Campionato mondiale di Formula 1 1985

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Campionato mondiale di Formula 1 1985
Edizione n. 36 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio7 aprile
Termine3 novembre
Prove16
Titoli in palio
PilotiFrancia Alain Prost
su McLaren MP4/2B
CostruttoriRegno Unito McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1985 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 36ª ad assegnare il Campionato Piloti e la 28ª ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 7 aprile ed è terminata il 3 novembre, dopo 16 gare. I titoli mondiali sono andati per la prima volta al francese Alain Prost e per la terza volta alla McLaren.

Alain Prost si aggiudica il primo dei suoi quattro titoli, primo francese a riuscire nell'impresa.

La pre-stagione[modifica | modifica wikitesto]

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 1984 FISA annunciò, quale novità per il calendario del 1985, l'inserimento di un gran premio da corrersi a Roma, solo però quale prova di riserva del Gran Premio d'Europa.[1] Il calendario sarebbe stato confermato solo a ottobre, ma la prima bozza prevedeva l'esordio il 3 febbraio in Brasile, e proseguiva con la gara di Dallas, che veniva confermata; la stagione si sarebbe dovuta concludere il 5 ottobre in Sudafrica.[2]

In seguito Federazione fece circolare anche una nuova bozza di calendario per il 1985. La stagione sarebbe iniziata il 23 marzo, con una gara a Dallas, e si sarebbe conclusa il 26 ottobre in Sudafrica. La novità era una gara a New York, il 22 settembre, e il ritorno del Gran Premio di Germania al Nürburgring.[3]

All'indomani del Gran Premio d'Europa 1984, in una riunione a Parigi, la FISA pubblicò una ennesima bozza del calendario per il 1985. Veniva confermata la partenza da Dallas, il 24 marzo, e la chiusura 26 ottobre in Sudafrica. La grossa novità era l'esclusione del Gran Premio di Monaco. Il problema riguardava il contratto televisivo concluso dagli organizzatori della gara monegasca con il network statunitense ABC, che escludeva dagli introiti la FISA e la FOCA. Veniva prevista anche una gara a Roma, solo però come riserva nel caso una delle gare ammesse al calendario non fosse stata confermata.[4]

Il 2 novembre venne cancellato il gran premio di Dallas, che avrebbe dovuto accogliere la prima gara della stagione, il 24 marzo. Ciò aumentò le possibilità che il calendario potesse ospitare una terza gara in Italia, quella di Roma. La gara in Texas venne cancellata in quanto gli organizzatori ne chiedevano il riposizionamento a giugno, per evitare le piogge della primavera.[5] Contemporaneamente venne siglato l'accordo tra la FISA e gli organizzatori del Gran Premio del Monaco, per la sua disputa il 19 maggio. La Federazione aveva recuperato la titolarità dei diritti televisivi della gara.[6] La situazione rimase però in bilico. A fine novembre Michel Boeri, presidente dell'Automobile Club monegasco, decise di rivolgersi al tribunale civile di Parigi, al fine di far valere un accordo stipulato nel gennaio del 1984 con Bernie Ecclestone, che stabiliva la tenuta della gara, dietro il pagamento di 100.000 dollari.[7] A questo ricorso reagì Jean-Marie Balestre, presidente della FISA ribandendo come le autorità sportive dovessero attenersi alle decisioni degli organismi sportivi, senza ricorre alla giustizia ordinaria.[8] Il 19 febbraio 1985, proprio in seguito dell'azione legale intentata dall'Automobile Club di Monaco, la FISA lo espulse dalla sua organizzazione. In realtà tale misura non metteva in dubbio il gran premio, visto che sembrava certa la decisione degli organizzatori di acconsentire alle richieste della Federazione.[9] Il 1° marzo, quando la FISA presentò il campionato mondiale alla stampa, venne confermata la tenuta della gara monegasca, per il 19 maggio.[10]

Il 2 giugno gli organizzatori del gran premio di New York tentarono di confermare la gara nel calendario iridato, per il 6 ottobre, annunciando un accordo con l'amministrazione comunale della città.[11] Pochi giorni dopo la FOCA annunciò, invece, che il 22 settembre si sarebbe tenuto, al posto della gara a New York, il Gran Premio d'Europa, da tenersi presso il Circuito di Brands Hatch, eliminando così, definitivamente, la possibilità di correre a Roma.[12] In una riunione della FISA tenuta a Montreal, nei giorni precedenti alla gara, venne deciso di riportare il Gran Premio del Belgio al 15 settembre.[13] La gara, prevista per il 2 giugno, era stata annullata dopo le qualifiche, per il pessimo stato dell'asfalto.

Gara Nome ufficiale del gran premio Circuito Sede Data Ora Diretta TV[14]
Locale UTC ITA
1 Brasile Grande Prêmio do Brasil Circuito di Jacarepaguá Rio de Janeiro 7 aprile 13:00 16:00 18:00 Rai 2
2 Portogallo Grande Prémio de Portugal Circuito di Estoril Cascais 21 aprile 14:30 13:30 15:30
3 San Marino Gran Premio di San Marino Autodromo Dino Ferrari Imola 5 maggio 14:30 13:30 14:30
4 Monaco Grand Prix de Monaco Circuito di Montecarlo Monaco 19 maggio 15:30 14:30 15:30 Rai 2 / Telemontecarlo
5 Canada Grand Prix Labatt du Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 16 giugno 13:00 18:00 19:00
6 Stati Uniti United States Grand Prix[15] Circuito di Detroit Detroit 23 giugno 14:15 18:15 19:15
7 Francia Grand Prix de France Circuito Paul Ricard Le Castellet 7 luglio 13:15 11:15 13:15
8 Regno Unito Marlboro British Grand Prix Circuito di Silverstone Silverstone 21 luglio 14:15 13:15 15:15
9 Germania AvD Großer Preis von Deutschland Nürburgring Nürburg 4 agosto 14:30 12:30 14:30
10 Austria Großer Preis von Österreich Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 18 agosto 14:30 12:30 14:30
11 Paesi Bassi Grote Prijs van Nederland Zandvoort Park Zandvoort 25 agosto 15:00 13:00 15:00
12 Italia Gran Premio d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 8 settembre 15:00 13:00 15:00
13 Belgio Grand Prix de Belgique Circuito di Spa-Francorchamps Francorchamps 15 settembre 14:30 12:30 14:30
14 Europa Shell Oils Grand Prix of Europe Circuito di Brands Hatch Brands Hatch 6 ottobre 14:15 13:15 14:15 Rai 2
15 Sudafrica Southern Sun Hotels South African Grand Prix Circuito di Kyalami Midrand 19 ottobre 14:30 12:30 13:30 Telemontecarlo
16 Australia Mitsubishi Australian Grand Prix Circuito di Adelaide Adelaide 3 novembre 14:30 05:00 06:00 Rai 2 / Telemontecarlo (*)

(*) - Il gran premio d'Australia è stato trasmesso solo in differita.

Accordi e fornitori[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 settembre 1984 la Michelin, che riforniva le gomme a McLaren, Renault, Brabham, Toleman e Ligier, annunciò la sua decisione di abbandonare il campionato di F1 al termine della stagione. La Brabham, già in alcuni test preliminari al Nürburgring, aveva utilizzato delle gomme della Pirelli, con cui la scuderia britannica firmò poi un accordo triennale.[16]

La Minardi si affidò, quale fornitrice di propulsori, alla Ford Cosworth, che così trovava una seconda scuderia, dopo la Tyrrell.

La Brabham trovò un nuovo sponsor principale, l'Olivetti, che rimpiazzava la Parmalat. Anche la Williams godeva di un nuovo title sponsor, la giapponese Canon.[17]

Scuderie e piloti[modifica | modifica wikitesto]

Scuderie[modifica | modifica wikitesto]

La Minardi fece il suo esordio nel Campionato mondiale di Formula 1 nel 1985.

Nel Gran Premio del Brasile fece il suo esordio il costruttore italiano Minardi. La scuderia, con sede a Faenza, era stata fondata nel 1979 da Giancarlo Minardi, che aveva già esperienza con la Scuderia del Passatore. La scuderia, ridenominata Team Everest, aveva partecipato anche a delle gare di Formula 1, non valide per il campionato mondiale, nel 1976, utilizzando una vettura Ferrari. Minardi portò, nel 1980, la sua nuova scuderia, nel Campionato europeo di Formula 2, per poi passare alla massima formula. Rientro in campionato, dopo la squalifica subita nel 1984, la Tyrrell.[17] Inizialmente la scuderia britannica era stata esclusa dalla lista dei team ammessi al mondiale, per la volontà della Tyrrell di adire alle vie legali contro la FISA, a seguito della squalifica della stagione precedente.[10]

Chi non prese parte alla gara fu invece la Toleman. La scuderia britannica, che aveva ingaggiato l'esperto nordirlandese John Watson e lo svedese Stefan Johansson,[18] annunciò la sua volontà di abbandonare il campionato, per l'assenza di una fornitura di pneumatici,[19] anche se era stato ipotizzato che il team britannico potesse appoggiarsi alla casa giapponese Yokohama.[10]

Uscì dal campionato, invece definitivamente, la scuderia tedesca ATS, che aveva esordito nel 1977, utilizzando delle vetture Penske, per poi passare alla costruzione di vetture in proprio. A seguito dal mancato prolungamento della fornitura di motori, da parte della BMW, la scuderia preferì abbandonare le competizioni.[17]

Col Gran Premio del Portogallo entrò nel campionato la casa tedesca Zakspeed. La scuderia aveva una certa esperienza nei campionati turismo tedeschi, nonché nel campionato endurance.[20] La scuderia, però, era esclusa dalla possibilità di marcare punti iridati.[10]

A Montecarlo rientrò in campionato la Toleman, che fino a quel momento non aveva potuto gareggiare, per l'assenza di un accordo con i fornitori degli pneumatici. La casa inglese rilevò il contratto che legava la Spirit, in grosse difficoltà economiche, e la Pirelli. La Spirit, in compenso, abbandonò, definitivamente, la Formula 1.[21]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

René Arnoux, a sinistra nella foto, venne sostituito dalla Scuderia Ferrari, dopo la prima gara, con Stefan Johansson (a destra). Nel mezzo siede Michele Alboreto.

Alla Brabham, a far coppia con Nelson Piquet, fu il francese François Hesnault, che aveva esordito la stagione precedente con la Ligier, senza marcare punti. Alla scuderia francese, il suo volante, venne affidato di nuovo a Jacques Laffite, che aveva già corso per la Ligier tra il 1976 e il 1982.

La Williams scelse, in sua vece, Nigel Mansell, in arrivo dalla Lotus. Qui venne ingaggiato, in sua sostituzione, il giovane brasiliano Ayrton Senna. All'Arrows Marc Surer, che aveva abbandonato le gare in circuito per i rally, venne sostituito dall'austriaco Gerhard Berger, che aveva corso 4 gare nel 1984 con l'ATS.

La RAM associò a Philippe Alliot il tedesco Manfred Winkelhock, che nel 1984 era stato impiegato dall'ATS e, per una gara, dalla Brabham. Per l'esordiente Minardi la scelta cadde su Pierluigi Martini, nipote di Giancarlo Martini, impiegato quale pilota dal Team Everest gestito da Minardi negli anni settanta. Pierluigi aveva tentato, senza successo, di qualificarsi al Gran Premio d'Italia 1984, con la Toleman.

La Tyrrell, al venerdì precedente il Gran Premio del Brasile, poco prima delle qualifiche, appiedò Stefan Bellof, per il mancato accordo sul contratto. Il tedesco venne rimpiazzato da Stefan Johansson.[17]

Il 16 aprile la Scuderia Ferrari decise di licenziare René Arnoux. Il francese, che correva per la scuderia italiana dal 1983, soffriva di problemi fisici. Nell'inverno 1984-1985 era stato operato alla gamba destra, per un'ipertrofia muscolare. Al suo posto venne ingaggiato lo svedese Stefan Johansson, liberato dalla Toleman.[22] Lo svedese aveva corso la prima gara, in Brasile, con la Tyrrell che, nel frattempo, aveva risolto i problemi di contratto con Stefan Bellof, reimpiegandolo così come pilota titolare.

La scuderia tedesca Zakspeed ingaggiò il pilota britannico Jonathan Palmer, che aveva disputato la stagione precedente con la RAM.[20] La Toleman, una volta rientrata in campionato, ingaggiò Teo Fabi.[21] Alla Brabham, a partire dal Gran Premio del Canada Marc Surer prese il posto di François Hesnault. Il cambio era avvenuto già per il Gran Premio del Belgio, gara poi annullata. Surer venne scelto dalla scuderia britannica per la sua esperienza col motore turbo BMW.[23]

I seguenti piloti e costruttori presero parte al campionato del mondo di Formula 1 nella stagione 1985.

Team Costruttore Telai Motore Gomme No Piloti GP
Regno Unito Marlboro McLaren International McLaren MP4/2B TAG Porsche P01 G 1 Austria Niki Lauda 1-12, 15-16
Regno Unito John Watson 14
2 Francia Alain Prost Tutti
Regno Unito Tyrrell Racing Organisation Tyrrell 012
014
Ford- Cosworth DFY
Renault EF4B
Renault EF15
G 3 Regno Unito Martin Brundle Tutti
4 Svezia Stefan Johansson 1
Germania Stefan Bellof 2-11
Italia Ivan Capelli 14, 16
Francia Philippe Streiff 15
Regno Unito Canon Williams Honda Williams FW10 Honda RA163E G 5 Regno Unito Nigel Mansell Tutti
6 Finlandia Keke Rosberg Tutti
Regno Unito Motor Racing Developments Brabham BT54 BMW M12/13 P 7 Brasile Nelson Piquet Tutti
8 Francia François Hesnault 1-4
Svizzera Marc Surer 5-16
Regno Unito Skoal Bandit Formula 1 Team RAM 03 Hart 415T P 9 Germania Manfred Winkelhock 1-9
9/10 Francia Philippe Alliot Tutti
10 Regno Unito Kenny Acheson 10-12
Regno Unito John Player Special Team Lotus Lotus 97T Renault EF4B
Renault EF15
G 11 Italia Elio De Angelis Tutti
12 Brasile Ayrton Senna Tutti
Francia Equipe Renault Elf Renault RE60
RE60B
Renault EF4B G 14 Francia François Hesnault 9
15 Francia Patrick Tambay 1-14, 16
16 Regno Unito Derek Warwick 1-14, 16
Regno Unito Barclays Arrows BMW Arrows A8 BMW M12/13 G 17 Austria Gerhard Berger Tutti
18 Belgio Thierry Boutsen Tutti
Regno Unito Toleman Group Motorsport Toleman TG185 Hart 415T P 19 Italia Teo Fabi 4-16
20 Italia Piercarlo Ghinzani 10-16
Regno Unito Spirit Racing Spirit 101D Hart 415T P 21 Italia Mauro Baldi 1-3
Canada Allen Berg 5 [24]
Italia Benetton Team Alfa Romeo Alfa Romeo 184TB
185T
Alfa Romeo 890T G 22 Italia Riccardo Patrese Tutti
23 Stati Uniti Eddie Cheever Tutti
Italia Osella Squadra Corse Osella FA1/F
FA1/G
Alfa Romeo 890T P 24 Italia Piercarlo Ghinzani 1-8
Paesi Bassi Huub Rothengatter[25] 9-16
Francia Equipe Ligier Gitanes Ligier JS25 Renault EF4B P 25 Italia Andrea De Cesaris 1-11
Francia Philippe Streiff 12-14, 16
26 Francia Jacques Laffite 1-14, 16
Italia Scuderia Ferrari SpA SEFAC Ferrari 156-85 Ferrari 031 G 27 Italia Michele Alboreto Tutti
28 Francia René Arnoux 1
Svezia Stefan Johansson 2-16
Italia Minardi Team Minardi M185 Ford Cosworth DFV
Motori Moderni 615-90
P 29 Italia Pierluigi Martini Tutti
Germania West Zakspeed Racing Zakspeed 841 Zakspeed 1500/4 G 30 Regno Unito Jonathan Palmer 2-4, 7-11
Germania Christian Danner 13-14
Stati Uniti Team Beatrice Haas Lola THL1 Hart 415T G 33 Australia Alan Jones 12, 14, 16

Modifiche al regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Regolamento tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente della FISA, Jean-Marie Balestre, annunciò, in una conferenza stampa, al sabato prima del Gran Premio del Belgio 1984, la volontà di limitare ancora, per la stagione 1985, la capacità dei serbatoi, portandola a 195 litri, contro i 220 ammessi nel 1984. Le case costruttrici si dissero subito contrarie; la controproposta della FISA fu di limitare a soli 1.300 cm³ la dimensione ammessa per i propulsori turbo.[26] A margine del Gran Premio di Francia 1984 vi fu una riunione tra i costruttori in merito alle proposte sul regolamento tecnico del 1985. La proposta della federazione che veniva rigettata da quasi tutti i costruttori, che si trovavano in grossa difficoltà coi consumi. La Renault, in crisi, per bocca del direttore tecnico Gérard Larrousse, minacciò l'uscita dal campionato, mentre la Tyrrell, che disponeva di un vecchio motore a pressione atmosferica, non era disposta ad accettare la richiesta dei costruttori dei motori turbo, di ampliare a 230 litri la capacità dei serbatoi.[27]

La Federazione tornò sui suoi passi, confermando il limite a 220 litri.[28]

Il 3 ottobre 1984 la Commissione F1 della FISA rese note le modifiche regolamentari per la stagione 1985. Venivano vietati il raffreddamento del carburante, le pinne al termine degli alettoni e veniva imposto l'obbligo del crash test per la parte anteriore della monoposto,[16] anche a seguito ai gravi incidenti in cui erano rimasti vittime, nel 1984, Martin Brundle e Johnny Cecotto.[29]

Classifiche e risultati[modifica | modifica wikitesto]

Gara Circuito Pole Position Giro Veloce Pilota vincitore Costruttore Resoconto
1 Brasile Gran Premio del Brasile Jacarepaguá Italia Michele Alboreto Francia Alain Prost Francia Alain Prost McLaren - TAG Porsche Resoconto
2 Portogallo Gran Premio del Portogallo Estoril Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Lotus - Renault Resoconto
3 San Marino Gran Premio di San Marino Imola Brasile Ayrton Senna Italia Michele Alboreto Italia Elio De Angelis Lotus - Renault Resoconto
4 Monaco Gran Premio di Monaco Monaco Brasile Ayrton Senna Italia Michele Alboreto Francia Alain Prost McLaren - TAG Porsche Resoconto
5 Canada Gran Premio del Canada Montréal Italia Elio De Angelis Brasile Ayrton Senna Italia Michele Alboreto Ferrari Resoconto
6 Stati Uniti Gran Premio di Detroit Detroit Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Finlandia Keke Rosberg Williams - Honda Resoconto
7 Francia Gran Premio di Francia Paul Ricard Finlandia Keke Rosberg Finlandia Keke Rosberg Brasile Nelson Piquet Brabham - BMW Resoconto
8 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone Finlandia Keke Rosberg Francia Alain Prost Francia Alain Prost McLaren - TAG Porsche Resoconto
9 Germania Gran Premio di Germania Nürburgring Italia Teo Fabi Austria Niki Lauda Italia Michele Alboreto Ferrari Resoconto
10 Austria Gran Premio d'Austria Österreichring Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Alain Prost McLaren - TAG Porsche Resoconto
11 Paesi Bassi Gran Premio d'Olanda Zandvoort Brasile Nelson Piquet Francia Alain Prost Austria Niki Lauda McLaren - TAG Porsche Resoconto
12 Italia Gran Premio d'Italia Monza Brasile Ayrton Senna Regno Unito Nigel Mansell Francia Alain Prost McLaren - TAG Porsche Resoconto
13 Belgio Gran Premio del Belgio Spa-Francorchamps Francia Alain Prost Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna Lotus - Renault Resoconto
14 Unione europea Gran Premio d'Europa Brands Hatch Brasile Ayrton Senna Francia Jacques Laffite Regno Unito Nigel Mansell Williams - Honda Resoconto
15 Sudafrica Gran Premio del Sud Africa Kyalami Regno Unito Nigel Mansell Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Nigel Mansell Williams - Honda Resoconto
16 Australia Gran Premio d'Australia Adelaide Brasile Ayrton Senna Finlandia Keke Rosberg Finlandia Keke Rosberg Williams - Honda Resoconto

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Brasile 1985.
La McLaren MP4/2B si aggiudicò il Gran Premio del Brasile, con Alain Prost al volante.

Keke Rosberg fu autore di un eccellente avvito, che lo portò al comando, davanti a Michele Alboreto. Anche l'altro pilota della Williams, Nigel Mansell trovò un ottimo spunto al via, che gli permise di passare Prost e le due Lotus. Il britannico attaccò subito anche Alboreto: le due vetture vennero a contatto con le gomme, la vettura del britannico uscì di pista, finendo nella via di fuga. Mansell fu aiutato dai commissari a riprendere la pista, anche con una vettura danneggiata. Non ci furono, invece, problemi per il ferrarista, che rimase secondo. Thierry Boutsen rimase fermo in griglia, tanto di necessitare di una spinta per poter avviarsi.

Terminò presto la gara per Nelson Piquet, costretto al ritiro, già nel corso del settimo giro, per un problema a una sospensione, danneggiata dal passaggio su un cordolo. Nei primi giri Rosberg amministrò il vantaggio su Alboreto, per cercare di risparmiare le gomme; dal suo canto Alboreto, dopo l'incidente con Mansell, si trovò una vettura sottosterzante. Questo favoriva il ravvicinarsi di Alain Prost, terzo.

Alboreto trovò il comando della gara al decimo giro, quando Rosberg fu costretto ad abbandonare la gara, per la rottura del turbo. Al quattordicesimo giro Niki Lauda prese la terza posizione ad Ayrton Senna. Al diciottesimo giro Prost si portò in vetta, sfruttando un errore di cambiata di Alboreto, alla curva Vitoria.

Lauda si avvicinò ad Alboreto, ma al ventiquattresimo giro l'austriaco fu costretto a un passaggio ai box per un guasto al cambio elettronico. Al ventiseiesimo giro De Angelis, quarto, andò al cambio gomme. Rientrò in gara sesto, alle spalle di Andrea De Cesaris. Il giro successivo il pilota della Ligier tamponò, nella corsia dei box, la vettura di René Arnoux, cosa che lo costrinse all'abbandono. Arnoux fu costretto a un intero giro con una gomma forata, per rientrare nella corsia dei box.

Al trentesimo giro sia Prost che Alboreto si fermarono per cambiare gli pneumatici. Il francese mantenne il comando della gara, mentre il ferrarista uscì alle spalle di Senna. Il brasiliano si fermò, comunque, nel giro successivo, cedendo di nuovo la seconda piazza ad Alboreto. Dietro ai primi tre c'erano De Angelis, Patrick Tambay, Philippe Alliot e Jacques Laffite.

Prost ampliò, agevolmente, il suo margine su Alboreto. Nelle retrovie Alliot, rimasto con sole cinque marce, dovette cedere la posizione prima a Laffite, poi al rimontante Arnoux. Il ferrarista passò anche Laffite, al quarantaseiesimo giro. Tre giri dopo fu costretto al ritiro anche Senna, con il motore fuori uso. La rimonta di Arnoux proseguì quando, al cinquantaduesimo passaggio, ebbe la meglio anche su Tambay.

Alain Prost si aggiudicò il diciassettesimo gran premio iridato della carriera. Precedette due italiani, Alboreto (unico a pieni giri come Prost) e De Angelis, mentre il resto della zona punti venne monopolizzata da piloti francesi: Arnoux, Tambay e Laffite.

Gran Premio del Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Portogallo 1985.
Un modellino della Lotus 97T, con cui Ayrton Senna vinse la sua prima gara valida quale prova del campionato mondiale di Formula 1, il Gran Premio del Portogallo 1985, disputato sotto una fortissima pioggia.

Una forte pioggia colpì il tracciato, già ben prima della partenza. Nigel Mansell e Pierluigi Martini danneggiarono le loro vetture nel giro d'installazione (il primo effettuò un testacoda mentre il secondo andò a sbattere), e furono costretti a partire dalla corsia dei box. Stessa sorte toccò a Eddie Cheever: col turbo in panne sulla vettura titolare, fu costretto a utilizzare il muletto, e a non poter partire dalla griglia. La griglia non venne però modificata dalle assenze, se non per le piazzole rimaste vuote.

Ayrton Senna, che partiva dalla pole position, mantenne agevolmente il comando della gara, anche perché Alain Prost, l'altro pilota in prima fila, ebbe dei problemi al via, superato anche da Elio De Angelis. Seguivano, poi, Michele Alboreto, Derek Warwick e Niki Lauda. Rosberg rimase fermo con la vettura in mezzo alla griglia, tanto da venir colpito da Jonathan Palmer. Il finlandese, con l'aiuto dei commissari, poté comunque avviarsi, e lo stesso Palmer riuscì comunque a proseguire, anche se si ritirò dopo poco.

Al terzo giro Lauda passò Warwick. Le condizioni della pista, molto difficili, portarono a diversi incidenti. Al quarto giro finì in testacoda François Hesnault, per un malfunzionamento del motore, mentre Philippe Alliot finì fuori pista a causa dell' acquaplanining. Il giro dopo Riccardo Patrese tamponò Stefan Johansson, ed entrambi finirono in testacoda. Il padovano non poté proseguire il gran premio. Sorpresi dall'incidente vennero a contatto gli accorrenti Stefan Bellof e Manfred Winkelhock, che poterono però continuare la gara.

Chi si trovava in maggiore difficoltà erano i piloti con le gomme Pirelli. Jacques Laffite fu costretto presto ai box, mentre Andrea De Cesaris fu anche autore di un'uscita di pista. Anche Martini fu autore di un'escursione fuori pista.

Al quattordicesimo giro Warwick cedette la posizione a Tambay; nello stesso giro Gerhard Berger, dopo un testacoda, abbandonò la gara. Prost e Alboreto si avvicinarono a De Angelis, senza però riuscire a passarlo.

Proseguirono gli incidenti: al diciassettesimo giro Winkelhock tamponò Johansson, nel corso di un doppiaggio. Entrambi ripartirono lo svedese fu costretto ai box, per montare un nuovo musetto. Keke Rosberg terminò in testacoda, alla Parabolica, colpì un guard-rail, fratturandosi anche un pollice. I commissari dovettero spostare la vettura che era rimasta in traiettoria.

Al ventunesimo giro Warwick uscì dal tracciato, rientrando ai box per cambiare gli pneumatici e riparare la sua Renault. Tre giri dopo si fermò anche Nelson Piquet, a causa della scarsa aderenza che le Pirelli dimostravano in condizioni di bagnato estremo. Il brasiliano fu poi costretto a box, quattro giri dopo, sempre per provare nuove gomme. Baldi, nello stesso giro, abbandonò, dopo un testacoda.

A metà gara Senna comandava con oltre 37 secondi di margine su De Angelis che, a sua volta, precedeva di pochi decimi Prost. Alboreto era a 5 secondi dal suo connazionale, godendo di un margine di oltre 41 secondi su Tambay. Al trentunesimo giro Prost attaccò ancora De Angelis ma, finito su un rivolo d'acqua, perse il controllo della sua vettura, che terminò contro un muretto. Il francese dovette ritirarsi. Un giro dopo decise di ritirarsi anche Piquet, seguito da De Cesaris, impossibilitato a tenere in pista la sua vettura.

Al trentasettesimo giro Senna mise quattro ruote sull'erba, ma mantenne il controllo della vettura, e poté proseguire la gara al comando. Al quarantatreesimo giro Alboreto si avvicinò a De Angelis, passandolo alla prima curva. Il pilota della Lotus cercò di resistere, uscendo anche di pista alla terza curva, ma senza successo.

La pioggia aumentò ancora d'intensità, tanto che i direttori sportivi delle squadre proposero di interrompere la gara, senza però che la direzione di corsa accogliesse la proposta. Lauda, con problemi al motore, abbandonò al quarantanovesimo giro. Anche Senna, al comando, e lo stesso Lauda, ritirato, cercarono di convincere, inutilmente, la direzione di gara a interrompere il gran premio. Nel frattempo Nelson Piquet aveva cercato di riprendere la pista, ma dopo due giri molto lenti, decise per l'abbandono definitivo.

Al sessantunesimo giro Patrick Tambay prese la terza posizione a De Angelis, vittima di una foratura lenta, che lo tormentava dal decimo giro. Quattro giri dopo la direzione di corsa, essendo state raggiunte le due ore di gara, avvisò i concorrenti che il gran premio si sarebbe interrotto al sessantasettesimo giro, due giri prima della durata prevista inizialmente.

Ayrton Senna colse la sua prima vittoria nel mondiale, il settantaquattresimo pilota a riuscirci, precedendo Alboreto di un minuto e tre secondi, unico a pieni giri come il brasiliano, e Tambay. De Angelis riuscì a chiudere comunque quarto. Senna ottenne la prima vittoria per la Lotus dopo il decesso di Colin Chapman. La sua vittoria interruppe una striscia di 8 successi consecutivi della McLaren. Fu anche il primo successo per una vettura motorizzata Renault, dal Gran Premio d'Austria 1983. Senna ottenne anche il Grand Chelem (pole position, giro veloce, vittoria e gara condotta per tutta la sua interezza). Michele Alboreto si trovò in testa al campionato mondiale, cosa che non succedeva a un pilota italiano dal Gran Premio di Monaco 1958, con Luigi Musso.

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di San Marino 1985.
Thierry Boutsen spinge la sua Arrows A8, rimasta senza benzina, oltre il traguardo. Il belga conquistò a Imola il suo primo podio in Formula 1.

Le due Lotus furono autrici di una buona partenza, con Ayrton Senna che mantenne il comando, seguito da Elio De Angelis. Fu invece autore di una partenza modesta Keke Rosberg, che si fece passare sia da Michele Alboreto che da Alain Prost.

Al quinto giro Nigel Mansell cedette la posizione, mentre era sesto, prima a Niki Lauda poi a Nelson Piquet, favorito dalla scelta di gomme morbide fatta dalla Pirelli. Il giro successivo Lauda ebbe la meglio anche su Rosberg, che venne presto passato anche da Piquet. All'ottavo passaggio Prost attaccò Alboreto, prima alla Villeneuve, poi all'interno della Tosa, ma senza successo.

All'undicesimo giro Alboreto, sempre pressato da Prost, attaccò, con successo De Angelis, portandosi al secondo posto. Piquet, ormai con degli pneumatici in crisi, fu costretto ai box, per il cambio gomme. Il pilota della Brabham tornò in gara tredicesimo. Il giro successivo anche Prost passò De Angelis, mentre Andrea De Cesaris terminò la gara, uscendo alla curva della Tosa, per un problema ai freni, che aveva dimenticato di ricaricare, dopo essere uscito dai box.

Al quattordicesimo giro Stefan Johansson passò Mansell, poi anche Rosberg, pochi giri dopo, risalendo nella zona dei punti. Nel frattempo Prost tentava, ancora infruttuosamente, di superare Alboreto. Lauda passò De Angelis che soffriva per un calo di sovralimentazione del turbo. Dopo venti giri Senna comandava la gara, con meno di un secondo di vantaggio, su Alboreto che precedeva, a sua volta, di un secondo, Prost, poi Lauda (staccato di oltre 6 secondi dal leader della gara), De Angelis, Johansson, Rosberg e Mansell.

Alboreto attaccò Senna, senza prendergli la posizione, e poi, poco dopo, fu a sua volta oggetto di un attacco di Prost, che riuscì a scalare secondo. Al ventiquattresimo giro terminò il gran premio per Rosberg, per un guasto all'acceleratore. Alboreto, per un problema all'impianto elettrico fu costretto a una sosta ai box. Il pilota della Ferrari rientrò in gara lontano dalla zona dei punti.

Nei giri seguenti Prost attaccò anche Senna, fino a quando non perse qualche secondo prezioso nel doppiaggio di Patrick Tambay. Il pilota della McLaren decise, su segnalazione del computer della sua monoposto, di rallentare, al fine di risparmiare carburante. Nello stesso tempo Alboreto fu costretto al definitivo abbandono, per un guasto all'alternatore. Lauda perse la posizione, a vantaggio di De Angelis, per un testacoda. La sua gara venne da quel momento penalizzata per un malfunzionamento della centralina di controllo della sua vettura, tanto da venir passato da Johansson. Al trentanovesimo giro Nigel Mansell mancò una cambiata alle Acque Minerali, perdendo due posizioni.

Senna guidava, pur avendo anche lui rallentato il ritmo, con 3,1 secondi di mergine su Prost, 15 sul compagno di team De Angelis, 17 su Johansson, quasi 29 su Lauda e oltre un minuto su Piquet. Senna ampliò il vantaggio su Prost, mentre Piquet venne sorpassato da Thierry Boutsen. De Angelis e Johansson, in lotta per il terzo posto, arrivarono alle spalle di Boutsen e Piquet, doppiati, che lottavano per la sesta posizione. Al cinquantesimo giro, Piquet andò all'attacco, vicente, su Boutsen, alla Villeneuve. Rallentato da questa lotta, De Angelis fu attaccato dallo svedese della Ferrari alla Tosa. Pur se penalizzato dalla traiettoria di Botsen, Johansson scavalcò De Angelis.

La rimonta di Johansson proseguì pochi giri dopo, quando passò anche Prost, molto attento ai consumi, per apporre vera resistenza. Il consumo di carburante decise la gara negli ultimi giri. Il primo a dover abbandonare fu Senna, al cinquantasettesimo giro. Passò in testa Johansson, che però fu anch'egli costretto a fermare la monoposto per l'assenza di benzina, un solo giro dopo. Questo permise ad Alain Prost di posizionarsi in prima posizione.

Alle spalle del francese c'erano De Angelis e Piquet: anche quest'ultimo fu colpito dalla mancanza di carburante, e dovette abbandonare. Boutsen si ritrovò terzo, davanti a Tambay, che da poco aveva passato Lauda.

Prost giunse primo al traguardo, sempre a velocità limitata, potendo godere di un ampio margine su De Angelis. Il francese si trovò senza benzina durante il giro d'onore. Boutsen, che aveva chiuso terzo, si trovò senza benzina addirittura sulla linea d'arrivo. Il belga scese dalla sua Arrows, per spingerla oltre il traguardo. A gara terminata la McLaren di Alain Prost, giunto primo sul traguardo, venne pesata a 536 kg, 4 in meno del limite previsto dal regolamento (che prevedeva che la vettura pesasse 540 kg al via, o avesse 200 kg di carburante). Ciò portò alla squalifica del pilota francese. Tutti i piloti classificatisi alla sue spalle scalarono di una posizione. Elio De Angelis si trovò così a vincere la gara senza avere, di fatto, condotto nemmeno per un giro. Ciò era accaduto, per l'ultima volta, proprio ad Alain Prost, al Gran Premio del Brasile 1982.

De Angelis colse la sua seconda, e ultima, vittoria nel mondiale di Formula 1. Fu il primo pilota italiano a vincere una gara di Formula 1 in Italia, dalla vittoria di Ludovico Scarfiotti nel Gran Premio d'Italia 1966. Il pilota romano si trovò anche in testa alla classifica iridata, scalzandovi Alboreto. Boutsen colse il suo primo podio (l'Arrows mancava dal podio dal secondo posto di Riccardo Patrese nel Gran Premio di San Marino 1981), mentre Patrick Tambay, scalato terzo, festeggiò il suo undicesimo, e ultimo, podio iridato.

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Monaco 1985.

Il poleman Ayrton Senna riuscì a resistere all'attacco di Nigel Mansell; seguivano Michele Alboreto, Alain Prost ed Eddie Cheever. A metà plotone Gerhard Berger mancò la partenza: Stefan Johansson tamponò Tambay che, a sua volta, colpì la vettura di Berger. Per gli ultimi due la gara finì subito. Johansson, con le sospensioni danneggiate, abbandonò poco dopo.

Al termine del secondo giro Alboreto riuscì a strappare la seconda posizione a Mansell, attaccandolo alla Santa Devota. Il britannico, al termine dello stesso giro, cedette la terza piazza a Prost, sul rettilineo d'arrivo. Il giro successivo anche Cheever riuscì a passare Mansell, che scontava dei problemi ai freni, tanto da essere sorpassato anche da De Angelis e Rosberg. La gara del pilota della Alfa Romeo terminò, di fatto, all'ottavo giro, quando fu costretto ai box per un guasto all'alternatore. Giunto ai box, spinto dai commissari per raggiungere la piazzola della sua scuderia, riuscì anche a ripartire, prima di abbandonare, dopo qualche giro.

Al decimo giro Senna comandava, con meno di due secondi di vantaggio su Alboreto. Prost era staccato di 8 secondi, Elio De Angelis era quarto, staccato di oltre sedici, e precedeva Keke Rosberg e Nigel Mansell. Il brasiliano della Lotus fu costretto all'abbandono, per un guasto al motore, al quattordicesimo giro. Probabilmente il motore era stato rovinato da un fuori giri, accaduto nel corso del warm up.

Al diciassettesimo giro Nelson Piquet attaccò Riccardo Patrese sul rettilineo dei box: giunti alla prima staccata le due vetture vennero a contatto. Piquet colpì le barriere con le sospensioni anteriori, mentre Patrese finì contro le stesse, col musetto. L'Alfa Romeo del pilota padovano rimbalzò, colpendo quella del brasiliano. Sulla Brabham vi furono delle fiamme, ma senza conseguenze per i piloti. Fabi, che seguiva i due, riuscì a passare indenne, mentre Jacques Laffite fu autore di un testacoda, senza conseguenze.

Alboreto, che era vicino al doppiaggio, si trovò in una situazione di incertezza, scivolò sull'olio perduto da Patrese, e ciò permise a Prost di passare al comando. Giunto sul posto, poco dopo, ove non era segnalata la presenza d'olio, Niki Lauda perse il controllo della sua vettura, terminando contro le barriere, e dovendosi ritirare.

Il ferrarista si pose subito all'inseguimento di Prost, riuscendo a porsi a meno di un secondo dal francese, che comunque aveva dei problemi col turbo. Quando Prost, al ventiquattresimo giro, mancò una marcia, Alboreto si riprese la testa della gara. Alle spalle dei primi due c'era De Angelis, seguito da Rosberg, De Cesaris, Warwick e Mansell. Anche Rosberg, come il suo compagno di scuderia Mansell, scontò dei guai ai freni, e dovette cedere la posizione a De Cesaris e a Warwick.

Un nuovo colpo di scena avvenne al trentaduesimo giro. Alboreto colpì il marciapiede al Loews, subendo una foratura lenta, che lo costrinse al cambio gomme. Il pilota milanese scese in quarta posizione. Al trentanovesimo giro Alboreto fu capace di passare De Cesaris al Mirabeau. Nel frattempo Prost risolse i problemi al turbo, e poté controllare il comportamento della sua vettura più facilmente.

Al quarantasettesimo passaggio Rosberg cedette la posizione a Mansell. Pochi giri dopo il finlandese entrò ai box, per il cambio degli pneumatici, uscendo dalla zona dei punti. Alboreto proseguì a grande ritmo, recuperando diversi secondi su De Angelis. Ormai giunto alle spalle del connazionale, i due evitarono il contatto con Jonathan Palmer, partito in testacoda. Il giro successivo Alboreto passò De Angelis alla Santa Devota.

Negli ultimi giri della gara la pioggia fece la sua apparizione sul tracciato. Questo costrinse i piloti a rallentare il ritmo. De Angelis lo rallentò più deli altri, a causa di un problema ai freni. Al settantacinquesimo giro Mansell andò in testacoda all'uscita del tunnel. Fortunosamente la sua vettura non toccò le barriere, permettendo al pilota di proseguire il gran premio. Due giri dopo il britannico perse la posizione, a favore di Jacques Laffite.

Alain Prost fece sua la vittoria per la diciottesima volta nel mondiale. Completarono il podio Alboreto e De Angelis, quest'ultimo per l'ultima volta tra i primi tre.

Gran Premio del Canada[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Canada 1985.

De Angelis mantenne il primo posto, alla partenza, seguito da Senna, poi Michele Alboreto, Derek Warwick, Stefan Johansson e Alain Prost. Finì presto il gran premio per Nelson Piquet, col cambio non funzionante. Al secondo giro Patrick Tambay prese la posizione a Prost.

Al terzo giro, la perdita di una barra antirollio, comportò un testacoda per Warwick, che, fortunatamente, venne evitato da tutti gli altri concorrenti, e poté proseguire il suo impegno. Tre giri dopo Senna fu costretto ai box, per un problema di sovralimentazione. I meccanici trovarono staccato il raccordo tra il turbo sinistro e lo scarico. Il brasiliano rientrò in gara, ma solo dopo 5 giri. Nello stesso giro anche Andrea De Cesaris fu autore di un testacoda, che lo portò a colpire Manfred Winkelhock. Il tedesco si ritirò, mentre il pilota della Ligier riguadagnò i box. Al rientro in pista si trovò a rallentare de Angelis, per qualche curva.

De Angelis comandava, al decimo giro, con meno di 4 secondi di margine su Alboreto; seguivano Johansson, Tambay, Prost ed Eddie Cheever. Al sedicesimo giro Alboreto riuscì a passare al comando, dopo che, nel giro precedente, De Angelis era riuscito a rispondere agli attacchi del pilota della Ferrari.

Keke Rosberg, in un tentativo di sorpasso su Warwick, mise due gomme sull'erba, e partì in testacoda. Il finlandese riprese la gara, pur dovendo passare ai box per cambiare gli pneumatici. Un altro pilota che andò in testacoda fu Pierluigi Martini, dopo aver tamponato Tambay, nel corso di un doppiaggio del francese. Nello stesso giro Nigel Mansell prese la sesta piazza a Cheever.

Al trentunesimo passaggio Philippe Alliot terminò contro il muretto, distruggendo la sua vettura. Nella lotta per il comando De Angelis riuscì ad avvicinarsi ad Alboreto, ma una vettura sempre più sottosterzante non permise al pilota romando di attaccare quello della Ferrari. Al quarantesimo giro il margine fra i due era di 4 secondi e 4 decimi. Johansson era staccato di 10 secondi e 8 decimi dal compagno di scuderia, mentre Tambay era a quasi 21 secondi. Al quarantatreesimo giro Rosberg passò Cheever, per il settimo posto.

Nei giri seguenti altri problemi tecnici afflissero De Angelis. La risposta del turbo non era più lineare, e anche gli pneumatici sembravano aver perduto la loro performance. Questo permise a Johansson di avvicinarsi. La rottura di un pignone sulla Renault di Tambay consentì a Prost di passare il suo connazionale, al cinquantesimo giro. Il giro successivo vide anche il sorpasso, sulla linea dei box, di Johansson su De Angelis. Lo svedese riuscì a ridurre il margine che lo separava da Alboreto. Un malfunzionamento del propulsore sulla sua vettura spinse la scuderia italiana a indicare allo svedese di non attaccare il compagno di scuderia.

Al cinquantacinquesimo passaggio Tambay cedette la sua posizione anche a Rosberg che, due giri prima, aveva passato il suo compagno di team Mansell. Il britannico impiegò pochi giri per passare, anche lui, Tambay. Al sessantaduesimo giro Alain Prost passò De Angelis che, sei giri dopo, venne sorpassato anche da Rosberg.

Negli ultimi giri Prost, che aveva meglio conservato gomme e benzina, diventò una minaccia per Johansson. Un problema alla pompa della benzina consigliò il francese a evitare attacchi. Nell'ultimo giro i tre piloti in testa vennero rallentati da De Cesaris, limitato da un guasto ai freni.

Michele Alboreto conquistò la sua quarta vittoria iridata, davanti al compagno di scuderia Stefan Johansson, al suo primo podio. Per la Scuderia Ferrari, alla novantesima vittoria nel mondiale, fu la prima doppietta dal Gran Premio d'Olanda 1983. Johansson fu il primo pilota svedese a podio, dai tempi di Ronnie Peterson nel Gran Premio d'Olanda 1978. Prost completò il podio. Il francese, così come Rosberg, si fermarono, senza benzina, poco dopo il traguardo.

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Portugal.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Australia.svg Punti
1 Francia Alain Prost 1 Rit SQ 1 3 Rit 3 1 2 1 2 1 3 4 3 Rit 73 (76)
2 Italia Michele Alboreto 2 2 Rit 2 1 3 Rit 2 1 3 4 13* Rit Rit Rit Rit 53
3 Finlandia Keke Rosberg Rit Rit Rit 8 4 1 2 Rit 12* Rit Rit Rit 4 3 2 1 40
4 Brasile Ayrton Senna Rit 1 7* Rit 16 Rit Rit 10* Rit 2 3 3 1 2 Rit Rit 38
5 Italia Elio De Angelis 3 4 1 3 5 5 5 NC Rit 5 5 6 Rit 5 Rit SQ 33
6 Regno Unito Nigel Mansell Rit 5 5 7 6 Rit NP Rit 6 Rit 6 11* 2 1 1 Rit 31
7 Svezia Stefan Johansson 7 8 6* Rit 2 2 4 Rit 9 4 Rit 5 Rit Rit 4 5 26
8 Brasile Nelson Piquet Rit Rit 8* Rit Rit 6 1 4 Rit Rit 8 2 5 Rit Rit Rit 21
9 Francia Jacques Laffite 6 Rit Rit 6 8 12 Rit 3 3 Rit Rit Rit 11* Rit 2 16
10 Austria Niki Lauda Rit Rit 4 Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit 1 Rit Rit Rit 14
11 Belgio Thierry Boutsen 11 Rit 2 9 9 7 9 Rit 4 8 Rit 9 10 6 6 Rit 11
12 Francia Patrick Tambay 5 3 3 Rit 7 Rit 6 Rit Rit 10* Rit 7 Rit 12 Rit 11
13 Svizzera Marc Surer 15 8 8 6 Rit 6 10* 4 8 13 Rit Rit 5
14 Regno Unito Derek Warwick 10 7 10* 5 Rit Rit 7 5 Rit Rit Rit Rit 6 Rit Rit 5
15 Francia Philippe Streiff 10 9 8 Rit 3 4
16 Germania Ovest Stefan Bellof 6 Rit NQ 11 4 13 11 8 7* Rit 4
17 Italia Andrea De Cesaris Rit Rit Rit 4 14 10 Rit Rit Rit Rit Rit 3
18 Italia Ivan Capelli Rit 4 3
19 Francia René Arnoux 4 3
20 Austria Gerhard Berger Rit Rit Rit Rit 13 11 Rit 8 7 Rit 9 Rit 7 10 5 6 3
- Regno Unito Martin Brundle 8 Rit 9* 10 12 Rit Rit 7 10 NQ 7 8 13 Rit 7 Rit 0
- Paesi Bassi Huub Rothengatter Rit 9 NC Rit NC Rit 7 0
- Regno Unito John Watson 7 0
- Italia Pierluigi Martini Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 11* Rit Rit Rit 12 Rit Rit 8 0
- Italia Riccardo Patrese Rit Rit Rit Rit 10 Rit 11 9 Rit Rit Rit Rit Rit 9 Rit Rit 0
- Stati Uniti Eddie Cheever Rit Rit Rit Rit 17 9 10 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 11 Rit Rit 0
- Italia Piercarlo Ghinzani 12 9 NC NQ Rit Rit 15 Rit NP Rit NP Rit Rit Rit Rit 0
- Francia Philippe Alliot 9 Rit Rit NQ Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 0
- Regno Unito Jonathan Palmer Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit Rit 0
- Germania Ovest Manfred Winkelhock 13 NC Rit NQ Rit Rit 12 Rit Rit 0
- Italia Teo Fabi Rit Rit Rit 14* Rit Rit Rit Rit 12 Rit Rit Rit Rit 0
- Francia François Hesnault Rit Rit Rit NQ Rit 0
- Australia Alan Jones Rit Rit NP Rit 0
- Italia Mauro Baldi Rit Rit Rit 0
- Germania Ovest Christian Danner Rit Rit 0
- Regno Unito Kenny Acheson Rit 0
Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Portugal.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Australia.svg Punti
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti/Non class. Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato Solo prove/Terzo pilota

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

  • Solo i migliori undici risultati erano conteggiati come punti: tra parentesi i punti reali fatti segnare dai piloti.

Classifica costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Vengono sommati i punti delle prime due vetture al traguardo. I piazzamenti ottenuti dallo stesso costruttore con motori diversi sono conteggiati separatamente[30]. Non vi sono scarti.

Pos Costruttore Telaio Motore Pneumatici Punti Vittorie Podi Pole position
1 Regno Unito McLaren - TAG Porsche MP4/2B TAG Porsche P01 G 90 6 12 2
2 Italia Ferrari 156/85 Ferrari 031 G 82 2 10 1
3 Regno Unito Williams - Honda FW10
FW10B
Honda RA163E G 71 4 8 3
4 Regno Unito Lotus - Renault 97T Renault EF4B
Renault EF15
G 71 3 9 8
5 Regno Unito Brabham - BMW BT54 BMW M12/13 P 26 1 2 1
6 Francia Ligier - Renault JS25 Renault EF4B P 23 4
7 Francia Renault RE60
RE60B
Renault EF4B
Renault EF15
G 16 2
8 Regno Unito Arrows - BMW A8 BMW M12/13 G 14 1
9 Regno Unito Tyrrell - Ford 012 Ford DFV G 4
10 Regno Unito Tyrrell - Renault 014 Renault EF4B
Renault EF15
G 3
11 Italia Minardi - Motori Moderni M185 Motori Moderni Tipo 615-90 P
12 Italia Alfa Romeo 184T
185T
Alfa Romeo 890T G
13 Regno Unito RAM - Hart 03 Hart 415T P
14 Italia Osella - Alfa Romeo FA1/F
FA1/G
Alfa Romeo 890T P
15 Regno Unito Toleman - Hart TG185 Hart 415T P 1
16 Regno Unito Spirit - Hart 101D Hart 415T P
17 Regno Unito Lola - Hart THL1 Hart 415T G
18 Italia Minardi - Ford M185 Ford DFV P
19 Germania Zakspeed 841 Zakspeed 1500/4 G

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cristiano Chiavegato, Clamoroso: la Tyrrell esclusa, Mansell e Ickx puniti (PDF), in La Stampa, 19 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  2. ^ Le date del 1985 (PDF), in La Stampa, 20 luglio 1984, p. 23. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  3. ^ Così il futuro del mondiale, in La Stampa, 5 ottobre 1984, p. 25. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  4. ^ Montecarlo cancellato dalla F.1, in La Stampa, 10 ottobre 1984, p. 23. URL consultato il 22 novembre 2017.
  5. ^ (ES) El G.P. de Dallas, anulado, in El Mundo Deportivo, 3 novembre 1984, p. 35. URL consultato il 20 dicembre 2021.
  6. ^ (ES) Balestre y Monaco firmaron la paz, in El Mundo Deportivo, 3 novembre 1984, p. 35. URL consultato il 20 dicembre 2021.
  7. ^ Monaco in tribunale (PDF), in La Stampa, 22 novembre 1984, p. 27. URL consultato il 1° gennaio 2022.
  8. ^ Si per il Rally No al Gran Premio (PDF), in Stampa Sera, 21 novembre 1984, p. 19. URL consultato il 1° gennaio 2022.
  9. ^ Montecarlo verso il sì Salta il G.P. di Roma? (PDF), in La Stampa, 20 febbraio 1985, p. 18. URL consultato il 1° gennaio 2022.
  10. ^ a b c d (ES) La FISA presento el mundial de F-1 (PDF), in El Mundo Deportivo, 2 marzo 1985, p. 36. URL consultato il 3 gennaio 2022.
  11. ^ Notizie flash, in La Stampa, 3 giugno 1985, p. 27. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  12. ^ (ES) En breve, in El Mundo Deportivo, 5 giugno 1985, p. 41. URL consultato l'8 gennaio 2021.
  13. ^ (FR) 5. Canada 1985, su statsf1.com. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  14. ^ La Stampa - Consultazione Archivio - Home, su www.archiviolastampa.it. URL consultato il 17 aprile 2021.
  15. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America era noto anche come Detroit Grand Prix.
  16. ^ a b (FR) 15. Europe 1984, su statsf1.com. URL consultato il 5 gennaio 2019.
  17. ^ a b c d (FR) 1. Brésil 1985, su statsf1.com. URL consultato il 20 dicembre 2021.
  18. ^ (ES) En breve (PDF), in El Mundo Deportivo, 28 febbraio 1985, p. 34. URL consultato il 6 gennaio 2021.
  19. ^ (ES) Toleman se retira del mundial de F-1 (PDF), in El Mundo Deportivo, 14 marzo 1985, p. 49. URL consultato il 6 gennaio 2021.
  20. ^ a b (FR) 2. Portugal 1985, su statsf1.com. URL consultato il 23 dicembre 2021.
  21. ^ a b (FR) 4. Monaco 1985, su statsf1.com. URL consultato il 1° gennaio 2022.
  22. ^ Cristiano Chiavegato, René Arnoux divorzia dalla Ferrari, in La Stampa, 17 aprile 1985, p. 23. URL consultato il 23 dicembre 2021.
  23. ^ (FR) 13. Belgique 1985, su statsf1.com. URL consultato il 9 gennaio 2021.
  24. ^ Allen Berg fu iscritto dalla squadra alla gara, ma quest'ultima si era ritirata dal campionato due gare prima, quindi non fu permesso a Berg di correre
  25. ^ In sostituzione di Piercarlo Ghinzani
  26. ^ (FR) 3. Belgique 1984, su statsf1.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  27. ^ Cristiano Chiavegato, Team in guerra per il caso "consumi", in La Stampa, 18 maggio 1984, p. 29. URL consultato il 7 gennaio 2018.
  28. ^ (FR) 10. Grande Bretagne 1984, su statsf1.com. URL consultato il 29 novembre 2018.
  29. ^ (FR) 11. Allemagne 1984, su statsf1.com. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  30. ^ (EN) Standings, su Formula 1® - The Official F1® Website. URL consultato il 16 novembre 2021.

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