Circuito di Monte Carlo

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Circuito di Monte Carlo
Tracciato di Circuito di Monte Carlo
Localizzazione
StatoMonaco Monaco
LocalitàMonte Carlo
Caratteristiche
Lunghezza3 337[1] m
Curve19
Inaugurazione1929
Categorie
Formula 1
Formula E
Formula 2
Altre seriePorsche Supercup
Formula 1
Tempo record1'14"820[1]
Stabilito daSergio Pérez
suForce India VJM10
il28 maggio 2017
record in gara
Formula E
Tempo record0:53.478
Stabilito daSébastien Buemi
suE.dams-Renault
il9 maggio 2015
versione accorciata
Aggiornamento: 23 ottobre
Mappa di localizzazione

Coordinate: 43°44′05″N 7°25′14″E / 43.734722°N 7.420556°E43.734722; 7.420556

Il circuito di Monte Carlo è il tracciato cittadino sulle strade del Principato di Monaco su cui si svolge l'annuale Gran Premio di Monaco di Formula 1 e le gare di contorno come la Formula 3, la Formula 3000, la Formula 2 e la GP3 Series.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il circuito è una sorta di collegamento tra la Formula 1 attuale e quella di una volta. In un calendario che ha progressivamente visto l'ingresso di autodromi moderni e sicuri (come il circuito di Manama in Bahrein e quello di Sepang in Malesia), Monaco riporta la mente ai vecchi Gran Premi, dove il rischio e l'abilità dei piloti erano in primissimo piano. Ricavato utilizzando le strade del centro cittadino, negli anni di storia, questo circuito ha scritto molte pagine memorabili e altrettante drammatiche. Tre deroghe sono previste nel regolamento della Formula 1 a favore della pista[2]: la distanza da percorrere è di 260 chilometri anziché i canonici 305; l'evento parte dal giovedì anziché dal venerdì; la cerimonia di premiazione è gestita dalla famiglia Grimaldi.

Tracciato[modifica | modifica wikitesto]

Il tracciato, che ha sempre avuto una lunghezza di base di 3 km (le modifiche apportate negli anni non ne hanno mai intaccato il disegno originario), si snoda fra gli edifici del centro cittadino di Monte Carlo. Dopo la partenza si affronta una curva a destra detta Sainte Dévote (in quanto prospiciente una chiesa intitolata alla patrona di Monte Carlo), cui segue il tratto in salita del Beau Rivage.

Il tornantino Grand Hotel Hairpin aperto al traffico.

Dopo la curva a sinistra Massenet, le vetture affrontano la curva Casino per poi giungere alla curva Mirabeau Haute e al successivo strettissimo tornantino Grand Hotel Hairpin (già Loews e Vecchia Stazione), noto per essere la curva più stretta e lenta dell'intero mondiale di Formula Uno: nell’affrontarlo i piloti arrivano a ruotare il volante verso sinistra per più di 180 gradi. Seguono poi due curve a destra (Mirabeau Bas e Portier) che portano le vetture ad imboccare il velocissimo curvone coperto Tunnel, alla cui uscita segue un breve rettilineo in falsopiano che termina con la Nouvelle Chicane (triplo cambio di direzione a 90º sinistra-destra-destra). Il tratto di pista che segue si sviluppa attorno alla darsena del Principato, giungendo poi alla piega a sinistra Tabac (o in italiano Tabaccaio) che immette su due chicane consecutive (Louis Chiron e Piscine, giacché costeggia il complesso natatorio monegasco). Il tracciato entra poi nella sua parte finale, con le vetture che affrontano il tornantino Rascasse e la curva finale a destra Antony Noghes (intitolata al commerciante del tabacco che organizzò le prime edizioni del Rally di Montecarlo e del Gran Premio di Monaco), che reimmette sul rettilineo di partenza.

La corsia dei nuovi box.

Storico e difficilissimo, soprattutto a causa delle sue pieghe insidiose e dei suoi tombini, ma anche per il fatto di essere impietoso con i piloti, chiamati ad un numero di cambi di marcia superiore a qualsiasi altra gara di Formula Uno ed obbligati a non fare il minimo errore; anche per questo motivo Monaco ha sempre laureato vincitori i migliori corridori di sempre.

Su queste strade hanno trovato gloria campioni come Ayrton Senna, il quale vi ha vinto sei volte (di cui cinque consecutive dal 1989 al 1993), Michael Schumacher, Graham Hill, Alain Prost, Gilles Villeneuve. In passato, erano piloti come Juan Manuel Fangio e Jack Brabham a entusiasmare i tifosi. Senna fu lanciato ai massimi livelli della F1 proprio da una gara su questo circuito, nell'edizione 1984. Si rese infatti protagonista sotto un diluvio di una incredibile rimonta su Alain Prost a bordo della sua Toleman. La rimonta fu bloccata solo dalla sospensione della gara.

Oltre che di imprese eccezionali, il circuito è stato anche teatro di alcuni episodi tragici. Nel 1967 l'italiano Lorenzo Bandini morì a causa delle ustioni provocate dall'incidente (e successivo rogo) che lo vide protagonista nella chicane del porto all'ottantaduesimo giro. Nel 1955 Alberto Ascari, con la sua Lancia, finì in mare nello stesso punto, senza fortunatamente riportare contusioni. Nel 1994, durante le qualifiche, Karl Wendlinger rischiò di morire a seguito di un brutto incidente all'uscita del tunnel. Altri numerosi e spettacolari incidenti senza conseguenze si sono succeduti negli anni[3].

Evoluzione del tracciato[modifica | modifica wikitesto]

Il tracciato di Monte Carlo è rimasto sostanzialmente invariato dal momento della sua creazione nel 1929: in quanto circuito cittadino, la sua conformazione è strettamente legata a quella del sistema viario del principato. Le modifiche sono quindi state connesse quasi sempre a ridefinizioni della viabilità ordinaria cittadina.

Nelle prime edizioni del Gran Premio la partenza e l'arrivo erano posizionati sul rettifilo opposto ai box, sul lungomare. All'epoca non esistevano né il complesso delle Piscine, né il tornante della Rascasse. Dopo la curva del Tabaccaio il tracciato procedeva con un tratto semirettilineo, con andamento simile al rettilineo di partenza odierno, e i due tratti erano uniti da un unico tornantino detto del Gasometro. Nel 1962 la partenza venne spostata nella posizione attuale, sul rettifilo opposto al lungomare, mentre nel 1972 i box vennero trasferiti nella zona della chicane del Porto, che a sua volta venne ravvicinata alla curva del Tabaccaio.

Nel 1973 la pista venne modificata in diversi punti a causa dell'edificazione di nuove costruzioni civili. Nello specifico un nuovo albergo sorse nella zona del tornante della Vecchia Stazione (Hotel Loews), comportando un allungamento del tunnel verso la curva del Portier. Dopo la curva del Tabaccaio venne inoltre costruito il complesso delle Piscine: il tracciato venne modificato per aggirarlo con l'aggiunta di due "S" (sinistra-destra e destra-sinistra) raccordate da un breve rettilineo. Nel tratto successivo la costruzione di un ristorante (La Rascasse) costrinse ad eliminare la curva del Gasometro e sostituirla con un tornante (denominato appunto Rascasse). Nella circostanza si decise inoltre di spostare i box in una corsia indipendente, che venne ricavata sul largo marciapiede preesistente a lato del rettilineo di partenza: l'ingresso fu posizionato presso la Rascasse, ove venne installato uno scivolo in asfalto per ovviare al dislivello rispetto alla sede stradale.

Nel 1976 vennero modificate le curve di Sainte Devote e Anthony Noghes, ove al fine di rallentare il transito delle monoposto vennero riprofilati i cordoli e riposizionate le protezioni.

Nel 1986, grazie all'ampliamento della sede stradale implementato nella zona della chicane del Porto, quest'ultima venne modificata e resa più lenta: al posto del veloce cambio di direzione precedentemente esistente, ritenuto troppo pericoloso, vennero installati nuovi cordoli che disegnarono una doppia svolta a 90 gradi. Il tratto fu quindi ribattezzato Nouvelle Chicane.

Nel 1997 venne modificata la prima variante delle Piscine: lo spostamento delle protezioni di bordo pista migliorò la visibilità per i piloti e consentì di affrontare il tratto a velocità superiore.

Nel 2003 la seconda variante delle Piscine subì un trattamento simile a quello della prima variante, con lo spostamento delle barriere per migliorare la visibilità, mentre la sistemazione di nuovi cordoli provvisori andò a rallentare il transito delle monoposto. La novità di maggior rilievo fu comunque l'ampliamento della sede stradale presso il porto: in questo modo il tratto tra Piscine e Rascasse poté essere rettificato, diventando più veloce e meno impegnativo. Lo spazio guadagnato consentì inoltre di sistemare nuove tribune ed ampliare la corsia dei box, che peraltro venne dotata di costruzioni semi-permanenti a due piani (in luogo delle previgenti strutture prefabbricate di ridotte dimensioni) per meglio alloggiare le squadre con i tecnici ed il materiale.

Sempre dall'edizione 2003 del Gran Premio, lo spartitraffico presente alla curva di Sainte Devote viene rimosso al fine di allargare la pista: il disegno del tracciato è demandato al solo cordolo. Ciò ha comportato, per motivi di sicurezza, un prolungamento della corsia di esodo dai box: all'atto pratico, una volta usciti dalla pit-lane "propriamente detta", i piloti devono obbligatoriamente rimanere nella linea gialla che "taglia" la Sainte Devote.

La corsia dei box è stata ulteriormente rivista nel 2004 con l'inversione della posizione della corsia stessa rispetto ai box. Monte Carlo è diventato così l'unico circuito di Formula 1 nel quale i box non sono rivolti verso la pista, ma anzi la separano fisicamente dalla pit-lane.

Nel 2011, a seguito di alcuni incidenti occorsi nel weekend di gara, i piloti sollecitarono una modifica del settore tra l'uscita del tunnel e la Nouvelle Chicane, lamentando in particolare sconnessioni del fondo stradale e l'infelice posizionamento dello spartitraffico nella via di fuga opposta alla galleria. Tali richieste non hanno tuttavia avuto seguito.[4]

Mappe del circuito[modifica | modifica wikitesto]

Il Circuito di Monte Carlo nei media[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) FORMULA 1 GRAND PRIX DE MONACO 2018, formula1.com. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  2. ^ Monaco, regole ed eccezioni: le deroghe che valgono solo a Monte Carlo, F1WEB.it. URL consultato il 23 giugno 2012.
  3. ^ Monaco, 70 edizioni di pathos: storie e personaggi, curva per curva, 23 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  4. ^ Monte Carlo, troppi incidenti alla chicane del porto. Forse non è un caso, 31 maggio 2011. URL consultato il 2 giugno 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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