Sport di squadra

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Una gara di pallacanestro, disciplina in cui ogni squadra compete con 5 giocatori.

Gli sport di squadra sono discipline al cui evento partecipa la squadra anziché il singolo atleta.[1][2]

Regolamento[modifica | modifica wikitesto]

All'evento prendono parte due squadre, ciascuna composta dallo stesso numero di atleti.[1] L'obiettivo è la vittoria dell'incontro, tramite la realizzazione di un punteggio superiore (per esempio gol, canestri o mete) rispetto alla squadra avversaria.[1]

Ciascuna squadra è guidata dall'allenatore che, oltre a decidere lo schieramento in campo (formazione titolare), dispone delle riserve in panchina. I risultati che una squadra consegue sono considerati collettivi.[3]

Sport di squadra alle Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Schieramento, al calcio d'inizio, di una partita di rugby a 7.

I seguenti sport collettivi fanno parte del programma olimpico, aggiornato a Rio de Janeiro 2016:

Altre discipline ora non più presenti sono: baseball, cricket, hockey su pista, lacrosse, polo, rugby a 15, softball, stock sport, tiro alla fune.[4] Da Londra 2012 è stato invece inserito il pugilato femminile a squadre.[5][6]

Esistono anche varianti, per esempio quelle in cui il campo di gara è la spiaggia: in tal caso, il nome dello sport è preceduto dall'inglese «beach».[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Sport di squadra o individuali?, in la Repubblica, 17 novembre 2016, p. 27.
  2. ^ Tina Simoniello, Lo sport giusto per i bambini due è meglio di uno, su repubblica.it, 11 ottobre 2011.
  3. ^ Si vince e si perde insieme (sempre!), su obiettivoefficacia.com, 9 aprile 2017.
  4. ^ Federico Militello, Quanti sport di squadra per l’Italia a Rio 2016?, su oasport.it, 3 ottobre 2013.
  5. ^ Olimpiadi, a Londra entra la boxe femminile e dal 2016 largo a golf e rugby a sette, su repubblica.it, 13 agosto 2009.
  6. ^ La boxe femminile a Londra 2012 Si decide su golf e rugby a 7, su gazzetta.it, 13 agosto 2009.
  7. ^ Antonio Dipollina, Telecronisti da spiaggia "Goool, incredibile", su repubblica.it, 24 luglio 2004.

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