Campionato mondiale di Formula 1 1988

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Campionato mondiale di Formula 1 1988
Edizione n. 39 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio3 aprile
Termine13 novembre
Prove16
Titoli in palio
PilotiBandiera del Brasile Ayrton Senna
su McLaren MP4/4
CostruttoriBandiera del Regno Unito McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso
Ayrton Senna conquistò il primo dei suoi tre titoli mondiali.

La stagione 1988 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 39ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto da Ayrton Senna (90 punti), e la 31ª ad assegnare il Campionato Costruttori, vinto dalla McLaren (199 punti). È iniziata il 3 aprile e terminata il 13 novembre, dopo 16 gare.

La pre-stagione[modifica | modifica wikitesto]

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Anche per il 1988 le tappe mondiali rimasero 16: tornò infatti, dopo un anno di assenza, il Gran Premio del Canada sul Circuito di Montréal, mentre uscì di scena, dopo 18 edizioni, il Gran Premio d'Austria.
Di conseguenza il Gran Premio del Belgio venne posticipato alla fine di Agosto e il Gran Premio del Messico venne anticipato a fine Maggio.

Gara Nome ufficiale del Gran Premio Circuito Sede Data Ora Diretta TV
Locale UTC ITA
1 Bandiera del Brasile Grande Prêmio do Brasil Circuito di Jacarepaguá Rio de Janeiro 3 aprile 13:00 16:00 18:00 Rai Due / Telemontecarlo
2 Bandiera di San Marino Kronenbourg Gran Premio di San Marino Autodromo Dino Ferrari Imola 1º maggio 14:30 12:30 14:30
3 Bandiera di Monaco Grand Prix de Monaco Circuito di Monte Carlo Monaco 15 maggio 15:30 13:30 15:30
4 Bandiera del Messico Gran Premio de México Autodromo Hermanos Rodríguez Città del Messico 29 maggio 13:30 19:30 20:30
5 Bandiera del Canada Molson Grand Prix du Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 12 giugno 12:30 16:30 18:30
6 Bandiera degli Stati Uniti EniChem United States Grand Prix[1] Circuito di Detroit Detroit 19 giugno 13:30 19:30 20:30
7 Bandiera della Francia Rhône-Poulenc Grand Prix de France Circuito Paul Ricard Le Castellet 3 luglio 13:15 11:15 13:15
8 Bandiera del Regno Unito Shell Oils British Grand Prix Circuito di Silverstone Silverstone 10 luglio 14:30 13:30 15:30
9 Bandiera della Germania Mobil 1 Großer Preis von Deutschland Hockenheimring Hockenheim 24 luglio 14:30 12:30 14:30
10 Bandiera dell'Ungheria Pop 84 Magyar Nagydíj Hungaroring Mogyoród 7 agosto 14:30 12:30 14:30
11 Bandiera del Belgio Champion Grand Prix de Belgique Circuito di Spa-Francorchamps Francorchamps 28 agosto 14:30 12:30 14:30
12 Bandiera dell'Italia Coca-Cola Gran Premio d'Italia Autodromo nazionale di Monza Monza 11 settembre 15:00 13:00 15:00
13 Bandiera del Portogallo Grande Prémio de Portugal Circuito di Estoril Cascais 25 settembre 14:30 13:30 14:30
14 Bandiera della Spagna Gran Premio Tio Pepe de España Circuito di Jerez de la Frontera Jerez de la Frontera 2 ottobre 14:30 13:30 14:30
15 Bandiera del Giappone Fuji Television Japanese Grand Prix Circuito di Suzuka Suzuka 30 ottobre 13:00 4:00 5:00
16 Bandiera dell'Australia Foster's Australian Grand Prix Circuito di Adelaide Adelaide 13 novembre 14:00 4:30 5:30

Cambiamenti rispetto al 1987[modifica | modifica wikitesto]

Cambiamenti regolamentari[modifica | modifica wikitesto]

  • Come previsto dal piano di progressivo abbandono dei motori turbo deciso a fine 1986, il 1988 fu l'ultima stagione in cui l'utilizzo di tali propulsori fu ammesso. La pressione di sovralimentazione consentita scese a 2,5 bar (con conseguente riduzione della potenza), mentre la quantità di carburante immessa nei serbatoi delle vetture con motore sovralimentato fu ridotta a 150 litri (contro i 180 della stagione precedente).
  • Tutti i telai di nuova progettazione dovevano avere la pedaliera sistemata dietro l'asse delle ruote anteriori (per prevenire traumi agli arti inferiori in caso di urto frontale). Fu concessa deroga solo ai telai che fossero rimasti totalmente invariati rispetto al 1987.
  • Essendosi iscritte al campionato ben diciotto scuderie, per il totale di trentuno piloti, fu istituita una sessione di prequalifiche, da disputarsi durante le prove libere del venerdì, in modo da ridurre a trenta (numero massimo previsto dal regolamento) i piloti che avrebbero preso parte alle qualifiche vere e proprie. Nella prima parte di stagione dovettero partecipare alle prequalifiche i piloti delle nuove scuderie, mentre da metà anno in poi la sessione fu obbligatoria per i concorrenti che avevano ottenuto i risultati peggiori in una classifica che conteggiava le ultime 8 gare della stagione precedente e le prime otto della stagione corrente.

Novità tecniche[modifica | modifica wikitesto]

  • La Williams reintrodusse il cambio trasversale, precedentemente utilizzato dalla Ferrari negli anni Settanta e poi abbandonato.

Scuderie[modifica | modifica wikitesto]

  • La Brabham, venduta da Bernie Ecclestone, non prese parte al campionato.
  • Fecero il loro ingresso in Formula 1 tre nuove scuderie: la EuroBrun, una squadra italo-elvetica nata dalla fusione tra il team Euroracing di Giampaolo Pavanello e il Brun Motorsports di Walter Brun, la Scuderia Italia, fondata dall'imprenditore Giuseppe Lucchini, che si accordò con la Dallara per la costruzione del telaio, e la Rial di Günter Schmidt, già proprietario del team ATS, attivo tra il 1977 ed il 1984.

Motori[modifica | modifica wikitesto]

  • La TAG smise di finanziare lo sviluppo del motore Porsche che la McLaren aveva utilizzato fino alla stagione precedente. Il marchio tedesco si ritirò dalla Formula 1, così come la BMW, anche se motori BMW rimasero sulla Arrows col marchio Megatron.
  • La Honda abbandonò la Williams (che pure aveva un contratto di fornitura anche per quell'anno), fornendo i propri motori alla McLaren e alla Lotus.
  • Fece il suo debutto in Formula 1 la Judd, che fornì il proprio V8 a Williams (con la fornitura pagata dalla Honda per rispetto del contratto di fornitura), March e Ligier.
  • La Minardi, dopo aver corso per tre stagioni con il V6 turbo della Motori Moderni, firmò un accordo con la Cosworth.
  • Sulla Benetton fece l'esordio l'ultima evoluzione del V8 Cosworth. Il "DFR" presentava un basamento ribassato di alcuni centimetri rispetto agli altri DFZ.

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pneumatici[modifica | modifica wikitesto]

  • La Goodyear mantenne il monopolio conquistato l'anno precedente dopo il ritiro della Pirelli.

Scuderie e piloti[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti piloti e costruttori hanno gareggiato nella stagione 1988.

Team Costruttore Telaio Motore Gomme Piloti GP Test driver
Bandiera del Regno Unito Camel Team Lotus Honda Lotus-Honda 100T Honda RA168E 1.5 V6T G 1 Bandiera del Brasile Nelson Piquet Tutti Bandiera del Regno Unito Martin Donnelly
2 Bandiera del Giappone Satoru Nakajima Tutti
Bandiera del Regno Unito Tyrrell Racing Organisation Tyrrell-Ford 017 Cosworth DFZ V8 3.5 G 3 Bandiera del Regno Unito Jonathan Palmer Tutti n/a
4 Bandiera del Regno Unito Julian Bailey Tutti
Bandiera del Regno Unito Canon Williams Team Williams-Judd FW12 Judd CV 3.5 V8 G 5 Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell 1-10, 13-16 Bandiera della Francia Jean-Louis Schlesser
Bandiera del Regno Unito Martin Brundle 11
Bandiera della Francia Jean-Louis Schlesser 12
6 Bandiera dell'Italia Riccardo Patrese Tutti
Bandiera della Germania West Zakspeed Racing Zakspeed 881 Zackspeed 1500/4 1.5 L4T 1500/4 1.5 L4T G 9 Bandiera dell'Italia Piercarlo Ghinzani Tutti Bandiera della Germania Christian Danner
10 Bandiera della Germania Bernd Schneider Tutti
Bandiera del Regno Unito Honda Marlboro McLaren McLaren-Honda MP4/4 Honda RA168E 1.5 V6T G 11 Bandiera della Francia Alain Prost Tutti Bandiera dell'Italia Emanuele Pirro
12 Bandiera del Brasile Ayrton Senna Tutti
Bandiera della Francia Automobiles Gonfaronaise Sportive AGS-Ford JH22
JH23
Cosworth DFZ V8 3.5 G 14 Bandiera della Francia Philippe Streiff Tutti n/a
Bandiera del Regno Unito Leyton House March Racing Team March-Judd 881 Judd CV V8 3.5 G 15 Bandiera del Brasile Maurício Gugelmin Tutti n/a
16 Bandiera dell'Italia Ivan Capelli Tutti
Bandiera del Regno Unito USF&G Arrows Megatron Arrows-Megatron A10B Megatron M12/13 1.5 L4T G 17 Bandiera del Regno Unito Derek Warwick Tutti n/a
18 Bandiera degli Stati Uniti Eddie Cheever Tutti
Bandiera del Regno Unito Benetton Formula Ltd Benetton-Ford B188 Cosworth DFR V8 3.5 G 19 Bandiera dell'Italia Alessandro Nannini Tutti Bandiera del Regno Unito Johnny Dumfries
Bandiera dell'Australia Gary Brabham
20 Bandiera del Belgio Thierry Boutsen Tutti
Bandiera dell'Italia Osella Squadra Corse Osella FA1I
FA1L
Osella 890T 1.5 V8T G 21 Bandiera dell'Italia Nicola Larini Tutti n/a
Bandiera della Germania Rial Racing Rial-Ford ARC1 Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 22 Bandiera dell'Italia Andrea De Cesaris Tutti n/a
Bandiera dell'Italia Lois Minardi Team SpA Minardi-Ford M188 Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 23 Bandiera della Spagna Adrián Campos 1-5 Bandiera dell'Italia Pierluigi Martini
Bandiera dell'Italia Pierluigi Martini 6-16
24 Bandiera della Spagna Luis Pérez-Sala Tutti
Bandiera della Francia Ligier Loto Ligier-Judd JS31 Judd CV 3.5 V8 G 25 Bandiera della Francia René Arnoux Tutti n/a
26 Bandiera della Svezia Stefan Johansson Tutti
Bandiera dell'Italia Scuderia Ferrari SpA SEFAC Ferrari F1/87/88C Ferrari 033E 1.5 V6T G 27 Bandiera dell'Italia Michele Alboreto Tutti Bandiera del Brasile Roberto Moreno
Bandiera dell'Italia Gianni Morbidelli
Bandiera dell'Italia Dario Benuzzi
28 Bandiera dell'Austria Gerhard Berger Tutti
Bandiera della Francia Larrousse Calmels Lola-Ford LC88 Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 29 Bandiera della Francia Yannick Dalmas 1-14 n/a
Bandiera del Giappone Aguri Suzuki 15
Bandiera della Francia Pierre-Henri Raphanel 16
30 Bandiera della Francia Philippe Alliot Tutti
Bandiera dell'Italia Coloni SpA Coloni-Ford FC188
FC188B
Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 31 Bandiera dell'Italia Gabriele Tarquini Tutti n/a
Bandiera dell'Italia EuroBrun Racing EuroBrun-Ford ER188 Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 32 Bandiera dell'Argentina Oscar Larrauri Tutti n/a
33 Bandiera dell'Italia Stefano Modena Tutti
Bandiera dell'Italia BMS Scuderia Italia Dallara-Ford 3087[2]
188
Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 36 Bandiera dell'Italia Alex Caffi Tutti n/a

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Nei test invernali si mise in luce la nuova McLaren MP4/4, che, completata appena due settimane prima dell'inizio del campionato, fece segnare tempi record nei test pre-campionato di Imola.

La stagione si aprì con il Gran Premio del Brasile, disputato il 3 aprile sul circuito di Jacarepaguá, appena intitolato al tre volte Campione del Mondo Nelson Piquet. Nelle qualifiche Senna conquistò la pole position, davanti al sorprendente Mansell; in gara, però, il brasiliano ebbe problemi al cambio già durante il giro di ricognizione, rimanendo fermo sullo schieramento. La procedura di partenza fu ripetuta ma, contravvenendo al regolamento, la McLaren permise a Senna di ripartire dai box col muletto, come peraltro già aveva fatto con Prost a Monza '86: il brasiliano fu così squalificato. Vinse quindi il suo compagno di squadra Prost, che controllò fino al traguardo Berger; dopo il ritiro di Mansell per problemi tecnici, Piquet conquistò il terzo posto. Chiusero in zona punti anche Warwick, Alboreto e Nakajima[3].

Dopo una pausa di quasi un mese, le scuderie si recarono a Imola per la seconda gara dell'anno, il Gran Premio di San Marino. Il dominio delle McLaren fu assoluto: in qualifica Senna e Prost inflissero distacchi di oltre tre secondi al terzo classificato, Piquet. In gara, Senna condusse dal primo all'ultimo giro; il suo compagno di squadra, partito male per un problema tecnico, rimontò in quattro tornate fino alla seconda posizione, mantenendola poi fino al termine. Piquet, terzo al traguardo, era staccato di un giro; chiudevano la zona punti le due Benetton di Boutsen e Nannini, separate dalla Ferrari di Berger[4]. Anche a Montecarlo Senna conquistò la pole position, battendo nettamente Prost; in gara, il francese rimase bloccato per 54 giri dietro alla Ferrari di Berger, mentre il suo compagno di squadra si involava al comando. Quando finalmente ebbe la meglio sul pilota austriaco, Prost aveva uno svantaggio di quasi cinquanta secondi rispetto a Senna. A undici tornate dalla fine, però, quest'ultimo ebbe un calo di concentrazione e andò a sbattere contro le barriere alla curva del Portier, dovendosi ritirare. Prost conquistò così la seconda vittoria stagionale, davanti a Berger, Alboreto, Warwick, Palmer e Patrese[5].

La schiacciante superiorità tecnica della McLaren - Honda ridusse di fatto il campionato ad un lungo duello tra i due piloti del team inglese. Nel Gran Premio del Messico Senna conquistò ancora una volta la pole position, ma in partenza il brasiliano fu sopravanzato da Prost e Piquet; superato rapidamente il pilota della Lotus, Senna si dovette accontentare della seconda posizione, mentre il suo compagno di squadra coglieva la terza vittoria stagionale. Nella lotta tra gli "altri" per il terzo posto ebbe la meglio Berger; Piquet, quarto fino a poche tornate dalla fine, si ritirò per problemi tecnici. Conquistarono punti anche Alboreto, Warwick e Cheever[6].

Nei Gran Premi del Canada e degli Stati Uniti Senna colse due vittorie consecutive, che gli consentirono di riavvicinarsi a Prost in classifica. Sul Circuito di Montréal il brasiliano conquistò la pole position; come in Messico, Prost partì meglio del compagno di squadra, ma questa volta Senna reagì e, nel corso del 19º giro, sopravanzò il pilota francese, mantenendo poi la testa della corsa fino alla bandiera a scacchi. Terzo chiuse Boutsen, seguito da Piquet, Capelli e Palmer[7]. Anche a Detroit Senna fu il più veloce nelle qualifiche, ma questa volta accanto a lui si schierò Berger, mentre Prost si dovette accontentare del terzo posto. Alla partenza il francese perse un'altra posizione, a favore di Boutsen: superò entrambi i rivali in soli sei passaggi, ma a questo punto Senna era già imprendibile. Il brasiliano vinse quindi davanti a Prost, Boutsen, De Cesaris, Palmer e Martini, che aveva sostituito Adrián Campos alla Minardi; per il team faentino, così come per la Rial, si trattava dei primi punti nella storia[8].

In Francia, davanti al suo pubblico, Prost batté Senna già in prova (prima pole stagionale per lui). In gara Senna passò momentaneamente in testa grazie a un cambio gomme più rapido, ma il francese lo infilò al 60º degli 80 giri con una manovra astuta, in fase di doppiaggio della Minardi di Martini, grazie anche ad alcuni problemi al cambio del brasiliano, che chiuse secondo davanti ad Alboreto, nel giorno in cui venne ufficializzato l'addio di questi alla Ferrari per l'89[9]. In zona punti chiusero anche Berger, Piquet e Nannini[10].

Dopo la netta vittoria di Prost a Le Castellet, Senna cominciò una serie di quattro vittorie consecutive, che gli permisero di rimontare lo svantaggio dal compagno di squadra in classifica e di portarsi in testa al Mondiale. A Silverstone furono le Ferrari a partire davanti, con Berger in pole: per la prima volta nella stagione nessuno dei piloti McLaren conquistò la prima posizione in griglia di partenza. La gara si disputò sotto la pioggia, con la pista molto bagnata, e Senna (partito terzo) vinse agevolmente; Prost, in difficoltà, dopo essere finito nelle retrovie abbandonò la gara, evitando di rischiare per un risultato che a fine anno sarebbe stato con ogni probabilità da scartare. Fu una grande gara di Mansell (in predicato di passare alla Ferrari nell'89) partito 11º e giunto secondo, al suo primo arrivo al traguardo in stagione. Primi punti in carriera per Gugelmin, quarto con la March[11].

Nel Gran Premio di Germania Senna dominò già dalle qualifiche, conducendo poi la gara (svoltasi con il tracciato ancora bagnato dopo la pioggia caduta la mattina) dalla partenza al traguardo. Prost, scattato male e scivolato alle spalle di Nannini e Berger, rimontò rapidamente fino alla seconda posizione, ma poi non fu in grado di minacciare concretamente il compagno di squadra. Terzo e quarto conclusero i due piloti della Ferrari, Berger e Alboreto, mentre Capelli e Boutsen conquistarono gli ultimi punti a disposizione[12]. Sul tortuoso Hungaroring, caratterizzato da un solo corto rettilineo, la differenza di potenza tra i motori turbo e quelli aspirati giocò un ruolo decisamente inferiore: nelle qualifiche, alle spalle del solito Senna si piazzarono quindi Mansell, su Williams - Judd, Boutsen, su Benetton - Ford e Capelli, su March - Judd, mentre Prost non riuscì a fare meglio del settimo posto. In gara, tuttavia, neppure questi outsider riuscirono a spezzare il dominio della McLaren: Senna mantenne la testa della corsa, mentre Prost rimontò furiosamente, raggiungendo il compagno di squadra e superandolo. Il pilota francese commise però un errore di guida, cedendo nuovamente la posizione a Senna; il brasiliano non lasciò al rivale nessun'altra occasione per sopravanzarlo e vinse la gara. Terzo giunse Boutsen, seguito da Berger, Gugelmin e Patrese[13]. Una settimana dopo il Gran Premio ungherese, il 14 agosto, morì a novant'anni Enzo Ferrari.

Nigel Mansell dovette saltare le gare di Spa e Monza per motivi di salute; fu sostituito rispettivamente da Martin Brundle e dal debuttante (in F.1) Jean-Louis Schlesser. In Belgio Senna conquistò la nona pole position stagionale, davanti al compagno di squadra: alla partenza quest'ultimo scattò meglio, superando il brasiliano alla prima curva. Tuttavia, Senna si riprese la prima posizione già nel corso del primo giro, conducendo poi la gara fino al traguardo. Prost concluse secondo, davanti ai due piloti della Benetton; questi ultimi furono però squalificati per aver utilizzato una benzina non regolamentare e il terzo posto passò a Capelli, che ottenne a tavolino il primo podio in carriera. In zona punti, grazie alla squalifica di Boutsen e Nannini, chiusero Piquet, Warwick e Cheever[14]. Grazie a questi risultati Senna passò in testa alla classifica iridata: avendo ottenuto sette vittorie, contro le quattro di Prost, era anche favorito dalla regola degli scarti, che prevedeva che solo gli undici migliori risultati della stagione contassero per la classifica finale.

A Monza Senna partì dalla pole davanti a Prost e alle due Ferrari. Il francese subì l'unico guasto meccanico per la McLaren nel 1988, abbandonando la corsa per la rottura del motore, causata da un pezzo difettoso che provocò anche il ritiro della Lotus di Nakajima. Il brasiliano condusse indisturbato fino a due giri dalla fine, quando si trovò davanti il doppiato Schlesser su Williams. Tra i due ci fu un'incomprensione ed entrarono in collisione: Senna fu costretto al ritiro, e come già l'anno precedente dovette rinunciare alla vittoria a Monza per un problema in fase di doppiaggio. Via libera per le Ferrari, che fecero doppietta con Berger e Alboreto nell'ordine: fu l'unica vittoria non McLaren della stagione, nel primo Gran Premio d'Italia senza Enzo Ferrari. Sul podio chiuse anche Cheever, seguito dal compagno di squadra Warwick, Capelli e Boutsen[15].

Sia in Portogallo che in Spagna, Senna fu rallentato da problemi di consumo, mentre il suo compagno di squadra, primo in entrambe le occasioni, riconquistò la testa della classifica. Sul Circuito di Estoril si mise in luce Capelli, alla guida dell'innovativa March 881 progettata da Adrian Newey; il pilota italiano, infatti, si qualificò in terza posizione, alle spalle di Senna e Prost (per la seconda e ultima volta nel 1988 più veloce del compagno di squadra). Durante il primo giro i piloti della McLaren si contesero la prima posizione: Prost ebbe la meglio, conducendo poi la gara fino al termine, nonostante una manovra piuttosto decisa del brasiliano, che scartò improvvisamente verso il rivale mentre questi lo stava superando sul rettilineo dei box. Senna cominciò subito ad avere problemi di consumo, che gli imposero di rallentare: il pilota brasiliano fu sopravanzato da Capelli e Berger, cominciando poi un lungo duello con Mansell, che si concluse con un tamponamento da parte dell'inglese. Prost contenne agevolmente il rimontante Capelli, conquistando la quinta vittoria stagionale davanti al pilota milanese; terzo giunse Boutsen, davanti a Warwick, Alboreto e Senna[16]. Il Gran Premio di Spagna si svolse in modo simile, anche se questa volta fu Senna a conquistare la pole position; il brasiliano partì però male, perdendo la posizione a favore di Prost (che non cedette più il comando della gara) e Mansell. Senna fu poi costretto a rallentare per il ripetersi dei problemi di consumo già verificatisi nella gara precedente, dovendo difendersi dall'attacco di Patrese e Capelli. Quest'ultimo ebbe la meglio su entrambi i rivali, ma fu costretto ad abbandonare la gara per un problema tecnico. Dietro a Prost e Mansell, al suo secondo e ultimo arrivo stagionale, sempre in seconda posizione, chiuse quindi Nannini, che aveva sopravanzato sia Senna che Patrese, giunti al traguardo alle sue spalle. L'ultimo punto a disposizione fu conquistato da Berger[17].

Nonostante la vittoria, Prost non poté aumentare il proprio vantaggio in classifica su Senna in virtù della regola degli scarti; il brasiliano rimase quindi a cinque punti di distanza dal rivale, ma con la possibilità di aggiudicarsi matematicamente il titolo già dal Gran Premio del Giappone. Se infatti Senna avesse vinto, il brasiliano avrebbe perso solo il punto conquistato in Portogallo, mentre Prost, avendo già ottenuto sei vittorie e cinque secondi posti, più un altro secondo posto già scartato, non avrebbe guadagnato punti da un ulteriore secondo posto, che si sarebbe aggiunto ai risultati da scartare. A questo punto, anche se Prost avesse vinto nell'ultima gara in Australia, con Senna fuori dai punti, avrebbe al massimo raggiunto il rivale in classifica, ma avrebbe perso il Mondiale per il minor numero di vittorie conquistate.

Il Gran Premio del Giappone si rivelò decisivo per l'assegnazione del Mondiale. Senna conquistò la pole position davanti al rivale Prost, ma alla partenza il pilota brasiliano fece spegnere il motore della sua McLaren, riuscendo a riavviarlo grazie al circuito in discesa ma precipitando in quattordicesima posizione. Prost, invece, si avviò senza problemi, ma dopo alcuni giri fu messo sotto pressione dal sempre più sorprendente Capelli, che per alcune curve prese anche il comando della gara. Nel frattempo, Senna rimontò rapidamente e al 28º giro superò anche il compagno di squadra, rallentato da un'avaria al cambio. Il brasiliano, che dopo la gara dichiarò anche di aver visto Dio[18], non cedette più il comando, vincendo la gara e il titolo. Prost conquistò un inutile secondo posto, seguito da Boutsen, Nannini, Berger e Patrese[19].

L'ultima gara, disputata sul Circuito di Adelaide, fu quindi ininfluente sull'esito del campionato. In qualifica Senna conquistò la tredicesima pole position stagionale, davanti a Prost e Mansell. Patrese, sesto in griglia di partenza, festeggiò invece la 176ª partecipazione ad un Gran Premio, raggiungendo così il record di presenze di Graham Hill e Jacques Laffite. Al via Senna scattò male, venendo sopravanzato da Prost e trovandosi a duellare con Mansell: il pilota inglese dovette arrendersi e fece passare anche Berger e Piquet. Al terzo giro il pilota della Ferrari sopravanzò Senna, conquistando la testa della corsa tredici tornate più tardi; fu però costretto al ritiro, toccandosi con il doppiato Arnoux. Prost proseguì indisturbato fino al traguardo, davanti a Senna, Piquet, Patrese, Boutsen e Capelli[20].

L'ultima stagione dei motori turbo fu così dominata largamente dalla McLaren - Honda e dai suoi piloti. Senna si aggiudicò il primo titolo mondiale della sua carriera, conquistando otto vittorie e tredici pole position (entrambi i risultati erano un record all'epoca); Prost si classificò secondo, nonostante avesse ottenuto più punti totali del brasiliano (105 contro 94) per via della regola degli scarti. Il francese aveva vinto sette gare, ottenendo due pole position. Gli altri piloti non furono mai seriamente in lotta per il titolo: Berger si classificò in terza posizione con 41 punti, seguito da Boutsen con 27, Alboreto con 24 e Piquet con 22. Il Campione del Mondo in carica si dovette accontentare, come miglior risultato, di tre terzi posti.

Nel Campionato Costruttori la McLaren fece segnare ben 199 punti con 15 vittorie su 16 gare; anche in questo caso, due record fino a quel momento[21]. Seconda si classificò la Ferrari, che non conquistò neanche un terzo dei punti dei rivali, fermandosi a quota 65. La scuderia di Maranello fu però l'unica a spezzare il monopolio del team inglese, con la vittoria di Berger nel Gran Premio d'Italia. Si misero in luce la Benetton - Ford, terza con 39 punti, e la March - Judd, sesta a quota 22, entrambe con V8 aspirati; deluse la Lotus che giunse solamente quarta a pari merito con la Arrows, nonostante avesse motori Honda come la McLaren, anche se si era saputo ben presto che la Honda non avrebbe rinnovato la fornitura per il 1989. Il team Campione del Mondo uscente, la Williams, affrontò una stagione di transizione conclusa con il settimo posto in classifica, mentre già preparava la stagione 1989 con i motori Renault.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio Circuito Pole position Giro veloce Pilota vincitore Costruttore Resoconto
1 Bandiera del Brasile Gran Premio del Brasile Jacarepaguá Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera dell'Austria Gerhard Berger Bandiera della Francia Alain Prost McLaren-Honda Resoconto
2 Bandiera di San Marino Gran Premio di San Marino Imola Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Brasile Ayrton Senna McLaren-Honda Resoconto
3 Bandiera di Monaco Gran Premio di Monaco Monaco Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost McLaren-Honda Resoconto
4 Bandiera del Messico Gran Premio del Messico Città del Messico Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera della Francia Alain Prost McLaren-Honda Resoconto
5 Bandiera del Canada Gran Premio del Canada Montréal Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna McLaren-Honda Resoconto
6 Bandiera degli Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti-Est Detroit Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Brasile Ayrton Senna McLaren-Honda Resoconto
7 Bandiera della Francia Gran Premio di Francia Le Castellet Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera della Francia Alain Prost McLaren-Honda Resoconto
8 Bandiera del Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone Bandiera dell'Austria Gerhard Berger Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell Bandiera del Brasile Ayrton Senna McLaren-Honda Resoconto
9 Bandiera della Germania Gran Premio di Germania Hockenheimring Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera dell'Italia Alessandro Nannini Bandiera del Brasile Ayrton Senna McLaren-Honda Resoconto
10 Bandiera dell'Ungheria Gran Premio d'Ungheria Hungaroring Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera del Brasile Ayrton Senna McLaren-Honda Resoconto
11 Bandiera del Belgio Gran Premio del Belgio Spa-Francorchamps Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera dell'Austria Gerhard Berger Bandiera del Brasile Ayrton Senna McLaren-Honda Resoconto
12 Bandiera dell'Italia Gran Premio d'Italia Monza Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera dell'Italia Michele Alboreto Bandiera dell'Austria Gerhard Berger Ferrari Resoconto
13 Bandiera del Portogallo Gran Premio del Portogallo Estoril Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera dell'Austria Gerhard Berger Bandiera della Francia Alain Prost McLaren-Honda Resoconto
14 Bandiera della Spagna Gran Premio di Spagna Jerez Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera della Francia Alain Prost McLaren-Honda Resoconto
15 Bandiera del Giappone Gran Premio del Giappone Suzuka Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera del Brasile Ayrton Senna McLaren-Honda Resoconto
16 Bandiera dell'Australia Gran Premio d'Australia Adelaide Bandiera del Brasile Ayrton Senna Bandiera della Francia Alain Prost Bandiera della Francia Alain Prost McLaren-Honda Resoconto

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema di punteggio della Formula 1.
Posizione                  
Punti 9 6 4 3 2 1
————————————————————————————————
Prost
10ª11ª12ª13ª14ª15ª16ª
Pos. Pilota Punti
1 Bandiera del Brasile Ayrton Senna SQ 1 Rit 2 1 1 2 1 1 1 1 10* 6 4 1 2 90 (94)
2 Bandiera della Francia Alain Prost 1 2 1 1 2 2 1 Rit 2 2 2 Rit 1 1 2 1 87 (105)
3 Bandiera dell'Austria Gerhard Berger 2 5 2 3 Rit Rit 4 9 3 4 Rit 1 Rit 6 4 Rit 41
4 Bandiera del Belgio Thierry Boutsen 7 4 8 8 3 3 Rit Rit 6 3 SQ 6 3 9 3 5 27
5 Bandiera dell'Italia Michele Alboreto 5 18* 3 4 Rit Rit 3 17* 4 Rit Rit 2 5 Rit 11 Rit 24
6 Bandiera del Brasile Nelson Piquet 3 3 Rit Rit 4 Rit 5 5 Rit 8 4 Rit Rit 8 Rit 3 22
7 Bandiera dell'Italia Ivan Capelli Rit Rit 10 16 5 NP 9 Rit 5 Rit 3 5 2 Rit Rit 6 17
8 Bandiera del Regno Unito Derek Warwick 4 9 4 5 7 Rit Rit 6 7 Rit 5 4 4 Rit Rit Rit 17
9 Bandiera del Regno Unito Nigel Mansell Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 2 Rit Rit Rit 2 Rit Rit 12
10 Bandiera dell'Italia Alessandro Nannini Rit 6 Rit 7 Rit Rit 6 3 18 Rit SQ 9 Rit 3 5 Rit 12
11 Bandiera dell'Italia Riccardo Patrese Rit 13 6 Rit Rit Rit Rit 8 Rit 6 Rit 7 Rit 5 6 4 8
12 Bandiera degli Stati Uniti Eddie Cheever 8 7 Rit 6 Rit Rit 11 7 10 Rit 6 3 Rit Rit Rit Rit 6
13 Bandiera del Brasile Maurício Gugelmin Rit 15 Rit Rit Rit Rit 8 4 8 5 Rit 8 Rit 7 10 Rit 5
14 Bandiera del Regno Unito Jonathan Palmer Rit 14 5 NQ 6 5 Rit Rit 11 Rit 12* NQ Rit Rit 12 Rit 5
15 Bandiera dell'Italia Andrea De Cesaris Rit Rit Rit Rit 9* 4 10 Rit 13 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 8* 3
16 Bandiera del Giappone Satoru Nakajima 6 8 NQ Rit 11 NQ 7 10 9 7 Rit Rit Rit Rit 7 Rit 1
17 Bandiera dell'Italia Pierluigi Martini 6 15 15 NQ Rit NQ Rit Rit Rit 13 7 1
- Bandiera della Francia Yannick Dalmas Rit 12 7 9 NQ 7 13 13 19* 9 Rit Rit Rit 11 0
- Bandiera dell'Italia Alex Caffi NPQ Rit Rit Rit NPQ 8 12 11 15 Rit 8 Rit 7 10 Rit Rit 0
- Bandiera del Regno Unito Martin Brundle 7 0
- Bandiera della Francia Philippe Streiff Rit 10 Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit 8 11* 0
- Bandiera della Spagna Luis Perez-Sala Rit 11 Rit 11 13 Rit NC Rit NQ 10 NQ Rit 8 12 15 Rit 0
- Bandiera dell'Italia Gabriele Tarquini Rit Rit Rit 14 8 NQ NPQ NPQ NPQ 13 Rit NQ 11 NPQ NPQ NQ 0
- Bandiera della Francia Philippe Alliot Rit 17 Rit Rit 10* Rit Rit 14 Rit 12 9 Rit Rit 14 9 10* 0
- Bandiera della Svezia Stefan Johansson 9 NQ Rit 10 Rit Rit NQ NQ NQ Rit 11* NQ Rit Rit NQ 9* 0
- Bandiera del Regno Unito Julian Bailey NQ Rit NQ NQ Rit 9* NQ 16 NQ NQ NQ 12 NQ NQ 14 NQ 0
- Bandiera dell'Italia Nicola Larini NQ SQ 9 NQ NQ Rit Rit 19* Rit NPQ Rit Rit 12 Rit Rit NPQ 0
- Bandiera della Francia René Arnoux Rit NQ Rit Rit Rit Rit NQ 18 17 Rit Rit 13 10 Rit 17 Rit 0
- Bandiera dell'Italia Stefano Modena Rit NC SQ SQ 12 Rit 14 12 Rit 11 NQ NQ NQ 13 NQ Rit 0
- Bandiera della Francia Jean-Louis Schlesser 11 0
- Bandiera della Germania Ovest Bernd Schneider NQ NQ Rit NQ NQ Rit NQ 12 NQ 13* Rit NQ NQ Rit NQ 0
- Bandiera dell'Argentina Oscar Larrauri Rit NQ Rit 13 Rit Rit Rit NQ 16 NQ NPQ NPQ NPQ NQ NQ Rit 0
- Bandiera dell'Italia Piercarlo Ghinzani NQ Rit Rit 15 14* NQ SQ NQ 14 NQ Rit Rit NQ NQ NQ Rit 0
- Bandiera della Spagna Adrián Campos Rit 16 NQ NQ NQ 0
- Bandiera del Giappone Aguri Suzuki 16 0
- Bandiera della Francia Pierre-Henri Raphanel NQ 0
Pos. Pilota Punti
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti/Non class. Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato Solo prove/Terzo pilota

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

  • I punti mondiali sono così attribuiti: 9-6-4-3-2-1 in base alle prime sei posizioni di ogni corsa.
  • Solo i migliori 11 risultati sono tenuti in considerazione per il mondiale piloti.

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos Costruttore Vettura
no.
BRA
Bandiera del Brasile
SMR
Bandiera di San Marino
MON
Bandiera di Monaco
MEX
Bandiera del Messico
CAN
Bandiera del Canada
DET
Bandiera degli Stati Uniti
FRA
Bandiera della Francia
GBR
Bandiera del Regno Unito
GER
Bandiera della Germania
HUN
Bandiera dell'Ungheria
BEL
Bandiera del Belgio
ITA
Bandiera dell'Italia
POR
Bandiera del Portogallo
ESP
Bandiera della Spagna
JPN
Bandiera del Giappone
AUS
Bandiera dell'Australia
Pti
1 Bandiera del Regno Unito McLaren - Honda 11 1 2 1 1 2 2 1 Rit 2 2 2 Rit 1 1 2 1 199
12 SQ 1 Rit 2 1 1 2 1 1 1 1 10 6 4 1 2
2 Bandiera dell'Italia Ferrari 27 5 18* 3 4 Rit Rit 3 17* 4 Rit Rit 2 5 Rit 11 Rit 65
28 2 5 2 3 Rit Rit 4 9 3 4 Rit 1 Rit 6 4 Rit
3 Bandiera del Regno Unito Benetton - Ford 19 Rit 6 Rit 7 Rit Rit 6 3 18 Rit SQ 9 Rit 3 5 Rit 39
20 7 4 8 8 3 3 Rit Rit 6 3 SQ 6 3 9 3 5
4 Bandiera del Regno Unito Lotus - Honda 1 3 3 Rit Rit 4 Rit 5 5 Rit 8 4 Rit Rit 8 Rit 3 23
2 6 8 NQ Rit 11 NQ 7 10 9 7 Rit Rit Rit Rit 7 Rit
5 Bandiera del Regno Unito Arrows - Megatron 17 4 9 4 5 7 Rit Rit 6 7 Rit 5 4 4 Rit Rit Rit 23
18 8 7 Rit 6 Rit Rit 11 7 10 Rit 6 3 Rit Rit Rit Rit
6 Bandiera del Regno Unito March - Judd 15 Rit 15 Rit Rit Rit Rit 8 4 8 5 Rit 8 Rit 7 10 Rit 22
16 Rit Rit 10 16 5 NP 9 Rit 5 Rit 3 5 2 Rit Rit 6
7 Bandiera del Regno Unito Williams - Judd 5 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 2 Rit Rit 7 11 Rit 2 Rit Rit 20
6 Rit 13 6 Rit Rit Rit Rit 8 Rit 6 Rit 7 Rit 5 6 4
8 Bandiera del Regno Unito Tyrrell - Ford 3 Rit 14 5 NQ 6 5 Rit Rit 11 Rit 12 NQ Rit Rit 12 Rit 5
4 NQ Rit NQ NQ Rit 9 NQ 16 NQ NQ NQ 12 NQ NQ 14 NQ
9 Bandiera della Germania Rial - Ford 22 Rit Rit Rit Rit 9 4 10 Rit 13 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 8 3
10 Bandiera dell'Italia Minardi - Ford 23 Rit 16 NQ NQ NQ 6 15 15 NQ Rit NQ Rit Rit Rit 13 7 1
24 Rit 11 Rit 11 13 Rit NC Rit NQ 10 NQ Rit 8 12 15 Rit
11 Bandiera del Regno Unito Lola Larrousse - Ford 29 Rit 12 7 9 NQ 7 13 13 19 9 Rit Rit Rit 11 16 NQ 0
30 Rit 17 Rit Rit 10 Rit Rit 14 Rit 12 9 Rit Rit 14 9 10
12 Bandiera dell'Italia Dallara Scuderia Italia - Ford 36 NPQ Rit Rit Rit NPQ 8 12 11 15 Rit 8 Rit 7 10 Rit Rit 0
13 Bandiera della Francia AGS - Ford 14 Rit 10 Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit 8 11 0
14 Bandiera dell'Italia Coloni - Ford 31 Rit Rit Rit 14 8 NQ NPQ NPQ NPQ 13 Rit NQ 11 NPQ NPQ NQ 0
15 Bandiera della Francia Ligier - Judd 25 Rit NQ Rit Rit Rit Rit NQ 18 17 Rit Rit 13 10 Rit 17 Rit 0
26 9 NQ Rit 10 Rit Rit NQ NQ NQ Rit 11 NQ Rit Rit NQ 9
16 Bandiera dell'Italia Osella 21 NQ SQ 9 NQ NQ Rit Rit 19 Rit NPQ Rit Rit 12 Rit Rit NPQ 0
17 Bandiera dell'Italia EuroBrun - Ford 32 Rit NQ Rit 13 Rit Rit Rit NQ 16 NQ NPQ NPQ NPQ NQ NQ Rit 0
33 Rit NC SQ SQ 12 Rit 14 12 Rit 11 NQ NQ NQ 13 NQ Rit
18 Bandiera della Germania Zakspeed 9 NQ Rit Rit 15 14 NQ SQ NQ 14 NQ Rit Rit NQ NQ NQ Rit 0
10 NQ NQ NQ Rit NQ NQ Rit NQ 12 NQ 13 Rit NQ NQ Rit NQ
Pos Costruttore Vettura
no.
BRA
Bandiera del Brasile
SMR
Bandiera di San Marino
MON
Bandiera di Monaco
MEX
Bandiera del Messico
CAN
Bandiera del Canada
DET
Bandiera degli Stati Uniti
FRA
Bandiera della Francia
GBR
Bandiera del Regno Unito
GER
Bandiera della Germania
HUN
Bandiera dell'Ungheria
BEL
Bandiera del Belgio
ITA
Bandiera dell'Italia
POR
Bandiera del Portogallo
ESP
Bandiera della Spagna
JPN
Bandiera del Giappone
AUS
Bandiera dell'Australia
Pti

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Pos Costruttore Telaio Motore Gomme Punti Vittorie Podi Poles
1 Bandiera del Regno Unito McLaren - Honda MP4/4 Honda RA168E G 199 15 25 15
2 Bandiera dell'Italia Ferrari F1-87/88C Ferrari 033E G 65 1 8 1
3 Bandiera del Regno Unito Benetton - Ford B188 Ford DFR G 39 7
4 Bandiera del Regno Unito Lotus - Honda 100T Honda RA168E G 23 3
5 Bandiera del Regno Unito Arrows - Megatron A10B (BMW) Megatron M12/13 G 23 1
6 Bandiera del Regno Unito March - Judd 881 Judd CV G 22 2
7 Bandiera del Regno Unito Williams - Judd FW12 Judd CV G 20 2
8 Bandiera del Regno Unito Tyrrell - Ford 017 Ford DFZ G 5
9 Bandiera della Germania Rial - Ford ARC1 Ford DFZ G 3
10 Bandiera dell'Italia Minardi - Ford M188 Ford DFZ G 1
11 Bandiera della Germania Zakspeed 881
881B
Zakspeed 1500/4 G
12 Bandiera dell'Italia Coloni - Ford FC188
FC188B
Ford DFZ G
13 Bandiera della Francia Ligier - Judd JS31 Judd CV G
14 Bandiera dell'Italia Osella FA1/I
FA1/L
Osella 890T G
15 Bandiera del Regno Unito Lola Larrousse - Ford LC88 Ford DFZ G
16 Bandiera dell'Italia Dallara Scuderia Italia - Ford 3087
F188
Ford DFV G
17 Bandiera della Francia AGS - Ford JH23 Ford DFZ G
18 Bandiera dell'Italia EuroBrun - Ford ER188 Ford DFZ G

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America era noto anche come Detroit Grand Prix.
  2. ^ Solo per il Gran Premio del Brasile.
  3. ^ (EN) Grand Prix Results: Brazilian GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  4. ^ (EN) Grand Prix Results: San Marino GP, 1989, su grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  5. ^ (EN) Grand Prix Results: Monaco GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  6. ^ (EN) Grand Prix Results: Mexican GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  7. ^ (EN) Grand Prix Results: Canadian GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  8. ^ (EN) Grand Prix Results: United States GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  9. ^ Autosprint n° 27/88, pp. 8-15.
  10. ^ (EN) Grand Prix Results: French GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  11. ^ (EN) Grand Prix Results: British GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 23 novembre 2009.
  12. ^ (EN) Grand Prix Results: German GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  13. ^ (EN) Grand Prix Results: Hungarian GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 23 novembre 2009.
  14. ^ (EN) Grand Prix Results: Belgian GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 23 novembre 2009.
  15. ^ (EN) Grand Prix Results: Italian GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 23 novembre 2009.
  16. ^ (EN) Grand Prix Results: Portuguese GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 24 novembre 2009.
  17. ^ (EN) Grand Prix Results: Spanish GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 24 novembre 2009.
  18. ^ Cesare Maria Mannucci, Ayrton, pag.73
  19. ^ (EN) Grand Prix Results: Japanese GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 24 novembre 2009.
  20. ^ (EN) Grand Prix Results: Australian GP, 1988, su grandprix.com. URL consultato il 24 novembre 2009.
  21. ^ Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, p.391, ISBN 88-7911-025-X.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, pp. 384-392, ISBN 88-7911-025-X.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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