Ferrari

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Ferrari
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1947 (marchio Ferrari automobili) a Maranello
Fondata daEnzo Ferrari
Sede principale
GruppoFerrari N.V.
FilialiScuderia Ferrari
Persone chiave
SettoreAutomobilistico
ProdottiAutovetture
Fatturato3,417 miliardi€ [1] (2017)
Dipendenti3200 [2] (2017)
Sito web

Ferrari S.p.A. è una casa automobilistica italiana fondata da Enzo Ferrari nel 1947 a Maranello in provincia di Modena.

Produttrice di automobili sportive d'alta fascia e da corsa e impegnata nell'automobilismo sportivo, è la più titolata nel campionato del mondo di Formula Uno, dove ha conquistato quindici titoli piloti e sedici costruttori, nonché una delle più vincenti nelle competizioni per vetture Sport, Prototipo, Sport Prototipo e Gran Turismo come il campionato del mondo Sportprototipi, con dodici titoli costruttori ottenuti e il campionato del mondo Endurance FIA, dove detiene quattro titoli costruttori GT e due titoli piloti GT. Si è affermata più volte in classiche gare endurance quali la 24 Ore di Le Mans, la 12 Ore di Sebring e la 24 Ore di Daytona e in gare su tracciato stradale come la Targa Florio, la Mille Miglia e la Carrera Panamericana.

Le sue origini sportive risalgono già al 1929, quando Enzo Ferrari diede origine a Modena alla Scuderia Ferrari, che è tuttora la divisione principale del reparto corse della Ferrari, essendo da sempre impegnata in Formula 1 e avendo corso nel campionato del mondo Sport Prototipi fino al 1973. Il dipartimento Ferrari Corse Clienti invece si occupa del supporto tramite la sezione competizioni GT ai team clienti che corrono nei campionati GT presenti a livello internazionale, il campionato del mondo Endurance FIA innanzitutto e della gestione di Ferrari Challenge, XX Programmes e F1 Clienti.

Il simbolo ufficiale è un cavallino rampante, che deriva da quello in uso durante la prima guerra mondiale dall'aviatore italiano Francesco Baracca (1888–1918). Ceduto personalmente dalla madre di Baracca come portafortuna a Enzo Ferrari nel 1923, sarebbe divenuto l'emblema del marchio Ferrari e del reparto corse.

Nel 2013 e nel 2014 il marchio è stato riconosciuto come il più influente al mondo[3][4] e nel 2015 è stato posizionato al 295° nella classifica "The most valuable brands of 2015" del sito web della Brand Finance con un valore di 4,8 miliardi di dollari[5].

Dal 2014 l'azienda è guidata da Sergio Marchionne, già amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, che ne è diventato anche presidente succedendo a Luca Montezemolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scuderia Ferrari[modifica | modifica wikitesto]

Enzo Ferrari fondò la Scuderia Ferrari nel 1929 a Modena. Fino al 1932 la squadra motoristica ricoprì il ruolo di filiale tecnico-agonistica dell'Alfa Romeo, mentre a partire dal 1933 ne divenne il reparto corse e cominciò a occuparsi di progettazione e gestione delle vetture da competizione. Tale impegno proseguì con successo fino alla fine del 1937, quando la scuderia fu sciolta e l'Alfa Romeo allestì un nuovo reparto corse con a capo Ferrari.

Fondazione della Auto Avio Costruzioni[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso della fabbrica della Ferrari a Maranello

Dopo avere lasciato questo incarico nel 1939, il 13 settembre dello stesso anno Ferrari fondo a Modena una casa automobilistica, Auto Avio Costruzioni, nello stesso luogo dove fino a due anni prima aveva sede la scuderia Ferrari. Non fu usata la denominazione Ferrari a causa di clausole contrattuali che legavano Ferrari all'Alfa Romeo e che gli impedivano di utilizzare il proprio cognome sulle automobili da lui prodotte fino a tutto il 1942. La prima vettura, la 815, fu costruita nel 1940 in soli due esemplari. Tuttavia con l'avvento della seconda guerra mondiale l'attività automobilistica venne sospesa e le commesse dell'azienda divennero principalmente la costruzione di componenti per velivoli. Nel 1943 la sede fu spostata a Maranello e, dopo che venne bombardata dagli Alleati nel 1944, fu ricostruita nel 1945.

Auto Costruzioni Ferrari[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari 488 GTB del 2015, esempio di vettura stradale della Ferrari

Finita la seconda guerra mondiale, quando fu scaduta la clausola dei quattro anni, Ferrari fondò l'Auto Costruzioni Ferrari all'inizio del 1947 a Maranello,[la voce separata indica altre date]. La prima vettura a nome Ferrari fu la 125 S, che debuttò in gara l'11 maggio dello stesso anno. A Piacenza, guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore Ferrari,[6] ottenne la sua prima vittoria alla seconda corsa a cui partecipò. Nel 1960 l'Auto Costruzioni Ferrari cambiò denominazione in SEFAC (Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse), divenendo semplicemente Ferrari nel 1965.

Dalla collaborazione, alla partecipazione, al controllo FIAT[modifica | modifica wikitesto]

La Fiat intervenne in favore della Ferrari già nel 1955, finanziando per un quinquennio lo sviluppo della Scuderia. Tale decisione, nata per arginare lo strapotere tecnico-economico della Mercedes che aveva conquistato i campionati di Formula 1 del 1954 e del 1955, oltre alla Mille Miglia del 1955, contribuì a far vincere alla Ferrari i campionati del 1956 e del 1958, oltre alle Mille Miglia del 1956 e del 1957. Nei primi anni cinquanta era stata anche tentata la strada di far rinascere l'accordo con l'Alfa Romeo ma dopo alcuni scambi di proposte l'ipotesi fu abbandonata dalla Casa milanese che ormai vedeva la Ferrari come antagonista sportiva più che come possibile partner.[7]

Nonostante i grandi successi sportivi la Ferrari cadde in una grave crisi in seguito all'abolizione delle corse su strada, decretato in buona parte del mondo dopo il disastro di Le Mans del 1955 e anche in Italia dopo la tragedia di Guidizzolo del 1957. L'eliminazione di tali gare aveva di fatto ridotto la clientela della Ferrari, principalmente composta da facoltosi gentleman-driver - come Aymo Maggi o Giannino Marzotto - che si contendevano la ridottissima produzione di vetture da competizione con lo stemma del cavallino.

In tale quadro economico Henry Ford decise di acquistare la Ferrari in modo da fruire del suo prestigio con un prevedibile ritorno d'immagine per l'azienda. Condotta da Lee Iacocca, nel maggio 1963 la trattativa sembrava avviata a una rapida conclusione, quando si arenò sulla conditio sine qua non posta da Ferrari in merito all'intoccabilità della sua autonomia circa le decisioni da prendere nell'ambito del reparto corse. Al rifiuto di Iacocca seguì l'immediata e definitiva rottura del negoziato. Il naufragio delle trattative per la vendita dell'azienda alla Ford innescò un'aspra contesa tra la Ferrari e il colosso industriale statunitense che mise in seria difficoltà la Ferrari, fino a sfociare nella clamorosa protesta di Enzo Ferrari che, non sentendosi appoggiato dalle autorità sportive nazionali, nel 1964 decise di restituire la licenza sportiva italiana.

La FIAT intervenne nel 1965 annunciando la collaborazione tra le due aziende allo scopo di attuare un comune programma per la costruzione di propulsori sportivi che decretò la nascita del nuovo marchio Dino. In questo modo la Ferrari ruppe l'isolamento in cui era stata confinata e trovò il necessario appoggio per la produzione in piccola serie delle sue vetture da strada.

Nel 1969 la Ferrari entrò a far parte del Gruppo Fiat, ma mantenne comunque la propria autonomia.[8]

« In seguito all'incontro del presidente della Fiat dott. Giovanni Agnelli con l'ing. Enzo Ferrari è stato deciso, nel preminente intento di assicurare alla Ferrari Automobili continuità e sviluppo, che il rapporto di collaborazione tecnica in atto con la Fiat si trasformerà entro l'anno in partecipazione paritetica »

(Comunicato stampa congiunto Fiat-Ferrari del 21 giugno 1969[9])

Anni ottanta-2000[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari 458 Italia GT3 del 2014 alla 24 ore di Barcellona, esempio di vettura da competizione di derivazione di serie

Alla scomparsa di Enzo Ferrari nel 1988, il pacchetto azionario divenne per il 90% del Gruppo Fiat, mentre la parte restante andò al figlio Piero Lardi Ferrari. Quest'ultimo rimase all'interno dell'azienda come vice presidente. Inoltre in questo periodo i marchi Ferrari e Scuderia Ferrari iniziarono a essere usati per una vasto merchandising.

Nel novembre 1991 Luca Cordero di Montezemolo, in precedenza direttore sportivo della Scuderia Ferrari dal 1974 al 1977, fu nominato presidente dell'azienda. Inoltre ricoprì il ruolo di amministratore delegato fino al 2006, quando fu sostituito da Amedeo Felisa.

Nel 2006 il 5% delle azioni fu acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, la Mubadala, che nella capitale di Abu Dhabi promosse anche la costruzione del Ferrari World, il più grande parco a tema al mondo. Il Gruppo Fiat tornò in possesso di questo 5% nel corso del 2010.[10]

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2013 la Ferrari fu incorporata nella società di diritto olandese New Business Netherlands N.V., rinominata Ferrari N.V. all'ottobre 2015 quando fu quotata alla Borsa di New York. Nel gennaio 2016 la Ferrari N.V. fu scorporata da Fiat Chrysler Automobiles, il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fiat S.p.A. e Chrysler Group, per quotarsi alla Borsa Italiana e passare così a fare parte del gruppo Exor N.V.

Attività agonistica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Scuderia Ferrari.
Una Ferrari 125 S con a bordo Nuvolari sul circuito di Montenero a Livorno il 24 agosto 1947, la prima vettura realizzata in assoluto dalla Ferrari

Convinto che tramite le corse si potessero introdurre innovazioni tecnologiche per migliorare la prestazione e l'efficienza delle proprie automobili, ottenendo così un forte ritorno di immagine a seguito di una vittoria, Enzo Ferrari concentrò sempre molte risorse economiche nel settore sportivo della propria azienda. La divisione principale del reparto corse della Ferrari è la Scuderia Ferrari, la quale è da sempre impegnata nel campionato del mondo di Formula Uno. Detiene il primato per numero di titoli piloti e costruttori vinti, così come di vittorie conquistate in un singolo gran premio. Inoltre è l'unica squadra ad avere preso parte a tutte le edizioni della massima serie per monoposto.[senza fonte]

La Ferrari è anche uno dei costruttori più vincenti presenti nelle competizioni riservate a vetture Sport, Prototipo, Sport Prototipo e Gran Turismo. Nel campionato del mondo Sportprototipi, dove la Scuderia Ferrari ha corso fino al 1973, ha vinto dodici Titoli Costruttori e solo la Porsche, che vi ha preso parte fino alla sua cancellazione nel 1992, ha eguagliato tale risultato. Ha inoltre riportato successi nelle tre gare Endurance più importanti al mondo, ossia la 24 Ore di Le Mans, la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring, oltre che nelle tre maggiori competizioni su tracciato stradale comprendenti la Targa Florio, la Mille Miglia e la Carrera Panamericana.[senza fonte]

Raduno internazionale Ferrari Roma 1997

Il dipartimento Ferrari Corse Clienti, struttura sorta nel 1993 a fianco della Scuderia Ferrari, sviluppa tramite la sezione Competizioni GT e con la collaborazione di Michelotto Automobili, Gran Turismo da gara sulla base di uno dei modelli di serie in produzione. Successivamente fornisce supporto alle scuderie clienti che gareggiano con queste vetture nei numerosi campionati GT presenti sulla scena internazionale. Primo fra tutti figura il campionato del mondo Endurance FIA, nato nel 2012 dalla collaborazione tra la FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) e l'ACO (Automobile Club dell'Ovest) a seguito della soppressione nel 1992 del campionato del mondo Sportprototipi e in cui la Ferrari detiene quattro titoli costruttori GT e due titoli piloti GT.

Gli inizi (anni trenta e quaranta)[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari 500 F1, prima Ferrari della storia a vincere il campionato di Formula Uno nel 1952

La Scuderia Ferrari iniziò la propria attività nel 1929 a Modena come filiale tecnico-agonistica dell'Alfa Romeo. A partire dal 1933 divenne invece il reparto corse dell'Alfa Romeo, una collaborazione che durò fino a tutto il 1937. Durante questi anni la scuderia si occupò di progettazione e gestione delle vetture da competizione dell'Alfa Romeo, fronteggiando la concorrenza di marchi come Auto Union, Bugatti e Mercedes-Benz e ottenendo numerosi successi sia nel contesto dei gran premi sia in quello delle gare Sport.

Alla fine del 1937 la Scuderia Ferrari fu sciolta, in quanto nel 1938 l'Alfa Romeo diede vita a un nuovo reparto corse chiamato Alfa Corse e con a capo Enzo Ferrari: egli portò avanti tale incarico fino al 1939, quando decise di dare le dimissioni. La separazione definitiva con l'Alfa Romeo portò quindi alla parentesi dell'Auto Avio Costruzioni.

La Scuderia Ferrari riprese a operare al termine della seconda guerra mondiale a Maranello, quando nel 1947 Enzo Ferrari fondò la sua omonima casa costruttrice. La prima vettura costruita fu la 125 S, che fu portata per la prima volta in gara da Franco Cortese. La prima monoposto invece fu la 125 C: debuttò al gran premio d'Italia il 5 settembre 1948 a Torino e fu guidata da Raymond Sommer, che concluse al terzo posto alle spalle di Jean-Pierre Wimille (Alfa Romeo) e Gigi Villoresi (Maserati).

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

La Scuderia Ferrari aderì al campionato del mondo di Formula Uno fin dalla sua prima edizione nel 1950, debuttando al gran premio di Monaco, mentre la prima vittoria giunse l'anno seguente nel gran premio di Gran Bretagna grazie a José Froilán González.

La Scuderia Ferrari è la squadra automobilistica sportiva più vincente del campionato del mondo di Formula Uno, in quanto vanta il maggiore numero di titoli piloti con quindici (conseguiti nel 1952, 1953, 1956, 1958, 1961, 1964, 1975, 1977, 1979, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004 e 2007) e titoli costruttori con sedici (ottenuti nel 1961, 1964, 1975, 1976, 1977, 1979, 1982, 1983, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007 e 2008). Va tuttavia ricordato che sebbene la classifica piloti sia sempre esistita la graduatoria costruttori fu istituita solo nel 1958. È la squadra che ha conquistato più vittorie con 224, 81 doppiette, 702 podi, 208 pole position, 233 giri veloci in gara, più di 6300 punti nella classifica costruttori e quasi 7000 punti in quella piloti e altri ancora. Detiene anche il primato per numero di gran premi finiti a punti con 675 e di stagioni consecutive con almeno un podio a 36. Infine è l'unica scuderia ad avere disputato tutte le stagioni del campionato (67) e quella ad avere partecipato a più corse (911).

I piloti che hanno corso e vinto il titolo piloti per la Scuderia Ferrari sono stati Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Mike Hawthorn, Phil Hill, John Surtees, Niki Lauda, Jody Scheckter, Michael Schumacher e Kimi Räikkönen. Schumacher è stato il più vittorioso, avendo collezionato cinque titoli piloti e 72 successi nell'arco di 170 gare (primato di presenze per un pilota con la Scuderia Ferrari).

Nel 1986 Enzo Ferrari ordinò la costruzione di una vettura per partecipare alla Champ Car e alla 500 Miglia di Indianapolis. Questo venne fatto come risposta politica alla FOM, che non accettava alcune richieste della Ferrari per il nuovo patto della Concordia. Di fronte alla minaccia di vedere il costruttore più importante del mondiale abbandonare la Formula 1, palesatasi quando apparirono le prime foto della monoposto realizzata per la serie statunitense, Bernie Ecclestone (presidente della FOM) accettò le richieste di Enzo Ferrari, pertanto la vettura non venne mai utilizzata in gara.

Nel 2007 al gran premio del Brasile la Ferrari si aggiudicò il suo quindicesimo titolo piloti con Räikkönen. La vittoria assunse particolare significato poiché arrivò in una stagione caratterizzata dallo scandalo Spystory. Alla vigilia del gran premio la situazione vedeva i due piloti della McLaren, Lewis Hamilton e Fernando Alonso, precedere Räikkönen rispettivamente di sette e tre punti. Tuttavia grazie a una doppietta Ferrari e ai problemi accusati da Hamilton durante la corsa che lo relegarono nelle retrovie Räikkönen scavalcò i rivali della McLaren in classifica piloti e vinse il titolo con un punto di vantaggio sulla coppia McLaren. La Ferrari aveva già conquistato il titolo costruttori (il quindicesimo anche in questo caso) in Belgio in seguito della cancellazione dei punti della McLaren nella classifica relativa per la vicenda di spionaggio ai danni della Ferrari.

Campionato del mondo Sport Prototipi[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari 340 MM del 1953 esposta al museo Enzo Ferrari, prima Ferrari a vincere il campionato Sportprototipi 1953 insieme alla Ferrari 375 MM

Dal 1953 al 1973 la Scuderia Ferrari ha anche preso parte al campionato del mondo Sportprototipi, la massima competizione riservata a vetture Sport, Prototipo, Sportprototipo e Gran Turismo.

In totale la Ferrari ha conquistato dodici titoli costruttori: nel 1953, 1954, 1956, 1957, 1958, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1967 e nel 1972. Solo la Porsche ha saputo eguagliare tale risultato, correndo però fino alla cancellazione della serie nel 1992.

Durante i ventuno anni di permanenza della Ferrari nel campionato del mondo Sportprototipi la classifica costruttori è sempre stata l'unica a garantire l'attribuzione del titolo mondiale da parte della FIA e anche dopo l'istituzione di una graduatoria piloti nel 1981 quella costruttori ha continuato a rimanere la più importante.

Marchio[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio Ferrari è un «cavallino rampante» nero in campo giallo, con in basso le lettere «S F» per Scuderia Ferrari, con tre strisce - una verde, una bianca e una rossa - in alto. Questo è il logo che viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia. Il cavallino rampante, simbolo di coraggio e temerarietà,[senza fonte] era originariamente l'emblema personale del maggioreFrancesco Baracca, pilota della prima guerra mondiale, che faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli. Il colore originario del cavallino probabilmente era il rosso, tratto per inversione dallo stemma del 2º Reggimento "Piemonte Reale Cavalleria" di cui l'asso Baracca faceva parte e che il più famoso colore nero fu invece adottato in segno di lutto dai suoi compagni di squadriglia dopo la morte di Baracca.[11]

Il 17 giugno 1923 Enzo Ferrari vinse la prima edizione del gran premio del circuito del Savio[12] vicino a Ravenna e in quell'occasione incontrò la contessa Paolina, madre di Baracca. La contessa propose a Ferrari di utilizzare il cavallino rampante sulle sue macchine sostenendo che avrebbe portato fortuna. La prima corsa nella quale l'Alfa Romeo permise di utilizzare a Ferrari il cavallino sulle macchine della scuderia fu la 24 Ore di Spa del 1932. L'Alfa Romeo con il simbolo del cavallino rampante vinse in quell'occasione.

Nel 1945 Ferrari fece ridisegnare un nuovo cavallino rampante da Eligio Gerosa, giovane incisore milanese. Nel progetto ampiamente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso) venne aggiunto lo sfondo giallo canarino, uno dei colori di Modena. Fu sempre Eligio Gerosa che nel 1947 disegnò il logo ufficiale della scuderia con un cavallino più snello e riproporzionato nelle dimensioni che con lo zoccolo sovrasta la barretta allungata della «F». Il cavallino rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: l'ingegnere Fabio Taglioni, concittadino di Baracca, lo applicò sulle motociclette Ducati tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta. Il cavallino rampante è un marchio registrato della Ferrari.

Il cavallino rampante sulla carena della Ducati 250 Parallelo Desmo di Mike Hailwood (1960)

Peraltro, non tutti sanno che un cavallino rampante, molto simile a quello della Ferrari, è contenuto anche nello stemma della Porsche. Nella sua autobiografia, Ferdinand Porsche spiega il perché: «Nel 1952 cominciammo a valutare l'ipotesi di un marchio di fabbrica per le automobili Porsche. Gia' da tempo Max Hoffman insisteva a questo proposito, e facendo riferimento agli inglesi e alla bellezza dei loro stemmi, suggerì di fare qualcosa di simile, poiché lo riteneva importante specialmente per il mercato americano. Durante una cena a New York disegnai su di un tovagliolo lo stemma del Wurttemberg e in mezzo posi quello della città di Stoccarda, il cavallino rampante, e sopra scrissi il nome Porsche. Mi misi poi il tovagliolo in tasca e, tornato a Stoccarda, lo diedi a Komenda, pregandolo di ridisegnarlo. Una volta fatto, andammo al governo del Land e in Comune, chiedendo l'autorizzazione per questo marchio. Le autorità non ebbero nulla da ridire e così, a partire dal 1953, la Porsche apparve con un proprio marchio di fabbrica. Anche la Ferrari usa il cavallino di Stoccarda come marchio e per questo motivo: Ferrari aveva un amico che era stato pilota di caccia nella prima guerra mondiale; in un duello aereo aveva abbattuto un pilota tedesco, il cui velivolo portava sul fianco il simbolo della città di Stoccarda. L'italiano prese questo stemma come trofeo e quando Ferrari fondò la sua scuderia, gli propose di usarlo come marchio. Ferrari accettò e così lo stemma della città di Stoccarda appare per ben due volte come marchio di un'automobile». In realtà, come sappiamo, fu la madre del defunto Baracca a proporlo a Ferrari. E comunque c'è almeno una differenza tra il cavallino rampante della Ferrari e quello della Porsche: questo secondo è in realtà una giumenta, dal momento che è tratto dal gonfalone di Stoccarda (Stuttgart) che in tedesco significa "giardino di giumente".[senza fonte][sembra una RO]

Nel 2013 e nel 2014 il marchio Ferrari è stato riconosciuto come il marchio più influente al mondo in assoluto secondo l'annuale classifica di Brand Finance con la seguente motivazione: «Il cavallino rampante su sfondo giallo è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo anche dove non ci sono ancora le strade. Nel suo Paese natale e tra i suoi molti ammiratori in tutto il mondo la Ferrari ispira molto più della lealtà al marchio, più di un culto e una devozione quasi religiosa».[3] Il marchio Ferrari è anche il 35º di maggior valore al mondo (valutato quattro miliardi di dollari).[senza fonte]

Modelli[modifica | modifica wikitesto]

Una Ferrari Enzo nella tipica colorazione «rosso Ferrari»

Le autovetture Ferrari, notevoli per lo stile raffinato a opera di illustri progettisti e progettisti di primo piano del Novecento e Duemila,[senza fonte] negli anni sono nati dalla collaborazione con la Pininfarina. Sono da molto tempo oggetto del desiderio per ricchi di tutto il mondo[senza fonte] (tanto che l'azienda ha deciso di limitare la produzione per mantenere l'esclusività),[13] particolarmente negli Stati Uniti dove il marchio ha riscosso molto successo, ma anche nei nuovi mercati orientali. Altri progettisti e case che hanno lavorato per Ferrari durante gli anni comprendono Scaglietti, Bertone e Vignale. I motori impiegati nelle autovetture Ferrari sono prevalentemente dei V8 e V12. Nel luglio 2009 è stata presentata in anteprima la Ferrari 458 Italia, entrata in produzione nel 2010. Sono poi state presentate la 599 GTO e la SA Aperta, costruita in ottanta esemplari per celebrare gli anni di Pininfarina.

Relativamente al colore, fin dagli anni venti le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso. Questo era il colore consueto per le vetture italiane che gareggiavano in campionati automobilistici in base a un provvedimento preso negli anni tra le due guerre mondiali dall'associazione che in seguito venne chiamata FIA. Nello schema della federazione, tra le altre, le auto francesi erano blu, le tedesche bianche e le inglesi verdi. La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro (famoso come «rosso Alfa») a una tinta notevolmente più accesa, nota come «rosso corsa». Tale colorazione è rimasta immutata per le Ferrari di serie, mentre per quelle di Formula 1 dopo l'acquisizione da parte del Gruppo Fiat ci sono state variazioni di tonalità del rosso, volute dai vari sponsor. Va però sottolineato che la Ferrari, come per altro imposto dallo stesso Enzo, ha sempre mantenuto il colore rosso imposto nei primi anni, per mantenere la nazionalità del marchio.

Stradali[modifica | modifica wikitesto]

In produzione[modifica | modifica wikitesto]

8 cilindri:

(2017) 12 cilindri:

Tutti i modelli stradali[modifica | modifica wikitesto]

Da competizione e utilizzo esclusivo in pista[modifica | modifica wikitesto]

In produzione[modifica | modifica wikitesto]

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]
Gran Turismo[modifica | modifica wikitesto]
Ferrari Challenge[modifica | modifica wikitesto]

Fuori produzione[modifica | modifica wikitesto]

Formula 1, Formula 2 e altre monoposto[modifica | modifica wikitesto]

(«P» indica che la vettura ha vinto il titolo mondiale piloti, «C» che ha vinto quello costruttori)

Sport, Prototipo, Sport Prototipo e Gran Turismo[modifica | modifica wikitesto]
Anno Modello
1947 125 S
1947 159 S
1947 166 SC
1948 166 S
1948 166 Inter Sport
1948 166 Inter Corsa
1948 166 MM
1950 195 S
1950 275 S
1950 340 America
1951 212 Export
1952 225 S
1952 250 S
1952 340 Mexico
1953 250 MM
1953 340 MM
1953 375 MM
1953 625 TF
1953 500 Mondial
1953 735 S
1954 750 Monza
1954 250 Monza
1954 375 Plus
1955 376 S
1955 735 LM
1955 857 S
1956 500 TR
1956 625 LM
1956 860 Monza
1956 410 S
1956 290 MM
1956 250 GT Berlinetta
1957 500 TRC
1957 290 S
1957 315 S
1957 335 S
1957 250 Testa Rossa
1958 Dino 196 S
1958 Dino 296 S
1958 312 S
1958 412 S
1958 412 MI
1959 250 GT Berlinetta passo corto
1959 250 GT California
1960 Dino 246 S
1961 246 SP
1962 196 SP
1962 286 SP
1962 248 SP
1962 268 SP
1962 250 GTO
Ferrari Challenge[modifica | modifica wikitesto]
Programma XX[modifica | modifica wikitesto]

Prototipi[modifica | modifica wikitesto]

Il «Ferrari Store» (negozio ufficiale della Ferrari) a Milano

Esemplare unico[modifica | modifica wikitesto]

Dati finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ferrari N.V..

Nell'anno fiscale 2011 Ferrari S.p.A. ha venduto 7.195 vetture per un fatturato di 2,251 miliardi di euro.[14] Nel 2012 Ferrari ha venduto 7.318 vetture, con un aumento del 4,5% rispetto al 2011. Mercato più attivo si riconferma essere il Nord America con oltre duemila vetture vendute e una crescita del 14,6% rispetto all'anno precedente[15] Il fatturato ha raggiunto i 2,430 miliardi di euro e l'utile netto di 244 milioni di euro.[16] Dal 2013 in seguito all'incorporazione i bilanci sono di competenza della capogruppo Ferrari N.V.

Vendite dal 1999 al 2015[modifica | modifica wikitesto]

Anno Vetture Variazione
1999[17] 3775
2000[18] 4070 + 7,81%
2001[19] 4289 + 5,38 %
2002[20] 4236 - 1,24 %
2003[21] 4238 + 0,05 %
2004[22] 4975 +17,39 %
2005[23] 5409 + 8,72 %
2006[24] 5671 + 4,84 %
2007[25] 6465 + 14,00 %
2008[26] 6587 + 1,89 %
2009[27] 6250 - 5,12 %
2010[28] 6573 + 5,17 %
2011[29] 7195 + 9,46 %
2012[29] 7318 + 1,71%
2015[30] 7664 + 9,00%
2016[31] 8014 + 4,60%
2017[32] 8398 + 4,80%

Dal 2013 in seguito all'incorporazione le vendite sono di competenza della capogruppo Ferrari N.V.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ilsole24ore.com, http://www.ilsole24ore.com/art/motori/2018-02-01/ferrari-2017-record-vendite-e-utili-netto-rialzo-134353.shtml?uuid=AENFjmsD.
  2. ^ ilsole24ore.com, http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-12-16/in-ferrari-cinquemila-euro-bonus-081125.shtml?uuid=AEfmXSTD.
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  11. ^ Così Antonio Duma in Quelli del Cavallino Rampante. Storia del 4º Stormo Caccia, Vol.I Dalle origini all'armistizio (Roma, Edizioni Rivista Aeronautica-Ufficio Storico Aeronautica Militare, 2007), pp. 22, 55-56. Il generale Duma, già comandante del 4° e suo massimo storico, conclude però affermando che «la stessa forza che ha trasmesso ai posteri il cavallino di Baracca non avrebbe consentito che il colore dello stesso venisse variato. E se è giunto a noi nero, tale doveva essere all'origine».
  12. ^ Moto Club Ravenna, su motoclubravenna.it. URL consultato il 22 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2013).
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Rancati, Franco Carsico, Ferrari che macchine, Milano, EIM, 1996.
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  • Sergio Massaro, Ferrari, un mito, Demetra, 2002, ISBN 88-440-2558-2.
  • Paolo D'Alessio, Fantastic Ferrari, Gribaudo, 2004, ISBN 88-8058-881-8.

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