Coppa del Mondo di rugby

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Coppa del Mondo di rugby
Rugby World Cup
Logo della competizione
Sport Rugby union pictogram.svg Rugby a 15
Tipo A squadre nazionali
Federazione World Rugby
Titolo Campione del mondo
Cadenza quadriennale
Partecipanti 20 squadre
Sito Internet rugbyworldcup.com
Storia
Fondazione 1987
Detentore Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Record vittorie Nuova Zelanda Nuova Zelanda (3)
Rugby World Cup Trophy.JPG
La Coppa William Webb Ellis

La Coppa del Mondo di rugby (ingl. Rugby World Cup) è la massima competizione internazionale di rugby XV per squadre nazionali maschili, ed è organizzata dal World Rugby. Istituita nel 1985, vide la sua prima edizione nel 1987 con la Nuova Zelanda come vincitrice. Da allora la sua fase finale si svolge a cadenza quadriennale. Il vincitore del torneo si fregia del titolo di campione del mondo per il quadriennio successivo alla vittoria.

Si sono tenute otto edizioni del torneo; campione in carica è la Nuova Zelanda, che ha vinto l'edizione più recente, quella del 2015, organizzata da Inghilterra e Galles. Gli All Blacks sono la squadra più titolata con tre vittorie. Seguono Australia e Sudafrica che hanno vinto il torneo due volte. L'unica formazione dell'Emisfero Nord ad avere conquistato il trofeo è l'Inghilterra.

Dal 1991 esiste anche una Coppa del Mondo femminile, sempre sotto la giurisdizione dell'IRB.

Il trofeo in palio è la Coppa William Webb Ellis, intitolata all'allievo inglese della Rugby School cui la leggenda del rugby attribuisce romanticamente la paternità della disciplina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Statua di William Webb Ellis a Rugby

Prima della Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

il logo della competizione (1987-2007)

Fino alla fine degli '80 il calendario internazionale del rugby di alto livello era scandito principalmente dai tour, ovvero visite ufficiali di una nazionale in un altro paese. Unico torneo che coinvolgeva le nazionali più forti del panorama rugbstico mondiale è stato per oltre un secolo il 5 nazioni (Home championship fino al 1910), che comunque vedeva la partecipazione solo delle maggiori cinque squadre europee. Esistevano altri tornei internazionali (come la Coppa FIRA) che tuttavia erano limitati ad una sola aerea geografica e per di più non vedevano prendervi parte le formazioni più quotate.

Prima del 1987 la cosa più simile ad una coppa del mondo di rugby potrebbero essere considerati i tornei olimpici del 1900, 1908, 1920 e 1924. Tuttavia questi tornei vedevano al via poche nazionali (massimo 4) e le formazioni schierate erano composte da giocatori di seconda fascia. Tutti questi incontri non sono riconosciuti come test match ufficiali.

Prime proposte[modifica | modifica wikitesto]

Il primo ad ideare una competizione mondiale di rugby, simile a quella disputata per il calcio, fu l'australiano Harold Tolhurst (giocatore e poi arbitro). Egli propose più volte la sua idea fin dai primi anni '50[1] ma la sua proposta non fu mai presa in considerazione e nel 1968 l'International Rugby Board escluse pubblicamente la possibilità della creazione della coppa del mondo,[1] temendo uno spostamento del gioco verso il professionismo.

La proposta tuttavia venne nuovamente rilanciata da Bill McLaughlin, presidente dell'Australian Rugby Union, nel 1979. La sua idea era quella di organizzare un torneo mondiale di rugby per nazionali nel 1988 in occasione dei festeggiamenti per il bicentenario dell'Australia.[1]

Anni 80: verso la prima edizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 Neil Durden-Smith propose nuovamente l'idea all'IRB, che ne discusse in una riunione del marzo 1983, la proposta venne bocciata nonostante il parere favorevole di alcuni dirigenti, segno che qualcosa nel mondo del rugby si stava muovendo. A conferma che ormai l'opinione comune stava cambiando fu il fatto che appena tre mesi dopo la riunione ci fu un nuovo meeting in cui l'Australia ribadiva la propria volontà di istituire il torneo e di candidarsi per organizzare la prima edizione.[1] Nel marzo dell'anno seguente anche la federazione della Nuova Zelanda si disse favorevole al progetto, in seguito a questo evento l'IRB commissionò uno studio di fattibilità e le due nazioni oceaniane si candidarono insieme per l'organizzazione.[1]

A convincere definitivamente l'IRB fu la minaccia portata dall'imprenditore televisivo australiano Rupert Murdoch. Egli infatti si era fatto promotore del progetto di un circuito professionistico del rugby XV[2], che prevedeva l'istituzione di un campionato del mondo fuori dall'orbita IRB, al quale avrebbero dovuto partecipare le squadre dell'allora Cinque Nazioni più le due oceaniane, più il Sudafrica sotto falso nome, per via del bando internazionale cui tale Paese era sottoposto per via della sua politica di apartheid[3].

L'IRB decise quindi di anticipare il progetto di Murdoch, grazie all'attivismo di due dirigenti della federazione neozelandese e al presidente di quella australiana, Nicholas Shehadie, ex internazionale per gli Wallabies e già sindaco di Sydney, nonché proprietario di una rete televisiva. I tre propugnarono l'idea di un torneo internazionale ufficiale e trovarono subito l'appoggio del presidente della federazione francese, Albert Ferrasse[3]. La proposta congiunta venne presentata a un vertice dell'IRB a Parigi nel marzo 1985 e, nonostante l'iniziale contrarietà delle federazioni irlandese e scozzese, tuttavia superata dal rischio di un nuovo terremoto dopo quello del Rugby League, il 22 marzo 1985 fu ufficializzata l'istituzione della Coppa del Mondo, la cui prima edizione fu affidata congiuntamente alle due federazioni che se ne erano fatte originariamente promotrici, Australia e Nuova Zelanda[3] e messa in calendario per il 1987.

Mancando il tempo per organizzare tornei di qualificazione, si decise, una tantum, di invitare le 14 squadre da affiancare ai due Paesi organizzatori. Fu deciso di convocare d'ufficio le squadre del Cinque Nazioni (Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Scozia); per quanto riguarda il resto d'Europa, Italia (in procinto di affiliarsi all'IRB) e Romania, le due Nazionali più quotate dopo le cinque citate; l'Argentina per l'America del Sud e Canada e Stati Uniti per quella del Nord. L'Africa, stante il bando al Sudafrica, fu rappresentata dallo Zimbabwe, mentre l'Asia lo fu dal Giappone; le altre due squadre oceaniane furono Figi e Tonga.

La formula del torneo era molto semplice. Le sedici squadre furono divise in quattro gironi da quattro squadre; le prime due di ogni gruppo si sarebbero qualificate per la fase ad eliminazione diretta, composta da quarti di finale, semifinale e finale. Fu prevista anche la finale per il terzo posto. La manifestazione prese il via il 22 maggio 1987 e la prima partita vide i padroni di casa della Nuova Zelanda opposti all'Italia. In quella partita, vinta nettamente dagli All Blacks, John Kirwan realizzò una meta percorrendo oltre 70 metri e dribblando 11 giocatori azzurri. L'edizione fu un grande successo di pubblico, e proprio gli All Blacks vinsero la finale di Eden Park davanti a quasi 50.000 spettatori contro la Francia. Terzo il Galles che vinse di misura sull'Australia nella finale di consolazione.

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Millennium Stadium

La coppa del 1991 fu assegnata nominalmente alla Gran Bretagna, tuttavia per una politica di accordo tra le federazioni furono disputate partite anche in Irlanda e in Francia. La formula del torneo rimase invariata ma per la prima volta furono disputate delle qualificazioni, questo consentì di aumentare il numero di squadre iscritte al torneo a 33; dalle qualificazioni vennero esentate le squadre che avevano raggiunto i quarti di finale nella precedente edizione (in pratica le prime due di ogni gruppo). Grande sorpresa della manifestazione fu la squadra delle Samoa Occidentali che riuscì a superare la prima fase eliminando Galles ed Argentina, prima di arrendersi contro la Scozia. Nella prima semifinale del torneo si registra la prima, inaspettata, sconfitta della Nuova Zelanda (dopo 10 vittorie consecutive nel torneo) ad opera dei vicini di casa australiani. Proprio i wallabies riusciranno a portarsi a casa la loro prima coppa, vincendo contro i padroni di casa inglesi in finale per 12-6 a Twickenham.

Il Sudafrica fu riammesso al rugby internazionale nel 1992 e per festeggiare la fine del regime razzista alla federazione sudafricana venne assegnato il torneo del 1995 senza che ci fossero altre candidate. Il numero di squadre iscritte aumentò ancora a 52 e questa edizione verrà probabilmente ricordata per due eventi: il primo è l'emergere di Jonah Lomu come stella del rugby. Il neozelandese infatti stupirà il mondo con la sua eccezionale velocità e potenza fisica, vincendo la classifica dei marcatori di mete con 7 realizzazioni in 6 partite (a pari merito con Marc Ellis. Il secondo è la consegna finale del trofeo; in uno dei momenti più emozionanti nella storia dello sport, il presidente Nelson Mandela, indossando una maglia degli Springboks e un abbinato cappellino da baseball, consegnò il trofeo nelle mani del capitano della squadra, l'Afrikaner Francois Pienaar. Questo gesto venne visto come un segno della riconciliazione tra le due comunità, bianca e nera, del Sudafrica. Ai fini statistici si segnala che proprio la finale è stata anche la prima partita della storia della coppa del mondo a richiedere la disputa dei tempi supplementari.

L'edizione del 1999 fu assegnata al Galles, tuttavia data la scarsità di impianti del piccolo paese britannico la Welsh Rugby Union dislocò alcune partite in Inghilterra, Irlanda, Scozia e perfino Francia. La formula del torneo venne in piccola parte mutata con l'istituzione di gruppi da 5 squadre anziché 4, per via dell'ampliamento a 20 squadre. Aumenta anche il numero di squadre iscritte alle qualificazioni (65). Altra modifica significativa nel regolamento è che a partire da questa edizione anche le squadre giunte terze nel proprio gruppo si qualificano automaticamente per l'edizione successiva e non solo le prime due. Jonah Lomu si conferma la superstar del rugby mondiale stabilendo due record, realizza 8 mete in una sola edizione (vincendo la classifica dei migliori marcatori di mete per la seconda volta consecutiva) e arriva a 15 mete totali nella storia della coppa, ma nonostante la sua presenza i neozelandesi vengono sorprendentemente fermati in semifinale dalla Francia e si dovranno accontentare del quarto posto avendo perso anche la finale di consolazione col Sudafrica. La vittoria finale va agli australiani che in finale sconfiggono i francesi, con questa vittoria gli australiani diventano i primi ad aver vinto due volte il trofeo e cinque suoi giocatori (Crowley, Eales, Horan, Kearns e Little) diventarono i primi ad aver vinto due volte la coppa.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

L'Inghilterra festeggia la vittoria del 2003

La Coppa del Mondo 2003 fu assegnata congiuntamente all'Australia e alla Nuova Zelanda, tuttavia quest'ultimo paese fu estromesso dall'organizzazione a causa di alcuni dissapori tra la NZRUF e l'IRB legati sostanzialmente a questioni economiche sulla ripartizione degli introiti. Altro motivo di disaccordo fu la decisione della NZRFU di non sospendere il campionato nazionale per la durata della coppa, come invece era stato richiesto dall'IRB. Questa edizione della coppa ha visto per la prima (e tuttora unica) volta la vittoria di una squadra europea, ovvero l'Inghilterra. La finale del torneo ha visto gli inglesi contrapposti ai padroni di casa e campioni in carica dell'Australia ed è ricordata per essere stata decisa a 21 secondi dalla fine dei tempi supplementari da un drop goal di Jonny Wilkinson. Lo stesso Wilkinson in quella edizione del torneo mise a segno 8 drop, superando il precedente record di Jannie de Beer (6 nel 1999).

La coppa del mondo del 2007 si disputò in Francia (con partite anche in Galles e Scozia) e la vittoria finale andò alla selezione sudafricana, che divenne la seconda squadra ad aver vinto due volte la coppa (e Os du Randt divenne il sesto giocatore a riuscire nell'impresa dopo i cinque australiani del 1999). In questo torneo il sudafricano Bryan Habana eguagliò il record di 8 mete di Lomu. Grande sorpresa del torneo è la nazionale Argentina, che sconfigge i francesi nell'incontro di apertura ed arriva alle semifinali (prima squadra esterna al Sei Nazioni o al Tri Nations a riuscire nell'impresa) chiudendo poi al terzo posto battendo nuovamente i padroni di casa nella finale di consolazione. La performance della squadra allenata da Marcelo Loffreda e guidata dalla stella Felipe Contepomi sarà determinante per convincere l'IRB ad ammettere i Pumas nel Tri Nations, con effetto a partire dal 2012. Questo torneo è quello con la più alta affluenza di pubblico negli stadi (una media di 47.367 spettatori per partita) e con il più alto numero di iscritte alle qualificazioni (91).

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione del 2011 fu disputata in Nuova Zelanda, nonostante la candidatura del Giappone fosse stata valutata come la migliore nelle prime fasi del processo di assegnazione). Per una singolare coincidenza le ultime due partite (la finale per il bronzo e la finalissima) furono le medesime della precedente edizione neozelandese del torneo (la prima, nel 1987). Come 24 anni prima gli All Blacks si aggiudicarono il titolo sconfiggendo i francesi (stavolta di misura per 8-7) mentre stavolta a prendere il bronzo furono gli australiani sui gallesi. I neozelandesi diventarono pertanto la terza squadra a vincere due volte il torneo e la prima a vincere due volte in casa. Per i francesi invece il poco invidiabile record negativo di aver perso la terza finale su tre disputate.

La coppa del 2015 fu disputata in Inghilterra (con alcune partite in Galles), la candidatura inglese riuscì a prevalere su quella Sudafricana ed italiana. Per la prima volta nella storia il numero di squadre iscritte alle qualificazioni vede una diminuzione, passando da 91 delle precedenti due edizioni a 84, inoltre per una cuoriosa coincidenza, le qualificate al torneo sono le stesse del 2003. In questo torneo la Nuova Zelanda divenne la prima squadra al mondo a vincere la sua terza coppa nonché la seconda consecutiva, battendo gli australiani; entrambe le squadre divennero inoltre le prime ad aver disputato quattro volte la finale. In questa occasione ben 13 giocatori (tra cui il capitano Richie McCaw, Dan Carter e Ma'a Nonu) raggiunsero il record di due mondiali vinti. In questo torneo Bryan Habana eguagliò il record di 15 mete in coppa del mondo di Lomu e Julian Savea diventa il terzo uomo a marcare 8 mete in una singola edizione del torneo (come gli stessi Lomu nel 1999 e Habana nel 2007).

Il torneo del 2019 verrà organizzato dal Giappone, per la prima volta la coppa uscirà dai confini tradizionali del mondo del rugby.

Il nome del paese organizzatore dell'edizione 2023 sarà annunciato a maggio 2017, i candidati sono Francia, Irlanda, Italia e Sudafrica. Il World Rugby sta valutando un ampliamento del torneo a 24 o a 32 squadre a partire dall'edizione del '23.

Qualificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima edizione, 9 paesi furono invitati a partecipare alla competizione dall'IRB in aggiunta ai 7 membri allora effettivi del Board, già qualificati di diritto (il Sud Africa fu escluso per l'Apartheid). Dall'edizione 1991 alcune squadre devono sostenere dei turni di qualificazione, le cui regole cambiano ad ogni edizione ed a seconda del continente. Solitamente le squadre che raggiungevano i quarti di finale erano qualificate di automaticamente all'edizione successiva del trofeo, tranne nel 1999, quando solo le semifinaliste ed il Galles padrone di casa ebbero tale privilegio. Inoltre, durante le qualificazioni, le squadre più forti entravano in gioco solo negli ultimi turni.

Nel 2003 e nel 2007 le squadre che avevano raggiunto i quarti di finale all'edizione precedente erano automaticamente qualificate, mentre i rimanenti 12 posti furono suddivisi tra i vari continenti in queste proporzioni:

  • Europa: 3 posti
  • Americhe: 3 posti
  • Oceania: 2 posti
  • Africa: 1 posto
  • Asia: 1 posto

I rimanenti due posti furono assegnati da spareggi di ripescaggio tra le prime escluse dei vari continenti.

Per il 2011, l'IRB ha apportato alcune modifiche alle qualificazioni. Le prime 3 classificate di ciascun girone della prima fase dell'edizione precedente sono qualificate di diritto, mentre i rimanenti 8 posti sono assegnati dopo tornei di qualificazione continentali, con le seguenti proporzioni (tra parentesi le squadre già qualificate):

  • Europa: 2 posti (Georgia e Russia)
  • Americhe: 2 posti (Canada e Stati Uniti)
  • Oceania: 1 posto (Samoa)
  • Africa: 1 posto (Namibia)
  • Asia: 1 posto (Giappone)

Il posto rimanente è stato assegnato tramite play-off alla Romania.

Anche per l'edizione 2015 l'IRB ha mantenuto le stesse proporzioni continentali.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Anno Paese ospitante Finale Finale per il 3º posto
Campione Punteggio Finalista 3ª classificata Punteggio 4ª classificata
1987 Nuova Zelanda
(con Australia)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 29 - 9 Francia Francia Galles Galles 22 - 21 Australia Australia
1991 Inghilterra
(con Galles, Scozia, Irlanda, Francia)
Australia Australia 12 - 6 Inghilterra Inghilterra Nuova Zelanda Nuova Zelanda 13 - 6 Scozia Scozia
1995 Sudafrica Sudafrica Sudafrica 15 - 12 Nuova Zelanda Nuova Zelanda Francia Francia 19 - 9 Inghilterra Inghilterra
1999 Galles
(con Inghilterra, Scozia, Irlanda, Francia)
Australia Australia 35 - 12 Francia Francia Sudafrica Sudafrica 22 - 18 Nuova Zelanda Nuova Zelanda
2003 Australia Inghilterra Inghilterra 20 - 17 Australia Australia Nuova Zelanda Nuova Zelanda 40 - 14 Francia Francia
2007 Francia
(con Galles e Scozia)
Sudafrica Sudafrica 15 - 6 Inghilterra Inghilterra Argentina Argentina 34 - 10 Francia Francia
2011 Nuova Zelanda Nuova Zelanda Nuova Zelanda 8 - 7 Francia Francia Australia Australia 21 - 18 Galles Galles
2015 Inghilterra
(con Galles)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 34 - 17 Australia Australia Sudafrica Sudafrica 24 - 13 Argentina Argentina
2019 Giappone

Medagliere[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Campione 2º posto 3º posto 4º posto
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 3 1 2 1
Australia Australia 2 2 1 1
Sudafrica Sudafrica 2 0 2 0
Inghilterra Inghilterra 1 2 0 1
Francia Francia 0 3 1 2
Galles Galles 0 0 1 1
Argentina Argentina 0 0 1 1
Scozia Scozia 0 0 0 1

Partecipazioni e prestazioni delle nazionali partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Al 2015 solo quattro Nazionali hanno sempre acceduto almeno ai quarti di finale: Australia, Francia, Nuova Zelanda e Sudafrica (quest'ultima a partire dalla Coppa del Mondo di rugby 1995, la prima edizione cui fu ammessa). L'URSS, invitata alla prima edizione del 1987, declinò per motivi politici, e non prese parte alle qualificazioni alla Coppa del Mondo di rugby 1991; dei Paesi che la costituivano, gli unici a essersi qualificati, al 2015, alla Coppa sono la Georgia e la Russia.

12 nazioni hanno sempre preso parte al Mondiale: quelle del 6 nazioni, quelle del The Rugby Championship (tranne il Sudafrica), Canada, Giappone e Romania.

Nazionale Presenze 1987 1991 1995 1999 2003 2007 2011 2015 2019 Vittorie
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 8 QF Q 3
Australia Australia 8 QF QF Q 2
Sudafrica Sudafrica 6 QF QF Q 2
Inghilterra Inghilterra 8 QF QF QF 1T Q 1
Francia Francia 8 QF QF Q
Galles Galles 8 1T 1T QF QF 1T QF Q
Argentina Argentina 8 1T 1T 1T QF 1T QF Q
Scozia Scozia 8 QF QF QF QF QF 1T QF Q
Irlanda Irlanda 8 QF QF QF 2T QF 1T QF QF Q
Canada Canada 8 1T QF 1T 1T 1T 1T 1T 1T
Italia Italia 8 1T 1T 1T 1T 1T 1T 1T 1T Q
Romania Romania 8 1T 1T 1T 1T 1T 1T 1T 1T
Giappone Giappone 8 1T 1T 1T 1T 1T 1T 1T 1T Q
Figi Figi 7 QF 1T 2T 1T QF 1T 1T
Samoa Samoa 7 -– QF 2T 1T 1T 1T 1T 1T
Tonga Tonga 7 1T 1T 1T 1T 1T 1T 1T
Stati Uniti Stati Uniti 7 1T 1T 1T 1T 1T 1T 1T
Namibia Namibia 5 1T 1T 1T 1T 1T
Georgia Georgia 4 1T 1T 1T 1T Q
Uruguay Uruguay 3 1T 1T 1T
Zimbabwe Zimbabwe 2 1T 1T
Russia Russia 1 1T
Portogallo Portogallo 1 1T
Spagna Spagna 1 1T
Costa d'Avorio Costa d'Avorio 1 1T
URSS URSS R

Statistiche giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Complessive[modifica | modifica wikitesto]

Maggiori realizzatori di punti[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore Periodo Punti
Inghilterra Jonny Wilkinson 1999-2011 277
Scozia Gavin Hastings 1987-1995 227
Australia Michael Lynagh 1987-1995 195
Nuova Zelanda Dan Carter 2003-2015 191
Nuova Zelanda Grant Fox 1987-1991 170
Nuova Zelanda Andrew Mehrtens 1995-1999 163
Scozia Chris Paterson 1999-2011 140
Francia Frédéric Michalak 2003-2015 136
Argentina Gonzalo Quesada 1999-2003 135
Australia Matthew P. Burke 1995-2003 125
Argentina Felipe Contepomi 1999-2011
Figi Nicky Little 1999-2011

Maggiori realizzatori di mete[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore Periodo Mete
Sudafrica Bryan Habana 2007-2015 15
Nuova Zelanda Jonah Lomu 1995-1999
Australia Drew Mitchell 2007-2015 14
Nuova Zelanda Doug Howlett 2003-2007 13
Australia Adam Ashley-Cooper 2007-2015 11
Francia Vincent Clerc 2007-2011
Australia Chris Latham 1999-2007
Nuova Zelanda Joe Rokocoko 2003-2007
Inghilterra Rory Underwood 1987-1995
Australia David Campese 1987-1995 10
Samoa Brian Lima 1991-2007

Per edizione[modifica | modifica wikitesto]

Maggiori realizzatori di punti[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Giocatore Punti
1987 Nuova Zelanda Grant Fox 123
1991 Irlanda Ralph Keyes 68
1995 Francia Thierry Lacroix 112
1999 Argentina Gonzalo Quesada 102
2003 Inghilterra Jonny Wilkinson 113
2007 Sudafrica Percy Montgomery 105
2011 Sudafrica Morné Steyn 62
2015 Argentina Nicolás Sánchez 97

Maggiori realizzatori di mete[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Giocatore Mete
1987 Nuova Zelanda Craig Green
Nuova Zelanda John Kirwan
6
1991 Australia David Campese
Francia Jean-Baptiste Lafond
6
1995 Nuova Zelanda Jonah Lomu
Nuova Zelanda Marc Ellis
7
1999 Nuova Zelanda Jonah Lomu 8
2003 Nuova Zelanda Doug Howlett
Nuova Zelanda Mils Muliaina
7
2007 Sudafrica Bryan Habana 8
2011 Inghilterra Chris Ashton
Francia Vincent Clerc
6
2015 Nuova Zelanda Julian Savea 8

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e The History of RWC., worldcupweb.com. URL consultato il 29 giugno 2010.
  2. ^ Sesta nazione, pag. 129
  3. ^ a b c Ravagnani, pag. 231

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianluca Barca, Gian Franco Bellè (a cura di), La sesta nazione. Ottant'anni di storia della Federazione Italiana Rugby, Parma, Grafiche Step, 2008, ISBN 1-01-000003530-7.
  • Luciano Ravagnani, Pierluigi Fadda, Rugby. Storia del Rugby Mondiale dalle origini a oggi, 2ª ed., Milano, Vallardi, 2007 [1992], ISBN 88-87110-92-1.
  • Fabrizio Zupo, Inseguendo il paradiso del rugby, Roma, Editrice Nutrimenti, 2007, ISBN 88-88389-85-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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