Results: Spanish GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  19. ^ Autosprint n°43/89, pp. 9-13
  20. ^ (EN) Grand Prix Results: Japanese GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  21. ^ a b (EN) Grand Prix Results: Australian GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  22. ^ a b Cesare Maria Mannucci, Ayrton, pag.80

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, pp. 393-406, ISBN 88-7911-025-X.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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