Gran Premio di Germania 1985

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Germania Gran Premio di Germania 1985
413º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 9 di 16 del Campionato 1985
Circuit Nürburgring-1984-GP.svg
Data 4 agosto 1985
Luogo Nürburgring
Percorso 4,542 km
Distanza 67 giri, 304,134 km
Risultati
Pole position Giro più veloce
Italia Teo Fabi Austria Niki Lauda
Toleman-Hart in 1'17.429 McLaren-TAG in 1'22.806
Podio
1. Italia Michele Alboreto
Ferrari
2. Francia Alain Prost
McLaren-TAG Porsche
3. Francia Jacques Laffite
Ligier-Renault

Il Gran Premio di Germania 1985 è stata la nona prova del Campionato mondiale di Formula 1 1985. La gara, disputata il 4 agosto 1985 in condizioni di cielo coperto, ha visto la quinta e ultima vittoria in carriera di Michele Alboreto, che consolidò il suo primo posto in classifica piloti, seguito da Alain Prost e da Jacques Laffite. Completarono la zona punti Thierry Boutsen, Niki Lauda e Nigel Mansell.

Vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Aspetti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

La Brabham portò per la gara in Germania diverse novità tecniche al fine di migliorare le prestazioni della BT54.

Il fine settimana tedesco non portò importanti novità tecniche per quanto riguardava lo sviluppo delle monoposto. La Brabham fu l'unica squadra a introdurre diverse innovazioni sulle proprie vetture, apportando modifiche alla linea della BT54: venne infatti montato un nuovo cofano motore, con lo scopo di migliorare l'aerodinamica, e un nuovo alettone posteriore, simile a quello utilizzato dalla Williams.[1] La McLaren apportò invece sostanziali modifiche all'impianto frenante e a quello di raffreddamento, che si erano dimostrato poco efficace nelle gare precedenti.[1]

Le altre squadre si limitarono ad introdurre alcune migliorie tecniche volte a incrementare l'efficienza aerodinamica delle vetture: è il caso di squadre come Arrows, Ligier e Ferrari. Sulle monoposto di Lotus e Renault venne invece montata un'apposita apparecchiatura per monitorare i consumi di carburante.[1]

Aspetti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Durante il fine settimana, venne ufficializzato il passaggio di Piercarlo Ghinzani alla Toleman a partire dal Gran Premio d'Austria. Ghinzani, che aveva iniziato la stagione con l'Osella, era stato sostituito da Huub Rothengatter, in grado di apportare un budget sufficiente per terminare la stagione.[2] Pochi giorni dopo il licenziamento, svolse dei test a Zandvoort con la squadra inglese, ottenendo tempi molto simili a quelli di Teo Fabi e venendo messo sotto contratto fino a fine stagione.[3]

Per la gara tedesca, la Renault schierò una terza vettura, guidata da François Hesnault. Sulla monoposto del pilota francese era stata installata una telecamera per riprendere le fasi di prova e di gara direttamente dalla pista.[4] In tale occasione si derogò al numero massimo di vetture ammesse alla fase di gara, consentendo a tutti i 27 partecipanti di gareggiare la domenica, quando il limite era di 26 monoposto.[5]

Il fine settimana venne inoltre caratterizzato dalla dura presa di posizione della Ferrari contro il cambio di regolamenti, voluto dal presidente della FISA Jean-Marie Balestre per le stagioni successive.[6]

Prove libere[modifica | modifica wikitesto]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Nella giornata di venerdì,[7] si ebbe la seguente situazione:

Pos Nome Squadra/Motore Tempo
1 Italia Teo Fabi Toleman-Hart 1:20.317
2 Austria Niki Lauda McLaren-TAG Porsche 1:20.459
3 Brasile Ayrton Senna Lotus-Renault 1:20.548

Nella giornata di sabato,[7] si ebbe la seguente situazione:

Pos Nome Squadra/Motore Tempo
1 Francia Jacques Laffite Ligier-Renault 1:21.204
2 Brasile Ayrton Senna Lotus-Renault 1:21.266
3 Francia Alain Prost McLaren-TAG Porsche 1:21.431

Qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Stefan Johansson ottenne in Germania il suo miglior risultato in qualifica, piazzando la sua Ferrari al secondo posto

La sessione di qualifica del venerdì vide prevalere l'italiano Teo Fabi, che con il tempo di 1:17.429 portò la sua Toleman in vetta alla classifica dei tempi, risultando più veloce di oltre un secondo del ferrarista Johansson. Il pilota milanese riuscì a sfruttare al meglio le gomme Pirelli, che ben si adattarono alle basse temperature della pista.[8] Johansson, dal canto suo, ottenne la seconda posizione solo nei minuti finali della sessione dopo aver modificato l'assetto della propria monoposto.[8] Terzo fu Prost, che a causa di problemi di affidabilità avuti dalla sua McLaren durante la mattinata, perse gran parte delle qualifiche a cercare la corretta regolazione della vettura. Il francese precedeva Rosberg e Senna. Deludenti invece le prestazioni di Nelson Piquet, che non andò oltre il sesto posto a causa di un problema con l'acceleratore, e di Alboreto, solo ottavo, che pagò una strategia affrettata nell'utilizzo degli pneumatici da qualifica.[8] Chiudevano i primi dieci Patrese e Mansell.

In grande difficoltà risultò la Renault, ormai in crisi di risultati, che non andò oltre il sedicesimo posto di Tambay. La sessione venne inoltre caratterizzata dal distacco di una componente di una sospensione posteriore dalla Minardi di Martini, ultima sullo schieramento, che seguiva a distanza di poche settimane un problema molto simile a quello avvenuto a Silverstone.

Le posizioni del venerdì rimasero tal quali il sabato, dato che la pioggia si abbatté sul circuito tedesco e impedì ai piloti di migliorare i propri tempi cronometrati.

Teo Fabi ottenne quindi la sua prima pole position in carriera, portando la Toleman in testa allo schieramento di partenza.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Pos N. Pilota Costruttore Q1 Q2 Distacco
1 19 Italia Teo Fabi Toleman-Hart 1:17.429 Senza tempo -
2 28 Svezia Stefan Johansson Ferrari 1:18.616 1:46.919 +1.187
3 2 Francia Alain Prost McLaren-TAG Porsche 1:18.725 1:43.088 +1.296
4 6 Finlandia Keke Rosberg Williams-Honda 1:18.781 1:39.547 +1.352
5 12 Brasile Ayrton Senna Lotus-Renault 1:18.792 1:36.471 +1.363
6 7 Brasile Nelson Piquet Brabham-BMW 1:18.802 1:49.347 +1.373
7 11 Italia Elio De Angelis Lotus-Renault 1:19.120 1:29.714 +1.691
8 27 Italia Michele Alboreto Ferrari 1:19.194 1:41.490 +1.765
9 22 Italia Riccardo Patrese Alfa Romeo 1:19.338 Senza tempo +1.909
10 5 Regno Unito Nigel Mansell Williams-Honda 1:19.475 1:42.050 +2.046
11 8 Svizzera Marc Surer Brabham-BMW 1:19.558 1:38.330 +2.129
12 1 Austria Niki Lauda McLaren-TAG Porsche 1:19.652 1:44.330 +2.223
13 26 Francia Jacques Laffite Ligier-Renault 1:19.656 Senza tempo +2.227
14 25 Italia Andrea De Cesaris Ligier-Renault 1:19.738 1:39.623 +2.309
15 18 Belgio Thierry Boutsen Arrows-BMW 1:19.781 1:54.674 +2.352
16 15 Francia Patrick Tambay Renault 1:19.917 1:33.373 +2.488
17 17 Austria Gerhard Berger Arrows-BMW 1:20.666 1:41.131 +3.237
18 23 Stati Uniti Eddie Cheever Alfa Romeo 1:21.074 1:32.376 +3.645
19 3 Germania Stefan Bellof Tyrrell-Renault 1:21.219 Senza tempo +3.790
20 16 Regno Unito Derek Warwick Renault 1:21.237 1:46.773 +3.808
21 10 Francia Philippe Alliot RAM-Hart 1:22.017 Senza tempo +4.588
22 9 Germania Manfred Winkelhock RAM-Hart 1:22.607 1:51.109 +5.178
23 14 Francia François Hesnault Renault 1:23.161 Senza tempo +5.732
24 30 Regno Unito Jonathan Palmer Zakspeed 1:24.217 1:51.833 +6.788
25 24 Paesi Bassi Huub Rothengatter Osella-Alfa Romeo 1:26.478 Senza tempo +9.049
26 4 Regno Unito Martin Brundle Tyrrell-Ford 1:27.621 1:47.820 +10.192
27 29 Italia Pierluigi Martini Minardi-Motori Moderni Senza tempo 1:40.506 +23.077

Gara[modifica | modifica wikitesto]

Keke Rosberg, protagonista delle prime fasi della gara, guida la sua Williams durante il Gran Premio di Germania.

Al via, Fabi scattò lentamente dalla pole position, venendo sfilato da varie vetture. Già durante il giro di ricognizione l'italiano aveva lamentato alcuni problemi al motore, che ne avrebbero poi influenzato l'intera prestazione.[9] Al contrario, Senna fu autore di un'ottima partenza e prese momentaneamente la testa della corsa, seguito da Rosberg e Michele Alboreto. L'italiano della Ferrari ebbe però un contatto con il compagno di squadra Johansson, che danneggiò lo pneumatico posteriore destro e dovette rientrare ai box, vedendo la sua corsa già compromessa. Dopo poche curve, Rosberg prese la testa della gara seguito da Senna, Alboreto, De Angelis, Prost e Piquet. Nelle retrovie, invece, De Cesaris veniva costretto al ritiro dopo essere stato toccato da Jacques Laffite.

Nei primi giri Rosberg e Senna staccarono leggermente il resto del gruppo, costruendosi un vantaggio di circa tre secondi sugli inseguitori.[9] Il finlandese, però, a causa di un'errata scelta di gomme cominciò a soffrire di un'usura maggiore rispetto agli avversari sugli pneumatici posteriori e al sedicesimo giro venne sopravanzato da Senna.[10] In questo momento della corsa, il duo di testa era riuscito a portare sui sette secondi il vantaggio nei confronti del terzetto di piloti formato da Alboreto, De Angelis e Prost, che erano in lotta e molto vicini tra loro.[9]

Michele Alboreto, impegnato durante la corsa, ottenne al Nürburgring la sua quinta vittoria in carriera.

Le posizioni di testa rimasero pressoché inalterate fino al 27º giro, quando Senna venne costretto al ritiro, imitato alcuni giri più tardi anche dal compagno di squadra De Angelis. Rosberg, nuovamente in testa, era però in difficoltà nella gestione degli pneumatici e perse progressivamente il proprio vantaggio nei confronti dei piloti che lo seguivano. Nel corso del 44º passaggio, sia Alboreto, con una manovra rischiosa, sia Prost superarono il rivale della Williams e presero la testa del comando, costruendo immediatamente un buon vantaggio. Rosberg decise quindi di cambiare gli pneumatici, ma venne comunque costretto al ritiro pochi giri più tardi.

La lotta tra i due alfieri di Ferrari e McLaren si risolse al 58º giro, quando Prost andò in testacoda, probabilmente a causa di una resa dei freni ormai non più ottimale,[9] e si ritrovo a circa venti secondi da Alboreto, che controllò la gara fino al termine. Terzo giunse il francese Laffite, protagonista di un lungo duello con Mansell e al suo secondo podio consecutivo. L'inglese della Williams, con l'impianto frenante ormai compromesso, negli ultimi giri cedette anche a Boutsen e Lauda, concludendo sesto e chiudendo la zona punti.

Alboreto conquistò quindi la sua quinta e ultima vittoria in carriera, rafforzando la sua leadership in campionato e riportando a cinque le lunghezze di vantaggio su Prost. Nel campionato costruttori la Ferrari guadagnò invece un punto sulla McLaren.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Pos N. Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro P. al via Punti
1 27 Italia Michele Alboreto Ferrari 67 1:35:31.337 8 9
2 2 Francia Alain Prost McLaren-TAG Porsche 67 + 11.661 3 6
3 26 Francia Jacques Laffite Ligier-Renault 67 + 51.154 13 4
4 18 Belgio Thierry Boutsen Arrows-BMW 67 + 55.279 15 3
5 1 Austria Niki Lauda McLaren-TAG Porsche 67 + 1:13.972 12 2
6 5 Regno Unito Nigel Mansell Williams-Honda 67 + 1:16.820 10 1
7 17 Austria Gerhard Berger Arrows-BMW 66 + 1 giro 17  
8 3 Germania Stefan Bellof Tyrrell-Renault 66 + 1 giro 19  
9 28 Svezia Stefan Johansson Ferrari 66 + 1 giro 2  
10 4 Regno Unito Martin Brundle Tyrrell-Ford 63 + 4 giri 26  
11 29 Italia Pierluigi Martini Minardi-Motori Moderni 62 Motore 27  
12 6 Finlandia Keke Rosberg Williams-Honda 61 Freni 4  
Rit 23 Stati Uniti Eddie Cheever Alfa Romeo 45 Problemi al turbo 18  
Rit 11 Italia Elio De Angelis Lotus-Renault 40 Motore 7  
Rit 24 Paesi Bassi Huub Rothengatter Osella-Alfa Romeo 32 Cambio 25  
Rit 19 Italia Teo Fabi Toleman-Hart 29 Acceleratore 1  
Rit 12 Brasile Ayrton Senna Lotus-Renault 27 Semiasse 5  
Rit 16 Regno Unito Derek Warwick Renault 25 Accensione 20  
Rt 7 Brasile Nelson Piquet Brabham-BMW 23 Problemi al turbo 6  
Rit 15 Francia Patrick Tambay Renault 19 Testacoda 16  
Rit 8 Svizzera Marc Surer Brabham-BMW 15 Motore 11  
Rit 9 Germania Manfred Winkelhock RAM-Hart 8 Motore 22  
Rit 22 Italia Riccardo Patrese Alfa Romeo 8 Cambio 9  
Rit 14 Francia François Hesnault Renault 8 Acceleratore 23  
Rit 10 Francia Philippe Alliot RAM-Hart 8 Sistema di pressione dell'olio 21  
Rit 30 Regno Unito Jonathan Palmer Zakspeed 7 Problema all'alternatore 24  
Rit 25 Italia Andrea De Cesaris Ligier-Renault 0 Collisione 14  

Dopo gara[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del Gran Premio, Alboreto si disse soddisfatto della vittoria ottenuta, in particolare per i progressi evidenziati dal motore della sua monoposto. Al contempo invitò a contenere l'entusiasmo date le molte gare ancora in calendario prima della fine del campionato e si scusò con il compagno di squadra Johansson per la collisione in partenza.[11] Dal canto suo, Alain Prost, pur rammarico dall'esito della gara, si disse fiducioso per il prosieguo della stagione, in particolare modo per il fatto che lo sviluppo della sua McLaren procedeva regolarmente.[11]

Ben diverso il tenore delle dichiarazioni dei piloti Lotus, entrambi delusi e concordi nel ritenersi fuori dalla lotta per il titolo mondiale. Rosberg, al contrario, pur ammettendo l'errore nella scelta degli pneumatici, si dimostrò fiducioso per il finale di stagione dati i progressi della sua Williams.[11]

Classifiche Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Giorgio Piola, La Brabham si abbassa, in Autosprint, nº 32, 6 agosto 1985, 22-23.
  2. ^ (EN) EXCLUSIVE INTERVIEW:Piercarlo Ghinzani, richardsf1.com, 16 gennaio 2013. URL consultato il 28 novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  3. ^ «Ghinza» a Zeltweg, in Autosprint, nº 32, 6 agosto 1985, p. 20.
  4. ^ Un "cameraman" in pista con la Formula 1, in La Stampa, 1º agosto 1985, p. 19.
  5. ^ Telecamera sfortunata, in Autosprint, nº 32, 6 agosto 1985, p. 21.
  6. ^ Ci sono anche i costruttori pentiti, in Autosprint, nº 32, 6 agosto 1985, 18-19.
  7. ^ a b Tutti i tempi delle prove, in Autosprint, nº 32, 6 agosto 1985, p. 16.
  8. ^ a b c Cesare Maria Mannucci, Fabi come a Indy, in Autosprint, nº 32, 6 agosto 1985, 12-13.
  9. ^ a b c d Cesare Maria Mannucci, Ferrari mondiale, in Autosprint, nº 32, 6 agosto 1985, 8-9.
  10. ^ Cesare Maria Mannucci, Rosberg sbaglia gomma, in Autosprint, nº 32, 6 agosto 1985, p. 9.
  11. ^ a b c Giancarlo Cevenivi, «Abbiamo un segreto», in Autosprint, nº 32, 6 agosto 1985, 10-11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Bologna, Calderini Edagricole, 1996, ISBN 88-8219-394-2.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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