Campionato mondiale di Formula 1 1974

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Campionato mondiale di Formula 1 1974
Edizione nº 25 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio13 gennaio
Termine6 ottobre
Prove15
Titoli in palio
PilotiBrasile Emerson Fittipaldi
su McLaren M23
CostruttoriRegno Unito McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1974 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 25ª ad assegnare il Campionato Piloti e la 17ª ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 13 gennaio e terminata il 6 ottobre, dopo 15 gare, lo stesso numero di gare della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato per la seconda volta a Emerson Fittipaldi e il titolo costruttori per la prima volta alla McLaren.

Da quest'anno i numeri delle macchine rimasero fissi per tutta la stagione. Prima venivano assegnati gara per gara.

La pre-stagione[modifica | modifica wikitesto]

Il calendario[modifica | modifica wikitesto]

Solo a gennaio venne confermata la tenuta del Gran Premio di Monaco, per il 26 maggio, dopo che, per la crisi petrolifera, era stato invece cancellato il Rally di Montecarlo.[1]

Gara Nome ufficiale del gran premio Gran Premio Circuito Sede Data Ora
1 Argentina Gran Premio de la República Argentina GP d'Argentina Autodromo Municipal Ciudad de Buenos Aires Buenos Aires 13 gennaio 16:30[2]
2 Brasile Grande Prêmio do Brasil GP del Brasile Circuito di Interlagos San Paolo del Brasile 27 gennaio 11:30[3]
3 Sudafrica Lucky Strike South African Grand Prix GP del Sudafrica Circuito di Kyalami Midrand 30 marzo 14:30[4]
4 Spagna Gran Premio de España GP di Spagna Circuito Permanente del Jarama Jarama 28 aprile 12:00[5]
5 Belgio Bang & Olufsen Grote Prijs van Belgie GP del Belgio Circuito di Nivelles Nivelles 12 maggio 15:30[6]
6 Monaco Grand Prix Automobile de Monaco GP di Monaco Circuito di Montecarlo Monaco 26 maggio
7 Svezia Texaco Sveriges Grand Prix GP di Svezia Scandinavian Raceway Anderstorp 9 giugno
8 Paesi Bassi Grote Prijs van Nederland GP d'Olanda Zandvoort Park Zandvoort 23 giugno
9 Francia Grand Prix de France GP di Francia Circuito di Digione-Prenois Prenois 7 luglio
10 Regno Unito John Player British Grand Prix GP di Gran Bretagna Circuito di Brands Hatch West Kingsdown 20 luglio
11 Germania Großer Preis von Deutschland GP di Germania Nürburgring Nürburg 4 agosto
12 Austria Memphis Großer Preis von Österreich GP d'Austria Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 18 agosto
13 Italia Gran Premio d'Italia GP d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 8 settembre
14 Canada Grand Prix Labatt's 50 du Canada GP del Canada Mosport International Raceway Bowmanville 22 settembre
15 Stati Uniti United States Grand Prix GP degli USA Watkins Glen International Watkins Glen 6 ottobre

Accordi e fornitori[modifica | modifica wikitesto]

La scuderia Hill proseguì a impiegare vetture costruite da altri, ma non più una Shadow, bensì la Lola T370, con cui il costruttore britannico rientrava in F1, dopo aver costruito il telaio per la Honda nel 1968.[7]

La Scuderia Ferrari si accordò con l'Agip, per la creazione di un rapporto di collaborazione sia nel settore tecnico-industriale che per le competizioni. La casa italiana sostituì la Shell quale fornitrice dei carburanti.[8]

Scuderie e piloti[modifica | modifica wikitesto]

Scuderie[modifica | modifica wikitesto]

Prima del Gran Premio del Brasile Rikky von Opel, che non aveva preso parte al primo gran premio della stagione, decise di abbandonare definitivamente l'Ensign, che così non partecipò alla gara, e decise di rinviare il suo ritorno in F1 alla stagione europea.[9]

Dal Gran Premio del Sudafrica la Hesketh partecipò, per la volta in una gara valida per il mondiale, quale costruttore, abbandonando così l'uso di vetture costruite da altre case.[10] In Spagna esordì nel campionato mondiale la Amon col modello AF101. Fece il suo esordio in una gara iridata anche la Trojan-Tauranac Racing, scuderia legata alla casa automobilistica britannica Trojan, con la T103: si trattava originariamente di una vettura di Formula 5000, adattata alla F1, concepita da Ron Tauranac.[11]

Nel Gran Premio del Belgio fu il turno per l'esordio nel mondiale per la Token. La vettura, la RJ02, era stata concepita da Ray Jessop, su richiesta di Ron Dennis, manager della scuderia di Formula 2 Rondel. Dennis dovette poi abbandonare l'idea di debuttare in F1, ma la vettura, ormai costruita, venne acquistata da Tony Vlassopoulo e Ken Grob, che decisero di proseguire l'impegno nella massima formula fondando la Token. Alla gara non prese parte la Amon, mentre partecipò la Scuderia Finotto, che disponeva di una Brabham privata.[12]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Il campione del mondo 1972, il brasiliano Emerson Fittipaldi, passò dalla Lotus alla McLaren, ove fece coppia con Denny Hulme. Una terza McLaren venne affidata al team semiufficiale, sponsorizzato dalla Yardley, con pilota Mike Hailwood. La Lotus sostituì Fittipaldi con Jacky Ickx, proveniente dalla Iso-Williams.

Niki Lauda passò dalla BRM alla Scuderia Ferrari.

Alla Scuderia Ferrari arrivarono due piloti impegnati nella stagione 1973 con la BRM: il ticinese Clay Regazzoni (che aveva corso per la scuderia italiana tra il 1970 e il 1972), e l'austriaco Niki Lauda. Anche la Tyrrell dovette sostituire i due piloti titolati del 1973, a causa della morte di François Cevert e del ritiro di Jackie Stewart: arrivarono Jody Scheckter, dalla McLaren, e Patrick Depailler, già impiegato in un paio di gare nel 1972, che aveva corso nel 1973 in F2.

Carlos Reutemann venne confermato alla Brabham, dove fece l'esordio in F1 il pilota britannico Richard Robarts, proveniente dalla F3. Il nordirlandese John Watson, impiegato nel 1973, trovò un volante ancora con una Brabham, del team privato John Goldie Racing with Hexagon. La BRM presentò un trio di piloti francesi: al confermato Jean-Pierre Beltoise si affiancarono Henri Pescarolo, che nel 1973 aveva corso 3 gare con March e Iso, e François Migault, che nel 1972 aveva esordito in F1 con la Connew.

La scuderia statunitense Shadow modificò la sua coppia di piloti: Peter Revson, che arrivava dalla McLaren, e Jean-Pierre Jarier, che nell'anno precedente era stato impiegato dalla March. Quest'ultimo team schierò due monoposto ufficiali: una per l'esordiente tedesco, figlio d'arte, Hans Joachim Stuck, e una per Howden Ganley, che arrivava dalla Iso-Williams. Il Team Hesketh proseguì a impiegare una March privata, sempre guidata da James Hunt.

La Surtees confermò Carlos Pace e il pilota tedesco Jochen Mass, mentre Arturo Merzario guidava la sola Williams iscritta. La Hill, oltre al veterano Graham Hill, portò l'esordio il britannico Guy Edwards.[7]

Da questa stagione la numerazione dei piloti fu fissata ad inizio campionato. Ad ogni scuderia vennero attribuiti dei numeri, che non cambiavano da gara a gara. Il numero 1, non potendo venir assegnato a Jackie Stewart, campione uscente, ma non ripresentato in campionato, non venne però riservato alla sua ex scuderia, ovvero la Tyrrell, ma venne attribuito al Team Lotus, che aveva vinto la Coppa Costruttori 1973. Fu Ronnie Peterson a fregiarsi del numero 1, unico caso nella storia del mondiale, dall'introduzione dei numeri fissi, in cui tale numero non fu attribuito, per la stagione, a un campione del mondo uscente.

La settimana prima del Gran Premio del Sudafrica il circuito di Kyalami. A causa della rottura di una sospensione della sua Shadow, il pilota statunitense Peter Revson uscì di pista alla Barbecue, alla velocità di circa 200 km/h. La monoposto di infranse contro le barriere e prese fuoco; malgrado l'intervento di Graham Hill, Emerson Fittipaldi, Eddie Keizan e Denny Hulme, poté essere estratto dall'abitacolo solo dopo qualche minuto, e dopo l'arrivo di un mezzo antincendio. Estratto ancora vivo dalla fiamme, ma in gravi condizioni, morì poco prima dell'arrivo in ospedale. Revson aveva disputato 30 gran premi validi per il campionato mondiale di F1, in cui aveva colto due vittorie e una pole position. Revson era il primo pilota a morire in F1, dopo il decesso di François Cevert, avvenuto nelle qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1973. La Shadow decise di non partecipare alla gara, in segno di lutto.[13] La gara vide la solita presenza di una pattuglia di scuderie e piloti locali. La Scribante Lucky Strike Racing utilizzò una McLaren M23 per Dave Charlton e una Lotus 72A per l'esordiente John McNicol (quest'ultimo non parteciperà alle prove in quanto la scuderia preferì concentrarsi sul solo Charlton).[14] Il team Gunston impiegò, invece, due Lotus72E per Paddy Driver (già presente nell'edizione del 1963, anche se non partito) e Ian Scheckter, all'esordio nel campionato, fratello più anziano di Jody, pilota della Tyrrell. Il team Blignaut, sostenuto dall'Embassy, sponsor anche della scuderia di Graham Hill, iscrisse Eddie Keizan, su una Tyrrell 004. A sua volta il team di Hill impiegò una sola vettura, per il solo titolare, lasciando così a piedi Guy Edwards. In compenso la Iso-Williams iscrisse una seconda macchina, guidata dal pilota danese Tom Belsø. Belsø era già stato iscritto a un paio di gare dalla stessa scuderia inglese, nel 1973, senza prendere però parte a nessun gran premio.

La March portò all'esordio in F1 il pilota brianzolo trentaseienne Vittorio Brambilla. Il monzese aveva corso in F2, e aveva anche disputato una gara del Motomondiale 1969, nella classe 500. Brambilla sostituì Howden Ganley.[15]

Dal GP di Spagna Rikky von Opel prese il posto di Richard Robarts alla Brabham. La Shadow sostituì il defunto Peter Revson con Brian Redman. Redman aveva già corso per la scuderia statunitense nel Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1973. Alla McLaren Denny Hulme affrontò la gara col numero 56, in luogo del tradizionale 6.

Chris Amon rientrò nel campionato, al volante della propria scuderia. La Trojan affidò la sua unica monoposto a Tim Schenken; l'australiano aveva corso per l'ultima volta nel mondiale nel Gran Premio del Canada 1973, con una Iso-Marlboro. La scuderia privata Finotto iscrisse una Brabham BT42 per il pilota elvetico Silvio Moser. Il pilota, però, fu vittima di un grave incidente nella 1000 km di Monza, corsa pochi giorni prima del gran premio. Le gravi ferite non gli consentirono di prendere parte all'evento e lo portarono al decesso nel maggio del 1974.[11][16]

Tra gli iscritti alla gara risultava anche il pilota locale Jorge de Bagration, che aveva acquistato una Surtees TS16, grazie al sostegno di una catena di grandi magazzini, El Corte Inglés. De Bagration era figlio della famiglia reale della Georgia, nato a Roma, ma presto trasferito in Spagna. Aveva un a certa esperienza sia nella gara di durata che in Formula 2.

Il presidente della Federazione Automobilistica Spagnola (Real Federación Española de Automovilismo) perse però la lista degli iscritti alla gara, che dovette essere così redatta nuovamente, dimenticando però di menzionare de Bagration. Il pilota perse il sostengo del suo sponsor, che anzi negò di averglielo mai dato, e, quando riammesso nella lista, non ebbe più il sostegno economico necessario per partecipare al gran premio.[17][18]

Nella gara di Nivelles la Brabham ingaggiò una terza vettura, una BT42, affidata al pilota esordiente locale Teddy Pilette, figlio d'arte, dell'ex pilota di F1 André Pilette. Pilette aveva però disputato varie gare non valide come prove di Campionato, al volante sempre di vetture di Formula 5000. Un'altra Brabham venne guidata da Gérard Larrousse, pilota francese, che prese il posto dell'infortunato Silvio Moser alla Scuderia Finotto. Larrousse, anche lui all'esordio, era già stato iscritto, senza prendere parte all'evento, al Gran Premio di Francia 1971, dalla Surtees.

Il terzo esordiente, impegnato nelle qualifiche, fu il finlandese Leo Kinnunen. Iscritto dal team privato AAW Racing Team, guidava una Surtees TS16. Kinnunen, che fu il primo pilota del suo Paese a tentare l'avventura nella massima formula, aveva una certa esperienza nella gare di durata. Kinnunen fu anche l'ultimo pilota a correre in F1 senza utilizzare un casco integrale. Anche la Token si affidò a un esordiente, il gallese Tom Pryce, pilota di F2 del team Rondel.

Gijs van Lennep sostituì Tom Belsø alla Iso-Marlboro. L'olandese aveva già disputato, nel 1973, tre gare con la scuderia anglo-italiana. L'Ensign, dopo aver saltato i tre precedenti gran premi rientrò in campionato schierando Vern Schuppan. L'australiano non era partito nel Gran Premio del Belgio 1972, al volante di una BRM. Denny Hulme, dopo aver utilizzato il numero 56 nella gara del Jarama, tornò al suo tradizionale numero 6.[12]

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti piloti e costruttori presero parte al campionato del mondo di Formula 1 nella stagione 1974.

Team Costruttore Telai Motore Gomme No Piloti
Regno Unito John Player Team Lotus Lotus 72E
76
Ford Cosworth DFV G 1 Svezia Ronnie Peterson
2 Belgio Jacky Ickx
31 Australia Tim Schenken
Regno Unito ELF Tyrrell Racing Team Tyrrell 005
006
007
Ford Cosworth DFV G 3 Sudafrica Jody Scheckter
4 Francia Patrick Depailler
Regno Unito Texaco McLaren McLaren M23 Ford Cosworth DFV G 5 Brasile Emerson Fittipaldi
6 Nuova Zelanda Denny Hulme
Regno Unito Yardley Team McLaren McLaren M23 Ford Cosworth DFV G 33 Regno Unito Mike Hailwood
Regno Unito David Hobbs
Germania Jochen Mass
Regno Unito Motor Racing Developments Brabham BT42
BT44
Ford Cosworth DFV G 7 Argentina Carlos Reutemann
8 Regno Unito Richard Robarts
Liechtenstein Rikky von Opel
Brasile Carlos Pace
34 Belgio Teddy Pilette
Regno Unito March Engineering March 741 Ford Cosworth DFV G 9 Germania Hans-Joachim Stuck
Svezia Reine Wisell
10 Nuova Zelanda Howden Ganley
Italia Vittorio Brambilla
Italia Scuderia Ferrari SEFAC SpA Ferrari 312B3 Ferrari Tipo 001/11 G 11 Svizzera Clay Regazzoni
12 Austria Niki Lauda
Regno Unito Team Motul BRM BRM P160E
P201
BRM P142 F 14 Francia Jean-Pierre Beltoise
15 Francia Henri Pescarolo
Nuova Zelanda Chris Amon
37 Francia François Migault
Stati Uniti UOP Shadow Racing Team Shadow DN1
DN3
Ford Cosworth DFV G 16 Stati Uniti Peter Revson
Regno Unito Brian Redman
Svezia Bertil Roos
Regno Unito Tom Pryce
17 Francia Jean-Pierre Jarier
Regno Unito Bang & Olufsen Team Surtees Surtees TS16 Ford Cosworth DFV F 18 Brasile Carlos Pace
18/19 Francia José Dolhem
18/39 Regno Unito Derek Bell
19 Germania Jochen Mass
Francia Jean-Pierre Jabouille
Austria Helmuth Koinigg
30 Austria Dieter Quester
Regno Unito Italia Frank Williams Racing Cars Iso-Marlboro FW Ford Cosworth DFV F 20 Italia Arturo Merzario
Regno Unito Richard Robarts
21 Danimarca Tom Belsø
Paesi Bassi Gijs van Lennep
Francia Jean-Pierre Jabouille
Francia Jacques Laffite
Regno Unito Team Ensign Ensign MN174 Ford Cosworth DFV F 22 Liechtenstein Rikky von Opel
Australia Vern Schuppan
22/25 Regno Unito Mike Wilds
Sudafrica Team Scribante Lucky Strike Rac. McLaren M23 Ford Cosworth DFV G 23 Sudafrica Dave Charlton
25 Sudafrica John McNicol
Regno Unito Trojan Tauranac Racing Trojan T103 Ford Cosworth DFV F 23
29
41
Australia Tim Schenken
Finlandia AAW Racing Surtees TS16 Ford Cosworth DFV F 23/44 Finlandia Leo Kinnunen
Regno Unito Hesketh Racing March
Hesketh
731
P308
Ford Cosworth DFV F 24 Regno Unito James Hunt
31 Sudafrica Ian Scheckter
Giappone Maki Engineering Maki F101 Ford Cosworth DFV F 25 Nuova Zelanda Howden Ganley
Italia Scuderia Finotto Brabham BT42 Ford Cosworth DFV F


G

25 Svizzera Silvio Moser
25/43 Francia Gérard Larrousse
29 Germania Manfred Mohr
32 Austria Helmuth Koinigg
Francia Jean-Louis Lafosse
31 Italia Carlo Facetti
41 Regno Unito Andy Sutcliffe
Regno Unito Embassy Racing with Hill Lola T370 Ford Cosworth DFV F 26 Regno Unito Graham Hill
27 Regno Unito Guy Edwards
Regno Unito Peter Gethin
Germania Rolf Stommelen
Regno Unito John Goldie with Exagon Racing Brabham BT42
BT44
Ford Cosworth DFV F 28 Regno Unito John Watson
34 Brasile Carlos Pace
Sudafrica Team Gunston Lotus 72E Ford Cosworth DFV G 29 Sudafrica Ian Scheckter
30 Sudafrica Paddy Driver
Spagna Escuderia Calvo Sotello Surtees TS16 Ford Cosworth DFV F 29 Spagna Jorge de Bagration
Regno Unito Pinch Plant Ltd. Lyncar 006 Ford Cosworth DFV F 29 Nuova Zelanda John Nicholson
Regno Unito Chris Amon Racing Amon AF101 Ford Cosworth DFV F 30 Nuova Zelanda Chris Amon
Australia Larry Perkins
Sudafrica Blignaut Embassy Racing S.Afr. Tyrrell 004 Ford Cosworth DFV F 32 Sudafrica Eddie Keizan
Regno Unito Dempster Intern. Rac. Team March 731 Ford Cosworth DFV F 35 Regno Unito Mike Wilds
Regno Unito The Chequered Flag Brabham BT42 Ford Cosworth DFV G 35/42 Regno Unito Ian Ashley
Regno Unito Token Racing Token RJ02 Ford Cosworth DFV F 35/42 Regno Unito Ian Ashley
42 Regno Unito Tom Pryce
Francia Jacques Laffite
Regno Unito David Purley
Canada Team Canada Formula 1 Brabham BT42 Ford Cosworth DFV G 50 Canada Eppie Wietzes
Stati Uniti Parnelli Jones Racing Parnelli VPJ4 Ford Cosworth DFV F 55 Stati Uniti Mario Andretti
Stati Uniti Penske Cars Penske PC1 Ford Cosworth DFV G 66 Stati Uniti Mark Donohue
Regno Unito Allied Polymer Group Brabham BT42 Ford Cosworth DFV G 208 Italia Lella Lombardi

Gare Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Rnd Gran Premio Data Circuito Pole Position GPV Vincitore Costruttore Resoconto
1 Argentina Gran Premio d'Argentina 13 gennaio Oscar Gálvez Svezia Ronnie Peterson Svizzera Clay Regazzoni Nuova Zelanda Denny Hulme Regno Unito McLaren-Ford Resoconto
2 Brasile Gran Premio del Brasile 27 gennaio Interlagos Brasile Emerson Fittipaldi Svizzera Clay Regazzoni Brasile Emerson Fittipaldi Regno Unito McLaren-Ford Resoconto
3 Sudafrica Gran Premio del Sudafrica 30 marzo Kyalami Austria Niki Lauda Argentina Carlos Reutemann Argentina Carlos Reutemann Regno Unito Brabham-Ford Resoconto
4 Spagna Gran Premio di Spagna 28 aprile Jarama Austria Niki Lauda Austria Niki Lauda Austria Niki Lauda Italia Ferrari Resoconto
5 Belgio Gran Premio del Belgio 12 maggio Nivelles Svizzera Clay Regazzoni Nuova Zelanda Denny Hulme Brasile Emerson Fittipaldi Regno Unito McLaren-Ford Resoconto
6 Monaco Gran Premio di Monaco 26 maggio Montecarlo Austria Niki Lauda Svezia Ronnie Peterson Svezia Ronnie Peterson Regno Unito Lotus-Ford Resoconto
7 Svezia Gran Premio di Svezia 9 giugno Anderstorp Francia Patrick Depailler Francia Patrick Depailler Sudafrica Jody Scheckter Regno Unito Tyrrell-Ford Resoconto
8 Paesi Bassi Gran Premio d'Olanda 23 giugno Zandvoort Austria Niki Lauda Svezia Ronnie Peterson Austria Niki Lauda Italia Ferrari Resoconto
9 Francia Gran Premio di Francia 7 luglio Digione Austria Niki Lauda Sudafrica Jody Scheckter Svezia Ronnie Peterson Regno Unito Lotus-Ford Resoconto
10 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna 20 luglio Brands Hatch Austria Niki Lauda Austria Niki Lauda Sudafrica Jody Scheckter Regno Unito Tyrrell-Ford Resoconto
11 Germania Gran Premio di Germania 4 agosto Nürburgring Austria Niki Lauda Sudafrica Jody Scheckter Svizzera Clay Regazzoni Italia Ferrari Resoconto
12 Austria Gran Premio d'Austria 18 agosto Österreichring Austria Niki Lauda Svizzera Clay Regazzoni Argentina Carlos Reutemann Regno Unito Brabham-Ford Resoconto
13 Italia Gran Premio d'Italia 8 settembre Monza Austria Niki Lauda Brasile Carlos Pace Svezia Ronnie Peterson Regno Unito Lotus-Ford Resoconto
14 Canada Gran Premio del Canada 22 settembre Mosport Park Brasile Emerson Fittipaldi Austria Niki Lauda Brasile Emerson Fittipaldi Regno Unito McLaren-Ford Resoconto
15 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti 6 ottobre Watkins Glen Argentina Carlos Reutemann Brasile Carlos Pace Argentina Carlos Reutemann Regno Unito Brabham-Ford Resoconto

Gare non valide per il Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Rnd Gran Premio Data Circuito Pole Position GPV Vincitore Costruttore Resoconto
1 Brasile Gran Premio del Presidente Medici 3 febbraio Brasilia Argentina Carlos Reutemann Brasile Emerson Fittipaldi Brasile Emerson Fittipaldi Regno Unito McLaren-Ford Resoconto
2 Regno Unito Race of Champions 17 marzo Brands Hatch Regno Unito James Hunt Belgio Jacky Ickx Belgio Jacky Ickx Regno Unito Lotus-Ford Resoconto
3 Regno Unito BRDC International Trophy 7 aprile Silverstone Regno Unito James Hunt Regno Unito James Hunt Regno Unito James Hunt Regno Unito Hesketh-Ford Resoconto

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio d'Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Argentina 1974.
La Brabham fece esordire in Argentina il nuovo modello BT44.

Alla partenza Ronnie Peterson mantenne il comando, precedendo James Hunt e Carlos Reutemann, autori di un buon avvio. Più dietro Peter Revson urtò la vettura di Mike Hailwood, partendo poi di traverso sul tracciato, provocando il caos alla Esse Del Cervo. Molti piloti dovettero evitare l'impatto con la vettura di Revson, con Clay Regazzoni che andò in testacoda, mentre l'altro pilota della Shadow, Jean-Pierre Jarier, non poté evitare il contatto con Revson. Il francese fu costretto all'abbandono; poco dopo anche Revson fu costretto a ritirarsi. Nel corse del primo giro Hunt attaccò Peterson all' Entrado, ma a causa di un errore, finì in testacoda, e venne passato da tutti gli altri piloti.

Peterson guidava, al termine del primo giro, davanti a Reutmann, Fittpaldi, Hailwood, Ickx, Hulme e Pace. Il comando della gara cambiò al terzo giro, quando Reutemann superò Peterson. Al quarto passaggio Emerson Fittipaldi fu costretto ai box per un problema con una candela e, poco dopo, Hulme passò Jacky Ickx. Il neozelandese, al settimo giro, passò anche Hailwood, mentre Niki Lauda entrò in zona punti, passando Pace.

Al giro 8 Mike Hailwood cedette ancora una posizione, a Ickx. Peterson si trovava in grave difficoltà con gli pneumatici, e venne passato da Hulme, che così scalo secondo. Nei giri successivi lo svedese della Lotus dovette cedere anche a Hailwood, Lauda e Pace. L'austriaco passò subito il pilota della McLaren, ponendosi quarto, alle spalle di Carlos Reutemann, Denny Hulme e Ickx.

Al ventiduesimo giro Pace fu costretto al ritiro, per un guasto al motore; ciò consentì a Regazzoni, che dopo il problema al via era sceso lontano dai primi, di scalare settimo. Al ventisettesimo giro Ickx, vittima di una foratura lenta, venne passato da Lauda. Il belga, poi costretto ai box, ripartì solo tredicesimo. La classifica era sempre comandata dal pilota di casa Reutemann, davanti a Hulme, Lauda, Hailwood, Peterson, Regazzoni e Jean-Pierre Beltoise.

Al trentaduesimo giro Regazzoni, nella parte più lenta del tracciato, prese la quinta piazza a Peterson, sempre penalizzato dagli pneumatici. Dopo tre giri l'elvetico ebbe la meglio anche su Mike Hailwood. Peterson, intanto, dovette cedere altre posizioni, uscendo definitivamente dalla zona dei punti. Per il battistrada, Reutemann, ci fu la rottura della presa d'aria, posta sopra la testa del pilota. La presa restava fissata sul telaio, ma rischiava di cadere sul capo del pilota. Questo inconveniente rendeva meno performante la Brabham, ciò che consentiva a Hulme di ridurre il margine di distacco dal primo.

Negli ultimi giri Reutemann dovette far fronte anche a una mancanza di carburante. Nel pre-gara, infatti, i meccanici avevano dovuto risolvere un problema a un mozzo di ruota, cosa che non aveva permesso loro di completare correttamente l'approvvigionamento del carburante. Al giro 52 Hulme passò l'argentino, che cercava solo di completare la gara.

Nell'ultimo giro Reutemann fu costretto a fermarsi, venendo classificato solo settimo. Hulme ottenne la sua ottava, e ultima, vittoria nel campionato mondiale di F1. Il neozelandese precedette le due Ferrari di Niki Lauda, al primo podio nel mondiale, e Clay Regazzoni. Patrick Depailler, sesto, ottenne il suo primo punto iridato.

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Brasile 1974.

Il segnale del via venne dato con un certo anticipo, cosa che provocò una certa confusione. Carlos Reutemann prese il comando alla prima curva, seguito da Ronnie Peterson, Emerson Fittipaldi e Clay Regazzoni. Lauda si trovò, dopo una partenza non perfetta, in mezzo al plotone, mentre Arturo Merzario venne penalizzato da un problema al motore.

La gara di Lauda terminò al terzo giro, per un guasto a una valvola del propulsore. Al quarto giro Peterson passò Reutemann che, poco dopo, dovette cedere anche la seconda piazza a Fittipaldi. L'argentino aveva rovinato gli pneumatici alla partenza, e fu così costretto a cedere anche a Regazzoni, al nono giro.

Al decimo giro anche Jacky Ickx passò Reutemann, mentre Revson, prossimo a passare il pilota della Brabham, fu costretto all'abbandono, per il surriscaldamento del motore della sua Shadow. In testa Peterson riusciva a contenere a malapena i tentativi di sorpasso di Fittipaldi; lo svedese era vittima di una foratura lenta, che lo rallentava.

Al sedicesimo giro, approfittando del doppiaggio di Merzario, Fittipaldi passò Peterson, e s'involò al comando della gara. Al ventesimo giro Ronnie Peterson fu costretto infine ai box per sostituire la gomma che si stava afflosciando. Ripartì decimo. La classifica vedeva, alle spalle di Fittipaldi, Clay Regazzoni (a quindici secondi dal battistrada), poi Jacky Ickx, Carlos Pace, Mike Hailwood e Carlos Reutemann.

Peterson proseguiva la sua rimonta. Dopo aver passato Jody Scheckter al giro 23, passò anche Hans-Joachim Stuck, il giro successivo, ponendosi nuovamente ai margini della zona dei punti. Due giri dopo Stuck fu costretto al ritiro, per un problema tecnico. Al giro 29 Peterson sfruttò ancora gli pneumatici in crisi di Reutemann per passare l'argentino, e divenne sesto.

Attorno al trentesimo giro la pista fu colpita da un forte temporale, che rese il tracciato impraticabile. Pur con le scuderie pronte a passare alle gomme da bagnato, la direzione di corsa decise di concludere la gara anzitempo. All'inizio del trentaduesimo giro venne esposta la bandiera rossa, al passaggio di Jacky Ickx sul traguardo. Fittipaldi e Regazzoni, che erano già passati sul traguardo, procedettero ancora lentamente, e al termine del giro da loro già iniziato, si videro esposta la bandiera a scacchi.

Per Emerson Fittipaldi fu la decima vittoria, in una gara valida per il mondiale di F1. Regazzoni e Ickx completarono il podio.

Gran Premio del Sudafrica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Sudafrica 1974.

Niki Lauda, Carlos Reutemann e Clay Regazzoni si trovarono quasi appaiati alla Crowthorne, prima curva del gran premio, mentre Carlo Pace e Arturo Merzario vennero risucchiati più dietro. Lauda fu capace di mantenere il comando, davanti all'argentino e al compagno di team, che fu costretto anche a mettere due ruote fuori dall'asfalto. Jacky Ickx colpì il suo compagno di scuderia, Ronnie Peterson, che finì in testacoda nella sabbia. Lo svedese sfiorò il contatto con Jochen Mass, che a sua volta aveva toccato Pescarolo.

Lauda conduceva davanti a Reutemann, Regazzoni, Scheckter, Hunt, Fittipaldi, Hailwood e Depailler. Hunt, malgrado delle vibrazioni della sua Hesketh, era capace di rintuzzare gli attacchi di Fittipaldi e Hailwood. Al giro dieci cambiò il leader di gara, con Reutemann che passò Lauda sul rettilineo d'arrivo.

Al quattordicesimo giro James Hunt fu costretto all'abbandono a causa della rottura del cardano della trasmissione. Jody Scheckter era messo sotto pressione da Emerson Fittipaldi, che passò il pilota di casa al giro 21. Il sudafricano, a causa di un errore nella cambiata, dovette cedere ancora una posizione, a Mike Hailwood, nel giro successivo. Nei giri successivi le posizioni nei punti restarono congelate, mentre si accese la lotta per l'ottava piazza, con Merzario passato da Denny Hulme e Jean-Pierre Beltoise.

Al quarantesimo giro Hulme, per degli pneumatici usurati, cedette la posizione, ottava, a Beltoise. Il francese, al giro 44, passò anche Patrick Depailler. La rimonta del pilota della BRM proseguì sorpassando anche Scheckter, anche lui limitato dalle gomme. Al giro 49 Mike Hailwood prese la quarta posizione a Fittipaldi.

Al cinquantacinquesimo passaggio Depailler entrò nella zona punti, superando Scheckter. Il problema della gomme costò poi a Hulme due posizioni, passato da Stuck e Merzario. Al giro 58 Beltoise superò Fittipaldi, per il quinto posto. Il brasiliano, nei giri seguenti, venne messo sotto pressione da Depailler e Scheckter. Fittipaldi dovette cedere a Depailler, al giro 63, mentre, il giro seguente, Beltoise ebbe la meglio su Hailwood. Difficoltà tecniche costarono due posizioni a Scheckter, passato da Stuck e Merzario.

Al giro 65 terminò la gara di Regazzoni, comodo terzo, che, a causa di un problema alla pressione dell'olio del motore, fu costretto a rientrare ai box. Beltoise scalò terzo, alle spalle di Carlos Reutemann e Niki Lauda. Tre giri dopo i problemi tecnici di Fittipaldi permisero a Merzario di scalare settimo.

La gara di Lauda finì al giro 75, per un problema all'iniezione. Carlos Reutemann riportò il primo successo nel mondiale, seguito da Jean-Pierre Beltoise (all'ultimo podio per la BRM) e Mike Hailwood. Completarono la zona dei punti Patrick Depailler, Hans-Joachim Stuck e Arturo Merzario. Quella di Reutemann fu la prima vittoria di un pilota argentino, dal successo di Juan Manuel Fangio nel Gran Premio di Germania 1957, e la prima per la Brabham dal Gran Premio del Sudafrica 1970.

Gran Premio di Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Spagna 1974.
Il Gran Premio di Spagna vide l'esordio nel mondiale per la vettura costruita da Chris Amon.

Al via Ronnie Peterson pattinò leggermente, ma riuscì a prevalere sulle due Ferrari di Niki Lauda e Clay Regazzoni. Alle spalle dei due piloti ferraristi vi erano Jacky Ickx, Emerson Fittipaldi, Arturo Merzario, Jody Scheckter e Carlos Reutemann. Già al secondo giro Schcketer passò Merzario, mentre Jarier colse il nono posto, passando Hunt. Il britannico, al giro 4, cedette anche a Denny Hulme.

Al nono passaggio Reutemann effettuò un'escursione di pista, scendendo in diciassettesima posizione. Poco dopo la pioggia cessò: Peterson comandava con due secondi di margine su Lauda, seguivano poi Regazzoni, Ickx, Fittipaldi, Scheckter, Merzario e Hulme. All'undicesimo giro Scheckter ebbe la meglio su Fittipaldi, la cui McLaren scontava dei problemi tecnici. Peggio andava per un'altra McLaren, quella di Hulme, che fu costretto a una sosta ai box per controllare l'efficienza della monoposto, danneggiata al via da un contatto con Reutemann. L'argentino, dopo un'altra uscita di pista, fu costretto al ritiro.

Al giro 14 Jean-Pierre Jarier fu costretto ai box da un problema tecnico: la lunga sosta lo fece precipitare in ultima posizione. La pista, nel frattempo, si asciugava. Il primo a fermarsi fu Hans-Joachim Stuck, che era ottavo. Toccò poi a Regazzoni e Fittipaldi, col ticinese che mantenne il vantaggio sul brasiliano, che rientrò, invece, alle spalle di Stuck. Al ventunesimo passaggio si fermò anche il leader della corsa, Ronnie Peterson. La sosta era dovuta non solo all'esigenza di montare gomme da asciutto, ma anche per controllare il motore della sua Lotus. Nello stesso giro si fermarono anche Scheckter e Hunt.

Niki Lauda si trovò al comando, davanti a Ickx, Merzario e Regazzoni, che aveva appena passato Brian Redman. Seguivano Schenken, Depailler e Stuck. Al giro 23 l'austriaco si fermò ai box, per il cambio delle gomme, impiegando 35 secondi. Nello stesso passaggio si fermarono anche Merzario e Depailler. Al ventiquattresimo giro vi fu l'abbandono per Ronnie Peterson, per un problema al motore. L'altro pilota della Lotus, Ickx, ormai al comando, attese il giro 25, ma la lunghezza della sosta gli fece perdere diverse posizioni. Si ritrovarono al comando le due Ferrari di Lauda e Regazzoni, seguite da Tim Schenken, che cambiò le gomme al giro 26, lasciando la terza posizione a Stuck. Seguivano poi Merzario, Fittipaldi e Mass. Scheckter era settimo, precedendo Pace. Ickx abbandonò la gara al giro 28, mentre Mass, per un guasto al cambio, dovette rinunciare a proseguire, al trentaseiesimo passaggio.

Al trentottesimo giro Merzario uscì di pista nella zona Pegaso: la sua Iso atterrò oltre le barriere, ferendo quattro fotografi. Il pilota uscì invece indenne dall'abitacolo. Lauda comandava con circa 25 secondi di margine su Regazzoni, seguivano poi Stuck, Fittipaldi, Scheckter e Hunt. Fittipaldi, dopo il miglior giro in gara, passò Stuck, entrando sul podio virtuale, al giro sessanta.

Le Ferrari controllavano la gara agevolmente, tanto da doppiare tutti gli altri concorrenti. Al sessantottesimo giro Hulme entrò in zona punti, passando James Hunt. Il britannico dovette poi cedere diverse posizioni, nella parte finale della gara. Il gran premio venne interrotto al raggiungimento delle due ore di gara, che non consentì di effettuare tutti i novanta giri previsti. Niki Lauda ottenne la sua prima vittoria nel mondiale di F1 (ful cinquantaduesimo pilota a riuscirci), davanti a Clay Regazzoni ed Emerson Fittipaldi. Per la Scuderia Ferrari si trattò del cinquantesimo successo in una gara valida per il mondiale. La scuderia non trionfava dal Gran Premio di Germania 1972.

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Belgio 1974.

Clay Regazzoni, Jody Scheckter e Emerson Fittipaldi furono protagonisti di un buona avvio. Alla prima curva Regazzoni e Scheckter arrivarono appaiati alla prima curva, con il ticinese che mantenne il comando della gara. Scheckter venne insidiato, con successo, sia da Emerson Fittipaldi che da Niki Lauda. Il brasiliano ebbe la meglio sul pilota della Tyrrell, che si difese dall'austriaco. Nel corso del primo giro Lauda venne passato anche da Ronnie Peterson. Seguivano poi James Hunt, Carlos Pace, Jean-Pierre Beltoise e Patrick Depailler.

Lauda, già al terzo giro, riprese la posizione a Peterson, mentre all'ottavo passò anche Scheckter, per il terzo posto. La gara rimase congelata, almeno nelle prime posizioni, per diversi giri, mentre era più intesa la lotta per le posizioni di rincalzo. Al dodicesimo giro Henri Pescarolo fu colpito da Guy Edwards, e fu costretto a una sosta per riparare la sua monoposto, senza però poter rientrare in gara. Carlos Reutemann, molto staccato, si fermò per dei problemi di vibrazione, e dopo un paio di giri, riprese il gran premio. Due giri di fermò anche Pace, per sostituire uno pneumatico danneggiato da una foratura.

Al giro 30, Lauda, ostacolato da un doppiaggio, dovette cedere la terza piazza nuovamente a Jody Scheckter. Il pilota della Ferrari ripasso quello della Tyrrell al giro 38. Nello stesso giro Peterson, che era alle spalle proprio della coppia Scheckter-Lauda, dovette rientrare ai box per problemi di vibrazione della sua Lotus. Al trentanovesimo giro Clay Regazzoni, primo, effettuò un'escursione di pista nel corso di un doppiaggio di Gérard Larrousse. Pur in grado di riprendere la pista, l'elvetico venne passato sia da Fittipaldi che da Lauda. Al termine della gara Regazzoni si lamentò per il comportamento di Larrousse.

Al quarantaseiesimo giro James Hunt subì la rottura di una sospensione posteriore: la sua Hesketh perse la ruota, partì in testacoda e l'inglese dovette abbandonare. Nello stesso passaggio Mike Hailwood passò Patrick Depailler, e si trovò quinto. Hailwood, il giro seguente, commise un errore di guida, cedendo nuovamente a Depailler.

Fittipaldi comandava il gran premio, con un secondo di vantaggio su Lauda. Seguivano poi Clay Regazzoni, Jody Scheckter, Patrick Depailler, Jean-Pierre Beltoise e Denny Hulme. La gara di Depailler terminò al cinquantaquattresimo giro. Gli pneumatici risultavano molto deteriorati e vi era un problema all'impianto frenante. Al giro 60 vi fu anche il ritiro definitivo per Peterson, ormai lontano dalla zona dei punti. Cinque giri anche Reutemann abbandonò la gara.

Al giro 66 Mike Hailwood passò Hulme, posizionandosi sesto. Il neozelandese, poco dopo, cedette anche a Jarier. Al sessantanovesimo giro Hailwood ebbe la meglio anche su Beltoise, passato poco dopo, anche lui da Jean-Pierre Jarier.

Scheckter, in attacco su Regazzoni, colpì la vettura di Tom Pryce, mandandola in testacoda. Il sudafricano poté continuare, mentre il gallese fu costretto al ritiro. Al settantanovesimo giro Jarier, che era senza benzina a causa di un problema al sistema di alimentazione, fu costretto ad effettuare un rabbocco di carburante, cosa che lo allontanò dalla zona dei punti. Al giro 81 esplose, sul rettilineo d'arrivo, il motore di Brian Redman.

Anche Mike Hailwood si ritrovò, nei giri finali, a corto di carburante e, dovendo rallentare il ritmo, si fece passare da Beltoise e Hulme. Nell'ultimo giro Lauda attaccò Fittipaldi, proprio sul traguardo, ma senza successo. La vettura di Lauda aveva perso i pesi di bilanciamento delle ruote anteriori, cosa che provocava forti vibrazioni.

Regazzoni si trovò senza benzina, concluse la gara, ma alle spalle di Scheckter. Completarono la zone dei punti Jean-Pierre Beltoise e Denny Hulme. Per Emerson Fittipaldi fu l'undicesima vittoria iridata, mentre Jody Scheckter colse il suo primo arrivo a podio. Fu la settantesima vittoria per una vettura motorizzata dalla Ford Cosworth.

Classifica Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti
1 Brasile Emerson Fittipaldi 10 1 7 3 1 5 4 3 Rit 2 Rit Rit 2 1 4 55
2 Svizzera Clay Regazzoni 3 2 Rit 2 4 4 Rit 2 3 4 1 5 Rit 2 11 52
3 Sudafrica Jody Scheckter Rit 13 8 5 3 2 1 5 4 1 2 Rit 3 Rit Rit 45
4 Austria Niki Lauda 2 Rit 16 * 1 2 Rit Rit 1 2 5 Rit Rit Rit Rit Rit 38
5 Svezia Ronnie Peterson 13 6 Rit Rit Rit 1 Rit 8 1 10 4 Rit 1 3 Rit 35
6 Argentina Carlos Reutemann 7 * 7 1 Rit Rit Rit Rit 12 Rit 6 3 1 Rit 9 1 32
7 Nuova Zelanda Denny Hulme 1 12 9 6 6 Rit Rit Rit 6 7 Rit 2 6 6 Rit 20
8 Regno Unito James Hunt Rit 9 Rit 10 Rit Rit 3 Rit Rit Rit Rit 3 Rit 4 3 15
9 Francia Patrick Depailler 6 8 4 8 Rit 9 2 6 8 Rit Rit Rit 11 5 6 14
10 Belgio Jacky Ickx Rit 3 Rit Rit Rit Rit Rit 11 5 3 5 Rit Rit 13 Rit 12
11 Regno Unito Mike Hailwood 4 5 3 9 7 Rit Rit 4 7 Rit 15 * 12
12 Brasile Carlos Pace Rit 4 11 13 Rit Rit Rit NQ 9 12 Rit 5 8 2 11
13 Francia Jean-Pierre Beltoise 5 10 2 Rit 5 Rit Rit Rit 10 12 Rit Rit Rit NC NQ 10
14 Francia Jean-Pierre Jarier Rit Rit Rit 13 3 5 Rit 12 Rit 8 8 Rit Rit 10 6
15 Regno Unito John Watson 12 Rit Rit 11 11 6 11 7 16 11 Rit 4 7 Rit 5 6
16 Germania Ovest Hans-Joachim Stuck Rit Rit 5 4 Rit Rit Rit NQ Rit 7 11 * Rit Rit NQ 5
17 Italia Arturo Merzario Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit 9 Rit Rit Rit 4 Rit Rit 4
18 Regno Unito Graham Hill Rit 11 12 Rit 8 7 6 Rit 13 13 9 12 8 14 8 1
19 Regno Unito Tom Pryce Rit Rit Rit 8 6 10 Rit NC 1
20 Italia Vittorio Brambilla 10 9 Rit 10 * 10 11 Rit 13 6 Rit NQ Rit 1
- Regno Unito Guy Edwards 11 Rit NQ 12 8 7 Rit 15 NQ 0
- Regno Unito David Hobbs 7 9 0
- Germania Ovest Jochen Mass Rit 17 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 14 Rit 16 7 9
- Regno Unito Brian Redman 7 18 * Rit 0
- Stati Uniti Mario Andretti 7 SQ 0
- Nuova Zelanda Howden Ganley 8 * Rit NQ NQ 0
- Danimarca Tom Belsø Rit NQ 8 NQ 0
- Liechtenstein Rikky von Opel Rit Rit NQ 9 9 NQ 0
- Francia Henri Pescarolo 9 14 18 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit 0
- Nuova Zelanda Chris Amon Rit NQ NQ NC 9 0
- Austria Dieter Quester 9 0
- Australia Tim Schenken 14 * 10 Rit NQ Rit NQ 10 Rit SQ 0
- Austria Helmuth Koinigg NQ 10 Rit 0
- Germania Ovest Rolf Stommelen Rit Rit 11 12 0
- Regno Unito Derek Bell NQ 11 NQ NQ NQ 0
- Stati Uniti Mark Donohue 12 Rit 0
- Sudafrica Ian Scheckter 13 NQ 0
- Francia François Migault Rit 16 15 Rit 16 Rit Rit 14 NC NQ Rit 0
- Regno Unito Ian Ashley 14 NC NQ NQ 0
- Paesi Bassi Gijs van Lennep 14 NQ 0
- Sudafrica Eddie Keizan 14 0
- Regno Unito Richard Robarts Rit 15 17 NQ 0
- Australia Vern Schuppan 15 Rit SQ SQ NQ NQ Rit 0
- Francia Jacques Laffite Rit NC Rit 15 Rit 0
- Belgio Teddy Pilette 17 0
- Sudafrica Dave Charlton 19 0
- Stati Uniti Peter Revson Rit Rit 0
- Finlandia Leo Kinnunen NQ Rit NQ NQ NQ NQ 0
- Regno Unito Mike Wilds NQ NQ NQ NQ NC 0
- Francia Gérard Larrousse Rit NQ 0
- Sudafrica Paddy Driver Rit 0
- Svezia Reine Wisell Rit 0
- Svezia Bertil Roos Rit 0
- Regno Unito Peter Gethin Rit 0
- Canada Eppie Wietzes Rit 0
- Francia José Dolhem NQ NQ WD 0
- Francia Jean-Pierre Jabouille NQ NQ 0
- Regno Unito David Purley NQ 0
- Italia Lella Lombardi NQ 0
- Nuova Zelanda John Nicholson NQ 0
- Australia Larry Perkins NQ 0
- Italia Carlo Facetti NQ 0
Pos. Pilota Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento del 1974 divideva il campionato in due blocchi: le prime 8 corse e le successive 7. Per ogni blocco ogni pilota doveva scartare un risultato (tra parentesi sono riportati i punti reali).

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Costruttore Motore ARG
Argentina
BRA
Brasile
RSA
Sudafrica
ESP
Spagna
BEL
Belgio
MON
Monaco
SWE
Svezia
NED
Paesi Bassi
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
AUT
Austria
ITA
Italia
CAN
Canada
USA
Stati Uniti
Punti Vittorie Pole GPV
1 Regno Unito McLaren Ford-Cosworth 9 9 4 4 9 (2) 3 4 1 6 - 6 6 9 3 73 (75) 4 2 1
2 Italia Ferrari Ferrari 6 6 - 9 6 3 - 9 6 3 9 2 - 6 - 65 3 10 6
3 Regno Unito Tyrrell Ford-Cosworth 1 - 3 2 4 6 9 2 3 9 6 - 4 2 1 52 2 1 3
4 Regno Unito Lotus Ford-Cosworth - 4 - - - 9 - - 9 4 3 - 9 4 - 42 3 1 2
5 Regno Unito Brabham Ford-Cosworth - - 9 - - 1 - - - 1 4 9 2 - 9 35 3 1 3
6 Regno Unito Hesketh Ford-Cosworth - - - - 4 - - - - 4 - 3 4 15 0 0 0
7 Regno Unito BRM BRM 2 - 6 - 2 - - - - - - - - - - 10 0 0 0
8 Stati Uniti Shadow Ford-Cosworth - - - - - 4 2 - - - 1 - - - - 7 0 0 0
9 Regno Unito March Ford-Cosworth - - 2 3 - - - - - - - 1 - - - 6 0 0 0
10 Italia Iso Marlboro Ford-Cosworth - - 1 - - - - - - - - - 3 - - 4 0 0 0
11 Regno Unito Surtees Ford-Cosworth - 3 - - - - - - - - - - - - - 3 0 0 0
12 Regno Unito Lola Ford-Cosworth - - - - - - 1 - - - - - - - - 1 0 0 0
Pos. Costruttore Motore ARG
Argentina
BRA
Brasile
RSA
Sudafrica
ESP
Spagna
BEL
Belgio
MON
Monaco
SWE
Svezia
NED
Paesi Bassi
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
AUT
Austria
ITA
Italia
CAN
Canada
USA
Stati Uniti
Punti Vittorie Pole GPV

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento del 1974 divideva il campionato in due blocchi: le prime 8 corse e le successive 7. Per ogni blocco ogni costruttore doveva scartare un risultato (tra parentesi sono riportati i punti reali). Ai fini del punteggio contava soltanto la macchina meglio classificata tra quelle iscritte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) El 26 de Mayo el G.P. de Monaco (PDF), in El Mundo Deportivo, 23 gennaio 1974. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  2. ^ Carlos Orsi, Hulme apre in Argentina Le Ferrari al 2º e 3º posto (PDF), in Stampa Sera, 14 gennaio 1974, p. 12. URL consultato il 24 gennaio 2019.
  3. ^ F.1, sfida a quattro con Ferrari in luce (PDF), in La Stampa, 27 gennaio 1974, p. 17. URL consultato il 27 gennaio 2019.
  4. ^ Lauda, il più veloce parte in prima fila (PDF), in La Stampa, 30 marzo 1974, p. 21. URL consultato il 14 marzo 2019.
  5. ^ Questi i migliori al "via" (PDF), in La Stampa, 28 aprile 1974, p. 21. URL consultato il 16 aprile 2019.
  6. ^ Tv in diretta (PDF), in La Stampa, 12 maggio 1974, p. 19. URL consultato il 19 aprile 2019.
  7. ^ a b (FR) 1. Argentine 1974, su statsf1.com. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  8. ^ Accordo Agip-Ferrari (PDF), in La Stampa, 12 gennaio 1974, p. 15. URL consultato il 25 gennaio 2019.
  9. ^ (FR) 2. Brésil 1974, su statsf1.com. URL consultato il 1° febbraio 2019.
  10. ^ (FR) 3. Afrique du Sud 1974, su statsf1.com. URL consultato il 4 marzo 2019.
  11. ^ a b (FR) 4. Espagne 1974, su statsf1.com. URL consultato il 27 marzo 2019.
  12. ^ a b (FR) 5. Belgique 1974, su statsf1.com. URL consultato il 12 aprile 2019.
  13. ^ Muore Revson in Sud Africa (PDF), in La Stampa, 23 marzo 1974, p. 17. URL consultato il 4 marzo 2019.
  14. ^ (FR) John McNicol, su statsf1.com. URL consultato il 4 marzo 2019.
  15. ^ (ES) Brambilla correra con "March-Beta" (PDF), in El Mundo Deportivo, 18 marzo 1974, p. 40. URL consultato il 9 marzo 2019.
  16. ^ Giorgio Viglino, Grave lo svizzero Moser uscito di strada in curva (PDF), in La Stampa, 26 aprile 1974, p. 17. URL consultato il 4 aprile 2019.
  17. ^ (FR) Jorge de Bagration, su statsf1.com. URL consultato il 3 aprile 2019.
  18. ^ (EN) Jorge de Bagration - Biography, su f1rejects.com (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2013).

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