Benetton Rugby Treviso

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Benetton Rugby Treviso Srl SSD
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Benetton Rugby TV logo.svg
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Colori bianco e verde
Simboli Leone
Dati societari
Città Treviso
Paese Italia
Sede Strada del Nascimben 1/b, I–31100 Treviso
Federazione Flag of Italy.svg  Federazione Italiana Rugby
Campionato Pro14
Fondazione 1932
Storico nomi GUF Treviso
(1932-1945)
A.S. Rugby Treviso
(1946-1978)
Benetton Rugby Treviso
(1978-)
Sponsor tecnico Erreà
Presidente Amerino Zatta
Allenatore Kieran Crowley
Palmarès
10 scudettiScudettoScudettoScudettoScudettoScudetto Coppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa Italia
15 Scudetti
4 Coppe Italia
2 Supercoppe d’Italia
Stadio
Stadio Monigo , Treviso vs Scarlets - panoramio.jpg
stadio di Monigo
(6 700 posti)
Informazioni aggiornate al 30 marzo 2019

Il Benetton Rugby Treviso è un club professionistico italiano di rugby a 15 fondato nel 1932 come GUF Treviso. Ribattezzato nel 1945 A.S. Rugby Treviso, deve la sua attuale denominazione all'acquisizione da parte del gruppo Benetton nel 1978.

Vanta la vittoria in 15 campionati nazionali, il più recente nel 2010, e quattro Coppe Italia, che ne fanno il club più titolato del rugby italiano dopo l'Amatori Milano (18 scudetti).

Dalla stagione sportiva 2010-11 la squadra non partecipa più al campionato italiano per disputare il Pro14, competizione interconfederale inizialmente riservata a squadre di club gallesi, irlandesi e scozzesi, poi ampliata con l'apertuta ai club italiani in tale anno e, dal 2017, a quelli sudafricani. È il club che, al 2018, ha maggiormente rappresentato l'Italia in Champions Cup, la massima competizione rugbistica di club in Europa, cui ha preso parte 21 volte su 24 edizioni.

Dal 1982 il club ha anche una sezione femminile, chiamata familiarmente Red Panthers, vincitrice di 16 scudetti.

La squadra disputa le proprie gare interne allo stadio comunale di Monigo, a Treviso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

AFC Padova (a strisce) — GUF Treviso nel 1932

Il club nacque nel 1932 come GUF Treviso[1] e compì solo attività sportiva studentesca, essendo espressione del locale Gruppo Universitario Fascista. Nell'immediato dopoguerra cambiò nome in Associazione Sportiva Rugby Treviso[2].

Gli anni cinquanta videro l'avvento delle compagini venete (Rovigo vinse cinque campionati di fila dal 1951 al 1954-55) e il 1956 vide la prima affermazione del Rugby Treviso, sponsorizzato dalla Faema[3], che già nel 1954 era arrivato alla finale-scudetto; successivamente fu il turno delle Fiamme Oro di Padova, che, sempre in alternanza con Rovigo, dominarono la scena a cavallo degli anni cinquanta e sessanta.

Nel 1970 la squadra vinse la sua prima Coppa Italia; fu il prodromo dell'inizio della dominazione del Veneto nel successivo ventennio (18 scudetti su 21 campionati fino al 1992)[4], iniziato nella stagione successiva con il quinquennio del Petrarca.

Nel 1977-78 il Treviso, sponsorizzato Metalcrom, si aggiudicò per la seconda volta nella sua storia il campionato[5]. Tra i protagonisti di quella vittoria, ottenuta sotto la guida di Umberto Cossara, l'apertura Oscar Collodo e il pilone Guido Rossi, il primo futuro allenatore del club negli anni novanta, ed entrambi internazionali per l'Italia alla Coppa del Mondo di rugby 1987. Rossi e Collodo furono i primi di una lunga serie di giocatori forniti dal club alla Nazionale durante le Coppe del Mondo a venire.

L'era Benetton[modifica | modifica wikitesto]

La Metalcrom campione d’Italia nel 1977-78

Sempre nel 1978 avvenne la svolta societaria che caratterizzò la politica sportiva del club e lo trasformò nella società più vincente della storia recente del rugby italiano: il gruppo di abbigliamento Benetton divenne sponsor del club e, successivamente, lo acquisì, trasformandone la ragione sociale in Benetton Rugby Treviso. Alla presidenza del club fu confermato Arrigo Manavello, sotto la cui dirigenza la squadra aveva vinto lo scudetto.

John Kirwan e Craig Green, campioni d'Italia 1988-89

Il primo scudetto del nuovo corso societario giunse nel 1982-83, dopo due terzi posti consecutivi e un secondo posto; a metà decennio arrivarono a Treviso giocatori di riconosciuto valore internazionale quali i neozelandesi John Kirwan[6] e Craig Green, destinati a diventare campioni del mondo con la maglia degli All Blacks, che insieme ai numerosi nazionali italiani in squadra (Stefano Bettarello, Gianni Zanon, “Lello” Dolfato, Stefano Annibal), dal 1986 al 1993 disputarono sette finali scudetto consecutive, vincendone due; furono, quelli, gli anni della rivalità con l'Amatori Milano, dapprima sponsorizzato Mediolanum e poi, definitivamente entrato nell'orbita societaria di Silvio Berlusconi, rinominato Milan Rugby. A guidare la squadra nel decennio, nomi come Roy Bish e Pierre Villepreux, entrambi già C.T. della Nazionale italiana (e Villepreux anche di quella francese).

Il 1982 fu anche l'anno dell'inaugurazione della Ghirada, la club house del gruppo sportivo Benetton.

Dopo una semifinale persa nel 1994, la coppia Oscar Collodo-Gianni Zanon che guidò la squadra per il triennio successivo giunse ad altre tre finali scudetto consecutive, tutte contro il Milan — le prime due perse, la terza, quella del 1997[7], vinta — con in squadra elementi come Giovanni Grespan, Alessandro Troncon, Mark Giacheri, Francesco Mazzariol e soprattutto Ivan Francescato, che in azzurro fu anche tra i protagonisti della prima, storica vittoria contro la Francia nel 1997 e scomparve prematuramente nel 1999.

In quel periodo il club aveva cambiato ragione sociale ed era divenuto una società a responsabilità limitata, nonché parte di un gruppo sportivo più ampio che aveva inglobato il basket (Pallacanestro Treviso), la pallavolo (Sisley) e, per un periodo, anche la Formula 1 (la scuderia automobilistica Benetton Formula, due volte campione del mondo nel 1994 e 1995 con Michael Schumacher). Dal 1997 Amerino Zatta è il presidente del club in sostituzione di Manavello che in quell'anno lasciò la carica.

Dal 1995 presente nelle coppe europee (fin dalla prima edizione a inviti della Heineken Cup), nel primo decennio del nuovo secolo la squadra consolidò il suo primato nazionale, raggiungendo la quota di 15 scudetti nel 2009-10[8] e arrivando in altre tre occasioni in semifinale e in un'altra in finale (nel 2008, persa contro il Calvisano.

A fare parte dello staff societario figuravano nomi che da giocatori avevano scritto la storia recente del club: Franco Properzi (fino al 2010 assistente allenatore), già Amatori Milano e poi Benetton dal 1998 al 2004, Sergio Zorzi, allenatore della squadra Under-19, Giovanni Grespan, allenatore delle giovanili e dirigente responsabile ai corsi.

Il Pro14[modifica | modifica wikitesto]

Rugby Roma – Treviso, ultima giornata della stagione regolare 2008-09

A seguito dell'ampliamento della Celtic League all'Italia, il Benetton fu una delle squadre ammesse alla competizione; inizialmente escluso a favore dei Praetorians, franchise di Roma, in sede di riesame delle candidature fu riammesso a scapito della squadra della Capitale[9]; dalla stagione 2010-11 la squadra partecipa quindi alla competizione celtica[10], con conseguente abbandono del campionato domestico. L'esordio assoluto del Benetton in Celtic League è del 4 settembre 2010, una vittoria 34-28 sui gallesi Scarlets[11]; il campionato si concluse con 9 vittorie e 10º posto, bissato l'anno seguente. Nel 2013 la squadra chiuse al 7º posto con 50 punti, a 31 punti dalla vetta, 40 dalla coda e 16 dai play-off.

Franco Smith lasciò il club a dicembre 2013[12] e la squadra fu affidata a Umberto Casellato, con cui la squadra registrò due penultimi e un ultimo posto. Dal 2016 la squadra è guidata dal neozelandese Kieran Crowley[13]. Nel 2016-17 la squadra terminò al 10º posto; nella stagione successiva, aperta al Sudafrica e portata a 14 squadre, il torneo fu diviso in due conference e il Benetton terminò al 5º posto.

Oltre ai titoli della prima squadra (ai 15 scudetti vanno sommate 4 Coppe Italia e 2 Supercoppe), il Benetton Treviso vanta 10 scudetti giovanili U-19/21 tra il 1950 e il 2006, 7 scudetti Under-18 tra il 1979 e il 2014 e 8 scudetti Under-16 tra il 1979 e il 2018.

Le Red Panthers[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Benetton Rugby Treviso (rugby a 15 femminile).

Dal 1982 il Benetton Rugby Treviso ha anche una divisione femminile, le cui atlete sono note con il nome di Red Panthers: la squadra, dal 1985 al 2003, vinse 19 campionati italiani consecutivi (11 ufficiali), e vanta in totale 23 titoli (16 dei quali riconosciuti dalla FIR), l'ultimo dei quali nella stagione 2010-11.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Benetton Rugby Treviso
  • 1932 · Nascita del GUF Treviso
  • 1932-35 · Attività universitaria
  • 1935-36 · Prima Divisione Veneto
  • 1936-40 · Attività universitaria
  • 1940-45 · Inattivo
  • 1945 · Trasformazione in Associazione Sportiva Rugby Treviso
  • 1946-47 · Serie B
  • 1947-48 · Serie B
  • 1948-49 · 5º girone B serie B
  • 1949-50 · 3º girone B serie B
  • 1950-51 · 3º girone finale serie B
  • 1951-52 · 1º girone A serie B
    (promozione in Serie A)
  • 1952-53 · 9º serie A
  • 1953-54 · 2º serie A
    (sconf. finale scudetto)
  • 1954-55 · 8º serie A
  • 1955-56 · 1º serie A
    Scudetto.svg Campione d’Italia (1º titolo)
  • 1956-57 · 3º gir. semifinale serie A
  • 1957-58 · 4º girone B serie A
  • 1958-59 · 6º girone B serie A
  • 1959-60 · 3º girone B serie A
  • 1960-61 · 2º Eccellenza
  • 1961-62 · 4º Eccellenza
  • 1962-63 · 10º Eccellenza
  • 1963-64 · 7º Eccellenza
  • 1964-65 · 7º Eccellenza
  • 1965-66 · 11º serie A
    (retrocessione in Serie B)
  • 1966-67 · 2º girone B serie B
  • 1967-68 · 1º girone finale serie B
    (promozione in Serie A)
  • 1968-69 · 5º serie A
  • 1969-70 · 3º serie A
    Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia (1º titolo)
  • 1970-71 · 5º serie A
  • 1971-72 · 6º serie A
  • 1972-73 · 6º serie A
  • 1973-74 · 8º serie A
  • 1974-75 · 9º serie A
  • 1975-76 · 5º serie A
  • 1976-77 · 4º serie A
  • 1977-78 · 1º serie A
    Scudetto2.svg Campione d’Italia (2º titolo)
  • 1978 · Cambio ragione sociale in Benetton Rugby Treviso
  • 1978-79 · 5º serie A
  • 1979-80 · 3º serie A
  • 1980-81 · 3º serie A
  • 1981-82 · 2º poule scudetto serie A
  • 1982-83 · 1º poule scudetto serie A
    Scudetto3.svg Campione d’Italia (3º titolo)
  • 1983-84 · 2º poule scudetto serie A
  • 1984-85 · 2º poule scudetto serie A
  • 1985-86 · 3º poule scudetto serie A
  • 1986-87 · 2º serie A1
  • 1987-88 · 3º serie A1
    (sconf. finale scudetto)
  • 1988-89 · 1º serie A1
    Scudetto4.svg Campione d’Italia (4º titolo)
  • 1989-90 · 1º serie A1
    (sconf. finale scudetto)
  • 1990-91 · 2º serie A1
    (sconf. finale scudetto)
  • 1991-92 · 5º serie A1
    Scudetto5.svg Campione d’Italia (5º titolo)
  • 1992-93 · 3º serie A1
    (sconf. finale scudetto)
  • 1993-94 · 3º serie A1
    (sconf. semifinale playoff)
  • 1994-95 · 2º serie A1
    (sconf. finale scudetto)
  • 1995-96 · 1º serie A1
    (sconf. finale scudetto)
  • 1996-97 · 2º serie A1
    Scudetto6.svg Campione d’Italia (6º titolo)
  • 1997 · Istituzione del Benetton Rugby Treviso S.r.l.
  • 1997-98 · 3º serie A1
    Scudetto7.svg Campione d’Italia (7º titolo)
    Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia (2º titolo)
  • 1998-99 · 1º serie A1
    Scudetto8.svg Campione d’Italia (8º titolo)
  • 1999-2000 · 1º serie A1
    (sconf. semifinale playoff)
  • 2000-01 · 1º serie A1
    Scudetto9.svg Campione d’Italia (9º titolo)
  • 2001-02 · 4º Super 10
    (sconf. semifinale playoff)
  • 2002-03 · 2º Super 10
    Star*.svg Scudetto10.svg Campione d’Italia (10º titolo)
  • 2003-04 · 1º Super 10
    Scudetto11.svg Campione d’Italia (11º titolo)
  • 2004-05 · 1º Super 10
    (sconf. semifinale playoff)
    Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia (3º titolo)
  • 2005-06 · 1º Super 10
    Scudetto12.svg Campione d’Italia (12º titolo)
  • 2006-07 · 1º Super 10
    Scudetto13.svg Campione d’Italia (13º titolo)
    600 px Transparent flag.png Supercoppa d’Italia (1º titolo)
  • 2007-08 · 2º Super 10
    (sconf. finale scudetto)
  • 2008-09 · 2º Super 10
    Scudetto14.svg Campione d’Italia (14º titolo)
  • 2009-10 · 1º Super 10
    Scudetto15.svg Campione d’Italia (15º titolo)
    Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia (4º titolo)
    600 px Transparent flag.png Supercoppa d’Italia (2º titolo)
  • 2010-11 · 10º Celtic League
  • 2011-12 · 10º Pro12
  • 2012-13 · 7º Pro12
  • 2013-14 · 11º Pro12
  • 2014-15 · 11º Pro12
  • 2015-16 · 12º Pro12
  • 2016-17 · 10º Pro12
  • 2017-18 · 5º conference B Pro14
  • 2018-19 · 3º conference B Pro14
    (sconf. barrage per la semifinale)

Colori e simboli delle uniformi[modifica | modifica wikitesto]

Dall'epoca dell'entrata del club nel gruppo Benetton i colori sociali sono sempre stati il bianco e il verde: l'uniforme di gioco più usata è quella che prevede una maglia a strisce orizzontali di tali colori e, a completare la tenuta, pantaloncini bianchi e calzettoni verdi. In determinate stagioni, come nei primi anni ottanta e, più recentemente, dal 2018, la maglia è completamente verde, mentre calzoncini e calzettoni rimangono rispettivamente bianchi e verdi.

La seconda tenuta generalmente omaggia la vecchia maglia, che riprende i colori della provincia di Treviso; a seconda delle stagioni variano i temi ma i colori di base sono sempre il bianco e il blu.

Lo sponsor tecnico del club è l'azienda italiana di abbigliamento sportivo Erreà di Parma[14]; l'accordo di fornitura dell'equipaggiamento sportivo va dalla stagione 2017-18 a quella 2019-20.

Il simbolo della squadra maschile è un leone, che richiama quello di san Marco, antico simbolo della Serenissima e attualmente presente nello stemma del Veneto e di molte amministrazioni comunali e provinciali di quella Regione.

Le maglie della squadra femminile invece presentano un'aggiunta rossa come omaggio all'altro club cittadino, il Tarvisium[15], e sebbene tengano il leone sui pantaloncimi, e a dispetto del nome di Pantere Rosse, sul petto recano il simbolo di un giaguaro (panthera onca).

Stadio e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: stadio comunale di Monigo.

L'impianto interno del Benetton Rugby Treviso è, dal 1973, lo stadio comunale di Monigo, situato nella località omonima a circa 4 km a nord-ovest del centro di Treviso. Può ospitare 6 700 spettatori, di cui 3 700 nella tribuna centrale coperta.

La sede degli allenamenti della prima squadra e delle giovanili è la Ghirada, vasta area di più di 200 000 metri quadrati, situata nell'immediata periferia di Treviso e molto vicina al centro. È anche la sede sociale di tutto il gruppo sportivo Benetton ed è attrezzata per diverse attività tra cui gli incontri della squadra femminile, pallacanestro, pallavolo, golf, nuoto e ginnastica.

Giocatori rappresentativi[modifica | modifica wikitesto]

Sono di seguito elencati alcuni tra i giocatori più rappresentativi della storia del club. Tra di essi, due sono scomparsi prematuramente: Raffaele “Lello” Dolfato (1963-97), flanker che militò nel Benetton per tutta la sua carriera dal 1981 al 1994, e partecipò alla Coppa del Mondo di rugby 1987 in Australia e Nuova Zelanda che morì in un incidente stradale fuori Treviso; e il citato Ivan Francescato (1967-99), tre quarti centro campione d'Europa con la Nazionale italiana nel 1997, titolare nelle Coppe del Mondo 1991 in Inghilterra e 1995 in Sudafrica, morto ancora in attività a 32 anni a causa di una malformazione cardiaca. La nazionalità indicata è quella secondo le regole World Rugby, non necessariamente coincidente con la cittadinanza amministrativa.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Benetton Rugby Treviso 2019-2020.

Rose del passato[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Stagioni del Benetton Rugby Treviso

Letteratura di approfondimento[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Domenico Mazzocato, Treviso ’89: il tricolore ritrovato, Treviso, Edimedia, 1989.
  • Gian Domenico Mazzocato, Treviso, la prima volta. 1955-1956, il primo scudetto del rugby trevigiano, Treviso, Edimedia, 1991.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palla ovale, in Gioventù Fascista, 20 febbraio 1933, p. 4. URL consultato il 27 marzo 2019.
  2. ^ La storia 1932-2018, su benettonrugby.it, Benetton Rugby Treviso. URL consultato il 3 novembre 2018.
  3. ^ Giancarlo Padovan, Il nostro rugby ricco e felice, in la Repubblica, 14 giugno 1989. URL consultato l'11 febbraio 2010.
  4. ^ Sesta nazione, Ivan Malfatto, «La Repubblica veneta», p. 73.
  5. ^ Rugby, scudetto al Metalcrom, in Stampa Sera, 22 maggio 1978. URL consultato il 5 maggio 2012.
  6. ^ Rugby, campionato al via: il Treviso parte avanti, in la Repubblica, 15 settembre 1985. URL consultato il 18 novembre 2013.
  7. ^ Rossano Emanuele, Treviso trova uno scudetto anche in mischia, in Corriere della Sera, 9 giugno 1997. URL consultato il 25 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2014).
  8. ^ Simone Battaggia, Treviso, ecco il 15º scudetto: in finale battuta Viadana, in la Gazzetta dello Sport, 29 maggio 2010. URL consultato il 29 maggio 2010.
  9. ^ Andrea Buongiovanni e Simone Battaggia, Celtic nel caos: Roma bocciata, in la Gazzetta dello Sport, 4 ottobre 2009. URL consultato il 17 febbraio 2010.
  10. ^ (EN) Magners League welcomes Italian teams, Pro14, 8 marzo 2010. URL consultato il 21 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2018).
  11. ^ (EN) Benetton Treviso 34-28 Scarlets, in BBC, 4 settembre 2010. URL consultato il 4 settembre 2010.
  12. ^ Comunicato dimissioni Franco Smith, su benettonrugby.it, Benetton Rugby Treviso, 5 dicembre 2013. URL consultato il 3 novembre 2018.
  13. ^ Crowley, ex allenatore del Canada, verso la panchina del Benetton, in il Gazzettino, 7 gennaio 2016. URL consultato il 3 novembre 2018.
  14. ^ Sarà Erreà il nuovo sponsor tecnico ufficiale del Benetton Rugby, in Treviso Today, 12 giugno 2017. URL consultato il 3 novembre 2018.
  15. ^ Elvis Lucchese, Le donne del rugby. Dalla clandestinità agli autografi, una rivoluzione culturale, in Corriere del Veneto, 2 aprile 2015. URL consultato l'8 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianluca Barca, Gian Franco Bellè (a cura di), La sesta nazione. Ottant'anni di storia della Federazione Italiana Rugby, Parma, Grafiche Step, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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