Luciano Benetton

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Luciano Benetton
Luciano Benetton.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XI
Circoscrizione Veneto
Collegio Treviso
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Repubblicano Italiano
Professione industriale

Luciano Benetton (Treviso, 13 maggio 1935) è un imprenditore, politico e dirigente sportivo italiano, fondatore del Gruppo Benetton e senatore per il Partito Repubblicano Italiano dal 1992 al 1994.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1935 a Treviso, Luciano Benetton ha dato inizio nel 1965, insieme ai fratelli Giuliana, Gilberto e Carlo, all'attività di Benetton Group, società oggi presente nei principali mercati del mondo con oltre 6.000 punti vendita. Siede nel consiglio di amministrazione di Edizione srl, la holding finanziaria di famiglia.

È stato Senatore della Repubblica nella XI Legislatura, dal 1992 al 1994, eletto nelle file del Partito Repubblicano Italiano.

È padre di cinque figli: Mauro (15 giugno 1962), Alessandro (2 marzo 1964), Rossella (23 giugno 1965) e Rocco (29 settembre 1969), nati dal suo matrimonio con Maria Teresa Maestri, e di Brando, nato dalla sua relazione con l'imprenditrice Marina Salamon.

Attività nello sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 il Gruppo Benetton, sotto la guida di Luciano, entrò nella Formula 1 tramite l'acquisizione delle scuderie Toleman e Spirit, fondando la Benetton Formula. La direzione del team venne affidata a Flavio Briatore. Negli anni '80 e '90 la Benetton fu protagonista nel mondo delle corse, conquistando due mondiali piloti (nel 1994 e 1995) e un mondiale costruttori e, soprattutto, lanciò la carriera del pilota tedesco Michael Schumacher, campione indiscusso degli anni '90 e 2000. In totale la scuderia di Luciano Benetton vinse 27 Gran Premi su 260 gare. Fra i piloti che gareggiarono con tale scuderie, oltre al citato Schumacher, troviamo: Giancarlo Fisichella, Nelson Piquet, Jean Alesi, Gerhard Berger. A causa degli scarsi successi la scuderia venne ceduta, nel 2001, alla Renault F1.

Parallelamente all'attività nell'automobilismo, Luciano Benetton affiancò il rugby. Già nel 1979 il Gruppo Benetton divenne sponsor del Rugby Treviso per poi decidere di acquisirlo trasformandolo nella Benetton Rugby Treviso.

Mecenatismo[modifica | modifica wikitesto]

La Fondazione Benetton Studi Ricerche ha sviluppato la collezione Imago Mundi, progetto culturale non profit che guarda ai nuovi orizzonti d'arte mondiali per realizzare una propria e particolare catalogazione delle varie poetiche, dei linguaggi e delle opere.
Commissionando le opere ad artisti affermati o esordienti di differenti paesi, ne ne è risultata una vastissima raccolta di Arte contemporanea di migliaia di opere legate dall’unico vincolo dell'omogeneità del formato 10×12 centimetri.
La collezione dei dipinti, la cui struttura espositiva è stata progettata dall’architetto Tobia Scarpa, ha partecipato a rassegne ed esposizioni in collaborazione con istituti privati e pubblici in tutto il mondo.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

10 giugno 1992: Master in Business Administration Honoris Causa Instituto de Empresa - Madrid

22 maggio 1994: Laurea Honoris Causa in Legge Boston University

19 maggio 1995: Laurea Honoris Causa in Economia aziendale Università Ca' Foscari di Venezia

18 aprile 2000: GEI (Gruppo Esponenti Italiani) Award New York

30 ottobre 2000: Premio Tiepolo Fiat Iberica – Madrid

27 marzo 2007: Laurea Honoris Causa in Comunicazione Universidad de las Comunicaciones del Cile (UNIACC)

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 la Procura di Milano trasmise al Senato la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Benetton, accusato di aver favorito con manovre finanziarie illecite il fallimento dell'azienda di abbigliamento Fiorucci S.p.A., a cui era legato come membro del consiglio di amministrazione.[1]

In Argentina è uno dei più importanti proprietari terrieri; come documentato dalla televisione France 5 in un servizio del 2010 alleva con sfruttamento intensivo migliaia di pecore con criteri che possono essere ritenuti poco ecosostenibili. È inoltre coinvolto in un contenzioso aperto con le popolazioni indigene locali, i Mapuche, sulle modalità di appropriazione di estesi terreni in Patagonia, come documentato dalla trasmissione televisiva Report in un servizio andato in onda il 7 giugno 2009.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN112758052 · LCCN: (ENn95018491 · ISNI: (EN0000 0000 8180 2566 · GND: (DE123459672 · BNF: (FRcb12313323c (data) · ULAN: (EN500291807