Campionato mondiale di Formula 1 1984

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Campionato mondiale di Formula 1 1984
Edizione n. 35 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 25 marzo
Termine 21 ottobre
Prove 16
Titoli in palio
Piloti Niki Lauda
su McLaren MP4/2
Costruttori McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1984 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 35° ad assegnare il Campionato Piloti e la 27° ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 25 marzo e terminata il 21 ottobre, dopo 16 gare, una in più della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato, per la terza volta, a Niki Lauda e il titolo costruttori, per la seconda volta, alla McLaren.

Niki Lauda si aggiudicò, per la terza volta, il titolo piloti. Il margine di mezzo punto, sul compagno di team, Alain Prost, è il più piccolo della storia del mondiale.

La pre-stagione[modifica | modifica wikitesto]

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Prima del Gran Premio d'Italia 1983 venne presentata la prima bozza di calendario per il 1984. Il campionato sarebbe iniziato il 26 febbraio col Gran Premio del Brasile; il Gran Premio del Sudafrica sarebbe anticipato in primavera, così come il Gran Premio del Belgio, portato da maggio ad aprile. Il Gran Premio di Gran Bretagna sarebbe tornato a Brands Hatch; saltato il Circuito di Long Beach, venivano inserite altre due gare nel Stati Uniti d'America: una a Dallas in estate, e una, da disputarsi a New York o Miami, quale ultima prova della stagione.[1]

All'epoca del Gran Premio del Sudafrica 1983 la FISA modificò la prima bozza di calendario per la stagione 1984; l'esordio era previsto il 26 febbraio, sempre col Gran Premio del Brasile, ma la fine era portata al 7 ottobre con quello d'Europa, previsto al Nürburgring.[2] A novembre la FISA decise di posticipare l'inizio della stagione al 25 marzo, sempre col Gp del Brasile, al fine di spostare ad aprile, la seconda gara, quella del Sudafrica, per dare più tempo, agli organizzatori di quest'ultima, di sistemare la pista.[3] Il calendario venne confermato il 24 novembre.[4]

L'8 dicembre 1983 Bernie Ecclestone firmò col sindaco di Fuengirola l'accordo per portare il Gran Premio di Spagna nuovamente nel campionato, su un tracciato disegnato tra le vie della città spagnola, da disputarsi il 7 ottobre, in luogo del Gp d'Europa. L'accordo aveva durata di 5 anni.[5] In realtà, pochi giorni dopo, la FISA confermò la tenuta del Gran Premio d'Europa, nella data prevista.[6] A fine dicembre Ecclestone annunciò un nuovo accordo, per la tenuta di un Gran Premio d'Ungheria, sempre per la data del 7 ottobre. La gara spagnola venne indicata come prima riserva, dalla Federazione Internazionale.[7]

In seguito saltò, definitivamente, la possibilità di correre a New York,[8] e il 1º febbraio 1984 la FOCA perfezionò l'accordo con gli organizzatori del Gp di Spagna, spostandolo al 21 ottobre.[9] Anche la gara spagnola però non si concretizzò,[10] tanto che a giugno venne fissato, per il 21 ottobre, il Gran Premio del Portogallo.[11]

Gara Nome ufficiale del gran premio Gran Premio Circuito Sede Data Ora
1 Brasile Grande Prêmio do Brasil GP del Brasile Circuito di Jacarepagua Rio de Janeiro 25 marzo
2 Sudafrica South African Grand Prix GP del Sudafrica Circuito di Kyalami Kyalami 7 aprile
3 Belgio Grote Prijs van Belgie GP del Belgio Circuito Terlaemen di Zolder Zolder 29 aprile
4 San Marino Gran Premio di San Marino GP di San Marino Autodromo Dino Ferrari Imola 6 maggio
5 Francia Grand Prix de France GP di Francia Circuito di Digione-Prenois Digione 20 maggio
6 Monaco Grand Prix Automobile de Monaco GP di Monaco Circuito di Montecarlo Montecarlo 3 giugno
7 Canada Grand Prix Labatt du Canada GP del Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 17 giugno
8 Stati Uniti United States Grand Prix East[12] GP degli USA-Est Circuito di Detroit Detroit 24 giugno
9 Stati Uniti United States Grand Prix[13] GP degli USA-Est Circuito Fair Park Dallas 8 luglio
10 Regno Unito John Player Special British Grand Prix GP di Gran Bretagna Circuito di Brands Hatch Brands Hatch 22 luglio
11 Germania Großer Preis von Deutschland GP di Germania Hockenheimring Hockenheim 5 agosto
12 Austria Holiday Großer Preis von Österreich GP d'Austria Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 19 agosto
13 Paesi Bassi Grote Prijs van Nederland GP d'Olanda Zandvoort Park Zandvoort 26 agosto
14 Italia Gran Premio d'Italia GP d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 9 settembre
15 Europa Grosser Preis von Europa GP d'Europa Nürburgring Nürburg 7 ottobre
16 Portogallo Grande Prémio de Portugal GP del Portogallo Circuito di Estoril Estoril 21 ottobre

Accordi e fornitori[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i team che ancora non disponevano di motori turbo andarono alla ricerca di questa soluzione tecnica.

La scuderia italiana Osella ebbe a disposizione, nel 1984, un motore turbo dell'Alfa Romeo.[14] La Ligier passò invece a quelli della Renault.[15] Il team britannico Spirit, dopo l'abbandono della partnership con la Honda, ottenne il sostegno della Hart, che già motorizzava la Toleman.[16] L'Arrows si accordò con la BMW, battendo così sul tempo la Tyrrell, che tentò di trovare un accordo con la Porsche, ma senza esito, tanto che la scuderia dovette accontentarsi ancora dei tradizionali motori a pressione atmosferica della Cosworth.[17]

La Benetton abbandonò la sua sponsorizzazione della Tyrrell e si legò, con un contratto annuale, e opzione per il secondo, con l'Alfa Romeo. La livrea della casa milanese divenne rosso-verde.[18]

Scuderie e piloti[modifica | modifica wikitesto]

Scuderie[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto alla stagione 1983 l'unico cambiamento fu la sparizione della Theodore Racing, che abbandonò il campionato, per concentrarsi sulla gare statunitensi CART. Anche la RAM ebbe delle difficoltà a confermare la partecipazione al campionato, ma grazie all'arrivo dello sponsor Skoal Bandit, poté competere nel 1984.[19]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Ayrton Senna debuttò in F1, nel 1984, al volante di una Toleman.

All'indomani del Gran Premio d'Europa 1983 la Scuderia Ferrari annunciò che Michele Alboreto, pilota impegnato con la Tyrrell, avrebbe sostituito Patrick Tambay, a partire dalla stagione 1984.[20] Era il primo italiano a correre nel mondiale di F1 per la casa italiana dal Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1973, quando la Ferrari aveva schierato Arturo Merzario. Tambay trovò un ingaggio alla Renault,[21] dove sostituì Alain Prost. Il vicecampione del mondo 1983 tornò alla McLaren, ove aveva corso nel 1980, ma da cui era partito per i non buoni rapporti con Teddy Mayer, patron del team. La trattativa vide coinvolta anche la Marlboro, sponsor della scuderia.[22] La scuderia francese completò la coppia di piloti col britannico Derek Warwick, impegnato nel 1983 con la Toleman.[23]

La Toleman, a sua volta, fece esordire il brasiliano Ayrton Senna; nel corso del 1983 Senna aveva svolto i primi test con la Williams,[24] e con la McLaren. Già dal mese di giugno, però, Senna intratteneva stretti contatti con Bernie Ecclestone, patron della Brabham.[25]. Il suo ingaggio venne, però, bloccato dalla Parmalat, sponsor principale della scuderia, che voleva un pilota italiano come seconda guida[25]. Senna dovette allora accettare la proposta di Alex Hawkridge della Toleman, che gli offrì un contratto da 100.000 sterline[26] L'altro pilota fu il venezuelano Johnny Cecotto, ex pilota della Theodore.[27] La Brabham ingaggiò così Teo Fabi; il milanese aveva già corso in F1 nel 1982 con la Toleman, prima di passare alla CART statunitense; l'accordo prevedeva che Fabi continuasse a correre nelle gare americane e che, in caso di impegni concomitanti, venisse sostituito dal fratello Corrado, anch'egli pilota.[28]

La Ligier cambiò la coppia di piloti; fece esordire, dopo due sole stagioni in Formula 3, François Hesnault; al suo fianco venne ingaggiato l'esperto Andrea De Cesaris, che non aveva rinnovato con l'Alfa Romeo.[29][30] La RAM portò, all'esordio, un altro pilota francese, Philippe Alliot, con esperienze in F2.[31] La scuderia britannica avrebbe dovuto schierare solo un pilota, ma poi iscrisse anche Jonathan Palmer, che aveva già disputato il Gran Premio d'Europa 1983 con la Williams, e aveva vinto il Campionato europeo di Formula 2 1983.

Emerson Fittipaldi fu vicino al rientro in F1: testò un'Alfa Romeo[32] e una Spirit, ma preferì rivolgersi alle gare nordamericane.[16] Il team italiano ingaggiò così Riccardo Patrese, che veniva dalla Brabham, dove fece coppia con Eddie Cheever, in uscita dalla Renault.[18] La Tyrrell iscrisse Martin Brundle, giovane pilota britannico, proveniente dalla F3, come Senna.[33] Per l'altro volante venne confermato lo statunitense Danny Sullivan, che però venne sostituito, prima dell'inizio della stagione, da Stefan Bellof.[34] Il tedesco, anch'egli esordiente in F1, era stato già iscritto a qualche gara del 1983, senza però mai prendere parte alle corse. Bellof, assieme a Senna e Brundle, ebbe la possibilità di fare alcuni test con la McLaren, ma la Rothmans gli vietò però di passare ad un team sponsorizzato da un'altra compagnia di tabacchi.[35]

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Team Costruttore Telai Motore Gomme No Piloti
Regno Unito MRD International Brabham BT53 BMW M12/13 M 1 Brasile Nelson Piquet
2 Italia Teo Fabi
Italia Corrado Fabi
Germania Manfred Winkelhock[36]
Regno Unito Tyrrell Racing Organisation Tyrrell 012 Ford- Cosworth DFY G 3 Regno Unito Martin Brundle
Svezia Stefan Johansson
4 Germania Stefan Bellof
Nuova Zelanda Mike Thackwell
Regno Unito Williams Grand Prix Engineering Williams FW09
FW09B
Honda RA163E G 5 Francia Jacques Laffite
6 Finlandia Keke Rosberg
Regno Unito Marlboro McLaren International McLaren MP4/2 TAG Porsche P01 M 7 Francia Alain Prost
8 Austria Niki Lauda
Regno Unito Skoal Bandit Formula 1 Team RAM 01B[37]
02
Hart 415T P 9 Francia Philippe Alliot
10 Regno Unito Jonathan Palmer
Nuova Zelanda Mike Thackwell
Regno Unito John Player Team Lotus Lotus 95T Renault EF4B G 11 Italia Elio De Angelis
12 Regno Unito Nigel Mansell
Germania Team ATS ATS D7 BMW M12/M13 P 14 Germania Manfred Winkelhock
Austria Gerhard Berger[38]
31 Austria Gerhard Berger
Francia Equipe Renault Elf Renault RE50 Renault EF4 M 15 Francia Patrick Tambay
16 Regno Unito Derek Warwick
33 Francia Philippe Streiff
Regno Unito Barclays Nordica Arrows BMW Arrows A6
A7
Ford- Cosworth DFV
BMW M12/13
G 17 Svizzera Marc Surer
18 Belgio Thierry Boutsen
Regno Unito Toleman Group Motorsport Toleman TG183B
TG184
Hart 415T P


M

19 Brasile Ayrton Senna
19/20 Svezia Stefan Johansson
20 Venezuela Johnny Cecotto
Italia Pierluigi Martini
Regno Unito Spirit Racing Spirit 101B
101C
Hart 415T
Ford- Cosworth DFV[39]
P 21 Italia Mauro Baldi
Paesi Bassi Huub Rothengatter
Italia Benetton Team Alfa Romeo Alfa Romeo 184T Alfa Romeo 890T G 22 Italia Riccardo Patrese
23 Stati Uniti Eddie Cheever
Italia Osella Squadra Corse Osella FA1/E[40]
FA1/F
Alfa Romeo 1260[40]
Alfa Romeo 890T
P 24 Italia Piercarlo Ghinzani
30 Austria Jo Gartner
Francia Ligier Loto Ligier JS34 Renault EF4 M 25 Francia François Hesnault
26 Italia Andrea De Cesaris
Italia Scuderia Ferrari SpA SEFAC Ferrari 126C4 Ferrari 031 G 27 Italia Michele Alboreto
28 Francia René Arnoux

Circuiti e gare[modifica | modifica wikitesto]

.

Il Gran Premio del Belgio, tornò, dopo una sola stagione, e dopo una lunga trattativa con gli organizzatori del Circuito di Spa-Francorchamps, a disputarsi sul Circuito di Zolder, che aveva ospitato la gara dal 1973 fino al 1982, quasi ininterrottamente. Fu l'ultima edizione che si disputò su tale circuito.[41] Nella solita alternanza tra tracciato inglesi, il Gran Premio di Gran Bretagna si corse a Brands Hatch, che l'anno precedente aveva ospitato il Gran Premio d'Europa. In questa stagione la gara venne invece corsa al rinnovato Nürburgring. La Germania ospitò così, per la prima volta, due gare iridate nello stesso anno. Vi fu alternanza anche fra i circuiti francesi: nel 1984 toccò al Circuito di Digione, alla sua ultima apparizione nel calendario iridato.

La F1 fece tappa, per la prima e unica volta nella sua storia, sul tracciato di Dallas, disegnato all'interno del Fair Park. Dopo 24 anni tornò in calendario il Gran Premio del Portogallo, disputato sul Circuito di Estoril. Tracciato costruito nel 1972, aveva ospitato diverse gare valide per il Campionato europeo di F2.

Fu in dubbio la tenuta del Gran Premio di Monaco, in quanto la FOCA e la FISA volevano incamerare i diritti televisivi della gara, che fino al 1983 erano stati incassati invece dagli organizzatori.[41]

Riassunto della Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Una fase del GP degli Stati Uniti.

Sarà una stagione dominata dalla McLaren: Alain Prost e Niki Lauda si contenderanno il titolo sino all'ultima gara. Solo briciole per gli avversari, sotto forma di due vittorie per la Brabham e Nelson Piquet e una per Alboreto su Ferrari e Rosberg su Williams. Le vetture biancorosse offrono un telaio all'avanguardia con un'aerodinamica efficiente e che sarà copiata da tutti, unita ad un motore potente e soprattutto parco nei consumi. Oltre alle gomme Michelin nettamente migliori delle Goodyear e delle Pirelli. Se per la Ferrari e la Brabham si può parlare di stagione deludente, di vero fallimento si potrà parlare per Renault e Alfa Romeo. Per entrambe il principale problema sarà l'elevato consumo abbinato ad un telaio poco efficiente.

In Brasile Prost vince facilmente, anche grazie a uno dei pochi ritiri di Lauda, davanti alla Williams, la quale abbina ad un motore Honda potente ma scorbutico una vettura antiquata, la FW09, che altro non è che la vecchia FW08 con pance laterali ingrandite e serbatoi maggiorati. Alboreto dopo una buona partenza è costretto al ritiro per problemi ai freni in carbonio (novità quasi assoluta).

In Sud Africa è Lauda a vincere davanti a Prost, con tutti gli avversari doppiati. In Belgio si assiste ad un exploit della Ferrari con vittoria di Alboreto. Resterà un caso isolato. In Francia vince Lauda. Prost è attardato da un bullone allentato ma vincerà ancora a Imola. A Monaco un gran premio disputato sotto la pioggia scatena le polemiche dopo che la corsa è sospesa proprio nel giro in cui Senna ha sorpassato Prost, cui va la vittoria (in questo casi conta la classifica al giro precedente all'interruzione).

In Canada e a Detroit è Piquet a riportare due volte la Brabham sul gradino più alto del podio, ma dal Gran Premio di Gran Bretagna, riprende l'assolo della McLaren. Lauda e Prost si alternano nei successi sino alla gara decisiva in Portogallo. Qui Prost vince, Lauda è secondo e vince il mondiale per mezzo punto, lo scarto più basso nella storia della Formula 1. Decisivo il ritiro a pochi giri dal termine di Nigel Mansell, in quel momento secondo.

Gare Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

N.ro Gara Data Circuito Pole GPV Vincitore Costruttore Resoconto Ora
1 Brasile Gran Premio del Brasile 25 marzo Jacarepaguá Italia Elio De Angelis Francia Alain Prost Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 13:45
2 SudafricaGran Premio del Sud Africa 7 aprile Kyalami Brasile Nelson Piquet Francia Patrick Tambay Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 15:30
3 Belgio Gran Premio del Belgio 29 aprile Zolder Italia Michele Alboreto Francia René Arnoux Italia Michele Alboreto Italia Ferrari Resoconto 14:30
4 San Marino Gran Premio di San Marino 6 maggio Imola Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
5 Francia Gran Premio di Francia 20 maggio Digione Francia Patrick Tambay Francia Alain Prost Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
6 Monaco Gran Premio di Monaco 3 giugno Montecarlo Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 15:30
7 Canada Gran Premio del Canada 17 giugno Montreal Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW Resoconto 13:00
8 Stati Uniti Gran Premio di Detroit 24 giugno Detroit Brasile Nelson Piquet Regno Unito Derek Warwick Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW Resoconto 13:15
9 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti 8 luglio Dallas Regno Unito Nigel Mansell Austria Niki Lauda Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Honda Resoconto 11:00
10 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna 22 luglio Brands Hatch Brasile Nelson Piquet Austria Niki Lauda Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:45
11 Germania Gran Premio di Germania 5 agosto Hockenheimring Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
12 Austria Gran Premio d'Austria 19 agosto Österreichring Brasile Nelson Piquet Austria Niki Lauda Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
13 Paesi Bassi Gran Premio d'Olanda 26 agosto Zandvoort Francia Alain Prost Francia René Arnoux Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 15:00
14 Italia Gran Premio d'Italia 9 settembre Monza Brasile Nelson Piquet Austria Niki Lauda Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 15:00
15 Europa Gran Premio d'Europa 7 ottobre Nürburgring Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet
Italia Michele Alboreto[42]
Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30
16 Portogallo Gran Premio di Portogallo[43] 21 ottobre Estoril Brasile Nelson Piquet Austria Niki Lauda Francia Alain Prost Regno Unito McLaren-TAG Porsche Resoconto 14:30

Classifica Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa (1928-1994).svg Flag of Belgium.svg Flag of San Marino.svg Flag of France.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Portugal.svg Punti
1 Austria Niki Lauda Rit 1 Rit Rit 1 Rit 2 Rit Rit 1 2 1 2 1 4 2 72
2 Francia Alain Prost 1 2 Rit 1 7 1 3 4 Rit Rit 1 Rit 1 Rit 1 1 71,5
3 Italia Elio De Angelis 3 7 5 3 * 5 5 4 2 3 4 Rit Rit 4 Rit Rit 5 34
4 Italia Michele Alboreto Rit 11 * 1 Rit Rit 6 Rit Rit Rit 5 Rit 3 Rit 2 2 4 30,5
5 Brasile Nelson Piquet Rit Rit 9 * Rit Rit Rit 1 1 Rit 7 Rit 2 Rit Rit 3 6 29
6 Francia René Arnoux Rit Rit 3 2 4 3 5 Rit 2 6 6 7 11 * Rit 5 9 27
7 Regno Unito Derek Warwick Rit 3 2 4 Rit Rit Rit Rit Rit 2 3 Rit Rit Rit 11 * Rit 23
8 Finlandia Keke Rosberg 2 Rit 4 * Rit 6 4 Rit Rit 1 Rit Rit Rit 8 * Rit Rit Rit 20,5
9 Brasile Ayrton Senna Rit 6 6 NQ Rit 2 7 Rit Rit 3 Rit Rit Rit Rit 3 13
10 Regno Unito Nigel Mansell Rit Rit Rit Rit 3 Rit 6 Rit 6 * Rit 4 Rit 3 Rit Rit Rit 13
11 Francia Patrick Tambay 5 * Rit 7 Rit 2 Rit Rit Rit 8 * 5 Rit 6 Rit Rit 7 11
12 Italia Teo Fabi Rit Rit Rit Rit 9 3 Rit Rit 4 5 Rit Rit 9
13 Italia Riccardo Patrese Rit 4 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 12 Rit 10 * Rit 3 6 8 8
14 Francia Jacques Laffite Rit Rit Rit Rit 8 8 Rit 5 4 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 14 5
15 Belgio Thierry Boutsen 6 12 Rit 5 11 NQ Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit 10 9 * Rit 5
16 Stati Uniti Eddie Cheever 4 Rit Rit 7 * Rit NQ 11 * Rit Rit Rit Rit Rit 13 * 9 * Rit 17 3
17 Svezia Stefan Johansson SQ SQ NQ SQ 4 Rit 11 3
18 Italia Andrea De Cesaris Rit 5 Rit 6 * 10 Rit Rit Rit Rit 10 7 Rit Rit Rit 7 12 3
19 Italia Piercarlo Ghinzani Rit WD Rit NQ 12 7 Rit Rit 5 9 Rit Rit Rit 7 * Rit Rit 2
20 Svizzera Marc Surer 7 9 8 Rit Rit NQ Rit Rit Rit 11 Rit 6 Rit Rit Rit Rit 1
- Austria Jo Gartner Rit Rit Rit Rit 12 5 Rit 16 * 0**
- Austria Gerhard Berger 12 * 6 Rit 13 0**
- Francia François Hesnault Rit 10 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 8 8 7 Rit 10 Rit 0
- Italia Corrado Fabi Rit Rit 7 0
- Italia Mauro Baldi Rit 8 Rit 8 Rit NQ 8 15 0
- Germania Ovest Manfred Winkelhock SQ Rit Rit Rit Rit Rit 8 Rit 8 Rit Rit Rit NP 10 0
- Regno Unito Jonathan Palmer 8 Rit 10 9 13 NQ Rit Rit Rit Rit 9 9 Rit Rit Rit 0
- Paesi Bassi Huub Rothengatter NC NQ Rit NC 9 NC Rit 8 0
- Venezuela Johnny Cecotto Rit Rit Rit NC Rit Rit 9 Rit Rit NQ 0
- Francia Philippe Alliot Rit Rit NQ Rit Rit NQ 10 Rit Rit Rit 11 10 Rit Rit Rit 0
- Germania Ovest Stefan Bellof SQ Rit SQ SQ SQ SQ SQ SQ Rit SQ SQ SQ 0
- Regno Unito Martin Brundle SQ Rit SQ SQ SQ NQ SQ SQ NQ 0
- Nuova Zelanda Mike Thackwell Rit NQ 0
- Francia Philippe Streiff Rit 0
- Italia Pierluigi Martini NQ 0
Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa (1928-1994).svg Flag of Belgium.svg Flag of San Marino.svg Flag of France.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Portugal.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

** Avendo iscritto una sola vettura a inizio campionato, i loro team non poterono contare i punti fatti segnare dalla seconda monoposto, non ritenuti validi nemmeno per la classifica piloti.

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Al vincitore vanno 9 punti, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto. Vengono contati gli 11 migliori risultati.

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Costruttore Motore BRA Brasile SAF Sudafrica BEL Belgio RSM San Marino FRA Francia MON Monaco[44] CAN Canada USE Stati Uniti USA Stati Uniti GBR Regno Unito GER Germania AUT Austria OLA Paesi Bassi ITA Italia EUR Europa POR Portogallo Punti Vittorie Pole GPV
1 McLaren TAG Porsche 9 15 - 9 9 4,5 10 3 - 9 15 9 15 9 12 15 143,5 12 3 8
2 Ferrari Ferrari - - 13 6 3 2,5 2 - 6 3 1 4 - 6 8 3 57,5 1 1 3
3 Lotus Renault 4 - 2 4 6 1 4 6 5 3 3 - 7 - - 2 47 2
4 Brabham BMW - - - - - - 9 13 - - - 9 2 - 4 1 38 2 9 3
5 Renault Renault 2 4 6 3 6 - - - - 6 6 - 1 - - - 34 1 2
6 Williams Honda 6 - 3 - 1 1,5 - 2 12 - - - - - - - 25,5 1
7 Toleman Hart - 1 1 - - 3 - - - 4 - - - 3 - 4 16 1
8 Alfa Romeo Alfa Romeo 3 3 - - - - - - - - - - - 4 1 - 11
9 Ligier Renault - 2 - 1 - - - - - - - - - - - - 3
9 Arrows Cosworth[45] 1 - - 2 - - - 3
9 Arrows BMW[45] - - - - - - - - - 3 - - - - 3
12 Osella Alfa Romeo - - - - - - - - 2 - - - - - - - 2
13 Spirit Hart - - - - - - - - - - - - - - - 0
13 Spirit Cosworth[46] - 0
13 ATS BMW - - - - - - - - - - - - - - - - 0
13 RAM Hart - - - - - - - - - - - - - - - - 0
SQ[47] Tyrrell Cosworth
Pos. Costruttore Motore BRA Brasile SAF Sudafrica BEL Belgio RSM San Marino FRA Francia MON Monaco CAN Canada USE Stati Uniti USA Stati Uniti GBR Regno Unito GER Germania AUT Austria OLA Paesi Bassi ITA Italia EUR Europa POR Portogallo Punti Vittorie Pole GPV

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quindici le corse nella stagione '84, in La Stampa, 9 settembre 1983, p. 25. URL consultato il 16 marzo 2017.
  2. ^ Roma vorrebbe ospitare un Gran Premio nel 1985, in La Stampa, 12 ottobre 1983, p. 23. URL consultato il 3 maggio 2017.
  3. ^ (ES) Se retrasa el inicio del mundial de F-1, in El Mundo Deportivo, 16 novembre 1983, p. 34.
  4. ^ (ES) Confirmado el calendario del Mundial F-1, in El Mundo Deportivo, 25 novembre 1983, p. 32.
  5. ^ (ES) Fuengirola tendra Circuito de F-1, in El Mundo Deportivo, 16 dicembre 1983, p. 33.
  6. ^ (ES) Nubarrones sobre el G.P. en Fuengirola, in El Mundo Deportivo, 21 dicembre 1983, p. 34.
  7. ^ (ES) Ecclestone anuncia el G.P. en Budapest, in El Mundo Deportivo, 31 dicembre 1983, p. 30.
  8. ^ F.1: un giallo per Montecarlo, in La Stampa, 17 gennaio 1984, p. 25. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ (ES) El G.P de España, en Fuengirola el 21 de Octubre, in El Mundo Deportivo, 2 febbraio 1984, p. 36.
  10. ^ (ES) Fuengirola, un gran premio condenado, in El Mundo Deportivo, 23 maggio 1984, p. 34.
  11. ^ (ES) Estoril, por Fuengirola, in El Mundo Deportivo, 2 giugno 1984, p. 40.
  12. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est era noto anche come Detroit Grand Prix.
  13. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America era noto anche come Dallas Grand Prix.
  14. ^ Osella avrà il turbo Alfa, in La Stampa, 28 agosto 1983, p. 19. URL consultato il 2 marzo 2017.
  15. ^ Cristiano Chiavegato, La legge del turbo prevale anche a Spa, in La Stampa, 21 maggio 1983, p. 21. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  16. ^ a b (ES) Emerson Fittipaldi, ¿ a "Spirit" ?, in El Mundo Deportivo, 5 dicembre 1983, p. 50. URL consultato il 14 agosto 2017.
  17. ^ (ES) ¿Motor "Porsche" para "Tyrrell"?, in El Mundo Deportivo, 9 novembre 1983, p. 35. URL consultato il 14 agosto 2017.
  18. ^ a b Alfa, arrivano Cheever e Patrese De Cesaris "emigra" alla Ligier, in La Stampa, 9 novembre 1983, p. 21. URL consultato il 15 agosto 2017.
  19. ^ (ES) 28 piloto comenzaran su aventura en Jacarepaguà, in El Mundo Deportivo, 22 marzo 1984, p. 38. URL consultato il 14 agosto 2017.
  20. ^ Cristiano Chiavegato, Alboreto alla Ferrari, resta Arnoux e va via Tambay, in La Stampa, 27 settembre 1983, p. 21. URL consultato il 3 maggio 2017.
  21. ^ Tambay in Renault al posto di Prost, in La Stampa, 20 ottobre 1983, p. 29.
  22. ^ (FR) 15. Afrique du Sud 1983, su statsf1.com. URL consultato il 13 agosto 2017.
  23. ^ (ES) Warwick firmo por "Renault", in El Mundo Deportivo, 25 ottobre 1983, p. 32. URL consultato il 14 agosto 2017.
  24. ^ Cesare Maria Mannucci, Così Senna scoprì la Formula 1 (1ª parte), autosprint.corrieredellosport.it, 29 aprile 2014. URL consultato il 19 agosto 2014.
  25. ^ a b Cesare Maria Mannucci, Così Senna scoprì la Formula 1 (2ª parte), autosprint.corrieredellosport.it, 29 aprile 2014. URL consultato il 19 agosto 2014.
  26. ^ Toleman story, autosprint.corrieredellosport.it, 27 luglio 2010. URL consultato il 16 agosto 2014.
  27. ^ È Cecotto il 2° pilota della Toleman, in La Stampa, 22 dicembre 1983, p. 23.
  28. ^ Cristiano Chiavegato, Teo e Corrado Fabi, i fratelli sprint della F.1, in La Stampa, 7 marzo 1984, p. 21.
  29. ^ Presentata la Ligier di De Cesaris, in La Stampa, 5 gennaio 1984, p. 21.
  30. ^ Cristiano Chiavegato, Alfa, arrivano Cheever e Patrese. De Cesaris «emigra» alla Ligier, in La Stampa, 9 novembre 1983, p. 21.
  31. ^ (ES) Fuengirola sì, Fuengirola no, in El Mundo Deportivo, 5 febbraio 1984, p. 37. URL consultato l'11 settembre 2017.
  32. ^ Notizie Flash, in La Stampa, 13 settembre 1983, p. 20.
  33. ^ (ES) Esperanza britanica, in El Mundo Deportivo, 4 marzo 1984, p. 26. URL consultato il 24 agosto 2017.
  34. ^ (ES) Rio: Los "Lotus-Renault" sorprendieron, in El Mundo Deportivo, 24 marzo 1984, p. 26. URL consultato il 24 agosto 2017.
  35. ^ (EN) Martin Brundle, Brundle on Bellof: Personal memories, su autosport.com, 19 agosto 2010. URL consultato il 14 ottobre 2010.
  36. ^ In sostituzione di Corrado Fabi
  37. ^ solo per Palmer in Brasile e Sudafrica
  38. ^ Berger gareggiò ai Gran premi di Belgio ed Italia sulla seconda vettura non iscritta al mondiale con il numero 31. A partire dal Gran Premio di Europa, sostituitì Winkelhock sulla vettura regolarmente iscritta al mondiale con il numero 14.
  39. ^ solo nel Gran premio degli Usa Est
  40. ^ a b solo per Gartner al Gran premio di San Marino
  41. ^ a b Clamoroso in F.1 Salta Montecarlo?, in La Stampa, 15 gennaio 1984, p. 25. URL consultato il 16 agosto 2071.
  42. ^ Nelson Piquet e Michele Alboreto fanno segnare lo stesso miglior tempo nel Gran Premio d'Europa.
  43. ^ Originalmente previsto un Gran premio di Spagna su un ipotetico circuito cittadino a Fuengirola
  44. ^ Il GP di Monaco fu interrotto prima del completamento del 75% della distanza prevista inizialmente; ai piloti e alle squadre fu quindi assegnato metà punteggio.
  45. ^ a b La Arrows introdusse la nuova A7 motorizzata BMW a partire dal GP del Belgio, ma fino al GP del Canada uno dei due piloti utilizzò una vecchia A6 - Cosworth.
  46. ^ La Spirit corse il solo GP di Detroit con un motore Ford - Cosworth in luogo del consueto Hart.
  47. ^ Poco prima del Gran Premio di Gran Bretagna la Tyrrell fu squalificata dal Campionato e tutti i punti le vennero revocati per aver fatto correre le proprie vetture sottopeso, facendole rientrare nella norma nei controlli a fine gara usando come zavorra delle palline di piombo immesse in un serbatoio apposito.

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