Ferrari F1-87/88C

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ferrari F1-87/88C
Ferrari F1-87-88C, Gerhard Berger, Monza 1988.jpg
La F1-87/88C pilotata da Gerhard Berger al Gran Premio d'Italia 1988, in quella che rimane l'unica vittoria della monoposto.
Descrizione generale
Costruttore Italia  Ferrari
Categoria Formula 1
Squadra Scuderia Ferrari
Progettata da Gustav Brunner
Sostituisce Ferrari F1-87
Sostituita da Ferrari 640 F1 (F1-89)
Descrizione tecnica
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4280 mm
Larghezza 2120 mm
Altezza 1000 mm
Passo 2800 mm
Peso 542 kg
Altro
Avversarie McLaren MP4/4
Benetton B188
Lotus 100T
Williams FW12
Risultati sportivi
Piloti Michele Alboreto
Gerhard Berger
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
16 1 1 4

La Ferrari F1-87/88C, è una monoposto di Formula 1 realizzata dalla Scuderia Ferrari, e da essa schierata nel campionato mondiale FIA di Formula 1 della stagione 1988.

Questa vettura non ebbe molto successo, principalmente per il fatto che la McLaren realizzò un'auto capace di dominare quel campionato, vincendo ben 15 Gran Premi sui 16 in calendario; l'unica vittoria che non fu appannaggio della MP4/4 (in quanto Senna ebbe una collisione con un doppiato a due giri dalla fine, mentre conduceva) fu conquistata proprio dalla F1-87/88C sul circuito di Monza, dove ottenne fra l'altro una doppietta con Gerhard Berger primo e Michele Alboreto secondo.

È stata per lungo tempo l'ultima Ferrari di Formula 1 con motore turbo (prima del ritorno ai propulsori sovralimentati, avvenuto nel 2014 con la F14 T), nonché la prima ad aver vinto un Gran Premio dopo la morte di Enzo Ferrari.

Impostazione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Vista posteriore della F1-87/88C di Michele Alboreto, sulla linea di partenza del Gran Premio del Canada.

La F1-87/88C era sostanzialmente un adattamento della precedente F1-87 alle nuove regole in vigore nel 1988, tanto che dal punto di vista meccanico e aerodinamico l'auto risultava identica a quella dell'anno prima. Tale scelta progettuale si giustificava per il fatto che nel 1988 la Federazione decise di concedere per l'ultima volta l'utilizzo di motori turbo, che sarebbero stati banditi l'anno successivo per questioni di sicurezza e per diminuire i costi; nel 1988 vennero depotenziati, riducendo la pressione di sovralimentazione massima da 4 a 2.5 bar. Di conseguenza la Ferrari decise semplicemente di continuare a usare il propulsore del 1987 adattandolo alle nuove regole, piuttosto che realizzarne uno completamente nuovo (come invece fece Honda per McLaren), dovendo anche concentrarsi nello sviluppo della nuova vettura per il motore aspirato per il 1989 che John Barnard stava progettando nella sede Ferrari inglese di Guildford.

Come motivazione della scelta adottata, vi era anche una deroga regolamentare. Infatti tra le altre normative (riduzione della capienza del serbatoio del carburante a 150 litri e limite della sovralimentazione del turbo a 2,5 bar), vigeva l'obbligo, per le nuove vetture, di posizionare la pedaliera dietro l'asse anteriore per motivi di sicurezza. Era concesso però alle vetture turbo di mantenere la pedaliera in posizione avanzata, a condizione che il telaio rimanesse esattamente lo stesso dell'anno prima. Oltre a Ferrari, team come Arrows, Zakspeed od Osella si schierarono così con le vetture della stagione precedente, evolute soltanto in alcuni aspetti di dettaglio, o comunque con il telaio invariato; mentre altre scuderie, tra cui la McLaren, adottarono un telaio nuovo, scelta che si rivelò vincente.

Scheda tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Motore

  • Ferrari 033/E, posteriore centrale longitudinale
  • 6 cilindri a V di 90°
  • alesaggio 81 mm
  • corsa 48,4 mm
  • cilindrata totale 1.496 cm³
  • distribuzione bialbero a camme in testa per fila di cilindri
  • 24 valvole
  • 4 valvole per cilindro, 2 di aspirazione, 2 di scarico
  • rapporto di compressione 10:1
  • iniezione elettronica digitale Weber Marelli,
  • sovralimentazione tramite 2 turbocompressori Garrett
  • accensione elettronica Magneti Marelli
  • raffreddato ad acqua
  • lubrificazione a carter secco
  • potenza massima in gara 600/640 CV a 11.800/12.200 giri/min con sovrapressione di 2,5 bar
  • potenza massima in prova 630/690 CV a 12.000/12.800 giri/min con sovrapressione di 2,5 bar

Trasmissione

  • trazione posteriore
  • frizione multidisco
  • cambio longitudinale in blocco col differenziale, meccanico manuale a 6 marce+retromarcia

Autotelaio

  • monoscocca in materiali compositi
  • sospensione anteriore a ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, comando molleggio a tirante o "pull-rod"
  • sospensione posteriore a ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, comando molleggio a tirante o "pull-rod"
  • 4 freni a disco Brembo in carbonio
  • sterzo a pignone e cremagliera
  • serbatoio carburante 150 litri
  • pneumatici anteriori Good Year 25.10-13"
  • pneumatici posteriori Good Year 26.15-13"

Dimensioni e peso

  • passo 2800 mm
  • carreggiata anteriore 1791 mm
  • carreggiata posteriore 1673 mm
  • lunghezza 4280 mm
  • larghezza 2120 mm
  • altezza 1000 mm
  • peso 542 kg con acqua ed olio

Prestazioni

  • velocità massima 331 km/h (Hockenheim)

Risultati sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto all'87 la Ferrari ottenne più punti, ossia 65 in luogo dei 53 dell'anno prima. Questo risultato le consentì di classificarsi seconda tra i costruttori, ottenendo il titolo di scuderia vicecampionessa mondiale. Tuttavia 65 punti non sono molti per un secondo posto: questo perché la McLaren MP4/4 progettata da Gordon Murray e guidata da Alain Prost e Ayrton Senna monopolizzò il campionato, con 15 vittorie su 16 Gran Premi.

Nonostante il maggior numero di punti, la Ferrari vinse meno gare aggiudicandosi il solo Gran Premio d'Italia rispetto alle due corse dell'anno precedente; fra l'altro la vittoria di Monza è dovuta più a cause fortuite che a una vera e propria competitività ritrovata, in quanto la McLaren di Prost si ritirò per guasti meccanici, e Senna uscì di pista in occasione di un doppiaggio mentre si trovava in testa a due giri dalla fine. La monoposto si dimostrò complessivamente più affidabile dell'87: quando una delle McLaren non riusciva a piazzarsi per ritiri o problemi, la scuderia del Cavallino era quasi sempre pronta ad acquisirne la posizione. A Monza la Ferrari ottenne una doppietta, grazie al secondo posto di Michele Alboreto dietro al vincitore Gerhard Berger, l'unica dell'anno firmata da una squadra diversa dalla McLaren.

La scuderia anglo-giapponese risultò dominante anche nelle qualificazioni, firmando 15 pole position su 16, non partendo al palo solo nel Gran Premio di Gran Bretagna, in occasione del quale fu proprio la Ferrari di Berger a scattare dalla prima posizione.

Anno Team Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1988 Ferrari Ferrari 033E 1.5 V6T G Gerhard Berger 2 5 2 3 Rit Rit 4 9 3 4 Rit 1 Rit 6 4 Rit 65
Michele Alboreto 5 18 3 4 Rit Rit 3 17 4 Rit Rit 2 5 Rit 11 Rit

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

  • campionati disputati: 1
  • anno: 1988
  • gran premi disputati: 16
  • partenze: 16 (Michele Alboreto), 16 (Gerhard Berger)
  • giri più veloci in gara: 4, 3 (Gerhard Berger), 1 (Michele Alboreto)
  • pole position: 1, 1 (Gerhard Berger)
  • vittorie: 1, 1 (Gerhard Berger)
  • podi: 8, 5 (Gerhard Berger), 3 (Michele Alboreto)
  • piazzamenti a punti: 17, 10 (Gerhard Berger), 7 (Michele Alboreto)
  • punti: 65, 41 (Gerhard Berger), 24 (Michele Alboreto)
  • piazzamento in campionato:

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]