Ferrari F92A

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Ferrari F92 A)
Ferrari F92A
Jean Alesi.jpg
Jean Alesi alla guida di una F92A al Gran Premio di Monaco 1992.
Descrizione generale
Costruttore Italia  Ferrari
Categoria Formula 1
Squadra Scuderia Ferrari
Progettata da Jean Claude Migeot e Steve Nichols
Sostituisce Ferrari 643 F1
Sostituita da Ferrari F93A
Descrizione tecnica
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4350 mm
Larghezza 2135 mm
Altezza 978 mm
Passo 2925 mm
Peso 505 kg
Altro
Avversarie Vetture di Formula 1 1992
Risultati sportivi
Piloti Jean Alesi
Ivan Capelli
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
16 0 0 0

La Ferrari F92A è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1 che gareggiò nel Campionato mondiale di Formula 1 1992.

Viene ricordata, dopo la 312 T5, come una delle Ferrari meno competitive della storia della Formula 1.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di tutte le Ferrari di Formula 1 progettate tra il 1989 e il 1991, la F92A non condivideva nessun componente con la Ferrari 640 F1, che aveva costituito la base di partenza per le nuove monoposto realizzate fino all'anno prima.

Considerato lo scarso rendimento delle vetture impiegate nella stagione 1991 (tecnicamente obsolete), la Ferrari aveva infatti deciso di realizzare una monoposto di concezione completamente rinnovata[1]: carrozzeria, motore e cambio vennero ridisegnate tentando di massimizzare l'efficienza del telaio e della conformazione aerodinamica (il cui sviluppo tentò di allinearsi agli ultimi ritrovati tecnologici introdotti in quegli anni in Formula 1).

Aerodinamica[modifica | modifica wikitesto]

Nel campo dell'aerodinamica, la vettura riprendeva diverse soluzioni adoperate in aeronautica sui velivoli militari[1], dovute essenzialmente all'apporto dell'ingegnere aeronautico Jean Claude Migeot, che in quegli anni realizzò molte soluzioni innovative su diverse monoposto di Formula 1.

Nello specifico, riprendendo una soluzione introdotta da Migeot stesso ai tempi in cui lavorava alla Tyrrell (e destinata ad un grande successo), la F92 A fu la prima monoposto Ferrari di Formula 1 a presentare un musetto rialzato, collegato all'ala anteriore con due montanti paralleli, in luogo del profilo spiovente usato fino alle stagioni precedenti. Altra caratteristica peculiare erano le prese d'aria delle fiancate, di forma ovoidale e separate dal corpo vettura, imitando le tendenze progettuali dei jet militari (nei quali le prese d'aria dei motori sono sempre staccate dalla fusoliera per evitare l'ingestione dello strato limite). L'estetica della monoposto le valse pertanto il nomignolo di caccia.

L'innovazione maggiore riguardava però il cosiddetto doppio fondo, con cui si tentò di riprodurre un effetto Venturi paragonabile a quello delle monoposto dei primi anni 1980 dotate di minigonne: al di sopra del normale fondo piatto, imposto dal regolamento tecnico, ne era infatti stato creato un altro, parallelo al primo e formante con esso una serie di canalizzazioni che avrebbero dovuto generare un elevato effetto suolo.

Venne infine modificata la zona Coca-Cola, ossia la parte terminale della carrozzeria che converge verso il cambio e l'asse posteriore, che assunse una forma più squadrata.

Questo notevole affinamento aerodinamico risultò essere del tutto inutile, in quanto basato su un modello che negli studi al computer ed in galleria del vento rivelava rendimenti eccellenti, ma nelle situazioni reali della pista rendeva la vettura instabile e lenta: l'elevata resistenza aerodinamica del corpo vettura infatti consentì buone prestazioni solo in circostanze particolari, quali ad esempio le gare con pioggia (dove le velocità massime hanno un'importanza relativa).

Motore[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il profilo motoristico, la F92A non si scostava più di tanto dalle precedenti realizzazioni della casa. Il motore, sempre in posizione posteriore centrale longitudinale, adottava la classica architettura V12, con l'angolo di bancata corrispondente ai canonici 65° e, come da regolamento, sempre di 3500 cm³ come cilindrata. La Ferrari mantenne le cinque valvole per cilindro, sempre comandate con due alberi a camme in testa per bancata[2] e il richiamo a molle tradizionali al posto del sistema pneumatico degli avversari. Ciò impedì di migliorare le prestazioni in termini di potenza massima incrementando il regime di rotazione: il richiamo a molla, infatti, oltre un certo regime diventa inefficace perché non riesce più a garantire il contatto con la camma, causando una chiusura ritardata della valvola. Tale motore perse inoltre 35 CV di potenza rispetto a quello della precedente vettura.

A questo propulsore venne abbinato il classico cambio semiautomatico, dotato tuttavia di solo 6 rapporti più retromarcia (dal 1990 era prassi averne 7).[2]

Le ultime due scelte "penalizzanti" erano probabilmente da attribuirsi al tentativo dei tecnici di rendere motore e cambio il più possibile affidabili, anche limitandone la complessità e la resa massima. Peraltro, nonostante questi accorgimenti, la solidità e affidabilità dell'insieme non migliorò in modo apprezzabile.

F92 AT[modifica | modifica wikitesto]

Una versione evoluta della vettura, denominata Ferrari F92 AT, venne impiegata a partire dal Gran Premio del Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps, fino al termine della stagione. Dotata di un motore più potente e modificata sotto il profilo aerodinamico nel tentativo di renderla più adatta ai circuiti particolarmente veloci (come appunto Spa, Monza, Estoril, Suzuka e Adelaide), essa disponeva inoltre di un nuovo cambio trasversale, in luogo del precedente longitudinale, che indusse l'aggiunta della lettera T nel nome.

Carriera agonistica[modifica | modifica wikitesto]

Messa alla prova in competizione, la monoposto si rivelò concettualmente errata sia sotto l'aspetto aerodinamico che sotto quello meccanico: le prestazioni erano scarse e la stagione (complici le frequenti noie meccaniche e strutturali) fu costellata di ritiri. Gli aggiornamenti introdotti sulla versione AT non riuscirono a produrre benefici apprezzabili. Per il secondo anno consecutivo la Ferrari non ottenne né una vittoria, né una pole position, né tanto meno (a differenza dell'anno prima) un giro più veloce in gara. I piazzamenti di maggior rilievo che riuscì a conseguire furono due terzi posti nel Gran Premio di Spagna e nel Gran Premio del Canada, in tutte e due le occasioni grazie a Jean Alesi. Il suo compagno di squadra Ivan Capelli (distintosi negli anni precedenti alla guida della Leyton House progettata dal tecnico inglese Adrian Newey) ottenne due soli piazzamenti a punti: il quinto posto in Brasile e il sesto in Ungheria, venendo peraltro sostituito nelle ultime due gare della stagione dal terzo pilota Nicola Larini, che non ottenne punti.

Nel 1992 la Ferrari raccolse in totale 21 punti, cioè meno della metà di quelli ottenuti nel 1991, tanto che la squadra di Maranello retrocedette dal terzo al quarto posto nella classifica costruttori, dietro anche alla Benetton, oltre che a McLaren e Williams.

Risultati completi[modifica | modifica wikitesto]

Anno Team Motore Gomme Piloti Flag of South Africa (1928-1994).svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1992 Scuderia Ferrari Ferrari 038 3.5 V12 G Francia Alesi Rit Rit 4 3 Rit Rit 3 Rit Rit 5 Rit Rit Rit Rit 5 4 21
Italia Capelli Rit Rit 5 10 Rit Rit Rit Rit 9 Rit 6 Rit Rit Rit
Italia Larini 12 11

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Scheda tecnica Ferrari F92 A[modifica | modifica wikitesto]

Motore

  • Ferrari E1 A-92, posteriore centrale longitudinale
  • 12 cilindri a V di 65°
  • alesaggio 88 mm
  • corsa 47,9 mm
  • cilindrata totale 3497 cc
  • distribuzione bialbero a camme in testa per fila di cilindri
  • 60 valvole
  • 5 valvole per cilindro, 3 di aspirazione, 2 di scarico
  • rapporto di compressione 13:1
  • iniezione elettronica indiretta Weber Marelli
  • accensione singola elettronica statica Marelli
  • raffreddato ad acqua
  • lubrificazione a carter secco
  • potenza massima 700 CV a 14700 giri/minuto

Trasmissione

  • trazione posteriore
  • frizione ridisco in carbonio
  • cambio semiautomatico elettroattuato, in blocco col motore, a 6 marce+retromarcia

Autotelaio

  • monoscocca in materiali compositi
  • sospensione anteriore a ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, molleggio a puntone o "push-rod"
  • sospensione posteriore a ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, molleggio a puntone o "push-rod"
  • 4 freni a disco Brembo in carbonio
  • sterzo a cremagliera
  • serbatoio carburante 225 litri
  • pneumatici anteriori Good Year 25.10-13"
  • pneumatici posteriori Good Year 26.15-13"

Dimensioni e peso

  • carreggiata anteriore 1810 mm
  • carreggiata posteriore 1678 mm

Prestazioni

  • velocità massima 320 km/h
  • rapporto peso/potenza 0,7 kg/CV

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004, p.303.
  2. ^ a b Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004, p.302.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]