John Watson (pilota automobilistico)

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John Watson
Watson2.jpg
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1973-1983, 1985
Scuderie Brabham 1973-1974
Surtees 1975
Lotus 1975
Penske 1975-1976
Brabham 1977-1978
McLaren 1979-1983, 1985
Miglior risultato finale 3º (1982)
GP disputati 154 (152 partenze)
GP vinti 5
Podi 20
Pole position 2
Giri veloci 5
 

John Marshall Watson (Belfast, 4 maggio 1946) è un ex pilota automobilistico britannico.

Ha disputato 152 gran premi validi quali prova del Campionato mondiale di Formula 1, ottenendo 5 vittorie, due pole position, 5 giri veloci, 20 podi e 169 punti totali. È giunto al terzo posto nella classifica piloti del Campionato mondiale di Formula 1 1982.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

John Goldie Racing (1973-1974)[modifica | modifica wikitesto]

1973[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio nel Campionato mondiale di Formula 1 avvenne nel Gran Premio di Gran Bretagna. Il pilota nordirlandese venne sostenuto dal concessionario britannico della BMW, John Goldie, che gli mise a disposizione una Brabham BT37, con una curiosa livrea di colore marrone. Watson si qualificò ventitreesimo, staccato di 3"8 dal tempo del poleman, Ronnie Peterson. In gara fu costretto all'abbandono al trentaseiesimo giro.[1] Iscritto anche al Gran Premio d'Olanda[2] e al Gran Premio di Germania[3] dalla scuderia ufficiale Brabham, non prese comunque parte agli eventi, per l'indisponibilità della vettura. Riapparve solo nell'ultima gara della stagione, il Gran Premio degli USA,[4] in cui si qualificò venticinquesimo, prima di abbandonare, al settimo giro.

1974[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1974 la Goldie Hexagon Racing decise di affrontare l'intero campionato, mettendo a disposizione del pilota britannico una Brabham BT42. Nelle prime cinque gare della stagione Watson non colse punti, ma nel Gran Premio di Monaco, giunse sesto, conquistando il suo primo punto iridato. Partito ventitreesimo, fu favorito dai molti ritiri, ben 16, e dal fatto che due piloti non fossero partiti.[5][6]

Watson dimostrò una certa regolarità, nelle gare successive, in cui colse però sempre piazzamenti fuori dai punti, tra cui il settimo al Gran Premio d'Olanda. Nella gara seguente, il Gran Premio di Francia, la scuderia impiegò anche una seconda vettura, affidata al brasiliano Carlos Pace.[7] Nel Gran Premio d'Austria il team mise a disposizione di Watson una più moderna Brabham BT44.[8] Partito undicesimo, il nordilnadese fu autore ancora di una gara regolare che, grazie a diversi ritiri e incidenti degli avversari, lo portò a chiudere al quarto posto.[9]

Watson colse un bel exploit nelle qualifiche del Gran Premio d'Italia, ove ottenne il quarto tempo. Nelle stesse qualifiche fu però vittima anche di un brutto incidente alla Seconda di Lesmo, che non ebbe conseguenze sul pilota ma distrusse la monoposto.[10] La gara vene penalizzata da un errore alla chicane, al decimo giro, che costò al pilota un'uscita di pista; Watson poté proseguire, anche se l'errore lo fece sprofondare lontano dalla zona dei punti. Chiuse alla fine settimo.[11][12]

Anche nell'ultima gara dell'anno, il Gran Premio degli USA, Watson fu autore di una ottima qualifica, settimo. In gara fu ancora autore di una bella gara, caratterizzata da una lunga lotta con Arturo Merzario, in cui chiuse quinto.[13][14] Watson chiuse al quindicesimo posto nella classifica piloti.

Surtees (1975)[modifica | modifica wikitesto]

John Watson sulla Surtees TS16 nel 1975.

Per il 1975 John Watson passò alla Surtees. Watson era stato già utilizzato, nel 1974, dalla Surtees in Formula 2.[15]

Nella prima gara della stagione, in Argentina, il britannico incappò in una squalifica. Al momento della partenza sulla sua vettura si verificò la rottura della pompa del carburante. I meccanici della Surtees spinsero la monoposto ai box, ove ripararono il guasto, ma tale intervento era contrario al regolamento. Il pilota venne escluso dalla gara dopo 9 giri.[16]

Nella gara successiva, in Brasile fu penalizzato da una foratura, mentre era nono.[17] Dopo il ritiro in Sudafrica, nel caotico e tragico Gran Premio di Spagna partì in terza fila, e in gara si trovò secondo, alle spalle di Mario Andretti, quando delle vibrazioni alla sua vettura lo costrinsero a una sosta ai box, che lo fece sprofondare in penultima posizione. La gara venne interrotta per incidente, col nordirlandese che era risalito in ottava posizione.[18]

Watson sfiorò i punti nel Gran Premio di Svezia. Partito decimo, si trovò quinto a metà gara, prima di cedere alcune posizioni a piloti su vetture più veloci. Le sue speranze s'infransero quando, al sessantacinquesimo giro, fu costretto al cambio degli pneumatici.[19] La Surtees, scuderia che si dibatteva in difficoltà finanziarie, non partecipò al Gran Premio di Germania, per l'impossibilità di montare una vettura dopo l'incidente di Silverstone.[20] John Watson venne ingaggiato dalla Lotus al posto di Jim Crawford, grazie al miglior risultato in un test, con gli altri piloti che la Lotus aveva schierato a Silverstone; la scuderia inglese schierò quindi nuovamente due sole vetture. Chiuse la gara dopo due giri, per la rottura della sospensione.

In Austria rientrò nel circus la Surtees, che impiegò di nuovo il nordirlandese, che chiuse decimo in gara. Questo fu l'ultimo impegno con la scuderia britannica per Watson: a Monza il team dovette ancora dare forfait, questa volta a causa della mancanza di motori.[21] Per l'ultima gara della stagione, il Gran Premio deli USA, Watson passò alla scuderia statunitense Penske, ove prese il posto di Mark Donohue, deceduto a seguito di un incidente patito nel warm up del Gran Premio d'Austria.[22] Watson affrontò le qualifiche con una Penske PC3, ma scontò dei problemi elettrici nel corso del warm up. La scuderia fu costretta allora a farlo correre con una PC1, presente al circuito solo come vettura da esposizione, e regolata secondo le esigenze del Circuito Paul Ricard, su cui era stata impiegata nel Gran Premio di Francia. Watson partì dai box, e chiuse nono.[23]

Penske (1976)[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 1976 Watson venne confermato dal team statunitense, che riuscì a fornirgli una vettura ben più competitiva della Surtees. Dopo il ritiro nella gara inaugurale, il Gran Premio del Brasile, con la monoposto andata a fuoco,[24] conquistò il terzo posto, in qualifica, al Gran Premio del Sudafrica; penalizzato da una cattiva partenza chiuse, comunque, al quinto posto.[25]

A Long Beach tamponò in gara Jacques Laffite, e chiuse non classificato.[26] Seguì un periodo senza arrivi a punti, con prestazioni non particolarmente convincenti nemmeno in qualifica.

Nel Gran Premio di Francia Watson conquistò l'ottavo posto in griglia. La gara fu positiva, con il pilota che ottenne il primo podio della sua carriera nel mondiale, giungendo terzo. Questo rappresentava anche il primo arrivo a podio per la Penske.

Al termine della gara vennero effettuati dei controlli tecnici sulle vetture. Sì scopri che sulla sua monoposto l'alettone era più alto di quanto consentito di circa 1,5 cm. Ciò porto alla sua squalifica.[27]

Il giorno seguente la CSI decise però di riammettere nella classifica del GP di Spagna le vetture di James Hunt (che era giunto primo) e quella di Jacques Laffite, secondo il principio che le violazioni del regolamento tecnico non avevano modificato le prestazioni delle monoposto. Ciò fece sperare la Penske per uno stesso trattamento nei confronti della vettura di Watson.[28] Il 22 luglio, in effetti, la Federazione Francese dell'Automobilismo riammise Watson in classifica.[29]

Watson a bordo di una Penske, nel 1976. Con la vettura statunitense il nordirlandese conquistò la sua prima vittoria nel mondiale di Formula 1.

Anche nel successivo Gran Premio di Gran Bretagna Watson finì terzo. Anche in questo caso, però, il risultato fu ottenuto solo dopo un intervento della Federazione. La gara, infatti, era stata vinta da James Hunt,[30] che venne successivamente escluso dalla classifica, per aver utilizzato il muletto per riallinearsi sulla griglia, dopo l'incidente dopo la prima partenza. Watson era giunto quarto, dopo una bella rimonta, e si trovò così sul podio.[31]

Dopo un settimo posto nel drammatico Gran Premio di Germania, nel Gran Premio d'Austria Watson colse la sua prima vittoria, che rappresentò anche l'unica affermazione per la Penske nel Campionato mondiale di Formula 1. In qualifica il nordirlandese conquistò la prima fila, alle spalle di James Hunt. In gara, condizionata dalla pioggia caduta poco prima, Watson conquistò subito il comando che perse al terzo giro, passato da Ronnie Peterson. Al giro 12 Watson tornò di nuovo al comando, che mantenne fino all'arrivo. Per la prima volta dal Gran Premio del Belgio 1967, una vettura statunitense vinceva un gran premio di Formula 1 valido per il mondiale (all'epoca l'Eagle). A completare il podio vi furono Jacques Laffite e Gunnar Nilsson. Il nordirlandese, per festeggiare la vittoria, decise di tagliarsi la folta barba.[32] La Penske colse la vittoria proprio sul tracciato su cui, un anno prima, era perito Mark Donohue. Watson fu il cinquantottesimo pilota diverso a vincere una gara valida per il mondiale.[33]

All'indomani del Gran Premio d'Austria vi però furono delle polemiche per i carburanti utilizzati da talune scuderie, come appunto la Penske (assieme alla McLaren). Si paventò che potesse aggiungere alla benzina dell'alcol metilico, o una miscela di alcol, al fine di aumentarne gli ottani.[34]

In Olanda Watson partì quarto, ma fu anche protagonista di un incidente nelle qualifiche. Larry Perkins tamponò il nordirlandese, facendo volare entrambi fuori dal tracciato, senza conseguenze per i piloti.[35] In gara ingaggiò un duello con James Hunt, per il primo posto, ma dovette ritirarsi, per problemi tecnici, al quarantottesimo giro, mentre era secondo.[36]

Nel successivo Gran Premio d'Italia scoppiò lo scandalo della benzina, che era stato anticipato dalle polemiche seguite al Gran Premio d'Austria. Al termine delle prove, alcuni tecnici della Snam-Agip prelevarono dei campioni benzina per controllare che rispondessero ai criteri del regolamento. Secondo il regolamento sportivo in vigore in Italia la benzina non poteva superare i 101 ottani: vennero trovati irregolari proprio i carburanti della Penske (109 ottani) e della McLaren (101,75). I responsabili di questi team si difesero affermando che la benzina era regolare, essendo stata acquistata nel Regno Unito e sottolineando come a effettuare i controlli fossero dei tecnici dell'Agip, fornitrice della Ferrari.[37]

Si decise perciò di cancellare i tempi della seconda sessione, al termine della quale erano stati effettuati i riscontri. Watson, Hunt e Mass si ritrovarono perciò in graduatoria con i tempi, molto alti, della sessione piovosa del venerdì e perciò non qualificati, anzi con tempi superiori al 110%, rispetto al tempo del poleman, e quindi non ripescabili. Vennero così recuperati Brett Lunger, Arturo Merzario e Otto Stuppacher. Stuppacher aveva però già abbandonato il circuito convinto di non essersi qualificato, Merzario non prese parte alla gara così come Guy Edwards, per un problema sulla sua Hesketh. Ciò fece riammettere, anche se in fondo allo schieramento, Watson e il duo della McLaren, perché il limite del 110% non venne applicato in quanto la sessione del venerdì era avvenuta sotto la pioggia.[38] Il nordirlandese chiuse fuori dalla zona dei punti. La Commissione Sportiva della Federazione Internazionale sconfessò, qualche giorno, dopo le decisioni della giuria del gran premio in merito alle squalifiche di McLaren e Penske. La Commissione infatti giudicò non corretto il metodo utilizzato a Monza e fece così decadere l'accusa di frode per i due team.[39]

La stagione si chiuse col Gran Premio del Canada, ove Watson non colse punti, seguito da un ennesimo arrivo a punti, sesto posto, nel Gran Premio degli USA-Est, mentre nel Gran Premio del Giappone, Watson partì in seconda fila, ma fu costretto all'abbandono. Watson conquistò in stagione 20 punti, e il settimo posto nella classifica mondiale.

Brabham (1977-1978)[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della stagione 1976, anche per l'assenza di sponsor, la Penske interruppe la sua partecipazione al campionato mondiale di F1. Watson non rimase senza volante, ma venne ingaggiato dalla Brabham, che lo preferì a un tentennante Clay Regazzoni.[40] Per la prima volta si trovò a guidare una vettura non motorizzata col tradizionale Ford Cosworth DFV, ma un motore V12 dell'Alfa Romeo. E, inoltre, si trovò, per la prima volta, ad avere, un compagno di squadra fisso: il brasiliano Carlos Pace, che in realtà era già stato suo compagno di scuderia, per una gara, nel 1974, alla John Goldie Racing with Hexagon.

Watson impegnato nel Gran Premio d'Italia 1977. Vi si ritirò dopo tre giri.

Nella prima gara della stagione, in Argentina, Watson conquistò subito la prima fila. Per una vettura motorizzata Alfa Romeo la prima fila mancava dal Gran Premio di Spagna 1951.[41] Il gran premio iniziò bene con Watson che prese subito la testa. Dopo essere stato superato da Hunt, sfruttò un'uscita di pista del pilota della McLaren per tornare al comando. La gara però s'interruppe al quarantaduesimo giro, per la rottura del semiasse.[42] Fu sfortunata anche la gara successiva, in Gran Premio del Brasile. A lungo sul podio virtuale, il nordirlandese si ritirò dopo un contatto con Patrick Depailler.[43] Solo alla terza gara, il tragico Gran Premio del Sudafrica, funestato dalla morte di Tom Pryce, Watson colse i primi punti, col sesto posto, dopo una lotta serrata con Vittorio Brambilla. Watson fece suo anche il giro veloce, il primo dal Gran Premio di Spagna 1951 per una vettura spinta da un motore Alfa Romeo.[44] Watson fu il sessantaquattresimo pilota della storia del mondiale di Formula 1 a conquistare un giro veloce.[45]

Il 18 marzo perì in un incidente aereo presso Mairiporã, città dello stato di San Paolo, Carlos Pace, compagno di scuderia di Watson.[46] Al suo posto la Brabham iscrisse Hans-Joachim Stuck, impiegato nel Gran Premio del Sudafrica dalla March.[47] La gara successiva, il Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest, fu alquanto sfortunata per Watson. Mentre il pilota si trovava quarto fu prima costretto ai box per una foratura, che lo fece sprofondare lontano dalla zona dei punti. Successivamente dovette fermarsi nei pressi del muretto, per consentire ai suoi meccanici di riparare un guasto all'accessione. Tale riparazione, al di fuori dei box, però non era consentita, e portò alla squalifica di Watson, che comunque era attardato di quasi venti giri dal primo.[48] In Spagna un altro guaio tecnico lo privò di un possibile arrivo nei punti.

A Montecarlo Watson colse la sua prima pole position. Al venerdì il miglior tempo era stato conquistato, tra l'altro da Stuck, suo compagno di scuderia. Al sabato il nordirlandese fu ancora più bravo, e strappò la partenza al palo al tedesco. Era dal 1951, con Juan Manuel Fangio a Monza, che una vettura spinta da un motore Alfa Romeo non otteneva la pole position in una gara del mondiale.[49] Watson fu il cinquntaduesimo pilota a ottenere questo risultato.[50]

In gara Watson partì male e venne passato subito da Jody Scheckter, che riuscì a difendersi bene dagli attacchi del pilota della Brabham. Il continuo pressing di Watson su Scheckter affaticò l'impianto frenante della sua monoposto, tanto che al giro 45 andò lungo alla chicane e venne passato da Niki Lauda. Tre giri dopo fu costretto al ritiro per un guasto al cambio.[51]

Un ennesimo ritiro si verificò nel Gran Premio del Belgio. Watson partì secondo, ma nel corso del primo giro tamponò Mario Andretti: entrambi furono costretti all'abbandono.[52]

McLaren (1979-1985)[modifica | modifica wikitesto]

Fu proprio Watson a riportare la McLaren alla vittoria dopo un digiuno di 4 anni: avvenne a Silverstone, in quella che fu anche la prima vittoria di una monoposto con telaio in fibra di carbonio. Nel 1982 arrivano due vittorie e grazie ad una McLaren molto affidabile Watson lotta addirittura per il titolo fino all'ultima gara, che perde a favore di Keke Rosberg. Nel 1983 la McLaren non è altrettanto competitiva ma Watson compie una rimonta da record nel circuito cittadino di Long Beach: ventiduesimo in qualifica, primo al traguardo. È l'ultima perla di una carriera ormai agli sgoccioli: a fine anno la McLaren non gli rinnova il contratto e Watson termina la carriera disputando un unico Gran Premio due anni dopo, a Brands Hatch, sempre al volante di una McLaren TAG Porsche; essendo stato chiamato per sostituire il campione del mondo in carica Niki Lauda, ebbe il piacere di correre al volante della vettura numero 1, e a tutt'oggi risulta essere l'ultimo pilota nella storia della Formula 1 ad aver gareggiato in un Gran Premio sulla vettura numero 1 senza averne le prerogative di campione del mondo in carica.[senza fonte]

Vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche del Campionato mondiale di Formula 1[53][modifica | modifica wikitesto]

Record detenuti nel Campionato mondiale di Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Risultati completi nel Campionato mondiale di Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

1973 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Brabham BT37 e BT42 Rit NA NA Rit 0
1974 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Brabham BT42 e BT44 12 Rit Rit 11 11 6 11 7 16 11 Rit 4 7 Rit 5 6 15º
1975 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Surtees
Lotus[55]
Penske[56]
TS16
72F
PC1
SQ 10 16 8 Rit 10 16 Rit 13 11 Rit 10 NA 9 0
1976 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Penske PC3 e PC4 Rit 5 NC Rit 7 10 Rit 3 3 7 1 Rit 11 10 6 Rit 20
1977 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977–1981).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Brabham BT45 Rit Rit 6 SQ Rit Rit Rit 5 2 Rit Rit 8 Rit Rit 12 Rit Rit 9 13º
1978 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of the United States.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Spain (1977–1981).svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Punti Pos.
Brabham BT45C e BT46 Rit 8 3 Rit 4 Rit 5 Rit 4 3 7 7 4 2 Rit Rit 25
1979 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977–1981).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
McLaren M26, M28 e M29 3 8 Rit Rit Rit 6 4 11 4 5 9 Rit Rit 6 6 15
1980 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of the United States.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
McLaren M29 e M30 Rit 11 11 4 NC NQ 7 8 Rit Rit Rit Rit 4 NC 6 11º
1981 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain (1977–1981).svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of Las Vegas, Nevada.svg Punti Pos.
McLaren M29F e MP4/1 Rit 8 Rit 10 7 Rit 3 2 1 6 6 Rit Rit 2 7 27
1982 Scuderia Vettura Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of the United States.svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Italy.svg Flag of Las Vegas, Nevada.svg Punti Pos.
McLaren MP4/1B 6 2 6 1 Rit 1 3 9 Rit Rit Rit 9 13 4 2 39
1983 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Punti Pos.
McLaren MP4/1C Rit 1 Rit 5 NQ Rit 3 6 9 5 9 3 Rit Rit SQ 22
1985 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968–1992).svg Flag of Portugal.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/2B 7 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti/Non class. Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato Solo prove/Terzo pilota

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 11 giugno 1983[57]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) 9. Grande-Bretagne 1973, su statsf1.com. URL consultato il 4 ottobre 2020.
  2. ^ (FR) 10. Pays-Bas 1973, su statsf1.com. URL consultato il 4 ottobre 2020.
  3. ^ (FR) Allemagne 1973-Engagés, su statsf1.com. URL consultato il 4 ottobre 2020.
  4. ^ (FR) 15. Etats-Unis 1973, su statsf1.com. URL consultato il 4 ottobre 2020.
  5. ^ Giorgio Viglino, Peterson vince, Lauda deve ritirarsi (PDF), in Stampa Sera, 27 maggio 1974, p. 14. URL consultato il 1º maggio 2019.
  6. ^ (FR) 6. Monaco 1974, su statsf1.com. URL consultato il 23 aprile 2019.
  7. ^ (FR) 9. France 1974, su statsf1.com. URL consultato l'8 dicembre 2019.
  8. ^ (FR) 12. Autriche 1974, su statsf1.com. URL consultato il 5 gennaio 2020.
  9. ^ Michele Fenu, Regazzoni al comando, in Stampa Sera, 19 agosto 1974, p. 12. URL consultato il 7 gennaio 2020.
  10. ^ Giorgio Viglino, La Ferrari di Lauda più veloce (PDF), in La Stampa, 8 settembre 1974, p. 19. URL consultato il 10 gennaio 2020.
  11. ^ Giorgio Viglino, Peterson davanti a Fittipaldi (PDF), in Stampa Sera, 9 settembre 1974, p. 9. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  12. ^ (FR) 13. Italie 1974, su statsf1.com. URL consultato il 7 gennaio 2020.
  13. ^ Michele Fenu, Grande delusione per Regazzoni (PDF), in Stampa Sera, 7 ottobre 1974, p. 9. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  14. ^ (FR) 15. Etats-Unis 1974, su statsf1.com. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  15. ^ (ES) Pocas variaciones en la configuración de los equipos (PDF), su hemeroteca.mundodeportivo.com, 22 novembre 1974, p. 18. URL consultato il 23 novembre 2015.
  16. ^ (FR) 1. Argentine 1975, su statsf1.com. URL consultato il 6 ottobre 2020.
  17. ^ (FR) 2. Brésil 1975, su statsf1.com. URL consultato il 6 ottobre 2020.
  18. ^ (FR) 4. Espagne 1975, su statsf1.com. URL consultato il 6 ottobre 2020.
  19. ^ (FR) 7. Suède 1975, su statsf1.com. URL consultato il 6 ottobre 2020.
  20. ^ Michele Fenu, Niki Lauda strepitoso, in La Stampa, 2 agosto 1975, p. 11.
  21. ^ Watson (Surtees) assente a Monza, in La Stampa, 5 settembre 1975, p. 16.
  22. ^ (ES) Watson a la "Penske" y Brise, unico piloto del "Embassy-Hill" (PDF), in El Mundo Deportivo, 25 settembre 1975, p. 25. URL consultato il 22 ottobre 2020.
  23. ^ (FR) 14. Etats-Unis 1975, su statsf1.com. URL consultato il 22 ottobre 2020.
  24. ^ Livio Zanotti, Ferrari guastafeste per i brasiliani, Stampa Sera, 26 gennaio 1976.
  25. ^ Per Lauda e Ferrari un altro trionfo, in La Stampa, 7 marzo 1976.
  26. ^ Regazzoni-Lauda, un trionfo, in La Stampa, 30 marzo 1976, p. 17.
  27. ^ (ES) Oscar De Rosa, Francia F-1: Victoria de Hunt (McLaren) sin problemas, in El Mundo Deportivo, 5 luglio 1976, p. 6. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  28. ^ (ES) Xavier Ventura, Hunt declarado vencedor del G.P. de España de F-1, in El Mundo Deportivo, 7 luglio 1976, p. 26. URL consultato il 2 febbraio 2012.
  29. ^ (ES) Watson confirmado en el tercer puesto del G. P. de Francia, in El Mundo Deportivo, 23 luglio 1976, p. 12. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  30. ^ Gianni Rogliati, Hunt poi Lauda a Brands Hatch, in Stampa Sera, 19 luglio 1976, p. 15.
  31. ^ Gianni Rogliatti, La Fia ha dato ragione alla tesi Ferrari- Hunt squalificato, Lauda è il vincitore, in La Stampa, 25 settembre 1976, p. 19.
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Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John Watson, su racing-reference.info, NASCAR Digital Media LLC. Modifica su Wikidata
  • (EN) John Watson, su driverdb.com, DriverDB AB. Modifica su Wikidata
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