Lotus 101

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lotus 101
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Team Lotus
Categoria Formula 1
Squadra Camel Team Lotus
Progettata da Frank Dernie
Sostituisce Lotus 100T
Sostituita da Lotus 102
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Monoscocca in fibra di carbonio
Motore Judd V8
Trasmissione Lotus trasversale a 6 velocità
Altro
Carburante BP
Pneumatici Goodyear
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio degli Stati Uniti 1990
Piloti 11.Derek Warwick 12.Martin Donnelly 12.Johnny Herbert
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
16 0 0 0

La Lotus 101 è la monoposto con la quale il Team Lotus disputò il Campionato mondiale di Formula 1 1989. La partenza di Gérard Ducarouge nel corso del 1988 coincise con la promozione dell'ex aerodinamico della Williams Frank Dernie a Technical Director nel novembre 1988. Nonostante ciò, la maggior parte del lavoro compiuto sulla 101 fu condotto dal capo progettista Mike Coughlan: la 101 però venne alla luce da un progetto frenetico realizzato in poche settimane.

Contesto e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della stagione 1988 molte delle squadre indipendenti erano in cerca di un nuovo fornitore di motore, dato che i motori turbo erano stati banditi a favore dei motori aspirati. La scuderia che più risentì del nuovo regolamento fu proprio la Lotus, che in precedenza aveva usato i dominanti V6 turbo della Honda. Per il 1989, tuttavia, il costruttore giapponese scelse di concentrarsi esclusivamente sulla McLaren a spese della Lotus.

In cerca di un motorista che fornisse un propulsore alla scuderia inglese, la Lotus esplorò varie opzioni: una delle più interessanti era rappresentata dall'ambizioso motore Tickford a cinque valvole per cilindro, ma l'accordo non fu raggiunto e la Lotus si ritrovò costretta a rivolgersi alla Judd. L'azienda britannica però non garantì lo status di scuderia ufficiale alla Lotus, fornendo perciò il motore clienti denominato CV utilizzato nel 1988: si trattava di convenzionale V8 da 3500 cm³ capace di produrre circa 610 CV. Per la loro squadra ufficiale, la Leyton House, la Judd aveva sviluppato un V8 ad angolo stretto V8 denominato EV, che non poté essere messo a disposizione della Lotus.

Come accennato in precedenza, all'interno della Lotus c'era stato anche un altro cambiamento significativo: Ducarouge era stato sostituito da Frank Dernie come capo progettista della squadra. Originariamente assunto per riempire il vuoto lasciato dal compianto Colin Chapman, il francese aveva guidato la scuderia nelle stagioni turbo. Dernie giunse dalla Williams e gli venne assegnato il difficile compito di progettare una macchina in grado di soddisfare i nuovi regolamenti. A causa della relativa mancanza di potenza dei motori di nuova generazione, Dernie cercò di realizzare una vettura che fornisse la resistenza minore possibile pur continuando a produrre una deportanza sufficiente.

Il progetto di Dernie, soprannominato Type 101, rifletté chiaramente il cambiamento nei requisiti aerodinamici: la vettura era notevolmente più lunga, bassa e stretta rispetto alla sua antenata. Un'altra nuova caratteristica si evidenziò nell air-box molto alto dietro l'abitacolo, che alimentava l'aria fresca in otto trombette di aspirazione del Judd. Il telaio era un monoscocca in fibra di carbonio con un rinforzo a nido d'ape mentre le sospensioni adottavano una soluzione pull-rod a doppi bracci trasversali sull'anteriore e push-rod sul posteriore. Un cambio a sei velocità completava il pacchetto meccanico della nuova Lotus.

In mezzo a tutti i cambiamenti di cui sopra, la Lotus era riuscita a mantenere il suo sponsor principale così come i suoi due piloti: il tre volte campione del mondo Nelson Piquet venne nuovamente affiancato da Satoru Nakajima. Come collaudatore venne assunto il talentuoso nordirlandese Martin Donnelly. Completata relativamente tardi, la 101 non fu pronta che per il test a marzo. Le forme molto strette di Dernie lasciavano molto poco spazio per i piloti e la squadra dovette anche commissionare dei volanti speciali dalla MOMO per prevenire la comparsa di piaghe sulle nocche dei piloti, le quali raschiavano sui lati dell'abitacolo.

La scuderia affrontò la stagione moderatamente ottimista, ma si trovò rapidamente costretta ad affrontare la realtà: rispetto alle vetture che montavano i V10 e i V12, il CV Judd pagava troppo in termini di potenza, tanto che nessuno dei due piloti riuscì a qualificarsi per il Gran Premio del Belgio. Piquet e Nakajima riuscirono comunque ad accumulare un totale di 15 punti, sufficiente a garantire il sesto posto nella classifica costruttori. È interessante notare che il punteggio era quasi quattro volte superiore rispetto alla ufficiale March.

Per gli standard della Lotus la stagione 1989 è stata una delusione amara e per evitare che lo stesso accadesse di nuovo, un nuovo accordo di fornitura motore venne perseguito attivamente. Alla fine un accordo fu raggiunto con Chrysler-backed Lamborghini per un nuovo V12. Il team ha speso 150 mila ore in sostituzione del tipo 101. Purtroppo queste vaste risorse spese ancora non riuscirono a portare i risultati che tutti si attendevano da Lotus. Considerando le limitazioni sul posto che erano fuori controllo Lotus, il team è riuscito a raggiungere il massimo nel 1989 con la 101 Judd.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]