Coppa del Mondo di rugby

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Coppa del Mondo di rugby
Rugby World Cup logo.png
SportRugby union pictogram.svg rugby a 15
Tiposquadre nazionali
OrganizzatoreWorld Rugby
Titolocampione del mondo
Cadenzaquadriennale
Aperturasettembre
Partecipanti20
Formulaa gironi + play-off
Storia
Fondazione1987
Numero edizioni9 al 2019
DetentoreSudafrica Sudafrica
Record vittorieNuova Zelanda Nuova Zelanda
Sudafrica Sudafrica (3)
Ultima edizioneCoppa del Mondo 2019
Prossima edizioneCoppa del Mondo 2023
Rugby World Cup Trophy.JPG
La coppa “William Webb Ellis”

La Coppa del Mondo di rugby (in inglese Rugby World Cup) è la massima competizione internazionale di rugby XV per squadre nazionali maschili, ed è organizzata dal World Rugby. Istituita nel 1985, vide la sua prima edizione nel 1987 con la Nuova Zelanda come vincitrice. Da allora la sua fase finale si svolge a cadenza quadriennale. Il vincitore del torneo si fregia del titolo di campione del mondo per il quadriennio successivo alla vittoria.

Si sono tenute nove edizioni del torneo; campione in carica è il Sudafrica, che ha vinto l'edizione più recente, quella del 2019. Gli Springboks sono inoltre la squadra più titolata del torneo insieme alla Nuova Zelanda con tre vittorie ciascuna. Seguono Australia (2) e Inghilterra (1).

Dal 1991 esiste anche una Coppa del Mondo femminile, sempre sotto la giurisdizione del WR.

Il trofeo in palio è la Coppa William Webb Ellis, intitolata all'allievo inglese della Rugby School cui la leggenda attribuisce romanticamente (seppur con documenti scritti) la paternità della disciplina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I prodromi[modifica | modifica wikitesto]

il logo della competizione (1991-2007)

Fino alla fine degli '80 il calendario internazionale del rugby di alto livello era scandito principalmente dai tour, ovvero visite ufficiali di una nazionale in un altro paese. Unico torneo che coinvolgeva le nazionali più forti del panorama rugbstico mondiale è stato per oltre un secolo il 5 nazioni (Home championship fino al 1910), che comunque vedeva la partecipazione solo delle maggiori cinque squadre europee. Esistevano altri tornei internazionali (come la Coppa FIRA) che tuttavia erano limitati ad una sola area geografica e per di più non vedevano prendervi parte le formazioni più quotate.

Le spinte a creare una Coppa del Mondo, il cui embrione già circolava dalla fine degli anni sessanta quando la RFU rifiutò persino di prendere in considerazione proposte in tal senso [1] trovavano fondamentalmente motivazione nell'anticipare lo scivolamento della disciplina verso il professionismo, intuibile già a fine anni settanta: nel 1977 una catena televisiva neozelandese aveva valutato l'ipotesi di produrre un campionato di rugby a 15 a pagamento, e nel 1979 in Sudafrica la federazione valutò un'iptotesi simile[1].

Ad accelerare i tempi fu altresì il progetto di David Lord, imprenditore australiano, di mettere sotto contratto circa 200 giocatori in tutto il mondo, dei quali aveva ricevuto una dichiarazione d'intenti, al fine di creare una lega professionistica[2]. Tra i soggetti interessati all'acquisto di una tale produzione figuravano Kerry Packer, già fautore di una lega professionistica di cricket[2] e Rupert Murdoch[3], il quale vaticinava l'istituzione di un campionato del mondo fuori dall'orbita IRB, al quale avrebbero dovuto partecipare le squadre dell'allora Cinque Nazioni più le due oceaniane, più il Sudafrica sotto falso nome, per via del bando internazionale cui tale Paese era sottoposto per via della sua politica di apartheid[4].

Successivi eventi, quali lo stato di bancarotta di Lord e la sua inaffidabilità, causarono la morte del suo progetto già a fine 1983, ma la sua manovra fu sufficiente a convincere l'IRB che se non avesse organizzato in proprio una manifestazione mondiale qualcun altro lo avrebbe, prima o poi, fatto[2]. L'organismo mondiale commissionò quindi alle federazioni neozelandese e australiana uno studio di fattibilità di una manifestazione che trovò l'appoggio di Albert Ferrasse, il presidente della federazione francese[4]. Tuttavia i rappresentanti di Irlanda e Scozia, fieri sostenitori del dilettantismo, opposero un fermo rifiuto, temendo — in retrospettiva a ragione — che una competizione assimilabile a un campionato del mondo avrebbe aperto la porta al professionismo[5].

Galles e Inghilterra si mostrarono invece possibilisti[5]; determinante fu il parere favorevole del South African Rugby Board, la federazione "bianca" all'epoca al governo del rugby in Sudafrica, che diede ai proponenti la maggioranza necessaria a far passare il progetto di Coppa del Mondo che così, il 21 marzo 1985, fu ufficialmente varato[5] a Parigi[6]: le tre federazioni del Sud si espressero favorevolmente con i loro due voti ciascuno di cui disponevano, e lo stesso fece la Francia; l'opposto fecero Irlanda e Scozia con i loro rappresentanti. I rappresentanti di Galles e Inghilterra, altresì, si divisero sulla preferenza, esprimendo ciascuno un voto a favore e un voto contro la mozione, che così, con 10 voti contro 6, fu approvata[2]. Un grande successo della Francia fu riuscire a ottenere la partecipazione delle federazioni FIRA, della quale Ferrasse era all'epoca presidente[6].

Mancando il tempo per organizzare tornei di qualificazione, si decise, una tantum, di invitare le 14 squadre da affiancare ai due Paesi organizzatori. Fu deciso di convocare d'ufficio le squadre del Cinque Nazioni (Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Scozia); per quanto riguarda il resto d'Europa, Italia (in procinto di affiliarsi all'IRB) e Romania, le due Nazionali più quotate dopo le cinque citate; l'Argentina per l'America del Sud e Canada e Stati Uniti per quella del Nord. L'Africa, stante il bando internazionale del Sudafrica, fu rappresentata dallo Zimbabwe, mentre l'Asia lo fu dal Giappone; le altre due squadre oceaniane furono Figi e Tonga. L'Unione Sovietica declinò l'invito del Board.

La formula del torneo era molto semplice. Le sedici squadre furono divise in quattro gironi da quattro squadre; le prime due di ogni gruppo si sarebbero qualificate per la fase ad eliminazione diretta, composta da quarti di finale, semifinale e finale. Fu prevista anche la finale per il terzo posto. La manifestazione prese il via il 22 maggio 1987 e la prima partita vide i padroni di casa della Nuova Zelanda opposti all'Italia. In quella partita, vinta nettamente dagli All Blacks, John Kirwan realizzò una meta percorrendo oltre 70 metri e dribblando 11 giocatori azzurri. L'edizione fu un grande successo di pubblico, e proprio gli All Blacks vinsero la finale di Eden Park davanti a quasi 50.000 spettatori contro la Francia. Terzo il Galles che vinse di misura sull'Australia nella finale di consolazione.

Anni 1990[modifica | modifica wikitesto]

La coppa del 1991 fu assegnata nominalmente alla Gran Bretagna, tuttavia per una politica di accordo tra le federazioni furono disputate partite anche in Irlanda e in Francia. La formula del torneo rimase invariata ma per la prima volta furono disputate delle qualificazioni, questo consentì di aumentare il numero di squadre iscritte al torneo a 33; dalle qualificazioni vennero esentate le squadre che avevano raggiunto i quarti di finale nella precedente edizione (in pratica le prime due di ogni gruppo). Grande sorpresa della manifestazione fu la squadra delle Samoa Occidentali che riuscì a superare la prima fase eliminando Galles ed Argentina, prima di arrendersi contro la Scozia. Nella prima semifinale del torneo si registra la prima, inaspettata, sconfitta della Nuova Zelanda (dopo 10 vittorie consecutive nel torneo) ad opera dei vicini di casa australiani. Proprio i wallabies riusciranno a portarsi a casa la loro prima coppa, vincendo contro i padroni di casa inglesi in finale per 12-6 a Twickenham.

Il Sudafrica fu riammesso al rugby internazionale nel 1992 e per festeggiare la fine del regime razzista alla federazione sudafricana venne assegnato il torneo del 1995 senza che ci fossero altre candidate. Il numero di squadre iscritte aumentò ancora a 52 e questa edizione verrà probabilmente ricordata per due eventi: il primo è l'emergere di Jonah Lomu come stella del rugby. Il neozelandese infatti stupirà il mondo con la sua eccezionale velocità e potenza fisica, vincendo la classifica dei marcatori di mete con 7 realizzazioni in 6 partite (a pari merito con Marc Ellis). Il secondo è la consegna finale del trofeo; in uno dei momenti più emozionanti nella storia dello sport, il presidente Nelson Mandela, indossando una maglia degli Springboks e un abbinato cappellino da baseball, consegnò il trofeo nelle mani del capitano della squadra, l'Afrikaner François Pienaar. Questo gesto venne visto come un segno della riconciliazione tra le due comunità, bianca e nera, del Sudafrica. Ai fini statistici si segnala che proprio la finale è stata anche la prima partita della storia della coppa del mondo a richiedere la disputa dei tempi supplementari.

L'edizione del 1999 fu assegnata al Galles, tuttavia data la scarsità di impianti del piccolo paese britannico la Welsh Rugby Union dislocò alcune partite in Inghilterra, Irlanda, Scozia e perfino Francia. La formula del torneo venne in piccola parte mutata per via dell'ampliamento a 20 squadre, ma sempre in gruppi da 4. Aumenta anche il numero di squadre iscritte alle qualificazioni (65). Jonah Lomu si conferma la superstar del rugby mondiale stabilendo due record, realizza 8 mete in una sola edizione (vincendo la classifica dei migliori marcatori di mete per la seconda volta consecutiva) e arriva a 15 mete totali nella storia della coppa, ma nonostante la sua presenza i neozelandesi vengono sorprendentemente fermati in semifinale dalla Francia e si dovranno accontentare del quarto posto avendo perso anche la finale di consolazione col Sudafrica. La vittoria finale va agli australiani che in finale sconfiggono i francesi, con questa vittoria gli australiani diventano i primi ad aver vinto due volte il trofeo e cinque suoi giocatori (Crowley, Eales, Horan, Kearns e Little) diventarono i primi ad aver vinto due volte la coppa.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

L'Inghilterra festeggia la vittoria del 2003

La Coppa del Mondo 2003 fu assegnata congiuntamente all'Australia e alla Nuova Zelanda, tuttavia quest'ultimo paese fu estromesso dall'organizzazione a causa di alcuni dissapori tra la NZRUF e l'IRB legati sostanzialmente a questioni economiche sulla ripartizione degli introiti. Altro motivo di disaccordo fu la decisione della NZRFU di non sospendere il campionato nazionale per la durata della coppa, come invece era stato richiesto dall'IRB. Le squadre restano sempre 20, ma in 4 gruppi da 5, con le prime 2 qualificate ai quarti. Questa edizione della coppa ha visto per la prima (e tuttora unica) volta la vittoria di una squadra europea e dell'emisfero nord, ovvero l'Inghilterra. La finale del torneo ha visto il XV della Rosa contrapposto ai padroni di casa e campioni in carica dell'Australia ed è ricordata per essere stata decisa a 21 secondi dalla fine dei tempi supplementari da un drop goal di Jonny Wilkinson. Lo stesso Wilkinson in quella edizione del torneo mise a segno 8 drop, superando il precedente record di Jannie de Beer (6 nel 1999).

La coppa del mondo del 2007 si disputò in Francia (con partite anche in Galles e Scozia) e la vittoria finale andò alla selezione sudafricana, che divenne la seconda squadra ad aver vinto due volte la coppa (e Os du Randt divenne il sesto giocatore a riuscire nell'impresa dopo i cinque australiani del 1999). In questo torneo il sudafricano Bryan Habana eguagliò il record di 8 mete di Lomu. Grande sorpresa del torneo è la nazionale Argentina, che sconfigge i francesi nell'incontro di apertura ed arriva alle semifinali (prima squadra esterna al Sei Nazioni o al Tri Nations a riuscire nell'impresa) chiudendo poi al terzo posto battendo nuovamente i padroni di casa nella finale di consolazione. La performance della squadra allenata da Marcelo Loffreda e guidata dalla stella Felipe Contepomi sarà determinante per convincere l'IRB ad ammettere i Pumas nel Tri Nations, con effetto a partire dal 2012. Questo torneo è quello con la più alta affluenza di pubblico negli stadi (una media di 47.367 spettatori per partita) e con il più alto numero di iscritte alle qualificazioni (91), anche se, tra ammesse di diritto e vincitrici di eliminatorie e continentali, vi sono tutte le squadre del 2003 tranne il Portogallo, che ha conquistato la sua prima presenza al mondiale ovale battendo l'Uruguay.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Il logo della competizione usato nelle edizioni 2011 e 2015

L'edizione del 2011 fu disputata in Nuova Zelanda, nonostante la candidatura del Giappone fosse stata valutata come la migliore nelle prime fasi del processo di assegnazione. Per una singolare coincidenza le ultime due partite (la finale per il bronzo e la finalissima) furono le medesime della precedente edizione neozelandese del torneo (la prima, nel 1987). Come 24 anni prima gli All Blacks si aggiudicarono il titolo sconfiggendo i francesi (stavolta di misura per 8-7) mentre stavolta a prendere il bronzo furono gli australiani sui gallesi. I neozelandesi diventarono pertanto la terza squadra a vincere due volte il torneo e la prima a vincere due volte in casa. Per i francesi invece il poco invidiabile record negativo di aver perso la terza finale su tre disputate.

La coppa del 2015 fu disputata in Inghilterra (con alcune partite in Galles), la candidatura inglese riuscì a prevalere su quelle sudafricana ed italiana. Per la prima volta nella storia il numero di squadre iscritte alle qualificazioni vede una diminuzione, passando da 91 delle precedenti due edizioni a 84, inoltre per una curiosa coincidenza, le qualificate al torneo sono le stesse del 2003. In questo torneo la Nuova Zelanda divenne la prima squadra al mondo a vincere la sua terza coppa nonché la seconda consecutiva, battendo gli australiani; entrambe le squadre divennero inoltre le prime ad aver disputato quattro volte la finale. In questa occasione ben 13 giocatori (tra cui il capitano Richie McCaw, Dan Carter e Ma'a Nonu) raggiunsero il record di due mondiali vinti. In questo torneo Bryan Habana eguagliò il record di 15 mete in coppa del mondo di Lomu e Julian Savea diventa il terzo uomo a marcare 8 mete in una singola edizione del torneo (come gli stessi Lomu nel 1999 e Habana nel 2007).

Il torneo del 2019 verrà organizzato dal Giappone, per la prima volta la coppa uscirà dai confini tradizionali del mondo del rugby.

Il nome del paese organizzatore dell'edizione 2023 è stato annunciato il 15 novembre 2017, con la vittoria della candidatura francese su quelle di Irlanda e Sudafrica, mentre l'Italia ha in precedenza ritirato la sua candidatura. World Rugby sta valutando un ampliamento del torneo a partire dall'edizione del '23.

Qualificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima edizione, 9 paesi furono invitati a partecipare alla competizione dall'IRB in aggiunta ai 7 membri allora effettivi del Board, già qualificati di diritto (il Sud Africa fu escluso per l'Apartheid). Dall'edizione 1991 alcune squadre devono sostenere dei turni di qualificazione, le cui regole cambiano ad ogni edizione ed a seconda del continente. Solitamente le squadre che raggiungevano i quarti di finale erano qualificate automaticamente all'edizione successiva del trofeo, tranne nel 1999, quando solo le semifinaliste ed il Galles padrone di casa ebbero tale privilegio. Inoltre, durante le qualificazioni, le squadre più forti entrano in gioco solo negli ultimi turni.

Nel 2003 e nel 2007 le squadre che avevano raggiunto i quarti di finale all'edizione precedente erano automaticamente qualificate, mentre i rimanenti 12 posti furono suddivisi tra i vari continenti in queste proporzioni:

  • Europa: 3 posti
  • Americhe: 3 posti
  • Oceania: 2 posti
  • Africa: 1 posto
  • Asia: 1 posto

I rimanenti due posti furono assegnati da spareggi di ripescaggio tra le prime escluse dei vari continenti.

Per il 2011, l'IRB ha apportato alcune modifiche alle qualificazioni. Le prime 3 classificate di ciascun girone della prima fase dell'edizione precedente sono qualificate di diritto, mentre i rimanenti 8 posti sono assegnati dopo tornei di qualificazione continentali, con le seguenti proporzioni (tra parentesi le squadre già qualificate):

  • Europa: 2 posti (Georgia e Russia)
  • Americhe: 2 posti (Canada e Stati Uniti)
  • Oceania: 1 posto (Samoa)
  • Africa: 1 posto (Namibia)
  • Asia: 1 posto (Giappone)

Il posto rimanente è stato assegnato tramite play-off alla Romania.

Anche per l'edizione 2015 l'IRB ha mantenuto le stesse proporzioni continentali, con l'Uruguay che ha conquistato il posto col play-off.

Per il 2019 invece, a causa della mancata qualificazione anticipata di Figi, Samoa e Tonga, il World Rugby ha riorganizzato parzialmente le qualificazioni:

  • Europa: 1 posto (Russia)
  • Americhe: 2 posti (Uruguay e Stati Uniti)
  • Oceania: 2 posti (Figi e Tonga)
  • Africa: 1 posto (Namibia)

Due posti sono invece assegnati coi play-off: il primo è andato a Samoa, il secondo in un girone all'italiana a quattro, vinto dal Canada. La Russia ha beneficiato della squalifica di Romania e Spagna, che avevano schierato giocatori irregolarmente naturalizzati.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Anno Paese ospitante Finale Finale per il 3º posto
Campione Punteggio Finalista 3ª classificata Punteggio 4ª classificata
1987 Nuova Zelanda
(con Australia)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 29 - 9 Francia Francia Galles Galles 22 - 21 Australia Australia
1991 Inghilterra
(con Galles, Scozia, Irlanda, Francia)
Australia Australia 12 - 6 Inghilterra Inghilterra Nuova Zelanda Nuova Zelanda 13 - 6 Scozia Scozia
1995 Sudafrica Sudafrica Sudafrica 15 - 12 Nuova Zelanda Nuova Zelanda Francia Francia 19 - 9 Inghilterra Inghilterra
1999 Galles
(con Inghilterra, Scozia, Irlanda, Francia)
Australia Australia 35 - 12 Francia Francia Sudafrica Sudafrica 22 - 18 Nuova Zelanda Nuova Zelanda
2003 Australia Inghilterra Inghilterra 20 - 17 Australia Australia Nuova Zelanda Nuova Zelanda 40 - 14 Francia Francia
2007 Francia
(con Galles e Scozia)
Sudafrica Sudafrica 15 - 6 Inghilterra Inghilterra Argentina Argentina 34 - 10 Francia Francia
2011 Nuova Zelanda Nuova Zelanda Nuova Zelanda 8 - 7 Francia Francia Australia Australia 21 - 18 Galles Galles
2015 Inghilterra
(con Galles)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 34 - 17 Australia Australia Sudafrica Sudafrica 24 - 13 Argentina Argentina
2019 Giappone Sudafrica Sudafrica 32 - 12 Inghilterra Inghilterra Nuova Zelanda Nuova Zelanda 40 - 17 Galles Galles
2023 Francia

Medagliere[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Campione 2º posto 3º posto 4º posto
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 3 1 3 1
Sudafrica Sudafrica 3 0 2 0
Australia Australia 2 2 1 1
Inghilterra Inghilterra 1 3 0 1
Francia Francia 0 3 1 2
Galles Galles 0 0 1 2
Argentina Argentina 0 0 1 1
Scozia Scozia 0 0 0 1

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Statistiche della Coppa del Mondo di rugby.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Collins, p. 12
  2. ^ a b c d Collins, p. 13
  3. ^ Sesta nazione, pag. 129.
  4. ^ a b Ravagnani, pag. 231.
  5. ^ a b c (EN) Daniel Schofield, Rugby World Cup: How the 1987 tournament was almost cancelled, in Stuff, Fairfax Media, Ltd, 20 settembre 2019. URL consultato il 10 novembre 2019.
  6. ^ a b Eddie Butler, Rugby World Cup: How 1987 changed the face of rugby union, in The Observer, 3 settembre 2011. URL consultato l'11 novembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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