Scuderia Ferrari

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Scuderia Ferrari
Logo della Scuderia Ferrari (vecchio).svg
SedeItalia Maranello
Categorie
Formula 1
Sport Prototipo
Dati generali
Anni di attivitàdal 1929
FondatoreItalia Enzo Ferrari
DirettoreItalia Maurizio Arrivabene
Formula 1
Anni partecipazioneDal 1950
Miglior risultato16 Campionati mondiali costruttori di Formula 1
(1961, 1964, 1975, 1976, 1977, 1979, 1982, 1983, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007, 2008)
15 Campionati mondiali piloti di Formula 1
(1952, 1953, 1956, 1958, 1961, 1964, 1975, 1977, 1979, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007)
Gare disputate959
Vittorie233[1]
Aggiornamento: Gran Premio di Gran Bretagna 2018
Piloti nel 2018
5 Germania Sebastian Vettel
7 Finlandia Kimi Räikkönen
Vettura nel 2018Ferrari SF71H
Sport Prototipo
Anni partecipazioneDal 1953 al 1973
Miglior risultato12 Campionati del mondo sportprototipi
(1953, 1954, 1956, 1957, 1958, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1967, 1972)
Gare disputate133
Vittorie79
Aggiornamento: definitivo
Piloti nel 1973
Belgio Jacky Ickx
Regno Unito Brian Redman
Vettura nel 1973Ferrari 312 PB

La Scuderia Ferrari è una squadra corse italiana, sezione sportiva della casa automobilistica Ferrari.

Fondata da Enzo Ferrari nel 1929 come reparto corse dell'Alfa Romeo e diventata indipendente nel 1939, nel corso dei decenni si è imposta come una delle più note e titolate squadre nel panorama dell'automobilismo sportivo mondiale.[2][3] Ha principalmente legato il suo nome al Campionato del Mondo di Formula 1, in cui è presente fin dalla sua istituzione e in cui ha conquistato 15 volte il Titolo Piloti e 16 quello Costruttori.[4] Ha inoltre riportato numerosi successi nelle competizioni per vetture Sport Prototipo e Gran Turismo come il Campionato del Mondo Sport Prototipi, dove ha vinto 12 Titoli Costruttori, e gare di durata come la 24 Ore di Le Mans, la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring. Tra i suoi trionfi più prestigiosi annovera vittorie nelle tre maggiori competizioni mondiali su tracciato stradale ovvero la Targa Florio, la Mille Miglia e la Carrera Panamericana.

Dal 1929 al 1937 è stata allestita dalla S.A. Scuderia Ferrari, che correva con automobili fornite esclusivamente dalla Alfa Romeo, rappresentando il reparto corse della casa automobilistica del biscione. Nel 1939, dopo due anni di sospensione dell'attività agonistica, la squadra è rinata, questa volta indipendente, sotto il nome di Auto Avio Costruzioni e dal 1947 ha ripreso la denominazione Scuderia Ferrari. La divisione della Ferrari a cui è delegato l'allestimento della Scuderia Ferrari è la Gestione Sportiva; il supporto a team e clienti che competono con vetture Ferrari proprie è delegato invece al dipartimento Ferrari Corse Clienti.

In conseguenza a contratti di sponsorizzazione o di collaborazione tecnica, nella denominazione della squadra può essere accostato il nome dello sponsor di turno. Nel 2013, è la scuderia motoristica sportiva più ricca tra quelle della Formula 1 e della NASCAR, piazzandosi inoltre al 21º posto nella classifica delle 50 società sportive più ricche del globo, con un valore complessivo stimato in 1,2 miliardi di dollari;[5] i suoi contratti pubblicitari con Marlboro, Banco Santander (fino alla fine della stagione 2017)[6] e Shell hanno un valore di circa 250 milioni di dollari l'anno.[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno 1929 Enzo Ferrari aveva ottenuto una preliminare promessa di partecipazione, dalla Pirelli e dall'Alfa Romeo, a una eventuale squadra corse. L'idea di Ferrari era quella di creare una struttura esterna alle due aziende che le sollevasse dagli oneri e dai costi organizzativi, trasferendoli sui gentleman-driver desiderosi di competere, e sugli organizzatori dei vari circuiti, disposti a pagare sostanziosi ingaggi pur di avere piloti celebri che attirassero il pubblico. Le prime adesioni furono quelle dei fratelli Alfredo e Augusto Caniato, gentleman-driver ferraresi ai quali Enzo Ferrari aveva appena venduto un'Alfa Romeo 6C 1500 Corsa, disposti a sborsare una sostanziosa porzione del capitale necessario.

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ghisilardi Fava, dove fu decisa la fondazione della Scuderia.

L'occasione per completare la cordata di finanziatori si presentò il 12 ottobre, nel corso delle celebrazioni per il record mondiale di velocità conquistato a Cremona da Baconin Borzacchini su Maserati Tipo V4. Per festeggiare il primato della casa felsinea, il podestà Leandro Arpinati e l'Automobile Club avevano organizzata una cena di gala, nella Casa del Fascio di Bologna, alla quale erano invitati piloti, personalità della politica e dello sport, oltre a facoltosi appassionati. Fu al termine di quella cena che a Enzo Ferrari e Alfredo Caniato si aggiunse Mario Tadini, facoltoso pilota bolognese. Caniato e Tadini si assunsero le spese di gestione, e la fondazione della scuderia venne decisa in quella sera.

Per i dettagli dell'accordo fu incaricato l'avvocato Enzo Levi, padre del più noto Arrigo, che riuscì a comporre gli oneri, le esigenze e gli obiettivi delle varie parti in una bozza di atto costituente, poi formalizzato il 16 novembre dal notaio Alberto Della Fontana e omologato dal tribunale di Modena il 29 novembre 1929. Veniva così fondata ufficialmente la Società Anonima Scuderia Ferrari, con sede a Modena in Via Trento e Trieste, per la durata prevista di due anni, dal 16 novembre 1929 al 16 novembre 1931, con il dichiarato scopo di "compera di automobili da corsa di marca Alfa Romeo e partecipazione colle stesse alle Corse incluse nel calendario nazionale sportivo e nel calendario della Associazione Nazionale Automobil Clubs". La neonata squadra automobilistica si legò quindi all'Alfa Romeo, che divenne fornitrice del team modenese, soprattutto perché, così facendo, aveva la possibilità di partecipare a più gare e di aumentare la popolarità del proprio marchio, sopportando minori spese.[8]

Il 15 gennaio 1930 si riunì per la prima volta il consiglio di amministrazione della S.A. Scuderia Ferrari nelle persone di Alfredo Coniato, Enzo Ferrari e Mario Tadini. La riunione ebbe luogo a Bologna in via Montegrappa 6 nei locali dell'Agenzia Alfa Romeo. In tale data la situazione della società era la seguente:

  • Presidente: Mario Tandini
  • Consigliere Delegato - Direttore: Enzo Ferrari
  • Capitale sociale: 200 000 lire
  • Numero azioni: 200
  • Azionariato: Alfredo e Augusto Caniato e Mario Tandini (130 azioni per 130 000 lire), Enzo Ferrari (50 azioni per 50 000 lire), S.A. Alfa Romeo (10 azioni per 10 000 lire), Ferruccio Testi (5 azioni per 5 000 lire), S.A. Pirelli (5 azioni per 5 000 lire).

L'esordio[modifica | modifica wikitesto]

Un'Alfa Romeo 8C 35 del 1935, marchiata sul cofano motore con il simbolo della Scuderia Ferrari.

La squadra esordì alla IV Mille Miglia, il 26 marzo 1930, mettendo in campo tre Alfa Romeo 6C 1750 condotte da Luigi Scarfiotti, Eugenio Siena e Mario Tadini, ma nessuno dei tre piloti raggiunse il traguardo. L'anno seguente Enzo Ferrari riuscì a creare la propria squadra corse ufficiale, che comprendeva anche piloti del calibro di Tazio Nuvolari e Luigi Fagioli,[9] e che colse negli anni seguenti importanti risultati, tra cui vittorie alla Targa Florio e alla 24 Ore di Le Mans, esordendo quindi anche nelle competizioni internazionali. Nel 1933, però, l'Alfa Romeo si ritirò dalle competizioni e cedette le sue vetture a Ferrari.[10]

Visti gli ottimi risultati conseguiti dalla S.A. Scuderia Ferrari, l'Alfa Romeo cominciò a pianificare il ritorno ufficiale alle competizioni. Dopo avere raggiunto un accordo con l'Alfa, il 30 dicembre 1937, la S.A. Scuderia Ferrari venne liquidata ed Enzo Ferrari venne assunto come direttore sportivo della neonata Alfa Corse. A causa però di numerosi contrasti e divergenze d'opinione con i vertici dell'azienda, l'avventura durò molto poco e già nel 1939 il Drake ruppe i rapporti con l'Alfa Romeo e fondò a Modena nuovamente una propria impresa, la Auto Avio Costruzioni, che dopo alcuni anni e scaduti i termini del contratto con la casa milanese (che gli impediva di realizzare vetture sportive), subito si dedicò alla creazione di queste ultime.[11] Quattro anni più tardi gli stabilimenti della Auto Avio Costruzioni vennero trasferiti a Maranello.

Gestione Sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Il composit logo usato dalla Scuderia Ferrari dal 2010 al 2017, con il tradizionale Cavallino Rampante abbinato a una grafica rimandante allo storico sponsor del team, Marlboro.

I principali ruoli definiti per la Gestione Sportiva attualmente sono:

Scuderia[12]
  • Piloti: Sebastian Vettel, Kimi Räikkönen
  • Team Principal: Maurizio Arrivabene
  • Direttore tecnico: Mattia Binotto
  • Direttore dell'ingegneria: Jock Clear
  • Direttore sportivo: Diego Ioverno
  • Direttore ufficio stampa: Alberto Antonini
  • Event Manager: Jonathan Giacobazzi
  • Responsabile logistica: Sergio Bondi
  • Direttore commerciale: Lucia Pennesi
  • Direttore Ferrari Corse Clienti e Competizioni GT: Antonello Coletta
  • Direttore motori ed elettronica: Corrado Iotti
  • Chief designer: Carica vacante
  • Direttori aerodinamici: Enrico Cardile, David Sanchez
  • Collaudatori: Antonio Giovinazzi, Daniil Kvjat
Mauro Forghieri (destra), a lungo direttore tecnico della scuderia, qui nel 1965 assieme a John Surtees (sinistra) davanti a una Ferrari 158.
Direzione tecnica[13]
  • Responsabile strutture Frontend veicolo: Matteo Parlamento
  • Deputy Chief designer: Fabio Montecchi
  • Ingegneria di pista
    • Ingegneri di pista: Riccardo Adami, Carlo Santi
    • Responsabile squadra test: Filippo Petrucci
    • Performance engineer: Edoardo Brosco, Matteo Togninalli, Carlo Santi
    • Sviluppo e performance gomme: Daniele Giordano
  • Progettisti ufficio tecnico
    • Responsabile Tiziano Battistini
    • Gruppo cambio: Davide Piccinini (responsabile), Francesco Mucci
    • Gruppo meccanica: Bruno Petrini (responsabile), Oto Tortorella, Giorgio Rossetti, Roberto Casali
    • Gruppo operazioni veicolo: David Baker (responsabile) Marco Sala, Piero Delorenzi, Giuliano Zini
    • Gruppo idraulica e raffreddamento: Cristiano Altan (responsabile), Luca Brunatto, Luca Pomicino, Marcello Bianchini
    • Gruppo compositi: John Lockwood (responsabile), Marco Fornara, Fabrizio Gnugnoli, Giancarlo Costantini, Dino Pesavento, Simone Chiari
  • Ricerca & sviluppo: Nick Collet, Andrea Candelpergher, Marco Civinelli, Scott Vizniowski
Elettronica[13]
  • Responsabile elettronica: Stefano Lovera
  • Responsabile test pista: Alessandro Quartieri
  • Ingegneri di pista: Sandro Selva, Stefano Romeo
  • Qualità e produzione: Diego Tavani
  • Responsabile ufficio tecnico: Dennis Virdis
  • Elettrauto: Francesco Cigarini, Davide Padovani, Stefano Libbra
Montaggio telaio e cambio[13]
  • Meccanico montaggio cambio: Luciano Prandini, Marco Belli
  • Ingegnere cambista: Paolo Crespiatico
  • Meccanico montaggio telaio: Filippo Miliani, Carlo Gruzza, Andrea Genoni, Davide Zigola, Andrea Di Musciano, Emerson Venturelli
  • Responsabile assemblaggio veicolo e operazioni di pista: Diego Ioverno
Direzione motore[13]
  • Responsabile Team esterni: Claudio Albertini
  • Responsabile affidabilità motori: Enrico Gualtieri
  • Responsabile assemblaggio motore e ERS: Marco Inoretti

Competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Michael Schumacher, il pilota più vincente alla guida di una Ferrari e in F1.

La Scuderia Ferrari è stata impegnata in vari tipi di competizioni automobilistiche, in particolar modo in quelle per vetture monoposto, dove svetta il Campionato mondiale di Formula 1, e per vetture Sport Prototipo e Gran Turismo, la cui massima espressione fino al 1992 è stata il Campionato del mondo sportprototipi. Nei suoi primi anni di vita, inoltre, la Scuderia Ferrari si è impegnata anche nel motociclismo.

La Scuderia Ferrari è l'unica squadra ad aver partecipato a tutte le stagioni di Formula 1 ed è quella che detiene il maggior numero di record, tra cui quindici titoli piloti (il primo conquistato nel 1952 con Alberto Ascari e l'ultimo conseguito nel 2007 con Kimi Räikkönen) e sedici titoli costruttori (il primo nel 1961 e l'ultimo nel 2008). Inoltre è quella che ha messo a segno più successi in un singolo Gran Premio, 233.

Michael Schumacher è stato il pilota più vittorioso alla guida di una Ferrari, avendo collezionato cinque titoli piloti (dal 2000 al 2004) e 72 vittorie (dal 1996 al 2006) nell'arco di 180 gare (record di presenze di un pilota con la Scuderia Ferrari).

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

La Scuderia Ferrari è la squadra automobilistica più vincente della storia della Formula 1, visto che ha conquistato sedici campionati mondiali costruttori di Formula 1, a cui si aggiungono quindici campionati mondiali piloti[14].

Il debutto della Scuderia Ferrari nel Campionato mondiale di Formula 1 risale al 1950 al Gran Premio di Monaco, la seconda prova stagionale, dove giunse seconda grazie ad Alberto Ascari[14]. Nella stessa stagione arrivò seconda anche nel Gran Premio d'Italia, sempre grazie ad Alberto Ascari[14]. La prima pole position e la prima vittoria arrivarono invece l'anno seguente al Gran Premio di Gran Bretagna grazie a José Froilán González[14].

Alberto Ascari

Il primo campionato del mondo piloti conquistato dalla Ferrari (quello costruttori, all'epoca, non esisteva ancora) fu nella stagione 1952, quando Alberto Ascari si laureò campione del mondo su una Ferrari 500 F2[14]. Alberto Ascari replicò la vittoria nel campionato anche nel 1953. Nelle stagioni 1954 e 1955 la Scuderia Ferrari non si ripeté a causa dell'agguerrita concorrenza della Mercedes che conquistò, in entrambi gli anni, il titolo iridato piloti[14]. La Ferrari tornò a conquistare il mondiale piloti nel 1956 grazie alla vittoria di Juan Manuel Fangio su una Lancia D50, vettura venduta al Cavallino dall'omonima casa automobilistica italiana per via del ritiro dalle corse di quest'ultima, che fu causato dalla morte del suo pilota di punta, Alberto Ascari, nel frattempo passato alla Lancia[14]. Il successo nel campionato piloti fu ripetuto nel 1958 grazie a Mike Hawthorn; nella stessa stagione fu istituito il campionato costruttori, che fu però vinto dalla Vanwall.

Dopo qualche stagione di digiuno, il successo tornò nel 1961 con la conquista del mondiale piloti, grazie a Phil Hill, e del mondiale costruttori[14]. Nella stessa stagione morì in un incidente avvenuto al Gran Premio d'Italia Wolfgang von Trips: all'autodromo di Monza persero la vita, oltre al pilota, anche 15 spettatori[15]. Questa sciagura è, a tutt'oggi, il più grave incidente nella storia del Campionato mondiale di Formula 1, ed è stato il primo ad essere trasmesso in televisione. Dopo qualche stagione interlocutoria, dove la Ferrari non riuscì a vincere il titolo iridato, avvenne la conquista, nel 1964, del titolo piloti grazie a John Surtees e di quello costruttori; Surtees è ancora oggi l'unico pilota della storia del motorismo ad aver vinto il titolo iridato sia nel Motomondiale sia in Formula 1[14].

Niki Lauda

Dopo 11 anni di vittorie nei gran premi, che non portarono però alla conquista di nessun titolo mondiale, arrivò il successo, nel 1975, grazie a Niki Lauda, sia nel campionato piloti che in quello costruttori[14]. Il 1976 fu caratterizzato da un evento tragico: lo spaventoso incidente a Niki Lauda sul circuito del Nürburgring[14]. Nello stesso anno la Ferrari vinse il mondiale costruttori ma non quello piloti[14]. La doppietta venne conquistata nel 1977, con la vittoria in entrambi i campionati, con quello piloti che fu ad appannaggio di Niki Lauda[14]. Nel 1979 fu invece la volta di Jody Scheckter, che vinse il mondiale piloti, a cui si aggiunse, per la Ferrari, quello costruttori[14].

Nel 1982 un altro evento luttuoso: la morte di Gilles Villeneuve sul circuito di Zolder[14]. Sempre nello stesso anno avvenne anche lo spaventoso incidente a Didier Pironi, che costò al pilota la fine della carriera[14]. Nel 1982 la Ferrari riuscì comunque a conquistare il mondiale costruttori anche grazie a Patrick Tambay e Mario Andretti, che sostituirono Villeneuve e Pironi[14]. Nel 1983 il titolo costruttori fu di nuovo ad appannaggio della Ferrari[14].

Dopo un digiuno durato quasi vent'anni, la Ferrari tornò a vincere il mondiale costruttori nel 1999 grazie a Michael Schumacher e a Eddie Irvine[14]. Dal 2000, e fino al 2004, il mondiale piloti fu ad appannaggio di Michael Schumacher[14]. Questi titoli iridati furono tutti affiancati anche dalla conquista del mondiale costruttori[14]. Quest'ultimo fu vinto dalla Ferrari anche nel 2007 e nel 2008, mentre nel 2007 Kimi Räikkönen si impose nel campionato piloti[14].

Sport Prototipo e Gran Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Nino Vaccarella a bordo di una 512 S, nel corso della 1000 km del Nürburgring del 1970.

La Scuderia Ferrari primeggiò nel Campionato del Mondo Sport Prototipi fin dalla sua istituzione nel 1953, rivaleggiando con le più grandi case automobilistiche del mondo (celebri furono le "guerre" Cobra-Ferrari e Ferrari-Ford negli anni 1960) e continuò a gareggiare in questa serie fino al 1973. Successivamente, per volere di Enzo Ferrari, si ritirò, per concentrarsi esclusivamente sulla Formula 1.

Tra le sue vittorie, la Ferrari conseguì 12 Campionati del mondo sportprototipi, un record che solo Porsche ha in seguito eguagliato (correndo però fino alla soppressione della serie nel 1992). Inoltre si è aggiudicata nove volte la 24 Ore di Le Mans, con l'ultimo trionfo datato 1965 a opera della 250 LM gestita dal North American Racing Team. Anche in Nord America ha ottenuto numerosi successi in corse importanti come la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring.

La Ferrari è oggi impegnata nel settore delle Gran Turismo con il dipartimento Ferrari Corse Clienti, nato nel 1993 per affiancare l'operato della Scuderia Ferrari con le monoposto. Tale struttura fornisce supporto tramite la divisione Competizioni GT ai team clienti che partecipano ai numerosi Campionati GT presenti a livello globale. Tra questi il più importante è il Campionato del Mondo Endurance FIA, sorto nel 2012 dalla collaborazione tra la FIA e l'ACO a seguito della cancellazione nel 1992 del Campionato del mondo sportprototipi. In tale serie la Ferrari ha ottenuto cinque titoli costruttori GT e tre campionati piloti GT.

Jacky Ickx su una Ferrari 312 P nel 1973, ultimo anno di partecipazione della scuderia al campionato mondiale sportprototipi

Qui di seguito sono riportati i risultati più prestigiosi messi a segno dalla Scuderia Ferrari o dalle proprie squadre clienti con vetture Sport Prototipo e Gran Turismo:

  • Campionato del mondo sportprototipi: 12 titoli costruttori (1953, 1954, 1956, 1957, 1958, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1967 e 1972).
  • Campionato del mondo endurance: 5 titoli costruttori GT (2012, 2013, 2014, 2016 e 2017) e 3 Piloti GT (2013, 2014 e 2017).
  • Intercontinental Le Mans Cup: 2 titoli costruttori (GT2 2010 e GTE-PRO 2011), 1 titolo team GTE Pro (2011).
  • 24 Ore di Le Mans: 9 vittorie assolute (1949, 1954, 1958, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964 e 1965).
  • 24 Ore di Daytona: 5 vittorie assolute (1963, 1964, 1967, 1972 e 1998).
  • 12 Ore di Sebring: 12 vittorie assolute (1956, 1958, 1959, 1961, 1962, 1963, 1964, 1970, 1972, 1995, 1997 e 1998).
  • Targa Florio: 7 vittorie assolute (1948, 1949, 1958, 1961, 1962, 1965 e 1972).
  • Mille Miglia: 7 vittorie assolute come costruttore (1948, 1949, 1950, 1951, 1952, 1953 e 1957).
  • Carrera Panamericana: 2 vittorie assolute (1951 e 1954).
  • FIA GT Championship: 2 titoli team GT1 (2003 e 2004) e 3 piloti GT1 (2003, 2004 e 2005), 3 titoli costruttori GT2 (2006, 2007 e 2009), 5 Team GT2 (2001, 2006, 2007, 2008 e 2009) e 4 piloti GT2 (2001, 2006, 2007 e 2008).
  • ALMS: 1 titolo costruttori GT2 (2007), 2 team GT2 (2006 e 2007) e 1 piloti GT2 (2007).
  • Petit Le Mans: 1 vittoria assoluta (1998) e 6 nelle classi GT (2008, 2009, 2011 nei raggruppamenti GT e GTE AM, 2012 e 2016).
  • IMSA SportsCar Championship: 2 titoli costruttori GTD (2015 e 2017), 3 titoli piloti GTD (2015, 2016 e 2017) e 3 titoli team GTD (2015, 2016 e 2017).
  • NAEC: 1 titolo costruttori GTD (2014), 2 titoli piloti GTD (2014 e 2016) e 1 titolo team GTD (2014).
  • Grand-Am Rolex Sportscar Series: 2 titoli costruttori GT (2012 e 2013), 2 titoli piloti GT (2012 e 2013) e 2 titoli team GT (2012 e 2013).
  • IMSA GT Champions: 1 titolo costruttori WSC (1995).

Ferrari Challenge[modifica | modifica wikitesto]

Una Ferrari 458 Italia e due F430 impegnate in una prova del Ferrari Challenge 2011 in Canada

Il Ferrari Challenge è una competizione sportiva monomarca creata nel 1992 per i possessori della Ferrari 348. Comprende tre campionati ufficiali: negli Stati Uniti, in Italia e in Europa. I concorrenti di ciascuna serie si riuniscono in un evento annuale, le finali mondiali. Dal 2007, il Ferrari Challenge utilizza esclusivamente la Ferrari F430. Tuttavia, è possibile utilizzare anche la nuova versione Challenge della 458 Italia. Dal 2017 la 458 Italia, è stata sostituita dalla nuova 488.

Ci sono tre serie distinte ma nel 2001 il numero di campionati era di cinque, con tre serie in Europa, una negli Stati Uniti, e una in Giappone. Dal 2001, il Ferrari Challenge è gestito dalla Ferrari, con la creazione del Reparto Corse Clienti.

Il Ferrari Challenge ha anche ispirato altre serie nazionali a livello di club campionati che non sono direttamente affiliati con la Ferrari stessa. Il Ferrari Scandinavia Challenge è un campionato non ufficiale con eventi in Finlandia, Svezia e Danimarca. È stato creato nel 2001 e non è esclusiva per le vetture più recenti Challenge. Nel Regno Unito vi è una serie simile non ufficiale che comprende tre campionati per auto vecchie, che è organizzata dal Club Ferrari Owners.

Motociclismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Competizioni motociclistiche della Scuderia Ferrari.

La Scuderia Ferrari è stata impegnata anche in competizioni motociclistiche dal 1932 al 1934 con moto di marca Rudge e Norton, conquistando 3 titoli nazionali e 44 vittorie.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Titoli mondiali
Stagione Campionato piloti Campionato costruttori
1952 Italia Alberto Ascari -[16]
1953 Italia Alberto Ascari -[16]
1956 Argentina Juan Manuel Fangio -[16]
1958 Regno Unito Mike Hawthorn -
1961 Stati Uniti Phil Hill Stati Uniti Phil Hill
Germania Ovest Wolfgang von Trips
1964 Regno Unito John Surtees Regno Unito John Surtees
Italia Lorenzo Bandini
1975 Austria Niki Lauda Svizzera Clay Regazzoni
Austria Niki Lauda
1976 - Austria Niki Lauda
Svizzera Clay Regazzoni
1977 Austria Niki Lauda Austria Niki Lauda
Argentina Carlos Reutemann
Canada Gilles Villeneuve
1979 Sudafrica Jody Scheckter Sudafrica Jody Scheckter
Canada Gilles Villeneuve
1982 - Canada Gilles Villeneuve
Francia Didier Pironi
Francia Patrick Tambay
Stati Uniti Mario Andretti
1983 - Francia Patrick Tambay
Francia René Arnoux
1999 - Germania Michael Schumacher
Regno Unito Eddie Irvine
Finlandia Mika Salo
2000 Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher
Brasile Rubens Barrichello
2001 Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher
Brasile Rubens Barrichello
2002 Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher
Brasile Rubens Barrichello
2003 Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher
Brasile Rubens Barrichello
2004 Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher
Brasile Rubens Barrichello
2007 Finlandia Kimi Räikkönen Brasile Felipe Massa
Finlandia Kimi Räikkönen
2008 - Finlandia Kimi Räikkönen
Brasile Felipe Massa
Piloti vincitori
Pilota Anni Titoli mondiali Gran Premi Vittorie
Germania Michael Schumacher 1996-2006 5 180 72
Austria Niki Lauda 1974-1977 2 57 15
Italia Alberto Ascari 1950-1954 2 27 13
Finlandia Kimi Räikkönen 2007-2009, 2014- 1 140 9
Regno Unito John Surtees 1963-1966 1 30 4
Regno Unito Mike Hawthorn 1953-1955, 1957-1958 1 35 3
Stati Uniti Phil Hill 1958-1962 1 31 3
Sudafrica Jody Scheckter 1979-1980 1 28 3
Argentina Juan Manuel Fangio 1956 1 7 3[17]
Germania Sebastian Vettel 2015- - 69 12
Brasile Felipe Massa 2006-2013 - 139 11
Spagna Fernando Alonso 2010-2014 - 96 11
Brasile Rubens Barrichello 2000-2005 - 102 9
Canada Gilles Villeneuve 1977-1982 - 66 6
Belgio Jacky Ickx 1968, 1970-1973 - 55 6
Austria Gerhard Berger 1987-1989, 1993-1995 - 96 5
Argentina Carlos Reutemann 1976-1978 - 34 5
Francia Alain Prost 1990-1991 - 30 5
Svizzera Clay Regazzoni 1970-1972, 1974-1976 - 73 4
Regno Unito Eddie Irvine 1996-1999 - 65 4
Italia Michele Alboreto 1984-1988 - 80 3
Francia René Arnoux 1983-1985 - 32 3
Regno Unito Nigel Mansell 1989-1990 - 31 3
Regno Unito Peter Collins 1956-1958 - 20 3
Francia Didier Pironi 1981-1982 - 25 2
Germania Ovest Wolfgang von Trips 1956-1961 - 24 2
Francia Patrick Tambay 1982-1983 - 21 2
Argentina José Froilán González 1951, 1954-1955, 1957, 1960 - 15 2
Regno Unito Tony Brooks 1959 - 7 2
Francia Jean Alesi 1991-1995 - 79 1
Italia Lorenzo Bandini 1962-1967 - 35 1
Italia Nino Farina 1952-1955 - 20 1
Francia Maurice Trintignant 1954-1955, 1957 - 17 1
Italia Luigi Musso 1956-1958 - 15 1[18]
Italia Piero Taruffi 1951-1952, 1954-1955 - 13 1
Stati Uniti Mario Andretti 1971-1972, 1982 - 12 1
Italia Giancarlo Baghetti 1961-1962, 1966 - 8 1
Italia Ludovico Scarfiotti 1963-1967 - 6 1

Risultati in Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Risultati della Scuderia Ferrari.
Phil Hill alla guida della 156 F1 al Nürburgring nel 1962

La Ferrari ha ottenuto un successo ineguagliato in Formula 1 e detiene sostanzialmente tutti i record significativi, tra i quali:

  • Maggior numero di Campionati Costruttori: 16
  • Maggior numero di Campionati Piloti: 15
  • Maggior numero di Gran Premi disputati: 959
  • Maggior numero di vittorie in assoluto: 233
  • Maggior numero di podi in assoluto: 739
  • Maggior numero di doppiette: 83
  • Maggior numero di pole position in assoluto: 217
  • Maggior numero di punti in assoluto: 7 469,5
  • Maggior numero di giri veloci in assoluto: 246
  • Maggior numero di stagioni consecutive con almeno una vittoria in ognuna di esse: 20 (1994-2013)

Vetture[modifica | modifica wikitesto]

F1[modifica | modifica wikitesto]

Le vetture con cui la Scuderia Ferrari ha corso in Formula 1 sono:

Tra parentesi sono indicati i campionati mondiali a cui ha partecipato la vettura. "P" indica che la vettura ha vinto il campionato mondiale piloti, "M" che ha vinto quello costruttori.

Sport, Prototipo e Sport Prototipo[modifica | modifica wikitesto]

Una 333 SP destinata alle competizioni Sport Prototipo durante gli anni 1990

Gran Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Una F430 GTC impegnata a Long Beach durante una prova dell'American Le Mans Series 2008

Altre monoposto[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari Challenge[modifica | modifica wikitesto]

Programma XX[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gran Premio d'Australia - Vettel e Scuderia Ferrari primi in Australia, su Ferrari.com, 26 marzo 2017. URL consultato il 4 aprile 2017.
  2. ^ (EN) «Scuderia Ferrari is the only team that has taken part in the World Championship in every single season since it was initiated in 1950. It has won more victories and taken more pole positions than any other, and it commands worldwide affection, deep respect and fervent support in every country where F1 is run – or watched on TV, for that matter. Ferrari is still Formula One's yardstick for achievement. They have earned immense success in classic sports car events, too, from Le Mans to Daytona, from the Nürburgring to Monza. It is a truly astounding record, and it is due to the autocratic driving force of Enzo Ferrari himself», cfr. Walker, Taylor, Enzo Ferrari – The Legend Lives On
  3. ^ «Una Ferrari [...] la cui epopea ha attraversato tutta la seconda metà del Novecento. Una Ferrari diversa, all'epoca protagonista in una pluralità di Campionati (oggi per lo più tutti scomparsi o snaturati) per la quale, almeno in alcuni momenti della sua storia, la Formula 1 ha rappresentato solo un tassello di un mosaico sportivo assai più complesso e intricato che, oltre alle monoposto, prevedeva un costante impegno in Formula 2, nelle gare di durata, in pista e su strada, nelle corse in salita e in quelle riservate alle Granturismo [...] ...i tasselli sono rappresentati da gare dall'intramontabile fascino, quali la 24 Ore di Le Mans, la Targa Florio o il Grand Prix di Montecarlo [...] ...ma soprattutto da uomini, piloti e campioni, che hanno contribuito in maniera determinante, questi ultimi talvolta con l'estremo sacrificio, a creare il Mito», cfr. Acerbi, Introduzione
  4. ^ (EN) In profile, su formula1.com.
  5. ^ (EN) Kurt Badenhausen, Real Madrid Tops The World's Most Valuable Sports Teams, su forbes.com, 15 luglio 2013.
  6. ^ Ufficiale: il Banco Santander saluta la Ferrari alla fine del 2017, su motorsport.com, 29 novembre 2017. URL consultato il 13 dicembre 2017.
  7. ^ (EN) The World's 50 Most Valuable Sports Teams 2013, su forbes.com.
  8. ^ Massaro, p. 24
  9. ^ Massaro, p. 25
  10. ^ Massaro, p. 26
  11. ^ Massaro, p. 30
  12. ^ Scuderia, su formula1.ferrari.com. URL consultato il 24 gennaio 2014.
  13. ^ a b c d People, su formula1.ferrari.com. URL consultato il 24 gennaio 2014.
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v La storia della Ferrari in F1, su panorama-auto.it. URL consultato il 31 maggio 2018.
  15. ^ Verderio S: 50 anni fa la tragedia al GP di Monza., su merateonline.it. URL consultato il 15 settembre 2011.
  16. ^ a b c Il campionato costruttori fu introdotto nel 1958.
  17. ^ 1 vittoria condivisa con Luigi Musso.
  18. ^ Condivisa con Juan Manuel Fangio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altre pubblicazioni
  • Pino Casamassima, Enzo Ferrari. Biografia di un mito, Le Lettere, 2001, ISBN 88-7166-578-3.
  • Maria Antonietta Corvino Bisaccia, Maria Didonna, Enzo Ferrari, Guerra Edizioni, 2002, ISBN 88-7715-531-0.
  • Luca Dal Monte, Umberto Zapelloni, La Rossa e le altre, Baldini & Castoldi, 2000.
  • Luca Dal Monte, Il tedesco volante e la leggenda Ferrari, Baldini Castoldi Dalai, 2004.
  • Oscar Orefici, Ferrari. Romanzo di una vita, Cairo Editore, 2007.
  • Leo Turrini, Enzo Ferrari. Un eroe italiano, Mondadori, 2002, ISBN 88-04-51145-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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